TRUMP È IL NUOVO ADOLF
Il Gangster Globale Donald Trump è realmente l’ipostatizzazione negli USA del XXI secolo del satanico Adolf Hitler e del suo Terzo Reich.
PREFATIO
Un prologomeno è essenziale.
Anch’io, come tanti altri, ritenevo che Donald Trump avrebbe portato pace o, quantomeno, avrebbe prodotto l’esplosione della antidemocratica e totalitaria UE.
Ma altri lo avevano vaticinato fin da tempi non sospetti: il Parruccone Arancione avrebbe recato solo guerra in tutto il globo terracqueo e non avrebbe affatto seppellito l’Unione Europea. Chapeau.
D’altro canto, da sempre il Neocolonialismo dell’Impero del Male USA è apportatore di morte e di fame nel Mondo, compresa l’Europa.
“Gli Stati Uniti sembrano destinati dalla Provvidenza a disseminare miseria per tutta l’America in nome della libertà” («los Estados Unidos parecen destinados por la providencia a plagar la América de miserias en nombre de la libertad»).
(Simón Bolívar)
Il Grasso e Gradasso Pancia Villa-Trump in un solo anno ha innescato ben 7 conflitti globali!
Alla faccia di quanto prometteva e superando nella specialità del Salto della Quaglia finanche la «cintura nera delle promosse non mantenute» (cit. Matteo Renzi), Giorgia Meloni!

AL CAPONE TRUMP, L’HITLER DEL XXI SECOLO
Partiamo con la “legittima difesa” di Hitler-Trump nei confronti del Venezuela di Maduro, così come proclamata da Gioggia dalla Garbatella.
«Il governo [italiano] reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza»: questo il laconico comunicato ufficiale fatto uscire da Palazzo Chigi dopo l’attacco militare proditorio statunitense del 3 gennaio 2026. Quell’attacco, è bene tenerlo a mente, ha portato al sequestro di un capo di Stato, il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, e alla sua deportazione coatta negli Usa. […]
Ora, vero è che la Meloni ha ribadito a più riprese ai cosiddetti «volenterosi» l’indisponibilità ad inviare a Kiev truppe italiane di «rassicurazione». Pur tuttavia, si osa forse dubitare che la premier e di conseguenza il nostro Paese impiegherebbero meno di un nano secondo a corrispondere a un comando in tal senso, se provenisse direttamente dalla Casa Bianca?
Per paradossale che possa apparire, nonostante le ripetute giaculatorie del governo sul valore della «nazione», l’attuale compagine governativa, per la sua estraneità storica al patto costituzionale, offre le più ampie garanzie di tenuta di quello schema eteronomo, a fronte di una Carta che per ovvie ragioni non si avverte come propria. L’avvio dell’ennesima stagione di riforme costituzionali, a partire dalla demolizione dell’indipendenza della magistratura, segnala una irrefrenabile volontà liquidatoria dei principi costituzionali. A valle di questo percorso è lecito ipotizzare un Paese più smarrito e ancora più vulnerabile alle incursioni da fuori. […]
I nostri attuali governanti, con la complicità di larga parte della classe politica, preso atto del ruolo di dominus degli Usa nei confronti della Ue, si sono limitati a un’adesione solo retorica rispetto alle posizioni assunte da quest’ultima. Ma purtroppo lo scenario è molto più pericoloso e inquietante da quello percepito dalle «anime belle» di chi ci governa e dei finti oppositori. Resta infatti da capire se questo rapporto sempre più stretto con una potenza imperiale di dimensioni globali ci ponga al riparo da pericoli o viceversa ci esponga a rischi addirittura superiori. […]
L’operazione da tentare sarebbe invece verosimilmente un’altra. Per smarcarsi dalla morsa a due, a cui siamo allegramente destinati, si tratterebbe di provare a disarticolare il terzetto rappresentato da Starmer, Merz e Macron. E lavorare con la Francia strategicamente a una «costituente mediterranea» con Spagna, Portogallo, Grecia e i Paesi dell’Africa settentrionale, con una proiezione pacifica e cooperativa verso il Sud e il Centro America. La prospettiva non è per nulla peregrina ed è risalente.
Ciò presuppone il superamento del modello funzionalistico che sottende all’attuale Ue e l’approdo a un paradigma geo-storico, che tenga assieme politica, storia e spazio geografico. Quella di una «lega» dei Paesi mediterranei che tasti il terreno per una futura potenziale unione politica tra simili, per mentalità e ambiente naturale, fornita di un’adeguata consistenza demografica (circa duecento milioni di abitanti), appare in effetti una prospettiva realistica e soprattutto massimamente auspicabile. (Salvatore Bianco, segue link)

L’Italia in orbita Trump
«Il governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza»: questo il laconico comunicato ufficiale fatto uscire da Palazzo Chigi dopo l’attacco militare proditorio statunitense del 3 gennaio 2026.
L’aggressione fascista del sociocida narcisista Trump contro lo Stato Sovrano del Venezuela e il rapimento del suo Capo di Stato Nicolas Maduro ha un precedente nella Storia: il rapimento del figlio del Reggente d’Ungheria Ammiraglio Miklós Horthy, ordinato dal demoniaco Hitler nell’ambito dell’Operazione Panzerfaust e realizzato dal famigerato Otto Skorzeny.
L’operazione Panzerfaust fu un’operazione speciale tedesca eseguita dal 15 al 16 ottobre 1944 per rovesciare il reggente Miklós Horthy del Regno d’Ungheria, che aveva avviato negoziati segreti per un armistizio con l’Unione Sovietica durante l’avanzata dell’Armata Rossa, rapendo suo figlio Miklós Horthy Jr. e dispiegando la forza militare per costringere Horthy alle dimissioni e all’installazione di un regime fantoccio filo-nazista sotto Ferenc Szálasi del Partito delle Croci Frecciate
L’operazione, nome in codice Unternehmen Panzerfaust in tedesco, fu ordinata personalmente da Adolf Hitler e guidata dall’SS-Obersturmbannführer Otto Skorzeny, che orchestrò il rapimento di Horthy Jr. dopo averlo attirato a un presunto incontro con i partigiani jugoslavi, legandolo e trasportandolo in Germania come leva contro il reggente. [ Contemporaneamente, unità corazzate tedesche, tra cui carri armati pesanti Tiger II, circondarono il Castello di Buda e siti governativi chiave a Budapest, mentre i paracadutisti delle SS e le forze delle Waffen-SS assicurarono posizioni strategiche per prevenire la resistenza.
Horthy inizialmente trasmise un annuncio di armistizio il 15 ottobre ma, sotto minaccia per la vita di suo figlio e di fronte alla schiacciante presenza militare tedesca, lo ritrattò il giorno seguente, abdicando in favore di Szálasi, i cui fascisti delle Croci Frecciate formarono poi il Governo di Unità Nazionale, scatenando una persecuzione intensificata di ebrei e oppositori politici. (Grokpedia)
C’è una chiosa che merita rilievo:
Il rapimento del figlio del reggente Miklós Horthy, il 15 ottobre 1944, è stato ampiamente criticato come un atto barbaro di rapimento sponsorizzato dallo Stato, emblematico del disprezzo della Germania nazista per le norme diplomatiche e la sovranità personale anche tra alleati nominali. (segue link)

Beh, qualcuno è in grado di indicarmi la differenza tra la barbarie di Hitler e quella di Trump del 3 gennaio 2026, conosciuta come operazione Absolute Resolve?
Anche allora furono pochi gli eroi ungheresi che resistettero, come sono stati solo i Cubani a resistere ai banditi della Delta Force per impedire il ratto di Nicolas Maduro e della moglie: la protervia e l’arroganza dell’Impero Americano.
“Il popolo di Cuba non è antimperialista così, da manuale. È stato l’imperialismo a renderci antimperialisti. E non solo Cuba, ma il mondo intero sarà ancora più antimperialista dopo questo assalto a tutte le norme internazionali, dopo questa offesa all’intelligenza e alla dignità umana, dopo questo atto di prepotenza criminale con cui uno Stato sovrano è stato attaccato da un impero che disprezza tutte le altre nazioni”. (segue link)

Come si evince, vige, tra il Quarto Reich Amerikano e il Terzo Reich Hitleriano, la stessa indifferenza verso il Diritto Internazionale e identico è il brutale utilizzo della forza militare per dirimere a proprio favore le controversie tra Stati.
Il brutale attacco di Trump non solo viola il diritto internazionale, ma solleva anche questioni relative al diritto statunitense. La War Powers Resolution del 1973 impone al presidente degli Stati Uniti di consultare il Congresso “in ogni caso possibile” prima di introdurre le forze armate statunitensi in ostilità contro qualsiasi Stato e, in caso contrario, di riferire al Congresso entro quarantotto ore, con la cessazione delle ostilità entro sessanta giorni in assenza di autorizzazione. Il disprezzo di Washington per il diritto internazionale si riflette anche nel non rispetto delle proprie leggi.
Alla sua comparizione in tribunale il 5 gennaio, Maduro ha dichiarato: “Sono un prigioniero di guerra”. Si tratta di un’affermazione precisa. Maduro e Flores sono stati arrestati per motivi puramente politici, nell’ambito della guerra che Washington conduce da tempo contro il Sud globale. (Potere al Popolo, segue link)

Se si osserva l’azione degli Stati Uniti durante lo scorso anno, al netto delle mirabolanti chiacchiere di Trump sulla sua vocazione di pacificatore e risolutore dei conflitti, la sostanza appare del tutto diversa. Anche a prescindere dai bombardamenti sparsi qua e là (Somalia, Nigeria, Siria, Iraq, Yemen…), Washington non ha mai smesso di essere parte attiva dei principali conflitti – Ucraina e Palestina – alimentando costantemente i suoi proxy.
In particolare, mentre cercava di intessere un dialogo con Mosca, sia per risolvere il conflitto con Kiev sia per ristabilire relazioni reciproche, non solo ha mantenuto il supporto al regime nazi-corrotto ucraino (diplomatico, politico, militare e di intelligence), ma ha continuato a sviluppare azioni ostili contro la Federazione Russa. Niente affatto a caso, Zelensky ha potuto – e può tuttora – mantenere posizioni che ostacolano la conclusione di un accordo negoziale, ben sapendo che il supporto alla guerra da parte americana non verrà meno; l’unica differenza è che la parte economica è stata subappaltata ai vassalli europei. (Enrico Tomaselli, segue link)

di Enrico Tomaselli
Un po’ come fu, per altri versi, la Conferenza di Monaco del 1938, così la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco 2026 potrebbe essere il preludio della terza guerra mondiale. Il discorso tenuto da Marco Rubio – non a caso lui, vero deu…
Repetita juvant: checché ne dicano i pennivendoli e i “debunker” uccidentali e i mollici e servili politici europei filo-atlantisti e filo-trumpiani, quello contro Maduro del pirata paranoico Trump è un atto criminale e terrorista, sic et simpliciter.
Se il secolo scorso ci aveva abituato al rispetto del Diritto Internazionale – anche se ciò non sembrava valere per lo “Stato Eccezionale” e Imperiale americano – oggi chiunque può fare quanto desidera se ne ha la forza, in particolare i Führer Nazisti Trump e Netanyahu.
Il gangster globale Donald Trump irride il Diritto Internazionale quando afferma che «il Diritto Internazionale lo decido io», esattamente con le stesse modalità di Adolf Hitler (cfr. “La Storia del Terzo Reich” di W.L. Shirer), o Luigi XIV “L’État, c’est moi”, o per dirla alla Marchese del Grillo, «io so’ io e voi non siete un cazzo!»
Con una differenza sostanziale, però: Hitler riusciva ad essere anche un ottimo negoziatore, tanto da aver convinto un individuo sospettoso e scaltro quale Stalin della bontà del patto Molotov-Ribbentrop, mentre il Rozzo Trucco Parrucco americano proclama a gran voce la sua volontà di occupare Groenlandia, Cuba, Panama, Messico, Canada, Azzorre, Canarie, e chi più ne ha, più ne metta, magari anche Italia, Roma e il Colosseo!
Icastico il filosofo Giorgio Agamben sul gangster Trump, riferendosi all’aggressione USraeliana contro l’Iran:
Per la prima volta nella storia vediamo il capo di uno stato che si considera civile parlare apertamente come un assassino, dicendo del capo religioso di un paese che ha aggredito: «lo uccideremo», e degli abitanti di quel paese: «li massacreremo». Né Hitler né Stalin hanno mai parlato così. E tuttavia non solo quest’uomo non viene incolpato e deposto, ma i capi di stato delle cosiddette democrazie occidentali lo approvano, accettando implicitamente che i politici si esprimano oggi pubblicamente come forse nemmeno gli assassini osano fare tra loro. (G. Agamben, quodlibet, 10 marzo 2026)
Una notazione è necessaria: il rapimento fascista di Maduro operato dal gangster globale Trump ha terrorizzato anche i cosiddetti alleati, a partire dalla sua ex grande amica Meloni, ora definita «inaccettabile».
Ne parla con la consueta sincerità Alessandro Orsini, ricordando che l’Italia è un Paese Satellite degli USA di Trump, rendendo la sedicente élite “Sovranista” al governo pro tempore del tutto funzionale agli interessi americani ed europoidi e completamente disfunzionale a quelli dell’Italia.
Meloni e Tajani mostrano solo grande paura, rendendo ancor più evidente il fatto che quello Meloniano è probabilmente il peggior esecutivo dalla Fondazione della Repubblica.
Aldo Moro non si tirò indietro pur minacciato nel 1976 nel suo viaggio ufficiale negli States dal Massone Satanista Henry Kissinger, Gran Maestro della maligna Three Eyes Lodge (la cui filiale italiana era la P2 di Licio Gelli), venendo poi ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978, infiltrate dai terroristi di MOSSAD e CIA.
«Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare». Alessandro Manzoni, “I Promessi Sposi”.
LA CAMALEONTICA GIORGIA MELONI NON SA PIU’ COME RIPOSIZIONARSI
Giorgia Meloni è stata definita un CAMALEONTE da Politico Europe per la sua capacità democristiana di adattarsi ai venti e ai potenti di turno. Mera resilienza, lemma che io, come Diego Fusaro, aborro, preferendo il termine resistenza.
Difatti gli Italiani hanno resistito alle deriva autoritaria dei Meloniani, votando NO alla schiforma Nordio.


