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La Cabala

Zuckerberg il Ducetto del Web e i “BellaCiaoisti”

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Written by Seyan

ZUCKERBERG IL DUCETTO DEL WEB E I “BELLACIAOISTI”.

Zuckerberg. Le sue ultime azioni censorie riecheggiano le cupe direttive del Ministero della Propaganda nazista, il Reichsministerium für Volksaufklärung und Propaganda di Joseph Goebbels.

Il Conte de La Pochette, nel discorso d’insediamento alla Camera aveva affermato che, tra le misure che il governo giallorosso avrebbe messo in campo, ci sarebbe stata la lotta all’istigazione all’odio sui social networks. Detto, fatto.

Neanche il tempo di dirlo che Mark Zuckerberg, motu proprio, ha fatto censurare tutti gli account Facebook di Casa Pound e Forza Nuova e quelli dei rispettivi dei rispettivi responsabili nazionali e provinciali, comprese le pagine di semplici attivisti, con il pretesto di “incitamento all’odio”.

Il Minculpop facebookiano ha provveduto alla censura di massa, senza nemmeno porsi il problema di segnalare quali fossero realmente le violazioni alla policy commesse dalle migliaia di account cassati con il piglio e l’imprimatur delle Leggi Fascistissime di Mussoliniana memoria.

MARCELLO VENEZIANI CONTRO IL GRANDE FRATELLO ZUCKERBERG

Innumerevoli le levate di scudi contro una decisione che ha il sapore acido del Miniver, l’orwelliano “Ministero della Verità” di 1984.

La censura ideologica ha fatto un altro passo avanti verso l’abisso. Non bastavano la manipolazione e la falsificazione mediatica in grande stile di tg e giornali, l’omertà e il silenzio su fatti del passato e del presente, le leggi liberticide approvate o in via d’approvazione nel parlamento, l’identificazione tra opinioni e reati, la via giudiziaria al conformismo. Ora, ci si mette anche Facebook e il meraviglioso mondo dei social. Lo chef Rubio, l’ex terrorista Etro, il giornalista Rai Sanfilippo fomentano l’odio contro Salvini e Meloni ma Facebook e Istagram fanno una retata e chiudono solo le pagine d’estrema destra ritenendo solo quelle e in generale fomentatrici d’odio.

La censura si nasconde dietro l’impermeabile degli algoritmi, ma colpisce opinioni, idee, dissenso. È una piega bruttissima, potremmo chiamarla la boldrinizzazione dell’informazione, la confusione di social con soviet, la dittatura del politically correct. È davvero pericoloso che la censura si accanisca indistintamente su chi offende, insulta, falsifica la realtà e chi esprime idee e opinioni difformi dal conformismo imperante. È un precedente pericoloso, anzi un ennesimo segnale di quella riduzione di libertà che prende spunto dalle fake news e da piccoli gruppi radicali o nostalgici per fare carne da porco di tutto ciò che risulta sgradito e difforme al Potere. Non abituiamoci, e tantomeno rassegniamoci, a questo andazzo, alzando le spalle e dicendo: fatti tuoi. A uno a uno, come sempre succede nei sistemi di Polizia Culturale (vera traduzione del politically correct), si procederà per mutilazioni, intimidazioni, eliminazioni successive. Fino a che si proverà, orwellianamente, a espiantare ogni seme di dissenso e di pensiero critico. Sui social sta cominciando il trattamento Orwell, magari ottenuto dal potere anche tramite minacce fiscali: attenti, cari social, allineatevi al catechismo dell’establishment, altrimenti poi veniamo a vedere se pagate le tasse o variamo leggi restrittive della vostra sfera. […] (Marcello Veneziani, “Se Facebook censura le opinioni”)

Ineffabile e assolutamente condivisibile la chiusa di Veneziani,

Vietato pensare; chi pensa avvelena anche te, digli di smettere.

