La Cabala

Doppio Stato, DEMenti e DEMoni – 3 – Fine

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Written by Seyan

DOPPIO STATO,
DEMenti e DEMoni
– Terza Parte – Fine

Il Doppio Stato (Doppelstaat) simil-hitleriano non è stato instaurato solo in Italia ma anche in altri Paesi tra cui gli Stati Uniti d’America, dominati dai NaziDEM di Dementor Joe Biden.

LE DEMOCRAZIE OCCIDENTALI IN AGONIA.
LA SINISTRA UFFICIALE MONDIALE E L’INSTAURAZIONE DEL DOPPIO STATO IN OCCIDENTE, CON LA CONSEGUENTE SOSPENSIONE DELLE COSTITUZIONI NAZIONALI

Prefazione

Lasciano interdetti le continue dichiarazioni dei sepolcri imbiancati, degli ormai mummificati rappresentanti delle istituzioni occidentali che, pur ammettendo che le nostre Democrazie sono sotto attacco, esse rimarrebbero stabili e sicure.

Accenniamo, ex plurimis, alla presidentessa del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, che presiede appunto la parte meno influente della struttura sovranazionala più antisociale e più antidemocratica della Storia (a parte l’imperiale Terzo Reich Nazista): l’Unione Europea.

La Metsola, dopo la deflagrazione del Qatargate – che potrebbe addirittura coinvolgere fino ad una sessantina di europarlamentari, precipuamente i Socialists&Democrats –, ha concionato di «democrazia europea sotto attacco, ma stiamo sereni perché non ci sarà nessuna impunità». Nel frattempo siffatte “istituzioni democratiche” continuano a sostenere economicamente e militarmente (come ordinato loro dal Quarto Reich Americano) lo Stato Nazista Ucraino alla cui guida c’è il tossicomane banderista V. Zelens’kyj.

Non dimentichiamo che l’embrione dell’attuale Unione Europea fu un documento programmatico elaborato nel 1942 dai massimi esperti economici del Reich hitleriano a partire da W. Funk e che uno dei più importanti filoni della storiografia britannica ha sempre considerato naziste le radici della UE.

Il Reichsprotektor EU George Soros. Immagine satirica.

Ad ogni modo, non può sussistere alcuna tutela della Democrazia all’interno delle istituzioni “democratiche” UE. La Democrazia è coerentemente e ontologicamente correlata agli Stati-Nazione mentre la UE lavora da decenni per liquidare le Sovranità degli Stati-Nazione che ne fanno parte.

La UE è nata meramente per tutelare gli interessi del fascistico Capitalismo Totalitario, la cui icona internazionale è lo Squalo Golpista George Soros, il più acerrimo nemico degli Stati-Nazione e della Democrazia con la sua Open Society, che dovrebbe chiamarsi Società degli shayāṭīnla Società dei Soroi. 

Democrazia e Capitalismo Totalitario sono reciprocamente agli antipodi. Non si può sponsorizzare la Globalizzazione e la Centralizzazione Capitalistici come invece fanno i Sinistri Ufficialidai Democrats di Biden il DEMente fino al PD italico, e poi affermare che solo essi «sono le sentinelle democratiche che si frappongono alle autocrazie di Putin e Xi Jinping e al sovranismo post-fascista di Destra».

L’unica vera differenza è che in Russia e Cina i tiranni sono conosciuti, mentre noi non sappiamo chi siano ufficialmente i tiranni che tirano le fila del pupazzo americano Joe Biden detto il DEMente.

Putin e Xi Jinping non sanno con chi trattare per avere un interlocuzione seria con gli Stati Uniti.

E, per quanto concerne il resto dell’Occidente Morente, esso è formato solo da Stati Coloniali o Protettorati, tutti valvassini dell’Impero NaziDEM Americano, come l’Italia, la Germania o la Francia.

Una breve rassegna dei comportamenti dissennati di Biden il DEMente da T. Carlson.

D’altro canto, come può definirsi democratico uno Stato ove bisogna attendere quasi un mese per conoscere l’esito delle elezioni, con le sezioni elettorali che rimangono in attesa per parecchi giorni delle schede spedite per posta e con il voto postale che sovverte sistematicamente tutti i sondaggi e lo sovverte sempre a favore dei Democrats?

“TRICKY DEM”

L’aggettivo Tricky, per decenni, è servito a qualificare una condotta elettorale furfantesca, a causa dei mille trucchi messi in campo da Richard “Dicky” Nixon per battere la democratica Helen Gahagan Douglas nelle elezioni al Senato USA del 1950 per la California. Il biografo di Nixon, Earl Mazo, confermò che «niente è stato citato più spesso come condotta riprovevole quali le tattiche attuate da Nixon per sconfiggere Helen Gahagan Douglas»; il manager della campagna di George McGovern, Frank Mankiewicz, nel suo saggio del 1973, Perfectly Clear: Nixon from Whittier to Watergate , ha affermato che Nixon non ha mai vinto un’elezione libera senza «grandi frodi».

Ergo, Richard Nixon divenne Tricky Dicky o Tricky Dick.

Oggi l’aggettivo Tricky si attaglia alla perfezione, come un abito fatto su misura, al Democratic Party di Joe Biden e Nancy Pelosi. Tricky Dem.

Al di là delle “Emergenze Covid” artatamente e abilmente sfruttate sia dai DEM di Biden che da quelli italici per evitare il naufragio politico, è il sistema frodatorio messo in piedi dai Bideniani a far paura. E il tutto in quella che viene ancor oggi considerata – probabilmente a torto – la Patria della Democrazia.

Le elezioni più strane degli ultimi 50 anni non finiscono di stupire. Di solito i voti reali forniscono risposte chiare ai dubbi della vigilia. Stavolta, invece, le cose stanno andando in maniera molto diversa. Queste midterm rischiano di moltiplicare i dubbi sulla tenuta del sistema politico americano.

Il voto postale di massa: come funziona

Se il voto postale o per procura sono sempre esistiti, la trasformazione in un fenomeno di massa è figlio della risposta alla pandemia. Fedeli alla regola enunciata dal mefistofelico chief of staff della Casa Bianca di Obama, Rahm Emanuel (“Never let a crisis go to waste”), i Democratici non si sono lasciati scappare l’occasione di sfruttare a proprio vantaggio la crisi.

Visto che le regole elettorali sono responsabilità esclusiva degli Stati, uno dopo l’altro gli Stati governati dai Democratici hanno esteso l’uso di questi strumenti a tutta la popolazione.

Guardando i dati a livello nazionale, parlare di “vittoria mutilata” per i Repubblicani sembrerebbe assurdo. In un’elezione con un turnout da record, il partito dell’Elefante ha trionfato nel voto popolare, con un distacco di parecchi milioni di voti. Abbiamo visto spostamenti a destra tra le minoranze etniche e in fasce di popolazione da sempre democratiche, come le donne sposate.

Come è possibile, quindi, che il Grand Old Party non sia riuscito a strappare il controllo del Senato e conquistare (forse) una maggioranza risicatissima alla Camera? Se la strategia tafazziana dell’RNC non ha aiutato, a fare la differenza è stato il voto postale di massa, innovazione figlia della pandemia che si sta rivelando un vero e proprio nodo gordiano.

In molti casi le schede arrivano a casa di tutti gli elettori registrati, con tanto di busta preaffrancata e procura per consentire ad un’altra persona di presentare il voto. Anche gli Stati che non si sono spinti così lontano, hanno reso molto più semplice ottenere una scheda per votare per posta o consentire ad un familiare o addirittura ad uno sconosciuto di votare per proprio conto. […]

[I] ventenni, lontani da casa per la prima volta, con le vecchie regole non avrebbero mai votato – cosa che gli strateghi democratici sanno fin troppo bene. Aggiungi la promessa da mercante di Biden di accollarsi i debiti studenteschi, peraltro già dichiarata incostituzionale, ed il gioco è fatto.

Il problema early voting

Dalle nostre parti roba del genere farebbe rabbrividire. Riuscite ad immaginare il livello di brogli se 40 milioni di schede valide fossero fatte arrivare nelle case di tutti gli iscritti agli elenchi elettorali? Incredibilmente, il sogno proibito di Achille Lauro, che avrebbe potuto risparmiarsi le famose scarpe, è realtà in fin troppi Stati a stelle e strisce.

Il pericolo ballot harvesting

Questo lassismo ha dato origine ad un fenomeno nuovo, il cosiddetto ballot harvesting, letteralmente “raccolta di schede”, che rischia di cambiare il panorama elettorale a stelle e strisce.

Mentre i Repubblicani vanno ancora a bussare alla porta, spiegando le ragioni per votare il proprio candidato, squadre di attivisti Democratici, spesso retribuiti, setacciano le città universitarie per raccogliere i voti di milioni di studenti, fascia di elettori che di solito diserta le urne. […]

I dati relativi all’affluenza alle urne fanno riflettere: solo un elettore su cinque si è presentato alle urne per l’election day, quasi il 29 per cento ha votato in anticipo mentre il 51 per cento ha votato per posta. Centinaia di migliaia di schede tenute per giorni, settimane in magazzino prima di essere contate con lentezza esasperante.

Visto che buona parte delle gare si sono risolte sul filo di lana, non basta molto a far pendere la bilancia dalla parte “giusta”. A farne le spese Adam Laxalt, candidato America First che, nonostante sia stato praticamente abbandonato dal partito, ha perso per poche migliaia di voti.

Trovare un terreno comune coi Democratici è quasi impossibile, come dimostra il caso Sunny Hostin. La conduttrice del popolare programma della ABC “The View”, ha raccontato in diretta come abbia votato per conto del figlio, cosa che ha scatenato i commentatori conservatori.

Se c’è chi si è scandalizzato di fronte a questo apparente broglio elettorale, le cose stanno in maniera diversa. Lo stato di New York permette a chiunque di consegnare i cosiddetti absentee ballots, non solo ai familiari. (Luca Bocci, “Il voto postale di massa, ecco come i DEM hanno arginato l’onda rossa”, nicolaporro.it/atlanticoquotidiano)

Se il GOP (Great Old Party) non reagirà con immediatezza ai cinici e spregiudicati trucchi e alla melassa del potere DEM, riportando la legalità nel sistema elettorale americano, episodi come quello del 6 gennaio 2021 o, addirittura, una nuova guerra civile, a distanza di quasi duecento anni, diverranno più che probabili, anche in base ad analisi stocastiche del tutto credibili.

Nei Sistemi Statuali para-imperiali come quello Americano, se una parte politico-sociale di dimensioni ragguardevoli viene continuamente esclusa dalla gestione del Potere o comunque le sue ragionevoli istanze vengono disconosciute e politicamente sovvertite, le tensioni interne si evolvono in vere e proprie torsioni belliche. Gli eventi occorsi durante i due triumvirati della Roma Antica, che portarono alla nascita dell’Impero, sono apodittici in tal senso.

Non meniamo il can per l’aia: i metodi e i trucchi attuati dai The Democrats di Biden (anche mediante il controllo dei social media, come vedremo in seguito) hanno determinato una palese manipolazione del risultato elettorale ed evidenziano platealmente una gestione spregiudicata del Potere se non veri e propri brogli elettorali, non molto dissimili da quelli che portarono la NSDAP a diventare il partito di maggioranza relativa nelle due tornate elettorali del 1932 tenutesi nella Repubblica di Weimar, con l’investitura a Cancelliere di Adolf Hitler avvenuta il 30 gennaio 1933.

I referendum popolari indetti per l’approvazione dell’annessione del Donbass alla Russia sono stati probabilmente meno fraudolenti delle elezioni politiche americane del 2020 e 2022.

L’IDEOLOGIA WOKE: IL NAZISMO TRASLATO AL XXI SECOLO

Ma è l’ideologia Woke, una vera e propria religione post-gnostica professata dalle università e dalle èlites NaziDEM USA, a costituire filosoficamente ed implementare politicamente una vera e propria “decostruzione derridiana” della Democrazia.

Un esempio del dogmatismo integralista e discriminatorio della incultura Woke. viene riportato da Luca Ricolfi nel suo saggio “La mutazione”:

Leggiamo che cosa scrive Ibram Kendi, professore nero della Boston University, direttore del Centro per la ricerca antirazzista della medesima università, incluso dalla rivista «Time» nella lista delle cento persone più influenti del mondo:
«Se la discriminazione crea equità, allora è antirazzista […]. L’unico rimedio alla discriminazione passata è la discriminazione presente. L’unico rimedio alla discriminazione presente è la discriminazione futura.»

L’antirazzismo razzista arriva a vertici estremi di comicità involontaria.