L’egotista pazzo Trump è ormai posseduto dal Demonio, come la sua “Consulente Spirituale”, Paula White-Cain, che avrebbe necessità di un urgente esorcismo, come palesa questo filmato:
Americans: “Iranians are religious zealots.”
Also the White House faith advisor: pic.twitter.com/VGyiCFAGvt
— Hassan Mafi (@thatdayin1992) April 14, 2026
La ripetizione folle e ripetuta di un unico (stupido) concetto infarcita da xenoglossia è lampante sintomo di possessione demoniaca, come accadeva al Satanico Adolf Hitler.
Un altro video che mostra le movenze da indemoniata della White.
Ecco il capo dell'”Ufficio Fede” (sic!) della Casa Bianca in una delle sue imperdibili performance.pic.twitter.com/cgTgiYTQn5
— l_aforista (@aforista_l) April 25, 2026
E, aggiungiamo, anche l’isterica glossolalia della White, paragonabile all’arco isterico rappresentato dalla conosciutissima scultura “Arch of Hysteria” (1993) di Louise Bourgeois
This is Trump’s “spiritual advisor” by the way…
This isn’t Christianity. pic.twitter.com/AsIVG0aHOS
— Ethan Levins 🇺🇸 (@EthanLevins2) April 16, 2026
Xenoglossia e Glossolalia sono – lo ribadiamo – conseguenze della possessione demoniaca (Wikipedia).
That explains this then pic.twitter.com/Ue2k5ynkEA
— Best of the Gentiles (@American_GoyBoy) April 16, 2026
Il concetto di “White Devil” (diavolo bianco) ha radici storiche, letterarie e metaforiche piuttosto che teologiche dirette. Spesso indica qualcuno che appare buono, puro o innocente (il colore bianco) ma che in realtà è malvagio, riferendosi all’ipocrisia o a Satana che si trasforma in “angelo di luce”.Ecco i punti chiave:
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Origine Letteraria: L’espressione è famosa grazie all’opera teatrale di John Webster, The White Devil (1612), che usa il termine per descrivere un personaggio ipocrita e corrotto.
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Significato Teologico: Il concetto deriva da interpretazioni bibliche, come in 2 Corinzi 11:14, dove si afferma che Satana può travestirsi da angelo di luce.
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Uso Metaforico: Si riferisce a qualcuno la cui “apparenza bianca” (bontà, verità) maschera la sua natura malvagia. (Gemini, IA di Google)
Siffatti sono i consulenti del Servo del Male Trump, del tutto paragonabile al paranoico e fascista Patriota-Homelander della seguitissima serie di Amazon “Bad Boys”.


Come Homelander, Trump l’Egolatra Folle si paragona a Gesù nel suo social di menzogne “Truth” e vorrebbe, come il primo, internare nei Konzentatrionslager gestiti dall’ICE tutti coloro i quali osano criticarlo apertamente sui social.
Il clima di follia escatologica è così denso che si traglia col coltello. Dopo l’attacco al Papa, colpevole di invocare la pace, il cardinale Christophe Pierre, massimo rappresentante diplomatico del Vaticano negli Stati Uniti, dove ha ricevuto un “severo rimprovero” e l’avvertimento che, se il Papa non si fosse comportato in modo adeguato, ci sarebbero state ritorsioni con l’impiego della superiorità militare degli Stati Uniti.
Ma non è la prima volta che accadono cose di questo genere: a gennaio, Pierre era già stato avvertito che gli Stati Uniti hanno la potenza militare per fare “ciò che vogliono” e che Papa Leone, il primo pontefice nato in America, “farebbe meglio a schierarsi dalla loro parte” riguardo all’ingerenza statunitense in America Latina. Curiosamente, la notte successiva alla visita di Pierre al Pentagono, è arrivata una minaccia di bomba contro il fratello del Papa in Illinois, forse con l’intento di mandare un sinistro messaggio. […]
Così il delirio di onnipotenza si scontra con quello di impotenza delle armi convenzionali, cosa questa estremamente pericolosa perché un uomo in quelle condizioni ci potrebbe mettere meno di un minuto a pigiare il bottone rosso, senza dover chiedere nulla a nessuno. È vero che teoricamente spetterebbe al Congresso deliberare una dichiarazione di guerra, ma gli Usa, poche volte nella loro storia hanno fatto tali dichiarazioni ufficiali, quindi siamo nelle mani di un disturbato senile che crede di liberare la strada al ritorno di Gesù. (il Simplicissimus)
Gartner, psichiatra ed ex docente della Johns Hopkins University, afferma che il cervello del Narcisista Maligno Trump «è ormai definitivamente deteriorato».
Il quotidiano El Pais ha consultato una serie di esperti che hanno dibattuto sullo stato di salute mentale del tycoon. “Il cervello di Trump si sta deteriorando in modo scioccante”, ha dichiarato John Gartner, psicologo della Johns Hopkins University facendo inoltre ricorso, anche lui, alla definizione di “narcisista maligno”.
Gartner ha spiegato che la malattia in questione, descritta dal sopravvissuto all’Olocausto Erich Fromm per diagnosticare Adolf Hitler, presenta le seguenti componenti: “narcisimo, ovviamente – molti politici ne soffrono – disturbo antisociale di personalità (psicopatia) – mentono, ingannano, danneggiano gli altri, violano le regole e non provano rimorso, cercano vendetta – grandiosità – il loro desiderio è quello di dominare ed essere al di sopra di tutti gli altri; (..) e sadismo: provano piacere nel caos, nella distruzione e nell’umiliazione”. […]
Fa decisamente […] impressione il fatto che a dirsi preoccupati siano elementi che in passato sono stati tra i più stretti alleati del presidente. Come l’ex deputata repubblicana della Georgia Marjorie Taylor Green, la quale ha affermato che la minaccia di distruggere la civiltà iraniana lanciata dal tycoon non era “retorica dura ma follia” e si è detta favorevole all’invocazione del 25esimo emendamento per rimuovere dalla carica il commander in chief.
O il complottista Alex Jones che ha dichiarato che “Trump blatera e sembra che il suo cervello non funzioni molto bene”. E ancora, Ty Cobb, avvocato della Casa Bianca durante il primo mandato del repubblicano, secondo cui il presidente è “un uomo chiaramente pazzo”. Valutazione simile a quelle espresse da Stephanie Grisham, ex addetta stampa della White House, e dall’ex capo di gabinetto John F. Kelly. (Valerio Chiapparino, segue link).


Gravi, empi e folli sono stati gli sgangherati attacchi portati al Pontefice Leone XIV dal Blasfemo Mad Donald’s,
Domenica (12 Aprile 2026) il presidente statunitense Donald Trump ha criticato in modo molto duro papa Leone XIV definendolo in un post sul suo social Truth «debole sul crimine e terribile per la politica estera». Il papa ha risposto lunedì dicendo di non avere paura dell’amministrazione Trump, e che continuerà a esprimersi contro la guerra. Lo scontro tra i due ha suscitato molte reazioni, data la rilevanza dei loro ruoli, e in Italia politici di entrambi gli schieramenti hanno criticato le parole di Trump, compresa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (che di Trump è una stretta alleata). […]
Com’è stato notato da molti, la guerra in Medio Oriente iniziata dagli Stati Uniti e da Israele ha ulteriormente dimostrato la distanza delle loro posizioni e aumentato le tensioni tra i due.[…]
L’11 aprile, durante una veglia alla basilica di San Pietro, Leone XIV ha detto: «Basta con l’idolatria di se stessi e del denaro! Basta con l’ostentazione del potere! Basta con la guerra!». Pochi giorni prima aveva definito «veramente non accettabile» la minaccia di Trump di distruggere «l’intera civiltà» iraniana, e pochi giorni dopo ha detto: «Torniamo al dialogo, cerchiamo di risolvere i problemi senza arrivare a questo punto». In altre occasioni aveva detto che Dio «non ascolta le preghiere di chi fa la guerra».
Quel fenomeno del Vice JD Vance ha intimato al Papa di stare attento quando parla di teologia (SIC!)
Si riferiva in particolare all’affermazione del papa secondo cui i discepoli di Cristo «non sono mai dalla parte di chi un tempo brandiva la spada e oggi sgancia bombe». Per difendere la sua tesi, Vance ha fatto riferimento alla Seconda guerra mondiale: «Dio era al fianco degli americani che liberavano la Francia dai nazisti? Io credo che la risposta sia sicuramente “sì”». (ilpost.it)
Osano concionare di Teologia gli sgarrupati Trumpiani che citano il Vangelo secondo Pulp Fiction!


È bene ricordare, peraltro, che la Seconda Guerra Mondiale è stata vinta dall’Armata Rossa, che ha disfatto l’80% delle Forze Hitleriane, con la perdita di quasi 27 milioni di Russi, mentre agli Angloamericani è bastata un’offensiva limitata come quella sulle Ardenne per metterli in ginocchio, ma per loro fortuna i Tedeschi fallirono l’obiettivo principale, la riconquista del Porto di Anversa, e solo perché le Panzerdivisionen avevano esaurito completamente il carburante.
In ogni caso, se anche Mad Donald’s subisse l’impeachment a causa della sua demenza senile, chi prenderebbe il suo posto, cioè il fascista sedicente “cattolico” JD Vance, non sarebbe molto meglio del Pazzo Donaldo.




GLI ANTICRISTI TRUMP E NETANYAHU
Forse più che di Trump il Pazzo, dovremmo parlare di Trump l’Anticristo (e a maggior ragione di Netanyahu l’Anticristo, il Baal-Moloch che ha sulla coscienza centinaia di migliaia di bambini Palestinesi).


In un ipotetico glossario della guerra in Medio Oriente, contrassegnata dalla bulimia di content e dall’aridità dei negoziati, se c’è una parola che emerge su tutte è: «Inaccettabile». Inaccettabile è stata definita Giorgia Meloni da Donald Trump in una recente rivista al Corriere. Inaccettabili per la presidente del Consiglio sono state, invece, le parole del presidente Usa contro papa Leone XIV, accusato di sconfinare parlando di politica.
Ma il primo a usare questo aggettivo è stato il Pontefice stesso, commentando l’annuncio apocalittico dell’inquilino della Casa Bianca sulla «fine della civiltà» iraniana. Nessuno poteva prevedere il bluff, così alla fine anche il papa si è fatto trascinare in quel colosseo a porte aperte che è la politica di Trump. Quando il 13 aprile, alla vigilia del viaggio apostolico in Africa, il Pontefice ha risposto: «Io non ho paura dell’amministrazione Trump. Continuerò a parlare a voce alta del messaggio del Vangelo, quello per cui la Chiesa lavora» evitando cautamente di «entrare in un dibattito con lui», Papa Leone nell’arena della Casa Bianca ci era già entrato, ed è una novità. […]
Lo stile di Trump è noto. Il Presidente degli Stati Uniti usa il social come uno sfogatoio, derogando vergognosamente da ogni etichetta istituzionale. Pensando di essere in un reality show, l’ex tycoon dimentica di vestire i panni del capo del Paese più potente al mondo, attaccando Bruce Springsteen, persino i suoi ex supporter Maga, come Candace Owens o Tucker Carlson.
La sovranità cristocentrica di Trump, cioè la credenza che il Presidente sia imperatore e Cristo è, per dirla come scrisse Ernst Kantorowicz ne I due corpi del re, il tentativo di attribuire immortalità all’individuo come re, considerato cioè dal punto di vista del suo supercorpo.
Quell’immagine ha spinto molti suoi sostenitori a considerarlo l’Anticristo, la figura che nella teologia fondamentalista presagisce la fine dei tempi: «È più di una bestemmia, è lo spirito dell’Anticristo» ha twittato su X l’ex membro del Congresso, Marjorie Taylor Greene. Esponenti di destra come il podcaster Clint Russell stanno prendendo le distanze: «In 18 mesi sono passato dal votare per Trump a considerare la possibilità che sia l’Anticristo». Joel Webbon, pastore texano, si è spinto addirittura oltre: «Credo sinceramente che Trump sia attualmente posseduto dal demonio» ha twittato. Il conservatore Tucker Carlson, che nel 2024 era fra coloro che salutavano Trump scampato a un attentato come un intervento divino, oggi nutrono grossi dubbi sulla cristianità dell’amministrazione». (Marco Grieco, segue link)


Obtorto collo e con enorme ritardo, Giorgia Meloni ha dovuto stigmatizzare come inaccettabili le aggressioni verbali e le minacce reboanti di Mad Donald’s a Leone XIV.
All’alba di lunedì mattina, sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sia il ministro degli Esteri Antonio Tajani erano informati degli attacchi veementi di Donald Trump contro papa Leone XIV. Sia l’ambasciata italiana negli Stati Uniti sia i funzionari dell’ufficio diplomatico di Palazzo Chigi lo avevano detto a entrambi. […]
Inizialmente Meloni ha deciso di attendere. Poi, alle 9:41, ha pubblicato una nota in cui faceva gli auguri a Leone XIV «per il buon esito del viaggio apostolico che lo condurrà per la prima volta in Africa». […]
Mentre Meloni pubblicava quel messaggio, però, Leone XIV stava per atterrare ad Algeri. Durante il volo aveva incontrato i giornalisti presenti a bordo, decidendo dunque di rispondere alle prevedibili domande che gli sarebbero state rivolte sulle parole di Trump. A quelle domande Leone XIV aveva risposto con inusuale fermezza. Era del tutto legittimo attendersi che un papa non replicasse a degli attacchi così sguaiati di un capo di Stato, per quanto potente come Trump, e che semmai le sue reazioni venissero lasciate trapelare in modo meno diretto. […]
Tra i leader della coalizione si era distinto solo Matteo Salvini, il segretario della Lega. Alle 9 e mezza del mattino, intervistato su Telelombardia, aveva detto che «attaccare il papa, uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici, non mi sembra una cosa utile e intelligente da fare». […]
La scorsa settimana, a ridosso della scadenza dell’ultimatum dato da Trump all’Iran, e di fronte alle minacce del presidente americano di annientare un’intera civiltà, Leone XIV aveva detto che «questa minaccia contro tutto il popolo dell’Iran» non era accettabile. Aveva invitato tutti a pregare, ma anche i membri del congresso statunitense a «dire che non vogliamo la guerra».
Tutta questa tensione, ovviamente, ha avuto un ruolo decisivo nel suggerire a Meloni un attendismo esasperato, quando il conflitto tra il papa e Trump è infine deflagrato. […]
Così, poco dopo le 18, Meloni ha dovuto fare un nuovo comunicato in cui, pur con toni risentiti verso chi l’aveva criticata, esprimeva un giudizio finalmente inequivoco. «Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza. Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra».
Trump non l’ha presa bene, e intervistato dal Corriere della Sera ha criticato Meloni per la prima volta, dopo averla elogiata spesso in passato: «Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo […] È molto diversa da quello che pensavo». (ilpost.it, segue link)


È dovuto intervenire, per salvare capra e cavoli La Russa, col suo tipico aggendo:
“Quando c’è da dire ‘sono d’accordo’, nessuno come Meloni è stata così chiara nel dire ‘sono d’accordo con certe scelte di Trump’, ma nessuno come Meloni è stata così chiara quando non è stata d’accordo nel dire ‘non sono d’accordo’ con alcune dichiarazioni o scelte di Trump”.
La Meloni non si è mai smarcata dalle deliranti iniziative Trumpiste, come il distopico Board of Peace, in cui ha provato a far entrare l’Italia, quantomeno come osservatore.
Ma con Mad Donald’s è così: basta una sola volta che obietti e lui ti mette nel Black Note, con il rischio di essere rapito e deportato al MCC di New York, a fare compagnia al povero Maduro!
Già da tempo Steve Bannon aveva scaricato la Meloni con l’espressione acida che ella ha il piede in due staffe.
«Non volete l’Ice in Italia per proteggervi dai terroristi e criminali che avete lasciato entrare? Bene, allora non mandiamo nessuno e ritiriamo pure la squadra americana dalle Olimpiadi». Steve Bannon, ex consigliere del presidente Trump, ci tiene ad essere chiaro: «Citami letteralmente su questo: fuck you». Poi aggiunge un commento sulla premier Meloni: «Era fantastica, ora è diventata una globalista». E conclude, “francamente, credo che nulla di quanto dice sia rilevante, perché non ha risorse economiche e militari per sostenerlo. Non la prendo più seriamente e nessuno negli Usa lo fa». (segue link)


L’apparente erraticità dell’azione politica delle Melonians nasconde solo il desiderio di rimanere incollate alla Poltrona, costi quello che costi. Soprattutto agli Italiani, che ne stanno pagando il greve onere, con oltre tre anni consecutivi di crollo della produzione industriale, con i salari più bassi d’Europa e con una Sanità Pubblica sempre più evanescente.




