Diavolo Soros. Le Eroine dei Radical Chic. Seconda parte

by Seyan / domenica, 04 agosto 2019 / Published in La Cabala

IL DIAVOLO SOROS. LE EROINE DEI RADICAL CHIC

SECONDA PARTE.

Il Diavolo Soros.  Useremo questa locuzione per riecheggiare satiricamente Gad Lerner, “Se Soros diventa il diavolo”. Seconda parte: Le Eroine dei Radical Chic.


VERDE, INTERNAZIONALE, DONNA E GIOVANE: ECCO LA NUOVA SINISTRA CHE I TRINARICIUTI RADICAL CHIC STAVANO ASPETTANDO

Alexandria Ocasio-Cortez, la deputata che arriva farneticamente a chiamare «razzista» la Portavoce Dem Nancy Pelosi e che definisce gli USA «spazzatura», non è, per sfortuna degli Americani, un caso isolato. C’è un intero gruppo di Erinni del Democratic Party USA che non solo è afflitto da oicofobia, ma è razzista e ferocemente antisemita.

I leccons al soldo dei Soroi si appecoronano ai piedi di The Squad, come la Stampa indipendente ironicamente definisce le Erinni Democrats; i loro nomi sono Alexandria Ocasio-Cortez (AOC), Ilhan Omar, Rashida Tlaib, Arianna Pressley.

The Squad è una squadra di hater politiche, il cui obiettivo primario è Donald Trump, ma non lesina odio nei confronti degli altri Democratici che si macchiano del reato di essere bianchi e moderati. E di non odiare gli Stati Uniti d’America e l’Occidente tutto.

La “Banda delle Quattro” ha formato un gruppo autodefinitosi “Justice Democrats”, il cui scopo è  quello di imporre candidati fanaticamente filo-islamici da contrapporre a Dem autorevoli ma non afflitti dalla loro stessa oicofobia, dal loro stesso odio di sè e della Patria dove vivono.

Di Ocasio-Cortez abbiamo già brevemente discusso, passiamo alla altre. Ilhan Omar nel 2012 cinguettò, «Israele ha ipnotizzato il mondo, possa Allah risvegliare le genti e aiutarle a vedere le maligne azioni di Israele».

La Omar è tanto fanaticamente antisemita da paragonare Israele alla Germania Nazista,


La risoluzione presentata da Omar, H. Res. 496, è co-sponsorizzato dal rappresentante Rashida Tlaib (D-MI), che vuole che Israele venga smantellato e sostituito da uno stato palestinese. Anche il veterano dei diritti civili, John Lewis (D-GA), è un co-sponsor.Il testo dichiara che gli americani hanno il diritto di impegnarsi in boicottaggi contro Israele, e cita alcuni esempi di boicottaggi, tra cui il Boston Tea Party, il movimento anti-apartheid e il boicottaggio della Germania nazista, tra gli altri. (Joel B. Pollack)


Rashida Tlaib crede fermamente che lo Stato d’Israele non abbia assolutamente diritto all’esistenza e dovrebbe essere smantellato. A maggio ha fatto un’affermazione choccante: ella prova «una sensazione di calma ogni qual volta penso all’Olocausto» (sic).



Ayanna Pressley ha dichiarato recentemente che «Non abbiamo bisogno di altri finti neri che non vogliano far parte della vera Voce dei Neri». Per siffatta deputata, gli Americani di colore che votano per i moderati meriterebbero di essere obiettivo di attacchi razziali.

Donald Trump, che ha risposto per le rime alle quattro Erinni, è stato immediatamente attaccato da Amnesty International, una  ONG appartenente all’infinita galassia finanziata da Soros, una galassia utilizzata dal Re degli Psicopatici George Soros non solo come arma ibrida, ma come vera e propria arma geopolitica asimmetrica per imporre al Mondo la sua maligna Weltanschauung Imperialista globale.

«Gli orrendi tweet contro le quattro deputate [di Donald Trump, nota di Seyan] sono l’esempio del razzismo e della xenofobia che dominano le sue deplorevoli politiche: dal divieto d’ingresso a persone provenienti da stati a maggioranza musulmana alla separazione dei figli dei loro genitori al confine messicano fino alla negazione dei diritti delle persone che cercano asilo. Le sue parole spiegano che è la xenofobia, piuttosto che la sicurezza delle persone negli Usa, a motivare queste politiche». (Kumi Naidoo, segretario Generale di Amnesty International)

Come se i tweet delle quattro di The Squad non fossero razzisti, xenofobi e antisemiti.

Mi sembra incontestabile che dietro l’ombra della Banda delle Quattro trama e flette i muscoli il più feroce hater dello Stato d’Israele, il Venerabile Gran Maestro Mondiale George Soros.



PERCHÉ LE EROINE DEI MINIONS NON TORNANO A CASA LORO SE SCHIFANO TANTO L’OCCIDENTE?

Citiamo un articolo di Marco Gervasoni.


Immaginate se in casa vostra – ereditata dai vostri padri – a un certo punto decideste di ospitare qualcuno che, invece di rispettarla, la denigra e la insulta ogni giorno, nostalgico dei tuguri da dove lo avete strappato. Che cosa gli direste di fare? Come minimo, lo invitereste a lasciare la vostra dimora, se ingenera tanto ribrezzo. […]


Andiamo a vedere cosa dicono quotidianamente Alexandria Ocasio-Cortez, Ayanna Pressley, Ilhan Omar e Rashida Tlaib le quattro deputate oggetto, sia pur senza nominarle, del tweet in cui Trump le invitava a tornare nei loro paesi di origine: «L’America ospita campi di sterminio (al confine con il Messico)». « La politica americana è in mano agli ebrei». «Trump persegue i neri e usa Black faces, finti neri, per manipolare gli elettori di colore ». Fino all’intervento più clamoroso, quello della sudanese Omar: «possa Allah aprirci gli occhi e farci capire il male che rappresenta Israele ».


L’America dipinta dalle squad, come sono chiamate le quattro, è insomma il regno dell’orrore e della nequizia, retta da un governo de facto fascista – senza che le signore sappiano cosa voglia dire questa parola. […]


Valori che le squad, e una parte consistente del partito democratico, non sembrano invece più condividere. Per loro l’America deve essere solo un assemblaggio di identità particolari, uniche e incomunicabili, in cui l’islamico siede accanto al latino, il bianco accanto all’asiatico, accomunati da nulla, se non dal fatto di vivere sullo stesso territorio – termine che non a caso prende sempre più il posto di quello di nazione. E siccome queste identità particolari non possiedono più nulla in comune che le leghi, finiscono necessariamente per scontrarsi tra loro. E non è un caso che tutte e quattro le deputate attacchino quotidianamente gli ebrei e siano nemiche giurate di Israele. […]


Cara Alexandria, Ayanna, Ilhan Omar e Rashida, buon viaggio di ritorno, allora. (Marco Gervasoni, nicolaporro.it)


Siffatte sono le eroine della Ur-Sinistra Globalista e Neoliberista.



LE EROINE DEI TRINARICIUTI

Eroine. Tutt’altro che Eroine, le nuove “icone” della Ur-Sinistra Globale Trinariciuta e Immigrazionista.

Quando un regime arriva a fine crisi, si lascia andare alla follia e alla demenza più totali.

È quello che sta avvenendo in questi anni agli “intellettuali” radical chic che, nella marea montante antiglobalista e antiepistocratica di interi Popoli che iniziano a svegliarsi, si rintanano nelle ridotte come fece la Repubblica di Salò nel 1943, abbandonandosi a follie analitiche e alla riduzione della dissonanza cognitiva, esattamente come Hitler che, dentro al fatiscente bunker di Berlino intriso del lezzo di gasolio, attendeva fiducioso la Vittoria per mezzo delle Wunderwaffen, le superarmi che mai arrivarono.

Il grande filosofo valenzano Costanzo Preve parlava avvedutamente quando dichiarava che siamo di fronte a un vero e proprio processo di marcescenza dell’intelligencija di sinistra.



Un processo di marcescenza che diventa palese quando autoreferenziali “intellettuali” diffondono la stupidaggine sesquipedale che metà Italiani sono oggi Antifascisti e l’altra metà è formata solo da Fascisti.

