IL COLLASSO DELL’EUROPA LEYENIANA
IL CANCRO DELLA “DEMOCRATURA” EUROPEA: URSULA PFIZER VON DER LEYEN
Come ben sappiamo, le galline decollate e i capponi con la testa all’indietro che decidono la politica in Europa stanno sabotando tutti i (modestissimi) tentativi di pace europea instradati finora da Donald Trump.
Avrebbero dovuto essere ben felici di poter (eventualmente) tornare a contare sull’economicissimo gas russo e invece sembrano essere tanto DEMenti e DEMoniaci da voler puntare al riarmo e alla guerra (irrazionale e immotivata) contro la Russia.
The EU’s decision to eliminate all Russian energy imports exposes the hollowness of the EU’s talk of “strategic autonomy”. While publicly rebuking Trump, they are implementing his energy demands — and deepening Europe’s dependence on the US.
My latest:https://t.co/wjthXQZqH0
— Thomas Fazi (@battleforeurope) May 31, 2025
Anche l’uso smodato di cocaina tra i vertici europei non è in grado di spiegare un comportamento dissennato e anti-hegeliano qual è il neobellicismo europeo.
Attention au rhume des foins , c’est le printemps pic.twitter.com/V1JL4jrgzm
— VERITY France (@verity_france) May 13, 2025
Il treno della cocaina:
The Cocaine Train 😆 pic.twitter.com/cIb0pR248Z
— Grifty (@TheGriftReport) May 11, 2025
Sostiene Thomas Fazi,
Qualunque sia stata la logica alla base della risposta iniziale dell’Europa alla guerra, ci si potrebbe aspettare che, alla luce delle sue conseguenze, i leader europei avrebbero colto con entusiasmo qualsiasi via praticabile verso la pace – e con essa, l’opportunità di ripristinare i rapporti diplomatici e la cooperazione economica con la Russia.
Invece, hanno reagito con allarme alla “minaccia” della pace. Lungi dall’accogliere con favore l’opportunità, hanno raddoppiato gli sforzi: hanno promesso un sostegno finanziario e militare a tempo indeterminato all’Ucraina e hanno annunciato un piano di riarmo senza precedenti che suggerisce che l’Europa si sta preparando a una situazione di stallo militarizzato a lungo termine con la Russia, anche in caso di una soluzione negoziata.
Come possiamo dare un senso a questa postura apparentemente autodistruttiva?
Non c’è alcun senso, ovviamente.
Continua Fazi,
In questo contesto, le azioni dell’Europa non sono semplicemente fuorvianti; sono sintomatiche di una disfunzione più profonda al cuore del progetto stesso dell’UE. La militarizzazione della società, l’erosione delle norme democratiche, il consolidamento del potere tecnocratico e la repressione del dissenso non sono misure temporanee da tempo di guerra: sono i contorni di un nuovo paradigma politico, nato dalla paura, dalla dipendenza e dall’inerzia istituzionale. Mascherati nel linguaggio della sicurezza e dei valori, i leader europei non stanno difendendo il continente, ma ne stanno consolidando la subordinazione, sia all’egemonia in declino di Washington che ai loro regimi in declino.

di Thomas Fazi
Come possiamo dare un senso alla postura apparentemente autodistruttiva dell’Europa? Quattro dimensioni interconnesse possono aiutare a spiegare la posizione dei suoi leader: psicologica, politica, strategica e transatlantica
Per chi è esterno, la po…
Abbiamo dato l’articolo in pasto a Grok, la IA di Elon Musk, che ci ha fornito siffatta esegesi:
- Scenario di stabilità relativa (5-10 anni): L’UE potrebbe gestire le crisi attraverso misure repressive (censura, militarizzazione) e riforme cosmetiche, posticipando disordini significativi. Le proteste resterebbero frammentate.
- Scenario di disordini crescenti (3-7 anni): Se i costi energetici e la disoccupazione aumentano (es. in Italia, Grecia, Francia), movimenti populisti o insurrezionali potrebbero organizzarsi, portando a rivolte locali. Tuttavia, il collasso totale dell’UE richiederebbe una crisi sistemica, come un default di un grande Stato membro.
- Scenario catastrofico (<3 anni): Un evento scatenante (crisi bancaria, guerra regionale, embargo energetico) potrebbe accelerare le tensioni, portando a rivoluzioni in più paesi. La prigionia di von der Leyen appare improbabile, salvo un colpo di Stato o un regime autoritario.
Questi scenari sono qualitativi e non supportati da dati sufficienti per assegnare probabilità o tempistiche precise. La narrazione di Fazi, pur critica, potrebbe amplificare le percezioni di instabilità, sottovalutando la resilienza dell’UE, che ha affrontato shock come Brexit e la crisi greca. (sic!)
Già a me vengono attacchi di rabbia canina quando viene pretesa maggior flessibilità dai lavoratori dipendenti (e mai che venga richiesta agli avvoltoi Tanatocapitalisti Necroliberisti), figuriamoci quando sento parlare di resilienza. Ficcatevela nel culo la vostra resilienza, esimi Capitalisti Cannibali, poiché il «resiliente» non è altro che un «appecoronato coglione a cui piace il cetriolone», a chiunque appartenga il cetriolone (o il cetriolino).
Invece noi riteniamo che il collasso della NaziUE Leyeniana già si stagli all’orizzonte e che l’arresto della Pfizer von der Bomben-Leyen non sia poi così peregrino e improbabile.
Nulla di tutto ciò che ci hanno raccontato sull’Unione europea è reale: tutte le promesse che le nostre classi dirigenti ci avevano fatto per giustificare la nascita di questo obbrobrioso carrozzone burocratico e spaventoso ibrido tra una federazione di Stati e una mera collaborazione economica, si sono rivelate false.
Siamo tutti più poveri, tutti più depressi e, adesso, pure tutti più in pericolo di vita, visto che il carrozzone è guidato da oligarchie sociopatiche e aggressive; eppure, l’europeismo è diventata una fede incrollabile per buona parte della classe dirigente italiana e anche dell’opinione pubblica (anche se, per fortuna, è ormai 10 anni che le persone comuni non credono più ai dogmi europeisti e prontamente votano alle elezioni partiti euroscettici). Siamo tutti in attesa di una reazione di massa contro lo scollamento tra le oligarchie e le società europee:
l’Europa occidentale è la nostra casa e decenni di cooperazione non possono certo andare in fumo, ma per tornare a vincere tutti insieme e creare un’Europa dei popoli, dello sviluppo e della pace, è più che mai necessario abbattere l’Unione di Maastricht. (OttolinaTV)
In questa chiosa il filosofo Massimo Cacciari evidenzia la vacuità politica e mentale di Leyen & Co:
LA GUERRA È PERSA, QUALCUNO LO DICA AL CRICETO KALLAS
La guerra in Ucraina è persa, con un milione di Ucraini rimasti sul terreno e altrettanti afflitti da orrende mutilazioni e ferite insanabili, ma l’Orwelliano Maiale Napoleone Leyen, la sua Fattoria degli Animali, compreso il criceto Kaja Kallas, vanno avanti imperterriti verso la Guerra contro la Russia che non può avere altro esito che l’Olocausto Nucleare.
AHAHAHAHAHAHAH
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🇪🇺 Un eurodeputato tedesco ha paragonato l’intelligenza 🤏🧠 di Kaja Kallas a quella di un criceto.
– Signora Kallas, perché dovrei parlare di Cuba con lei? Ho appena letto la tua autobiografia.
432 pagine sul nulla.
In Estonia il libro è… pic.twitter.com/TybdRyiU3t— Sabrina F. (@itsmeback_) May 18, 2025
Quando il ministro degli esteri cinese Wang Yi dice alla insignificante Kaja Kallas che la Cina “non può permettere che la Russia subisca una sconfitta in Ucraina”, sta mandando un messaggio assai preciso, che intende placare i bollori bellicisti dell’Unione Europea. Il messaggio è: non pensiate di poter ribaltare le sorti del conflitto (anche ammesso che ne foste in grado). Il senso è: cercare di impedire che l’avventurismo di qualche leader faccia più danni di quanto strettamente necessario.
Le classi egemoni europee e statunitensi, chiuse nella propria bolla dorata, sono in preda al panico, all’idea di perdere anche solo una parte dei propri privilegi. Nel loro mondo, il pensiero che domani potrebbero non potersi più permettere di affittare una città per farne il set del proprio matrimonio (o anche solo di esservi invitati) appare intollerabile.
Il che, unito alla sensazione di possedere un potere illimitato, li spinge inesorabilmente alla guerra. Che è vista come molto più che una semplice occasione di arricchimento ulteriore, quanto piuttosto come una grande operazione di polizia, per sgomberare il campo da bande di predoni barbari che vorrebbero sottrargli ricchezze e privilegi.
Prima di arrivare a cedere – che si tratti di ricchezze, di potere o di terre rubate – si batteranno con le unghie e coi denti. E prima di arrivare ad una nuova Yalta, che ridefinisca equilibri non egemonici, la strada è ancora lunga, e irta di pericoli.
Prepararsi a questa prospettiva significa molto più che predisporre lo zainetto col kit di sopravvivenza, come suggeriscono in Germania. Significa decidere da che parte stare.
“O la rivoluzione impedirà la guerra, oppure la guerra provocherà la rivoluzione”. Mao Zedong (segue link)


di Enrico Tomaselli
Possiamo certamente affermare che la lunga fase di transizione che stiamo vivendo, che cerca di traghettare il mondo dall’epoca dell’illusione unipolare statunitense a una nuova epoca, basata sul multilateralismo, è caratterizzata più che mai dalla pres…
The deranged Baltic, whose only claim to fame is to have briefly governed a country with a population the size of a village, is not content with destroying Russia; she also wants the EU to “punish” China. This would be hilarious if it weren’t tragic. pic.twitter.com/KhJeMLiQXK
— Thomas Fazi (@battleforeurope) November 12, 2024
Davvero cacotopico che il criceto dissennato Kallas e il tossico Napoleon Macron (preso sonoramente all’atterraggio in Vietnam a sberloni financo dalla nonna-moglie) in Asia affermino che
“Se si rifiuta l’unilateralismo, il bullismo e l’aggressione, e si sceglie invece la cooperazione, la prosperità condivisa e la sicurezza comune, l’Unione europea sarà sempre al vostro fianco”. (sic!)
Presto presto, una guerra mondiale prima che mi scada il mandato…..casso !!#KajaKallas pic.twitter.com/28LQwjnZ5R
— Arsenale Kappa Forum (@k_arsenale) June 13, 2025
Questo viene detto dai NATOfascisti e dalla NaziUE, che hanno platealmente violato i Protocolli Minsk I e Minsk II e i relativi Patti solo per dare il tempo agli Ukronazi di addestrarsi e armarsi fino ai denti – ovviamente a spese dei lavoratori dipendenti e dei pensionati europei – contro la Russia.


Ex leader francesi (Hollande) e tedeschi (Merkel) hanno dichiarato pubblicamente che i negoziati di Minsk II furono proposti solo per guadagnare tempo e permettere all’Ucraina di armarsi. Considerata questa storia, come si potrebbe allora contare sulla Francia o sulla Germania come mediatrici imparziali tra Russia e Stati Uniti? E l’ONU è stata considerata per tutta la mia vita uno strumento dell’Occidente. (Rob Urie)
Solo corifei del (Blob) Deep State di George Soros come Federico Fu(r)bini ed Enrico Mitraglietta MentanAzov affermano, ancor oggi e pedestremente, che la Russia ha perso la guerra ed è vicina al collasso economico (sic!)
Se è così, perché centinaia di migliaia di ucraini entrano in latitanza e disertano pur di evitare di finire al fronte, ove la maggior parte di essi muore entro una settimana dall’arrivo?
Federico Fubini vice-direttore del Corriere sta dicendo dalla Gruber che gli ucraini non hanno mai ucciso civili nel Donbass, che i russi non hanno più mezzi di trasporto, i soldati si muovono su motorini, le munizioni vengono portate a dorso di mulo e l’Ucraina sta vincendo.… pic.twitter.com/F6uDWY7YGi
— Alfio Krancic (@AlfioKrancic) May 29, 2025
L’altra sera mi mozzicavo i pugni per non poter fermare le rotative mentre Federico Fubini, a Otto e mezzo, sconvolgeva il mondo con uno dei suoi scoop: “I russi non hanno più i mezzi corazzati, fanno gli assalti coi motorini sotto i droni, mandano i muli nelle retrovie” e “sono ridotti a tal punto che in Jacuzia c’è il programma ‘Cambia Vita’ rivolto agli homeless, che sono tutti alcolizzati, per entrare nell’esercito… Non è vero che l’Ucraina sta perdendo”. […]
Già sapevamo, grazie al Corriere e alle altre gazzette atlantiste, che da 39 mesi Putin e l’economia russa hanno le ore contate e le truppe di Mosca combattono “senza calzini”, “senza divise”, “senza munizioni”, “senza razzi”, “senza missili”, “con le pale del 1869” e “usano le dita come baionette”, mentre i chip dei carri armati li rubano da “lavatrici, refrigeratori e tiralatte elettrici”. […]
Se la Russia è già ridotta ai motorini e ai muli con qualche superciuck contro un solo esercito, figurarsi come potrebbe affrontare i 32 della Nato invadendo l’Europa. Quindi sia chiaro: noi stiamo con Fubini, ultimo giapponese nella jungla. Spicciamoci a dichiarare vittoria e a metterla nero su bianco, prima che qualcuno ci ripensi. Così risparmiamo un sacco di soldi pubblici, ché lui fra l’altro ci tiene tanto. (Marco Travaglio, editoriale sul Fatto Quotidiano del 31 maggio 2025)
La Fantozziana boutade del corifeo di DEM-On Soros, Fubini:
#FedericoFubini del @Corriere: “La Russia in #Ucraina non ha più i mezzi corazzati, vanno con i muli, i motorini a fare gli assalti e arruolano homeless alcolizzati”. Ormai è fatta ! Li sdereniamo tutti con la prova dell’etilometro. pic.twitter.com/gmqAY4bQmg
— Arsenale Kappa Forum (@k_arsenale) June 1, 2025
Beh, certo, secondo il panegirista di Soros, Fu(r)bini appunto, i Russi combatterebbero con fionde, arrugginiti badili ottocenteschi, ciuchini e magari con le flatulenze al posto del gas nervino; malgrado ciò hanno occupato un quarto dell’Ucraina, mentre ora si apprestano a conquistare anche l’oblast di Sumy…
Ma c’è addirittura di peggio: il notorio Jacopo Iacoboni spaccia su La Stampa la Mega-Bufala secondo la quale ormai i Russi, per fame si mangino tra di loro…


Purtroppo gli Italiani, in maggior parte, non ricordano una beata mazza.
Hanno già cancellato dalla memoria la Supercazzola prematurata con scappellamento a sinistra del fake account twitter Beatrice Di Maio.
Ovviamente propalata dal Supercazzolaro prematurato Iacoboni e dal giornalino La Stampa.
Dopo aver dato il via alle analisi sulle manovre di avvicinamento costante tra rappresentanti del Governo russo e portavoce del MoVimento 5 Stelle e dopo averci raccontato la storia di Achille Lollo che “lavora per Alessandro Di Battista” Jacopo Iacoboni oggi sulla Stampa ci racconta che “Palazzo Chigi denuncia l’account della cyber propaganda pro M5S“. Una storia bellissima, piena di account fake (o presunti tali) che lavorano tutti assieme – coordinati da una misteriosa regia occulta – per attaccare Matteo Renzi e il Governo. […]
Il racconto di Iacoboni è senza dubbio avvincente: c’è un manipolo di twittatori prezzolati che si occupa di gettare fango su Renzi, sulla Boschi e soprattutto a rilanciare notizie e informazioni – false o tendenziose – di un più ampio network populista che attualmente è molto attivo nella campagna per il No al referendum. Tra di loro spicca il nome di Beatrice Di Maio, un account Twitter da quasi quattordicimila follower che secondo Iacoboni è la vera e propria centrale operativa del sistema pentastellato il cui funzionamento viene spiegato da Iacoboni con un’elegante supercazzola, […]
Nell’articolo Iacoboni fa continuamente riferimento all’«analisi matematica sui dati della parte pubblica di twitter»: essendo i dati del social network pubblici ci sono molti strumenti che effettuano questo tipo di analisi, alcuni gratuiti ed altri a pagamento. Suggerisce l’esistenza di reti e sostiene che Beatrice si muova «dentro quella che è configurata come una struttura: a un’analisi matematica si presenta disegnata a tavolino secondo la teoria della reti, distribuita innanzitutto su Facebook (dove gravitano 22 milioni dei 29 milioni di italiani sui social), e – per le élite – su Twitter». (segue link)