Paghi bollette assurde? Giorgia regala caldaie all’Ucraina.
In Calabria si aspetta un anno per una Tac? Giorgia manda i soldi delle nostre tasse alla Sanità ucraina.
E se ne vanta.
È stata eletta dagli Italiani o dagli Ucraini?
Perché invece non pensa alle nostre bollette? https://t.co/cUWC8cIgbc pic.twitter.com/QrYmi9c8pk— Notizie al contrario (@not_contro) April 16, 2026
L’autorevole anchorman russo Solovyev ha attaccato duramente e insultato la Meloni:
Risponde la Meloni sui suoi social:
Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà.
Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada.
Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini.
La nostra bussola… pic.twitter.com/UPmr22zAwO— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) April 21, 2026
Riportiamo l’icastica e satirica chiosa del sempre ottimo il Simplicissimus:
Le curiose, violente, persino nitide, parole di un giornalista russo contro la Meloni hanno suscitato un vespaio di indignazione dentro un milieu politico, dentro un Paese e un’opinione pubblica che vive dentro un’irrealtà politicamente corretta o forse sarebbe meglio dire arrangiata alla bell’e meglio. Ciò che risalta in primo piano è l’ipocrisia assoluta nella quale siamo immersi come se avessimo messo la coscienza sotto formalina, dentro uno di quei vasi dove campeggiano i reperti degli anatomo patologi. Che cosa ci si aspetta che dicano i russi?
Da quattro anni forniamo armi e denaro perché un regime neonazista uccida quanti più russi possibile e anzi questo scopo è stato ufficiosamente sdoganato a Bruxelles, ma fingiamo di non essere in guerra, pensiamo sempre di poter scampare dalle responsabilità oggettive. Da quattro anni abbiamo abolito e cancellato la cultura russa e i suoi intellettuali da ogni e qualsiasi manifestazione e ci aspettiamo che ci facciano i complimenti?
Da quattro anni parliamo incessantemente di quanto sia cattivo Putin e tacciamo sulla condotta terroristica del regime di Kiev che, essendo impotente contro la macchina militare russa, si dedica a quei pochi obiettivi civili che sono alla sua portata. Ci aspettiamo che ci trattino con i guanti? No, ci trattano semplicemente per quel che meritiamo. […]
Tuttavia la cosa davvero divertente è stata la replica della Meloni, la quale ha asserito di non avere padroni e di fare solo l’interesse degli italiani. Ci prende pure per i fondelli. Il suo problema è semmai quello di averne troppi di padroni, come una colf che si arrangia con almeno tre diversi lavori e passa da uno all’altro con la velocità della luce: prima con Trump, poi con la von der Leyen e adesso addirittura tra i volenterosi che forse vogliono sbarazzarsi di qualche nave col relativo equipaggio nel Golfo Persico, tanto per far rispettare le regole dei cannibali. Si sbaciucchia Zelensky appena può e lo riempie di soldi sottratti ai cittadini italiani.
Tutto fa tranne che gli interessi del Paese e questo nel momento in cui il debito pubblico sta cominciando a salire non a causa delle spese sociali, ma a causa della deindustrializzazione. (segue link)


Replica Vladimir Solovyev,
Lingua sciolta e inscalfibile fiducia nella “sua” Russia, quella dell’omonimo Putin. Vladimir Solovyev non si scusa con Giorgia Meloni per la scarica di definizioni che le ha riservato la settimana scorsa, attacca i leader europei, maltratta l’Ucraina e difende la politica del Cremlino. […]
Come le è venuto di chiamare “Putta-Meloni” insieme ad altre espressioni che vanno oltre la critica politica?
Se ci si riferisce alla parola in spagnolo, o in italiano, vuol dire una cosa; se, invece, si considera la lingua russa putta è in realtà putanitsa, che significa ‘confusione’, ‘non sapere di quel che si parla’… Quel che intendevo è che Meloni è confusa, difendendo il papa ha cambiato opinione riguardo al suo rapporto con Trump: ma forse lo ha fatto per cercare i voti dei cattolici. Come del resto in passato ha tradito le sue origini fasciste, il partito da cui proviene. […]
Meloni non mi pare stia facendo quel che è meglio per gli italiani. E lo stesso è per gli altri. Sono senza memoria, sono come farfalle, non ricordano il passato. […]
Lei proviene da una famiglia ebraica, cosa pensa di Israele e del governo Netanyahu?
Sono molto deluso: i massacri contro i palestinesi avrebbero dovuto aprire gli occhi ai vostri leader che invece sono bloccati nel doppio standard. Se c’è un attacco terroristico tutti si agitano, se vengono uccisi dei civili in Palestina nessuno ha da ridire. Vengo accusato di esser propagandista. Propaganda viene dal latino ‘ciò che deve esser diffuso’: è il mio lavoro, in effetti. Ed è anche per questo, da ebreo antifascista, che voglio ricordare alla Signora Meloni cosa è stato fatto agli ebrei in Italia. (segue link)


E comunque,
per sentire Giorgia Meloni, definire “inaccettabile” una dichiarazione di Donald Trump, in questo anno e mezzo, abbiamo dovuto aspettare che definisse Papa Leone XVI “debole e pessimo in politica estera”.
Fino a ieri, invece, tutto ok. (fanpage.it)
La sovranista italexitista (poi ultra-europeista) – voce critica dell’Occidentalismo all’opposizione (poi fervente NATOista), Bideniana (poi Trumpiana, poi Leoniona, poi vedremo).
Meloni [dimostra di non aver] cambiato linea, continuando ostinatamente a raccontare e raccontarsi la favoletta dell’unità dell’Occidente e dell’Italia come ponte fra Usa ed Europa. Certo, ha dovuto ammettere che “è innegabile che stiamo vivendo un momento di particolare difficoltà dei rapporti tra l’Europa e gli Stati Uniti”, ma ha fornito una sua lettura alternativa, particolarmente benevola nei confronti del suo amico alla Casa Bianca. […]
Se Meloni rifiuta qualunque responsabilità nelle difficoltà del nostro Paese, in questo caso fa addirittura un passo ulteriore, arrivando a deresponsabilizzare anche Donald Trump. Come se la rottura dell’unità europea non fosse un obiettivo prioritario dell’amministrazione statunitense, come se non ci fosse stato il discorso di Vance a Monaco, come se The Donald non avesse mai minacciato gli alleati sulla Groenlandia, come se Washington non avesse imposto dazi. E potremmo continuare a lungo. […]
C’è, in questo modo di leggere il conflitto, una forma di egoismo neocolonialista che francamente risulta inadeguata non solo per la portata degli eventi in corso, ma anche per la sensibilità di milioni di italiani. L’unica cosa che ci interessa è il petrolio, l’interesse “prioritario dell’Italia, e dei suoi partner europei e occidentali, che la libertà di navigazione venga pienamente ripristinata alle condizioni precedenti al 28 febbraio, in modo da poter normalizzare la situazione di tensione sui mercati energetici, delle materie prime critiche, dei fertilizzanti e di altri prodotti essenziali per la nostra economia”.
Su Israele, se possibile, Meloni fa addirittura peggio. Perché si rifugia nella solita ipocrisia: si indigna per gli attacchi alla missione Unifil, condanna le azioni in Libano, ma non accenna alle reali responsabilità, non apre alla revoca degli accordi commerciali con l’Europa, non vuole sentir parlare di sanzioni. Sterilità e ipocrisia. (segue link)


La disfatta al referendum costituzionale sulla giustizia rappresenta comunque la bisettrice definitiva per Meloni e Melonisti. Ormai l’inarrestabile declino politico di Gioggia dalla Garbatella è davanti agli occhi di tutti.
COALIZIONE EPSTEIN, EPSTEIN FILES E TRUMP
Al momento le mire belluine di Trumphitler sono rivolte all’Iran, quasi sicuramente a causa del ricatto di Netanyahu, in possesso di file Epstein di portata esplosiva contro il presidente USA pro tempore.
Guerra in Iran, un attacco grave e ingiustificato. Per tre ragioni, queste.👇 pic.twitter.com/JLZh8fSJwW
— Marcello Foa (@MarcelloFoa) February 28, 2026
Files tanto raccapriccianti e agghiaccianti, che potrebbero andare ben oltre la pedofilia e arrivare al cannibalismo e a riti satanici, che indurrebbero tutto il Congresso USA, compresi Trumpiani e gli ex fedelissimi MAGA delusi dal tycoon sotto ricatto sionista, a votare l’impeachment per il Parruccone Arancione Trump.
“Eps!”
All you have to do is say three letters and the dog Trump gives his paw. https://t.co/HLo5lKIGOn pic.twitter.com/r8YBJJZO7B— Little Epsteins Growing 🇮🇱 (@QLexPipiens) March 2, 2026
Malgrado la retorica trumpiana sia fondata sui toni reboanti e tonitruanti, l’individuo è un vile. Chiama gli alleati (rectius: i servi) “vigliacchi” perché non inviano le loro navi ad affondare nello Stretto di Hormuz, mentre lui ha ordinato di tenere le sue flotte ad almeno 1300 Km dallo Stretto, che, nel suo narcisismo maligno definisce di Trump (sic!), dopo che sia la portaerei Lincoln che la Ford sono state colpite da missili antinave (la Ford in modo molto grave).
Trump, esattamente come gli altri presidenti USA prima di lui, sta mandando a morire gli Americani per il progetto teocratico del “Greater Israel” agognato da Netanyahu, una sorta di reviviscenza distopica del Großgermanisches Reich hitleriano.
BREAKING: 🚨 Ex-HEAD OF COUNTER-TERRORISM REVEALS AMERICA CREATED AND ARMED ISIS & AL-QAEDA… FOR ISRAEL
Joe Kent:
“US armed Al Qaeda, created ISIS, unleashed a global terror network -just to overthrow Assad and protect Israel”
pic.twitter.com/6hVaTmQBpq— ADAM (@AdameMedia) March 27, 2026
Tre grandi fan MAGA come Kirk, Kent e Tucker Carlson hanno preso le distanze da Capitan Fracassa Trump ormai più sionizzato che rimbecillito, a tal punto che l’acronimo MAGA è diventato MIGA (Make Israel Great Again).
Charlie Kirk venne freddato – guarda caso – dopo che aveva assunto una posizione nettamente contraria alla Teocrazia Totalitaria e Genocida di Israele e a pochi giorni di distanza da un feroce litigio, proprio su tale questione, con il demente della Casa Bianca.


