L’ITALIA PERDE, CHIUNQUE VINCA NEL 2018

by Seyan / sabato, 20 gennaio 2018 / Published in La Cabala

L’ITALIA PERDE, CHIUNQUE VINCA NEL 2018

La campagna elettorale 2018 per l’Italia entra nel vivo. Le promesse elettorali sono sempre più roboanti e surreali; a breve uno degli schieramenti prometterà l’immortalità in caso di vittoria.

Ma cosa cambierà realmente in Italia dopo le politiche del 2018?


Chiunque vinca noi abbiamo perso.


Ur-Destra o Ur-Sinistra stessa Minestra – L’Isola di Avalon

Ur-Destra o Ur-Sinistra stessa Minestra – L’Isola di Avalon

UR-SINISTRA O UR-DESTRA: È SEMPRE LA SOLITA MINESTRA In un editoriale pubblicato il 3 gennaio 2017 da un media italiano filogovernativo (in declinazione renzusconista) si eleva il peana della Sinistra Mercatista, che pare tanto un clone della Ur-Destra necocon. Sarebbe nata  – finalmente – una “Sinistra dei Doveri”. Doveri posti a esclusivo carico dei cittadini

Source: www.isoladiavalon.eu/urdestra-ursinistra-stessa-minestra/



ALTRO CHE MINESTRA, E’ UNA POLTIGLIA

Abbiamo già esternato la nostra opinione: Ur-Destra e Ur-Sinistra in Italia, sono la stessa minestra.

Entrambe monetariste, neoliberiste, mercatiste, legate al Capitalesimo e alla Cabala Globale.

Non dimentichiamo che la NeoDestra (DS-Ulivisti-PD-Renzisti) e la Vecchia Destra (Berlusconisti-Bossiani-Finiani) si sono spartiti il potere negli ultimi 25 anni. Risultato finale: 5 milioni di poveri e 18 milioni di Italiani a rischio povertà nei prossimi anni.

Sull’epifania del Salvini anti-euro e anti-immigrazionista è interessante il video di Andrea De Girolamo di “SocialTV”, di cui non condividiamo assolutamente le espressioni grevi usate, ma semina il dubbio sull’effettiva potenzialità anti-establishment della Lega:



Ma anche il Movimento 5 Stelle non sembra sfuggire alla greve e soffocante sovrastruttura del Capitalesimo e del Sorosismo.



DIETRO IL MOVIMENTO 5 STELLE C’È GEORGE SOROS?

Secondo Luigi Bisignani, dietro il Movimento 5 Stelle ci sarebbero la Cia, Goldman Sachs e lo sciacallo della finanza globale George Soros.
Vero, falso. Non lo so.


[Con il bestseller] L’uomo che sussurra ai potenti, che Paolo Madron, nella parte del cronista-confessore, ha scritto con Luigi Bisignani, ti accorgi che l’irresistibile ascesa del Beppe Grillo politico potrebbe essere stata davvero in parte definita dalla longa manus di Washington «come vent’anni fa accadde con Antonio Di Pietro».


Bisignani lobbysta e faccendiere, Bisignani «colui-che-tutto-sa» e che tutto può ne è certo. «Tutto parte dal protocollo numero C17586026, che sigla il primo documento sul Movimento 5 Stelle. Destinatari: il Dipartimento di Stato e altri uffici governativi di Washington. Stiamo parlando del 2008, quando il fenomeno Grillo era ancora lì da esplodere», afferma. Gli americani entrano in contatto col comico attraverso due sue «vecchie conoscenze».


Una è Franco Maranzana, un geologo controcorrente di 78 anni, e l’altra è, soprattutto, Umberto Rapetto ex colonnello della Guardia di Finanza, il Magnum P.I. del Gat il gruppo anticrimine tecnologico, nonchè «intelligenza fuori dal comune» e uno dei migliori esperti di reati informatici al mondo. […]


[L’Ambasciatore USA] Spogli concludeva il rapporto [a Condoleeza Rice, ex segretario di Stato USA] con una nota positiva: «… la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova espressione altrove…».


Tra l’altro, quell’informativa allora segreta, ricevuta anche da Barack Obama, dalla Cia e dalla National Security, Bisignani la pubblica, paro paro, in appendice al libro. Come fossero banalissime note a margine. Dopodiché i rapporti tra gli americani e Grillo non si fermano qui. Inciucia con Beppe pure Jim O’ Neill, della banca d’affari Goldman Sachs.


E l’entusiasmo dell’uomo della banca d’affari sarebbe talmente esasperato che Goldman Sachs è costretta perfino a «un parziale dietrofront». E, inoltre, afferma sempre Bisignani «l’unico studio scientifico fatto finora sul Movimento 5 Stelle è stato commissionato al think thank inglese Demos supportato dalla Open Society » di George Soros «un altro guru del capitalismo americano».


Altro che Gruppo Bilderberg dunque. Grillo sarebbe al servizio degli stessi poteri forti che Gianroberto Casaleggio vedeva al centro di una cospirazione mondiale. […] . Questa storia di Grillo «puppet», marionetta dei servizi e delle banche americane, naturalmente sta scuotendo la politica.


Ieri, dopo la presentazione de – L’uomo che sussurra ai potenti – crocchi di giornalisti sostavano sotto la libreria Feltrinelli in una sorta di affannoso reading collettivo. Ognuno a controllare che accanto al nome di Grillo, della Cia, di Soros non ci fosse il proprio… (“Luigi Bisignani: dietro il M5S ci sono CIA, Soros e Goldman Sachs”)


Grillo, Italia

Beppe Grillo. Immagine satirica.



