DHvSS – I Signori della Pietra Nera

by Seyan / mercoledì, 29 marzo 2017 / Published in La Terra Cava

DHvSS – Die Herren vom Schwarzen Stein
I SIGNORI DELLA PIETRA NERA

Nel 1220 o nel 1226 il templare Hubertus von Koch mitico fondatore dei DHvSS, di ritorno da una Crociata e mentre attraversava la Mesopotamia, vicino alla città di Nineveh, ebbe l’apparizione della Dea Isais, figlia di Isis e Set.

Ella gli ordinò di raggiungere il massiccio dell’Untersberg, in Germania, e di costruire ivi una dimora in attesa delle sua nuove apparizioni. 

Secondo alcuni, questa entità non era una dea, ma un angelo; talaltri affermano trattarsi di un demone.

Comunque sia, secondo la poiesi, Koch avrebbe eretto diverse costruzioni, la prima nella cittadina di Markt Schellenberg, a Berchtesgaden (emblematicamente, a poca distanza dal complesso voluto da Adolf Hitler per trascorrervi il tempo libero), collegate da gallerie e persino un tempio dedicato ad Isais nella zona dell’Untersberg.

E’ da notare che entrambe le date riportate in questa storia sarebbero anacronistiche.

templareInfatti, nella Quinta Crociata la città di Damietta, in mano Araba, venne conquistata nel 1219, ma nel 1221 I Crociati, che cercavano di penetrare nel Delta del Nilo, vennero definitivamente sconfitti.

La Sesta Crociata, iniziata nel 1228, fu l’unica pacifica e l’unica coronata da successo, grazie all’abilità diplomatica di Federico II, malgrado egli fosse stato scomunicato da uno dei tanti papi contagiati dalla follia dello sterminio dei cosiddetti infedeli saraceni, papa Gregorio IX.

E’ necessario un excursus al riguardo. Un monaco, Bernard de Clairvaux (Bernardo da Chiaravalle), il fondatore dei Templari, rinnegando il Quinto Comandamento e rinnegando soprattutto Gesù Cristo, affermò che, “Il Cavaliere di Cristo uccide in piena coscienza e muore tranquillo: morendo si salva, uccidendo lavora per il Cristo, e, ancora, “Egli, (il Cavaliere) è strumento di Dio per la punizione dei malfattori e per la difesa dei giusti. Invero, quando egli uccide un malfattore, non commette omicidi, ma malicidio, e può essere considerato il carnefice autorizzato di Cristo contro i malvagi“. 

Non contento di tali aberrazioni, vaticinò infine che “la morte inflitta o ricevuta nel nome di Cristo da un canto non ha nulla di criminale, dall’altro merita una gran gloria.

E’ questa l’infame teoria del malicidio (malicidium, in latino, è un termine introdotto da Bernardo di Chiaravalle per indicare l’omicidio di un non cristiano in guerra, quando non vi sia altro mezzo per impedire il ‘male’ che commette” – Wikipedia), che, benché negata con forza dal vero Dio, Gesù Cristo, il quale affermava che l’uccisione di chiunque – anche del cosiddetto nemico – è puro male, regalò a Bernardo di Chiaravalle l’aureola di santo.
Ad ogni modo, sono proprio le date indicate dal mŷthos della presunta apparizione di Isais a lasciare perplessi.
Un Templare non poteva essere in Mesopotamia nel 1220 perché impegnato, in tale data, nell’attacco al Delta del Nilo. Non poteva essere presente neanche nel 1226 poiché, la Sesta Crociata, l’unica pacifica, sarebbe iniziata, grazie all’impulso di Federico II, solo nel 1228.
La leggenda afferma che Koch, una volta in Germania, ebbe una seconda apparizione nel 1227 e, una terza, nel 1228, sempre nell’Untersberg. In questo periodo egli ricevette le cosiddette “Rivelazioni di Isais” “Die Isais Offenbarung”, una serie di profezie concernenti il Sacro Graal.
 
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Va precisato che Graal è riferito alla sua più precisa accezione di pietra (in Persiano Grhal significa pietra), ben differente dal successivo gradalis (vaso o piatto) in latino medioevale o l’ancora più recente sang real ove alcuni ipotizzerebbero, senza alcuna prova, trattarsi della linea di sangue di Cristo che avrebbe dato origine alla dinastia reale dei Merovingi.

