L'Isola di Avalon http://www.isoladiavalon.eu La Verità è un'esplosione! La Verità ti renderà libero. Tue, 05 Jul 2022 21:09:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.15 http://www.isoladiavalon.eu/wp-content/uploads/2019/10/cropped-ia-32x32.jpg L'Isola di Avalon http://www.isoladiavalon.eu 32 32 DEMentor Biden – Il Dissennatore Dissennato -1 http://www.isoladiavalon.eu/loccidente-e-ormai-preda-del-piu-assoluto-dispregio-di-morale-norme-e-regole-dementor-rinco-biden-e-i-suoi-rinco-boys-stanno-spingendo-inesorabilmente-il-mondo-verso-la-catastrofe-nucleare/ http://www.isoladiavalon.eu/loccidente-e-ormai-preda-del-piu-assoluto-dispregio-di-morale-norme-e-regole-dementor-rinco-biden-e-i-suoi-rinco-boys-stanno-spingendo-inesorabilmente-il-mondo-verso-la-catastrofe-nucleare/#respond Sun, 03 Jul 2022 14:50:54 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=15861 DEMENTOR BIDEN – IL DISSENNATORE DISSENNATO. Prima Parte L’Occidente è ormai preda del più assoluto dispregio di morale, norme e regole. DEMentor “Rinco” Biden e i suoi Rinco Boys, stanno spingendo inesorabilmente il Mondo verso la Catastrofe Nucleare. DEMENTOR BIDEN DEMentor BIDEN, il DEM Dissennatore, il corresponsabile delle Guerre USA contro donne e bambini di […]

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DEMENTOR BIDEN –

IL DISSENNATORE DISSENNATO.

Prima Parte

L’Occidente è ormai preda del più assoluto dispregio di morale, norme e regole. DEMentorRinco” Biden e i suoi Rinco Boys, stanno spingendo inesorabilmente il Mondo verso la Catastrofe Nucleare.

DEMENTOR BIDEN

DEMentor BIDEN, il DEM Dissennatore, il corresponsabile delle Guerre USA contro donne e bambini di tutto il Mondo negli ultimi vent’anni ci sta trascinando inesorabilmente verso una dissennata Guerra Nucleare.

Con il pieno appoggio della furfantessa e del damerino:

Credo che mai nella storia dell’informazione, convertita in propaganda bellica e in culto della personalità, si fossero raggiunti vertici così vergognosi.

Il Corriere della Sera riprende quasi per intero un articolo del Financial Times per rivelare e celebrare quella che definisce la magia di Draghi.  «Era il terzo giorno della guerra in Ucraina,  si legge,  e al 13° piano della sede della Commissione Europea Ursula von der Leyen aveva incontrato un ostacolo”.

Comincia con l’effetto suspense che si riserva all’evolversi di situazioni ricche di drammaticità e dall’esito incerto, il racconto di quel tranquillo week end di paura durante il quale la  presidente della Commissione aveva lavorato al telefono per ottenere il consenso dei partner  sulla più ampia e punitiva serie di sanzioni finanziarie ed economiche mai applicate a un avversario.

Le resistenze, pensate un po’, venivano da Washington dove la segretaria al Tesoro Janet Yellen condizionava l’accordo unanime all’adozione della misura più drammatica e sensibile per il mercato: sanzionare la stessa banca centrale russa.  Non c’era tempo, ansima il Financial Times, il nemico con al sua potenza diabolica poteva intralciare il piano messo a punto dalle forze del Bene, quando Ursula prese una delle sue tante decisioni storiche, come quando accettò in nome della tenuta dell’allenza di far sedere il suo culo secco sullo scomodo strapuntino del dittatore sanguinario. Detto fatto, chiama Mario e in quattro e quattr’otto si ha la risposta positiva: in nome di antiche contiguità  in momenti altrettanto drammatici dal crollo finanziario del 2008-09 alla crisi dell’euro i due compagni di banco mettono a punto il piano per congelare gran parte dei 643 miliardi di dollari di riserve in valuta estera di Mosca, dichiarando la loro guerra finanziaria alla Russia spingendo il rublo alla «caduta libera» e avviando una fase speciale di economia bellica contrassegnata dalla    «militarizzazione delle finanze», una scelta che i leader europei, adesso cito il Corriere, hanno affidato al generale e alla generalessa più capaci. (Anna Lombroso)

Il generale e la generalessa più capaci e veloci a trascinarci verso la Terza Guerra Mondiale: Draghi e Leyen.

Al Dissennato Biden, Draghi, Leyen, si aggiunge “Spugna” Johnson – sì, proprio quello che durante il lockdown da coronavirus organizzava festini ad alto tasso alcolico dove gli invitati rotolavano ubriachi sotto i tavoli  –. B(eone) Johnson, a riprova della sua lucidità mentale, chiede a gran voce che ad intervenire a fianco dei Neonazisti Ucraini sia tutta la NATO.

È un vero peccato che Juncker non sia più presidente della Commissione Europea, altrimenti lui e Johnson si sarebbero uniti e abbracciati nelle bisbocce alcoliche.

I BIDENVERSTEHER

Tra coloro “che capiscono Biden”, dimostrandosi perfetti sicofanti degli USA a scapito dei Popoli che dovrebbero rappresentare, emerge Ursula von der Leyen, colei che tra l’altro sussurra SMS al cellulare di Bourla – il CEO di Pfizer.

Ella continua a ripetere come un disco rotto che la UE sosterrà l’ucraina fino alla vittoria. Una vittoria che non ci sarà mai.

Anche un altro Bidenversteher”, Mario Draghi, continua a ripetere siffatta insensatezza.

DEMentor Biden ulula, «Putin è un macellaio!». Di Maio latra: «Putin è peggio d’una bestia!», mentre Drahi e Leyen all’unisono urlano che «Ucraina vincerà!», e Johnson vaneggia di consegnare ai Nazi-Ucraini missili e armi d’attacco da utilizzare contro il suolo russo.

Nel frattempo, le solite gole profonde della Casa Bianca rivelano che ormai, tra quelli di loro ancora pensanti, nessuno crede più alla “Immancabile Vittoria” del guitto Zelensky.

Funzionari della Casa Bianca hanno confidato in privato alla Cnn i loro dubbi sul fatto che l’Ucraina possa recuperare non solo il territorio delle repubbliche secessioniste del Donbass e la Crimea, ma anche il territorio conquistato dalle truppe d’invasione russe a partire dal 24 febbraio. I consiglieri del presidente Joe Biden hanno quindi cominciato a discutere sull’opportunità che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “moderi le sue aspettative su quello che le forze ucraine possono realisticamente ottenere”, probabilmente anche accettando l’idea che il territorio ucraino possa ridursi irreversibilmente. La Cnn ricorda che Zelensky ha detto che considererebbe “una vittoria”, per il momento, il fatto di costringere le truppe russe a ritirarsi entro i confini del 23 febbraio, vigilia dell’invasione. Ciò lascerebbe comunque fuori dal controllo di Kiev sia le parti del Donbass in mano alle repubbliche di Donetsk e Lugansk sia la Crimea, annessa alla Federazione russa fin dal 2014. Ma le cose sono cambiate nelle ultime settimane, con le forze di Mosca che avanzano nel Donbass e quelle ucraine che subiscono forti perdite, “fino a 100 soldati al giorno”. Gli ucraini stanno inoltre perdendo equipaggiamento militare e munizioni “più velocemente di quanto l’Occidente sia in grado di fornire nuovi sistemi d’arma secondo gli standard Nato e provvedere all’addestramento”. (Ansa.it)

Il generale Mini afferma che l’Ucraina sta perdendo attualmente circa 300 uomini al giorno e che tonnellate di armi occidentali cadono in mano russa. Tali sistemi d’arma vengono rapidamente implementati per essere utilizzati contro gli ucraini stessi, come i missili anticarro Javelin.

L’Impero Talassocratico USA, in piena crisi di valori umani e morali e con un’inflazione esogena, non dipendente dell’aumento della domanda, che corre al galoppo, non trova di meglio che tentare di issarsi sulle spalle delle Colonie Nato in Europa per proiettarsi contro la Russia, diventando una Potenza Tellurica e aggredendo le enormi risorse siberiane.

Come se Russia, Cina, e gli altri Brics glielo lascerebbero fare!

È meglio che la NATO impari a non sottovalutare le Forze Armate russe, scatenate quando si tratta di difendere la Santa Madre Russia. I Russi combattono anche da morti.

Come a Osowiec.

Chi è stato cacciato da ogni teatro di guerra pur essendo sempre in netta superiorità numerica e tecnologica, dalla Corea al Vietnam, dalla Siria all’Afghanistan, non può certo ergersi a Dominatore del Mondo.

Un Impero in piena necrosi morale, etica, culturale, economica, quale l’Impero USA è davvero in piena demenza, in piena dissoluzione della dissonanza cognitiva, se crede di risolvere il proprio inarrestabile declino fagocitando altri Imperi e altre Civiltà!

A siffatto livello di necrosi è giunta la Necrociviltà Angloamericana…

«La Nato è la sfida sistemica alla pace e alla stabilità nel mondo». Ha replicato così il portavoce della diplomazia di Pechino, Zhao Lijian, dopo che ieri i leader della Nato riuniti a Madrid hanno approvato il nuovo concetto strategico dell’Alleanza. La Nato, ha accusato secondo le dichiarazioni diffuse dal ministero degli Esteri del Dragone, «afferma di essere un’organizzazione difensiva e regionale», ma «lancia guerre ovunque, uccidendo civili innocenti». (Ansa.it)

Con il nuovo concetto strategico, l’Alleanza NATO ha finalmente gettato la maschera, non è più (se mai lo è stata) un’alleanza difensiva, è il braccio armato aggressivo e offensivo – come lo fu in Germania la Wehrmacht hitleriana nel XX secolo – destinato a proiettarsi in tutto il Mondo per realizzare i fini geopolitici, strategici e militari dell’Impero USA, il tutto a spese anche dei Paesi europei lacchè della NATO, come noi, che paghiamo decine di miliardi ogni anno non per tutelare i nostri interessi, ma per veder tutelati solo gli interessi angloamericani.

“Le politiche ambiziose e coercitive della Cina minacciano i nostri interessi, sicurezza e valori”. Così testualmente si apre il punto 13 del documento strategico sottoscritto dal vertice NATO di Madrid.

I guerrafondai in malafede che ancora parlano di una alleanza difesa sono smentiti da un documento che dichiara guerra a gran parte del mondo. Non sola la Russia vi è definita nemico principale, evidentemente da sconfiggere. Ma tutto il pianeta viene sottoposto all’’intervento del Patto EuroAtlantico. Dall’Africa, al Medio Oriente, all’Indocina, ovunque nel mondo la NATO proclama la su intenzione di intervenire a sostegno dei propri interessi, sicurezza, valori, contro tutti i paesi ed i regimi che considera nemici.

Altro che difesa dell’Europa. Il documento strategico proclama l’impegno al confronto mondiale su tutti i piani militari compreso quello nucleare. (Giorgio Cremaschi)

Mentre nel summit di Madrid i sicofanti e i quisling USA esultavano, tutti i Cittadini Europei cominciavano ad sentire “puzza di cetriolo” come direbbe Crozza: la neo-NATO comporta più tasse in armi e meno in welfare, esplosione del costo dell’energia, aumento delle truppe di occupazione americane (con il triste corollario di risse e stupri a danno degli Occupati) e il concreto rischio di trovarsi di fronte mitragliatrici e carri armati NATO quando in autunno milioni di Italiani senza lavoro scenderanno in piazza per protestare contro le dissennate scelte adottate da Draghi & Co.

Ma è tutto il Non-Occidente che comincia a guardare con enorme preoccupazione ad un’Alleanza, la NATO, le cui funeree armate sono latrici dei disvalori del Fascistico Capitalismo Totalitario dei Soroi.

Ecco che prende forma quell’Alleanza amorale di Stati nemica della Pace e di Cristo, vaticinata nelle Profezie dell’Apocalisse.

L’Occidente angloamericano è ormai in piena marcescenza etica; è solo un’Anomia destinata alla putredine.
Qual è l’unico valore dell’Occidente? Il denaro. Ma il denaro è da sempre lo sterco di Satana. Che non può vincere le battaglie, checché ne pensino i Dementors come Biden e i loro Dissennati quisling.

DISSENNATORI, DISSENNATI E DISSENNATORI DISSENNATI

I Dissennatori (Dementors) sono sono creature terrificanti e spettrali, create da J.K.Rowlings, il cui aspetto è celato sotto un mantello nero con un cappuccio, da cui spuntano solo due mani ossute e decrepite. Sotto il cappuccio sono privi di occhi ma dotati di fauci con cui assorbono dalle persone intorno a loro tutte le emozioni ed i ricordi positivi (che costituiscono il loro nutrimento), lasciando loro solo le esperienze negative, fino a farle impazzire dalla disperazione. (cit. Wikipedia)

Ecco un video sul Dissennatore Dissennato Biden:

DEMentor Biden è talmente incontrollato nei suoi movimenti parkinsoniani da riuscire a cadere financo da una bici ferma e piede al suolo.

E ancora,

Il penoso stato semicomatoso in cui è ridotto DEMentor Biden è attestato da questo articolo del Daily Mail

(Daily Mail) – Non c’è giorno che passa senza che Joe Biden ci regali una piccola gaffe, tanto da sollevare spesso dubbi sulle sue capacità mentali. Così è successo ieri, quando, durante un incontro con i dirigenti dell’industria eolica alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha mostrato per sbaglio a favore di telecamera il bigliettino che il suo ufficio gli aveva preparato con le indicazioni sul da farsi. L’elenco era composto da più punti, con istruzioni come «prendi posto», «fai brevi commenti», «te ne vai».

Durante l’incontro con i dirigenti nella Roosevelt Room alla Casa Bianca, Biden ha mostrato per errore ai fotografi l’elenco in otto punti su come comportarsi. Le istruzioni erano intitolate «Sequenza di eventi» e la prima indicazione era «entra nella Roosevelt Room e saluta i partecipanti».

Il media inglese fa notare come nella piccola sceneggiatura consegnatagli, DEMentor Biden non è indicato come “The President”, ma come “YOU”. Non è mancanza di rispetto, ma la conseguenza del fatto che, in innumerevoli occasioni, il Biden ha parlato dell’attuale Presidente degli Stati Uniti riferendosi a Trump ed Obama.

Non ricorda neanche che è lui l’attuale POTUS!

Persino la VP Kamala Harris è stata più volte indicata come “Il Presidente”

Sottacendo, infine, dei pestiferi e fragrorosi peti che Petomane Biden è abituato a rilasciare in ogni dove… 

Nuova gaffe plateale di Joe Biden dopo il peto malcelato davanti al Principe Carlo e Camilla Parker Bowles. Sembra oramai inarrestabile il numero dei momenti di imbarazzo creati dalle apparizioni pubbliche dell’attuale presidente degli Stati Uniti. Prima la pennichella durante la CoP26, poi il peto “rumoroso” in compagnia dei reali d’Inghilterra, infine l’ostentata, meccanica, incontrovertibile lettura del gobbo. Già, perché Biden, in un discorso riguardante l’aumento del prezzo del gas e della catena di approvvigionamenti energetici negli Usa non ha fatto nulla per celare lo sguardo fisso verso il rullo preparato dai suoi ghostwriter, tanto che a un certo punto lo si è sentito pure citare una scritta tra parentesi. “A causa delle azioni che abbiamo intrapreso, le cose hanno cominciato a cambiare – ha affermato Biden citando il ceo di Walmart – per poi aggiungere: “End of quote”.

Insomma anche se poco prima aveva specificato che era una citazione, nella catatonia della lettura alquanto robotica si è come incantato buttandoci dentro anche quello che i ghostwriter gli avevano scritto tra parentesi. L’ironia sul web non è tardata ad arrivare. Biden è subito diventato oggetto di frizzi e lazzi, ma soprattutto di un paragone che gli americani conoscono bene: Ron Burgundy. Ovvero la parodia degli anchorman anni settanta che leggono il gobbo come un libretto d’informazioni realizzata da Adam McKay e Judd Apatow, e interpretato da Will Farrell. Il New York Post ha osato l’impietoso paragone sostenendo che Biden ha avuto un “momento Ron Burgundy”, (Davide Turrini, ilfattoquotidiano.it)

Ormai Biden ha solo momenti Ron Burgundy…

Nel summit della NATO a Madrid del 28 giugno il Dementor Demente Biden è riuscito persino a mettere la Svizzera al posto della Svezia, come nuovo Paese vassallo e servo dell’Alleanza.

Dulcis in fundo, Dementor Biden è stato accusato, con fondatezza, di aver violentato una sua ex assistente, Tara Reade. Ne parla il sito investigativo americano The Intercept.

La Russia è una potenza ormai declinante, ma cosa dire degli Stati Uniti, governati da un demente senile quasi totalmente dissennato, con una Vice-Presidente, Kamala Harris, che è stata allontanata dallo staff presidenziale da ogni impegno di responsabilità, a causa della conclamata incapacità operativa?

E i burattinai del Biden, i Gran Maestri della Cabala Mondiale Kissinger e Soros, ormai ultra-nonagenari, non mi sembra che brillino per raziocinio e assennatezza. Ora si sono anche scissi da se stessi esattamente come il nuovo lacchè di Draghi, Di Maio; Kissinger afferma che l’Ucraina deve accettare le perdite territoriali, mentre lo psicopatico George Soros agita la guerra ad oltranza contro Russia e Cina, come faceva Hitler nel bunker di Berlino quando vagheggiava le vittoriose Wunderwaffen.

Nessuno, all’interno del pennivendolame italico, si è posto una domanda cruciale: Biden è il capo delle forze armate americane, ma considerando il suo stato mentale e l’inettitudine di Kamala Harris, chi controlla la valigetta nucleare?

Magari qualche generale interventista e guerrafondaio convinto della bontà del concetto del first strike, per cui è possibile un attacco preventivo alla Russia, tanto al massimo verranno colpiti nuclearmente solo i Paesi dell’Europa?

Molti dello staff della Casa Bianca cominciano ad essere seriamente preoccupati dalla brutta piega presa dal Dissennato Duo Biden-Harris e hanno iniziato a fornire informazioni riservatissime a quotidiani di peso per sabotarli.

Bisogna chiedersi chi e perché sta rivelando i segreti inconfessabili dell’amministrazione Biden in questo conflitto. La sensazione, confermata da numerosi analisti, è che questa fuga di notizie è un atto d’accusa nei confronti del loro commander in chief, ossia il presidente americano, per come sta conducendo questa guerra che, con mosse avventate, potrebbe davvero sfuggire di mano.

L’unica certezza è che i media americani hanno fatto e stanno continuando a fare il proprio dovere. L’esatto opposto di quanto accade in Italia dove troppo spesso sui media mainstream, quasi fosse un dogma, viene sostenuta la linea del governo. E chiunque solleva dubbi viene immediatamente tacciato di essere filo putiniano. Non solo. Al momento, dati alla mano, l’Italia è il quarto fornitore di armi all’Ucraina ma tutt’ora non sappiamo bene cosa inviamo e sembra che la cosa non interessi a nessuno.

Un dato che è riservato quasi soltanto da noi visto che la Germania di Olaf Scholz, tanto per fare un esempio, ha detto chiaro e tondo di aver inviato i tank Ghepard – specializzati nell’antiaerea – a cui ieri ha aggiunto anche l’invio di nove potenti obici ossia artiglieria. Per non parlare del fatto che in Italia perfino il chiedere al governo di Mario Draghi di riferire in Parlamento sulla gestione della guerra (leggi l’articolo), come ha fatto Giuseppe Conte, sembra essere diventato reato di ‘lesa maestà’. (lanotiziagiornale.it)

Il problema in Italia è proprio questo. I cani da guardia della democrazia sono diventati i cani da grembo di Draghi. Ormai siamo circondati da un’infinita pletora di Pennivendoli Minions LeccaDraghi, mentre a dire la Verità e combattere le Fake News di Regime sono rimasti in pochi (il Fatto Quotidiano, La Verità, Panorama, Byoblu, l’Antidiplomatico, Visione TV, Contro TV, l’Indipendente, e pochi altri).

dementor biden

Cancellier Draghi circondato dalla solita pletora di Minions LeccaDraghi.

LA NECROCIVILTÀ ANGLOAMERICANA

Vladimir Putin ha avuto un merito: quello di aver fatto capire al mondo che la Globalizzazione è ormai moribonda. Il Capitalismo Totalitario dei Soroi ha perso, gli eventi non si stanno più evolvendo a favore di quel piano inclinato dell’Ultraliberismo che avrebbe trangugiato diritti e beni di miliardi di umani di tutto il Globo Terracqueo a tutto vantaggio di pochi psicopatici “Padroni dell’Universo” come Soros, Bezos, Musk, Gates, Fink, Zuckerberg, Buffett, et similia.

Non esiste da decenni una Cultura Occidentale, esiste una Necrociviltà Americana o Angloamericana, imbottita di perversioni orwelliane come il “Pensiero Unico”, il “Politically Correct”, l’oikofobia, la “Woke culture” o la “Cancel culture”, per cui vanno abbattute le statue di Cristoforo Colombo in quanto negriero ante litteram, e addirittura andrebbero abbattuto tutte le statue dei filosofi occidentali, perché «non sono neri!», come se fosse colpa di Socrate, Platone, Aristotele, fino a Cartesio, Kant, Hegel, Fichte… se nessun nero è mai stato in grado di produrre un pensiero filosofico pari al loro.

La follia del razzismo contro i Bianchi va espandendosi. Il radicalismo degli Antifa finanziati da Soros e delle isteriche prefiche ululanti di #BlackLivesMatter ora propugna anche l’abbattimento delle statue di Cristo, della Madonna, dell’Arcangelo Michele!

La violenza contro i simboli non risparmia le statue di Gesù, di Maria e di San Michele Arcangelo. Così vanno le cose in questi giorni. Così funziona per ora l’antirazzismo. Si parla molto dei Black Lives Matter (BLM, letteralmente “le vite dei neri contano”). Si tratta di un movimento attivista internazionale nato all’interno della comunità afroamericana.

Secondo uno dei leader delle proteste anti-razziste esplose negli Stati Uniti dopo l’omicidio di George Floyd e poi in altri Paesi del mondo, le statue che raffigurano Gesù come “un europeo bianco” andrebbero abbattute.

Motivo: “Sono un simbolo suprematista, Gesù aveva la carnagione scura”.

Colpisce il tweet pubblicato due giorni fa da Shaun King, scrittore americano ed attivista per i diritti civili:

“Sì, penso che le statue che raffigurano Gesù come un europeo bianco debbano essere abbattute, sono una forma di suprematismo e lo sono sempre stato, nella Bibbia quando la famiglia di Gesù voleva nascondersi indovinate dove è andata? In Egitto, non in Danimarca, buttatele giù”.

Nel mirino anche le statue di Maria e anche l’immagine di San Michele Arcangelo. (inuovivespri.it)

Dulcis in fundo, l’aberrante fenomeno di #MeToo sfruttato immediatamente da migliaia di avventuriere senza scrupoli che hanno immediatamente ricattato il famoso di turno con cui avevano avuto una fugace relazione pur di raccattare milioni di dollari.

Un’altra cartina al tornasole della necrosi culturale americana è il modo in cui vengono trattati i bambini nell’anglosfera e nei Paesi Occidentali quisling degli USA.

Il genderismo viene imposto dalla Ur-Sinistra Sorosista. I maschi devono vestirsi da femminuccia e giocare con le bambole, i genitori non devono più essere la madre e il padre – dall’eterosessualità ormai considerata vetusta e anormale – ma genitore 1, 2, 3 fino all’infinito. E così crescono bambini complessati, come Sanna Marin, il premier finlandese cresciuta da due lesbiche e che, come primo gesto politico, ha asservito totalmente la sua Nazione agli USA e alla NATO.

Il caso Bibbiano è emblematico in Italia.

Ma sono le stragi nelle scuole USA a dare stura e dimostrazione di tutto l’odio che emana e promana nel mondo anglosassone verso i puri, verso i bambini, che vengono costretti a sviluppare tendenze LGBTQ e rendersi subito manipolabili e controllabili dai prodotti WEB dei fascistici GAFAM (Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft).

Non dimentichiamo che nell’Impero Statunitense i bambini vengono uccisi a migliaia, non solo nelle stragi innumeri all’interno delle scuole, ma anche nelle case familiari e per strada, mentre centinaia di migliaia di bambini spariscono ogni anno, non solo negli USA ma in tutto l’Occidente, senza mai più tornare a casa. Bambini prede ambite per la vendita di organi agli immondi Oligarchi Cabalisti americani e prede per gli snuff film USA venduti a peso d’oro sul dark web.

E siffatte nequizie sono comuni ormai in tutta la Necrociviltà “Occidentale”.

Nel mese di aprile 2013, Rob Wainwright, direttore di Europol, ha denunciato l’esistenza di una rete di pedofili, attiva su Internet, che commercia tramite la valuta on-line Bitcoin spettacoli depravati, eseguiti dal vivo in webcam, che vedono protagonisti bambini violentati e torturati. Nel mese di aprile 2015, nel corso di un’indagine condotta dalla polizia del Belgio e del Sudafrica volta a sgominare un network globale di pedofili, sono stati scoperti alcuni file criptati che consentivano l’accesso a immagini video raffiguranti stupri e omicidi di bambini. (Wikipedia)

Le “civiltà” che uccidono e torturano i propri figli più piccoli e indifesi sono Civiltà del Male, Civiltà della Morte, hanno addosso il fetore della Morte e della Putrefazione: sono Necrociviltà.

I “SUCCESSI” DELLA NECROCIVILTÀ ANGLOAMERICANA

L’unico effetto che ha ottenuto la Necrociviltà Angloamericana è stato quello di spostare l’intera Federazione Russa nell’ambito geopolitico asiatico in piena contrapposizione al decadente Occidente e, probabilmente, quello di distruggere le più importanti manifatture d’Europa – quella Tedesca e Italiana – che non potranno più godere del gas russo a prezzi di favore.

Gli USA frignavano a causa del continuo surplus commerciale della Germania e latravano per una maggiore apertura dell’Italia agli sciacalli della Finanza Globale. Con la guerra russo-ucraina hanno preso tre piccioni con una sola fava.

Inizio mattinata rovente per il gas con quotazioni che ad Amsterdam, mercato di riferimento per il mercato europeo, hanno superato i 175 euro al megawatt/ora (+ 7%) […] In forte discesa viceversa i prezzi del petrolio, calati del 6% a 103 dollari/barile, spinti al ribasso dai timori di recessione e quindi calo della domanda. Il colosso tedesco Uniper, primo cliente del gigante russo Gazprom, è in trattative con il governo tedesco per un piano di salvataggio da 9 miliardi di euro che contempla anche la possibilità che Berlino entri nell’azionariato e che venga consentito all’operatore di alzare i prezzi per i consumatori in deroga ai contratti.

Uniper è alle prese con il calo dei flussi dalla Russia (oggi riceve il 40% del gas concordato) e dovendo reperire il combustibile da altri fornitori a costi elevatissimi vede le sue finanze deteriorarsi rapidamente. Dopo aver praticamente dimezzato il loro valore nell’ultimo mese le azioni Uniper guadagnano stamane in borsa il 9%. Il governo tedesco ha avvisato che la crisi del gas potrebbe causare un’ondata di fallimenti nel settore. Il prossimo 11 luglio verrà chiuso per dieci giorni il gasdotto Nord Stream 1 che collega Russia e Germania con una capacità di 30 miliardi di metri cubi/anno, ufficialmente per manutenzione. Alcuni osservatori temono che questo possa essere il fattore che farà deflagrare la crisi.

Nell’ultimo anno e mezzo i prezzi europei del gas sono aumentati di 8 volte. (Mauro del Corno, ilfattoquotidiano.it)

Mentre quest’autunno sarà catastrofico per noi, l’economia russa soffre ben poco a causa delle sanzioni.

“Guardando oltre le tensioni politiche, l’economia russa sta offrendo sorprese positive”, ha scritto JPMorgan. “Per ora, la Russia sta attraversando una recessione molto più mite di quanto si supponesse quando è iniziata l’invasione”.

“Zar” Vladimir Putin è uno psicopatico criminale, certo,

Ma, comunque, come dichiara Papa Francesco, Biden e i suoi Versteher (Leyen, Draghi, Johnson…), o Zelensky, non si paludino dei panni di Buoni, perché tutto sono fuorché i “Buoni”.

Chi istiga e vuole la Guerra a tutti i costi, non è mai un Buono.

Bergoglio ricorda […] di un colloquio con un capo di Stato avvenuto un paio di mesi prima dell’inizio della guerra. Un incontro con “un uomo saggio, che parla poco, davvero molto saggio. E dopo aver parlato delle cose di cui voleva parlare, mi ha detto che era molto preoccupato per come si stava muovendo la Nato”.

Il motivo? Il capo di Stato citato da Papa Francesco gli aveva riferito che l’Alleanza Atlantica stava “abbaiando alle porte della Russia. E non capiscono che i russi sono imperiali e non permettono a nessuna potenza straniera di avvicinarsi a loro”. Una situazione che “potrebbe portare alla guerra”, gli aveva riferito il capo di Stato.

Quello che stiamo vedendo – aggiunge il Santo Padre nell’intervista – è la brutalità e la ferocia con cui questa guerra viene portata avanti dalle truppe, generalmente mercenarie, utilizzate dai russi. E i russi, in realtà, preferiscono mandare avanti ceceni, siriani, mercenari. Ma il pericolo è che vediamo solo questo, che è mostruoso, e non vediamo l’intero dramma che si sta svolgendo dietro questa guerra, che è stata forse in qualche modo o provocata o non impedita. E registro l’interesse di testare e vendere armi. È molto triste, ma in fondo è proprio questo a essere in gioco“. (ilriformista.it)

Putin è una sorta di Attila redivivo, di Gengis Khan reincarnato, ma i suoi antagonisti non sono certo migliori di lui. Anzi.

