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La Cabala

Oltre la Follia. Noi siamo oltre la Follia.

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Written by Seyan

Oltre la Follia.

Continua la lettura se vuoi sapere cosa c’è oltre la Follia.

Ci sono episodici lettori, talmente imbimbiti della dis-informazione dei Media Mainstream Globali (in Italia Stampubblica e Corsera), o mercenari troll dell’Ur-Sinistra sorosiana, per i quali saremmo folli. Ma noi siamo oltre la Follia.


E’ follia avversare l’Ordoliberalesimo Globale, il Dio Unico, è follia avversare il Capitalesimo, la Liturgia Globale, è follia avversare il bieco internazionalismo UE, una sorta di riedizione soft del Grosse Deutsche Reich hitleriano, è follia avversare l’accoglienza globale impostaci dal Gran Maestro Mondiale George Soros e dalle sue ONG?



EBBENE, IO SONO OLTRE LA FOLLIA

La mia ermeneutica è fondata sul diritto dei Popoli ad affermare la propria millenaria cultura, la propria identità nazionale e i propri diritti sociali. Mediante le Democrazia.

Ora, alla Ur-Sinistra Globale la democrazia comincia a stare stretta. Il ceto medio è ignorante e non dovrebbe votare, il ceto medio è formato da alcoolizzati e non dovrebbe votare, Gli orridi senza-denti non dovrebbero votare.

Gli Americani che si fanno condizionare dai social non dovrebbero avere diritto di voto, «gli Italiani impareranno dai Mercati a votare» e così all’infinito.

Uno dei massimi propagandisti del “togliamo il diritto di voto a chi vota per i Populisti perché è ignorante” è quel Gianni Riotta, membro del CDA italiano della sorosiana ONG Oxfam (i cui vertici internazionali sono coinvolti in sordide storie di corruzione), la cui autorevolezza sembra derivi quasi soprattutto dall’appartenenza al paramassonico Council on Foreign Relations. Sul paramassonico CFR, cfr. Magaldi, “Massoni”:


I Laureati si raccolgono sempre intorno alle stesse bandiere, No a Brexit, per Hillary Clinton, contro le riforme costituzionali turche di Recep Tayyp Erdogan, per Emmanuel Macron. Chi ha solo un diploma, o non ha finito le scuole secondarie, si schiera dalla parte opposta, pro Brexit, Trump, Erdogan e Marine Le Pen. Come i topolini della fiaba di Esopo, gli elettori di Città e Campagna hanno opposti stili di vita. A StraCittà trionfano No Brexit, Hillary, No Erdogan, Macron; StraPaese premia Brexit, Trump, Erdogan, Le Pen. (M.Riotta)


Il filmato che segue è una risposta al Riotta secondo cui solo i dotti e i savi avrebbero votato per una candidata con pesanti problemi neurologici come la Clinton:



Se non si vota come desiderano gli influencer TV come Roberto Saviano, Luciana Littizzetto o Fabio Fazio, si è populisti, nazionalisti, fascisti, se non si vota come impongono i propagandistici Völkischer Beaobachter italiani del XXI secolo (Repubblica-L’Espresso-LaStampa-Corsera, et al.) si è populisti, nazionalisti, fascisti.

Se non si accolgono a braccia aperte milioni di migranti si è populisti, nazionalisti, fascisti.

Ma Saviano, che vive in un superattico a New York, e tanti esponenti della ormai putrescente Sinistra italiana non spiegano perché nelle loro roccaforti (tutte popolate da stra-ricchi come Capalbio, Parioli, Quartieri VIP del centro milanese, etc.), di migranti non c’è manco l’ombra.

L’accoglienza è sempre solo a casa dei poveri, mai in quelle dell’élite della Ur-Sinistra.

Se è follia lottare contro il privilegio immotivato e la timocrazia, ebbene, io sono folle.

Io sono oltre il neoliberismo e l’Oligarchia degli Psicopatici della Cabala Globale.


oltre

Oltre – Beyond

 



L’OLTRE DI BERSANI

Probabilmente non  molti lo ricordano, ma alcuni anni fa l’allora segretario del PD, il partito che secondo Marco Travaglio sarebbe «nato morto», martellò l’Italia con una campagna denominata “Oltre” che non pochi esegeti definirono ironicamente catacombale o, addirittura, sepolcrale.

Altri parlarono di campagna epitaffica. Nomen omen, poiché Marco Travaglio ha sempre definito il PD, «il partito nato morto» e il 4 marzo 2018 si è celebrato, finalmente, il de profundis.

Non c’è che dire. Una campagna OLTRE-tombale…


oltre

Oltre



OLTRE LA SINISTRA

Quello che si celebra oggi è il funerale della Sinistra italiana (rectius, Ur-Sinistra).

Distante dal Popolo che annaspa e che essa stessa ha contribuito ad affamare ed uccidere con le “riforme strutturali” (rectius, Campi di Sterminio).

Una sinistra vicina all’élite e collaborazionista della Cabala Latomistico-Finanziaria, attualmente dominata da un unico Gran Maestro Globale, il “moralista” George Soros.



OLTRE RENZI C’È… PRODI!