UAHAHAHAHAH: secondo lo Iacoboni e La Stampina, dietro Beatrice di Maio c’era Putin!
E invece no!
Mercoledì 16 novembre, La Stampa in prima pagina: “Cyber propaganda M5S, la procura indaga sull’account chiave. Algoritmi, false notizie, bufale. Palazzo Chigi denuncia per diffamazione”.
L’autore è Jacopo Iacoboni, firma del giornale allora diretto da Maurizio Molinari. È la storia della fantomatica Beatrice Di Maio, presunta adepta 5 Stelle che vergava tweet diffamatori contro il governo Pd di Renzi e i suoi esponenti. Fra questi Luca Lotti, ad aprile 2016 definito mafioso. L’allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio denuncia, i parlamentari del Pd firmano interrogazioni contro la “macchina del fango M5s” e gli “hacker filo russi dei grillini”.
Polemica a livelli massimi. Dopo una settimana la spy story diventa farsa: si scopre che Beatrice Di Maio era Tommasa Giovannoni, la moglie di Renato Brunetta, che nel 2018 è stata condannata a 1500 euro di multa per quel tweet. Altro che hacker di Putin, quindi. (segue link)


Una vicenda davvero grottesca e ridicola…
A rendere ancora più ridicola la faccenda contribuirono una serie di dichiarazioni e interrogazioni parlamentari presentate da esponenti del Partito Democratico.
In particolare in quella del capogruppo in Commissione Affari Costituzionali Emanuele Fiano (PD) dove si chiedeva di sapere se “Esiste una struttura che lavora nel web con il compito di diffamare con notizie false Il Pd e le istituzioni della Repubblica? Se vero, da chi è controllata e in che modo è organizzata?” e che mira “ad ottenere chiarimenti dopo una denuncia alla Procura di Firenze del sottosegretario Luca Lotti e da un’inchiesta giornalistica sul ruolo opaco che sarebbe svolto da un account legato al M5s gestito da una cosiddetta ‘star della galassia social’ che risponde al nome di Beatrice Di Maio“.
Come si può evincere da quest’ultimo passaggio a presentare denuncia non è stato “Palazzo Chigi” ma il sottosegretario Lotti. [,,,]
A quel punto il quotidiano diretto [allora] da Maurizio Molinari (che curiosamente oggi non dà notizia della multa da 1.500 euro) pubblicava un trafiletto anonimo in cui sosteneva che la notizia è quella della querela per diffamazione, che nell’articolo era immersa all’interno di una serie di…curiose discussioni su “analisi matematiche” di cui non sono mai state pubblicate le prove e in cui si dicevano cose come: «L’account si muove dentro una struttura di propaganda. Al vertice ci sono i mediatori top. In basso, invece, semplici attivisti grillini o profili fake che rilanciano post e tweet».
Strano, visto che nella motivazione del premio Igor Man rilasciata a Iacoboni si parlava della «cyberpropaganda M5S già finita nel mirino della procura». Oggi la storia si sgonfia definitivamente, nessun network, nessuna indagine sulla “rete”, solo una multa per un tweet. Con buona pace di Gianni Riotta, che sempre dalle colonne della Stampa (e su Twitter) guida la battaglia contro le fake news prodotte dalla Rete. Evidentemente quelle prodotte dal giornale per cui lavora non sono così rilevanti. (Giovanni Drogo, segue link)


Ciò spiega perché un Fake Journal non abbia licenziato un Fake Journalist sedicente “anti-fake” che continua ancor oggi a produrre al suo interno Fake News.
Si scopre che l’articolo del NYT sulla Spectre Putin-Salvini-Grillo l’ha scritto un ex hacker di Anonymous, Andrea Stroppa, consulente prima di Carrai e ora di Renzi [attualmente lo Stroppa è il consulente in Italia di Elon Musk].
Il quale [Stroppa], forse per la giovane età, ignora che i migliori amici di Putin in Italia sono B. (che, dopo vari soggiorni nella famosa dacia, gli ha regalato un piumone votivo) e Renzi (che si oppose a nuove sanzioni alla Russia proposte da vari Paesi Ue, Merkel compresa). Così Renzi sventola il NYT, per darsi un tono internazionale e nascondere la manina del suo hackerino tascabile nei falsi allarmi sulle fake news grillorusse.
Il report dell’Atlantic Council The Kremlin’s Troyan Horses (i Cavalli di Troia del Cremlino) sapete di chi è? Uno degli autori è Jacopo Iacoboni della Stampa, con un saggio molto pensoso sull’Italia putinista che cita in quattro note a pie’ di pagina gli articoli di Iacoboni. Del resto trattasi dello scopritore della centrale di fake news russo-casaleggiane capitanata da Beatrice Di Maio, la moglie di Brunetta. Perciò La Stampa lo considera un esperto di fake news: ieri il fake journalist anti-fake ha intervistato (si fa per dire: più che un’intervista, una respirazione bocca a bocca) il “brillante informatico” Stroppa, facendogli sputare un po’ di bile sul Fatto e sul sottoscritto. (Marco Travaglio, segue link)

Il popolo italiano è notoriamente dimentico.
Come vaticinò George Santayana, «chi non ricorda il passato, è condannato a viverlo di nuovo».
Si conciona tanto di Antifascismo, ma gli Italiani hanno già dimenticato cos’è davvero il FASCISMO – un orrido e truce regime Totalitario che avversava ferocemente (esiliando, torturando e uccidendo) Poveri, Lavoratori Salariati, Socialisti, Democratici, Liberali, Dissidenti, Pacifisti, arricchendo spropositatamente i ceti parassitari – tanto che nel 2022 una piccola minoranza del Paese (poco più del 10% della popolazione totale, appena 7,3 milioni di voti) ha conferito “pieno” mandato ad una malmostosa ultradestra nostalgica del Ventennio, che controlla (ahinoi) l’intero Parlamento e che potrebbe rappresentare, come dimostrano ex plurimis il Nuovo Codice della Strada e il dl “sicurezza”, la reviviscenza del Mussolinismo.
Altro fatto da tutti dimenticato, la famosa telefonata dei due comici comici russi Vovan e Lexus che, con improbabile accento da neri africani à la Totò, si fecero passare Giorgia Meloni e costei, malgrado le dichiarazioni ufficiali di pura facciata che continua ancor oggi a rilasciare sulla vittoria inevitabile dell’Ucraina, riconobbe riconosciuto apertis verbis che la guerra era ormai inesorabilmente persa per il regime dittatoriale di Kiev.
Ovviamente il pennivendolame da cortile stupiditaliota accusò immediatamente il villain Putin il quale, con strumenti raffinatissimi, hackeristici e ultratecnologici (un semplice telefono da due soldi) avrebbe ingannato la pur sagacissima statista della Garbatella Giorgia detta Giorgia.
Come sempre, Ha stato Putin! Al riguardo, l’icastico Marco Travaglio:
I TOSSICI FACINOROSI “VOLENTEROSI” CHE VOGLIONO LA III GUERRA MONDIALE
I tossici facinorosi volenterosi (Macron, Starmer, Merz, Tusk) continuano a fornire supporto e apporto al terrorista tossicomane Zelenskyy.
Gli ucraini, sostenuti dalla burocrazia e da volenterosi bellicisti europei, ripetono ciò che da alcuni mesi sono stati indotti ad affermare: vogliono la tregua incondizionata di almeno 30 giorni, non come oggetto dei colloqui, ma come condizione per iniziarli.
A scanso di equivoci, il presidente Zelensky e i suoi amici americani ed europei hanno già fissato i paletti della loro pace: nessun territorio ai russi, nessun vincolo al riarmo ucraino, confische dei beni russi, risarcimenti da pretendere per i danni di guerra e tribunale internazionale per i leader politici e militari russi.
In pratica chiedono la capitolazione militare, politica ed economica della Russia.
Una posizione talmente irrazionale che essi stessi sanno non potrà essere accettata dai russi proprio mentre stanno vincendo la guerra. Non solo sul campo.
E, da che mondo è mondo, l’unico risultato delle guerre esistenziali e territoriali è la ridefinizione dei confini alle condizioni dei vincitori. (Fabio Mini, il Fatto Quotidiano del 31 maggio 2025)
Tanto volenterosi, gli Ineffabili e Tossici Quattro, da farsela addosso all’idea di mandare truppe in Ucraina senza il sostegno trumpiano…
Io non ho mai letto di un esercito vincente (i banderisti Ucraini) che arretra per chilometri ogni giorno e di un esercito perdente ( i Russi) che avanzano inarrestabilmente ogni giorno, ma secondo i propagandisti della Neolingua Orwelliano-Sorosiana – Fubini e Mentana et al. – è esattamente quanto starebbe avvenendo…
Apparentemente la volontà di Trump è quella di far terminare il conflitto russo-ucraino, ma i rozzi politicante europei ed americani non sono in grado di concepire che la cessazione della guerra avverrà solo alle condizioni russe.
La Federazione Russa ha dispiegato troppe risorse e uomini per un cessate il fuoco che permetterebbe all’Ucraina Tossica di Zelenskyy di riarmarsi e all’alleanza aggressiva, occupatrice, invaditrice e bellicista conosciuta come NATO di riorganizzarsi.
Falliti i tentativi di inficiare l’avvio del negoziato, i “volenterosi”, in combinato disposto con Kiev, ci hanno riprovato con iniziative molto più pericolose delle precedenti, dal momento che avevano/hanno il potenziale di innescare immediatamente la terza guerra mondiale.
Il primo proiettile della terza guerra mondiale, che per fortuna ha fallito il bersaglio, è stato sparato il 20 maggio, quando uno sciame di droni ha preso di mira l’elicottero che trasportava Putin nella regione di Kursk. I droni sono stati abbattuti e il presidente russo ne è uscito indenne (si può immaginare se una nazione ostile avesse fatto altrettanto con il presidente americano: sarebbe stata incenerita…).
Una follia, se si ricorda, ad esempio, come la Prima Guerra mondiale ebbe inizio con un episodio simile, cioè l’attentato di Sarajevo in cui persero la vita l’erede al trono asburgico Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia; assassinio peraltro non ascrivibile direttamente alle potenze con cui poi l’Impero entrò in guerra, a differenza di quanto avvenuto per l’elicottero presidenziale russo.
Un tentativo di assassinio, quello dello zar, annunciato pubblicamente dagli “esperti” dell’intelligence britannici, che una decina di giorni prima avevano avvertito che Putin era “un morto che cammina” e che non osava uscire dal bunker nel quale si era rintanato perché l’attendeva morte certa. Una profezia che ha rischiato di avverarsi, con conseguenze catastrofiche.


Dal fallito attentato a Putin ordito dai nazistici black-ops angloamericani è seguito l’attacco terroristico di Kiev – diretto dai vertici natofascisti – nei confronti delle forze aeree strategiche russe.
Come sempre alla vigilia degli incontri per cercare di mettere in piedi colloqui di pace, la Nato interviene con attentati terroristici in maniera da far saltare i colloqui. E man mano che le truppe ucraine perdono terreno si alza la posta degli attacchi che questa volta hanno cercato di colpire, oltre a linee ferroviarie, una gamba della triade nucleare russa, provocando numerosi danni. Ma è bene dirlo fin da subito: le cifre non sono certo quelle che i pagliacci di Kiev megafonano a beneficio della Nato e che purtroppo vengono riferite anche in siti non mainstream, perché proprio dai video diffusi dagli ucraini appare chiaro che sono stati danneggiati solo 5 bombardieri Tu-95. (il Simplicissimus, segue link)


Abbondano le teorie secondo cui il recente aumento delle ostilità tra Ucraina e Russia dovrebbe garantire un vantaggio strategico per i prossimi negoziati. In ogni caso, l’imprudenza dell’attacco americano alla Russia, portato avanti dall’Ucraina, solleva la questione del perché il rabbioso barboncino Volodymyr Zelensky rimanga al potere. Un leader americano che si fosse opposto agli attacchi dei droni avrebbe messo Zelensky in secondo piano per l’imprudenza dell’atto.
Ciò che sembra essere accaduto è che gli Stati Uniti, tramite il loro rappresentante ucraino, hanno sfruttato il requisito del trattato sulle armi nucleari, che imponeva che i bombardieri strategici nucleari fossero tenuti allo scoperto a scopo di monitoraggio, mentre tentavano, senza successo, di assassinare il Presidente della Russia in un incidente separato ma correlato. Si dice che cinque o sei bombardieri strategici su quaranta siano stati distrutti. Vladimir Putin è sopravvissuto. […]
Le voci che circolano secondo cui il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth potrebbe aver assistito in tempo reale all’attentato alla vita di Vladimir Putin dovrebbero preoccupare profondamente ogni americano. A prescindere da ciò che i lettori possano pensare del signor Putin, egli è 1) un leader nazionale, 2) gode del sostegno del popolo russo, 3) gode del sostegno di leader politici che rappresentano l’80% della popolazione mondiale e 4) guida la nazione che detiene il più grande arsenale di armi nucleari al mondo. (Rob Urie, segue link)


di Rob Urie
Il titolo accattivante di Urie introduce un’analisi sobria di quanto siano stati folli gli attacchi dell’Ucraina contro la Russia. Nella migliore delle ipotesi, rivela una valutazione risch…
Vorrei esplicitare meglio il concetto: la Russia tiene parcheggiati a bella vista – esattamente come gli USA – i propri bombardieri strategici, a seguito degli accordi di non proliferazione di tale arsenale. Sapendolo, gli psicopatici di NATO, CIA e MI6 hanno fornito droni, copertura satellitare e spie angloamericane al cane rabbioso e drogato Zelenskyy al fine di colpire la Triade Nucleare Russa.
Se una Nazione Esterna avesse distrutto svariati bombardieri strategici americani, tipo i costosissimi B-2, cosa avrebbe fatto Trump? Non avrebbe annichilito atomicamente tale Nazione Terrorista?
Comunque l’attacco terroristico angloamericano – in combutta con il cocainomane pornoguitto Zelenskyy – ha sortito effetti quasi ridicoli. I servizi segreti occidentali, anche quando agiscono come terroristi, fanno davvero caghêr, “eroici” solo quando si tratta di uccidere donne e bambini inermi, come Darya Dugina!
Crolla la propaganda pro #Kiev: arrivano le prime immagini satellitari degli attacchi dell’#Ucraina in Russia, e le stime sbandierate da #Zelensky & soci, risultano sovrastimate di almeno 10 volte. pic.twitter.com/Nd3Sz5WxRM
— Arsenale Kappa Forum (@k_arsenale) June 2, 2025
Adesso diventa chiaro perché Elon Musk ha abbandonato la Casa Bianca ed è in rotta di collisione con Donald Trump.
Musk ha scoperto che The Donald – al di là della retorica “pacifista” di facciata – continua ad attuare e implementare la nazistica politica guerrafondaia dei Neocon al Congresso a partire dal Massone controiniziatico Lindsay Graham, e del DeepState-Blob di George Soros.
Non ci sarà nessuna pace in Ucraina, poiché se Biden era il DEMentor DEMente, Parrucco Bacucco Trump è solo un individuo che abusa della sua posizione dominante e viene sospettato di agitare così spesso il terrorismo dei dazi al solo fine di fare effettuare a soci e famigli short selling (vendite allo scoperto) in Borsa, o, viceversa, afferma improvvisamente con un post che toglierà i dazi a certi settori fino a quel momento stagnanti e il relativo corso borsistico si impenna immediatamente, ovviamente con un notevole e sospetto volume di acquisti effettuati in precedenza.
In brevis, Parrucco Trump è sospettato pesantemente e fondatamente di insider trading.
Seguono tre link in cui si evince quanto testé affermato:




In ogni caso il Parrucco Cucco Americano si sta dimostrando, ogni giorno che passa, altrettanto rintronato di RimbamBiden, con in più un’inarrivabile quantità di narcisismo tossico.
Financo il frenetico Musk ne ha pagato le conseguenze: senza che The Donald lo avvisasse preventivamente, l’amministrazione USA con il One Big Beautiful Bill Act ha tolto ex abrupto gli incentivi alle auto elettriche, con correlato crollo in Borsa della Tesla. Nei giorni precedenti sembra che ci siano state acquisti allo scoperto per miliardi di dollari.


