Ultracapitalismo contro Eurasia

by Seyan / domenica, 22 aprile 2018 / Published in La Cabala

Ultracapitalismo contro Eurasia.

Il farneticante attacco missilistico condotto contro la Siria in risposta alla finta aggressione chimica a Douma – orchestrata dai cineasti di White Helmets (Caschi Bianchi) – dimostra due cose.

La prima è che le poltrone di Macron e May sono sempre più traballanti; la seconda è che l’isolazionismo trumpista fa parte del passato:

I ricatti del Deep State USA spingono il Presidente con la parrucca ad attaccare Vladimir Putin e l’Eurasia.

 

 



EURASIA ED HEARTLAND

Heartland è un concetto geopolitico ideato da Halford Mackinder. Esso è il Cuore della Terra ed è il fulcro di immani forze essoteriche ed esoteriche poste al centro dell’Eurasia, di fatto le attuali Russia e Cina.


«Chi controlla l’Est Europa comanda l’Heartland: chi controlla l’Heartland comanda l’Isola-Mondo: chi controlla l’Isola-Mondo comanda il mondo».


Uno degli assiomi fondamentali di tale teoria è che qualunque impero Talassocratico. costretto a combattere contro le Potenze dell’Eurasia, collasserà a causa dei costi elevati delle flotte navali.

È occorso all’Impero Britannico e, presto, l’Impero della Cabala Anomica USA crollerà sotto il soffocante costo dei suoi innumerevoli vascelli.



L’IMPERO USA CERCA DI CIRCONDARE L’EURASIA CON LE SUE MORIENTI FLOTTE

Per gli ottusi generali che decidono dal Pentagono c’è stata una forma di riposizionamento strategico:


La ragione è piuttosto semplice. I titoli a caratteri cubitali che avremmo dovuto leggere su qualsiasi giornale  sono questi: l’esercito americano ha deciso per il nostro futuro. Ha impegnato se stesso e la nazione in una lotta geopolitica su tre fronti per controbattere alle mire espansive della Cina e della Russia in Asia, Europa e Medio Oriente. […]


Dal punto di vista del Pentagono, questa sarà la mappa strategica per il futuro prevedibile. Possiamo aspettarci che la maggior parte dei prossimi investimenti e delle iniziative militari si concentrino sul rafforzamento della forza navale, aerea e terrestre degli Stati Uniti sul lato interno di queste linee, nonché sull’attaccare i punti deboli di Russia e Cina lungo le linee stesse. […]


In più punti lungo questa linea globale – il Mar Baltico, il Mar Nero, la Siria, il Mar Cinese Meridionale e il Mar Cinese Orientale, per citarne solo alcuni – le forze degli Stati Uniti e della Cina o della Russia sono già in contatto in misura significativa , spesso sgomitando per la posizione in modo potenzialmente ostile. In qualsiasi momento uno di questi contatti potrebbe provocare uno scontro a fuoco, che a sua volta potrebbe portare a un’escalation involontaria e, infine, a un possibile combattimento a tutto campo. E da lì, potrebbe svilupparsi praticamente tutto, incluso l’uso di armi nucleari. (Michael T. Klare, tradotto da vocidallestero.it



PERCHÉ AFFERMIAMO CHE LA NUOVA STRATEGIA USA CONTRO L’EURASIA È FALLIMENTARE?

Gli USA, a parte nel loro territorio, non hanno forze terrestri e divisioni corazzate degne di queste nome. Devono fare affidamento ai loro ascari, irregimentati nella NATO, a Corea del Sud, Giappone, Filippine, Australia.

L’unico modo che gli Americani hanno per proiettare la loro polititica egemonica sull’intiero Pianeta è costituito dai dodici Gruppi da battaglia di portaerei  (CVBG).

Attualmente gli USA stanno dismettendo tutte le vecchie portaerei, immettendo in servizio le elefantiache portaerei di classe “Gerald Ford”.

