Da Buffon a Mattarella: l’ira funesta

by Seyan / venerdì, 18 maggio 2018 / Published in La Cabala

Da Buffon a Mattarella:
L’ira funesta.

Perché mettiamo insieme Buffon e Matterella?

E’ semplice. Adesso ve lo diciamo…


Pochi hanno dimenticato l’11 aprile: a 30 secondi dal termine dei tempi regolamentari, in vantaggio 3-0 sul Real Madrid, Benatia travolge Vazquez in area, Calcio di rigore nettissimo. Buffon protesta con eccessiva veemenza e viene espulso.

Il resto è storia: Cristiano Ronaldo segna ed elimina la Juventus dalla Champions League 2017-2018.



BUFFON CONTRO OLIVER: L’ARBITRO OLIVER HA UN BIDONE DI SPAZZATURA AL POSTO DEL CUORE

Buffon a caldo, affermò: «E’ riuscito a dare un rosso al sottoscritto, io non ho mai preso un rosso per proteste in vita mia, non sapendo forse anche che era la mia ultima partita. Magari pensava che avessi 25 anni, non ne ho idea. Però quella è un’aggravante: vuol dire che sei impreparato e che hai la sensibilità di un animale. Vuol dire che al posto del cuore hai una pattumiera, un bidone dell’immondizia».

Ancor più iperbolico l’autore del fallo, Benatia: «Il rigore è stato uno stupro».

Icastica la replica di Maurizio Crozza  a siffatte insulsaggini. Questo il link.



EMBE’, CHE C’ENTRA MATTARELLA CON BUFFON?

Un po’ di satira non guasta mai… e poi qualcosa c’entra.

Ad un solo passo dalla partenza di un governo tecnico, con il pieno placet di FMI, UE e BCE, un esecutivo destinato a completare la liquidazione dei diritti sociali e la liquefazione della ricchezza del ceto medio-basso iniziata da Mario Monti – anche con la re-introduzione di una massiva tassa sulla prima casa, come da desiderata dalla massona di Three Eyes Christine Lagarde –, all’ultimo minuto il colpo di scena:
Lega e M5S cominiciano a trattare.

E monta l’ira di Mattarella, di Napolitano, e dei Poteri Forti Internazionali selezionati per cooptazione dagli elitisti globali.



MATTARELLA INIZIA A PIANTARE UNA LUNGA TEORIA DI PALETTI

Mentre le trattative Lega-pentastellati viaggiano a rilento, Mattarella il 10 maggio afferma: «Il Sovranismo è inattuabile». Poi continua, «E’ da qui che occorre partire per avviare una riscoperta dell’Europa come di un grande disegno sottraendoci all’egemonia di particolarismi senza futuro e di una narrativa sovranista pronta a proporre soluzioni tanto seducenti quanto inattuabili».

Qui il Capo dello Stato usa nei confronti della Nazione Italiana termini che riecheggiano – in sostanza – quelli utilizzati dall’antropologo marxista Anderson che parlava delle Nazione come di “comunità immaginate”. Mattarella parla dell’Italia come di un “particolarismo senza futuro”. Non è ultroneo ricordare che il Capo dello Stato, al momento dell’insediamento giura fedeltà alla Repubblica Italiana e alla Costituzione Italiana.

Sommessamente, c’è da chiedere: se Egli considera gli Stati Nazionali come l’Italia particolarismi senza futuro, perché ha accettato l’incarico?


Matttarella

Immagine stilizzata di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica.



GUARDA CASO ANCHE JACQUES ATTALI PARLA DI “PARTICOLARISMI”

Anche il supermassone di Three Eyes Jacques Attali, intervistato dal direttore di Repubblica, Mario Calabresi, al Salone del Libro di Torino due giorni dopo siffatta esternazione, parla di “particolarismi”,


Siamo tornati al clima che si respirava in Europa nel 1913. Quando le innovazioni tecnologiche sembravano aprire un orizzonte positivo per l’umanità. Vinsero invece i particolarismi e un anno dopo scoppiò la guerra mondiale.