È CREDIBILE LUIGI BISIGNANI?

Luigi Bisignani è stato condannato a due anni e sei mesi con sentenza definitiva per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti. A seguito della definitiva condanna, nel 2002 viene anche radiato dall’Ordine dei giornalisti. (fonte Wikipedia).

Quindi, è credibile il Bisignani quando afferma che i pentastellati sono l’ultimo instrumentum regni di George Soros e della sua Cabala Globale?

Jim O’Neill di Goldman Sachs (tanto per intenderci, la banca d’affari di Prodi, Monti, Draghi) aveva espresso su Grillo e M5S,


il giudizio che non ti aspetti, quello che ti sorprende. Il bacio del «nemico». Jim O’Neill, il guru di Goldman Sachs che ha coniato l’acronimo «Bric» (Brasile, Russia, India, Cina), sostiene (in un commento nello studio «Riforme non vuol dire austerity») di trovare «entusiasmante» l’esito delle Politiche. L’Italia, secondo l’economista, ha «bisogno di cambiare qualcosa di importante» e forse «il particolare fascino di massa del Movimento 5 Stelle potrebbe essere il segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo». Insomma una promozione per Beppe Grillo a pieni voti, proprio da quella banca d’affari che il leader politico del movimento ha attaccato più volte.


Giudizio (in parte) ritrattato dall’O’Neill, ma la conversione a U verso la visione Sorosita del Movimento 5 Stelle sull’essenziale topic “immigrazione” pone fosche ombre sulla reale autonomia politica dei pentastellati.



 LA NOVELLA POLITICA IMMIGRAZIONISTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Dopo una serie di contorsioni l’ondivaga posizione pentastellata è stata definita:  URRAH per il Migrazionesimo Sorosiano.

Francesca Totolo per il Primato Nazionale disvela diversi fatti interessanti sugli estensori del Programma Immigrazione Pentastellato.


Analizziamo i punti del programma immigrazione del Movimento di Grillo, fieramente votati proprio dal popolo pentastellato: a volte, la “democrazia dal basso” può essere solo apparente se non supportata da una chiara informazione. Il secondo punto “Il ricollocamento dei richiedenti asilo” è stato redatto da Maurizio Veglio, noto avvocato tra i membri di ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione.



CHI SI CELA DIETRO L’ASGI?

Continua Francesca Totolo,


L’ASGI è stata fondata ed è finanziata dalla Open Society Foundations del famoso speculatore George Soros, che ha fatto dell’immigrazione non controllata verso l’Europa e l’Italia una sua particolare battaglia, destinando, a tal proposito, una pioggia di fondi ad ONG e associazioni insediate ad ogni livello istituzionale. ASGI ha aderito a numerose campagne pro-immigrazione e pro-ius soli tra le quali “L’Italia sono anch’io, campagna per i diritti di cittadinanza”, “Out of Limbo” per la promozione dei diritti dei rom apolidi o a rischio apolidia, “Ero straniero – L’umanità che fa bene”, “Non aver paura. Apriti agli altri, apri ai diritti”, e molte altre, in collaborazione con associazioni religiose (Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio), altre associazioni e organizzazioni sorosiane (A Buon Diritto, CIR, ARCI, Amnesty International, Antigone), Partito Radicale e diversi esponenti del Partito Democratico.



Ancora più soncertanti i successivi punti programmatici,


Il “punto programmatico” scritto da Paolo Morozzi Della Rocca riporta: “Il Movimento 5 Stelle s’impegnerà per affermare vie legali e sicure di accesso all’Europa. Chiediamo che la valutazione dell’ammissibilità delle domande di protezione internazionale nelle ambasciate e nei consolati nei Paesi di origine o di transito o nelle delegazioni dell’Unione europea presso i Paesi terzi, con il supporto delle Agenzie europee preposte”. Si stimano milioni di africani sub-sahariani pronti a partire per l’Europa: vi immaginate le code a perdita d’occhio davanti alle ambasciate italiane di aspiranti richiedenti asilo speranzosi di venire nel nostro Paese, e i connessi aggravi economici connessi al sicuro aumento del personale per la gestione delle domande di protezione internazionale?



Così gli uomini di Soros hanno scritto il programma immigrazione del M5S

Così gli uomini di Soros hanno scritto il programma immigrazione del M5S

Cosa ci fanno una serie di uomini legati alle ong di Soros fra gli autori del programma del Movimento 5 Stelle? Un’inchiesta svela la verità sui grillini.

Source: www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/cosi-gli-uomini-di-soros-hanno-scritto-il-programma-immigrazione-del-m5s-77760/



SOROS FOREVER

Dobbiamo pertanto desumere che anche i vertici dei pentastellati si siano convertiti alle criminali politiche immigrazioniste del Soros, tese ad importare, massicciamente, quello che Karl Marx definiva oggettivamente esercito industriale di riserva.

Se adesso l’Italia subisce l’invasione di milioni di Migranti economici, dobbiamo ringraziare la “teoria del caos” di Leo Strauss e l’aggressione militare alla Libia di Gheddafi, studiata a tavolino dalla Cabala Globale.