Siffatti enormi leviatani hanno un costo mostruoso: 15 miliardi di dollari cadauna, escludendo i costi per manutenzione, nuove installazioni elettroniche, aggiornamenti, riparazioni et similia.

Il costo finale d’esercizio arriva facilmente a 50 miliardi di dollari pro capite.

Ma ogni Gruppo ha la ncessità di almeno 15 navi di appoggio, scorta, rifornimento. Se aggiungiamo aerei imbarcati, sistemi di attacco nucleare, sistemi di difesa missilistica, arriviamo facilmente al costo di 100 miliardi di dollari per ogni gruppo.

Ergo, è pur vero che gli USA possono proiettare a distanza la loro politica imperiale. Ma a costi stratosferici.

È questo il vero motivo per cui sono collassate le talassocrazie come Atene e come il più grande Impero della Storia, l’Impero Britannico, ora ridotto al ruolo di palafreniere dei catafratti americani.



LE PORTAEREI USA SONO SOLO BARE AMBULANTI?

L’esperto russo  di guerra navale Andrei Martyanov afferma:


La rivelazione di gran lunga più scioccante (anche se inevitabile) è stata lo schieramento del nuovo missile ipersonico Kinzhal (pugnale) per il servizio regolare con le unità di prima linea dell’aeronautica nel Distretto Militare Meridionale. Se il MiG-31 trasporta quest’arma, sono sicuro che anche qualsiasi Su-35 o Su-30SM o Su-34 sarà in grado di farlo. […]


È un missile altamente manovrabile capace di velocità superiori a Mach 10 con una gittata di 2000 chilometri. La guerra navale come la conosciamo è finita. Senza alcuna enfasi eccessivamente drammatica, siamo ufficialmente nella nuova era. Nessun, ripeto, NESSUN sistema di difesa aerea moderno o futuro schierato oggi da una flotta NATO può intercettare anche un singolo missile con tali caratteristiche. Una salva di 5-6 missili simili equivale alla distruzione garantita di qualsiasi Gruppo da Battaglia incentrato su una portaerei.




IL MISSILE IPERSONICO KINZHAL È UN’ARMA MICIDIALE PER LA PROTEZIONE DELL’EURASIA


[Il Supercaccia] MiG-31 lancia il Kinzhal a velocità supersoniche ad alta quota garantendo al sistema ipersonico la massima portata. L’imponente motore bimotore russo rimane l’unico intercettore in grado di raggiungere una velocità massima vicino a Mach 3. La velocità di crociera è di Mach 2,35. Il MiG-31 servirà qundi come primo stadio per il Kinzhal, accelerando il missile verso un’altitudine predeterminata che consentirà un raggio d’azione strategico di 2000 km. Combinando la mobilità dell’aereo vettore e la velocità di Mach 10, il Kinzhal può colpire obiettivi terrestri e marittimi in pochi minuti con la massima impunità.


La modernizzazione della flotta Foxhound dovrebbe concludersi entro il prossimo anno per un totale di 110 MiG-31 aggiornati allo standard BM (radar Zaslon-AM e sistema di guida satellitare GLONASS). Potrebbero essere 50 i MiG-31BM specificatamente modificati per trasportare il Kinzhal. (Ilgiornale.it)


ANCHE LA CINA NON SCHERZA AFFATTO

La Cina si sta rapidamente dotando di missili antinave YJ-18 e Dong Feng-21.


L’YJ-18 non deve essere confuso con il sistema balistico antinave DF-21 (il carrier killer cinese), mostrato durante le celebrazioni del 70° anniversario della sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale. Il DF-21 è stato specificatamente progettato per affondare le portaerei USA. L’YJ-18 per eliminare il gruppo di battaglia e supporto a difesa del vettore (carrier battle group). […]


Già nel 2009, commentando il sistema, la CIA disse che “se funzionasse sarebbe assolutamente in grado di perforare ogni difesa esistente”. La versione missilistica D del “Dong Feng-21”, vola verso il bersaglio a mach 10. L’unico modo per eludere un attacco portato da un missile da mach 10 di cui si sconosce l’esatto punto di lancio, sarebbe attraverso l’utilizzo di contromisure elettroniche. Il DF-21D esiste, ma sulle sue capacità reali non abbiamo alcuna conferma. Dovrebbe avere un raggio d’azione di 2500 km e sistema di guida inerziale con radar attivo nella fase terminale.