Ma, al di là delle evoluzioni successive, il termine Graal trae origine da Perceval ou le conte du Graal di Chrétien de Troyes e soprattutto nel Parzival di Wolfram von Eschenbach ove il Graal viene descritto coma una Magica sacro_graalPietra (lapis exillis) che materializza ciò che dall’istanteviene desiderato.

Fu succesivamente Robert de Boron, nel suo Joseph d’Arimathie che venne redatto tra il 1160 e il 1212 ad affermare che il Graal sarebbe stata la coppa dell’ultima cena ove Giuseppe di Arimatea avrebbe raccolto le gocce del sangue di Cristo.

Wolfram Von Eschenbach affermò che la sua fonte ispiratrice sarebbe stata il poeta provenzale Kyot. Wolfram narra che il poeta della Provenza avrebbe trovato un manoscritto nella moresca Toledo vergato da Flegatanis, un astronomo mussulmano e discendente di Salomone, il quale avrebbe scoperto il segreto del Graal studiando le stelle.

E’ da rimarcare che la radice di Kyot è identica al titolo conferito da Koch di Kyan o Kyane (se donna) ai membri più autorevoli del suo ordine, termine tratto dall’accadico Küan, il che ha indotto ad ipotizzare che la fonte originaria di Wolfram sia stato in realtà uno dei Maestri dei DHvSS.

Va inoltre evidenziato che “la letteratura cavalleresca fiorita intorno al Graal si affolla inesplicabilmente in un breve periodo, suscita un intenso interesse e poi scompare subitamente: nessun testo è anteriore al primo quarto del XII secolo e nessuno è posteriore al primo quarto del XIII secolo. Onde, l’impressione che si ha è quella di qualcosa di sotterraneo affiorato momentaneamente, ma subito respinto e soffocato da un’altra forza: quasi al titolo di una tradizione segreta che sotto “spoglie strane” tramandava un insegnamento poco riconducibile a quello della Chiesa allo stesso modo che la posteriore letteratura dei cosiddetti Fedeli d’Amore (secondo quanto è risultato dalle ricerche del compianto Luigi Valli), o la stessa letteratura ermetico-alchemica o, infine la tradizione stessa dei Templari. E – si noti – Wolfram Von Eschenbach chiama esattamente i cavalieri del Graal “templeise”, cioè i templari” (Julius Evola, “Il Mistero del Graal”, 1934).

Insomma, tutti i testi sembrano essere leggermente antecedenti o coevi alla fondazione dell’Ordine dei DHvSS, Die Herren vom Schwarzen Stein.

DHvSS

Grazie alle rivelazioni di Isais, Koch sarebbe entrato in possesso di tale pietra o cristallo di colore nero-violetto, in parte in quarzo ed ametista, la cui immane energia, scoperta ed utilizzata ad Atlantide, avebbe permesso l’annullamento della forza di gravità e i viaggi transdimensionali.

Un collegamento alla Zero Point Energy? (Cfr. Nick Cook, “The Hunt For Zero Point”)

Oltre al cristallo, con l’identico ordine di nascondere tutti i preziosi reperti nel massiccio dell’Untersberg, la dea consegnò a Koch lo specchio di Ishtar che donerebbe la possibilità al possessore di scrutare le Altre Dimensioni e la Lancia di Odino che aprirebbe un varco tra questa e le Superiori Dimensioni.

La Pietra Nera sarebbe stata avvolta dai lunghi capelli che l’Entità si sarebbe tagliato per fungere da trasmittente psichica (cfr. l’articolo Vril ) ed entrare, in un preciso momento, in contatto con i Vril-Ya e con il Re del Mondo.

Sarebbero evidenti i contatti e le similitudini tra il Grhal, la Pietra Nera ed il Cristallo di Luce, Lightball, Tuaoi, il cristallo primordiale che permetteva alla mitica civiltà Atlantidea, per mezzo delle sacerdotesse della luce,  di dare tangibile realtà ai pensieri umani. 

lightball
 

E’ la pietra filosofale, lapis philosophorum, disperatamente cercata dagli alchimisti medievali.

Della Pietra Tuaoi o Terribile Cristallo parla anche Edgar Cayce nelle sue eccezionali profezie pubblicate dall’A.R.E.