Nell’ossessione di negare il razzismo scientifico – cioè l’idea che esistano le razze e che alcune siano superiori e altre inferiori – [i libri degli antirazzisti razzisti] riportano il dibattito sui rapporti fra culture diverse sul piano biologico. In alcuni casi sembrano suggerire che  l’homo sapiens sia un essere superiore proprio in quanto meticcio: migrazioni, mescolanze e ibridazioni lo avrebbero rafforzato consentendogli di sopravvivere e dominare il mondo […].

Chi vuole fermare l’immigrazione di massa parte per lo più da premesse che sono sempre più economiche piuttosto che sociali […]. lnvece l’ossessione ha prodotto il mostro: il ritorno del razzismo scientifico sotto mentite spoglie, solo che stavolta a essere superiore non è la «razza ariana» ma la «specie meticcia». Speriamo che  almeno Corrado Guzzanti ci costruisca sopra una delle sue geniali satire: Meticci su Marte. (Francesco Borgonovo, “È iniziata l’era dell’antirazzismo razzista”, La Verità del 01/12/2019)

Il Maßnahmenstaat viene applicato oggi contro i bianchi eterosessuali e tradizionalisti perché i fanatici wokisti sono antirazzisti, mentre gli Altri, che non si appecoronano al Pensiero Unico, sono sic et simpliciter razzisti, ergo fascisti. Pertanto, vanno discriminati.

Un caso esemplare promana dall’icona dell’Attivismo del Clima, la Burattina Globale Greta Thunberg, appena rispolverata dai Fascio-Filantrocapitalisti Soroi e rimessa in campo per contrastare il neo-eletto governo svedese di destra, un governo che sta valutando l’uscita dalla Nazi-UE e di combattere l’illegalità diffusa dei “Migranti” islamici agevolata dalla Sinistra precedentemente al governo.

La ragnatelosa zombie della Supercazzola del Riscaldamento Globale Antropico sembra oggi totalmente rianimata, anche grazie alla querelle su twitter (probabilmente creata a tavolino) con Andrew Tate dove, tanto più sembra smart e sagace l’autistica Thunberg, tanto più appare stupido e ottuso il machista ex campione di kickboxing.

Magari, considerata la stolidità e la small dick energy del Tate, è tutto vero. Tanto che, poche ore dopo, egli è stato arrestato dalla polizia romena con pesanti accuse.

Diventa difficile, ad ogni modo, argomentare contro le squadracce di Antifa, di Black Lives Matter, dei Terroristi del Clima, dei Wokisti, tutti che marciano al passo dell’oca cantando Bella Ciao e che apostrofano chi non li segue come razzisti e fascisti.

Esattamente come nel caso dello scivolamento da «sinistra» a «inclusione», quello da «sinistra» ad «antirazzismo» ha la funzione di squalificare chiunque non aderisca al credo antirazzista. Un punto su cui è spesso tornato il filosofo Alain Finkielkraut:
Quando l’ideologia dominante nel mondo intellettuale era il comunismo, potevi dirti anticomunista. La pagavi cara, certo, come l’ha pagata cara Albert Camus, ma era possibile.  Al comunismo teorico si poteva opporre la realtà sinistra del mondo sovietico. Ma di fronte all’antirazzismo, io sono disarmato. (Luca Ricolfi, “La Mutazione”, Rizzoli)

È qui che risulta vincente il Pensiero Unico dei Sinistrati globalisti e ultracapitalisti: come fai a contrastare epistemologicamente squadristi zombie malmostosi che hanno un QI da DEMenti (Effetto Flynn inverso) e che sanno solo urlare in una litania defatigante che solo loro sono antirazzisti e antifascisti?
Diventi ipso facto un razzista e un fascista. Oltreché un nemico dello Stato.

Ed è proprio sì fatte ideologie che rendono l’attuale Sinistra mondiale una tetra riedizione del Fascismo e del Nazismo ipostatizzati nel XXI secolo. A quei tempi non potevi opporti alle camicie nere e brune senza diventare nemico dello Stato.

Iconico il radical chic Sean Penn che vorrebbe rinchiudere i NoVax in prigione, magari in nuove tipologie di Konzentrationslager nazisti.

Segue un video della Perfetta Propaganda Wokista diffusa da una appartenente a quella che, de facto, è l’attuale Razza Superiore nel Quarto Reich Americano a guida DEM.

Nella neolingua della Sinistra Ufficiale globalista anche la lettera Z va vietata.

Con la “cancel culture” funziona così. Non appena qualcuno individua il nuovo nemico immaginario, tutti i lemmings corrono ad obbedire ciecamente: e ora tocca di nuovo all’alfabeto, vittima prediletta della furia demenziale di costoro. Dopo le infinite discussioni sulle vocali in desinenza, l’uso degli asterischi, l’adozione dell’inesistente schwab, la demonizzazione della Q, ora il nemico da combattere è la lettera Z.

Ha cominciato la Moretti, e fin lì sembrava la solita scemenza piddina. Poi sono arrivate ben due regioni della Germania, e la questione si è fatta seria: divieto di uso della lettera Z “a scopo politico” e a supporto della Russia, ovvero non si potrà probabilmente disegnarla su muri, striscioni, adesivi eccetera.

La richiesta di criminalizzare la Z è arrivata dal governo ucraino, che evidentemente non ha altro di meglio di cui occuparsi. E visto che ogni desiderio del governo ucraino è ormai legge per il mondo intero, alla Germania si sono uniti brand celeberrimi come Zurich e Samsung che si sono affrettati a depennare logo storici su cui erano stati investiti milioni in marketing. Persino Vuitton si preoccupa per la L e la V, che unite insieme potrebbero ricordare la lettera incriminata. L’ansia di non passare da filorussi è ormai manifestamente suicida. (Debora Billi, “Divieto di ZETA”, visionetv.it)

Anche in questo il livello di reazione degli Europei è pari a quello di una pantegana fritta.

I Cittadini Europei, invece di reagire e opporsi a “governi” che esprimono solo gli interessi del Capitale Globale – governi che tanaticamente e antidemocraticamente amministrano il Potere per arrivare alla morte del maggior numero possibile dei loro governati meno produttivi (gli “useless eaters”) e che importano massicciamente il meno costoso esercito industriale di riserva (i “migranti”) – si compiacciono di fare i resilienti, nuovo lemma per definire i neoservi glebal-globali.

Variante dell’odierno fanatismo della sopportazione, la resilienza è, naturalmente, un profilo psicologico. Ma è anche, inseparabilmente, un contegno politico, coerente con l’evo dell’assolutismo del tecnocapitale e degli austeri desiderata dei gruppi padronali. Costoro giubilano di poter governare masse oppresse e resilienti; masse, cioè, in grado di assorbire senza batter ciglio e senza reagire la violenza quotidiana su cui strutturalmente si fonda un sistema che ha per presupposto basilare lo sfruttamento e la miseria dei più a beneficio di pochi. Non si oblii allora che, secondo quanto mostrato da Federico Rampini, «dinamismo resiliente» era la parola d’ordine lanciata nel 2013 dal World Economic Forum e da Obama, dunque da luoghi e persone che pienamente si inscrivono nell’ordine del blocco egemonico neoliberale a trazione atlantista. (Diego Fusaro, “Odio la Resilienza. Contro la mistica della sopportazione”, Rizzoli)

Nel frattempo, tutto succede nell’attuale società liquida globale.

Mai in passato si erano accavallati tanti ferali eventi catastrofici in un arco temporale tanto ristretto:

  • la supercazzola del Riscaldamento Globale Antropico, gonfiata dalle scientitutes delle COP e dalle presstitutes dei Media Mainstream occidentali, è stata ingegnerizzata da WEF, BlackRock,  Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Greenpeace, et al., per lucrare 100 trilioni di dollari con la transizione ecologica – finanziata dalle tasse dei contribuenti del ceto medio a cui sarà peraltro impedito l’utilizzo di mezzi di trasporto a combustione interna – e per finanziarizzare l’Ambiente (cfr. Cory Morningstar, “The Manifacturing of Greta Thunberg”);

  • la Megapandemia di Covid-19 esplosa grazie alla fuga o rilascio programmato del virus chimerico (cioè artificiale come accerta l’inchiesta congiunta di ProPublica e Vanity Fair) Sars-CoV-2 dal Laboratorio di Sicurezza 4 di Wuhan, un virus creato da Shi Zhengli e Peter Daszak con il finanziamento del NIAID di Anthony Fauci;
  • l’utilizzo massivo da parte dei governi occidentali, in particolare da quelli guidati dalla Sinistra Ufficiale Ultraliberista, dei sieri sperimentali mRNA non certo per arrestare i contagi perché, come ha precisato Janine Small di Pfizer all’Europarlamento, «i vaccini non sono mai stati testati sulla loro capacità di limitare la trasmissibilità del virus» e aggiungendo che «nessuno ce lo ha chiesto»;
  • I lockdown e, in particolare, il Green Pass erano quindi inutili per arrestare il virus, ma perfettamente funzionali all’instaurazione dello Stato di Eccezione in tutto l’Occidente con la soppressione delle Libertà Costituzionali e l’istituzione di un Doppio Stato (Doppelstaat) simil-nazista, il più feroce dei quali in Italia. È importante ricordare che il lockdown è costato all’Italia la perdita dell’8,5% di PIL (Fonte: ilSole24ore);
  • Il Capitalismo Totalitario e lo Stato in cui esso si incarna precipuamente, e cioè il Quarto Reich USA, hanno sfruttato l’Isteria da Corona per depauperare i salariati e indebolire ulteriormente ogni residua velleità rivoluzionaria antifascista e anticapitalista.
    «Perfino l’emergenza epidemica diviene così un fecondo strumento utilizzato dal blocco dominante per intensificare e stabilizzare il proprio dominio, per condurre la propria offensiva di classe, per ridimensionare gli spazi di libertà dei gruppi dominati e per rimodellare l’economia e la produzione a proprio esclusivo beneficio.
    Che il blocco dominante squalifichi come complottismo anche la teoria della lotta di classe rientra appieno nella storia delle ideologie.» (Diego Fusaro, “Golpe Globale”);
  • Dopo il golpe neonazista di Euromaidan nel 2014 – provocato dal golpista globale George Soros e dai NaziDEM Barack Obama, Khillary Clinton, Victoria Nuland – il braccio armato aggressivo e bellicista dell’Impero Americano, la NATO, non ha fatto altro che provocare la Federazione Russa e fornire armi ed addestramento ai miliziani neonazisti ucraini. La guerra è divenuta inevitabile ma meno prevedibile era che tutti i valvassini della NATO, tra cui l’Italia, dichiarassero una guerra per procura (proxy war) alla Russia, con conseguente diminuzione delle forniture dell’economico gas russo e prevedibile deindutrializzazione e depopolazione dell’Europa. Bloomberg stima la perdita economica per l’Europa pari a un trilione di dollari;
  • la speculazione selvaggia delle multinazionali dell’energia come l’ENI, che, pur acquistando ancora dalla Russia ai prezzi concordati, vende a imprese e famiglie a tariffe decuplicate, facendo riferimento al prezzo libero del mercato del gas di Amsterdam.
    Ovviamente il Divino Mario Draghi nulla ha fatto per bloccare siffatta speculazione e tassare gli extra-profitti: quelli che Cossiga definiva i “comparuzzi di Draghi”, come BlackRock, Vanguard e Massachusetts Financial Services, stanno ingrassando come maiali sguazzanti nel truogolo, mentre gli Italiani muoiono di disoccupazione, disperazione, freddo e stenti.
    Da gennaio a settembre 2022, l’ENI ha prodotto utili pari a 21,6 miliardi di euro!
    «La cosa che nessun economista o tecnico spiega, riprendendo la questione delle imposte, è il fatto che sui “grassi” dividendi che vengono distribuiti, le imposte sono ridotte al 26% se l’azionista è una persona fisica, all’1,2% se è una società ed esente se residente all’estero.
    Quando finirà questa brutta storia? Forse mai, se qualcuno, chi è delegato a farlo, non inizia a cercare di capire le vere ragioni di certi fenomeni distorsivi del sistema come l’attuale “caro energia”. Voler bloccare l’effetto inflattivo provocato dal caro energia con l’aumento dei tassi Bce, strumento normalmente utilizzato per ridurre la domanda, quando la causa è dovuta solo ai costi eccessivi dell’energia, non serve a nulla o, meglio, peggiorerà l’effetto inflattivo con ulteriori maggiori costi. A partire dai mutui.» (Remo Valsecchi);

