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Libertà di stampa in Italia - 2 PDF Stampa E-mail
Scritto da Seyan   

Libertà di stampa in Italia - 2

libertà di stampa


Il 3 ottobre 2009 centinaia e centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per difendere la libertà di stampa in Italia, chiamate a raccolta dalla F.N.S.I. con lo slogan, "No all'informazione a guinzaglio". Il centro principale della protesta, civile e democratica, Piazza del Popolo a Roma.

 

Tra i messaggi inviati, quello del Direttore di 'Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino. "E' diabolico dire che una manifestazione per difendere la liberta' di stampa e' una farsa" (AGI. 3 ottobre 2009). Raggiunto telefonicamente da APCOM, don Sciortino aveva affermato che, "il compito della stampa non è applaudire le gesta dei politici, ma essere i cani da guardia del potere. Non i cani da guardia a servizio del potere. '  (...) 'Famiglia cristiana' aderisce alla manifestazione, con tutta la stampa cattolica, perché crediamo che ci sia un malessere che tocca il problema della democrazia nel nostro paese. Questa stampa non è più a servizio dei lettori, ma dei potenti. Non è mai successo che un giornale attacchi un altro giornale a servizio di una parte politica. La stampa deve essere libera di esporre le proprie opinioni senza subire ritorsioni, come avvenuto per 'Avvenire', così come per 'Famiglia cristiana' (...) il problema della libertà di stampa è dovuto anche ad una concentrazione del potere politico e mediatico che fa dell'Italia un caso unico nel mondo, un'anomalia tutta italiana." (APCOM, Artcolo, "Informazione, 'Famiglia cristiana' in piazza: Basta ritorsioni", 2 ottobre 2009)

Uno degli interventi più pregnanti e autorevoli, quello di Valero Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale, che, dal palco di Piazza del Popolo, ha affermato che, "il potere politico è troppo spesso intollerante nei confronti delle voci critiche. La liberta' di informazione è fondamentale per la vita democratica. Una libera informazione è presupposto per una societa' libera". (AGI, 3 ottobre 2009) 

 

"Applauditissimo Roberto Saviano, lo scrittore impegnato contro la mafia, che vive da anni sotto protezione. Saviano ha ricordato come la libertà di stampa sia anche la serenità di lavorare, 'di raccontare senza ritorsioni, senza che il proprio privato sia utilizzato come un'arma per far tacere'. Un'emergenza particolarmente sentita in Italia, 'che è il secondo paese dopo la Colombia per il numero di persone che si trovano sotto protezione. Raccontare in certe parti d'Italia, soprattutto al Sud, è complicatissimo e costringe a dover difendere la propria vita'. Tra i nemici principali del dovere di raccontare, ha sottolineato Saviano, 'c'è l'indifferenza, che isola chi prova a descrivere la realtà. Ecco perchè siamo quì, per dire che ogni paese ha bisogno della massima libertà di espressione'." (www.ilsole24ore.com, articolo, "Manifestazione libertà di stampa - 300mila a Piazza del Popolo" . 3 ottobre 2009) 

 

Notevole il commento, a posteriori sulla manifestazione, di Eugenio Scalfari, nell'editoriale "Non era una folla ma era un popolo": "Tra le tante strette di mano e di abbracci dati e ricevuti, l'incoraggiamento che tutti ci hanno rivolto è stato di resistere, continuare, non mollare. M'è venuto in mente che "non mollare" fu il motto adottato sotto il fascismo da Ernesto Rossi e dai promotori di "Giustizia e Libertà". Le battaglie civili che si combattono oggi sono molto diverse da quelle di allora, ma il senso è il medesimo: in un'epoca appiattita e priva di ideali, occorre risvegliare un paese cloroformizzato, disinformato, indifferente e ricondurlo all'impegno civile."

Le reazioni venute da più parti all'evento, a volte corrette e condivisibili, altre volte stizzite o sgangherate, sono la cartina di tornasole del successo dell'evento, che ha colto di sorpresa gli stessi organizzatori, tanto massiccia ed insperata è stata la presenza popolare. Trecentomila persone sono scese in piazze per affermare con forza e senso civico di essere persone libere e non sudditi  e di essere, tutte insieme, lo scudo della libertà di stampa perché, citando uno degli studiosi più importanti del pensiero liberale, Alexis de Tocqueville, "la stampa è per eccellenza lo strumento democratico della libertà." 

