L’IRAN RAPPRESENTA LA DISFATTA DELLA COALIZIONE EPSTEIN
La Coalizione Epstein, l’Asse fascista USraeliano, è stata pesantemente sconfitta dalla resistenza dell’Iran in quella che viene definita la Terza Guerra del Golfo.
Financo lo stolido e ottuso cancelliere teutonico Friedrich Merz lo ha compreso, affermando che che «gli Iraniani stanno umiliando gli Stati Uniti». E prosegue, «non vedo quale sia l’exit strategy, i Guardiani della Rivoluzione hanno umiliato un’intera nazione.
BREAKING: 🇧🇾🇺🇸🇨🇳 Belarusian President Alexander Lukashenko says Donald Trump showed the world that the United States is “not that powerful.”
“If the Americans couldn’t handle Iran, then they should not mess with China, they will never be able to deal with that kind of power.” pic.twitter.com/8iXahGOF9l
— War Radar (@War_Radar2) April 18, 2026
LA COALIZIONE EPSTEIN E LA SUA SCONFITTA TOTALE
Ricordiamo il vile atto di pirateria internazionale del 3 gennaio 2026 (Absolute Resolve) con cui il Pirata Pedofilo Arancione ha violato la sovranità del Venezuela, sequestrando il presidente, Nicolas Maduro.
Non pago, il Pancia Villa americano sta saccheggiando tutte le risorse petrolifere venezuelane proprio nel momento in cui il Venezuela avrebbe bisogno dei suoi stessi soldi, dopo i due terremoti distruttivi del 24 giugno 2026.
Trump si vanta del fatto che il suo governo stia saccheggiando il Venezuela: «Al vincitore spetta il bottino».
Dopo l’arresto di Maduro gli USA hanno preso completamente il controllo del petrolio venezuelano, ricavandone 13 miliardi di dollari di vendita e restituendone allo…— Rula Jebreal (@rulajebreal) August 7, 2026
Anche la Groenlandia rimane costantemente nel mirino sbavante del Corsaro Arancione Trump:


Ma oggi, dopo l’atto terroristico costituito dal rapimento di Maduro, le mire belluine di Trumphitler sono concentrate sull’Iran, quasi sicuramente a causa del ricatto di Netanyahu, in possesso di ignoti files Epstein di portata esplosiva contro il presidente USA pro tempore.
Guerra in Iran, un attacco grave e ingiustificato. Per tre ragioni, queste.👇 pic.twitter.com/JLZh8fSJwW
— Marcello Foa (@MarcelloFoa) February 28, 2026
Files tanto raccapriccianti e agghiaccianti, che potrebbero addirittura andare ben oltre la pedofilia e arrivare financo a Cannibalismo e a riti satanici, ma che in ogni caso evidenziano l’uso-abuso biopolitico dei corpi da parte del necroliberismo e del sionismo collegati ad Epstein, il che indurrebbe tutto il Congresso USA, compresi i Trumpiani e gli ex fedelissimi MAGA, delusi dal tycoon sotto ricatto sionista, a votare ex abrupto l’impeachment per il Parruccone Arancione Trump.
“Eps!”
All you have to do is say three letters and the dog Trump gives his paw. https://t.co/HLo5lKIGOn pic.twitter.com/r8YBJJZO7B— Little Epsteins Growing 🇮🇱 (@QLexPipiens) March 2, 2026


Marjorie Taylor Greene è stata per anni una fedelissima di Trump, che oggi lui definisce una traditrice.
Il vero Traditore è The Mad Donald’s, che ha tradito gli interessi di USA, Americani e dei CRISTIANI di tutto il mondo, per favorire quelli dello Stato Terrorista e Genocida di Israele, guidato dal servo dell’ANTICRISTO, Benjamin Netanyahu.
🇺🇸 Marjorie Taylor Greene: Trump “called me a traitor”
“Let me tell you what a traitor is. A traitor is an American that serves foreign countries.” pic.twitter.com/IwbnLgWi15
— Jackson Hinkle 🇺🇸 (@jacksonhinklle) April 24, 2026
Anche Tucker Carlson, un tempo fan del ricattato Parruccone Arancione, ora, come tanti della base MAGA, lo reputa un traditore.
🟡 🇺🇲 TUCKER CARLSON: “TRUMP, SEI UN TRADITORE”❗
“Ci hai portato in guerra per conto d’Israele! Hai arraffato miliardi con le criptovalute! Nascondi la verità su Epstein! Non vuoi parlare di cosa è accaduto nell’attentato di Butler! Sono indignato, perché avevo creduto nel… pic.twitter.com/5voXcP4p6P— Massimo Montanari (@M25016096) July 11, 2026
Tutti i principali esponenti MAGA puntano oggi il dito contro il NAZionism di Netanyahu. Non è la Russia, non è la Cina: il maggior pericolo per la sopravvivenza degli Stati Uniti è ISRAELE!
Se ne rendevano conto anche la Direttrice della National Intelligence, Tulsi Gabbard, e il suo vice, Joe Kent, che hanno, in tempi diversi rassegnato le proprie dimissioni.
Il principale Propagandista del movimento MAGA, Charlie Kirk, è stato ucciso dopo la sua svolta antisionista. Si presume che l’assassino, Tyler Robisnon, sia un Manchurian Candidate manipolato dal MOSSAD tramite un sistema MKUltra evoluto.
Anche se taluno ipotizza un microfono artatamente modificato come causa dell’omicidio, con il Robinson messo nella scena del crimine come capro espiatorio, a replica di quanto avvenne con Lee Harvey Oswald nell’omicidio di JFK, e il MOSSAD implicato assieme al Deep State USA e MAFIA.
Iran Release ‘Mossad Files’ Charlie was murdered With ‘Exploding Mic ,Iranian hackers just destroyed the fed slop narrative
Just two weeks after Charlie Kirk’s assassination, we posted a tweet that went viral, already mentioning the truth that everyone knows today.
He was… pic.twitter.com/z3lbrlMxAR
— Irlandarra (@martinez_j7902) June 27, 2026
Emblematico che la moglie, Erika Kirk, ora a capo del multimilionario Turning Point USA fondato dal marito, si sia presentata al Timpanogos Regional Hospital dopo oltre un’ora dal ricovero di Charlie. Guarda caso, ha assunto una postura ultra-sionista e non è chiaro se ciò sia avvenuto per paura o perché ella è sempre stata un’agente dei terroristici servizi segreti israeliani, una quinta colonna della Coalizione Epstein, ergo possibile collaboratrice attiva nell’assassinio del marito.
Iran Release Erika Kirk ‘Mossad Files’ Proving She Murdered Charlie With ‘Exploding Mic’
Erika Kirk is finished. Iranian hackers just destroyed the fed slop narrative and exposed Charlie’s widow as a trained Mossad operative.
She didn’t just know her husband was going to die.… pic.twitter.com/ox9lRs2Jbj
— TPV Sean (@tpvsean) June 26, 2026
Un’ex MAGA, Candace Owens, ha manifestato tanti fondati dubbi e sospetti su Erika Kirk in un lungo servizio postato sul suo canale YouTube.
Erika Kirk after a shooting: “I just wanna go home.”
Erika Kirk going home:pic.twitter.com/rQ5MNyNoID
— Hassan Mafi (@thatdayin1992) April 27, 2026
A riprova di quanto sia turpe e demoniaco Trump, i nuovi dazi a carico dei farmaci generici che andranno a pesare soprattutto sulle famiglie più povere degli Stati Uniti. E le conseguenze ricadranno anche su tutti gli altri Paesi, compresa la “Serva Italia, di dolore ostello”.


Non va obliato che la satanica setta evangelica a cui appartiene Trump è dominata da personaggi folli, isterici e apparentemente preda della Possessione Demoniaca, come la sionista Paula White-Cain:
JD Vance, che fa il finto tonto ma tonto non è, sa benissimo che le elezioni di Mid Term consegneranno il Congresso ai Democratici e ai Repubblicani anti-Trumpiani e a quel punto l’impeachment del bullo egolatra sarà inevitabile – con Vance che si vedrà consegnare le chiavi della Casa Bianca–, come altrettanto perfettamente egli sa è che i nemici principali degli USA sono Israele e il MOSSAD.
Invece di scorrere, il tempo in Medio oriente sembra tornare indietro avvicinandosi pericolosamente al 28 febbraio scorso, quando iniziò l’improvvida, sanguinaria, avventura israelo-americana contro l’Iran.
Pochi i cenni in controtendenza. Quello più importante è l’intervista rilasciata da J.D. Vance a Joe Rogan, nella quale ha criticato le pressioni israeliane per fare del conflitto iraniano una guerra infinita: “Ci sono alcune persone all’interno del loro sistema, lo sappiamo senza ombra di dubbio, che stanno manipolando e cercando di cambiare l’opinione pubblica americana per far sì che la guerra continui indefinitamente. Non per raggiungere un obiettivo specifico, ma semplicemente indefinitamente”.
Critiche alle quali ha aggiunto la denuncia dei rapporti tra il commerciante di pedofilia Jeffrey Epstein (i cui clienti non sono stati toccati) la Cia e il Mossad, e più con quest’ultima Agenzia che con la prima. Rapporti più che noti, ma che ne parli pubblicamente il vicepresidente degli Stati Uniti, che evidentemente in questa fase è stato emarginato, e in un’intervista al podcaster più famoso d’America, è indice di una lotta in corso in seno al potere americano.
La denuncia di Vance riecheggia l’allarme del New York Times, che titola: “In Iran, Trump rischia di scatenare un’altra ‘guerra infinita’ americana”. Nella nota, il commento in tal senso di Lawrence D. Freedman, docente emerito di studi di Guerra al King’s College di Londra, che lo scorso hanno scrisse su Foreign Policy un articolo che più di altri spiega cosa sta accadendo al mondo dall’11 settembre in poi, il cui titolo resta icastico: “L’era delle guerre infinite“.
L’egotico arancione americano, ormai completamente ricattato e controllato dal Nazional-sionismo di Netanyahu e di Israele – pur avendo firmato un Memorandum di intesa con l’Iran, sembra pervicacemente voler continuare una guerra ormai persa.


Nessun dubbio su chi sia il puparo e chi la marionetta tra il pirata terrorista genocida Netanyahu e Sancho Panza Trump.
29 dicembre 2025: vertice presso la residenza di Trump a Mar-a-Lago. È probabile che Netanyahu abbia chiesto a Trump di attaccare l’Iran ma questi abbia preso tempo chiedendo che Israele mettesse a punto un piano dettagliato. D’altronde Trump aveva prima un’altra urgenza: l’operazione terroristica in Venezuela.
Alcuni giorni dopo, era il 3 gennaio, gli USA attaccano il Venezuela, rapiscono il presidente Maduro e uccidono un centinaio di persone tra soldati e civili. Netanyahu applaude immediatamente Trump: “Pieno sostegno agli Usa. Un’azione decisiva che ripristinerà la libertà e la giustizia in quella regione del mondo”. Del resto il Venezuela di Maduro (come la Colombia di Petro) sosteneva la causa palestinese.
11 febbraio 2026: incontro bilaterale Trump-Netanyahu a Mar-a-Lago, in Florida. I due tornano ad incontrarsi fisicamente poche settimane dopo il vertice di dicembre. Evidentemente Netanyahu ha lavorato ad un piano di attacco e lo presenta a Trump. Trump, dopo aver “liberato” il Venezuela (ovviamente dei diritti dei venezuelani non gli interessa nulla, la sola cosa che gli interessa è il petrolio del Venezuela che oggi gestisce la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato USA), sogna di “liberare” (e di prendersi il petrolio) anche l’Iran.
Netanyahu gli garantisce che l’attacco produrrà un cambio di regime. Trump sogna dunque di ottenere 4 obiettivi: cambio di regime, stop al programma missilistico, stop al programma nucleare (che è sempre stato civile fino ad oggi), controllo del petrolio iraniano.
Due settimane dopo l’incontro tra i due, inizia l’Operation Epic Fury, ovvero l’operazione terroristica della Coalizione Epstein (USA+Israele) in Iran. Vengono colpite scuole, palestre, ponti, ospedali. Vengono colpiti i pasdaran, vengono uccisi vertici militari, persino la Guida Suprema. Ma il regime non crolla. Risponde.
L’Iran colpisce Israele e tutte le basi militari USA della regione. In più chiude lo stretto di Hormuz e questo manda su tutte le furie Trump, il quale fa trading e affari sul petrolio ma si indebolisce agli occhi del mondo. Da quel momento Trump cerca un accordo per la riapertura dello Stretto. Pensateci bene, prima aveva quei 4 obiettivi (nessuno raggiunto) poi l’obiettivo di Trump è diventato riaprire Hormuz. La guerra va avanti tra tregue e bombardamenti. L’ultima tregua è quella degli ultimi 5 giorni. (Alessandro Di Battista, Scomode verità)
Il folle egotico di Mar-a-Lago che pretendeva il Nobel per la pace, sta facendo affluire altri F-15, F-16 e F-35 assieme a svariati KC – 135 Stratotanker nell’area del Medio Oriente, ma non si rende conto che si sta follemente infilando nel cul de sac dell’ennesima Forever War americana, ovviamente destinata alla sconfitta, in cui a guadagnarci sono solo i sionisti.
Funzionari del Pentagono cercano inutilmente di far ragionare il Napoleone della Casa Bianca: le riserve armi di attacco sono ai minimi storici (anche a causa delle massicce forniture al regime nazista di Kiev e agli israelo-sionisti), come i Patriot antimissile, senza considerare i super-radar Usa distrutti in tutta la regione, varie basi colpite e decine di aerei danneggiati, abbattuti o distrutti al suolo.
La vera ragione per cui gli Usa non conducono attacchi massicci sull’Iran è la scarsità di missili, sia d’attacco che di difesa. Secondo i calcoli degli analisti del Center for Strategic and International Studies (Csis) un think tank che su definisce bipartisan, ha fatto un’analisi accurata sugli arsenali statunitensi da cui si deduce che per quanto riguarda i missili da difesa si sta arrivando rapidamente all’esaurimento.
Per quanto riguarda i Patriot ce n’erano, all’inizio della guerra, ovvero il 28 febbraio, 2330, al momento della tregua , l’8 aprile ne rimanevano 1135 e adesso ce n’è un numero che va dai 759 agli 825. Stesso discorso per i Thaad: prima della guerra ce n’erano 452 unità, al momento della tregua ne erano rimasti 232 e oggi grazie a nuove consegne cene sono dalle 234 alle 278 unità.
Per i missili d’attacco la situazione è ancora più allarmante. All’inizio della guerra gli americani disponevano di circa 4000 Tomahawk e ne sono rimasti la metà a fronte di una produzione di circa 90 all’anno. C’erano circa 3000 Jassm e ne sono rimasti 1400 con una produzione annua di circa 500.
Non è diversa la situazione per gli Atacms: ce n’erano circa 800 e ne sono rimasti 400, mentre la produzione è cessata. Tali cifre – questa è la cosa importante da capire – non si riferiscono ai missili presenti sul teatro di operazione, ma del numero totale di vettori disponibili per tutti i comandi militari statunitensi. Adesso che la guerra in Ucraina e quella contro l’Iran si vanno saldando o comunque si tenta di saldarle, si comprende bene quale sia l’estrema debolezza statunitense. (ilSimplicissimus)
Comunque come ci si può fidare della parola e dei Memorandum di intesa del pirata Pancia Villa Trump?


La tregua tra Stati Uniti e Iran si è rivelata, ancora una volta, un fragile intervallo tra due escalation. L’annuncio della ripresa delle ostilità conferma quanto fosse precario un cessate il fuoco costruito più sulla forza che sulla fiducia reciproca. Secondo le ultime ricostruzioni, gli scontri sono ripresi mentre gli Houthi hanno rivendicato nuovi attacchi nel Mar Rosso, riaccendendo una crisi che sembrava soltanto congelata.
A pesare è soprattutto la strategia del presidente statunitense Donald Trump, che continua ad alternare aperture negoziali e minacce militari. Un metodo che trasforma il dialogo in uno strumento di pressione anziché in un percorso di costruzione della pace. Nelle scorse settimane lo stesso Trump aveva dichiarato conclusa la tregua, annunciando nuovi bombardamenti contro obiettivi iraniani e accompagnando le decisioni militari con dichiarazioni durissime contro Teheran. (ilfarodiroma.it)
Si avvicina, comunque, il Giorno del Giudizio per l’Impero del Male americano.


Il prezzo più alto, tra le forze armate americane, è stato pagato dalla Marina USA, un tempo fiore all’occhiello dell’espansionismo imperiale statunitense.
Tutte le navi, anche le più recenti, mostrano segni di rapida obsolescenza e le portaerei non possono avvicinarsi a meno di 1000 chilometri dal territorio nemico senza rischiare l’affondamento, grazie ai nuovi missili ipersonici antinave di produzione russa e cinese, i carrier-killer.
Ma Teheran, pur non disponendo (solo per il momento) di tali apparati d’arma, è riuscita con i propri missili antinave a danneggiare le portaerei Ford, Lincoln e Tripoli. La prima, in particolare, necessiterà di parecchi mesi – se non anni – per le riparazioni.


