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La Cabala

La Sinistra Immigrazionista è speculare alla Destra Ultrareazionaria

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Written by Seyan

LA SINISTRA IMMIGRAZIONISTA E’ SPECULARE ALLA DESTRA ULTRAREAZIONARIA.

Sinistra Immigrazionista e Destra Ultrareazionaria, entrambe antidemocratiche e antisociali, vanno infatti a braccetto.


Più volte abbiamo riportato le opinioni di Branko Milanovic e di Luca Ricolfi, secondo le quali votare per la Sinistra o per la Destra tradizionali non fa differenza alcuna, essendo latrici delle stesse istanze ultraliberiste e turbocapitaliste ed attuando la stessa politica di liquefazione dei diritti sociali.

Ergo, abbiamo a che fare con due Destre tradizionali – diverse solo nel nome –  a cui si contrappone la nuova Destra Sovranista e Populista.


È dal 2000, ossia da quasi vent’anni, che denuncio che “la sinistra non è più di sinistra”.


Dove ha sbagliato e continua a sbagliare il Pd, che ha perso anche santuari come Pisa e Siena?

Il Pd sbaglia sui due punti fondamentali, ossia sulla questione della sicurezza e su quella dell’eguaglianza, perché di fatto sottovaluta entrambe. Ma sbaglia anche in ciò con cui le sostituisce: puntare quasi tutte le carte su diritti umani e diritti civili significa trasformare il Pd in una specie di partito radicale, libertario e individualista.


Però ormai la frittata è fatta. È prima che doveva correggere la rotta, non ora che il vento soffia nelle vene dei populisti. Se domani cambiassero completamente linea, nessuno gli crederebbe. […]


la gente è stufa di chiacchiere, e detesta i racconti trionfalistici. Chi vota i populisti non lo fa in base a una scelta di fondo, o a convinzioni ferme. Semplicemente pensa: Renzi è un bullo chiacchierone e inconcludente, vediamo se questi qui riescono a combinare qualcosa.


Tenete presente che, qualsiasi indicatore serio si prenda (Pil, occupazione, disoccupazione, povertà), siamo agli ultimissimi posti in Europa, e su molti indicatori le cose sono peggiorate con Renzi e Gentiloni. Per cui chi si sente ripetere fino alla noia “siamo stati bravi, abbiamo portato la barca in salvo, con noi le cose vanno meglio”, tutt’al più pensa ai barconi dei migranti, non certo alla barca-Italia. (Luca Ricolfi, “Gli errori della Sinistra”, fondazionehume.it)


Grazie alla Riforma Fornero abbiamo il sistema pensionistico più brutale dell’Europa Occidentale e, grazie al Jobs Act, abbiamo una tutela dei lavoratori dipendenti quasi alla stregua della Cina, misure entrambe approvate con i voti PD o direttamente dal PD.

A rendere lampante questo immondo matrimonio tra Sinistra e Capitalismo Totalitario irrompono in campo i fratelli Koch, che si preparano a sostenere i Democrats americani nell’attività di favoreggiamento dell’immigrazione più sregolata, spingere per la globalizzazione più criminale, e liquidare definitivamente gli Stati-Nazione.

Per chi non li conoscesse, i Koch fanno parte di quella Destra Americana Ultrareazionaria che ora si raccorda totalmente con la sedicente Sinistra radical chic USA. L’Agenda della Destra libertariana è assolutamente speculare a quella di Open Society Foundations del “progressista” George Soros.


La rete di immigrazione di massa dei fratelli Koch si sta preparando a sostenere finanziariamente i democratici, fintanto che promettono di sostenere l’amnistia per gli immigrati clandestini e di votare per promuovere il libero scambio a tutti i costi. […]


Una ricerca di National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine ha scoperto che, a causa dell’immigrazione, nel Paese [USA] vengono spostati circa 500 miliardi di dollari in salari dai lavoratori e dalla classe media americani verso gli immigrati ​irregolari e le élite economiche.


