NO ALLA DIRETTIVA EUROPEA SUL COPYRIGHT

by Seyan / martedì, 03 luglio 2018 / Published in La Cabala

NO LINK TAX –

NO ALLA DIRETTIVA EUROPEA SUL COPYRIGHT.

Fermiamo la censura imposta dal merkeliano Günther Oettinger.

Diciamo no alla direttiva europea sul Copyright.


Se passasse cotale feto deforme e, in particolare, la polpetta avvalenata contenuta negli articoli 11 e 13 della direttiva, diventerebbe illegale:

  1. Condividere frammenti di notizie (anche risalenti a 20 anni fa);
  2. Twittare il titolo creativo di una notizia;
  3. Condividere un articolo o il post di un blog sui social media;
  4. Appuntare una foto in una lista on-line;
  5. Indicizzazione del web da parte dei motori di ricerca;
  6. Permettere condivisioni non monitorate come su GitHub;
  7. Accettare caricamenti non monitorati come su Wikipedia; etc. etc. (tratto da ValueRelations)


WIKIPEDIA CONTRO LA DIRETTIVA DA MINCULPOP (rectius: da MINIVER del BIG BROTHER ORWELLIANO) CONOSCIUTA COME DIRETTIVA EUROPEA SUL COPYRIGHT

Wikipedia si ferma per protestare contro la direttiva europea sul Copyright. Riproduciamo integralmente il suo Comunicato del 3 luglio 2018.

Se passasse al Parlamento Europea siffatta direttiva, anche questa azione diverrebbe illegale:


Cara lettrice, caro lettore,

Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.

Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.

La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee (qui), 169 accademici (qui), 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica (qui) e di Wikimedia Foundation (qui).

Per questi motivi, la comunità italiana di Wikipedia ha deciso di oscurare tutte le pagine dell’enciclopedia. Vogliamo poter continuare a offrire un’enciclopedia libera, aperta, collaborativa e con contenuti verificabili. Chiediamo perciò a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l’attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall’abolizione degli artt. 11 e 13, nonché l’estensione della libertà di panorama a tutta l’UE e la protezione del pubblico dominio.

https://meta.wikimedia.org/wiki/SaveYourInternet

La comunità italiana di Wikipedia.


Direttiva Europea sul Copyright

Direttiva Europea sul Copyright



TUTTI GLI EUROPEI LIBERI SONO SOLIDALI CON WIKIPEDIA PER BLOCCARE LA CENSURA GOEBBELSIANA CONOSCIUTA COME DIRETTIVA EUROPEA SUL COPYRIGHT

Citiamo un articolo di Marinella Zetti sulla censura neostalinsta conosciuta come Direttiva Europea sul Copyright. Se passasse siffatta direttiva, anche citare diventerebbe impossibile:


Per protestare contro la direttiva sul copyright, che sarà votata in seduta plenaria al Parlamento Europeo giovedì 5 luglio, Wikipedia si è bloccata e ha pubblicato un comunicato in cui spiega le motivazioni di questa importante scelta. […]


In questo blog mi occupo principalmente di e-book ma credo sia importante dare risalto all’azione intrapresa da Wikipedia perché, come evidenzia nel suo comunicato la libera enciclopedia, “Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet”.


Da giornalista e da persona che da anni opera in ambito digitale ritengo che limitare la libertà della Rete sia un atto molto grave e discutibile. Del resto la proposta di direttiva europea ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee, 169 accademici, 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica e di Wikimedia Foundation. Ovviamente la direttiva è sostenuta da editori, gruppi di media e case discografiche. Anche in Italia sono scese in capo Aie, Confindustria cultura e la Federazione delle industrie musicali italiane (Fimi). (“Direttiva copyright, Wikipedia si blocca. E tutta Europa le dà ragione”)


Editori, Gruppi di Media e Case Discografiche… È scesa in campo tutta la Santa Inquisizione del Copyright.
Siffatti novelli Bellarmino vogliono decidete dal loro iperboreo ed elitista Monte Olimpo, cosa noi, esseri umani normali, possiamo vedere, ascoltare, leggere o scrivere. Soprattutto, vogliono limitare il nostro diritto di parola e condizionare, con cotale censura, il nostro pensiero.



L’INFAME BAVAGLIO DEL WEB CONOSCIUTO COME DIRETTIVA EUROPEA SUL COPYRIGHT

Citiamo Gioele Magaldi (ripetiamo che se verrà promulgata la direttiva europea sul copyright tale azione diventerà un illecito):


«E speriamo che passi, all’Europarlamento, l’infame bavaglio del web promosso dal massone contro-iniziato Günther Oettinger: più forte sarà l’indignazione popolare contro questa oligarchia usurpatrice e più rovinoso e rapido sarà il suo crollo, dopo che tutti avranno finalmente aperto gli occhi». Parola del massone progressista Gioele Magaldi, pubblico smascheratore dell’élite neo-aristocratica cripto-massonica, subdola e occulta, che ha sequestrato la democrazia in Europa.


«Se il Parlamento Europeo si macchierà di un simile misfatto avremo l’occasione, forse, per accelerare il processo di abbattimento di coloro che hanno fatto scempio del sogno europeo», dichiara Magaldi a “Colors Radio”, puntando l’indice contro le date, mai casuali, degli eventi-chiave dell’attualità europea. La “norma vergogna” contro la libertà delle Rete è attesa in aula per il 4 luglio, ricorrenza storica del celebre 1776, quando – con la dichiarazione d’indipendenza – le colonie americane si ribellarono al dispotismo della corona britannica. «Se venisse promulgata questa norma tutto sarebbe denudato e chiaro, l’attentato alla libertà di espressione sarebbe evidente e palese: con l’espediente della tutela del copyright, i provider potrebbero censurare preventivamente i contenuti web».


Tanto peggio, tanto meglio: «L’eventuale approvazione di una norma così liberticida sarebbe l’inizio di una rivoluzione, contro questa infame gestione dell’Ue in senso antidemocratico». (“Magaldi: massoni e democrazia. resa dei conti rivoluzionaria”)




Si legga al riguardo anche il seguente articolo: “Blocchiamo la riforma UE sul Copyright, una censura a internet”.


 

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