Invasione!

by Seyan / lunedì, 10 aprile 2017 / Published in La Cabala

INVASIONE!

(Seconda Puntata)

Come abbiamo visto nella puntata precedente, la Cabala reputa che sia diventato molto più semplice liquidarci,


sostituendoci con forza lavoro più economica, e dissolvere culture millenarie come quelle dell’Europa del Sud, mediante il sistema delle «frontiere aperte»:


In breve, la “casa dell’ordine mondiale” dovrà essere costruita dal basso verso l’alto anziché dall’alto verso il basso. Sembrerà una grande “rumorosa, esplosiva confusione” (booming, buzzing confusion) per usare la famosa descrizione della realtà di William James, ma alla fine un lento assedio della sovranità nazionale, che la eroda pezzo per pezzo, risulterà più efficace del vecchio sistema dell’assalto frontale”Richard Gardner, membro della Commissione Trilaterale, pubblicato nell’aprile 1974 su Issue of Foreign Affairs


Il Nuovo Ordine Mondiale non può realizzarsi senza la partecipazione degli Stati Uniti, visto che siamo il suo membro più importante. Certo, ci sarà un Nuovo Ordine Mondiale, e imporrà agli Stati Uniti di cambiare le proprie percezioni” – Henry Kissinger, World Action Council, 19 aprile 1994


Potrei continuare a citare i globalisti all’infinito, ma penso che vi siate fatti un’idea. Mentre alcuni considerano la globalizzazione una “evoluzione naturale” del libero mercato o l’inevitabile sbocco del progresso economico, la verità è che la spiegazione più semplice (alla luce delle evidenze disponibili) è che la globalizzazione è una guerra aperta condotta contro l’ideale dei popoli sovrani e delle nazioni. E’ una guerriglia, o una guerra di quarta generazione, intrapresa da un piccolo gruppo di élite contro tutti gli altri.i


Questa è una guerra occulta in cui le invasioni dei migranti hanno lo stesso peso, per la liquidazione di quanto rimane dello stato sociale italiano ed europeo, di quello avuto dalle invasioni barbariche a partire dalla disfatta di Adrianopoli (378 d.c.), quando l’Impero Romano venne costretto ad ammettere all’interno dei suoi confini (limes) un numero sempre più cospicuo di bellicose etnie germanico-barbariche


Un elemento significativo di questa guerra riguarda la natura dei confini. I confini delle nazioni, degli stati e perfino di città e villaggi non sono solo linee su una cartina o invisibili barriere tra la polvere. Questo è quello che vogliono farci credere le élite e i media mainstream . Al contrario, i confini, se usati correttamente, rappresentano i principi, o almeno questa dovrebbe essere la loro funzione.


Gli esseri umani sono costruttori naturali di comunità; cerchiamo costantemente altre persone con cui abbiamo in comune mentalità e obiettivi perché ci rendiamo conto inconsciamente che i gruppi di persone che lavorano insieme possono (spesso ma non sempre) ottenere di più. Ciò detto, gli esseri umani hanno anche una tendenza naturale a dare un valore alla libertà individuale e al diritto di associazione volontaria. Non ci piace essere costretti ad associarci a persone o a gruppi che non hanno i nostri stessi valori.


Le culture innalzano i confini perché, francamente, i popoli hanno il diritto di controllare coloro che desiderano aderire alla comunità e condividerne gli intenti.  Le persone hanno anche il diritto di discriminare chiunque non condivida i loro valori fondamentali; o, detto altrimenti, abbiamo il diritto di rifiutare l’associazione con altri gruppi di persone e di ideologie che per noi risultano distruttive.ii


Non è infrequente nella storia mondiale l’utilizzo di masse umane come arma geopolitica, al fine di fiaccare e indebolire l’avversario, senza avere la necessità di muovere direttamente guerra.


If aggression against another foreign country means that it strains its social structure, that it ruins its finances, that is has to give up its territory for sheltering refugees, what is the difference between that kind of aggression and the other type, the more classical type, when someone declares war, or something of that sort. — Sawer Sen, India’s Ambassador to the UNiii


Altro che «accoglienza», l’«hospitalitas» si trasformerà celermente nel roboante prodromo del crollo della nostra civiltà, a guisa di quanto avvenne nel 476 d.C., quando l’ultimo fantasma imperiale venne deposto dal barbaro germanico Odoacre, formalizzando de facto la fine dell’Impero Romano d’Occidente.

L’Europa, ha affermato Arthur M. Schlesinger Jr.,


è la «fonte, l’unica fonte» degli «ideali di libertà individuale, democrazia politica, stato di diritto, diritti umani, libertà culturale…Tutti questi sono ideali europei, non asiatici, africani, né mediorientali».iv


I cabalisti sanno alla perfezione che la civiltà islamica non verrà mai assimilata.

Non ci mai sarà nessuna integrazione. Anche dov’era in condizioni di inferiorità numerica, essa non è mai stata assimilata.

Con l’eccezione europea, dovute al fallimento dell’assedio di Costantinopoli (674 d.C.) e alla sconfitta di Poitiers (732), è sempre stata la civiltà islamica ad inglobare le altre o almeno a circoscriverle e limitarle.

L’architetto della Globalizzazione George Soros è stato abile a vendere agli Europei la sua azione di guerra contro la nostra civiltà come atto umanitario, mentre chi osa opporsi è un populista o, come avrebbe detto il defunto semiologo Umberto Eco, un Ur-Fascista.


George Soros, il Dittatore Pazzo della Cabala Globale. Immagine satirica.


Chiosa occhidellaguerra.it,


Su Breitbart, […] Soros è sempre stato indicato come il burattinaio che agisce nell’ombra per manovrare le ong a seconda dei suoi interessi. E quali sono questi interessi? Promuovere la retorica dei “no borders” in Europa [e] favorire l’immigrazione clandestina di massa […]. Insomma, Soros veniva e viene indicato come il vero leader del mondo liberal-progressista, che parla di Diritti Umani (rigorosamente scritti con le maiuscole) per poi preoccuparsi di tutt’altro. In questo caso, dell’indebolimento dell’Europa.
[il grassetto è nostro, ndr]


Nel frattempo, le ONG nel Mediterraneo finanziate dal Soros continuano a comportarsi come taxi del mare dei «profughi take-away».

Segue un video del vlogger Luca Donadel:



Fine Seconda Puntata – segue


i http://vocidallestero.it/2016/10/29/lagenda-nera-che-si-cela-dietro-la-globalizzazione-e-le-frontiere-aperte/

ii ibidem

iii http://www.globalresearch.ca/coercive-engineered-migration-hungary-and-europes-refugee-crisis/5502027

iv Schlesinger, “Disuniting of America”

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