Nel frattempo, decenni di libero commercio hanno stimolato licenziamenti di massa, disoccupazione e delocalizzazione di posti di lavoro americani ben pagati mentre aumentavano i deficit commerciali. Da quando la Cina è entrata nell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), il deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina ha eliminato almeno 3,5 milioni di posti di lavoro americani dall’economia americana. Milioni di lavoratori americani in tutti i 50 stati sono stati estromessi dai loro posti di lavoro, che sono stati persi a causa delle relazioni commerciali tra Cina e Stati Uniti. (John Binder, Breitbart.com)



LA SINISTRA IMMIGRAZIONISTA VIAGGIA IN TANDEM CON LA DESTRA REAZIONARIA

La Sinistra Immigrazionista radical chic ha oggidì piena comunanza di intenti con la Destra ultrareazionaria, con i Libertariani e con George Soros.


Credo che l’immigrazione sia ormai una scelta di natura esclusivamente imprenditoriale. La gente si sta sradicando, rischiando per se stessi e le loro famiglie. Penso che un paese in cui i baby boomers andranno in pensione, dove abbiamo una forza lavoro che invecchia, dove al momento abbiamo sette milioni di posti di lavoro vacanti, e abbiamo persone che chiedono a gran voce di entrare nel nostro paese e andare al lavoro, io sono per tanta immigrazione quanta l’economia può assorbire e l’economia ha bisogno di immigrazione tanto quanto gli immigrati hanno bisogno dell’economia americana. (john Binder, Breitbart.com)


E se la middle-class USA ed Europea finisce senza lavoro, senza sanità e senza sussidi, agli Immigrazionisti della Sinistra radical chic non gliene frega né punto né poco.


Ur-Destra o Ur-Sinistra stessa Minestra – L’Isola di Avalon

Ur-Destra o Ur-Sinistra stessa Minestra – L’Isola di Avalon

UR-SINISTRA O UR-DESTRA: È SEMPRE LA SOLITA MINESTRA In un editoriale pubblicato il 3 gennaio 2017 da un media italiano filogovernativo (in declinazione renzusconista) si eleva il peana della Sinistra Mercatista, che pare tanto un clone della Ur-Destra necocon. Sarebbe nata  – finalmente – una “Sinistra dei Doveri”. Doveri posti a esclusivo carico dei cittadini.

Source: www.isoladiavalon.eu/urdestra-ursinistra-stessa-minestra/



LA SINISTRA IMMIGRAZIONISTA SE NE FREGA DI OPERAI E IMPIEGATI AUTOCTONI

L’attuale sinistra immigrazionista radical chic se ne frega bellamente della “classe operaia”, che giudica ormai “uno strato limitato e corporativo” (parole dell’ex Potop Toni Negri), il quale definisce, giustappunto, le “Nazioni cose barbariche”.


Dal punto di vista materiale, è semplicemente accaduto che il 90% della sedicente sinistra non è più in alcun modo una forza sociale occupata nella difesa dei lavoratori, dei ceti più deboli e più in generale di tutti coloro che, sul piano materiale, non hanno nulla da guadagnare dal sistema capitalistico. Il 90% della sedicente sinistra è apertamente schierata (in maniera più o meno intensa e provocatoria) contro i lavoratori, per la libera impresa, per il capitalismo liberista più antisociale, per la spoliazione delle risorse pubbliche etc etc. […]


Che la sovranità dello Stato-nazione sia precondizione giuridica, materiale e simbolica del proprio stesso essere cittadini appartenenti ad una comunità politica capace di decidere per il proprio futuro e per gli assetti e le strutture economico-sociali che si vogliono prevalenti, è cosa così ovvia che non dovrebbe neanche essere detta. Che la sinistra italiana sia stata fagocitata dall’ideologia “globalista” e “unioneuropeista” da ormai più di venti anni scambiando forse l’internazionalismo con la globalizzazione capitalistica e la tecnocrazia sovranazionale è una tragedia storica i cui frutti si sono ampiamente manifestati da tempo. (comunismoecomunita.org)



LA SINISTRA IMMIGRAZIONISTA DI OGGI E’ ANTINOMICA RISPETTO AI POPOLI EUROPEI E AI DIRITTI SOCIALI

Lo ripetiamo, per la Sinistra Globalista «le nazioni sono cose barbare, cose tribali» (Toni Negri), «le Nazioni sono ‘comunità immaginate’» (Benedict Anderson).