Sappiamo ormai tutti che a dominare la Necrociviltà Angloamericana (impropriamente definita Civiltà Occidentale) è un Pugno di Ur-lodge Oligarchiche, Neoaristocratiche e Occulte quali Three Eyes, Hathor Pentalpha, Leviathan, White Eagle, et cetera, a cui sono e sono stati affiliati in Italia individui come Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Carlo Azeglio Ciampi,  Beniamino Andreatta, et similia (Cfr. Massoni di G. Magaldi).

Non va soltanto denazificato lo Stato più marcio e corrotto d’Occidente, cioè l’Ucraina, va denazificato l’Occidente tutto (rectius, la Necrociviltà Angloamericana).

Ma la Necrocultura de Il Corriere della Svastica, La Stampa di Biden, la Repubblica ebbra dei Falangisti Ucraini, Il Giornale di Zelensky, et al., difende a spada tratta il neonazista V. Zelensky e le sue Waffen-SS, in piena disfatta.

Nessuno ha chiesto allo Zelensky di infilarsi in questo cul de sac. Che si arrangi.

La lotta di Kiev non è per l’Europa, l’Occidente o qualsiasi altro paese. Gli ucraini stanno combattendo per l’Ucraina. Kuleba [ministro degli esteri ucraino] ha affermato: “Se perdiamo, non ci sarà più l’Ucraina; non ci sarà prosperità o sicurezza in Europa”. Eppure nessuno nella NATO, eccetto forse gli Stati baltici, che farebbero poco nei combattimenti – la NATO ha sempre rappresentato il Nord America e gli Altri – ha mai considerato l’Ucraina un interesse vitale per cui vale la pena combattere. L’alleanza non è riuscita ad agire in base a una serie di promesse di indurre Kiev e non è intervenuta direttamente dopo i sequestri territoriali della Russia del 2014. Oggi i governi alleati agiscono proprio nei modi che sconvolgono così tanto Kuleba perché credono che sia fondamentale evitare di essere trascinati nel conflitto.

L’Ucraina ha tutto il diritto di scegliere di combattere piuttosto che negoziare. Tuttavia, Kiev dovrebbe valutare attentamente il costo di tale operazione e la probabilità di vittoria. Inoltre, gli alleati devono prendere decisioni separate in base ai loro interessi. Se premessero sempre di più per un accordo negoziato, Kuleba farebbe meglio ad ascoltare le loro argomentazioni piuttosto che insultarli. Alla fine, i governi statunitense ed europeo devono agire per conto dei loro popoli, non del governo ucraino. (Doug Bandow, “L’Ucraina ha adottato una nuova strategia per insultare gli Alleati?”)

Qui il Grande Statista e Grande Eroe di Guerra V. Zelensky suona il pianoforte col cazzo:

 

DOVETE DARCI SUBITO ALTRE ARMI, STREPITA ISTERICAMENTE IL CLOWN DI KIEV

Interessante questo pezzo di Fabio Mini, sul Fatto Quotidiano:

Non è ben chiaro quanta capacità di fuoco sia rimasta all’ucraina e cosa intenda fare con quella ricevuta, ma l’assistente di Zelensky, Podolyak, aspettava dalla riunione del gruppo di contatto dei ministri della Difesa del 15 giugno a Bruxelles una risposta a questa richiesta: “Parliamo chiaro, per finire questa guerra abbiamo bisogno della parità di armi pesanti. Perciò dovete darci 1.000 obici da 155 mm, 300 MLRS, 500 carri armati, 2.000 mezzi corazzati e 1.000 droni. Le armi finora inviate e quelle promesse, oltre a essere di molto inferiori a quelle richieste, contribuiscono in maniera minima alla funzione operativa di combattimento immediato e a corto raggio.

Dovete darci seduta stante armi per decine di miliardi dollari, dicono gli ucraini. E anche una fetta di culo non la volete? (Il commento è mio, ovviamente)

Senza un efficace apparato di difesa aerea e antimissilistica il gap non potrà mai essere colmato. Inoltre le enormi quantità di sistemi mobili come quelli anticarro e antiaerei (i.e. Javelin) introdotti dall’occidente e giunte al fronte senza sostegno logistico e senza autoprotezione sono soggetti alla cattura da parte dei russi che li immettono immediatamente nel proprio sistema di attacco. […]

Gli ucraini in combattimento ci hanno già condannato: troppo poco e troppo tardi. Non ci rispettano: dicono di combattere per noi e ora vogliono che combattiamo per loro. Mentre loro muoiono noi pensiamo all’aria condizionata. Se ne fregano dei rischi di escalation e anzi vogliono che li affrontiamo. Anche la logica di Boris Johnson è pericolosa e tende al coinvolgimento della Nato e degli Usa in una guerra di distruzione europea. Ha promesso di addestrare 10.000 ucraini in quattro mesi. Troppo poco e forse troppo tardi: se adesso l’ucraina perde 200-300 soldati al giorno, i 10.000 addestrati dovranno rimpiazzare i 24-36.000 perduti e così via in un crollo esponenziale verso la capitolazione operativa in due soli cicli quadrimestrali. (Fabio Mini, il Fatto Quotidiano del 21 giugno 2022).

Segue uno dei pochi video veritieri della RAI, quello sulla Liberazione di Mariupol girato da Report, con il sollievo evidente della popolazione russofona per essere stata affrancata dall’orrore dei torturatori nazisti di Azov.

Non dimentichiamo che l’Apocalisse prevedeva che un’Alleanza di Nazioni, al servizio di Satana, si sarebbe opposta a Gesù Cristo.

L’unica Alleanza tra Nazioni attualmente vigente è la NATO.

L’attuale NATO è nemica della Libertà, è nemica della Democrazia, è nemica di Cristo.

Non è ultroneo ricordare che nelle Antiche Profezie era vaticinato che la Bestia dell’Apocalisse sarebbe provenuta dalla terra oltre il Gran Mare d’Occidente (Atlantico): dall’Impero USA.

BERGOGLIO NON PIACE PIU’ AI RADICAL CHIC FASCIO-SOROSISTI

Interviene su questo tema papa Bergoglio, affermando che «l’Ucraina non è cappuccetto rosso», «la Russia non è il lupo cattivo» e che «la Nato sono anni che sta abbaiando ai confini russi» per istigare la reazione russa.

Ovviamente i media che da anni non fanno più vera informazione, ma propalano solo fake news e veline diffuse dalla Propaganda di Regime, in particolare Corsera-Stampa-Repubblica, si sono subito stizziti.

Sempre più si riduce e scompare lo spazio dedicato dai media alla guerra in Ucraina, che a sua volta cancella le guerre in Siria, Yemen o Libia. “La terza guerra mondiale è stata dichiarata”, constata il Papa nel colloquio pubblicato da La Civiltà Cattolica: procede “a pezzi e bocconi” ma è ormai trama dei nostri tempi.

Il pezzo ucraino di guerra è specialmente vistoso, perché ha scatenato in Occidente una corsa al riarmo e alle sanzioni che affamerà il pianeta, e perché sono implicate le due superpotenze atomiche: Mosca che in febbraio ha spietatamente attaccato e Washington che da anni arma e addestra gli ucraini. Ma anche questo conflitto, se dura molto, scomparirà dagli schermi pur restando trama dei nostri tempi. […]

Anche nelle nostre menti la terza guerra mondiale c’è e non c’è; non siamo belligeranti ma combattiamo inviando armi in grado di colpire la Russia; formalmente non c’è stato di eccezione ma i grandi giornali pubblicano liste di cosiddetti “putiniani” perché contrari alla linea degli alti comandi. Cos’altro è questo, se non stato di eccezione e maccartismo. Quanto all’alto comando, non ne conosciamo il volto, l’ubicazione. A seconda delle convenienze si addita Palazzo Chigi, i Servizi, il Copasir, i giornali mainstream, in un immondo scarico di responsabilità.

Tanto per fare un esempio, il Corriere della Sera ripete che la pagina del 5 giugno con la lista di proscritti stilata dai Servizi è uscita perché i giornali seri “danno le notizie”. Ma sono state le firmatarie dell’articolo – una di esse vicedirettore – a decidere l’impaginazione piuttosto indecente della notizia in questione e a corredarla di foto segnaletiche che denunciano, per intimidire chiunque scriva sulla guerra, nove “putiniani”. Non tutti i nomi escono dal Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza. L’affare non è pulito: per il Corriere questa guerra ha da farsi anche in casa, senza troppi riguardi.

Dice il Papa che dobbiamo abbandonare lo “schema di Cappuccetto Rosso, con Cappuccetto che è buono e il lupo che è cattivo”. Che “qui non ci sono buoni e cattivi metafisici, in modo astratto”. Che le idee prive di esperienza sono “eresie”, perché “scollegate dalla realtà umana”: le idee possono essere discusse, ma “quel che conta è il discernimento che porta all’azione”. […]

Discernere gli eventi era possibile già nel 2014, quando in Donbass insorsero i separatisti russofoni e l’esercito di Kiev contrattaccò assieme alle milizie neonaziste (i neonazisti ucraini dispongono di una trentina di battaglioni, tra cui Azov e Aidar, integrati nell’esercito regolare dopo il colpo di Stato di piazza Maidan). Il 24 febbraio Mosca è intervenuta con innegabile brutalità e ferocia, dice Bergoglio, ma discernere implica che lo sguardo non si appunti solo sul pericolo russo: “Il pericolo è che vediamo solo questo, che è mostruoso, e non vediamo l’intero dramma che si sta svolgendo dietro questa guerra, che è stata forse in qualche modo o provocata o non impedita. E registro l’interesse di testare e vendere armi”. Il dramma comprende l’espansione della Nato, come confidato al Papa da un capo di Stato poco prima dell’invasione russa: “Stanno abbaiando alle porte della Russia. E non capiscono che i russi sono imperiali e non permettono a nessuna potenza straniera di avvicinarsi a loro”.

Per questo è insensato inviare più armi a Kiev. Tra Russia e Europa si apre un baratro tragico. Di disarmo atomico non si parla più da anni. E la retorica secondo cui Mosca ha il monopolio della brutalità criminale non fa che nascondere gli altri conflitti: in Yemen, Kashmir, Palestina, Siria, ecc. Chi li menziona è sospettato di sminuire l’unica guerra che conta. Chi difende l’innocenza di Julian Assange reo d’aver svelato i delitti Usa in Iraq e Afghanistan è considerato un nemico che svia l’attenzione dai “putiniani” incriminati dal Corriere. (Barbara Spinelli, «Il Fatto Quotidiano», 17 giugno 2022)

Precisiamo una cosa: le Armate Brancaleone di Zelensky sono in piena rotta, checché ne scrivano le Trimurti della Disinformazione in Italia. Dalla triade della carta stampata alla triade dei TG RAI-Mediaset-La7.

Mariupol e Severodonetsk hanno rappresentato disfatte militari per i Nazi-Ucraini, malgrado i distinguo di Corsera-Stampa-Repubblica. D’altro canto anche i propagandisti di Goebbels aveva presentato la disfatta di Stalingrado come un riposizionamento al fine di preparare una nuova offensiva.

Propaganda di guerra per una guerra che non ci riguarda minimamente e per una Nazione (l’Ucraina) di cui nulla ci interessa.

Gli Italiani sono infatti al primo posto tra i Paesi d’Europa contrari alla continuazione delle forniture di armi pesanti agli ucraini e vogliono la pace, senza se e senza ma.

Ma chi dice la verità viene additato come “Putiniano” e deve essere ridicolizzato, proscritto ed epurato.

Già, le Trimurti della propaganda angloamericana in Italia – esattamente come facevano l’hitleriano Völkischer Beobachter e Il Popolo d’Italia di Mussolini – promanano continuamente liste di proscrizione che hanno il vecchio e rancido sapore dell’Apartheid Totalitario: chiunque critichi il Maßnahmenstaat e il Doppelstaat  di Cancellier Draghi va proscritto ed epurato. Sic et simpliciter.

La democrazia, scriveva Bobbio ne Il futuro della democrazia, non è caratterizzata soltanto dal consenso, ovvero se essa può contare sul consenso dei consociati, ma anche dal dissenso. Del resto, che valore ha il consenso dove il dissenso è ostracizzato, censurato, intimidito? Dove dunque non c’è scelta fra consenso e dissenso? (Giulio Di Donato)

Il “Corriere della Nato-Sera” è un media che «ha violentato la democrazia» come invece vorrebbe negare Severgnini, con la continua emissione di liste di proscrizione e avendo dato pieno appoggio ad un esecutivo che ha creato uno Stato di Eccezione, prima mediante la covidocrazia e poi fornendo armi ai nazisti ucraini. Definiamo con piena ragione gli ucraini come nazisti: il nazista genocida Stepan Bandera venne entusiasticamente nominato nel 2010 “Eroe dell’Ucraina” dal presidente ucraino Viktor Juščenko e dalla premier Yulia Timoshenko.

L’ossessiva reiterazione massmediatica e il prolungamento delle emergenze, dalla Psicosi Pandemica del Coronavirus alla guerra russo-ucraina, innescata dal continuo abbaiare della NATO alle frontiere russe sono serviti proprio a replicare il modus operandi adottato in Germania dopo il 30 gennaio 1933: uno “Stato di Eccezione” continuo e prolungato ove ad uno Stato di Diritto (pur ancora formalmente esistente) si sovrappone uno Stato Arbitrario (Maßnahmenstaat) dando vita ad uno Stato Duale (Doppelstaat).

 

 

VACCINI E DITTATURA

L’inutile mascherina, su cui pervicacemente insiste l’apparatchik Speranza è solo un mezzo per esteriorizzare la sottomissione del cittadino, ormai reso suddito. Come l’imposizione della camicia bruna e della camicia nera nei Totalitarismi Nazifascisti.

Obbedite e basta, sudditi, ordina, il proclamato, mitopoietico, “Supremo”, con la sua voce tronfia e femminea e che, sagacemente, Marco Travaglio definisce “Maria Antonietta Draghi”.

L’Italia ha inoculato più dosi di sieri sperimentali di Germania, Francia, Norvegia o Svezia, ma il Draghi non dice che abbiamo avuto più morti di questi Stati in rapporto agli abitanti. Un grande successo davvero.

Sono stati contati infatti 496 morti per milione di abitanti in Norvegia, 1.787 in Svezia e 2.704 in Italia (ma anche 2.084 in Francia, 1.590 in Germania, 2.177 in Spagna e così via). (wired.it)


L’Italia è uno dei Paesi dell’Europa occidentale in cui chi si infetta di Covid ha la più alta probabilità di morirne. Ma siamo anche il Paese che ha meno no vax, con la più alta copertura vaccinale e la più alta percentuale di persone che hanno effettuato il booster (“in gennaio abbiamo anche ricevuto i complimenti di Fauci” ricorda Petti) [Stefano Petti, epidemiologo e docente de La Sapienza].

Conclude Petti: “Negli altri Passi con poche eccezioni, muore solamente una persona ogni 700-1000 con una copertura vaccinale e una percentuale di copertura booster notevolmente più basse che da noi”.

Arriveranno spiegazioni?

Spiegazioni convincenti, intendiamo. (ilgiornale.it)

Perché il “Supremo” e l’Apparatchik Speranza non spiegano perché, malgrado il fascistico green pass, che ha coartato la volontà degli Italiani, trasformandoli quasi tutti in cavie coatte, ma gli Italiani stessi hanno avuto molti più morti, in proporzione, di chi non ha mai imposto l’obbligo vaccinale?

Il “successo italiano” (sic!) si evince dal fatto che, pur avendo perso circa 300 miliardi di PIL per i lockdown e aver subito il più oppressivo e fascistico sistema mondiale di imposizione del vaccino, il green pass, abbiamo avuto 6 volte più morti – a parità di popolazione – della Norvegia. Eppure il regime covidocratico italiano ha ottenuto che, a seguito del ricatto (o ti vaccini o non lavori e non mangiate né tu né la tua famiglia) imposto a tutta la popolazione italiana, l’83% si è fatto inoculare tre dosi e il 91% almeno una dose. La più alta percentuale europea.

Se di successo si tratta, a segnarlo sono state soprattutto Pfizer e Moderna (in Italia hanno venduto quasi 320 milioni di dosi per un incasso superiore ai 5 miliardi di euro). Ma a registrare i maggiori successi sono i fondi che dall’estate 2019 hanno iniziato ad acquistare caterve di azioni Pfizer e Moderna (Bill & Melinda Gates Foundation, Black Rock, Vanguard) ancor prima che il virus Sars-CoV-2 venisse rilasciato nell’ambiente.

A guadagnare miliardi di dollari con la crisi Covid anche Goldman Sachs. Sì, proprio quelli che Francesco Cossiga definiva i «comparuzzi del ‘vile affarista’».

 

DRAGHI E LE TELEFONATE A GRILLO

Le telefonate con cui Draghi chiede reiteratamente al “garante” di M5S Beppe Grillo la rimozione di Giuseppe Conte non vi lascino sorpresi.

Secondo Luigi Bisignani, dietro il Movimento 5 Stelle ci sarebbero la Cia, Goldman Sachs e lo sciacallo delle finanza George Soros. Detta così pare la solita sparata.

Invece, a leggere finanche in controluce il libro-intervista – L’uomo che sussurra ai potenti – che Paolo Madron, nella parte del cronista-confessore, ha scritto con Luigi Bisignani, ti accorgi che l’irresistibile ascesa del Beppe Grillo politico potrebbe essere stata davvero in parte definita dalla longa manus di Washington «come vent’anni fa accadde con Antonio Di Pietro».

Bisignani lobbysta e faccendiere, Bisignani «colui-che-tutto-sa» e che tutto può ne è certo. «Tutto parte dal protocollo numero C17586026, che sigla il primo documento sul Movimento 5 Stelle. Destinatari: il Dipartimento di Stato e altri uffici governativi diWashington. Stiamo parlando del 2008, quando il fenomeno Grillo era ancora lì da esplodere», afferma. Gli americani entrano in contatto col comico attraverso due sue «vecchie conoscenze».

Una è Franco Maranzana, un geologo controcorrente di 78 anni, e l’altra è, soprattutto, Umberto Rapetto ex colonnello della Guardia di Finanza, il Magnum P.I. del Gat il gruppo anticrimine tecnologico, nonchè «intelligenza fuori dal comune» e uno dei migliori esperti di reati informatici al mondo.

Grillo e gli emissari del dipartimento di Stato e dell’Intelligence dunque si incontrano. Secondo un’anticipazione de La Stampa l’inizio del loro rapporto sarebbe, appunto , datato 4 aprile del 2008, quando l’allora ambasciatore Ronald Spogli aveva inviato al segretario di Stato Condoleezza Rice un rapporto in cui descriveva l’incontro avuto con l’ex comico.
Spogli concludeva il rapporto con una nota positiva: «… la sua prospettiva dà voce a una parte dell’opinione pubblica che non trova espressione altrove…».

Tra l’altro, quell’informativa allora segreta, ricevuta anche da Barack Obama, dalla Cia e dalla National Security, Bisignani la pubblica, paro paro, in appendice al libro. Come fossero banalissime note a margine. Dopodichè i rapporti tra gli americani e Grillo non si fermano qui. Inciucia con Beppe pure Jim O’ Neill, della banca d’affari Goldman Sachs.

E l’entusiasmo dell’uomo della banca d’affari sarebbe talmente esasperato che Goldman Sachs è costretta perfino a «un parziale dietrofront». E, inoltre, afferma sempre Bisignani «l’unico studio scientifico fatto finora sul Movimento 5 Stelle è stato commissionato al think thank inglese Demos supportato dalla Open Society » di George Soros «un altro guru del capitalismo americano». […]

Grillo sarebbe al servizio degli stessi poteri forti che Gianroberto Casaleggio vedeva al centro di una cospirazione mondiale. D’altronde, lo stesso Casaleggio perpetua volontà di Grillo di dialogare soltanto con i media stranieri, e quindi di farsi capire all’estero; e la traduce anche in una serie di incontri non ufficiali con personaggi d’oltreoceano. Questa storia di Grillo «puppet», marionetta dei servizi e delle banche americane, naturalmente sta scuotendo la politica. (“Luigi Bisignani: dietro il M5S ci sono CIA, Soros e Goldman Sachs”)

Quindi, da 10 anni a questo parte è un fatto notorio che Beppe Grillo risponde agli stessi potentati internazionali, alle stesse consorterie e alla stessa Finanza Globale a cui risponde Mario Draghi.

Barbarie Draghista

La sedicente protesta di Euromaidan del 2014 è stato in realtà un golpe neonazista organizzato dalla CIA, dal Dipartimento di Stato USA con Victoria Nuland anima nera degli USA in Ucraina e, soprattutto capeggiato dal Fascio-Filantrocapitalista George Soros.

Nei giorni in cui il rublo affonda e l’economia russa soffre l’accerchiamento delle sanzioni americane e dell’Unione europea per le ingerenze nella crisi ucraina – il Cremlino non sembra intenzionato a cambiare atteggiamento anzi risponde ai richiami accusando la Nato di destabilizzare i cieli del Nord Europa – il nuovo governo ucraino è deciso con metodo da multinazionale. Finanziatore è un guru mondiale dei mercati oggi filantropo; il criterio son le competenze non la nazionalità, vi sono infatti tre stranieri: un’americana, un georgiano e un lituano.

Come ha riportato ieri il sole24ore.com, il governo nasce da un processo di head hunting, la selezione è stata fatta da due società di selezione di personale Pedersen & Partners e Korn Ferry che hanno individuato 185 potenziali candidati tra gli stranieri presenti a Kiev e tra i membri della comunità ucraina che lavorano in Canada, Stati Uniti e Regno Unito. Dopo i colloqui, i cacciatori di teste hanno ristretto la rosa a 24 candidati con i requisiti richiesti per lavorare nell’esecutivo da ministri o funzionari altamente qualificati. L’iniziativa è stata sostenuta dalla Fondazione Renaissence, network di consulenza politica finanziato dall’uomo d’affari americano George Soros, 84 anni, origini ungheresi, emigrato a New York nel 1956, fondatatore della Quantum Fund nel 1969, dalla fine degli anni 70 promotore di un network di fondazioni a scopo benefico e culturale presente in 25 Paesi.

Secondo il KyivPost – giornale che non è affatto ostile alle idee del magnate e a fine ottobre ha pubblicato un suo intervento Wake up, Europe! – Soros ha pagato 82,200 dollari per sostenere le due società coinvolte nella selezione di personale. Non sono notizie da sito complottista: lo scorso maggio lo stesso Soros ha detto a Fareed Zakaria di Cnn d’aver contribuito a rovesciare il regime filorusso […].

A ogni modo è una novità del panorama politico, nuova almeno nel senso di manifesta perché in quell’intervista Zakaria dice che Soros non è nuovo a queste attività, e si ricorda un precedente importante. «Una cosa che molte persone le riconoscono – dice Zakaria a Soros – è l’aver finanziato gruppi e attività di dissidenti nell’Est Europa in Polonia e in Repubblica Ceca durante le rivoluzioni del 1989 (caduta del muro di Berlino, fine della Guerra Fredda, dissoluzione dell’Unione sovietica ndr). Sta facendo la stessa cosa in Ucraina?» «Ho una fondazione in Ucraina da prima che l’Ucraina diventasse indipendente dalla Russia – risponde Soros – . Questa fondazione è sempre stata in attività e ha giocato un importante ruolo negli eventi di oggi». (“ilsole24ore.com”)

Il golpista Soros confessa candidamente di essere da decenni un destabilizzatore di Stati, ma è proprio a siffatti individui e a siffatti poteri forti internazionali che fanno riferimento Grillo e Draghi.

Quando Mattarella dà l’incarico a Mario Draghi, tutta la base pentastellata e la maggioranza dei parlamentari (persino Di Maio) è in fibrillazione ed esprime piena contrarietà.

Ma scende prepotentemente in campo l’Elevato (come si auto-definisce il Grillo) e ordina la fiducia al “governo dei migliori”. Oltre 30 parlamentari M5S non votano la fiducia a Draghi. Grillo, ex abrupto, ne ordina e ne ottiene l’espulsione.

Ergo, è assolutamente impossibile che Grillo permetta a Giuseppe Conte di uscire dalla maggioranza Draghi. Pur sapendo che questo è l’unico modo per non perdere tutti gli elettori del MoVimento.

Pur sapendo anche che questo governo è espressione di Forze Esogene ed è del tutto indifferente agli interessi e ai bisogni di Italia e Italiani.

È ora che, per il bene di tutti, Conte Salvini si dissocino dalla linea BidenMattarellaDraghiLetta. Tre frasi andrebbero incorniciate. La prima è di Marco Travaglio quando previde il contributo che avrebbe dato Draghi, appena nominato da Mattarella, secondo Salvatore della Patria: “Sarà forse un bravo banchiere, ma di politica non capisce un tubo!”. La seconda non ricordo chi la disse in questi termini “Questa è una guerra che Biden ha deciso di fare alla Russia, scordando che i russi possono tornare a mangiare pane e cipolle. Gli americani, per non parlare degli italiani, no!”. La terza, già sottolineata più volte, è la domanda più importante a cui rispondere. L’ha posta, tra il vaniloquio degli altri, Antonio Padellaro: “D’accordo aiutare Zelensky. Ma fino a quando?” Questo è il vero problema.

Zelensky, sempre più fuori dalla realtà, continua a ribadire la sua disponibilità a trattare con Putin, quando si sarà ritirato sulla linea pre-invasione. Continua a porre questa condizione assurda in un contesto internazionale molto meno sinceramente propenso a correre il rischio di ritrovarsi al freddo e a mangiar cipolle. Addirittura un minimo di informazioni fornite al Papa, gli hanno fatto scoprire la verità: Putin non è il lupo e Zelensky non è Cappuccetto rosso. A questo punto, visto che su Putin se ne sentono di tutti i colori, si può esternare il sospetto che Zelensky  pensava e forse continua a pensare di poter vincere la guerra con le armi degli altri e con la sua propaganda, bissando così la vittoria per la corsa alla Presidenza, con le chiacchiere e le promesse di una vita ricca in un libero Eden. Infatti non ha fatto che glorificare i suoi successi, descrivendo le armate rosse come fossero le armate rotte.

L’insuperabile genio del tragicomico, Chaplin, sistemò Hitler. Quando, limitandoci ai nostri, un Verdone, Zalone Benigni (spoliticizzato) si deciderà a girare un film altamente tragico, ma con rilevanti aspetti ridicoli? Draghi che stringe con Macron un accordo per mettere un tetto massimo al prezzo del gas. Poi vola dal sonnambulo scoppiettante Mr Trombetta (in senso poeticamente dantesco, XXI, v.139) Biden, prendendo l’accordo di “pensare” a un tetto anche per il petrolio. E rientra in Italia incredibilmente sorridente e soddisfatto. Chi spiega all’illuminante Mr M’Illumino d’Incenso, cosa succede a coperchi e tappi, quando gli ambienti che dovrebbero contenere, esplodono? Perché i banchieri suoi colleghi, nei secoli, con i loro tappi non hanno mai fermato crolli e rivoluzioni? […]

Allora, meglio far saltare il tavolo, e cambiare rotta, che continuare con Mattarella e Draghi e la loro fissa col pattomatto a correre per andare a sbattere con certezza. Non solo per calcoli elettorali, ma soprattutto per cercare di salvare il salvabile, Conte e Salvini, per il bene del nostro futuro, in particolare delle generazioni giovani, devono liberarci dal “lacrime, sangue, freddo, pane e cipolle”, prevedibile futuro della follia di Mattarella e Draghi, salvo soluzioni ancora peggiori con armi nucleari, adatte alla soluzione davvero finale. L’Italia, questa volta orgogliosamente anello debole del patto-matto, grazie ai no-Draghi e ora anche grazie a Papa Francesco, mandando Draghi a fare finalmente il nonno, avrebbe la possibilità di far rinsavire parecchi e far saltare altri anelli diventati sempre più deboli. Zelensky, finalmente, sarebbe costretto ad atterrare. […]

Toltoci il cappio al collo del M’Illumino d’Incenso, la soluzione economicamente più conveniente sarebbe quella di tornare, coda tra le gambe, da Putin o da chi per lui e ripristinare la situazione  pre-pattomatto, sperando che non sfruttino eccessivamente la situazione modificata ampiamente a loro vantaggio (i vantaggiosi accordi con l’India, li spingerebbero a farci pagare cara la pazzia d’aver seguito il pattomatto). E questo tornare al passato, avrebbe una motivazione validissima: chi pagherebbe i costi tecnologici per le nuove soluzioni, quando sono ancora disponibili le vecchie? Conclusione su Mattarella, lo sgarrante della Costituzione, che ha ridotto l’Italia in barella.

Cosa possono fare dei cittadini di normale memoria e che hanno passato la vita chiusi nei laboratori, per manifestare il loro disagio, fino al disappunto e alla rabbia, nell’aver avuto un presidente così sfacciatamente di parte? Non possono fare nulla. Scrivere degli sfoghi tipo soliloqui? Partecipare a qualche ripetitivo bla-bla radio o televisivo? Buchi nell’acqua che non lasciano traccia. Noi nel 2007, abbiamo istituito un premio. Mattarella lo sgarrante della Costituzione. Non sgarrante al punto di rischiare l’accusatio (abbiamo questa splendida parola latina…), anche se il veto posto alla nomina a ministro dell’economista Paolo Savona, ce lo portò vicinissimo e le motivazioni che addusse per motivare il veto, erano risibili (reazione negative dei mercati… che pena, SigMattarella…). 

Ma sgarrante anche perché non è stato Presidente di tutti gl’italiani, come avrebbe dovuto essere, ma presidente solo di una parte. Non solo, ma ha esternato affermazioni o ridicolmente banali e inopportune (“votare è un diritto, non un dovere“, in polemica con i promotori dei referendum) o addirittura smaccatamente di parte, provocatorie e, soprattutto, errate dal punto di vista scientifico. Ricordo le sue frecciate date in interventi doppiamente fuori luogo in cui parlava di “deriva antiscientifica” (vedi Covid, la vera “deriva antiscientifica” l’ha presa lo Stato…). […] (“La politica suicida del quadrato tragico Biden-Mattarella-Draghi-Letta”, affaritaliani.it)

Giuseppe Conte vorrebbe prendere le distanze da Cancellier Draghi, ma l’Elevato glielo impedisce.