Chiosa, sull’argomento, il geopolitico anticabalista Thierry Meyssan:


Contrariamente a quel che ha detto il presidente François Hollande, la migrazione dei libici non è la conseguenza di una “mancanza di seguito” dell’operazione “Protettore unificato”, bensì il risultato ricercato attraverso questa operazione nella quale il suo Paese giocava un ruolo guida. Il caos non si è creato perché i “rivoluzionari libici” non hanno saputo accordarsi tra loro dopo la “caduta” di Muammar Gheddafi: esso era l’obiettivo strategico degli Stati Uniti. Ed è stato raggiunto. Non c’è mai stata una “rivoluzione democratica” in Libia, ma una secessione della Cirenaica. Non c’è mai stata applicazione del mandato dell’ONU che mirava a ’proteggere la popolazione’, ma c’è stato il massacro di 160.000 Libici, tre quarti dei quali civili, sotto i bombardamenti dell’Alleanza – cifre della Croce Rossa internazionale. (Thierry Meyssan, “La cecità dell’Unione Europea di fronte alla strategia militare degli Stati Uniti”)



CHAOS AB ORDINE – ORDO AB CHAO

Il principio della dottrina strategica delle Teoria del Caos straussiana può essere così spiegato:


il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un Paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta. Da quel momento, l’obiettivo strategico delle forze armate USA e dell’alleanza che esse guidano, la NATO, consiste esclusivamente nel distruggere Stati. Ciò che accade alle popolazioni coinvolte non è un problema di Washington. (Thierry Meyssan, “La cecità dell’Unione Europea di fronte alla strategia militare degli Stati Uniti”)



DIETRO LA RIVOLTA DEL COUS-COUS CI SONO SOROS E LE ONG DEI SOROSITI, FINANZIATE ANCHE DALLA CIA

La cosiddetta Primavera Araba sarebbe un effetto della rivolta del cous-cous, scoppiata in Algeria e Tunisia per effetto dell’aumento dei beni di prima necessità, si è estesa strumentalmente in tutti i Paesi Arabi del Mediterraneo, paradossalmente anche nella Libia Gheddafiana, che, fino a quel momento godeva del più alto reddito procapite dell’Africa.

In realtà sembra che l’aumento dei generi alimentari sia dovuto non soltanto ad una crisi produttiva dei beni alimentari, ma anche ad una massiccia speculazione sui futures degli stessi beni.

CIA e Pentagono erano in possesso di informazioni riservate che prevedevano una penuria generalizzata globale nel periodo 2010-2011 per i beni alimentari di prima necessità (grano, riso, olio, zucchero), dossier di cui George Soros, in qualità di uomo di vertice del Deep State USA, era perfettamente a conoscenza.

Così è iniziata una poderosa speculazione al rialzo dei futures di tali beni, acuendo la crisi e permettendo da un lato a George Soros di lucrare altri miliardi, dall’altro all’Amministrazione USA di aumentare la pressione su Libia e Siria, il vero obiettivo strategico del Dipartimento di Stato guidato dalla Three Eyes Hillary Clinton.

Due piccioni con una fava.



GENE SHARP DIETRO LA PRIMAVERA ARABA

Le rivolte si diffusero in tutto il mondo Arabo.

I paesi maggiormente coinvolti dalle sommosse furono la Siria, la Libia, l’Egitto, la Tunisia, lo Yemen, l’Algeria, l’Iraq, il Bahrein, la Giordania e il Gibuti, mentre ci sono stati moti minori in Mauritania, in Arabia Saudita, in Oman, in Sudan, in Somalia, in Marocco e in Kuwait paesi maggiormente coinvolti dalle sommosse sono la Siria, la Libia, l’Egitto, la Tunisia, lo Yemen, l’Algeria, l’Iraq, il Bahrein, la Giordania e il Gibuti, mentre ci sono stati moti minori in Mauritania, in Arabia Saudita, in Oman, in Sudan, in Somalia, in Marocco e in Kuwait. (fonte:Wikipedia)

Il modus operandi (proteste diffuse, atti di guerriglia urbana magistralmente organizzati, utilizzo massiccio di social network, copertura totale di tutti i Media Mainstream della Cabala) e il fatto che Il movimento prese il nome di Rivoluzione dei Gelsomini rivela chi fu la mente e l’ideatore della Rivoluzione: Gene Sharp dell’Albert Einstein Institution, eternamente foraggiato da George Soros e dalla sua Open Society Foundations.



I COLPI DI STATO DI GENE SHARP

L’impronta che il golpista sorosita Gene Sharp lascia sempre dietro di sè fa riferimento sempre ai fiori e ai colori; i colpi di Stato organizzati dal dinamico duo Sharp-Soros vengono definiti, infatti, “Rivoluzioni Colorate“:


I partecipanti delle Rivoluzioni Colorate hanno utilizzato metodi nonviolenti e di disobbedienza civile, ispirati tra l’altro ai testi di Gene Sharp, per protestare contro governi ritenuti corrotti e/o autoritari. Questi movimenti, che hanno manifestato contro i governi in carica ritenuti filo-russi, hanno sostenuto le candidature di politici sostenitori di una politica filo-occidentale come Viktor Juščenko, Mikheil Saakašvili e Kurmanbek Bakiyev. Tutte le rivoluzioni colorate hanno adottato uno specifico colore (o fiore) come simbolo, utilizzando tale colore negli strumenti di propaganda politica come adesivi, impermeabili e creando gruppi di educazione alla democrazia.