Con i soldi necessari per costruire una portaerei, i cinesi potrebbero acquistare non meno di 1200 missili DF-21D. (difesaonline.it)




I MISSILI IPERSONICI RENDERANNO LE PORTAEREI OBSOLETE?

Se la Guerra nel Pacifico è stata vinta dagli USA grazie alla maggiore disponibilità di portaerei rispetto al Giappone, ora i missili ipersonici antinave potrebbero cambiare lo status quo.

Un attacco di saturazione condotto da poche decine di missili Kinzhal o Dong Feng, armati di testate nucleari tattiche, annichilirebbe qualsiasi flotta.

Per aumentare la possibilità di reazione nei confronti dei missili carrier killer, la Marina USA è costretta ad operare a maggiore distanza, riducendo raggio d’azione e fattore sorpresa.


Analizzando la capacità di proiezione, si scopre che la marina più potente del mondo è passata da un raggio d’azione in proiezione di 800 miglia nautiche nel 1996 a 500 nel 2006. Paradossalmente, la riduzione della proiezione imbarcata Usa è coincisa con l’entrata in servizio dei sistemi Anti-Access/Area Denial cinesi e russi e con sistemi d’arma con un raggio d’azione superiore alle mille miglia nautiche. (ilgiornale.it)


Il de profundis per la dottrina di A.T. Mahan?



LA NATO SI STA SGRETOLANDO

Come abbiamo visto la Talassocrazia USA, per i “boots on the ground”, deve fare riferimento agli alleati, in particolare alla NATO. E qui cominciano a sorgere grossi problemi: la Turchia – il secondo esercito dell’Alleanza Atlantica – si sta defilando, tanto che l’attacco contro la Siria è stato una sorta di aut aut anche per Erdogan, il quale “andrebbe a letto con il nemico”.

Il nemico è, ovviamente, Putin.

In particolare Washington, Londra e Parigi non tollerano la guerra che la Turchia conduce contro i loro alleati Curdi, per i quali auspicano la creazione dello Stato del Kurdistan.

E’ questo il motivo che sta spingendo la Turchia verso l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.



L’ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE DI SHANGHAI (SCO)

La SCO è


nata con l’intento di contenere e bilanciare la presenza statunitense nell’area centroasiatica: un’interpretazione che si è rafforzata da quando, nel 2005, da un summit della Sco è emersa la richiesta a Washington di calendarizzare il ritiro delle proprie installazioni e dei propri soldati presenti in Asia centrale. Sulla capacità reale della Sco di essere un contrappeso alle ingerenze esterne nella regione conta in maniera determinante lo stato di salute delle relazioni bilaterali tra Russia e Cina, nonché il livello generale di coesione tra tutti i paesi aderenti che spesso contrastano sulle modalità di attuazione della propria agenda di politica estera. Un dato, quest’ultimo, emerso nel rifiuto cinese e degli altri membri centroasiatici di fornire un sostegno politico incondizionato alla Russia in occasione del conflitto contro la Georgia del 2008. (treccani.it)


Anche noi condividiamo cotale punto e cioè che uno dei suoi fini è


quello di agire da giusto e necessario contrappeso nei confronti degli Stati Uniti e, in particolare, di evitare conflitti che darebbero spazio ad interventi degli Stati Uniti in aree vicine alla Russia o alla Cina. Molti osservatori credono, inoltre, che l’organizzazione sia stata creata come risposta alla minaccia rappresentata dai sistemi di difesa missilistica in mano agli Stati Uniti, dopo l’inversione di corso attuata da questi ultimi in materia di armamenti nucleari, con conseguente promozione della “Difesa missilistica nazionale” (National Missile Defense). (wikipedia)



LA CABALA GLOBALE DI SOROS CONTRO VLADIMIR PUTIN

Come scrive Alex Gorka, “Strane cose capitano alle Nazioni che si oppongono all’assalto di George Soros”.