Dopo gli innumerevoli attacchi iraniani alle Nazioni del Golfo, l’asse fascista USraeliano sta concentrando tutti i suoi mezzi in Giordania e Israele, con il rischio concreto che un solo attacco missilistico mirato, a seguito di precedente saturazione d’area con piccoli droni, supportato (probabilmente) dalla rete satellitare cinese, possa distruggere centinaia di mezzi aerei degli USraeliani.
Questo fornisce a Teheran un ulteriore vantaggio perché i suoi colpi saranno sempre più efficaci visto che non devono disperdersi su una vasta area, ma su basi affollate e difese da missili antiaerei sempre più scarsi e per giunta non molto efficaci. L’Arabia Saudita – tanto per dare un esempio concreto – ha sparato circa 2800 Patriot contro i droni e i missili Houti, senza riuscire mai a prevalere e anzi subendo parecchi danni alle proprie installazioni petrolifere. (ilsimplicissimus)
Il problema, quindi, è che il Narcisista Maligno Mad Donald’s Trump non è solo ricattato: è proprio rincoglionito!
John Mearsheimer:
Credo che se si è dipendenti dalla guerra e si diventa uno stato crociato, come lo siamo diventati noi, si finirà per minare il liberalismo in patria. E credo che stiamo facendo esattamente questo. Penso che sia una tragedia ciò che sta accadendo ai valori liberali negli Stati Uniti, la misura in cui persone come il presidente Trump calpestano la Costituzione, calpestano lo stato di diritto, ignorano il Congresso.
Voglio dire, penso che sia terribile quello che sta succedendo qui. E credo che sia dovuto in gran parte a tutte queste guerre che combattiamo, così come al nostro attaccamento a Israele. Bisogna ricordare che siamo uniti a questa nuova Sparta. E quando si è uniti, uniti a Sparta, i valori di Sparta si insinuano nel corpo politico. Quindi non bisogna sottovalutare l’impatto negativo che Israele e la lobby israeliana hanno sui valori liberali all’interno degli Stati Uniti. (segue link)




Non è ultroneo rammentare che il regime del Führer Pazzo Trump è speculare a quello Italiano.
Giorgia detta Giorgia ha svilito gli interessi degli Italiani per favorire quelli del Narcisista Maligno Trump, di Bibhitler Netanyahu e quelli del regime più corrotto d’Occidente: la junta neonazista del Narcoführer e Pornoguitto Zelenkyy.
Paghi bollette assurde? Giorgia regala caldaie all’Ucraina.
In Calabria si aspetta un anno per una Tac? Giorgia manda i soldi delle nostre tasse alla Sanità ucraina.
E se ne vanta.
È stata eletta dagli Italiani o dagli Ucraini?
Perché invece non pensa alle nostre bollette? https://t.co/cUWC8cIgbc pic.twitter.com/QrYmi9c8pk— Notizie al contrario (@not_contro) April 16, 2026
Il nodo della questione è che Italia e Germania sono servi dei servi: Noi siamo servi degli USA che, a loro volta, sono servi del Nazional-Sionista Netanyahu e dell’Ukronazi NarcoFührer Zelenskyy!
Il genio della semiotica Umberto Eco definì i parametri operativo dell’Ur-Fascismo, il Fascismo Eterno, e i Fascisti di oggi sono sempre appecoronati e servi del Super-Duce di turno.
Segue un video satirico, non molto dissimile dalla realta:
🚨 LEAKED: A confidential White House source just sent us video from today’s meeting between President Trump and Benjamin Netanyahu. We weren’t supposed to have this. pic.twitter.com/ix3PyRMgqL
— Forbidden HQ 🐇 (@WearForbidden) July 28, 2026
Come ricorda spesso Jeffrey Sachs, economista, saggista e politologo USA, la presenza di basi militari statunitensi all’estero mina l’indipendenza nazionale dei Paesi che le ospitano.
“Un paese che ospita basi militari straniere sul proprio territorio non può definirsi pienamente indipendente né sovrano”. Queste alcune sue recenti parole.
Ed è evidente che sia così. I 15.000 soldati USA di stanza in Italia non stanno mica in vacanza. Sono un’arma di controllo geopolitico sulla nazione che li ospita. Secondo lo stesso Sachs le installazioni militari USA in giro per il mondo (si tratta all’incirca di 750 installazioni in 80 paesi) hanno l’obiettivo di imporre la volontà politica di Washington sulle classi dirigenti dei paesi che ospitano le basi stesse.
Quali sono i due paesi europei più timidi nel condannare la Coalizione Epstein (USA+Israele) che bombarda l’Iran o il genocidio sionista in Palestina, genocidio realizzato dai terroristi israeliani grazie alle armi made in USA? Germania e Italia!
Il cancelliere tedesco Merz alcuni mesi fa ha anche detto che Netanyahu sta facendo il lavoro sporco per tutta l’Europa. Pensate che schifo ma soprattutto pensate che livello di sudditanza nei confronti della Casa Bianca e del suo reale padrone, Benjamin Netanyahu.
Ebbene Germania e Italia sono i due paesi europei che ospitano il numero maggiore di basi e soldati statunitensi sul proprio territorio. 15.000 soldati yankee (come detto) in Italia e oltre 34.000 in Germania.
Ha ragione Sachs, la presenza di basi militari USA impone la linea politica da adottare ai paesi “sudditi”. Infatti, i politici tedeschi e italiani (salvo rarissime eccezioni) non condannano mai i crimini contro l’umanità realizzati dagli Stati Uniti. (Alessandro Di Battista, “Scomode Verità”)
🟡 🇮🇹 🇺🇲 LA SOVRANISTA CARCIOFARA
“Mi spiacerebbe se gli USA ritirassero parte delle truppe dall’Italia! Ma non dipende da me.” Enrico Mattei, Moro e Craxi si rivolteranno nella tomba. Ma quando nasci serva… 😬🫣pic.twitter.com/cABUwnpNrL— Massimo Montanari (@M25016096) May 5, 2026
Un gruppo di ex alti funzionari israeliani e diversi esponenti molto in vista della comunità ebraica italiana – tra cui Anna Foa e Gad Lerner – hanno lanciato un appello al Parlamento italiano a sostegno della proposta di legge che vieterebbe l’importazione e la pubblicità di beni e servizi prodotti in Cisgiordania e negli altri Territori palestinesi occupati.
Come al solito però l’Italia di Meloni ha detto NO al disegno di legge depositato lo scorso 14 maggio.
“Sono trascorsi quasi due anni da quando la Corte internazionale di giustizia ha stabilito che la ‘presenza continuata di Israele nel Territori palestinesi occupati è illegale’ e che Israele è obbligato ‘a cessare immediatamente tutte le nuove attività di insediamento e a evacuare tutti i coloni dal Territori palestinesi occupati’”, è riportato nella lettera. “Il governo israeliano continua tuttavia ad ampliare gli insediamenti in Cisgiordania e a esercitare pressione sulle popolazioni palestinesi”.
La richiesta – firmata tra gli altri da Anna Foa, Gad Lerner, Stefano Levi della Torre e la rete “Mai Indifferenti – Voci ebraiche per la pace” – è di dare seguito, senza ulteriori rinvii, al disegno di legge depositato lo scorso 14 maggio da Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico (fonte: La Repubblica).
L’appello – al quale hanno aderito anche ex alti funzionari israeliani, tra cui l’ex ambasciatore in Francia Élie Barnavi, l’ex presidente della Knesset, Avraham Burg, el’ex direttore generale del ministero degli Esteri Alon Liel -fa preciso riferimento al parere della Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2024, secondo cui gli Stati hanno l’obbligo di non fornire aiuto o assistenza che contribuisca a mantenere la presenza israeliana nei Territori occupati, giudicata illegale dalla Corte. Su questa base, diversi Paesi europei si sono già mossi autonomamente:
Spagna, Slovenia, Belgio, Irlanda e Paesi Bassi hanno introdotto divieti nazionali sull’importazione di merci dagli insediamenti, mentre Francia e Svezia spingono per una misura a livello dell’intera Unione Europea, finora bloccata da una minoranza di blocco di cui – vergognosamente – fa parte anche l’Italia, insieme a Germania, Austria, Ungheria e Repubblica Ceca. (Eugenio Cardi, segue link)


Una cosa deve essere chiara: i Veri Ebrei non vanno confusi con gli Etno-Tribali razzisti genocidi Nazional-Sionisti di Netanyahu & co. Come non obliato che le Ultradestre occidentali sono gli alleati naturali dell’Anticristica Greater Israel.
Alla fine dello scorso giugno, all’ingresso della stazione Tolstoj della metropolitana di Milano sono stati affissi dei cartelli con lo sfondo blu e la scritta bianca “Israeli not welcome”, gli israeliani non sono benvenuti. Gli stessi cartelli sono comparsi anche all’interno del quartiere ebraico tra via Bartolomeo D’Alviano e via Luigi Soderini, nel quadrante sudovest della città. […]
Le critiche più dure al centrosinistra sono arrivate dal presidente della comunità ebraica milanese Walker Meghnagi. “L’odio verso gli ebrei è portato avanti dalla sinistra”, ha detto al Tempo, “ma nessuno se ne rende conto e trovo molto positivo che chi ci difende sia il centrodestra”.
Non è la prima volta che il presidente della comunità ebraica milanese esprime opinioni del genere. Nel luglio del 2024 aveva detto al Corriere della Sera che gli ebrei italiani “si sentono protetti” da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, e dai loro partiti. [SIC!] Lui stesso è amico intimo di Ignazio La Russa, l’attuale presidente del Senato.
L’avvicinamento tra la destra postfascista e una parte della comunità ebraica italiana – che conta circa 30mila persone – è stato determinato da vari fattori. […]
Il sostegno a Fratelli d’Italia non è stato scalfito nemmeno da un’altra inchiesta di Fanpage, “Gioventù meloniana”, in cui i giovani militanti di Gioventù Nazionale parlavano con disprezzo di “razza ebraica” e rivolgevano insulti antisemiti nei confronti della senatrice di Fratelli d’Italia Ester Mieli, che è stata portavoce della comunità ebraica romana.
Sul punto, Riccardo Pacifici rimarca a Internazionale di avere “piena fiducia” nei confronti di Giorgia Meloni che “ha più volte ribadito che non c’è più spazio per quel tipo di ideologia o nostalgismo”. A suo avviso è “più pericolosa la posizione assunta sul conflitto in Medio Oriente, dal 7 ottobre in poi, dai segretari dei partiti di centrosinistra” che “ha il sapore dell’odio antiebraico”. (segue link)


Il riferimento a Menghnagi va chiarito: costui, in un attacco diretto all’ANPI, l’ha accusata di «fomentare l’antisemitismo» Risponde l’ANPI, “Sono dichiarazioni provocatorie, false e volutamente strumentali. Questo signore vuole così aumentare la tensione e creare nuove divisioni. Ovviamente con lui ci vedremo in tribunale.”


Guarda caso, sempre il 25 aprile, un estremista sionista che afferma di appartenere alla “Brigata Ebraica” ha sparato addosso a due componenti dell’ANPI.
“Secondo gli investigatori della Digos l’autore della sparatoria del 25 aprile a Roma contro due iscritti all’ANPI è un giovane della comunità ebraica romana che ha detto di far parte della “Brigata ebraica”». Il giovane è stato fermato con l’accusa di tentato omicidio. Non può sfuggire a nessuno l’estrema gravità della vicenda.
Da tempo assistiamo a una deriva estremistica e intimidatoria di parte di alcuni esponenti della Comunità ebraica di Roma. In passato più volte dirigenti nazionali ANPI hanno ricevuto minacce e lettere intimidatorie dalla sigla GSE (Gruppo Sionistico Giovanile) e da altre sigle. Le aspre polemiche da parte del signor Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, si iscrivono in questo clima di esasperazione estremistica presente in parte delle Comunità; sappiamo peraltro che al loro interno si è aperto un dibattito critico nei confronti proprio delle posizioni del signor Meghnagi.
Ma se dalle parole si passa alle pistole cambia tutto. Oggi Gad Lerner in un post sui social ha richiesto lo scioglimento di “questi gruppi paramilitari”. È un’affermazione pesantissima.
Per questo chiediamo alla magistratura non solo di appurare l’esistenza di eventuali mandanti dell’aggressione armata avvenuta a Roma, ma anche di aprire un’inchiesta su tali presunti gruppi paramilitari presenti nella Comunità ebraica romana. Chiediamo altresì al ministro Piantedosi di andare fino in fondo nelle indagini in merito e alla presidente del Consiglio di prendere finalmente posizione sulla vicenda, dopo il suo colpevole e gravissimo silenzio dei giorni scorsi. (laStampa, segue link)


Dopo la tonante avanzata, c’è da registrare una preoccupante e mortificante retromarcia.
L’Anpi (Associazione Nazionale dei Partigiani Italiani) due giorni fa ha siglato un documento comune con l’Ucei (Unione delle Comunità Ebraiche in Italia) che di fatto sdogana il tentativo egemonico dei gruppi sionisti e filo-israeliani sulle manifestazioni del 25 aprile e riporta il clima alla situazione precedente allo scatenamento del genocidio contro i palestinesi.
E’ un accordo di cui non si sentiva affatto la necessità né la pertinenza. Soprattutto alla luce dell’attacco sionista proprio contro i manifestanti dell’Anpi lo scorso 25 aprile a Roma (con due feriti) o all’aggressione degli ultras sionisti il 25 aprile 2024 a Porta San Paolo ampiamente documentata da decine di video. [,,,]
[È] arrivata subito la dimostrazione di come la capitolazione dell’Anpi, di cui ripetiamo non vi era alcun bisogno, ha consentito alla Brigata Ebraica di Milano di approfittarne immediatamente e presentare un esposto contro ignoti in cui si ipotizzano i reati di violenza privata, rapina e istigazione a delinquere proprio per l’ultima manifestazione del 25 aprile nel capoluogo lombardo.
Insomma alla prima occasione invece della “pacificazione” i gruppi sionisti sono passati subito all’offensiva, altro che impegno ad abbassare i toni e al confronto diretto anche sulle questioni su cui divergono.
Con questo clima, che a questo punto non potrà che peggiorare, sarà decisamente difficile qualsiasi percorso congiunto in vista del 25 aprile 2027. (Forum Palestina, contropiano.org)
I “fenomeni” del sionismo non si limitano a pochi episodi isolati.
Altro che Enzino il mite, come vuole la narrazione di Ezio Greggio. Forse liberato dal gioco-giogo di Striscia la notizia dove i ruoli erano definiti — il poliziotto buono e il poliziotto cattivo, l’ingenuo e il volpino — Enzo Iacchetti ha tirato fuori nuovamente il suo animo inatteso da lottatore politico. Dopo il famoso show a È sempre Cartabianca quando — giustamente — non ci aveva visto più di fronte al presidente della Federazione Amici di Israele, Eyal Mizrahi, che in modo provocatorio gli chiedeva «definisci bambino» in merito alla situazione di Gaza, il comico è tornato a parlare a ruota libera. […]
Nel mirino Vannacci. «Vorrei che i pomodori in Puglia in agosto venissero raccolti da quelli che vogliono la remigrazione. Io vorrei vedere la faccia di Vannacci sudare a un euro netto all’ora. E vorrei vederlo asfaltare le strade di notte a 40 gradi, perché io non vedo mai un bianco farlo. Non c’è un bianco che asfalta le strade di notte a 40 gradi». (corriere.it)
Non è ultroneo rammentare che il Generalissimo Roberto Vannacci – come la Statistella della Garbatella Meloni – è un tonitruante alleato del regime Teocratico, Tribalista, Terrorista e Genocida di Israele.
IL POPOLO DI SERVI; DA MUSSOLINI A MELONI E VANNACCI
A proposito di quel popolo di servi e camerieri in cui ci sta trasformando Gioggia dalla Garbatella, un’esegesi di Andrea Zhok:
L’Italia ha una sola posizione consona al proprio destino geopolitico, e questa posizione comporta l’abbandono del suo schieramento “contro natura” come truppa mercenaria dell’impero anglosassone, e la sua ricollocazione in una posizione di mediazione politica e sintesi culturale. E questo significa lavorare per una normalizzazione dei rapporti con la Russia, con l’Iran, con la Cina, con il Medio Oriente, un’accettazione della legittimità di percorsi storici differenti, un’uscita dalle posture belliciste dell’UE e degli USA – che non ci appartengono – e una riconnessione con quel tanto di cultura territoriale, europea e mediterranea non ancora compromessa con la plastificazione a stelle e strisce.
Può ben darsi che questa strada non verrà mai percorsa, che continueremo ad avere classi dirigenti che si venderebbero gli Appennini per un appartamento con vista su Central Park, ceti talmente impoveriti culturalmente da non essere più nemmeno in grado di presagire la ricchezza del retroterra su cui siedono.
Se così sarà, diventeremo definitivamente un luogo di villeggiatura per pensionati americani sovrappeso e un popolo di camerieri.
Ma per essere qualcosa di diverso, per riconquistare un’identità fattiva, non ci sono alternative: l’unica scelta funzionale è trovare il modo di ricollocarsi nella posizione che geopolitica, storia e geografia ci hanno consegnato. (segue link)