Soprattutto, Parruccone Arancione, come tutto il putrido Mainstream Globalista e Necroliberista, non ha compreso che Putin sta disperatamente reggendo il traballante carrozzone mondiale. Con la sua eliminazione fisica, i Russi non esiterebbero a lanciare tutti i loro vettori nucleari contro l’Occidente, cosicché la Terza Guerra Nucleare diverrebbe prodromica al ritorno delle clave e degli ossi d’animale come armi di distruzione di massa (sic!)
Il missile parte molto veloce ed è già nella stratosfera quando viene avvistato dai sistemi avversari ma è troppo tardi: il Sarmat ha già cominciato ad assumere traiettorie arbitrarie a una velocità di Mach 20 ed è impossibile intercettarlo. Con sé porta 15 testate nucleari da due megatoni, ognuna delle quali ha sistemi di propulsione autonomi che la fa calare a velocità ipersonica sugli obiettivi designati. Il tempo di una sigaretta e la Gran Bretagna viene totalmente neutralizzata, praticamente cessa di esistere politicamente, economicamente e militarmente. (il Simplicissimus)
I pennivendoli dei corrotti mainstream uccidentali continuano a definire Putin un criminale di guerra.
Al converso, egli tenta di raffreddare gli animi dei collaboratori più bellicosi, che vorrebbero finalmente una dichiarazione formale di guerra totale all’Ucraina – facendo cessare l’operazione speciale e limitata – al fine di schiacciare in pochi giorni il nido delle vipere ukronazi e natofasciste striscianti a Kiev, ma Vladimir Putin sembra ancora voler credere (solo in piccolissima parte) alle promesse di pace del clown Trump,


Per ora [comunque] lo scenario più probabile rimane un conflitto prolungato, costi crescenti e divisioni sempre più profonde – non solo tra Russia e Occidente, ma anche all’interno dell’Occidente stesso. La guerra non finirà finché Washington e i suoi alleati non saranno disposti ad affrontare la questione centrale: la persistenza di una dottrina egemonica che non ammette rivali. Finché ciò non accadrà, la pace rimarrà inafferrabile e il massacro continuerà. E Donald Trump, che gli piaccia o no, rischia di essere ricordato non come l’uomo che ha posto fine alla guerra, ma come colui che l’ha ereditata e l’ha lasciata bruciare. (Thomas Fazi, segue link)


di Thomas Fazi
“Per ora, quindi, lo scenario più probabile rimane un conflitto prolungato, costi crescenti e divisioni sempre più profonde – non solo tra Russia e Occidente, ma anche all’interno dell’Oc…
In relazione all’attacco terroristico NATO-Ukronazi all’arsenale nucleare russo, denominato SpiderWeb, il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato:
“L’Ucraina ha attaccato le nostre basi aeree dove sono di stanza i bombardieri strategici russi. Hanno dimostrato che non può esserci una soluzione pacifica. Con questa azione hanno preparato la propria fine. Non c’è più la linea rossa. Si pentiranno di ciò che hanno fatto.”
– Attacchi ai bombardieri strategici nucleari Tu-95MS e Tu-22M3, nonché attacco ad aereo da trasporto An-12 presso la base aerea di Olenya; Attacchi a due velivoli AWACS A-50 presso la base aerea di Ivanovo; Voli su diversi Tu-22M3 presso le basi aeree di Dyagilevo e Belaya.
– L’A-50 è utilizzato per rilevare e tracciare velivoli e missili, inclusi quelli con capacità nucleari.
– Può supportare il comando e controllo delle operazioni aeree, inclusa la protezione dei bombardieri strategici russi, come il Tu-95 e il Tu-160, che sono parte della triade nucleare.
L’Ucraina si ripete. Come si ricorderà, nel maggio 2024, si era già registrato un attacco mirante a danneggiare due radar russi appartenenti alla catena di allarme precoce contro gli attacchi missilistici nucleari. I radar facenti parte della rete di sorveglianza BMEW (Ballistic Missile Early Warning – Sistemi di allarme precoce) di missili balistici intercontinentali a testate nucleari multiple, gli SSBN statunitensi, con bersaglio atomico la Russia provenienti da tutta l’area a Sud Ovest rispetto alla postazione del sito.
Tali attacchi miranti a squilibrare pericolosamente la deterrenza atomica della Federazione Russa portarono ad una revisione della dottrina nucleare russa (Sempre più vicini alla catastrofe atomica globale. I russi costretti ad allargare lo spettro dei casi in cui si riservano di ricorrere alle armi nucleari).
Non è vero che in guerra tutto è permesso
Già il governo israeliano ci aveva abituato al disarmo totale del ruolo della diplomazia e alla totale violazione, senza conseguenze, di tutte le leggi internazionali con il compimento, da tempo immemorabile, dei peggiori crimini, così come l’uso di sistemi d’arma banditi dagli accordi internazionali quali il fosforo bianco, le bombe a grappolo e altri.
L’attuale attacco ai bombardieri strategici russi, costituisce ora una ulteriore provocazione terroristica al di fuori di ogni legge che regola i conflitti bellici. Non si tratta più di normale guerra tra parti in conflitto. Si è mirato ad una profonda destabilizzazione del quadro di controllo degli armamenti nucleari tra le due superpotenze nucleari. Gli Stati Uniti, a partire dalla fine dell’Unione Sovietica nel 1991, hanno abbandonato l’impegno a rispettare i trattati, uno dopo l’altro (vedi Meglio un disarmo progressivo e reciproco. Il riarmo alimenta l’insicurezza e fa malissimo all’economia).
All’Ucraina è stato permesso di infrangere norme sacre a garanzia della sicurezza nucleare globale. Il New Start, trattato tuttora in vigore tra Stati Uniti e Russia prevede l’esposizione al pubblico, in modo permanente dei bombardieri nucleari così che ciascuna parte possa controllare, in tempo reale, che l’altra non stia preparando un attacco nucleare a sorpresa (Atomic First Strike). L’Ucraina, su mandato occidentale, ha distrutto questa vitale, reciproca, garanzia di sicurezza nucleare.
L’azione condotta, e i modi della stessa confermano alla Russia che si sia trattato di un attacco strategico con il beneplacito di USA/NATO/RegnoUnito con il coinvolgimento delle intelligence di CIA ed MI6, alla Federazione Russa usando le forze ucraine nel modo più sconsiderato immaginabile.
Gli europei che sostengono l’Ucraina descrivono come una vittoria da celebrare il processo di destabilizzazione degli equilibri nucleari tra le grandi superpotenze. Siamo davanti ad una totale mancanza di riconoscimento dei gravissimi rischi da parte dei governi e dei media occidentali che lascia esterrefatti.
Dal momento in cui complesse operazioni di intelligence occidentali mettono a repentaglio il nucleo della sicurezza nazionale russa proprio mentre gli Stati Uniti spingono per negoziati di pace risulta evidente che si allontana irrevocabilmente, almeno in questa fase, qualsiasi prospettiva di raggiungimento della fine del conflitto. (Francesco Cappello, segue link)


Chiosa Francesco Ferrante di analisidifesa.it,
È difficile sopravvalutare la natura teatrale dell’ultima operazione di droni ucraina all’interno del territorio russo, denominata Operazione “SpiderWeb”. Decine di piccoli droni, secondo quanto è emerso, sono stati introdotti clandestinamente in Russia durante un arco temporale di 18 mesi, immagazzinati nei container di camion commerciali e lanciati verso basi aeree strategiche russe. I titoli dei giornali la celebrano ora come un colpo di grande portata, un’ingegnosa dimostrazione di guerra asimmetrica. […]
Anche prendendo per buone le stime più alte di Kiev, smentite dalle stesse immagini e dichiarazioni del Pentagono, che affermano che ben il 34% delle piattaforme aeree russe per il lancio di missili da crociera sia stata colpita, questo lascia alla Russia una schiacciante superiorità in termini di missili da crociera, missili balistici, droni, artiglieria e bombe plananti. […]
È stata un’operazione psicologica, una trovata, meticolosamente sincronizzata con i colloqui di pace di Istanbul, progettata per iniettare drammaticità nella posizione militare al collasso dell’Ucraina e distogliere l’attenzione dalla mancanza di opzioni della NATO stessa. […]
La CIA si era infiltrata nell’apparato intelligence ucraino da oltre un decennio, addestrando e dirigendo operazioni di sabotaggio all’interno della Russia. Questo attacco con i droni non è stato diverso. Portava la firma della pianificazione operativa, della logistica e della tempistica strategica anglosassone.
Le implicazioni sono, ovviamente, enormi. Prendere di mira bombardieri con capacità nucleare esposti apertamente in base agli obblighi del trattato crea un precedente pericolosissimo, non perché abbia ribaltato l’equilibrio militare ma perché oltrepassa un limite che fino ad ora era rimasto in gran parte invalicabile. […]
Washington e Londra non vogliono la pace in Ucraina. Vogliono che la Russia si dissangui a spese dell’Ucraina. Il vero sforzo bellico sacrifica forse una nazione per indebolire un rivale geopolitico. E a coloro che (indebitamente forse) paragonano questa operazione con i droni a “Pearl Harbor”, suggerisco di ricordarsi che fine ha fatto il Paese che ha compiuto l’operazione originale.
Per i russi, l’Ucraina è ora passata dall’essere un “mezzo” per procura a una minaccia esistenziale. Un regime armato e diretto dalla NATO che attacca le potenze nucleari senza riguardo per le conseguenze o per la moderazione. La storia potrebbe ricordare questo momento non come una mossa astuta, ma come la scintilla che ha acceso l’incendio globale. (segue link)


Rendo noto che, grazie agli psicolabili USA-UK-UE-NATO-Ukraina, siamo stati ad un passo dalla Terza Guerra Mondiale: il Parrucco Bacucco non poteva non essere a conoscenza dell’attacco terroristico SpiderWeb.
L’idea del team di Trump secondo cui un tentativo di attacco alla deterrenza nucleare russa avrebbe spinto Putin ad accettare un cessate il fuoco alle condizioni degli Stati Uniti si è rivelata un vero e proprio fallimento.
Nonostante le sue (poco convincenti) affermazioni secondo cui lui, Trump, non era a conoscenza dell’attacco ucraino ai bombardieri strategici russi, la Russia prende la situazione molto seriamente: Larry Johnson ha riferito da Mosca che il generale in pensione Evgeny Buzhinsky (che prestava servizio presso la Direzione principale per la cooperazione militare internazionale del Ministero della Difesa russo) gli ha detto che “Putin era furioso”. Il generale ha poi avvertito che questo momento ha segnato il momento più vicino in cui Stati Uniti e Russia sono arrivati sull’orlo di una guerra nucleare dalla crisi dei missili di Cuba.
A Mosca, questo episodio ha sollevato la questione se il vero obiettivo di Trump, fin dall’inizio, sia stato quello di fare pressione su Putin affinché accettasse un cessate il fuoco che lo avrebbe indebolito politicamente, nonché di legare la Russia a una situazione di conflitto senza fine con l’Ucraina, una cornice che avrebbe consentito a Trump di schierarsi direttamente contro la Cina (un obiettivo che risale al 2016 e che sarebbe stato approvato da tutti i centri di potere americani). (Alastair Crooke)
La totale mancanza di lucidità del Bacucco Trump è resa plateale delle proteste di parte del suo staff dopo la criminale aggressione fascista delle IDF Sioniste all’Iran perpetrato il 13 giugno 2025.
Middle East Eye riporta che membri dello staff presidenziale come David Shenker e Prem Kumar hanno apertamente criticato Trump, accusandolo di aver perso il controllo della narrazione diplomatica (e soprattutto il controllo della mente) dopo aver dato il via libera al suo valvassino Bibhitler Netanyahu.


MAI STRINGERE PATTI CON SATANA
Gli ultimi atti terroristici contro Russia e Iran, coordinati dalle forze NATOfasciste, rendono evidente che con l’Asse del Male, USA, Israele, UE, non possono essere stretti accordi o patti.
D’altro canto il DEMoniaco Massone contro-iniziatico Henry Kissinger – il vero mandante dell’omicidio di Aldo Moro – ebbe ad affermare che,
Essere nemici dell’America può essere pericoloso, esserne alleati è letale!
Ancora una volta l’Occidente, questa volta sotto la pura forma sionista, non fa la guerra, ma terrorismo. Mentre si comincia a capire qualcosa dell’azione israeliana si vede come essa abbia molte rassomiglianze con l’assalto della Nato contro le forze nucleari russe, condotto principalmente con droni trasportati vicino al luogo dove dovevano colpire. L’obiettivo infatti non erano gli impianti nucleari in sé, alcuni dei quali, tra l’altro sotterranei, ma l’assassinio di alti vertici militari iraniani e di alcuni scienziati nucleari. L’operazione non è stata difficile visto che in Iran esistono dalle 20 alle 30 mila persone, spacciate ufficialmente per oppositori, ma che fanno parte di una vera e propria rete terroristica. […]
[Non è] possibile analizzare quali siano i danni reali prodotti dalla prima reazione iraniana che pare abbia colpito un sito strategico a sud di Tel Aviv, tre aeroporti militari e il centro nucleare di Dimon (a cui si riferisce l’immagine di apertura), ma sta di fatto che l’intero governo israeliano è scappato a Cipro, rifugiandosi nella base militare di Dekhelia, ufficialmente britannica, ma di fatto Nato. […]
C’è anche l’incredibile condanna dell’Iran per aver reagito ad un attacco del tutto immotivato di Israele perché – tenetevi – Tel Aviv ha agito per autodifesa. Ma certo siccome secondo la Carta delle Nazioni Unite, l’Iran ha il diritto legale di ricorrere alla ritorsione per legittima difesa, bisogna far finta che è invece Israele a doversi difendere. Cose che solo un piddino al quarto stadio di metastasi politica può davvero pensare. […]
Insomma adesso si apre un nuovo fronte, mentre l’Ucraina viene progressivamente abbandonata, tanto che la stessa Estonia – la quale ha espresso quella imbecille delirante di Kaja Kallas – adesso per bocca del primo ministro in carica, dice che comunque la Russia è un vicino con il quale occorre convivere. Cosa che con la Russia è possibile, ma con l’impero anglosassone no, a meno che non si abbia una natura ontologicamente servile e gregaria, disposta persino a confidare nei pagliacci di Washington e nei nazisti di Tel Aviv. (segue link)


Non mi piace generalizzare ma di fronte a quello che sta accadendo in Palestina e in #Iran questa mi viene dal cuore e sono stufo di dover pesare ogni singola parola. pic.twitter.com/YL7uFbKzhi
— Matteo Gracis (@matteogracis) June 13, 2025
Netanyahu, Trump, Rutte, Merz, Von der Leyen.
Disturbo Delirante Condiviso si chiama la sindrome che hanno in comune i dirigenti massimi della cosiddetta “Comunità Internazionale”. Di solito è un disturbo che accomuna coppie di criminali che reciprocamente si stimolano a compiere delitti efferati. Esempi: Bonny and Clyde, Al Capone e moglie, Bonnie Parker e Clide Barrow e, particolarmente vicini alla nostra coppia di testa, Myra Hindley e Ian Brady che ricordo dai miei tempi alla BBC imperversare nella Swinging London” assassinando, stuprando e torturando ragazzi e ragazze.
Così uno Stato che per ottant’anni ha fatto del furto, dell’esproprio, delle sevizie generalizzate, dell’usurpazione e dell’assassinio di massa fino al genocidio, la sua “biblica” ragione d’essere, si è ora dedicato, dopo quelle a Palestina, Libano, Siria, alla guerra totale all’Iran.
Uno Stato a regime esclusivista, autocratico, guerrafondaio, razzista e teocratico attacca senza motivo uno Stato inclusivista, pacifico, democratico, di potere islamico, con tanto di comunità ebraica libera e prospera al suo interno, considerata membro della famiglia nazionale al pari di tutte le altre confessionali ed etniche (da me intervistata e scoperta a suo agio in Iran e nettamente ostile allo Stato sionista). […]
E per tornare ai binomi e quadrinomi dalla sindrome del Disturbo Delirante Condiviso, ne citiamo i protagonisti.
Mark Rutte, segretario NATO: “Siamo l’alleanza più potente e letale del mondo”- “La Russia ci minaccia e attaccherà tra i prossimi 3 o 5 anni”. “O aumentate la spesa per gli armamenti, o è meglio che impariate il russo”.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE: “800 miliardi dal PNRR al riarmo” “Per tutti gli europei un kit di sopravvivenza di 72 ore prestiti per la costruzione di rifugi atomici”. “Al riarmo della Germania serviranno 1000 miliardi da sottrarre al Patto di Stabilità”
Friedrich Merz, cancelliere tedesco: “La Germania deve diventare kriegstuechtig, abile alla guerra”. “Faremo delle forze armate tedesche le più potenti d’Europa”. “Difenderemo l’Europa dall’aggressore russo che è pronto a colpirci.”
Sentite odore di anni Trenta e di camicie brune? Non sbagliate. Si chiama “Disturbo delirante condiviso”. (Fulvio Grimaldi, segue link)


La follia di certi politicantucci de noantri – totalmente genuflessi al macellaio e ricercato internazionalmente per crimini contro l’Umanità Netanyahu/Satanyahu – è ravvisabile nelle dichiarazioni per cui «l’Iran non può dotarsi di arma nucleare», mentre i Nazisionisti genocidi israeliani hanno da 200 a 400 testate nucleari con l’obiettivo di raddoppiarle a breve.