Il Prof. Alessandro Orsini afferma che Draghi sta oggi manipolando gli Italiani. Ma Beppe Grillo ha manipolato gli Italiani per oltre 15 anni.

Fina Prima Parte – Segue

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Barbarie Draghista http://www.isoladiavalon.eu/barbarie-draghista/ http://www.isoladiavalon.eu/barbarie-draghista/#comments Mon, 25 Apr 2022 11:27:21 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=15445 BARBARIE DRAGHISTA Barbarie Draghista: Ha ragione da vendere il filosofo Giorgio Agamben. Siamo in piena barbarie Draghista.   LA BARBARIE DRAGHISTA Giorgio Agamben: «Il green pass separa e definisce in maniera negativa i no vax come i non ariani per le leggi del ’38. Scivoliamo in una barbarie senza precedenti nella storia», il governo «ha […]

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BARBARIE DRAGHISTA

Barbarie Draghista: Ha ragione da vendere il filosofo Giorgio Agamben. Siamo in piena barbarie Draghista.

 

LA BARBARIE DRAGHISTA

Giorgio Agamben: «Il green pass separa e definisce in maniera negativa i no vax come i non ariani per le leggi del ’38. Scivoliamo in una barbarie senza precedenti nella storia», il governo «ha scelto la cosa peggiore, dividere i cittadini; dopo aver seminato odio e paura oggi si semina terrore e discriminazione».

Ancora Agamben, una delle poche voci rimaste libere nel tonitruante e reboante mondo alla rovescia dei pennivendoli e intellettuali leccadraghi:

Cancellata la certezza del diritto

L’altro punto riguarda la natura stessa del diritto. Per definizione il diritto deve essere certo: non esiste legalità senza certezza del diritto. Ora, se invece, come sta avvenendo, il governo interviene ogni 15 giorni su un problema, cambiando continuamente le regole, non c’è più legalità. Questo fenomeno non rientra nella legalità. Un diritto incerto non è un diritto. È un cambiamento enorme perché la gente si sta abituando. Per vivere, rispettando la legge, occorre che i cittadini sappiano quale è la legge e che questa sia stabile. Altrimenti si cade in uno stato di illegalità.

Il colpo di stato

Questi due concetti sono importanti. Siamo entrati in questo colpo di stato, che è già avvenuto. Cambieranno il nostro concetto di libertà e di diritto. In fondo questo modello che fa emergere una situazione illegale insieme a quella legale, l’assenza di norme accanto alle norme, è quello che gli studiosi definivano lo stato nazista. Cioè uno stato duale: da una parte sembra che lo stato sia ancora operativo, mentre dall’altro emergono nuovi poteri esterni che poi sono quelli che in realtà decidono.

La cecità delle persone [sulla falsa libertà delle persone] procede insieme all’informazione imposta. Il governo tra i vari decreti legge ne ha emanato anche uno che finanzia i giornali che pubblicano le informazioni del governo sul coronavirus. Tutti i giornali hanno preso questi fondi. Credo che un giorno gli storici guarderanno a questo momento come un momento della storia in cui i giornalisti hanno dato prova della più vergognosa e infame complicità con l’amministrazione pubblica.(Giorgio Agamben, IV Congresso dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia del 13 novembre 2021, ripreso da nicolaporro.it)

Giorgio Agamben, Massimo Cacciari, Ugo Mattei, e pochi altri, si sono resi conto lucidamente che la Band Draghi & The Worst Boys ha profittato dell’Emergenza Pandemia Programmata Corona e ora dell’Operazione Speciale Russa contro la Forze Naziste Ucraine per archiviare definitivamente la Costituzione Italiana:

Vorrei riprendere, per cominciare, alcuni punti che avevo provato a fissare qualche giorno fa per cercare di definire la trasformazione surrettizia, ma non per questo meno radicale, che sta avvenendo sotto i nostri occhi. Credo che dobbiamo innanzitutto renderci conto che l’ordine giuridico e politico in cui credevamo di vivere è completamente mutato. L’operatore di questa trasformazione è stato, com’è evidente, quella zona di indifferenza fra il diritto e la politica che è lo stato di emergenza.
Quasi vent’anni fa, in un libro che cercava di fornire una teoria dello stato di eccezione, avevo costatato che lo stato di eccezione stava diventando il sistema normale di governo. Come sapete, lo stato di eccezione è uno spazio di sospensione della legge, quindi uno spazio anomico, che si pretende però incluso nell’ordinamento giuridico. […]

Al paradigma della legge si sostituisce quello di clausole e formule vaghe, come “stato di necessità”, “sicurezza”, “ordine pubblico”, che essendo in sé indeterminate hanno bisogno che qualcuno intervenga a determinarle. Noi non abbiamo più a che fare con una legge o con una costituzione, ma con una forza-di-legge fluttuante che può essere assunta, come vediamo oggi, da commissioni e individui, medici o esperti del tutto estranei all’ordinamento.

Credo che ci si trovi davanti a una forma di cosiddetto stato duale – attraverso il quale Ernst Fraenkel, in un libro del 1941 che bisognerebbe rileggere, ha cercato di spiegare lo stato nazista – che è tecnicamente uno stato in cui lo stato di eccezione non è stato mai revocato. Lo stato duale è uno stato in cui allo stato normativo (Normenstaat) si affianca uno stato discrezionale (Massnahmestaat, uno stato delle misure) e il governo degli uomini e delle cose è opera della loro ambigua collaborazione. Una frase di Fraenkel è significativa in questa prospettiva: «Per la sua salvezza il capitalismo tedesco necessitava non di uno stato unitario ma di un doppio Stato, arbitrario nella dimensione politica e razionale in quella economica». (Giorgio Agamben, quodlibet.it)

Ergo, Mario Draghi è stato imposto in Italia dalla Fascistica Cabala Mondiale di George Soros proprio a tale fine: salvare l’agonizzante Capitalismo Totalitario Globalista e dominare le manipolabili ed inebetite Pecore Panglossiane italiche, mesmerizzate dai nuovi Völkischer Beobachter tipo La Stampa” che, da decenni, è una fucina di Menzogne, Fake News e Bufale, addirittura peggiorata da quando è diretta dal Goebbelsino in sedicesimo Massimo Giannini. Davvero grottesco il Giannini quando afferma che «le Fake News sono pericolose». Allora, il suo quotidiano è pericolosissimo stante la sua continua e pervicace produzione.

Ex plurimis – tra l’infinita sequela di supercazzole e bufale propalate da La Stampauna menzione speciale la merita la supercazzola planetaria rilasciata da Jacopo Iacoboni riguardo l’account twitter “Beatrice Di Maio” che sarebbe stato un algoritmo criminale pentastellato, mentre si trattava della moglie di Brunetta! Ma è davvero indecente la sparizione dal sito di un articolo di Maria Grazia Bruzzone che presentava gli stupratori, crocifiggitori, torturatori nazisti, di Battaglione Azov per le bestie infime che esse realmente sono, mentre i cazzari confratelli di “Repubblica” li tratteggiano come “Filosofi Kantiani”

Un articolo caustico ed icastico contro il Corriere della Nato”, La Stampa di Biden”, “la Repubblica (neonazista) di Zelensky” e contro i tagliagole nazisti azoviani, oggi difesi a speda tratta del Pensiero Unico DEM paranazista:

Dopo la foto glamour della bambina-soldato con fucile e lecca-lecca, il Gruppo Gedi, non insensibile al valore (simbolico e pecuniario) delle armi, ci regala un’altra piccola, romantica epopea.

Repubblica intervista Dmytro Kuharchuck, 31 anni, comandante del battaglione Azov, un’unità della Guardia nazionale ucraina esplicitamente nazista, almeno a voler prender sul serio le svastiche, i simboli runici, i tatuaggi delle SS dei suoi componenti.

Titolo dell’intervista: “Non sono nazista, ai soldati leggo Kant. Il reggimento Azov lotta per la nazione”. Accipicchia: Kant, il padre dell’Illuminismo tedesco, uno dei pilastri del pensiero filosofico europeo. “Dmytro”, si legge, “non è il tipo di combattente che ti aspetti di trovare nell’Azov. Misura le risposte, legge Kant e argomenta non solo col bazooka”. Un moderato, un centrista liberale.

Ma vediamo chi sono, questi ragazzoni che alla sera leggono la Critica della ragion pura alla luce dei fuochi da campo sotto le bombe russe. Soprannominati anche “Uomini in nero”, o “Corpo Nero” (sicuramente per l’eleganza dei loro outfit), dopo diverse denunce di Amnesty International nel 2016 sono indicati in un rapporto dell’OSCE come “responsabili dell’uccisione di massa di prigionieri, di occultamento di cadaveri nelle fosse comuni e dell’uso sistematico di tecniche di tortura fisica e psicologica”. “Il cielo stellato sopra di me, e la legge morale dentro di me”, cita Dmytro sognante, dimenticando le fosse comuni sotto di lui.

Dmytro, dice Rep, “conferisce direttamente col capo, Andrij Biletsky. […] Nel 2010, Biletsky disse che la missione dell’Ucraina era “guidare le razze bianche del mondo in una crociata finale contro gli Untermenschen (popoli inferiori, ndr) guidati dai semiti” (ibidem). Qui praticamente c’è tutto Kant, ma pure un po’ di Hegel, Voltaire, Spinoza e Hume.

Certo l’Ucraina non è, come dice Putin, una nazione di nazisti. Ciò nondimeno il 19 marzo il presidente Zelensky ha dichiarato “eroe dell’Ucraina” il maggiore Prokopenko, comandante di un distaccamento speciale di Azov. E dal 2010 è eroe nazionale Stepan Bandera, collaborazionista dei nazisti durante la Seconda guerra Mondiale e uccisore di migliaia di ebrei e polacchi, il cui compleanno è festa comandata.

Così succede che per giustificare l’impegno bellicista del nostro governo, che trova 13 miliardi sull’unghia per le spese militari mentre per la Sanità e 6 milioni di poveri non scuce che spiccioli (e le due diverse destre di Italia viva e Fratelli d’Italia vogliono eliminare anche il reddito di cittadinanza), si costruisca una narrazione in cui il governo ucraino è l’incarnazione del bene, al punto che le sue milizie naziste finiscono ritratte sul quotidiano progressista fondato da Scalfari. (Orsini no, il capitano del Battaglione Azov sì. Avercene. Capito come siamo messi?).

Che aspettiamo a invitare Dmytro al Festival del cinema di Roma, intervistato da Antonio Monda quale virgulto della gioventù liberale e riformista che sconfigge i populisti filo-russi (magari gasandoli)? Sempre che i pacifisti, ancora fermi al vetero-intellettualismo marxista e ignari delle potenzialità democratiche delle bombe, non si mettano di mezzo con la loro smania di censura. (Daniela Ranieri, Il Fatto Quotidiano)

Se Agamben e pochi altri intellettuali, legati alla Commissione Dubbio e Preoccupazione, sono ben consapevoli del colpo di stato Draghista e chiedono la re-istituzione del Comitato di Liberazione Nazionale, tanti, troppi, dormono della grossa. Tra questi il direttore di MicroMega, Paolo Flores d’Arcais.

Il Parlamento che verrà eletto tra un anno e due/quattro mesi sarà infatti, sic stantibus rebus, a schiacciante maggioranza di destre ostili alla Costituzione repubblicana (nata dalla Resistenza antifascista, se lo si dimentica o omette, la Costituzione la si è già tradita). Per evitare un completo tracollo in una demokratura orbanicizzata sarà perciò necessario che al Quirinale vigili e faccia da contrappeso chi alla Costituzione scritta (non a quella “materiale” che della prima troppe volte è stata ed è stravolgimento) vuole tener fede, secondo giuramento. (P. Flores d’Arcais)

Ma il Flores d’Arcais non si è ancora reso conto che Cancellier Draghi e i suoi Kakistocrati hanno già liquidato la Costituzione Italiana con il fascistico Green Pass? Cosa potrebbero fare una Meloni o un Salvini più di quanto non abbia già fatto la Ur-Sinistra Radical Chic e Fascio-Sorosista di PD e LeU, con la parte di Movimento 5 Stelle in appoggio al Draghismo?

Mah…

Fortunatamente i MicroMega non tornano indietro nello stigmatizzare le bestie naziste del Battaglione Azov, la replica dei Topi di Fogna della Divisione Panzer “Das Reich” delle Waffen-SS naziste in cui militavano parecchi ucraini, e colpevoli di innumerevoli eccidi come a Oradour-sur-Glane:

“Questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà” recita Bella Ciao, canzone della resistenza italiana conosciuta in tutto il mondo e tradotta in oltre 40 lingue, anche in ucraino. A inizio marzo la cantante Khrystyna Soloviy ha riadattato il testo contro l’invasore russo. […]

Scorrendo la bacheca Facebook di Khrystyna Soloviy esattamente sotto al post in cui lancia la rivisitazione di Bella Ciao, c’è una foto dei suoi anfibi in cui spicca la scritta “Батько нaш Банде́ра” che tradotto significa “Nostro padre Bandera”. Il riferimento è a Stepan Bandera, il capo dei nazionalisti ucraini durante la Seconda guerra mondiale che giurò fedeltà a Hitler e che oggi continua a essere ricordato in Ucraina nei settori di estrema destra e nazionalisti, che nel 2012 con la formazione Svoboda hanno raggiunto il 10% dell’elettorato e che hanno cavalcato il movimento di Piazza Maidan del 2014, entrando a far parte del governo provvisorio. […]

Con l’inizio della guerra abbiamo assistito a quello che potremmo chiamare un’operazione di pulizia dell’immagine di questi gruppi, in particolare del Battaglione Azov, con interviste da parte dei media in cui dichiarano di non essere nazisti, di leggere Kant e di combattere per la libertà. Versione che confligge con il loro simbolo, la runa Wolfsangel, utilizzata da un battaglione delle SS [rectius, dalla Divisione SS Das Reich, ut supra]…

Nel 2019 negli Stati Uniti c’è stata la richiesta da parte di alcuni deputati del Congresso di Washington di inserire Azov nella lista delle organizzazioni terroristiche, anche per i rapporti con i suprematisti d’oltreoceano che spesso si sono arruolati nelle sue fila. Ma non c’è solo Azov nell’estrema destra ucraina paramilitare, ci sono anche Aidar, Donbass, Dnepr 1 e Dnepr 2, tutti battaglioni sostenuti economicamente dallo stesso oligarca: Ihor Kolomoyskyi, tra le prime tre persone più ricche d’Ucraina, dal 2021 ospite non gradito negli Usa, con un mandato di cattura sulla sua testa da parte dei tribunali russi. […]

Durante la campagna elettorale gli altri candidati accusavano Zelensky di essere il burattino di Kolomoisky e che di fatto sarebbe stato lui il vero presidente in caso di vittoria del comico.

Aldar, uno dei battaglioni che il magnate ucraino avrebbe sostenuto dal 2014, si è reso protagonista di una serie di violazioni dei diritti umani denunciati da un rapporto di Amnesty International. “Sono stati coinvolti in abusi diffusi, inclusi rapimenti, detenzioni illegali, maltrattamenti, furti, estorsioni e possibili esecuzioni” accusa l’organizzazione umanitaria mentre una donna di Donetsk ha raccontato a Newsweek di aver ricevuto la testa di suo figlio, combattente filo-russo, in una scatola di legno. […]

Al momento Azov ha due battaglioni nell’Oblast di Kiev, è presente a Zaporižžja e ha circa 1.500 uomini a Mariupol, dove si trova anche “l’eroe d’Ucraina” Denis Prokopenko, il comandante del Battaglione che è stato insignito da Zelenski della più alta carica del Paese. Dalla loro postazione hanno affermato attraverso un video che i russi stanno usando armi chimiche, notizia ripresa dai giornali italiani come fonte attendibile mentre il governo di Kiev non si sbilanciava e i servizi d’intelligence occidentali davano la notizia come non verificata.

La centralità di Azov e degli altri gruppi neonazisti è quindi cresciuta nel corso della guerra, l’attenzione mediatica che ricevono e l’attendibilità come fonte conferisce loro anche una credibilità politica, potenzialmente pericolosa per il futuro. (Valerio Nicolosi, Micromega.net)

Attenzione: le mogli dei macellai Azoviani stanno cercando di esfiltrare da Mariupol i loro mariti, con l’intento di portarceli in Italia!

Ecco uno dei loro innumerevoli crimini, commesso contro un separatista filorusso, crocifisso e bruciato vivo come monito per i suoi compagni della Resistenza al Nazismo Ucraino.

Non so se ci rendiamo conto di quale colpo esiziale sarebbe per la nostra traballante Democrazia la presenza in Italia di migliaia di siffatti individui – non bastando i colpi micidiali già inferti da Draghi & Co. 

  • Guidate da Kateryna Prokopenko, moglie del comandante del reggimento Denis Prokopenko, le quattro donne sono arrivate a Roma per denunciare l’assedio per mano dell’esercito russo dell’acciaieria Azovstal di Mariupol, dove al momento stanno combattendo i loro mariti.
  • Hanno presentato una proposta di accordo chiara: vogliono un’evacuazione sicura per i membri del reggimento verso un paese terzo in cambio di garanzie scritte di non combattere più fino alla fine della guerra. (editorialedomani.it)

Ritorniamo ad uno dei pochi VERI intellettuali antifascisti del XXI secolo: Giorgio Agamben.

La precedente chiosa di Agamben esplica chiaramente il motivo per cui gran parte dei “giornalisti” italiani vengono definiti i pennivendoli. A spiegarlo uno dei pochi VERI giornalisti rimasti in Italia, Ivo Caizzi, che non può assolutamente essere ricompreso nella sconfinata prateria dei Pennivendoli, Schiccheracarte, Gazzettieri e Leccons del Regime Draghista,

Il premier Mario Draghi, appoggiato dal “governo dei migliori”, ha usato il denaro pubblico per influenzare o magari addirittura “comprare” il consenso degli editori dei principali organi d’informazione e dell’élite dei giornalisti? Questa domanda, che gli andrebbe rivolta in conferenza stampa, può scaturire come logica conseguenza di fatti incontestabili.

1) Tanti giornali italiani (escluso il Fatto) hanno celebrato Draghi “a priori” e a oltranza, da quando è stato imposto a Palazzo Chigi pur senza avere avuto il consenso degli elettori.

2) Gli editori degli stessi organi d’informazione hanno sostenuto questa esaltazione di un tecnocrate della grande finanza, pur senza esperienza in cariche politiche e con un passato non privo di segreti e “ombre”.

3) I giornalisti più pagati avevano implorato il governo di salvare le loro “pensioni d’oro” dal crollo della cassa Inpgi 1, che pretesero di privatizzare per godere di un sistema privilegiato rispetto a quello pubblico Inps.

4) Gli editori percettori di erogazioni pubbliche e disinvolti spremitori dell’Inpgi 1 (per tagliare i costi con i prepensionamenti) avevano chiesto ulteriori aiuti di Stato.

5) Draghi e il suo governo hanno stanziato 350 milioni di fondi pubblici per gli editori, che – se hanno interessi in altri settori – possono beneficiare di contributi statali aggiuntivi.

6) Il premier ha salvato le “pensioni d’oro” dell’élite dei giornalisti, incurante del parere negativo della Corte dei conti e senza nemmeno un ricalcolo (che avrebbe evitato allo Stato almeno di accollarsi i privilegi più imbarazzanti).

Draghi dovrebbe chiarire se, da questi presupposti, può essere scaturito un “do ut des” tra la sua celebrazione mediatica e i fondi pubblici agli editori e ai giornalisti più pagati. E, se non fosse in grado di smentirlo, ne uscirebbe un mega-scandalo. Perfino l’Unione europea dovrebbe intervenire per tutelare il diritto fondamentale della libertà di informazione, replicando quanto ha fatto dopo le restrizioni sui media nell’Ungheria di Viktor Orbán.

Per Draghi la situazione potrebbe diventare ancora più delicata, se corresse per succedere al Quirinale a Sergio Mattarella. Il denaro pubblico, elargito agli editori e all’élite dei giornalisti, non favorirebbe la sua ambizione personale? Non indurrebbe a sottovalutare i segreti e le “ombre” di quando era alla banca privata Usa Goldman Sachs, ha frequentato super-lobby riservate della finanza e ha attuato politiche da “Robin Hood al rovescio”, togliendo ai poveri per dare ai ricchi (da salvataggi di banchieri e investitori, con fondi pubblici della Bce, fino ai regali da premier a grandi imprese, finanzieri, editori e giornalisti più pagati)? (Ivo Caizzi, il Fatto Quotidiano)

Già, sembra proprio che il maggiordomo della Cabala Mondiale dei Soroi, Mario Draghi, stia finanziandosi  il consenso del circo mediatico a colpi di denaro pubblico. E, ovviamente, l’oceanica pletora dei plaudatores e dei Cazzari dell’informazione all’italiana gode come un riccio.

Continua l’autorevole Caizzi:

Nella corsa per il Quirinale non sta emergendo nemmeno che Draghi potrebbe essere percepito – per le sue politiche da “Robin Hood al rovescio” – come un tecnocrate divisivo da milioni di italiani poveri o disoccupati. Né che, dietro ai suoi segreti alla Goldman Sachs e nelle lobby riservate, potrebbero celarsi patti e conflitti d’interessi incompatibili per un capo dello Stato.

Da ben trent’anni a questa parte, a partire dalla famigerata crociera del Britannia del 2 giugno 1992, sembra proprio che il nonno prestato alle istituzioni non abbia fatto altro che spolpare Italia e Italiani a favore del circuito latomistico contro-iniziatico a cui egli è affiliato, e dei suoi comparuzzi.

Ecco cosa affermava il “democratico” Draghi sul Britannia, ad appena una settimana dall’efferato attentato compiuto dalla Mafia Vincente ai danni di Giovanni Falcone, moglie e scorta, mentre tutti gli astanti festeggiavano la prolusione draghista tra caviale e champagne.

Tratto da il Fatto Quotidiano:

“Signore e signori, cari amici …  Durante gli ultimi quindici mesi, molto è stato detto sulla privatizzazione dell’economia italiana. Alcuni progressi sono stati fatti, nel promuovere la vendita di alcune banche possedute dallo Stato ad altre istituzioni cripto-pubbliche, e per questo la maggior parte del merito va a Guido Carli, ministro del Tesoro. Ma, per quanto riguarda le vendite reali delle maggiori aziende pubbliche al settore privato, è stato fatto poco.”

Non deve sorprendere, perché un’ampia privatizzazione è una grande – direi straordinaria – decisione politica, che scuote le fondamenta dell’ordine socio-economico, riscrive confini tra pubblico e privato che non sono stati messi in discussione per quasi cinquant’anni, induce un ampio processo di deregolamentazione, indebolisce un sistema economico in cui i sussidi alle famiglie e alle imprese hanno ancora un ruolo importante.”  (Mario Draghi, prolusione sul panfilo Britannia del 2 giugno 1992)

Ho sottolineato il punto saliente: per Cancellier Draghi le famiglie e le piccole e medie imprese non devono essere sostenute con i sussidi. In parole povere devono essere lasciate morir di fame! Ed esattamente ciò che sta avvenendo oggi, grazie al Super Super Green Pass, al Pretesto Pandemia Programmata e alle sanzioni applicate contro la Russia (rectius, applicate contro il Popolo Italiano)!

Finalmente, dopo oltre due anni di immobilismo inaudito della Magistratura, alcuni dei responsabili della sospensione sine die della Sacra Costituzione Italiana sono stati indagati.

Malgrado il fatto che tutti i Mainstream Media italiani siano controllati dai Draghisti…

barbarie draghista

 

LA GUERRA DELLA VERITÀ DI IVO CAIZZI CONTRO LA BARBARIE DRAGHISTA

La guerra per la verità di Ivo Caizzi, ex corrispondente da Bruxelles del Corriere della Sera, comincia da lontano. Da quando, cioè, egli rifiuta di fare da sponda alle fake news del direttore CdS Fontana e del vicedirettore Fubini, notoriamente appartenenti al nucleo del “Corriere della Sera Sorosiano”, pienamente funzionali al progetto globalista, mondialista e antidemocratico dello psicopatico George Soros, un progetto sposato in pieno da Mario Draghi.

L’editore del CdS, Urbano Cairo – che sta a Draghi come Amann stava ad Hitler – poco tempo dopo licenziò Caizzi, ma giustizia è stata fatta dalla Corte di Appello di Milano, avendo ordinato a Cairo di riassumere Ivo Caizzi.

Non è ultroneo ricordare che Cairo ai tempi in cui lavorava in Fininvest «è stato accusato dai pubblici ministeri italiani di falso in bilancio, falsa fatturazione e appropriazione indebita». Il processo si è concluso con una condanna: «Il signor Cairo si è dichiarato colpevole e ha ricevuto una pena sospesa di 19 mesi con libertà vigilata di cinque anni» e che Cairo è anche l’editore di quella Perenne Fucina 24/7 di Fake News e Bufale pro Regime Draghista qual è La7.

Il Corriere della Sera, rectius, il Corriere della Nato, non ha perso l’abitudine di censurare i (pochi) giornalisti liberi, com’è capitato a Monica Ricci Sargentini, che ha osato criticare il Bardo di Soros, Roberto Saviano.
Il commento del Fontana, direttore del corriere, è allucinante, «Sargentini non ha chiesto il permesso al direttore di esprimere le sue opinioni» (sic!).

Seguono altri carichi da 90 di Ivo Caizzi sulla regalia del Draghi all’Inpgi:

L’articolo 28 della bozza della legge di Bilancio conferma il vizio del premier Mario Draghi di “privatizzare” i profitti e di scaricare le perdite dei privati sullo Stato con il suo stile da “Robin Hood al rovescio”, che toglie ai poveri per dare ai ricchi, ai potenti o ai privilegiati. Si griderebbe già allo scandalo, se tanti giornali non avessero occultato i costi per i contribuenti e i risvolti di avidità e immoralità. Perché Draghi vuole far pagare alla collettività il salvataggio delle “pensioni d’oro” e di altri privilegi del fondo previdenziale privatizzato Inpgi al collasso per aver iper-beneficiato per decenni la parte meglio retribuita dei giornalisti dipendenti: una élite minoritaria rispetto ai giovani colleghi con salari bassi e alla massa dei precari sfruttati dagli editori con pochi euro ad articolo (ghettizzata nel penalizzante e quindi ricco Inpgi. Tutto questo quando il premier vara una “stretta” sulle pensioni dei comuni cittadini, in gran parte risicate o da fame. E promette più “equità”.

Nella sostanza Draghi sta replicando quanto attuò da direttore del Tesoro, “privatizzando” aziende dello Stato redditizie (come Autostrade o Telecom), e da presidente della Banca centrale europea, elargendo fondi pubblici anti-crisi per salvare banchieri privati e investitori sui mercati finanziari. Ma il caso Inpgi fa anche capire che il “Governo dei Migliori” tutela privilegi corporativi, diseguaglianze e perfino conflitti d’interessi: visto che proprio i giornalisti più pagati – invece di incassare aiuti di Stato – dovrebbero denunciare per primi gli sprechi di denaro pubblico. […]

L’Inpgi, erogando rendite e privilegi eccessivi, ha perso 580 milioni in tre anni. Era atteso il commissariamento con ricalcolo al ribasso delle “pensioni d’oro”. Ma tanti giornalisti dell’Inpgi, appoggiati da padroni di giornali (che mollano al fondo i tanti prepensionati nelle redazioni), hanno celebrato e implorato Draghi, che da buon “Robin Hood al rovescio” ha concesso il massimo.

Quell’articolo 28 scaricherebbe sull’Inps (cioè sullo Stato) tutte le rendite gonfiate con parametri privilegiati. Elimina perfino il ricalcolo per ridurre le “pensioni d’oro” in base ai contributi effettivamente versati. Il plotone dei “politico & giornalista Inpgi” già manovra per far passare questo maxi regalo in Parlamento. Ma si apre un problema di credibilità per il premier, che promette “equità” e salva i privilegi. In più intende ricomprare a caro prezzo Autostrade. Non ha risolto il problema Mps, che scarica perdite sullo Stato simil Alitalia. Colleziona flop in Europa. Gli applausi Draghi li riceve dalla lobby Confindustria, da giornalisti Inpgi, da padroni di giornali e da ricchi vari, tutti ansiosi di ricevere denaro pubblico a pioggia. (Ivo Caizzi, Draghi “Robin Hood al rovescio”, il Fatto Quotidinano)

L’algido e supponente Cancellier #Draghitler ricopre di oro, per ingraziarseli, i cosiddetti “cani da guardia della democrazia”, in realtà cani da grembo, che si accucciano ai suoi piedi in attesa di ossi dal loro padrone (il Draghi, appunto), e appoggiano le sue scommesse da avventuriero.
D’altro canto, il Draghi, da icastico esponente della Cabala Mondiale e come tutti gli Epistocrati, ha sempre avuto in uggia la democrazia e la narrazione giusta del Popolo Sovrano, come afferma rettamente il Prof. Ugo Mattei della Commissione Dubbio e Precauzione…

 

IL TARDO EPIGONO DI HITLER, MARIO DRAGHI, HA TROVATO I NEMICI CONTRO CUI PUNTARE L’INDICE

Draghi e la sua sgangherata e sgarrupata Armata Brancaleone hanno già trovato i nemici ideali a cui addossare gli inevitabili futuri fallimenti.

Per Hitler il capro espiatorio par excellence era l’etnia Ebrea, per Stalin erano i trotzkisti, per il distopico Grande Fratello di Orwell erano Emmanuel Goldstein e la sua Confraternita, per Draghi sono i No-GreenPass e i No-Vax, anzi come li qualifica giustamente Paragone i Free-Vax, e adesso il nemico del Draghismo è il nostro miglior partner commerciale: la Russia.