Siffatti ineffabili esegeti fingono di dimenticare che la stragrande maggioranza degli “intellettuali” fascisti ha traslocato, armi e bagagli, verso l’Antifascismo non appena il fascismo è morto, a similitudine di quanto accadeva per i soldati tedeschi feriti verso la fine della battaglia di Stalingrado. Non appena uno di essi moriva, un fiume di pulci, zecche e pidocchi abbandonava il corpo morto per trasferirsi nel ferito affianco ancora vivo, per suggerne il sangue.

Un corpo morto come il fascismo, dopo il 1945, non era più in grado di conferire incarichi ben retribuiti, contributi statali, emolumenti, prebende, candidature, rendite e cattedre universitarie.

Ergo, è l’antifascismo che si è nutrito fino ad oggi del fantasma del fascismo, come i ghostbusters che strillano a gran voce che i fantasmi esistono, così da poter essere assoldati per disinfestare le inesistenti case maledette.

E, infine, che rozzezza epistemologica dualistica, che integralismo manicheico, che regressione mentale, quella di chi afferma che se non sei antifascista, allora sei fascista! Come i bambini stupidi che si prendono a pugni e calci al grido «sei non sei con me, sei contro di me!».

Una psicopatia narcisistica che è tipica delle eroine dei radical chic, esempio ne è il più feroce nemico d’Italia, Emmanuel Macron, un’eroina che odia anche i Francesi assieme agli Italiani e a cui Fabio Fazio ha espresso mille cenni di assenso e consenso!


Una frase dell’ analisi del professor Segatori torna puntualmente quando l’ inquilino dell’ Eliseo si rende protagonista di scatti nervosi assai poco istituzionali: «Vediamo le crisi isteriche di Macron nei momenti in cui l’ ammirazione che ha di fronte viene meno, e quindi mette in difficoltà il suo falso sé, la sua scadente identità».


Si pensi a quando il capo di Stato maggiore generale Philippe de Villiers manifestò il suo dissenso verso i tagli alla spesa militare da lui decisi, e Macron lo cacciò brutalmente urlando «c’ est moi le chef!», sono io il capo. Ma anche alle accuse scomposte al governo italiano e ai suoi alleati europei perché non condividono le sue idee, «la lebbra populista che cresce un po’ ovunque in Europa», o alla reprimenda esageratamente aggressiva a uno studente che gli aveva lanciato un disinvolto «come stai Manu?». Per lo psichiatra italiano, è il profilo tipico di «un narcisista psicopatico», o con me o contro di me, di un bambino che non vuole sentirsi dire no e non tollera che il suo giocattolo venga sfiorato. […]


Il problema è che non è più soltanto ai vertici di una banca d’ affari o di un’ impresa privata, ma di una nazione che è la seconda economia europea e che deve esistere e dialogare in un mondo multipolare dove non tutti pensano che il liberalismo e il multiculturalismo siano una “chance”, una fortuna, un’ opportunità. Il settimanale Obs, qualche settimana fa, ha dato la parola a sei psicanalisti che hanno analizzato la figura di Macron, uno che «ha sposato la sua professoressa e ucciso François Hollande», il suo padre politico: un bel groviglio edipico da sciogliere. (liberoquotidiano.it)



Quella della Ur-sinistra trinariciuta è – in re ipsa – mera idiocrazia. Solo gli stupidi vengono cooptati nella loro Setta. Siffatti Azathothiani affermano che esistono solo due categorie politiche in Italia: antifascisti e fascisti, ma in campo sessuale predicano la molteplicità dell’identità sessuale, l’abominevole decostruzione derridiana dei sessi. Tanto confusi mentalmente da confondere l’identità sessuale (si nasce maschi o femmine, tertium non datur) con le preferenze sessuali.


La teoria gender secondo il mondo lgbt (comunità lesbiche,gay, bisessuali e tansgender)

Il mondo lgbt parla di decostruzione del genere partendo dalla costatazione che, di fatto, non ci sono solo due sessi ma più generi e non c’è un unico orientamento sessuale. Educare al genere per sostenere la crescita psicologica, fisica, sessuale e relazionale, affinché i bambini e le bambine di oggi possano progettare il proprio futuro al di là delle aspettative el modello binario di mascolinità e femminilità. 


La comunità lgbt propone un abbattimento della categoria di genere così come imposta oggi, ossia basata sull’anatomia sessuale dei soli due generi possibili (maschio/femmina) e punta all’eliminazione delle regole che ne sono derivate: atteggiamenti, comportamenti, ruoli sociali appropriati all’uno o all’altro sesso. (tpi.it)


La marcescenza dell’Occidente. È per questo che la Ummah Islamica prevarrà – inevitabilmente – sull’Occidente, se esso non si riapproprierà di Identità, Comunità e Tradizioni etnosimboliche.



LE EROINE DEI GIORNALONI

I Völkischer Beobachter del Mainstream Media Mondialista non trovano di meglio che strillare, in ogni angolo del Pianeta, e in prima pagina: «LIBERATE L’EROINA RACKETE!», «NESSUN PROCEDIMENTO PER L’EROICA CAPITANA!».

Non solo loro. Tutta la sinistra mondialista, a gran voce, pretende la liberazione di Carola.

Anche il neoeletto Presidente del Parlamento Europeo, il pidino David Sassoli difende la Kapitana coi capelli di Telespalla Bob: «Non deve essere perseguito chi salva vite in mare».

Bella squadra davvero quella della UE 2019-2024, con Sassoli c’è Charles Michel, l’uomo più odiato in Belgio per la sua feroce politica di austerity e per aver firmato l’immondo patto di Marrakesh, Christine Lagarde, affiliata all’eversiva Ur-Lodge Three Eyes il cui Gran Maestro è oggi il golpista Henry Bloody Kissinger, Ursula von der Meyen (Bilderberg Group) che ha immediatamente ricevuto e recepito le direttive di Imperator Soros. Al primo posto della sua Agenda Politica c’è il Monitoraggio dei conti pubblici italiani, Porti Aperti per favorire i taxi del mare di Soros, Immigrazionismo al fine di trasformare l’Italia nel Campo Profughi d’Europa.

All’intervista resa a uno dei fogli sottopancia della Globalizzazione ipercapitalista, la  nuova Reichsmarschall della UE, la reincarnazione del Reich Hitleriano paludata con abiti da banchiere, affronta


in un lungo colloquio tutte le tematiche più brucianti del presente, dalla Russia che sta allargando la sua influenza in Europa – come dimostra lo scandalo che sta travolgendo la Lega – agli errori sulle politiche migratorie come l’accordo di Dublino – “mi meraviglio come un accordo così sbagliato sia [rectius, abbia, Nota di Seyan: la grammatica quelli di Repubblica la conoscono?] potuto essere firmato” – ai conti pubblici, su cui la neo presidente della Commissione europea promette uno “stretto monitoraggio” dell’Italia.


Ovviamente, la von der Leyen, come tutti i turiferari  del pifferaio Richelieu Soros, è gretinista,


“Onestamente c’è un punto dove credo che l’Europa abbia capito il messaggio. Il tempo stringe, stiamo raggiungendo il punto di non ritorno. Dobbiamo sforzarci a cambiare atteggiamento, a far pagare un prezzo maggiore per le emissioni di Co2, dobbiamo investire in ricerca e sviluppo ed energie verdi. Altrettanto importante è che garantiamo un’equa transizione, non tutte le aree hanno le stesse condizioni di partenza. Ciò che fa bene al nostro pianeta deve fare bene anche ai cittadini e all’economia”.


I cittadini europei trarrebbero esssenziali benefici e tornerebbero in Democrazia solo se il processo di marcescenza della UE accelerasse. Inoltre, qualcuno dovrebbe dire ai radical chic che la Co2 non esiste, la molecola biatomica del Cobalto non esiste. Ma tanto, quando si tratta di vendere la supercazzola della Crisi Climatica Antropica, tutto fa brodo, anzi tutto fa diossido di carbonio, anche le flatulenze delle bufale….


Sì, ma insistiamo: da dove prenderà i soldi per tutto ciò?
“La questione è porre le giuste priorità nel bilancio pluriennale. Se non investiamo di più in questo campo, pagheremo un prezzo molto più alto in futuro. (repubblica.it)


Traduciamo dalla ineffabile neolingua sorosiana in italiano comprensibile: per la grana, per gli sghèi, la UE metterà le mani nelle tasche del ceto medio, inasprendo l’austerità e, quindi accrescendo esponenzialmente la mortalità, che in Italia ha raggiunto i suoi picchi dal dopoguerra in poi nel 2015 e nel 2017, sotto governi ultra-europeisti a guida PD.

