Le Voci di Dentro

by Seyan / martedì, 17 febbraio 2015 / Published in La Terra Cava

“Ero nel tredicesimo anno della mia vita, quando Dio mandò una voce per guidarmi.

Dapprima rimasi spaventata: ‘Sono una povera ragazza che non sa né guerreggiare né filare’ risposi. Ma l’angelo mi raccontò che pietà fosse il regno di Francia e mi disse: ‘Verranno a te Santa Caterina e Santa Margherita. Opera come ti consigliano, perché loro sono mandate per consigliarti e guidarti e tu crederai a quanto esse ti diranno’.

L’episodio narrato si svolse nel “Bois Chenu”, vicino Domrémy, uno dei boschi di quercia cari alla magia Druidica, il periodo era la calda estate del 1425, nell’aria si mischiavano varie fragranze e gli effluvi dei campi dorati di grano della Lorena.
A parlarne è la stessa protagonista, Giovanna d’Arco, Jeanne d’Arc, che rimase inginocchiata per ore, inebetita e sconvolta da ciò che le chiedeva la Voce di San Michele: intervenire in soccorso del Regno di Francia.

giovanna d'arco

Giovanna d’Arco

Risulta di estrema importanza la collocazione spaziale del contatto con le “Voci”. Esso avvenne, infatti, nel luogo sacro per antonomasia

dei Sacerdoti Druidi, il magico bosco di querce o Nemeton e a parlarle era colui che dai sacerdoti Druidi era conosciuto come il Dio gallico della Luce e del Sole, Belenos, Belanus, Belanu o Belen per Francesi. Con la feroce estirpazione dei riti pagani operata dalla Chiesa Cattolica, il culto dell’Arcangelo della Luce, Michele, venne a sovrapporsi ai precedenti culti di Lug e Belenos in area celtica, al persiano-anatolico Dio Mithra, cooptato con il nome di Mitra in area romana, all’ellenico Helios-Apollo-Hermes.
Leggende si stratificano a leggende. Il “Re del Mondo” di Agarthi andrebbe collegato ad Odino-Wotan di Asgard ed il Re del Mondo altri non sarebbe che il “Manu”, il medium tra l’umano e il divino, dalle infinite vesti e nomi. Nell’area euroafricana, Manu avrebbe assunto varie identità, da Narmer o Menes, il mitico Re Scorpione egizio, al bretone Artù, per identificarsi poi nell’Arcangelo Michele. Ma tutti i Grandi Avatar delle Religioni, da Gesù Cristo a Buddha, non sarebbero che successive personificazioni del Re del Mondo.

II Re del Mondo è in rapporto con tutti i pensieri di tutti coloro che dirigono il destino dell’umanità. Conosce le loro intenzioni e le loro idee. Se esse piacciono a Dio, il Re del Mondo le favorirà col suo aiuto invisibile; se dispiacciono a Dio, il Re provocherà il loro fallimento. Tale è il potere dato all’Agharti mediante la scienza misteriosa di Om. (Rene Guénon, “Il Re del Mondo”, Adelphi).

Nel 1429, dopo varie contatti con le Voci, Giovanna addivenne alla risoluzione di presentarsi al cospetto del Delfino di Francia, Carlo di Valois, per rappresentargli che la divina potenza l’aveva investita del compito di risollevare le sorti della Francia dai rovesci subiti nella Guerra dei Cento Anni.
Il Regno di Francia era sull’orlo della rovina, dopo la disfatta ad Azincourt: gli Inglesi, con l’appoggio dei Borgognoni, avevano occupato Parigi e cingevano d’assedio Orléans. Tutto pareva ormai perso ed era prossimo alla caduta anche Mont Saint-Michel, nodo preminente della linea energetica denominata Via Micaelica o Via Sacra Langobardorum, che comprende, tra gli altri, la Sacra di San Michele in Val di Susa e il Santuario di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo nel Gargano. Può apparire frutto della casualità che Mont Saint-Michel fosse dedicato originariamente a Belenos, infatti, il nome attribuito al luogo dai Romani era Mons vel tumba Beleni, ossia “Monte o tomba di Beleno”. Ma il caso, come ha affermato Elie Wiesel, non esiste. Ancora più impressionante il collegamento dell’Arcangelo Michele con Monte Sant’Angelo nel Gargano. Virgilio denominava la Zona come Nemetun Garganum, la Foresta Garganica. Gargano, Dio Silvestre, è figlio di Belenos e, in base alla dottrina dell’omousia, Gargano e Belenos sono, ancora, la stessa persona, lo stesso Avatar. I santuari micaelici sono sempre posti o in antiche aree sacre druidiche dedicate a Belenos oppure in luoghi di elevata altezza, a riprova del legame con le forze superiori e celestiali che si oppongono agli araldi del male e dell’oscurità. San Michele è l’antagonista naturale, escatologico e psicomachiaco, della manifestazione materiale del Male, Satana, raffigurato come Serpente, Drago o Dragone e non è una coincidenza che la leggenda narri del Drago di Metz, Il Graoully, che imperversava nella regione della Lorena, di cui era originaria Giovanna, drago che venne ucciso da San Clemente di Metz.