Mentre Netanyahu annuncia che i suoi servi, le truppe americane, andranno a immolarsi per la gloria dell’Anticristica Grande Israele.
🇮🇱🇺🇸🇮🇷 Benjamin Netanyahu announced that the US military will enter Iran to remove enriched uranium pic.twitter.com/bxkRsr6RKC
— Jackson Hinkle 🇺🇸 (@jacksonhinkle) May 10, 2026
Meraviglioso!
GIORGIA LA PAUPERIZZATRICE
C’è una linea rossa che unisce i regimi nazifascisti del XXI secolo e quelli parafascisti (o Postfascisti come li definiscono la stampa pennivendola e la televisione lecculo)
La tendenza è quella di pauperizzare ulteriormente i ceti più deboli per trasferire tutte le risorse sui ceti ricchi e parassitari.
Le prostitute intellettuali definiscono quello di Mussolini un governo “sociale”. Fu esattamente il contrario: servo fedele dell’Austeritarismo e officiante del Neoliberismo, con “tecnici” quali Maffeo Pantaleoni e Luigi Einaudi, che da presidente della Repubblica passò quasi tutto il suo mandato a disinnescare la rivoluzionaria portata sociale della Costituzione Repubblicana).
Grazie al truce Duce, oltre il 30 per cento degli Italiani divenne povero (cfr. Chiara e. Mattei, Operazione austerità. Come gli economisti hanno aperto la strada al fascismo, Einaudi).
Giorgia Meloni ha fondato la sua mitopoiesi sull’essere una povera borgatara abbandonata dal padre e underdog elevatasi dal nulla grazie alle sue sole forze, una narrazione irreale – un simulacro, un mascheramento della realtà, un’immagine propagandistica che distorce e nasconde la realtà – come il fatto che ella concioni di essere il miglior Premier (o uno dei Migliori) della Storia Repubblicana: simulacri su simulacri. (cfr. Jean Baudrillard, Simulacri e simulazione).
«Benvenuto nel Deserto del Reale»: così in Matrix Morpheus accoglie il protagonista Neo nel paesaggio sterminato e decaduto che raffigura i residui brandelli della realtà, o meglio, della realtà precedente a quella virtuale in cui ora vive ignara l’intera specie umana. In un mondo sempre più liquido (come ci ricordò Zygmunt Bauman) dove l’individuo è inondato da un flusso costante di informazioni e immagini a loro volta in perenne mutamento, diventa ancora più difficile costruire delle solide fondamenta di significato.
La narrazione dei fatti viene inevitabilmente manipolata e trattata dai media che ne affiancano sovrastrutture e distorsioni riconducibili ad un ciclo del falso autoalimentato. La sovrabbondanza di notizie e di conoscenza disponibile, per Baudrillard, non permetterà di uscire dalla caverna delle rappresentazioni e condurci verso la Verità, quanto piuttosto rafforzerà ulteriormente la dipendenza umana dalle narrazioni fallaci. Il confine tra realtà e la simulazione della stessa diventa impercettibile. (Pietro Zanetti, gazzettafilosofica.net)
L’iperrealtà creata dai fogliacci di destra e da TeleMeloni tende a mostrare un Italia Felix con crescita industriale sostenuta, alti salari e crescita dell’occupazione.
Niente di più falso: usciamo da 35 mesi consecutivi, abbiamo i salari con la crescita più bassa di tutt’Europa e i laureati, se possono, scappano all’Estero, poiché gli stipendi proposti dagli industriali parassiti non permettono neanche la mera sussistenza.
Grazie al “governo più longevo della Repubblica”, siamo in pieno sfascio economico-sociale-energetico-geopolitico!
In compenso, i vari “pacchetti sicurezza” hanno compresso diritti sociali e civili, ri-portandoci ad una sorta di PolizeiStaat, ma per i corifei del Melonismo, «Tutto va ben, Madama la Marchesa!»
La Meloni ha intessuto l’iperrealtà alla Matrix che ha propinato ai suoi elettori (quelli con problemi di dissonanza cognitiva) mediante la retorica della “povera borgatara”. Niente di più falso: la Puffetta Mannara non è mai stata povera ed è Aporofobica!
“Perché Giorgia Meloni ce l’ha così tanto con i poveri?” si chiedeva la settimana scorsa Andrea Scanzi nel suo giornaliero commento in streaming. E si dava una risposta riprendendo l’analisi di Marco Revelli, apparsa sul Fatto cartaceo qualche giorno prima: secondo questa Destra, per i poveri l’ascensore sociale prevede solo la funzione di farli ulteriormente sprofondare.
Tesi in apparenza contraddittoria se applicata a gente come Giorgia Meloni che proviene dalla Destra Sociale; milieu in cui ancora rimbomba l’eco dell’invettiva mussoliniana contro le cricche pluto-demo-masso-giudaiche. Sicché si suggerisce di riservare la metafora dell’ascensore, questa volta rigorosamente in fase ascensionale, unicamente alle pulsioni carrieristiche dell’attuale ceto politico/affaristico, affetto da sindrome del pervicace arrampicatore sociale. Mentre – per quanto riguarda l’attuale crociata contro i “paria”, variamente definiti “inferiori”, “sfigati” (copy Matteo Renzi) o “sdentati (copy François Hollande), comunque “poveracci” – la figura allegorica più confacente sarebbe un’altra: quella del muro divisore che impedisca qualsivoglia commistione tra i reietti e chi intende tenerli separati dal resto della società.
Ovverossia l’intento dell’operazione discriminatoria, perseguita con estrema determinazione, è soprattutto rivolto a svolgere la funzione protettiva da sgraditi contatti dei ceti immediati sovrastanti con questi “scarti” disprezzati. Per definizione, brutti, sporchi e cattivi. Canagliume. […]
Del resto un sentire che marchia il Novecento, se è vero che le insorgenze reazionarie – dal Fascismo al Nazismo – hanno certamente trovato i propri finanziatori nelle classi agiate finanziario-imprenditoriali (i siderurgici della Ruhr per Adolf Hitler o gli agrari e gli industriali lombardi per Benito Mussolini) ma la loro diffusa manovalanza è sempre stata reclutata nelle file del ceto medio-basso.
E – piaccia o non piaccia – il gruppo dirigente che Giorgia Meloni ha traghettato nelle stanze del Potere reca evidentissime le stigmate di questa bassa medietà originaria. A partire dalla stessa capofila: la puffetta mannara dalla voce baritonale, cresciuta nel semi-popolare quartiere romano della Garbatella.
Ennesimo lascito del problema storiografico relativo alla formazione dei ceti medi in Europa. Per cui nei grandi Stati-nazione continentali – Francia e Inghilterra – essi nascono dall’artigianato e dunque indipendenti, si arruoleranno nel New Model Army di Oliver Cromwell o tra i Giacobini, fornendo le basi sociali “radicali” alle rivoluzioni politiche contro l’Ancien Régime che decapiteranno i re; mentre, nell’Italia controriformista nell’esaurirsi del suo primato culturale, che era stato anche economico, emergeranno come strato parassitario di Palazzo, dunque cortigiano, nel ritorno al modo di produrre latifondista, specialmente nel Mezzogiorno. […]
Una storia nazionale la cui onda lunga produce effetti perfino nel 2023. Sicché Francesco Lollobrigida, il cognato della premier ministro per meriti da familismo amorale, può scagliarsi contro i percettori del modesto reddito di cittadinanza, con cui un nucleo famigliare non campa, intimando loro di andare a zappare. Lo stesso perentorio invito rivolto a studenti che dovrebbero barattare anni di studi con la propria dequalificazione. E difatti preferiscono emigrare all’estero. Una polemica odiosa, che con l’accusa di fancazzismo poltronista ricerca il plauso dei nuovi baroni di Confindustria, cui offre il via libera allo sfruttamento mediante stipendi da fame.
Attualizzazione delle pratiche servili, che nel Seicento come oggi rispondono all’ansia di essere cooptati nelle sedi del privilegio. Seppure in posizione subalterna. (Pier Francesco Pellizzetti, ilfattoquotidiano.it)
Non è un caso se anche Vannacci, che fa parte delle Destre Ur-Fasciste, pretenderebbe che gli over-14 dei ceti poveri vadano a lavorare nei campi, prendendo il posto degli extracomunitari che verrebbero fatti remigrare.
Il sogno bagnato degli industriali parassiti, che vogliono impedire l’acculturamento e lo sviluppo del senso critico dei ceti più deboli, al fine di riportarli ad essere neoservi feudali.
Ha ragione da vendere Enzo Iacchetti quando chiede provocatoriamente al Vannacci di andare lui sui campi per raccogliere pomodori ad un euro l’ora o ad asfaltare le strade di notte.
PERCHÈ L’UR- FASCISMO DEL XXI SECOLO È L’ALLEATO NATURALE DELLA TEOCRAZIA TRIBALISTA GENOCIDA DI ISRAELE?
Cosa sia l’UR-FASCISMO, il “Fascismo Eterno”, ce lo spiega Umberto Eco.
Ciò che non risulta chiaro è il motivo per cui gli autocrati dell’Ur-Fascismo ipostatizzati nel XXI secolo (Trump, Bolsonaro, Milei, Orban, Le Pen, Meloni, Vannacci, et al.) siano diventati gli alleati naturali del Tribalismo Terrorista e Genocida degli israelo-sionisti.
Ovviamente per esplicare il fatto, non basta il mero collegamento alla Coalizione Epstein.


L’ultima della serie, in ordine di tempo, [a difendere i sionisti israeliani] è stata Marine Le Pen. Che, invitata dalla rete televisiva Israel 24, ha tenuto ad affermare il suo sostegno senza riserve all’azione bellica che il governo di Tel Aviv va conducendo nella striscia di Gaza, giustificandola in nome della necessità della lotta al “terrorismo” di Hamas. Usando, cioè, gli stessi argomenti che, prima di lei, tutti gli esponenti dei partiti nazional-populisti e/o sovranisti europei hanno sostenuto. […]
[Le Pen] ha rilanciato l’immagine dell’esistenza di un’estrema destra ramificata anche oltre i confini europei, che al di là di secondarie divergenze tattiche e accorgimenti opportunistici condividerebbe una piattaforma valoriale fatta di culto della forza, autoritarismo, disprezzo dei diritti umani, nazionalismo aggressivo e razzismo.
[L’Ultradestra occidentale ha sentito] fortemente la necessità di scrollarsi di dosso l’accusa, spesso […] rivolta dagli avversari, di coltivare nostalgie per regimi, come quelli fascisti, che hanno adottato politiche antiebraiche. Per dissipare queste ombre, la reazione dei presunti eredi di Salò, di Vichy, del Terzo Reich o dei suoi collaboratori locali negli anni della seconda guerra mondiale è sempre stata quella di schierarsi a tutti i costi con lo Stato ebraico. Ciò è risaltato con particolare evidenza fin dai tempi della “guerra dei sei giorni” del 1967.
C’è inoltre il tentativo di Fascisti e Parafascisti dell’Occidente-Uccidente di marginalizzare il dissenso economico-sociale della Vera Sinistra, che si appalesa con i colori della Bandiera Palestinese. Non è un caso se uno dei due Anticristi reificati nell’illusorio mondo fenomenico, Peter Thiel, accusi Greta Thunberg, il Comunismo, le ONG anti-sioniste, di essere l’Anticristo: tattica dissimulatoria tipica del Male, per occultare i veri Anticristi. Ci torneremo.


I VERI ANTISEMITI SONO GLI ISRAELO-SIONISTI DEL MACELLAIO NETANYAHU E ISRAELE È UNO STATO GENOCIDA
L’ONU lo afferma a chiare lettere: Israele è uno Stato genocida!
La Commissione Indipendente d’Inchiesta delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati ha stabilito che la guerra condotta da Israele a Gaza costituisce un genocidio. La presidente della Commissione, Navi Pillay, ha chiarito in un’intervista che le responsabilità ricadono sui massimi vertici dello Stato israeliano, tra cui il presidente Isaac Herzog, il primo ministro Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant.
“Perché questi tre individui erano agenti dello Stato, sotto la legge lo Stato è responsabile. Dunque affermiamo che è lo Stato di Israele a aver commesso genocidio”, ha dichiarato Pillay, sottolineando come le loro dichiarazioni e gli ordini impartiti abbiano dimostrato l’intento genocida. “Il genocidio si sta verificando a Gaza”, ha continuato la presidente della Commissione d’inchiesta sul territorio palestinese occupato ed ex giudice della Corte penale internazionale. “La responsabilità di questi crimini di atrocità è delle autorità israeliane ai più alti livelli che hanno orchestrato una campagna genocida per quasi due anni con l’intento specifico di distruggere il gruppo palestinese a Gaza”. […]
Viene così ricostruita la gravità della situazione sul terreno: infrastrutture essenziali distrutte, ospedali e scuole bombardati, quartieri ridotti in macerie e migliaia di civili intrappolati in condizioni disperate, senza accesso a cibo, acqua e cure mediche. Ogni giorno che passa, la popolazione di Gaza vive in una condizione di emergenza umanitaria senza precedenti, con rischi di morte e sofferenza costanti. (segue link)


Sappiamo perfettamente che pennivendoli uccidentali, social sionistizzati e corrotti politici si fanno servi e megafono della lobby sionista contro-iniziatica globale in cambio di qualche nocciolina, ma resta il fatto che Israele è uno Stato terrorista e genocida.
L’Associazione Internazionale degli Studiosi del Genocidio (IAGS), che riunisce i 500 maggiori esperti mondiali della materia, ha approvato una risoluzione storica: le azioni di Israele nella Striscia di Gaza corrispondono alla definizione legale di genocidio secondo il diritto internazionale. […]
“Questa è una dichiarazione definitiva da parte degli esperti nel campo degli studi sul genocidio, ovvero ciò che sta accadendo sul terreno a Gaza è genocidio“, ha dichiarato Melanie O’Brien, presidente dell’IAGS e docente di diritto internazionale all’Università dell’Australia Occidentale. La risoluzione, formata in tutto da sole tre pagine, rappresenta una delle condanne più forti mai emesse dall’associazione, fondata nel 1994 e che ha precedentemente riconosciuto i genocidi in Bosnia ed Erzegovina, Ruanda, Armenia e Myanmar. (Eugenio Cardi, segue link)


Non va obliato, infine, un fatto storico incontenstabile: i Veri Semiti non sono ASSOLUTAMENTE i NAZionisti di Bibhitler Netanyahu, ma i PALESTINESI!
«Una palude antisemita»: così Benjamin Netanyahu ha definito l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dal suo podio. E al Palazzo di vetro ha rincarato la dose, parlando di «palude di bile antisemita».
Prima ancora, la richiesta di mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra è stata liquidata come «vergognosa e antisemita». Poi è toccato a Papa Francesco: un ex ambasciatore israeliano, dalle colonne del quotidiano filogovernativo Yisrael Hayom, ha accusato Bergoglio di aver «alimentato l’ondata di antisemitismo in tutto il mondo dal 7 ottobre», e ha invitato Israele a non inviare rappresentanti al suo funerale.
Francia, Gran Bretagna e Canada sono stati additati come complici dell’antisemitismo per aver sostenuto uno Stato palestinese indipendente. Perfino i diplomatici israeliani che osano criticare le operazioni militari a Gaza vengono bollati con lo stesso marchio infamante (fonti: ISPI, Il Manifesto, Vatican News). È un’arma a uso universale, quella dell’antisemitismo in bocca a Netanyahu. (Eugenio Cardi, segue link)


A suo tempo Giorgia Meloni, la sedicente “Madre Cristiana” era a favore delle vittime e contro i carnefici. Da perfetta Campionessa Mondiale del Salto della Quaglia, oggi ella è dalla parte del Macellaio di Gaza, Netanyahu, a cui continua a fornire armi per proseguire la strage degli inermi e dei bambini a Gaza. Ovviamente il genocida Netanyahu spende parole al miele per la Garbatellara: lei oggi non è “antisemita”!
Un’altra strage di bambini a #Gaza. Nessuna causa è giusta quando sparge il sangue degli innocenti. #Israele e #Palestina #duepopoliduestati
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) July 28, 2014
Certo, certo…




Meloni, Crosetto e Tajani hanno un problema pratico: per motivi elettorali, devono nascondere agli italiani il loro sostegno a Netanyahu. Per riuscire in questa impresa, il governo Meloni sta usando una tecnica di manipolazione dell’opinione pubblica basata sulla reificazione delle relazioni internazionali. Che cosa significa? La materia è complessa e dobbiamo procedere con ordine.
Netanyahu ha spiegato a Meloni che il governo italiano non dovrà mai superare due linee rosse. La prima è l’invio delle armi a Israele: qualunque cosa accada, qualunque strage o nefandezza, Meloni e Tajani dovranno sempre opporsi all’embargo delle armi a Israele. Per sterminare i palestinesi, Israele ha bisogno delle armi. Meloni, Tajani e Crosetto, hanno il compito di impedire l’interruzione delle forniture militari a Israele da parte dell’Europa.
Ecco perché gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, il 20 maggio scorso, hanno votato per bocciare un emendamento che chiedeva l’embargo sulle armi europee a Israele. La seconda linea rossa sono le sanzioni commerciali, cui Meloni e Tajani si sono sempre opposti. Per sterminare i palestinesi, Israele ha bisogno dei soldi. Meloni si è opposta molte volte alla richiesta della Spagna di sospendere l’accordo commerciale tra l’Unione europea e Israele.
Netanyahu concede a Crosetto di rilasciare tutte le dichiarazioni che vuole. L’importante è che Meloni protegga Israele dall’embargo sulle armi e dalle sanzioni commerciali. A Netanyahu non interessano le dichiarazioni di Tajani da Bruno Vespa: gli interessano le armi e i soldi per condurre la pulizia etnica della Palestina. […]
Siamo pronti per capire che cosa sia la reificazione nelle relazioni internazionali. La reificazione è il processo socio-psicologico attraverso cui gli individui si convincono che le strutture sociali, che essi stessi creano, abbiano una vita autonoma e indipendente. In questo modo, gli individui finiscono per convincersi che certe istituzioni sono immutabili. L’idea che il capitalismo sia radicato nella natura umana è un esempio di reificazione.
La reificazione induce a desistere dalla lotta per il mutamento sociale. Liberarsi dalla morsa della reificazione – ha spiegato Lukács – consente agli uomini di immaginare un mondo diverso: un mondo in cui le democrazie occidentali non sterminano migliaia di bambini palestinesi impunemente. […]
Gli Stati non stipulano accordi; soltanto i governanti. Nessuno ha mai visto uno Stato pettinarsi, vestirsi e andare a un vertice della Nato. Se gli accordi fossero firmati dagli Stati, che nessuno ha mai visto, l’Italia non avrebbe potuto ritirarsi dagli accordi con la Russia per l’acquisto del gas e del petrolio. Eppure, Mario Draghi ha posto fine a quegli accordi.
Nessun giornalista di Fratelli d’Italia disse: “Draghi non può strappare gli accordi con Putin perché sono accordi tra lo Stato russo e lo Stato italiano!”. L’Italia continua a sostenere Netanyahu per una decisione di Meloni, Crosetto e Tajani. La reificazione dei rapporti tra Italia e Israele è usata per nascondere la complicità del governo Meloni nel genocidio del popolo palestinese. (Alessandro Orsini, segue link)


