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L'Olocausto di Dresda PDF Stampa E-mail
Scritto da Elektra   
lunedì 01 ottobre 2007

L'Olocausto di Dresda

churc.jpg Il massone Winston Churchil, colui che si si pose sul capo la corona di alloro, novello Cesare, quale Vero Vincitore di Adolf Hitler, si macchiò di un orrendo crimine di guerra che, se a vincere fossero stati quelli dell'altra parte, lo avrebbe condotto a penzolare sulla forca: il massacro di Dresda.

I motivi che indussero Churchill a bombardare Dresda erano ufiicialmente irreprensibili: l'obiettivo era quello di "distruggere le comunicazioni" in previsione dell'arrivo dell'armata rossa, ma in realtà erano altri.
Non erano presenti a Dresda concentrazioni di truppe tali da destare preoccupazioni ed inoltre non c'erano fabbriche di armamenti o di materiale strategico.
Era un bombardamento inutile. Di lì a pochi giorni la guerra sarebbe finita.
Quello che frustrava Churchill era che gli angolamericani fossero bloccati appena oltre il Reno, temendo ulteriori perdite, mentre i Russi, spinti dal demoniaco Stalin, erano vicinissimi a Berlino che avrebbero, appena un mese e mezzo dopo, occupato, ponendo di fatto fine alla guerra.
Bruciava, inoltre, a Churchill e ad Arthur Harris, il comandante dei bombardieri della RAF, soprannominato Bombardiere, di non avere altre occasioni di usare il loro videogioco di morte e distruzione.
Che si trattasse, in realtà, di un vile e turpe eccidio di massa di cui il primo a rendersene conto era lo stesso Churchill. Ecco, al riguardo, il commento di Desideri-Themelly ("Storia e Storiografia - il Novecento dall'età giolittiana ai giorni nostri", ed. D'Anna), "Non a caso W. Churchill, nella sua documentata Storia della Seconda Guerra Mondiale, non fa parola della tragedia di Dresda".
L'unica cosa di cui Dresda in quel momento abbondava erano gli sfollati. Una città di 600.000 abitanti che ospitava, inoltre, dai 200.000 ai 400.000 sfollati, tutti donne e bambini.
Tra l'altro Dresda era considerata "la Firenze dell'Elba" per la grande quantità di bellezze architettoniche barocche, monumenti e bellissimi quadri. Che una tale città fosse ancora rimasta intonsa, un'appetitosa mela matura destinata a cadere in mane ai sovietici, non poteva non creare irritazione in Winston Churchill.
Quello che si voleva era, in realtà ammonire i Sovietici, attuali alleati e futuri nemici, sul rischio di sfidare la potenza del Comando dei Bombardieri Britannico, in grado di radere al suolo anche Mosca, se fosse stato necessario.
Churchill ordinò che venissero usate anche bombe incendiarie, le criminali e micidiali bombe al fosforo e al magnesio, usate ultimamente dagli americani a Fallujah, per provocare il maggior numero possibile di vittime tra i civili.
L'attacco fu ordinato ad Harris. Si narra che, fermato ad un posto di blocco per eccessiva velocità, al poliziotto che lo apostrofava duramente perché, a causa della sua condotta di guida, avrebbe potuto uccidere qualcuno, questi si vantasse orgoglioso e ghignante, "Figliolo, io ogni notte uccido migliaia di persone", gelando l'interlocutore.
Churcill, l'eroico vincitore della seconda guerra mondiale aveva dato precise disposizioni che "ogni sera, come un'ossessionante litania, lo speaker della BBC annunciasse che 1000 bombardieri della Royal Air Force erano andati a seppellire sotto le rovine una nuova città tedesca". E che avesse un atteggiamento disinvolto nei confronti dei bombardamenti terroristici di civili è dimostrato da una sua incredibile dichiarazione, "Adesso vanno di moda, come portare un abito lungo o corto".
Il bombardamento di civili, beninteso fu iniziato dai Nazisti, su Rotterdam e Coventry, ma gli Alleati seppero raggiungere vette di eccellenza in questo campo.
Venne scelta, per seminare la morte tra il massimo numero di civili - soprattutto donne e bambini inermi-, la sera del 13 febbraio 1945, Martedì Grasso, con le gente in piazza per festeggiare la ricorrenza e dimenticare per una notte la guerra, non essendo Dresda obiettivo militare e piena come era di sfollati ed ospedali aperti ai feriti delle altre città.
Dresda era, pertanto, tutto fuorché un obiettivo strategico e tale fatto era perfettamente conosciuto dall'intelligence britannica.
Alle 22 inizia la danza demoniaca, 200 bombardieri Avro Lancaster della RAF sganciarono migliaia di bombe incendiarie ed esplosive.
avro_lancaster.jpg