  • nell’empireo dei sociopatici globali, da George Soros alla Biden Family, un posto d’onore spetta sicuramente ad Anthony Fauci.
    Effetto Fauci
    Perché l’attacco agli animali domestici? Bene, lo spaventoso Fauci in agosto ha impiegato un giorno o due per lavorare con il suo coautore del National Institutes of Health su un articolo accademico che spiega il quadro più ampio. Il problema, hanno spiegato, è iniziato 12.000 anni fa. Fu allora che l’umanità iniziò a coltivare, uccidere animali terrestri e spostarsi da un posto all’altro.
    Ciò ha causato la diffusione della malattia! Così dicono. È solo peggiorato quando siamo arrivati ​​nelle città. Poi tutti hanno iniziato a mixare. Germi schifosi erano ovunque. La prossima cosa che sai, diffondiamo il vaiolo e il colera e dio solo sa cos’altro.
    L’umanità si stava condannando con la sua ridicola ambizione di fare qualcosa di più che vivere in una capanna vicino al fiume e afferrare pesce da mangiare! Siamo molto, molto cattivi. Questa è l’origine di COVID, hanno scritto, motivo per cui abbiamo bisogno di una “nuova infrastruttura dell’esistenza umana”. Ciò richiederà lo svuotamento delle città, l’eliminazione degli animali domestici, l’abolizione dei grandi eventi e il divieto di riunirsi in gruppi nei ristoranti e cose del genere. Solo nel momento in cui riduciamo in modo massiccio la popolazione e torniamo allo stato di natura possiamo sconfiggere completamente la malattia.
    Questa è la loro visione. È pura follia. Peggio di Marx. Peggio di qualsiasi cosa abbia mai scritto anche il filosofo più pazzo del mondo antico. Peggio del diavolo in persona.
    Eppure questo era il “ragazzo” [Fauci] che praticamente stava governando il mondo da quasi due anni. Non stava solo scrivendo la sceneggiatura della risposta alla pandemia. Era responsabile dei social media. Si occupava di economia. Era responsabile della tecnologia. Era il dittatore totalitario per gli Stati Uniti e per il mondo intero a causa della sua influenza.
    (“Il lento strangolamento dell’economia mondiale”, zerohedge.com)

Non è ultroneo rammentare che il primo a propalare la supercazzola dei «vaccini che impediscono di contagiare e di essere contagiati» (diffusa in Italia da The Undertaker Draghi) è stato proprio Anthony Fauci, uno che sta ai NaziDEM americani come Josef Mengele e Karl Brandt stavano alla NSDAP hitleriana.

I “TWITTER” FILES 

Elon Musk ha molti difetti, ma ha sicuramente un pregio. Con l’acquisizione di Twitter ha disinfestato il social network dalle locuste filo-DEM che lo infestavano.

Non sembri iperbolico, ma la Liberazione di Twitter effettuata da Musk è da paragonarsi al D-Day degli Alleati per Liberare l’Europa dal giogo delle locuste naziste.

È stato a seguito delle pressioni dei “Democratici” americani che sono stati sospesi 250.000 account di Twitter, in gran parte di politici, giornalisti e scienziati critici versa la gestione politica DEM della pandemia tesa alla creazione di un Doppelstaat (Doppio Stato) in cui lo Stato di Mero Arbitrio instaurato dai Bideniani ha soppresso ogni guarentigia costituzionale, soprattutto la Libertà di Espressione del Pensiero. Non si potevano divulgare le verità sull’origine del SARS-CoV-2 o sulla Guerra Russo-Ucraino senza essere tacciati di Complottismo e additati come Nemici dello Stato, venendo ipso facto immediatamente bannati

Il Global Engagement Center che chiese ed ottenne la sospensione dei 250.000 account è stato creato da Barack Obama dopo l’approvazione della legge bipartisan che lo prevedeva, con lo scopo di 

Contrastare la propaganda straniera e la disinformazione diretta contro gli interessi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti e promuovere in modo proattivo narrazioni basate sui fatti che supportano gli alleati e gli interessi degli Stati Uniti.

Poiché nessuno dei 23 analisti assunti conosceva la lingua russa (fonte: wikipedia), il GEC ha cambiato la sua mission,  concentrandosi nel censurare sui social tutti gli oppositori della Cabala DEM.
Twitter ha sempre battuto i tacchi, obbedendo a qualsiasi agenzia governativa di Biden, non solo il GEC.

Anche le più immotivate richieste sono state evase, purché promanassero dalla corrotta Galassia DEM.

In questo senso, nella definitiva liquidazione dell’inaccettabile e vergognoso stătŭs quo ante, che l’acquisizione di Twitter è apparsa davvero come una Liberazione. È così che sono emersi dalle cimiteriali nebbie della censura DEM i Twitter Files in cui erano stati sepolti da Vijaya Gadde e dagli altri dirigenti licenziati.

FAUCI IL DEM-MENDACE

Ed è così che finalmente è stato liberato l’hashtag #FauciLiedMillionsDied.

Fauci ha mentito, Milioni sono morti.

I cosiddetti Twitter Files, i documenti interni riservati del social network di San Francisco, stanno spiegando molto sui meccanismi di censura adoperati nelle reti sociali all’interno dei sistemi democratici, tratteggiando meccanismi grossolani di cancellazione o riduzione della portata di contenuti che non violano alcuna legge, ma sono semplicemente ritenuti troppo disallineati rispetto alla narrazione ufficiale. Una censura che si fa tanto più puntuale e stringente quando l’utente – anche nel caso sia un politico o uno stimato ricercatore – esprime la sua opinione rispetto ad alcuni temi caldi, tra cui le restrizioni pandemiche e la campagna vaccinale. I documenti rilasciati per volontà del nuovo proprietario di Twitter, Elon Musk, rivelano infatti un sistema che viola apertamente ogni norma sulla libertà di opinione con il pretesto della tutela della verità.

A fine novembre Musk aveva annunciato che «i Twitter Files sulla soppressione della libertà di espressione saranno presto pubblicati. Il pubblico merita di sapere cosa è realmente accaduto…». Successivamente il fondatore di Tesla e Space X ha licenziato il vice consigliere legale generale di Twitter, James Baker, accusato di aver cercato di manipolare la documentazione da fornire a Matt Taibbi e Bari Weiss, i giornalisti ai quali sono stati forniti i documenti per la divulgazione. Baker, inoltre, poiché precedentemente aveva svolto l’incarico di consigliere generale per l’FBI, era addentro alla vicenda dello scandalo che vede coinvolto il figlio del presidente degli Stati Uniti, Hunter Biden. […]

I documenti in questione attestano come Twitter abbia intenzionalmente influenzato il dibattito sul Covid, truccandolo e manipolandolo secondo le direttive della Casa Bianca e dell’FBI e censurando al contempo non tanto la “disinformazione”, bensì contenuti comparsi su autorevoli riviste scientifiche o espressi da medici o scienziati affermati perché non si conformavano ai piani vaccinali o alle strategie di contenimento del virus promosse dal potere dominante, collegato alla finanza e alle case farmaceutiche. Il giornalista David Zweig, che ha potuto visionare i documenti dopo essersi recato presso la sede di Twitter, inviato da The free press, ha scritto che «Twitter ha agito come una sorta di filiale dell’FBI» […]. Con riferimento all’amministrazione Biden, invece, ha scritto nero su bianco che «la sua agenda per il popolo americano può essere riassunta così: abbi molta paura del Covid e fai esattamente quello che ti diciamo per stare al sicuro».

Zweig spiega come la dirigenza della piattaforma abbia preso di mira un giornalista, Alex Berenson, scettico sui vaccini a mRNA e seguito da centinaia di migliaia di utenti. Su pressione del governo americano, Twitter ha bloccato e poi sospeso definitivamente Berenson dalla piattaforma. Dopo aver fatto causa al social network, Berenson è stato reintegrato, ma Twitter è stata obbligata a fornire alcune “comunicazioni interne”, da cui è emerso che la Casa Bianca «aveva incontrato direttamente i dipendenti di Twitter e li aveva spinti ad agire su Berenson». Zweig prosegue poi riportando che «Sono stati presi di mira anche molti professionisti della medicina e della sanità pubblica che hanno espresso punti di vista o addirittura citato risultati di riviste accademiche accreditate in conflitto con le posizioni ufficiali. Di conseguenza, sono scomparse scoperte legittime e domande sulle nostre politiche Covid e sulle loro conseguenze».

I Twitter Files sono, dunque, il segno più concreto di come forme di censura vengano applicate anche nei sistemi considerati democratici, semplicemente in modo diverso – in quanto occulto – rispetto ai “regimi autoritari”. […]

Il tutto accade nel Paese che a parole eleva la libertà di espressione a proprio valore fondante, ma che in realtà utilizza svariate tecniche di manipolazione per imporre la propria ideologia: tra queste l’orientamento dell’opinione pubblica tramite tecniche di campionamento digitale dei dati di centinaia di milioni di utenti, come emerso dai documenti pubblicati. In questo, Twitter non rappresenta certamente un caso isolato: nell’attività di ingegneria sociale che plasma il pensiero di milioni di persone nelle democrazie capitalistiche, anche Microsoft, Google e Meta svolgono un ruolo di primo piano. (Giorgia Audiello, “I Twitter Files scoperchiano il vaso di Pandora della censura nei sistemi democratici”, lindipendente.online)

Già, per i NaziDEM di Joe Biden la Verità conta meno di quanto essa contasse nella Germania Nazista sotto la cappa del Propagandaministerium di J. Goebbels.

Senza Elon Musk e il correlato disvelamento dei Twitter Files, non si sarebbe mai compreso quale immensa quantità di marciume si nascondesse dentro il sistema di potere di Biden e dietro alle presstitutes di regime.

La sera di venerdì 2 dicembre il nuovo ceo di Twitter, Elon Musk ha, come aveva promesso di fare, iniziato a rilasciare i documenti interni sulla censura online del gigante dei social media.

L’inaffidabilità dei media

La presentazione del primo lotto di documenti è stata affidata al reporter veterano Matt Taibbi, da sempre impegnato sul fronte della trasparenza nei media e appena reduce da un significativo successo nel dibattito organizzato a Toronto dalla non-profit canadese Munk Debates sul tema della fiducia del pubblico verso i media.

Il dibattito, che ha visto Taibbi insieme al collega britannico Douglas Murray difendere l’idea che i media occidentali sono inaffidabili in contrapposizione allo scrittore Malcom Gladwell e alla editorialista del New York Times Michelle Goldberg, ha registrato il più grosso spostamento di opinioni in un’audience nella storia dell’organizzazione. Con la percentuale di spettatori a favore della tesi di Taibbi e Murray passata dal 48 per cento pre-dibattito al 67 per cento post-dibattito.

Come cambia la policy di Twitter

Matt Taibbi ha aperto il racconto dei Twitter Files spiegando che inizialmente sulla piattaforma social media i contenuti erano completamente privi di moderazione, che venne in seguito introdotta allo scopo di combattere spam e frodi finanziarie.

A poco a poco agenti esterni iniziarono a pressare impiegati e dirigenti perché l’uso degli strumenti di censura venisse esteso alle notizie. Ancora nel 2015 la policy ufficiale di Twitter era rimuovere solo ciò che violasse la legge e raccomandare agli utenti di contattare le autorità nel caso in cui si sentissero in pericolo.

Entro il 2020 il venire contattati da agenti esterni con richieste di rimozione di contenuti era routine, e la risultante censura veniva eseguita come una routine.

Durante la campagna presidenziale, i contenuti da rimuovere venivano segnalati direttamente dal Team di Biden o dal DNC (Comitato Nazionale Democratico). Nell’ottobre 2020, a pochi giorni dal voto, un dirigente scriveva ad un altro: “Altro da esaminare dal Team di Biden”. La risposta: “Gestiti” […].

La storia del laptop di Hunter Biden

Matt Taibbi passa poi al pezzo forte: la maniera in cui Twitter soppresse, durante la campagna presidenziale del 2020, la storia del laptop di Hunter Biden.

Gli “Hunter Files” cosiddetti, iniziano con un articolo del New York Post pubblicato il 14 ottobre 2020, che rivela l’esistenza di un laptop danneggiato dimenticato dal figlio di Joe Biden, Hunter, in un centro assistenza informatica.

Il laptop contiene informazioni scottanti sui rapporti d’affari tra la famiglia Biden, soprattutto il fratello di Joe, Jim, e Hunter, e diversi interessi stranieri tra i quali il Partito Comunista Cinese. Sembrano inoltre indicare che Joe ricevesse una parte dei profitti.

Il laptop era stato consegnato all’FBI dal proprietario del negozio di informatica, il quale temendo la natura delle informazioni contenutevi fece una copia dell’hard drive che in seguito finì nelle mani di Rudy Giuliani, che le fornì al New York Post.

Molte delle informazioni del laptop di Hunter erano inoltre confermate da altre due fonti. Un secondo laptop, appartenente all’ex socio in affari di Hunter Biden, Devon Archer, finito in prigione per truffa finanziaria e che stava collaborando con l’FBI, e Tony Bobulinski, un altro ex socio dei Biden che decise di parlare scandalizzato dalla condotta dei media nella vicenda.