Referendum, guerra del Golfo, Orban e Papa Prevost: una batosta dopo l’altra. Prima di venire definitivamente trascinata verso il fondo e scomparire, Meloni ha cominciato a rinculare su Trump e Netanyahu, due tipini alle prese con grossi problemi di salute mentale che stanno sconquassando il mondo. […]
Solo per il terrore dell’erosione dei consensi ai “Camerati d’Italia” (Trump è maledetto dall’80% degli italiani) e, dopo un travaglio di sette ore, preceduto persino dalle dichiarazioni di solidarietà e rispetto a Papa Leone da parte del presidente iraniano, la Ducetta azzoppata ha trovato il coraggio di condannare il blasfemo attacco del Folle di Washington al pontificato di Robert Prevost, che ha fatto subito incazzare Trump (“Su di lei mi sbagliavo”), oggi la fu “Giorgia dei Due Mondi” si è smarcata da Netanyahu, annunciando la sospensione del rinnovo dell’accordo di Difesa con Israele (armi, tecnologia, intelligence). (Dagospia, segue link)
Ma attenzione: la sospensione è solo fumo buttato negli occhi degli elettori italiani. A parte le quinte colonne israelo-sioniste presenti in Italia, tutto il resto degli Italiani odia il regime Teocratico e Genocida di Israele. L’Ultradestra rischia le elezioni politiche del 2027 se non prende (solo apparentemente) le distanze.
Cosa prevede una sospensione?
Il primo problema è di natura giuridica. E non è banale. Meloni ha parlato di “sospensione del rinnovo automatico“, ma non di denuncia formale dell’accordo. E le stesse parole usate da Meloni avevano fatto pensare ai più maliziosi che a essere sospeso fosse solo l’automatismo del rinnovo, ma non il rinnovo in sé: teoria smentita categoricamente dal ministero della Difesa.
“La sospensione non so bene come inquadrarla dal punto di vista giuridico”, ammette però Gianluca Vitale, uno degli avvocati che già dallo scorso anno avevano firmato una diffida formale al governo. “L’accordo o resta valido o non resta valido”. Dunque la sospensione “va capito per quanto è valida e in che modalità”. (Simone Santi, segue link)
Una vera Sovranista avrebbe afferrato al volo le dichiarazioni abnormi del sociocida Trump sulla NATO, dalla quale il narcisista tossico ha minacciato di uscire:
In Italia si trovano circa 13 mila soldati americani in varie basi di cui Aviano, Vicenza, Sigonella e Camp Darby [da cui sono pervenuti tutti gli esplosivi per le Stragi di Stato, comprese Bologna e Capaci. Ci torneremo, Nota di Seyan] sono le più importanti. In Spagna gli americani in uniforme sono poco meno di 4 mila, per lo più schierati nella base aerea di Moròn e in quella navale di Rota.
Il governo spagnolo, unico in ambito NATO a rifiutare il diktat americano di spendere il 5% del PI per la Difesa e Sicurezza e tra i pochi a condannare esplicitamente l’attacco israelo-americano all’Iran, non ha commentato le parole di Trump ma ha espresso tranquillità a quanto hanno riferito fonti dell’esecutivo all’agenzia Efe. […]
Il segnale di un ulteriore deteriorarsi dei rapporti transatlantici appare quindi inequivocabile, soprattutto per la coincidenza tra ritiri annunciati e minacciati di militari dall’Europa e l’incremento al 25% dei dazi su auto e camion provenienti dall’Ue, una misura destinata a colpire soprattutto Berlino, prima potenza manifatturiera d’Europa (la seconda è l’Italia).
Meglio forse separarsi che continuare a sorprendersi nel constatare che il “coniuge” è infedele. Del resto il contesto attuale da un lato acutizza la crisi transatlantica fino a renderla forse irreversibile, dall’altro potrebbe offrire agli europei ampi margini per alzare la posta con l’ex alleato americano, ipotizzando o promuovendo il ritiro totale delle forze americane dalle basi in Europa.
Appare chiaro che l’approccio morbido e tollerante nei confronti delle dichiarazioni roboanti di Trump (che ora minaccia anche di conquistare Cuba) non sembra funzionare. Alle nazioni europee prese di mira sarebbe forse più utile rilanciare, esortare cioè Trump ad andare fino in fondo, a togliere quel “probabilmente” e affrettarsi a sgombrare al più presto basi e truppe dal territorio europeo. […]
Il ritiro degli Stati Uniti ci imporrebbe di occuparci pienamente della nostra difesa in un contesto di piena sovranità, recuperando necessariamente un ruolo, strategico ed energetico, più multilaterale e meno sbilanciato nei confronti della Russia e del conflitto in Ucraina, che a europei e italiani ha cagionato solo rischi militari, disastro economico e instabilità.
Al di là dell’inaccettabile atteggiamento da bullo-pirata di Trump, la minaccia di ritirare le sue truppe dall’Italia costituisce in fondo anche un’occasione per Roma per riguadagnare sovranità nei confronti dell’ex alleato, trasformatosi (nel perseguire in modo spregiudicato i propri interessi sempre più lontani dai nostri) da garante della nostra sicurezza a motore permanente di instabilità e conflittualità nel giardino di casa nostra, dal Mediterraneo al Golfo Persico, dal Sahel al Medio Oriente.
E questo da ben prima che alla Casa Bianca arrivasse Donald Trump, poiché la divaricazione tra gli interessi statunitensi ed i nostri appare ben evidente già con l’Amministrazione Obama, l’attacco alla Libia e il sostegno di Washington alle cosiddette “primavere arabe”.
Nessuna dimensione strategica, né europea né nazionale, sarà mai possibile se non ci liberiamo prima della presenza militare americana e del vassallaggio nei confronti degli Stati Uniti. Se oggi è la Casa Bianca a offrircene l’opportunità, cogliamo almeno l’occasione per aprire un dibattito circa la futura postura strategica e geopolitica dell’Italia invece di continuare a nutrire l’illusione di doverci affidare a un’alleanza che non esiste più. (Gianandrea Gaiani, segue link)


Un Vero Sovranista e un Vero Patriota avrebbe esultato se davvero le forze di Occupazione Fasciste Americane si fossero tolte dei coglioni in Italia, ma i Fascistelli d’Italia, invece, hanno guaito come cagnoli impauriti, mugolando, «perché ci fai ciò, Trumpone, noi abbiamo assolto a tutti gli obblighi che ci hai imposto, anche quello di farti i soffoconi…»


In brevis, Giorgia Meloni non ha il coraggio di
Meloni si è presentata come una spaccamontagne: si è rivelata una piccola camaleonte della politica internazionale, a differenza di Pedro Sánchez, che si è rifiutato di aderire alla richiesta folle e irrealizzabile dell’aumento della spesa militare al 5% del PIL (a differenza della Meloni), ha riconosciuto lo Stato Palestinese (a differenza della Meloni) e chiede da anni che la UE attui un duro embargo e pesanti sanzioni contro lo Stato genocida israelo-sionista (con l’ovvia opposizione della Meloni)
«Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare». Alessandro Manzoni, “I Promessi Sposi”.


I VERI ANTISEMITI SONO SOLO GLI ISRAELO-SIONISTI
La falsa accusa di Antisemitismo rivolta agli altri dai Gerarchi NAZionisti di Nethanyahu,
funziona contro chiunque: organismi internazionali, pontefici, governi alleati, oppositori interni. Ma c’è un problema enorme, imbarazzante, che nessuno osa nominare ad alta voce nei salotti della politica occidentale: chi brandisce questa accusa come uno scudo impenetrabile è, dal punto di vista etnico e geografico, il meno “semitico” che si possa immaginare.
Verissimo: gli Israelo-Sionisti non sono semiti, ma antisemiti par excellence!
I “semiti” sono i popoli di lingua e cultura semitica del Vicino Oriente: arabi, ebrei yemeniti, aramei. I palestinesi — che parlano l’arabo, lingua semitica per eccellenza, e abitano quella terra da millenni — sono semiti in senso pieno. Ma chi ha fondato e governato Israele dal 1948 a oggi?
Quasi tutti provenivano dall’Europa dell’Est, non certamente dal Medio Oriente! David Ben-Gurion, primo premier israeliano, era nato a Płońsk, nell’impero russo (oggi Polonia). Moshe Sharett proveniva da Kherson, nell’attuale Ucraina. Levi Eshkol era nato a Oratov, sempre nell’Ucraina odierna. Golda Meir era di Kiev, ancora impero russo. Menachem Begin veniva da Brest, oggi Bielorussia. Yitzhak Shamir era nato a Ruzhany, nell’attuale Bielorussia. Shimon Peres era originario di Wiszniew, in Polonia, oggi Bielorussia. Sette dei primi nove premier israeliani erano nati in Europa. Gli altri erano figli di immigrati europei. Yitzhak Rabin — il solo premier nato a Gerusalemme — aveva entrambi i genitori europei.
E lo stesso Netanyahu? Nato a Tel Aviv nel 1949, suo padre Benzion era un ashkenazita polacco originario di Varsavia; la madre Tzila Segal aveva origini lituane, bielorusse e polacche. Benzion era nato a Varsavia come Bensyjon Milejkowski, e aveva cambiato il cognome secondo il processo di “ebraicizzazione” tipico dell’immigrazione sionista, per cancellare ogni residuo della diaspora europea.
Questo dettaglio non è secondario. Come ha scritto uno storico israeliano, immigrare in Palestina significava anche “fare l’ivrut“: tradurre il proprio cognome polacco, russo o lituano in ebraico, reinventarsi un’identità mediorientale che le origini non potevano garantire. I Mileikowsky diventarono Netanyahu, «dono di Dio». I Shkolnik diventarono Eshkol.
I Perski diventarono Peres. Nomi e identità costruiti a tavolino, mentre il popolo che da quella terra non si era mai mosso — i palestinesi — veniva espulso e privato perfino del suo nome. I primi immigranti sionisti erano per la grandissima maggioranza originari dell’Europa orientale.
La prassi di accusare di antisemitismo chiunque critichi il governo israeliano è iniziata sistematicamente nel 2003 in Israele, per poi espandersi agli Stati Uniti e all’Occidente. È una strategia, non una convinzione: fonti interne alle stesse istituzioni israeliane, secondo inchieste giornalistiche, hanno ammesso che l’obiettivo era «neutralizzare le accuse al governo israeliano con l’accusa di antisemitismo» (fonte: IrpiMedia, seria testata giornalistica investigativa).
Ad ogni modo, la strategia di Netanyahu di dare dell’antisemita a chiunque, non è una sua invenzione. Ha radici profonde, e un padre riconoscibile: Abba Eban, Ministro degli Esteri israeliano, uomo di raffinata cultura britannica, laureato a Cambridge, oratore sopraffino, stimato nelle cancellerie di mezzo mondo.
Fu lui, nel 1973, a mettere per iscritto quella che sarebbe diventata la dottrina ufficiale non scritta di ogni governo israeliano a venire. Scrivendo sul Congress Bi-Weekly dell’American Jewish Congress, Eban fu esplicito fino alla brutalità: «Uno dei compiti principali in qualunque dialogo con il mondo dei Gentili è dimostrare che la distinzione tra antisemitismo e antisionismo non esiste. L’antisionismo è semplicemente una nuova forma di antisemitismo». E aggiunse, senza margine di ambiguità: «A scanso di equivoci: la nuova sinistra è autrice e fonte del nuovo antisemitismo».
Era un vero e proprio manuale d’istruzioni, non un’analisi politica. Chiunque criticasse le politiche di Israele andava bollato come antisemita. E nel caso in cui le critiche provenissero da ebrei? Anche quella eventualità era prevista: costoro soffrono di odio nevrotico verso sé stessi e vanno assistiti con cure psichiatriche. Un sistema ermetico, senza uscite.
Trent’anni dopo, nel 2003, il ministro Natan Sharansky lo istituzionalizzò come programma governativo vero e proprio sotto il governo Sharon, con tanto di “test delle tre D” per identificare i nemici da neutralizzare con l’accusa di antisemitismo. Nel 2016, con la definizione dell’IHRA — l’International Holocaust Remembrance Alliance — quella dottrina ottenne una veste giuridico-politica internazionale, adottata da decine di governi occidentali. Netanyahu ne è oggi il più rumoroso utilizzatore. Ma il brevetto è di Eban. (Eugenio Cardi, segue link)


Gli israelo-sionisti sono solo occupanti illegittimi di una Terra non loro.
Non c’è un solo abitante palestinese, che viva nella Cisgiordania occupata o nella Striscia di Gaza assediata, che possa dire di aver vissuto in una democrazia dal 1948. Uno Stato che occupa il territorio in cui abitano milioni di altre persone per oltre 58 anni (dal 1967, ndr) non è una democrazia.
Uno Stato che, per legge, considera i non ebrei come cittadini di seconda categoria non può essere una democrazia. Una volta lo era per i cittadini ebrei, mentre ora dobbiamo aspettare e vedere come evolverà la lotta tra quelli che chiamo lo “Stato di Giudea” e lo “Stato di Israele”». (Ilan Pappé, ut infra)
Agli occhi dei NAZionisti di Netanyahu, anche i Cristiani sono untermenschen!