Ne parla l’ex MAGA Joe Kent, la cui moglie è stata uccisa per la gloria del Greater Israel NAZionista nell’attentato di Manbij, e dimessosi in questi giorni da direttore del National Counterterrorism Center.
A differenza del vile Don Abbondio Trump, Kent è un uomo coraggioso che
due settimane fa si è dimesso perché contrario all’attacco all’Iran spiegando, in una lettera aperta, che il suo Paese è stato trascinato in guerra sotto “la pressione di Israele e della potente lobby” che promuove gli interessi israeliani negli Usa senza motivo, perché Teheran non era una minaccia.
Noto anche ciò che ha dichiarato in un’intervista a Tucker Carlson, in particolare la rivelazione sull’assassinio di Charlie Kirk, che ha definito una “pubblica esecuzione”, avvenuto poco dopo che questi aveva dato un contributo significativo nell’impedire che l’America fosse trascinata in guerra contro l’Iran lo scorso giugno.
Un attivismo constatato personalmente da Kent, il quale ha riferito di aver incontrato Kirk alla Casa Bianca poco prima che questi parlasse con Trump e che, nell’incrociarlo, il giovane politico lo aveva esortato a gran voce di lavorare per impedire la guerra.
Nell’intervista anche la denuncia sugli ostacoli frapposti dall’FBI alle indagini sull’assassinio di Kirk, che hanno impedito all’antiterrorismo di approfondire gli “indizi” riguardanti una possibile pista estera. (Davide Malacaria. segue link)


Ovvio che Kent, in base alle sue informazioni riservate, si riferiva in relazione alla “pista estera” allo stato Terrorista e Genocida di Israele, l’ipostatizzazione nel XXI secolo del Maßnahmenstaat Hitleriano.
Altro che “Israele unica democrazia in Medio Oriente” in base alla retorica di pennivendoli e del corrotto milieu uccidentale.
Il vero responsabile del complotto ordito contro Kirk, ottenuto tramite la manovalanza del Manchurian Candidate Tyler Robinson, è l’organizzazione di terrore e spionaggio conosciuta come MOSSAD.
Prosegue Joe Kent,
Verso la fine dell’intervista, Carlson pone questa domanda: “Mi è stato riferito che il responsabile della sicurezza di Netanyahu è stato pescato due volte dai servizi segreti mentre attaccava un dispositivo sul veicolo di emergenza del servizio di sicurezza presidenziale. Non so se sia vero, ne hai sentito parlare?”
“L’ho letto sui media”, ha risposto Kent, “non so se è vero. Ricordo, però, che un giorno il presidente, il vicepresidente e alcuni membri del gabinetto sono andati a cena a Washington e che i manifestanti di Code Pink fossero a conoscenza del fatto, tanto da prenotare un tavolo [vicino]”. […]
“Insomma forse il presidente [sulla questione Iran] è stato semplicemente ingannato dalla cassa di risonanza che ho descritto prima e siamo arrivati a questo punto per questo motivo. Ma c’è anche la possibilità che ci sia un elemento di coercizione, di intimidazione o qualsiasi altro termine tu voglia usare, che sta influenzando il suo processo decisionale”.
Ricostruzione che fa il paio con quella di Max Blumenthal, secondo il quale Israele e l’FBI hanno influenzato Trump convincendolo che l’Iran voleva assassinarlo, sia accreditando a Teheran i due attentati falliti, sia attraverso falsi attentati costruiti dell’FBI allo stesso scopo. Insomma, l’avrebbero convinto che l’Iran “lo stesse braccando con squadre di sicari altamente specializzate”. […]
Coraggioso Kent, che ieri ha rivelato che per portare a compimento il regime-change siriano per conto di Israele, gli Stati Uniti hanno sostenuto al Qaeda e l’Isis. Storia nota, ma che lo dica l’ex capo dell’antiterrorismo Usa… Non stupisce che l’FBI stia indagando su di lui. (Davide Malacaria, ut supra)
Citiamo sempre l’ottimo Epistemologo Davide Malacaria,
A complicare la chiusura di un accordo le pressioni del partito della guerra. Netanyahu ha telefonato a Trump domenica per sollecitarlo a non accettare un cessate il fuoco, mentre il giorno precedente la notizia della morte di Trump era diventata virale sui social.
Non una banale Fake, ma un avvertimento, come si usa in situazioni del genere. La notizia, infatti, fa il paio con l’allarme lanciato da Tucker Carlson: “Tutti a Washington hanno paura di essere colpiti fisicamente da Israele”. (segue link)


Dopo che l’organizzazione terroristica conosciuta come MOSSAD ha ucciso o collaborato alla liquidazione fisica di centinaia di leader esteri, tra cui Kennedy e Moro, oltre ad avere co-partecipato all’auto-attentato occidentale del 911 (11 settembre 2001) tutti tremano, e il primo a farsela sotto è il Codardo Pantagruele Trump.
Concludiamo con quanto scrive su Haaretz da Rogel Alpher, il quale tratteggia un indovinato parallelo tra l’ossessione di Benjamin Netanyahu per la distruzione dell’Iran e quella di Achab per uccidere Moby Dick. La pulsione monomaniacale di Achab per la balena bianca, infatti, fa il paio di quella di Bibi per Teheran.
Anche Bibi, come Achab zoppica; un’invalidità generata dai continui fallimenti dei suoi nefasti propositi verso Teheran: “è riuscito a convincere Donald Trump a ritirarsi dall’accordo sul nucleare”, nonostante Teheran lo “rispettasse nella lettera e nello spirito”, nell’idea che le sanzioni avrebbero fatto crollare il nemico o avrebbero generato un regime-change. Così non è stato.
Poi, nonostante le sue insistenze sull’impotenza iraniana rispetto alla macchina da guerra israelo-americana, Teheran continua a far piovere missili all’intono. Netanyahu zoppica “perché l’Iran gli ha già fatto pagare un prezzo quando era ancora immerso nella sua arroganza, nella sua presunzione e nella sua ispirazione per la missione divina. Netanyahu avrebbe dovuto imparare la lezione. Invece, la sua ossessione, degna di quella di Achab, non ha fatto altro che aumentare”.
Ma “L’Iran e Hezbollah lo tengono in pugno. La gomena che ha lanciato, conficcando i suoi arpioni nella loro carne durante l’inseguimento (iniziato con un’ondata di adrenalina, eccitazione e vigoria) ora gli si è attorcigliata intorno ai testicoli e Moby Dick […] sta correndo a tutta velocità verso gli abissi”, trascinandolo con sé, e con lui tutto l’equipaggio della nave, che poi è Israele. Immagine invero plastica, che necessita di una specifica: negli abissi Netanyahu sta trascinando il mondo intero. (segue link)


La Weltanschauug di The Donald ricorda lo Snowpiercer, il treno post-apocalittico “a moto eterno” ove in mille vagoni è concentrata tutta l’Umanità sopravvissuta, assumendo una connotazione elitaria e verticistica, con Wilford-Trump a guidare il treno, e i suoi comparuzzi miliardari nelle prime classi; in fondo al treno ci sono i “fondai”, entrati clandestinamente nelle fasi concitate della partenza, costretti a svolgere lavori schiavistici – come gli immigrati irregolari Messicani – e controllati dai “mastini” una sorta di squadristi del treno come quelli dell’ICE trumpiana.


Peccato che alla guida dello Snowpiercer USA ci sia oggi il Macellaio di Gaza, Netanyahu!
Come chiosa con rettitudine Lucio Caracciolo, il Direttore della più importante rivista di Geopolitica italiana, “Limes”:
“Gli Stati Uniti sono governati da Israele, o meglio da Netanyahu.”




In brevis, è il genocida Netanyahu – ricercato dalla Corte Penale Internazionale e indagato per corruzione in Israele – a tenere per i testicoli l’Egotico Coniglio Mannaro Trump e non il contrario, come dimostrato dal fatto che l’Oman aveva annunciato l’accordo USA-IRAN sul nucleare, appena poche ore prima dell’attacco terroristico USraeliano del 28 febbraio 2026 contro la leadership iraniana e contro la scuola femminile di Minab, con 180 bambine bruciate vive, sulla scia dell’infanticidio a Gaza.
Trump makes a major announcement about the war with Iran pic.twitter.com/rBYbPRf89B
— Darth Powell (@VladTheInflator) February 28, 2026
Adesso il regime teocratico e NAZionista di Israele minaccia anche la fiera Nazione di Spagna, il cui intero Popolo e il Governo, fieramente Antifascista, è contro il Genocida Servo di Satana-Baal, Bibhitler Netanyahu.
BREAKING : This is tight slap to Netanyahu 🔥
🇮🇱 Netanyahu –– “Spain leadership is defaming Israel. We will now consider Spain our enemy”
🇪🇸 Spain –– 🔥 “We are not defaming you, we are defining you. You are a genocidal and criminal regime
All of you will appear before the… pic.twitter.com/SKPiDFK7br
— Amock_ (@Amockx2022) April 11, 2026
L’attacco contro la scuola di Minab con un missile USA Tomahawk sarebbe stato un grave errore di valutazione, ma è indecente che Al Capone Trump accusi gli Iraniani di aver lanciato tale missile contro sé stessi, che peraltro neanche posseggono nel loro arsenale.


Resta il fatto che che Trumphitler è un criminale, alla pari del suo contubernale Bibhitler Netanyahu.
Un criminale, Trump, che ha raddoppiato le sue ricchezze dall’inizio dell’aggressione fascista degli USraeliani all’Iran. Scrive Gianandrea Gaiani,
Per diverse ragioni potrebbe risultare pericoloso farsi illusioni circa il rapido esito negoziato del conflitto che oppone Israele e Stati Uniti all’Iran. Innanzitutto perché le dichiarazioni, spesso sopra le righe e contraddittorie di Donald Trump, suscitano legittime perplessità circa la lucidità e la consapevolezza delle decisioni dell’inquilino della Casa Bianca.
Di certo, dopo la presidenza di Joe Biden, gravemente inibito nella sua lucidità dalla malattia, né gli Stati Uniti né il mondo possono permettersi un altro presidente americano squilibrato. […]
L’unico aspetto positivo per Trump sembra essere riposto negli immensi guadagni finanziari che le sue dichiarazioni ancora una volta consentono a chi specula sull’impatto borsistico delle sue parole.
In passato non sono mancati episodi analoghi con vendite o acquisti su vasta scala pochi minuti prima di dichiarazioni presidenziali: sequenza ripetutasi sulle quotazioni petrolifere in occasione dell’annuncio dei fantomatici negoziati in corso con l’Iran, preceduto da vendite che hanno anticipato di pochi minuti il calo delle quotazioni di greggio e gas.
Non a caso Forbes ha valutato che il patrimonio personale di Donald Trump sia passato 4,3 a oltre 7 miliardi di dollari da quando siede di nuovo alla Casa Bianca, che forse sarebbe appropriato in questo caso chiamare “Cassa Bianca”.
Chiosa Alessandro Di Battista,
Negli ultimi 10 giorni la Coalizione Epstein (Israele+USA) ha ucciso in Iran oltre 1600 persone ferendone quasi 20.000. Migliaia sono gli edifici distrutti. Hanno bombardato 4 ospedali e 5 scuole, tra queste la scuola di Minab dove questi terroristi di Stato hanno ucciso quasi 200 persone, tra le quali oltre 150 studentesse (bambine e ragazze). La scuola di Minab è stata colpita con missili Tomahawk dalle Forze armate statunitensi che tuttavia hanno utilizzato informazioni basate sull’AI fornite dall’IDF. È evidente che, come tutte le altre stragi in scuole e negli ospedali effettuate dai terroristi sionisti durante il genocidio a Gaza, non sia stato un errore.
Negli ultimi 10 giorni Israele ha ucciso in Libano 750 persone (tra le quali 86 bambini) e ne ha ferite quasi 2000. Gli sfollati (molti dei quali già vittime della Nakba, l’esodo dalla Palestina nel 1947-48 di 750.000 persone) sono oltre 700.000. Molti sfollati hanno piazzato le tende sulle spiagge di Beirut, dove Israele ha colpito. Israele colpisce sfollati nelle tende anche in Libano. […]
Tutto questo, ripeto, è avvenuto negli ultimi 10 giorni, nel silenzio del cosiddetto libero e democratico Occidente. Israele sa di poter fare ciò che vuole. Penso ogni giorno di più che Epstein fosse davvero un agente del Mossad e che avesse a disposizione informazioni per ricattare mezzo mondo. Altrimenti non si spiega questa oscena impunità di cui gode Israele, il pericolo numero uno per la stabilità mondiale.
Ciò che stupisce è la protervia con cui Al Capone Trump asserisce di aver già vinto la guerra contro l’Iran, quando gli Iraniani sono riusciti a colpire entrambe le portaerei nel Golfo Persico, Lincoln e Ford, con la USS Gerard Ford – soprannominata la nave della cacca a causa dei suoi enormi problemi per l’evacuazione delle feci – colpita tanto pesantemente da doversi allontanare in modo precipitoso e ora l‘aspettano due anni di lavori per riparare i gravi danni.
Finanche Trump ha dovuto ammettere la riuscita dell’attacco iraniano:
“Era l’una del mattino, decollava un aereo ogni 32 secondi, era un allarme continuo, attaccavano la più grande portaerei del mondo da 17 angolazioni, siamo corsi via per salvare le nostre vite”.
Resta il fatto che gli attacchi mirati dei missili ipersonici iraniani hanno reso le sataniche Legioni USraeliane quasi del tutto cieche e distrutto tutte le basi USA installate nelle Petromonarchie.
Una sola verità pare emergere con una certa chiarezza. Rispetto alle due precedenti guerre del Golfo, rispetto alle operazioni speciali antiterrorismo in Afghanistan, Siria, Iraq, Yemen eccetera, questa volta gli Stati Uniti si trovano di fronte a un nemico che può colpirli. I due raid missilistici sulla base saudita Prince Sultan, vicino a Riad, che gli Usa utilizzano come centro logistico, soprattutto per gli aerei cisterna che riforniscono i jet in volo, sono un chiaro esempio. L’altro è la distruzione dei radar di primo allarme, come quello nella base qatarina di Al-Udeid, un asset costoso e strategico: ce ne sono soltanto sei al mondo.
Oppure il radar di un sistema antiaereo Thaad in Giordania, anche quello difficile da sostituire. Il Pentagono ne ha a disposizione tredici in tutto. L’accanimento contro i radar, in particolare quelli a banda X, ha permesso all’Iran di aprirsi la strada ad attacchi più in profondità. Quel tipo di radar serve soprattutto a distinguere le vere testate da quelle usate come esca, e a far risparmiare missili difensivi come i Patriot.
La terza guerra del Golfo è quindi asimmetrica fino a un certo punto. Con l’aiuto di Russia e Cina, dei loro satelliti e sistemi di comunicazione, i Pasdaran l’hanno portata su un altro livello. Non di parità. Ma di contestazione dello spazio aereo e navale, una cosa mai vista negli ultimi ottant’anni. (La Stampa, segue link)


Sono diversi gli aerei cisterna KC-135 abbattuti e distrutti, rendendo gli attacchi aerei delle legioni USraeliane molto più difficili da realizzare.
Missili balistici, da crociera e droni di Teheran continuano a colpire pesantemente Israele, hanno devastato tutte le basi statunitensi nelle monarchie arabe del Golfo dove la stampa americana riferisce di migliaia di militari trasferiti negli hotel mentre gli attacchi iraniani hanno distrutto o danneggiato negli ultimi giorni diversi aerei cisterna KC-135 e un aereo radar AWACS E3 Sentry dell’USAF sulla base saudita di al-Kharj e potrebbero aver colpito una nave ausiliaria statunitense al largo dell’Oman, come riferisce l’agenzia di stampa iraniana Mehr. (Gianandrea Gaiani)
Sempre dal succitato sito di analisidifesa.it,
Il 26 marzo il comando militare iraniano ha riferito che la portaerei USS Abraham Lincoln (CVN-72, quinta unità della classe Nimitz con 5.600 uomini di equipaggio, 90 velivoli imbarcati e 97mila tonnellate di dislocamento) era stata colpita da missili da crociera lanciati dalla costa diffondendo anche immagini del ponte della portaerei in fiamme.
Press TV, citando fonti interne alla Marina iraniana, ha riferito che la USS Abraham Lincoln è stata costretta a modificare la sua posizione dopo essere stata colpita da missili da crociera lanciati dalla costa. […]
Una prima portaerei inviata nell’area mediorientale, la modernissima USS Gerald R. Ford (CVN 78) ha attraccato alla base navale di Suda Bay a Creta (nella foto sotto) il 23 marzo 2026 per manutenzione e riparazioni a seguito della sua missione nel Mar Rosso e ora è stata trasferita nel porto croato di Spalato per una “visita portuale programmata e lavori di manutenzione” non meglio precisati ma che richiederanno tempi lunghi.
I sottovalutati missili antinave della Persia hanno anche quasi provocato l’affondamento della USS Tripoli che, negli intenti di The Mad Donald’s, avrebbe dovuto occupare l’isola di Kharg con i suoi 3500 Marines.
Anche questa “supernave” è dovuta tristemente tornare, con la coda tra le gambe, nei bacini di riparazione, con lavori che dureranno parecchi mesi. Non è dato sapere quanti morti abbiano subito gli Yankees trumpiani.