MATTARELLA UNA RIEDIZIONE DEL PRESIDENTE NAPOLITANO?

Finora Mattarella aveva dispiegato il suo mandato all’insegna della sobrietà e del silenzio, differenziandosi nettamente dallo stile del Presidente Monitante, Giorgio Napolitano.

Ora anch’egli intesse continue esternazioni: l’ultima a Dogliani per celebrare il settantesimo anniversario dell’insediamento di Luigi Einaudi alla Presidenza della repubblica:


Cercando sempre leale sintonia con il governo e il Parlamento, Luigi Einaudi si servì in pieno delle prerogative attribuite al suo ufficio ogni volta che lo ritenne necessario.


Fu il caso illuminante del potere di nomina del presidente del Consiglio dei ministri, dopo le elezioni del 1953 per la quale non ritenne di avvalersi delle indicazioni espresse dal principale gruppo parlamentare, quello della Dc. (lastampa.it)



MATTARELLA DICE IL VERO: L’ECONOMISTA PELLA NEL 1953 VENNE IMPOSTO DA LUIGI EINAUDI MA…

È utile ricordare l’ultimo precedente, quello di Mario Monti.

Uno dei primi atti dell’esecutivo Monti fu quello di ordinare un pagamento di 2,8 miliardi di euro alla merchant bank Morgan Stanley.

Cinque anni dopo,


la Procura della Corte dei Conti del Lazio ha contestato alla banca americana Morgan Stanley e al ministero dell’Economia un danno erariale di oltre 4,1 miliardi di euro.


È quanto ha rimarcato il procuratore regionale Donata Cabras nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. […] Gli altri 1,3 miliardi sono, infatti, stati contestati a Via XX Settembre non solo per aver sottoscritto strumenti «non idonei ad attuare le strategie finanziarie» dichiarate, cioè la copertura da un eventuale incremento dei tassi di interesse, ma per averli stipulati con una controparte in conflitto di interessi essendo Morgan Stanley un operatore specialista nel collocamento dei titoli di Stato.



MORGAN STANLEY PAGATA PIU’ DELLE PENSIONI

Anche


la Federconsumatori, sostenuta dalla Cgil, annuncia un atto di intervento adesivo, che si affianca al ricorso proposto dalla procura generale del Lazio. […]


Nel particolare, il procedimento si delinea contro Morgan Stanley, l’ex dirigente del Tesoro Maria Cannata, il dirigente del Tesoro Vincenzo La Via e gli ex ministri del Tesoro Domenico Siniscalco e Vittorio Grilli. Il danno richiesto è pari a 2,7 miliardi in capo a Morgan Stanley, e di 1,2 miliardi in capo ai dirigenti del Mef che hanno gestito il debito. […]


Facendo i conti, a fronte di oltre 4 miliardi incassati da Morgan Stanley, il Tesoro ha incassato circa 80 milioni. Se fosse lecito scommettere, sarebbe una “cattiva scommessa”. (Emanuele Di Nicola)



QUESTO UNO DEI PROLOGOMENI DELL’ESECUTIVO MONTI. IL RESTO È DA FILM HORROR

Il resto è ben peggio:

Pareggio di bilancio in Costituzione;

Legge Fornero, talmente malfatta che è stato necessario applicare numerose salvaguardie. Ad oggi, gran parte della disoccupazione giovanile è provocata dal pensionamento tardivo di milioni di lavoratori. I lavoratori in senescenza rappresentano un problema per aziende ed enti. Inoltre, i contemporanei tagli alla Sanità provocano decine di migliaia di morti annuali anzitempo per lo stress determinato dal dover continuare a lavorare ben oltre la fisiologica resistenza umana;