È tipico nelle Dittature e nelle Tirannidi criminalizzare chi osa pensare liberamente, con la propria testa.

Ecco come instilla e sparge odio e intolleranza il “Macellaio Sociale della Grecia”, a cui non basta aver calpestato la Costituzione Italiana, ma vieppiù crea ulteriori strappi sociali alimentando un clima di tensione che potrebbe portare a pogrom simili a quelli subiti dagli Ebrei nel corso della millenaria storia dell’Intolleranza e dell’Odio.

“il linguaggio d’odio, che sfocia spesso in razzismo e antisemitismo, contiene il seme della violenza e non va tollerato: è una malapianta che diffonde il veleno dell’indifferenza e dell’apatia”.

Volete sapere chi ha profferito questa fase iconica? Esso è Mario Draghi. Da che pulpito vien la predica…

Una domanda, comunque, sorge spontanea: il Draghi si è mai davvero vaccinato, visto che sembra che nessuno degli altri membri della Massoneria Mondiale Contro-iniziatica a cui egli appartiene (Ur-Lodge “Three Eyes”, cfr. “Massoni di G. Magaldi) lo abbia fatto, come Elon Musk ha candidamente confessato?

Dalla propaganda Draghista anti-NoVax passiamo agli infuocati attacchi alla Capitan Fracassa e i Fanfaroni al fronte contro la Russia di Putin, con tutta una serie di menzogne e disinformazione. Non dimentichiamo che Mosca sta rispettando i patti, continuando a fornire il gas da cui dipendiamo per il 42% delle nostre richieste d’energia, mentre i Draghisti NON RISPETTANO ALCUN PATTO.
E, soprattutto, non rispettano né gli Italiani, né la Costituzione.

 

TUTTE LE BALLE DEL PRESIDENTE

Tutti i Regimi Totalitari e Arbitrari come quello che si sta velocemente dipanando in Italia con il Draghi si fondano sulle menzogne.

Leggiamo le altre Bufale del Salvatore d’Italia pariolino.

Per giustificare l’introduzione di questo strumento di controllo anche per accedere alla vita sociale [il Green Pass] e per mettere all’angolo alcuni oppositori politici, il Premier si è lasciato andare incautamente ad alcune dichiarazioni erronee nei confronti dei vaccini e delle conseguenze a cui vanno incontro i soggetti che non si sottopongono al siero.

Si tratta, come già evidenziato da alcune testate on line, di vere e proprie fake news.

Partiamo dalla prima dichiarazione erronea. Durante la conferenza stampa, un giornalista ha chiesto a Draghi di pronunciarsi sulla posizione espressa da Matteo Salvini, il quale nei giorni precedenti aveva affermato che il vaccino non fosse necessario per i giovani.

In risposta, il premier ha usato parole durissime che sono poi state rilanciate l’indomani da alcuni quotidiani per esacerbare il clima di terrore e di divisione politica:

«L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire, sostanzialmente. Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire: non ti vaccini, ti ammali, contagi, qualcuno muore».

Premesso che Draghi non ha specificato se con il termine “ammalarsi” intendesse la semplice positività alla Covid-19 o lo sviluppo vero e proprio della malattia, in ogni caso entrambi i concetti costituiscono delle fake news. Il Presidente del Consiglio ha infatti erroneamente diffuso il concetto che chi non si vaccina automaticamente si ammala e muore oppure può contagiare e provocare la morte di altre persone.

Innanzitutto, è falso dire che “Chi non si vaccina si ammala”.

In Italia dall’inizio della pandemia, con i primi casi registrati a febbraio 2020, sono 4.302.393 le persone risultate positive alla Covid-19, ossia solo il 7,13% sul totale della popolazione (60,36 milioni di cittadini). Gran parte di questo 7,13% è stato composto non da “malati” ma solo da positivi al tampone.

È altrettanto errato far passare indirettamente il messaggio che i vaccinati non si contagino e non contagino gli altri, come ben evidenziato, invece da Regno Unito e Israele. (Enrica Perucchietti, Green pass: le tre clamorose fake news di Draghi sui vaccini, nobufale.it)

NO! E’ una bufala, OVVIAMENTE! Con l’arrivo della variante Omicron, i vaccinati rischiano di infettare e infettarsi esattamente come i Non Vaccinati e, addirittura, chi si inocula la terza dose rischia di ospedalizzarsi e di morire in maniera esponenzialmente superiore a chi si ferma alla seconda dose. La terza dose NON SOLO È INUTILE, È DANNOSA, come dimostra questo studio proposto da P. Becchi e N. Trevisan.

Ma nulla importa all’Armata Brancaleone Draghiana, che comincia a diventare isterica, sbavante, rabbiosa e psicotica come gli Hitleriani all’interno del bunker di Berlino nel 1945.

Pochi storici ricordano che, già prima dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, i turisti disertavano la Germania. Nelle strade di Berlino non si ascoltava più la musica nei locali, ma riecheggiava cupamente il rimbombo degli stivali di SS ed SA.
Siamo l’unico Paese in Europa ove, grazie a Draghi e Speranza, sono obbligatori Green Pass Rafforzato e le mascherine, simbolo visivo dell’asservimento del popolo, come in passato le camicie nere e il libretto di Mao

Gli altri Paesi stanno prepotentemente tornando alla Democrazia e alla Libertà. Non così il Regime Draghista che sta riplasmando un nuovo Fascismo, esattamente 100 anni dopo la Marcia su Roma.
Con una sola differenza, preconizzata da Eric Arthur Blair (George Orwell): i Fascisti del futuro non si sarebbero vestiti d’orbace, ma indossato abiti su misura e cravatte di seta.

Chi verrebbe in vacanza in un triste Paese para-nazista, uno Stato di Polizia psicopatico, psicotico e oppressivo, qual è diventato il “bel Paese”, ove si viene controllati ogni due minuti per dimostrare il possesso del papiere” e multati se si è senza mascherina, quando in tutti gli altri Paesi del Mondo – esclusa ovviamente la para-nazista Cina a cui i Draghisti si ispirano – si può godere di libertà, divertimento e aria pulita?

Centinaia di migliaia di Italiani, ogni anno, si trasferiscono definitivamente all’estero.

Le presenze di turisti dall’estero sono crollate a -80%, hanno cessato l’attività decine e decine di migliaia tra alberghi e ristoranti, ma per i gerarchi Draghisti «la colpa della rovina» è dei No GreenPass, similmente ai gerarchi Nazisti che, dal bunker della Cancelleria, accusavano gli Ebrei della loro disfatta, anche se gli Ebrei erano tutti morti o morenti nei Konzentrationslager.

In brevis, la Barbarie Draghista sta artatamente creando i Due Minuti D’Odio contro coloro che non si piegano al Draghismo, al fine di giustificare i fallimenti e la stagflazione a cui i Draghisti non pongono alcun rimedio, che, giorno dopo giorno, diventano sempre più pesanti, palesi e plateali, pur venendo occultati dall’infinita pletora dei Pennivendoli LeccaDraghi che infarciscono come maionese puteolente e scaduta tutti i nostri Mainstream Media.

 

IL NAZISTICO GREEN PASS DI DRAGHI E SPERANZA

Il Green Pass draghista, in tutte le sue continue e improvvise declinazioni e convulsioni – nel giro di appena due settimane, tra lo scorso anno e l’inizio del 2022, le libertà costituzionali degli Italiani sono state sempre più compresse e per ben tre volte con il placet di chi avrebbe dovuto difendere la Costituzione –, è l’icastica ipostatizzazione che lo Stato di Draghi è uno Stato di mero Arbitrio, uno Stato Duale proto-Nazista, ipostasi del «TotalerStaat» nel XXI secolo.

Nonostante il green pass, il super green pass, il green pass rafforzato, l’obbligo vaccinale e le multe per i non vaccinati, strumenti che il presidente del Consiglio ha definito indispensabili per evitare il blocco del Paese, l’Italia si sta velocemente avviando verso un nuovo lockdown. Una chiusura non dichiarata, ma attuata nei fatti. O meglio, diventata inevitabile proprio a causa delle suddette misure che la vorrebbero scongiurare nel timore di provocare danni economici di rilevanti entità. Sì: presentate come soluzione indispensabile ai problemi provocati dalla pandemia, le regole approvate dal governo si stanno trasformando in un cappio al collo del sistema industriale, sanitario e perfino della distribuzione, della ristorazione e dell’ospitalità. Come era ampiamente prevedibile (ne abbiamo scritto settimane fa), tra obblighi e divieti, quarantene e tamponi, l’Italia si sta facendo male da sola, senza riuscire peraltro a fermare il virus e a evitare i decessi. (Maurizio Belpietro, laverità.info)

Gli squadristici Minions draghiani dei “giornaloni”, La7, Mediaset e RAI non hanno neanche il coraggio di rivelare che, nel solco dello Stato duale Hitleriano, Draghi ha creato uno Stato di Apartheid che anche Amnesty International stigmatizza duramente:

Ormai, grazie a Draghi, siamo in un post-nazista Stato di Polizia in cui le manganellate non vengono risparmiate neanche a bambini e ragazzini, su ordine di Lamorgese, che però. accoglie a braccia aperte, assieme ai cosiddetti “migranti” che arrivano a frotte e flotte con i taxi del mare di George Soros, anche gli “infiltrati” mafiosi nigeriani. E oggi gli Ucraini che, a differenza degli Italiani, non devono esibire Green Pass e Vaccinazioni Coatte.

Per la legge del contrappasso, Selvaggia Lucarelli, che sembrava godere ogni qual volta le guardie usavano manganelli e cannoni ad acqua ghiacciata contro i portuali di Trieste e contro i No Green Pass, ora schiuma rabbia e livore, dopo che i manganelli sono stati usati contro il suo tenero figlioletto.
A Lucare’, mo’ te brucia eh?

Non è ultroneo rammentare che il Draghi ha sempre imposto qualsiasi macellazione sociale giustificandola con il solito mantra «ce lo chiede l’Europa».

Ma l’Europa ha sempre chiesto di evitare discriminazioni tra chi si vaccina e chi ha scelto di non essere vaccinato, come invece sta accadendo grazie all’Invencible Armada Draghista.

È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate. Pertanto …». (Rettifica del regolamento (UE) 2021/953 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2021)

Lo ribadiamo, “Cancellier Draghitler” e i suoi Gerarchetti approvano qualsiasi macellazione sociale imposta dalla UE, ma non le condanne contro lo Stato di Apartheid Draghista.

Gli Stati vengono esortati a ‘informare i cittadini che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole e a garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato’.

Vogliamo vedere la faccia di Speranza (Draghi quel giorno avrà pilates) nell’annunciare agli italiani che i grandi strateghi al Governo han deciso di rovinare la vita a milioni di cittadini, ottusamente,  per un “eccesso di zelo”. Chiamiamolo così…

Il Consiglio d’Europa (organizzazione con sede a Strasburgo, distinta dall’Ue, istituita nel 1949 dalla Convenzione europea dei diritti umani con 47 Paesi firmatari, tra cui l’Italia) dà una bella stoccata all’obbligo vaccinale e al Green pass, misure introdotte formalmente o surrettiziamente nella maggior parte dei Paesi europei tra cui l’Italia. Come racconta Stefano Valentino su Il Fatto Quotidiano, “un rapporto approvato a fine gennaio a larga maggioranza ha bocciato l’utilizzo delle certificazioni per punire i non vaccinati. Gli Stati vengono esortati a ‘informare i cittadini che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole e a garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato’”.

Il testo, intitolato “Vaccini Covid-19: questioni etiche, legali e pratiche”, sostiene che il concetto di passaporto vaccinale (Green pass) è “contrario alla scienza”, in assenza di dati sull’efficacia dei vaccini nel ridurre la contagiosità e sulla durata dell’immunità acquisita. Questo testo, spiega ancora Il Fatto, “scredita di fatto i decreti dell’esecutivo di Mario Draghi che penalizzano i non vaccinati con divieti volti testualmente alla ‘prevenzione di SarsCov2’, ossia alla neutralizzazione di infezioni e contagi. I vaccini approvati dall’Ema si sono rivelati efficaci nel prevenire le forme gravi del Covid (ricoveri e decessi). Non impediscono invece al virus di infettare l’organismo e trasmettersi a terzi. È quanto emerge da trial clinici, bugiardini e studi condotti sulle varianti Delta e Omicron”. E quindi non dai no vax.

Secondo il dossier consegnato recentemente al Senato dall’avvocato Renate Holzeisen, “decadrebbe anche il mutuo riconoscimento tra i Paesi dell’Ue delle certificazioni vaccinali che, secondo la normativa comunitaria, è subordinato ad evidenze scientifiche sull’interruzione delle catene di trasmissione. Una settimana prima era stato il Comitato internazionale per l’etica della biomedicina (Cieb) a prendere di mira l’Italia. La rete scientifica internazionale creata da docenti ed esperti per promuovere un dibattito critico sulla gestione politica della crisi Covid ha chiesto l’abolizione dell’obbligo vaccinale per gli over 50 e del Green pass”.

Ha invitato gli altri Paesi e le organizzazioni internazionali a fare pressioni sul governo italiano affinché ponga fine alla “sperimentazione di massa di un medicinale sperimentale impropriamente denominato vaccino”. E ora sono diverse le associazioni civiche che negli ultimi mesi hanno presentato esposti alla Corte penale internazionale de L’Aia per crimini contro l’umanità. Sarebbero tali “le imposizioni dei trattamenti con sostanze sperimentali col ricatto (privazione di diritti fondamentali come quello al lavoro, ai servizi pubblici e alla libera circolazione)”, dichiara Holzeisen riferendosi all’art 7 dello Statuto della Corte. (Cupio Dissolvi, scenarieconomici.it)

Sottolineiamo questo punto:

Secondo il dossier consegnato recentemente al Senato dall’avvocato Renate Holzeisen, “decadrebbe anche il mutuo riconoscimento tra i Paesi dell’Ue delle certificazioni vaccinali che, secondo la normativa comunitaria, è subordinato ad evidenze scientifiche sull’interruzione delle catene di trasmissione. Una settimana prima era stato il Comitato internazionale per l’etica della biomedicina (Cieb) a prendere di mira l’Italia (Leggi). La rete scientifica internazionale creata da docenti ed esperti per promuovere un dibattito critico sulla gestione politica della crisi Covid ha chiesto l’abolizione dell’obbligo vaccinale per gli over 50 e del Green pass”.

Il Cieb ha invitato gli altri Paesi e le organizzazioni internazionali a fare pressioni sul governo italiano affinché ponga fine alla “sperimentazione di massa di un medicinale sperimentale impropriamente denominato vaccino”. La scadenza della sperimentazione scade infatti tra il 2023 e il 2024.

E ora sono diverse le associazioni civiche che negli ultimi mesi hanno presentato esposti alla Corte penale internazionale de L’Aia per crimini contro l’umanità. Sarebbero tali “le imposizioni dei trattamenti con sostanze sperimentali col ricatto (privazione di diritti fondamentali come quello al lavoro, ai servizi pubblici e alla libera circolazione)”, dichiara Holzeisen riferendosi all’art 7 dello Statuto della Corte.(secondopianonews.it)

Il Grande Complotto

 

È COSI’ CHE MUOIONO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ: SOTTO SCROSCIANTI APPLAUSI. I MINIONS LECCADRAGHI

Una scena siffatta non si è mai vista in un Paese Democratico qual era l’Italia prima che la Pandemia Programmata Corona  divenisse l’attuale Stato di Eccezione proto-nazista guidato dal tandem Draghi-Speranza.

Alla conferenza stampa di fine anno di Cancellier Palpatine-Draghi, la maggior parte dei giornalisti si è levata in piedi applaudendo freneticamente e pecorescamente come Minions, fino a spellarsi le mani, il Gesù dei Parioli.

Triste scena, a cui abbiamo assistito solo ai tempi del Propaganda Ministerium di Goebbels, Minculpop Fascista, o nei Regimi Stalinisti.

Siffatti sarebbero i “cani da guardia della Democrazia”? Sembra solo una canea di presstitutes plaudentes e scodinzolanti.

Applausi in Stile “Corea del Nord”!

La battuta sarcastica più ricorrente e ormai anche un po’ logora che gira sui social è quella che rimanda a Fantozzi, Filini e Calboni che rivolti all’onorevole cavaliere conte Diego Catellani esultano: “E’ un bel direttore”, “è un santo”, “un apostolo”. Si aggiunge, forse, la celebre parodia di Nerone fatta da Ettore Petrolini: in un monologo dalle movenze un po’ mussolineggianti, Nerone promette che Roma diventerà “più bella e più superba che pria” (“Il popolo quando sente le parole difficili si affeziona”). E visto che gli hanno detto “bravo” (e lui risponde subito “grazie), ripete all’infinito la frase finché la folla è così festante da non permettergli di pronunciare nemmeno una sillaba. Petrolini prendeva in giro il potere che si bea del trionfo ottenuto dal popolo, ma anche un po’ il contrario, il popolo che si spella le mani per il potente di turno, a prescindere. E a volte senza che quest’ultimo ne abbia alcuna responsabilità.

Per esempio trasmette un effetto distorto, un po’ “coreano” (del nord), che gli applausi prima, durante e dopo al presidente del Consiglio Mario Draghi siano arrivati non in Parlamento, non a un convegno, non in qualsiasi altro posto, ma proprio durante una conferenza stampa, animata da decine da giornalisti di altrettante testate che per definizione sono chiamati a porre domande per incarnare il vecchio motto del cane da guardia, del quarto potere, del custode della democrazia e, vista la calante fiducia dei lettori, magari dovrebbero sentire anche la responsabilità di apparire indipendenti, oltre che esserlo. […]

Su Twitter […] il giornalista di Domani Daniele Erler si pone la domanda: “Entra Draghi in conferenza stampa e i giornalisti applaudono. Credo succeda solo in Italia”. [E in Corea del Nord, aggiungiamo noi, Nota di Seyan] (ilfattoquotidiano.it)

Draghi, in siffatta conferenza imbottita di Minions di Regime, si è presentato come “Nonno prestato alle Istituzioni”.
E non solo si è incensato,  ma addirittura si è autocandidato, ovviamente senza esplicitarlo chiaramente, come prossimo Presidente delle Repubblica. Draghi, sedicente nonno delle istituzioni, pretendeva l’investitura ostentando indifferenza.

Venendo punito dai Grandi Elettori che, terrorizzati da lui, hanno preferito confermare il precedente presidente.

E pensare che erano ben due le autocandidature di peso: la prima quella di Nonno Mario, la seconda quella dell’altrettanto impresentabile Nonno Olgettaro!

Nonno Draghi è persino più imbarazzante di B., avendo letteralmente calpestato la Costituzione in questi mesi di mala gestio della Pandemia Programmata Corona. Infinitamente più di Giuseppe Conte, che ha rettamente chiosato che, “se io avessi fatto solo la metà di quello che ha fatto Draghi, mi avrebbero letteralmente crocifisso!”

Due anni di assenza di cure che ha fatto non so quanti morti in attesa di un prodigio che non c’è stato e che del resto non poteva nemmeno esserci vista la natura di questo virus, la cui pericolosità è stata peraltro artatamente moltiplicata per mille. Del resto proprio ieri [Anthony] Fauci ha confermato che le forzature degli obblighi vaccinali non hanno alcun significato sanitario, ma servono solo per vendere sempre più vaccini.

La cosa disperante è che la vicenda vaccinale è stata interamente gestita da Draghi attraverso una serie di innumerevoli di menzogne e questo individuo che ha messo sotto i piedi la Costituzione ora pretende. appoggiandosi alla razza padrona che lo incensa nella sua sconvolgente mediocrità umana e politica, di diventare presidente della Repubblica, ossia il garante della legge fondamentale che egli ha stracciato. Draghi lo vuole  per schivare le conseguenze economiche di un altro anno di semi segregazione che per ora vengono nascoste sotto una serie di assurdità su un preteso e grottesco boom economico, e per evitare che la situazione plasmatica della politica possa portare a un qualche allontanamento dai comandamenti delle elite ordoliberista che ad ogni costo vuole risucchiare i risparmi degli italiani.

Chi meglio di Draghi che ha costruito la sua intera carriera sulla svendita del Paese potrebbe garantire questo esito? Una qualche garanzia ci vuole, perché è pur vero che  abbiamo una sorta di sgovernissimo, di pappa politica sfatta che ha accettato senza fiatare qualsia abuso costituzionale, ma è anche vero che proprio in una situazione magmatica e confusa ogni cosa è possibile. Insomma c’è bisogno di un re o meglio di un reggente che senza essere direttamente coinvolto possa comandare e trasformare definitivamente la Repubblica parlamentare in Repubblica presidenziale. Il che dimostra che l’unico vaccino che davvero servirebbe è quello contro l’autoritarismo e il vero virus è lo stesso Draghi, una delle tanti varianti del golpe mondialista. (“La variante Draghi è letale”, ilsimplicissimus2.com)

barbarie draghista

Cancellier Draghi, circondato dalla solita pletora di giornalisti-pennivendoli Minions. Immagine satirica.

 

IL NONNO DITTATORE CHE DEFINISCE DITTATORI GLI ALTRI

Ovviamente i Leccons di Regime siffatte cose le occultano o le hanno davvero dimenticate. ma il Nonno Dittatore d’Italia,  pur essendo planato a Palazzo Chigi senza la necessità di sottoporsi al fastidio delle campagne elettorali, ha avuto l’arroganza di definire “Dittatore” chi occupa la carica di Presidente del proprio Paese grazie ad elezioni che sono state riconosciute in gran parte come democratiche.

«Con questi che, chiamiamoli per quello che sono, Dittatori [riferito a Erdoğan]…»

Vediamolo il mood democratico del Gesù” nato ai Parioli.

Ce lo ha sagacemente descritto qualche tempo fa Marco Travaglio.
Nelle sue cosiddette cabine di regie, il “Salvatore” fa sbattere dal Segretario alla Presidenza o altri addetti tomi di cento e più pagine davanti a ogni ministro e chiede l’immediata votazione del testo e approvazione per acclamazione.

I pochi che sommessamente (ma correttamente) chiedono di poter leggere il testo prima di votarlo, vengono cortesemente invitati da Nonno Mario a levarsi dagli zebedei…

Tutti votano a favore. Anzi, come ha chiosato lo stesso Nonno Draghi, tutti i Consigli dei Ministri finiscono tra applausi, cotillons e ovazioni generali, e immaginiamo con tutti i dipendenti di Palazzo Ghigi che fanno la ola.

Ecco le egolatriche dichiarazioni al riguardo del Nonno Prestato alle Istituzioni.

 

IL FINE DEL GREEN PASS…

Parafrasando George Orwell (“L’obiettivo del Potere è il Potere”), l’obiettivo del Green Pass è il Green Pass stesso.

Il Green Pass è il novello Instrumentum Regni.

Cioè un controllo pervasivo, oppressivo e omnicomprensivo, come nel Paranazismo Cinese, del comportamento di ognuno dei cittadini italiani e l’imposizione del sistema dei crediti sociali. Che infatti ora vengono istituiti a Bologna, la città posseduta dal PD, il Fascistico Partito-Regime, la riedizione in giacca e cravatta, del Partito Nazionale Fascista, Ma questo è il tratto comune di tutta la Ur-Sinistra Fascio-Sorosista Globale, dai Democrats USA al PD Italiano.

Proprio per questo il demente senile Biden ha istituito il Disinformation Governance Board del Dipartimento per la sicurezza interna Usa, la reificazione del Ministero della Verità orwelliano. Ovviamente non poteva che affidarlo ad una demente par suo, Nina Jancowicz, qui in una delle sue migliori performance:

Ormai nei Paesi oppressi dal fascistico Pensiero Unico DEM – dagli USA all’Italia, passando dalla UE – vige il bispensiero della Neolingua, LA VERITÀ È MENZOGNA, LA MENZOGNA È VERITÀ.

Ergo, chi protesta per la libertà di pensiero e di opinione è un criminale, chi afferma che il demente senile Biden è un demente senile, chi dice che l’incompetente Kamala Harris è incompetente, chi sostiene che la folle Jacowicz è folle, è un terrorista!

È diventato deprimente comune leggere attacchi implacabili alla libertà di parola sul Washington Post e su altri giornali. Il movimento anti-libertà di parola è stato abbracciato dai leader democratici, incluso il presidente Joe Biden, così come da accademici che ora affermano che “la Cina aveva ragione” sulla censura. Tuttavia, un articolo sulla rivista Time della corrispondente nazionale Charlotte Alter è ancora più scioccante per il punto a cui sono giunti i Mainstream Media contro la libertà di parola. Alter denuncia la libertà di parola come fondamentalmente “ossessione” dell’uomo bianco. […]

Poiché il Time, il Washington Post, il New York Times e altri media si allineano al movimento contro la libertà di parola, è più importante che mai che i cittadini si battano per questo diritto essenziale. Non c’è nulla di sfumato né in questo movimento né nelle sue implicazioni per questo paese. (Jonathan Turley)

Gli USA dei Democrats, di Biden e dei suoi burattinai Soros e Kissinger, è sempre più simile al “Grande Reich d’America” in “The Man in the high Castle”.

Insomma, PD-PNF vuole riecheggiare e imporre in Italia l’attuale Fascismo Cinese.

«È legittimo dunque porsi la domanda di fondo. Il Green Pass serve a spingere la vaccinazione di massa o il contrario?». Un articolo di importanza capitale è apparso sul quotidiano “La Verità”. Il pezzo, complesso e dettagliato, si intitola “La card non è un mezzo ma lo scopo: erogherà “diritti” solo agli schedati”. Le rivelazioni dei due giornalisti Claudio Antonelli e Giulia Aranguena, che hanno indagato sull’architettura legale e informatica del Green Pass, confermano quanto “Renovatio 21” scriveva qualche giorno fa: il Green Pass è il mezzo sul quale correrà l’euro digitale promesso dalla Lagarde alla Bce. Cioè, l’installazione di una società del controllo totale, dove il cittadino è sottomesso biologicamente, economicamente, elettronicamente al potere centrale. «La creazione di questa grande piattaforma di sorveglianza del cittadino – addirittura di capillarità più profonda di quella cinese – è il vero grande compito che i padroni del vapore si sono dati in questi anni», scrivevamo.

«Con l’euro digitale, come con il Green Pass, voi dipendete dall’Istituzione: persino per le attività più basilari, perfino per i diritti “prepolitici”: mangiare, bere, muoversi…». Ora l’identità profonda delle due cose – Green Pass ed euro digitale – è dimostrata dal reportage del giornale milanese, che ha scavato a fondo nei documenti. Il Green Pass, essenzialmente, è una piattaforma elettronica pensata per esistere anche senza il vaccino: «Il Green Pass nudo e crudo è quindi un account che mira ad attestare il possesso di determinate condizioni in base alle quali un utente può dirsi abilitato e verificato rispetto a una piattaforma che eroga diritti e libertà (vedi il semaforo verde) concessi dal gestore. In questo caso il gestore della piattaforma è lo Stato, la piattaforma è proprietaria e a totale controllo statale, i diritti e le libertà di accesso a un determinato luogo vengono restituiti sotto forma di concessione da parte del gestore stesso». (Roberto Dal Bosco, “Il Green Pass è la piattaforma dell’euro digitale cioè della vostra Schiavitù”, Renovatio21.com)

Se per i Kakistocrati del Draghistan ti comporti in maniera non conforme e non conformista al comportamento tenuto dalle Pecore Panglossiane italiane (rifiuti i vaccini sponsorizzati dalla Tirannide Totalitaria Draghista, butti a terra le cartacce, non paghi le tasse perché non hai soldi in conto corrente, usi veicoli a combustione interna, usi caldaie che producono troppa CO2, rifiuti l’accoglienza alle Armate di Migrazione di Massa Africane, protesti contro il Cancellier Draghi, etc.), ebbene loro ti sospendono il Green Pass per mesi o addirittura in sæcula sæculorum, condannandoti alla morte civile.

Un Regime Totalitario fondato sulla Propaganda stampo-televisiva Orwelliana dei pennivendoli LeccaDraghi e su un controllo sociale asfissiante e pervasivo, che sta progressivamente facendo confluire tutte le informazioni sensibili dei cittadini, comprese quelle sanitarie, all’Agenzia delle Entrate e alle forze di polizia.


D’altro canto, secondo il ministro Cingolani, il Pianeta sarebbe stato «progettato per soli 3 miliardi di abitanti» (da chi? Buh. E il Cingolani in base a quali cognizioni parla? Buh). Quindi gli altri sarebbero di troppo e invitati ad andarsene da un’altra parte: su Marte con i trabiccoli spaziali di Elon Musk oppure, semplicemente, all’Altro Mondo.

Cominciamo col liberarci di qualche milione di Italiani troppo ribelli, anzi renitenti, come vengono definiti dagli squadristi di regime di La7, RAI, Mediaset, Repubblica, LaStampa, Corsera, et similia…

«È chiaro che una volta ottenuta e rilasciata a tutti gli italiani l’Id digitale pubblica, per ora condizionata a condotte sanitarie, tale identità digitale possa essere in futuro non solo condizionabile, ma anche plasmabile facilmente per altre esigenze. Controlli fiscali, pagamenti, multe. Anche se la più importante si candida a essere l’applicazione dell’euro digitale, che così come previsto dalla Bce non potrebbe mai essere introdotto senza un’autostrada blockchain come quella del Green Pass». In pratica, dietro al Green Pass vaccinale c’è lo stesso software, lo stesso sistema (informatico e legale) che può stravolgere le nostre vite: con il Green Pass pagherete le tasse, con il Green Pass salderete le multe. Anzi, non farete nulla: il danaro vi sarà direttamente prelevato senza che voi facciate nulla, perché tutto sarà gestito da un potere centrale che vuole la trasparenza totale. La trasparenza delle vostre finanze, la trasparenza del vostro stato di salute: la privacy non è più un diritto e nemmeno un valore. (Roberto Dal Bosco, cit.)