Le apparizioni di Michele furono frequenti in Francia nell’ultima parte della guerra dei Cent’anni: oltre che a Jeanne, comparve a Talòmont nel 1429, un’altra apparizione si conta nel 1434, ancora a Bayonne nel 1451. Parrebbe quasi che l’Arcangelo Michele tanto temesse la caduta di Mont Saint-Michel nelle mani degli Inglesi da decidere di intervenire direttamente nel conflitto in corso.

Carlo di Valois, quando ricevette Giovanna, non ne rimase particolarmente colpito o impressionato, ma le gesta e il seguito nel popolo della Pulzella, già allora notevoli, e lo stato miserevole in cui languiva la Francia, gli imposero dir accogliere degnamente quel ben strano messo del Signore, una diciannovenne dai capelli corti e vestita da uomo. Quando si è disperati, qualsiasi aiuto è ben accetto e il Delfino senza trono decisa di  sottoporla ad un lungo esame condotto da un gruppo di teologi dell’Università di Poitiers. Ella rispose sempre correttamente alle complesse questioni di natura dogmatica e liturgica postele, per la grazia, affermava, delle “Voci”. Agli incliti studiosi non rimase altro che confessare la pochezza delle loro conoscenze nei confronti delle Entità che parlavano direttamente a colei che avrebbe assunto in seguito il titolo di “Pulzella d’Orléans”.
Alla luce di tali dichiarazioni, il gentile Delfino  non poté che concederle carta bianca. Sotto la sua guida morale la sbandata armata francese, dedita più che altro al saccheggio e allo stupro, seguita da una carovana di meretrici ed osti, mutò totalmente la propria condotta, rovesciando gli esiti di una guerra ormai persa.

Le truppe del Delfino, al comando de l”a Pucelle”, ruppero l’accerchiamento di Orléans e costrinsero alla fuga gli assedianti. Successivamente, mettendo a frutto i consigli delle “Voci”, le truppe del Delfinato riuscirono a conseguire un’incredibile sequela di vittorie fino alla gloriosa battaglia di Patay, ove gli Inglesi patirono la perdita di più di duemila combattenti, in gran parte esperti e costosi arcieri, contro tre morti di parte francese. Quella che può essere, a ben donde, catalogata come una stupefacente e veloce “Blitzkrieg” ante litteram, si concluse con la consacrazione del Delfino quale Re di Francia, con il nome di Carlo VII, a Reims, il 17 luglio dell’Anno di Grazia 1429.

Il 23 maggio 1430, con un vile stratagemma, Jeanne venne presa in ostaggio a Compiègne dalle truppe dei Borgognoni, che la vendettero agli Inglesi per l’enorme somma di diecimila franchi tornesi, somma pari a quella del riscatto di un re.
Carlo VII, con la codardia, l’indecisione e la tendenza al compromesso che caratterizza i politici di ogni tempo, nulla fece per liberarla e, pertanto, il 30 maggio 1431, dopo un processo farsa, i suoi carcerieri la condannarono al rogo. Prima di morire urlò che le “Voci” che continuava ad udire erano reali, poi, quando le fiamme avvolsero il corpo, invocò più volte il nome di Gesù e così spirò. Gli inglesi gettarono le sue ceneri nella Senna affinché non venisse più alimentato il suo culto. Tale ennesimo atto scellerato a nulla servì, visto che nel 1558 l’ultimo lembo di terra francese, Calais, venne liberato dal giogo e dall’oppressione della monarchia dei Tre Leoni.

Fin qui, la Storia, o per taluni, la leggenda.