Al riguardo, un’esegesi pubblicata dal Centro Documentale San Giorgio:
L’oggetto supremo dell’odio nel giudaismo talmudico è Cristo, e gli obiettivi di tale odio sono unicamente i gentili (i non-ebrei), «le persone che sono come un asino, gli schiavi che sono considerati proprietà del padrone». Di questi non-ebrei, i cristiani sono quelli più follemente detestati e aborriti perché le loro dottrine sono l’opposto di ogni dottrina talmudica. I talmudisti classificano i cristiani non solo come animali – come il resto dell’umanità non talmudica – ma quasi come insetti nocivi che devono essere sradicati.
Il linguaggio nel Talmud si è virtualmente esaurito nello scovare i nomi più odiosi e disgustosi da affibbiare ai cristiani. Min (al plurale minim) viene usato in tutto il Talmud come vocabolo per designare i cristiani. Nello Shemoneh Esrei, o nelle Diciotto Benedizioni, la parola è stata cambiata poiché col passare del tempo i non-ebrei più accorti avevano compreso il vero significato di questo termine. Nella colonna di sinistra della Jewish Encyclopedia, alla voce «Shemoneh Esrei», il termine «zaddukim» («samaritani», ossia eretici) è stato sostituito con «apikoresim» («epicurei», ossia miscredenti). […]
Ma l’insegnamento del Talmud viene citato anche nella Jewish Encyclopedia (alla voce «gentili»), dove si dice che i libri cristiani dovrebbero essere bruciati«senza riguardo al nome di Dio che appare all’interno di essi».
Il nome di «Balaam» appare nei passi del Talmud più osceni riguardanti Gesù. Una prova che Gesù viene chiamato «Balaam» si trova nella Jewish Encyclopedia (voce «Balaam») la quale, dopo aver enumerato le Sue presunte qualità più disgustose, dichiara: «Perciò […] lo pseudonimo “Balaam” viene dato a Gesù in Sanhedrin 106b e in Gittin 57a». Nello stesso articolo, ci viene detto che il Talmud paragona i cristiani e Cristo ai seguaci del culto sessuale di Baal, a causa delle cui abominazioni 24.000 israeliti morirono di epidemia ai tempi di Balaam (Nm 25, 1-9). Il fatto che a Balaam era stato chiesto di maledire gli israeliti, cosa che non fece predicendo invece la venuta del Messia (Nm 24, 17), costituisce un fragile pretesto per fare di Gesù una maledizione come Balaam. […]
L’ebreo ortodosso «religioso» recita a memoria le «Diciotto Benedizioni«, o «Shemoneh Esrei», tre volte nei giorni feriali della settimana, quattro volte nelle feste e di sabato. La settima e la dodicesima benedizione contengono una maledizione contro i cristiani e i non–ebrei augurando che vadano all‘inferno e in perdizione. Così, il «buon ebreo ortodosso» scaglia contro i cristiani sei maledizioni nei giorni feriali e otto in quelli «speciali». Notate tutte le varietà di discorsi doppi che sono state utilizzate attraverso i secoli per far sì che i non-ebrei scoprissero la verità sul «Shemoneh Esreh», che non è affatto amichevole per quelli che recitano religiosamente a memoria questa litania della «fratellanza» da sei a otto volte ogni giorno!(Elizabeth Dilling, segue link)
Agghiacciante sentire la Baronessa Furfantessa von der Leyen (le Procure d’Europa, Belgio, Germania, non vedono l’ora che scada il suo mandato per metterle le mani sopra) affermare che «il Talmud rappresenta i valori d’Europa».
L’unione europea è un’associazione a delinquere di stampo talmudico finalizzata a derubare i popoli europei di beni immobili, sovranità e libertà. pic.twitter.com/a6mcQSafqe
— Valentina (@valeangelsback) July 21, 2026
Prima che siffatta signora arrivasse a sgovernare l’Europa e (s)fasciare l’Europa, la UE era fondata sul Cristianesimo, non certo su “valori” anticristici e anticristiani.
Chiosa l’autorevole Alessandro Di Battista sul suo sito Scomode Verità:
Guardate questa fotografia in basso. È un terrorista israeliano. È un soldato dell’IDF. Si è fatto fotografare mentre profanava una statua della Vergine Maria in Libano. Immaginate se la stessa cosa l’avesse fatta un miliziano di Hezbollah o di Hamas, o un pasdaran. Cosa sarebbe accaduto? Tutte le prime pagine dei giornali italiani avrebbero pubblicato la fotografia e avrebbero parlato di “guerra alla cristianità”. E invece, ancora una volta, a farlo è un terrorista israeliano.
Guai a far sapere all’opinione pubblica che l’estremismo religioso sionista è oggi il peggior nemico della cristianità. La stessa “cristianità” che certi politici italiani dicono di voler difendere quando arriva il Natale, fingendo che ci sia qualcuno che voglia togliere i presepi dalle scuole e che tacciono quando i terroristi israeliani si prendono gioco dei simboli cristiani.
L’episodio è avvenuto nel villaggio cristiano di Debel, nel sud del Libano. È lo stesso villaggio dove, alcuni giorni fa, un terrorista israeliano ha usato un martello pneumatico per distruggere una statua di Gesù crocifisso. L’IDF — la peggiore organizzazione terrorista del pianeta — ha dichiarato che “punirà” il soldato. E aspettiamo con trepidazione le dichiarazioni dell’Unione europea. Anche stavolta “chiederanno” chiarimenti?
Per moltissimi sionisti (gentaglia che, come ricorda spesso Ilan Pappé, “non crede a Dio ma crede che Dio gli abbia concesso le terre palestinesi”), i cristiani sono peccatori, una razza inferiore, esattamente come i musulmani palestinesi e gli arabi.
Ricapitoliamo.
- I terroristi israeliani distruggono e profanano simboli cristiani.
- I terroristi israeliani sputano addosso ai cristiani. Ben Gvir, il ministro terrorista sionista, ha sempre giustificato questa pratica sostenendo che non sia altroche “un’antica tradizione ebrea ortodossa”.
- I terroristi israeliani hanno bombardato più volte la Chiesa di San Porfirio di Gaza.
- I terroristi israeliani hanno colpito anche la parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza.
- Durante la Domenica delle Palme, le autorità israeliane hanno addirittura impedito al cardinale Pizzaballa di entrare nella Basilica del Santo Sepolcro.
- Il Rossing Center, un think tank interreligioso “per la costruzione della pace con sede a Gerusalemme”, ha verificato attraverso testimonianze oltre 155 episodi di molestie contro i cristiani nel 2025.
Rispetto a tutte queste evidenze, c’è ancora chi crede che lo Stato terrorista di Israele difenda l’Occidente e la cristianità. Sono tutte balle. In Palestina e in Libano i peggiori nemici dei cristiani non sono i musulmani: sono gli israeliani, sono i sionisti. E la Meloni è loro complice. (Segue link)
I Veri Ebrei, che sono milioni, odiano la Teocrazia e l’Autocrazia israelo-sionista.
Sentiamo ancora lo sterico ebraico Ilan Pappé:
“Lo Stato ebraico non è una democrazia ma un regime di apartheid. Il mondo un giorno dirà basta, come con il Sudafrica. Netanyahu sogna un’altra Sparta. Non si può andare avanti così”. Lo storico israeliano predice a TPI il collasso del sionismo e la sua visione della pace: “Il crollo avverrà dall’interno. L’élite economica e culturale sta già lasciando il Paese, senza sarà difficile far funzionare tutto. Il futuro? Serve un ritorno al mosaico etnico e culturale regionale precedente, all’interno di una struttura politica flessibile”
Ilan Pappé ne è convinto: per Israele è cominciato l’inizio della fine. «Non so esattamente come ma verrà il momento in cui anche i governi del resto del mondo diranno che ne hanno abbastanza, come è successo con l’apartheid in Sudafrica», predice lo storico israeliano a TPI. Questa «decolonizzazione» dello Stato ebraico, come la definisce Pappé nel suo nuovo libro “La fine di Israele” (Fazi, 2025), non avrà nemmeno bisogno di una guerra ma di un «processo lungo, e purtroppo doloroso», che però è già iniziato. L’analisi dello storico israeliano parte dalla frattura, mai saldata nemmeno dopo il trauma del 7 ottobre e i massacri a Gaza, tra due entità sioniste diverse: lo «Stato di Giudea» e lo «Stato di Israele».
Se il primo è descritto come il fronte estremista di destra, religioso e con tratti messianici alleato del premier Benjamin Netanyahu, l’altro è tuttora ancorato ai valori liberali e laici della fondazione e schierato, spesso, con l’opposizione. Entrambi però, pur contendendosi non solo il potere, ma anche l’anima dello Stato ebraico, sarebbero ancora uniti dall’appoggio a un sistema che nega ai palestinesi i propri diritti civili e umani. Quest’unico denominatore comune e la frattura tra i due campi contrapposti contribuiscono alla polarizzazione politica in Israele e finiranno, ci spiega Pappé, per determinarne la fine. Un epilogo che, secondo lo storico, aprirà nuove opportunità per la pace. […]
«Una delle più grandi invenzioni del sionismo è che Israele sia una democrazia. È vero che non ci sono democrazie in Medio Oriente, ma nemmeno Israele è una democrazia». […]
«Israele sta diventando un regime sempre più teocratico, razzista e religioso. Molte persone che si considerano laiche e progressiste se ne andranno in futuro e tante se ne sono già andate. Sta già accadendo».(Andrea Lanzetta intervista Ilan Pappé, segue link)
Ex plurimis, il J’accuse di un’altra Vera Ebrea contro l’Israele del Male, Amanda Gelender:
Ho maturato un immenso disprezzo per il mio popolo, per il male che abbiamo commesso e per i demoni che siamo diventati. La nostra vile ipocrisia, il nostro struggimento per l’Olocausto, la nostra egoistica dissociazione, la nostra insaziabile ambiguità, la nostra catatonica inazione, il nostro debole sventolare cartelli, le nostre condanne condiscendenti, il nostro vittimismo autocommiserativo, i nostri tradimenti autoindulgenti, il nostro sfacciato egocentrismo, il nostro carrierismo sfruttatore, il nostro razzismo basato sul sangue e sulla terra, la nostra codardia liberale, le nostre montagne di vuote banalità in mezzo a montagne di cadaveri palestinesi che abbiamo annientato a sangue freddo.
È probabile che Israele abbia ucciso centinaia di migliaia di persone in due anni e mezzo di bombardamenti incessanti, esecuzioni e carestie provocate a Gaza. La profondità del nostro sadismo sembra non conoscere limiti.
Una delle ultime volte in cui il respiro e il cuore pulsante dell’ebraismo – quello portato dal profeta Mosè – sono esistiti e si sono manifestati, è stata ad Auschwitz, quando i sionisti ebrei erano già impegnati a costruire quella che sarebbe diventata la colonia ebraica di sterminio, “Israele”. […]
I sionisti insistono sul fatto che odiare “Israele” equivalga a odiare gli ebrei, e subito dopo chiedono che non si confonda “Israele” con gli ebrei. Quando faccio notare agli ebrei che siamo tutti responsabili della fine del sionismo e del genocidio palestinese in corso, di solito mi sento rispondere: « Non tutti gli ebrei / Dicono i sionisti, non gli ebrei / In realtà ci sono più sionisti cristiani che ebrei ». Beh, in questo momento sto parlando con degli ebrei, un popolo che sostiene il sionismo fascista in blocco in ogni istituzione della nostra comunità.
Basta con l’incessante scaricabarile. Gli ebrei si considerano un popolo fiero e unito, una stirpe ininterrotta di generazione in generazione ( L’dor, vador ) – fino a quando lo specchio incrinato dell’ebraismo moderno non riflette altro che terrorismo, massacri, sangue, sadismo, stupri e traffico di organi. Praticamente ogni gruppo ebraico sostiene l’esistenza di Israele in un modo o nell’altro e noi osiamo puntare il dito contro gli altri invece di ripulire la nostra casa sporca?
I veri antisionisti ebrei sostengono incondizionatamente la totale eliminazione di Israele (e del suo nemico più grande: l’America); la completa restituzione della terra, senza alcuna traccia di controllo imperiale/coloniale sionista o euro-americano. Ciò include il sostegno degli ebrei all’allontanamento dei propri correligionari dalla Palestina (assicurandosi al contempo che non arrechino danno dove vanno e non sfollino ulteriormente le popolazioni indigene altrove), e un aperto e riverente sostegno alla resistenza armata palestinese.
Ovviamente la pulizia etnica dello Stato Razzista NAZionista non si ferma al Genocidio di Milioni di Palestinesi.
Basta con i discorsi sul vittimismo ebraico, sulla “sicurezza ebraica” e sull’“antisemitismo”, sono solo una distrazione dal genocidio perpetrato dagli ebrei contro palestinesi, arabi e musulmani. […]
Dio maledica Israele, una colonia di insediamento ebraica che massacra centinaia di migliaia di persone sotto l’esplicita bandiera della protezione della “sicurezza ebraica” universale.
Dio maledica questo stato malato, pedofilo e violento, al quale noi ebrei abbiamo tutti un “diritto di nascita” coloniale in virtù della “legge del ritorno”, uno stato che tutte le nostre istituzioni ebraiche sostengono unanimemente. Ignorare o minimizzare questa cruda realtà tra il nostro stesso popolo, osando diffamare come “antisemiti” coloro che la denunciano, è una disonesta e vile abdicazione alle nostre responsabilità. Ogni parvenza di moralità ebraica è morta da tempo, l’abbiamo uccisa a Gaza.
Tutto Israele è un insediamento illegittimo e tutti gli israeliani sono coloni e soldati su una terra rubata, non “civili”. […]
Per quanto tempo ancora la Palestina e la regione dovranno pagare per la nostra illusoria negazione, per la nostra incessante e sfrenata violenza, per il nostro rifiuto di assumerci la responsabilità di aver distrutto così tanta vita su questo prezioso e precario pianeta? Gli ebrei devono distruggere lo Stato israeliano e l’ideologia sionista nella sua interezza, in ogni suo nodo e tentacolo, inclusa la colonia che ospita Israele: l’America. Mi sta più a cuore la Palestina che l’ebraismo. Se l’ebraismo deve morire perché la Palestina possa vivere, uccidetelo. (Amanda Gelender, segue link)


di Amanda Gelender
Sulla questione ebraica oggi – introduzione di Algamica
Presentiamo questo articolo di Amanda Gelender pubblicato sulle pagine del sito substack, ritenendolo un Manifesto politico coraggioso, di cui gran parte della sinistra che vuol essere anticapitalista…
ONU: “A Gaza atti di genocidio di Israele. Stupro di palestinesi come strategia”. Netanyahu: “Circo antisemita”.
E già, il corrotto criminale Netanyahu definisce “antisemita” chiunque osi criticare il suo immondo governo, l’ipostatizzazione nel XXI secolo del Terzo Reich Hitleriano. Esattamente come il circuito latomistico controiniziatico israelo-sionista.




Queste sono le immagini choccanti di una suora a Gerusalemme aggredita selvaggiamente da un NAZionista israeliano:
La retorica vuota, falsa, stucchevole, della sedicente Madre Cristiana Giorgia Meloni viene disvelata dal fatto che ella continua ad appoggiare e sostenere la Dittatura israelo-sionista, dove i delitti contro i Cristiani si moltiplicano sesquipedalmente e con l’Infanticidio dei Palestinesi diventato il marchio di fabbrica del satanico e anticristico Netanyahu.
Curiosa la nascita del termine antisemitismo, coniato nel 1879 dal giornalista e agitatore politico tedesco Wilhelm Marr. Marr utilizzò la parola (in tedesco Antisemitismus) per dare una parvenza scientifica e “moderna” all’odio contro gli ebrei, distinguendolo dal tradizionale antigiudaismo di stampo religioso.
La cosa distopica è che il termine “antisemitismo” è stato manipolato dalla lobby sionista mondiale, per i suoi fini globalisti, massonici e contro-iniziatici.
Come studia la semiologia, la manipolazione concettuale avviene quando i meccanismi linguistici alterano la percezione della realtà, orientando il pensiero altrui attraverso la ridefinizione di termini, l’uso strategico di metafore e l’ingegneria del consenso.
È stato operato uno slittamento di significato (o slittamento semantico), che è il fenomeno linguistico per cui una parola, nel corso del tempo o in contesti specifici, modifica la sua area semantica assumendo una sfumatura diversa o un nuovo significato rispetto a quello originale.
Mi spiego: per gli israelo-sionisti non è più antisemita chi odia i Popoli Semiti, ma tramite la manipolazione cognitiva è diventato antisemita chi critica il genocida e criminale Stato Israeliano!
Ciò ha una motivazione: l’unico vero Popolo Semita in Palestina è quello Palestinese, non certo quello israelo-sionista che deriva dagli Ebrei Ashkenaziti dell’Europa Centrale e Orientale e che occupa illegalmente la Palestina dal 1948.
Gli studi genetici contemporanei confermano che i Palestinesi possiedono una fortissima continuità ancestrale con le popolazioni dell’età del bronzo del Levante meridionale (in particolare i Cananei).
La manipolazione cognitiva ha portato all’aberrante risultato che i Veri Antisemiti, gli israelo-sionisti, hanno operato il genocidio di milioni di Veri Semiti, i Palestinesi appunto, ma secondo la Teocrazia folle di Israele, questi ultimi sarebbero untermenschen, mentre le Bestie di Satana Netanyahu-BenGvir-Smotrich et similia, assieme alle bestiali SS-IDF, non possono essere definiti antisemiti (SIC!).
È compito nostro diffondere la verità. Le bestie di Satana di Israele possono uccidere centinaia di giornalisti palestinesi ma non potranno ucciderci tutti. Vi imploro. Ognuno faccia la propria parte. pic.twitter.com/IumNk3oQVg
— Alessandro Di Battista (@ale_dibattista) August 25, 2025
Ecco il ballo indemoniato dei Macellai di Gaza, le SS-IDF, al passo imposto dal loro Padrone, per festeggiare il genocidio dei Palestinesi di Gaza.
Nunca dejaré que caiga en el olvido la miseria moral de todo Sionista. Son el mal y se esfuerzan en demostrarlo constantemente.
Soldados sionistas bailando sobre la fosa común de cientos de palestinos.
A Israel lo venceremos entre todos. pic.twitter.com/JnxQVvbVta
— Cucumberman (@BersekEv) June 25, 2026
A seguire le DEMONIACHE dichiarazioni di una degli esponenti della reificazione del Terzo Reich Nazista in Medio Oriente: Flora May Bedra-Golan.
“I am personally proud of the holocaust of Gaza, and that 80 years from now, they will tell their grandchildren what the Jews did”
-Flora May Bedra-Golan, Israeli Minister of Social Equality. pic.twitter.com/yVBFcnxdiN
— Richard (@ricwe123) June 27, 2026
Non va obliato che le SS Nazi-Sioniste conosciute come IDF (Israelian Defence Forces) e i terroriti del MOSSAD hanno ucciso centinaia di giornalisti Palestinesi ed Arabi e minacciano di morte migliaia di giornalisti in tutto il Mondo, come il nostro Di Battista e l’attivista Ana Kasparian.
Ovviamente, I TERRORISTI israelo-sionisti non minacciano i pennivendoli uccidentali comprati spesso con pochi spiccioli.
Adoro questa donna coraggiosa e giusta
“IDF mi spedisce foto di armi dicendo che mi massacreranno, ma sarò chiara: io non ho paura di voi, come altri codardi nei media americani…
Voi siete odiati in tutto il mondo, e non perché siete ebrei,ma perché massacrate persone innocenti. pic.twitter.com/ErdUAFoHAQ— mostro ✊🏼 🇵🇸 (@avantibionda) June 28, 2026
La distopia – accettata e supportata da tutti i corrotti politici occidentali, a partire da Trump – è che, mentre il regime nazista di Hitler ha passato anni a nascondere le prove della Shoah, i genocidi sionisti se ne vantano apertamente!
I Satanici Servi di Netanyahu usano financo i cani per stuprare prigionieri e prigioniere Palestinesi!
«Israele è l’unico Stato ad aver legalizzato la tortura tramite una sentenza della propria Corte Suprema. Un esperto che documenta tali violazioni dal 1983 afferma: “Ciò che il mondo sa oggi è meno del 5% di quanto è realmente accaduto.
In *Bodies of Evidence*, un documentario d’inchiesta originale di Al Jazeera, esaminiamo il ricorso a violenza sessuale, tortura e trattamenti degradanti nei confronti dei detenuti palestinesi: pratiche che, secondo organizzazioni per i diritti umani ed esperti, vengono sistematicamente attuate da decenni dalle autorità militari, di intelligence e penitenziarie israeliane.»
LE BESTIE DI SATANA: I NAZIONISTI NETANYAHU & CO
Le genocide Bestie di Satana, Netanyahu, BenGvir, Smotrich. Katz e le genocide SS-IDF hanno da tempo abbracciato l’ideologia razzista e di pulizia etnica del Terzo Reich Hitleriano.
Il rapporto intercorrente fra il “sionismo di destra” ed il regime nazista dimostrò che, per quanto scioccante questa verità possa sembrare, sono esistiti ed esistono gli ebrei nazisti: Hitler li definì “ariani onorari”. Negli stessi termini la lobby israeliana conferisce il titolo di “ebrei onorari” ai sostenitori delle pratiche genocidarie dell’entità sionista. Il Terzo Reich e lo Stato sionista condividono la medesima logica: la riduzione in schiavitù dei popoli considerati “inferiori”, la dissoluzione degli Stati nazionali in quanto eredità storica della Rivoluzione francese e la transizione verso una nuova Architettura di potere.
Vladimir Jabotinsky e Benzion Netanyahu, padre di Benjamin, non furono soltanto fascisti conclamati anche da Benito Mussolini, ma condivisero il progetto imperialista di Adolf Hitler: creare un’entità imperiale ebraica a fianco del Terzo Reich, contribuendo alla guerra di sterminio (appoggiata segretamente dagli anglosassoni) contro l’Unione Sovietica “rea” d’aver configurato il primo Stato multietnico ed anticolonialista della storia. I sionisti-revisionisti israeliani vedono la continuità di questo progetto nella costruzione del Grande Israele, un progetto antistorico che contempla il genocidio delle popolazioni musulmane come opzione politica.
Lo Stato israeliano, dopo la pulizia etnica della Palestina nel 1948, acquisì le caratteristiche di un regime fascista: strapotere degli apparati d’intelligence, violentissime guerre contro i Paesi confinanti, crescente razzismo “autolegittimato” dai deliri talmudici e transizione verso uno Stato corporativo figlio della degenerazione dell’ideologia imperialista dei suoi fondatori. Il fascismo esalta il culto della violenza, il nazismo è l’ideologia bislacca della gerarchizzazione razziale. L’attuale Israele ha abbracciato l’ideologia nazista.
Per i padri dell’odierno governo israeliano-nazista, la Shoah era una mera opzione politica legittimata con la prima sistematizzazione del “terrorismo totale” contro l’Urss: la Sindrome di Masada, delirio biblico senza fondamento storico, s’impadronì del sionismo imperialista. Il sionismo nasce come controrivoluzione preventiva, una ideologia che vede nella Rivoluzioni anti-coloniali il “nemico principale”. Israele, secondo lo storico Norman G. Finkelstein, è uno “Stato pazzo”. […]
Nel dopoguerra, il sionismo-revisionista si radicò all’interno del Mossad cooperando con la CIA nella creazione della Lega Anticomunista Mondiale consumando crimini efferati in America Latina attraverso l’Operazione Condor. Una sequela di orrori senza fine: dallo sterminio delle popolazioni amerinde ai colpi di stato in Asia ed Africa, l’odierno governo israeliano è l’erede di Somoza e Pinochet, un teatro degli orrori come anticamera della concezione etnica della politica. […]
Netanyahu contempla la medesima logica delle “Bestie di Satana”: la cultura della morte. Il 23 agosto 2025 con una inquietante intervista rilasciata a i24News, rispondeva alle domande del giornalista Sharon Gal, ex deputato del partito Israel Beytenou senza occultare le sue vere intenzioni. Gal gli ha mostrato un amuleto rappresentante, secondo il sanguinario Talmud di Babilonia, la Grande Israele. Amuleti, promesse di sangue e missioni spirituali: Netanyahu segue gli stessi “processi mentali” degli adepti del satanismo luciferino. Un serial killer ai vertici della piramide capitalista mondiale. (Stefano Zecchinelli, interferenza.info, segue link)