Le rivoluzioni colorate coronate da successo si sono avute in Georgia (rivoluzione delle rose, 2003), in Ucraina (rivoluzione arancione, dicembre 2004 e gennaio 2005) e (benché con derive violente) in Kirghizistan (rivoluzione dei tulipani, 2005).  (fonte: Wikipedia, “Rivoluzioni colorate”)



SHARP E SOROS, QUINTE COLONNE DEL DEEP STATE USA

Perfino Wikipedia riconosce che Sharp (e quindi anche il suo capo George Soros) sono il principale instrumentum regni del Dipartimento di Stato USA – che non è altri che l’emanazione del turpe Deep State USA.


le teorie di Sharp sono state recepite dal Dipartimento di Stato statunitense per essere utilizzate su vasta scala per favorire gli interessi americani, sostenendo i movimenti pacifisti e non violenti, contro governi marcatamente anti-occidentali. Tra i primi campi di applicazione da parte dell’amministrazione americana, la Serbia nel 2000(contro Slobodan Milošević), la Georgia nel 2003 (vd. “rivoluzioni colorate”) e l’Ucraina nel 2004 (rivoluzione arancione). Il modello della “rivoluzione pacifista” è stato così utilizzato anche contro governi democraticamente eletti dal popolo, non solo contro potenziali dittatori. (fonte: Wikipedia, voce “Gene Sharp”)


Ecco la pistola fumante che inchioda il cabalista Soros e il suo minion Sharp: essi effettuano rivoluzioni cruente anche contro regimi democratici, purché siano invisi alla demoniaca Cabala Globale di George Soros & The Sorosites.


Sharp, Italia

screenshot tratto da Wikipedia



LA GESTIONE ORDINATA DEI FLUSSI DI MIGRANTI IN ITALIA È SOLO UNA BUFALA

Il governo renzista parla con noncuranza di gestione ordinata di flussi migratori, come se ciò fosse possibile. È, invece, una tragedia epocale per gli Africani destabilizzati dalle rivoluzioni colorate di CIA/Soros, ed un’esiziale Invasione per l’Italia e l’Europa.

Un’Invasione di ben più vasta portata e respiro delle Invasioni Barbariche che fecero crollare l’Impero Romano d’Occidente, ove gli invasori del limes romano erano tribù germaniche di poche migliaia o al massimo di decine di migliaia di individui. Qui parliamo di centinaia di milioni di Africani e Arabi che vogliono migrare in Italia ed Europa!

Il figlio di Gheddafi, Sayf al-Islam Gheddafi, disse a “France24”:


La Libia può diventare la Somalia del Nord Africa, del Mediterraneo. Vedrete i pirati in Sicilia, a Creta, a Lampedusa. Vedrete milioni di immigrati clandestini. Il terrore sarà vicino.



WAYNE MADSEN AVEVA DA TEMPO DISVELATO I PIANI DEI SOROSITI PER DESTABILIZZARE ITALIA ED EUROPA

L’ex analista della NSA Wayne Madsen da tempo ha scoperto che il «re Soros è nudo»:


Proprio come le forze oscure della miliardaria rete di organizzazioni non governative della Central Intelligence Agency degli Stati Uniti e di George Soros, che complottarono per destabilizzare Medio Oriente e Nord Africa attraverso l’uso dei social media, realizzando la cosiddetta “Primavera araba”, tali forze hanno aperto un nuovo capitolo sulla disfunzionalità globale facilitando il flusso di rifugiati e migranti economici da Medio Oriente, Asia e Africa all’Europa. […]


Non solo gli africani hanno inondato l’Europa meridionale dopo aver attraversato in modo periglioso il Nord Africa, tra cui la Libia, ma i profughi siriani, per lo più creati dal trasferimento massiccio occidentale ai jihadisti siriani di armi catturate in Libia dopo il rovesciamento di Gheddafi, innescando la sanguinosa guerra civile siriana, fluiscono via mare e via terra nel cuore dell’Europa. Soros, che non è altro che un front man miliardario dell’ancor più ricca famiglia di banchieri Rothschild dell’Europa occidentale, ha supervisionato la completa distruzione degli Stati nazionali nell’Europa sud-orientale, che oggi consentono l’accesso incondizionato dei migranti economici e dalla guerra civile da Siria, Iraq, Nord Africa, Africa sub-sahariana, Afghanistan, Pakistan, Bangladesh, Birmania, Sri Lanka e altre nazioni del Terzo Mondo devastate da guerra e povertà. (Il piano Soros/CIA per destabilizzare l’Europa”)



LA CHIUSA DI MADSEN SU SOROS È AGGHIACCIANTE: SOROS AGGREDISCE L’ITALIA CON LE ARMI DI MIGRAZIONE DI MASSA


Che siano neo-conservatrici e neo-liberisti, le politiche che hanno portato alla peggiore crisi dei rifugiati in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale hanno radice nei crogioli politici dei gruppi di facciata finanziati da George Soros e CIA in Europa e Stati Uniti. E’ solo questione di tempo prima che i loro ruoli in ciò che è avvenuto in Europa sia scoperto da nazionalisti di destra e di sinistra e che loro case editrici e siti web vadano in fiamme. Alla fine, gli europei si sveglieranno e scopriranno che la Russia s’è immunizzata dal flagello dei rifugiati evitando di frequentare l’UE e le sue messinscene. Quando i migranti appena arrivati inizieranno a defecare, vomitare e urinare per le strade di Tallinn, Riga, Vilnius, Helsinki e Stoccolma, la Russia libera dalla crisi dei rifugiati non sembrerà così male, dopo tutto. (Il piano Soros/CIA per destabilizzare l’Europa”)



LA CIA E SOROS HANNO CREATO E FINANZIATO L’ISIS

Gli psicopatici cabalisti John McCain e George Soros hanno usato – casualmente? – le stesse identiche parole: “Putin è più pericoloso dell’Isis”.