Ma la stolido scepsi dell’integralismo positivistico e scientifico non può assolutamente accettare un’allegoresi storica legata alla Teurgia, al Misticismo e all’Esoterismo. E’ più tranquillizzante passare un tratto di penna sulla parola “Visione” e correggere in “Patologia”. Sulla base delle attuali cognizioni di sindrome psichiatriche, Giovanna d’Arco sarebbe stata afflitta da svariati “poli sintomatologici positivi” conclamati della schizofrenia, ed in particolare:

Allucinazioni. La forma più frequente di allucinazioni è di natura uditiva. Il malato ode voci che dialogano con lui, lo mettono in guardia contro particolari pericoli o gli impongono compiti superiori.

Deliri. La persona disturbata è convinta di avere poteri paranormali o di essere in comunicazione diretta con Dio e i suoi messaggeri.

Bizzarrie sociali. Lo schizofrenico assume comportamenti considerati inopportuni, sconci od offensivi, quale appunto per una donna del XV secolo l’indossare abiti da uomo o armature come soleva fare, appunto, Giovanna D’Arco.

Aggressività. Più volte Giovanna dovette imporsi ai soldati e persino all’irresoluto Delfino con brutalità e forza inusitata.

La maggioranza degli psichiatri ha assunto una posizione comune nel ritenere che la chiave nell’eziologia di questa sindrome è l’incremento incontrollato della produzione della dopamina. In relazione a tale ipotesi risulta, infatti, essere l’iperattività del sistema dopaminergico del cervello a portare alla comparsa dei sintomi “positivi” della schizofrenia.

Considerando, però, che la percentuale dei soggetti che “sentono le voci” sembra essere di gran lunga superiore al numero degli schizofrenici conclamati, risulterebbe necessario dare un diverso approccio alla materia. Infatti, la lista di personaggi famosi che “sentivano voci” è lunga: da Socrate a Giovanna d’Arco dal poeta Rainer Maria Rilke allo psicoanalista Carl Gustav Jung e al pittore Andy Warhol.

Lo psicologo statunitense Julian Jaynes, ne “Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” del 1976, espose la teoria delle mente bicamerale, per cui l’uomo del passato non possedeva una mente cosciente come oggigiorno viene intesa, ma era guidato da voci interiori che venivano attribuite alla divinità. Secondo Jaynes, la mente dell’uomo del passato era dominata dall’emisfero destro che, quando era necessario prendere decisioni, produceva delle vere e proprie voci. Il successivo sviluppo dell’emisfero sinistro avrebbe portato allo sviluppo della coscienza, dando luogo al crollo del funzionamento della mente bicamerale e, quindi, delle “voci di dentro”. Colui che, attualmente, ode le voci, ha evidentemente, a causa di vari fattori fisiologici o psicologici, riattivato la mente bicamerale.   

Gli dèi sono quelli che noi oggi chiamiamo allucinazioni. Di solito essi sono visti e uditi solo dai particolari eroi cui si rivolgono. A volte si presentano avvolti da una nebbia o emergono dalla spuma del mare o da un fiume, o scendono dal cielo, il che suggerisce che sono preceduti da un’aura visuale. Altre volte, penò, compaiono semplicemente. Di solito si presentano direttamente con la loro identità, spesso come semplici voci, ma a volte assumono l’aspetto di persone molto vicine all’eroe.

Particolarmente interessante sotto questo aspetto è il rapporto di Apollo con Ettore. Nel canto XVI [dell’Iliade] Apollo si presenta a Ettore sotto le sembianze dello zio materno; nel canto XVII come uno dei capi alleati; più avanti nello stesso canto egli assume l’aspetto del suo più caro amico straniero. L’episodio conclusivo del poema si apre con Atena che, dopo aver detto ad Achille di uccidere Ettore, si presenta a quest’ultimo sotto le sembianze del suo amato fratello Deifobo. Prendendolo fiduciosamente per padrino, Ettore sfida Achille, chiede a Deifobo un’altra lancia, si volge e non vede nulla. Noi diremmo che ha avuto un’allucinazione. Lo stesso vale per Achille. La guerra di Troia fu diretta da allucinazioni. E i guerrieri che venivano comandati in tal modo non erano affatto simili a noi. Erano nobili automi che non sapevano quel che facevano. (Julian Jaynes, “Il crollo della mente bicamerale”, Adelphi)

Un altro apporto della metodologia positivistica tesa alla spiegazione razionale del fenomeno delle “voci di dentro” è l’ipotesi di intossicazione da segale cornuta o ergotismo. Il consumo di pane e segale compromessi dall’ergot provoca sintomi analoghi a quelli della schizofrenia. Hieronymus Bosch, altro presunto uditore di “voci”, avrebbe dipinto i suoi quadri deliranti sotto l’effetto dell’ergot. E’ probabile, perciò, che milioni di persone nell’antichità siano state colpite da tale sindrome. Proprio sulla base dell’ergot è stato sintetizzato l’LSD, la più potente droga psichedelica. L’LSD ha effetto su un gran numero di neurorecettori cerebrali, dai sottotipi della serotonina a quelli, appunto, della dopamina.