L’euro digitale mira all’abolizione totale del contante. Con esso l’Europa potrebbe portarsi persino più avanti della Cina nell’evoluzione dello Stato moderno verso il totalitarismo della sorveglianza pervasiva e assoluta.

Esattamente come vagheggiano i visionari folli K. Schwab e T. Malleret, quinte colonne della Cabala Mondiale dei Soroi e autori di “The Great Reset”:

«il genio della sorveglianza tecnologica non verrà rimesso nella bottiglia»: occorre guardare a una prospettiva di benessere collettivo cui sacrificare alcuni aspetti delle nostre vite come le abbiamo vissute finora, in vista di un disegno superiore. (Ilaria Bifarini, “IL GRANDE RESET: Dalla pandemia alla nuova normalità”. Edizione del Kindle)

Il Green Pass (nelle sue varie articolazioni linguistiche nazionali) come liquidazione definitiva dei Diritti Costituzionali Nazionali sorto grazie all’opportunità creata dal virus chimerico di Fauci-Daszak-ShiZhengli, pone la base fondamentale per la definitiva istituzione del Nuovo Ordine Mondiale Americano di cui conciona anche Rinco Biden, perpetrata da decenni dalla Cupola Massonica Contro-iniziatica, a cui il Draghi appartiene di pieno diritto (cfr. Massoni di G. Magaldi).

Esattamente dopo 100 anni, l’Italia è il teatro di un nuovo distopico esperimento politico-sociale condotto dalle forze maligne e oscure del Capitalismo Totalitario e Reazionario.

Gongola il Vyshinsky dell’Invencible Armada di Nonno Mario, l’ineffabile collettivista Roberto Speranza:

A stamattina, alle 6, “il numero di green pass scaricati nel nostro Paese delle tre fattispecie – per guarigione, per vaccino o per tampone – è di circa 194 milioni, a testimonianza di uno strumento ormai pienamente dentro le abitudini e la consuetudine dei nostri concittadini”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante il question time alla Camera, nel rispondere ad un’interrogazione sulle iniziative per un migliore funzionamento della certificazione verde in relazione ai casi di avvenuta guarigione da Covid-19 (Provenza – M5s). (novanews)

Tali affermazioni reificano quello che era (solo) un pesante sospetto: i kakistocrati draghisti sanno perfettamente che la psicosi Covid-19 non è al momento niente di più che un pretesto per imporre uno Stato Duale, uno Stato identico a quello Nazista, in Italia prima e in tutto l’Occidente dopo.

Apparentemente è vigente una Costituzione formale democratica, in realtà il Potere decisionale è tutto nelle mani di soggetti esterni, totalmente liberi di esercitare tale potere arbitrariamente e senza vincoli o contrappesi costituzionali.

Nel caso di Hitler il Potere decisionale era nelle mani del Führerprinzip, NSDAP, Gestapo, SS; nel caso del Draghistan italiano, il Potere decisionale è nelle mani della Cabala Mondiale e dell’antidemocratica UE, di cui il Draghi è agente.

L’Armata Draghista dei “Migliori”  è apoditticamente il Peggior Esecutivo dall’Unità d’Italia ad oggi (con le eccezioni – forse – dei Gabinetti Rudini e Mussolini). C’erano alcuni buoni Ministri nell’esecutivo precedente, ma sono stati riconfermati solo quelli bocciati sonoramente, tra cui Speranza e Lamorgese, a cui sono stati aggiunti altri del loro stesso spessore.

E Il Nonno Migliore è tutt’altro che Il Migliore…

 

“V FOR VENDETTA” E CANCELLIER DRAGHI

“V for Vendetta” è un film precognitivo e predittivo. Anche lì veniva usata la strategia della paura – indotta oggi da un virus chimerico come quello creato artificialmente in sinergia da Fauci-Daszak-ShiZhengli e conosciuto come Sars-CoV-2 – per imporre un Regime Totalitario del tutto analogo a quello che si sta evolvendo in Italia.

Il Cancelliere Draghi sta al Cancelliere Sutler, come quest’ultimo sta al Cancelliere Hitler.

V, il personaggio del film, hackera la TV di Stato e questo è il messaggio che lancia alla Nazione oppressa:

Sì, care pecore panglossiane italiane, siete proprio voi le maggiori responsabili dell’attuale situazione, essendovi fatte scippare le più importanti Libertà e Guarentigie Costituzionali, manipolate come siete state dalla psicosi di massa da Covid-19, e avete creduto ad ogni falsa parola del pennivendolame del Propaganda Ministerium nostrano.

Ancora più agghiaccianti le successive similitudini tra Cancellier Sutler e Cancellier Draghi, che sta iniziando a formare, proprio come Sutler, un suo Partito Politico Personale, come ha rivelato Nicola Porro.

V per Vendetta, un film attuale

V per Vendetta è un film che offre moltissimi punti di riflessione: dal ruolo che il governo dovrebbe avere nella vita dei cittadini che è chiamato a governare, all’importanza di combattere per i propri ideali e la propria libertà di espressione. È anche un film che lascia aperta un’importantissima discussione sul valore dell’arte, non solo come mezzo di espressione di un talento personale, ma anche come cura alla solitudine, alla paura. L’arte diventa una sorta di via di fuga, un sentiero da percorrere per ritrovare benessere anche nei momenti più oscuri. Un discorso che appare quantomeno attuale al giorno d’oggi, con i luoghi della cultura che continuano ad essere chiusi a causa della pandemia. Ed è proprio al tema della pandemia che V per Vendetta si avvicina molto.

All’interno della trama, infatti, allo spettatore viene raccontata la storia di questa Inghilterra distrutta e guidata da un uomo che sa solo spargere odio e intollerenza [cfr con Draghi, nota di Seyan]. Un’Inghilterra che si è ripresa dopo una guerra e che, soprattutto, ha dovuto rimettere insieme i propri pezzi a seguito di un’epidemia che ha portato alla morte di moltissimi cittadini, in maggior parte bambini. V per Vendetta è dunque un film molto attuale per la capacità che ha di raccontare la paura costante di un popolo tenuto in scacco proprio da un senso di terrore costante che i governanti hanno usato per accrescere il loro potere, per arricchire i loro conti in banca e raccogliere maggior consenso dalle persone.

Come sta accadendo nella realtà con il coronavirus, V per Vendetta racconta di una pandemia senza controllo, un male che colpisce le scuole che oggi sono al centro di un dibattito acceso sul bisogno di tenerle chiuse o meno. Nella pellicola si vede un’Inghilterra che somiglia moltissimo all’Italia di oggi: con le persone attaccate ai televisori per ascoltare i bollettini dei telegiornali, facendo il conto delle persone morte e delle rivolte fatte per un governo che non sa gestire la situazione.

Si vede questa macchia umana in attesa di uscire dal gorgo delle cattive notizie, delle restrizioni dovute all’epidemia: un’umanità che è in attesa di avere il vaccino. Ma in V per Vendetta l’attacco sociale che l’opera fa contro l’oppressione governativa è ancora più terribile, perché associa l’epidemia e il vaccino alla stessa mano, rendendo carnefice ed eroe la stessa persona. Una riflessione che getta un’ombra scura sulla fiducia che un comune cittadino dovrebbe avere nei riguardi del governo. (Enrica Pomella, “V for Vendetta come la realtà”, ilgiornale.it)

barbarie draghista

Draghi come il Drago Rosso preconizzato dall’Apocalisse di Giovanni. Immagine satirica.

Siamo alla Leggenda, alla Leggenda dell’Apocalisse e al Drago Rosso, ovviamente…

(ilfattoquotidiano.it) – Mario Draghi è tornato, finalmente. Archiviate le ambizioni quirinalizie, il premier si è ripreso il vecchio scranno a Palazzo Chigi e le lancette degli orologi della politica, che si erano rispettosamente fermate insieme a lui, sono potute ripartire. Di conseguenza è unanime il senso di sollievo e giubilo nella stampa italiana. Basta leggere il titolone cubitale di Repubblica in prima pagina. Apodittico: “È tornato Draghi”. Non c’è altro da aggiungere. Ma le corde più liriche sono quelle pizzicate dai sapienti liutai del Corriere della Sera, in un articolo dal respiro epico. “Mario Draghi riparte come un orologio svizzero e il gesto con cui apre il primo consiglio dei ministri dopo una settimana di morte e risurrezione della politica è pensato per spazzar via le scorie… Il premier entra nella grande sala, dà le spalle agli arazzi fiamminghi con le gesta di Alessandro Magno e compie in senso antiorario un intero giro dell’immenso tavolo, porgendo la mano a ogni singolo ministro”. Che statura. Ma il meglio deve ancora venire. “Compiendo un intero giro della ‘tavola rotonda’ di Palazzo Chigi, il premier, che un ministro sottovoce paragona a ‘Re Artù che stringe un nuovo patto con i suoi cavalieri’, suggella un nuovo inizio”. Capito? Altro che Super Mario, qui siamo alla leggenda.

Mario Draghi sembra essere come l‘Imperatore dei Dalek: EXTERMINATE! STERMINARE! Egli urla compulsivamente contro Piccole e Medie Imprese italiane, che vuol vedere fallite, e contro le famiglie povere d’Italia, che vuol vedere estinguersi.

Mario Draghi ha sempre fatto degli sfaceli: ha agito come un traditore della patria. Io non prendo nemmeno lontanamente in considerazione l’ipotesi di un Draghi che torna sui suoi passi; basta vedere qual è stata la sua azione nel momento in cui è arrivato a Palazzo Chigi. Aveva le mani legate? Ma dove? I partiti si sono stesi ai suoi piedi in maniera vergognosa. E i media lo hanno divinizzato, come già fecero con Monti. Un premier che anche solo accarezzi l’idea di cambiare, rispetto alla deriva neoliberista e anti-patriottica di Draghi, non avrebbe mai firmato una robaccia come il Pnrr. Non ci avrebbe mai legato a una robaccia come il Recovery Fund. Non avrebbe mai firmato il Trattato del Quirinale. Non avrebbe mai difeso il Green Pass (che, dati alla mano, sta distruggendo la nostra economia). Nell’azione di Draghi, purtroppo, io vedo un’enorme coerenza con quello che ha fatto, fino a questo momento.

Che poi lui di notte sia tormentato dagli incubi, su quello che sta facendo, mi può interessare fino a un certo punto; io devo basarmi su quello che vedo. E quello che vedo è un premier che, ancora una volta, sta facendo quello che gli è riuscito meglio in tutta la vita, cioè: liquidare. E’ un liquidatore, ed è quello che sta accadendo. A seguito dell’azione di Draghi, la nostra economia (non che prima se la passasse meglio) ha subito l’ennesima mazzata: come certificato dai dati di Confcommercio, il Green Pass ha causato un crollo dei consumi interni: cosa che per un keynesiano sarebbe un problema immenso, perché un keynesiano punterebbe soprattutto sul mercato interno e al ritorno dello Stato come centro dell’economia, non come ente vessatorio e burocratico, pronto a imporre le tasse. Al contrario, un keynesiano dovrebbe concepire uno Stato che aiuta famiglie e imprese con la spesa pubblica: ma non è quello che abbiamo visto, in questi mesi.

Anzi: abbiamo visto un ulteriore indebitamento di famiglie e imprese. E il Pnrr, che ci viene spacciato come piano nazionale di resilienza e ripresa (“per il culo”, io aggiungo), è un piano di smantellamento e di suicidio assistito per la nostra economia. Addirittura, ormai, lo dicono i grandi sovranisti del “Sole 24 Ore”, che qualche giorno fa si sono accorti che, dentro il Pnrr, ci sono delle clausole di ammodernamento e conversione “green” che saranno letali, per le nostre piccole e medie imprese (ma non lo saranno per il comparto industriale tedesco, che guardacaso è già pronto per questa conversione). Noi siamo il paese delle piccole e medie imprese: che non verranno aiutate, in questa conversione, perché devono essere distrutte (come direbbe Draghi, con la “creative destruction”). Nella visione che secondo me Draghi ha ancora, le piccole imprese devono essere spazzate via; sono le grandi imprese, che devono andare avanti, i grandi conglomerati industriali, le grandi multinazionali. Ma se tu fai fuori le piccole e medie imprese, tu distruggi il 95-97% del tessuto industriale italiano: tu fai fuori l’Italia.

Stessa cosa per quanto riguarda il Recovery Fund. Non se ne può parlare come dei “soldi che ci dà l’Europa”: sono pochi soldi, a strozzo, in ritardo, a rate, legati a delle condizionalità suicide. Ne vogliamo citare una a caso? Dobbiamo mantenere un “avanzo primario” vergognoso, che poi peraltro abbiamo fatto per trent’anni: quindi lo Stato deve tassarci più di quanto spende per famiglie, pensioni e servizi. Non solo: anche nel Recovery ci sono delle clausole “green” che ci impediscono di fare determinate scelte. Non solo: c’è una conversione forzata verso il digitale e c’è la lotta al contante, verso cui io e tanti altri siamo contrarissimi, perché è una questione di controllo: se tutto passa attraverso il pagamento telematico, dall’altra parte basta un “click” e tu non ti muovi e non vivi più, se non hai più il denaro contante. (Giorgio Cattaneo, libreidee.org, libreidee.it)

Inaudito. Proprio chi ha creato e fomentato in Italia un feroce clima di odio e intolleranza, e aumentato a dismisura le diseguaglianze sociali, conciona di coesione sociale…

Un’ultima chiosa, affidata sempre a Giorgio Cattaneo:

Qualcuno, lassù, ha pensato di dividere l’umanità, indebolendola: e ci è riuscito. Parlano da soli i milioni di sudditi inebetiti dall’ignoranza e dalla paura, torturati dal ricatto, vessati dalle proibizioni e oggi rassegnati a subire anche in eterno qualunque imposizione, ancorché folle. Il mostruoso esperimento – condotto a partire dall’Italia – non è ancora finito: si punta alla piena e definitiva sottomissione.

Draghi cazzaro

Le Fake News di Mario Draghi

Mentre questa è la Verità:

 

DRAGHI HA FATTO TORNARE LE LANCETTE DELL’OROLOGIO D’ITALIA INDIETRO DI CENTO ANNI

Draghi ci ha riportato indietro esattamente di cento anni, riportandoci al Fascismo, ridonandoci al Fascismo.

Mentre i pennivendoli nostrani si prostrano in massa e intingono le loro immonde penne con la saliva ogni qual volta parlano del Nuovo Duce Femmineo d’Italia, “Maria Antonietta” Draghi, i giornali indipendenti esteri non sono altrettanto teneri.

Recentemente in Italia mi sono trovato sconcertata dall’implacabile applicazione di regole stupide e invadenti. […] Riguardavano il Green Pass del paese; prova digitale sullo stato Covid che è richiesta ovunque, dai treni ai vecchi musei polverosi. Ma ciò che mi ha colpito è stato uno stato d’animo generale di idoneità al lavoro da “papiers please” [come il papiere nazista, Nota di Seyan].

Con questa rete pronta di militanti esecutori ubriachi del potere ritrovato, non potevo fare a meno di pensare al fascismo e all’effetto della sua impronta straordinariamente recente sui giorni nostri. In Portogallo e Spagna le dittature fasciste continuarono fino alla metà degli anni ’70. [Non è ultroneo rammentare che Lamorgese ha ordinato che tutte le Forze di Polizia dovevano essere impiegate per il controllo del Green Pass, mentre le Mafie e la Malavita erano quasi completamente libere di agire, Nota di Seyan]

Negli anni ’30, quando molteplici movimenti fascisti europei si impadronirono dalla Grecia alla Jugoslavia e poi quando Hitler invase l’Europa, pochissimi paesi riuscirono a resistere all’orribile peso morto dell’ideologia fascista. La Gran Bretagna, tuttavia, è stata una di queste, uscita dal 20° secolo senza aver mai ceduto a una dittatura o intrattenuto un partito fascista in modo neanche lontanamente serio. Lo sciovinismo non è mai di bell’aspetto, ma se c’è una solida pretesa di eccezionalismo che la Gran Bretagna ha, sicuramente è questa.

Ma in linea con i nostri tempi, è emersa la moda di fingere che, se non fosse stato per la grazia di Dio (o il caso casuale), avremmo seguito la strada dei nostri vicini continentali. Che, in sostanza, non c’è alcuna reale differenza tra noi e l’Europa. Questo è falso: c’è ogni differenza tra la Gran Bretagna e l’Europa, a causa di differenze di organizzazione politica a lungo fermentate. Il totalitarismo, di cui il comunismo è un esempio tanto quanto il fascismo, non ha avuto un punto d’appoggio in Gran Bretagna da quando la regina Mary I (Bloody Mary) ha messo al rogo centinaia di protestanti. Questo non si può dire di gran parte dell’Europa, o addirittura di molti altri paesi. (Zoe Strimpel, “Britain may not be a saintly nation, but it has certainly never been a fascist one”, The Telegraph)

Il punto è proprio questo: il Green Pass (Rafforzato o Supercazzole varie) non ha alcuna efficacia per impedire la diffusione del “supervirus” chimerico: serve solo a trasformare tutti i diritti sanciti dalla Carta Costituzionali in Concessioni del Sovrano (tutt’altro che) Illuminato.
Con il “Green Pass” si è permesso di sospendere sine die la Costituzione Italiana, quella che anche i radical chic definivano una volta «la più bella del mondo». Con tanti, troppi, Italiani plaudatores di tale infamia.

Agghiaccianti le dichiarazioni di uno del Governo dei sedicenti “Migliori”, appartenente a quel “MoVimento” grillista che avrebbe dovuto ridare i pieni poteri al Cittadino e che invece si è squagliato e, in piena e disgustosa marcescenza, è divenuto stampella della revanche Fascio-Nazista, supportata oggi in Italia dai Radical Chic di “Sinistra” col Rolex al polso e dal PD-PNF.

Con il suo accento romanesco, il Sileri riconosce che il Green Pass non è una misura sanitaria: è meramente una misura antidemocratica coercitiva, punitiva e restrittiva. Sic et simpliciter.

Il Green Pass è un mezzo fascistico di controllo della popolazione, interamente mutuato dal 社会信用体系, il sistema di credito sociale cinese.

Ovviamente i Cazzari di Regime e i pennivendoli LeccaDraghi e LeccaSoros occultano tale fatto. ma non lo fanno i giornalisti veri, soprattutto quelli che lavorano all’Estero, fuori dall’opprimente clima e cappa del sempre più nazificato ex Belpaese che fa il paio con i Nazisti Ucraini del guitto criminale Zelens’kyj.

Mentre la maggior parte dei paesi europei, in particolare la Gran Bretagna, stanno allentando le loro restrizioni Covid, l’Italia che è la più dura di tutte, questa settimana li ha resi ancora più duri, anche se i dati mostrano che sono inutili.

Forse è perché l’Italia è un paese in cui indovini e guaritori di fede [le “virostar” da TV, Nota di Seyan] sono un’industria multimiliardaria che ha il regime di passaporto dei vaccini più draconiano d’Europa. Ad ogni modo, la psicosi di massa acceca i suoi politici e le persone dalla verità.

Nel Regno Unito, le false affermazioni dei consulenti scientifici del governo sulla necessità e sui vantaggi dei blocchi sono state alla fine demolite in modo convincente e The Spectator ha svolto un ruolo significativo nel processo. È giunto il momento che anche affermazioni false simili sui passaporti dei vaccini vengano sfatate.

Non ci può essere posto migliore dell’Italia per iniziare questo processo di smascheramento.

La giustificazione per il regime del passaporto del vaccino in Italia – chiamato “Il Green Pass” – quando è stato introdotto lo scorso agosto era che avrebbe aumentato l’adozione del vaccino, creato spazi sicuri per i vaccinati e quindi ridotto i casi di Covid, i ricoveri e i decessi. Non ha fatto nessuna di queste cose.

Invece il regime è diventato costantemente più draconiano. I non vaccinati sono stati presto banditi da quasi tutti gli spazi pubblici e dai trasporti pubblici, e persino dal lavoro, a meno che non avessero avuto il Covid negli ultimi sei mesi, o pagato per un test Covid da 15 € una volta ogni 48 ore.

Salutato come un enorme successo con fervore religioso dal governo di unità nazionale italiano, guidato dal premier non eletto ed ex banchiere centrale dell’UE, Mario Draghi, ‘Il Green Pass’ non è stato in realtà altro che un esercizio di inutile tirannia.

Eppure, nonostante ciò, a dicembre, il governo Draghi ha introdotto ‘Il Super Green Pass’ che ha reso il regime ancora più tirannico con la vaccinazione ormai obbligatoria per tutti sui mezzi pubblici, e in molti spazi pubblici come ristoranti e bar – anche all’esterno – e capelli saloni e stadi sportivi, a meno che non abbiano avuto il Covid negli ultimi sei mesi. Annullato il diritto dei non vaccinati a sostenere il test di 48 ore da 15€ per accedervi.

E questa settimana, con il tasso di contagi in caduta libera, la vaccinazione obbligatoria è stata estesa ai luoghi di lavoro per gli over 50. La vaccinazione era già obbligatoria sul lavoro per gli operatori sanitari e di emergenza e gli insegnanti. Ma d’ora in poi, nessuna persona non vaccinata di età superiore ai 50 anni che non abbia avuto il Covid negli ultimi sei mesi potrà andare al lavoro. Se lo fanno, loro e il loro datore di lavoro rischiano multe da € 600 a € 1.500. In precedenza, potevano ancora andare al lavoro se facevano il test Covid da 15 € ogni due giorni o se avevano il Covid negli ultimi sei mesi. Ci sono 500.000 italiani non vaccinati di età superiore ai 50 anni che lavorano e ora saranno sospesi senza paga – secondo la stampa italiana – a meno che non gettino la spugna e non vengano presi a pugni. (Nicolas Farrell, “The pointless tyranny of Italy’s Covid pass”, The Spectator)

Prosegue Farrell,

Naturalmente, né il non eletto Draghi né nessun altro nella sua coalizione interpartitica ammetterà mai che quello che strombazzano come il loro risultato più orgoglioso è un fallimento. Né lo faranno i media italiani che hanno seguito così supinamente la linea del governo – né gli stessi italiani – tre quarti dei quali sostengono ‘Il Green Pass’ nei sondaggi. Hanno tutti troppa faccia da perdere adesso.

Che la loro ossessiva convinzione sulle meraviglie de “Il Green Pass” sia una completa sciocchezza è chiaro da un confronto dei dati per l’Italia e la Gran Bretagna che in realtà non ha avuto alcuna forma di passaporto per i vaccini.

Italia e Gran Bretagna hanno popolazioni simili, rispettivamente con 59 milioni e 69 milioni di persone.

Oggi, dopo quasi sette mesi di regime del passaporto vaccinale in Italia, il numero di persone non vaccinate in Italia e in Gran Bretagna rimane più o meno lo stesso. In Italia, l’88,92% degli over 12 è completamente vaccinato, rispetto all’84,9% in Gran Bretagna.

A gennaio c’erano ancora 5,9 milioni di italiani non vaccinati di età superiore ai 12 anni, ancora una volta un numero simile a quello della Gran Bretagna. […]

Ciò che conta di più, ovviamente, è il conteggio dei cadaveri. Ma anche qui ‘Il Green Pass’ e ‘Il Super Green Pass’ hanno avuto scarso effetto. In effetti, creando un senso di falsa fiducia tra i vaccinati, potrebbero aver peggiorato le cose. Ad ogni modo, hanno fallito.

Se avessero funzionato, i tassi di infezione dell’Italia sarebbero stati di gran lunga inferiori a quelli della Gran Bretagna. Eppure, dall’inizio dell’ultima grande ondata di pandemia a dicembre causata dalla variante Omicron, l’Italia ha avuto un numero notevolmente simile di infezioni da Covid alla Gran Bretagna senza pass verde.

La spiegazione, ovviamente, è che a prescindere da tutti quei pass verdi, gli italiani vaccinati si infettano a vicenda.

Dal 1° dicembre – quando la variante Delta era in uscita e la variante Omicron in arrivo – sono stati più di sette milioni i casi di Covid sia in Italia che in Gran Bretagna.

In Italia, il 70 per cento delle infezioni da Covid nell’ultimo mese sono state in persone parzialmente o completamente vaccinate. Vero, proporzionalmente, poche persone vaccinate che prendono il Covid finiscono in ospedale, o muoiono, ma quelle che lo fanno sono ancora molte persone. Circa la metà dei ricoveri Covid in Italia e più della metà dei decessi Covid da dicembre sono state persone vaccinate parzialmente o totalmente vaccinate.

Per aggiungere al danno la beffa, dal 1° dicembre anche l’Italia ha avuto molti più decessi per Covid della Gran Bretagna.

In Italia, dal 1° dicembre, ci sono stati 18.000 decessi Covid, rispetto ai 15.000 decessi Covid in Gran Bretagna. Questa è un’enorme differenza.

Eppure i politici, i giornalisti e la maggior parte degli stessi italiani continuano a credere che “Il Green Pass”, ora trasformato in “Il Super Green Pass”, sia l’unica soluzione. (Nicolas Farrell, cit.)

Esemplare la chiosa successiva:

L’Italia non ha un Primo Ministro eletto dal 2011, eletto nel senso che il Primo Ministro è stato il leader di una coalizione o di un partito che ha vinto le elezioni generali. Tuttavia, non è la natura antidemocratica dei governi italiani a spiegare il regime del passaporto per i vaccini in Italia, ma la natura dittatoriale degli italiani. Ironia della sorte, l’unico grande partito ad opporsi al regime è il postfascista Fratelli d’Italia.

Quasi incredibilmente, la scorsa settimana un giornalista ha effettivamente interrogato il professor Walter Ricciardi, consigliere scientifico Covid del ministro della Salute, su questo confronto tra Italia e Gran Bretagna in un importante talk show politico televisivo.

Il professore – un equivalente italiano del nostro amato professore Neil Ferguson – stava brontolando su come il passaporto del vaccino garantisca la libertà quando un giornalista presente gli ha chiesto perché fosse necessario quando paesi come Gran Bretagna e Spagna non hanno nulla del genere e tuttavia hanno avuto una mortalità inferiore.

Infatti, secondo i dati della John Hopkins University, l’ Italia ha avuto 252,55 morti ogni 100.000 abitanti e la Gran Bretagna 240,57.

Il prof Ricciardi – che ha accusato il giornalista di fare affermazioni ‘prive di qualsiasi fondamento scientifico’ – ha ribattuto: ‘L’Inghilterra calcola i decessi in modo completamente diverso da noi – se calcolasse allo stesso modo, sarebbe il doppio. Pretende circa 150.000 ma sono 300.000.’

Senza senso! […]

Il professore ha proseguito affermando che gli inglesi (gli italiani insistono sempre che la Gran Bretagna è Inghilterra) si sono rifiutati di imparare dall’Italia e di conseguenza i “numeri di morti e casi” dell’Inghilterra sono “enormemente maggiori dei nostri”. Una sciocchezza, di nuovo. Ha concluso dicendo che il SSN è così peggiorato che per la chirurgia dell’anca “c’è un’attesa di dieci anni”. Questo, almeno, è forse vero. (Nicolas Farrell, cit.)

Apodittici gli scritti successivi di Farrell sugli Italiani:

Gli italiani non sono mai stati particolarmente appassionati della libertà, e di conseguenza la libertà non è mai fiorita in Italia. Questo, credo, spieghi perché questa rimozione delle libertà fondamentali – o dei diritti, se dobbiamo – degli italiani non vaccinati da parte del premier non eletto Mario Draghi è così enormemente popolare. […]

Vivere in prima persona come stanno reagendo gli italiani alla crisi del Covid mi ricorda che la narrativa storica dominante sul fascismo inventata dal Partito Comunista Italiano – il più grande partito comunista al di fuori del blocco sovietico – per assolvere gli italiani dalle colpe è una sciocchezza: quel fascismo è stato imposto non voluto. Gli italiani volevano che il fascismo fermasse il comunismo. Non è stato imposto. Così come vogliono che questa nuova forma di dittatura fermi il Covid. (Nicolas Farrell, “Italy’s draconian vaccine laws are terrifyingly popular, The Spectator)

Mussolini affermava, purtroppo con avvedutezza, «Come si fa a non essere padroni di un popolo di Servi», riferendosi ovviamente agli Italiani…

Fortunatamente la Stampa Libera Britannica ha capito che il Draghismo è il Nuovo Fascismo. Almeno loro.

Alcune riflessioni sono necessarie.

La fondatezza (rectius, l’infondatezza) dei dati snocciolati dal Ricciardi, «l’Inghilterra (rectius, Gran Bretagna) ha avuto 300.000 morti per Covid, altro che 150.000» senza alcuna prova o riferimento fattuale, scientifico e statistico, ci fa dubitare della fondatezza dei dati forniti per l’Italia da quella che satiricamente chiameremo la Speranza e i suoi Consigliori.

Non è ultroneo rammentare che proprio in base ai «dati scientifici» e all’«evidenza scientifica» di siffatti individui, divulgata dalle Virostar e dai pennivendoli italiani, abbiamo avuto Lockdown e Green Pass, con l’effetto di provocare una perdita del PIL stimabile in 400 miliardi di euro e la perdita del lavoro o dell’attività da parte di quasi un milione di Italiani.

Chi è aduso a sparare dati Covid inconsistenti per i Paesi Esteri è ipotizzabile che lo faccia anche per i dati in Italia. Ma la Magistratura Italiana, così potente e fiera ai tempi di “Mani Pulite”, oggi si è autolimitata, non sembra voler disturbatore il manovratore, come non osa (finora) indagare su quante decine di migliaia di morti abbia provocato la “cura” Speranziana, «Tachipirina e vigile attesa», con morte quasi certa per i soggetti con più patologie.