Netanyahu, BenGvir, Smotrich, Katz, (et similia) e le SS-IDF sono davvero le Bestie di Satana:
Alessandro Di Battista qui si riferiva all’aggressione dei NAZionisti IDF nei confronti della Freedom Flotilla nel 2025. Ma ci torneremo.
Nel frattempo andiamo alla autoreferenziale “Madre Cristiana” della Garbatella a cui non frega né tanto né tampoco dell’infanticidio di massa realizzato dal Macellaio di Gaza, Nethanyahu, mediante il braccio armato delle SS-IDF.
IL VILE PARRUCCONE NARCISISTA TOSSICO TRUMP
Malgrado la retorica trumpiana sia fondata sui toni reboanti e tonitruanti, l’individuo è un vile. Chiama gli alleati (rectius: i servi) “vigliacchi” perché non inviano le loro navi ad affondare nello Stretto di Hormuz, mentre lui ha ordinato di tenere le sue flotte ad almeno 1300 Km dallo Stretto, che, nel suo narcisismo maligno definisce lo Stretto di Trump (sic!), dopo che sia la portaerei Lincoln che la Ford sono state colpite da missili antinave (la Ford in modo molto grave).
Trump, esattamente come gli altri presidenti USA prima di lui, sta mandando a morire gli Americani per il progetto teocratico del “Greater Israel” agognato da Netanyahu, una sorta di reviviscenza distopica del Großgermanisches Reich hitleriano.
BREAKING: 🚨 Ex-HEAD OF COUNTER-TERRORISM REVEALS AMERICA CREATED AND ARMED ISIS & AL-QAEDA… FOR ISRAEL
Joe Kent:
“US armed Al Qaeda, created ISIS, unleashed a global terror network -just to overthrow Assad and protect Israel”
pic.twitter.com/6hVaTmQBpq— ADAM (@AdameMedia) March 27, 2026
Tre grandi fan MAGA come Kirk, Kent e Tucker Carlson hanno preso le distanze da Capitan Fracassa Trump ormai più sionizzato che rimbecillito, a tal punto che l’acronimo MAGA è diventato MIGA (Make Israel Great Again).
Charlie Kirk venne freddato – guarda caso – dopo che aveva assunto una postura nettamente contraria alla Teocrazia Totalitaria e Genocida di Israele e a pochi giorni di distanza da un feroce litigio, proprio su tale questione, con il demente della Casa Bianca, lo psicolabile Trump.


Ne parla l’ex MAGA Joe Kent, la cui moglie è stata uccisa per la gloria del Greater Israel NAZionista nell’attentato di Manbij, e dimessosi da direttore del National Counterterrorism Center.
A differenza del vile Don Abbondio Trump, Kent è un uomo coraggioso che
due settimane fa si è dimesso perché contrario all’attacco all’Iran spiegando, in una lettera aperta, che il suo Paese è stato trascinato in guerra sotto “la pressione di Israele e della potente lobby” che promuove gli interessi israeliani negli Usa senza motivo, perché Teheran non era una minaccia.
Noto anche ciò che ha dichiarato in un’intervista a Tucker Carlson, in particolare la rivelazione sull’assassinio di Charlie Kirk, che ha definito una “pubblica esecuzione”, avvenuto poco dopo che questi aveva dato un contributo significativo nell’impedire che l’America fosse trascinata in guerra contro l’Iran lo scorso giugno.
Un attivismo constatato personalmente da Kent, il quale ha riferito di aver incontrato Kirk alla Casa Bianca poco prima che questi parlasse con Trump e che, nell’incrociarlo, il giovane politico lo aveva esortato a gran voce di lavorare per impedire la guerra.
Nell’intervista anche la denuncia sugli ostacoli frapposti dall’FBI alle indagini sull’assassinio di Kirk, che hanno impedito all’antiterrorismo di approfondire gli “indizi” riguardanti una possibile pista estera. (Davide Malacaria. segue link)


Ovvio che Kent, in base alle sue informazioni riservate, si riferiva in relazione alla “pista estera” allo stato Terrorista e Genocida di Israele, l’ipostatizzazione nel XXI secolo del Maßnahmenstaat Hitleriano.
Altro che “Israele unica democrazia in Medio Oriente” in base alla retorica di pennivendoli e del corrotto milieu uccidentale.
Su Scomode Verità abbiamo parlato più volte di Joe Kent, l’ormai ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo degli Stati Uniti d’America (nominato da Trump in persona), che ha deciso di rassegnare le dimissioni perché la sua coscienza non gli consentiva di avallare la guerra all’Iran, una guerra (parole sue) decisa da Israele e combattuta dagli USA esclusivamente nell’interesse dello Stato ebraico.
Ebbene Joe Kent continua a parlare. Leggete cosa ha scritto nei giorni scorsi: “Il problema non è il leader straniero che cerca di convincerci a fare ciò che vuole, ma i nostri leader che fanno ciò che vuole lo straniero”.
E ancora: “Per uscire da questa guerra prima che peggiori ulteriormente, Trump deve concentrarsi su due aspetti fondamentali:
1) Frenare Israele: dire “no” a Bibi. Ignorare […] Pretendere che Israele si ritiri dal Libano […] Ricordate: è stato Israele a cacciarci in questo pasticcio, è ormai assodato. Non continuare a cadere nelle loro trappole per un’escalation.
2) Aprire gli stretti: Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb. Prima di tutto, ritirare le nostre truppe dalla regione. Poi usare la diplomazia e gli incentivi economici per far ripartire il flusso di petrolio. Ignorare l’entusiasmo secondo cui le nostre sanzioni faranno cadere il regime: l’Iran non crollerà per le difficoltà economiche. Il dolore che possono infliggere usando lo stretto come arma è di gran lunga maggiore del dolore che possiamo infliggere noi imponendo ulteriori sanzioni. Trump deve approfittare di questa finestra di opportunità che si sta rapidamente chiudendo e andarsene ora, finché è ancora in tempo. Così facendo, ci avrà tirato fuori dalla regione e avrà riportato tutta l’attenzione sui problemi che riguardano gli americani qui in patria”.
Quindi l’ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo USA suggerisce a Trump di smetterla di prendere ordini da Tel Aviv e di abbandonare l’idea di rovesciare il regime in Iran il prima possibile! Queste parole dovrebbero essere su tutte le prime pagine dei giornali italiani. Eppure vengono scientemente oscurate dalla propaganda NATO, secondo cui gli USA sarebbero impegnati in una missione volta a esportare la cosiddetta democrazia. La verità è che gli Stati Uniti, in Iran, stanno perdendo una guerra per conto di Netanyahu. Ma l’Unione europea e i media occidentali ancora non vogliono accettarlo! (Alessandro Di Battista, “Joe Kent continua a parlare”, Scomode Verità)
Il vero responsabile del complotto ordito contro Kirk, ottenuto tramite la manovalanza del Manchurian Candidate Tyler Robinson, è l’organizzazione di terrore e spionaggio conosciuta come MOSSAD.
Prosegue Joe Kent,
Verso la fine dell’intervista, Carlson pone questa domanda: “Mi è stato riferito che il responsabile della sicurezza di Netanyahu è stato pescato due volte dai servizi segreti mentre attaccava un dispositivo sul veicolo di emergenza del servizio di sicurezza presidenziale. Non so se sia vero, ne hai sentito parlare?”
“L’ho letto sui media”, ha risposto Kent, “non so se è vero. Ricordo, però, che un giorno il presidente, il vicepresidente e alcuni membri del gabinetto sono andati a cena a Washington e che i manifestanti di Code Pink fossero a conoscenza del fatto, tanto da prenotare un tavolo [vicino]”. […]
“Insomma forse il presidente [sulla questione Iran] è stato semplicemente ingannato dalla cassa di risonanza che ho descritto prima e siamo arrivati a questo punto per questo motivo. Ma c’è anche la possibilità che ci sia un elemento di coercizione, di intimidazione o qualsiasi altro termine tu voglia usare, che sta influenzando il suo processo decisionale”.
Ricostruzione che fa il paio con quella di Max Blumenthal, secondo il quale Israele e l’FBI hanno influenzato Trump convincendolo che l’Iran voleva assassinarlo, sia accreditando a Teheran i due attentati falliti, sia attraverso falsi attentati costruiti dell’FBI allo stesso scopo. Insomma, l’avrebbero convinto che l’Iran “lo stesse braccando con squadre di sicari altamente specializzate”. […]
Coraggioso Kent, che ieri ha rivelato che per portare a compimento il regime-change siriano per conto di Israele, gli Stati Uniti hanno sostenuto al Qaeda e l’Isis. Storia nota, ma che lo dica l’ex capo dell’antiterrorismo Usa… Non stupisce che l’FBI stia indagando su di lui. (Davide Malacaria, ut supra)
Citiamo sempre l’ottimo Epistemologo Davide Malacaria,
A complicare la chiusura di un accordo le pressioni del partito della guerra. Netanyahu ha telefonato a Trump domenica per sollecitarlo a non accettare un cessate il fuoco, mentre il giorno precedente la notizia della morte di Trump era diventata virale sui social.
Non una banale Fake, ma un avvertimento, come si usa in situazioni del genere. La notizia, infatti, fa il paio con l’allarme lanciato da Tucker Carlson: “Tutti a Washington hanno paura di essere colpiti fisicamente da Israele”. (segue link)


Nel frattempo anche l’ex capa di Joe Kent, Tulsi Gabbard, è stata costretta a dimettersi dal servo Trump con il pretesto di problemi familiari e solo perché aveva più volte ribadito la Verità: L’Iran non è e non sarà mai un pericolo, a differenza dell’Impero del Male, Israele, governato dal Servo dell’Anticristo Netanyahu, e che dispone di 200 testate nucleari, alcune delle quali puntate sugli Stati Uniti e sull’Europa.
Inoltre la Gabbard aveva avviato un’indagine sui laboratori in Ucraina sovvenzionati dagli USA, ove, con il placet del politico pià corrotto del mondo, Zelenskyy, i Mengele americani svolgono aberranti esperimenti sui bambini ucraini, preferibilmente orfani e di etnia Russa.
Una settimana dopo che aveva rivelato di aver avviato un’indagine sui laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti in Ucraina, comunica le sue dimissioni. 🤔🤔🤔🤔 pic.twitter.com/WqaYbjZ1iH
— Gimmi🇮🇹🏴☠️🇮🇹 (@Gimmi52296693) May 24, 2026
Dopo che l’organizzazione terroristica conosciuta come MOSSAD ha ucciso o collaborato alla liquidazione fisica di centinaia di leader esteri, tra cui Kennedy e Moro, oltre ad avere co-partecipato all’auto-attentato occidentale del 911 (11 settembre 2001) tutti tremano, e il primo a farsela sotto è il Codardo Pantagruele Trump.
Concludiamo con quanto scrive su Haaretz da Rogel Alpher, il quale tratteggia un indovinato parallelo tra l’ossessione di Benjamin Netanyahu per la distruzione dell’Iran e quella di Achab per uccidere Moby Dick. La pulsione monomaniacale di Achab per la balena bianca, infatti, fa il paio di quella di Bibi per Teheran.
Anche Bibi, come Achab zoppica; un’invalidità generata dai continui fallimenti dei suoi nefasti propositi verso Teheran: “è riuscito a convincere Donald Trump a ritirarsi dall’accordo sul nucleare”, nonostante Teheran lo “rispettasse nella lettera e nello spirito”, nell’idea che le sanzioni avrebbero fatto crollare il nemico o avrebbero generato un regime-change. Così non è stato.
Poi, nonostante le sue insistenze sull’impotenza iraniana rispetto alla macchina da guerra israelo-americana, Teheran continua a far piovere missili all’intono. Netanyahu zoppica “perché l’Iran gli ha già fatto pagare un prezzo quando era ancora immerso nella sua arroganza, nella sua presunzione e nella sua ispirazione per la missione divina. Netanyahu avrebbe dovuto imparare la lezione. Invece, la sua ossessione, degna di quella di Achab, non ha fatto altro che aumentare”.
Ma “L’Iran e Hezbollah lo tengono in pugno. La gomena che ha lanciato, conficcando i suoi arpioni nella loro carne durante l’inseguimento (iniziato con un’ondata di adrenalina, eccitazione e vigoria) ora gli si è attorcigliata intorno ai testicoli e Moby Dick […] sta correndo a tutta velocità verso gli abissi”, trascinandolo con sé, e con lui tutto l’equipaggio della nave, che poi è Israele. Immagine invero plastica, che necessita di una specifica: negli abissi Netanyahu sta trascinando il mondo intero. (segue link)


La Weltanschauug di The Donald ricorda lo Snowpiercer, il treno post-apocalittico “a moto eterno” ove in mille vagoni è concentrata tutta l’Umanità sopravvissuta, assumendo una connotazione elitaria e verticistica, con Wilford-Trump a guidare il treno, e i suoi comparuzzi miliardari nelle prime classi; in fondo al treno ci sono i “fondai”, entrati clandestinamente nelle fasi concitate della partenza, costretti a svolgere lavori schiavistici – come gli immigrati irregolari Messicani – e controllati dai “mastini” una sorta di squadristi del treno come quelli dell’ICE trumpiana.


