Mario Monti ha abbattuto l’Italia

by Seyan / sabato, 23 dicembre 2017 / Published in La Cabala

ORMAI È STORIA: MARIO MONTI HA ABBATTUTO L’ITALIA

È Storia: l’algido tecnocrate Mario Monti ha abbattuto l’economia italiana.

Colui che i coriferi e i turiferari di regime tratteggiavano come il “salvatore”, in realtà, ha provocato un danno da 300 miliardi di euro alla nostra crescita economica. I dati provengono da una fonte ufficiale, il DEF 2017 stilato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.


Dati Ministero Economia e Finanze



IL SALVA-ITALIA DI MARIO MONTI CI È COSTATO 300 MILIARDI DI PIL

Nel Piano Nazionale di Riforma (Pnr), una della tre Sezioni di cui si compone il Documento di Economia e Finanza (Def) approvato il 12 aprile 2017, intitolato “Una valutazione del ‘Salva Italia’con la nuova variante del modello Igem con frizioni finanziarie”, afferma, apertis verbis, che il sedicente “salvatore d’Italia” Mario Monti  ha distrutto l’economia italiana, condannandola ad una minor crescita pari a 300 miliardi di euro.

Nel lontano 2012 ben pochi giornalisti avevano il coraggio di sottrarsi dai corifei di regime omaggianti Super Mario Monti. Uno di questi era Nicola Porro che nell’articolo “Un anno di Monti. E di stangate” pubblicato su “ilGiornale” del 14 novembre 2012 affermava rettamente che:


Il pareggio di bilancio è un falso mito. […] Tre quarti delle manovre del governo Monti sono fatte da maggiori e nuove imposte. Un quarto  da tagli di spesa, avvenuti grazie alla riduzione dei trasferimenti a enti locali […] che dunque aumenteranno il prelievo locale. Il pareggio di bilancio che si spera di ottenere è quello della peggior specie. È un saldo negativo per i contribuenti.


Viene confermato quanto noi abbiamo sempre affermato e trasfuso esaustivamente nell’articolo

Monti il Terminator italiano – L’Isola di Avalon

Monti il Terminator italiano – L’Isola di Avalon

Source: www.isoladiavalon.eu/monti-terminator-italiano/



LA CURA DI MARIO MONTI CI STA AMMAZZANDO

Sempre nel (lontano) 2012 l’illuminato economista Marco Fortis commentava: “La cura Monti ci sta ammazzando. Anziché curare il malessere italiano ha finito per peggiorarlo”, intervista pubblicata su “ItaliaOggi” del 31 agosto 2012.


Per Fortis l’Italia è un Paese purgato, trascinato per paradosso «in recessione dalla politica di tasse del governo Monti». Inevitabile, «per dimostrare ai mercati e alla Merkel che noi i compiti li facciamo». […] «Ormai sono vent’anni che siamo costretti a frenare la spesa pubblica (ora sono 25 anni, ndr) . È dai tempi di Amato e Ciampi che l’Italia fa politiche restrittive rispetto agli altri paesi, che, al contrario, hanno fatto spesa pubblica a gogò. Siamo dal ’93 in situazione di deleveraging per il debito pubblico. Un’onda lunga che ha impatti negativi sulla domanda interna».



Da Giulio Tremonti giunge, pertanto, il conforto di quanto da noi esplicitato ne “Il Grande Complotto”.



L’AUSTERITÀ DISTRUGGE LE ECONOMIE

L’inclita economista Wolfgang Münchau scriveva su “The Financial Times” nel 2013:


L’austerità indebolisce le potenzialità dell’economia nel breve termine, e forse anche nel lungo. Se il tasso di disoccupazione giovanile rimane superiore al 50 per cento per un periodo prolungato, come sta accadendo in Grecia, Italia e Spagna, molte di queste persone non troveranno mai una buona occupazione in tutta la loro vita. Gli economisti parlano di un cosiddetto effetto isteresi, vale a dire un danno economico permanente a cui non si potrà porre rimedio anche nel caso di completo ripresa.


Non ci sarà mai nessuna ripresa finché rimarremo prigionieri dell’Eurolager.


EUROLAGER [guida definitiva su euro ed eurozona]

EUROLAGER [guida definitiva su euro ed eurozona]

Source: www.isoladiavalon.eu/eurolager-guida-definitiva-euro-ed-eurozona/



LA UR-SINISTRA HA FINITO QUANTO INIZIATO DA MARIO MONTI

Grazie alle politiche economiche e sociali della destra berlusconiana, di Mario Monti e di quella che Branko Milanovic definisce la Nuova Destra – i partiti socialdemocratici europei, tra cui il PD italiano – oggi ben 18 milioni di Italiani sono a rischio povertà. Non lo diciamo noi, ma l’Istat.