All'una di notte, quando i pompieri e le squadre di soccorso erano impegnati per il soccorso, altri 500 bomberdieri Avro Lancster e De Havilland Mosquito ripeterono l'operazione, con bombe al fosforo per bruciare il maggior numero possibile di civili. Il giorno successivo, da mezzogiorno in poi, toccò all'aviazione statunitense, con oltre 1300 B-17 in quattro ondate successive, che sganciarono 4000 tonnellate di bombe esplosive ed incendiarie.
L'intero bombardamento durò oltre 14 ore.
Le temperature superarono i 1500° C. Lo spostamento repentino di aria calda verso l'alto provocò la formazione di venti che dopo meno di un'ora divennero un vero ciclone di 300 Km/h che travolgeva gli abitanti, spingendoli nell'orrida pira funeraria.
Cadaveri e viventi, come bambole, venivano risucchiati in quel Moloch incandescente.
Mario Silvestri ne "La decadenza dell'Europa occidentale" così descrive la scena apocalittica: "Le decina di migliaia di incendi si fusero in una sola gigantesca fiammata; dalla periferia un vento artificiale, sempre più violento, puntò verso il centro, infuocandosi e raggiungendo una velocità di 300 chilometri all'ora; chi si trovava all'aperto, sparì trascinato nel cielo; a terra, intanto, tutto bruciava con tale violenza che venne meno l'ossigeno necessario alla respirazione".
H. Michel, ne "La Storia della seconda guerra mondiale" dà questo quadro di Dresda: "Si verificarono scene atroci, i cadaveri si carbonizzavano in un mare di fuoco, ammassi di sangue, carni e ossa indicavano che grappoli umani si erano confusi assieme alla ricerca di un illusorio riparo. Il tutto praticamente senza perdite per gli attaccanti."
Il fumo raggiunse le tre miglia di altezza.
Alcuni aviatori dell'ultima ondata della notte riferirono dell'orrendo lezzo di carne umana bruciata che aveva raggiunto le loro cabine a migliaia di metri di altezza.
Gli americani, arrivati il giorno successivo per finire i sopravvissuti agonizzanti, si videro arrivare addosso, ad ottomile metri di quota, resti umani e travi fumanti spinti fin là dalle correnti ascensionali.
Per completare l'opera di feroce massacro di civili inermi, gli eroici aviatori alleati bombardarono Dresda ancora il 2 marzo ed il 17 aprile, con ancore altre migliaia di tonnellate di esplosivo e materiale incendiario.
Non si poteva correre il rischio di lasciare ai Sovietici qualcosa di interessante...
I testimoni a terra lo descrivono come il vero inferno che i papalini affermano esistere solo in una realtà metafisica che, ovviamente, non riescono a descrivere.
inferno.jpg
Il calore sciolse a terra i civili come gomma vulcanizzata, tanto che in alcune zone, si dovettero usare alti stivali di gomma per camminare in quell'appicicoso e molle crogiuolo di materiale umano sciolto.
Migliaia di civili in fiamme dovettero gettarsi nell'Elba sperando di salvarsi, ma una volta usciti dall'acqua il magnesio e il fosforo riprendevano ad ardere, trasformando bambini, donne e uomini in torce umane.
Le SS e i militari tedeschi furono costretti ad uccidere a fucilate i propri compatrioti in fiamme, intrisi di materiale piretico, per ridurre le loro immense sofferenze
I resti della città bruciarono per una settimana intera, senza alcuna possibilità di spegnere l'incendio o soccorrere gli abitanti.
Alla fine le vittime furono superiori a quelle di Hiroshima e Nagasaki messe insieme.
Lo scrittore americano Kurt Vonnegut Jr., scomparso recentemente, autore di "Mattatoio n. 5". prigioniero nei pressi Dresda, afferma che i morti furono circa 130.000, tra cui migliaia di prigionieri di guerra alleati, ma il numero esatto non potè mai essere stabilito a causa dell'elevato numero di sfollati non registrati.
 