Peccato che alla guida dello Snowpiercer USA ci sia oggi il Macellaio di Gaza, Netanyahu!
Come chiosa con rettitudine Lucio Caracciolo, il Direttore della più importante rivista di Geopolitica italiana, “Limes”:
“Gli Stati Uniti sono governati da Israele, o meglio da Netanyahu.”




In brevis, è il genocida Netanyahu – ricercato dalla Corte Penale Internazionale e indagato per corruzione in Israele – a tenere per i testicoli l’Egotico Coniglio Mannaro Trump e non il contrario, come dimostrato dal fatto che l’Oman aveva annunciato l’accordo USA-IRAN sul nucleare, appena poche ore prima dell’attacco terroristico USraeliano del 28 febbraio 2026 contro la leadership iraniana e contro la scuola femminile di Minab, con 180 bambine bruciate vive, sulla scia dell’infanticidio a Gaza.
Trump makes a major announcement about the war with Iran pic.twitter.com/rBYbPRf89B
— Darth Powell (@VladTheInflator) February 28, 2026
Adesso il regime teocratico e NAZionista di Israele minaccia anche la fiera Nazione di Spagna, il cui intero Popolo e il Governo, fieramente Antifascisti, sono contro il Genocida Servo di Satana-Baal, Bibhitler Netanyahu.
BREAKING : This is tight slap to Netanyahu 🔥
🇮🇱 Netanyahu –– “Spain leadership is defaming Israel. We will now consider Spain our enemy”
🇪🇸 Spain –– 🔥 “We are not defaming you, we are defining you. You are a genocidal and criminal regime
All of you will appear before the… pic.twitter.com/SKPiDFK7br
— Amock_ (@Amockx2022) April 11, 2026
L’invasione a Ceuta di decine di migliaia di ex ergastolani e delinquenti marocchini a cui il corrotto re Muhammed VI ha promesso la grazia, è il classico esempio di guerra asimmetrica che utilizza le Migrazioni di Massa come arma contro un attore geopolitico ostile (cfr. “Armi di Migrazione di Massa” di Kelly M. Greenhill). I nazistici Gatto e la Volpe Trump-Netanyahu cercano di indebolire Pedro Sánchez, favorendo Aznar e il fascista Abascal di Vox alle prossime elezioni politiche in Spagna.


Ovviamente Giorgia Meloni ha immediatamente battuto i tacchi e, prima in Europa, ha sospeso Schengen con la Spagna.
Nessuno si rende conto che l’indemoniato terrorista Netanyahu vuole andare ben oltre la Terra che gli sarebbe stata promessa dal suo falso dio Tetragrammaton: lui vuole estendere la sua influenza in tutto il Mediterraneo!
Magari il sagace sketch di Crozza in cui Bibhitler pretende le Marche potrebbe diventare distopica realtà. Solo che la regione che interessa ai nazisionisti è la Puglia per ragioni che successivamente preciseremo. Chissà quali saranno le facce che faranno i Vannacci-Meloni quando le SS-IDF cominceranno a massacrare i Pugliesi come oggi massacrano i Palestinesi.
Nel frattempo, il genocida Netanyahu continua a offrire le vite di migliaia e migliaia bambini Palestinesi al suo dio Baal.


L’attacco contro la scuola di Minab con un missile USA Tomahawk sarebbe stato un grave errore di valutazione, ma è indecente che Al Capone Trump accusi gli Iraniani di aver lanciato tale missile contro sé stessi, che peraltro neanche posseggono nel loro arsenale.


Resta il fatto che che Trumphitler è un criminale, alla pari del suo contubernale Bibhitler Netanyahu.
Un criminale, Trump, che ha raddoppiato le sue ricchezze dall’inizio dell’aggressione fascista degli USraeliani all’Iran. Scrive Gianandrea Gaiani,
Per diverse ragioni potrebbe risultare pericoloso farsi illusioni circa il rapido esito negoziato del conflitto che oppone Israele e Stati Uniti all’Iran. Innanzitutto perché le dichiarazioni, spesso sopra le righe e contraddittorie di Donald Trump, suscitano legittime perplessità circa la lucidità e la consapevolezza delle decisioni dell’inquilino della Casa Bianca.
Di certo, dopo la presidenza di Joe Biden, gravemente inibito nella sua lucidità dalla malattia, né gli Stati Uniti né il mondo possono permettersi un altro presidente americano squilibrato. […]
L’unico aspetto positivo per Trump sembra essere riposto negli immensi guadagni finanziari che le sue dichiarazioni ancora una volta consentono a chi specula sull’impatto borsistico delle sue parole.
In passato non sono mancati episodi analoghi con vendite o acquisti su vasta scala pochi minuti prima di dichiarazioni presidenziali: sequenza ripetutasi sulle quotazioni petrolifere in occasione dell’annuncio dei fantomatici negoziati in corso con l’Iran, preceduto da vendite che hanno anticipato di pochi minuti il calo delle quotazioni di greggio e gas.
Non a caso Forbes ha valutato che il patrimonio personale di Donald Trump sia passato 4,3 a oltre 7 miliardi di dollari da quando siede di nuovo alla Casa Bianca, che forse sarebbe appropriato in questo caso chiamare “Cassa Bianca”.
Chiosa Alessandro Di Battista,
Negli ultimi 10 giorni la Coalizione Epstein (Israele+USA) ha ucciso in Iran oltre 1600 persone ferendone quasi 20.000. Migliaia sono gli edifici distrutti. Hanno bombardato 4 ospedali e 5 scuole, tra queste la scuola di Minab dove questi terroristi di Stato hanno ucciso quasi 200 persone, tra le quali oltre 150 studentesse (bambine e ragazze). La scuola di Minab è stata colpita con missili Tomahawk dalle Forze armate statunitensi che tuttavia hanno utilizzato informazioni basate sull’AI fornite dall’IDF. È evidente che, come tutte le altre stragi in scuole e negli ospedali effettuate dai terroristi sionisti durante il genocidio a Gaza, non sia stato un errore.
Negli ultimi 10 giorni Israele ha ucciso in Libano 750 persone (tra le quali 86 bambini) e ne ha ferite quasi 2000. Gli sfollati (molti dei quali già vittime della Nakba, l’esodo dalla Palestina nel 1947-48 di 750.000 persone) sono oltre 700.000. Molti sfollati hanno piazzato le tende sulle spiagge di Beirut, dove Israele ha colpito. Israele colpisce sfollati nelle tende anche in Libano. […]
Tutto questo, ripeto, è avvenuto negli ultimi 10 giorni, nel silenzio del cosiddetto libero e democratico Occidente. Israele sa di poter fare ciò che vuole. Penso ogni giorno di più che Epstein fosse davvero un agente del Mossad e che avesse a disposizione informazioni per ricattare mezzo mondo. Altrimenti non si spiega questa oscena impunità di cui gode Israele, il pericolo numero uno per la stabilità mondiale.
Ciò che stupisce è la protervia con cui Al Capone Trump asserisce di aver già vinto la guerra contro l’Iran, quando gli Iraniani sono riusciti a colpire entrambe le portaerei nel Golfo Persico, Lincoln e Ford, con la USS Gerard Ford – soprannominata la nave della cacca a causa dei suoi enormi problemi per l’evacuazione delle feci – colpita tanto pesantemente da doversi allontanare in modo precipitoso e ora l‘aspettano due anni di lavori per riparare i gravi danni.
Finanche Trump ha dovuto ammettere la riuscita dell’attacco iraniano:
“Era l’una del mattino, decollava un aereo ogni 32 secondi, era un allarme continuo, attaccavano la più grande portaerei del mondo da 17 angolazioni, siamo corsi via per salvare le nostre vite”.
Resta il fatto che gli attacchi mirati dei missili ipersonici iraniani hanno reso le sataniche Legioni USraeliane quasi del tutto cieche e distrutto tutte le basi USA installate nelle Petromonarchie.
Una sola verità pare emergere con una certa chiarezza. Rispetto alle due precedenti guerre del Golfo, rispetto alle operazioni speciali antiterrorismo in Afghanistan, Siria, Iraq, Yemen eccetera, questa volta gli Stati Uniti si trovano di fronte a un nemico che può colpirli. I due raid missilistici sulla base saudita Prince Sultan, vicino a Riad, che gli Usa utilizzano come centro logistico, soprattutto per gli aerei cisterna che riforniscono i jet in volo, sono un chiaro esempio. L’altro è la distruzione dei radar di primo allarme, come quello nella base qatarina di Al-Udeid, un asset costoso e strategico: ce ne sono soltanto sei al mondo.
Oppure il radar di un sistema antiaereo Thaad in Giordania, anche quello difficile da sostituire. Il Pentagono ne ha a disposizione tredici in tutto. L’accanimento contro i radar, in particolare quelli a banda X, ha permesso all’Iran di aprirsi la strada ad attacchi più in profondità. Quel tipo di radar serve soprattutto a distinguere le vere testate da quelle usate come esca, e a far risparmiare missili difensivi come i Patriot.
La terza guerra del Golfo è quindi asimmetrica fino a un certo punto. Con l’aiuto di Russia e Cina, dei loro satelliti e sistemi di comunicazione, i Pasdaran l’hanno portata su un altro livello. Non di parità. Ma di contestazione dello spazio aereo e navale, una cosa mai vista negli ultimi ottant’anni. (La Stampa, segue link)


Sono diversi gli aerei cisterna KC-135 abbattuti e distrutti, rendendo gli attacchi aerei delle legioni USraeliane molto più difficili da realizzare.
Missili balistici, da crociera e droni di Teheran continuano a colpire pesantemente Israele, hanno devastato tutte le basi statunitensi nelle monarchie arabe del Golfo dove la stampa americana riferisce di migliaia di militari trasferiti negli hotel mentre gli attacchi iraniani hanno distrutto o danneggiato negli ultimi giorni diversi aerei cisterna KC-135 e un aereo radar AWACS E3 Sentry dell’USAF sulla base saudita di al-Kharj e potrebbero aver colpito una nave ausiliaria statunitense al largo dell’Oman, come riferisce l’agenzia di stampa iraniana Mehr. (Gianandrea Gaiani)
Sempre dal succitato sito di analisidifesa.it,
Il 26 marzo il comando militare iraniano ha riferito che la portaerei USS Abraham Lincoln (CVN-72, quinta unità della classe Nimitz con 5.600 uomini di equipaggio, 90 velivoli imbarcati e 97mila tonnellate di dislocamento) era stata colpita da missili da crociera lanciati dalla costa diffondendo anche immagini del ponte della portaerei in fiamme.
Press TV, citando fonti interne alla Marina iraniana, ha riferito che la USS Abraham Lincoln è stata costretta a modificare la sua posizione dopo essere stata colpita da missili da crociera lanciati dalla costa. […]
Una prima portaerei inviata nell’area mediorientale, la modernissima USS Gerald R. Ford (CVN 78) ha attraccato alla base navale di Suda Bay a Creta (nella foto sotto) il 23 marzo 2026 per manutenzione e riparazioni a seguito della sua missione nel Mar Rosso e ora è stata trasferita nel porto croato di Spalato per una “visita portuale programmata e lavori di manutenzione” non meglio precisati ma che richiederanno tempi lunghi.
I sottovalutati missili antinave della Persia hanno anche quasi provocato l’affondamento della USS Tripoli che, negli intenti di The Mad Donald’s, avrebbe dovuto occupare l’isola di Kharg con i suoi 3500 Marines.
Anche questa “supernave” è dovuta tristemente tornare, con la coda tra le gambe, nei bacini di riparazione, con lavori che dureranno parecchi mesi. Non è dato sapere quanti morti abbiano subito gli Yankees trumpiani.


Incredibile la pagliacciata voluta da Trump pur di salvare uno dei piloti di un F-15 abbattuto a Isfahan:
[Il pilota] è stato recuperato da un aeroporto di Isfahan in disuso, dopo 36 ore in Iran. Significa che i commando sono penetrati per almeno 400 chilometri in territorio iraniano. Situata sull’altopiano centrale, la provincia dista mediamente tra i 400 e i 600 chilometri dai confini marittimi e terrestri più vicini. Dunque la difesa e l’intelligence iraniana hanno mostrato una falla.
Ma anche per gli Usa il bilancio dell’intera operazione è pesante. Secondo fonti di stampa, da venerdì le forze Usa hanno perso l’F15-E, due C-130 e due elicotteri Hh-60 Black Hawk finiti in fiamme, un piccolo Mh-6 Little Bird i cui resti sono stati trovati oggi, due droni MQ-9 Reaper che facevano d’appoggio ai commando e un A-10 Thunderbolt che l’Iran sostiene di avere abbattuto il primo giorno. (ilcorriere.it)
È solo di pochi giorni fa la “scomparsa” di un costosissimo (250 milioni di dollari) e raro drone MQ-4C, ovviamente abbattuto e altrettanto ovviamente partito da Sigonella (fortunatamente gli esponenti Meloniani avevano affermato che non avrebbero concesso alcuna operatività alle Forze USA dalle base italiane…),
Fino ad adesso un calcolo per difetto evidenzia che gli USA hanno bruciato non meno di 40 miliardi di dollari nell’aggressione fascista alla Persia, ma tanto sono soldi dei contribuenti americani, che subiscono continui tagli al welfare.
Ne parla il simplissimus:
Gli Usa hanno perso molti aerei da combattimento statunitensi, abbattuti o distrutti a terra dall’Iran, tra cui F-35 Lightning II, F-15E Strike Eagle, A-10 Warthog, E-3 Sentry, MQ-4C Triton, MQ-9 Reaper, aerocisterna KC-135, aereo da trasporto MC-130J, elicotteri HH-60G Pave Hawk e MH-60M Black Hawk, e molti altri. Senza dire dei super radar miliardari andati in fumo o dei lanciatori di missili Patriot e veicoli radar in Qatar, Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. Si tratta complessivamente di una perdita corrispondente a circa 40 miliardi di dollari, ma soprattutto di attrezzature che potranno essere reintegrate solo fra anni. […]
Di certo gli Usa non potrebbero fare la guerra alla Cina, alla Russia o a qualsiasi altro grande Paese industrializzato. E questo senza tenere conto che parecchie di queste armi hanno subito una rapida obsolescenza e sono oggi piuttosto scarse rispetto a quelle in mano ai principali avversari. (segue link)


Mai nessuna Amministrazione USA era arrivata ad una sconfitta così netta dopo appena poche settimane di combattimenti, dimostrando che Hindenburg Trump è un pallone gonfiato solo dalla sua tracotanza, tutto chiacchiere e distintivo.
Disastrose le guerre navali contro l’Iran di Trump lo Sconfitto:
Adesso sembra che in realtà ci sia stata una battaglia aeronavale in cui le forze Usa hanno tentato di colpire le postazioni costiere iraniane e i Mas di Teheran per far passare le proprie unità militari. Ma non ci sono riuscite: gli iraniani dicono di aver danneggiato quattro unità a stelle e strisce, che si sono poi allontanate e di aver costretto altre due a ripararsi presso l’isola di Abu Musa, finendo poi per incagliarsi. I combattimenti sono durati ore e la marina americana ne è uscita sconfitta. Questa almeno è la versione data da Mehdi Mohammadi, consigliere del presidente del Parlamento iraniano. […]
Trump insomma non ha vere carte in mano e gli scacchi militari potrebbero far precipitare la situazione che per ora rimane in bilico: ora sembra che abbia perduto anche a battaglia navale, ma deve tenere tutto nascosto. (il Simplicissimus, segue link)


