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Libertà di stampa in Italia - 1 PDF Stampa E-mail
Scritto da Seyan   

LIBERTA' DI STAMPA IN ITALIA - 1

censura
 
 

Dopo la puntata dell'autunno 2009 di Annozero intitolata "Farabutti" con intervista alla escort Patrizia D'Addario e condotta da uno dei più accreditati giornalisti televisivi italiani, Michele Santoro, il ministero dello Sviluppo Economico apre un'istruttoria.

Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli replica che “l’iniziativa del ministro Scajola cosi’ come riassunta nelle notizie di agenzia, sorprende per la sua singolarita’ non corrispondendo ad alcuna regola o prassi istituzionale, stabilendo inoltre un pericoloso precedente," e conclude, "Non sarebbe legittimo trasformare una facoltà di cui il Governo ha il pieno diritto, in qualcosa che configurasse atteggiamenti censori, specie quando dovessero corrispondervi indebite richieste di sanzioni, soppressione di programmi, licenziamenti."

"Dario Franceschini l'ha bollata come un'intimidazione contro la stampa libera. 'È un atto assolutamente anomalo - ha dichiarato in un'intervista a Sky Tg24 - perchè esiste una commissione parlamentare di vigilanza che ha il compito di controllare il servizio pubblico'. Per Giuseppe Giulietti, parlamentare e portavoce dell'associazione Articolo 21 , 'il governo sta commettendo un evidente abuso di potere: intende chiudere il programma di Michele Santoro'. E lo stesso intende fare 'con tutte quelle trasmissioni che non piacciono al presidente del consiglio editore'. Ci va giù pesante Luigi De Magistris che si chiede polemicamente: 'Ma stiamo parlando dell'allora ministro dell'Interno Scajola che definì Marco Biagi [il giuslavorista ucciso dalle Br ndr.] un "rompicoglioni" perchè voleva la scorta in quanto minacciato?'. Il deputato Pd e vicepresidente della commissione Vigilanza Rai Giorgio Merlo chiede poi che l'esecutivo ritiri l'istruttoria, che considera al di fuori delle sue prerogative. 'Chi è preposto per legge a svolgere quel lavoro - sostiene Merlo - sono la commissione di Vigilanza e l'Agcom'." (Il Sole 24 ore, articolo, È scontro politico su Annozero)

Il segretario del PD chiosa ancora che "si tratta di una strategia di intimidazione contro la stampa libera." Ed aggiunge che "il premier pensa: 'ho vinto le elezioni e sono diventato il padrone dello Stato. E siccome sono il padrone mi danno fastidio la stampa libera ed i magistrati'. Quello a cui stiamo assistendo è un attacco al sistema di informazione, un sistema che per metà è coinvolto dal conflitto d'interessi, mentre l'altra metà è costantemente sotto intimidazione. Di fronte a questa offensiva rischiamo una deriva pericolosa alla quale dobbiamo reagire." Franceschini sottolinea, infine, che è stato un errore gravissimo non aver approvato [quando ce n'era la possibilità] una legge sul conflitto d'interessi.

Pienamente giustificata appare, pertanta, la retrocessione da parte dell'autorevolissima Freedom House, l'organizzazione che ha avuto tra i suoi Presidenti onorari Eleanor Roosevelt e fondata nel 1941 per lottare contro il Satana Nazifascista, che ha sancito che l'Italia ha perso lo status di Paese con stampa libera.

  





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