A proposito, il teocratico sionista e genocida terrorista internazionale Satanyahu-Netanyahu ha i suoi missili nucleari puntati anche contro i suoi cosiddetti alleati, cioè noi.
Una serie di documenti pubblicati questa settimana, ottenuti presumibilmente tramite un attacco informatico ai server dell’intelligence militare israeliana, sembrano confermare affermazioni di vecchia data sull’”opzione Sansone” di Israele: una strategia nucleare come ultima risorsa per distruggere il mondo se la sopravvivenza di Israele fosse minacciata.
Una delle rivelazioni più allarmanti è un elenco di obiettivi nucleari che comprende importanti città degli Stati Uniti e d’Europa, scrive
Secondo quanto riferito, i file sono stati divulgati da agenti informatici iraniani e sono attualmente oggetto di indagine da parte di diverse agenzie di intelligence occidentali. Se dimostrati autentici, i documenti potrebbero avere implicazioni di vasta portata per la politica globale e la stabilità nucleare.
Secondo gli analisti della sicurezza che hanno esaminato i documenti trapelati, la presunta lista di obiettivi include New York City , Washington, D.C. , Los Angeles e il centro di comando del NORAD in Colorado. Sono menzionati anche Bruxelles, Parigi, Berlino, Mosca, Pechino e Teheran. […]
Il Ministero della Difesa israeliano ha risposto con una breve dichiarazione, rifiutandosi di confermare o smentire che Israele intenda attaccare città americane ed europee con armi nucleari in un ipotetico futuro. (Maurizio Blondet, enfasi aggiunta, segue link)


Comunque, per chi non l’avesse capito il copione trito e ritrito a cui stiamo assistendo oggi è il solito: Parrucco Trucco Trump fa il poliziotto buono che offre il ramoscello d’ulivo, mentre il terrorista sionista Netanyahu e il ducetto tossicomane Zelenskyy fanno i poliziotti cattivi. Ovviamente non c’è alcun buono, ma solo cinici e psicolabili che non esitano a calpestare finanche i propri Popoli pur di raggiungere i loro turpi fini.


Ho una predilezione per Pubble, ergo a seguire, Satanyahu-Netanyahu: il Macellaio di Gaza è solo un Servo di Satana.
I veri Stati Canaglia Mondiali sono USA, Israele e Ucraina. Ora Parrucco Mamelucco Trump, avendo perso tutte le guerre simmetriche e asimmetriche intentate contro i suoi nemici, tenta di rifarsi con gli alleati: i preparativi per l’aggressione-occupazione della Groenlandia e del Canale di Panama sono in stato avanzato.
Il Pentagono ha già pronti i piani per invadere la Groenlandia e Panama dopo mesi che Donald Trump minaccia di voler conquistare l’isola più grande del mondo e riprendersi il controllo del Canale costruito dagli americani e ceduto alle autorità locali da Jimmy Carter. […]
E’ stato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, a sganciare la bomba di una possibile occupazione americana di territori indipendenti in un’audizione alla Camera. Rispondendo alla domanda di Adam Smith, il principale esponente democratico della commissione difesa, se il Pentagono “sia pronto ad invadere la Groenlandia e Panama con la forza, se necessario”. […]
Sul fronte interno, nelle prossime 48 ore a Los Angeles ben700 marines si uniranno alla Guardia Nazionale e saranno autorizzati a trattenere chiunque interferisca con gli agenti dell’immigrazione o i manifestanti che si scontrano con gli agenti federali. Il battaglione, secondo funzionari dell’amministrazione, ha ricevuto un addestramento specifico perla missione in California e saranno dotati di proiettili veri. (segue link)


L’ex ispettore ONU William Scott Ritter ha affermato che:
Ho votato per lui [Trump] perché l’alternativa era votare per un conflitto diretto con la Russia. Ero ben consapevole dei suoi numerosi difetti. Speravo che si dimostrasse la metà dell’uomo che diceva di essere durante la campagna elettorale. Volevo che avesse successo. Gli ho concesso il beneficio del dubbio per i suoi primi 100 giorni.
Ma ora è chiarissimo: [Trump] non è un uomo saggio che cerca la pace, ma un bisbetico cretino e corrotto che permette al suo narcisismo di dettare esiti che tendono a generare conflitti, non a risolverli. È anche un uomo fondamentalmente debole, un codardo morale e intellettuale che si arrenderà di fronte a una forza e una determinazione autentiche. Ecco perché la Russia vincerà in Ucraina. La Cina vincerà sul piano commerciale. E l’Iran vincerà contro Israele”.
Per far comprendere che razza di Orwelliana Fattoria degli Animali siano UE e associati, formata soprattutto da galline e capponi decollati che continuano a muoversi freneticamente e senza scopo da una parte all’altra, giungono le dichiarazioni di Mette Frederiksen, leader della Danimarca e Paese “frugale” che ora afferma di voler invece spendere a deficit imprecisati miliardi di euro per il riarmo.
La Danimarca ha capito il pericolo esiziale rappresentato da Parrucco Trucco Trump e si riarma per difendersi?
NOOO! La Danimarca vuol riarmarsi per attaccare la Russia (sic!!!) che nulla ha mai fatto contro di essa e che, di converso, ha contribuito a liberare dall’occupazione delle Forze dell’Asse Nazifascista hitleriano.


DONALD IL PAZZO O DONALD L’AVIDO SFRUTTATORE?
Guarda caso, ogni volta che Parrucco Bacucco finge di voler organizzare colloqui di pace, immediatamente i suoi vassallini totalitaristi organizzano atti terroristici per farli fallire.
All’ukronazi Zelenskyy segue il genocida sionista Netanyahu che, appunto, il 13 giugno ha fatto bombardare dalle sue IDF siti nucleari, abitazioni civili e grattacieli a Teheran, al fine di far abortire i “colloqui di pace” Usa-Iran in Oman.
Ben strano concetto quello della “pace” trumpiana… Ovviamente, per i corrotti mainstream media uccidentali, «c’è una seria possibilità di cambio di regime in Iran», esattamente come in Russia con Putin che sarebbe stato rimosso dopo pochi mesi dall’inizio della SMO in Ucraina, a seguito di un colpo di stato «del tutto inevitabile». Dopo 3 anni stiamo ancora aspettando l’inevitabile golpe. PAGLIACCI!
Magari anche a Teheran gli psicopatici angloamericani hanno intenzione di insediare i loro pupazzi tagliagole dell’ISIS, come in Siria.
Dulcis in fundo, Donald il Pazzo ha fatto saltare, in cotal guisa, la convocazione straordinaria all’Assemblea Generale dell’ONU della conferenza internazionale per promuovere la soluzione dei due Stati al fine di ottenere la cessazione del conflitto israelo-palestinese. Ovviamente, al filosionista Parrucco Bacucco Trump siffatta conferenza era invisa, tanto da minacciare apertamente chi avesse partecipato.
Non illudiamoci: Donald Trump è un nuovo Ducetto psicopatico e i suoi valvassori paranazisti e terroristi, Zelenskyy e Netanyahu, non fanno altro che eseguire le sue direttive.
A quanto pare, Donald Trump ha deciso di attaccare l’Iran. Segnatevi questa data. È l’inizio della fine della presidenza Trump. Trump si è convinto che la difesa aerea iraniana sia debole e che un bombardamento statunitense eliminerebbe ogni possibilità che l’Iran possa costruire un ordigno nucleare. È stato vittima di menzogne. Scoprirà presto, se questi attacchi avranno luogo, che l’Iran conserva una significativa capacità di abbattere aerei statunitensi. Anzi, mi aspetto che l’Iran catturi e metta in mostra diversi ufficiali dell’aeronautica militare statunitense la prossima settimana.
Caro Presidente Trump, per l’amor di Dio, FERMATI! (segue link)


L’attacco Nazisionista all’Iran è funzionale ai fini della manipolazione cognitiva (bias cognitivo) degli stupidi Occidentali. Gli Stati Uniti stanno collassando come Stato-Nazione e la seconda guerra civile americana è sempre più vicina; ecco che il terroristico attacco israeliano all’Iran funge da arma di distrazione di massa.
Israele ha fatto il lavoro sporco per noi. Pianificato con cura per coincidere con le proteste di massa in tutta l’America.
La cosiddetta “Rivoluzione Colorata in America”, caratterizzata da proteste di massa in tutto il paese il 14 giugno, serve come mezzo per distrarre l’opinione pubblica mondiale dalla portata di questo attacco all’Iran. “Israele ha fatto il lavoro sporco per gli Stati Uniti”. Le ripercussioni saranno devastanti.
Si progettava che questi due eventi drammatici coincidessero.
L’Iran viene attaccato da Israele per conto di USA e NATO il 13 giugno. E il 14 giugno è prevista una massiccia “protesta” pianificata con cura in tutta l’America, da una costa all’altra.
L’escalation militare in Medio Oriente è in atto. Secondo il Times of India, l’Iran ha risposto con attacchi con droni diretti contro Israele.
Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno riferito che l’Iran ha lanciato più di 100 veicoli aerei senza pilota (UAV) verso Israele nelle ultime ore.
Questo attacco di droni su larga scala è una risposta diretta ai recenti attacchi aerei israeliani contro importanti strutture nucleari e militari iraniane, compresi i siti di Teheran. Secondo fonti militari, si prevede che i droni impiegheranno diverse ore per raggiungere lo spazio aereo israeliano, il che fornirà un tempo limitato ai sistemi di difesa per prepararsi. La situazione segna una significativa escalation delle ostilità tra le due nazioni, con entrambe le parti che si dichiarano pronte a proseguire il confronto in un contesto di crescenti tensioni regionali.
Rapporto del Times of India: l’Iran sta contrattaccando. Grande attacco aereo
E questo sta accadendo nel pieno delle proteste di massa nelle principali città degli Stati Uniti. Vedi sotto.Ci stiamo preparando alla legge marziale?


L’occidente è melma. pic.twitter.com/QPVlEpZfeE
— Mario Improta (@mifree72) June 18, 2025
Il carattere erratico e ondivago di Parrucco Bacucco Donald non consente, sic et simpliciter, di fare alcun affidamento sulle sue promesse, come per i dazi alla UE prima promessi e poi momentaneamente sospesi, ri-promessi e ri-sospesi (sic!)
Bruxelles trema, l’impero scricchiola.
Tic tac tic tac ⏰️Con i dazi al 50%, #Trump non sta sta solo sfidando i burocrati criminali di Bruxelles:
sta distruggendo l’Europa. pic.twitter.com/J4Ko6DjOmW— Sabrina F. (@itsmeback_) May 24, 2025


Niente da fare, anche con le tariffe Trump alla fine ha piantato solo casino. Più che un problema politico ne abbiamo uno psichiatrico. Siamo alla dementocrazia. Trump e la sua banda di balordi parlano di colpo di stato giudiziario perché tutte le loro decisioni sono state impallinate dai tribunali. Oggi le tariffe, ieri le deportazioni, gli attacchi alle università, lo smantellamento dello stato sociale. (Tommaso Merlo)
E fortuna vuole che la Statista della Garbatella Meloni sia grande amica di Trump (sic!)


Un altro elemento va valutato nella sua interezza: USA e UE sono oligarchie sempre più autoritarie e antidemocratiche, nelle quali il vero dominus è il Tanatocapitalismo Necroliberista Finanziarizzato e Globalizzante, come dimostra la decisione della Us Court of International Trade che, pronunciandosi su due casi distinti, ha emisso una sentenza a maggio che ha bloccato (ma temporaneamente) i dazi imposti da Trump ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act, una legge del 1977 mai invocata prima sulle tariffe.
E per porre fine al capitalismo finanziario occorre porre fine alla NaziUE, porre fine alla guerra russo-ucraina ma alle condizioni poste dal vincitore e porre fine al genocidio antisemita dei Palestinesi a Gaza, eseguito dai Nazisionisti di Bibhitler Netanyahu, nonché alla continua opera di destabilizzazione in Medio Oriente operata dai Sionisti.
Non c’è nulla di strano se Trump non sia all’altezza del significato che ha avuto la sua elezione e non c’è da meravigliarsi se ora voglia continuare una guerra già persa sulla base di informazioni totalmente sbagliate che gli danno i suoi consiglieri: nulla è più tenace della catena delle illusioni. Il sistema bancario e finanziario ha tutto da guadagnare dalla guerra, come sempre, ma forse più di sempre perché una chiara sconfitta sarebbe soprattutto la sconfitta di un modello e di un sistema. (il Simplicissimus, segue link)


CHI STA SOPRA E CHI STA SOTTO TRA PARUCCO BACUCCO TRUMP E NETANYAHU-SATANYAHU
La domanda è in senso letterale, esplicitato chiaramente da questo tweet satirico:
NOW: Trump says it is hard to tell Israel to stop
He genuinely said this. pic.twitter.com/HLauOQ3HNY
— ADAM (@AdameMedia) June 20, 2025
Satanyahu vuol trascinare l’America nella sua guerra contro l’Iran anche perché non ha i mezzi militari. I gangster di Gerusalemme hanno fatto i gradassi finché si trattava di bombardare e uccidere centinaia di migliaia di donne e bambini a Gaza, con i criminali delle IDF che si divertono a sparare in testa a coloro i quali vanno a raccogliere un po’ d’acqua o di cibo.
Mancano al criminale di guerra Netanyahu soprattutto i B-2 e le bombe per distruggere i tunnel costruiti in profondità. Già adesso, per rifornire in volo i suoi rottami F-35, deve utilizzare le aerocisterne americane.
Parrucco Bacucco Trump è ora ad un bivio: la sua immensa base elettorale MAGA, ormai in tumulto per le vacue promesse non mantenute, vuole che egli mantenga l’esternazione di cessare hic et nunc tutte le guerre americane, mentre egli sembra addirittura in procinto di far entrare gli USA in una nuova guerra, voluta ardentemente dalla lobby sionista, dal Deep State di Soros e dai Neocon al Congresso.
Quella dell’arma nucleare iraniana è una false flag, come va ripetendo da mesi Tulsi Gabbard, imposta alla Direzione dei Servizi d’informazione americani proprio dal tycoon Parruccone e ora divenuta improvvisamente invisa e prossima alla rottamazione, come Elon Musk.
Le oligarchie americane perennemente belliciste, insieme al cagnolino da passeggio israeliano, hanno deciso di incendiare il Medio Oriente, in una strategia che non riguarda solo tale regione, ma include l’Europa (Ucraina) e l’Estremo Oriente (Taiwan-Cina). Proviamo a indagare. Innanzitutto, Biden o Trump, questo è il nostro avviso, non fa molta differenza. I due fronti, Rep o Dem, sono entrambi lucciole elettorali che si spengono quando gli attori principali o le comparse diventano presidenti, deputati o senatori.
A dispetto delle indecenti rappresentazioni che sfidano da tempo la legge di gravità, e che i potenti della terra fanno digerire a una popolazione alienata da consumismi televisivi e intontimenti cellularici, è ben evidente che senza la luce verde della corrotta plutocrazia statunitense – è una noia ripeterlo, ma repetita iuvant – i criminali sionisti potrebbero al più acquistare il carburante per rientrare in casa al termine delle loro sataniche riunioni ministeriali, non certo aggredire un paese grande cinque volte l’Italia e abitato da quasi cento milioni di persone.
Il G7, riunitosi in Canada il 16 e 17 giugno, pur nella confusione che ormai caratterizza i potenti dell’Occidente (non più della terra), ha rilasciato un testo in cui si afferma l’usuale invereconda litania che Israele ha diritto di difendersi e che l’Iran non potrà mai possedere un’arma nucleare. Le signorie loro, se la domanda è lecita, hanno la testa a posto o no? Avremmo infatti piacere di comprendere l’essenza di quell’imperativo categorico per il quale a Israele è concesso possedere l’arma atomica e all’Iran no. E in tal caso, da quale autorità superiore (Nazioni Unite, Congresso Mondiale dei Popoli, il Padreterno o altri) tali svalvolati hanno ricevuto il mandato di adottare cotanta equilibrata decisione. Prego.
Nel merito e a contrario, non pochi rinomati analisti ritengono che se l’Iran davvero acquisisse l’atomica, (sebbene abbia sempre dichiarato di non volerla e non vi siano prove che la stia acquisendo, come certificato dall’Aiea e dal vertice dell’Intelligence americana Tulsi Gabbard, il Medio Oriente potrebbe finalmente conoscere pace e stabilità, esattamente ciò che i terroristi sion-americani vedono come il fumo negli occhi.
In quel caso, infatti, l’Iran si doterebbe di una plausibile deterrenza e cesserebbe di essere quotidianamente minacciato e aggredito dai suddetti criminali. […]
In realtà, la strategia perseguita dal governo di Washington è quella a suo tempo delineata da tale Z. Brzezinski, un aristocratico polacco naturalizzatosi americano e quindi politologo imperiale: a) inglobamento dell’Ucraina; b) cesura tra Europa e Russia; c) sottomissione/occupazione neocoloniale della Russia; d) destabilizzazione/regime change dell’Iran e) solitudine strategica della Cina (in attesa di smembramento/conquista da parte delle truppe di Wall Street). A dispetto dell’inciampo ucraino, la marcia funebre continua. (Alberto Bradanini, segue link)


