Magia della Parola e Inganno

by Seyan / domenica, 05 febbraio 2017 / Published in La Terra Cava

La Propaganda utilizza mezzi sofisticati per dirigere le coscienze e le menti degli individui facilmente condizionabili, la cosiddetta maggioranza silenziosa. La parola e l’inganno.


Coloro che oggi ingannano le masse hanno però necessità di mezzi evoluti per ottenere i risultati che si prefiggono. In altre parole, si tratta di personalità talmente sbiadite che il loro messaggio sarebbe un semplice rumore di fondo senza lo strumento tecnico che utilizzano.
Il messaggio, per costoro, è insignificante senza il medium.

Un esempio, Matteo Renzi.
Senza la propaganda organizzata anni fa dalla Cabala attorno al suo nome, egli sarebbe un signor Nessuno.
Un anonimato in cui rischia di rimpiombare a seguito della bocciatura della schiforma autoritaria del 4 dicembre 2016.

Potere della Parola e Inganno – Immagine di David Dees.

I mezzi normali sono, ovviamente, la televisione, il mainstream dis-informativo cabalistico mondiale (In Italia, Repubblica-Stampa-Corsera-RAI), gli smartphone,  a cui si sommano gli effetti nefasti sulle menti umane degli psicofarmaci, delle sostanze psicotrope, delle centrali nucleari, dell’irradiazione elettromagnetica, dello smog, etc.

Ben diverso il discorso per chi, nel secolo scorso ha utilizzato la propaganda per convincere, dirigere, sedurre, condizionare, coartare, ingannare le masse. utilizzando esclusivamente la propria voce. Parliamo ovviamente dei dittatori Adolf Hitler e Benito Mussolini.

Per quanto concerne il secondo, 

Maria Teresa Gentile ha sostenuto che il linguaggio mussoliniano, farcito di immagini prive di significato reale e di espressioni pseudometamorfiche, poteva intralciare lo sviluppo intellettuale ed emotivo delle persone a cui era diretto, e favorire così la persistenza degli individui nello stadio psicologico infantile. E non è difficile ipotizzare – proprio in virtù di quel linguaggio alogico dalla sonorità accattivante, che cercava l’effetto della persuasione più che l’imposizione della propaganza, la seduzione più che il convincimento insinuando nelle masse l’illusione di contare – una regressione psicologica collettiva del Paese, esposto com’era alle radiazioni di quei fonemi sillabati con un sapiente uso del piano e del forte, delle pause e delle accelerazioni. Mussolini vuole stregare e lui stesso afferma: ‘le parole hanno la loro tremenda magia’. Una ‘magia’ del cui lessico Erasmo Leso ha messo in rilievo tre aspetti: il religioso, il militare, il rivoluzionario. (Enzo Golino“Parola di Duce”, Rizzoli Editore)

E’ ovvio che un notevole interesse suscita nello storico e nello studioso di esoterismo l’ars retorica di Adolf Hitler. Nella sua opera “Hitler speaks”, Hermann Rauschning così descrive l’uomo:
«Il ciuffo dei capelli che gli cade sugli occhi, la sua taglia poco imponente, le proporzioni poco armoniose, la goffaggine, i piedi piatti, il brutto naso, la bocca insignificante e i baffi a spazzola non contribuiscono a renderlo particolarmente attraente».

Eppure quest’uomo insulso e mediocre sedusse milioni di individui, trascinandoli nell’orrendo Moloch che fu la seconda guerra mondiale.

Di sé stesso affermava, «I grandi bugiardi sono anche grandi incantatori» e proseguiva, «l’intelletto non ha importanza per la donna. La folla è femmina e così me la rendo docile. La grande massa è cieca e stupida. Solo una massa resa fanatica può essere guidata. Ho ottenuto tutto attraverso la persuasione. L’opera che iniziò Cristo, la porterò a termine io».

Otto Strasser, uno dei principali leader del NSDAP (NationalSozialistische Deutsche Arbeiterpartei) che dovette fuggire in esilio per salvare la sua vita, fece del Führer questo ritratto: 

Non so quante volte mi sia stato chiesto in che cosa consistesse la sua straordinaria capacità dialettica. Hitler da un lato esprimeva la banalità di un borghese poco colto, dall’altro possedeva una capacità ipnotica che sapeva esercitare anche contro i suoi nemici. Quando lo sentivo alla radio facevo fatica a contraddirlo. Aveva il particolare talento di proiettare la sua volontà e di ipnotizzare la gente, e non aveva effetto solo sulle masse ma anche su uomini colti e non, cariche importanti, che raccontano di essersi sentiti ipnotizzati durante le conversazioni con lui.