L’analista di “Strategic Culture” rileva che due Premier che si opponevano al Migrazionesimo Sorosita, lo Slovacco Robert Fico e lo sloveno Miro Cerar, entrambi vicini all’ungherese Orban nell’appoggio alla Russia e nel contrasto alla politica migrazionista della UE – scritta dalla sorosiana Open Society Foundations – sono stati costretti a dimettersi.

In paarticolare la Slovacchia viene duramente criticata da OSF per la politica adottata al contrasto dei flussi migratori agevolate dalle innumerevoli ONG della Galassia Soros.

OSF chiosa che “è obbligatorio per i tutti i Paesi UE accogliere i migranti” e che “gli Sloveni non riflettono sugli effetti positivi dell’immigrazione”, concludendo che costoro non possono disattendere quanto imposto loro dai trattati internazionali e dalla UE dei fantocci politici di Soros.



SOROS ODIA L’EURASIA PERCHE’ I SUOI LEADERS SONO NAZIONALISTI

Una certa scuola marxista propone un’esegesi distorta sulla corrispondenza biunivoca tra Liberalismo e Nazionalismo. Nulla di più falso. Il Liberalismo ha sempre avuto una vocazione globalizzante ed anti-statuale.

RIcordiamo al riguardo il massone liberista Richard Codenheuve Kalergi che creè e sviluppò il movimento Pan-Europa per facilitare capitalismo e libero scambio. Le idee del Kalergi furono il canovaccio per la Costituzione della CEE-UE che, dopo sessant’anni non ha uno straccio di costituzione, la BCE è una ONG privata e gli eurocrati vengono scelti per cooptazione dai Maestri Venerabili delle Ur-Lodges globali, in primis dal Gran Maestro George Soros.



PER LA CABALA GLOBALE GLI STATI-NAZIONE SONO UN CANCRO DA ESTIRPARE

Il Presidente francese Macron, la Galatea del supermassone Jacques Attali, si è prodotto davanti al Parlamento Europeo con un vaniloquente discorso per cui, “per colpa di “egoismi nazionali” e del “fascino illiberale”, “emerge una sorta di guerra civile europea”. Unica soluzione è “l’autorità della  democrazia” (come se l’attuale UE fosse davvero una forma di democrazia) da contrapporre alla “democrazia autoritaria” degli Orbàn, Erdogan, Putin, Xi-Jinping…

Ovviamente non potevano mancare le solite elegie pro-migrazionesimo, poiché l’Europa diventerà molto più forte grazie agli immigrati. Certo, certo. Come in Svezia…



LA FOLA DELL’IPERDEMOCRAZIA DI JACQUES ATTALI

Per chi non lo conoscesse, il supermassone Jacques Attali è stato consigliere dei presidenti francesi Mitterand, Sarkozy, Hollande.

È anche uno degli ispiratori dei più importanti trattati della “Unione Sovietica Europea”, come Maastricht e Lisbona.

A lui si deve il noto aforisma, «Cosa pensava la plebaglia europea che avessimo creato l’euro per la sua felicità?».

Alcuni esegeti lo hanno riconosciuto nei panni di Frater Rosenkreutz in “Massoni” di Gioele Magaldi.

È lui il pigmalione del fantoccio globalista Emmanuel Macron.

Soprattutto è uno che mena vanto a svelare gli immondi piani dell’anticristico Capitalesimo guidato dall’eversiva Cabala Massonico-Finanziaria Globale.