ALTRE DICHIARAZIONI CONTRO LA BRUTALE CENSURA ALLA LIBERTÀ DI PAROLA EFFETTUATA DA ZUCKERBERG

Dalle colonne deIl Giornale Francesco Maria Del Vigo, vicedirettore del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, sulla censura social a CasaPound non esita a parlare di bavaglio nei confronti di chi non è allineato al pensiero dominante: «È molto preoccupante che vengano silenziate le voci che non piacciono a sua maestà Mark Zuckerberg e alle vestali del politicamente corretto. Un sovrano che, se indossassimo gli occhiali dell’antifascismo militante e ossessivo, non esiteremmo a definire fascista».

Così, invece, l’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini su Twitter: “Leggo che Facebook ha bloccato tutti gli indirizzi riferibili a Casa Pound. Io condivido poco e niente di Casa Pound ma le censure e le pulizie etniche non mi piacciono. Si possono censurare ingiurie, insulti, la violenza verbale, ma le idee, se espresse nel rispetto degli altri, no“.

Solidarietà a CasaPound arriva a anche da Mario Adinolfi, un “nemico”: “Non ho alcuna simpatia per Forza Nuova e CasaPound: ero dispiaciuto quando prendemmo meno voti di loro alle politiche e molto lieti di averli battuti invece nel maggio scorso alle europee. Ma non si chiudono i profili di chi si presenta alle elezioni.” E non contento di ciò, Adinolfi risponde per le rime ad un articolo di Giornalettismo che lo criticava per la posizione espressa nei confronti della libertà di pensiero: “In molti come questi di Giornalettismo han criticato la mia difesa di CasaPound citando a caso la Costituzione. Ma se Cpi si può presentare alle elezioni non integra il reato di ricostituzione del partito fascista. Non decide Zuckerberg“.

Sull’argomento si è espresso il giornalista e scrittore Marcello Veneziani, che reagisce con lucido sdegno alla cancellazione dai social di CasaPound: “Considero molto preoccupante quello che è avvenuto anche perché non si è trattato di un singolo caso, di una pagina per cui magari ci potevano essere degli estremi. Quando l’intervento riguarda più pagine è una vera e propria scelta politica, una censura politica, di movimenti che tra l’altro hanno anche una loro rappresentanza nei consigli comunali e che quindi hanno una loro presenza nel nostro Paese”. Conclude Veneziani: “Non capisco perché si debbano adottare questi provvedimenti, che poi sono ulteriormente aggravati se si pensa che esistono siti anarco-insurrezionalisti e movimenti antagonisti che invece non mi pare abbiano gli stessi problemi“.

Zuckerberg

Mark Zuckerberg, il Grande Fratello Orwelliano del Terzo Millennio. Immagine satirica.

I TOTALITARISTI DI SINISTRA CHE APPLAUDONO IL DUCETTO DEL WEB

Alcuni, pochi, veri giornalisti dei Mainstream Media hanno stgmatizzato il Vyshinsky di Menlo Park. Come Mattia Feltri su La Stampa.

I Feltri, dopo la giornata campale di ieri con accuse e contraccuse tra chi attacca i due movimenti definendoli “fascisti” e chi invece la libertà di pensiero – senza sfociare nel reato di apologia del fascismo – scendono in campo papà e figlio in momenti, modi e tempi diversi. Ma con il medesimo risultato: su Twitter Vittorio Feltri scrive candidamente «Casa Pound e Forza Nuova espulsi da Facebook e da Instagram. Finalmente un provvedimento fascista». Stamattina invece nel suo Buongiorno sulla Stampa, Mattia Feltri si dedica ad una riflessione tutt’altro che banale nonostante in più occasioni si sia schierato apertamente contro gli influssi neofascisti presenti nella società e nella politica italiana: «dopo anni durante i quali da quelle pagine sono state diffuse idee piuttosto repellenti e al limite della legalità, almeno secondo i canoni di una stagione tremula e liberticida (la libertà d’ opinione serve a tutelare specialmente le idee cattive ché a tutelare quelle buone sono capaci tutti)». Feltri jr si chiede giustamente quale sia la colpa addossata a CasaPound e Forza Nuova, se non quella generica di «diffusori d’odio» ma va ben oltre nel ragionamento «capo d’ imputazione accettabile forse nei tribunali di Stalin e applicabile, ben oltre l’ estrema destra, a metà della popolazione attiva online. Niente, la condanna è pronunciata e inappellabile per editto del Re Sole, ossia Mark Zuckerberg, padrone dei social» (Niccolò Magnani, “CasaPound – ForzaNuova bannate da Facebook. Mattia e Vittorio Feltri ‘mossa fascista’”)