Incredibile la pagliacciata voluta da Trump pur di salvare uno dei piloti di un F-15 abbattuto a Isfahan:
[Il pilota] è stato recuperato da un aeroporto di Isfahan in disuso, dopo 36 ore in Iran. Significa che i commando sono penetrati per almeno 400 chilometri in territorio iraniano. Situata sull’altopiano centrale, la provincia dista mediamente tra i 400 e i 600 chilometri dai confini marittimi e terrestri più vicini. Dunque la difesa e l’intelligence iraniana hanno mostrato una falla.
Ma anche per gli Usa il bilancio dell’intera operazione è pesante. Secondo fonti di stampa, da venerdì le forze Usa hanno perso l’F15-E, due C-130 e due elicotteri Hh-60 Black Hawk finiti in fiamme, un piccolo Mh-6 Little Bird i cui resti sono stati trovati oggi, due droni MQ-9 Reaper che facevano d’appoggio ai commando e un A-10 Thunderbolt che l’Iran sostiene di avere abbattuto il primo giorno. (ilcorriere.it)
È solo di pochi giorni fa la “scomparsa” di un costosissimo (250 milioni di dollari) e raro drone MQ-4C, ovviamente abbattuto e altrettanto ovviamente partito da Sigonella (fortunatamente gli esponenti Meloniani avevano affermato che non avrebbero concesso alcuna operatività alle Forze USA dalle base italiane…),
Fino ad adesso un calcolo per difetto evidenzia che gli USA hanno bruciato non meno di 40 miliardi di dollari nell’aggressione fascista alla Persia, ma tanto sono soldi dei contribuenti americani, che subiscono continui tagli al welfare.
Ne parla il simplissimus:
Gli Usa hanno perso molti aerei da combattimento statunitensi, abbattuti o distrutti a terra dall’Iran, tra cui F-35 Lightning II, F-15E Strike Eagle, A-10 Warthog, E-3 Sentry, MQ-4C Triton, MQ-9 Reaper, aerocisterna KC-135, aereo da trasporto MC-130J, elicotteri HH-60G Pave Hawk e MH-60M Black Hawk, e molti altri. Senza dire dei super radar miliardari andati in fumo o dei lanciatori di missili Patriot e veicoli radar in Qatar, Arabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. Si tratta complessivamente di una perdita corrispondente a circa 40 miliardi di dollari, ma soprattutto di attrezzature che potranno essere reintegrate solo fra anni. […]
Di certo gli Usa non potrebbero fare la guerra alla Cina, alla Russia o a qualsiasi altro grande Paese industrializzato. E questo senza tenere conto che parecchie di queste armi hanno subito una rapida obsolescenza e sono oggi piuttosto scarse rispetto a quelle in mano ai principali avversari. (segue link)


Mai nessuna Amministrazione USA era arrivata ad una sconfitta così netta dopo appena poche settimane di combattimenti, dimostrando che Hindenburg Trump è un pallone gonfiato solo dalla sua tracotanza, tutto chiacchiere e distintivo.
The Mad Donald’s ha sottovalutato il fatto che l’Iran è ormai una Potenza Regionale, a differenza della Teocrazia Anticristica di Israele che, pur rappresentando appena l’0,12% della popolazione mondiale, con appena 9 milioni di abitanti – peraltro in continua erosione, poiché chi ha cervello e possibilità scappa via da Israele – è attualmente la maggior responsabile di genocidi e conflitti regionali.
Per cercare di trarsi d’impaccio, il Pazzo Donaldo ha voluto giocare l’all-in, mandando le truppe speciali a cercare di rubare l’uranio arricchito ad Isfahan. Risultato: svariati mezzi militari Usa distrutti e Americani uccisi, senza che i fascisti del CENTCOM lo ammetteranno mai.
🇺🇸🇮🇷 The EPSTEIN REGIME tried to achieve through the Islamabad negotiations what it failed to achieve through terrorism on the battlefield.
The result was no different from their botched uranium heist in Isfahan: TOTAL FAILURE pic.twitter.com/GZwUvNBAzZ
— Jackson Hinkle 🇺🇸 (@jacksonhinklle) April 12, 2026
La paranoia di Trump – che afferma di stare negoziando e contemporaneamente combattendo – è speculare a quello del criminale Lyndon B. Johnson, complice dell’assassinio di John Fitzegrald Kennedy, organizzato dal Deep State USA (Military-Industrial Complex, agenzie deviate come FBI di Hoover e CIA) assieme all’organizzazione spionistico-terrorista conosciuta come MOSSAD.
Trump ha minacciato sostanzialmente di eradicare la vita in Iran, se non cede. Infatti, oltre alle risorse energetiche, si dice pronto a bombardare le industrie e gli impianti di desalinizzazione. Insieme alle minacce, l’aggiunta solita, che i negoziati procedono e l’accordo è vicino. Impossibile, da tali dichiarazioni farneticanti e criminali, trarre suggerimenti sul futuro. […]
Tante, ad esempio, le analogie con l’intervento in Vietnam iniziato l’8 marzo 1965, quando “3.500 marines della 9ª Brigata di spedizione dei marines , le prime truppe inviate in Vietnam, sbarcarono a piedi sulla costa di Da Nang”, come ricorda Claire Barret su Military times. […]
A decidere per lo sbarco fu il presidente Lyndon B. Johnson (LBJ), che doveva la sua fulgida carriera all’assassinio di John F. Kennedy, di cui era vice. Questi, come scrive Barbara Tuchman nel suo libro “The March of Folly” (La marcia della Follia) aveva l’idea “di combattere e negoziare simultaneamente. La difficoltà era che l’obiettivo di una guerra limitata… era irraggiungibile con una guerra limitata. Il Nord non aveva alcuna intenzione di accettare un Sud non comunista e, dal momento tale concessione poteva essere imposta solo grazie a una vittoria militare e dal momento che gli Stati Uniti non potevano vincere senza una guerra totale e un’invasione, che non erano disposti a intraprendere, l’obiettivo bellico americano era precluso”. […]
Un’altra analogia [dell’Iran] con il Vietnam la si può registrare nel temperamento del comandante in capo. Se Trump ha tratti paranoici, come rilevato da tanti, ne aveva anche Lyndon Johnson. Così Phillip G. Henderson su The American Conservative: “Bill Moyers, che fu uno dei principali assistenti di Johnson e addetto stampa della Casa Bianca, disse allo storico Robert Dallek che Johnson era ‘paranoico’ e ‘depresso’, oltre che ‘cupo, autocommiserativo e arrabbiato’. ‘Era un uomo tormentato’, disse Moyers, soprattutto dopo la sua decisione di intensificare la guerra in Vietnam nel 1965. Anche il professor Dallek, in un saggio del 1998 pubblicato su The Atlantic, usò la parola ‘irrazionale’ per descrivere LBJ”. […]
Un altro punto di contatto tra Trump e LBJ è il rapporto con Israele; Netanyahu: “Trump è il più grande amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca”. Haaretz: “Lyndon Johnson: Israele non ha mai avuto un amico migliore”.
John Fitzgerald Kennedy, da buon cattolico, aveva imparato a temere l’Anticristico stato di Israele. e, appreso che i criminali sionisti stavano producendo a Dimona (Demon, Nomen Omen) l’arma nucleare, intimò loro di interromperne la produzione, pena l’occupazione della centrale con i paracadutisti americani; l’ultimo diktat lo inviò pochi mesi prima di essere assassinato. Nell’occasione, il famigerato razzista e stragista Ben-Gurion si dimise pur di guadagnare tempo: il tempo necessario affinché il Presidente americano venisse ucciso.
Ne parla Massimo Mazzucco.
Come scrive rettamente il Simplicissimus,
In questi mesi parlando del caso Epstein, ho più volte insistito sul fatto che la capacità di ricatto sviluppata da questo sionista estremo e suprematista ebraico, legato al Mossad, avrebbe dato qualche carta da giocare anche a Tel Aviv. E infatti si rimane senza fiato di fronte al fatto che il massacro di Gaza sia potuto passare senza sostanziali reazioni, anzi mobilitando persino un concreto appoggio a questa operazione. […]
Ora però cominciano a emergere elementi che vanno proprio in questa direzione, ovvero quella che il governo di Netanyahu si serve dei segreti di Epstein, alcuni dei quali ha evidentemente ereditato, per attuare politiche estreme, inammissibili sul piano delle relazioni geopolitiche senza far entrare in gioco questo elemento.
Nell’ultima puntata del programma “Going Underground”, condotto da Afshin Rattansi, un celebre presentatore inglese, poi caduto in disgrazia per le sue posizioni sull’Ucraina, Ari Ben-Menashe, ex ufficiale dell’intelligence israeliana, ovvero di quel Mossad per cui Epstein in sostanza lavorava assieme alla compagna Ghislaine Maxwell, ha detto che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta ancora conservando i peggiori fascicoli di Epstein per usarli contro l’élite statunitense qualora Washington dovesse stringere un “accordo” con l’Iran invece di bombardare il paese. Ecco le sue parole esatte: “Se si raggiungesse un accordo tra americani e iraniani, e le cose dovessero muoversi in quella direzione, Netanyahu cercherebbe di sabotarlo. Uno dei suoi metodi sarebbe la pubblicazione di materiale su Epstein.
In realtà gli Epstein Files stanno portando a galla non solo la nequizia pedofila di Epstein e dei suoi innumerevoli compagni di merende – tra cui spiccano Donald Trump, Bill Gates, Bill Clinton, Steve Bannon, svariati Reali europei, Elon Musk, Sergey Brin, Noam Chomsky, Stephen Hawking, Peter Mandelson, e tanti, tantissimi altri – ma un’intera cloaca maxima di ricatti, rapimenti, torture e finanche cannibalismo di minorenni e riti satanici. La putredine del neoliberismo occidentale – che andrebbe definito necroliberismo – con i suoi “valori” totalmente putrefatti e con le sedicenti élite dedite alla Predazione, alla Pedofilia e al Satanismo,
L’attuale è un Occidente-Uccidente Necroliberista e Satanista in via di disfacimento, tra l’Impero Nazista Amerikano di Trump e la sue Colonie (Zombie-UE, Australia, Giappone), come spiega con dovizia di prove Pubble argomentando sugli Epstein Files, la vera e propria cartina al tornasole della marcescenza occidentale.
È risaputo che Jeffrey Epstein era un agente del terroristico servizio segreto MOSSAD, come probabilmente lo era anche la sua compagna Ghislaine Maxwell, ma il compito principale di quest’ultima era fornire ragazzine e bambine al satanista pedofilo Epstein, Oggi sappiamo che la Maxwell fu vista in compagnia di Madeleine McCann, la bambina inglese scomparsa a Praia de Luz (nell’Algarve portoghese) e mai ritrovata.


Il 17 febbraio 2026, in una dichiarazione congiunta che ha scosso l’opinione pubblica mondiale, i relatori speciali delle Nazioni Unite hanno usato un linguaggio inusualmente diretto per un organismo diplomatico: i fatti descritti negli Epstein Files «contengono prove credibili e inquietanti di abusi sessuali sistematici e su larga scala, traffico e sfruttamento di donne e ragazze» e alcune di queste condotte «possono ragionevolmente raggiungere la soglia giuridica dei crimini contro l’umanità».
Tra le violazioni citate compaiono schiavitù sessuale, tortura, violenza riproduttiva, sparizioni forzate, femminicidio. Non semplici reati. Crimini contro l’umanità. La differenza non è terminologica: è la differenza tra un processo penale ordinario e una responsabilità che chiama in causa il diritto internazionale. È la differenza tra un delinquente e un sistema.
Il file EFTA02731395, il diario di una minorenne, racconta dell’esistenza di quello che può essere descritto solo come una fabbrica della stirpe: bambine usate come incubatrici nel ranch del Nuovo Messico di Epstein, a cui il figlio appena partorito veniva strappato dalle braccia. Epstein, secondo i suoi stessi scritti, voleva che il proprio seme fecondasse almeno venti donne al giorno. Non è la fantasia malata di un singolo. È un programma. Ha un nome, una filosofia, dei finanziatori, degli alleati intellettuali. (Mario Sommella, segue link)