Tartassazione degli immobili. La super-ICI montista non solo ha depauperato il ceto medio italiano, ma ha innescato un meccanismo perverso; nel 2007 venivano effettuate oltre un milione di compravendite immobiliari, oggi sono poco più della metà, il valore degli immobili è crollato del 30% con una perdita effettiva di duemila miliardi di euro di valore;

Consolidamento fiscale; con la sua tipica algida alterigia Monti si vantava alla CNN di aver ottenuto il consolidamento fiscale mediante la distruzione della domanda interna. Nel 2017 il Programma Nazionale di Riforma del DEF stilato dal Ministero Edonomia e Finanze nel 2017 ha precisato che i provvedimenti presi da Mario Monti ci sono costati 300 miliardi di euro di mancata crescita del PIL;

Dulcis in fundo, il gabinetto Monti è tra i maggiori responsabili della povertà italiana, attestata in cinque milioni di poveri e in 11 milioni di Italiani vicini alla fascia della povertà.



LA RISPOSTA STIZZITA DI SALVINI A MATTARELLA

L’ira funesta innerva le convulse trattative per la formazione del Governo.


Ieri, dopo che il presidente della Repubblica ha ribadito i punti fermi costituzionali sulla formazione del nuovo governo, il contrasto istituzionale è diventato realtà. Al segretario della Lega Matteo Salvini non devono essere andati giù i riferimenti alle «prerogative» del Colle sulla scelta del premier e sul vaglio della squadra di governo. […]


Uscendo in serata dal Pirellone dopo il vertice con il M5S, Salvini non si è trattenuto: «L’idea è di rinegoziare i trattati Ue, altrimenti l’Italia soffoca». E poi: «Ascolteremo Mattarella col massimo rispetto. Ma Einaudi va letto tutto, scrisse di un Paese fondato sull’autonomia». Un richiamo inusuale al Colle che rischia di complicare le trattative per la formazione di un nuovo governo. (lastampa.it)



ANCHE LA COMMISSIONE EUROPEA INTERVIENE A GAMBA TESA SULLE TRATTATIVE DI GOVERNO

La UE sembra sempre più la cassa di risonanza del Gran Maestro Globale George Soros, che, d’altro canto, incontra spesso Juncker in pranzi e cene di lavoro.

Il vicepresidente Valdis Dombrovskis dichiara testualmente che la Commissione Ue raccomanderà la settimana prossima all’Italia di ridurre debito e deficit, “indipendentemente dal Governo che ci sarà. E’ lo stesso di Mattarella che durante durante il processo di formazione del Governo ha enfatizzato la necessità di mantenere gli impegni europei”

Mentre il commissario europeo alla Migrazione, Dimitris Avramopoulos, si augura che non ci siano cambiamenti sulla linea della politica migratoria.

Breviter, il soffocamento dell’Economia Italiana tramite il fiscal compact e il Migrazionesimo Sorosita sono irrinunciabili per i Potentati della Globalizzazione.



IL PROBLEMA VERO È CHE…

La Ur-sinistra globale, quisling e sicofante del Capitalismo Totalitario, sproloquia di “democrazia” quando quest’ultima va “esportata” con armigeri e bombe, ma siffatta sinistra diventa isterica se il popolo bue vota diversamente da ciò che viene iniettato nel lavaggio di cervello dalla propaganda mainstream del regime liberal-capitalista.


Abbiamo visto i volti noti della sinistra italiana ed occidentale attaccare il voto degli anziani, degli operai.  […]


Va in questa direzione anche “Popolo vs Democrazia. Dalla cittadinanza alla dittatura elettorale”, saggio di un vippino della sinistra tedesca, Yascha Mounk, entusiasticamente accolto in Italia dai sodali della medesima, in cui si sostiene esplicitamente che la democrazia sia un pericolo per il liberalismo. Secondo l’autore infatti, il volgo chiede soluzioni autoritarie ai propri problemi, eleggendo nei momenti di crisi figure carismatiche che si oppongono “alla cultura dei diritti”. Che cosa si intenda con questa vacua locuzione all’insegna dell’ambiguità lessicale è presto detto: immigrazione incontrollata, libero mercato, lobbismo degli omosessuali ed altre nefandezze oscene. (ilprimato nazionale.it)



L’INSENSATEZZA DEI MAINSTREAM MEDIA DELLA GLOBALIZZAZIONE

La follia e la psicopatia che caratterizza gli Ipercapitalisti Globali si riverbera nei loro megafoni.