di Alberto Bradanini
1. Le oligarchie americane perennemente belliciste, insieme al cagnolino da passeggio israeliano, hanno deciso di incendiare il Medio Oriente, in una strategia che non riguarda solo tale regione, m…
L’Impero del Male Americano, assieme al cagnolino ringhiante Satanyahu ha destabilizzato tutto il Medio Oriente con la Libia e Iraq distrutte e i loro leader trucidati, con il siriano al-Assad costretto a riparare in Russia e con l’Afghanistan occupato per vent’anni, salvo scappare nel 2021 in una rotta assolutamente fragorosa e indecorosa. Ecco, se c’è una cosa in cui i beoni Americani sono imbattibili è quella di farsi prendere davvero bene a calci in culo, come in Vietnam…
Beh, l’Asse del Male Americano-Sionista è bravo solo nel trucidare donne e bambini inermi, come a Fallujah e a Gaza.
E Israele è la reviviscenza del Terzo Reich, così come Netanyahu-Satanyahu è il tardo emulo di Adolf Hitler.
Viviamo in mezzo a segnali contraddittori e assurdi tra i quali si naviga a vista, senza avere alcuna bussola. Da una parte Washington ha praticamente messo l’Iran nelle condizioni di dover scendere in guerra, visto che non solo dovrebbe rinunciare totalmente al nucleare civile e sanitario, ma anche privarsi di qualsiasi tipo di missile, rimanendo così indifeso. Dall’altra Trump si è preso due settimane di tempo per decidere e a quel punto Israele avrà finito i missili contraerei e sarà inerme contro Teheran. […]
Da una parte il rischio di un intervento diretto per gli Usa è enorme, visto il rischio di sconvolgimenti anche sul piano economico che potrebbero affondare il potere e il prestigio di Washington, per non parlare della possibilità di conflitto nucleare generalizzato oppure di un’operazione di terra che sarebbe un bagno di sangue, una sorta di Afghanistan moltiplicato per diecimila e destinato al fallimento.
Dall’altra c’è il fascino che le élite anglosassoni hanno per l’hearthland da parecchio più di un secolo: la sua più recente formulazione è quella di Zbigniew Brzezinski, esposta ne “La grande scacchiera”, secondo cui l’Iran è la chiave per controllare una porzione maggiore dell’Asia e quindi una porzione maggiore del mondo.
L’obiettivo di un cambio di regime in sette Paesi del Medio Oriente e dell’Africa, incluso l’Iran, come riportato dal generale Wesley Clark, e le misure sostenute per smembrare i Paesi del Medio Oriente in feudi più piccoli, sono la realizzazione del piano. Ma a pensarci bene anche lo Stato di Israele ha l’unica funzione di essere la pistola fumante nell’area del petrolio in ragione di questo disegno, e la sua sopravvivenza, oltre al suo reddito, non è certo dovuta alla sua piccola e stentata economia, ma solo ai trasferimenti finanziari e militari dall’Occidente. (il Simplicissimus, segue link)


Già nel 1967 i Sionisti, per mano del teocratico terrorista nazisto-sionista Moshe Dayan, cercarono di invischiare gli USA nelle loro sataniche guerre di pulizia etnica, con la complicità del fascista presidente USA Lyndon Johnson, uno dei mandanti dell’attentato a J.F. Kennedy. Ecco la storia:


Apro un inciso: John Fitzgerald Kennedy non voleva che il regime teocratico sionista israeliano si dotasse dell’arma nucleare, minacciando pesanti sanzioni se non avesse cessato di procurarsele. Ebbe, JFK, un pesante diverbio a tal riguardo proprio con il massone Johnson, e si preparò ad esonerarlo dalla carica di vicepresidente. Poi, come sappiamo, Deep State, CIA e MAFIA provvidero a liquidare Kennedy a Dallas.
Ciò che Kennedy non sapeva è che il corrotto Lyndon Johnson era membro influente del Blob Deep State Usa – lo Stato Profondo legato a doppio filo con i gangster della Mafia e della lobby sionista globale – e che il Military Industrial Complex voleva l’intervento diretto contro il Vietnam del Nord. Tanto che il Satanico Massone Johnson, divenuto Presidente, utilizzò la false flag dell’incidente del Golfo di Tonchino per inviare in Vietnam l’invincibile Esercito Americano: tanto invincibile da essere rispedito a casa, letteralmente a calci in culo, 10 anni dopo,
I politici e i media occidentali si stanno facendo in quattro per cercare di inventare l’impossibile: presentare l’inequivocabile guerra di aggressione di Israele contro l’Iran come una sorta di mossa “difensiva”.
Questa volta non c’era alcun pretesto razionalizzante, come ce n’era per Israele di infliggere un genocidio a Gaza dopo l’attacco di un giorno da parte di Hamas il 7 ottobre 2023.
Non c’è stato alcun tentativo serio in precedenza di elaborare uno scenario apocalittico fasullo, come invece è avvenuto nei mesi che hanno preceduto l’invasione illegale dell’Iraq da parte di Stati Uniti e Regno Unito nel 2003. Poi ci è stato mentito sul fatto che Baghdad avesse “armi di distruzione di massa” che potevano essere lanciate contro l’Europa in 45 minuti.
Al contrario, l’Iran era impegnato nei negoziati con gli Stati Uniti sul suo programma di arricchimento nucleare quando Israele ha lanciato il suo attacco non provocato venerdì scorso.
L’Occidente ha riproposto con entusiasmo le affermazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui Israele è stato costretto ad agire perché l’Iran era sul punto di produrre una bomba nucleare: un’affermazione del tutto priva di prove, sostenuta fin dal 1992.
La bomba ha reso Israele intoccabile e irresponsabile, pronto a intimidire i suoi vicini con l’”opzione Sansone“, ovvero la minaccia che Israele utilizzi il suo arsenale nucleare piuttosto che rischiare una minaccia esistenziale.
Il ministro della sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, sembra aver lasciato intendere proprio uno scenario del genere contro l’Iran questa settimana in un commento riportato: “Ci saranno altri giorni difficili davanti a noi, ma ricordate sempre Hiroshima e Nagasaki”.
Bisogna tenere presente che i governi israeliani considerano “esistenziale” qualsiasi minaccia all’attuale status di Israele come stato coloniale di insediamento, che occupa e sradica con la forza il popolo palestinese dalla propria patria.
Le armi nucleari di Israele garantiscono che egli possa fare ciò che vuole nella regione, compreso commettere un genocidio a Gaza, senza timore significativo di rappresaglie.
Questo è un momento chiave nel piano ventennale del Pentagono per un “dominio globale a spettro completo”: un mondo unipolare in cui gli Stati Uniti non sono vincolati da rivali militari o dall’imposizione del diritto internazionale. Un mondo in cui una piccola élite irresponsabile, arricchita dalle guerre, detta le condizioni a tutti noi.
Se tutto questo sembra l’approccio di uno psicopatico alle relazioni estere, è perché lo è. Anni di impunità per Israele e gli Stati Uniti ci hanno portato a questo punto. Entrambi si sentono in diritto di distruggere ciò che resta di un ordine internazionale che non permette loro di ottenere esattamente ciò che vogliono.
Le attuali doglie da parto aumenteranno. Se credete nei diritti umani, nei limiti del potere del governo, nell’uso della diplomazia prima dell’aggressione militare, nelle libertà con cui siete cresciuti, il nuovo mondo che sta nascendo vi farà inorridire. (Jonathan Cook, segue link)


IL PREMIO MONDIALE DI LECCACULISMO È STATO VINTO DA…
Ebbene sì, il Grande Rutto-Ratto da L’Aia, Mark Rutte, ha conquistato il primo posto nella speciale categoria pesi massimi dei baciaderetani!
Nulla descrive l’Assemblea generale della Nato conclusasi all’Aja quanto il messaggio privato che Mark Rutte, segretario generale dell’Alleanza, ha inviato ieri al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Un sms che il tycoon ha ben pensato di pubblicare sul suo social Truth: «L’Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria – scrive Rutte -. Otterrai qualcosa che nessun altro presidente americano è riuscito a fare in decenni. Non è stato facile ma siamo riusciti a far sì che tutti si impegnino a raggiungere il 5%». (Marco Iasevoli, segue link)
Se Messi e Cristiano Ronaldo si disputano il titolo di miglior giocatore nella storia del calcio, nel bacio del deretano Rutto-Rutte non teme confronti.
Oggi tutto si è compiuto secondo l’indirizzo già definito dalla messaggistica privata tra il segretario della Nato e il presidente Usa. La Nato entra nell’era in cui i 32 Stati membri si impegnano a raggiungere il 5% del Pil di spesa in difesa. Un’intesa politica in cui Rutte è riuscito a trascinare tutti i Paesi alleati, compresa la Spagna, che firma e al contempo prende le distanze, prolungando il giallo degli ultimi giorni.
Il Parrucco Mammalucco esulta:
Ovviamente soddisfattissimo il presidente Usa, che torna a casa con il trofeo che chiedeva, far spendere a canadesi e europei più soldi per la loro difesa. «Il 5% è un passo storico, monumentale ci sono riuscito», esulta il presidente Usa.
Poi chi se ne frega se milioni di Europei dovranno morire senza ospedali, medicine, sanità, welfare, pur di arricchire i Fabbricanti di Morte e i Fondi Avvoltoio, a partire dal sionistico BlackRock.
Il marchio di Trump si vede anche da altri due esiti del vertice. Sotto pressione non tanto sua, quanto del segretario di Stato Marco Rubio, alla fine la Spagna firma. Ma Sanchez, in conferenza stampa, conferma la linea della vigilia: il 2,1% di Pil in difesa soddisfa le richieste di capacità della Nato. Insomma la Spagna non fa saltare l’unanimità ma si è presa una deroga informale.
Che però sarà ancora oggetto di discussione, perché lo stesso Trump è stato durissimo «La Spagna è terribile, è l’unica che non vuole pagare ma non glielo permetterò. Eppure la loro economia va bene». La minaccia di Washington – non si comprende quanto praticabile – è quella di applicare dazi doppi a Madrid. Sanchez non si scompone. Non ha visto né salutato Trump e resta un protagonista del vertice. E lo sarà su scala ampia nei prossimi giorni. Perché le sue mosse vengono prese come riferimento da diversi leader laburisti europei, compresa la segretaria del Partito democratico Elly Schlein.
Ovviamente Giorgia Meloni dice – come sempre – SI’ a Trump, pur sapendo perfettamente che l’Italia non può reggere tale sforzo economico a meno di non condannare letteralmente a morte per fame, stenti e assenza di cure milioni e milioni di Italiani, riuscendo a superare il record di Benito Mussolini, che era riuscito – grazie all’austerità liberista –ad impoverire completamente oltre il 30% della popolazione del tempo. (Cfr. Clara E. Mattei, “Operazione Austerità – come gli economisti hanno aperto la strada al Fascismo”, Einaudi)
L’Italia di Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Guido Crosetto fa parte di quel gruppone a guida europea che prende sul serio sia la minaccia isolazionista di Trump sia la minaccia russa, e quindi firma l’accordo. (Marco Iasevoli)
Qualcuno aveva dubbi?
Oggi a vertice concluso, in un punto stampa, la premier ha negato che si arriverà a 100 miliardi di spesa aggiuntiva in armi. E ha anche provato a stroncare sul nascere le obiezioni della Lega. Il responsabile economico del Carroccio, Alberto Bagnai, ritiene che il 5% sia un obiettivo insostenibile. La premier gli ricorda che lei è arrivata a L’Aia con il mandato del Parlamento e il voto della maggioranza.


Bagnai dice la Verità, ma Giorgia detta Giorgia preferisce baciare la Pantofola di “Papa Parrucco” Trump.


Chiosa il Simplicissimus sul Campione Galattico di Bacio al Deretano Rutto-Rutte:
Mark Rutte, recandosi al vertice della Nato ha inviato a Trump un messaggio così servile e così stupido che rimarrà negli annali: “Signor Presidente, caro Donald, congratulazioni e grazie per la sua azione decisa in Iran: è stata davvero straordinaria e qualcosa che nessun altro avrebbe osato fare. Ci rende tutti più sicuri”. Sì certo adesso possiamo essere sicuri che questo Rutte è un cretino con i fiocchi, degno degli sciocchi che gongolano per la “vittoria” americana e israeliana.
Lecchino fino al grottesco Rutto da L’Aia, quando chiama il Parruccone Al Capone Trump “Paparino”!


Ma è tutto il distopico bestiario leccaculista che girava attorno al Parruccone Capone Trump ad essersi ricoperto di ridicolo al vertice NATO 2025, con l’unica eccezione del leader spagnolo Pedro Sànchez, che ha mostrato gli attributi affermando che la Spagna non arriverà mai al 5% del PIL. Con i toni malavitosi che da sempre lo contraddistinguono, Parruccone Capone ha iniziato a roteare metaforicamente in faccia a Sànchez la mazza da baseball dei dazi per indurlo a più miti consigli.
A differenza dei leccaculo europei presenti a L’Aja, Sànchez si è dimostrato un hombre vertical!
In questo video potete vedere una serie di amebe tronfie della loro sudditanza al Capo Mafia, ma un solo vero uomo dalla schiena dritta. pic.twitter.com/IGw88FUE2G
— elisamariastella (@elisamariastel1) June 26, 2025
E voi credete che il Padrino Parruccone Al Capone Trump sia rimasto a guardare? Era livido, il Parruccone Arancione, quando ha visto che Sànchez ha platealmente preso le distanze dai limacciosi leaderini Europei.
Il vertice NATO 2025 verrà ricordato come il Vertice del Cetriolo. Tutti hanno preso il Cetriolone nel cù, a parte la Spagna, ma ora partono le rappresaglie del Padrino Capone Parruccone Arancione Trump.