Se a tutto ciò si unisce la passione del volgo per le marce, le parate, il rullar di tamburi, l’ossessiva ripetizione del sieg heil, l’ammassamento di migliaia di individui in un unico luogo, ecco che l’effetto seduttivo, ipnotico, è presto raggiunto con il possesso totale delle masse isteriche soggiogate e sottomesse al potere del dominatore.

I comizi di massa che Hitler sapeva usare con tanta abilità venivano organizzati in virtù della conoscenza della psiche umana e di come essa può essere manipolata. Nel suo libro ‘Satan And Swastika’, Francis King afferma:
«Le apparizioni in pubblico di Hitler, soprattutto quelle nell’ambito dei comizi di Norimberga del Partito nazista, furono eccellenti esempi di questo tipo di cerimonia magica. Le fanfare, le marce militari e la musica di Wagner enfatizzavano tutte l’idea della gloria militare tedesca. I raduni di vessilli con le svastiche in nero, bianco e rosso appagavano lo spirito dei partecipanti al comizio nazionalsocialista. La precisione quasi di danza dei movimenti dei membri del partito in uniforme, che agivano tutti all’unisono, evocava nell’inconscio i principi della guerra e della violenza, simboleggiati nell’antichità da Marte. E il rituale principale dei comizi – Hitler che aggiungeva agli altri vessilli il ‘vessillo di sangue’ sventolato durante il colpo di stato di Monaco del 1923 – fu una cerimonia quasi magica che aveva lo scopo di unire le menti dei nazisti viventi con le immagine archetipiche simboleggiate dagli eroi nazionalsocialisti morti nel passato».
«Gli aspetti religioso-magici dei comizi vennero enfatizzati dal fatto che il culmine della manifestazione si raggiunse dopo il crepuscolo, in una ‘Cattedrale di Luce’, uno spazio aperto, circondato da fasci di luce provenienti da riflettori elettrici proiettati verso il cielo. Se un moderno mago sommamente esperto avesse progettato un rituale con lo scopo di ‘invocare Marte’ non avrebbe potuto escogitare niente di più efficace delle cerimonie che ebbero luogo a Norimberga».
E ciò che valeva allora, vale anche oggi. La dottrina esoterica sfruttata dai nazisti per ridurre il popolo tedesco in uno stato di ipnosi di massa, viene oggi usata per mesmerizzare la razza umana su scala globale.
Simboli, parole, colori, suoni e tecniche, di cui il pubblico non è minimamente consapevole, vengono usati dai media e dalla pubblicità allo scopo di ipnotizzarci. Il ministero della propaganda di Joseph Goebbels si basava sulla conoscenza esoterica della psiche umana. Egli sapeva che la gente crede a ogni cosa le venga ripetuta abbastanza spesso e che è fondamentale architettare eventi tali da creare nella mente collettiva la mentalità del tipo ‘si deve fare qualcosa’.
Usò allora colori, simboli e slogan con grande successo. Gli slogan venivano usati come formule mantra e venivano ripetuti in continuazione, dando luogo così a un’ipnosi di massa. Tutte le opinioni e le informazioni negative alternative venivano censurate e la popolazione era programmata a rispondere nel modo desiderato. Qual è la differenza tra tutto questo e il continuo stillicidio di informazioni poco accurate e distorte che oggi viene propinato a noi e ai nostri figli? Non sarà contrassegnata da una svastica, ma si tratta pur sempre di ipnosi di massa. Sembrerebbe una contraddizione il fatto che Hitler abbia cercato di distruggere società segrete come i Frammasoni e di impedire la diffusione di dottrine esoteriche all’interno della società tedesca, ma non lo è.
(David Icke, “I figli di Matrix”, Macro Edizioni, Diegaro di Cesena, 2002, pp 327-328)

L’utilizzo di termini quale possesso, sottomissione, non è peregrino. I dittatori di qualsiasi epoca e tempo, anche se travestiti da leader popolari, non hanno mai avuto alcun rispetto per il popolo, da essi assimilato ad una femmina posseduta ripetutamente. E’ altrettanto ovvio quale sia il rispetto e la considerazione che cotali psicopatici avessero nei confronti della donna.
In passato fattrice, oggi meretrice da alcova.

Oltre al malcelato disprezzo per le masse, gli uomini dell’inganno, anche quando travestiti da leader democratici, spingono la propaganda alla crezione del culto della personalità.