 

IL CANCELLIER DRAGHI È STATO IMPOSTO DALLA CABALA DEI SOROI PER FINIRE DI SPOLPARE L’ITALIA E PORTARE A MORTE MILIONI DI ITALIANI PER FAME, STENTI E FREDDO? È L’EFIALTE ITALICO?

A questa domanda risponderemo esaustivamente in un prossimo post.

Quello che possiamo dire fin da ora è:

No! Draghi non è un eroe!
No! Draghi non è il Salvatore d’Italia! 

L’infinita pletora di giornalisti Minions che inneggiano, osannano, deificano, colui che noi definiamo satiricamente Cancellier Draghitler rappresenta un’assoluta vergogna per una Nazione che fino a qualche anno fa era considerata Libera e Democratica. Solo ai Tempi del Fascismo, l’Informazione ha operato allo stesso, indecente, modo.

Ipostatizzando le parole del filosofo Giorgio Agamben, «Credo che un giorno gli storici guarderanno a questo momento come un momento della storia in cui i giornalisti hanno dato prova della più vergognosa e infame complicità con l’amministrazione pubblica».

Turpi, distopiche, stolide, davvero vergognose, le vette di Cazzarismo raggiunte dai Mainstream Media Italioti. Da Facta:

Il primo programma televisivo nazionale a trasmettere l’immagine è stato il talk show di Rete 4 Controcorrente (qui dal minuto 00:01:45), che il 20 aprile 2022 l’ha utilizzata come sfondo del segmento dedicato alla battaglia intorno ad Azovstal.

Screenshot della trasmissione Controcorrente del 20 aprile 2022

Il giorno dopo è stato poi il turno della trasmissione di La7 Piazzapulita, che nella prima serata del 21 aprile 2022 ha mandato in onda l’immagine (qui al minuto 17:00) presentandola come «una sezione dell’acciaieria Azovstal» e citando come fonte il «politologo russo» Sergei Markov, di cui parleremo tra poco.

Screenshot della trasmissione Piazzapulita del 21 aprile 2022

Lo stesso 21 aprile 2022, l’immagine è stata trasmessa anche su Rai 1 da Porta a Porta (qui al minuto 03:06). Secondo Bruno Vespa, l’immagine sarebbe «una grafica del Messaggero» che mostra una vera e propria «città» sotto l’acciaieria Azovstal.

Screenshot della trasmissione Porta a Porta del 21 aprile 2022

Questo grafico, tuttavia, non ha nulla a che fare con la guerra in Ucraina.

Che cosa mostra in realtà l’immagine

Attraverso una semplice ricerca inversa per immagini abbiamo scoperto che l’immagine è in realtà stata realizzata nel 2015 per illustrare il «mondo sotterraneo» di un gioco da tavolo chiamato Blackout, un progetto mai realizzato a causa del fallimento della campagna di crowdfunding che doveva raccogliere i fondi per la realizzazione. L’autore, lo statunitense Richard T. Broadwater, era riuscito a raccogliere solo 14 mila dei circa 50 mila euro necessari.

Lo schema del mondo sotterraneo del gioco da tavolo Blackout

Proprio riferendosi all’Informazione Mainstream Italiana, Josè Mourinho parlava di «Prostituzione Intellettuale». Papa Bergoglio va oltre: parla di COPROFILIA!

Coprofilia, in senso letterale “attrazione per gli escrementi”. Ma anche una delle quattro “tentazioni” di noi giornalisti. Papa Francesco lo va dicendo da almeno un ventennio, sin da quando era cardinale e primate d’Argentina. “Quello che volevo fare era sottolineare le tentazioni a cui un giornalista può essere esposto. Parlo sempre di giornalismo come di una ‘nobile professione’ e l’ho detto a questo giornalista, Gustavo Sylvestre. Se pensassi che tutti i giornalisti praticano la coprofilia, oggi lei non sarebbe seduto qui con me”.

Queste parole di Bergoglio sono di venerdì scorso, in un’intervista al quotidiano argentino La Nación, e sono state completamente oscurate o quasi dalla stampa italiana, anche cattolica. (Fabrizio D’Esposito, il Fatto Quotidiano)

Ritornando alla questione primeva, che razza di fenomeno è il Draghi?

Egli è o un burocrate di quart’ordine, un Apparatčik del fascistico Nuovo Ordine Mondiale di Rinco Bidenoppure è solo un Quisling, un Efialte reificatosi in Italia.

Il fatto che si sia fatto circondare da incompetenti, incapaci e sicofanti (e solo qualche rarissima mosca bianca inclita) che la stampa corrotta e marcia di Regime definisce i Migliori, farebbe propendere per la prima ipotesi.

La sua assoluta inettitudine ad affrontare ogni qualsivoglia crisi, con avvedutezza e raziocinio, è icastica a tal riguardo.

Prima ha dichiarato guerra a coloro i quali rifiutavano i sieri negromantici sperimentali definiti propagandisticamente i “vaccini”. Chi ha rifiutato i vaccini sperimentali dagli effetti dannosi veniva definito dal pennivendolame italiota un renitente! Adesso il Draghi ha praticamente dichiarato guerra alla Russia, che fino a poco fa era, tra import ed export, il nostro primo partner commerciale.

Importiamo il 42% della nostro fabbisogno energetico dalla Russia e il “Divo” Draghi e “Giggino O’Bibbitaro” Di Maio non hanno trovato niente di meglio che allinearsi dietro agli USA di Rinco Biden, il quale definisce assurdamente Putin un “criminale di guerra” e un “macellaio”, come se vent’anni di “guerra al terrore” degli Americani che hanno causato 3,1 milioni di morti ed una cifra che oscilla fra i 37 ed i 59 milioni di profughi e rifugiati fossero stati solo una “Passeggiata della Democrazia”.

Il governo pro tempore sta seguendo, marciando al passo dell’oca, un demente psicopatico come Rinco Biden!

In patente e plateale violazione dell’art. 11 della Costituzione, come afferma rettamente il Costituzionalista Ainis, stiamo progressivamente diventando una nazione co-belligerante, a fianco dei Neonazisti Ucraini.

Di Maio ha definito addirittura Putin «peggio di una bestia».

Gli Stati Uniti sono il peggior nemico d’Italia e dell’Europa, ma i burosauri quisling Draghi e von der Leyen marciano compatti, allineati e coperti, come soldatini, dietro a Rinco Biden e ai suoi Rinco Boys.

Senza la vis letteraria e senza l’istinto profetico degli scrittori distopici non è comunque difficile prevedere come sarà il nostro futuro sotto il tallone di ferro di un regime autocratico e di polizia che agisce grazie all’instaurazione di uno stato di guerra preparato accuratamente da due anni di emergenza che hanno costituito un test della sopportazione dei cittadini alla repressione, della loro assuefazione alla rinuncia di diritti fondamentali, delle libertà di circolazione e espressione, dei loro standard di assoggettamento a ricatti e intimidazione.

Come è ormai banale dire la guerra è stata dichiarata su due fronti, uno esterno in forma di aperta belligeranza e in applicazione del mandato della Commissione a sua volta esecutrice dei comandi Usa e che proprio oggi per bocca della baronessa von der Leyen gorgheggia sulla necessità di irrigidire le sanzioni contro la Russia, e uno interno con l’imposizione di una strategia di razionamenti, di ricorso a approvvigionamenti costosi economicamente e ambientalmente, che incrementa la nostra dipendenza dai signori dell’energia, penalizza le produzioni, porta al fallimento piccole e medie imprese e sta già mettendo sul lastrico migliaia di lavoratori.

Lo stato maggiore nazionale che dirige su mandato esterno le operazioni è rappresentato da un impiegato di banca, un mezzemaniche che dopo aver esercitato per anni le sue mansioni con gretto formalismo feroce, ha deciso che può esuberare dai limiti imposti dal suo ruolo esecutivo per trarre più soddisfazione dal suo sporco lavoro, appagando frustrazioni e miserabili arrivismi grazie a posizioni e rendite più ambiziose, da una cerchia di politicanti sfuggiti miracolosamente alla selezione delle risorse professionali grazie a compromessi indecenti, tradimenti vergognosi, e interessata a arrivare a una scadenza che le garantisca la pensione dopo una breve vita parassitaria.

A dare manforte un’altra cricca, la stampa addomesticata e arruolata grazie a aiuti pubblici e al ruolo di propaganda attribuitole da editori impuri in perpetuo conflitto di interesse, intellettuali talmente organici da preferire le dimissioni non solo dall’esercizio della critica, ma anche da quello del pensiero. E infine, ma non ultimi, i sindacati. […]

Sarebbe ora di svegliarci per non vivere e morire fascisti. (Anna Lombroso, “La guerra di Mario”, ilsimplicissimus2.com)

Che il Fascistico Nuovo Ordine Mondiale Americano – capitanato dai Criminali Stragisti Kissinger e Soros di cui Rinco Biden è solo un burattino – sia il Primo Nemico Mondiale della Pace e il nostro peggior nemico, lo dicono anche i nostri generali.

MARCO BERTOLINI
Ex comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze

Il problema è che non c’è l’intenzione di chi supporta Zelenzky ad arrivare a una pace. La Von Der Layen ha detto che bisogna “arrivare alla vittoria”, ma che significa poi la sconfitta della Russia. Se queste sono le premesse vuol dire che l’Europa spinta dagli Usa si sta orientando ad alimentare una lotta continua contro la Russia che potrebbe durare a lungo. Le conseguenze sono ragionamenti di carattere più politico che tattico. Ma da quel sto punto vista ha avuto quello che ha dichiarato, l’obiettivo della Ucraina non fuori dalla Nato deve essere raggiunto per via negoziale. Ma se il negoziato non c’è perché gli Usa non lo vogliono, la guerra va a vanti chissà quanto. E questa è una cosa spaventosa. (“Le analisi di quatro generali italiani”, ilfattoquotidiano.it)

Draghi e la sua Armata Brancaleone sembrano afflitti dalla stessa dissonanza cognitiva, che affliggevano Hitler e i suoi Gerarchi negli ultimi giorni di Berlino all’interno del Bunker.

Hitler chiedeva a Speer di distruggere ogni mezzo di sostentamento per i civili tedeschi, colpevoli di aver fatto poco per la vittoria. Draghi, nella sua isteria russofoba, non esita a mettere a rischio la vita di milioni di Italiani: Senza il gas russo è a rischio il 70% della Manifattura Italiana.

Ciò comporta che, senza il gas russo, quest’autunno non ci saranno più pasta, pane, latte, acqua, e milioni di Italiani saranno senza cibo e senza lavoro. Ma, probabilmente, come fece il Gabinetto Rudini, si preferirà mandare l’esercito a sparare con tank e cannoni contro i manifestanti che protesteranno per il cibo, come a Milano nel 1888. La Barbarie Draghista potrebbe davvero arrivare fino a tal punto…

Aberranti le farneticazioni del Cancellier Draghi su condizionatori d’aria e pace”:

Io, personalmente, preferisco il condizionatore acceso e se poi la Nazistica Ucraina venisse finalmente ripulita dai Pendagli da forca Banderisti come gli Azoviani, che si nascondano come ratti nelle fogne di Azovstal e da tutti i Quisling della NATO, ne sarei ancora più felice.

Gli Italiani non vogliono rinunciare all’energia dalla Russia, così come 7 italiani su 10 trovano assurdo dare le nostre armi agli ucraini e aumentare il nostro contributo economico alle Waffen-SS NATO, quando il Cancelliere Tedesco Scholz rifiuta di dare anche una sola cartuccia al guitto neonazista e cocainomane Zelensky e abbassa sempre più i toni belluini con Mosca, a differenza della interventista e guerrafondaia Banda Bassotti Draghiana.

Per il 70% degli Italiani, dobbiamo mediare con la Russia e non gettare benzina sul fuoco come stanno facendo Rinco Biden, Draghi e la von der Leyen.

Ma Cancellier Draghi, mussolinianamente, se ne frega!

Rischiamo una guerra nucleare per uno psicopatico dipendente dalla cocaina come Zelensky, esattamente come Hitler dipendeva dal Pervitin.

È davvero misteriosa la mancanza totale di interesse psico-scientifico per una figura speciale come quella dello Zelens’kyj.

E sì che le discipline psicologiche ne avrebbero già di dire parecchie: un attore – un uomo, quindi, con un’architettura dell’io bella specifica – che diventa presidente, anzi, un attore che interpreta il presidente che realmente diventa il presidente-attore. Siamo molto al di là di Grillo, o di Ronald Reagan (il quale aveva comunque una lunghissima storia di politico in ambo i partiti USA, e una bella gavetta da governatore della California).

Invece, niente.

Eppure non crediamo sia solo una nostra impressione: il ragazzo non dà prova di equilibrio.

Certamente, chi lo segue dai giornali occidentali, o dai parlamenti, occidentali, si è fatto un’altra idea. Lo Zelensko è Batman. È il mio eroe, ha detto in una excusatio filoucraina di default qualche sera fa in qualche programma l’oramai mitico prof. Orsini, quello che hanno scelto per far vedere in TV come potreste essere linciati se osate pensarla diversamente. Di più: da pagliaccio comico che faceva sketch ignudo in cui suonava il pianforte con il pene (2016: l’altro ieri), il nostro stava per passare per direttissima alla notte degli Oscar, e l’abbiamo scampata per un soffio (in compenso, Sean Penn ora distruggerà le sue statuette).

Eppure se andiamo a prendere le sue dichiarazioni, qualcosa non torna. Sono contraddittorie. Sono bipolari. Con ogni evidenza.

Dice che vuole i negoziati, ma nella stessa dichiarazione parla di Terza Guerra Mondiale – che come noto è l’unica possibilità di salvezza che ha. Anche questo, fenomeno psicologico interessante: trascinare il mondo in una guerra annientatrice, per salvare la propria pelle. Come potremmo chiamare questo meccanismo di difesa, in termini psichiatrici?

Qualche giorno fa il Corriere ha riportato entusiasta un altro virgolettato, in cui si parlava, in una dissonanza cognitiva bella evidente, di pace ma anche di vittoria.

«Ci stiamo avvicinando alla pace, ci stiamo avvicinando alla vittoria». Eh?

Quindi, sembra far capire l’attore-presidente, sta andando verso il tavolo della pace da vincitore? La guerra la sta vincendo lui?

Parrebbe, da quello che dice.

«Se la Russia avesse saputo cosa li attendeva, sarebbe stata terrorizzata dal venire qui». Parole bellicose. DI uno che ha davvero la pace in tasca, perché ha effettivamente vinto.

È vero? Neanche per sogno.

Anche se non steste vedendo che Mariupol sta cadendo, che Odessa sta per cadere, che ci sono file infinite di carri fuori da Kiev,  che depositi di armi e di petrolio sono stati distrutti da missili Kalibr, che praticamente tutti i foreign fighter accorsi da tutto il mondo sono stati disintegrati a Yavarov,  che Karkhov è circondata che con la tenaglia dal Donbass stanno per catturare tutto l’esercito ucraino che era lì installato per attaccare il Lugansk e Donetsk a inizio marzo, ebbene, anche non vedeste nulla di tutto questo e sceglieste di credere ciecamente solo alla propaganda di TV e giornali occidentali, vi chiesiamo: se sta vincendo, perché continua a chiedere armi?

Se l’Ucraina sta vincendo, perché Zelens’kyj continua a chiedere la no-fly zone, che costerebbe, come detto dal Cremlino, l’immediata dichiarazione di guerra di Mosca a chiunque oserebbe?

Se l’Ucraina sta vincendo, perché continua a chiedere di avere armamenti, i MiG polacchi, etc.?

Perché chiede danari?

Il titolo del Corriere del 28 marzo, a 9 colonne: «Zelensky scuote l’Occidente». «Vi manca coraggio, dateci armi».

L’atteggiamento pare regressivo, infantile. Quattro giorni fa: «Ucraina, Zelensky alla NATO: “Da voi ancora nessuna risposta chiara”».

Due giorni fa il capo di gabinetto della presidenza ucraina ha fatto sapere che sono «delusi dalla NATO e dalla UE».

Sono tante le sindromi che verrebbero in mente all’esperto di scienza della psiche. Per esempio, qualcuno potrebbe citare il Barone di Munchausen, quello che si inventava storie pazzesche, viaggi sulla luna, e quella volta che riuscì ad uscire dalle sabbie mobili tirandosi per i piedi. Chiuso in un bunker, non è un’ipotesi remota: pensate allo Hitler che negli ultimi giorni credeva ancora di comandare immensi battaglioni.

Qualcuno potrebbe parlare di regressione freudiana, meccanismo di difesa che porta il soggetto ad uno stato precedente dello sviluppo dell’io: datemi gli aerei, chiudete il cielo, datemi fucili, bombe, soldi… mamma, papà, attaccate voi la Russia per conto mio!

Qualcuno potrebbe tirar fuori anche qualche trauma psicologico da isolamento, tipo hikikomori. Del resto il presidente sta in un bunker, comunica solo attraverso video girati su green back per fingere che sia ancora in grado di stare a Kiev all’aperto.

Qualcuno potrebbe osservare una sindrome maniaco-depressiva, a cui a momenti di tristezza («ammettiamolo, non entreremo mai nella NATO») si alternano esplosioni di vitalità creativa: la vittoria è vicina, ora tirerò dentro tutti in questa guerra, etc.

In Russia vi è tuttavia un’altra idea per spiegare il comportamento di Zelens’kyj: la cocaina.

A metà marzo alla TV russa Pervij Kanal il deputato ucraino filorusso Ilya Kyva ha lanciato una serie di accuse oltraggiose al governo del suo Paese d’origine, riporta il quotidiano britannico Mirror.

Durante una discussione sul canale di Stato, il Kyva ha quindi parlato dello «stato psichiatrico e fisico» del Presidente.« Non è un segreto che sia salito al potere perché è facilmente controllabile. È un tossicodipendente. Cocaina». […]

Stateci voi dietro a Zelens’kyj, alla sua mente, a quella dei suoi pupari.  (renovatio21.com)

«Preferite i condizionatori o la pace?». La domanda del Draghi è tipica del bispensiero dell’Oceania dominata dal Grande Fratello in “1984”: «La Verità è Menzogna, la Menzogna è Verità».

Enorme menzogna quella concionata dal Draghi.
Per arrivare alla Pace bisogna assolutamente smettere di inviare agli ucraini armi, non si ottiene la pace armando fino ai denti il guitto neonazista Zelensky, e Bergoglio è andato financo oltre, affermando rettamente che «è scandalosa la spesa per le armi», così come è stata imposta dal Cancellier Draghi, soprattutto per un Paese ridotto alla fame dalle isterie totalitarie della Covidocrazia Drago-Speranziana.

Dello stesso avviso una grossa parte dell’ANPI, «Bisogna costruire la pace e per farlo c’è da lavorare andando in quella direzione. Inviare armi non è sicuramente un segno di pace. Non possiamo essere né per l’invio, né per il finanziamento delle armi».

Tanto che certo Gramellini del Corriere della Nato ha osato dileggiare l’ANPI definendola l’Associazione Nazionale Putiniani d’Italia!

Invece Draghi sta sottraendo risorse vitali per la sopravvivenza di milioni di Italiani e centinaia di migliaia di piccole imprese pur di armare i Neonazisti Ucraini.

Reificando così la macchietta Draghi, genialmente tratteggiata da Crozza, che replica con maestria la voce femminea, à la Maria Antonietta, di Draghi.

Repetita juvant: l’assenza di norme accanto alle norme, è quello che gli studiosi definivano lo stato nazista. Cioè uno stato duale: da una parte sembra che lo stato sia ancora operativo, mentre dall’altro emergono nuovi poteri esterni che poi sono quelli che in realtà decidono. (G.Agamben)

Poteri esterni ed opachi, spesso occulti, non soggetti ad alcun controllo o contrappeso istituzionale.

Mussolini e Hitler, in particolare il secondo, non realizzarono un Colpo di Stato. Furono Vittorio Emanuele III (Sciaboletta) e von Hindenburg ad assegnare loro la Cancelleria Nazionale, rispettivamente in Italia per il primo e in Germania per il secondo.

Entrambi si limitarono a disapplicare la Costituzione vigente, lo Statuto Albertino per l’Italia e la Costituzione di Weimar per la Germania.

L’Autocrate Epistocrate Draghi sta disapplicando la Costituzione Italiana per favorire i demoniaci interessi dei suoi comparuzzi del Nazistico Nuovo Ordine Mondiale Americano.

In ultima istanza, il Draghi si rileva essere solo una mosca cocchiera, esattamente come Benito Mussolini:

L’on. Mussolini, che aspira al ruolo di abilissimo e accortissimo deputato, apparirà nella sua veste reale: una mosca cocchiera, un apprendista negromante che ha imparato la formula per evocare il diavolo, ma ignora quello che può ricacciarlo all’inferno (Gramsci 1973: p. 140).

Draghi sembra l’Imperatore dei Dalek, gli acerrimi nemici del Dottor Who, che urla “Exterminate! Sterminare!” contro le Famiglie Italiane povere, i Salariati Italiani e le Piccole e Medie Imprese Italiane.

Esattamente come vagheggiava Draghi nella Crociera del Britannia, era necessario liquidare un sistema politico-economico che trovava indispensabile dare sussidi alle Famiglie e alle PMI Italiane. Missione realizzata! Ora Draghi è il Commissario Liquidatore d’Italia e presto il suo becchino!

The Undertaker Draghi – 1

Tra la truppa Dalek-Draghista svetta il PD, il partito del ceto ricco e parassitario, feroce avversatore degli Italiani del Ceto medio-basso e dei Lavoratori. Il PD ha distopicamente sovvertito ogni valore del vecchio PCI che era un Partito realmente antifascista, democratico, sociale, anti-americano, anti-atlantista, anti-imperialista, operaista.

Proprio vero: l’Italia avrebbe bisogno di una Nuova Liberazione. Liberazione dai Dalek-PD.
L’Italia andrebbe DePDinizzata, come afferma correttamente il Collettivo Militant. «Mi nonno ai nonni di quelli der battaglione Azov je sparava, mica je regalava le armi».

Purtroppo non c’è un Dottor Who a cui chiedere aiuto…

L’Impero del Male Statunitense, al pari di Draghi, è convinto di logorare la Russia di Putin (Dottrina Brzezinski) prolungando la guerra ucraino-Russa all’infinito, mediante il sempre più massiccio invio di armi d’attacco e combattendo fino all’ultimo ucraino e fino all’ultimo Europeo!
Già, perché noi dei Paesi Europei Vassalli della NATO siamo sacrificabili (expendable) esattamente come gli ucraini.

Giustappunto: è la Barbarie Draghista.

barbarie draghista

Mario Draghi come l’Imperatore dei Dalek. Immagine Satirica.

 

Questo post viene pubblicato il 25 Aprile 2022: non è un caso.

Sono disgustato dalle dichiarazioni urbi et orbi dei dei Tromboni e dei Sicofanti di Regime in data odierna.

Nel frattempo il Fascismo, dopo cento anni, si è di nuovo reificato in Italia. Come afferma giustamente Agamben, siamo di nuovo in uno Stato d’Eccezione, uno Stato Duale simil-Fascista e/o simil-Nazista, in cui la Legislazione e la Costituzione Italiane sono solo apparentemente vigenti, mentre esiste un Potere Esterno – Autocratico ed Epistocratico – che sta riportando gli Italiani alla condizione di Servi Medievali.

Non possiamo non plaudere al pentastellato Vito Petrocelli, presidente della Commissione Esteri del Senato, che mostra Onestà Intellettuale a differenza dell’ipocrita e marcescenza etica della parte ufficiale del M5S (o meglio il poco che ne è rimasto) che ha deciso di espellerlo.
Vergognosa istanza, Noi, comunque siamo e saremo sempre contro i Nazi-Fascismi del XXI secolo: USA, Cina, Nazi-UE, NATO e Ucraina.

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Covidocrazia 4 – La Morte della Democrazia http://www.isoladiavalon.eu/covidocrazia-4-la-morte-della-democrazia/ http://www.isoladiavalon.eu/covidocrazia-4-la-morte-della-democrazia/#comments Sat, 04 Dec 2021 11:58:52 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=15351 COVIDOCRAZIA 4 – La Morte della Democrazia   COVIDOCRAZIA: il Modus operandi per comprimere e reprimere in sæcula sæculorum la Democrazia in Italia e nell’Occidente. Il Cancellier Draghi dichiara lo Stato di Eccezione permanente in Italia.   GREEN PASS, I NEMICI INTERNI, I VIROCAZZARI, LA DERIVA PARANAZISTA E IL VERO UR-FASCISMO: IL NEOLIBERISMO   Il […]

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COVIDOCRAZIA 4 –

La Morte della Democrazia

 

COVIDOCRAZIA: il Modus operandi per comprimere e reprimere in sæcula sæculorum la Democrazia in Italia e nell’Occidente. Il Cancellier Draghi dichiara lo Stato di Eccezione permanente in Italia.

 

GREEN PASS, I NEMICI INTERNI, I VIROCAZZARI, LA DERIVA PARANAZISTA E IL VERO UR-FASCISMO: IL NEOLIBERISMO

 

Il fine del Green Pass è il Green Pass.  Al Cancellier Draghitler e al suo Kapò Speranzen non interessa niente della Salute e del Bene degli Italiani.

Il Green Pass e il Green Pass Rafforzato servono solo a dimostrare agli Italiani chi è che detiene il Potere e chi lo detiene può, arbitriaramente, ad nutum, revocare quelli che non sono più diritti costituzionali, ma concessioni. Inoltre il Green Pass abitua le stupide Pecore Panglossiane ad un controllo sempre più asfissiante e pervasivo.

Il Poliziotto del Pensiero O’Brien dichiara a Winston Smith mentre lo tortura:

Non ci interessa il bene degli altri; ci preme solamente il potere. Non il benessere, non i fasti, non la vita eterna né la felicità: solo il potere, il potere assoluto. […]

Il potere non è uno strumento, è un obiettivo. Non si impone una dittatura per difendere una rivoluzione; semmai si fa la rivoluzione per imporre una dittatura. L’obiettivo della persecuzione è la persecuzione stessa. L’obiettivo della tortura è la tortura. L’obiettivo del potere è il potere. Adesso inizi a comprendermi? (George Orwell. “1984”)

In brevis, l’Italia funziona da sempre come laboratorio politico della Destra più bieca e autoritaria. Prima il Fascismo, che ha dato il la al Nazismo (senza Mussolini a ispirarlo, Hitler sarebbe rimasto un attivista di piccolo cabotaggio). Oggi, questo.

Con il dinamico duo Conte-Speranza prima e con Draghi-Speranza poi, viene sperimentata la risposta del popolo di uno Stato da decenni Democratico e Costituzionalmente garantito di fronte ad uno Stato di Eccezione forgiato su un’emergenza sanitaria creata artatamente. Come reagirebbe una popolazione da sempre protetta da una Costituzione granitica di fronte alla strategia della paura e all’isteria della sopravvivenza?

Adesso i Fascio-Filantrocapitalisti Soroi lo sanno e non è certo una buona notizia per noi.

Sugli intellettuali italiani è meglio non parlare, perché è vergognoso. Io credo che bisogna rendersi conto che in Italia è stato attuato, con il pretesto del terrore sanitario, un vero e proprio colpo di Stato gestito dalle stesse autorità del Paese. Tutti i principi del diritto, e anche della convivenza politica, sono stati fatti saltare uno dopo l’altro. Abbiamo lo stato di emergenza invece della legge. Abbiamo l’informazione imposta invece del libero dibattito. La tecnica invece della politica. Abbiamo la distanza, il sospetto e la discriminazione invece della solidarietà della convivenza. Insomma: i principi della convivenza e del diritto sono venuti meno.

Il green pass non significa libertà

Mi pare che stiano cambiando l’idea stessa di libertà e l’idea stessa di diritto. Due esempi semplici: primo, il green pass. Il green pass fa parte di quel modello politico chiamato “libertà autorizzate”. Di cosa si tratta? L’autorizzazione di un diritto è un atto che non concede nuovi diritti, ma autorizza l’esercizio di quelli già esistenti. Come la libertà di uscire di casa, andare al ristorante o prendere il treno. Diritti elementari che adesso hanno bisogno di una autorizzazione per essere esercitati. Ed è qui che si vede la cecità delle persone che pensano che il green pass sia un principio che garantisce la libertà quando la libertà autorizzata non è più una libertà, in quanto può essere revocata da chi ha dato l’autorizzazione.

Cancellata la certezza del diritto

L’altro punto riguarda la natura stessa del diritto. Per definizione il diritto deve essere certo: non esiste legalità senza certezza del diritto. Ora, se invece, come sta avvenendo, il governo interviene ogni 15 giorni su un problema, cambiando continuamente le regole, non c’è più legalità. Questo fenomeno non rientra nella legalità. Un diritto incerto non è un diritto. È un cambiamento enorme perché la gente si sta abituando. Per vivere, rispettando la legge, occorre che i cittadini sappiano quale è la legge e che questa sia stabile. Altrimenti si cade in uno stato di illegalità.

Il colpo di stato

Questi due concetti sono importanti. Siamo entrati in questo colpo di stato, che è già avvenuto. Cambieranno il nostro concetto di libertà e di diritto. In fondo questo modello che fa emergere una situazione illegale insieme a quella legale, l’assenza di norme accanto alle norme, è quello che gli studiosi definivano lo stato nazista. Cioè uno stato duale: da una parte sembra che lo stato sia ancora operativo, mentre dall’altro emergono nuovi poteri esterni che poi sono quelli che in realtà decidono.

La cecità delle persone [sulla falsa libertà delle persone] procede insieme all’informazione imposta. Il governo tra i vari decreti legge ne ha emanato anche uno che finanzia i giornali che pubblicano le informazioni del governo sul coronavirus. Tutti i giornali hanno preso questi fondi. Credo che un giorno gli storici guarderanno a questo momento come un momento della storia in cui i giornalisti hanno dato prova della più vergognosa e infame complicità con l’amministrazione pubblica.(Giorgio Agamben, IV Congresso dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia del 13 novembre 2021, ripreso da nicolaporro.it)

Da sottolineare che, per l’infinita pletora di pennivendoli e gazzettieri italiani a servizio permanente effettivo del Nazi-Draghismo, grandi Intellettuali come Cacciari, Agamben, Vattimo, e pochi altri, sarebbero diventati i “Cattivi Maestri”.