Ovvio: come ha svelato il whistleblower Julian Assange, Isis-Daesh è una creatura di CIA-Soros-Arabia Saudita-Dipartimento di Stato USA.



La pistola fumante che prova che Isis-Daesh è una fictio della CIA e dei burattini sorosiani Hillary Clinton – Barack Obama è questa:


Con anni di ritardo, i media mainstream come USA Today, la Reuters e BuzzFeed pubblicano “attualissimi” ed “esclusivi” report che dettagliano come un vasto arsenale militare inviato in Siria dalla CIA in collaborazione con alleati USA ha alimentato la rapida crescita dell’ISIS. La storia raccontata da BuzzFeed si intitola “Effetto Boomerang: l’ISIS ha un potente missile che la CIA aveva segretamente acquistato in Bulgaria”, e comincia facendo riferimento a un “nuovo rapporto su come l’ISIS ha costruito il suo arsenale, che sottolinea come le munizione comprate dagli Stati Uniti, destinate ai ribelli siriani, siano finite nelle mani di gruppi di terroristi”. […]


Cosa fecero la CIA e le agenzie di intelligence alleate? Continuarono ad armare gli insorti jihadisti in Siria, tentando di rovesciare Assad. Questa fu davvero una “decisione intenzionale” come affermato da Flynn a non semplicemente “carenze nella sorveglianza e nella regolamentazione” come BuzzFeed vorrebbe ora farci credere.


CIA - ISIS



LE BUFALE DI GENE SHARP, IL “RIVOLUZIONARIO” PAGATO DA GEORGE SOROS

Il guru di Geroge Soros, Gene Sharp nel suo pamphlet “Come abbattere un regime. Dalla Dittatura alla Democrazia”, scaricato e diffuso dalle ONG dei Sorositi in quantità industriali in tutto il Mondo, ciarla di “Ribellioni Nonviolente”. Balle, Fake News. Porcate.

Lo dimostra il colpo di Stato in Ucraina che ha portato al potere i neonazisti di Pravy Sektor contro il premier – eletto democraticamente – Viktor Janukovyč.

Scrive Giulietto Chiesa:


La tattica consiste nel “sollevare” gli scontenti. Prima tappa. Come? Insufflando a suon di milioni le idee dell’Occidente. Comprando le catene televisive e i giornali. Cioè stipendiando legalmente centinaia di giornalisti e propagandisti. Pagando stipendi e “grants” a centinaia di professori universitari. Erogando fondi a centri di ricerca e fondazioni che lavoreranno a tempo pieno per organizzare la rivolta. Pacifica s’intende, soprattutto giovanile, s’intende.


Poi, seconda tappa, si passa all’offensiva con una serie di manifestazioni esterne. Non importa se sono piccole. Ci pensano i media a ingigantirle. Ci sarà qualche scaramuccia nelle strade. Anche queste verranno ingigantite dalla televisioni locali e dai grandi network internazionali. Di regola i governi di coloro che verranno immediatamente bollati con la qualifica di dittatori sanguinari, sono impreparati a fare fronte. Non conoscono le strategie comunicative dell’Occidente. Se non reprimono dovranno cedere subito. Se reprimono faranno il gioco dei Gene Sharp di turno. La gente semplice vedrà il sangue e sarà così convinta che il dittatore è davvero sanguinario. E la protesta crescerà. Alimentata dal sostegno dei governi esterni, tutti democratici e prosperi. Fino a che la repressione comincerà davvero. Ma sarà tardi, perché tutto il mondo “civile” sarà ormai schierato a difesa della “democrazia”.


E, a quel punto, entreranno in funzione le squadre paramilitari (nel caso ucraino palesemente naziste) che, nel frattempo, alla chetichella, saranno stato addestrate, armate, istruite, foraggiate da decine di ricchissime fondazioni, americane ed europee. Non entriamo in dettagli. Prendiamo la sintesi che ci è stata offerta dalla signora  Victoria Jane Nuland, assistente segretario di stato per gli affari europei e euroasiatici del Dipartimento di Stato Usa (e moglie di Robert Kagan,  uno dei più visibili neocon di Washington) : “Abbiamo investito 5 miliardi di dollari per dare all’Ucraina il futuro che merita”. C’è tutto il necessario per capire.


OCCHIDELLAGUERRA.IT HA SVELATO LA VERITÀ NASCOSTE SUI CECCHINI DI MAIDAN

Queste sarebbero le sedicenti rivoluzioni non violente dei burattinai Soros-Sharp:


Chi ha massacrato oltre ottanta fra dimostranti e poliziotti riuniti a  Maidan Nezalezhnosti, la Piazza dell’indipendenza di Kiev cuore e simbolo – fino a quel fatidico 20 febbraio 2014 – delle manifestazioni a favore dell’accordo di associazione all’Unione europea? L’opposizione anti russa fattasi governo dopo la cacciata del presidente filo russo Viktor Yanukovych ha sempre puntato il dito contro le forze speciali del deposto presidente accusandole di aver mandato una squadra di cecchini a sparare sui manifestanti per affogare la protesta in un bagno di sangue.