In un’intervista congiunta al direttore di Repubblica e a quello de l’Espresso (breviter, due ventriloqui prodiani), Romano Prodi ha avuto la faccia di bronzo di affermare che…


E si torna all’attuale governo che Prodi ha definito “di destra”. Diritti civili sono due parole totalmente assenti dal programma del nuovo governo, gli ricorda Calabresi, non è che forse la sinistra ne ha parlato troppo, dimenticando completamente i diritti sociali, su cui hanno fatto leva i partiti vincitori? E il Professore: “E perché i due diritti insieme sono inconciliabili?? Io vedo il welfare in ritirata, gente che in tv infama la nostra sanità pubblica che ancora è la migliore del mondo. (Prodi a Repubblica delle Idee Bacate)


Partendo dal golpe giudiziario di Mani Pulite, a comandare in Italia, a parte qualche interludio, sono sempre stati Berlusconi e Prodi. Prodi è stato anche presidente della Commissione Europea.

Ci rendiamo conto che per dirette responsabilità della Ur-Destra e della Ur-Sinistra italiote abbiamo cinque milioni di poveri, 11 milioni di Italiani vicini alla soglia di povertà? O no?

Il Prodi soloneggia sulla Sanità Pubblica, dimenticando che grazie a PD e Forza Italia, attualmente sette milioni di Italiani sono costretti ad indebitarsi o vendere la casa per pagare le cure mediche.

E Romano Prodi  fa il Catone pro tempore affermando «che c’è gente in tv che infama la nostra sanità pubblica che è ancora la migliore del mondo».

Siffatta è Follia, non la mia.


oltre la follia

Oltre la Follia



PRODI È BEN OLTRE LA DEMOCRAZIA SOCIALE


Il crollo generale di fiducia – non “nelle democrazie”, com’è evidente, ma negli euro-governi non democratici – secondo Prodi nasce da «un problema di diritti», palesemente conculcati. E ammette: «Bisogna cambiare registro. La disparità è aumentata in quasi tutti i paesi del mondo proprio perché i governi democratici hanno adottato modelli fiscali e di welfare che hanno aumentato la disparità». Dov’era, il “professore”, mentre tutto ciò accadeva? Su Marte, potrebbe pensare il lettore, se non sapesse che Prodi era prima all’Iri, impegnato a tagliare le gambe all’Italia, per poi “finire il lavoro” tra Bruxelles e Palazzo Chigi, lautamente ricompensato da Wall Street. […]


Ambasciatore prescelto dall’Impero globalista per piegare le ultime resistenze della sinistra sociale, l’ipocrita Prodi – travestito da cattolico “di sinistra” – tiene ancora banco, tra gli addetti alla non-informazione quotidiana. […]


«Kohl mi disse che i tedeschi erano contro la sua introduzione ma lui lo volle a tutti i costi perchè era anche un forte simbolo di pace, raccontandomi che suo fratello era morto in guerra».


Kohl, sì: il cancelliere che telefonava a Roma, dando ordini – da Berlino – al governo italiano. Per la precisione, pretendeva l’allontanamento dell’economista keynesiano e progressista Nino Galloni, il funzionario strategico che lavorava (con Andreotti) per parare i colpi mortali di Maastricht. E sua eccellenza Prodi, il “professore”? Era impegnato a smontare l’Iri, per poi prepararsi a spiegare – all’Italia ormai declassata – che avrebbe dovuto subire 25 anni di disgrazie, presentate come “sacrifici” purtroppo inevitabili, nel mondo-cluster visto come l’unico possibile dal globalizzatore fatalista e reazionario Romano Prodi, massimo architetto della “democratura” italiana sottomessa a poteri privati e famelici. (libreidee)



OLTRE LE RIFORME STRUTTURALI – 1

Vogliamo ricordare che l’economista scelto da Romano Prodi nel 2007 al Ministero Economia e Finanza era Tommaso Padoa Schioppa?

Colui che affermava,


[Non restano altro da fare che] che le riforme strutturali, eterno ritornello di quelle che Luigi Einaudi chiamava le sue prediche inutili: lasciar funzionare le leggi del mercato, limitando l’ intervento pubblico a quanto strettamente richiesto dal loro funzionamento e dalla pubblica compassione.

Nell’Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora.

Ma dev’essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.

Cento, cinquanta anni fa il lavoro era necessità; la buona salute, dono del Signore; la cura del vecchio, atto di pietà familiare; la promozione in ufficio, riconoscimento di un merito; il titolo di studio o l’ apprendistato di mestiere, costoso investimento.

Il confronto dell’ uomo con le difficoltà della vita era sentito, come da antichissimo tempo, quale prova di abilità e di fortuna. È sempre più divenuto il campo della solidarietà dei concittadini verso l’ individuo bisognoso, e qui sta la grandezza del modello europeo.

Ma è anche degenerato a campo dei diritti che un accidioso individuo, senza più meriti né doveri, rivendica dallo Stato. (Tommaso Padoa Schioppa, Da Berlino e Parigi ritorno alla realtà, Corriere della Sera, 26 agosto 2003)


Siffatta è Follia, non la mia.



OLTRE LE RIFORME STRUTTURALI – 2

Quello che andiamo a citare è un articolo sul Padoa Schioppa di Fernando Rossi, un politico fieramente di Sinistra. La vera Sinistra, non l’Ur-Sinistra di Gauleiter del Liberalismo Totalitario come Prodi, Ciampi, Draghi, Monti, Letta, Renzi, et similia.