di Mario Sommella
Epstein Files, suprematismo bianco e la nuova teologia del dominio
«Qualsiasi suggerimento che sia il momento di voltare pagina sugli Epstein Files è inaccettabile. Rappresenta un fallimento di responsabilità verso le vittime.» Con queste parole, nove esp…
La follia di Trump è quella di portare avanti ancor oggi la politica coloniale britannica delle cannoniere e delle Dreadnaught britanniche con le portaerei atomiche, mezzi resi obsoleti dalla sviluppo dei nuovi missili ipersonici e dei droni antinave.
Cameron Chell, CEO e co-fondatore di Draganfly, ha avvertito che la crescente dipendenza dell’Iran dai sistemi senza pilota a basso costo rappresenta un pericolo credibile per le risorse navali statunitensi di alto valore, tra cui il gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln.
“Le capacità dell’Iran in materia di droni valgono decine di milioni di dollari”, ha dichiarato Chell a Fox News Digital.
“Abbinando testate a basso costo a piattaforme di lancio poco costose, essenzialmente aerei pilotati a distanza, l’Iran ha sviluppato un’efficace minaccia asimmetrica contro sistemi militari altamente sofisticati”.
Chell ha affermato che l’Iran può lanciare un gran numero di droni relativamente poco sofisticati direttamente contro le navi militari, creando attacchi di saturazione che potrebbero sopraffare le difese tradizionali. (New York Post)
A questo punto, il comando americano deve tenere le portaerei ad almeno 1000-1300 km di distanza, rendendole assai meno efficaci, considerando peraltro che il loro principale mezzo aereo, lo scadente F-35, ha un’autonomia di appena 2000 km e ciò significa che, in caso di attacco a Teheran, gli aerei Usa dovranno essere riforniti in volo, rendendoli vulnerabili ai missili iraniani e non potranno godere della copertura antimissile del gruppo navale.
Ma ipotizziamo che gli Iraniani riescano a colpire e affondare la Lincoln, con 15 miliardi di dollari che vengono inghiottiti dal mare insieme a migliaia di militari Americani. Avendo perso il piatto e uno smacco epocale, il giocatore d’azzardo Trump potrebbe essere tentato di utilizzare l’arma nucleare, innescando la Terza Guerra Mondiale che sarebbe anche l’ultima tecnologica, poiché la prossima guerra la faremo con pezzi d’osso e pietre…
Nell’Operazione Absolute Resolve Pancia Villa Trump ha usato metodi mengeliani e criminali per la sua brutale azione in Venezuela.
Le tecnologie impiegate in Venezuela il 3 gennaio, per l’attacco che ha causato 100 morti e il sequestro di Maduro e Cilia Flores, non sono armi convenzionali. Si tratta di dispositivi elettronici, sonori ed elettromagnetici capaci di produrre effetti biologici devastanti sul sistema nervoso, cerebrale e fisiologico delle persone. Armi invisibili, ma non meno letali. Anzi, proprio per la loro invisibilità, potenzialmente ancora più pericolose. Russia e Cina hanno denunciato apertamente la violazione della sovranità tecnologica del Venezuela e hanno chiesto alle strutture competenti delle Nazioni Unite un’ispezione sui residui elettronici rinvenuti dopo l’attacco alle basi venezuelane.
Particolarmente dura è stata, al Palazzo di Vetro, la posizione cinese, che ha chiesto una moratoria immediata sull’uso di queste tecnologie sperimentali montate su aerei statunitensi, note come discombobulator o sistemi di disorientamento sonoro.
Secondo Pechino, questi armamenti producono danni gravissimi non solo ai sistemi di difesa, ma soprattutto alla salute dei militari e dei civili colpiti. Danni spesso irreversibili, che si manifestano con sintomi compatibili con quella che è già conosciuta come “sindrome dell’Avana”. […]
Esiste una cornice giuridica internazionale che non può essere ignorata. La Convenzione sulle Armi Convenzionali (CCW) classifica queste tecnologie come sistemi di attacco potenzialmente proibiti, soprattutto quando producono effetti indiscriminati e duraturi. In questo senso, l’uso di tali armi in Venezuela configura un crimine contro l’umanità. La responsabilità penale internazionale non è un’astrazione: medici, periti e osservatori indipendenti possono accertare la compatibilità dei sintomi con l’impiego di queste tecnologie e chiamare in causa chi le ha utilizzate.
Non si tratta solo del Venezuela. Il sequestro del presidente Nicolás Maduro e di Cilia Flores, la pretesa che una corte statunitense giudichi cittadini venezuelani per fatti mai commessi sul suolo degli Stati Uniti, dimostrano che siamo di fronte a una nuova dottrina di guerra e di diritto internazionale, un diritto piegato agli interessi dell’impero. È la riedizione aggressiva della Dottrina Monroe, che oggi assume i contorni di una visione apertamente annessionista, come dimostrano le provocazioni su Groenlandia, Canada e Cuba. (Luciano Vasapollo, segue link)


Nel suo secondo mandato Trumphitler ha disvelato il suo vero volto:
Ma chi è davvero Donald Trump? È troppo facile sbarazzarsi dell’interrogativo con la scorciatoia cognitiva della follia e della delinquenza. È troppo facile perché gli psichiatri ci dicono che il delirio di molte patologie mentali è metodico e coerente. E perché la criminologia ci dice che il comportamento criminale è razionale rispetto allo scopo e perciò lucido e prevedibile. Tutto il contrario di un Trump squilibrato e/o malfattore. […]
Un lupo calcola attentamente i rischi prima di avvicinarsi a una preda che potrebbe ferirlo. Le navi militari americane si sono tenute per mesi a 700 km di distanza dalle coste del Venezuela senza sparare un colpo, perché la loro vulnerabilità ai droni e ai missili di Maduro le avrebbe esposte a perdite pericolose di reputazione esterna e di consenso in madrepatria. Al contrario, un attacco spropositato di 150 aerei da combattimento provenienti da 20 diverse basi militari e convergenti contro un unico bersaglio – un singolo uomo, sia pure capo di Stato residente in un luogo fortificato – è un’operazione vinta fin dall’inizio, come abbiamo visto.
Altra storia è un cambio di regime, effettuato con massimo spiegamento di mezzi su un territorio vastissimo, contro una forza militare compatta e discretamente armata, sostenuta da una popolazione numerosa e ostile come quella venezuelana. Nessun predatore avveduto si imbarcherebbe in una caccia così rischiosa. E così è stato. La scala dell’aggressione si è degradata. Invasione e cambio di regime del Venezuela si sono ridotti all’estorsione di un pizzo su una risorsa strategica della vittima, costretta ad accettare l’umiliazione di chi si ritrova una pistola dietro la testa se non consegna le chiavi della cassaforte. […]
Le minacce di Trump sono l’unico strumento rimasto a una bestia feroce che non può più permettersi di combattere come una volta. Ma sono anche inefficaci. Perché nell’ecosistema del XXI secolo la sopravvivenza non si ottiene con il ringhio solitario, ma con l’integrazione in reti cooperative. (Pino Arlacchi, segue link)


Ovviamente la vivandiera pro-Usa Giorgia Meloni non perde occasione per rendersi utile ai fini imperialisti e neocoloniali di Führer Trump:
La Meloni ha definito un classico furto di petrolio in perfetto stile yankee “una legittima operazione difensiva”. Nessuno al mondo ha mostrato un livello di servilismo così umiliante. Leggete qui 👉 https://t.co/ur8UFu1jfi e iscrivetevi al mio canale Substack pic.twitter.com/ywamxTQASX
— Alessandro Di Battista (@ale_dibattista) January 8, 2026
Ha chiosato rettamente Giuseppe Conte, leader del M5S:
“Meloni prima ha firmato accordi per cui tornano i vincoli europei su sanità, scuola e la nostra economia. Poi ha detto sì ad accordi che di fatto permettono alla Germania – che ci ha imposto l’austerità per anni – di spendere centinaia e centinaia di miliardi per ridiventare una superpotenza militare. Questo grazie al grande spazio fiscale che loro hanno e noi non abbiamo, al punto che ci hanno detto di utilizzare per le armi anche i fondi europei destinati alla spesa sociale”.
“E ora – continua Conte – leggo che Meloni fa asse con la Germania di Merz, la stessa che si oppone agli eurobond e al debito comune europeo che all’Italia – ma all’Europa intera – servirebbero per investire su un’industria morente, sull’energia, sull’innovazione che crea lavoro, sul welfare e su una vera difesa comune, da razionalizzare senza spese folli dei singoli Stati. Tajani dice: “inutile aprire il dibattito sugli eurobond, non c’è accordo fra Francia e Germania”. Nel 2020, caro Tajani, non li voleva quasi nessuno ma l’Italia fece passare la sua linea”.
“Così Meloni porta l’Italia in un vicolo cieco: strozzati dai vincoli europei e in costante calo della produzione industriale, stiamo smantellando anche il nostro sistema di welfare per scimmiottare il warfare della Germania. Senza investimenti comuni dell’Europa ci condanniamo a fare come in questi anni in cui il Governo si è trovato in difficoltà anche a trovare 6 milioni per le mammografie, ha tagliato sulla scuola, definanziato la sanità buttando soldi in folli spese militari per arrancare dietro alla Germania e accontentare Trump”, evidenzia Conte.
Il governo salviniano-melonista, che strombazza gargantuesche e inesistenti vittorie economiche, è rappresentato icasticamente e plasticamente nel personaggio Galeazzo Musolesi – Federalen di San Ciofanni in Persiceten – della strip comica “Sturmtruppen” di Bonvi.
SE FOSSE STATO PUTIN A RAPIRE ZELENSKYY
Per una reductio ad absurdum, poniamo che Putin avesse fatto come Al Capone Trump, rapendo il corrottissimo Testa di Cessi d’Oro Zelensky e la sua consorte, amante della borse di lusso da centinaia di migliaia di euro.
In Italia i Giornaloni, i Cinegiornali Luce e tutti i politici che agognano la guerra alla Russia, capitanati ovviamente da Gioggia dalla Garbatella, Cacarellando & Piciernos’kyj, si sarebbero levati come un sol uomo, chiedendo l’intervento di tutte le truppe europee e ripristinando la leva obbligatoria in tutti i paesi europei allineati a Madame Pfizer Ursula von der Leyen.
Brandendo e roteando la spada – come il mai esistito Alberto da Giussano nel suo Carroccio – e incitando i nostri giovani ad andare a morire per la gloria dell’Unione Europea, assieme a Tedeschi, Francesi, Britannici. Armiamoci e Partite!
Le spregiudicate iniziative di Trump stanno portando, più di quelle dei suoi predecessori, gli Stati Uniti a rivestire il ruolo di aggressori e pirati che operano al di sopra di leggi e convenzioni violando ogni norma e sovranità nazionale. Scenario non nuovo che sta trasformando gradualmente la percezione dagli Stati Uniti da “gendarme del mondo” a “brigante del mondo”.
Le mire di Trump sull’Emisfero Ovest, con l’ambizione più volte sostenuta di annettere il Canada agli USA, includono il controllo della Groenlandia a ulteriore dimostrazione del totale disprezzo che l’Amministrazione statunitense nutre nei confronti di un’Europa ora più che mai allo sbando sul piano strategico.
Non ha più il supporto degli USA nel confronto con la Russia contro cui era scesa in campo spinta dall’Amministrazione Biden, ma ora deve guardarsi non dall’invasione russa, da tanti pronosticata come imminente, ma da quella americana di un territorio amministrato da una nazione aderente a NATO e UE. […]
Con un po’ di ironia si può esaminare il fatto che i volenterosi discutano di inviare in futuro truppe in Ucraina dopo un eventuale accordo di pace con la Russia, quando forse sarebbero più utili ora in Groenlandia come deterrente contro le mire territoriali statunitensi. Che sono potenzialmente senza limiti. […]
In dicembre il presidente Emmanuel Macron ha sorpreso molti sostenendo la necessità di riprendere il dialogo con la Russia e ora il Senato francese definisce ormai apertamente una minaccia l’espansionismo statunitense nelle Americhe che Macron ha definito “neocolonialismo”.
Dopo aver scardinato il paradigma europeo “Aggressore-Aggredito” vuoi vedere che la spregiudicatezza di Trump riesce anche a compiere il miracolo di far finalmente comprendere a qualcuno nel Vecchio Continente chi sono i veri nemici dell’Europa? (Gianandrea Gaiani, segue link)


Le ballerinette, i nani, i pagliacci dei Paesi europei e della Commissione Ue non sono in grado di concepire – probabilmente perché come elucubra il filosofo Keith Frankish, la LORO coscienza è un’illusione, a differenza di tanti come noi che invece la Coscienza ce l’hanno e capiscono che la realtà fenomenica propagandata dagli immondi mainstream uccidentali è un dato MERAMENTE ILLUSORIO E MANIPOLATORIO – è che la Russia non ha neanche più bisogno di armi nucleari per intimidire e radere al suolo l’Europa: le basta il “Nocciolo”, l’Oreshnik!
A differenza di Macron-Merz-Meloni & Co che tagliano welfare, istruzione e sanità ai loro concittadini per dirottare miliardi al corrotto Spacciatore di Cessi d’Oro Zelens’kyj e all’armiere Trump, ci sono alcuni Veri Sovranisti e sensati Capi di Stato che si rifiutano di farlo (Orban, Fico e Babik).


Ciò che notissimi esperti di geopolitica come Chossudovsky, Orsini, Caracciolo, assieme a professori universitari e giornalisti illuminati come Streeck, Todd, Hedges, Sachs, et al., vanno dicendo da anni è che:
- L’Occidente collettivo, soprattutto oggi che lo (s)governa il Reichsführer Trump, sta finalmente collassando;
- La Russia non teme gli eserciti europei. Al contrario sono gli Europei a dover temere le Forze Armate Russe che hanno letteralmente triturato quasi due milioni di Ukronazi tra morti e feriti gravi;
- Solo l’idiozia e l’illusionismo imperante in Europa e nella Ue possono farci credere che il nostro nemico sono Russia e Cina. Il nostro unico nemico sono gli Stati Uniti d’America, che, quando governavano i NaziDEM Biden-Nuland sabotavano i Nord Stream senza che reagissimo, mentre ora il gangster nazistoide Capone-Trump banchetta, come un avvoltoio, sulle nostre spoglie;
- Nel XX secolo la Stato Canaglia era il Terzo Reich tedesco di Hitler. Oggi lo Stato Canaglia par excellence è il Quarto Reich americano del Reichsführer Joker-Trump;


Stavolta non possiamo non condividere il pensiero del presidente francese Macron riguardo a Donald il Bullo che, nel caso invadesse la Groenlandia, provocherebbe un’inevitabile guerra tra l’Impero Nazista Trumpiano e l’Europa, malgrado il servile regime melonista cerchi sempre di fare da pompiere per spegnere le fiamme accese in ogni dove dal folle Trumphitler.
Il presidente francese Emmanuel Macron parla a Davos, al World Economic Forum in Svizzera, in un clima di grande tensione internazionale in particolare per le minacce di Trump alla Groenlandia. L’attacco del suo intervento è provocatoriamente ironico: “Sono estremamente felice di essere qui” in “un tempo di pace, stabilità e prevedibilità”.
Macron risponde indirettamente agli attacchi all’Europa del suo omologo statunitense: “Chiunque accetti questo nuovo colonialismo è complice”.