D’altro canto, la massona Lagarde, prossima presidente BCE, in un suo report, prescriveva all’Italia di far morire prima i propri cittadini, al fine di ridurre la spesa pubblico. Davvero un buon viatico.

Se il Terzo Reich Nazista praticava il genocidio di massa tramite i Campi di Sterminio (Vernichtungslager), il Quarto Reich Nazista – UE lo pratica uccidendo per fame, tasse, distruzione della Sanità Pubblica, disoccupazione.



TORNIAMO ALLE EROINE RADICAL CHIC. CAROLA RACKETE

Da questo momento in poi, per comodità espositiva, il Rappattumamento Radical Chic (o se preferite, il Raggruppamento Radical Chic), verrà definito RA.RA.CH., il che riecheggia satiricamente, simbolicamente e semioticamente anche i nomi degli abominevoli e informi Dèi di J.P. Lovecraft.

Torniamo a Rackete. Al distopico e cacofonico coro pro-Carola ovviamente si sono unite le ONG finanziate da “Diavolo Soros”, come Amnesty International:



Ecco cosa scrive il champagne socialist Saviano su Repubblica, il foglio preferito dal RARACH, che deve essere una razza in via di estinzione, vista la continua erosione carsica di lettori e contrazione di abbonamenti di Repubblica dal 2010 ad oggi.


Per quanto possa sbalordire, uno dei motivi principali del razzismo verso gli immigrati africani è proprio la minaccia sessuale: è stato così negli Stati Uniti ed è così in Europa. Tutta la retorica razzista di Salvini sugli immigrati furbi invasori perché arrivano con corpi atletici e non sono scheletri affamati, nasconde un evidente complesso di inferiorità. (Roberto Saviano)



A beneficio del Sorosista Roberto Saviano, che conciona dall’alto del suo superattico milionario a Manhattan o circondato dall’esercito di poliziotti pagato dal contribuente italiano quando mette piede in Italia, cito una parte di uno studio del think tank  di sinistra Fondazione Hume sui reati sessuali commessi dagli immigrati:


Figura 3.  Evoluzione dei casi di violenza sessuale in Italia; percentuale di immigrati dall’estero sul totale degli imputati per questo reato e sul totale della popolazione residente in Italia (anni 1988-2015)

Esaminando il grafico dell’evoluzione dei casi di violenza sessuale in Italia (Figura 3), si ha l’impressione che il forte aumento dei casi di questo reato – che, nel periodo considerato, sono passati da poco più di 2 a quasi 10 per 100.000 abitanti – sia strettamente associato alla parallela evoluzione della percentuale di immigrati imputati per questo reato. In effetti, le due curve – quella dei casi di violenza sessuale e quella della incidenza degli immigrati sul totale imputati di violenza sessuale – sembrano procedere pari passu. Riteniamo peraltro che sia bene approfondire la materia. Nel triennio 1995-97, all’inizio del periodo di forte crescita delle violenze sessuali, gli imputati nativi sono 1713 e nel triennio 2013-15 sono 1949, mentre gli imputati immigrati aumentano da 317 a 1050. Basandosi sulle cifre riguardanti gli imputati, e tenendo conto del fatto che i casi di violenza sessuale attribuiti a soggetti noti sono oltre la metà del totale dei casi di questo reato conosciuti alla giustizia, si può pertanto ritenere che il vasto aumento delle violenze sessuali registrate in Italia sia associato sia ad un crescente contributo a questo reato da parte dei nativi, sia, ma in maggior misura, alla crescita del contributo degli immigrati. (Luigi M. Solivetti, “Crimine e Immigrazione in Italia”, fondazionehume.it)


Il sociologo Luca Ricolfi, pensatore della Vera Sinistra, lo ha ribadito più e più volte: «Gli Immigrati delinquono da 3 a 30 volte di più di un Italiano autoctono».

La chiusa del mondialista Saviano evidenzia i gravi problemi di dissonanza cognitiva da cui è afflitto il Brave New World, il distopico e brutto mondo dei radical chic:


Ascoltate quegli insulti perché lì c’è tutto il cuore marcio del nostro Paese. Bisogna capire da che parte stare. Con chi volete stare?


Noi non staremo, né oggi né mai, dalla parte dell’Anómos Globale Soros e dei suoi Minions. E nemmeno staremo mai con le loro presunte “eroine”.

Soloneggiate, Voi Antitaliani, Voi che esultate quando Bruxelles minaccia la procedura di infrazione contro l’Italia, Voi che collaborate con “Diavolo Soros” per liquidare welfare, democrazia e diritti sociali in tutta Europa, Italia in primis.

Perché non esiste democrazia al di fuori degli Stati Nazionale. Quella che lo storico Cristopher Story rivelò essere la Nazi-UE, prima di essere ucciso, è l’icastica rappresentazione di questa Verità.

Ha ragione da vendere Federico Rampini il quale, ne “La notte della Sinistra”, produce il possente J’accuse di essere Voi, con il vostro essere ferocemente contro i poveri, contro i ceti medio-bassi italiani, ad aver provocato la crescita esponenziale di un politico grigio e monocorde come Matteo Salvini. Agli antipodi rispetto ad un vero Sovranista come Boris Johnson.

Ma voi radical chic, che vi rappattumate in una tribù sociale sempre più ristretta, protetta dai fallendi giornaloni, dal decadente neo Impero Carolingio – UE e dalle Sturmabteilungen degli squadristi Antifa e Antagonisti, siete destinati all’estinzione. Siete come i dinosauri pochi istanti prima che arrivasse l’asteroide che li avrebbe spazzati via.

Vi siete rintanati dentro un bunker, lontani dalla realtà e vi ammantate della neutralizzazione della dissonanza cognitiva, come Hitler che, negli ultimi giorni, vagheggiava la controffensiva decisiva dell’inconsistente Armata Steiner per liberare Berlino dall’accerchiamento dell’Armata Rossa.

Io non sto dalla parte di una “capitana” che ha spinto a tutta forza verso l’Italia una nave piena di sedicenti profughi pur di creare un caso politico, accompagnata – guarda caso da cinque politici del PD – per calamitare, raggrumare e agglutinare la totalitaria Europäische Wirtschaftsgemeinschaft – UE, i Sorosisti di ONU e UNHCR, le Open Society Foundations, e i pennivendoli dei Mainstream Media Mondiali, dietro di sé e contro  l’Italia, e, in subordine, contro Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza bis.



ALTRO CHE RAZZISMO, QUESTA È ANALISI COSTI/BENEFICI!

Precisiamo un fatto: gli “intellettuali”, da sempre, cercano una Personalità Politica da servire, in cambio di prebende e rendite di posizioni. Tutti (o quasi) Fascisti sotto il Regime Fascista, tutti (o quasi) Antifascisti Comunisti o Azionisti dopo la caduta del Fascismo, tutti (o quasi) Antifascisti Neoliberisti dopo la caduta del Comunismo Sovietico.

Senza dilungarci troppo, citiamo casi esemplari di grandi pensatori e politici passati dal Fascismo all’Antifascismo, come Bobbio, Camilleri, Scalfari, Napolitano, ma potremmo continuare all’infinito e produrre centinaia, se non migliaia, di nomi.

Ancor più imbarazzante il comportamento della Magistratura che aderì compattamente ed entusiasticamente al Fascismo, tanto da collaborare attivamente alla deportazione di migliaia di Ebrei Italiani o scrivendo sull’immondo periodico “Difesa della Razza”, per poi passare all’Antifascismo militante non appena cadde il regime fascista.

Il caso più eclatante fu quello di Gaetano Azzariti.