La soppressione della notizia

Hunter Biden è sotto indagine dell’FBI sin dal 2018. Malgrado ciò, durante le elezioni del 2020 l’FBI stava già collaborando con i social media per sopprimere notizie che potessero influenzare il voto. Tra le quali a quanto pare c’era quella della propria stessa indagine.

Mark Zuckerberg ha infatti confermato che fu proprio l’FBI a chiedere a Facebook di sopprimere la storia degli Hunter Files, e altre conferme, compresa l’identità dell’agente dell’FBI preposto a tenere i contatti con i social media, Laura Dehmlow, sono arrivate da documenti ufficiali.

Adesso veniamo a sapere che qualcosa di simile avvenne anche a Twitter, e senza nemmeno coinvolgere l’FBI. Twitter non si limitò a impedire la diffusione dell’articolo, anche a mezzo chat DM, utilizzando strumenti di solito riservati a casi eccezionali come la pornografia minorile, ma sospese l’intero account del New York Post. (Max Balestra, “Twitter Files: come fu censurata la storia esplosiva del laptop di Hunter Biden”, nicolaporro.it)

Si desume ormai con chiarezza che Biden e la sua turpe cricca hanno sfruttato la Fobia da Coronavirus per imporre il loro Maßnahmenstaat, esattamente come avvenuto in Italia con la sospensione delle Libertà Costituzionali mediante il Green Pass.

La paura, se organizzata nella forma della fobopolitica, permette al potere di amministrare in forma più radicale e, soprattutto, senza resistenze le vite dei sudditi. Sorvegliare e punire, il titolo del capolavoro di Foucault del 1975, può, così, essere variato nell’inedito “sorvegliare e impaurire” del nuovo regime fobopolitico. D’altro canto, era già perfettamente noto a Spinoza che paura e superstizione, nel loro nesso simbiotico, sono efficacissimi metodi di governo: nella prefazione al Trattato teologico-politico, egli scrive che il potere suole «mantenere gli uomini nell’inganno e nascondere sotto lo specioso nome di religione la paura con cui essi devono essere tenuti sottomessi».
Al ritmo martellante dei titoli gratuitamente ansiogeni, degli articoli volutamente terroristici e delle trasmissioni televisive sfacciatamente sensazionalistiche, è alimentato dai padroni del discorso quel senso di insicurezza e di paura che, poi, il potere provvede a risolvere, chiedendo in cambio, al cittadino terrorizzato, quote di libertà e di diritti, nonché supina accettazione della riorganizzazione complessiva della società, dell’economia e della politica amministrata univocamente e autocraticamente dai gruppi dominanti. Con le parole niente affatto oblique del giornalista Massimo Giannini, «se vogliamo contenere il virus, dobbiamo cedere quote di libertà» («la Repubblica», 18.10.2020). (Diego Fusaro, “Golpe Globale”, Piemme)

Quello che segue è un docufilm di Project Veritas, costantemente censurato dalla vecchia oligarchia di Twitter:

Finalmente viene a galla la Verità: il Sars-CoV-2 è un virus chimerico, sviluppato a Wuhan da EcoHealth Alliance di Peter Daszak (cfr. i media d’inchiesta The Intercept – ProPublica – Vanity Fair) con i soldi forniti da Anthony Fauci, direttore del NIAID.

Il succo della vicenda è che Daszak aveva proposto già nel 2018 lo sviluppo di un coronavirus similare al Sars-CoV-2 alla D.A.R.P.A. come ARMA BIOLOGICA (BIOWEAPON) DI DISTRUZIONE DI MASSA, ma la Darpa rifiutò il progetto a causa dell’alta pericolosità della proposta.
Pertanto il progetto Corona Weapon venne realizzato a Wuhan, con le conseguenze che tutti oggi conosciamo.

UNA PROPOSTA DI SOVVENZIONE scritta dall’organizzazione no profit con sede negli Stati Uniti EcoHealth Alliance e presentata nel 2018 alla Defense Advanced Research Projects Agency, o DARPA, fornisce la prova che il gruppo stava lavorandosu diverse aree di ricerca rischiose. Tra i compiti scientifici descritti dal gruppo nella sua proposta, respinta dalla DARPA, c’era la creazione di cloni infettivi di coronavirus correlati alla SARS di pipistrello. […]

Daszak, il presidente dell’EcoHealth Alliance, ha attivamente cercato di reprimere l’interesse per l’idea che il nuovo coronavirus abbia avuto origine in un laboratorio. Nel febbraio 2020, quando la pandemia ha iniziato a colpire le principali città degli Stati Uniti, ha iniziato a organizzare gli scienziati per scrivere una lettera aperta che è stata pubblicata su Lancet affrontando le origini del virus. “La condivisione rapida, aperta e trasparente dei dati su questo focolaio è ora minacciata da voci e disinformazione sulle sue origini”, si legge nella dichiarazione firmata da Daszak e 26 coautori. “Siamo uniti per condannare fermamente le teorie del complotto che suggeriscono che il COVID-19 non abbia un’origine naturale”. (S. Lerner, M. Hibett, “Leaked grant proposal details high-risk coronavirus research”, theintercept.com)


I DOCUMENTI OTTENUTI DA The Intercept contengono nuove prove che il Wuhan Institute of Virology e il vicino Wuhan University Center for Animal Experiment, insieme al loro collaboratore, l’organizzazione senza scopo di lucro EcoHealth Alliance con sede negli Stati Uniti, si sono impegnati in ciò che il governo degli Stati Uniti definisce “gain-of-function research of concern”, rendendo intenzionalmente i virus più patogeni o trasmissibili al fine di studiarli, nonostante le clausole di un’agenzia di finanziamento statunitense che il denaro non venga utilizzato a tale scopo.

La sovvenzione per il controverso esperimento è arrivata dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases del National Institutes of Health, che è diretto da Anthony Fauci. Il finanziamento a EcoHealth Alliance, un’organizzazione di ricerca che studia la diffusione dei virus dagli animali agli esseri umani, includeva sovvenzioni secondarie al Wuhan Institute of Virology e alla East China Normal University. Il principale referente della sovvenzione è il presidente dell’EcoHealth Alliance Peter Daszak, che è stato una voce chiave nella ricerca delle origini del Covid-19. (S. Lerner, M. Hvistendahl, M. Hibbett, NIH Documents Provide New Evidence U.S. Funded Gain-of-Function Research in Wuhan”, theintercept.com)

Il laboratorio di Wuhan al centro dei sospetti sull’insorgenza della pandemia aveva molte più problematiche di quanto si sapesse, lo rivelano i documenti portati alla luce da un team del Senato USA. Seguendo le prove, Vanity Fair e ProPublica danno la visione più chiara di un biocomplesso in crisi.

È gravissimo che i Gestapini di Twitter, prima che Musk ne assumesse la proprietà, abbiano esercitato un controllo asfissiante-pervasivo-fascistico su ogni singolo post, a causa delle pressioni antidemocratiche dei DEM e delle Agenzie USA – in primis il Federal Bureau of Investigation – per censurare chiunque non si fosse fatto manipolare dai Fascio-Filantrocapitalisti Soroi e dal Partito-Impero, il Democratic Party di Joe Biden.

Grazie al fatto che Elon Musk ha investito 44 miliardi di dollari dai suoi sudati risparmi comprando Twitter, abbiamo la conferma che la rete sociale dei cinguettii era controllata dai miliardari liberal (i falsi filantropi più Silicon Valley più le grandi fondazioni familiari: la razza padrona d’inizio millennio), in accordo con i vertici dello Stato profondo Usa e la cupola del partito-impero, i democratici Usa, per censurare i tweet e cancellare gli account sgraditi, che toccavano temi fastidiosi per l’oligarchia.

Pensiamo alla corruzione morale ed economica dei Biden, i legami pericolosi con i truffatori delle criptomonete, le critiche contro la gestione pandemica, a partire dalla genesi del virus, a lungo spacciato per uno scherzo di pipistrelli.

Non era permesso discutere di confinamenti, serrate e mascherine. Il Deep State esiste e usa i suoi agenti per monitorare le nostre esternazioni sulle reti sociali. Twitter e non solo: le rivelazioni implicano largamente Facebook, anzi Meta, il nuovo nome della creatura di Zuckerberg. Nessuna sorpresa se i progressisti di tutti i paesi si uniscono per deprecare la ventata di libertà su Twitter. Era troppo bello, e troppo finto, il loro mondo ideale, in cui un pugno di giovanotti capaci di maneggiare e manipolare algoritmi espelle i “nemici”, cioè tutti coloro che pensano. Non a caso, hanno inventato il “delitto di odio”, lo psicoreato da addossare a chi non si inchina a un certo modo di vedere il mondo. La censura su Twitter sembra allentata e loro abbaiano alla luna, urlano di incitamento all’odio, ossia il dubbio sul riscaldamento climatico di origine antropica, sull’efficacia di certe iniezioni e sulle sorti progressive dell’umanità mascherata, con identità digitale e microchip […]

Fanno sempre più fatica a nascondere la natura dittatoriale del sistema (soft power con abuso della credulità popolare) e le gigantesche operazioni di ingegneria sociale e culturale. La cultura della cancellazione è smascherata agli occhi di chi si è tolto la benda. Nei liberi e progressivi paesi anglosassoni si può essere arrestati, come è capitato a un docente irlandese, per non aver voluto rivolgersi al maschile a una studentessa “in transizione di genere”. Ha trascorso oltre cento giorni in galera ed è stato scarcerato non per l’evidente insussistenza delle accuse, ma in quanto la rieducazione carceraria è fallita. Il coraggioso insegnante ha tenuto il punto, rifiutando di piegarsi al nuovo Stato etico con la maschera liberal libertaria, o liberal nichilista. In Inghilterra una giovane è stata denunciata per aver osato pregare in silenzio (così ha “confessato”) di fronte a una clinica per aborti. La nuova religione capovolta non tollera miscredenti. I fastidiosi poveri hanno conquistato in Canada un diritto definitivo: l’eutanasia. Esultano i progressisti e i fondi pensione.

Al momento non esiste (fortunatamente) una legislazione per normare lo psicoreato di hate speech. Ma c’è una discussione sempre più serrata nell’Anglosfera della Cancel Culture DEM, all’ONU e nella UE.

Presso le Nazioni unite sono molti anni che si discute in vari contesti di questo tema o di argomenti strettamente collegati. Si tratta ad esempio del patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, adottato già nel 1966, o della convenzione per l’eliminazione della discriminazione razziale (Cerd) […]

Quanto all’Unione europea ad oggi la materia non è stata oggetto diretto di interventi normativi. Nel maggio 2016 però, la commissione ha firmato un codice di condotta per il contrasto all’hate speech on line con le maggiori piattaforme di social media. Un modo per cercare di avere un impatto sul mercato senza dover passare attraverso il lungo e complesso lavoro necessario ad approvare una direttiva. Il monitoraggio di questo strumento tuttavia ha individuato alcune criticità legate sia al delicato equilibrio tra la rimozione di materiale segnalato come “non appropriato” e la preservazione del diritto di espressione, sia alla possibilità che alcuni soggetti migrino su piattaforme meno regolate. Inoltre è utile ricordare l’adozione da parte dell’Unione europea del Piano d’azione dell’Ue contro il razzismo 2020-2025.

Come l’Unione neanche l’Italia ha una disciplina legislativa sul tema dell’hate speech. Un elemento che è stato messo chiaramente in evidenza nella relazione conclusiva della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all’odio e alla violenza, presieduta dalla senatrice a vita Liliana Segre.

Ovviamente, l’estensore arriva rapidamente alla teleologia di siffatto prodromo.

La discriminazione e l’odio verso il diverso proliferano in contesti in cui la qualità dell’informazione è bassa. Per questo è importante tenere in considerazione il legame tra hate speech e affidabilità delle notizie che circolano in particolare in rete.

Già. Se segui i media buonisti, quelli consigliati e tutelati da Soros, Gates, Biden, Bezos et al., hai un’informazione di alta qualità e siffatti statisti, nella grande “bontà” che caratterizza e impronta tutta la loro azione sociale e politica, censurano e fanno chiudere quelli “cattivi”, quelli che corrono il rischio di svegliare il popolo-bue, appioppando loro l’etichetta di complottisti e produttori di fake news.

La crescita dell’hate speech e dei discorsi d’odio è un problema sia per le singole persone che per le società. Da un lato infatti segna individualmente le vittime di questi attacchi. Dall’altro rappresentano un problema sociale erodendo la coesione all’interno delle collettività e inquinando la qualità del dibattito pubblico, indispensabile in una democrazia.

Quando i discorsi d’odio sono poi più o meno direttamente giustificati, appoggiati, o rilanciati da figure politiche di primo piano diventa concreto il rischio che questi discorsi smettano di essere marginalizzati all’interno della società. D’altra parte, secondo alcuni studi, l’emergere di discorsi d’odio ai livelli più alti della pubblica amministrazione di alcuni stati membri, comporta il rischio concreto che tali discorsi si trasformino poi in vere e proprie politiche.