Padoa Schioppa è diventato famoso per il grande pubblico, nel 2007, quando era Ministro del Governo Prodi, per il suo invito alle famiglie italiane di mandare fuori di casa i “bamboccioni”, con tale termine poco edificante si riferiva ai ragazzi che restano in casa con i genitori nella fascia dai 20 ai 30 anni.
Era Ministro di un Governo di centrosinistra e invece di affrontare il tema della disoccupazione giovanile e della enorme diffusione del lavoro precario (sviluppatosi per scelta della Confindustria, ma accolto dal Ministro Treu all’epoca del precedente Governo D’Alema), pose i giovani sul banco degli accusati.


Era evidente che lui, come i Ministri e i capi partito che avevano deciso di allontanarsi dal “diritto al lavoro”, sancito nella Costituzione Italiana, e dalla conquista sindacale e sociale del “lavoro stabile”, non avevano alcuna idea di come una persona potesse sopravvivere autonomamente con 7/800 Euro al mese (chi aveva la fortuna di trovare lavoro “occasionale” e “precario” per un intero mese), oppure avendone piena consapevolezza non lo ritenevano un problema loro.


Io ero senatore di maggioranza (2006-2008) e lui era il mio Ministro, ma non lo conoscevo se non per il fatto che era magnificato a sinistra come grande economista e che i giornali avevano parlato di lui come autorevole candidato alla guida della Banca d’Italia; poi mi feci una mia opinione e nell’ottobre 2007 entrai in polemica con la sua illustrazione della finanziaria 2008, in cui parlò dei poveri ma diede denaro ai ricchi. […]


[Padoa Schioppa] è un autorevole membro delle più potenti organizzazioni massoniche e sioniste del mondo, come il Gruppo dei 30, l’Aspen Institute, la Commissione Trilaterale e il Club Bilderberg (il Club Bilderberg, nel 2009, si riunì proprio in Grecia ad Atene e tra le altre decisioni in agenda, fu forse deciso di stringere il cappio monetario al collo della Grecia );


ha saldi rapporti con i Rothschild (cosa evidente visto che tutte le Banche nazionali, appositamente privatizzate , sono partecipate Rothschild e non ne possono diventare dirigenti persone non gradite alla famiglia capofila dei banchieri sionisti); […]


ha forti legami con i centri di potere del sionismo che hanno consentito alla moglie di realizzare l”università sionista in Italia, diventandone rettore.


Siffatta è Follia, non la mia.


oltre la follia

Oltre la Follia



OLTRE IL GOLPE FINANZIARIO DEL 2011

Arriviamo a Mario Monti il cui vate è il Profeta del Liberalismo Totalitario Friedrich von Hayek.

La nomina di Monti è considerata da diversi esegeti un golpe finanziario.

Ricordiamone alcuni momenti. Subito dopo la Conferenza Bilderberg nel giugno 2011 a Sankt Moritz, Deutsche Bank annunciò pubblicamente che avrebbe venduto tutti i titoli del debito pubblico da essa detenuti. Immediatamente lo spread BTP/Bund schizzò verso l’alto.

Contemporaneamente, la merchant bank Goldman Sachs – come svelato da MilanoFinanza – ha iniziato uno sfrenato shorting contro i titoli di debito pubblico italiani, scommettendo su un turbinoso e continuo rialzo dello spread. Evento verificatosi.

A moltiplicare la tumultuosa crescita dei tassi di interesse che la Banca d’Italia era costretta a pagare per finanziaria le spese statali (avendo l’Italia perso la sovranità monetaria con la privatizzazione di BankItalia e l’ingresso nell’euro) intervenne, forse improvvidamente, la lettera di Trichet-Draghi del 5 agosto 2011, in cui veniva richiesta l’immediata emanazione delle famigerate riforme strutturali (rectius: macelleria sociale).

Seguono alcuni spunti tratti da un articolo di Enzo Pennetta a partire da un grafico di Bloomberg relativo, appunto, all’annus horribilis 2011:



La linea verde rappresenta il Prodotto Interno Lordo (PIL, in inglese GDP), quella viola rappresenta il Debito Pubblico, e quella bianca i tassi di interesse dei BTP.

I valori riportati sull’asse orizzontale sono a partire dal Settembre 2011, proprio il periodo che va dal momento immediatamente successivo alla lettera che la BCE inviò al governo italiano (5 Agosto) e l’insediarsi del Governo Monti nel Novembre successivo. […]

Successivamente si vede che i tassi segnano un doppio massimo rispettivamente nei mesi di Ottobre-Novembre per poi scendere bruscamente con l’inizio del Governo Monti che evidentemente dava un segnale che i “mercati” aspettavano. […]

dall’insediamento del Governo Monti in poi il PIL è andato sempre diminuendo e il debito aumentando ma lo spread è andato in contro corrente.

Si tratta di andamento evidentemente ingiustificato, i “mercati” premiano l’Italia quando gli indicatori economici virano su valori negativi, e questo obbliga a delle riflessioni. Quali erano le richieste della BCE? Le leggiamo nella lettera:

a) E’ necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.

b) C’é anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione.