Nel 1938 [Azzariti] aderì al “Manifesto della Razza”, documento fondamentale, che ebbe un ruolo non indifferente nella promulgazione delle cosiddette leggi razziali (redatto da dieci scienziati italiani per conto del Ministero della Cultura Popolare) e divenne presidente di una Commissione, cosiddetto “tribunale della razza”, istituita presso il dipartimento di Demografia e razza del ministero dell’Interno. La commissione poteva dichiarare la “non appartenenza alla razza ebraica anche in difformità delle risultanze degli atti dello stato civile” e accolse 104 delle 143 domande sottoposte al riguardo. (Wikipedia)


Paradossalmente, l’Azzariti divenne presidente della Corte Costituzionale, il 6 aprile 1957, rimanendo in carica sino al 5 gennaio 1961

Attualmente la Ur-Sinistra neoliberista mondiale serve l’Internazionale Capitalista dei Soroi.

Ai massoni contro-iniziatici Soroi è assolutamente necessario, al fine di deflazionare il costo del lavoro nelle nazioni aggredite dall’Arma Ibrida della Migrazione, l’Esercito industriale di riserva, cioè i migranti disposti a fare gli stessi lavori degli Autoctoni con salario dimezzato. Persino il massone Karl Marx tuonava contro l’Immigrazione coercitiva di Irlandesi affamati come arma ibrida contro i salari degli operai Inglesi.

Esattamente quello che sta facendo oggi “Diavolo Soros” con l’Arma di Migrazione di Massa.

Ovviamente la grancassa dei pennivendoli finanziati da Soros e dalla sua Cabala, ogni qualvolta si mostrano razionalmente le innumerevoli criticità connesse all’Immigrazionismo, conciona ululando: questo è xenofobia, razzismo, fascismo, nazismo!

I lacchè che intingono la penna nella bava hanno la hybris di definire gli altri nazisti!

Omettono artatamente di dire che l’accoglienza costa ad ogni Stato membro della UE  miliardi di euro, rastrellati in gran parte dalle ONG laiche, controllate direttamente o indirettamente proprio da Soros. e dalle ONG cattoliche, controllate direttamente o indirettamente del Vaticano bergogliano.

Ma a trarre ancor più grave motivo di doglianza è la Corte dei Conti UE nella relazione sui fondi che la Commissione Europea ha erogato alle stesse ONG in assoluta opacità.


A dirlo è la Corte dei Conti europea, che lo scorso 18 dicembre ha redatto una relazione speciale dal titolo “La trasparenza dei finanziamenti Ue la cui esecuzione è demandata alle Ong”.


I magistrati contabili europei chiedono “maggiori sforzi” per migliorare informazioni su come vengono utilizzati i soldi dei contribuenti da parte delle organizzazioni non governative. ” La Corte – si legge nella sintesi del rapporto – avverte che il sistema attualmente utilizzato per classificare le organizzazioni come Ong non è affidabile e che la Commissione europea non dispone di informazioni sufficientemente dettagliate su come viene speso il denaro. Una simile mancanza di chiarezza si riscontra anche nei casi in cui i fondi dell’UE sono erogati ad ONG indirettamente, tramite organismi delle Nazioni Unite“.  (ilGiornale)


Quindi, come si evince, anche l’ONU è solo una delle quinte colonne del Sorosismo Globalista.

Ma arriviamo al nucleo del discorso. I Migranti sono davvero una risorsa di cui soloneggiano Boldrini, Boeri, et al. o sono, invece, un’arma ibrida per far esplodere definitivamente il deficit e il debito pubblico italiano e poter commissariare l’Italia con la Troika come sempre vagheggiato da “Diavolo Soros”?


diavolo Soros

Il Grande Fratello Sorosista. Immagine satirica.



MIGRANTE, MA QUANTO MI COSTI?

Uno studioso colto come Alberto Brambilla, presidente di “Itinerari Previdenziali”, smentisce seccamente, dati alla mano,  tutti i teoremi infondati della Ur-Sinistra Immigrazionista e di Tito Boeri.

Intervista resa a Stefano Filippi de “ilGiornale”, “Gli Stranieri? Un peso per l’economia”:

«Il 90 per cento del sistema previdenziale è sostenuto dagli italiani».

Ma il contributo degli extracomunitari è decisivo, o no?

«Il sistema previdenziale è in sostanziale equilibrio, quello che non regge è il sistema assistenziale che in gran parte è a carico della fiscalità generale. E gli extracomunitari pesano su questi conti. I regolari sono cinque milioni, gli irregolari un milione e mezzo. Noi stimiamo che il costo sanitario pro capite sia di 1.830 euro, perciò soltanto per la sanità gli stranieri costano tra i 9 e i 12 miliardi di euro. In Kenya e Tanzania se uno straniero va in ospedale con il visto scaduto chiamano la polizia; da noi un clandestino al pronto soccorso viene curato e non parte alcuna segnalazione».

La sanità non è a carico dell’Inps.

«Ma non si può far credere che vada tutto bene perché gli stranieri versano 5 miliardi di contributi previdenziali netti, senza conteggiare le altre spese. Noi valutiamo che il contributo degli stranieri al sistema Paese, sotto forma di tasse e contributi Inps, sia di 15 miliardi mentre la spesa sanitaria, assistenziale, previdenziale, scolastica cui si aggiungono i sovraccosti per i salvataggi in mare sia di 25 miliardi».

Significa che l’Italia investe ogni anno 10 miliardi di euro a favore degli extracomunitari.

«E con un debito pubblico crescente. Sono soldi che potrebbero essere investiti, che so, per rifare gli acquedotti o per un credito d’imposta a favore dell’occupazione giovanile. Boeri non può cavarsela dicendo che molti se ne vanno senza riscuotere i contributi parziali: si calcola che siano cinque milioni i silenti italiani che senza 20 anni di contributi perdono tutto. Ma esiste anche un altro problema».

«Oltre due terzi di questi extracomunitari che piacciono tanto a Boeri sono manodopera a bassissima professionalità. Perché tanta foga nel farli arrivare e trattenerli? La gran parte di questi lavori è destinata a essere sostituita da macchine o robot nei prossimi anni. La manodopera straniera dovrà essere riconvertita, ma è già difficile riqualificare i disoccupati italiani. Se teniamo conto di tutto, gli stranieri sono un peso per la nostra economia, non una risorsa. Non producono valore aggiunto, presto sarà gente da assistere o rimpatriare».

Lei si domanda il perché di tanto impegno nel trattenere i lavoratori extracomunitari. Che risposta si è dato?

«C’è gente in buona fede, che ci crede. Poi ci sono la sinistra e i sindacati che vedono un bacino potenziale di voti e di tessere. E infine, purtroppo, c’è la voglia di approfittarne degli italiani che pensano solo alla convenienza di prendere un bracciante o un badante in nero, magari clandestino, che riduce moltissimo la capacità espansiva dei nostri salari. Così il Paese muore. Se non lo capisce un piccolo imprenditore, è inaccettabile che non lo capisca lo Stato».



LE EROINE-FAKE


“Io non sto con Carola”, la capitana trasformata in eroina per avere violato la legge. E bisognerebbe dirlo forte e chiaro per rompere questa illusione di solidarietà maggioritaria pompata ad arte dalla sinistra, da Ong talebane dell’accoglienza, da una bella fetta della Chiesa e dai pezzi da novanta del facile buonismo radical chic come Saviano, Fazio, Lerner e Murgia. […]


Carola Rackete ha sfondato il blocco ordinato dal Viminale, violato la legge, speronato una motovedetta mettendo in pericolo la vita dei finanzieri a bordo (guarda il video) e la stanno trasformando in un’eroina dei due mondi. Lo ha fatto per “salvare vite umane” sostengono i fan della talebana dell’accoglienza. Se vogliamo salvare veramente i migranti in Libia, a cominciare da quelli rinchiusi nei centri di detenzione, dobbiamo continuare a riportarli a casa loro come sta facendo a rilento e fra mille difficoltà l’Iom, una costola dell’Onu, difficile da paragonare a SS moderne.


E non andarli a prendere al largo della Libia come ha fatto la capitana, che è indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per bruciare sul tempo la motovedetta libica che stava arrivando ha lanciato i suoi gommoni veloci imbarcando i migranti per prima. Carola si è giustificata sostenendo che i migranti stavano affondando, ma le foto che la stessa Ong ha scattato dimostrano che non era vero. Il gommone galleggiava tranquillamente. Poi, pur richiedendo un porto di sbarco pure ai libici convinta che come sempre non avrebbero risposto, si è rifiutata di riportare i migranti a Tripoli, dopo avere ottenuto l’ok, sostenendo che c’è la guerra. Giusto, ma allora perché non dirigersi verso la Tunisia, il porto più vicino e tranquillo? Se 5 milioni di turisti continuano ad andarci in vacanza si spera che possa essere sicuro per una cinquantina di migranti, che sarebbero stati sbarcati dopo un po’ di giorni di attesa e rimpatriati come fa l’Onu in Libia.