Zuckerberg

Facebook, il Potere Censorio del Terzo Millennio. Immagine satirica.

La chiusa di VIttorio Feltri è icastica:

«Sulla legge dello Stato troneggia una legge privata, opaca e sovranazionale con cui si separano i giusti dagli ingiusti: se ne sono viste poche di robe più fasciste».

Ovviamente, si tratta di un caso isolato, poiché i pennivendoli di regime, i Totalitaristi di partito, gli intellettualoidi francofoni dalla erre blesa, i radical chic, mononeuronici bellaciaoisti, hanno esultato e giubilato come se l’Italia avesse vinto la Finale di Coppa del Mondo con un autogol degli avversari all’ultimo secondo.

Facebook è l’ultima deriva censoria del Pensiero Unicodel Capitalismo Totalitario sorosista e dei Goebbels radical chic. Il Regime Fascista del XXI secolo, quello che segue è una plastica rappresentazione della realtà orwelliana in cui la Ur-Sinistra ci sta precipitando:

Quest’altro è, invece, un iconico esempio di tweet del tipico bellaciaoista che, in stile rozzo e “sgarrupato”, ha l’ardire di difendere certo Fabio Sanfilippo, il quale ha profuso odio su Facebook nei confronti di Matteo Salvini, coinvolgendone, vergognosamente, la figlia di sei anni.
Ovviamente il Sanfilippo, essendo della Ur-Sinistra, non è stato bannato dal Ducetto Zuckerberg.
Ha, infatti, affermato che lui, «su Facebook scrive quello che vuole». 
Miniver.

Ancora più gongolanti, dopo il ribaltone antipopolare del BisConte de La Pochette, fingendo di non rendersi conto che è assolutamente antidemocratico che un Partito, il PD, votato da poco più di un elettore su dieci, si ritrovi sempre al governo pur perdendo sempre  le elezioni. Formalmente corretto dal punto di vista Costituzionale, ma sostanzialmente uno schiaffo alla Democrazia Rappresentativa, considerando, ad esempio, che quasi 7 Italiani su 10 vogliono il blocco dell’Arma Ibrida adoperata da Soros contro lo Stato Nazionale Italiano: l’Arma di Migrazione di Massa.

Infatti esultano quelli del Partito che più di ogni altro ha aumentato l’indice di Gini in Italia, il Pd di Zingaretti, «motivazione esemplare, a sostegno di una scelta giusta e coraggiosa. Dobbiamo condividere e diffondere queste parole importanti per mettere fine alla stagione dell’odio. Ci sono persone che se se vincessero, negherebbero ad altre persone il diritto di esistere. Non bisogna mai dimenticarlo».

LA CENSURA DI ZUCKERBERG

La censura di Facebook. Se ne sono viste poche di cose più fasciste. O potremmo anche dire Staliniste.

Si potrebbe scrivere benissimo “comuniste”, considerato quanta attività di questo tipo è ascrivibile al mondo delle “Vite degli altri”.