Il Nazionalismo sarebbe per costoro un rancido avanzo, poiché le nazioni «sono una costruzione ormai obsoleta dell’era moderna», sorpassata della necessità di competere economicamente contro Superstati all’interno di un Mercato Globale totalmente degradato e deregolamentato, che considera gli Stati-Nazioni un ostacolo alla sua metastatizzazione mondiale.

Ovviamente, anche i diritti sociali e le Costituzioni antifasciste Europee (che si fondano proprio sui diritti sociali: lavoro, famiglia, salute, beni pubblici, etc.) sono vestigia di un Passato morente, ciarpame di cui liberarsi, e devono cedere il passo alle necessità della demoniaca Società Aperta Popper-Hayekiana il cui massimo Vate è l’Anomos George Soros.


Al riguardo un altro intellettuale  – davvero di Sinistra – Federico Rampini esprime nel suo Libro “La notte della Sinistra”,


una critica a tutto campo alle idee della cosiddetta “sinistra radical-chic“ […], concentratasi soprattutto sul tema dell’immigrazione, dipinta superficialmente come una risorsa e una ricchezza, quando già Marx nell’800, analizzando la grande migrazione dall’Irlanda, ne aveva messo in luce gli effetti negativi sulle classi popolari dei paesi di accoglienza, in particolare l’abbassamento dei salari causato dal’arrivo di ingenti quantità di manodopera a basso costo.


Da Rampini inoltre una rivisitazione del concetto di nazione, che non va buttato alle ortiche per abbracciare acriticamente il globalismo: la nazione è stata la culla delle democrazie moderne, mentre ogni volta che ci si allontana da questa dimensione per abbracciare il “sistema-mondo” qualcosa, in termine di partecipazione democratica, si perde. (“Il fallimento della Sinistra secondo Federico Rampini”)



FEDERICO RAMPINI, VERO INTELLETTUALE DI SINISTRA CHE SI DISTINGUE DALLA PLETORA DEI RADICAL CHIC SOROSISTI

Avercene tanti, tanti di più, di liberi pensatori della Vera Sinistra come Branko Milanovic, Luca Ricolfi, Federico Rampini… invece siamo letteralmente invasi da orde di radical chic della Sinistra Immigrazionista, tutti apparatčiki dell’apostasia del Pensiero Unico Sorosista.

Rampini ha rilasciato una graffiante intervista a La Verità.


«Una volta la sinistra si affidava a Umberto Eco e Pier Paolo Pasolini: oggi l’ eroina della sinistra è Asia Argento. È una perversione che non posso accettare»… «Rivendico l’ appartenenza alla sinistra classica – tiene a precisare l’autore –  Il fatto è che quando il popolo vota a destra, gli opinionisti di sinistra dicono che sta impazzendo, che si lascia incantare, che sta diventando fascista. Questo mi ricorda una battuta di un comunista doc come Bertolt Brecht: “Se il popolo non mi sostiene, cambiamo il popolo”». Straordinario.


Quel che scrive nel libro [“La Notte della Sinistra”] infatti Rampini –  corrispondente da una vita da New York, Pechino,  San Francisco, Parigi- lo ha spesso dichiarato in tv, pubblicamente.  Inizia a cannoneggiare: «La missione della sinistra è diventata quella di proteggere gli ultimi, cioè quelli che tentano di attraversare il Mediterraneo. Così facendo, abbiamo voltato le spalle ai “penultimi”, agli italiani, quelli che abitano nelle periferie. Attirano meno solidarietà, e anzi ci sembrano un po’ volgari, un po’ cafoni, non particolarmente simpatici. È una forma di snobismo». (“Rampini spietato con i buonisti radical chic: «La loro eroina è Asia Argento»”)


Gli Italiani, per siffatta nequizia radical chic, sarebbero come i personaggi di Scola in “Brutti, sporchi e cattivi”, mentre gli altri, gli Immigrati Afroislamici, per il vuoto, trito, frusto, retoricume della sinistra immigrazionista e della chiesa neognostica bergogliana, sono belli, santi e buoni.

Prosegue Rampini.