LA VERITÀ ERA BEN ALTRA

A quattro anni dall’inizio nel novembre 2013 delle manifestazioni di Maidan noi siamo in grado di descrivere un’altra verità, completamente diversa da quella ufficiale. La nostra storia inizia verso la fine dell’estate 2017 a Skopye la capitale della Macedonia. Lì dopo lunghi e complessi preliminari riusciamo ad incontrare Koba Nergadze e Kvarateskelia Zalogy due georgiani protagonisti e testimoni di quella tragica sparatoria e del successivo massacro. […]


Una volta a Kiev i nostri protagonisti incominciano a comprendere meglio i motivi per cui sono stati reclutati. “Il nostro compito – spiega Alexandere – era organizzare delle provocazioni per spingere la polizia a caricare la folla. Fino alla metà di febbraio però non c’erano molte armi in giro. Si utilizzavano al massimo le molotov, gli scudi e i bastoni”. A metà febbraio però gli scontri intorno a Maidan incominciano a farsi più pesanti. “Intorno al 15 e il 16 febbraio – ricorda Nergadze – la situazione ha incominciato a farsi ogni giorno più seria. Ormai era fuori controllo. E intanto si sentivano i primi spari.” Con il crescere della tensione entrano in gioco nuovi protagonisti. […]


“Il 18 febbraio – rammenta Zalogy – qualcuno ha portato delle armi anche nella mia stanza. Nella stanza con me c’erano due lituani, le armi se le sono prese loro”. “In ogni borsa – ricorda Nergadze – c’erano pistole Makarov , mitragliatori Akm, carabine. E poi c’erano pacchi di cartucce. Quando le ho viste sulle prime non ho capito…. Quando è arrivato Mamulashvili l’ho chiesto anche a lui. “Cosa sta succedendo – gli ho detto – a che servono queste armi? E’ tutto a posto? “Koba le cose si stanno facendo complicate, dobbiamo incominciare a sparare – mi ha risposto – non possiamo andare alle elezioni presidenziali anticipate …” “Ma a chi dobbiamo sparare? E dove?- gli ho chiesto – Lui mi ha risposto che il dove non importava, bisognava sparare da qualche parte… tanto per seminare un po’ di caos”.


Quelle verità  nascoste sui cecchini di Maidan – Gli occhi della guerra

Quelle verità nascoste sui cecchini di Maidan – Gli occhi della guerra

Chi ha massacrato oltre ottanta fra dimostranti e poliziotti riuniti a  Maidan Nezalezhnosti, la Piazza dell’indipendenza di Kiev cuore e simbolo – fino a quel fatidico 20 febbraio 2014 – delle manifestazioni a favore dell’accordo di associazione all’Unione europea? L’opposizione anti russa fattasi governo dopo la cacciata del presidente filo russo Viktor Yanukovych ha sempre puntato …

Source: www.occhidellaguerra.it/ucraina-le-verita-nascoste-parlano-cecchini-maidan/



PERCHÉ IL CONTE GENTILONI SILVERI HA RICEVUTO GEORGE SOROS? SI PROSPETTA UN ALTRO ATTACCO ALL’ITALIA?

Il pidino a declinazione renzista Paolo Gentiloni ha ricevuto a Palazzo Chigi, il 3 maggio 2017, il sedicente filantropo Gerge Soros.

Perché?


Soros infatti, secondo quanto appreso da fonti finanziarie e politiche da MF-Milano Finanza, ha messo nel mirino il mercato italiano e non va mai a finire bene per gli interessi nazionali quando si è nell’obiettivo del miliardario di origini ungheresi, 29° uomo più ricco al mondo per Forbes con un patrimonio di 25,2 miliardi di dollari.


Ma non solo finanziere, Soros è anche protagonista della campagna di invasione migratoria in atto con il suo annuncio di voler investire 500milioni di dollari proprio sul tema immigrazione. Finanziatore delle Ong e vampiro di ricchezze, un’immagine perfettamente calzante con il modello Pd. (Alessandro Morelli, ilpopulista.it)




L’APOLIDE GEORGE SOROS ODIA L’EUROPA E SOPRATTUTTO ODIA L’ITALIA

Il “filantropo” Soros e l’infinita pletora di ONG Sorosite, riecheggiando cupamente un vecchio mantra berlusconista, sarebbero quelli che “amano” contrapposti a quelli che “odiano”, cioè il ceto medio, cioè chi ha intelligenza, cioè chi ha cultura, cioè tutti noi, contrapposti ai neoliberisti neofeudali cabalisti.

Come sempre avviene con il Miniver Globale, il Ministero della Verità Sorosiano, e con i Völkischer Beobachter Globali (Washington Post, New York Times, Stampubblica, Corsera, MSNBC, CNN, et similia) sono essi che odiano la verità – spacciandole come Fake News – mentre sono proprio siffatti individui a  far da megafono alla propaganda del regimetto capitalistico-sorosiano.

Un esempio la charity-ONG finanziata da Soros, “Hope NOT Hate”, per cui chi non la pensa come Soros è un razzista e un fascista.

O come United – European Network against nationalism, racism, fascism and in support of migrants and refugees”.

O come “Antifa”, le Stormtroopers of Satan, rectius i black bloc finanziati da Soros per contrastare con tattiche terroristiche e azioni violente la presidenza di Donald Trump in USA e finanziati per ostacolare aggressivamente anche i partiti di sinistra antiglobalisti europei.