Non è ultroneo rammentare che i veri “Cattivi Maestri” erano quelli che irreggimentavano i movimenti anarcoidi in senso insurrezionalista e violento: Lotta Continua da cui emersero i Nuclei Armati Proletari; Potere Operaio («Democrazia è il fucile in spalla agli operai») da cui nacque Autonomia Operaia di Toni Negri – P.A.C.  di C. Battisti («Attento poliziotto, è arrivata la compagna P38!») fino a Prima Linea e Brigate Rosse, che insanguinarono il Paese con gesta brutali ma soprattutto senza un minimo di razionalità.

L’immagine iconica degli anni di piombo: G. Memeo punta la P38 ad altezza d’uomo.

Ora, che Filosofi e Giuristi Democratici e Libertari della Vera Sinistra come Agamben, Cacciari, Vattimo, Mattei, Lottieri, Zhok, et al., vengano paragonati ai “Cattivi Maestri” à la Moretti, Curcio, Battisti, Sofri, Bergamin, Negri, et similia, dimostra lo stato di marcescenza etico-cognitiva che connota l’attuale “ceto intellettuale italiano”, per non parlare della marcia e corrotta “Informazione” mainstream nostrana.

Ma l’appecoronamento dei “giornaloni” italiani non sembra ancora sufficiente per la Cabala Mondiale dei Soroi e il Nazistico Grande Reset di Schwab.

Ecco le aberranti dichiarazioni dei uno dei lacchè della Cabala Mondiale, Mario Monti.

Terminator Monti. Immagine satirica.

Non parendogli sufficiente quanto fatto finora dal Draghi, che sta replicando de facto in Italia il nazistico Stato Duale hitleriano, l’ex Terminator d’Italia Monti che ha distrutto 300 miliardi di euro di PIL tra il turpe Salva Italia e la macelleria Forneristica, come attestato dal MEF a guida Padoan, pag. 17 del PNR DEF 2017 – chiede non solo la compressione delle Libertà Costituzionali quali la Libertà al Lavoro, la Libertà di Circolazione, la Libertà di non farsi avvelenare senza obbligo di Legge, ora pretende financo la re-istituzione del Propaganda Ministerium di Goebbels o un novello Miniver, il Ministero della Verità del distopico “1984” di George Orwell.

Per il neoaristocratico e antidemocratico Monti va impedita ogni libertà di opinione o di informazione, che sono il sangue e l’anima della Democrazia. «Bisogna trovare modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione».

“Somministrazione”? L’Informazione Vera (di certo non quella che fanno i propagandisti Draghiani di @La7tv) è il Pane della Libertà, egregio Senator e Terminator Monti.

 

Incredibilmente, tutti i sedicenti “giornalisti” de La7 (una sorta di Völkischer Beobachter post litteram) si genuflettono e si appecoronano a siffatte e altre oscenità antidemocratiche o allo Scientismo religioso dell’araldo di Big Pharma di turno, mentre sono sempre pronti ad azzannare come dobermann ululanti e sbavanti opinioni serie e ponderate espresse da Cacciari, Agamben, Freccero, Paragone…

«Il Governo Ispirato, Nutrito, Istruito dalle Autorità Sanitarie»: quelle stesse “autorità”, quella stessa Nuova Santa Inquisizione che ha sostituito il satanico “Vaccino Unico” e lo Scientismo religioso all’unico Vero Dio?

Sì, carina la democrazia, va bene la libertà d’espressione, ma non è il caso di sopravvalutarle tanto. Da quando si è manifestato il Governo dei Migliori si respira questo sentimento (neanche tanto) strisciante in certi araldi dell’opinione pubblica – professori emeriti, firme dei grandi giornali, dirigenti d’azienda – secondo cui la libertà è un lusso che non ci possiamo più permettere.

Sabato sera qualche ingenuo idealista è sobbalzato per le parole di Mario Monti, ospite di In Onda su La7. L’ex premier e senatore a vita, serissimo, ha spiegato che “bisogna trovare delle modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione”. Nessuno in studio ha pensato di chiamare un’ambulanza, anzi i conduttori l’hanno invitato a sviluppare il ragionamento: “È molto interessante, senatore. Si spieghi meglio”. Chi dovrebbe “dosare” l’informazione? “Il governo, ispirato, nutrito, istruito dalle autorità sanitarie”. […]

Insomma, questa democrazia ha stancato un po’. Così è diventato normale che si neghi il diritto a manifestare “nelle aree sensibili” delle città, oppure si sventoli il Daspo di un anno da Roma in faccia a Stefano Puzzer, il portuale triestino leader delle proteste contro il Green pass (trasformando un tipo così in un martire della libertà di pensiero), mentre si moltiplicano i titoli di giornale sul caro premier “stufo dei partiti”.

D’altra parte avete visto a cosa serve il Parlamento in tempi di Covid, e ancora più in tempi di Draghi? Praticamente a nulla. Tanto varrebbe affidarsi alle divise. Quest’estate Marcello Sorgi ha deliziato i lettori della Stampa con una suggestione marziale: “Metti anche che, in un intento suicida” i partiti “insistessero per mandare a casa il banchiere, giocandosi la fiducia dell’Europa e i miliardi di aiuti di cui sopra, al presidente della Repubblica non resterebbe che mettere su un governo elettorale, forse perfino militare, come accaduto con il generale Figliuolo per le vaccinazioni”. […]

Evviva Figliuolo, evviva i migliori. In Draghi premier si compie un destino. Un destino che piega gli assetti istituzionali, come sostiene Giancarlo Giorgetti. Per il leghista, Super Mario andrebbe bene anche al Quirinale, tanto “sarebbe un semipresidenzialismo de facto, in cui il presidente della Repubblica allarga le sue funzioni approfittando di una politica debole”. Chissenefrega della Costituzione: viva la politica debole e l’uomo forte. Un destino anche celeste: la provvidenza. Lo dice la Chiesa. Con queste parole il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha accolto il dono del “grande statista”: “Sappiamo quanto il premier sia stimato in Europa. Certamente, se la Provvidenza lo ha collocato nel posto in cui si trova, la sua esperienza, umanità e intelligenza, potranno essere veramente utili”. L’ultimo vescovo ad associare la provvidenza divina a un capo di governo era stato Pio XI con Benito Mussolini dopo la firma dei Patti Lateranensi, anno del Signore 1929. (Tommaso Rodano, ilfattoquotidiano.it)

Lo squadrismo Pan-Nazista filoDraghiano attuale si concentra soprattutto tra la cassa di risonanza dei cosiddetti giornaloni” (che nessuno legge o usa più, neanche come surrettizia carta igienica) e quella delle ridicole Sturmtruppen LA SETTEiste e RAIste.

Nell’immagine che segue, un brevissimo compendio, un bignamino, del Cazzarismo Leccadraghista di Gazzettieri e Ierofanti dello Scientismo Vaccinista, tutti autoproclamatisi profeti e scienziati:

Chiosa Alessandro Robecchi, sempre in riferimento alla richiesta di Terminator Monti di re-istituire il Minculpop Fascista:

Chiedo scusa se parlo di Mario Monti – un Mario Draghi di dieci anni fa – ma, occupandosi questa rubrichina di leggende, narrazioni e media, direi che la recente uscita del senatore Monti sull’informazione che va “dosata” merita qualche appunto in margine (ne ha parlato benissimo, unendo molti puntini, Tommaso Rodano, ieri, su questo giornale). Dunque troppa democrazia, troppa libertà di stampa, abbiamo subìto tante restrizioni, perché non subirne un’altra? Che male c’è? “Trovare modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione” è una frase che dovrebbe mettere qualche brivido nelle brave persone. C’è anche quell’altro verbo, “dosare”, che ribadisce bene il concetto, cioè dovrebbe esserci un rubinetto, quello dell’informazione, e il governo (secondo il senatore Monti) dovrebbe aprire e chiudere a piacere, “come nell’informazione di guerra”. Seguono precisazioni e correzioni di tiro, ma si sa, le parole dal sen fuggite sono le più sincere.

Si lanci dunque il giusto allarme: l’informazione che si “somministra” a dosaggio merita un no fermo, sicuro, come si dice senza flessioni. Un soave “non diciamo cazzate”. Ma a parte questo, esistono già abbondanti sentori di un’informazione di guerra. Il nemico è brutto, sporco, cattivo, si macchia di orrendi delitti, si copre di ridicolo, è un cretino, è stupido, eccetera eccetera. Il nome, “no-vax” già lo descrive spregevole, e siccome l’informazione di guerra non deve guardare troppo per il sottile, diventa “no-vax” chiunque abbia una posizione anche vaghissimamente critica sulla gestione della pandemia, anche plurivaccinati convinti. Insomma, l’informazione di guerra evocata da Monti radicalizza il confronto e divide, individua il nemico e lo ridicolizza. Così abbiamo, praticamente a reti unificate, una specie di reductio a imbecillum di una parte della popolazione. […]

Si sa poi che un “dosaggio” tira l’altro, come le ciliegie, e quel che si applica per la pandemia (niente centro storico alle manifestazioni, per dirne una) poi si applica a tutti. La Cgil regionale dell’Emilia Romagna, per citare un caso, non potrà manifestare in piazza Maggiore a Bologna per un no della Prefettura. Non si capisce se per leso shopping o per paura di contagi, le cose si confondono, la notizia merita un trafiletto minuscolo, poche righe. Insomma, come direbbe il senatore Monti, un dosaggio minimo.

 

Il Monti conciona poi, per l’ennesima volta, di una Governance Mondiale (rectius, il Nuovo Ordine Mondiale dei Soroi) a cui tutti noi dovremmo essere asserviti, in qualità di neoschiavi.

In brevis, ogni pretesto è buono e utile per il trilateralist Monti, al fine di richiedere ulteriori “cessioni di quote di sovranità nazionale” a favore di Organismi Internazionali non Statuali (e, soprattutto, antidemocratici).

Come affermano i filosofi non avvelenati dalla Strategia della paura e dall’Isteria della Sopravvivenza instillata da Draghitler-Speranzen con la complicità dei Leccons giornalistici di Regime:

Non si tratta di prendere posizione in favore o contro il green pass, o in favore o contro la vaccinazione obbligatoria; si tratta, più precisamente, di esercitare quel senso critico e quella libertà di pensiero che appare necessaria affinché una società possa continuare a dirsi viva e democratica.

Si ricorda, ancora una volta, che lo Stato non ha resa obbligatoria la vaccinazione poiché la scelta sarebbe stata molto probabilmente contraria alla costituzione (Corte Cost. 22 giugno 1990 n. 307; Corte Cost. 23 giugno 1994 n. 258; Corte Cost. 18 gennaio 2018 n. 5), trattandosi di un vaccino che ancora non ha finito il suo corso di sperimentazione e che può recare danni, anche gravi, a chi lo riceve, come riconosciuto dallo stesso art. 3 del dl 44/2021.

Ergo, Draghi e i suoi Fenomeni da Baraccone hanno volutamente evitato l’obbligo vaccinale, ben conoscendo i devastanti effetti avversi provocati dalla inefficace broda negromantica conosciuta come “vaccino”.

 

Però lo Stato ha voluto egualmente ottenere il medesimo risultato, e lo ha fatto con lo strumento indiretto del green pass, che da un lato ha indotto grandissima parte dei cittadini a vaccinarsi per non essere esclusi dalla vita sociale, e dall’altro ha consentito parimenti allo Stato di non assumersi alcuna responsabilità in punto di vaccinazione, in quanto atto formalmente non obbligatorio e rimesso alla libera scelta di ognuno.

Cancellier Draghi e la sua Kakistocrazia hanno imposto surrettiziamente la vaccinazione, tramite il fascistico Green Pass. A dimostrazione che viviamo in uno Stato di mero arbitrio, dopo pochi giorni, è stato imposto il Green Pass Rafforzato.

Io ebbi la ventura (o sventura) di vedermi assegnare anni fa, come docente di Diritto Costituzionale, lo Zagrebelsky.

Zagrebelsky non sembra riuscire a compenetrare l’etimologia e l’epistemologia del termine arbitrio, come sembra non comprendere la differenza tra Stato di Emergenza e Stato di Eccezione.

Ecco come lo bacchetta Giorgio Agamben:

Un giurista di cui un tempo avevo qualche stima [Zagrebelsky, appunto, nota di Seyan], in un articolo appena pubblicato su un giornale allineato, cerca di giustificare con argomenti che vorrebbero essere giuridici lo stato di eccezione per l’ennesima volta dichiarato dal governo.

Riprendendo senza confessarlo la distinzione schmittiana fra dittatura commissaria, che ha lo scopo di conservare o restaurare la costituzione vigente, e dittatura sovrana che mira invece a istaurare un nuovo ordine, il giurista distingue fra emergenza e eccezione (o, come sarebbe più preciso, fra stato di emergenza e stato di eccezione). L’argomentazione in realtà non ha alcuna base nel diritto, dal momento che nessuna costituzione può prevedere il suo legittimo sovvertimento. Per questo a ragione nel suo scritto sulla Teologia politica, che contiene la famosa definizione del sovrano come colui «che decide sullo stato di eccezione», Schmitt parla semplicemente di Ausnahmezustand, «stato di eccezione», che nella dottrina tedesca e anche fuori di questa si è imposto come termine tecnico per definire questa terra di nessuno fra l’ordine giuridico e il fatto politico e fra la legge e la sua sospensione. […]

Lo stato di emergenza, egli prosegue, a differenza da quello di eccezione, che comprende poteri indeterminati, «include soltanto i poteri finalizzati allo scopo predeterminato di rientrare nella normalità» e tuttavia, concede subito dopo, tali poteri «non possono essere specificati preventivamente». Non è necessaria una grande cultura giuridica per rendersi conto che, dal punto di vista della sospensione delle garanzie costituzionali, che dovrebbe essere l’unico rilevante, fra i due stati non vi è alcuna differenza.

Di seguito i concionamenti arzigogolati dello Zagrebelsy sull’arbitrio.

“Innanzitutto, mi pare che ci sia un problema di parole usate nel modo sbagliato. Discriminare ha un significato negativo, di persecuzione per motivi inaccettabili. Tra chi è vaccinato e chi no parlerei di distinzione: distinzione è cosa neutra, che può essere giusta perché basata su motivi ragionevoli e può essere ingiusta, cioè discriminatoria, se basata su motivi irragionevoli. Dunque, si discuta dei motivi, prima di usare parole suggestive e arbitrarie”. Gustavo Zagrebelsky è stato presidente della Corte Costituzionale.[…] Quanto alle proteste No Vax: “Chi scende in piazza al grido di libertà, dovrebbe usare la parola giusta che è arbitrio.

Le affermazioni dello Zagrebelsky non hanno alcun fondamento ermeneutico, epistemologico e filosofico. 

Chi non riesce a comprendere che la Kakistocrazia di Draghi ha imposto in Italia un nazistico Stato Duale in cui una Costituzione esistente e tuttora vigente a livello formale viene vilmente calpestata da una Dittatura che materialmente applica disposizioni ad Essa contrarie, non mi sembra che debba essere tenuto in considerazione alcuna.

Egregio Zagrebelsky, ecco l’etimo di arbitrio:

arbìtrio s. m. [dal lat. arbitrium, der. di arbĭter «arbitro»]. – 1. Capacità di scelta nell’operare e nel giudicare.

Se io devo giudicare se farmi inoculare broda sperimentale nel mio corpo, giudico razionalmente di non farlo.

Checché ne dicono i Covidocazzari da salotti TV – preferibilmente i salotti puteolenti di aria fritta dei Goebbelsini La7isti – queste pozioni negromantiche spacciate per vaccini sono e rimangono sperimentali e di cui solo tra anni si conosceranno i pesanti effetti avversi.

Covidocazzari, Virocazzari e Cazzari Neri vestiti da SS come SScanzi, tutti smentiti en masse dal CEO di Moderna Bancel!

Stéphane Bancel ha tratto enormi guadagni grazie al Virus Cinese Artificiale Sars-CoV-2:

Moderna ha fatto profitti da capogiro grazie alla pandemia. Stéphane Bancel, ad di Moderna è diventato miliardario, Noubar Afeyan, Robert Langer e Timothy Springer, fondatori o investitori di Moderna, sono ora nella classifica dei più ricchi d’America. L’azienda però, rivela Domani, si basa su fondi e ricerca pubblici e sulla scelta di privilegiare i Paesi ricchi a discapito dei più poveri.

Bancel, secondo Forbes, è tra i “miliardari 2021” con una ricchezza personale che supera i nove miliardi di dollari. Bancel, di origine marsigliese, per il quotidiano finanziario francese Les Échos che gli ha attribuito il “Prix du Stratège de l’année” “nel giro di un paio di anni” ha portato l’azienda da “giovane promessa senza prodotti in commercio a impresa che vale in borsa 98 miliardi di dollari“. Così Bancel è diventato tra i più ricchi del pianeta e l’azienda da lui guidata prevede 18 miliardi di ricavi quest’anno grazie al solo vaccino Covid.

Peccato che la strategia si basi su risorse pubbliche. Infatti il governo americano ha indirizzato a Moderna dieci miliardi di dollari di investimenti pubblici. Con i soldi dei contribuenti è stata finanziata la fase di sviluppo clinico, oltre all’acquisto anticipato delle dosi; questo ha ridotto per l’impresa anche i rischi di mercato. Non solo. La stessa tecnologia brevettata e considerata come propria da Moderna, che si oppone alla deroga sui brevetti, nasce grazie alla ricerca e ai laboratori pubblici.

Tanto che ora i ricercatori pubblici degli Stati Uniti accusano Moderna di averli tagliati fuori quando si è attivata per blindare il brevetto del vaccino. Si tratta degli scienziati del National Institutes of Health (Nih). (greenpass.news)

Le locuste di Big Pharma, i politici loro servi come Petomane Sleepy Joe Biden e tutti gli altri immondi gerarchi della Nazi-UE stanno permettendo la più ampia opera di genocidio di massa, perpetrata appunto con i vaccini, come vagheggiava fino dal lontano 2010 l’Eugenetista e Cabalista Pazzo Bill Gates:

 

Un team di scienziati in Galles e Usa ritiene di aver trovato “la causa scatenante” dei coaguli di sangue ovvero trombi […] dopo la somministrazione del vaccino di AstraZeneca sviluppato dall’Università di Oxford. Il team, riferisce la Bbc, ha mostrato nel dettaglio come una proteina nel sangue sia attratta da un componente chiave del composto a vettore virale innescando una reazione a catena che coinvolge il sistema immunitario e che può culminare in pericolosi coaguli. Alan Parker, uno dei ricercatori dell’Università di Cardiff, ha dichiarato alla Bbc: “Quello che abbiamo è la causa scatenante (the trigger), ma ci sono molti passaggi che devono accadere dopo“. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Advances.

I primi a segnalare i casi di trombi erano stati gli tedeschi dell’Università di Greifswald che hanno scoperto appunto la trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (VITT). I ricercatori tedeschi per mesi hanno continuato le ricerche e lo scorso 21 aprile hanno pubblicato una ricerca che individuava in un componente il possibile innesco della trombosi. (ilfattoquotidiano.it)

 

Finalmente oggi sappiamo che il Sars-CoV-2 è un virus “chimerico”, un virus studiato nell’ambito della ricerca gain-of-function (vietata negli Stati Uniti), un virus potenziato, creato criminalmente dallo zoologo Peter Daszak dell’EcoHealth Alliance, in collaborazione con i parafascisti Cinesi del Laboratorio di Wuhan, guidato da “Batwoman”, la dottoressa Shi Zhengli.

Se la Darpa rifiutò saggiamente di agevolare le folli ricerche del Daszak, non altrettanto fece un altro folle, Anthony Fauci, che tramite il NIH, gli fece avere oltre tre milioni di dollari proprio per finanziare tale immonda ricerca.

Come scoperto dal sito investigativo The Intercept:

The Intercept ha ottenuto più di 900 pagine di documenti che descrivono in dettaglio il lavoro di EcoHealth Alliance, un’organizzazione sanitaria con sede negli Stati Uniti che ha utilizzato denaro federale per finanziare la ricerca sul coronavirus dei pipistrelli presso il laboratorio cinese. La raccolta di documenti include due proposte di sovvenzione inedite che sono state finanziate dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases, nonché aggiornamenti del progetto relativi alla ricerca di EcoHealth Alliance, che è stata esaminata in un crescente interesse per le origini della pandemia.

I documenti sono stati rilasciati in relazione al contenzioso in corso sul Freedom of Information Act da parte di The Intercept contro il National Institutes of Health. The Intercept sta mettendo a disposizione del pubblico i documenti completi .

“Questa è una tabella di marcia verso la ricerca ad alto rischio che avrebbe potuto portare all’attuale pandemia”, ha affermato Gary Ruskin, direttore esecutivo di US Right To Know, un gruppo che ha indagato sulle origini del Covid-19 .

Una delle sovvenzioni, intitolata ” Capire il rischio dell’emergenza del coronavirus dei pipistrelli “, delinea uno sforzo ambizioso guidato dal presidente dell’EcoHealth Alliance Peter Daszak per lo screening di migliaia di campioni di pipistrelli alla ricerca di nuovi coronavirus. La ricerca ha coinvolto anche lo screening di persone che lavorano con animali vivi. […]

La sovvenzione per il coronavirus dei pipistrelli ha fornito a EcoHealth Alliance un totale di 3,1 milioni di dollari, inclusi 599.000 dollari che l’Istituto di virologia di Wuhan ha utilizzato in parte per identificare e alterare i coronavirus dei pipistrelli che potrebbero infettare gli esseri umani. Anche prima della pandemia, molti scienziati erano preoccupati per i potenziali pericoli associati a tali esperimenti. La proposta di sovvenzione riconosce alcuni di questi pericoli: “Il lavoro sul campo comporta il più alto rischio di esposizione alla SARS o ad altri CoV, mentre si lavora in caverne con un’alta densità di pipistrelli sopra la testa e il potenziale per l’inalazione di polvere fecale”. (theintercept.com)

covidocrazia

Oggi scopriamo anche che i “virologi” che hanno negato due anni fa l’origine artificiale del Sars-CoV-2 erano gli stessi criminali che hanno collaborato con il Laboratorio di Wuhan per produrre siffatta nequizia artificiale.

Peter Daszak è anche colui che ha tacciato di “cospirazionismo” gli scienziati che hanno dichiarato – con dati acclarati – l’origine artificiale del Sars-CoV-2, Cercava di coprire sé stesso e la sua immonda Cabala, come scoperto da The Telegraph, che cita l’autorevole rivista The Lancet.

Non è ultroneo riportare una piccola epitome di quanto hanno dichiarato (e immediatamente sconfessato) nel corso dei loro innumerevoli salti della quaglia i Virostar da sbarco dal 2020 ad oggi:

«Il Covid è poco più di un’influenza». Ora sarebbe la più Grande Pandemia della Storia Moderna (già dimenticata la “Grande Influenza”, la Spagnola);


«I Bambini non vanno assolutamente vaccinati, non rischiano il Covid se sono sani». Ora andrebbero vaccinati nel loro stesso interesse;


«Con il 70% dei vaccinati, avremo raggiunto l’immunità di gregge». Ora siamo quasi al 90%, ma sembra non bastare;


«Dopo due dosi di vaccino sarà tutto finito». Ora il CEO Pfizer Bourla (che si pronuncia “Burla”) afferma che dovremo vaccinarci per il resto della nostra vita;


«I bambini non rischiano niente vaccinandosi».
Certo, certo…

Solo nell’ultimo anno Pfizer-BioNTech ha visto esplodere – in una sorta di Big Bang continuo – il proprio corso in Borsa di 36 miliardi di dollari, e Moderna di circa la metà. Si è già arrivati al prezzo della Pozione Negromantica conosciuta come “Vaccino mRNA” di 20 euro a dose per Pfizer e 25 per Moderna, contro un costo industriale pari a 75-80 centesimi di euro a dose.
Per la felicità dei loro CEO e di Bill & Melinda Gates Foundation, Vanguard e BlackRock, che posseggono tonnellate di azioni Pfizer e Moderna.

Ma qual è la più grande bufala dei Virocazzari? «Il Sars-CoV-2 è un virus naturale, chi afferma che sia artificiale è un bufalaio!».

Smentiti totalmente e platealmente, financo dall’ex direttore del CDC USA, Robert Redfield: «Se lei ha già fatto il terzo [vaccino] si prepari a fare il quarto fra qualche mese e poi un quinto. L’importante è non abbassare la guardia, tenere alto il livello di anticorpi e abituarsi a questa nuova normalità. Ho la certezza che il virus sia uscito dal laboratorio di Wuhan, in Cina. Questo virus è troppo perfetto nel reagire alle difese umane modificandosi per contrattaccare. E’ diabolico, questo non succede in un processo biologico naturale».

Nel frattempo, approfittando del virus lasciato scappare artatamente e volutamente dai “Laboratori” del Fascismo Cinese, Imperator Draghi ha imposto la sua Personale Dittatura.

Draghi è il nuovo imperatore e con l’imperatore ogni trattativa è impensabile. Il presidente del Consiglio italiano in pectore è perfettamente consapevole che il Senato virtuale del piano di sopra è composto di persone diverse volte più potenti in termini finanziari di quasi tutti i maggiori Stati occidentali. Sa che la sovranità degli Stati non esiste più, mentre alla Costituzione, frutto del sangue dei nostri padri e dei nostri nonni, è stato ufficiato un umile De Profundis. Questa è la fondazione di una nuova forma di governo e di Stato, sovranazionale, non più democratica; è un governo oligarchico, dei Padroni universali, che gestisce il potere in tempi non più di abbondanza e ha la necessità di produrre un cambio di sistema basato sul razionamento drastico delle risorse, da condurre in forme autoritarie sempre più dure. La svolta “nazista bianca”, come nel 2012 l’aveva definita l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è oggi in corso e non è il frutto di un’improvvisazione o di una qualche casualità dovuta al caos di una transizione non programmabile. La politica non esiste più ma il grande reset è già qui, a casa nostra. I Padroni universali, loro stessi, hanno deciso di rompere la gabbia, perchè, fatti i conti, hanno capito che essa non vale più niente. E hanno deciso di sostituirla con una gabbia nuova dopo avere svaligiato tutte le casseforti. Nessuno può negare che c’è del genio in questa follia.

Ma ora dobbiamo pensare al rigurgito sociale che andrebbe guidato mettendo all’angolo il rigor mortis. Non resta che a noi cercare la via per uscirne. (Margherita Furlan, “Mario Draghi, le ombre del banchiere che vuole governare l’Italia”, antimafiaduemila.com)

 

J’ACCUSE

J’accuseIo accuso – di replicazione istituzionale del Nazismo l’Armata Brancaleone, il Barnum di Nani e Ballerine di Mario Draghi, il peggior Banchiere Centrale di tutti i Tempi, a cui viene affidata oggi la liquidazione totale di Italia e Italiani.

Riportiamo il veridico articolo di sollevazione.it

Preceduto da una virulenta quanto mendace campagna d’intimidazione, il governo Draghi ha varato il decreto sul cosiddetto “Green Pass Rafforzato”. In pratica una nuova stretta autoritaria. E’ lo Stato di Polizia 4.0. Chi non si vaccina sarà sottoposto ad un regime di esclusione e segregazione sociale.

Chi non si vaccina, se era già escluso dal disporre di fondamentali diritti di libertà, è oggi condannato ad un regime di formale apartheid sociale. Sbagliano coloro i quali affermano si tratti di una “misura medievale”. Davanti alla peste si segregavano gli appestati per proteggere i sani. Oggi, posto che il “vaccino” non immunizza e che i vaccinati possono infettare, vengono confinati e isolati anche coloro che scoppiano di salute, ovvero quelli che sono portatori di un gravissimo morbo sì, ma quello di non inginocchiarsi ai piedi del sovrano rifiutando i suoi diktat. Questa è dunque la vera pandemia che il governo vuole debellare: quella della ribellione sociale.

La misura del “Green Pass Rafforzato”, spacciata come atto ex ante di “prevenzione sanitaria”, è dunque squisitamente politica, è un provvedimento di condanna e castigo ex post per tutti quei sudditi che hanno sin qui disobbedito alla richiesta del sovrano di disporre dei loro corpi. Condanna che è l’equivalente profano e secolare della scomunica di una volta, l’atto con cui la Chiesa oltre ad escludere il battezzato dalla comunità dei fedeli, gli infliggeva la pena dell’inferno nell’al di là.

Ma questo della segregazione sociale della minoranza, della parte dal resto, per quanto inusitato, è solo una faccia del regime biopolitico. Quest’ultimo chiama in causa anzitutto tutti gli altri, la maggioranza dei disciplinati, le stesse legioni dei kapò e dei disciplinatori. E’ grazie alla loro accondiscendenza che il sovrano ha potuto finalmente oltrepassare la linea oltre la quale esso riesce a requisire e ad impadronirsi, assieme alla carne, dell’anima stessa dei cittadini.