«Dopo Bill Clinton e Tony Blair, siamo diventati liberisti. Ma non mi convince la sinistra che fa da cassa di risonanza delle agenzie di rating e delle banche d’ affari». […]


«Juncker? Una delle più grandi vergogne d’ Europa. Abbiamo consentito di far nascere paradisi fiscali come il Lussemburgo nel cuore del continente. È paradossale che l’ Europa se lo sia scelto come capo della Commissione europea»… Ridicolizza la sinistra sui reiterati allarmi fascismo e razzismo. «È il vezzo di una sinistra intellettualmente pigra, che non educa i giovani a studiare bene la storia. Non avendo idee forti da proporre, ci si rifugia in automatico nella vecchia retorica». «Non c’ è alcun rischio fascismo dietro l’ angolo. Chiediamoci piuttosto perché vaste parti del popolo italiano si spostano verso destra».


Le suona anche a Boeri, ex numero uno dell’Inps, quando diceva che gli immigrati ci pagheranno le pensioni: «Sì, però quando poi invecchieranno, cominceranno a “consumare” pensioni, anziché finanziarle. Sul lungo periodo, non basterà l’ attuale livello di immigrazione, servirà un continuo flusso migratorio per mantenere in equilibrio la previdenza. Questo flusso cambierebbe la composizione etnica della società italiana. Come minimo dovremmo chiedere un parere ai cittadini». Rampini sostiene che i primi a credere alle frontiere sono i migranti stessi. Si spiega: «Coloro che vengono dal Sud delle Americhe, o dalle zone subsahariane, ai confini ci credono tantissimo. E sognano di stare dalla parte giusta, dove esiste uno Stato di diritto. L’ ideologia no border è irreale da questo punto di vista». (Federico Rampini, cit.)


Un massiccio cannoneggiamento contro la follia ontologica della Società Aperta di George Soros e contro i radical chic italiani.


sinistra immigrazionista

“Evoluzione Sinistra”, vignetta del disegnatore satirico Marione.



LA SINISTRA IMMIGRAZIONISTA E’ AMORALE E IMMORALE COME LE TRE SCIMMIE

La Sinistra Immigrazionista dei radical chic à la Soros, Bergoglio, Saviano, Lerner, Fazio (etc. etc.), è morale come le Tre Scimmie dell’omonima favola. C’è chi non vuole vedere, chi non vuole sentire e chi non vuole parlare.

Tutto fa la Sinistra Immigrazionista, davvero tutto, affinché la religione neognostica del Capitalismo Totalitario possa distruggere ogni trascendenza e precipitare l’intera Umanità nella più brutale e immanente adorazione della carne (Sarx).


Questa “immigrazione” alla quale assistiamo, è un fenomeno creato di proposito ai tavoli del potere, non si tratta cioè di un fenomeno spontaneo; ciò che si vorrebbe far apparire come un frutto ineluttabile della storia, è in realtà un piano studiato a tavolino e finanziato dagli ignari contribuenti occidentali, preparato da decenni per distruggere completamente il volto del Vecchio continente.


È un fenomeno le cui cause sono tutt’oggi abilmente celate dal Sistema. Chi fa propaganda multietnica si sforza falsamente di rappresentare il fenomeno come inevitabile. La crescita demografica dei popoli europei è pari a solo 1.4. Storicamente nessuna cultura con un tasso di natalità pari a 1.9 è mai riuscita a riprendersi. Mentre una popolazione diminuisce sempre più, allo stesso modo va svanendo la sua cultura. La storia della statistica ci dice che ormai è impossibile recuperare la situazione, è solo questione di anni e l’Europa così come la conosciamo adesso non esisterà più.


Tuttavia la popolazione in Europa non è in declino, come mai? Immigrazione… soprattutto islamica! La crescita demografica islamica in Europa è pari a 8.1, quindi 7 volte superiore! E come mai i migranti islamici (clandestini e presunti profughi) non si dirigono o non vengono indirizzati verso le ricche nazioni di fede islamica come Arabia saudita ed Emirati arabi?