Carola ha puntato dritta sull’Italia perché le Ong estremiste come Sea watch vogliono provocare un caso politico utilizzando come paravento “le vite umane salvate in mare”. I parlamentari della sinistra saliti a bordo della nave in favore di telecamere sono la dimostrazione. L’obiettivo finale dei talebani dell’accoglienza è tornare a spalancare le porte dell’Europa agli sbarchi di massa del passato con 170mila arrivi all’anno in Italia.


La provocazione era evidente quando la capitana, dopo giorni di attesa di fronte a Lampedusa, non si è mai sognata di dirigersi verso la Francia, che ora la difende senza paura del ridicolo, la Spagna oppure fare il giro attraverso Gibilterra e arrivare in poco più di una settimana di navigazione in Olanda, stato di bandiera della nave. O ancora meglio in Germania dove una cinquantina di sindaci erano pronti ad accogliere i migranti. […]


Non si tratta di parteggiare per Salvini o il governo, ma di smetterla di farci prendere in giro trasformando la capitana che ha violato scientemente la legge in un’eroina. Per questo gli italiani, primi fra tutti i moderati dotati di buon senso, dovrebbero dire forte e chiaro “io non sto con Carola”. (faustobiloslavo.eu)



ANCHE MARCO TRAVAGLIO CONTRO LE SEDICENTI EROINE DELLA UR-SINISTRA

Anche Marco Travaglio si scaglia contro la nuova icona della Ur-Sinistra neoliberalista e Tanatocapitalista.


Chi volesse ragionare saprebbe distinguere tra ciò che ha fatto di buono la Sea Watch-3, cioè caricare da un gommone pericolante in acque libiche 53 migranti (un giorno magari le Ong ci sveleranno quale divina ispirazione le fa trovare sempre nel posto giusto al momento giusto nello sterminato Mediterraneo); e ciò che han fatto di inaccettabile, cioè infischiarsene della legge del porto sicuro più vicino (in Tunisia o a Malta) per creare l’ennesimo incidente politico col governo italiano, ricorrere al Tar contro il no di Roma e poi fregarsene della sentenza negativa, appellarsi alla Corte di Strasburgo e poi ignorare il verdetto contrario, violare i divieti di ingresso in acque italiane e di sbarco a Lampedusa, fino alla manovra spericolata e criminale di ieri, quando per poco non c’è scappato il morto tra i finanzieri della motovedetta schiacciata sulla banchina. Non lo diciamo noi fottuti giustizialisti. Lo dice il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, non certo sospettabile di filo-leghismo visto che aveva chiesto di processare Salvini per sequestro di persona e abuso d’ufficio per il caso Diciotti e ora ha disposto l’arresto in flagranza della Rackete: “Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi, in divisa, lavora in mare per la sicurezza di tutti”. Lo ribadiscono gli uomini della Guardia di Finanza sulla motovedetta: “La Sea Watch non ha fatto nulla per evitarci, siamo stati fortunati: poteva schiacciarci”. E il Reparto Operativo Aeronavale delle Fiamme Gialle di Palermo parla di “un atto di forza inaspettato, un gesto irresponsabile che ti puoi aspettare da un narcotrafficante o un contrabbandiere su un motoscafo”. Cos’hanno fatto e cos’hanno da dire ora i parlamentari-crocieristi de sinistra saliti a bordo della Sea Watch per garantirvi la loro personalissima “legalità”? E i fan dell’eroina non potrebbero almeno smetterla di chiedere la liberazione di un’indagata che, magari animata dalle migliori intenzioni, commette illegalità che non verrebbero tollerate in nessuna democrazia del mondo? […]


I reati contestati alla capitana (resistenza a nave da guerra, tentato naufragio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina) non li ha inventati questo governo, ma esistono nei codici dell’Italia e di tutti gli Stati degni di questo nome da tempo immemorabile. (Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 30 Giugno 2019) 



LA MARCESCENZA INTELLETTUALE DEL RARACH

Il RARACH è in piena dissoluzione mentale e intellettuale; l’ennesima riprova è il ridicolo Capezzolo Day organizzato dai radical chic per solidarietà nei confronti deall’eroina Rackete, poichè la teutonica si è presentata in Tribunale ad Agrigento senza reggiseno.

Se l’effetto estetico prodotto dalla Rackete sarà il medesimo per le Minions RARACH che la imiteranno, sarà necessario imbottirsi di antiemetici.


A lezione, a far la spesa, in città e, perché no, anche in ufficio purché senza reggiseno. Sabato 27 luglio è stato indetto il #freenipplesday, la giornata che, anche in supporto a Carola Rackete. […]


“La protesta nasce con l’intento ironico e provocatorio ma con un obiettivo non così leggero: viviamo un momento in cui, gridando allo scandalo, il dibattito politico viene oscurato da dettagli che puntano a distrarre dai veri contenuti.” (repubblica.it)


In verità, la strategia di spostare il discorso dall’effettività geopolitica e dai problemi socio-economici mondiali alle sciocchezze propagandistiche, dal reale al virtuale, è tipica del RARACH, come avvenne con magliette rosse o con la vergognosa sceneggiata allestita dopo la Bufala dei bombardamenti chimici di Bashar al-Assad contro il suo stesso Popolo!



Olive Group, una compagnia britannica di sicurezza dedita al reclutamento di mercenari, dopo essersi fusa con una sua analoga USA, ha preso in appalto “lavori” anche in Siria, proprio nella zona wahhabita di Idlib.

Per aprire le danze, si è presa la briga di addestrare i White Helmets – l’apparato propagandistico-“umanitario” di al-Qaeda – nella manipolazione di materiale chimico dannoso. […]

Dopo un accurato lavoro di trucco e parrucco, come accaduto a Khan Sheikhoun e Douma, faranno far loro la parte delle vittime da cloro nell’ennesimo film di propaganda contro Bashar al-Assad. In questo avranno l’appoggio mediatico di al-Jazeera, che ha recentemente rilanciato la notizia di presunte bombe al fosforo in possesso dell’esercito siriano, e dei nostri nemici interni.

Roberto Saviano, Gad Lerner, Gianni Riotta, Luciana Littizzetto, Laura Boldrini, Maurizio Martina, Roberto Fico, Paolo Gentiloni, Graziano Delrio e Lia Quartapelle, infatti, non esiteranno a veicolarne sui social il set cinematografico per convincere l’opinione pubblica che l’intervento imperialista contro Damasco abbia caratteri umanitari e necessari.

Ad aprile, la buffonata delle mani su naso e bocca è stata partorita dalle loro menti, ricordiamocelo. Spulciando il loro account ufficiale su Twitter (Syrian Civil Defence) possiamo addirittura assisterne al “making of” con tanto di contenuti extra. (Davide Pellegrino, Oltrelalineanews)


I White Elmets sono solo mediocri attori di uno squallido film pagato dall’immondo Deep State USA, capitanato da George Soros:


In una relazione diffusa il 13 aprile 2017 il professore Theodore Postol, esperto del Massachusetts Institute of Technology (MIT), osserva che il rapporto delle agenzie dell’Intelligence diffuso dalla Casa Bianca contiene errori grossolani.

Per esempio:

Secondo la CIA, l’incidente chimico di Khan Shaykhun consisterebbe in una dispersione di gas Sarin. Ebbene, le fotografie diffuse dall’unica fonte CIA, i Caschi Bianchi, mostrano persone che stanno facendo rilevamenti in un cratere prodotto da una bomba siriana. Ma la contaminazione del gas Sarin non avviene per via respiratoria. Questo gas penetra attraverso la pelle e impiega diverse settimane a degradarsi a contatto con aria e luce. Se la fotografica fosse autentica, come pretende la CIA, non potrebbe trattarsi di gas Sarin perché le persone che stanno prelevando campioni di terreno e i curiosi che li stanno guardando ne sarebbero immediatamente e gravemente contaminati. (voltairenet.org)


Segue un video che dimostra – de visu et auditu ex propriis sensibus – che l’attacco chimico a Douma è solo una sesquipedale bufala spacciata dai pennivendoli e debunkeristi RARACH:


The Douma Chemical Attack – Fake News about Fake News on Russia’s Fake News



LE EROINE CRIMINALI.

