I razzi fantasma

by Seyan / domenica, 22 gennaio 2017 / Published in La Terra Cava

Tra maggio e dicembre 1946 in Scandinavia si verificarono circa duemila avvistamenti di oggetti misteriosi a forma di razzo. In alcuni casi gli avvistamenti parlavano di arresto improvviso di tali mezzi sopra i laghi, seguito dall’inabissamento.

Le autorità effettuarono ricerche ma le immersioni non portarono alla luce alcun frammento. Solo crateri in fondo alla superficie dei laghi e piante strappate.

Molti di tali avvistamenti trovarono ampio risalto nella stampa locale come l’inabissamento del 18 luglio 1946 nel lago Mjøsa, il più grande lago norvegese. Un oggetto a forma di V-1 di colore argenteo, con un sibilo fortissimo apparve sul lago e si inabissò in esso, senza esplodere.

Il giorno successivo, il 19 luglio nel lago Kölmjärv in Svezia si verificò la stessa cosa. In un primo momento si pensò si trattasse di razzi nazisti provenienti da Peenemünde e sequestrati dai Russi, ma l’origine sovietica non potè essere in alcun modo dimostrata.

Il maggiore delle Forze aeronautiche svedesi Karl-Gösta Bartoll, incaricato delle ricerche, ipotizzò che i razzi fossero costruiti di una lega leggerissima che. a contatto con l’acqua, si disintegrava completamente.
Ma nulla seppe indicare sulla provenienza dei mezzi.

ARRIVANO GLI AMERICANI

Nell’agosto del 1946 il Central Intelligence Group americano inviò, in veste non ufficiale, due generali americani, Jimmy Doolittle e David Sarnoff. Nel rapporto presentato al Presidente Truman si definivano reali tali avvistamenti, insistendo sulla provenienza da Peenemünde, ormai nell’orbita sovietica e sugli scopi sperimentali. Ma nessun lancio è stato confermato da tale zona dopo il febbraio 1945.

Ed infatti dal settembre 1946 tutta una serie di analoghi avvistamenti si verificarono in Grecia, Italia, Belgio e Portogallo, dove era impossibile che V-1 e V-2, partite dalla Germania, potessero arrivare.

Mezzi extraterrestri o gli ultimi razzi nazisti lanciati a scopo sperimentale dagli occupanti sovietici?

Gli analisti affermarono che era impossibile che una tale mole di missili fosse rimasta nei siti nazisti, considerando anche che, prima di abbandonarli, i Tedeschi aveva minato gallerie e fabbriche, proprio per impedire che cadessero in mani sovietiche.

In particolare, i Russi ancora non possedevano – a differenza degli USA – armi nucleari. Non avevano alcun interesse a far cadere in un Paese che presto avrebbe aderito alla NATO (Norvegia), vettori simili alle V-1 e V-2, con il rischio di innescare un nuovo conflitto mondiale in cui sarebbero entrati in condizioni di netta inferiorità militare.

Il tempo non ha sollevato il velo di mistero sulla vicenda…

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