L’incitamento all’immigrazione di massa (anche se in questo caso si dovrebbe parlare di invasione), è anche alla base dei costanti inviti dell’ONU ad accogliere milioni di immigrati per compensare la bassa natalità europea. Ma perche? Solo i musulmani sanno fare figli? Non è attraverso l’apporto di un patrimonio genetico diverso, che si protegge il patrimonio genetico europeo, così facendo, anzi, se ne accelera la scomparsa. […]


Sotto la duplice spinta della disinformazione e del buonista rimbecillimento umanitario operato dai mezzi di comunicazione, traviamento e disinformazione di massa, si è insegnato agli europei a rinnegare le proprie origini, la propria cultura e soprattutto il proprio credo.


I sostenitori della globalizzazione si sforzano di convincerci che rinunciare alla nostra identità e cultura sia un atto progressista e umanitario, che difendere la propria cultura ed etnia equivalga ad essere “razzisti”… e no cari miei, il razzismo è ben altra cosa! Se parliamo di Islam il termine “razzista” è assolutamente improprio, dal momento che non parliamo di una razza, ma di na cultura e di una Jihad. (Floriana Castro Agnello)



GLI AGENTI DI SOROS NELLA COMMISSIONE EUROPEA

Juncker-Scrofalo

Juncker come il pittore avvinazzato Teomondo Scrofalo, personaggio ideato da “Drive In”

Il “diversamente sobrio” Jean-Claude Juncker ha evidenziato tutto lo sprezzo che il puparo Richelieu-Soros appalesa nei confronti del bieco “Nazionalismo”, «Gli entusiasti del nazionalismo stupido dovranno pagare un prezzo». E, conclude: «Non si può costruire una UE contro la volontà delle nazioni, ma si può costruire contro i nazionalismi».

Non è dato sapere cosa lo Juncker intendesse per “Nazionalismo stupido”, ma è chiaro che la UE è, in re ipsa, l’incarnazione del Quarto Reich tedesco.


Ne “Il Quarto Reich. Come la Germania ha sottomesso l’Europa” (Mondadori) Vittorio Feltri e Gennaro Sangiuliano ricordano un episodio.
Nel 2002, quando era un giornalista dello Spectator, [il trionfatore della Brexit] Boris Johnson «scrisse un editoriale in cui sosteneva che le origini di una moneta unica europea andavano fatte risalire a un progetto nazista. Il riferimento è al progetto Europäische Wirtschaftsgesellschaft, un piano, del 1942, di integrazione monetaria e industriale degli Stati europei, allora tutti sotto il tallone tedesco, messo a punto dal ministro dell’Economia del Reich, Walther Funk, e dal collega titolare del dicastero degli Armamenti, Albert Speer. I ministri di Hitler avevano disegnato un’area di mercato aperta, senza dazi doganali, basata su una moneta unica, con al centro la Germania quale Stato leader. La sconfitta militare impedì ai nazisti di realizzare il loro progetto, richiamato da Johnson nel suo articolo».


Per la Sinistra Immigrazionista e per il Capitaismo Totalitario, il nemico da abbattere è lo Stato-Nazione e chi non si appecorona al Pensiero Unico sorosita-bergogliano è un pericoloso eversore.

Ecco quanto pubblica uno dei giornaloni dei Mainstream Media, “La Stampa”:


Il nemico principale dell’Europa non è però esterno. Non è l’Islam o la «sostituzione etnica» vagheggiata dai politici di estrema destra. Il nemico è un nazionalismo che ritorna su basi etnico-culturali misto a populismo di destra e demagogia. È ancora più preoccupante perché può presentarsi sia in forme molto radicali sia con gli abiti buoni del governo. Quello che unisce tutti, da Salvini a Orbán, è un concetto difensivo dell’idea di frontiera e un’accezione negativa del significato di diversità. Seguendo un pensiero classico della destra (fin dai fascismi), queste forze politiche mirano a preservare la purezza di una comunità a volte reale, altre immaginaria.  […]


Era questa l’Europa sognata da Schuman, De Gasperi e Spinelli e ricostruita dalle macerie prodotte dal nazionalismo? Le società moderne si fondano (anche) sui valori dell’Illuminismo (in particolare l’uguaglianza). Se non si recuperano questi ultimi, insieme all’idealismo dei padri fondatori della nuova Europa, il rischio è che quando il puzzle sarà completo potrebbe forse mostrare quello che Marine Le Pen e altri sperano: un ritorno agli stati-nazione.


