Nazionalismo ed Etnosimbolismo

by Seyan / martedì, 10 luglio 2018 / Published in La Cabala

NAZIONALISMO ED ETNOSIMBOLISMO.

La Ur-Sinistra Neoliberista ed Euromaniaca schiuma rabbia per la rinascita del Nazionalismo all’interno di tutti i Paesi della burocratica e tecnocratica Unione Sovietica Europea.


I movimenti nazionalisti vengono sempre tacciati di xenofobia, ergo, di razzismo, o addirittura di essere l’espressione politica di rigurgiti neofascisti o, quantomeno, di “un deficit di istruzione” dei ceti medio-bassi.


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SGOMBRIAMO IL CAMPO DA UN EQUIVOCO: L’ATTUALE SEDICENTE SINISTRA E’ LATRICE SOLO DELLE ISTANZE NEOLIBERISTE E TANATOCAPITALISTE E SE NE FREGA DEI LAVORATORI


Dal punto di vista materiale, è semplicemente accaduto che il 90% della sedicente sinistra non è più in alcun modo una forza sociale occupata nella difesa dei lavoratori, dei ceti più deboli e più in generale di tutti coloro che, sul piano materiale, non hanno nulla da guadagnare dal sistema capitalistico. Il 90% della sedicente sinistra è apertamente schierata (in maniera più o meno intensa e provocatoria) contro i lavoratori, per la libera impresa, per il capitalismo liberista più antisociale, per la spoliazione delle risorse pubbliche etc etc. […]


Che la sovranità dello Stato-nazione sia precondizione giuridica, materiale e simbolica del proprio stesso essere cittadini appartenenti ad una comunità politica capace di decidere per il proprio futuro e per gli assetti e le strutture economico-sociali che si vogliono prevalenti, è cosa così ovvia che non dovrebbe neanche essere detta. Che la sinistra italiana sia stata fagocitata dall’ideologia “globalista” e “unioneuropeista” da ormai più di venti anni scambiando forse l’internazionalismo con la globalizzazione capitalistica e la tecnocrazia sovranazionale è una tragedia storica i cui frutti si sono ampiamente manifestati da tempo. (comunismoecomunita.org)



LA SINISTRA EUROPEA DI OGGI E’ ANTINOMICA AI POPOLI E AI DIRITTI SOCIALI

Per la Sinistra Globalista «le nazioni sono cose barbare, cose Tribali» (Toni Negri), «le Nazioni sono ‘comunità immaginarie’» (Benedict Anderson).

Il Nazionalismo sarebbe per costoro un rancido avanzo, poiché le nazioni «sono una costruzione ormai obsoleta dell’era moderna», sorpassata della necessità di competere economicamente contro Superstati all’interno di un Mercato Globale totalmente degradato e deregolamentato, che considera gli Stati-Nazioni un ostacolo alla sua metastatizzazione mondiale.

Ovviamente, anche i diritti sociali e le Costituzioni antifasciste Europee (che si fondano proprio sui diritti sociali: lavoro, famiglia, salute, beni pubblici, etc.) sono vestigia di un Passato morente, ciarpame di cui liberarsi, e devono cedere il passo alle necessità della demoniaca Società Aperta Popper-Hayekiana il cui massimo Vate è attualmente George Soros.


La Socialdemocrazia è il Sistema – L’Isola di Avalon

La Socialdemocrazia è il Sistema – L’Isola di Avalon

La Socialdemocrazia non è anti-sistema. Essa è il SISTEMA La Socialdemocrazia non è una forza anti-sistema. Al contrario, essa tutela ricchi e privilegiati.

Source: www.isoladiavalon.eu/socialdemocrazia-il-sistema/



INVECE, ALLA FACCIA DELLA UR-SINISTRA, IL NAZIONALISMO E’ PIÙ VIVO CHE MAI

L’attuale UE è l’epitome di come quella che è stata spacciata come “Europa dei Popoli”, non sia altro che l’apoteosi del Mercato e della Cabala Latomistico-Finanziaria Globale. Gli eurocrati vengono cooptati, gli interessi dei Banksters vengono sempre prima rispetto ai diritti dei popoli e dei cittadini europei.