La BCE ha imposto all’Italia un Governo non eletto usando un nuovo tipo di armalo spread. (“Il Golpe del 2011 in un grafico di Bloomberg”)


https://www.youtube.com/watch?v=h2hsw5dYA_k



OLTRE LA SVENDITA DEI BENI PUBBLICI ITALIANI DI PRODI E DRAGHI

Qui tutto parte dal golpe giudiziario conosciuto come “Mani Pulite” e dal golpe finanziario contro la lira di George Soros del 16 settembre 1992.


 


Partiamo da Mani Pulite-Tangentopoli, Essa fu un’operazione, se non coordinata, quanto meno pienamente avallata dalla onnipotente Ur-Lodge ultrareazionaria “Three Eyes”, a cui, secondo Gioele Magaldi, sono o erano affiliati The Clintons, Beniamino Andreatta, Giorgio Napolitano, Carlo Azeglio Ciampi e l’immarcescibile Mario Draghi.

Il tutto per fare lucrosi affari sulle aziende pubbliche italiane, a spese dei contribuenti italiani.

E non dimentichiamo George Soros che, secondo diversi esegeti, sarebbe attualmente il Gran Maestro di siffatta neo-aristocratica Ur-Lodge.


Le famigerate e scandalose dismissioni e privatizzazioni all’italiana– supervisionate dalla regia del massone neoaristocratico Mario Draghi (classe 1947, affiliato alle Ur-Lodges «Pan-Europa», «Edmund Burke» e in seguito anche alla «Three Eyes», alla «Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum» e alla «White Eagle»), in qualità di direttore generale del ministero del Tesoro dal 12 aprile 1991 al 23 novembre 2001 e per conto terzi – furono realizzate sotto i governi di Giuliano Amato (28 giugno 1992-28 aprile 1993), Carlo Azeglio Ciampi (28 aprile 1993-10 maggio 1994), Silvio Berlusconi (10 maggio 1994-17 gennaio 1995), Lamberto Dini (17 gennaio 1995-17 maggio 1996), Romano Prodi (17 maggio 1996-21 ottobre 1998), Massimo D’Alema (21 ottobre 1998-25 aprile 2000), Giuliano Amato (25 aprile 2000-11 giugno 2001).

L’immarcescibile e granitico fratello Draghi diresse le operazioni ininterrottamente per un decennio, mentre a Palazzo Chigi si avvicendavano ministri e premier del tutto compiacenti (da destra, centro e sinistra) al piano di doloso smembramento e immotivata (sul piano dell’interesse pubblico) svendita a potentati privati di beni e aziende di proprietà del popolo sovrano.

Effettivamente, dal 1992 al 2001 – a parte la parentesi del 1994-1995 con Berlusconi primo ministro e poi sostenitore per una breve fase del governo Dini – la responsabilità politica di ciò che avvenne (in termini di dismissioni e privatizzazioni fallimentari) fu platealmente opera di esecutivi del nuovo centrosinistra post-Tangentopoli, eredi diretti proprio di quella confusionaria stagione del compromesso storico che gli autori de Il golpe inglese tanto rimpiangono, con malinconie e nostalgie senz’altro degne di miglior causa.

Ma non bisogna neanche sottacere che, sia al governo del paese (1994-1995) che come grande coalizione parlamentare all’opposizione, il blocco di centrodestra guidato dal massone Silvio Berlusconi fu assolutamente complice (ideologicamente e operativamente) dell’opera di privatizzazione/dismissione pluriennale coordinata da Mario Draghi, ed eseguita da una pletora di complici di alto, medio e basso livello.

Il fatto è che quando finalmente – dopo un anno e mezzo dalla caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989) e non prima – il 3 febbraio 1991 nasceva finalmente il Pds, Partito democratico della sinistra, e dunque si inaugurava una potenziale stagione di dinamismo ed epocale sblocco e fluidificazione del sistema politico italiano, di lì a poco qualche potente manina sovranazionale –mediante Tangentopoli – accompagnava un sistematico sterminio dei partiti della Prima repubblica, favorendone l’avvicendamento con una serie di politicanti (di destra, centro e sinistra: terze e quarte file della defunta area pentapartita, imprenditori rampanti e solleciti soprattutto del proprio particulare, postfascisti e postcomunisti, populisti in camicia verde) del tutto impreparati a fronteggiare i nuovi scenari internazionali incombenti (entrata nell’eurozona, globalizzazione eccetera), o irrimediabilmente complici e maggiordomi di quelle stesse manine in guanti bianchi adagiati su grembiulini di varia foggia e colore, che si preparavano a destinare l’Italia a nuove forme di subalternità e autonomia limitata, per di più in un quadro assai peggiore di quello degli anni Sessanta-Ottanta sul piano economico-sociale. (Gieole Magaldi, Laura Maragnani, “Massoni”, Chiarelettere Editore).


OLTRE LE DISMISSIONI DEL 1993 C’È MANI PULITE

L’ex Presidente della Consob, Guido Rossi dichiarò: «Senza Mani pulite non ci sarebbe stata la svolta delle privatizzazioni e l’Italia non sarebbe uscita dal suo sistema di “capitalismo senza mercato».
Citiamo nuovamente “Massoni” di Gioele Magaldi:

Alla caduta del Muro [di Berlino], il potenziale italiano è già duramente compromesso dal sabotaggio della finanza pubblica, ma non tutto è perduto:
il nostro paese – «promosso» nel club del G7 – era ancora in una posizione di dominio nel panorama manifatturiero internazionale.