Ridicoli i pigolii di protesta di Ulf Kristersson che ha cacciato la Svezia – assieme alla necroliberista NaziDEM Eva Magdalena Andersson – nella trappola esiziale e mortale della NATO, dopo oltre due secoli di neutralità! Che DEMenti!
Ovviamente, il Gran Camerlengo e neo-Ciambellano con il titolo munifico di “Emerito Imperituro Baciaculi NATO” Rutto-Rutte ha concionato che,
“Trump merita grandi lodi”, ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte mercoledì, dicendo che gli “Usa già sono a questo livello di spesa”, il 5 per cento, e che serve “di più da Ue e Canada”.
Il che è – come sempre – una totale menzogna di Rutto, poiché gli USA dedicano solo il 3% del loro PIL per le spese militari. Sic et Simpliciter. E un bel VAFFA al Rutto-Rutte Mendace!
Ma Rutto, il Ciambellano del Gran Cetriolone, gode come un riccio quando riceve il cetriolo regale!




La Politica Internazionale Liquida del Padrino Mafioso Trump nei confronto delle paste frolle europee è la stessa di Al Capone: la mazza da baseball!
LA SCANDALOSA VITA DELLA BARONESSA FURFANTESSA VON DER LEYEN
Sugli scandali della von der Bomben-Leyen un po’ della sua biografia:
Ursula Gertrud Albrecht, meglio nota con l’altisonante cognome maritale di von der Leyen, è un personaggio tanto noto e importante quanto poco conosciuto. […]
In ogni caso alla borghesissima Ursula Albrecht, evidentemente, entrare nel mondo aristocratico è piaciuto molto. E fa di tutto per farlo trasparire. A lei tutto è permesso e tutto è perdonato. Tanto che, pur essendo praticamente sconosciuta e indecifrabile nella sua vera personalità, negli ultimi tre anni è stata definita da Forbes la donna più potente del mondo. D’altra parte potente lo è davvero se è riuscita senza alcun merito, e con tanti demeriti, a essere nominata per ben due volte al vertice della Commissione europea. […]
Figlia di Ernst Albrecht, noto imprenditore metallurgico ma soprattutto importante esponente dell’Unione cristiano-democratica (Cdu) e ministro-presidente della Bassa Sassonia per 14 anni, Ursula prova a ricalcare le orme paterne aderendo a 32 anni allo stesso partito. Ma la sua vera carriera politica comincia tardi, all’età di 45 anni, quando viene eletta all’Assemblea legislativa (Landtag) della Bassa Sassonia. In ogni caso da giovane non dimostra di avere le idee chiare sul suo futuro. […]
Per Ursula, che la Germania non vede l’ora di scaricare, si aprono le porte di Bruxelles. Il 2 luglio 2019, dopo una aspra e lunga trattativa durata tre giorni, il Consiglio europeo la designa alla presidenza della Commissione europea. È la dimostrazione che Ursula, ormai per tutti diventata semplicemente von der Leyen, potente lo è davvero. Di certo con una buona dose di furbizia ben dissimulata da uno sguardo apparentemente perso.
Al momento del suo incarico alla presidenza della Commissione, Ursula sostiene con forza la svolta verde e ambientalista dell’Ue. Ma nel settembre 2022 un lupo pensa bene di fare irruzione nella fattoria della sua tenuta in Bassa Sassonia, probabilmente non adeguatamente protetta, uccidendo il suo pony. Immediata la vendetta della presidente che, tornata a Bruxelles, scrive ai componenti del Parlamento europeo annunciando il declassamento dello status di protezione del lupo. Una decisione contestata invano dalle associazioni ambientaliste. […]
Arriva anche il Covid-19 e Ursula von der Leyen gestisce con grande maestria il gioco dei vaccini. In un’Europa sconvolta e impaurita, avvia in segreto contatti diretti con qualche grande casa farmaceutica. Ma nell’aprile del 2021 il New York Times rende noto che la presidente della Commissione europea ha avuto uno scambio di messaggi con l’amministratore delegato della Pfizer, Albert Bourla. Un “dialogo” che si protrae tra gennaio 2021 e maggio 2022.
Ciò spinge la giornalista del quotidiano statunitense Matina Stevi, ai sensi delle norme Ue sull’accesso agli atti delle istituzioni comunitarie, a richiedere l’accesso pubblico ai messaggi di testo e ad altri documenti relativi allo scambio. Una richiesta che ottiene però il silenzio di Bruxelles. Anche in questo caso, come per l’inchiesta sulle consulenze del ministero della Difesa tedesco, dai cellulari di Ursula scompaiono gli sms e dagli uffici tutti i documenti. […]
Stavolta, però, il ricorso presentato dal New York Times trova ragione nella sentenza del 14 maggio 2025 emessa dalla Corte Ue che dà ragione al giornale e torto alla Commissione di Ursula von der Leyen per aver violato le regole di trasparenza. Una sentenza che qualcuno ha già definito storica e che è destinata ad avere, oltre agli effetti giuridici, anche un forte impatto politico sulla leadership della presidente della Commissione.
A ciò si aggiunge che il 17 novembre 2022 era stata presentata al Parlamento europeo una interrogazione sul conflitto di interessi di Ursula von der Leyen poiché il marito Heiko era «il direttore medico di Orgenesis Inc., una società che collabora con Pfizer-Biontech ed è direttamente coinvolta nello sviluppo di terapie geniche, in particolare vaccini contro l’acido ribonucleico messaggero».
Difficile prevedere se anche questa volta Ursula riuscirà ad aggirare le responsabilità. Di certo non rassicura vedere che, finita l’emergenza Covid, la stessa persona ha sposato con tanta enfasi la fase bellicista di un’Unione europea in evidente disfacimento. Pensare alle sue proposte di spesa per riarmare singolarmente 27 eserciti europei con ben 800 miliardi di euro, passando dalla grande industria farmaceutica alla grande industria delle armi, genera qualche inevitabile perplessità. Di certo Ursula Albrecht in von der Leyen sarà ricordata per aver gestito la Commissione europea nel periodo più buio e più decadente della storia dell’Ue.
E l’Europa, ora più che mai, ha urgente bisogno di statisti capaci e non certo di furbi affaristi. (Pierluigi Franco, segue link)


Come scrive il Simplicissimus,
Abbiamo finalmente intuito che non conosceremo mai i messaggi intercorsi tra la von der Leyen e il capo della Pfizer Bourla, in merito all’acquisto di 4 miliardi di dosi di vaccini covid (dire contro il covid sarebbe davvero troppo), compito che non riguardava affatto il capo della Commissione e nel quale la signora si è intrufolata a forza. Nonostante la sentenza della Corte di Giustizia Ue che annulla la decisione della Commissione di non rendere pubblici i messaggi semplicemente perché essi non esistevano o comunque non erano reperibili per ragioni mai chiarite, faccio scommesse sul fatto che tra ricorsi e controricorsi, il testo non verrà mai fuori. […]
Lo dimostra il fatto che Ursula non ha perso l’appoggio politico di quella specie di pletorico e inutile simil parlamento di Strasburgo, tanto che i gruppi politici di sostegno se ne sono stati zitti e solo i Verdi hanno dichiarato in maniera infingarda che la von der Leyen non potrà permettersi “un secondo Pfizergate e deve imparare dai propri errori”, il che di fatto costituisce una sbrigativa assoluzione: prometti di non farlo più. Almeno sappiamo con certezza da che parte stanno questi finti ambientalisti e veri guerrafondai. Ovviamente la vicenda è un altro chiodo sulla bara politica di Ursula. […]
Adesso con Trump la questione è ritornata in campo per le ragioni esattamente contrarie, ovvero gli ostacoli che la Ue, i suoi sponsor e i suoi lobbisti stanno mettendo sulla strada di una possibile pace che gli Usa vogliono prima che la situazione ucraina precipiti. L’insieme di questi elementi evidenzia il paradosso della costruzione europea che ormai si regge sulla guerra, visto che in nome di essa è stata sacrificata gran parte dell’economia continentale. Finirà trafitta dalla propria stessa spada.
Un apporto pregnante di Yanis Varoufakis sulla von der Leyem:
È uno dei piaceri proibiti della vita quando i propri cinici pregiudizi vengono confermati. Uno di quei momenti, in cui mi sono concesso una lunga, fragorosa risata, è arrivato quando è arrivata la notizia che Ursula von der Leyen aveva ricevuto il Premio Internazionale Carlo Magno di Aquisgrana per “i suoi servizi all’unità degli Stati membri, nel contenimento della pandemia, per l’unità della determinazione dell’Unione a difendersi dalla Russia – e per l’impulso verso il Green Deal”. Ormai era ufficiale: a Bruxelles, niente ha successo come un fallimento grossolano e, peggio ancora, niente è ricompensato più generosamente della corruzione.
Già, Madame Pfizer, probabilmente la donna politica più corrotta della Storia Europea, viene celebrata come un’eroina d’Europa…
Vorrei iniziare con la motivazione del Premio di cui sopra: lo “slancio verso il Green Deal” della signora von der Leyen. Dicono sul serio? Gli storici del futuro si concentreranno sul cosiddetto Green Deal come esempio di ciò che non va nell’Unione Europea: fumo e specchi mascherati da maestose iniziative politiche. In effetti, quando fu annunciato, e dopo averlo studiato attentamente, mi affrettai a pubblicare un articolo sul Guardian per mettere in guardia dal Green Deal per due motivi: in primo luogo, i fondi che prometteva di investire nella transizione verde semplicemente non c’erano e, in secondo luogo, l’accordo annunciato era piuttosto… sfacciato – in quanto mirava a un greenwashing molto più che a un’Europa più verde.
Quattro anni dopo, il Green Deal fu dichiarato un fallimento totale e fu abbandonato senza tante cerimonie a favore del successivo elefante bianco di Ursula von der Leyen: la follia di costruire un complesso militare-industriale europeo con i nomi in codice Re-Arm Europe o SAFE. […]
Due mandati come Presidente della Commissione Europea, due fallimenti grossolani e piuttosto costosi. Ma questi fallimenti non sarebbero stati sufficienti a rilanciare le credenziali della signora von der Leyen e a suggellare la sua ascesa alle alte vette che hanno giustificato il conferimento del Premio Internazionale Carlo Magno di Aquisgrana. No, per ottenere quello splendido Premio, avrebbe dovuto aggiungere alla sua grave sconfitta anche la corruzione certificata. Per fortuna, lo ha fatto!
La diabolica Leyen persevera nel suo disegno corruttivo:
Dimostrando una straordinaria determinazione a infrangere la legge sia nel suo Paese, la Germania, che nell’Unione Europea, la signora von der Leyen è riuscita a essere sanzionata in entrambe le giurisdizioni per aver trattato il pubblico con disprezzo nel perseguimento dei propri interessi. Come Ministro della Difesa tedesco, ha cercato disperatamente di nascondere il suo coinvolgimento in loschi contratti di difesa sabotando l’indagine del Bundestag sulla questione attraverso la cancellazione “illegale e deliberata” dei contenuti del suo telefono.
In qualità di Presidente della Commissione europea, la Corte di giustizia dell’UE l’ha ritenuta colpevole di aver ripetuto la pratica illecita di cancellare i suoi registri telefonici relativi a conversazioni personali illecite con dirigenti di multinazionali, in questa occasione con l’amministratore delegato di Pfizer, con il quale aveva negoziato, per conto dell’Europa, lucrosi accordi [per lei stessa. ovviamente] sul vaccino contro il COVID-19.
Ursula Pfizer von der Leyen,
è andata [,,,] per posare davanti ai carri armati israeliani pronti a entrare a Gaza con l’aria di una cheerleader orgogliosa nel giorno del Grande Finale. È andata lì come complice del crimine di guerra di negare acqua e cibo a due milioni di civili, come sostenitrice di un’aviazione che prendeva deliberatamente di mira le case della gente, come facilitatrice del crimine di guerra di trasferire un milione di persone in altre parti di Gaza, dove sono state anch’esse bombardate.
La conclusione apodittica e inconfutabile di Varufakis è,
In questa Unione Europea, dove nulla ha più successo del fallimento, soprattutto quando è intriso di corruzione e, di recente, di guerrafondai, la signora von der Leyen è la più meritatamente destinataria del Premio Internazionale Carlo Magno di Aquisgrana.
Il Movimento Democratico DiEM25 ha inviato a tutti i Democratici d’Europa una comunicazione per invitarli a firmare la petizione contro la Baronessa Furfantessa Ursula Pfizer Panzer Leyen totalmente fondata e condivisibile:
Perché merita di andarsene? Cominciamo con la sua incessante spinta alla guerra.
La Von der Leyen è diventata il sedicente “comandante in capo” dell’Europa. Ha trasformato l’UE in una cheerleader dell’escalation – dall’Ucraina a Gaza – mettendo da parte la diplomazia, raddoppiando la spesa per le armi e trascinando l’UE sempre più a fondo nel conflitto globale. I suoi recenti appelli a trasferire i fondi dell’UE nella produzione di armi, insieme al suo silenzio sui crimini di guerra israeliani a Gaza, dipingono il quadro di una leader il cui unico strumento è il martello e che vede ogni crisi come un chiodo.
Come Ministro della Difesa tedesco, è stata coinvolta in un grave scandalo sui contratti di difesa poco chiari affidati a consulenti esterni senza un’adeguata supervisione. Quell’indagine – che ha rivelato un “sistema di nepotismo” nel suo ministero – getta ancora un’ombra sul suo curriculum. Eppure, piuttosto che affrontare le conseguenze, è stata promossa ai vertici della Commissione europea.
Poi è arrivato il COVID-19 e il disastro degli appalti per i vaccini. Messaggi di testo segreti con l’amministratore delegato di Pfizer, miliardi di euro di denaro pubblico negoziati a porte chiuse – e ancora oggi nessuna trasparenza, nessuna responsabilità. Ha respinto le richieste del Mediatore europeo e della Corte dei conti europea. Perché quando la Von der Leyen è coinvolta, le regole non si applicano.
Tutto questo sottolinea una verità più profonda: la Commissione europea non è un organo democratico. Ursula von der Leyen non è mai stata eletta dai cittadini europei. È stata nominata attraverso accordi segreti, insediata al vertice di un sistema progettato per non rendere conto.
L’Europa merita di più di un sedicente Presidente che non risponde a nessuno. Meglio di una Commissione che opera al di sopra di ogni controllo. Meglio di leader che fanno la guerra in nostro nome nascondendosi dietro la bandiera dell’UE.
La UE non è altro che l’unione delle classi dominanti europee contro i popoli e i lavoratori d’Europa. pic.twitter.com/ycnDfugAuc
— Diego Fusaro (@DiegoFusaro) July 23, 2025
La Panzer Leyen ha derubricato ridicolmente come «promossa dai No-Vax», o addirittura come frutto dalla destabilizzazione putiniana (l’idiozia al potere!) la recente mozione di sfiducia all’Europarlamento, «destinata al completo fallimento».
Invece l’arrogante Bomber Leyen sembra essere sempre più vicina alla caduta e all’arresto.
I 360 eurodeputati che hanno votato contro la mozione di censura – e quindi hanno difeso la Commissione europea – sono meno dei (già pochi) 370 che hanno approvato la Commissione nel novembre 2024.
Sebbene 18 eurodeputati si siano astenuti, 166 eurodeputati non si sono preoccupati di votare, alcuni forse non erano nemmeno a Strasburgo.
Oltre agli eurodeputati della Sinistra, che avevano annunciato che non si sarebbero presentati, anche diversi eurodeputati dei Socialisti e Democratici (S&d), di Renew Europe e dei Verdi/Efa hanno scelto di non partecipare al voto.
In molti casi si è trattato di un modo per esprimere il proprio malcontento nei confronti della Commissione von der Leyen senza sostenere una mozione proveniente dall’estrema destra, e nonostante la linea ufficiale del loro gruppo di votare contro.
“Non appoggio le mozioni dell’estrema destra. Allo stesso tempo, non mi fido di questa Commissione, che ha sistematicamente tradito il mandato ricevuto un anno fa. Lo vedo ogni giorno […] sulle politiche migratorie, sulla situazione in Palestina, sul riarmo, sul clima e sulle politiche sociali”, ha dichiarato l’eurodeputata italiana Cecilia Strada dopo il voto, a cui non ha partecipato. […]
Nonostante la sconfitta (ampiamente prevista) della mozione di sfiducia, il suo promotore Gheorghe Piperea ha rivendicato una vittoria simbolica.
“175 voti a favore su 553 eurodeputati che hanno votato è una percentuale molto buona”, ha dichiarato a Euronews subito dopo il voto.
“Von der Leyen dovrà ora bilanciare due promesse contraddittorie nel bilancio: mantenere il Fondo sociale europeo e riallocare le risorse verso la spesa per la difesa. Non vedo il suo mandato molto stabile”.
Secondo fonti del Parlamento, i partiti di estrema destra – forse guidati dal gruppo Patrioti per l’Europa – potrebbero presentare una nuova mozione di censura dopo l’estate.
Come ha detto l’eurodeputato Piperea, questa prima mozione era destinata ad “aprire il vaso di Pandora“. (segue link)