Fin qui, il tentativo di spiegare razionalmente il fenomeno.

A ciò vanno aggiunte alcune valutazioni di natura tattico-strategiche come quelle dello storico Kelly deVries del Loyola College del Maryland, secondo cui le forze inglesi che accerchiavano Orléans non erano in numero sufficiente per sopraffare i francesi, mentre gli assediati non erano in grado di sferrare una controffensiva. Entrambi i contendenti erano in posizione di stallo e, pertanto, le truppe che la Pulzella guidò contro gli Inglesi ruppero quel fragile equilibrio. Tale considerazione, anche se vera, non spiega la successiva disfatta patita dagli Inglese a Patay.

Altre considerazione lasciano, però, interdetti. La schizofrenia, come la fruizione di droga o l’intossicazione da prodotti di segale o frumento contaminati dell’ergot, non consentono ad un incolto di diventare un erudito in materia teologica, né tanto meno permette, a chi non ha mai studiato strategia militare, di diventare un esperto in tattica e campagne militari al punto da poter rivaleggiare con un von Clausewitz o un von Scharnhorst.

Ma tutto ciò era avvenuto in Giovanna d’Arco e tutto ciò si sarebbe ripetuto nel personaggio che ha segnato, nel Bene e nel Male, la Storia del XX secolo: Adolf Hitler.

Nato a Braunau, vicino Linz, il 20 aprile 1889 da Alois Hitler e Klara Polzl, il suo curriculum studi si fermò alla scuola media di Steyr. Vagabondò come artista di strada nella Vienna dell’inizio del ‘900, recandosi, per rifocillarsi, in mense pubbliche finanziate con soldi di benefattori ebrei.

Allo scoppio della I Guerra Mondiale, la Grande Guerra, si arruolò nell’esercito tedesco.

Qui cominciarono gli episodi strani, i primi contatti “con le voci di dentro”.

Come lo stesso Hitler narra, «Stavo consumando la cena in trincea, insieme con parecchi commilitoni. All’improvviso mi parve di udire una voce che mi diceva: “Alzati e allontanati da qui”. Era così chiara e insistente, che obbedii automaticamente, come a un ordine militare. Mi alzai subito in piedi e camminai per una ventina di metri lungo la trincea, portando con me il gavettino con la cena. A questo punto mi sedetti e ricominciai a mangiare, poiché la mia mente era di nuovo in pace. Mi ero appena sistemato, quando un lampo e un’assordante deflagrazione esplosero nella parte di trincea che avevo appena lasciato. Una granata vagante aveva dilaniato il gruppo di soldati con i quali stavo cenando, e nessuno era sopravvissuto». Un camerata di Hitler, di nome Mende, dichiarò che, «poco prima del Natale 1915, Hitler asserì che a un certo momento avremmo sentito parlare molto di lui. Dovevamo soltanto aspettare che quel momento arrivasse»

E c’è ancora un altro episodio sconcertante svoltosi nella Francia segnata dalle trincee della Grande Guerra. Il 28 settembre 1918, Hitler, ferito e in cerca di scampo, venne a trovarsi sotto il tiro del fucile di un soldato britannico, Henry Tandey. Questi lo tenne sotto mira per alcuni attimi, indeciso sul da farsi. Poi abbassò l’arma e fece un breve cenno ad Hitler, permettendogli di allontanarsi. Tandey divenne il soldato di leva più decorato dell’armata britannica con una Victoria Cross conferitagli proprio per i meriti dimostrati in quella battaglia, svoltasi a Marcoing. Hitler, successivamente, riconobbe il soldato inglese che gli aveva risparmiato la vita in una foto su un giornale e, venuto a conoscenza del nominativo, richiese ed ottenne dal reggimento di appartenenza una copia del dipinto di Tandey. Tale ritratto fu notato da Neville Chamberlain al Berghof, la Residenza di Hitler nell’Obersalzberg, in occasione della Conferenza di Monaco. Su richiesta del Primo Ministro Inglese, il Führer, reso loquace dalle concessioni fatte da Chamberlein stesso ed Édouard Daladier[vi], gli narrò l’intero episodio.