Per questo è importante contrastare i discorsi d’odio attraverso strumenti, azioni o politiche che accrescano la qualità del dibattito riportando la discussione politica su basi concrete e verificabili. (Openpolis.it)

Quello delle «discussione politica su basi concrete e verificabili» è un concetto davvero meraviglioso, che sarebbe piaciuto enormemente ad George Orwell e lo avrebbe sicuramento aggiunto nell’ambito della neolingua e degli psicoreati all’interno de “Il Grande Fratello”.

Chi attualmente indica che una notizia è verificata o meno? Chi concede il bollino di media autorevole? Enti sovranazionali dotati di unanime riconoscimento internazionale?
No. Si tratta di società americane il cui comportamento e il cui giudizio non risultano assolutamente improntati a criteri rigorosamente super partes e pienamente riconosciute erga omnes; tra queste “Poynter Institute” o “NewsGuard”, legate a doppio filo a George Soros e al paramassonico Council of Foreign Relations (e il CFR è controllato dai Rockefeller, da Kissinger e da Soros!)

“Quis custodiet ipsos custodes?” chiede sagacemente Andrea Monaci su UrbanPost scrivendo appunto di “NewsGuard”.

“Open «sito più attendibile del 2022»: a NewsGuard il premio bufala dell’anno al fotofinish”, titola causticamente Alessandro Bianchi dell’autorevole testata L’AntiDiplomatico.

La “qualità” dei giudizi espressi da cotale NewsGuard è resa plateale dalla nomina di media più credibile d’Italia proprio agli Openini fondati da Mentana!

La concorrenza non li pone, ovviamente, su questo piano. Ecco cosa scrive al riguardo un ben più autorevole media, il settimanale “Panorama”:

Eschilo diceva che «in guerra la verità è la prima vittima». A 2.500 anni di distanza, l’aforisma del drammaturgo greco deve essere moltiplicato all’ennesima potenza. Soprattutto se a propagare la presunta verità sono i social media.

Emblematico il caso di Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana che dal 12 ottobre 2021 è il partner italiano di Facebook «nella lotta alla disinformazione». La sezione fact-checking di Open fa parte della rete degli oltre 80 fact-checkers indipendenti che, come si legge sul sito, monitora «le notizie false o fuorvianti diffuse in Italia e all’estero, fornendo un costante servizio di corretta informazione».

Un grande potere, quello che Facebook ha attribuito a Open: quando il giornale di Mentana definisce una notizia «falsa», il sito che la ospita viene pesantemente penalizzato e talora anche bloccato. «Rendiamo i contenuti con disinformazione visibili a meno persone: una volta etichettato come Falso, Alterato o Parzialmente falso, questo tipo di contenuti sarà mostrato più in basso nella sezione Notizie, sarà escluso dalla sezione Esplora su Instagram e messo meno in evidenza nel feed e nelle Storie» spiegano le «Informazioni sul fact-checking su Facebook». «In questo modo, il numero di persone che lo vedono è notevolmente ridotto. Rifiutiamo inoltre le inserzioni con contenuti valutati dai fact-checker».

Ebbene, forse Open dovrebbe fare un po’ di fact-checking anche alle notizie che pubblica sul proprio sito. Nel giro di tre giorni, il giornale online ha pubblicato quattro notizie di fonti ucraine prive di pezze d’appoggio. (Elisabetta Burba, “Open, il fact-checker di Facebook, pubblica quattro fake news in tre giorni”, panorama.it)

Open, che si riempie la bocca del suo sedicente fact-checking, sembra proprio che abbia una ragguardevole produzione di bufale. Ecco il caustico commento di un utente su reddit:

La cosa onestamente non mi sorprende, Open è comunque un giornale e da tale deve guadagnare.

Ed oggigiorno guadagni di più con i titoli clickbait e la disinformazione che con l’informazione seria, scientifica e completa.

Enrico Mentana onestamente lascia il tempo che trova, ormai è diventato ciò che ha sempre voluto lottare ed è diventato un mero fenomeno che cavalca ancora la mezza popolarità delle sue “blastate”,come se fosse un personaggio di un circo decadente. Ed Open ne è la prova.

Icastica la risposta,

Ammesso che non lo sia sempre stato. Non ricordo tutta sta venerazione di Mentana quando era direttore della principale fonte di (dis)informazione televisiva berlusconiana. Sì è rifatto una verginità riciclandosi blastatore sui social con sparate cerchiobottiste e paracule, ma è parte del problema da quando era un inviato sconosciuto in quota craxiana.

LO PSICOREATO DI “HATE SPEECH”

Lo psicoreato di “hate speech” che i Fascio-Filantrocapitalisti Soroi (Soros, Bezos, Gates, Zuckerberg, Page&Brin, Fink, Buffett, et al.) vorrebbero introdurre nella legislazione penale dei Paesi Occidentali, grazie ai NaziDEM USA e grazie alla NaziUE Sorosiana – con il fattivo supporto degli squadristi dei Mainstream Media di Regime e  dei “fact-checkers” bufalari – non è esattamente una nuova fattispecie “penale”. È una fattispecie derivata.

È dal secolo scorso che i ceti dominanti del Capitalismo Totalitario vorrebbero vietare l’odio di classe.

In Italia dovette intervenire la Corte Costituzionale per fermare chi agognava che l’odio di classe venisse esecrato e condannato come pericolosissima forma di istigazione a delinquere e di apologia di reato.

L’istigazione all’odio fra le classi sociali (inteso come sentimento di ostilità verso gruppi della comunità, organizzati e individuati sulla base di comuni interessi economici) mira, per come formulata dal legislatore, alla conservazione degli equilibri e dei rapporti affermatisi tra le diverse classi sociali contrapposte ed è quindi preordinata alla tutela di un ordine pubblico ideale connotato in termini politici, con conseguenti dubbi sulla legittimità costituzionale della norma (De Vero, G., Istigazione, libertà di espressione e tutela dell’ordine pubblico, in Arch. pen., 1976, 13; per il diffuso rilievo di incostituzionalità della norma, per tutti: Violante, L., Istigazione a disobbedire alle leggi, cit., 1007).

Il bene giuridico della fattispecie deve ritenersi “rimodulato” nella direzione dell’ordine pubblico materiale da una sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per contrasto con l’art. 21 Cost., dell’art. 415 c.p., nella parte in cui non specifica che l’istigazione all’odio tra le classi deve essere attuata in modo pericoloso per la pubblica tranquillità (C. cost., 23.4.1974, n. 108, in Giur. cost., 1974, 773). La Corte Costituzionale, attraverso una sentenza manipolativa additiva, ha introdotto nella struttura della fattispecie un elemento costitutivo diverso da quelli normativamente descritti (Zagrebelsky, V., I delitti contro l’ordine pubblico, cit., 539), ed in particolare un evento di pericolo, nella forma del pericolo per la pubblica tranquillità, che, presente nella fattispecie di cui all’art. 267 del codice Zanardelli, era stato soppresso nel codice Rocco […].

Un ulteriore profilo di conflitto della norma con i principi di tassatività e determinatezza discende dalla genericità del concetto di odio tra le classi, che si sostanzia di contenuti con un’attività interpretativa che necessariamente riflette gli orientamenti ideologici del soggetto che la conduce. (“Istigazione a delinquere e disobbedienza alle leggi”, treccani.it)

Cambia il nome, da odio di classe a hate speech, ma non cambiano ermeneutica e finalità che gli squadristi del XXI secolo vogliono imporre ad ogni costo e cioè impedire che la Verità giunga al Popolo-Pecora Panglossiano.

La censura era in passato prerogativa della Vecchia Destra, oggi è prerogativa della Nuova Destra: la Sinistra Ufficiale radical chic e DEM, quella che domina l’Intelligencija, i “giornaloni” e i Cinegiornali Luce dell’Occidente-Uccidente.

Se fino a ieri l’Emergenza pretestuosa per imporre il Maßnahmenstaat post-nazista in Occidente era la “Superpandemia” Covid-19 sviluppatasi dal virus creato da Gates-Fauci-Daszak-ShiZhengli, oggi il brainwashing, la manipolazione delle menti, viene ottenuta mediante la propaganda censoria della CIA e del NATOstan imposta sulla guerra russo-ucraina.

Su The Intercept, Lee Fang spiega come Twitter venisse utilizzato a scopi militari. cioè nell’ambito delle operazioni di Psy-ops per innescare e alimentare rivoluzioni contro governi non graditi. Si tratta di cose più che note, ma ora documentate grazie al fatto che Fang ha avuto accesso agli archivi di Twitter, aperti ad alcuni giornalisti coraggiosi dopo l’acquisto del social media da parte di Elon Musk.

Un quadro parziale quello che fornisce Fang, dal momento che ha avuto modo di accedere solo a una parte, presumibilmente minimale, di documenti, ma comunque di interesse.

Bot e deep fake per le guerre infinite

Grazie a tali documenti, Fang ha scoperto che Twitter ha aperto e protetto “una serie di account su richiesta del governo” e il Pentagono ha “utilizzato questa rete, formata da siti di notizie e da meme generati dal governo degli Stati Uniti per tentare di plasmare l’opinione pubblica in Yemen, Siria, Iraq, Kuwait e altrove”. Tali account erano stati inseriti, come da richiesta, nella withelist, un servizio di Twitter nato per rendere virali i messaggi.

“Gli account in questione erano inizialmente collegati in maniera evidente al governo degli Stati Uniti. Ma sembra che il Pentagono abbia cambiato tattica, iniziando a nascondere i suoi messaggi in alcuni di questi account”. Ciò infrangeva le regole di Twitter e i dirigenti del social ne erano consapevoli, ma hanno permesso che rimanessero “attivi per anni. Alcuni di essi sono ancora attivi”, conclude Fang.

Arriviamo al NATOstan:

Per essere vittoriosi in guerra, bisogna vincere anche la battaglia per l’opinione pubblica. Questo viene svolto da oltre 100 anni con strumenti sempre più moderni, le cosiddette tecniche di soft power. Questi descrivono tutti quegli strumenti psicologici di influenza con cui le persone possono essere guidate in modo tale che esse stesse non si accorgano di questo controllo. Il politologo americano Joseph Nye definisce quindi il soft power come “la capacità di convincere gli altri a fare ciò che si vuole senza usare la violenza o la coercizione”.

La sfiducia nei governi e nei militari sta aumentando , mentre la NATO sta intensificando i suoi sforzi per usare una guerra psicologica sempre più sofisticata nella battaglia per le menti e i cuori delle persone. Il programma principale per questo è “Cognitive Warfare”. Con le armi psicologiche di questo programma, l’uomo stesso deve essere dichiarato il nuovo teatro di guerra, il cosiddetto “Dominio Umano” (sfera umana).

George Soros come DEMone; Soros, con i suoi 128 milioni di dollari, è il principale contributore dei DEM di Biden. Immagine satirica.

Spero che Elon Musk abbia una buona intelligence e ottimi bodyguard, perché il Demoniaco Deep State USA lo odia quanto a suo tempo odiava John Fitzgerald Kennedy e sappiamo tutti com’è finita.

Che il Congresso americano investighi su Fauci il DEMoniaco è cosa Santa e Buona…

Ma noi Italiani auspicheremmo – come promesso elettoralmente dall’attuale Esecutivo – anche una Commissione d’inchiesta del Parlamento italiano sull’operato dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza e dei suoi principali collaboratori, ma temo che sia, mi si perdoni il gioco di parole, una Vana Speranza.

LA SINISTRA UFFICIALE UCCIDENTALE OVVEROSIA LA CABALA SINISTRA

La Sinistra Ufficiale Uccidentale – dai NaziDEM USA ai piddini de’ noantri  e passando per i Socialisti&Democratici europei terremotati dal Qatargate – ha travolto la Democrazia in tutto l’Occidente-Uccidente, imponendo la Tanatocrazia e la Tanatopolitica, ove i governanti amministrano il Potere per portare a morte il maggior numero dei loro governati, i più poveri e i più deboli.

Ovviamente tale fine non viene raggiunto istituendo Konzentrationslager e Vernichtungslager, ma esponendo i propri cittadini al laissez faire della Finanza Globale dei Fascio-Filantrocapitalisti Soroi.
Hai perso il lavoro e non hai i soldi per mangiare e riscaldarti? CREPA, FALLITO!

L’esempio più eclatante ed icastico viene dal più DEM degli Stati DEM, la California:

La California conta il 12 per cento della popolazione degli Stati Uniti, ma un quarto delle persone senzatetto del paese: secondo le stime al ribasso più diffuse, sono almeno 160.000 […].