Alcune notazioni:

La prima, definire “filantropo” lo Squalo Finanziario Globale Soros è francamente ridicolo;

La seconda, è altrettanto controverso definire semita il Soros, considerati i roboanti attacchi antisemiti che Soros e le sue ONG portano ai danni dello Stato d’Israele.


George Soros è, notoriamente, un uomo di grande ricchezza e da molti anni si dedica con determinazione a influire, attraverso le sue vaste risorse economiche, in vari paesi per promuovere la sua agenda politica atta a minare alle fondamenta ciò che non gli piace.


E cosa non piace a Soros? Non gli piacciono i confini statali, gli stati con una identità forte, i valori tradizionali. Per esempio non gli piace Israele e da anni finanzia ong che promuovono l’immagine dello Stato ebraico come di un paese razzista dove vigerebbe l’apartheid. (Niram Ferretti, “Soros, ebreo per caso”, italiaisraeletoday.it) 


La terza, quando si parla di Illuminismo (rectius, Illuminismo Totalitario) non si può non citare la definizione che ne davano i due capofila della Scuola di Francoforte, Adorno e Horkheimer: «Ma la Terra Totalmente Illuminata splende all’insegna della più Trionfale Sventura»;

La quarta, riguarda lo sprezzo palesato nei confronti degli Stati-Nazioni, neanche si trattasse di dinosauri estinti, mentre essi rappresentano la culla della democrazia e della libertà nella loro continua ed evolutiva contrapposizione agli immondi e marci Imperi Transnazionali.

Come non ricordare l’affermazione del gay psicopatico e tardo epigono imperial-napoleonico Emmanuel Macron, che definì “lebbra populista” il governo eletto dalla maggioranza degli Italiani?



IL VERO TOTALITARISMO È QUELLO DELLA UE

La vera Cheirocrazia, la vera Tirannia, il vero Totalitarismo, è quello del neo Impero Carolingio – UE, mentre la sua religione neognostica, il neoliberalismo, è una sorta di Nazismo.

Persino la FAZ (Frankfurter Allgemeine Zeitung ) si chiede se l’attuale UE non sia altro che la prosecuzione ideologica e fattuale del Terzo Reich Nazista,


Uno dei pilastri dell’ “ordine costituito” europeo – il quotidiano Frankfurter Allgemeine – tocca esplicitamente un “nervo scoperto”: il mese scorso ha pubblicato un editoriale intitolato “Una UE nazi?” , in cui si discute se l’attuale UE dominata dalla Germania debba essere vista come il proseguimento lineare del nazionalsocialismo tedesco. Si tratta di un argomento che in precedenza non era mai stato toccato sui media mainstream tedeschi. Già solo il fatto che ora venga affrontato segnala una cosa importante: il riconoscimento del fatto che l’opposizione all’UE affonda le sue radici in qualcosa di diverso dai capricci rivendicativi del populismo. È il riemergere di un’antica “lotta per l’ anima” dell’ordine politico internazionale. […]


nonostante la presenza della parola “nazionale” nel nome del partito nazionalsocialista tedesco, Hitler non era un grande difensore del nazionalismo. Fu un severo critico non solo del trionfo protestante westfaliano del 1648, ma anche in particolare dell’istituzione dello stato nazionale, che vedeva come molto inferiore all’eredità imperiale storica dei tedeschi. Al posto dell’ordine degli stati nazionali, si proponeva di fondare un Terzo Reich, che traesse espressamente ispirazione dal “Primo Reich”, cioè dal Sacro Romano Impero tedesco, con le sue aspirazioni universali e la sua dominazione millenaria. La Germania di Hitler era quindi concepita come uno stato imperiale in tutti i sensi.


In breve, nelle secolari vicende politiche dell’Europa, le nazioni occidentali sono state caratterizzate dalla contrapposizione tra due visioni antitetiche dell’ordine mondiale: un ordine di nazioni libere e indipendenti, in cui ciascuna persegue il bene politico secondo le proprie tradizioni e convinzioni; oppure un ordine di persone unite sotto un unico ordinamento giuridico, promulgato e sostenuto da una singola autorità sovranazionale.