Insensato quanto scrive il “Financial Times”:

«L’Italia è sul punto di far insediare il governo più anticonvenzionale e inesperto alla guida di una democrazia occidentale europea sin dal Trattato fondatore dell’Ue di Roma del 1957». Inoltre, paragona i due schieramenti “giamaicani” ai Visigoti di Alarico che si macchiarono del sacco di Roma nel 410, ma oggi «i barbari non si stanno ammassando alle porte di Roma. Sono già dentro la città».

La verità rovesciata come un calzino. Gli allogeni diventano meritevoli di assoluta tutela, mentre gli autoctoni devono semplicemente accettare di essere sostituiti.

Ci fossero stati, ai tempi dell’Impero Romano, gli attuali spacciatori di fake news globali, i “giornaloni”, e George Soros, essi avrebbero dipinto i barbari come migranti e rifugiati politici a causa delle guerre che imperversavano nelle loro terre e, di converso, i cives romani come razzisti, che osavano contrastare le “legittime” pretese di Alarico e dei suoi. Ur-fascisti ante litteram; d’altro canto i Romani non usavano i fasci littorii?

Follia.



LA BOCCIATURA DI GIULIO SAPELLI


L’intransigenza del Capo dello Stato su questo punto si è spinta a fargli bocciare a priori il nominativo del professor Giulio Sapelli, insigne economista e figura di assoluto valore ma con il peccato originale, per i criteri mattarelliani, dell’euroscetticismo e dell’allergia all’austerità. Appare evidente come, da questo punto di vista, Mattarella goda della sponda dei pentastellati cui, come si evince dalle priorità espresse sia in campagna elettorale che successivamente, poco importa dei temi sovranisti, dell’emergenza immigrazione. (Cristiano Puglisi).


Il Quirinale smentisce tale circostanza, ma Sapelli ha ribadito la sua posizione in un’intervista a “Lo Speciale”.


“Non mi parli di Mattarella. Lui è la grande “anomalia” di questa situazione. E’ stato una delusione. Ero convinto che con lui saremmo tornati al rispetto della Costituzione e a un regime veramente parlamentare, con un presidente arbitro consapevole del fatto che al di sopra di lui ci sono le Camere e la Corte costituzionale. Pur con tutti i bilanciamenti del caso ero certo che Mattarella avrebbe fatto prevalere la volontà popolare”.



MATTARELLA RIVENDICA UN RUOLO CHE VA PROBABILMENTE OLTRE LE PREROGATIVE COSTITUZIONALI

Citiamo al riguardo il sito del governo:


Nella risoluzione delle crisi si ritiene che il Capo dello Stato non sia giuridicamente libero nella scelta dell’incaricato, essendo vincolato al fine di individuare una personalità politica in grado di formare un governo che abbia la fiducia del Parlamento. L’incarico è conferito in forma esclusivamente orale, al termine di un colloquio tra il Presidente della Repubblica e la personalità prescelta. Del conferimento dell’incarico da’ notizia, con un comunicato alla stampa, alla radio e alla televisione, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica. Una volta conferito l’incarico, il Presidente della Repubblica non può interferire nelle decisioni dell’incaricato, né può revocargli il mandato per motivi squisitamente politici.



IL GOVERNO “GIAMAICA” GIALLO-VERDE FARÀ POCO O NULLA. MEGLIO COSI’?