Quello della Cabala Massonica Contro-iniziatica Sorosiana è il vero Fascismo del XXI secolo: contro gli Stati, contro i Popoli, contro l’Europa, contro l’Italia, contro le Culture Millenarie del Bacino Mediterraneo, contro la Democrazia, contro i Diritti Sociali, contro i Lavoratori. (Seyan)


 

Soros, Antifa

Antifa, le Stormtroopers di Soros. Immagine satirica.


È opportuno osservare ciò che Antifa rappresenta in Europa oggi.


In Europa, la tendenza manifesta due forme. Gli attivisti Black Bloc invadono regolarmente diverse manifestazioni di sinistra per distruggere le vetrine e combattere contro la polizia. Queste manifestazioni di testosterone hanno un significato politico minore, se non provocare pubblici appelli a rafforzare le forze di polizia. Sono fortemente sospettati di infiltrazioni della polizia.


Ad esempio, lo scorso 23 settembre, diverse dozzine di ruffiani mascherati in nero, tirando giù manifesti e lanciando pietre, tentavano di assaltare il palco da cui lo smagliante Jean-Luc Mélenchon doveva arringare la folla di La France Insoumise, oggi partito leader della sinistra francese. Il loro messaggio inespresso sembrava affermare che per loro nessuno può essere abbastanza rivoluzionario. Di tanto in tanto, effettivamente individuano a caso uno skinhead da picchiare. Ciò serve a confermare le loro credenziali “antifasciste”.(Diana Johnson, “Antifa in teoria e in pratica”)




IL CABALISTA SOROS ODIA L’ITALIA

L’apolide George Soros odia l’Italia e gli Italiani e grazie ai suoi contubernali si è arricchito enormemente a’danni dell’Italia.

Ricordiamo il famigerato attacco alla lira. A quei tempi il Governatore di Banca d’Italia era Carlo Azeglio Ciampi, corifeo e realizzatore dell’esiziale divorzio Banca d’Italia – Ministero del Tesoro.


L’apice dell’azione del Governatore Ciampi viene raggiunto l’anno successivo. E’ il 1992, siamo in piena crisi valutaria per lira. Soros e le banche straniere prendono d’assalto la moneta italiana. Ciampi e l’allora Presidente del Consiglio, Giuliano Amato, si ostinano a difendere un improbabile cambio Lira-Marco a 753 lire. La Banca d’Italia, che in quel momento detiene le riserve valutarie più cospicue del mondo, brucia in pochi giorni di strenua resistenza circa 48 miliardi di dollari. “Facevamo la guerra, abbiamo usato le munizioni”, ricordò Ciampi anni dopo. Ma George Soros aveva già chiosato: “In Italia si fanno buoni affari”. La lira fu svalutata dell’8%. Amato promulgò la famosa manovra finanziaria lacrime e sangue da 120mila miliardi di lire. E le aziende pubbliche italiane si svalutarono di circa il 30%.


Cosa che tornerà utile a Ciampi quando da Presidente del Consiglio, tra il 1993 e il 1994, diede il via al grande programma di dismissioni… pardon, privatizzazioni delle imprese statali. Successivamente, sempre ricordando la crisi monetaria del ’92, Ciampi da buon europeista “spinelliano”, preoccupato dei parametri economici italiani, dell’entità del debito pubblico del Belpaese, dell’importanza del rispetto dei parametri di Maastricht, rivendicò il valore pedagogico di quel frangente: “Imparammo il valore della stabilità”, un principio che nel linguaggio attuale andrebbe tradotto con la parola “austerità”. (Alessandro Sansoni, “E’ MORTO CARLO AZEGLIO CIAMPI: L’UOMO CHE BRUCIO’ UN TERZO DELLE RISERVE VALUTARIE DELLA BANCA D’ITALIA”)


Non è ultroneo ricordare che, secondo il bestseller di Gioele Magaldi, “Massoni – Società a responsabilità illimitata”, Carlo Azeglio Ciampi era affiliato alla Ur-Lodge “Three Eyes”.


Italia

Soros Terminator d’Italia. Immagine satirica.

 

 



LA CUPA CABALA DI GEORGE SOROS DIETRO ALLE SVENDITE D’ITALIA

Le famigerate e scandalose dismissioni e privatizzazioni all’italiana– supervisionate dalla regia delmassone neoaristocratico Mario Draghi (classe 1947, affiliato alle Ur-Lodges «Pan-Europa», «Edmund Burke» e in seguito anche alla «Three Eyes», alla «Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum» e alla «White Eagle»), in qualità di direttore generale del ministero del Tesoro dal 12 aprile 1991 al 23 novembre 2001 e per conto terzi – furono realizzate sotto i governi di Giuliano Amato (28 giugno 1992- 28 aprile 1993), Carlo Azeglio Ciampi (28 aprile 1993-10 maggio 1994), Silvio Berlusconi (10 maggio 1994-17 gennaio 1995), Lamberto Dini (17 gennaio 1995-17 maggio 1996), Romano Prodi (17 maggio 1996-21 ottobre 1998), Massimo D’Alema (21 ottobre 1998-25 aprile 2000), Giuliano Amato (25 aprile 2000-11 giugno 2001).


L’immarcescibile e granitico fratello Draghi diresse le operazioni ininterrottamente per un decennio, mentre a Palazzo Chigi si avvicendavano ministri e premier del tutto compiacenti (da destra, centro e sinistra) al piano di doloso smembramento e immotivata (sul piano dell’interesse pubblico) svendita a potentati privati di beni e aziende di proprietà del popolo sovrano. (Gioele Magaldi, Laura Maragnani, “Massoni Società a responsabilità illimitata”)


Non è superfluo rimembrare che Romano Prodi fece conferire, nel 1995, una laurea honoris causa dall’Alma Mater Studiorum di Bologna al Gran Maestro della Globalizzazione Cabalistica, George Soros.