CHECCHÈ NE DICA L’INTERNAZIONALE CAPITALISTA, LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTÀ ALBERGANO SOLO NEGLI STATI-NAZIONE E IL NAZIONALISMO PREVARRÀ

Citiamo il filosofo Diego Fusaro,


Come la democrazia greca trovò nello spazio solidale e comunitario della polis il proprio luogo geografico e politico di insediamento, così la democrazia moderna ha rinvenuto entro i confini dello Stato nazionale la propria sede peculiare. A tal punto che la si potrebbe icasticamente definire come la sovranità del popolo all’interno dello Stato nazionale. E se è vero che, lungo l’arco della modernità, il livello più alto – quando non quello esclusivo – in cui la democrazia si sia insediata, pur con tutte le sue imperfezioni e con i suoi macroscopici limiti, è stato lo spazio dello Stato sovrano nazionale, ne deriva una conseguenza del massimo rilievo.


Per lo scorno della Sinistra Immigrazionista, il Nazionalismo sconfiggerà l’Impero del Male di Soros e del Capitalismo Totalitario.


Come evidenzia John Mearsheimer nel suo recente libro “The great delusion”, il potere del nazionalismo si basa soprattutto sulla sua relazione simbiotica con lo stato. Data la pressione competitiva di un mondo senza autorità centrale, gli stati sono portati a incoraggiare l’unità nazionale all’interno dei propri confini di modo che i cittadini siano leali e più disposti a sacrificarsi per lo stato, quando necessario. Promuovere il nazionalismo – e in special modo una lingua comune – ha anche contribuito alla costruzione di economie nazionali più unite e di popolazioni più produttive, dunque ha migliorato le capacità dello stato. […]


Gli stati binazionali o multinazionali senza una tradizione di assimilazione non hanno una storia invitante. […]

In ogni caso, il nazionalismo non se ne andrà. La sfida, dunque, è quella di riconoscere i suoi pregi e limitare i suoi difetti. Ciò è, ovviamente, più facile a dirsi che a farsi, ma quantomeno il suo potere e la sua persistenza devono essere riconosciuti e rispettati. Tra le altre cose, un salutare rispetto per il potere del nazionalismo scoraggerebbe gli stati potenti nel credere di poter ridisegnare il mondo a proprio piacimento. Viviamo in un mondo di rampante nazionalismo, che non cambierà tanto presto, e riconoscere questo dato di fatto è il primo passo per costruire una nuova e più realistica politica estera. (“Perché il Nazionalismo non può essere sconfitto”)


Altro che non prævalebunt, il Nazionalismo prevarrà.

I corrotti Imperi Sovranazionali sono sempre crollati sotto la spinta sociale, etica, democratica, morale ed invincibile del Nazionalismo e dell’Etnosimbolismo.

La Ur-Sinistra sorosista troppo spesso dimentica che icone del Risorgimento come Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi (oltre che massoni) erano fieri nazionalisti e che il vero Motore dell’Umanità rimane sempre e comunque il sentimento di appartenenza ad una comunità che condivide gli stessi valori etici (ethos, “il posto da vivere”), sociali e culturali.

L’attuale UE, cupa e tenebrosa riedizione della hitleriana Europäische Wirtschaftsgemeinschaft del 1942, contrapposta alla solare Europa dei Popoli e delle Nazioni di Alain de Benoist, quale delle due weltanschauung trionferà?

Ribadiamo un fatto: sono parecchi gli Storici che concordano sul fatto che l’Unione Europea abbia radici e origini Naziste. E se allora il Male era propagato dal Totalitarismo Nazista, oggi è propagato dal Capitalismo Totalitario e dal Pensiero Unico Globale dei Soroi.

Crediamo fermamente che il Male Sorosista non prevarrà.


sinistra immigrazionista

L’Anómos George Soros come l’Imperatore del Male Palpatine di “Guerre Stellari”. Immagine satirica.



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Seyan

2 Comments

  • HO letto pochi articoli ma devo dire che concordo su tutto-tutto. Piacerebbe a me sapere tutte queste cose e avere fatto questo sito. I mille complimenti diventano milioni. Applausi a scena aperta. Balletto e sigla. Spero aver occasione prima o poi di scambiare pareri e idee. Nel caso la mia e-mail è stata lasciata. Nel caso contrario ribadisco ovazioni e condivisioni. BRAVO !!!

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