Intanto, le polemiche continuano roventi anche nei giorni successivi alla manifestazione popolare. "Il Comitato di redazione del Tg1, preoccupato, chiede ai vertici aziendali di essere convocato con urgenza dopo il discusso editoriale del direttore Augusto Minzolini. Il Cdr, composto da Claudio Pistola, Alessandro Gaeta e Alessandra Mancuso, ha scritto un comunicato di cui è stata chiesta e ottenuta l'autorizzazione dall'azienda ad essere letto stasera nel Tg1 delle 20. 'Il Tg1 non è mai stato schierato, nella sua storia, contro alcuna manifestazione - è scritto nel comunicato - ieri il direttore lo ha allineato contro la manifestazione del sindacato unitario dei giornalisti per la libertà d'informazione, cui ha aderito una moltitudine di cittadini. Il Tg1 ha per sua tradizione un ruolo istituzionale, non è un tg di parte. E' il tg di tutti i cittadini, anche di quelli che hanno manifestato per chiedere il rispetto dell'articolo 21 della Costituzione. E a cui sbrigativamente è stato detto di aver fatto una cosa "incomprensibile". Il Tg1 va in tutte le case. E' servizio pubblico e rispetta ogni opinione e sensibilità per non mettere in gioco il suo patrimonio di credibilità. Ai telespettatori che in queste ore fanno giungere le loro proteste l'impegno del comitato di redazione perchè siano recuperati rispetto ed equilibrio. Ai vertici aziendali chiediamo una convocazione urgente per esprimere le nostre preoccupazioni'." (www.ilmessaggero.it , Articolo: "Informazione, esplode il caso Minzolini , Cdr del Tg1 chiede incontro a vertici Rai ", 4 ottobre 2009)

"Si fa cenno alle proteste del pubblico nel comunicato letto ieri sera da Tiziana Ferrario alle 20.30. La Mancuso [membro del Cdr del TG1] spiega: 'La nostra posta elettronica è piena di mail molto dure. 'Vergognatevi', 'Minzolini si deve dimettere', 'siete servi'. Arrivano a tutte le redazioni Interni, Esteri, Economia...' Succede, nei giornali, che qualche lettore si lamenta sempre. Ma questo è un coro, dicono. Il Cdr [del TG1] aspetta la convocazione di Paolo Garimberti e Mauro Masi per spiegare ai vertici dell'azienda 'il disagio' ." (www.repubblica.it, Articolo: "Un mare di mail agita Saxa Rubra e anche i falchi chiedono moderazione", 5 ottobre 2009)

 

"Dopo la manifestazione di piazza del Popolo, l'allarme per gli attacchi alla libertà di stampa arriva al Parlamento europeo. Giovedì prossimo, a Bruxelles, la giunta della Federazione nazionale della stampa incontrerà i vertici del Parlamento Europeo "per un confronto con le istituzioni sul diritto all'informazione e sulle problematiche che richiedono azioni perché in Italia e in tutti i Paesi aderenti sia garantita la piena efficacia dell'articolo 11 della Carta fondamentale dei diritti dell'Unione su questa materia".
Lo annuncia in una nota il segretario della Fnsi, Franco Siddi, sottolineando che "allentare e eliminare impedimenti e restrizioni alla libera stampa è un obiettivo primario. L'Europa ha un compito primario perché sia assicurata in tutti i Paesi la piena ed effettiva libertà di stampa, di opinione e il pluralismo dei media senza interferenze delle pubbliche autorità e di altri poteri."
(www.repubblica.it, Articolo: Libertà di Stampa, Fnsi a Bruxelles Giovedì l'incontro con gli Eurodeputati, 5 ottobre 2009)

 

E, "Paolo Garimberti e Sergio Zavoli [sono] contro Augusto Minzolini. L'editoriale del direttore del Tg1 di sabato scorso, contrario alla manifestazione indetta dalla Federazione nazionale della stampa, viene bocciato sia dal presidente della Rai che dal presidente della commissione di Vigilanza Rai. Garimberti scrive al direttore generale Mauro Masi e definisce 'fortemente irrituale' l'intervento di Minzolini. Lo accusa di aver di fatto 'coinvolto redazione ed editore' in una polemica personale. (...) Zavoli ricorda comunque che l'editoriale 'per brillante che sia, non è nella tradizione dei telegiornali, tant'è che se ne è fatto uso solo in casi rarissimi. Pluralismo non potrebbe mai essere la somma di tante parzialità, distinte e separate'." (www.corriere.it, Articolo: Garimberti contro Minzolini: non è imparziale, 6 ottobre 2009)

 

E, per quanto riguarda la Rete?

 





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