Presto potremo dire con soddisfazione:
«Bye Bye, von der Leyen» e ci auguriamo che le austere galere teutoniche si spalanchino presto per la Baronessa Furfantessa Madame Pfizer!
C’è un’immagine ormai virale sul Web:


È ovviamente un falso, come si evince anche da questo articolo.
Ma il fatto che milioni di utenti l’abbiano ritenuta veridica e reale, rappresenta una cartina al tornasole della credibilità della UE Leyeniana e dei Paesi Associati.
DOPO IL QATARGATE, IL PFIZERGATE E IL GREENGATE… ORA ARRIVA L’URSGATE.#vannacci #Lega #patriotsforeurope #ilmondoalcontrario #ilcoraggioVINCE #decima pic.twitter.com/ZRTDT4Jw31
— Roberto Vannacci (@RoVannacci) July 24, 2025
IL RIARMO TEUTONICO
Più che preoccuparci della Russia – che non ci ha mai invasi – dovremmo preoccuparci del riarmo dei facinorosi e bellicosi Tedeschi che, fin dai tempi delle invasioni barbariche, hanno sempre sofferto di psicosi aggressive, psicotiche e criminali.
Abbiamo già obliato i Goti o gli altrettanto barbarici Cavalieri Teutonici che vennero fermati da Aleksandr Nevskij nel loro primo tentativo di Drang nach Osten, il 5 aprile 1242.
Ora il Nazistello della BlackRock, Friedrich Merz, vuole operare il più grande piano di riarmo dei Barbari Teutonici dai tempi di Adolf Hitler.
Nel 2023, nel tentativo di mobilitare chiunque stesse diventando diffidente nei confronti dei crescenti costi del Progetto Ucraina, [l’Ecofascista Annalena Baerbock] pronunciò a bassa voce la frase : “Stiamo combattendo una guerra contro la Russia e non gli uni contro gli altri”, il che all’epoca contraddiceva la menzogna ufficiale.
Forse da nessuna parte il suo dono è stato più evidente che nel settembre del 2022, quando ha smascherato la farsa della democrazia occidentale. È stato allora che ha spiegato quanto segue: Ma se prometto al popolo ucraino “siamo al vostro fianco finché avrete bisogno di noi”, allora voglio mantenere la promessa. A prescindere da ciò che pensano i miei elettori tedeschi, voglio mantenere la promessa fatta al popolo ucraino. Ed è per questo che è importante per me essere molto franca e chiara. E questo significa che ogni misura che adotterò rimarrà in vigore finché l’Ucraina avrà bisogno di me.
E così quelle misure sono rimaste – e sembrano destinate a rimanere – anche se il tenore di vita dei tedeschi è al collasso. La decisione di rinunciare al gasdotto russo e di iniziare a spostare la spesa pubblica verso il “sostegno” all’Ucraina non ha causato tutti i problemi economici della Germania, ma li ha esacerbati.
Il PIL reale e i salari reali continuano a stagnare e sono rispettivamente del 10 e dell’8% al di sotto di quanto dovrebbero essere secondo i trend pre-pandemici. Mentre la Germania abbracciava il suo ruolo di base operativa avanzata dell’impero americano, Baerbock ha avuto anche il coraggio di sostenere quella che ha definito una “politica estera femminista”, mentre Berlino ungeva il tritacarne in Ucraina, sosteneva il genocidio in Palestina e si ingraziava il regime di Al Qaeda in Siria.
Eppure, continuava a fare la predica, a minacciare e a insultare altri Paesi, in particolare la Cina, sulla loro politica estera, ignara di quanto fosse lontana dalla realtà l’idea che la Germania potesse dettare le condizioni. Non sorprende che non sia stata ben accolta.
Ciò che Trump sta incoraggiando è un crescente riarmo della Germania, un riarmo che è grande quanto quello di Hitler negli anni ’20 e ’30. Un riarmo della Germania sotto il nuovo cancelliere, Friedrich Merz, e il nuovo ministro degli Esteri, Johann Wadephul, un mix di odiatori della Russia e combattenti russi, che intendono riarmare la Germania per combattere di nuovo la Russia.
E questo sarà finanziato dai tedeschi e dagli europei. Il denaro fluirà verso gli Stati Uniti e Trump lo sosterrà. In questo senso, direi che Trump sta riarmando in segreto la Germania per combattere di nuovo la Russia.
Anche per l’attuale schiera di leader tedeschi, livelli di illusione simili raggiungerebbero livelli di assoluta rarefazione. Un rapporto di settembre del Kiel Institute ha rilevato che “dato il massiccio disarmo della Germania negli ultimi decenni e l’attuale velocità di approvvigionamento, riteniamo che per alcuni sistemi d’arma chiave la Germania non raggiungerà i livelli di armamento del 2004 prima di circa 100 anni”.
Avanti, marcia (Conor Gallagher, segue link)
Stupidità o abuso di stupefacenti?
La realtà sovente supera la fantasia. Ecco che la ecofascista Baerbock viene eletta presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU!
La notizia è di quelle che fanno tremare le vene ai polsi come direbbe Dante: Annalena Baerbock è stata eletta presidente dell’Assemblea generale dell’Onu. Si tratta per fortuna di una carica a rotazione priva di alcun potere reale, ma il fatto che i Paesi occidentali o meglio del Washington consensus, cui toccava in questa tornata eleggere un proprio rappresentante, abbiano scelto per tale carica una bugiarda, confusionaria, incompetente, è davvero inquietante.
Però è anche lo specchio ottuso in cui si rimirano gli orrori occidentali, perché la Baerbock, ex ministra degli esteri tedesca, è stata anche quella che ha avuto la linea guerrafondaia più dura con la Russia e quella più morbida con Israele, sebbene facendo discorsi vuoti e pieni di ridicoli errori, come quello, per esempio, che un cambiamento totale sia a 360 gradi. (il Simplicissimus, segue link)


RIARMO 1933 E 2025: DIFFERENZE STORICHE
La differenza tra il 1933-1939 ed oggi è che il riarmo nazista e le misure economiche di Hjalmar Schacht (in parte mutuate dal New Deal rooseveltiano) generarono un livello vicino alla piena occupazione della forza lavoro – e anche all’aumento dei consumi – in Germania, a causa del fatto che le commesse erano affidate quasi totalmente ad aziende tedesche, mentre oggi il fiume di denaro è diretto soprattutto verso gli Stati Uniti.
La follia degli europei è tutto qui: il ReArm Europe viene finanziato dai contribuenti europei che vengono impoveriti dai conseguenti tagli al welfare e ai salari imposti da quei dementi dei loro governanti, sempre più ansiosi di entrare in guerra contro la Russia, malgrado che il nostro peggior nemico è de facto l’Impero Nazista Amerikano.
Non aumentare gli stipendi e non assumere donne e giovani porterà in pochi anni a perdite colossali del PIL dei vari Stati Europei. Solo In Italia “il Pil calerà di quasi il 9% da qui al 2050, dell’1,6% in termini pro capite” secondo Bankitalia.
Come ha chiosato P. Franco (cfr. supra), l’Europa, come l’Italia, avrebbe bisogno di statisti, non di affaristi come Leyen e Merz, o dell’autoreferenziale “donna del Popolo”, la Statista della Garbatella, bravissima a lavorare pro domo sua e a mantenere i piedi in più scarpe, ma il tutto a scapito del declinante tenore di vita di milioni di salariati e pensionati. Un quarto degli Italiani è oggi – grazie all’Ultradestra –ridotto in povertà!
— Mario Improta (@mifree72) May 23, 2025
SCENARI FUTURI
Lo strappo tra Elon Musk e Donald Trump rende patente che Parruccone Arancione Trump sta perdendo sempre più contatto con la realtà, come era avvenuto con Joe Biden.
Il Parrucco Bacucco ha creato il D.O.G.E. espressamente per il suo main sponsor Elon Musk, al fine di tagliare la spesa statale, e via a foto insieme a Musk e la motosega cromata regalata da quell’altro decerebrato di Milei, promettendo tagli alle spese improduttive e rigida disciplina monetaria.
Beh, i tagli sono arrivati, ovviamente a spese della sanità per i poveri e dell’istruzione pubblica, ma gli innumeri tagli alle tasse dei ceti parassitari e improduttivi più ricchi – tra cui lo stesso Trump – conseguenti all’OBBBA – aggiungerà almeno 3,4 trilioni di dollari al deficit nel prossimo decennio.


Gli USA di Bacucco Mamelucco Trump viaggiano a tutto vapore come il Titanic verso il default. Ma anche se oggi governasse l’alcolica Kamala Harris le cose non sarebbero granché differenti.
Gli unici che non lo comprendono sono i rappresentanti della carta igienica stampata uccidentale:
Dietro la crescita delle Borse c’è solo speculazione
Ma anche il tema delle Borse andrebbe chiarito meglio. I listini sono tornati a salire perché alcuni titoli hanno beneficiato delle iniezioni di liquidità dei grandi fondi. Soprattutto da parte delle Big Three, spaventate dal tracollo avviatosi da gennaio. In questo senso ha pesato anche il conflitto tra Trump e Jerome Powell, che ha convinto gli stessi grandi fondi a sostenere le Borse Usa per evitare il taglio degli interessi che certo non gioverebbe loro, visto che sono già in possesso della liquidità e quindi non hanno bisogno del credito animato dalla Federal Reserve.
In estrema sintesi, da questo punto di vista i grandi fondi, dopo aver stimolato e iniziato a cavalcare l’onda del riarmo europeo, hanno deciso di sostenere ancora le Big Tech americane per evitare che una caduta dei listini rendesse inevitabile la riduzione dei tassi da parte di Powell. Con l’evidente conseguenza di favorire la finanza altamente speculativa di Trump, competitiva con le Big Three e bisognosa di tassi bassi.
Questa tenuta dei listini, però, non può nascondere proprio il braccio di ferro fra il presidente Trump e una parte della finanza che rende le piazze finanziarie statunitensi del tutto inaffidabili per il resto del mondo. Che, infatti, ha smesso di trasferire Oltreoceano i propri capitali e i propri risparmi. Questo accade ovunque nel mondo al di fuori dell’Europa, dove la narrazione dominante sta facendo di tutto per mantenere in vita un’economia in profondo collasso, come quella statunitense, sostenendo che sta benissimo. (Alessandro Volpi, segue link)


Al di là dell’imminente nonché inevitabile collasso dell’economia statunitense – che ricorda non poco la crisi del 1929 – non è facile compito arguire se Al Capone Trump sia più un narcisista psicopatico o più solipsista.
Un articolo del The Guardian del 2025 offre una lente diversa, suggerendo che Trump sia un solipsista piuttosto che un narcisista. Il solipsismo, secondo lo psichiatra Robert J. Lifton, implica che il solo punto di riferimento di Trump sia sé stesso, senza tentativi di fingere interesse per gli altri, mostrando assenza di connessione esterna, mancanza di empatia e cecità emotiva. Esempi includono:
- Teasing su dating la figlia Ivanka ([URL: https://www.yahoo.com/news/fact-check-true-trump-once-130000119.html]).
- Insulti crudeli a Biden durante l’inaugurazione ([URL: https://abcnews.go.com/Politics/trump-inaugural-address-takeaways/story?id=117898140]).
- Nessuna condoglianza per la morte di Todd Brassner nell’incendio del Trump Tower nel 2018, trattamento degli “altri” inclusi famiglia, inquilini, rivali politici ([URL: https://www.freep.com/story/news/politics/elections/2020/09/08/president-donald-trump-john-mccain-loser-fact-check/5741070002/]), vittime di incendi a Los Angeles, sfollati di Gaza.
Questa prospettiva spiega la sua delizia negli attacchi, mantenendolo al centro, e il potenziale per impulsi incauti, con politiche che potrebbero fallire senza che gli importi, causando enormi danni collaterali. (Analisi della IA Grok)
Ma un ben più terrificante fantasma aleggia nell’Impero Fatiscente USA, la seconda guerra civile americana.
Donald Trump è un narcisista (o un solipsista) più pazzo di un vecchio cavallo pazzo: non ha capito che tutti gli Stati USA a guida Democratica, capitanati dalla California di Newsom, dichiareranno presto la Seconda Secessione Americana.
E non credo che aspetteranno le elezioni di midterm, ove i trumpiani prenderanno solo meritati calci nelle palle, essendo già oggi il Senato – pur con una netta maggioranza repubblicana – in bilico, con il voto di Vance sempre necessario per far passare i decreti esecutivi del Parrucco.
La Democrazia è morta in Occidente e abbiamo anche oltrepassato la fase Oligarchica. Come afferma lucidamente E. Todd (“La sconfitta dell’Occidente”) siamo alla fase zero della Religione (e dell’Etica) in Uccidente-Occidente. Siamo entrati nell’era delle Tirannidi: Tirannidi che replicano i regimi nazifascisti del XX secolo.
Non parlo ovviamente di Orbàn o della Meloni: una qualunque proposizione in cui compaia uno dei due assieme alla parola Democrazia diventa de facto un ossimoro.
Parlo dei due Paesi capofila dell’Impero del Male Necroliberista, cioè USA e Gran Bretagna.
Il Regno Unito ha appena superato gli Stati Uniti diventando il primo paese del cosiddetto “Mondo libero” ad abbandonare la sua tanto decantata tradizione di libertà di parola, di stampa e di riunione, insieme al diritto di protestare.
La decisione di abbandonare quelli che negli Stati Uniti sono comunemente noti come diritti del Primo Emendamento è in realtà arrivata qualche giorno fa, quando entrambe le Camere del Parlamento, guidate dal Partito Laburista e dal Primo Ministro Keir Starmer hanno votato per dichiarare il gruppo di protesta Palestine Action un’organizzazione “terroristica”. Questa decisione, fortemente influenzata dalle lobby sioniste, è stata presa in seguito all’azione di protesta di Palestine Action con cui alcuni dei suoi membri hanno dipinto slogan con vernice spray rossa su due aerei della RAF.[…]
Negli Stati Uniti, la situazione è destinata a peggiorare per quanto riguarda l’abuso delle accuse di terrorismo e la Carta dei Diritti, in particolare il Primo Emendamento. Il Congresso e la Casa Bianca, insieme al Dipartimento di Giustizia di Trump (sic), stanno già utilizzando le parole, sia orali che scritte, di studenti stranieri, lavoratori e immigrati con visti di residenza permanente (Green Card) come pretesto per arrestarli, detenerli ed espellerli per aver criticato il genocidio israeliano o per aver espresso opinioni favorevoli su Hamas o Hezbollah.
È solo questione di tempo (e Trump sta già dicendo di volerlo fare) prima che non siano solo gli immigrati, ma anche gli stessi cittadini statunitensi a essere incarcerati o addirittura a perdere la cittadinanza e ad essere deportati per aver esercitato i loro diritti garantiti dal Primo Emendamento. (Dave Lindorff, segue link)


Un altro motivo di dissidio, oltre il Big Beutiful Big Act, insorto tra Elon Musk e il Trucco Parrucco Trump: è lo smantellamento del Blob-DeepState USAID, telecomandato fino al 2024 dal massone contro-iniziatico George Soros.
Tramite il D.O.G.E., Musk sarebbe venuto in possesso di files compromettenti che collegano The Donald al giro pedofilo di Jeffrey Epstein, peraltro un agente operativo del MOSSAD.
La vicenda Epstein sta scoppiando nelle mani di Trump che l’ha maneggiata distrattamente come fosse una pallina di gomma mentre era una bomba a mano. La sua faccia tosta nel rimangiarsi le promesse di fare chiarezza, è stata aggravata e drammatizzata dal fatto di aver giustificato l’insabbiamento con il fatto che si tratterebbe sostanzialmente di una fake news e dimenticando che la complice di Epstein si è beccata 20 anni di galera, mentre sono stati pagati più di 8oo milioni di dollari alle vittime del giro Epstein.
Questo è sembrato inaccettabile dentro il Maga perché sembra proprio la rinuncia a combattere i personaggi più in vista di quel deep state che invece the Donald aveva giurato di mettere al tappeto. Infatti i documenti giudiziari accessibili al pubblico rivelano che Epstein ha fornito carne fresca ad almeno ventuno miliardari, così come a importanti figure politiche come Bill Clinton che è volato sul “Lolita Express” 26 volte o Tony Blair, a quattro ex primi ministri israeliani. al principe Andrea, a Robert Kraft e pure a folta rappresentanza di personalità della Silicon Valley, tra cui Bill Gates e Sergey Brin. L’elenco è qui sotto, anche se si tratta solo della punta dell’iceberg. (il Simplicissimus, segue link)


Tutti ricordano un post su X del patron di Tesla – rimosso – in cui si alludeva alle “attività” del Parruccone con le bambine-lolitas di Epstein.
Why did you erase this Elon? pic.twitter.com/SJbj9fcBHK
— Toby Cunningham (@sircryptotips) July 7, 2025
È comunque emblematico che il Parruccone Imbroglione abbia – per l’ennesima volta – preso per i fondelli i fan MAGA.

