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Libertà di stampa in Italia - 3, Reporters sans frontieres retrocede l'Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Seyan   

Libertà di stampa in Italia - 3

Reporters sans frontieres retrocede l'Italia

Press_freedom.jpg
  (immagine tratta dal Sito Reporters sans Frontieres )

Nel Rapporto annuale sulla libertà di stampa stilato ogni anno dalla più autorevole ed accreditata organizzazione mondiale sulla libertà di stampa, Reporters sans frontieres, il Segretario Generale Jean-François Julliard ha affermato che, "la Libertà di Stampa deve essere difesa ovunque nel mondo con la stessa energia e con la stessa tenacia."

Ricordiamo che Reporters sans frontieres è, da sempre, in prima linea contro i regimi dittatoriali, sia stalinisti  che fascisti e contro i regimi che, sotto il manto di una finta democrazia, reprimono ogni forma di dissenso democratico e liberale. La mission imprescindibile di Rsf è "la difesa della libertà di stampa in tutto il mondo, a prescindere dalle idee politiche espresse dai giornalisti. La libertà di stampa e d'espressione è un diritto inalienabile di ogni essere umano." (Wikipedia, voce: Reporter Senza Frontiere)

 
"La stampa è per eccellenza lo strumento democratico della libertà." (Alexis de Tocqueville)
 

Uno dei martiri di Reporters without borders fu, indubbiamente, Anna Politkovskaja, la quale nel dicembre russian-school-of-journalism.jpg2005, profeticamente affermò , durante una conferenza di Reporter Senza Frontiere a Vienna sulla libertà di stampa: "Certe volte, le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano. Infatti, una persona può perfino essere uccisa semplicemente per avermi dato una informazione. Non sono la sola ad essere in pericolo e ho esempi che lo possono provare." (Wikipedia, voce: Anna Stepanovna Politkovskaja)

Ecco quanto scrive il sito italiano di Reporters Senza Frontiere,  di cui consigliamo l'integrale lettura: "La Slovacchia è il Paese dell’area UE che perde più punti nella classifica 2009: precipita di 37 posti arrivando così al 44° posto dell’indice. Questo è dovuto principalmente alle continue ingerenze del governo nelle attività dei media e all’adozione nel 2008 di una legge che impone un diritto automatico di risposta a mezzo stampa. Anche due Paesi candidati all’adesione all’UE hanno riscontrato drammatiche perdite di punti. La Croazia (78°), perde 33 punti, e la Turchia (122°), ne perde 20.
Stesso degrado della situazione riscontrato in Italia (49°) e in Bulgaria. In Italia – Paese con il punteggio peggiore tra i sei fondatori dell’UE – gli attacchi della criminalità organizzata che prende sistematicamente di mira i giornalisti, le pressioni del Cavaliere sui mezzi di comunicazione, il DDL sulle intercettazioni spiegano la nuova posizione del Paese nella classifica RSF.
La Francia (43°) non se la cava molto meglio: nella classifica 2009 perde otto punti a causa delle indagini giudiziarie ordinate dalle autorità nei confronti di alcuni media, dei fermi di alcuni giornalisti e delle perquisizioni di svariate redazioni ma anche a causa delle ingerenze nell’universo mediatico da parte di alcuni politici, tra cui lo stesso presidente Nicolas Sarkozy. (...)
La Russia (153°), perde 12 posti, classificandosi per la prima volta dopo la Bielorussia. Questa nuova posizione, tre anni dopo la morte di Anna Politkovskaya, è dovuta alle numerose uccisioni di giornalisti e di attivisti per i diritti civili, e alle continue aggressioni subite dai professionisti dell’informazione locali. A questo si aggiunge il pericoloso aumento della censura e degli argomenti tabù che i giornalisti non “possono” affrontare e la totale impunità di cui ancora godono i responsabili – mandanti ed esecutori – delle uccisioni dei giornalisti."

Di seguito, alcuni commenti della stampa libera italiana:

"I dati più rilevanti quest'anno sono l'aumento della libertà di stampa negli Stati Uniti dopo l'insediamento di Barack Obama (dal 40° al 20° posto). In testa ci sono la Danimarca (leggi qui la classifica), la Finlandia, l'Irlanda, la Norvegia e la Svezia. Fanalino di coda (su 175 nazioni monitorate) è l'Eritrea. Peggiora la situazione in Iran (73°) e resta preoccupante quella dell'Iraq e dell'Afghanistan, dove i segnali di miglioramento continuano a essere troppo deboli e scarsi.
Ma ad allarmare il presidente di Rsf, Jean-François Julliard, è soprattutto l'Europa. Nel vecchio continente diversi Paesi come Francia (43° posto), Italia (49°), Slovacchia (46°) mostrano un progressivo restringersi degli spazi per la libertà di stampa e perdono progressivamente posizioni.
" (La Repubblica, articolo: "Libertà di stampa, Italia 49ma per Reporters sans frontieres.")

"L'Italia scende ancora nella classifica stilata da Reporters sans frontiers sulla libertà di stampa nel mondo e dalla 44esima posizione dello scorso anno è valutata 49esima. Il nostro Paese registra un progressivo peggioramento, se si pensa che nel 2007 era 35esima: in tre anni ha perso 14 posizioni.
In testa alla classifica la Danimarca, seguita da Finlandia e Irlanda. Ultima classificata, su 175 parsi monitorati, l'Eritrea. (...) Presentando il rapporto, il presidente di Rsf, Jean-François Julliard, non ha celato la sua preoccupazione per quanto riguarda la situazione europea, dove diversi paesi, come Francia, Italia, Slovacchia, mostrano un progressivo restringersi degli spazi per la libertà di stampa."
(Il Sole 24 ore, articolo: "Rapporto sulla libertà di stampa: l'Italia finisce 49ma.")

"I giornalisti continuano a subire violenze in Italia e in Spagna (44°), ma anche nei Balcani e in particolare in Croazia (78°), dove il proprietario e il direttore marketing del settimanale Nacional sono stati uccisi da una bomba il 23 ottobre 2008. Tuttavia la minaccia principale, e la più grave a lungo termine, è legata alle legislazioni nazionali oggi in vigore. Molte leggi approvate in svariati Paesi europei, dal settembre 2008 in poi, hanno notevolmente compromesso il lavoro dei giornalisti. Un esempio: la legge adottata dal governo della Slovacchia (44°) ha introdotto il pericoloso concetto di diritto automatico di risposta  [diritto di replica] e ha concesso al ministro della cultura la possibilità di influenzare fortemente le pubblicazioni e il lavoro dei media in generale." (Articolo 21, "Effetto Obama negli Stati Uniti, mentre l'Italia continua a regredire." )

 

 





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