Se è necessario un popolo può essere mandato al massacro (Grecia docet) pur di favorire gli interessi degli squali della Finanza Globale.

Ma – Finalmente! – gli Europei ora son desti, si sono svegliati dal torpore globalista indotto dalle oligarchie di UE-BCE.



L’UNIONE EUROPEA È LA VERA COMUNITÀ IMMAGINARIA, SENZA PASSATO E SENZA FUTURO

UE

La UE. Immagine di David Dees.

L’Unione Europea non ha personalità, non ha identità. Per tale motivo essa collasserà restituendo la libertà e la sovranità alle Nazioni adesso incatenate a tale monstrum.

La Nazione è viva perché ha identità, Storia e Cultura comuni, elementi totalmente assenti nella giostra europea.


La nazione  [non può non avere] una sua personalità, una propria, peculiare identità che la distingua da ogni altra nazione; deve avere valori culturali distintivi e una particolare etnostoria. Essa deve pertanto cominciare col riscoprire la sua autentica esperienza collettiva e col riappropriarsi della sua originaria individualità storica. I cittadini sono così portati a ricercare le proprie radici in una serie di miti di origine e di discendenza, di elezione etnica e di una ‘età dell’oro’ in cui la comunità era grande e gloriosa, un’età alla quale essa deve far ritorno in forme nuove, consone alle mutate condizioni. Senza questo standard o modello, non può esservi alcuna guida per il futuro; senza un autentico passato, non può esservi alcun destino sicuro. (treccani.it)



LE NAZIONI SI BASANO SULLE ETNIE ED ESISTONO FIN DAL BASSO MEDIOEVO


le nazioni, se non il nazionalismo, sono esistite in Europa sin dal tardo Medioevo.  […]


Un approccio alternativo, noto come ‘etnosimbolismo storico’, mette l’accento per contro sulla necessità di prestare maggiore attenzione alle memorie, ai miti, ai simboli e ai valori delle diverse etnie, e di contrapporre ai modelli elitistici ortodossi, che adottano una prospettiva ‘dall’alto’, un esame critico dei sentimenti e dei miti popolari, nonché un’analisi dei reticoli sociali e delle culture locali ‘popolari’ che i nazionalisti si propongono di mobilitare. In questa prospettiva è l’individualità o il carattere distintivo di ogni nazione e di ogni nazionalismo a costituire il punto di partenza per ogni teoria globale.


La nazione così diventa oggetto di una ‘religione surrogata’ e la sua celebrazione regolare suscita emozioni religiose attraverso manifestazioni rituali periodiche. (treccani.it)



L’IPOCRISIA DELLA UR-SINISTRA ORDOLIBERISTA DA #MAGLIETTEROSSE ALL’APPELLO DI ROLLING STONE

Tralasciamo l’iniziativa #maglietterosse, uno strumento di propaganda politica in funzione anti-Salvini che, secondo Travaglio, corre il rischio di essere “n’arma di distrazione di massa dai veri responsabili» delle tragedie in mare. «Che non sono questo o quel governo, ma i trafficanti di esseri umani». (Editoriale sul Fatto Quotidiano del 10 luglio 2018)

Parliamo invece, e brevemente, dell’altra iniziativa antisalvinista, quella di Rolling Stone Italia.

Citiamo iltempo.it:


«Io non sto con Salvini». A parole. Ma nei fatti? La rivista Rolling Stone, nei giorni scorsi, ha lanciato l’appello, come si legge sul sito ufficiale, «a musicisti, attori, scrittori e figure legate allo showbiz e alla tv» chiedendo di «prendere una posizione» contro la politica messa in atto nelle ultime settimane [da] Matteo Salvini. […]


E così, alla luce di questo appello, sostenuto secondo Rolling Stone da molti personaggi famosi, e di quello lanciato dal giornalista Franco Viviano di indossare simbolicamente, nella giornata di ieri, delle magliette rosse in favore dell’accoglienza dei migranti, anch’esso condiviso da molti vip, abbiamo provato a testare la veridicità delle adesioni raccolte. (Alessandro Migliaccio, “Un Profugo a casa mia? Mai. Abbiamo stanato i Radical Chic”, iltempo.it)


I giornalisti de Il Tempo si fingono attivisti di una finta ONG e chiedono ai solerti firmatari di tale appello di dimostrare coerenza alle proprie idee: accogliere un migrante in casa.