IL CACOTOPICO FUTURO CHE VERRÀ

In un’intervista a Stefano Montefiori il deus ex machina del macronismo afferma che dobbiamo


arrivare all’iperdemocrazia [sic], cioè una società altruista, positiva, che agisca nell’interesse delle generazioni successive [sic]. L’iperdemocrazia, secondo Attali, è l’inevitabile approdo finale. Possiamo scegliere se arrivarci con le buone, o le cattive.


Che un egotico, avido, psicopatico, quale l’Attali, affiliato alle più eversive Ur-Lodges globali, parli di interesse delle generazioni successive fa solo ridere. È ovvio che alla distopica e demoniaca Società dell’Ultracapitalismo (rectius, Ipercapitalismo) ci arriveremo – se ci arriveremo, e noi speriamo di no – solo con le cattive.

Per siffatto individuo Marx,


ha previsto l’avvenire come la generalizzazione dell’economia capitalista su scala mondiale, che è molto diverso da quel che il marxismo gli fa dire.


E svela il futuro che gli oligarchi psicopatici hanno riservato alla specie umana:


Ogni volta che l’umanità è alle porte di una globalizzazione riuscita, fa un passo indietro… Dico da tempo che ci siamo spostati su un nomadismo generale, con tre categorie: i nomadi di lusso, gli ipernomadi, che sono un piccolo gruppo, un centinaio di milioni di persone in tutto il mondo; poi gli infranomadi, che sono i più poveri, i migranti, coloro che cercano di superare la loro miseria e, in mezzo, coloro che io chiamo i nomadi virtuali, sedentari, che sono nomadi grazie alla virtualità delle reti, che sognano di entrare nella categoria degli ipernomadi e tremano all’idea di cadere nella categoria degli infranomadi. È questa l’umanità: gli infranomadi sono la miseria, i nomadi virtuali e sedentari cercano di difendersi e gli ipernomadi si fanno piccoli per non dare troppo nell’occhio».



VIENE CONFERMATO QUANTO VATICINA DA TEMPO IL FILOSOFO DIEGO FUSARO

Diego Fusaro viene tacciato dai suoi avversatori di complottismo, ma come abbiamo visto è proprio uno dei più importanti Cabalisti Globali a dar conferma alle sue opinioni:


La “furia del dileguare” (Hegel) del cattivo infinito capitalistico mira a sostituire la popolazione stabile e protetta da diritti, radicata nel proprio territorio e nella propria storia, con un’immensa massa di nuovi schiavi nomadi e precari. […]


Il capitale ci vuole tutti migranti e sradicati, cioè “cittadini globali”, rectius, non più cittadini degli Stati nazionali con diritti e doveri.


Né deve essere obliato che il paradigma del migrante territoriale tende a ridefinire anche il modus vivendi del Signore globalista post-borghese. Essa stessa espressione dell’erranza post-nazionale e fautrice indefessa delle delocalizzazioni a proprio beneficio,  [è] la nuova e dominante global class apolide. […]


Giovandosi della delocalizzazione del reddito e del patrimonio, i signori del big business planetario si esentano dalla contribuzione fiscale, facendola generosamente gravare sulle spalle del precariato.


Volgendo a proprio vantaggio la libera circolazione delle imprese e dei capitali alla ricerca del lavoro desalarizzato e non protetto, il Signore globalista promuove a piè sospinto e a proprio beneficio l’erranza planetaria, che il Servo precarizzato subisce e in forza della quale patisce sciagure su ogni fronte. (Diego Fusaro)


IL DOMINUS DEL CAPITALISMO TOTALITARIO

Il Signore dei Signori Apolidi della Dittatura del Mercato è – lo abbiamo detto più volte – George Soros.

È l’icona osannata da tutti i pennivendoli del Media mainstream Globale. Viene spacciato per finanziere e filantropo di  area liberal.