Le voci udite dall’Hitler umile caporale nelle fangose trincee della I Guerra Mondiale, insieme ad altri evidenti problemi psicologici, potrebbero indurre ad ipotizzare una forma grave di schizofrenia. A corroborare questa tesi,

tutte le fonti concordano nel descrivere un Hitler chiuso e poco comunicativo durante l’intero conflitto [della I Guerra Mondiale]. Questa asserzione è stata quindi fatta in un momento particolare. E il momento non si riferiva al conflitto, tenendo conto di una singolare testimonianza.Al processo di Norimberga, l’ufficiale che per lunghi anni svolse le funzioni di aiutante di campo del comandante il reggimento, testimoniò che era stata avanzata la proposta di promuovere Hitler sottufficiale, ma che si era rinunciato a farlo ‘perché non eravamo riusciti a scoprire in lui le richieste doti di comando’.(Giorgio Galli, “Hitler e il Nazismo Magico”, Rizzoli)

C’è un punto oscuro nella speculazione sulle patologie psichiche che afflissero l’uomo Hitler. Come poté l’artista girovago della Vienna di inizio XX secolo, che viveva di elemosine, di mense popolari, sudicio ed indifferente nei confronti dell’altro sesso, diventare improvvisamente il Führer di una Grande Nazione che si trovò ad un passo dal vincere la II Guerra Mondiale?

E se, finalmente, introducessimo una teoria eterodossa e, in quale tale, avversata dalla Scienza e della Storia Ufficiale? Se, ad un certo punto della Sua vita, il piccolo e incolto Hitler fosse entrato in contatto con Entità di un diverso piano, in grado di sovvertire completamente la sua vita e quella di milioni e milioni di persone di tutto il Mondo?

Follia… Eppure la testimonianza di Hermann Rauschning, in “Gespräche mit Hitler” non lascia dubbi in proposito: «Hitler è pazzo? Tutti coloro che hanno avuto l’opportunità di avvicinarlo si sono certamente posta questa domanda. È spaventoso pensare che è un pazzo che governa la Germania e ha lanciato il mondo nella guerra. Ma come accade che un gran numero di visitatori vadano in estasi appena vedono Hitler e vivano da allora nella adorazione del suo genio dominatore? Quale attrazione avevano allora subito quelle persone per non parlare che balbettando di ciò che avevano provato? È un uomo qualunque e volgare. Come può egli agire così sui suoi visitatori? Si è costretti a pensare ai medium. Per la maggior parte del tempo sono persone comuni, da nulla. Improvvisamente scendono in essi come dal cielo alcune facoltà che li elevano molto al di sopra del valore medio. Queste facoltà sono estranee alla loro normale personalità. Sono visitatori provenienti da un altro piano. Il medium ne è posseduto. Liberato da questo demone, egli ripiomba nel mediocre. Così avviene che incontestabilmente alcune forze invadono Hitler, forze quasi infernali, delle quali il corpo chiamato Hitler è soltanto l’involucro provvisorio».

Rauschning propone una visione non conforme all’ortodossia storica e, quindi, venne screditato. Le verità storiche scomode vengono, ab aeterno, additate come false o  tendenziose, come se il ricoprire di fango una testimonianza la seppelisca per sempre. Un altro episodio venne narrato da Alfred Speer. Il quale afferma che in una spettrale notte dell’autunno 1933, i camerieri di Hitler vennero svegliati da alte urla stridule provenienti dalla camera da letto dell’allora Cancelliere del Reich. Entrati, lo videro puntare freneticamente il dito verso un angolo. “Lì, nell’angolo! Non li vedete? Ci sono quattro angeli in piedi che vogliono portarmi via!”

La spiegazione della lucida follia hitleriana viene cercata nella sua “presunta” appartenenza alla società più segreta del Reich Tedesco della prima metà del secolo scorso: La Vril Gesellschaft, di cui, secondo varie fonti storiche, Hitler era membro. Secondo gli occultisti  e le medium della Società Vril la “chiave del potere” era la misteriosa e potentissima energia Vril di cui già parlava il rosacrociano Edward Bulwer-Lytton nel suo romanzo “Vril, The Power of Coming Race.”

La chiave del potere sarebbe stata recuperata grazie al ritrovamento dei custodi del Vril, i discendenti degli Ariani, nelle fangose e fredde steppe della Russia meridionale.

