La decostruzione Derridiana

by Seyan / lunedì, 05 novembre 2018 / Published in La Terra Cava

La decostruzione Derridiana.

La decostruzione derridiana non è un apporto esclusivo di Jacques Derrida. Molti sono suoi seguaci, additandolo come vate, allontandosi e allontanandoci dalla Verità e dall’Uno Assoluto.


L’UNO PLOTINIANO


L’Uno è la prima, totalmente trascendente ipostasi, cioè la prima realtà sussistente. Esso non può contenere alcuna divisione, molteplicità o distinzione; per questo è al di sopra persino di qualsiasi categoria di essere. Il concetto di “essere” deriva infatti dagli oggetti dell’esperienza umana, ed è un attributo di questi, ma l’infinito trascendente Uno è al di là di tali oggetti, quindi al di là dei concetti che ne deriviamo. (wilipedia, voce Plotino)


L’Uno é antitetico alla “filosofia” della decostruzione derridiana, basata sulla differenza.


Seguono alcuni spunti tratti da un’intervista alla derridiana e new realist Catherine Malabou:

CM. La nozione di plasticità può apparire di primo acchito un termine marginale nella filosofia hegeliana, compare poche volte nell’intero sistema e non ha la centralità di altri termini quali sistema, sostanza, soggetto, o concetto. Allo stesso tempo, ciò che Hegel chiama attualità, (Wirklichkeit), ovvero la totalità del reale, è interamente plastica. […]

E’ stato per me molto importante insistere sul ruolo giocato dalla plasticità in Hegel per contraddire quella visione diffusa della sua filosofia come una grande macchina assimilatrice, una macchina omicida del tempo, che conduce a uno stato di completa immobilità e staticità. Una macchina omicida anche della differenza, perché apparentemente pronta a divorare tutte le individualità e singolarità. […]. Intendevo anche mettere in discussione la visione di Hegel proposta da Derrida in Glas, per cui l’Assoluto è messo in questione da ciò che non può contenere, qualcosa che Derrida qualifica come il resto, ciò che resta, e che non può essere dialettizzato: il singolare, o il frammento, o la traccia.

La categoria di differenza rappresenta il fulcro di alcuni tra i più importanti approcci teoretici che oggi caratterizzano l’ampio spettro delle scienze umane e sociali. In un suo articolo molto conosciuto, “History against Historicism”, Žižek ha sostenuto che la nozione di differenza ha finito con l’equiparare autori che non condividono lo stesso terreno epistemologico. Derrida, o quanto meno una sua certa interpretazione, ha fatto da polo catalizzatore per quest’opera di assimilazione. […]

CM. Esistono al momento diversi tentativi di ripensare il materialismo. Il realismo speculativo è uno di questi. La filosofia orientata-agli-oggetti ne è un altro. Direi che il nuovo materialismo è qualcosa che si respira nell’aria. Per quanto riguarda il mio approccio al materialismo, questo si collega all’interesse per le neuroscienze e al tentativo di stabilire una connessione forte tra neuroscienze e filosofia continentale. La base di questa connessione è materialista nella misura in cui affermo che tra mente e cervello non esiste differenza, e di conseguenza ogni operazione mentale o noetica può essere descritta in termini di disposizioni cerebrali. (il grassetto è nostro, nota di Seyan)




LA DECOSTRUZIONE DERRIDIANA

In realtà Derrida, come i suoi discepoli, si allontana volutamente dalla realtà trascendente delle cose per offrire e supportare la stessa visione anomica  dell’Illuminismo Totalitario e del Capitalismo Totalitario.

Era nel giusto Martin Heidegger quando affermava «la Scienza non pensa».