Per anni Trump ha concionato che, una volta ritornato alla Casa Bianca, avrebbe diffuso gli Epstein files: oggi insabbia tutto. Forse perché, tra i filmati pedofili girati nella lussureggiante Isola delle Lolitas, ce ne sarebbero svariati che avrebbero come protagonista lo stesso Trump e non solo Gates, Clinton (et alii)…


È ormai lapalissiano che l’Affaire Epstein-Trump è uno degli ultimi chiodi sulla tomba politica del Parruccone Imbroglione Trump: egli avrebbe inzuppato più e più volte il suo biscottino nel mare magnum della pedofilia organizzata da Epstein!
Anni dopo il suo apparente suicidio in un carcere federale di Manhattan, il famigerato molestatore sessuale e manipolatore finanziario Jeffrey Epstein è tornato dall’aldilà per perseguitare Donald Trump e provocare una profonda frattura nel governo di Trump e nel movimento MAGA.
Dopo aver a lungo incoraggiato la proliferazione di teorie del complotto a destra – dal mito razzista del birther di Barack Obama alla mania di QAnon sulla presunta pedofilia tra politici democratici e personaggi di Hollywood – Trump è ora accusato di aver nascosto le prove della sua stessa perfidia nei “file Epstein”. Il Procuratore Generale Pam Bondi ha affermato di avere quei file sulla sua scrivania, ha promesso di pubblicarli, eppure ora dice ai fedeli del MAGA che non saranno resi pubblici.
La reazione è stata vulcanica.
I sostenitori di Trump più assidui e servili del complesso mediatico di destra, da Jack Posobiec e Laura Loomer a Steve Bannon e Tucker Carlson, stanno criticando non solo Bondi, ma l’intera amministrazione Trump. […]
La maggior parte degli americani interessati a Epstein e Trump avrà visto il vecchio video di loro due a una festa, mentre sussurravano e lanciavano occhiate maliziose a giovani donne. Molti avranno letto citazioni di Trump nei profili delle riviste che elogiavano il suo amico Epstein, che “ama le belle donne tanto quanto me, e molte di loro sono giovani”. Ma se si ascolta Michael Wolff, il biografo di Trump di successo e scrittore vincitore del National Magazine Award, il loro rapporto è molto più di poche parole e immagini. […]
Wolff ha affermato che “Epstein e Trump sono stati i migliori amici per quasi 15 anni… Sono stati determinanti nella reciproca ascesa”. I due “andavano a caccia di donne insieme”, secondo Wolff, ma litigarono, come capita agli uomini molto ricchi, per questioni immobiliari. […]
Wolff ha raccontato a Blumenthal e Wilentz come, dopo l’elezione di Trump nel 2016, “Ero seduto a parlare con Epstein e lui mi ha detto: ‘Aspetta un attimo, devo mostrarti una cosa’”. Secondo Wolff, Epstein “ha aperto la cassaforte e ne è uscito con delle fotografie. Erano Polaroid, credo, e le ha disposte come carte da gioco. … Ritraeva Trump con delle ragazze di età incerta, nella casa di Epstein a Palm Beach, dove sono accadute tutte le cose di cui (Epstein) sarebbe stato poi accusato”. Wolff colloca la data di quelle foto intorno al 1999 o al 2000.
“E ne ricordo tre in modo molto vivido”, ha continuato Wolff. “Ce ne sono due in cui le ragazze, in topless, sono sedute sulle ginocchia di Trump. E poi una terza in cui ha una macchia sul davanti dei pantaloni, e le ragazze la indicano, quasi chinate, ridendo… tre o quattro ragazze”. Wolff ha anche detto di presumere che quelle fotografie fossero nella cassaforte di Epstein quando l’FBI ha fatto irruzione in casa sua e ha sequestrato ogni potenziale prova. (segue link)


Author Michael Wolff repeats his claim that Jeffrey Epstein showed him polaroid photos of Donald Trump cavorting with topless girls by Epstein’s pool
Wolff says he believes the FBI took those photos from Epstein’s safe, and still holds them pic.twitter.com/ccqlZ9RlNH
— Max Blumenthal (@MaxBlumenthal) July 12, 2025
Elon Musk (ut supra) ribadì tali fondate accuse al Parruccone Marcione, ma quest’ultimo non rispose ex abrupto, meditò per un certo tempo, poi, sul suo pseudo social “Truth” (sic!), affermò che stava organizzando l’espulsione di Elon Musk in Sudafrica, pur avendo Musk la cittadinanza americana fin dal 2002.
Guarda caso, anche qui, nelle ore antecedenti la fantozziana cagata presidenziale, è avvenuto uno sfrenato short selling sui titoli borsistici, in particolare su Tesla che, il giorno dopo, registrò una perdita secca del 7%.
Che poi è esattamente quanto avvenuto prima dell’«inaspettato» (sic!) attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, del tutto funzionale al genocidio dei Palestinesi di Gaza perpetrato dal teocratico nazisionista Bibhitler Netanyahu.



Sorge spontanea e spintonea una domanda: È Trump che tiene per le palle Netanyahu o non piuttosto il contrario?
Accurate pic.twitter.com/twXdvoSZQk
— Dr. Anastasia Maria Loupis (@DrLoupis__) July 21, 2025
Sono i due bulli occidentali, Trump e Netanyahu, antitetici e antipodici rispetto alla rigorosa ed etica ermeneutica della coraggiosa Relatrice ONU sui territori Palestinesi occupati, Francesca Albanese, lasciata sorprendentemente e vergognosamente da sola dalle istituzioni Italiane, da Palazzo Chigi fino all’Alto Colle, che non hanno emesso un solo fiato per difenderla.
Un silenzio assordante quanto imbarazzante.


Come afferma giustamente la filosofa Susan Neiman in “La Sinistra non è Woke”, infatti le ideologie Woke e LGBTQetc sono squadristiche, reazionarie: i NaziDEM e i Neocon USA ne sono letteralmente impregnati, compresi quelli di destra; dopo i “Progressisti” USA anche Trump e i Trumpiani, a seguito del plateale insabbiamento degli Epstein files, sembrano aver accettato lo sdoganamento della pedofilia, assumendo una postura ideologica queer, fluida, liquida.
Se ritieni di essere liquido e non statico, se ritieni che le regole siano ormai obsolete in una società aggressiva, classista e violenta come quella Americana, giunta ormai allo stadio zero della Religione e della Morale (cfr. E. Todd). puoi arrivare all’arroganza fluida anche nelle Relazioni Internazionali e nella Geopolitica: le continue minacce impazzite di dazi del Parruccone che variano liquidamente e in base all’umore della giornata, dimostrano tale assunto.
È comunque tutto il Tanatocapitalismo Necroliberista Uccidentale ad aver assunto una postura liquida.
Le regole, gli accordi e i patti (pacta sunt servanda) sono coessenziali e consustanziali alla Democrazia. La Democrazia si fonda sul rispetto e la rigidità delle Costituzioni e delle regole sociali, civili e internazionali; il Capitalismo liquido-tossico imperante in Occidente, invece, trova del tutto legittimo il genocidio di due milioni di Palestinesi della Striscia pur di sfruttare l’immenso giacimento di gas Leviathan al largo di Gaza!


È da rimarcare che, ad oggi, i terroristi Teocratici e Genocidi capitanati da #Satanyahu, hanno iniziato a sfruttare il Leviathan e i proventi entrano tutti nelle loro tasche e in quelle delle Multinazionali dello Strozzinaggio dell’Energia.
Il Capitalesimo Necroliberista Finanziarizzato dell’Anglosfera è un vero e proprio cancro in metastasi!
Il Solipsista Narcisista Parrucco Bacucco ritiene che lo Stato USA, nella sua presunta Superiorità, sia liberamente liquido e libero, sciolto da ogni legame o regola (ab solutus), e che possano permettersi di non rispettare i Patti internazionali – anche se appena siglati – e non rispettare la Sovranità degli altri Stati compresi quelli alleati (vedasi Groenlandia o Panama), al pari delle promesse elettorali fatte alla base MAGA Americana, tutte pateticamente e patentemente disattese, violate e tradite. Trump, in questo, si è dimostrato ottimo discepolo di Giorgia detta Giorgia…


TRUMP IL DITTATORE LIQUIDO
A supporto del fatto che Donald J. Trump è de facto solo un Dittatore Liquido e un Fuorilegge con le Colt à la Pancho Villa, citiamo Barbara Spinelli.
Diplomafia: così viene chiamata dal giornale israeliano Haaretz l’offensiva globale che Donald Trump ha scatenato sui dazi. […]
La geo-politica presuppone una mente fredda, analitica, mentre quel che quotidianamente va in scena ai vertici degli Stati Uniti è uno spirito di vendetta ben conosciuto e praticato nel mondo dei gangster e dei mafiosi. [tipo Al Capone, Nota di Seyan]
Contemporaneamente Trump è sempre più impelagato nelle losche vicende di Jeffrey Epstein, suscitando rancore in un elettorato cui aveva promesso la fine del connubio fra politica, affari, malavita e uso sessuale delle minorenni che lo Stato Profondo custodiva e copriva. Chi conosce la serie The Penguin avrà l’impressione di vedere Gotham City. Non è infranto solo il diritto internazionale e non sono esautorati solo gli organismi delle Nazioni Unite. […]
Gli esempi più clamorosi di questa soverchieria capricciosa e imperiale sono il Brasile e Israele. Nel primo caso si tratta di punire l’esecrato Presidente Lula; nel secondo di proteggere dai giudici Netanyahu, il servo che perversamente s’ingegna a asservire Washington, con l’aiuto inalterabile dei cristiani sionisti e delle lobby israeliane. Altri casi non meno gravi: il castigo tariffario promesso agli Stati che non rispettano le sanzioni contro Mosca e ai Paesi del gruppo Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa).
La ragione economica per cui Trump ha annunciato dazi del 50% contro Rio de Janeiro è introvabile. Da 17 anni il Brasile importa dagli Stati Uniti più di quello che esporta (il surplus americano ammonta a 7,4 miliardi di dollari nel 2024, un aumento del 33% rispetto al 2023). Unico motivo che spiega la ghigliottina del 50% è il procedimento giudiziario contro Jair Bolsonaro, detto anche Jair Messias Bolsonaro e accusato di tentato golpe militare dopo le elezioni del 2022 vinte da Lula.
Il modello imitato dall’ex Presidente era l’assalto al Congresso Usa che Trump favorì il 6 gennaio 2021, molto più raffazzonato di quello brasiliano ma inteso, anch’esso, a rovesciare il risultato elettorale.
Trump è chiaro, nella lettera sui dazi inviata il 9 luglio al Presidente brasiliano: il processo contro Bolsonaro è “una farsa”, e Lula “sta intraprendendo una caccia alla streghe che deve finire IMMEDIATAMENTE!”. Qualche giorno prima aveva scritto sulla sua piattaforma social che Bolsonaro “non è colpevole di nulla, tranne di aver combattuto per IL POPOLO!”. La risposta di Lula è stata immediata e drastica: “Il Brasile è una nazione sovrana con istituzioni indipendenti e non accetterà alcuna forma di tutela… Non si fa ricattare, e non prenderà mai ordini da un gringo”. […]
In apparenza questi comportamenti [compreso l’appoggio sviscerato al regime mafioso e nazisionista di Netanyahu] sembrano indicare una supremazia globale degli Stati Uniti, simile a quella pretesa dopo la fine dell’Urss. Ma non è così, e Trump sta in realtà gestendo il disfacimento dell’egemonia statunitense. Disfacimento teatrale, volubile, e mortifero: il padrone è divenuto padrino. Per questo Pechino e la rinata potenza russa non riescono a fidarsi della sua parola. (segue link)


Appunto: Vladimir Putin è ormai conscio che fidarsi di questo Trump infingardo e di questo Occidente marcio-liquido-anomico e senza alcuna Morale è pura follia, come sarebbe stata follia riporre fiducia nelle promesse del NaziDEM Biden, e, soprattutto in George Soros, il vero Presidente-Ombra dal 2021 al 2024.
Dio punirà presto la hybris del Dittatore Parrucco Trump – in ogni caso afflitto da una gravissima forma di venosi profonda cronica, checché ne dicano i medici partigiani – perché il Pagliaccio Arancione sta facendo di tutto per realizzare una Profezia che si autoadempie: quella del visionario e predittivo regista Alex Garland in “Civil War”.
Regista, cast e critici sono tutti d’accordo: Civil War, il film che raffigura l’America che si fa a pezzi mentre un presidente codardo e autoritario si nasconde alla Casa Bianca, non parla di Donald Trump. Ma lo fa davvero.


Sì, l’arrogante e ondivago POTUS interpretato magistralmente da Nick Offerman con tanto di panzone e di cravattone rosso, senza che venga mai indicato il suo nome, sembra davvero essere Donald J. Trump.
Ipotizziamo quella che appare essere oggi solo una reductio ad absurdum: a causa delle scelte dissennate e reboanti dell’autocrate Parruccone Al Capone Trump, scoppia la Seconda Guerra Civile Americana.
Cosa succede dopo?
È presto detto. Avviene il default del debito pubblico americano e il dollaro non solo scompare come moneta principe degli scambi internazionali, ma diviene vera e propria carta straccia.
Non venendo più pagati gli stipendi pubblici, la stragrande maggioranza delle ottocento basi di occupazione USA in tutto il mondo vengono evacuate e ai militari rientrati in patria non resta altra scelta se non quella di combattere per l’una o per l”altra fazione.
Il mondo unipolare, ghermito e tirannizzato dal tallone militare ed economico americano, cessa totalmente di esistere.
Esattamente come avvenne per l’Impero Romano d’Occidente, i foederati imploderanno.
Le Megastrutture funzionali e subordinate alle esigenze della struttura imperiale americana collasseranno.
NATO e UE collasseranno.
Rutto-Rutte e Ursula Pfizer Bomber Leyen finalmente verranno incriminati e incarcerati per i loro reati.
L’Europa Leyeniana appecoronata a Trump e alla NATO è ormai finita e si avvia ai titoli di coda!
Hallelujah!
E cosa succederà ai dissennati don Abbondio dell’Ultradestra italiana?
Questo lo sveleremo alla prossima puntata.
A seguire, due commenti musicali satirici dedicato a tutti i nani politici europei masochisti, codardi e bugiardi, sempre appecoronati alla Politica Internazionale Queer del Pagliaccio Parruccone Trump:
Per concludere…
🚨🇮🇹🇪🇺 BREAKING: ITALY’S MELONI has BETRAYED EUROPE after her party voted AGAINST the IMPEACHMENT of Ursula von Der Leyen in the EU Parliament. pic.twitter.com/kNCuoEIGoA
— Legitimate Targets (@LegitTargets) July 12, 2025
E, a seguire, il più autorevole esperto e studioso in Italia di Geopolitica e Politica Internazionale, Alessandro Orsini.
E’ CHIARO CHE L’ITALIA SI STA PREPARANDO ALLA GUERRA CONTRO LA RUSSIA SENZA IL CONSENSO DEGLI ITALIANI.
Alessandro Orsini.
ALLA FACCIA DELL’ITALIA CHE RIPUDIA LA GUERRA…VERO GIORGIA ? VERO CROSETTO ? pic.twitter.com/tCq1w0ZLev
— elisamariastella (@elisamariastel1) July 20, 2025
Ultima modifica: 26 luglio 2025
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