Costantino Paglialunga ne “Alla scoperta della Terra Cava”, afferma che, «altri autori poi sono convinti che Agarthi sia la favolosa Shangri-Là, cercata dall’uomo sin dai tempi più remoti. In questa ricerca emerge poi la presenza di una straordinaria rete di gallerie, necessarie per collegare il mondo di superficie con quello interno e la conoscenza di una forma di energia incredibile, la cosiddetta VRIL , capace di conferire un potere illimitato a chiunque la possegga, della quale diversi uomini hanno cercato di prendere possesso. Il più famoso di loro è Adolf Hitler, il quale nutriva il folle sogno di diventare Re del Mondo».

Un quadro esatto sulla Società Vril, tratteggiato da Micheal Fitzgerald, in “Stormtroopers of Satan” e “Adolf Hitler: a portrait”, è quello di un’immonda società occulta dedita al Satanismo, alle orge, al sacrificio umano.

La Società Vril era dedita al Male. Attraverso il controllo del Partito Nazista, gli affiliati commisero le più grandi atrocità del XX secolo. Gli occultisti della Vril lavoravano nel più assoluto segreto per incrementare il potere Ariano. Ciò andava dagli omicidi politici all’evocazione degli spiriti dei morti, fino ai sacrifici umani e all’evocazione della mistoriosa energia Vril per il tramite delle [più innominabili] orge sessuali. Le orge erano il mezzo per evocare energie occulte e per dar vita a bambini appartenenti ad una nuova ‘Razza Superiore’ per ripopolare una Germania devastata. Si dice che in tali orge le donne venissero possedute da oscure entità e che iniziassero a parlare in lingue sconosciute [tra cui l’Accadico]. E le loro profezie venivano tenute nella massima considerazione. Ma il lato più oscuro della Società Vril riguarderebbe la propensione a compiere sacrifici di bambini della più tenera età. Sarebbero stati pugnalati al petto e le loro gole tagliate. Al culmine del potere nella Monaco degli anni ’20 centinaia di bambini scomparvero. Si presume che molti di questi siano stati uccisi per evocare l’energia Vril. Questa affermazione può risultare assurda, ma considerando quanto questa gente perpetrò nel Terzo Reich, tutto ciò risulta addirittura normale. Centrale nella Società Vril era la ricerca del Messia Germanico che avrebbe guidato gli Ariani alla dominazione mondiale ed allo sterminio delle altre razze, in particolare gli Ebrei. E la sua venuta era stata predetta da un’entità che si era definita la ‘Bestia del Libro della Rivelazione’. In una seduta tenuta dagli adepti Alfred Rosenberg[xi] e Dietrich Eckart[xii], si dice che la Bestia avesse preconizzato la venuta di un uomo chiamato ‘Hitler’ che avrebbe imbracciato la ‘Lancia del Destino’ e guidato gli Ariani dando loro il Potere.

La conclusione di Fitzgerald è suggestiva: Hitler, Himmler, Bormann, Rosenberg volevano sostituire la religione cattolica con una Antica Religione Occulta il cui Sacro Graal sarebbe stato il controllo della divina energia Vril. Le cupe forze che controllavano Adolf Hitler avevano la necessità assoluta di occupare il Lebensraum, lo spazio vitale ad Est, l’Ostland o Heartland, il cuore della Terra di Halford Mackinder. Ma le Voci che avevano guidato il Führer di tutti i popoli Germanici, ad un certo punto, smisero di parlargli. Troppo arrogante era diventato, troppo onusto di gloria, voci e consigli non gli erano più necessari. La conseguenza fu l’annichilazione della VI Armata di von Paulus nella sacca di Stalingrado e, da quel momento, l’iniziativa passò nelle mani degli Alleati, fino alla liberazione della “Fortezza Europa” e al suicidio del “Messia Ariano” avvenuto il 30 aprile 1945.

E’ significativo che Adolf Hitler abbia maturato la sua disfatta nelle steppe russe, in quelle terre polverosi d’estate e fangose d’inverno, dalle cupe nubi basse, sferzate da vento, pioggia e neve, ove egli riteneva trovarsi il Graal che gli avrebbe donato la Potenza dell’Impero Millenario e dove invece trovò, al pari di Napoleone Bonaparte, la sua nemesi storica.

One Response to “Le Voci di Dentro”

  1. moreno says : Rispondi

    Complimenti per me siete stati come l anello mancante

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