Ancora, un altro vivandiere di Trump, Guido Crosetto, ha definito una “barzelletta” l’esercitazione che alcuni Paesi europei hanno organizzato per fermare l’invasione della Groenlandia progettata dal terrorista Trumphitler.
Un dramma dentro una farsa o più probabilmente il contrario, una farsa dentro il dramma occidentale: l’Europa interviene in Groenlandia per difendere la Danimarca da una possibile aggressione americana e manda la bellezza di un trentina di soldati, soprattutto francesi e tedeschi come primo avamposto di una formidabile armata di un centinaio o magari anche di più. Chiunque anche i più imbecilli, salvo televisioni e giornaloni affetti da cretinismo volontario, capiscono che si tratta di una squallida commedia per non fare la figura di essere del tutto inerti di fronte alle pretese di Trump, senza però fare sul serio
La governance del continente ha voluto ciecamente fare la guerra alla Russia, ossia al proprio retroterra, obbedendo ad ordini suicidi e ora, di fronte al proprio fallimento, non sa che pesci pigliare, La Groenlandia ha un grande valore strategico che tuttavia può portare dei benefici all’Europa solo in collegamento con la Russia. La realtà finisce sempre con il prevalere e questa incredibile vicenda è proprio un epitaffio sulla Nato e sulla Ue. (il Simplicissimus, segue link)


Anche volendo, cosa potrebbe fare l’Europa se Trump cercasse di prendersi la Groenlandia? È la domanda che si fanno in molti questi giorni, soprattutto dalle parti di Davos, ma anche dentro le cancellerie europee, nelle ambasciate dei Paesi membri dell’UE.
La settimana scorsa alcuni Paesi europei, coordinati dalla Danimarca, hanno organizzato un’esercitazione militare che il nostro ministro della difesa, Guido Crosetto, ha paragonato a una barzelletta e che effettivamente ha un valore simbolico più che di vera e propria deterrenza. Parliamo degli Stati Uniti, la più grande potenza militare e nucleare del mondo. Cosa potrebbero fare davvero una manciata di soldati europei, se se la ritrovassero di fronte? C’è chi ha pensato di rispondere a Trump con le sue stesse armi, proponendo di usare il cosiddetto “bazooka” che però è un bazooka solo metaforico. […]
“Seriamente, possiamo immaginare di andare a giocare la Coppa del Mondo in un Paese che attacca i propri vicini, minaccia di invadere la Groenlandia, distrugge il diritto internazionale, vuole silurare l’ONU, stabilisce una milizia fascista e razzista nel proprio Paese, attacca l’opposizione, vieta ai tifosi di circa 15 Paesi di partecipare al torneo, pianifica di bandire tutti i simboli LGBT dagli stadi?”, ha scritto per esempio sui propri profili social Eric Coquerel, deputato francese de La France Insoumise, il partito di sinistra fondato da Jean-Luc Mélenchon. (Dario Saltari, segue link)


Il Bullenführer Trump rappresenta oggi la vera catabatica frattura tra un Precedente Ordine Mondiale fondato sulla Pace e una Nuova Internazionale Fascista Nera, fondata sulla Guerra, e non per nulla il narcisista nazi POTUS ha cambiato nome al Dipartimento della Difesa, oggi Dipartimento della Guerra.
Dopo la sua rielezione, [Trump] si è lanciato in una frenesia di annunci che hanno lasciato (e lasciano ancora) il resto del mondo sbalordito. Ciò è dovuto principalmente alla sua personalità piuttosto unica. Prendete un narcisista paranoico e megalomane, un oratore politico e uno squalo degli affari, mescolateli tutti insieme e otterrete Donald Trump. Un personaggio a metà strada tra Ubu e Caligola. La frattura più profonda e consequenziale è il “disaccoppiamento” tra Europa e Stati Uniti. Nel giro di pochi mesi, ha causato il crollo dell’”Occidente collettivo”, minato le fondamenta dell’Alleanza Atlantica e alterato le regole del commercio internazionale.
Ora minaccia l’esistenza stessa della NATO. Anche se molti non se ne rendono conto, si tratta di un evento davvero storico che peserà pesantemente sui prossimi decenni. Credere che tutto questo si placherà con la partenza di Trump dalla Casa Bianca sarebbe un errore. Una volta tradita la fiducia, ci vuole molto tempo per guarire. Soprattutto perché, dopo Trump, ci sono buone probabilità che J.D. Vance gli succeda. E Vance è spesso descritto come un uomo che ha “tutte le qualità di Trump senza nessuno dei suoi difetti”. Non si torna indietro. […]
Lo spettacolo messo in scena dalla destra trumpista in Europa [a partire dalla Meloni, Nota di Seyan], in nome di un “occidentalismo” che ha perso da tempo ogni significato, è sconcertante. Queste persone si compiacciono nel vedere Donald Trump impegnarsi per ripristinare la grandezza dell’America, senza capire che questo obiettivo richiede la sottomissione dell’Europa. Si rallegrano all’idea che Trump elogi la sovranità senza comprendere che, in materia di sovranità, Trump riconosce solo la propria. Stanno dicendo sciocchezze.
Donald Trump non può essere nostro amico, perché i nostri rispettivi interessi divergeranno sempre. Affermare che ha adottato alcune misure “che rappresentano un passo nella giusta direzione” non deve farci credere che per adottare misure simili qui, auspicabilmente con meno brutalità, dobbiamo sottometterci alle sue richieste. Ma è vero che, quando si tratta di designare il nemico, la destra europea non ha mai visto molto oltre il proprio naso… (Alain de Benoist, segue link)


Il principale nemico dell’Europa e del Giappone è de facto l’Impero del Male USA: per la nostra sopravvivenza dovremmo espellere tutti i barbari (e sovente) stupratori americani che ci occupano militarmente e dovremmo stipulare un accordo strategico, militare ed economico con Russia e Cina. La prima a trarne enormi vantaggi sarebbe proprio l’Italia, purché non guidata dai bellicisti PDisti-P2uisti-Melonisti.
Trump non poteva che essere americano. Ascoltate Giorgio Gaber, era il 1976 pic.twitter.com/1jSuiTwbNf
— Alessandro Di Battista (@ale_dibattista) January 18, 2026
Un accordo globale con Russia, Cina, India, Brasile e gli altri Paesi BRICS va fatto al più presto, se non vogliamo essere assimilati dal Nazistico e Maligno Impero Borg di Donald Trump. Una volta digerita la Groenlandia, cosa impedirebbe ad Al Capone Parruccone Arancione di annettersi completamente tutti i suoi ex-Alleati, esattamente come fece Adolf Hitler nel secolo scorso anche con i Paesi dell’Asse quali l’Italia e l’Ungheria?


GLI USA DI TRUMP, LO STATO CANAGLIA DEL XXI SECOLO


Esattamente come il Terzo Reich nel XX secolo, oggi lo Stato Canaglia per antonomasia è l’Impero del Male di Joker-Trump. L’autore dell’articolo che citiamo è dell’acclamato Chris Hedges, vincitore del Premio Pulitzer
La classe dirigente degli Stati Uniti, separata da un universo basato sui fatti e accecata dall’idiozia, dall’avidità e dalla superbia, ha sacrificato i meccanismi interni che impediscono la dittatura e i meccanismi esterni progettati per proteggersi da un mondo senza legge fatto di colonialismo e diplomazia delle cannoniere.
Le nostre istituzioni democratiche sono moribonde. Non sono in grado o non vogliono frenare la nostra classe dirigente gangster. Il Congresso, infestato dalle lobby, è un’appendice inutile. Ha rinunciato alla sua autorità costituzionale, incluso il diritto di dichiarare guerra e approvare leggi, molto tempo fa. L’anno scorso ha inviato ben 38 proposte di legge alla scrivania di Donald Trump per la loro firma.
La maggior parte erano risoluzioni di “disapprovazione” che annullavano le normative emanate durante l’amministrazione Biden. Trump governa per decreto imperiale attraverso ordini esecutivi. I media, di proprietà di multinazionali e oligarchi, da Jeff Bezos a Larry Ellison, sono una cassa di risonanza per i crimini di stato, tra cui il genocidio in corso dei palestinesi, gli attacchi contro Iran, Yemen e Venezuela e il saccheggio da parte della classe miliardaria. […]
Il Partito Democratico [esattamente come l’insipiente e antidemocratica controfaccia iataliota, Nota di Seyan], la nostra presunta opposizione, legato alle multinazionali, blocca l’unico meccanismo che può salvarci – i movimenti popolari di massa e gli scioperi – sapendo che la sua leadership corrotta e disprezzata verrà spazzata via.
Le dittature sono il paradiso dei criminali. I gangster, che siano a Wall Street, nella Silicon Valley o alla Casa Bianca, cannibalizzano il proprio Paese e saccheggiano le risorse naturali di altri Paesi.
Le dittature invertono l’ordine sociale. Onestà, duro lavoro, compassione, solidarietà, abnegazione sono qualità negative. Chi incarna queste qualità viene emarginato e perseguitato. I senza cuore, i corrotti, i mendaci, i crudeli e i mediocri prosperano. […]
La tragedia non è che l’impero americano stia morendo, ma che stia trascinando con sé così tanti innocenti.
Da quanto si evince, il regime Trumpiano e quello Meloniano mostrano tante crepe e poche differenze, a parte quella (sostanziale) che l’Italia è un Colonia dell’Impero Nazista Americano e della Nazi-UE.
A parte ciò, le similarità rimangono tantissime. A sferrare i primi colpi di maglio contro la Costituzione Italiana, le Libertà Sociale e la Democrazia sono stati i Liberal-Fascisti della Finta Sinistra fin dal 1992, i quali poi si sarebbero agglutinati intorno al PD, un Partito Elitista, Antisociale, Anti-operaista, Wokeista. Per antonomasia, il Partito Antidemocratico.
L’Ultradestra dei (post)Fascisti Melonisti sta solo sferrando le coup de grâce alla morente Democrazia Italiana.
1. Il diritto internazionale – consuetudinario, pattizio, le Convenzioni di Vienna, la Carta delle Nazioni Unite e le tante convenzioni in vigore, vale a dire l’impalcatura che ha sinora presieduto (pur con i suoi limiti) la complessità della vita tra stati – è stato ridotto a carta straccia dalla cosiddetta democrazia nordamericana, che si rivela ancora una volta un vero e proprio stato canaglia (rogue state, nella lingua dell’impero). Sorprende non poco che – nonostante le evidenze, luminose come il sole a mezzogiorno – tale plutocrazia bellicista sia tuttora idolatrata in tanti paesi al mondo (invero soprattutto temuta), a partire dai governi e popoli europei, il cui spirito critico è stato soppresso da un processo di colonizzazione mentale che dura da decenni.
Il mondo è immerso in una pericolosa ebollizione. Al posto della Legge – fondamento costitutivo di ogni collettività – la pretesa superpotenza nordamericana ha scelto quali principi guida la violenza e la prepotenza, nell’assunto che i suoi interessi devono prevalere su quelli degli altri, calpestando la libera scelta delle altre nazioni a forgiare il proprio destino, sbagliando come tutti magari, senza però aggredire altri paesi o interferire nelle altrui libertà. È così che una nazione armata fino ai denti, con migliaia di ordigni atomici, minaccia la stabilità e la pace nel mondo. […]
2. Secondo il diritto internazionale, il rapimento di Nicolás Maduro e consorte è illegale sotto ogni punto di vista. Vediamo. Per il diritto consuetudinario (quello delle genti, primordiale, essenziale) un presidente di un altro paese in carica non può essere arrestato, processato o sequestrato da un altro stato.
Un principio fondamentale questo, nelle relazioni tra stati, che aiuta a salvaguardare la pace anche quando le tensioni superano una soglia critica. […]
Il governo di Washington mostra indifferenza nei riguardi della legittimità, che sfuma all’orizzonte come la nebbia mattutina, sotto la guida del cosiddetto Dipartimento della Difesa, che con il ritorno di D. Trump alla Casa Bianca è stato perfino ribattezzato Dipartimento della Guerra, affinché non si abbiano dubbi in proposito. (Alberto Bradanini, segue link)


di Alberto Bradanini
1. Il diritto internazionale – consuetudinario, pattizio, le Convenzioni di Vienna, la Carta delle Nazioni Unite e le tante convenzioni in vigore, vale a dire l’impalcatura che…
Ridicolo che il Dittatore Guerrafondaio Trump si arrogasse il diritto di ricevere il Nobel per la Pace e altrettanto ridicolo che tale “premio” sia stato attribuito alla fascista Maria Corina Machado.
Machado ora offre il Premio a Trump, nella speranza che il Reichsführer americano la nomini Reichsprotektor del Venezuela, pur non avendo ella alcun appoggio né sostegno dal fiero popolo venezuelano.
Ovviamente l’Istituto Nobel ha precisato che «il premio non può essere trasferito ad altri».