Un esempio al riguardo: il burattino della Cabala, Barack Hussein Obama II.

Ritornando a Mussolini, 

nel 1926-1927 la religione del ducismo era ormai in pieno sviluppo. Gli insegnanti ebbero l’ordine di esaltare questa figura solitaria, di mettere in risalto il suo disinteresse, il suo meraviglioso coraggio e la sua mente brillante, e di spiegare che l’obbedienza ad un tale uomo era la virtù suprema. Il suo ritratto – spesso in una delle sue pose napoleoniche – era già esposto in tutti gli edifici pubblici, e veniva spesso portato in processione nelle strade, come l’immagine del santo patrono. (…) Era in realtà und io, ed i gerarchi del fascismo dovevano considerarsi i suoi sacerdati ed accoliti. (Denis Mack Smith“Mussolini”, Rizzoli Editore)


Il culto di Mussolini si diffuse rapidamente perché mise radici in una cultura antropologica ancora fortemente dominata da credenze religiose. persino superstiziose e magiche, che proiettavano sul miti di Mussolini fome di devozione e di culto tipiche della pietà religiosa, fino a paragonarlo a Cristo: ‘Mi sembrava un Cristo in Terra – ricorda un colono dell’Agro pontino -, che quando veniva fuori lui diciamo. c’era un momento che… pioveva diciamo, anca qui in aprile le feste, veniva un tempo bruto va bene arrivava lui per la madona spariva le nuvole, un sole va bene che… sembrava un dio va bene, dopo finito il suo… proclamare il discorso va bene, giù acqua ancora sembrava tante volte… ma ‘sto sant’Antonio de ‘sto duce che cosa è!?’. Continue erano le richieste a Mussolini di un suo ritratto come talismano apportatore di grazia: ad una vedova con undici figli ‘parve che nella sua casa sia entrata la Grazia di Dio’ quando il prefetto accompagnato dal segretario federale e dal podestà, di recò a consegnarle il ritratto di Mussolini. (E. Gentile, “Il culto del Littorio”, Laterza Editore)

Come abbiamo visto dal filmato precedente, per Hitler era importante condizionare la gioventù imponendo ai giovani tedeschi di entrambi i sessi il culto all’obbedienza cieca al Führerprinzip. Altrettanto faceva il regime mussoliniano, 

La disciplina è un ritornello incessante rivolto ai giovani, che devono adeguare il loro comportamento a quello del capo, esempio di instancabile operosità e di ordine indefettibile: ‘Se avete qualche momento di debolezza dovuta alla vostra giovine età, rivolgete il pensiero al Duce. Egli è l’esempio più completo dell’Uomo che vive adempiendo, in ogni istante della sua giornata, interamente, il proprio dovere’ (…).

Mussolini aveva usato il termine ‘gioventù’ per indicare una coalizione di forze sempre più vasta; negli anni trenta il tema è propagandata in senso letterale, col risultato di ringiovanire tutti, in primo luogo il dittatore: ‘Com’è giovane il duce! E’ il più giovane di tutti noi!’ (L.Passerini“Mussolini immaginario”, Laterza Editore)

L’agiografia giovanilista di quelli che Thomas Mann definiva i due fratelli gemelli (Mussolini e Hitler) è comune a tutte le tirannidi.

I dittatori ricorrono a vari metodi per ingannare i propri sudditi al fine di mostrarsi giovani ed invincibili con un solo intento: quella di imporre il ‘culto della personalità’, comune agli Hitler come agli Stalin.

Vi è da dire, però, che Adolf Hitler era dotato di un potere praeterumano, quello di sedurre tutti con la parola. Ciò è dimostrato da svariati episodi, tra cui il comizio tenuto nella sera del 4 novembre 1921 presso la birreria Hofbräuhausdi Monaco. In quel locale grande come una cattedrale gotica si erano radunate duemila persone, la cui maggioranza erano operai comunisti della manifattura Maffai, della fabbrica Isaria, della Kustermann, che odiavano a morte Hitler e la sua Weltanschäuung.

Malgrado ciò, rimasero soggiogati e affascinati per un’ora e mezza ad ascoltare Hitler che sbraitava contro i “traditori di novembre” [1918], contro gli ebrei, contro il comunismo. Erano talmente sedotti ed in un tale stato di trance ipnotica che ci volle l’urlo continuo e prolungato di uno dei loro capi per risvegliarli dal loro torpore e spingerli all’aggressione contro l’oratore. Ma la rissa susseguente, come sappiamo, non ebbe alcun effetto contro il futuro capo della Germania.