Invece di costruire una fitta rete di centri di assistenza e ricoveri notturni appoggiandosi anche al lavoro di organizzazioni non profit, come ha fatto lo Stato di New York, le città californiane hanno adottato una politica molto diversa: tollerare la presenza delle persone senzatetto sui marciapiedi – a San Francisco e a Los Angeles è quasi impossibile non trovarne nel proprio raggio visivo: sempre, ovunque – ma spingerne progressivamente la gran parte in alcune specifiche zone, nel vano tentativo di allontanare la miseria delle loro vite dagli occhi dei residenti […].

Strade su strade piene di tende e accampamenti, bottiglie vuote e siringhe, pervase da un odore rivoltante e popolate da persone che nessuno considera più esseri umani come gli altri. Che camminano come zombie, urlano, piangono, vomitano, dormono, litigano, bevono, si drogano, usano ogni marciapiede come un bagno, si ammazzano, muoiono di overdose: e che fanno tutto questo per le strade della città, mentre altrove la vita prosegue come sempre […].

Ogni giorno e ogni notte per strada avviene una tragica quantità di umiliazioni, violenze, abusi, angherie grandi e piccole. Basterebbe uno solo di questi episodi per generare traumi indelebili, con conseguenze pesantissime, anche su una persona che conduce un’esistenza sicura, tranquilla, normale. Ma per chi vive per strada quelle violenze e quei traumi sono quello che noi chiamiamo routine, tran tran. Chi non aveva problemi di salute mentale quando è arrivato per strada, li sviluppa rapidamente: ansia, rabbia, attacchi di panico, depressione, violenza, istinti suicidi. Chi non aveva problemidi droga quando è arrivato per strada, scopre presto nell’eroina, nel fentanyl, nel crack e nelle metanfetamine la possibilità di ottenere un temporaneo sollievo da quella catastrofe […].

Negli Stati Uniti un banale licenziamento, magari avvenuto per ragioni indipendenti dalle proprie responsabilità, può essere sufficiente per perdere la casa. Oppure un caso di violenza domestica, con la necessità di scappare a qualsiasi costo dagli abusi del partner. Oppure una depressione. Oppure la decisione della propria famiglia di tagliare i ponti, magari per via delle proprie scelte o del proprio orientamento sessuale. Oppure una malattia che prosciuga ogni risparmio. Oppure un divorzio. Oppure una dipendenza da alcol o droghe. Oppure un debito non pagato che è diventato una condizione di inaffidabilità creditizia. Oppure un periodo trascorso in carcere. Oppure un avviso che informa con gelida cortesia dell’aumento del proprio affitto. «Nessuno pensa mai che finirà per strada» dice Georgia Berkovich, un’attivista che lavora con l’associazione Midnight Mission. «Invece sono persone come me e te: soltanto le circostanze ci dividono.» (Francesco Costa, “California”, Mondadori)

Narcisisticamente, citiamo noi stessi,

Ecco cosa affermò al Congresso USA la neomalthusiana massona ed eugenetista Margaret Sanger, finanziata dai cabalisti Rockefeller:

Spero che negli anni futuri possano nascere più figli da genitori capaci e abbienti, e meno figli da genitori poveri e incapaci.

Già, per i corifei della Cabala Globale, puoi avere un IQ elevatissimo, ma se non sei ricco, sei solo sterco umano.

IL FALLIMENTO DELLA SINISTRA CABALA

Non si tratta solo di un fallimento. La Sinistra Ufficiale ha letteralmente mutato pelle e ideologia. Per siffatti Sinistri Democrazia e Liberismo vanno a braccetto, fingendo di non rendersi conto che la Democrazia è l’opposto del Liberismo e che il neoliberismo attuale è molto più contiguo ai Fascismi del XX secolo.

La Sinistra Ufficiale Globalista crea Stati discrezionali, Stati discriminatori, Stati di apartheid, in cui i ceti popolari, i poveri e i malati hanno sostituito Ebrei e Comunisti.

Luca Ricolfi ne “La Mutazione” ha lucidamente affermato che la “Sinistra Ufficiale” mondiale ha definitivamente cessato di rappresentare i ceti più deboli. Oggi rappresenta e tutela solo gli interessi dei Mega-Oligarchi Parassiti, a partire appunto dal Megalodonte Globale George Soros fino ad arrivare all’eugenetista pazzo Bill Gates o allo schiavista globale Jeff Bezos, sottacendo del Reichsführer dei Social, Mark Zuckerberg.

La Sinistra Mondiale di sgoverno, quella dei NaziDEM bellicisti capitanati da Biden detto “il DEMente” o del “partito nato morto”, il PD, è in piena marcescenza, grazie anche all’acido prodotto dalla Massoneria Contro-Iniziatica e dalla cabalista e cosmopolita Fabian Society che hanno contaminato e fatto marcire tutte le fondamenta della Vera Sinistra, la Sinistra anticapitalista, anti-UE ed anti-atlantista, ormai difesa da pochi, veri, filosofi, come Preve (defunto) o Žižek.

Insomma, con l’apogeo della cosmopolitizzazione, l’uomo non diventa il fantomatico «cittadino del mondo», secondo la chimera delle anime belle del globalismo. Al contrario, si muta, in quanto individuo monadico, in una repubblica a sé stante, in conflitto concorrenziale con tutte le altre.
Si eclissa «l’amor di patria» e le patrie, anziché risolversi in una più grande nazione estesa quanto il pianeta, «si sono divise in tante patrie quanti sono gli individui»: la riunione universale del genere umano, promessa dal discorso del cosmopolita, si rovescia dialetticamente nella separazione individuale, coessenziale all’atomismo della società del libero mercato.
Ancora, l’ostilità tra le patrie sparisce, sì, ma non nel senso di una sua neutralizzazione: semplicemente si trasla sul piano individuale, secondo la figura dell’hegeliano «sistema dell’atomistica» e dell’hobbesiano bellum omnium contra omnes degli atomi che competono nel piano liscio dell’unico mercato senza frontiere. Così inteso, lo spazio cosmopolitizzato non è «una casa per tutti, ma un mercato per ciascuno». (Diego Fusaro, “Glebalizzazione. La lotta di classe al tempo del populismo”, Rizzoli)

I mondialisti Mitterand, Blair e Clinton inaugurarono la cosiddetta “Terza via al socialismo”, in realtà una manipolazione della Massoneria deviata (a partire dalla Fabian Society fino ad arrivare alle luciferine Ur-Lodges Three Eyes e Hathor Pentalpha) dopo il crollo del Katechon sovietico, per depotenziare l’afflato rivoluzionario e sociale dei Partiti Comunisti occidentali e convertire tutti i cittadini dell’Occidente Marcescente al Genderismo, al Wokismo, alla Cancel Culture, all’oikofobia, alla mercificazione dei Valori, alla sedicente tutela dei Diritti Civili, al Migrazionesimo Sorosiano, alla Glebalizzazione.

La Fabian nasce 137 anni fa, il 4 gennaio del 1884 in un ristorante di Londra. Ha lo status di semplice associazione, priva di personalità giuridica, ma i suoi membri sono ancora oggi molto influenti e dentro ai sistemi di comando di mezzo mondo, dove dettano le principali parole d’ordine dell’establishment.

Ad esempio, il termine Nuovo Ordine Mondiale (New World Order), che abbiamo sentito riecheggiare tante volte in questi ultimi vent’anni, è di loro conio. New World Order è il titolo del saggio di uno dei fabiani più illustri: Herbert George Wells. In questo libro del 1940, a pochi mesi dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, lo scrittore, quattro volte candidato al premio Nobel, vagheggia un governo mondiale socialista fondato sul primato della scienza.

È […] questa la via attraverso la quale i fabiani intendono imporre una dittatura collettivistica: uno Stato socialista mondiale che stabilisca il nuovo ordine.

Vogliono instaurare un socialismo guidato da una ristretta aristocrazia del potere, ma non attraverso un atto rivoluzionario immediato quanto piuttosto attraverso il gradualismo, un prendere il potere un po’ alla volta, con riforme da attuare inserendosi man mano nei gangli delle istituzioni esistenti, trasformandole, in modo quasi impercettibile, dall’interno.

Solo quando si saranno realizzate le condizioni ottimali, allora occorrerà dare la zampata finale, colpire duro e, se necessario, usare anche la violenza per completare l’opera […]

Lasciamo ancora la parola a [Paolo] Mazzarenghi, che inquadra i legami internazionali dei fabiani:

«Occupandosi di temi di politica internazionale, i leader fabiani manifestano l’aspirazione a uno Stato mondiale a guida tecnocratica – del quale l’impero britannico doveva essere il germe -, incaricato di amministrare pianificatamente le risorse materiali e umane del pianeta.

Meritano di essere segnalati – e di essere investigati – i rapporti di contiguità, quando non di filiazione, fra i fabiani e i circoli mondialisti anglosassoni, come il britannico Royal Institute of International Affairs e lo statunitense Council on Foreign Relations, costituitisi attorno al 1920 e tuttora operanti e imperanti. (Davide Rossi, “La Fabian Society e la pandemia. Come si arriva alla Dittatura”, Arianna Editrice)

L’alchimistica Opera al Nero (Nigredo) – in questo caso fine a se stessa, mera putrefazione materica, senza alcuna trasmutazione spirituale – è ormai completata, grazie all’attività dei Democrats americani e della Sinistra Ufficiale mondiale. Essa è l’immanentizzazione dell’eschaton cristiano attraverso l’imposizione al Mondo dell’ideologia Woke e della Globalizzazione Imperiale Americana.

«Figlioli: è l’ultima ora: e come udiste che verrà l’anticristo, proprio adesso si sono verificati molti anticristi. Da questo conosciamo che è l’ultima ora». (Dalla Prima Lettera di San Giovanni Apostolo, 2,18).


L’ultima ora è un fatto presente perché si è verificata nella storia una serie di fatti che, in qualche modo, la esprime: si tratta della presenza, sempre nell’ambito della storia, di tutto un insieme di germi, di tendenze che in senso opposto alla verità-valore di Cristo, provocano
dei «Vuoti» rispetto a questi valori. Queste tendenze, gli «anticristi», possono concretizzarsi, quasi incarnarsi in persone concrete, ma sono, di per sé, delle categorie, dei paradigmi che vanno al di là e al di sopra delle persone che li possono esprimere. (Ugo Vanni, “L’Apocalisse”, EDB)

Due delle principali tendenze anticristiche concretizzatesi oggi sono l’ideologia Woke e la Cancel Culture dei NaziDEM di Biden, dei Radical Chic e dei #BlackLivesMatter, con le conseguenti aggressioni squadristiche alle statue, non solo di Cristoforo Colombo o dei Presidenti Usa, ma anche di Gesù Cristo, della Madonna, di San Michele Arcangelo.

La furia iconoclasta dei DEMoni americani ha reso evidente che i loro veri avversari sono, ontologicamente, il Cristianesimo e l’Europa, culla della Religione Cristiana.

La Cabala Sinistra

VIVA LE DEVIANZE!

Leggiamo dal segretario dimissionario del PD, Enrico Letta, “Viva le Devianze”.

Io trovo agghiacciante siffatta esternazione. “Viva le devianze”: quali?

Va rilevato dapprima che la Sinistra ultraliberista di “governo”  ha abbandonato da decenni la tutela dei lavoratori e dei salari, allineandosi dietro la difesa dei diritti “civili” fino ad includere anche i desideri più arditi e pervertiti sulla sessualità.

Assecondando l’individualismo monadista del Tanatocapitalismo e sfruttando lo Stato di Eccezione Globale dovuto all’abuso politico della fobia da Covid.

Il distanziamento sociale, in particolare, appare come il fulcro della nuova socialità pandemica, vuoi anche come il fondamento della nuova “insocievole socievolezza” di un sistema monadologico  di atomi distanziati e senza possibilità alcuna di stringere qualsivoglia forma di “social catena”. Anche sotto questo riguardo, appare adamantina la portata governamentale dell’emergenza epidemica: si compie, nella sua forma più radicale, la tendenza cooriginaria al modo capitalistico della produzione, ossia la neutralizzazione di ogni legame comunitario e la ridefinizione della società in chiave monadologica, come sistema individualizzato di atomi concorrenziali legati unicamente dall’algida geometria del do ut des liberoscambista.

Non deve, allora, sorprendere che, lungi dal configurarsi come un processo naturale e necessario, come il discorso medico-scientifico tende a presentarlo, la gestione dell’emergenza epidemica manifesti tratti immancabilmente di classe, configurandosi come un vero e proprio laboratorio per nuovi assetti sociali, politici ed economici destinati a fare epoca. (Diego Fusaro, “Golpe Globale”, Piemme)

La “Sinistra” Mondiale sta veicolando un messaggio manipolatorio: “Abbiamo sospeso tutti i vostri Diritti Costituzionali e Sociali, lo rifaremo in futuro quando lo riterremo opportuno. Ma in cambio vi permettiamo di realizzare ogni vostro più sfrenato desiderio sessuale”.