Come con Capalbio, finché gli immigrati vengono imposti nelle periferie degradate e in casa d’altri, va tutto bene. Ma quando si tratta di accoglierli a casa propria… Dio ce ne scampi e liberi!

Gli unici encomiabili sono stati Stefano Fassina, Erri De Luca, Daria Bignardi e Paolo Cento.

Ovviamente, tutti gli altri intellettuali e politici di sinistra, così solerti nel firmare appelli e indossare magliette colorate, lo sono molto meno quando si tratta di dimostrarsi veramente solidali con i migranti.

Citiamo nuovamente iltempo.it per due casi: quello di Massimo Coppola e quello del notissimo David Parenzo (il giornalista che recentemente ha affermato alla Meloni che “Soros è un filantropo” (Sic) e che Vittorio Feltri, irritatissimo per le sue continue interruzioni, lo ha definito “il sorcio che infesta La7”):


Lo stesso direttore della rivista Rolling Stone, Massimo Coppola non ci è parso molto disponibile, ha rimandato il tutto a futuri scambi di e-mail ma ha precisato che se andiamo in edicola ed acquistassimo la rivista che dirige, ci accorgeremmo che lui sta già facendo molto per i migranti. Certo, tuttavia ospitarne uno sarebbe ancora meglio.


Il giornalista e conduttore radiofonico David Parenzo, dopo aver ascoltato il nostro invito, ha risposto solo di essere impegnato col lavoro alla radio. (Alessandro Migliaccio, “Un Profugo a casa mia? Mai. Abbiamo stanato i Radical Chic”, iltempo.it)



L’IPOCRISIA DELLA SINISTRA

È l’Armiamoci e Partite di una Sinistra che confonde l’Internazionalismo con la Globalizzazione, che ha cassato dal proprio DNA il termine Socialista e, difatti, ha liquidato tutti i diritti sociali (lavoro, salute, famiglia, beni pubblici) in favore di leggi ordoliberaliste e mercatiste.

Ma cosa c’entra, direte voi, il discorso sul Nazionalismo con l’interludio della raccolta di firme di Rolling Stone?

Semplice.

In passato milioni di Europei hanno dato la propria vita per la propria Nazione, talora obtorto collo, di sovente con slancio entusiastico, proprio in virtù degli aspetti “religiosi” del Nazionalismo basato sulla etnia.

Ma se vi venisse chiesto: “Dareste la vostra vita per l’Unione Europea?”

Voi come me rispondereste, probabilmente, che non vi sognate neanche lontanamente di dare la vostra vita per l’Europa dei Banchieri, degli Speculatori Globali e dei Mercanti bramosi di denaro.

Ma se ora ponessimo la stessa domanda a siffatta Sinistra radical chic, quella che io definisco la Ur-Sinistra degli elitisti che soloneggiano di diritti civili con il Rolex al polso, con attici a New York, che se non vanno in vacanza nei Paradisi tropicali vanno nelle località chic come Capalbio e Cortina, loro come risponderebbero?

Sono loro i fondamentalisti dell’europeismo, del Progetto Erasmus, degli Stati Uniti d’Europa, delle Cessioni di Sovranità, dell’Immigrazionismo Assoluto (a casa degli altri, ovviamente).

Ma vi posso assicurare che non un solo intellettuale, politico, esegeta dell’Euromania, risponderebbe “Ecco, se richiesto, io darei la mia vita per l’Unione Europa”.

Siffatta è l’ipocrisia della Sinistra, cotale è il Moralismo affettato e sdegnoso che essa professa contro i ceti medi che hanno avuto l’ardire di votare per i “rossobruni”, per i “populisti”, per gli “antieuropeisti”, e via dicendo.


Conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un furfante. (Indro Montanelli)



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