Di fronte a tale potere, a tale catartica ars oratoria, a tale suggestione, capace di sovvertire ogni volontà, fanno ridere gli attuali piccoli e minuscoli despotelli mondiali, capaci di manipolare i propri sudditi solo grazie al controllo totale dei mezzi di comunicazione e alla censura imposta su Internet. Dimostrandosi per ciò che in realtà sono: vuoti e repellenti gusci verminosi, sostenuti solo dal proprio ego flatuloso. Immensi Hindenburg pieni di aria puzzolente in procinto di esplodere, non appena i loro schiavi si rendono conto di quanto idioti siano coloro che li comandano.

A confermare la potenza supernaturale dei poteri di Adolf Hitler, sovviene l’opera del coevo Hermann Rauschning che, nel suo “Gespräche mit Hitler”, affermò che l’uomo Hitler era posseduto da entità soprannaturali di immane potere che lo rendevano capace, nei comizi come nelle conversazioni private, di sedurre i suoi più fieri nemici, trasformandoli in donne sedotte ed inermi (cfr. il nostro articolo “Gli UFO di Hitler” .)

Il tutto rende clowneschi e patetici i piccoli e mendaci agitatori politici “carismatici” che si beano di percentuali ridotte di elettori ed iscritti, infimepercentuali trasformate nella “volontà popolare”.

Adolf Hitler, che teneva fino a dieci comizi al giorno da un capo all’altro della Germania, nel plebiscito del 1934 ottenne una percentuale di elettori favorevoli alla sua nomina a Reichsführer, in pratica alla sua dittatura sullaGermania, superiore al 90% delle schede scrutinate. Pur riconoscendo la presenza di brogli, ciò significava che tre quarti dei Tedeschi gli appartenevano anima e cuore.

Quando era entrato nell’orignario DAP di Drexler, Hitler ricevette la tessera numero 555, anche se, in realtà ,era il cinquantacinquesimo membro del Partito, poiché la numerazione era partita dalla tessera 501. Grazie alle sue incredibili doti organizzativa e all’incrollable fiducia in sé stesso, nel 1933, quando venne nominato Cancelliere del Reich, ben due milioni di uomini facevano parte delle SA, le Sturmabteilung, l’organizzazione paramilitare del Partito, quasi tutte le famiglie tedesche avevano nel comodino una copia del “Mein Kampf” e milioni di tedeschi erano iscritti al NSDAP.

I suoi scienziati lavoravano al progetto di una TV via cavo, con schermi giganti disposti nelle pubbliche piazze da utilizzare per amplificare gli slogan della propaganda come nel Grande Fratello horwelliano. I suoi attuali emuli hanno il compito facilitato dal fatto che in ogni famiglia c’è, adesso, un apparecchio televisivo…

Come tutti coloro che si prostituiscono a Satana, i Tedeschi avrebbero pagato tale sottomissione, piangendo lacrime di sangue. Con ugual moneta verrà pagato chi si vende ai tiranni di oggi.

 Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza. (Benjamin Franklin)


Mario Monti. Immagine satirica

Ricordi la buffa frase che diceva Juffa, il “poeta-contadino” di Sasso Marconi che era tanto amico di papà quando erano ragazzi? Diceva, a proposito di Mussolini: “Sara un grand’omen, rna me ho pora che s’ l’ess a vgnir matt, nisciun s’ n’ acorz!” (Sara un grand’uomo, ma io ho paura che se dovesse diventare matto, nessuno se ne accorgerebbe). Quanti uomini stanno covando la lora “biblica” pazzia! Quanti nuovi Hitler! Quante nuove guerre si stanno preparando! Quanti biblici genocidi, quanti biblici ricatti politici, quante bibliche stragi, quanti olocausti animali e umani, quante bibliche pulizie etniche! (Mario Pincherle, “La vera storia di Sargon di Accadia”, M.I.R. Edizioni, 2001, Montespertoli)

Nigel Farage, uno dei pochi europarlamentari liberi e democratici, rivelò, in questa intervista, che il «nominato (non eletto) Mario Monti» replicava a Farage ‘con sfacciataggine’: «Io sono il premier d’Italia, che vi piaccia o no» e ribadiva che «la democrazia in Italia deve essere sospesa». Al termine, Farage chiosava, «Gli Italiani hanno messo a capo una persona come Monti. Vuol dire che sono completamente fuori di testa».

La libertà d’espressione è necessaria… i cittadini silenziosi sono dei perfetti sudditi di un governo autoritario. (Robert Alan Dahl)

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