Troppi gli ostacoli, la Cabala Mondiale, tutta la stampa compresa quella travaglista, la repentinea quanto provvida riabilitazione dell’ex Cav…

Come abbiamo scritto in “Ur-destra o Ur-Sinistra stessa minestra” non abbiamo alcuna fiducia nella Destra e nella sinistra storiche, totalmente asservite agli interessi del liberal-Capitalismo Globale. Ma poca fiducia deponiamo nei sedicenti populisti Salvimaioisti. Già qui avevamo espresso diverse perplessità.

Vogliamo entrare nei due provvedimenti di governo che rappresentano i cavalli di battaglia rispettivamente di M5S e Lega: Reddito di cittadinanza e Flat tax.

Per il primo temiamo che rappresenti l’ennesima distribuzione del nostro welfare a vantaggio degli immigrati. Già ora gli immigrati fruiscono di Sanità Pubblica, case popolari, contributi assistenziali, sfavorendo nella selezione gli Italiani;

Per il secondo, ricordiamo che, secondo i Leghisti, favorirebbe il ceto-medio e medio-basso. Falso. È solo l’ennesimo regalo al ricco ceto capitalistico, ai privilegiati di Stato (pensionati d’oro, Grand Commis, Top Manager) e alla Transnational Capitalist Class.


Crozza vs la flat tax del guru economico Armando Siri di Salvini

Crozza vs la flat tax del guru economico Armando Siri di Salvini

Pubblicato da Cittadini in Movimento su lunedì 30 aprile 2018



LA FLAT TAX AUMENTA L’INDICE DI GINI

Citiamo alcuni punti di un esaustivo articolo a firma di Daniela Palma:


Tra gli aspetti più controversi relativi alla flat tax non si può non rilevare la caratteristica di diminuire la progressività dell’imposizione fiscale, andando a beneficiare soprattutto le fasce di reddito più alto. Tuttavia, poiché anche le fasce di reddito più basso ne guadagnerebbero  […] si sostiene che questo non sarebbe un problema e che potrebbero anzi esservi effetti moltiplicativi sul reddito che darebbero luogo ad un aumento del gettito fiscale complessivo. Peccato però che tutto questo non possa realizzarsi e che il risultato finale vada nella direzione non solo di una maggiore disuguaglianza tra i redditi, ma anche di una più forte esclusione sociale.


Anche ammettendo che la flat tax  riesca a far emergere l’intera evasione fiscale attualmente stimata, si è visto infatti che il gettito generato dal vigente sistema di aliquote non sarebbe garantito. In altri termini ci troveremmo di fronte a poste di bilancio pubblico più ridotte e tali da rendere ancor più difficile per i più deboli l’accesso a un welfare di tipo universalistico che assicuri quei diritti fondamentali (come salute e istruzione) che sono sanciti dalla nostra Costituzione.


Supporre che, stando così le cose, il maggiore reddito disponibile si traduca in maggiori consumi tali da far aumentare il reddito complessivo e così il gettito, risulta pertanto del tutto irrealistico.



VINCE SEMPRE L’IPERCAPITALISMO GLOBALE

Vincano i cosiddetti Populisti, vinca la Ur.Sinistra o la Ur-Destra, nulla cambia.

A godere è sempre l’Ipercapitalismo globale popper-hayekiano che si nutre del corpo e beve il sangue del ceto medio occidentale.


ipercapitalismo

L’Ipercapitalismo mangia il corpo e beve il sangue del ceto medio occidentale



 

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One Response to “Da Buffon a Mattarella: l’ira funesta”

  1. Monia De Moniax says : Rispondi

    Nominare significa: ricordare, citare, menzionare, pronunciare, dare il nome, chiamare, battezzare, intitolare. Non significa “incaricare” quindi il pres della Republic of Italy anuncia il nome del presidente del consiglio dei ministri, non lo sceglie…la Lingua è la Lingua ed è Italiano, non l’ambiguo anglocazzone dove un vocabolo ha mille e una notte di significati…

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