IL TEMPO NON ESISTE


“Quando venne quantizzata per la prima volta la Relatività Generale (diventando una teoria della gravità quantica) negli anni ’60 ad opera di John Wheeler, il risultato prediceva uno stato statico dell’universo, ovvero – non c’è alternativa – l’assenza del tempo. Questa particolare soluzione alla quantizzazione della Relatività Generale è nota come l’equazione di Wheeler-DeWitt. Il risultato sembrò essere paradossale: come puòl’universo essere statico ed immutabile, quando tutta la nostra esperienza è di cambiamento?” – William Brown da The Resonance Project Foundation (Traduzione s sintesi di Cristina Bassi dell’articolo: www.wakingtimes.com/2014/04/21/unified-field-illusion-time-understanding-source-creation/)


Infatti,


Come è emerso nella trattazione del vincolo superhamiltoniano, l’equazione di Wheeler-DeWitt non contiene in modo esplicito una dipendenza temporale. […]


Alternativamente si può utilizzare, una volta quantizzata la teoria, la costruzione di stati semiclassici, secondo i quali il tempo (e più in generale lo spaziotempo stesso) risulterebbe essere una proprietà emergente. Tale approssimazione diviene però necessariamente inconsistente una volta raggiunto il regime planckiano, dove gli effetti quantistici diventano dominanti. (Wikiepdia, equazione di Wheeler-DeWitt)



IL MOTO NON ESISTE


Nassim Haramein ha detto che ciò che percepiamo come moto è in realtà dovuto al fatto che la realtà a livello quantico lampeggia ad alta frequenza dentro e fuori l’esistenza e che la creazione, in effetti, appare e scompare oscillando tra la forma e la sua assenza, e questo innumerevoli volte ogni secondo, dando cosi la sembianza del moto. (Cristina Bassi, cit.)



LA MATERIA NON ESISTE


Quel che abbiamo chiamato materia è energia, la cui vibrazione è stata così abbassata da essere percepibile ai sensi. Non c’è materia.


Tutto è energia, che è tutto quel che c’è. Accordati alla frequenza della realtà che vuoi e non potrai che ottenere quella realtà. Non c’è un altro modo che questo. Questa non è filosofia, ma fisica. (Albert Einstein)



IL NOSTRO È UN UNIVERSO OLOGRAFICO

Citiamo quanto avevamo scritto nell’articolo “Olomovimento”:

Le conferme alla teoria di David Bohm sull’Olomovimento o Universo Olografico si susseguono senza sosta.

In un recente articolo, l’autorevole rivista scientifica “Nature” afferma che un team di fisici ha fornito altre prove che il nostro universo potrebbe essere una mera proiezione olografica.

Nel 1997, il fisico teorico Juan Maldacena propose, sulla scorta degli studi di David Bohm, un nuovo modello dell’Universo, in cui la gravità generata dalla vibrazione delle Superstringhe potrebbe essere reinterpretata in termini di fisica relativistica. Il mondo matematicamente complesso delle stringhe, che esistono in nove dimensioni dello spazio più una di tempo, sarebbe semplicemente un ologramma.
«L’idea è simile a quella degli ologrammi ordinari, dove l’immagine a tre dimensioni è codificata su una superficie bidimensionale, come l’ologramma impresso sulle carte di credito. L’intero Universo è codificato allo stesso modo», scrive il professore di fisica matematica Kostas Skenderis


L’UNIVERSO DI MALDACENA

L’idea di Maldacena entusiasmò fin da subito i fisici perché era un modo “elegante” per dimostrare la popolare, ma ancora non dimostrata, teoria delle stringhe su basi solide – e perché risolveva apparenti incongruenze tra la fisica quantistica e la teoria della gravità di Einstein. Ha fornito ai fisici una sorta di pietra di Rosetta matematica, un “dualismo”, che ha permesso di collegare tra loro le due lingue, e risolvere gli apparenti contrasti tra un modello e l’altro. Ma anche se la validità delle idee di Maldacena è stata data per scontata da allora, mancavano dimostrazioni scientifiche; dimostrazioni che iniziano a giungere.


L’universo potrebbe essere davvero un gigantesco ologramma 3D, emanazione di un campo piatto bidimensionale: questa teoria cosmologica ‘alternativa’, elaborata negli anni ’90, sembrerebbe infatti compatibile con i dati sperimentali raccolti sull’eco del Big Bang dal satellite Planck dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Physical Review Letters da un gruppo internazionale di fisici e astrofisici teorici a cui ha preso parte anche l’Italia con l’Università del Salento e la sezione di Lecce dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).