Paolo Cirino Pomicino parla di “insipienza” del governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi. Ma se fu tanto insipiente, come mai, siffatto individuo venne premiato dai Poteri Forti Internazionali con l’ambitissima Presidenza della Repubblica d’Italia?



L’ARMA DI MIGRAZIONE DI MASSA DI SOROS È LA TERZOMONDIALIZZAZIONE D’ITALIA E D’EUROPA

Lasciamo il microfono al filosofo di area marxiana Diego Fusaro:


L’immigrazione di massa voluta dai signori apolidi del sistema global-elitario e delle banche d’affari internazionali deporta in un’Europa scientemente sottoposta al processo di “terzomondizzazione” masse di nuovi schiavi disposti a tutto pur di esistere e privi di coscienza di classe e di memoria dei diritti sociali. […]


Non stupisce che la deeticizzazione connessa con l’economicizzazione liberal-libertaria dell’intero mondo della vita debba di necessità procedere annullando l’esistenza stessa dei popoli: i quali, intesi come unità concrete di cultura e di storia, di lingua e di usi, tendono a essere sostituiti e ridefiniti come masse apolidi di atomi globalizzati e senza identità condivisa, accomunati esclusivamente dal rito nichilistico del consumo di cui sono adepti manipolati.


In altri termini, mediante le pratiche dell’immigrazione di massa (rectius, deportazione di massa) gestite e scatenate dal sistema della produzione capitalistica e dai suoi irresponsabili agenti competitivisti, si dissolve l’idea stessa di popolo come hegeliana unità coesa nella lingua, nella cultura e nel senso di appartenenza: in suo luogo, subentra una moltitudine sradicata e difforme di individualità reciprocamente indifferenti, quando non ostili, prive di ogni senso di solidarietà e di appartenenza, rapportantisi tra loro secondo le logiche di quel bellum omnium contra omnes che è il piano ideale per la frammentazione del Servo e per la dominazione indisturbata del Signore.


Immigrazione di massa: per terzomondizzare l’Europa e dissolvere il popolo

Immigrazione di massa: per terzomondizzare l’Europa e dissolvere il popolo

Source: www.interessenazionale.net/blog/immigrazione-di-massa-terzomondizzare-l-europa-e-dissolvere-popolo



CHIUNQUE VINCA LE ELEZIONI POLITICHE 2018, L’ITALIA HA PERSO

Uno dei più esiziali presidenti del Consiglio della Storia d’Italia, Massimo D’Alema, avverte Italia e Italiani:

Il prossimo sarà “il governo del Presidente”, a guidarlo saranno Prodi o lo stesso D’Alema, e verranno chiamati a sostenerlo i membri di quei partiti colpevoli dell’impoverimento e dello sfascio economico-sociale italiano: LiberUgualisti, Berlusconisti e Pidino-renzisti.

Il D’Alema risponde sul “Governo del Presidente”:


Un governo del Presidente?
«Per forza: una convergenza di tanti partiti diversi attorno a obiettivi molto limitati. E noi, che siamo una forza radicata nei valori democratici della Costituzione della solidarietà, dell’uguaglianza, del lavoro, daremo il nostro contributo, ponendo discriminanti di carattere programmatico per noi irrinunciabili»


D’Alema è solo l’ultima epifania del trasformismo ottocentesco.

Avremo un esecutivo formato dai partiti che, negli ultimi venticinque anni, hanno provocato la SFASCIO ECONOMICO E SOCIALE d’Italia e Italiani.

Ovviamente, un governo del Presidente metterebbe ai margini le forze anti-establishment come Lega e M5S, per la felicità di George Soros e dei suoi Sorositi.

Non è un caso se il pregiudicato Silvio Berlusconi non attacca più l’ex Sinistra d’Italia (rectius, Nuova Destra, definizione di Branko Milanovic) PD-LeU. Il suo nemico giurato è ormai solo e unicamente il Movimento 5 Stelle.

Ur-Destra e Ur-Sinistra sono la stessa poltiglia politica.

Ma, credo, che, se anche i pentastellati ricevessero un’investitura popolare generalizzata (evento poco probabile), le cose non cambierebbero molto…

L’Italia non solo ha perso. È PROPRIO FOTTUTA.

Ha pienamente ragione Travaglio quando afferma che “questa legislatura andrebbe sciolta nell’acido”, che gli esecutivi renzisti sono tra i peggiori della Storia d’Italia, e, aggiungiamo noi, magari persino peggiori del Mussolinismo.
E di ciò dobbiamo ringraziare in parte le ministresse e le sottosegretariesse di estrema “competenza” come Lorenzin, Madia, Fedeli, Boschi et al.



Ultima chiosa: solo una Lorenzin può esprimere la massima considerazione per un individuo come Giorgio Napolitano (e, giustamente, Marco Travaglio ride di siffatte dichiarazioni).

Ed è proprio grazie ai governi pidino-sorosiani se il ceto medio in Italia è stato rottamato; ad’oggi non è più un ceto: È SOLO POVERO.

Per la gioia del Capitalesimo Globale dei Bezos e dei Signori Apolidi del Mercato à la Soros.



Digiprove sealCopyright secured by Digiprove © 2018 Seyan

Tagged under: 2018

Lascia un commento

TOP
error: Content is protected !!