Eravamo ancora «qualcosa di grosso dal punto di vista industriale e manifatturiero», ricorda Nino Galloni: «Bastavano alcuni interventi, bisognava riprendere degli investimenti pubblici». E invece, si corre nella direzione opposta: con le grandi privatizzazioni strategiche, negli anni Novanta «quasi scompare la nostra industria a partecipazione statale», il «motore» di sviluppo tanto temuto da tedeschi e francesi. Deindustrializzazione: «Significa che non si fanno più politiche industriali».

Galloni cita Pier Luigi Bersani: quando era ministro dell’Industria «teorizzò che le strategie industriali non servivano». Si avvicinava la fine dell’Iri, gestita da Prodi in collaborazione col solito Andreatta e Giuliano Amato. Lo smembramento di un colosso mondiale: Finsider-Ilva, Finmeccanica, Fincantieri, Italstat, Stet e Telecom, Alfa Romeo, Alitalia, Sme (alimentare), nonché la Banca commerciale italiana, il Banco di Roma, il Credito italiano.

Il vero motivo per cui Mattarella ha posto più volte il veto nei confronti di Paolo Savona è che quest’ultimo si frappose più volte al piano di dismissioni e privatizzazioni desiderato da George Soros, Mario Draghi e Romano Prodi.

Il colpo lo sparò Paolo Savona – allora ministro dell’ Industria e condottiero, insieme al collega del Tesoro Piero Barucci e con la supervisione di Mediobanca, del “partito” del grande capitalismo italiano – rinfacciando in una violenta nota ufficiale al presidente dell’ Iri, Romano Prodi – paladino nell’ area politico-imprenditoriale del solidarismo cattolico e delle sinistre – le sue marcate preferenze verso l’ azionariato diffuso. Il futuro candidato dell’ Ulivo preferì non contrattaccare subito, attese nervosamente gli eventi (in quelle ore girarono voci incontrollate di sue possibili dimissioni) e questi si materializzarono nell’ intervento di Ciampi che attraverso un comunicato, in pratica, difese Prodi. (Repubblica)

Romano Prodi difendeva l’azionariato diffuso ben sapendo che, in tal guisa, le grosse aziende italiane sarebbero state fagocitate da società transnazionali, da avvoltoi nazionali travestiti da “capitani coraggiosi” o da hedger fund come Soros.
È così è avvenuto, grazie al Patto del Britannia del 1993, ove Draghi e Prodi non poterono salire, per comprensibili ragione istituzionali, alla presenza del gotha bancario globale e soprattutto sotto la presidenza dell’Anomos George Soros.



OLTRE L’INELUTTABILITA’ DELL’ESODO EPOCALE DEGLI AFRICANI

Matteo Salvini è sottoposto ad un micidiale fuoco di sbarramento dei Mainstream Media, frutto di quella che non esiterei a definire – come Mourinho – prostituzione intellettuale.
Ci riferiamo, in aprticolare alla posizione di Emmanuel Macron e dei Macronisti i quali definiscono “vomitevole” la posizione assunta dall’Italia in relazione alla motonave Aquarius.
Soloneggiano loro che hanno sempre chiuso i loro porti ai migranti e che espellono da Ventimiglia verso l’Italia decine di migranti irregolari ogni giorno.
Salvini risponde sarcastico al Macron:

‘Emmanuel, se hai il cuore così d’oro come dici, domani ti daremo le generalità di 9mila migranti che ti eri impegnato a prendere”.

Da stamattina i rapporti tra Parigi e Roma si sono fatti tesi. Dopo la decisione di Salvini di chiudere i porti, dopo la diatriba con Malta e il “soccorso” spagnolo alla Aquarius, da diversi Paesi ue si è levato un coro di critiche contro la politica migratoria del governo giallo-verde.

Dalla Francia hanno definito “vomitevoli” le posizioni del leghista; e in Spagna ipotizzano che l’Italia abbia in qualche modo vietato la legge. Conte, Salvini e Di Maio hanno già rispedito al mittente le accuse, tanto che il premier italiano starebbe pensando (ma al momento è confermato) di annullare il vertice in programma con Parigi.

Ferrara definisce Salvini bullo, Il radical chic Saviano, dall’alto del suo superattico newyorkese, usa toni belluini e tonitruanti contro Salvini e Toninelli:

Ancora Roberto Saviano. Ancora insulti a Matteo Salvini, e in questo caso anche a Danilo Toninelli, per la gestione del caso Aquarius. “Mettere a rischio la vita di decine di persone è un comportamento da banditi, proprio come nel caso dei ministri Danilo Toninelli e Matteo Salvini”, ha affermato ai microfoni di Fanpage.it commentando la decisione dell’Italia di chiudere i porti. (liberoquotidiano.it)

Il vicedirettore de L’Espresso, Gilioli, su SkyTG24, con toni melodrammatici, riecheggia le parole di Papa Francesco Soros. «Dobbiamo affrontare con spirito solidale l’ineluttabilità dell’esodo epocale dall’Africa».
Sì, certo.