Fino a che punto?

La volontà a-morale ed egotica degli individui immersi e isolati gli uni dagli altri nell’atomismo della “società liquida moderna” (Z. Bauman), diventa Legge. 

Una Legge spaventosamente simile a quella telemica del satanista Aleister Crowley.

La prima legge di Thélema è “Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge. L’amore è la legge, amore sotto la volontà.”

Fin dove può spingersi la volontà nichilista dell’uomo atomizzato, “monade” al servizio solo dei suoi desideri e del consumo continuo di merci, compreso il sesso?

Anche a ciò che è attualmente inconcepibile? Come Pedofilia o Cannibalismo?

Grazie ai mainstream media asserviti al regime capitalista globale, si giungerà presto anche a questi estremi. Come affermava Milton Friedman, il “politicamente impossibile diventa politicamente inevitabile”.

È lo spostamento della finestra di Overton.

Come introdurre un’idea nella società, secondo Overton. Esempio: il Cannibalismo.

Fase 1 (unthinkable): il cannibalismo è inaccettabile. Non se ne parla e non si ammette in nessun caso.

Fase 2 (Radical): Si comincia a far circolare l’idea che la proibizione del cannibalismo sia un “tabù”. Se ne discute in circoli ristretti dove “scienziati (antropologi, psicologi…) ne discettano. Si organizza qualche convegno. Si costituiscono associazioni più o meno segrete di “cannibali” (ad es. Associazione di Liberi Cannibali).

Fase 3 (Acceptable): Si comincia a parlare del fenomeno nei media, giornali e televisione, maoperando dei “distinguo”. (A questo punto il tabù è già infranto). Si coniano nuovi vocaboli meno urtanti che rendano meno indigesto il concetto: non si parlerà più di cannibalismo o antropofagia ma di “antropofilia”. Si metteranno in evidenza precedenti storici.

Fase 4 (Sensible): qualche studioso lancerà l’ipotesi che il desiderio di mangiare carne eccezionali, come carestie, il nutrirsi di carne umana non sia solo legittimo ma corretto. Si inizierà a dialogare su quali siano le circostanze eccezionali nelle quale sia accettabile nutrirsi di carne umana.

Fase 5 (Popular): l’argomento diventa oggetto di talk show, compare nel cinema, negli spot pubblicitari. A fronte degli “antropofili” si creerà la categoria degli antropofobi. Qualche personaggio famoso farà “coming out”. Il tema conquisterà le prime pagine, se ne discuterà pubblicamente. L’origine dell’“antropofilia” essendo ignota non potrà essere considerata una colpa. Il dibattito acquisterà una dimensione politica.

Fase 6 (Policy): sorgono gruppi di pressione che promuovono il cannibalismo con lo slogan: “non si deve vietare l’antropofilia”. Il cibarsi di carne umana viene “depenalizzato”. Coloro che si oppongono vengono socialmente stigmatizzati accusandoli di “fobia”, di “intolleranza”, di “arretratezza culturale” Nelle scuole si comincia ad insegnare che accanto ai vegetariani, ai vegani, agli onnivori, ci sono, a pieno titolo, anche gli antropofili. Il processo è concluso, l’idea da inaccettabile è entrata nel pensare comune.

Ovviamente il cannibalismo è un caso ipotetico, ma…

molte altre idee contemporanee che sembravano assolutamente inconcepibili solo qualche decina di anni fa sono poi diventate accettabili per la legge e agli occhi della società. (“Manipolazione di massa”)

Quelli prospettati, purtroppo, non sono casi iperbolici.

Capire i pedofili”: l’ultima follia progressista

L’ultima deriva del progressismo liberal è quella che chiede a gran voce e senza pudore di “capire i pedofili”. Capire il loro “disturbo”. Comprenderli. Ben più grave, forse, del film Cuties è, in questo senso, il messaggio del documentario di Amazon Prime Video Pedophile: Understanding the Mental Disorder: “I pedofili sono stati a lungo le persone più demonizzate di questa società”, riporta la descrizione del documentario. “Una nuova ricerca sta dimostrando che comprendere la condizione dei pedofili e affrontarla rappresenta un primo passo per ridurre i casi abuso sessuale su minori”. Nel frattempo nei Paesi Bassi assistiamo in queste settimane alla rinascita del Pnvd, il partito a favore della legalizzazione del possesso di pornografia infantile e dei rapporti sessuali con bambini a partire dai dodici anni, mentre in alcune università progressiste, come in Germania, si descrive la pedofilia non come un crimine ma come “un orientamento sessuale naturale”. Esiste insomma, soprattutto nel nord Europea, una pericolosa tendenza allo sdoganamento della pedofilia. E questa è un’amara realtà con cui fare i conti. (Roberto Vivaldelli, “Amazon e Netflix vogliono davvero sdoganare la pedofilia”, insideover.ilgiornale.it)

Anche in Spagna viene sdoganata – sempre dai Sinistri Ufficiali – la pedofilia.

«I bambini devono avere il diritto di avere relazioni sessuali con chi vogliono, purché siano consenzienti». L’aberrazione della legittimazione della pedofilia è andata in scena al Parlamento spagnolo ed è la prima volta che questo accade. Ma ciò che è ancora più sconcertante è che a pronunciare queste parole sia un ministro del governo in carica: si tratta di Irene Montero, ministra dell’Igualdad del governo guidato dal socialista Sanchez (il nostro ministero delle pari opportunità) formato da Psoe e Podemos. È successo mercoledì nel corso di un’audizione alla Camera durante la discussione sulla legge per i trans e sull’aborto. 

Finora, il tema dello sdoganamento della pedofilia a livello politico è sempre stato tabù, eccezion fatta per il partito pedofilo olandese, poi sciolto. Ma le parole della Montero, pasionaria della sinistra più radicale, segnano per così dire uno scatto in avanti verso il baratro della pedofilia di Stato.

Ecco le parole esatte della compagna di Pablo Iglesias, che di Podemos è il fondatore: «Parlare di educazione sessuale è un diritto dei bambini e delle bambine, indipendentemente dalle famiglie, tutti hanno diritto di conoscere il proprio corpo, di sapere che nessun adulto può toccare il loro corpo se loro stessi non vogliono e di sapere che questa è una forma di violenza. I bambini hanno il diritto di conoscere che possono amare o avere relazioni sessuali con chi gli pare e piace, purché basate sul consenso e questi sono diritti che devono essere riconosciuti solo che a voi (riferita al PP e a Vox ndr) non piacciono i diritti: riconoscetelo, a voi piacciono altri modelli di società che non si basano sui diritti».

Si tratta di un passo decisivo verso lo sdoganamento della pederastia. Riconoscere che i bambini abbiano diritto a una sessualità secondo i loro “gusti” significa portare all’estremo quella ipersessualizzazione dei fanciulli incominciata con la rivoluzione sessuale e proseguita con una cultura sessuomaniaca che si è servita di film apparentemente innocui (vedi Little Miss Sunshine) e trasmissioni televisive. (Andrea Zambruno, “Ministra comunista sdogana la pedofilia; «Un diritto»”, lanuovabq.it)

I Repubblicani USA avrebbero trovato il link tra la giudice #KBJ Ketanji Brown Jackson e la pedofilia a causa dell’eccessivo livello di comprensione che ella avrebbe spesso mostrato nelle cause riguardanti casi di pedofilia e pedo-pornografia.

Sempre per l’affaire pedofilia, torniamo alla SuperDemocratica California:

California pedofila

Sono le cosiddette èlites tutelate dalla Sinistra Ufficiale a voler sdoganare la pedofilia, Il caso più recente è il Balenciagagate.

Tutto è cominciato con una pubblicità natalizia in cui alcuni bambini tenevano in mano orsacchiotti con particolari fetish, circondati da altri oggetti dell’immaginario bdsm [bondage ndr]”.

“Poi un’altra campagna, stavolta per la primavera 2023, in cui una borsa Hourglass per Adidas era appoggiata su documenti legali della Corte Suprema in cui veniva discusso se il bando della pornografia infantile violasse il Primo Emendamento. Si è poi scoperto che un libro sullo sfondo di una terza campagna celebrava un artista belga, Michael Borremans, autore nel 2017 di una serie di quadri che raffigurano bambini nudi”.

“La maison il 29 novembre si è scusata per la campagna choc, mentre per quella sulla primavera ’23 con i documenti della Corte Suprema ha spiegato che tutti gli oggetti sono stati forniti da parti terze e che sono tutti di natura fittizia”. I suoi dirigenti hanno anche denunciato l’azienda che ha creato la pubblicità su loro commissione […].

appare davvero strano che i dirigenti della casa di moda siano rimasti all’oscuro di tutto. Possibile che nessuno di loro abbia visionato le campagne pubblicitarie di Natale e primavera, le più importanti della stagione? E dire che la pubblicità, nella moda, ha un ruolo decisivo Loro dicono di no, anzi hanno addirittura fatto causa ai pubblicitari.

Ma se riferiamo questo scandalo, che la scorsa settimana ha scosso il mondo è per aggiungere a quanto già noto un tocco di colore, che forse potrà destare qualche curiosità. Quando Zelensky, all’inizio della guerra, ha creato United24, una piattaforma per raccogliere fondi a beneficio dell’Ucraina, ha nominato il direttore artistico di Balenciaga, Demna Gvasalia, ambasciatore di United24 per i rifugiati […].

Invece, per tornare su United24, di questa piattaforma ci siamo occupati in un’altra nota, nella quale dettagliavamo il ruolo avuto da FTX, il colosso delle criptovalute crollato di recente, cooptato dal governo di Kiev per creare un canale di aiuto all’Ucraina sotto forma di monete virtuali.

FTX non c’entra nulla con Balenciaga, ovviamente, solo desta una certa curiosità come la sfortuna sembra accanirsi contro United24, che in tal modo risulta anch’essa vittima, come Balenciaga, di una cattiva pubblicità.

Nota a margine. Riportiamo da Newsweek: “Mentre gli utenti dei social media continuano a prestare attenzione al marchio di moda di lusso [Balenciaga] e alle sue offerte, recentemente hanno rivolto la loro attenzione anche a una serie di opere d’arte raffiguranti bambini che, tra le altre caratteristiche, hanno genitali al posto del naso e della bocca, opere pubblicate sul sito web di Christie’s, la più importante casa d’asta del mondo”.

“Christie’s è di proprietà di Groupe Artémis, la holding di François-Henri Pinault. Il multimiliardario Pinault, marito della star del cinema Salma Hayek, è anche presidente e amministratore delegato di Kering, la multinazionale che possiede Balenciaga, cosa che ha portato alcuni utenti online a tracciare collegamenti tra queste”.

“Nonostante le critiche online, non ci sono prove che suggeriscano che Pinault abbia dato alcun input sulle opere in questione, o su qualsiasi altra opera d’arte pubblicata sul sito web di Christie’s”.

“I manichini presenti sul sito web di Christie’s sono stati realizzati dagli artisti Jake e Dinos Chapman e mostrano raffigurazioni di bambini nudi, alcuni dei quali sono congiunti. Ci sono anche raffigurazioni di teste mozzate”. Possibile che Christie’s pubblichi e venda roba del genere? Purtroppo sì. Ci sia perdonato il latinismo: mondo di merda. (“Zelensky e la Bufera su Balenciaga”).

Qui c’è il link di una delle varie (rivoltanti) opere dei Chapman messe all’asta da Christie’s.

Evidentemente, il direttore creativo di Balenciaga, Gvasalia, era ormai convinto che la finestra di Overton per lo sdoganamento della pedofilia fosse giunta al livello di popolare, quantomeno tra le sedicenti élites, ma la reazione irritata anche di testimonials del brand, come Kim Kardashian (la quale non ha comunque tagliato i ponti con la maison), lo ha costretto ad una frettolosa retromarcia, con tanto di pubbliche scuse:

Voglio scusarmi personalmente per la scelta artistica sbagliata del concept della campagna di regali con i bambini e mi assumo le mie responsabilità. Non era appropriato che i bambini promuovessero oggetti che non avevano nulla a che fare con loro. Per quanto a volte mi piace provocare un pensiero attraverso il mio lavoro, non avrei MAI avuto intenzione di farlo con un argomento così orribile come l’abuso sui minori che condanno. Punto”.

In realtà, Demna Gvsalia non era tanto lontano dal vero, considerato che molti cosiddetti “VIP” radical chic e woke non hanno profferito verbo alcuno sulla questione. E alcuni, come Kendall Jenner addirittura appalesano una sfacciata esibizione del marchio e approvazione delle sue politiche propagandistiche.

Dulcis in fundo,

Arriviamo all’antropofagia.