The Mad Donald’s ha sottovalutato il fatto che l’Iran è ormai una Potenza Regionale, a differenza della Teocrazia Anticristica di Israele che, pur rappresentando appena l’0,12% della popolazione mondiale, con 9 milioni di abitanti – peraltro in continua erosione, poiché chi ha cervello e possibilità scappa via da Israele – è attualmente la maggior responsabile di genocidi e conflitti regionali.
Per cercare di trarsi d’impaccio, il Pazzo Donaldo ha voluto giocare l’all-in, mandando le truppe speciali a cercare di rubare l’uranio arricchito ad Isfahan. Risultato: svariati mezzi militari Usa distrutti e Americani uccisi, senza che i fascisti del CENTCOM lo ammetteranno mai.
🇺🇸🇮🇷 The EPSTEIN REGIME tried to achieve through the Islamabad negotiations what it failed to achieve through terrorism on the battlefield.
The result was no different from their botched uranium heist in Isfahan: TOTAL FAILURE pic.twitter.com/GZwUvNBAzZ
— Jackson Hinkle 🇺🇸 (@jacksonhinklle) April 12, 2026
La paranoia di Trump – che afferma di stare negoziando e contemporaneamente combattendo – è speculare a quello del criminale Lyndon B. Johnson, complice dell’assassinio di John Fitzegrald Kennedy, organizzato dal Deep State USA (Military-Industrial Complex, agenzie deviate come FBI di Hoover e CIA) assieme all’organizzazione spionistico-terrorista conosciuta come MOSSAD.
Trump ha minacciato sostanzialmente di eradicare la vita in Iran, se non cede. Infatti, oltre alle risorse energetiche, si dice pronto a bombardare le industrie e gli impianti di desalinizzazione. Insieme alle minacce, l’aggiunta solita, che i negoziati procedono e l’accordo è vicino. Impossibile, da tali dichiarazioni farneticanti e criminali, trarre suggerimenti sul futuro. […]
Tante, ad esempio, le analogie con l’intervento in Vietnam iniziato l’8 marzo 1965, quando “3.500 marines della 9ª Brigata di spedizione dei marines , le prime truppe inviate in Vietnam, sbarcarono a piedi sulla costa di Da Nang”, come ricorda Claire Barret su Military times. […]
A decidere per lo sbarco fu il presidente Lyndon B. Johnson (LBJ), che doveva la sua fulgida carriera all’assassinio di John F. Kennedy, di cui era vice. Questi, come scrive Barbara Tuchman nel suo libro “The March of Folly” (La marcia della Follia) aveva l’idea “di combattere e negoziare simultaneamente. La difficoltà era che l’obiettivo di una guerra limitata… era irraggiungibile con una guerra limitata. Il Nord non aveva alcuna intenzione di accettare un Sud non comunista e, dal momento tale concessione poteva essere imposta solo grazie a una vittoria militare e dal momento che gli Stati Uniti non potevano vincere senza una guerra totale e un’invasione, che non erano disposti a intraprendere, l’obiettivo bellico americano era precluso”. […]
Un’altra analogia [dell’Iran] con il Vietnam la si può registrare nel temperamento del comandante in capo. Se Trump ha tratti paranoici, come rilevato da tanti, ne aveva anche Lyndon Johnson. Così Phillip G. Henderson su The American Conservative: “Bill Moyers, che fu uno dei principali assistenti di Johnson e addetto stampa della Casa Bianca, disse allo storico Robert Dallek che Johnson era ‘paranoico’ e ‘depresso’, oltre che ‘cupo, autocommiserativo e arrabbiato’. ‘Era un uomo tormentato’, disse Moyers, soprattutto dopo la sua decisione di intensificare la guerra in Vietnam nel 1965. Anche il professor Dallek, in un saggio del 1998 pubblicato su The Atlantic, usò la parola ‘irrazionale’ per descrivere LBJ”. […]
Un altro punto di contatto tra Trump e LBJ è il rapporto con Israele; Netanyahu: “Trump è il più grande amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca”. Haaretz: “Lyndon Johnson: Israele non ha mai avuto un amico migliore”.
John Fitzgerald Kennedy, da buon cattolico, aveva imparato a temere l’Anticristico stato di Israele. e, appreso che i criminali sionisti stavano producendo a Dimona (Demon, Nomen Omen) l’arma nucleare, intimò loro di interromperne la produzione, pena l’occupazione della centrale con i paracadutisti americani; l’ultimo diktat lo inviò pochi mesi prima di essere assassinato. Nell’occasione, il famigerato razzista e stragista Ben-Gurion si dimise pur di guadagnare tempo: il tempo necessario affinché il Presidente americano venisse ucciso.
Ne parla Massimo Mazzucco.
L’ULTIMA MOICANA
Donald oggi ha licenziato Tulsi Gabbard (che si è pure dovuta trovare una scusa ufficiale) responsabile della intelligence USA. Colei che seguendo il decreto presidenziale aveva desecretato i file sulla morte di JFK. Dagli stessi hanno iniziato a filtrare i… pic.twitter.com/bQXUZZsL2K— pier luigi pinna (@pierpi13) May 23, 2026
Come discetta rettamente il Simplicissimus,
In questi mesi parlando del caso Epstein, ho più volte insistito sul fatto che la capacità di ricatto sviluppata da questo sionista estremo e suprematista ebraico, legato al Mossad, avrebbe dato qualche carta da giocare anche a Tel Aviv. E infatti si rimane senza fiato di fronte al fatto che il massacro di Gaza sia potuto passare senza sostanziali reazioni, anzi mobilitando persino un concreto appoggio a questa operazione. […]
Ora però cominciano a emergere elementi che vanno proprio in questa direzione, ovvero quella che il governo di Netanyahu si serve dei segreti di Epstein, alcuni dei quali ha evidentemente ereditato, per attuare politiche estreme, inammissibili sul piano delle relazioni geopolitiche senza far entrare in gioco questo elemento.
Nell’ultima puntata del programma “Going Underground”, condotto da Afshin Rattansi, un celebre presentatore inglese, poi caduto in disgrazia per le sue posizioni sull’Ucraina, Ari Ben-Menashe, ex ufficiale dell’intelligence israeliana, ovvero di quel Mossad per cui Epstein in sostanza lavorava assieme alla compagna Ghislaine Maxwell, ha detto che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta ancora conservando i peggiori fascicoli di Epstein per usarli contro l’élite statunitense qualora Washington dovesse stringere un “accordo” con l’Iran invece di bombardare il paese. Ecco le sue parole esatte: “Se si raggiungesse un accordo tra americani e iraniani, e le cose dovessero muoversi in quella direzione, Netanyahu cercherebbe di sabotarlo. Uno dei suoi metodi sarebbe la pubblicazione di materiale su Epstein.
In realtà gli Epstein Files stanno portando a galla non solo la nequizia pedofila di Epstein e dei suoi innumerevoli compagni di merende – tra cui spiccano Donald Trump, Bill Gates, Bill Clinton, Steve Bannon, svariati Reali europei, Elon Musk, Sergey Brin, Noam Chomsky, Stephen Hawking, Peter Mandelson, e tanti, tantissimi altri – ma un’intera cloaca maxima di ricatti, rapimenti, torture e finanche cannibalismo di minorenni e riti satanici. La putredine del neoliberismo occidentale – che andrebbe definito necroliberismo – con i suoi “valori” totalmente putrefatti e con le sedicenti élite dedite alla Predazione, alla Pedofilia e al Satanismo,
L’attuale è un Occidente-Uccidente Necroliberista e Satanista in via di disfacimento, tra l’Impero Nazista Amerikano di Trump e la sue Colonie (Zombie-UE, Australia, Giappone), come spiega con dovizia di prove Pubble argomentando sugli Epstein Files, la vera e propria cartina al tornasole della marcescenza occidentale.
È risaputo che Jeffrey Epstein era un agente del terroristico servizio segreto MOSSAD, come probabilmente lo era anche la sua compagna Ghislaine Maxwell, ma il compito principale di quest’ultima era fornire ragazzine e bambine al satanista pedofilo Epstein, Oggi sappiamo che la Maxwell fu vista in compagnia di Madeleine McCann, la bambina inglese scomparsa a Praia de Luz (nell’Algarve portoghese) e mai ritrovata.


Il 17 febbraio 2026, in una dichiarazione congiunta che ha scosso l’opinione pubblica mondiale, i relatori speciali delle Nazioni Unite hanno usato un linguaggio inusualmente diretto per un organismo diplomatico: i fatti descritti negli Epstein Files «contengono prove credibili e inquietanti di abusi sessuali sistematici e su larga scala, traffico e sfruttamento di donne e ragazze» e alcune di queste condotte «possono ragionevolmente raggiungere la soglia giuridica dei crimini contro l’umanità».
Tra le violazioni citate compaiono schiavitù sessuale, tortura, violenza riproduttiva, sparizioni forzate, femminicidio. Non semplici reati. Crimini contro l’umanità. La differenza non è terminologica: è la differenza tra un processo penale ordinario e una responsabilità che chiama in causa il diritto internazionale. È la differenza tra un delinquente e un sistema.
Il file EFTA02731395, il diario di una minorenne, racconta dell’esistenza di quello che può essere descritto solo come una fabbrica della stirpe: bambine usate come incubatrici nel ranch del Nuovo Messico di Epstein, a cui il figlio appena partorito veniva strappato dalle braccia. Epstein, secondo i suoi stessi scritti, voleva che il proprio seme fecondasse almeno venti donne al giorno. Non è la fantasia malata di un singolo. È un programma. Ha un nome, una filosofia, dei finanziatori, degli alleati intellettuali. (Mario Sommella, segue link)


di Mario Sommella
Epstein Files, suprematismo bianco e la nuova teologia del dominio
«Qualsiasi suggerimento che sia il momento di voltare pagina sugli Epstein Files è inaccettabile. Rappresenta un fallimento di responsabilità verso le vittime.» Con queste parole, nove esp…
La follia di Trump è quella di portare avanti ancor oggi la politica coloniale britannica delle cannoniere e delle Dreadnaught britanniche con le portaerei atomiche, mezzi resi obsoleti dalla sviluppo dei nuovi missili ipersonici e dei droni antinave.
Cameron Chell, CEO e co-fondatore di Draganfly, ha avvertito che la crescente dipendenza dell’Iran dai sistemi senza pilota a basso costo rappresenta un pericolo credibile per le risorse navali statunitensi di alto valore, tra cui il gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln.
“Le capacità dell’Iran in materia di droni valgono decine di milioni di dollari”, ha dichiarato Chell a Fox News Digital.
“Abbinando testate a basso costo a piattaforme di lancio poco costose, essenzialmente aerei pilotati a distanza, l’Iran ha sviluppato un’efficace minaccia asimmetrica contro sistemi militari altamente sofisticati”.
Chell ha affermato che l’Iran può lanciare un gran numero di droni relativamente poco sofisticati direttamente contro le navi militari, creando attacchi di saturazione che potrebbero sopraffare le difese tradizionali. (New York Post)
A questo punto, il comando americano deve tenere le portaerei ad almeno 1000-1300 km di distanza, rendendole assai meno efficaci, considerando peraltro che il loro principale mezzo aereo, lo scadente F-35, ha un’autonomia di appena 2000 km e ciò significa che, in caso di attacco a Teheran, gli aerei Usa dovranno essere riforniti in volo, rendendoli vulnerabili ai missili iraniani e non potranno godere della copertura antimissile del gruppo navale.
Ma ipotizziamo che gli Iraniani riescano a colpire e affondare la Lincoln, con 15 miliardi di dollari che vengono inghiottiti dal mare insieme a migliaia di militari Americani. Avendo perso il piatto e uno smacco epocale, il giocatore d’azzardo Trump potrebbe essere tentato di utilizzare l’arma nucleare, innescando la Terza Guerra Mondiale che sarebbe anche l’ultima tecnologica, poiché la prossima guerra la faremo con pezzi d’osso e pietre…
Nell’Operazione Absolute Resolve Pancia Villa Trump ha usato metodi mengeliani e criminali per la sua brutale azione in Venezuela.
Le tecnologie impiegate in Venezuela il 3 gennaio, per l’attacco che ha causato 100 morti e il sequestro di Maduro e Cilia Flores, non sono armi convenzionali. Si tratta di dispositivi elettronici, sonori ed elettromagnetici capaci di produrre effetti biologici devastanti sul sistema nervoso, cerebrale e fisiologico delle persone. Armi invisibili, ma non meno letali. Anzi, proprio per la loro invisibilità, potenzialmente ancora più pericolose. Russia e Cina hanno denunciato apertamente la violazione della sovranità tecnologica del Venezuela e hanno chiesto alle strutture competenti delle Nazioni Unite un’ispezione sui residui elettronici rinvenuti dopo l’attacco alle basi venezuelane.
Particolarmente dura è stata, al Palazzo di Vetro, la posizione cinese, che ha chiesto una moratoria immediata sull’uso di queste tecnologie sperimentali montate su aerei statunitensi, note come discombobulator o sistemi di disorientamento sonoro.
Secondo Pechino, questi armamenti producono danni gravissimi non solo ai sistemi di difesa, ma soprattutto alla salute dei militari e dei civili colpiti. Danni spesso irreversibili, che si manifestano con sintomi compatibili con quella che è già conosciuta come “sindrome dell’Avana”. […]
Esiste una cornice giuridica internazionale che non può essere ignorata. La Convenzione sulle Armi Convenzionali (CCW) classifica queste tecnologie come sistemi di attacco potenzialmente proibiti, soprattutto quando producono effetti indiscriminati e duraturi. In questo senso, l’uso di tali armi in Venezuela configura un crimine contro l’umanità. La responsabilità penale internazionale non è un’astrazione: medici, periti e osservatori indipendenti possono accertare la compatibilità dei sintomi con l’impiego di queste tecnologie e chiamare in causa chi le ha utilizzate.
Non si tratta solo del Venezuela. Il sequestro del presidente Nicolás Maduro e di Cilia Flores, la pretesa che una corte statunitense giudichi cittadini venezuelani per fatti mai commessi sul suolo degli Stati Uniti, dimostrano che siamo di fronte a una nuova dottrina di guerra e di diritto internazionale, un diritto piegato agli interessi dell’impero. È la riedizione aggressiva della Dottrina Monroe, che oggi assume i contorni di una visione apertamente annessionista, come dimostrano le provocazioni su Groenlandia, Canada e Cuba. (Luciano Vasapollo, segue link)


Nel suo secondo mandato Trumphitler ha disvelato il suo vero volto:
Ma chi è davvero Donald Trump? È troppo facile sbarazzarsi dell’interrogativo con la scorciatoia cognitiva della follia e della delinquenza. È troppo facile perché gli psichiatri ci dicono che il delirio di molte patologie mentali è metodico e coerente. E perché la criminologia ci dice che il comportamento criminale è razionale rispetto allo scopo e perciò lucido e prevedibile. Tutto il contrario di un Trump squilibrato e/o malfattore. […]
Un lupo calcola attentamente i rischi prima di avvicinarsi a una preda che potrebbe ferirlo. Le navi militari americane si sono tenute per mesi a 700 km di distanza dalle coste del Venezuela senza sparare un colpo, perché la loro vulnerabilità ai droni e ai missili di Maduro le avrebbe esposte a perdite pericolose di reputazione esterna e di consenso in madrepatria. Al contrario, un attacco spropositato di 150 aerei da combattimento provenienti da 20 diverse basi militari e convergenti contro un unico bersaglio – un singolo uomo, sia pure capo di Stato residente in un luogo fortificato – è un’operazione vinta fin dall’inizio, come abbiamo visto.
Altra storia è un cambio di regime, effettuato con massimo spiegamento di mezzi su un territorio vastissimo, contro una forza militare compatta e discretamente armata, sostenuta da una popolazione numerosa e ostile come quella venezuelana. Nessun predatore avveduto si imbarcherebbe in una caccia così rischiosa. E così è stato. La scala dell’aggressione si è degradata. Invasione e cambio di regime del Venezuela si sono ridotti all’estorsione di un pizzo su una risorsa strategica della vittima, costretta ad accettare l’umiliazione di chi si ritrova una pistola dietro la testa se non consegna le chiavi della cassaforte. […]
Le minacce di Trump sono l’unico strumento rimasto a una bestia feroce che non può più permettersi di combattere come una volta. Ma sono anche inefficaci. Perché nell’ecosistema del XXI secolo la sopravvivenza non si ottiene con il ringhio solitario, ma con l’integrazione in reti cooperative. (Pino Arlacchi, segue link)


Ovviamente la vivandiera pro-Usa Giorgia Meloni non perde occasione per rendersi utile ai fini imperialisti e neocoloniali di Führer Trump:
La Meloni ha definito un classico furto di petrolio in perfetto stile yankee “una legittima operazione difensiva”. Nessuno al mondo ha mostrato un livello di servilismo così umiliante. Leggete qui 👉 https://t.co/ur8UFu1jfi e iscrivetevi al mio canale Substack pic.twitter.com/ywamxTQASX
— Alessandro Di Battista (@ale_dibattista) January 8, 2026
Ha chiosato rettamente Giuseppe Conte, leader del M5S:
“Meloni prima ha firmato accordi per cui tornano i vincoli europei su sanità, scuola e la nostra economia. Poi ha detto sì ad accordi che di fatto permettono alla Germania – che ci ha imposto l’austerità per anni – di spendere centinaia e centinaia di miliardi per ridiventare una superpotenza militare. Questo grazie al grande spazio fiscale che loro hanno e noi non abbiamo, al punto che ci hanno detto di utilizzare per le armi anche i fondi europei destinati alla spesa sociale”.
“E ora – continua Conte – leggo che Meloni fa asse con la Germania di Merz, la stessa che si oppone agli eurobond e al debito comune europeo che all’Italia – ma all’Europa intera – servirebbero per investire su un’industria morente, sull’energia, sull’innovazione che crea lavoro, sul welfare e su una vera difesa comune, da razionalizzare senza spese folli dei singoli Stati. Tajani dice: “inutile aprire il dibattito sugli eurobond, non c’è accordo fra Francia e Germania”. Nel 2020, caro Tajani, non li voleva quasi nessuno ma l’Italia fece passare la sua linea”.
“Così Meloni porta l’Italia in un vicolo cieco: strozzati dai vincoli europei e in costante calo della produzione industriale, stiamo smantellando anche il nostro sistema di welfare per scimmiottare il warfare della Germania. Senza investimenti comuni dell’Europa ci condanniamo a fare come in questi anni in cui il Governo si è trovato in difficoltà anche a trovare 6 milioni per le mammografie, ha tagliato sulla scuola, definanziato la sanità buttando soldi in folli spese militari per arrancare dietro alla Germania e accontentare Trump”, evidenzia Conte.
Il governo salviniano-melonista, che strombazza gargantuesche e inesistenti vittorie economiche, è rappresentato icasticamente e plasticamente nel personaggio Galeazzo Musolesi – Federalen di San Ciofanni in Persiceten – della strip comica “Sturmtruppen” di Bonvi.
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