Per difendere tali formidabili segreti, Koch avrebbe fondato l’Ordine de “Die Herren vom Schwarzen Stein”, “I Signori della Pietra Nera” e questo occulto ordine avrebbe avuto importanti ramificazioni in Germania, Austria, Nord Italiaed anche nella parte nord-orientale della Francia, in Inghilterra, Scozia e Irlanda, nel sud di Norvegia e Svezia, nonché centri in Medio Oriente e Caucaso, ed infine sull ‘isola di Cipro.

Gli affiliati venivano scelti con grande oculatezza, indifferentemente di entrambi i sessi, dallo stesso Koch, in aperta violazione ai dettami previsti dall’Ordine Templare.

Dopo la fondazione i legami di Koch con i Templari sarebbero divenuti solo formali ed egli non avrebbe confessato ai suoi superiori il possesso della Pietra Nera.  

Nel Parzival, Wolfram von Eschenbach, afferma che il luogo ove sarebbe conservato il Graal sarebbe il Castello di Munsalvaesche (Mons Salvationis), che da alcuni, non ultimi i monaci di Montserrat, sarebbe stato identificato appunto con il Castello di Montserrat in Catalogna.

Anche l’Ahnenerbe, Studiengesellschaft für GeistesurgeschichteDeutsches Ahnenerbe e.V.,  “Società di ricerca ed insegnamento dell’eredità ancestrale” fondata nel luglio 1935 da Himmler, Wirth e Darrè, compì lunghe ricerche tra il Monastero di Montserrat e l’infinita sequela di caverne site nella montagna ove sorge il Castello.

Dapprima  si recarono ivi l’archeologo Otto Rahn e Alfred Rosenberg ed addirittura, nell’ottobre del 1940 , vi giunse il Reichsführer Himmler con un seguito di 25 ufficiali SS.

Malgrado il capo delle SS fosse stato caldamente raccomandato dal dittatore Franco, non ricevette alcuna collaborazione dai monaci del Monastero. Parrebbe, addirittura, che una valigetta portadocumenti del Reichsführer contenente le mappe d’ingresso per le più segrete gallerie di Montserrat fosse stata rubata dai servizi segreti britannici all’Hotel Ritz di Barcellona ove la delegazione tedesca alloggiava.

Per impedire che Adolf Hitler entrasse in possesso del Santo Graal.

L’ancestrale leggenda Càtara narra che il Graal sarebbe venuto in possesso dei Càtari e sarebbe stato salvato da quattro donne nella notte del 14 marzo 1244 sfuggite all’assedio portato alla Fortezza di Montségur dalle demoniache forze che volevano la distruzione del Catarismo e che erano arrivate, nel corso della criminale Crociata Albigese a trucidare migliaia di donne e bambini anche non càtari e disseppellire cadaveri prutrefatti per bruciarli nelle pubbliche piazze.

Nella Chanson de la Croisade Albigeoise così viene descritto uno dei tanti eccidi di massa compiuti dall’Inquisizione contro gli “eretici” Càtari, qui a Marmande, anno di grazia, 1219:

“Corsero nella città (le forze cattoliche), agitando spade affilate, e fu allora che cominciarono il massacro e lo spaventoso macello. Uomini e donne, baroni, dame, bimbi in fasce vennero tutti spogliati e depredati e passati a fil di spada. Il terreno era coperto di sangue, cervella, frammenti di carne, tronchi senza arti, braccia e gambe mozzate, corpi squartati o sfondati, fegati e cuori tagliati a pezzi o spiaccicati. Era come se fossero piovuti dal cielo. Il sangue scorreva dappertutto per le strade, nei campi, sulla riva del fiume. Uomo o donna, giovane o vecchio, nessuno sopravvisse, non uno riuscì a sfuggire (…)”.

La stessa leggenda afferma che, sette secoli dopo la soppressione del Catarismo, il Graal tornerà nelle mani dei suoi legittimi proprietari.

I legittimi proprietari dovrebbero essere i “Signori della Pietra Nera”.

Sempreché non ne siano già tornati in possesso…


Riedizione dell’omonimo articolo scritto il 22 gennaio 2009.

Link originario: http://www.isoladiavalon.eu/terra_cava/articoli/dhvss.html


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