Qual è il reato più pesante e grave di cui si è macchiata La Rackete? “Resistenza, violenza e tentato affondamento di nave da guerra”.


Le manovre compiute dall’imbarcazione che cerca di opporsi all’inseguimento ed all’abbordaggio da parte di una motovedetta della Guardia di Finanza integrano il reato di resistenza o violenza contro nave da guerra cui all’art. 1100 del Codice della Navigazione.
È infatti indubbia la qualifica di nave da guerra attribuita alla motovedetta della Guardia di Finanza e ciò anche a prescindere dall’esercizio al momento del fatto di funzioni di polizia marittima, comandata ed equipaggiata da personale militare.
Il naviglio della Guardia di Finanza è per legge classificato come nave da guerra atteso che l’art. 6 della L. 13 dicembre 1956, n. 1409 (norme per la vigilanza marittima ai fini della repressione del contrabbando dei tabacchi) punisce gli atti di resistenza o di violenza contro tale naviglio con le stesse pene stabilite dall’art. 1100 c.n., per la resistenza e violenza contro una nave da guerra.
Inoltre, anche ai fini dell’applicazione dell’art. 1099 del Codice della Navigazione (rifiuto di obbedienza a nave da guerra), è pacifica la giurisprudenza della Suprema Corte nel ritenere che “una motovedetta armata della Guardia di Finanza, in servizio di polizia marittima, deve essere considerata nave da guerra” (Cass. Sez. 3, n. 9978 del 30.6.1987). (miolegale.it)


Non è assolutamente condivisibile l’istanza di scarcerazione della Rackete emessa del GIP Vella, in ragione anche della Sentenza della Cassazione n° 31403 del 2006.


Come è possibile, allora, che la Vella sia arrivata alla conclusione che la motovedetta speronata dalla Rackete non è nave militare? Lo scontro giuridico si gioca su questo punto: nella sentenza citata dal Gip la Consulta, come detto, scrive che le motovedette sono “navi da guerra” quando “operano fuori dalle acque territoriali ovvero in porti esteri ove non vi sia un’autorità consolare”. Nella sua ordinanza, Alessandra Vella riporta questa frase pari pari. Ma vi antepone la parola “solo”, ipotizzando quindi che se si trovano in acque territoriali non sono da assimiliare a navi da guerra.


Si tratta di una interpretazione criticata da molti, in particolare dall’avvocato Stefano Manfreda del foro di Reggio Emilia. Il legale fa notare come in quella stessa sentenza ricordata dalla Vella, la Corte abbia anche citato l’art. 200 del codice della navigazione. Articolo in cui è specificato chiaramente che le navi militari (come la GdF) esercitano funzioni di polizia non solo “in alto mare” o “nei porti esteri dove non sia un’autorità consolare”, ma anche “nel mare territoriale“. Quindi la motovedetta delle Fiamme Gialle sarebbe nave militare anche all’interno del porto di Lampedusa.


Viene da chiedersi: perché la precisazione “nel mare territoriale” non appare nella sentenza della Consulta citata dalla Vella? Mistero. Per Manfreda si potrebbe trattare di un “copia e incolla venuto male” oppure di un “errore materiale”.


Tuttavia appare innegabile che in giurisprudenza molti “sono concordi nel ritenere che le navi della GdF e altri corpi di polizia sono sempre navi da guerra”. Per esempio, la Cassazione, con la sentenza 31403 del 14 giugno 2006, ha sostenuto la natura di “navi militari” per le motovedette della Finanza. La Suprema corte, riporta l’Adnkronos, in quel caso si pronunciò sullo speronamento di un’imbarcazione della GdF da parte di una barca privata: nel corso di un’operazione di controllo sulla pesca abusiva di molluschi, il natante non si era fermato all’alt e, per evitare l’abbordaggio, aveva speronato la motovedetta, provocandone la rottura dell’elica. (Giuseppe De Lorenzo, ilgiornale.it)


In virtù della funzione nomofilattica esercitata in via esclusiva dalla Corte di Cassazione, quasi sicuramente l’ordinanza del GIP di Agrigento verrà cassata, a seguito del ricorso della stessa Procura di Agrigento.



PERSINO LA PROCURA DI AGRIGENTO SMENTISCE…

Persino la Procura di Agrigento smentisce il GIP Vella, statuendo che «Carola Rackete andava arrestata», altro che una delle “eroine” del RARACH:


Carola Rackete, la comandante della nave Sea watch, andava arrestata perché “i titoli di reato consentivano l’arresto, esisteva lo stato di flagranza e venivano rispettati i termini di legge”. Non solo. Nel provvedimento del gip che ha scarcerato la giovane capitana, riferisce AdnKronos, “si rileva il vizio di violazione di legge e la mancanza di motivazione, in quanto l’ordinanza impugnata non ha valutato correttamente i presupposti della misura pre-cautelare adottata nelle forme con le quali è chiamata a farlo, procedendo all’erronea non convalida dell’arresto in questione”. Parole dure, quelle usate dai magistrati della Procura di Agrigento nel ricorso per Cassazione alla scarcerazione della capitana tedesca, che di recente ha lasciato l’Italia per tornate in Germania. […]


Il Procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio nel ricorso per Cassazione non risparmia le critiche sul provvedimento del gip. I pm parlano di una “conclusione contraddittoria, errata e non adeguatamente motivata”. Secondo i pm, il gip nella sua ordinanza del 2 luglio “avrebbe dovuto verificare se rispetto alla condotta contestata” alla comandante “il dovere di soccorso invocato potesse avere efficacia scriminante”. Il gip, per la Procura, “si è limitato ad affermare tout court che legittimamente Carola Rackete avesse agito poiché spinta dal dovere di soccorrere i migranti. L’impostazione offerta dl gip – scrivono i pm – sembra banalizzare gli interessi giuridici coinvolti nella vicenda e non appare condivisibile la valutazione semplicistica offerta dal giudicante”. […]


La Procura torna anche sul punto della motovedetta della Guardia di Finanza con cui c’è stato un contatto sulla banchina. La questione è se l’imbarcazione si possa considerare ‘nave da guerra’ o no. Secondo il gip Vella non è una nave da guerra. Diversa l’interpretazione della procura di Agrigento. “Nel caso di specie – scrive il procuratore di Agrigento – la motovedetta V808 della Gdf è iscritta nel naviglio militare dello Stato, reca le insegne militari e del Corpo di appartenenza, il comandante è un maresciallo ordinario della Gdf e riveste lo status militare al pari di tutti gli appartenenti al corpo, è armata con dispositivi di armamenti individuali e di reparto di tipo militare”. Ecco perché “si ritiene, contrariamente a quanto affermato dal gip, che la motovedetta si da qualificare come nave da guerra”. (oltrelalinea.news)


In realtà, come scrive il Giornale a firma di Fausto Biloslavo, il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio e il sostituto Gloria Andreoli sono stati molto più duri: a pagina 3 del ricorso,


partono all’attacco: «Si ritiene che (…) il Gip nel pronunciarsi sulla legittimità dell’arresto di Carola abbia travalicato i limiti di approfondimento attenenti a tale fase procedendo a un’autonoma valutazione dei dati in suo possesso e pervenendo a un giudizio sostanziale della gravità indiziaria». Un giudizio che travalica le competenze del giudice ed è comunque sballato. A cominciare dal non avere considerato «nave da guerra», la motovedetta della Guardia di finanza schiacciata dalla capitana contro la banchina per sbarcare i migranti. «È di tutta evidenza – scrive la procura di Agrigento – che l’affermazione del Gip sia stato frutto di autonoma interpretazione che non trova alcun appiglio nella sentenza della Corte costituzionale» citata da Vella. «Al contrario si precisa che la giurisprudenza in più casi ha qualificato le motovedette della Guardia di finanza come navi da guerra» si legge nel ricorso.