D’altro canto Forrest Trump vorrebbe nominare il figlio del nazisionista torturatore Reza Pahlavi, Ciro, nuovo Scià, operando un regime-change in Iran con l’appoggio delle organizzazione terroristiche CIA e MOSSAD (quelle stesse organizzazioni che infiltrarono le Brigate Rosse per permettere il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro) e le corrotte ONG necroliberiste capitanate dalla sorosiana Open Society Foundations.
Che faccia di bronzo, il Trump, che aveva manipolato la base MAGA promettendo la cessazione di tutte le guerre e già dopo un anno ha bombardato più Stati Sovrani di Bomber Obama, a cui peraltro il Nobel per la Pace venne attribuito (SIC!)
L’IMPERO NAZISTA AMERIKANO
Hanno ragione Piergiorgio Odifreddi e Jeffrey Sachs a definire gli USA Impero Nazista e/o Impero del Male, soprattutto adesso che è guidato dalla reviviscenza di Hitler, Donald Trump.
Sequestrando e arrestando come un comune criminale il capo di uno Stato sovrano, Nicolás Maduro, l’Impero Usa giunge al culmine di un’escalation di cui si stenta a scorgere i limiti futuri. Giustamente si sottolinea che la politica di ingerenza perseguita da decenni dagli Stati Uniti ha mutato solo i modi, meno ipocriti e più brutali. E da un anno a questa parte c’era già chi – compreso chi scrive – rimarcava come il trumpismo corrisponda alla caduta progressiva delle maschere (“esportazione di democrazia”, “peace keeping”, ecc) con cui era ammantata di giustificazioni ideali e legali la pura volontà di sopraffazione, unica reale logica dell’Impero.
Ma l’arbitrarietà assoluta e sfacciata non può a sua volta tradursi in alibi per tutti coloro che non siano disposti ad accettare la realpolitik della cricca di Washington. Altrimenti, buttiamo nello scarico l’idea stessa di giustizia, che dall’Aeropago ateniese in poi si fonda sul superamento della bruta forza, e tiriamo lo sciacquone.
Il realismo politico deve certamente improntare l’analisi e la comprensione dei fatti in corso, ma sarebbe somma idiozia farne l’argomento cinico per immaginarsi, come italiani, giocatori di un risiko in cui il nostro ruolo resta quello di vassalli. Uno status di asservimento destinato a peggiorare. L’Italia è presa fra due fuochi: l’alleanza-sudditanza alla Nato e l’unione-gabbia di Bruxelles. E da bravi italiani, i nostri governanti tengono i piedi in due scarpe, servi di due padroni. […]
I Machiavelli per meno abbienti che pensano di “cavalcare la tigre Trump” che ci libererà dell’Unione Europea peccano di whishful thinking: la Germania, e come sempre in subordine la Francia, proprio in quanto entrambe in difficoltà non hanno alcun interesse a rinunciare al guinzaglio di Bruxelles, strumento di dominio che torna loro utile per tenere avvinta e condizionata l’Italia della Meloni, tendenzialmente filo-trumpiana.
A dare le carte è il gangster a stelle e strisce, che oggi rappresenta il pericolo numero uno per la sicurezza del pianeta. Tifare più o meno implicitamente per il bandito della Casa Bianca come “uomo della Provvidenza”, anche in chiave anti-Ue, vuol dire rendersene complici. Non solo moralmente ma politicamente, economicamente e, infine, anche culturalmente. […]
Ecco perché l’America, intesa come spirito che cambia forme ma non sostanza, riassume in sé le caratteristiche del nemico principale: perché per sua essenza è l’esatto opposto di quel che dovremmo essere, e che in passato siamo stati solo in parte . Questo, quanto meno, se volessimo pensare da italiani, e non da italo-americanizzati. Né da beoti votanti per quella farsa di Europarlamento, o spettatori di quella copertura per cancellerie franco-tedesche che è la Commissione. Sudditi, cioè, di una democrazia farlocca tanto a Bruxelles quanto a Roma, sulla scia e in virtù del preclaro esempio di Washington. Ogni giorno che passa non possiamo non dirci sempre di più, prima di tutto, anti-americani. (Alessio Mannino, segue link)
Si illude chi pensa che la brutalità del Reichsführer Trump venga riservata solo all’esterno, all’Iran, al Venezuela, al Canada, alla Groenlandia.
I recenti episodi in Minnesota con le squadracce fasciste dell’ICE scatenate contro manifestanti e immigrati ci indicano che il Maßnahmenstaat hitleriano, con una discrezionalità assoluta, ormai viene applicato integralmente negli USA Trumpiani, facendo strame dello Stato di Diritto.
Siffatto è il tipico modus operandi della GESTAPO di Trumphitler!
Lo squadrista Jonathan E. Ross dell’ICE è l’assassino che a Minneapolis ha sparato 3 colpi in faccia ad una madre di famiglia inerme e disarmata, Renee Nicole Good, dimostrando che gli USA sono ormai prigionieri del Polizeistaat para-nazista di Trumphitler.
Oggi questi violenti e facinorosi emuli delle camicie nere nazifasciste vengono definiti a ragione le Trumptruppen!
Come rileva Roberto Saviano, l’ICE pesca i suoi sedicenti “agenti” tra psicopatici e killer, senza alcun addestramento propedeutico, esattamente come faceva Himmler per reclutare nuove Schutzstaffeln, scegliendo solo soggetti amorali, asociali e criminali come Reinhard Heydrich, l’ebreo sionista che ha mandato milioni di Veri Ebrei nei Vernichtungslager grazie all’Endlosung.
Senza che né i corrotti mainstream uccidentali né le manipolate e manipolatrici IA riconoscano, assistiamo ai prodromi della Seconda Guerra Civile Americana.
Come Adolf Hitler, il grasso e gradasso Pancia Villa-Trump vuole invadere non solo i Paesi che definisce nemici, ma anche quelli cosiddetti amici e alleati, occupando nel luglio 2026 la Groenlandia, seguita poi a ruota da Canada, Azzorre, Canarie, e, magari, anche dall’Italia. E perché no? Glielo impedirà, forse Giorgia Meloni?
Ecco chi sono gli amichetti contubernali di Alzheimer-Trump che agognano il possesso della Groenlandia…
Hitler-Trump sta facendo deflagrare la Guerra Civile in USA e farà la fine (meritata) del panzone POTUS interpretato magistralmente da Offerman nel film “Civil War” di Garland. Guarda caso, il Presidente morituro chiede di andare in esilio in Groenlandia: una profezia che si auto-avvera!
Dobbiamo render conto di un fatto innegabile: il pedofilista Reichsführer Donald Trump vuole Afghanizzare, rectius NAZIFICARE, tutti gli Stati Americani in cui la maggioranza dei Cittadini è Antifascista, ergo Anti-Trump.
Esattamente come Heinrich Himmler, che sceglieva le SchutzStaffeln tra i sociocidi, il neonazista Greg Bovino (nomen omen) sceglie gli agenti operativi di ICE quasi esclusivamente tra militari e poliziotti correlati a gravi episodi di violenza e aggressione a mano armata. Ovviamente. il Bovino indossa uniformi da gerarca nazista!
Classe 1970, cresciuto nello Stato del North Carolina, Bovino è il dirigente della US Border Patrol, in cui lavora dal 1996. Furono i suoi nonni a emigrare dall’Italia agli Usa, nel 1909, diventando poi cittadini nel 1927. Da bambino vide il film The Border, 1982, con Jack Nicholson nei panni di un agente per l’immigrazione, da cui fu colpito così a fondo da decidere di seguirne le orme.
Da Minneapolis hanno fatto il giro del mondo le sue foto con un soprabito in stile militare che il New York Times ha associato ai nazisti. Secondo il quotidiano, il doppiopetto verde-militare con spalline e bottoni dorati è «il simbolo del conflitto» in corso dopo la stretta sull’immigrazione ordinata dalla Casa Bianca. «Nel mare di agenti mascherati, il cappotto di Bovino è impossibile da ignorare», precisa il NYT.
E non è da oggi che Bovino sfoggia il cappotto militare, spesso indossato sopra la camicia nera: lo ha fatto l’anno scorso accompagnando l’Ice in raid a Los Angeles e Chicago documentati in un video dal ministero della sicurezza interna. «Se pensate che i riferimenti a fascismo e autoritarismo siano un’iperbole, basta che lo guardiate», aveva detto all’epoca il governatore della California Gavin Newsom. (segue link)


Altro gravissimo episodio di violenza degli squadristi dell’ICE in Minnesota:
Alex Pretti è stato ucciso in quella che sembra una vera e propria esecuzione sommaria di matrice mafiosa.
Atterrato da cinque miliziani fascisti dell’ICE – colpevole di aver difeso una donna dall’aggressione della GESTAPO di Trumphitler – egli viene ripetutamente colpito con calci in testa e varie percosse. Uno sgherro (un birro l’avrebbe definito Manzoni) si avvede della pistola che Pretti deteneva legalmente nella cintura dei pantaloni e gliela porta via.
Dopo il segnale gestuale del loro kamerad, due Gestapisti Trumpiani sparano prima diversi colpi alla testa di Pretti e poi al corpo ormai esanime, godendo nel veder sgorgare sangue a fiotti, per un totale di 11 colpi!
Solo dopo l’esecuzione a sangue freddo, viene riportata l’arma di Pretti nella scena del delitto.
This photo should haunt America in the years to come.
This is what you have become. If you defend this, then you’ve lost all morality. pic.twitter.com/qU0TKw1TLb
— Khalissee (@Kahlissee) January 25, 2026
Ovviamente nel suo personale Völkischer Beobachter – Truth – il novello Führer Trump definisce “colpi difensivi” gli undici (11) colpi sparati (!), esattamente come la portavoce dell’ICE, Tricia McLaughlin, che sembra mutuata direttamente dal Propagandaministerium di Goebbels.
Attenzione: l’ICE, la Gestapo dello Oberstgruppenführer Trump, non si è limitata ad alcuni sporadici atti di terrorismo.
Gli scherani del terrorista Trump hanno percosso migliaia di cittadini, arrestato anche poliziotti, e rinchiuso a tempo indeterminato nei nuovi Konzentrationslager decine di migliaia di persone, compresi bambini di pochi anni!
Ecco altre prove del comportamento criminale dei pretoriani fascisti dell’Ombelico del Mondo Trump:
Ora veniamo a sapere che l’Ultradestra Post-Fascista (“Post”? Mah…) al governo pro tempore in Italia pensa di affidare la “sicurezza” (SIC!) delle Olimpiadi di Milano-Cortina alle squadristiche Trumptruppen dell’ICE!
Ovvio che Giorgia Meloni sia «orgogliosa» di siffatti individui, adusi a saluti gladiatorii e braccia levate fasciste!
È inutile girarci in tondo: l’Ultradestra Meloniano-Leghista è la reviviscenza (solo apparentemente) soft del Fascismo Mussolinista e il suo obiettivo finale è destrutturare totalmente la Costituzione Italiana Antifascista – imponendo sic et simpliciter i dogmi del Piano di Rinascita democratica della P2, abolire tutte le Libertà Civili e la Democrazia Sociale in Italia, per imporre un nuovo regime autocratico.
Un Polizeistaat mutuato direttamente dalla Dittatura Nazi-Trumpista.


«Da Benito a Giorgia c’è un lungo filo diretto, un lungo filo nero, nerissimo. Si chiama fascismo». L’intervento di Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, sul palco delle celebrazioni per il Primo Maggio a Taranto, scatenano una bufera. A tarda sera, quando il Concertone era alle ultime battute, lo storico ha mostrato sul maxi schermo alle sue spalle un collage in cui un manifesto elettorale di Giorgia Meloni viene accostato a una prima pagina della Domenica del Corriere con il ritratto di Benito Mussolini.
«Il volto del potere. Eccolo qua, il volto del potere. Com’è bello, sereno, rassicurante. La storia ci insegna che quando il potere rappresenta se stesso mente sempre. La verità e il potere sono nemici intimi, diceva Hannah Arendt. Allora questo ritratto dobbiamo contestarlo, smontarlo, ne dobbiamo svelare la vera natura. Dobbiamo dire la verità su questo potere che si presenta bello, forte, cristiano, materno, italiano». (segue link)




Uno dei passaggi esiziali del tentativo di decostruzione della Democrazia in Italia è rappresentata dalla “Riforma della Giustizia” – mutuata dalla P2–, con cui i Meloniani avrebbero voluto mettere la museruola alla Magistratura!
Riforma nettamente bocciota dalla maggioranza degli Italiani, che in siffatto modo hanno votato NO a Giorgia Meloni!
Ciò a cui assistiamo oggi in Italia è cupio dissolvi, nichilismo à la Gelli che tende alla liquidazione di Costituzione, Democrazia e Libertà Sociali.
Veniamo a conoscenza che le squadristiche ICE del Führer Trump hanno minacciato di morte anche due giornalisti italiani!
Due giornalisti italiani sono stati minacciati dall’Immigration and Customs Enforcement (ICE) mentre stavano facendo un servizio sulle attività dell’agenzia federale a Minneapolis, secondo quanto riportato da “In Mezz’ora”, un programma di attualità della RAI 3.
Un video pubblicato sulla pagina Instagram del programma mostra i giornalisti Laura Cappon e Daniele Babbo in auto insieme ad alcuni attivisti della città che, come molti altri in tutto il Paese, hanno iniziato a seguire i veicoli dell’ICE che pattugliano i quartieri alla ricerca di persone da arrestare. I manifestanti si occupano di avvisare la popolazione locale degli spostamenti degli agenti federali nelle varie zone.
Il video inizia con l’auto degli attivisti che segue due Jeep Wagoneer senza alcun segno esterno che indichi che sono veicoli delle forze dell’ordine. Dall’inizio della campagna di deportazioni di massa promossa dalla Casa Bianca lo scorso anno, l’ICE opera quasi in borghese, utilizzando veicoli civili e persino cambiando le targhe da un giorno all’altro per evitare di essere riconosciuti dalla popolazione locale. […]
“Ci hanno intrappolati”, dice Cappon mentre la Jeep Wagooner davanti si ferma per far scendere due agenti dell’ICE. Questi ultimi si avvicinano all’auto e ordinano alla conducente di abbassare il finestrino, ma lei rifiuta, dicendo che “non sta facendo nulla di male”.
“Romperemo il finestrino e ti tireremo fuori dal veicolo – dice uno degli agenti -. Questo è il vostro unico avvertimento: se continui a seguirci, romperemo il finestrino e ti tireremo fuori dal veicolo”. […]
Negli ultimi due mesi, l’amministrazione Trump ha aumentato la presenza dell’ICE in Minnesota, schierando migliaia di agenti per intensificare le operazioni di deportazione di massa.
Alcune persone che hanno deciso di documentare le attività dell’ICE e di avvisare i loro vicini, come documenta l’episodio del programma RAI “In Mezz’ora”, hanno avuto un destino ancora peggiore. Due di queste, Renee Nicole Good e Alex Pretti, entrambi di 37 anni e con la cittadinanza USA, sono state uccise dagli agenti nelle ultime settimane. (David Mazzucchi, La Voce di New York)
GIORGIA MELONI, L’ALLIEVA IDEALE DI DONALD TRUMP
Che Gioggia dalla Garbatella sia (o fosse) l’allieva prediletta di Donald Trump non v’è dubbio alcuno.
Ma servono alcune precisazioni.
Lo psicopatico narcisista Trump crede davvero di essere – nel suo illusionismo frankishiano sesquipedale – l’ombelico del mondo. Considerate le dimensioni della sua pancia, non ha del tutto torto,,,
Come aspetto fisico e psicopatia, Trump ricorda moltissimo il Reichsführer Hermann Göring, che non a caso Hitler definiva «il pancione».
Nato come velociraptor dell’edilizia, il Trump è passato alla politica, non senza una lunga frequentazione e fruizione della bambine di Jeffrey Epstein. Nel barbarico Manhattan Detention Complex (soprannominato The Tombs), a far compagnia alla socialite Ghislaine Maxwell avrebbe dovuto finirci Trump, con la condanna (almeno) per favoreggiamento di traffico sessuale minorile, non certo Maduro e la moglie; ma sappiamo perfettamente che, malgrado le promesse alla base MAGA, il dittatore americano ha sempre rifiutato la completa diffusione degli Epstein files.


Il Reichsführer Trump sta esacerbando il suo bellicismo (rapimento di Maduro, prossime invasioni di Groenlandia e Canada, nonché l’aggressione ai migranti con le sue Trumptruppen, anche per spostare l’attenzione dell’opinione pubblica americana dagli scabrosi filmati e foto segreti di Epstein.
Oggi sembra che Gioggia dalla Garbatella sia stata negletta dal Narcisista Maligno della Casa Bianca. Vedremo.
Malgrado ciò, i Meloniani continuano a sprecare i nostri soldi per acquistare la spazzatura militare di Mad Donald’s!
Ultima modifica: 9 maggio 2026
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