Un gruppo di ricercatori nordamericani avrebbe recentemente sperimentato una tecnologia che permette la coltivazione di carne partendo da piccoli campioni di tessuto umano. L’utilizzo del metodo supera l’obiezione vegana al consumo della carne in quanto non comporta la morte e la macellazione di animali. Secondo i tre studiosi che hanno sviluppato la nuova bistecca umana – i ricercatori Andrew Pelling, Orkan Telhan e l’industrial designer Grace Knight – il consumo «tecnicamente» non rappresenterebbe un atto di cannibalismo… Il progetto, denominato Ouroboros Steak, recentemente presentato al Design Museum di Londra, non avrebbe finalità commerciali e sarebbe inteso principalmente come una sorta di commento ai problemi etici, (ItaliaOggi)


[Orkan] Telhan è stato subissato di messaggi di odio e anche di vere e proprie minacce. Alcuni lo hanno accusato di cannibalismo, visto anche il progetto usa come logo l’Ouroboros, simbolo antico di un serpente che di morde la coda. Ma c’è anche chi ha contatto l’artista per sapere se era possibile acquistare kit di carne prodotta da cellule umane. E persino alcuni fondi di investimento si sono interessati a questa tecnologia. (agrifoodtoday.it)

Diego Fusaro ha creato un aforisma iconico in relazione alla woke culture e al politically correct: “Politicamente corretto ed eticamente corrotto”.

Quale e quanta sia la potenza corrosiva delle perverse ideologie che allignano e prosperano all’interno della Sinistra Ufficiale mondiale lo dimostrano le dichiarazioni della giudice nera Ketanji Brown Jackson, già citata.

Nominata nel marzo 2022 da Biden giudice della Corte Suprema USA (e confermata dal Senato controllato dai Democrats) solo perché DEM e donna nera, non certo per lungimiranza, pregnanza e saggezza delle sue sentenze, ella dimostra di essere wokista, genderista e buonista. Una perfetta politically correct.

La senatrice Marsha Blackburn ha chiesto alla candidata [KBJ] di definire la parola “donna” […]. 

Durante l’udienza di marzo, Blackburn ha chiesto alla candidata alla Corte Suprema: “Può fornire una definizione per la parola ‘donna’?”

“Non posso”, ha detto la Jackson.

“Non può?” chiese Blackburn.

Jackson ha risposto: “Non in questo contesto, non sono un biologo”.

“Il significato della parola donna è così poco chiaro e controverso che non può darmi una definizione?” chiese Blackburn.

La campagna per i diritti umani è più esplicita su come le donne trans si inseriscono nella definizione di femminilità. “Quando diciamo donne, quella parola include sempre le donne trans. Non ci sono se e senza ma al riguardo. L’identità di genere di una donna è il suo concetto più intimo di essere femmina. L’identità di genere di una donna trans non definisce né avverte la sua femminilità; descrive semplicemente il suo viaggio verso la femminilità”, spiegano .

Sfortunatamente, molti come Blackburn non aderiscono a questa definizione, motivo per cui “donna” rimane una parola controversa, anche nel 2022. Infatti, secondo un sondaggio del Pew Research, sei adulti statunitensi su dieci credono che il genere di una persona sia determinato dal sesso assegnato alla nascita. (politico.com)

Che dramma, per i Sinistri Ufficiali, che anche le donne normali non percepiscano come donne quelle che invece, pur in possesso di apparato genitale maschile, si autopercepiscono come “donne”. Luca Ricolfi (nel suo citato saggio) narra del caso di transgender inseriti nelle sezioni femminili delle carceri canadesi che hanno violentato le loro compagne di cella.
Le legittime proteste delle carcerate sono state biasimate da autorità e stampa mainstream, tanto da essere tacciate di razzismo!

Ma i DEM americani, tanto solleciti e sensibili nei confronti dell’ampliamento dei diritti civili per i transgender e financo per i pedofili e i cannibali, non lo sono altrettanto nei confronti dei cani, come mostra questa angosciata richiesta di fondi per aiutarli, a causa del rifiuto opposto dai radical chic DEM.

Svegliamoci, o presto gli Eoni di Lucifero prenderanno possesso dell’intero Globo Terracqueo per imporre l’Impero Millenario di Satana.

Occorre che, hegelianamente, il polo dei dominati divenga Signore – si faccia principe, direbbe Machiavelli –, rovesciando la prosa reificante del mondo signoreggiato dal capitale e ponendo in essere le basi di una società finalmente all’altezza delle potenzialità umane fino a oggi mortificate: la paura di perdere la vita non può in alcun caso prevalere sul desiderio di una vita libera e dignitosa.

La società del nuovo ordine terapeutico, che non crede più in nulla se non nella salute del corpo, ritiene illusoriamente che niente – nemmeno la schiavitù – sia peggio della morte: la verità è che una società di questo genere è destinata a morire, dopo essere stata ridotta in catene. La vita o è libera o non è: la contrapposizione non è, quindi, tra vita e libertà, ma tra la vita libera, per difendere la quale occorre essere pronti anche a morire, e la “vita morta”, perché privata della libertà e delle sue qualificazioni. Per salvarsi realmente, occorre essere disposti a rischiare perfino la vita.

Come ha scritto rettamente Byung-Chul Han ne “La società senza dolore”,

La società dominata dall’isteria della sopravvivenza è una società di non morti. Siamo troppo vivi per morire e troppo morti per vivere. Nella preoccupazione esclusivamente rivolta alla sopravvivenza noi siamo uguali al virus, questa creatura non morta che si limita a moltiplicarsi, quindi a sopravvivere, senza vivere.

Viviamo e svegliamoci, diffidando della Verità Ufficiale del Pensiero Unico.

Dubitiamo della Verità Ufficiale di “intellettuali” radical chic à la Murgia, seconda la quale…

la commozione davanti al Presepe, dove Gesù Bambino nasce, sarebbe il segno che la fede cattolica non è capace di misurarsi con la complessità dell’esistenza e del mondo. Suggerire quanto sia urgente per la vita dei cristiani lasciarsi provocare da tale complessità è sempre utile e non lo si fa mai abbastanza.

Prendere pretesto dal Presepe è ingenuo o superficiale. Il prossimo anno si celebreranno gli ottocento anni dalla sua “invenzione” per opera di San Francesco: è arduo accusare il Santo di Assisi di vivere una fede zuccherosa e incapace di misurarsi con i drammi della storia. È legittimo non apprezzare alcuni canti liturgici, ma converrebbe non dimenticare che il Poverello ha testimoniato che non per modo di dire “Dio si è fatto come noi per farci come Lui”: lo si vede, però, nei segni delle stimmate dove il Santo “diventa” come quel Bambino, ormai uomo fatto, morto in croce per la salvezza del mondo.(Gilfredo Marengo, Famiglia Cristiana)

Diffidiamo di antikeimenici antipapi come il gesuita Bergoglio, che dileggiano Gesù Cristo e la sua Alta Missione sulla Terra.

Qualche giorno addietro Roberto Benigni, il noto comico fiorentino, è stato accolto da Francesco, da Bergoglio, e insieme hanno dialogato amorevolmente su tutto, anche ridendo di gusto sulla figura di San Francesco d’Assisi. La notizia viene riproposta ad esempio da Repubblica con un titolo che punta esattamente il dito con entusiasmo, s’intende, sulle risate che i due si sono fatti sulla figura di San Francesco d’Assisi. Ebbene, è proprio di questo che bisogna ragionare criticamente, ossia su come con il pontificato, o presunto tale, di Bergoglio assistiamo allo svuotamento di ogni trascendenza, alla perdita di ogni sacertà. Insomma, assistiamo all’evaporazione definitiva del cristianesimo, secondo una linea avviatasi con il Concilio Vaticano II e alla quale solo Joseph Ratzinger aveva provato eroicamente a resistere, riproponendo il sacro, l’eterno, la trascendenza. Ebbene, con Bergoglio quel processo sembra oggi giungere a compimento, dacché la Chiesa di Roma, lungi dal resistere alla civiltà del nulla, dei mercati e della finanza, si scioglie completamente e favorisce, promuovendolo, il movimento stesso che essa conduce. Ecco perché Bergoglio può ora amabilmente ridere di San Francesco d’Assisi, proprio come qualche tempo addietro, di fronte ai seminaristi che gli portavano in dono una bottiglia di gin, disse che quella era meglio dell’acqua santa. O come quando disse che Gesù fa un po’ lo scemo. Queste le sue parole. O come ancora quando disse che le questioni teologiche relative alla Vergine Maria erano delle sciocchezze.

Insomma, Bergoglio piace tanto alla civiltà mediatica, alla civiltà della tecnica, ai padroni del discorso politicamente corretto, perché il suo è un Cristianesimo svuotato di trascendenza e un Cristianesimo ridotto al raddoppiamento del pensiero unico politicamente, e a questo punto anche teologicamente, corretto. Lungi dal resistere alla profanazione e alla dissacrazione che la civiltà dei consumi conduce spietatamente contro la religione della trascendenza, Bergoglio asseconda quel movimento. (Diego Fusaro, “Benigni e Bergoglio ‘ridono di gusto’ su San Francesco”, radioradio.it)

Ecco che wokisti come i Sambuchiani di Repubblica e gli antikeimenici bergogliani esultano per essersi finalmente liberati nell’ultimo Vero Papa, Joseph Ratzinger “il Conservatore”.

Svegliamoci dal torpore sedante del DEMoniaco fideismo capitalistico, che vorrebbe sussumere al proprio interno ogni spiegazione e ogni teleologia dell’esistenza umana, esistenza che deve essere indirizzata unicamente al Trionfo Assoluto del Capitalismo Totalitario. Al Trionfo di Satana e dei suoi Demoni.

la Lettera ai Romani di san Paolo: «E questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno […] gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce» (13,11-12) oppure, ancora, l’appello piú recente – e piú scontato – della ribellione a Ceaușescu del 1989: «Romeni, svegliatevi dal sonno profondo della tirannia».

I risvegli di natura politica e religiosa solitamente vengono espressi in termini percettivi come la ritrovata capacità di riconoscere la realtà delle cose al di là del velo che le nascondeva, di distinguere il mondo vero dalla sua versione degradata o capovolta oppure di recuperare una verità perduta che rappresenta l’opposto di quella condizione, quale che sia, da cui ci si dovrebbe destare. Poiché interrompe, quasi come un’epifania, il torpore di un’esistenza vuota e ripetitiva, il risveglio si presenta come il recupero dell’autenticità. (Jonathan Crary, “24/7. Il Capitalismo all’assalto del sonno”, LDB)


Allora le campane hanno rintoccato più forte e profondo:

“Dio non è morto, e non dorme;

Il male fallirà, il Bene prevarrà”. (H. W. Longfellow)

Le Sinistre e Anticristiche Cavallette di Soros e Biden verranno fermate dalle Forze del Bene.

Le cavallette. simbolo multiplo del demoniaco che invade la terra (Ap 9,1-11), «hanno su di loro un re« (Ap 9,11).” I «sette diademi», segno specifico di un potere regale, sulle corna del drago (12,3) indicano come questi, simbolo del demoniaco in fase aggressiva, tenda a insinuarsi nella storia umana. Il drago, poi, si prolunga nel primo «mostro», simbolo dello Stato che si fa adorare (cf. 13,1-8); questi a sua volta è sostenuto dall’ «altro mostro» (13, 11-17) che rappresenta la propaganda che dà vita a questo tipo di Stato. Dal drago, dal primo mostro e dal secondo – quest’ultimo è chiamato anche «falso profeta» – esce come un impulso di energia negativa che passa sui «re della terra» (cf. Ap 16.13-14).
I «re della terra» a loro volta formano un contesto unico di intesa e di intercomunicazione con «Babilonia», la città dell’uomo, tutta chiusa nella sua auto-sufficienza e nel suo consumismo (cf. 18,7.9.11-13). Si ha così un quadro impressionante del sistema terrestre, anti-regno rispetto a Dio e a Cristo.
Ma Cristo non rimane indifferente. La sua regalità non è un’ambizione personale, ma una necessità che entra nella logica” del progetto di Dio. Il regno terrestre, proprio perché contrapposto a Dio e a Cristo, sarà annullato.
Lo farà Cristo stesso:
«Costoro – i re – combatteranno contro l’agnello,
ma l’agnello li vincerà
poiché è signore dei signori
e re dei re» (17,14).
(Ugo Vanni, “L’Apocalisse”, EDB)

Portae inferi non praevalebunt.

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Seyan

Circe è la Magia e l'Esoterismo, è la Noesis che si contrappone alla Doxa del Capitalismo Totalitario e alle presstitutes dei Mainstream Media globalisti.
Circe è l'Epistème che contrasta le Maligne Menzogne dei Soroi.
(L'immagine è "Circe Offering the Cup to Ulysses" di J.W. Waterhouse)

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