Perciò il discorso si potrebbe chiudere qui, se non fosse che ad illuminare compiutamente la sgradevolezza dell’episodio ci è venuta in soccorso su Twitter (che è un po’ i Parioli dei social) la senatrice Monica Cirinnà, al solito combattiva, entusiasta e definitiva: “Oscuramento profilo social di Casapound è atto dovuto. Chi predica odio e intolleranza violenta deve essere punito e non può continuare ad infestare i social e il dibattito pubblico. Finalmente! E’ necessario bonificare i social da chi odia e discrimina”.  (Notoriamente lo fa solo Casapound, quelli che augurano la morte e distribuiscono insolenze e insulti a Meloni e Salvini e ai loro seguaci fanno sane operazioni di propaganda benefica, alias “bonifica”, letteralmente da bonum facere). […]

il nucleo censorio è che sei contrario al senso della storia, a quell’orizzonte bellissimo e pacificato dell’umanità nuova che da humus ideale del vecchio sogno gnostico si è via via trasfuso nei messianismi rivoluzionari (Voegelin docet) e oggi è di fatto inglobato anche nella visione delle grandi piattaforme digitali, se ne hanno una ulteriore il profitto. E quindi, niente diritto di parola agli sfigati del “Dio Patria e Famiglia”, a suo tempo così amorevolmente trattati sui social, e via via –estensivamente- a tutti quelli che si oppongono alla costruzione del mondo postumano dell’ultima rivoluzione, quella che ha al centro la corporeità della persona e la sussistenza dei residui corpi sociali. Basta cominciare a porre il principio generico: il resto seguirà. E vabbè, non pretendiamo troppo: bisogna accontentarsi dello pseudo-liberalismo che passa il convento: revisioni e refresh, giammai riesame dei principi.

E dunque grazie, senatrice, uno per la chiarezza degli obiettivi, esplicitati senza ipocrisia; e due per la generosa disponibilità a limitare la sanzione al “solo” diritto di parola. (Renato Tamburrini, “Così si toglie la parola a chi difende ‘Dio Patria e Famiglia’”)

LA UR-SINISTRA GLOBALISTA NEOLIBERISTA CAPITAL-TOTALITARIA E’ IL FASCISMO DEL TERZO MILLENNIO

Tutta la Sinistra Mondialista che si è prostituita totalmente alla fede demoniaca del Capitalismo Totalitario è il Fascismo del Terzo Millennio.

Per dimostrarlo, useremo gli strumenti ermeneutici di un derridiano, Umberto Eco, contro Eco stesso e la deriva della “Cultura” (rectius, coltura, trattandosi di un virus teratogeno, il virus Derrida)

Useremo l’epistemologia di Derrida, cioè, per evidenziare la vacuità ontologica della Ur-Sinistra, useremo le armi del Sofismo contro i Sofisti à la Eco.

Il filosofo Zygmunt Bauman aveva scritto, proprio riferendosi a siffatte genìe, il saggio “La decadenza degli intellettuali. Da legislatori a interpreti”, mentre il compianto Costanzo Preve, l’ultimo vero filosofo continentale, aveva parlato, con piena ragione, di “marcescenza del ceto intellettuale di oggi”.

Useremo la decostruzione del Derrida per porre orecchio e segnalare le dissonanze, le crepe, il marciume avanzante del sogno cacotopico totalizzante del Capitalismo Totalitario e dei suoi turiferari della Ur-Sinistra neoliberista, massonica contro-iniziatica, tanatocapitalista, immigrazionista – in nuce, sorosista –, provando così il mercimonio dei radical chic e dei partiti socialisti e socialdemocratici turbomondialisti ai Soròi (cfr. P. Krugman).

A dare ascolto al deleuziano Eco, il Fascismo non sarebbe morto nel 1945, ma sarebbe ancora vivo sotto altre forme, perchè il Fascismo sarebbe perenne.

La distopica tesi del foucaultiano Eco, in 14 punti, venne pubblicata sul “New York Review of Books”,  il 22 giugno 1995.