taxi del mare

I Taxi del Mare di Soros



OLTRE LA PERDITA DI MEMORIA DELLA UR-SINISTRA


ll tempo non cura solo le ferite, annebbia pure la memoria. Lo sanno, o dovrebbero saperlo, dalle parti della sinistra italiana (sia essa politica o dei media). Oggi Veltroni, Pd, Repubblica e compagnia bella criticano aspramente la chiusura dei porti italiani attuata da Salvini (e Toninelli).Era il marzo del 1997. Prodi aveva vinto le elezioni solo da un anno e non aveva ancora fatto in tempo ad abituarsi alla comoda poltrona di Palazzo Chigi che l’Albania si trasformò nell’Africa che conosciamo oggi. Una polveriera in preda ad una crisi politica impressionante (chiamata anche “anarchia albanese”) […]

Ebbene. Cosa fece il governo della sinistra quando migliaia di immigrati albanesi tentarono di lasciare i Balcani via mare e approdare sulle coste della Puglia? Aprirono i porti? Misero in mare imbarcazioni umanitarie? Macché. Se da una parte offrirono “protezione temporanea” (temporanea!) ai profughi e sostennero economicamente l’Albania, dall’altra attuarono un vero e proprio blocco navale (ben più duro di quanto non abbia fatto oggi Salvini).Non solo. Perché chi non aveva diritto d’accoglienza, veniva immediatamente ri-accompagnato da Re Giorgio [Napolitano, allora ministro degli Interni] a casa.

Certo, Prodi di fronte ai deputati (era il 2 aprile 1997) provò a spiegare che “blocco navale” non era proprio il nome esatto con cui avrebbe chiamato l’operazione, da lui invece definita “attività volta soprattutto a stroncare la malavita organizzata che gestisce gli espatri“. Ma si trattava di masturbazione semantica. (ilgiornale.it)


Il naufragio della Katër i Radës, noto anche come tragedia di Otranto o tragedia del venerdì santo del 1997, è stato un sinistro marittimo occorso  il 28 marzo 1997 all’omonima motovedetta albanese.


La nave, carica di circa 120 profughi in fuga dall’Albania in rivolta, fu speronata nel canale d’Otranto dalla corvetta Sibilla della Marina Militare Italiana, che ne contrastava il tentativo di approdo sulla costa italiana. Nel conseguente affondamento perirono 81 persone di cui si riuscì a recuperare il corpo e, si stima, tra 27 e 24 persone mai ritrovate. I superstiti furono 34. (wikipedia)



OLTRE ROBERTO SAVIANO

Il blogger Luca Donadel smonta una per una tutte le Fake News del newyorkese Roberto Saviano, degno rappresentante di una Ur-Sinistra Trinariciuta in piena Tracimazione di Idee senza ragione, ermeneutica o costrutto logico.




OLTRE I FOLLI EPITETI DI SAVIANO NEI CONFRONTI DI SALVINI E TONINELLI

Stupiti dai folli epiteti scagliati addosso a Salvini e Toninelli da Saviano e dall’Intelligencija dei radical chic di sinistra?

«Banditi», «Criminali», «Assassini di Bambini», «Bulli», «Vomitevoli», «Pagherete caro, pagherete tutto», «Salvini è a libro paga di Putin» (l’ultima vaccata ha l’imprimatur di Soros), et cetera?

Noi no. Il video che segue è una probabile spiegazione.

E noi saremmo i folli secondo i troll informatici pagati dai sinistroidi della Ur-Sinistra?

Vergognatevi.



OLTRE JACQUES ATTALI

Jacques Attali

Jacques Attali

Il massone elitista che creato il Fenomeno Macron, Jacques Attali, fece un’affermazione totalmente folle, oltre ogni sensatezza, l’Orizzonte degli eventi in cui la Massoneria neofeudale di George Soros vorrebbe spingerci, precipitandoci nel loro Universo ove domina incontrastata la pura Follia, il puro Male:


Nel momento in cui si ammette che le libertà sono fondamentali, la prima libertà è quella di circolazione. Arriverà gente e questo sarà un bene. Bisogna preparare delle politiche di integrazione e quella gente farà dell’Europa la prima potenza mondiale.


Le stesse parole che usa sempre Jorge Bergoglio, per il quale la sua carità pelosa parte sempre dalle case altrui, visto che neanche un migrante è accolto in Vaticano, mentre le COOP della Chiesa fanno la fila per accogliere i migranti e ricevere una buona parte dell’enorme flusso di denaro legato alla dinamica migratoria diretta da Soros e dai suoi “taxi del mare”.

Immagino che decine di milioni di immigrati semianalfabeti, che ritengono l’ummah la Comunità Suprema, possano semplicemente rendere ancor più veloce e ripido il declino d’Europa e l’estinzione dei Popoli Europei.

Immagino l’utilità di individui che, nella migliore delle ipotesi, sono capaci soltanto di raccogliere cassette di pomodoro o prestare la propria forza lavoro in lavori edilizi, e nella peggiore delle ipotesi, farsi utilizzare dalle Mafie come bassa manovalanza o per organizzare spaccio e prostituzione.




OLTRE GHEDDAFI


Proprio come le forze oscure della miliardaria rete di organizzazioni non governative della Central Intelligence Agency degli Stati Uniti e di George Soros, che complottarono per destabilizzare Medio Oriente e Nord Africa attraverso l’uso dei social media, realizzando la cosiddetta “primavera araba”, tali forze hanno aperto un nuovo capitolo sulla disfunzionalità globale facilitando il flusso di rifugiati e migranti economici da Medio Oriente, Asia e Africa all’Europa.