Ma gli analisti indipendenti lo definiscono – rectius – uno “sociopatico senz’anima“, “il principale burattinaio globalista“, Sam Gerrans lo qualifica “lo psicopatico degli psicopatici“.

Correttamente wikispooks afferma che il Soros, “fin dal 1980 persegue una agenda globalista, fa avanzare questa agenda mediante “Open Society Foundations”.

Lo squalo finanziario globale ha preso il posto di Kissinger come Capo del Deep State USA e ha fomentato, mediante CIA, Mossad, NATO, “rivoluzioni colorate”, colpi di Stato a aggressioni militari come in Libia e Siria.


George Soros, Agente della Cabala – L’Isola di Avalon

George Soros, Agente della Cabala – L’Isola di Avalon

George Soros, Agente della Cabala.

Source: www.isoladiavalon.eu/soros-agente-della-cabala/

 



IL MODUS OPERANDI DELLA CABALA GLOBALE

Il modus operandi dei Cabalisti è semplice: utilizzano agitatori come quelli di Otpor!-Canvas per creare malcontento interno, approfittando di situazioni da loro stessi create (la “rivolta del Cous-cous”, conosciuta anche come la “rivolta dei gelsomini”, è stata innescata dalla speculazione sui generi alimentari iniziata da Soros e altri squali finanziari).

Le ONG sorosite appoggiano gli oppositori interni e i pennivendoli della stampa internazionale iniziano a fare pressione, affermando che il dittatore Gheddafi o il dittatore al-Assad sono solo dei criminali genocidi e antidemocratici

Tramite il massiccio uso dei social, migliaia di persone vengono istigate a partecipare a manifestazioni in cui agenti sorositi e della CIA provocano la reazione della polizia. Il crescere dei morti civili è benzina sul fuoco della destabilizzazione dello Stato preso di mira dalla Cabala.

Gli “intellettuali” della Ur-Sinistra Globale e la stampa appecoronata chiedono sempre più istericamente che venga ripristinata la “Democrazia violata” e “il rispetto dei diritti civili”. Nel frattempo i mercenari pagati e organizzati da USAID, CIA, Mossad et cetera iniziano a “liberare” zone del Paese. E, guarda caso, dalle zone “liberate” arriva la notizia del “ritrovamento di migliaia di corpi degli oppositori del regime”.

Ovviamente a questo punto intervengono le forze armate dei burattini della Cabala Globale come Obama, Clinton, Cameron, Sarkozy.

Il Dittatore cattivo viene liquidato e il Paese aggredito cade nel caos più totale.




LE FAKE NEWS DELLA CABALA GLOBALE

Un articolo di Famiglia Cristiana è rivelatore al riguardo:


[La guerra in Libia], come ha ricordato Lucio Caracciolo sulla rivista di geopolitica Limes, sarà ricordata come un “collasso dell’informazione”,  intrisa com’è di bugie e omissioni.


Le sta studiando la Fact Finding Commission (Commissione per l’accertamento dei fatti) fondata a Tripoli da una imprenditrice italiana, Tiziana Gamannossi, e da un attivista camerunese, con la partecipazione di attivisti da vari Paesi.


La madre di tutte le bugie: “10 mila morti e 55 mila feriti”. Il pretesto per un intervento dalle vere ragioni geostrategiche (http://globalresearch.ca/index.ph p?context=va&aid=23983) è stato fabbricato a febbraio. Lo scorso 23 febbraio, pochi giorni dopo l’inizio della rivolta, la tivù satellitare Al Arabyia denuncia via Twitter un massacro: “10mila morti e 50mila feriti in Libia”, con bombardamenti aerei su Tripoli e Bengasi e fosse comuni. La fonte è Sayed Al Shanuka, che parla da Parigi come membro libico della Corte penale internazionale – Cpi (http://www.ansamed.info/en/libia/news/ME.XEF93179.html).