La nostra teoria, fondata sugli avvenimenti successivi alla caduta del Katéchon sovietico, è che il Fascismo, demoniaco Mostro Mutaforme, ha indossato oggi i panni da banchiere del Capitalismo Totalitario e quelli arcobaleno della sinistra “Antifascista” mondiale e mondialista.

1. La prima caratteristica di un Ur-Fascismo è il culto della tradizione.

Cosa c’è di più tradizionalista della sinistra Antifascista, che canta tutt’oggi la cultuale “Bella Ciao” – magari remixata –, a 70 anni dalla caduta del Fascismo, e propone tuttora, pur in totale assenza di fascismo, i polverosi e stantii valori della tradizione partigiana? Culto della tradizione.

L’antifascismo militante in completa assenza di fascismo (espressione coniata da C. Preve) è tanto anacronistico quanto sarebbe oggi festeggiare la vittoria di Scipione l’Africano contro i Cartaginesi.

L’antifascismo partigiano è solo un arcaico strumento ermeneutico, del tutto inadeguato ad interpretare la realtà di oggi.

Definire partigiani tremebondi scribacchini che neanche respirano se non vengono circondati da una dozzina di uomini di scorta pagati dal contribuenti, scribacchini che diventano leoni da tastiera quando concionano di Ministri della MalaVita, o impopolari politici che descrivono gli immigrati clandestini come “risorse”, tutto ciò dà contezza della decostruzione ormai compiuta, della putrescenza ormai avvenuta, della monade assolutista conosciuta come “Antifascismo.

Se può essere consolatorio e appagante per i Flores d’Arcais definire prefescista un Salvini, e definire fascisti coloro che lo votano, siffatta esegesi demenziale non spiega il motivo per cui milioni di elettori di sinistra non votano più il PD, il Partito Antisociale dei Soròi, ma votano piuttosto la Lega.

D’altro canto, solo un idiota può ritenere il PD, il partito del Capitalismo e della Dittatura dei Mercati, un Partito Sociale.
Esattamente come solo un idiota può davvero credere che una Asperger sedicenne incolta come Greta Thunberg, foraggiata da Al Gore, George Soros e Jennifer Morgan, sia il più importante Esperto mondiale del Clima.
Come solo un idiota può credere alle postverità propalate dall’IPCC, un’emanazione della organizzazione intergovernativa globalista ONU

Idiocracy.

L’Antifasdcismo ha in realtà un’altra funzione: quella di occultare il Vero Fascismo del Terzo Millennio, il Vero Satana: Il Capitalismo Totalitario e il Mercato globalizzante.

La sinistra oicofobica che va a champagne e Mercedes ibrida, succhiando risorse e denari al Ceto Medio Occidentale, è solo il Vidkun Quisling del Terzo Millennio. Per costoro è importante mangiare a crepapanza nell’immondo e marcescente truogolo dei Soròi, a cui si attovaglia con piacere anche il contro-iniziato gesuita Bergoglio.
Franza o Spagna, basta che se magna.

I bellaciaoisti si presentano anche all’arrivo dei taxi del mare di Soros, volendo mettere il cappello sopra all’Immigrazionismo, al fine di renderlo valore dell’immutabile tradizione Antifascista (Ur-Antifascismo) e cooptare nelle coorti antifasciste anche i Profughi, come il Fascismo cooptava nelle proprie gli ascari etiopi.

Per non parlare degli squadristi degli Antifa e dei black bloc USA finanziati da George Soros e delle squadracce dei soi-disant Antagonisti, sempre pronti a cantare “Bella Ciao” prima di slanciarsi contro le Forze dell’Ordine, come le Sturmabteilungen hitleriane che andavano alla carica dei poliziotti della Repubblica di Weimar intonando l’Horst Wessel lied.

5. Il disaccordo è inoltre un segno di diversità.

L’Antifascismo militante ciaoista ritiene che chiunque non sia antifascista convinto è un fascista, nella migliore delle ipotesi un rossobrunista.