L’ipotesi che l’universo funzioni come un enorme e complesso ologramma ha raccolto negli anni ”evidenze teoriche in vari settori della fisica delle interazioni fondamentali”, spiega Claudio Corianò, ricercatore dell’Infn e docente di fisica teorica nell’Università del Salento. ”L’idea alla base della teoria olografica dell’Universo – precisa l’esperto – è che tutte le informazioni che costituiscono la ‘realtà’ a tre dimensioni (più il tempo) siano contenute entro i confini di una realtà con una dimensione in meno”. (“L’universo come un ologramma“, ansa.it)


Olomovimento – L’Isola di Avalon

Olomovimento – L’Isola di Avalon

OLOMOVIMENTO Le conferme alla teoria di David Bohm sull’Olomovimento o Universo Olografico si susseguono senza sosta. In un recente articolo, l’autorevole rivista scientifica “Nature” afferma che un team di fisici ha fornito altre prove che il nostro universo potrebbe essere una mera proiezione olografica. Nel 1997, il fisico teorico Juan Maldacena propose, sulla scorta degli studi

Source: www.isoladiavalon.eu/olomovimento/



ESISTE IL MULTIVERSO

Dal nostro articolo Universo-Multiverso

Esiste una spiegazione che riguarda gli universi multipli molto più complessa.


Essa stabilisce che ogni volta che qualcosa è incerto, l’“Albero dell’Universo” (come talvolta è chiamato il fenomeno di tutte le ramificazioni possibili di eventi) produce un altro ramo, cioè si ramifica. Ciascuna ramificazione, appena prodotta, è un diverso universo simile al precedente, perché l’incertezza generalmente è piccola, all’inizio. Ogni possibilità è un accadimento che capita da qualche parte. Si tratta di una visualizzazione intuitiva. (Wikipedia, voce “Paradosso di Einstein, Podolsky, Rosen”)


Il paradosso del gatto di Schrödinger chiarisce questo concetto: abbiamo due alternative atomo decaduto (gatto morto) e atomo non-decaduto (gatto vivo) ed entrambe reali. Un osservatore vedrebbe realizzarsi solo una delle due possibilità (“stati”), ma è qui che si crea un punto di diramazione dell’intero Universo. Uno con l’osservatore che vede il gatto morto e l’altro con l’osservatore che vede il gatto vivo.


Il noto fisico David Deutsch, uno dei più noti promotori attuali della teoria dei molti mondi/universi/realtà ne ripropone la versione di base ma assumendo che tali universi paralleli (o realtà parallele), il cui insieme è chiamato da Deutsch multiverso, dopo le varie ramificazioni o differenziazioni che li generano essi non restino reciprocamente separati del tutto, ma mantengano qualche connessione, al livello fisico degli oggetti quantistici. (Wikipedia, voce “Interpretazione a molti mondi”)


Universo-Multiverso – L’Isola di Avalon

Universo-Multiverso – L’Isola di Avalon

Universo-Multiverso. Quando, in passato, taluno parlava di universo parallelo veniva deriso. Al massimo, il proclama veniva considerato Fantascienza. Ricordo, al riguardo, un meraviglioso libro di Clifford D. Simak pubblicato sulla collana di “Urania” con il titolo di “Mondi senza fine”. UNIVERSO-MULTIVERSO Prima di morire, Stephen Hawking ha “sdoganato” il concetto di Multiverso. Da tempi immemorabili

Source: www.isoladiavalon.eu/universo-multiverso/



LA MATERIA NON ESISTE, ESISTE SOLO L’ENERGIA ORGANIZZATA IN DIVERSI STATI VIBRAZIONALI

Il Materialismo è solo una religione scientista, a-filosofica, e manipolatrice delle coscienze.

Anche la decostruzione derridiana non ha validità né metafisica, né filosofica, né ontologica, né teleologica. È cupio dissolvi. Mero nichilismo.

È come l’Open Society di Popper o la Catallassi di von Hayek, un supporto a-scientifico costruito su misura per avallare le menzogne teologiche del Logos antinomico e amorale del Capitalismo Totalitario.


decostruzione derridiana

Jacques Derrida



 

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