Nel marzo 2011, il leader libico Muhammar Gheddafi predisse cosa sarebbe accaduto all’Europa se la stabilità del suo paese veniva minata dalle potenze occidentali. In un’intervista a “France 24”, Gheddafi predisse correttamente: «Ci sono milioni di neri che potrebbero attraversare il Mediterraneo per la Francia e l’Italia, e la Libia svolge un ruolo nella sicurezza nel Mediterraneo». Il figlio di Gheddafi, Sayf al-Islam Gheddafi, condannato a morte dal regime radicale che governa Tripoli, fece eco ai commenti del padre nella stessa intervista al notiziario francese. Sayf disse: «La Libia può diventare la Somalia del Nord Africa, del Mediterraneo. Vedrete i pirati in Sicilia, a Creta, a Lampedusa. Vedrete milioni di immigrati clandestini. Il terrore sarà vicino».


Come si è visto nei recenti avvenimenti, Sayf aveva proprio ragione. Infatti, per l’Europa, il terrore è letteralmente a fianco. Si stima che ben 4.000 jihadisti veterani degli olocausti terroristici in Siria, Iraq e Yemen, abbiano approfittato dell’assenza dei controlli sulle frontiere di Schengen dell’Unione europea per entrare o ritornare in Europa. Molti giovani “migranti” hanno iPhone, bancomat, diversi passaporti e molto contante, difficilmente ciò che ci si aspetta di trovare in possesso di veri profughi di guerra. Non solo gli africani hanno inondato l’Europa meridionale dopo aver attraversato in modo periglioso il Nord Africa, tra cui la Libia, ma i profughi siriani, per lo più creati dal trasferimento massiccio occidentale ai jihadisti siriani di armi catturate in Libia dopo il rovesciamento di Gheddafi, innescando la sanguinosa guerra civile siriana, fluiscono via mare e via terra nel cuore dell’Europa.


Soros, che non è altro che un frontman miliardario dell’ancor più ricca famiglia di banchieri Rothschild dell’Europa occidentale, ha supervisionato la completa distruzione degli Stati nazionali nell’Europa sud-orientale, che oggi consentono l’accesso incondizionato dei migranti economici e dalla guerra civile da Siria, Iraq, Nord Africa, Africa sub-sahariana, Afghanistan, Pakistan, Bangladesh, Birmania, Sri Lanka e altre nazioni del Terzo Mondo devastate da guerra e povertà. (Wayne Madsen)


Ricordiamo che  – prima della destabilizzazione libica organizzata in concordia dalle eversive e corrosive Ur-Lodges Three Eyes e Hathor Pentalha a cui appertengono tutti i principali attori dell’attacco alla Libia (Soros, Clinton, Sarkozy, Cameron et similia – la Libia era prima in Africa per PIL pro capite e due milioni di Africani lavoravano nella Jamahiriya.

Ora anche i Libici tentano di migrare in Europa.


A distanza di cinque anni dalla morte di Gheddafi [l’articolo è del 2016, ndr], l’unica cosa certa è che la Libia, un tempo considerata uno dei Paesi più sviluppati dell’area MENA, si è trasformata in uno Stato fallito. Avamposto dello Stato Islamico nel Mediterraneo centrale, crocevia del traffico di esseri umani dall’Africa sub-sahariana verso l’Europa e terreno di scontro fra tre governi, 140 tribù e almeno 230 milizie. Questo, in estrema sintesi, è il tragico bilancio della rivoluzione del febbraio del 2011. Dopo l’esecuzione di Gheddafi, infatti, non si celebrò il “giorno della liberazione” come annunciavano i cronisti statunitensi, ma venne inaugurata una nuova guerra di tutti contro tutti, che continua ancora oggi, anche e soprattutto per colpa di una serie di valutazioni errate da parte dell’Occidente. (occhidellaguerra.it)


Nel video che segue la burattina di George Soros, Hillary Clinton, cita rozzamente il Veni, Vidi, Vici di Giulio Cesare:

 

 



OLTRE L’INFERNO DELLA SCHIAVITU’

La guerra che tanti filosofi e antropologi marxisti fanno contro gli Stati Nazionali è una guerra pianificata contro il principio di autodeterminazione dei popoli, che in Europa sono soggiogati da una struttura sovranazionale burocratica (UE) basata sulla cooptazione di membri legati al circuito latomistico delle Ur-Lodges internazionali ultra-oligarchiche.

Siffatti autoreferenziali filosofi (pensiamo a Benedict Anderson, per esempio) riducono lo Stato-Nazione a mera “comunità immaginaria”, poco più di una masturbazione mentale…

Per costoro anche le comuni radici linguistiche, culturali e storiche dei Popoli sono aria fritta e propongno l’homo migrans come l’uomo del Futuro, fingendo di non rendersi conto che l’attuale Globalizzazione sta terzomondizzando i Paesi Occidentali, Grecia e Italia in primis.

In riferimento all’omicidio del maliano Sacko in Calabria, scrive Pietro Comito di “Famiglia Cristiana”:


Ecco in quali condizioni si trovano i braccianti (immigrati) della Piana di Gioia Tauro; raccolgono arance tutto il giorno per una paga di due euro all’ora, vessati dai “caporali”.

San Ferdinando, Reggio Calabria, anno Domini 2018. L’inferno dei nuovi schiavi è qui.