Dalla pagina 8 in poi viene smontata, pezzo per pezzo, la tesi del Gip sul «dovere di soccorso e assistenza ai naufraghi», che permetteva a Carola di fare quello che voleva forzando il blocco del Viminale. Innanzitutto «il Gip ha affrontato tutta una serie di valutazioni in ordine alla condotta di Rackete fondando per buona parte le proprie argomentazioni sulle dichiarazioni dell’indagata». Il ricorso sottolinea che il governo stava per risolvere il caso a livello europeo, ma la capitana ha compiuto l’atto di forza senza tenerne conto. I procuratori si chiedono, inoltre, come sia possibile che la Gip si aggrappi alla giustificazione di un «soccorso in mare avvenuto 15 giorni prima dell’arresto». E ribadiscono che davanti a Lampedusa «i migranti non erano più esposti a un pericolo imminente per la loro vita e incolumità». Una serie di «mazzate», che spiegano come «non poteva ragionevolmente ritenersi giustificata l’azione di forza della Rackete, che per attuare nella maniera ottimale un dovere, esponeva con la propria manovra di schiacciamento della motovedetta V.808 verso la banchina, a concreto pericolo sia i migranti, che l’equipaggio della motovedetta».


In definitiva «la conclusione a cui è pervenuto il Gip si ritiene contraddittoria, errata e non adeguatamente motivata», ma ha comunque trasformato Carola in eroina con un’aureola innocentista in nome di un superiore diritto umanitario deciso dai talebani dell’accoglienza. «Diritto» sancito di fatto dall’ordinanza, che ha avuto un enorme clamore mediatico. A differenza dal ricorso che la fa a pezzi passato sotto silenzio. (ilgiornale.it)



L’IMBARBARIMENTO DELLA SINISTRA IMMIGRAZIONISTA E GLOBALISTA

Riportiamo alcune parti di un post pubblicato sul media turbomondialista linkiesta.

Già l’incipit è stupefacente: «Ricca, “studiata”, tedesca, libera, idealista e per di più donna, Carola Rackete, al timone di una nave diretta a Lampedusa dopo due settimane in mare aperto, è la nemesi dell’italiano imbruttito».

“Studiata”? Ma che lingua è?

Fortuna che in Italia abbiamo tal Xhaka, l’estensora dell’articolo, la quale può soloneggiare in libertà a favore della “superiore razza tedesca” contro gli imbruttiti italici. Essa prosegue:


Sembrava impossibile, ma alla capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete è riuscita l’impresa di unire la rabbia antica, sorda e rancorosa, che ogni italiano medio riversa distintamente contro due tipi umani ben precisi: il ricco e l’intellettuale. […]


Chapeau.


Ricca, “studiata”, tedesca, libera, idealista e per di più donna. […]


La sua biografia è ormai nota: 31 anni, poliglotta, plurilaureata, ha guidato navi rompighiacchio e partecipato a escursioni artiche senza mai rinunciare a tenere lezioni sui cambiamenti climatici ed ecologici. In lei ogni cosa sembra schiaffeggiare in pieno viso il poveraccismo italico. […]


In barba al poveraccismo italico che vieta a chiunque sia anche solo sospettato di essere benestante ogni vicinanza con il popolo. […]


A tanti Carola Rackete non piace perché somiglia a qualcosa in cui vale la pena di sperare, e che non somiglia a nessuna delle ideologie novecentesche, a nessuna delle tradizioni alle quali i cortigiani, gli intellettuali e il popolino di regime ci hanno abituati. Somiglia a un essere umano.


Siamo in piena deriva derridiana. Una decostruzione sofista per cui la verità viene rivoltata come un calzino.

Quali navi ha mai capitanato la Rackete prima della Sea Watch-3? Nessuna, anche a dar credito ai mondialisti di Wikipedia. Eppoi…

La “Capitana”, che ha commesso quasi tutti i reati possibili in mare (favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, resistenza e violenza a nave da guerra, tentato naufragio – ma tanto i cinque finanzieri sarebbero solo “Italiani”, pure “poveraccisti”, magari), viene deificata, novella Epifania del Migrazionesimo, mentre gli Italiani vengono dileggiati, quegli stessi Italiani a cui il PD ha macellato la Sanità Pubblica pur di praticare la politica sorosista dei Porti Aperti e dell’Accoglienza, trovandosi, gli Italiani, imprigionati con più tasse, meno servizi e una pletora di clandestini difficili da rimpatriare (già, perché oltre il 95% degli immigrati non ha diritto d’asilo, trattandosi di migranti economici).

Come valutare l’infinita teoria di improperi rivolti agli Italiani (“Italiani medi imbruttiti”, “Italiani poveraccisti”, “Poveraccismo italico” “Italiani poveri e invidiosi”, “Italiani rabbiosi”, “Rackete nemesi dell’Italiano medio”, et similia), come giudicare il linguaggio peggiorativo che la Xhaka utilizza nei confronti di un gruppo etnico composto da milioni e milioni di individui, gli Italiani, appunto?

Per farlo utilizzeremo la lente dell’orwelliano “Piano globale d’azione contro i discorsi di incitamento all’odio e i crimini d’odio su base rapida” sviluppato dalla più funzionale delle Quinte Colonne del Capitalismo Totalitario e del Sorosismo Mondialista, l’ONU, in base al quale è incitamento all’odio «qualsiasi forma di comunicazione verbale, scritta o comportamentale, che attacca o utilizza un linguaggio peggiorativo o discriminatorio nei confronti […] di un gruppo in base a chi è, in altre parole, a causa della sua religione, etnia, nazionalità, razza, colore, origine, genere o di un altro fattore di identità».

Agghiacciante, infine, la chiusa della Xhaka: a differenza degli Italiani, “popolino di regime”, la Rackete sembra «un essere umano». Ergo, cosa sarebbero per siffatta autrice gli Italiani, Non Umani, Subumani? Come gli Ebrei, i Rom, gli Omosessuali, i Comunisti, i Russi, i Neri, che l’abominevole Reichsministerium für Volksaufklärung und Propaganda di Joseph Goebbels definiva Untermenschen?

A questo farebbe pensare lo stesso titolo dell’articolessa, “Ricca, intelligente e più umana di tutti voi: ecco perché detestate Carola Rackete”…

Magari per i radical chic e per i Quisling neoliberisti dell’ONU incitamento all’odio è da considerarsi tale solo quando rivolto contro i Migranti Africani immancabilmente senza documenti (ergo, ipso facto, clandestini: se un europeo entra negli USA senza documenti commette reato di clandestinità e rispedito a casa), mentre xenofilia e un linguaggio peggiorativo contro gli Italiani “poveraccisti sono bollinati e approvati come cosa santa e buona, forse, tra i tanti, anche dai Bergogliani migrazionisti.


https://twitter.com/GiorgiaMeloni/status/1157349568964648961


Ma la citata Xhaka non è nuova ad intemerate, sempre sul media linkiesta; asserzioni che Francesco Maria Toscano definisce “lunari”


Al netto del rossobrunismo [sic!] delle idee che esprime, l’antilingua di Fusaro si ammanta della tipica spocchia da intellettuale di sinistra, insopportabile.

Fusaro invece mette tristezza, o al più stimola domande del tipo «chi è il tuo pusher?». Il linguaggio del giovane torinese è la cosa più vicina al millenarismo religioso che sposta in avanti la data ogni volta che l’apocalisse manca all’appuntamento.


Icastica la chiosa di Toscano,


Aldo Grasso ha scritto qualche idiozia sul Corriere della Sera (clicca per leggere), seguito a ruota da una certa Stela Xhunga che ha vergato su “Linkiesta” (clicca per leggere) un pezzo […] chiaramente lunare, tipico di chi scrive perlopiù “ad minchiam”, senza avere cioè prima approfondito nulla dell’argomento da trattare. (ilmoralista.it)


Un’ultima notazione, mi chiedo cosa sappia davvero la Xhaka del rossobrunismo o se conosca, ad esempio, Niekisch, prima di definire il filosofo Fusaro un rossobrunista.

Studiare è sempre buona cosa prima di parlare.

Noi studiamo, ci informiamo, è un nostro principio basilare. Non vediamo un uguale desiderio di apprendimento negli altri, soprattutto da parte dei burbanzosi immigrazionisti della Ur-Sinistra neoliberista.



PERCHÉ AFFERMIAMO CHE L’ATTUALE SINISTRA SI È IMBARBARITA?