La “notizia” fa il giro del mondo e offre la principale giustificazione all’intervento del Consiglio di Sicurezza e poi della Nato: per “proteggere i civili”. Non fa il giro del mondo invece la smentita da parte della stessa Corte Penale internazionale: “Il signor Sayed Al Shanuka – o El Hadi Shallouf – non è in alcun modo membro o consulente della Corte” (http://www.icc-cpi.int/NR/exeres/8974AA77-8CFD-4148-8FFC-FF3742BB6ECB.htm).


Ci sono foto o video di questo massacro di migliaia di persone in febbraio, a Tripoli e nell’Est? No. I bombardamenti dell’aviazione libica su tre quartieri di Tripoli? Nessun testimone. Nessun segno di distruzione: i satelliti militari russi che hanno monitorato la situazione fin dall’inizio non hanno rilevato nulla (http://rt.com/news/airstrikes-libya-russian-military/). E la “fossa comune” in riva al mare? E’ il cimitero (con fosse individuali!) di Sidi Hamed, dove lo scorso agosto si è svolta una normale opera di spostamento dei resti (http://www.youtube.com/watch?v=hPej4Ur_tz0). E le stragi ordinate da Gheddafi nell’Est della Libia subito in febbraio? Niente: ma possibile che sul posto nessuno avesse un telefonino per fotografare e filmare?



DOPO CHE È STATO DESTABILIZZATO UNO STATO CHE SUCCEDE?

Elementare Watson, se ne destabilizzano altri, approfittando delle masse umane che, avendo perso casa e lavoro (sradicamento) si spostano in altri Paesi, organizzati e istradati dall’ONU e dalle ONG sorosite.

È così che la Libia, il Paese più ricco dell’Africa che, tra l’altro bloccava l’invasione di centinaia di migliaia di immigrati illegali verso l’Europa. è stata destabilizzata.

Ora, tra gli immigrati trasportati dai taxi del mare di Soros, ci sono tanti libici.

Il tutto per destabilizzare l’Italia, dopo la Grecia, e creare altri milioni di nomadi globali, tanto apprezzati dalla Ur-Sinistra.

È la teoria del caos di Leo Strauss implementata nella realtà geopolitica mondiale.



I MIGLIORI PROPAGANDISTI DELL’ULTRACAPITALISMO GLOBALE SONO PROPRIO GLI “INTELLETTUALI DI SINISTRA”

La Cabala Globale del Capitalismo Totalitario condiziona, quando non sovvenziona, i maîtres à penser di tutto il mondo. Non solo quelli di area neoliberista ma anche quelli che si definiscono di scuola marxista.


ur-sinistra

La Ur-Sinistra funzionale all’Ultracapitalismo Post-borghese


Un esempio è l’antropologo marxista Benedict Anderson con la sua aberrante concezione della Nazione come “comunità immaginata“:


Il nazionalismo, al contrario di molti altri movimenti, non ha mai prodotto i propri grandi pensatori: nessun Hobbes, Tocqueville, Marx o Weber. Questo «vuoto» fa nascere facilmente, tra intellettuali cosmopoliti e multilingue, una certa condiscendenza. […]


Parte della difficoltà è che si tende a ipostatizzare l’esistenza di un Nazionalismo con la N maiuscola, come si è portati a pensare Età con la E maiuscola, e quindi a classificarlo come un’ideologia. (Va notato che poiché ognuno ha un’età, Età è solo un’espressione analitica). Sarebbe tutto più facile, credo, se «nazionalismo» fosse trattato nella stessa sfera di «consanguineità» e «religione», piuttosto che di «liberalismo» o «fascismo».
Con lo spirito di un antropologo, propongo quindi la seguente definizione di una nazione: si tratta di una comunità politica immaginata, e immaginata come intrinsecamente insieme limitata e sovrana. È immaginata in quanto gli abitanti della più piccola nazione non conosceranno mai la maggior parte dei loro compatrioti, né li incontreranno, né ne sentiranno mai parlare, eppure nella mente di ognuno vive l’immagine del loro essere comunità.