Beh, certo. L’Ur-Sinistra italiana è troppo impegnata nel Migrazionesimo per stracciarsi le vesti a causa delle sorti degli Italiani.


Diciotto milioni di persone a rischio povertà o esclusione sociale, il 30% della popolazione residente. Sono le ultime stime Istat sul 2016, contro il 28,7% dell’anno precedente. Numeri che, scrive l’Istituto, vedono gli obiettivi prefissati dalla Strategia Europa 2020 “ancora lontani: la popolazione esposta a rischio di povertà o esclusione sociale – precisamente pari a 18.136.663 individui – è infatti superiore di 5.255.000 unità rispetto al target previsto”.


L’Italia, peraltro, presenta una disuguaglianza dei redditi maggiore rispetto alla media dei Paesi europei. (ilfattoquotidiano.it)


La pauperizzazione del ceto medio italiano e l’eradicazione dei giovani rientrano nel planning della Cabala Sorosiana. Chiosa il filosofo Diego Fusaro,


Il pensiero unico mondialista ultracapitalista mira a legittimare e a produrre il nuovo modello antropologico del migrante come valore in sé positivo: e lo fa per giustificare l’esistente, giacché gli stessi giovani europei sono sempre più ridotti a migranti che devono abbandonare il loro paese per andare a fare – magari da laureati – i lavapiatti a New York o a Sidney. La competizione globale dell’odierno fanatismo economico si regge sulla volatilizzazione dei capitali e sulla delocalizzazione del lavoro: dunque anche sulla migrazione coatta degli esseri umani, elogiata dal politicamente corretto mediante la patetica retorica dell’esotismo dei viaggi low cost e della bellezza della migrazione in cerca di fortuna. (ilfattoquotidiano.it)


La sinistra traditrice – Diego Fusaro.



LA STRANA PRETESA DEI LIBERISTI?

Massimo Mucchetti poteva esultare alla fine del 2012 per la sconfitta di Matteo Renzi alle primarie del PD e scriveva un articolo per il “Corriere della Sera” del 4 dicembre 2012 intitolato “La Strana pretesa dei Liberisti: Chiedere alla Sinistra di fare la Destra”:


L’intellettualità liberista italiana aveva eletto Matteo Renzi a proprio campione. E ora si dice delusa perché il Pd e, più in generale, il centro-sinistra non ne hanno accolto le suggestioni alle primarie.


Per funzionare bene, la democrazia ha bisogno di chiarezza e di pluralismo. E allora l’intellettualità liberal-liberista dovrebbe chiedersi come mai, nonostante la simpatia dei media e la diffusa voglia di facce nuove, Matteo Renzi non ce l’abbia fatta. Tirare in ballo l’ostilità di apparati che non esistono più (al Pd ne resta uno pari a un decimo di quello degli anni Settanta) equivale a fuggire davanti alle domande difficili così come fuggivano gli ex comunisti nel 1994 quando attribuivano la propria sconfitta alle televisioni di Berlusconi e non ai propri limiti. Le domande difficili sono due: a) come mai, in Italia, la cultura politica liberale non è riuscita a conquistare l’egemonia, in particolare nell’area politica che gli è storicamente affine, e cioè nel centro-destra? b) che cosa potrebbe fare, adesso, per risalire la china?


In realtà il complesso Neoliberista Finanziario Globale (quello che noi definiamo la Cabala Globale) dovette attendere appena un anno. Colui che esso agognava come leader del PD, Matteo Renzi, avrebbe vinto le primarie dell’8 dicembre 2013.

Tante riforme vagheggiate dai Trichet, Mario Draghi, Mario Monti, George Soros et similia diventarono realtà, tra cui l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Solo l’avvedutezza degli elettori italiani ha spezzato questa cavalcata: il 4 dicembre 2016 il referendum Costituzionale voluto da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi è stato bocciato dal 60% dei votanti.

Con grande scorno di George Soros che aveva puntato enormi somme sulla vittoria renzista e di JpMorgan Chase il vero Deus ex machina del ddl Boschi


Mario Monti

Mario Monti. Immagine satirica



LA UR-SINISTRA GLOBALE È IL NUOVO TOTALITARISMO

Non c’è nessuna differenza, se non formale, tra la Destra-fintoSinistra Neoliberista e Monetarista (Amato, Padoa Schioppa, Ciampi, Prodi), la Vecchia Destra (Berlusconi). la Destra Ordoliberalista e Neofeudale (Monti) e la Nuova Destra sic et simplicter (Letta, Renzi).

Siffatti individui odiano la democrazia e odiano il ceto medio. Dal Gabinetto Amato in poi si è verificata una sfrenata redistribuzione del reddito dai più poveri ai più ricchi.

I politici Gauleiter italiani sono solo esecutori dei rigidi dettami imposti dalla Cabala Mondiale di Soros & Co.




 

 

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