La vera Sinistra italiana – e l’ultimo riferimento storico che richiamiamo è il PCI di Enrico Berlinguer – non avrebbe criminalizzato i poveri, non li avrebbe irrisi, non li avrebbe dileggiati,

Li avrebbe difesi.

Toni Negri che, ai tempi di Potere Operaio propagandava lo slogan la Democrazia è il fucile in spalla all’Operaio. oggi dichiara che «la classe operaia è ormai solo uno strato limitato e corporativo». Corporativo…

Lo stesso sprezzo post-borghese, sarcasmo ultramondialista e antitalianismo viene appalesato dall’ex Lotta Continua Gad Lerner, dopo la solita, trita, stolida, enfiatica, propaganda – sempre con la “erre” blesa – a favore del “filantropo” pro domo sua, lo squalo globale Soros (“Viva Soros!”):
«Soros ha fatto a pezzi l’Italia? Magari… Poverina. quest’Italia, la grande proletaria a cui tutti quanti dovremmo essere leali…».



Non ci siamo mai aspettati alcuna lealtà dal Lerner verso una Nazione, l’Italia, che lo ha reso agiato – con grande cascinale a Casale Monferrato e villa a Portofino, solo considerando quanto riporta la stampa – facendo giaculatorie pro-Soros («Io sto con Soros!», «Viva Soros!»).

L’attuale sinistra neoliberalista, totalmente prona ai desiderata del Capitalismo Totalitario, si genuflette davanti alla Ierofania Mercantilistica dei Soroi e della Globalizzazione.


Pierre Bourdieu, facendo riferimento allo studio del sociologo francese Loic Wacquant, sostiene che negli Stati Uniti lo «Stato caritatevole», che si fonda su una visione moralizzante della povertà, tende a biforcarsi in uno stato sociale che assicura garanzie di sicurezza minime per le classi medie, e in uno stato sempre più repressivo che cerca di contrastare la violenza generata dalle condizioni sempre più precarie di larga parte della popolazione, in particolare dei neri1.
Si tratta solo di un esempio – anche se, di certo, particolarmente vistoso e spettacolare, come lo diventano sulla scena americana gran parte dei fenomeni di vasta portata, anche globali – di una tendenza più generale. Essa consiste nel ridurre quel che ancora lo stato-nazione, sempre più debolmente, conserva dell’iniziativa politica di un tempo, alle questioni della legge e dell’ordine; fenomeno che in pratica si traduce inevitabilmente nel garantire un’esistenza ordinata – sicura – ad alcuni, e nel minacciare e terrorizzare gli altri con la forza della legge.


Nato da una conferenza a Friburgo dell’ottobre 1996, l’articolo di Bourdieu fu scritto sull’onda di una dichiarazione di Hans Tietmeyer. Il sociologo l’aveva letta in aereo e la sua reazione era stata viscerale perché il presidente della Bundesbank esprimeva giudizi con il tono con cui di regola si parla, quasi meccanicamente, di verità ovvie e banali che non provocano nessuna meraviglia tra gli ascoltatori o i lettori. «Il compito che ci attende oggi», aveva dichiarato Tietmeyer, «è di creare le condizioni favorevoli per la fiducia degli investitori». Aveva poi continuato elencando le
condizioni, anche in questo caso brevemente e senza particolari argomentazioni, come si parla di cose che, al solo dirle, appaiono di per sé evidenti a chiunque. Perché gli investitori abbiano fiducia, per incoraggiarli a investire, aveva detto, sarà necessario controllare in maniera più rigida la spesa pubblica, diminuire la pressione fiscale, riformare il sistema della sicurezza sociale e «smantellare le rigidità del mercato del lavoro». (Zygmunt Bauman, “Dentro la Globalizzazione”, Edizioni Laterza, cfr. il nostro Eurolager)


LE EROINE DELLA UR-SINISTRA SONO AFFLITTE DA OICOFOBIA

Le “eroine” della Coalizione rappattumata di radical chic e Sinistra genderista, immigrazionista, tanatocapitalista, sono tutte afflitte da oicofobia.



Perché c’è un unico modo, per quest’ intossicati dalla vergogna di sé, di riscattare i torti dell’ Occidente verso tutti i dannati della terra. Portarceli in massa. Fino a dissolverlo, ovviamente. […]

Solo quest’eccezione [le Democrazie Occidentali] su cui Carola e i suoi fratelli sputano ogni giorno, e che vorrebbero edulcorare in un’appendice dell’Africa, ha generato qualcosa che si chiama «società aperta», dove coesistono libertà economica, pluralismo religioso, pari dignità tra uomo e donna. Ebbene, io che non solo non mi vergogno di appartenere a quest’avventura, ma lo rivendico, so bene che la sua splendida anomalia rischierebbe di essere spazzata via, se passasse il modello che la Capitana e certi analoghi figli privilegiati d’Occidente in fregola parricida propugnano. Esodo incontrollato di popolazioni, che è cosa ben diversa dal fisiologico fenomeno dell’immigrazione, frullato impazzito di visioni del mondo spesso tra loro incompatibili, sostituzione culturale prima ancora che etnica.


Fino alla sparizione dell'(auto)odiato uomo bianco e dello stesso Occidente. L’espiazione finale, il suicidio di una civiltà raggiunto nemmeno con un atto grandioso, ma per agonia ideologica, per triste e sfibrante autoconsunzione, la rinuncia definitiva. Il sogno di tutte le Carola Rackete. L’incubo di chiunque ami la libertà. [Il grassetto è nostro, Nota di Seyan] (Giovanni Sallusti, liberoquotidiano.it)



I MINIONS

Servo è chi il servo fa, direbbe tautologicamente Forrest Gump. E servo è chi è sempre prono al Regime Totalitario vigente.

Oggi, dietro alla bandiera arcobaleno dell’Internazionale Capitalista, genderista e immigrazionista; Ieri, appecoronati alla “potenza” della bandiera rossa dell’Internazionale Comunista, operaista e materialista; Avantieri, genuflessi ai piedi della bandiera nera dell’Internazionale Nazifascista, razzista e aggressiva.
Tutti Imperialismi Totalitari che combattevano (e combattono) le Nazioni, la Libertà e la Democrazia, perché solo nell’alveo degli Stati-Nazione può aver rigoglio la democrazia, che viene soffocata dagli Imperi Autoritari sovranazionali qual è, de facto, l’attuale UE.

Aveva ragione Costanzo Preve quando affermava che gli intellettuali della “Sinistra” relativista e nichilista che «utilizzano la loro rendita di posizione e la loro occupazione quasi militare dei principali mass media, dell’editoria e delle Università, sono osceni».
Riferendosi proprio a siffatti “intellettuali”, il grande filosofo valenzano concludeva icasticamente che, «mentre ai tempi di Hegel gli intellettuali erano più intelligenti delle persone comuni, oggi sono più stupidi della gente comune». Minions, appunto.

E come i Minions cinematografici, hanno il bisogno di servire il Cattivo di turno, con la differenza che i veri Minions servono Gru, un “cattivo” dal cuore d’oro, mentre quest’altri hanno scelto di servire un vero cattivo planetario: George Soros.

«Con chi state voi?» Ci sono solo due differenze tra chi sta con Soros e chi sta con Salvini, entrambe a “vantaggio ” dei Minions radical chic: una patina (sottile) di cultura e una sesquipedale hybris.

Noi non abbiamo assolutamente simpatia per Salvini o Di Maio, che hanno tradito qualsiasi promessa, dall’Italexit ai Minibot, fino alla giravolta neoliberista del Movimento 5 Stelle, rettamente criticata dal filosofo Carlo Formenti.

Ma noi – soprattutto – non stiamo né mai staremo con “Diavolo Soros” e i suoi Minions, né tantomeno con le loro sedicenti eroine.


Soros and his Minions

Soros and his Minions. Immagine satirica.


Nelle Prossime Parti spiegheremo il coinvolgimento di Soros nell’azione dei black bloc, che determinarono i fatti del G8 di Genova, e i veri motivi per cui “Diavolo Soros” e la sua Cabala vogliono “riallocare 500 milioni di Africani di fede islamica in Europa. E spiegheremo chi sono i veri Quisling, i veri traditori della Sinistra, tra i radical chic sorosisti e neoliberisti o quelli che costoro definiscono rossobrunisti.

Fine Seconda Parte



 

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