Chi non è un antifascista (ontologicamente per siffatti dementi esegeti l’antifascista è l’essere) è un non-essere, un untermensch come lo era l’Ebreo nel Totalitarismo nazista.

E’ proprio così che nasce “la costruzione del nemico”. Dietro l’antifascismo del Terzo Millennio si nasconde il nihil, l’assoluta vacuità concettuale, il vuoto metafisico, che viene occultato puntando il dito contro il “nemico”, e cioè contro il “fascista”, o il “rossobrunista”.

10. L’elitismo è un aspetto tipico di ogni ideologia reazionaria, in quanto fondamentalmente aristocratico.
Nel corso della storia, tutti gli elitismi aristocratici e militaristici hanno implicato il disprezzo per i deboli.

La religione neognostica del Capitalismo Totalitario dei Soròi (cfr. “Capitalismo come Religione” di Walter Benjamin) ha come dogma di fede che la santità si acquisisce con la ricchezza.

Il Capitalismo è, in re  ipsa, la religione della sarx marcescente, la religione di Satana, Lucifero, Baphomet.

Qualsiasi religione comporta un margine di dubbio al suo interno: anche la fede più spinta si nutrirà sempre di una forma di critica e autocoscienza. Non così il capitalismo: il problema della sua coerenza, della sua giustificazione e della sua teodicea è del tutto assente: si opera secondo rito – accumulo del denaro, speculazione, sfruttamento – senza che questo rito comunichi o simboleggi altro. Il capitalismo rimanda solo a sé stesso, e il “dispiegamento di tutta la pompa sacrale” e “l’estrema tensione che abita l’adoratore” sono permanenti e non necessitano di alcun sant’Agostino o di alcun Pascal: si impongono brutalmente a chiunque. Con una torsione logica davvero senza precedenti, riesce a essere una religione del tutto immanente – fondata com’è sulla materialità – e al contempo inabissata in una trascendenza assoluta – quel Dio mai raggiungibile, che non redime nulla, che non salva nessuno. Conclusione: “la religione non è più riforma dell’essere, ma la sua rovina”. (Giorgio Fontana commenta Walter Benjamin)

Il ceto medio impoverito, a cagione della fede immonda del Capitalismo e dei suoi turpi ierofanti, è in schuld (in tedesco indica colpa o debito). Essendo il povero un peccatore, esso va punito. Anzi, egli è iperbolicamente il nuovo untermensch, da condannare a morte con le riforme strutturali e con la liquidazione degli Stati Nazionali.

Proprio in quest’ottica vanno visti il disprezzo elitista della sinistra al caviale verso il “Populismo, deficit d’istruzione” o il libello Against Democracy dell’epistocrate Jason Brennan.

La religione neoaristocratica dell’Anómos George Soros, coadiuvato dall’anticattolico nichilista J. M. Bergoglio, sta conquistando, come un cancro in metastasi, tutto il Mondo. Con la collaborazione dei più feroci nemici della democrazia e della libertà del XXI secolo: AppleGoogle, Jeff Bezos di Amazon, e l’autoreferenziale Censore del Web, Mark Zuckerberg.

Zuckerberg

I Nemici dell’Umanità del Terzo Millennio.

Ma essi non preverranno.

Il Sorosismo antisemita, il Capitalismo Totalitario, la Ur-Sinistra Mondialista, i radical chic, la sinistra al caviale, i partiti della maggioranza dell’Europarlamento, i nuovi Quisling Grillisti, l’Antipapa Bergoglio, la decostruzione della Famiglia sana operata dall’alienante propaganda LGBTQ (Bibbiano system docet), le Armate del Male del Mercato, tutte, tutte queste anomiche, imprigionanti, claustrofiliache, ideologie antiumane e anticristiane, non prevarranno.

Il Male non prevarrà.

Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam,
Portae inferi non praevalebunt adversus eam.
(Gesù Cristo)

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