dresda1945.jpg
 
Questo trattamento inumano, in un primo momento, era previsto per la città di Milano, ma le vicende post armistiziali, con l'Italia divenuta nazione cobelligerante, mutò, per fortuna dei milanesi, gli orridi piani del Comando bombardieri britannico.
In questo filmato, alcuni effetti del bombardamento.
 
 
Il duo Churchill- Harris non era certo nuova ad imprese del genere.
In precedenza avevano ordinato il macello di 45.000 civili (nella maggioranza donne) ad Amburgo, ma avevano inziato ad affinare le loro tecniche fin dal 1919.
La RAF nel 1919 aveva preso a bombardare il Kurdistan iracheno.
Harris aumentò il numero di rastriellere per il trasporto di bombe ai suoi Vickers Vernon, trasformandoli nei primi bombardieri pesanti britannici.
vickers.jpgUtilizzò, primo nella storia, bombe a scoppio ritardato al fine di uccidere il maggior numero possibili di civili, soprattutto bambini.
Gli occhi gli brillavano di infinita eccitazione quando declamava con voce monotona che, "gli arabi e i curdi ora sanno cosa significa un vero bombardamento in termini di vittime e distruzioni. In quarantacinque minuti un intero villaggio può essere praticamente cancellato e un terzo dei suoi abitanti possono essere uccisi o feriti”.
La RAF si vantava orgogliosamente di possedere armi chimiche da utilizzare in "via sperimentale" contro gli "arabi recalcitranti", malgrado fossero già vietate dalle vigenti convnezioni internazionali.
Felicissimo della cosa, Winston Churchill, commentò: Sono fortemente favorevole all’uso di gas velenosi contro tribù incivili… Non è necessario usare i gas più letali: si possono usare gas che creano gravi disturbi e possono produrre acuto terrore anche se non lasciano effetti permanenti sulla maggioranza di coloro che ne sono toccati”.
harris-statue.jpg Harris, per i meriti acquisiti sul campo, venne persino nominato Baronetto.
Addirittura,nel 1992, venne eretta una statua in suo onore all'esterno della Chiesa di St. Clement Danes. La cerimonia di inaugurazione venne presenziata dalla Regina Madre, che rimase sorpresa e disgustata per le immediate proteste organizzate contro la commemorazione di cotale individuo.
La scritta voluta dalla Corona fu: "La Nazione ha verso Loro un immenso Debito".
Tuttora la polizia deve presidiare la statua per impedire graffiti e scritte di protesta.
A Churchill andò ancora meglio. Oltre a ricevere decine di cariche e riconoscimenti, tra cui il Nobel. ricevette il riconoscimento unanime di massimo Statista Inglese del XX Secolo.
I suoi nemici, per comportamenti analoghi, diversi solo nella maggiore quantità di inermi, donne, bambini, assassinati, vennero condannati alla forca.




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Commenti (2)
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1. 26-11-2009 16:45
quanto ho letto mi fa piangere e vergognare di quello che un uomo può fare ad un proprio simile :cry :cry
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2. 04-03-2012 10:49
ero già abbastanza erudita sul massacro INUTILE di Dresda (pubblicato alcuni fa sul Corriere della Sera), ma i dettagli storici, psicologici anzi psicopatologici dei principali responsabili di tale eccidio e soprattutto il racconto particolareggiato lasciano sgomenti. Il chè dimostra che la giustizia non è mai esistita e che alla fine ha sempre e solo ragione il vincitore, colui che si dimostra più forte nella spietatezza e nella crudeltà d'intenti. E poi Churchill premiato col Nobel?! e più grande statista?...Ma quando faranno una bella revisione storica? Mai. La vergogna fa vivere meglio le coscienze! :sigh
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