Una totale sciocchezza dal punto di visto antropologico, ermeneutico, ontologico, filosofico.

Teorie che riecheggiano nelle parole del deleuziano Toni Negri quando afferma che «le Nazioni sono cose barbare, sono cose tribali. Io sono internazionalista perché sono un comunista».

Icasticamente, il compianto filosofo Costanzo Preve affermava che Deleuze, Foucault, Hardt, Negri, non sono altro che preparatori dell’odierno ultracapitalismo post-borghese e che «il marxismo di Deleuze e Negri non ha nessun rapporto con Marx».

In questa intervista Negri intona un peana alla Globalizzazione.




CONTAMINAZIONI, CORRISPONDENZE, TRA OCCULTISTI (E SATANISTI) ED ELITES PLANETARIE?

Riportiamo parte di un articolo di don Curzio Nitoglia, il quale commenta una sostenuta difesa di Massimo Introvigne a favore dell’occultista del cerchio magico dei Podesta, Marina Abramovic.


Scorgiamo un motivo possibile alla fine del suo pezzo: Introvigne sente l’urgenza di combattere ”i populisti”.  Infatti: “Non c’è dubbio – scrive – che i politici populisti amano dipingere i loro avversari come appartenenti a gruppi segreti coinvolti nell’occulto”. Pensate, questi stupidi già nel 19 mo secolo scatenarono “campagne contro la Massoneria, accusata – falsamente – di adorare il Diavolo”.


Il punto è, spiega, che oggi “la paura dell’occulto diventa paura delle elites”. Ecco dunque Introvigne   che sente l’urgenza, l’impulso generoso e disinteressato di  difendere le “elites” le tecnocrazie, le oligarchie non-votate  il cui potere occulto (non occultista) è minacciato dai “populismi”.  Così ne approfitta per far pubblicità ad una conferenza che  terrà presto alla sessione annuale della  American Academy of Religion  di San Antonio, Texas, dove una sezione è dedicata  alla “Paura dell’Occulto” – una paura che l’uomo  di mondo e politicamente corretto deve deridere –  e dove lui, il Massimo, terrà una conferenza sul tema “Paura dell’Occulto e Politica”, per attaccare i “populisti”.




PERCHÈ IL TANATOCAPITALISMO, IL CAPITALISMO-MORTE, ODIA PUTIN

Il Tanatacapitalismo Globale neoliberista è l’arcontico Male Assoluto, è l’ipostasi dell’Antikeimenos nella realtà del mondo materiale, dominato dai turpi signori apolidi del Mercato Globale.

L’Anomos George Soros è l’icona planetaria del Tanatocapitalismo.

Il suo attacco all’Eurasia, e in particolare a Vladimir Putin è motivato dal fatto che da un lato abbiamo i ricchi psicopatici senz’anima, dediti a riti che Stanley Kubrick delineò perfettamente in Eyes Wide Shut (un titolo che sottende un preciso riferimento a Three Eyes Lodge).

Kubrick era stato, per qualche tempo, affiliato alla contro-iniziatica loggia Three Eyes, da cui scappò a gambe levate e sembra proprio a causa dell’oscura ritualità che gli affiliati di più alto grado della Ur-Lodge Trioculare praticavano.

Emblematicamente, Eyes Wide Shut fu l’ultimo film che riuscì a girare. Venne ucciso per aver rivelato verità scomode? I servizi occidentali hanno diversi veleni che simulano l’infarto.

Dall’altro lato abbiamo un individuo – Vladimir Putin – che, pur con tutte le sue ambiguità e lati oscuri, rimane un essere umano.

Ai daimones globalisti io, personalmente, preferisco gli esseri umani.


eurasia

The Soros Cabal. Immagine satirica.

 



 

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One Response to “Ultracapitalismo contro Eurasia”

  1. Trinos says : Rispondi

    Un altro ottimo intervento del sempre ottimo Seyan.

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