Aggiunge Stefano Ragusa:


“Durante lo stallo di Aquarius molti si sono chiesti perché avesse preso a girare in tondo a Malta, nonostante l’ok della Spagna.
Poi con le dichiarazioni del Presidente Conte, “ci siamo offerti di trasbordare donne incinte e bambini, ma nessuna risposta”, i dubbi sono aumentati esponenzialmente.
Vuoi vedere che il capitano aveva l’ordine di sbarcare in Italia e solo in Italia? Sì.
Non è un ‘salvataggio’ è un trasporto.
Si paga il biglietto di 3000 dollari a passeggero (quando il servizio era completo con gli scafisti, costava 5000)
Non lo pagano cash i migranti. Non li hanno quei soldi.
Lo pagano i boss di ‘ndrangheta e Cosa Nostra (che in africa chiamano ‘sponsor’ ma sarebbe più corretto chiamare PADRONI) con Western Union Araba trasferiscono il denaro ai trafficanti africani.
Da quel momento il migrante è uno schiavo.
Deve arrivare in Italia nel porto in cui è stabilito.
Deve lavorare nei campi o come facchino o come ambulante, o per le donne come prostituta, finché non si sdebita. […]
Quelle navi non salvano persone. Trasportano schiavi.


Ha ragione Fusaro quando afferma che i flussi migratori provocati e diretti da George Soros, Dipartimento di Stato USA, CIA, NATO, ONG, et al. non sono altro che l’ennesima deportazione massiva di schiavi, messi in competizione salariale deflattiva con i penultimi della Globalizzazione: precari, disoccupati, giovani senza futuro del Meridione d’Italia, di Grecia, Spagna…

Una guerra tra poveri in cui gli unici ad avvantaggiarsi sono i Signori Apolidi della Cabala Finanziaria Mondiale, di cui George Soros è l’incontrastato leader Globale.

Ma dire queste cose  – cioè la verità – è Follia, Populismo, Complottismo, Razzismo, Fascismo etc. etc.

Nel video che segue è esplicito che i migranti sono merce, riecheggiando le cupi frasi di qualche tempo fa del supermassone Attali il quale ebbe ad affermare che non solo una funzione umana importante come il lavoro è merce, «ma che persino l’essere umano è merce ed è il Mercato a deciderne il prezzo».

Siffatta è la follia dell’attuale Capitalismo Neoliberista globale. La religione del Diavolo.


 

VERGOGNA!!! ONG E SCAFISTI, ECCO LE PROVE!

Ong e scafisti, ecco le prove della complicità, sotto gli occhi dell’elicottero dell’Unione Europea…Ma quando lo diceva la Lega eravamo matti…#STOPINVASIONE

Pubblicato da Matteo Salvini su Lunedì 20 novembre 2017



OLTRE I CORIFEI DI SOROS

Repubblica – il massimo esempio del corifeismo della Ur-Sinistra italiana ordoliberalista, atlantista e mercatista, breviter, l’esatto contrario dell’ideologia di Sinistra ai tempi del PCi di Enrico Berlinguer – accusa chiunque osi criticare il Sommo Vate e grande Filantropo George Soros, di bufalismo, complottismo e antisemitismo.

Dimenticando che il Soros stesso confessò a 60 Minutes del 20 dicembre 1998, la trasmissione di Steve Kroft alla CBS, di aver collaborato con le SS naziste per far requisire tutti i beni dei suoi correligionari ebrei magiari.

I problemi di memoria appalesati dalla sinistra radical chic italica denunciano gravi carenze sinaptiche cerebrali, a mio modesto avviso.


oltre la follia

Oltre la Follia



OLTRE IL DIO DELLA CABALA

Il nostro è un mondo malato, imperfetto, brutale e bestiale, creato da un dio minore e geloso degli altri Dèi, il Tetragrammaton, conosciuto anche come il Demiurgo, o come BaphometSatana.
Il dio della Cabala.

In questo piano dimensionale, plasmato dalla materia corruttibile (sulla linea di una interpretazione religiosa, già presente in Filone Alessandrino e nel neopitagorico Numenio di Apamea la materia assume la caratteristica di male originario) e dove è del tutto assente lo Spirito Universale, la fanno da padrone i predatori, i criminali di ogni risma, i banksters, gli speculatori finanziari e il Capitalismo-Thanatos-Morte del XXI secolo. In una parola sola, la Cabala.

Siffatta Cabala è Follia, non la nostra.

E comunque, meglio essere Folli che radical chic della Ur-Sinistra Globale, tutti turpi sicofanti del Gran Maestro Massone George Soros.


Il dio della Cabala ci domina – L’Isola di Avalon

Il dio della Cabala ci domina – L’Isola di Avalon

Il nostro è un mondo imperfetto, creato da un dio minore e geloso degli altri Dèi, il Tetragrammaton, conosciuto anche come Satana. Il dio della Cabala.

Source: www.isoladiavalon.eu/dio-della-cabala-ci-domina/



 

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Circe è la Magia e l'Esoterismo, è la Noesis che si contrappone alla Doxa del Capitalismo Totalitario e alle presstitutes dei Mainstream Media globalisti.
Circe è l'Epistème che contrasta le Maligne Menzogne dei Soroi.
(L'immagine è "Circe Offering the Cup to Ulysses" di J.W. Waterhouse)

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