Il non-vaccinato viene sì privato di alcuni essenziali diritti di libertà, ma egli trattiene a sé, con il libero arbitrio, la propria dignità e indipendenza di pensiero; il vaccinato invece, come conseguenza dell’atto di obbedienza e di sottomissione al regime biopolitico, per poter godere di alcuni diritti formali di libertà, deve consegnare al sovrano dignità, coscienza e libero arbitrio — in cambio di una parte si aliena quindi del tutto, ciò che appunto distingue l’essere umano dagli altri esseri senzienti. Mentre il non-vaccinato è condannato a subire un’oppressione reale, il vaccinato ne deve sopportare una rafforzata, metafisica. […]

Ogni minoranza, quando è costretta dal nemico allo scontro in campo aperto, è destinata alla sconfitta. E’ la rotta disordinata che va evitata, così da poter riorganizzare le proprie forze. La nostra è una lotta di lunga durata. La vittoria dipenderà da diversi fattori. Primo fattore: dovremo rafforzarci anche ove fossimo obbligati alla ritirata. Secondo fattore: il nemico non è imbattibile, in preda alle vertigini del successo, commetterà errori gravi, ciò che ci consentirà di passare alla controffensiva. Terzo fattore: il nemico ha sempre un suo Tallone d’Achille, e questo punto debole è costituito proprio dall’eterogeneo blocco sociale che lo sostiene. Questo blocco si sfalderà poiché proprio la maggioranza che oggi ubbidisce sopportando un’oppressione metafisica, vorrà redimersi dal proprio disonore e riscattare la sua libertà. Quello sarà il momento della nostra implacabile vendetta.

«Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro nella notte».

[San Paolo, 1Ts5, 1-11]

 

E il Drago Rosso pagherà
per la sua immonda empietà.
Bruciando all’Inferno per l’Eternità.

covidocrazia

Antikeimenos Draghi. Immagine Satirica.

 

(Quarta Parte -Fine)

L'articolo Covidocrazia 4 – La Morte della Democrazia sembra essere il primo su L'Isola di Avalon.

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Covidocrazia 3 – Ossi di Seppia http://www.isoladiavalon.eu/covidocrazia-3-ossi-di-seppia/ http://www.isoladiavalon.eu/covidocrazia-3-ossi-di-seppia/#comments Sat, 30 Oct 2021 13:23:33 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=15290 Covidocrazia 3 Ossi di Seppia   COVIDOCRAZIA: il Modus operandi per instaurare una Tirannide in Italia e nell’Occidente. Il Sovrano Assoluto Draghi proclama: «L’état, c’est moi!»   L’ATTUALE COSTITUZIONE ITALIANA TRATTATA COME UN OSSO DI SEPPIA Come hanno lucidamente posto in luce Agamben e Cacciari, da due anni a questa parte, a causa del Pretesto […]

L'articolo Covidocrazia 3 – Ossi di Seppia sembra essere il primo su L'Isola di Avalon.

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Covidocrazia 3

Ossi di Seppia

 

COVIDOCRAZIA: il Modus operandi per instaurare una Tirannide in Italia e nell’Occidente. Il Sovrano Assoluto Draghi proclama: «L’état, c’est moi!»

 

L’ATTUALE COSTITUZIONE ITALIANA TRATTATA COME UN OSSO DI SEPPIA

Come hanno lucidamente posto in luce Agamben e Cacciari, da due anni a questa parte, a causa del Pretesto Pandemia, viviamo in uno Stato di Eccezione. Prima, grazie ai DPCM Conte-Speranza, ora grazie a quelli che i Panegiristi Leccadraghi definiscono i “Decreti di Draghi”, la Costituzione Italiana è stata svuotata dall’interno, come una conchiglia vuota che finisce nella battigia.

Già, la Costituzione più bella del Mondo, come la definiva l’ipocrita radical chic Roberto Benigni guadagnandoci milioni di euro (probabilmente non è la migliore Costituzione del Mondo, sicuramente è un’ottima Costituzione, purtroppo in gran parte inattuata), ora è come una conchiglia vuota reliquata sulla bàttima.

Anzi, citando Eugenio Montale, un osso di seppia.

Gli ossi di seppia sono il simbolo dell’esclusione da una condizione beata per sempre perduta: per di più, quello che viene sputato fuori dalle profondità marine non è che un relitto, consumato e privo di utilità. (lasottilelineadombra.com)

La Costituzione Italiana è oggi come un osso di seppia uscito dal Mare sempre più prosciugato della Democrazia e delle Libertà e reliquato sulla Terra sempre più vasta della Tirannide e del Fascismo risorgente e rinascente dalle sue stesse ceneri, un Fascismo che ha solo cambiato pelle, anzi abito: se prima vestiva d’orbace, ora veste Prada.

Non dobbiamo dimenticare che la Costituzione Italiana è una Costituzione Democratica fondata sulla Tutela dei Diritti Soggettivi in contrapposizione alle Società Collettivistiche Fascio-Nazi-Comuniste fondate sui Doveri Collettivi; oggi, però, sedicenti “Giuristi” affermano che i Doveri Collettivi sarebbero sovraordinati rispetto ai Diritti Soggettivi e che esisterebbe un Dovere Collettivo alla Salute (Biosicurezza), un Onere alla Salute Collettiva.
Ma la Costituzione Italiana non parla mai di Oneri o di Biosicurezza!

A imporre oggi, nel Mondo, i Doveri Collettivi, è l’asiatico parafascista Partito Comunista Cinese e in Occidente la Tirannide Draghista, che a noi pare prodromica al ritorno del Fascismo in Italia, tirannide provata dal fatto che Cancellier Draghi ha la più ampia maggioranza parlamentare dai tempi del Fascismo!

Ma sono soprattutto il linguaggio e il comportamento del Draghi a renderci sospetti: come riporta Marco Travaglio, il Migliore si presenta in Consiglio dei Ministri, sbatte sul tavolo il Documento di Programmazione di Bilancio e pretende – inaudito! – che tutti lo votino senza leggerlo.
Poi quel continuo «chi se ne frega!»; «Io tiro dritto!»; «Bisogna rigar dritto!»…

La parola di un dittatore, già insediato o in pectore, sarà certamente diversa dal linguaggio di un leader democratico. «se è vero che ogni linguaggio contiene gli elementi di una concezione del mondo e di una cultura». (Enzo Golino, “Parola di Duce”, Rizzoli Editore, cita Antonio Gramsci)

L’Informazione italica attuale è serva di siffatta Cultura ed Egemonia, di siffatta Weltanschauung, non a caso il quotidiano della Destra Padronale “laRepubblica”quella stessa Destra Padronale che ha portato al potere il Fascismo nel secolo scorso, così motteggia:

Democrazia è fidarsi di chi sa.

Un tipico mantra da bispensiero, da Ministero della Verità Orwelliano, come 2+2=5.

Democrazia è Tutela e Decisioni dei Molti rispetto alla Psicopatia Criminale dei Pochi, degli Epistocrati, degli Aristoi, dei Soroi, dei sedicenti Migliori, che vogliono depredare e sopprimere – escludendoli da ogni risorsa vitale, se necessario – i Molti, vivendo parassitariamente sulle loro spalle e a loro spese.

Democrazia è antitesi ai laudatores, ai plaudentes, ai neoservi, alle Pecore Panglossiane che vanno a farsi inoculare vaccini all’infinito e cantando pure Bella Ciao, senza porsi domande sulla loro reale efficacia e sui loro futuri effetti avversi. Il Maiale Napoleone di “Animal Farm” l’ha ordinato e loro vanno a farseli, acriticamente, e belando felici anche quando muoiono.

Democrazia è Razionalità e Senso Critico, l’esatto contrario di quello che vediamo oggi con gli imbrattacarte da carta igienica stampata, eccelsi solo nell’elevare acritici Peana verso il Nuovo Salvatore nato, non in umile mangiatoia di Betlemme, ma in una fastosa e sontuosa villa ai Parioli.

Vecchie parole assumono nuovi significati, violentate dai procedimenti dell’inversione semantica. Come i tre slogan del Partito Interno che campeggiano sulla bianca facciata del ministero della Verità: «La Guerra è Pace»; «La Libertà è Schiavitù»; «L’Ignoranza è Forza». I cittadini di Oceania vengono allevati alla tecnico del doublethink, il bispensiero, cioè «la  capacità di condividere due opinioni palesemente contraddittorie [tipo “La Democrazia è il Governo di chi sa”, Nota di Seyan] e di accettarle entrambe, un potente sistema per ingannare la mente». […]

I rapporti tra le persone sono avvelenate dall’odio, dal timore di una delazione, dalla paura [del] vigile occhio televisivo del Grande Fratello. […]

[Parole, frasi e] discorsi siffatti, così come quelli nazisti e fascisti, costituiscono un «campo  linguistico che sfocia nell’accettabilità delle decisioni» da parte di chi deve subirle, cioè le masse. In una parola producono consenso. (Enzo Golino, “Parola di Duce”, Rizzoli Editore)

I politicanti draghisti e l’infinita pletora di propagandisti del Regime di Cancellier Draghi, che rigurgitano da innumerevoli redazioni e che si fanno definire giornalisti, pongono la Costituzione Italiana al livello di un osso di seppia spiaggiato.

Con Mario Draghi va a realizzarsi il piano antisociale e antidemocratico di de-industrializzazione e de-popolazione dell’Italia, perseguito per decenni da Henry Kissinger, attuale Gran Maestro di Three Eyes Lodge – rivelato da John Coleman nel suo Conspirators Hierarchy: The Story of the Committee of 300 –, e Mario Draghi sarebbe affiliato di spicco della suddetta immonda loggia (cfr. G. Magaldi, “Massoni”).

Henry Kissinger, secondo le testimonianze della vedova di Moro e di Corrado Guerzoni rese nei vari processi per la morte di Aldo Moro, minacciò apertamente il Presidente della DC durante la sua visita ufficiale negli USA nel 1976 assieme al presidente della Repubblica G. Leone, per la politica del compromesso storico DC-PCI. «O si ferma tale linea politica o si pagherà a caro prezzo per questo».

Moro aveva confessato a Giovanni Galloni la sua greve preoccupazione per il fatto che affidabili e riservate notizie di intelligence avevano rivelato che CIA e MOSSAD avevano infiltrato le Brigate Rosse e temeva per la propria incolumità proprio a seguito della minaccia ricevuta dal Kissinger, dominus occulto del governo USA. Chiese anche autoveicoli blindati a G. Andreotti, ma costui affermò di non aver mai ricevuto tale richiesta.

Come sappiamo, Moro venne ucciso dalle BR, grazie soprattutto al fatto che i vertici delle Forze di Polizia e dei Servizi Segreti erano detenuti da appartenenti alla P2, la filiale italiana di Three Eyes Lodge.

Guarda caso, il segretario del PCI Enrico Berlinguer, l’altro fautore del Compromesso Storico, morì nel 1983 durante un comizio elettorale dopo aver bevuto un bicchiere d’acqua, mai analizzato. Poche ore prima aveva annunciato a Giorgio Napolitano, anch’egli affiliato a Three Eyes, che sarebbe stato rimosso da Capogruppo alla Camera per il PCI e che non sarebbe mai più stato candidato nelle successive elezioni.

Dal 1992 ad oggi, Draghi è sempre stato al centro di tutte le azioni eterodirette di distruzione e disfacimento economico-sociale d’Italia.

Dalla svendita dei beni di Stato, all’ingresso nell’Eurolager costatoci 4.300 miliardi di euro, dal derivati di Stato al collasso di Monte Paschi Siena, fino alla crisi dello spread e la macelleria sociale di Mario Monti, nominato premier proprio da Napolitano.

Ora Mario Monti prende le distanze dal suo stesso operato e accusa Cancellier Draghi di essere stato il mandante dei famigerati Salva-Italia e dell’immonda riforma delle pensioni griffata Fornero.

Scrive ora Monti: “Guardando indietro a quella stagione, vi è oggi un consenso sul fatto che le politiche di bilancio volute dall’Ue e dal Fondo monetario internazionale siano state troppo restrittive e pro-cicliche, abbiano cioè aggravato la recessione in corso in quegli anni”. Ma non ci voleva molto a comprendere gli effetti nefasti di quelle politiche, del tutto prevedibili. Il 6 dicembre 2011 Il Fatto diede questa valutazione della prima manovra del governo Monti: “Centrata ancor più di quelle di Tremonti su aumenti di entrate rispetto a riforme in grado di risparmiare sulla spesa, ha conseguenze depressive pericolose, accentuate dall’essere rientrati in una fase recessiva”.

L’economia italiana, la sua capacità produttiva e la sua finanza pubblica non si sono mai completamente riprese e non hanno mai colmato il gap generato con quelle tragiche decisioni. […]

L’economia italiana non si è mai completamente ripresa e il Pil reale non è mai riuscito a tornare al livello del 1° trimestre 2011.E se nel 2011 non si fosse fatto nulla? Un’ipotesi, prudente, è una crescita economica pari alla metà di quella tedesca, come si era verificato tra la fine della recessione e la metà del 2011. Se questa condizione si fosse protratta sino al 2019, avremmo avuto nell’anno pre-pandemia un Pil nominale più elevato di 130 miliardi e un gettito fiscale maggiore di almeno 50 miliardi. Gran parte dei problemi dell’economia italiana esistenti all’arrivo del Covid derivano dalle cattive scelte del 2011, che non sembrano essere state adeguatamente imputate a chi le decise. (Ugo Arrigo, ilfattoquotidiano.it)

En passant, Draghi «il vile affarista che svenderebbe l’Italia», come lo definiva Francesco Cossiga, ha trovato il tempo di lordarsi le mani macellando Grecia e Popolo Greco, sempre usando l’arma preferita dai Dittatori: il ricatto.

Come democratico, voterei sempre contro un tecnocrate come Mario Draghi, è essenziale che noi difendiamo il diritto delle persone di scegliere chi le governa. E oltre a questo devo dire che personalmente ricordo bene quando Draghi è stato decisivo nella chiusura dei bancomat in Grecia, così da impedire che il popolo greco decidesse liberamente nel referendum in cui si decideva la posizione da tenere nei confronti di Bruxelles. Penso che ogni democratico in Italia debba opporsi al suo governo. (Yanis Varoufakis)

Oggi Draghi è stato inviato dai Poteri Marci Internazionali, la Cabala Mondiale, per fare da Terminator all’Italia.

Probabilmente Kissinger gode come un riccio, poiché Frater Draghi sta per sferrare i colpi mortali ad un’Italia ormai moribonda.

 

DAL DUCE AL DUCETTO

Il Popolo Italiano ha la nefasta tendenza al Servilismo. Molti Popoli sono afflitti dallo stesso virus.

Ma gli Italiani vanno oltre: sembrano avere la prurigine di appecoronarsi a 90 gradi– almeno una volta ogni cento anni – all’Uomo della Provvidenza, Mussolini un secolo fa, Draghi oggi.

Con una differenza esiziale. Mentre il Duce Mussolini metteva al primo posto le proprie ambizioni personali, legate però ai destini imperiali d’Italia, il Ducetto Draghitler mette al primo posto gli interessi immondi della Cabala Mondiale a cui egli è affiliato.

A Mussolini interessava costruire una nuova Italia, a Draghi interessa solo, come aveva rettamente preconizzato Francesco Cossiga, svendere ai suoi comparuzzi gli ultimi Beni Pubblici Italiani rimasti (come l’Acqua Pubblica) e successivamente svendere i beni privati degli Italiani e le loro stesse vite!

Credete davvero che sia vera la supercazzola del Draghi per cui la revisione degli estimi catastali servirebbe a fini statistici? Ma se da 15 anni a questa parte i dati statistici sugli immobili vengono elaborati ottimamente dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate!

Draghi vuol triplicare le rendite catastali per obbligare i proprietari di immobili a svenderli ai comparuzzi del Draghi stesso, come in Grecia, ove, a seguito dei diktat della BCE, oltre venticinquemila immobili della zona di Atene sono finiti nelle mani di un Fondo Immobiliare collegato a Soros, e il tutto al costo di un tozzo di pane.

Era il 5 agosto 2011 quando l’allora Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, insieme al Presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet, scrisse la famigerata lettera al Presidente del Consiglio Berlusconi in cui indicava come necessarie e ineludibiliprivatizzazioni su larga scala” in particolare della “fornitura di servizi pubblici locali“.

Uno schiaffo ai 26 milioni di italianə che poco più di un mese prima avevano votato ai referendum indicando una strada diametralmente opposta, ossia lo stop alle privatizzazioni e alla mercificazione dell’acqua. 

Oggi Draghi, da Premier con pieni poteri, ripropone in maniera esplicita e chiara quella stessa ricetta mediante il DDL Concorrenza approvato dal Consiglio dei Ministri giovedì scorso. La logica che muove l’intero disegno di legge, oltremodo evidenziata nell’art.6, è quella di chiudere il cerchio sul definitivo affidamento al mercato dei servizi pubblici essenziali.

Ed è proprio dal combinato disposto tra PNRR, DDL sulla concorrenza e decreto semplificazioni (poteri sostitutivi dello Stato) che il governo intende mettere una pietra tombale sull’esito referendario, provando così a chiudere una partita che Draghi ha iniziato a giocare ben 10 anni fa dimostrando, oggi come allora, di fare solo gli interessi delle grandi lobby finanziarie e svilendo strumenti di democrazia diretta garantiti dalla Costituzione. […]

Facciamo appello alla mobilitazione generale, rivolgendoci alle tante realtà e organizzazioni sociali che in questi anni hanno saputo coltivare e arricchire un dibattito e una mobilitazione sui servizi pubblici locali e sui beni comuni, per ribadire insieme che essi sono un valore fondante delle comunità e della società, senza i quali ogni legame sociale diviene contratto privatistico e la solitudine competitiva l’unico orizzonte individuale. (

Insomma, dove hanno fallito Licio Gelli e Matteo Renzi, ha invece successo il Gauleiter dei Fascio-Filantrocapitalisti Mario Draghi; presto la nostra Acqua finirà nelle mani di un’altra Megacorporation comparuzza, la Nestlé.

Esattamente come successo per Autostrade per l’Italia, con tariffe che aumentavano ogni anno ma nessuna manutenzione veniva effettuata (cfr. ex plurimis il crollo del Ponte Morandi a Genova), la Nestè si sta impossessando di tutte le riserve idriche del Mondo, triplicando le tariffe e spesso erogando dai rubinetti qualcosa di simile ad una broda marrone.

La democrazia e il fascismo. Da troppi anni in Italia si formano governi che non rispettano il risultato delle elezioni politiche; il popolo vota in una direzione e nascono governi di segno opposto. È normale? Un tempo si usavano altri metodi: una “bella” marcia su Roma e si risolveva il problema. Oggi non è più tempo di marce e il dominio del ceto plutocratico s’esprime in abiti civili attraverso la nomina calata dall’alto, per es., di un banchiere.La crisi della democrazia è evidente anche nel modo in cui si esercita il potere: insomma, un tecnico come Draghi che bypassa i partiti, li ignora, li lascia parlare a vuoto e procede dritto verso l’obiettivo, non è più un tecnico (di cui la politica si serve) ma un capo che sottomette i politici e i partiti. Lungi da me l’idea di difendere Salvini (ho detto sopra cosa penso di lui), ma che Draghi presenti mezz’ora prima ai suoi ministri un importante testo da votare in Consiglio, è cosa che non sta né in cielo né in terra. Faceva così il duce coi suoi ministri (a proposito di Ventennio). E dunque e ancora: non è errato parlare, oggi, di forme light di fascismo eterno. (Angelo Cannatà,Meloni, Salvini, Draghi e ‘il fascismo eterno’ di Umberto Eco”, micromega.net)

In cento anni siamo passati da un Duce a un Ducetto, da un Capo a un Capetto, ma sempre di Fascismo, rectius di Ur-Fascismo il Fascismo Eterno, parliamo.

Il governo Draghi rappresenta un punto costituente, un discrimine del sistema politico, sociale e culturale del paese. Durante e dopo questo governo nulla sarà come prima, a maggior ragione perché la pandemia a sua volta ha determinato un punto di svolta. Siamo stati abituati a convivere con la strage come durante la guerra, a considerare le persone sacrificabili nel nome dell’interesse comune di non fermare il paese. Il guasto sulla morale collettiva è diffuso e solo un riscatto profondo, un ribaltamento di valori rispetto a quelli oggi dominanti, potrà invertire la rotta che oggi porta ad un egoismo sociale ed umano dilaganti.

Il governo Draghi rappresenta il punto conclusivo di un percorso conservatore e reazionario di trent’anni, che ha modificato strutturalmente il nostro paese. Questo percorso si è sviluppato su tre direttrici fondamentali. Quella economico sociale, con il dominio crescente di una borghesia multinazionale che ha fatto dell’Unione Europea il suo strumento di potere e di egemonia.

È stato smantellato il sistema dell’industria pubblica e delle politiche industriali e lo stato e le conquiste sociali sono stati sottoposti a una brutale revisione in senso liberista. Il diritto del lavoro è stato sottomesso all’impresa e la flessibilità e la precarietà sono diventate le condizioni dominanti. L’Italia ha smontato la sua costituzione materiale e ha distrutto sostanzialmente l’avanzamento sociale dei decenni precedenti. Oggi il nostro paese, tra quelli ricchi, è uno dei più esposti alla globalizzazione e alla ferocia dei mercati internazionali.

Sul piano culturale il lavoro combinato del berlusconismo e del liberismo di centro sinistra ha affermato un individualismo proprietario, egoista, sopraffattore, che è diventato l’anima dominante del nostro paese. […]

La stessa Costituzione della Repubblica non può più essere utilizzata come modello perché profondamente devastata da tutto l’armamentario politico giuridico liberista che l’ha concretamente resa inattuabile. La Costituzione della Repubblica non c’è più, da tempo sul piano sociale e ora anche su quello del sistema politico. I suoi principi suonano come parole vuote, buone a volte per l’ipocrisia dei governanti; parole di cui vale soprattutto sottolineare il contrasto con la realtà della politica e dell’economia dominanti. (Giorgio Cremaschi, C’è una sola alternativa: quella al sistema Draghi”, micromega.net)

 

Una Costituzione devastata in primis da chi da lustri e lustri avrebbe dovuto difenderla e invece si è stravaccato sulla poltrona, mentre avrebbe avuto il dovere etico, morale e politico di battersi con la veemenza e l’energia di un San Giorgio contro il Drago.

Lo ripeteremo all’infinito: grazie alla Pandemia Programmata di Coronavirus abbiamo imboccato la strada verso uno Stato di Eccezione di tipo Hitleriano. L’Emergenza non è mai stata fine a se stessa. Il fine dello Stato di Emergenza era la Dittatura Attuale, guidata dal Cancellier Draghi e dalla sua Kakistocrazia!

Cronaca di un potere allo sbando, deciso solo in una azione: pregiudicare sempre più i diritti fondamentali, chiudere e richiudere, obbligare, vietare…

A questo punto, dopo due anni in cui lo Stato formalmente democratico si è via via involuto in Stato d’emergenza, d’eccezione e infine concentrazionario, è il momento di tirare le somme. I giornali ripescano, e sembrano celebrare il più allucinante trionfo eterno ritorno, titoli di un anno fa annunciando misure restrittive “per salvare il Natale”, ad onta dei 50 e passa milioni di vaccinati completi; i 7 milioni che non hanno provveduto vengono sommariamente liquidati come una congiura di fanatici o di lunatici. Ma è difficile credere ad un virus della logica che, solo in Italia, infetti moltitudini di cittadini fino a ieri normali.

La realtà è diversa e sta in una ragione molto semplice: chi non si fida non è necessariamente abbonato al complottismo quotidiano, ma ha abbondanti ragioni per non fidarsi. Anzitutto, di governi che si palleggiano una inerzia letale. Abbiamo assistito, dapprima confusi, poi sgomenti, allo spettacolo di un Esecutivo del tutto impreparato, sfornito di un piano pandemico aggiornato, incapace nell’applicare almeno quello datato, ostinato nell’assenza di qualsivoglia strategia con cui diversificare le profilassi, arroccato nell’incredibile e stragistica rassegnazione della “tachipirina e vigile attesa”; un potere allo sbando, deciso solo in una azione: pregiudicare sempre più i diritti fondamentali, chiudere e richiudere, obbligare, vietare. […]

Infine, lo scenario più sconcertante e allarmante: la sistematica violazione del diritto a manifestare, gli idranti sui portuali inermi, Trieste trasformata in Berlino est, i contestatori pacifici e isolati tenuti in Questura per ore, le avvisaglie di uno Stato di polizia per i refrattari, mentre i casinisti manovrati dall’agenda globalista, dalle vestali dell’ambientalismo alle sentinelle della legge Zan, fino ai molluschi dei rave party, vengono ampiamente tollerati fino a venire scortati. Non di meno, siamo costretti a subire l’afflusso incontrollato di sempre più migranti irregolari, privi di qualsiasi titolo, nell’apparente ma forse non innocente inerzia del ministro di Polizia debitamente blindato dal Quirinale e da Palazzo Chigi. […]

Gli appelli al raziocinio e alla presa di coscienza da intellettuali come Capezzone, filosofi come Agamben e Cacciari, giornalisti coraggiosi come Giordano e Porro, testate come La Verità che è forse l’unica oasi non allineata, sono importanti come lo sono le luci nel buio della ragione, ma andrebbero anche ascoltati. Perché non è decentemente possibile continuare a rimettersi alla saggezza di uno e alla volontà calata dal cielo di una Eurocrazia che dimostra ogni santo giorno di tenere l’Italia in sommo disprezzo, di lavorare per grecizzarla a qualunque costo.(Max Del Papa, Uno Stato indegno di qualsiasi fiducia: un bilancio del Biennio 20-21 (e non è finita)”, atlanticoquotidiano.it)

Ci libereremo presto dallo Stato di Eccezione totalitarista guidata dal Cancellier Draghi e dal Quarto Reich – UE, nato come Araba Fenice dalle ceneri del Terzo Reich Hitleriano?

Temo che non sarà evento né veloce, né facile da conseguire.

A dispetto della speranza espressa da Marco Travaglio, che potremmo a breve liberarci dalla Dominatrice Draghi.

 

Di seguito le dichiarazioni di Giancarlo Giorgetti, che sarebbero state inaccettabili ai tempi della P2, visto che vagheggia lo stesso sistema politico autoritario e antidemocratico tratteggiato da Gelli nel suo Piano di Rinascita Democratica.

Mario Draghi potrebbe guidare il convoglio anche dal Quirinale”: così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti a Bruno Vespa per il libro Perché Mussolini rovinò l’Italia (e perché Draghi la sta risanando) in uscita il 4 novembre per Mondadori Rai Libri. “Già nell’autunno del 2020 le dissi – dichiara Giorgetti a Vespa – che la soluzione sarebbe stata confermare Sergio Mattarella ancora per un anno. Se questo non è possibile, va bene Draghi.”

E il governo? “Draghi potrebbe guidare il convoglio anche da fuori. Sarebbe un semipresidenzialismo de facto in cui il presidente della Repubblica allarga le sue funzioni approfittando di una politica debole“. (www.repubblica.it)

Subito i plaudentes si sono levati a scatto, applaudendo istericamente la proposta, con potenza di tuono e come neanche Achille Starace sarebbe riuscito ad ottenere in una delle sue Adunate Oceaniche.

Oggi è comune prassi giornalistica chiedere che venga platealmente violato il Dettato Costituzionale che, quando studiavo, era considerato inviolabile e quasi sacro!

Ed è soprattutto grazie alle decine di milioni di beote pecore panglossiane italiane che il Dittatore in pectore Mario Draghi si sta trasformando in Dittatore de facto. Sotto scroscianti applausi.

Ogni cent’anni i nostri compatrioti sono colti dall’irrefrenabile desiderio di credere, obbedire e combattere. E poco male se il macigno della fede li porta a chiedere che su chi non nutre la stessa fede si passi sopra con manganelli ed autoblindo. Sarà forse peccato? Che importa; per dirla con Lutero: “Pecca fortemente, ma credi ancora più fortemente”. (Andrea Zhok)

Non dimentichiamo che il Fascismo di Ritorno Draghista è alimentato da Media parafascisti come La7 e dai giornaloni finanziati dalla Destra Padronale Fascista. Perché l’Italia è sempre stato il Laboratorio Politico del Capitalismo Fascistico e Totalitario:

L’aspetto più inquietante è che questa propaganda martellante, fatta di terrore per la quarta ondata da un lato e dall’altro discussioni sulla proroga dello stato d’emergenza, è presente solo nei media italiani. A giudicare dalle prime pagine degli altri quotidiani europei, si direbbe che siano interessati ad altri argomenti più che il Covid. Due le spiegazioni possibili. Una è machiavellica, ai confini del complottismo: in Italia, fino alle elezioni del prossimo presidente della Repubblica, abbiamo bisogno di uno stato d’emergenza che congeli il dibattito democratico. Dunque il vaccino sarebbe il pretesto, ma il fine è lo stato d’emergenza. L’altra è psicologica: ormai abbiamo avviato, con la campagna vaccinale, uno sforzo collettivo che si alimenta con la sua stessa retorica. Come per la battaglia del grano fascista, come per le quote di acciaio sovietiche, come per il Grande balzo in avanti cinese, la campagna vaccinale è un fine in sé, da raggiungere a tutti i costi, premiando chi supera le quote prestabilite e, al tempo stesso, punendo recalcitranti e “disertori”.

Qualche patriota sanitario dirà, però, che noi siamo gli unici che lanciamo l’allarme quarta ondata, perché “siamo come sempre i primi ad arrivarci in tutto il mondo, gli altri ci prenderanno ad esempio”, come per il lockdwon. (Come per il fascismo). (Stefano Magni, atlanticoquotidiano.it)

Il primo comma dell’articolo 1 della Costituzione così recita: «LItalia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro».

Ora, se persino il lavoro viene sottoposto alla condizionalità collettivistica e al surrettizio ricatto del possesso di un Green Pass, diventa chiaro come la Costituzione Italiana non sia stata solo violata, ma addirittura violentata e calpestata. D’altro canto, Eugenio Montale, l’autore di “Ossi di Seppia”, venne sospeso da ogni attività lavorativa perché non era in possesso della Tessera del Partito Nazionale Fascista, una Tessera di colore verde.
Green, appunto.

 

L'articolo Covidocrazia 3 – Ossi di Seppia sembra essere il primo su L'Isola di Avalon.

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Covidocrazia 2 – Il sonno degli antifascisti http://www.isoladiavalon.eu/covidocrazia-2-il-sonno-degli-antifascisti/ http://www.isoladiavalon.eu/covidocrazia-2-il-sonno-degli-antifascisti/#respond Mon, 18 Oct 2021 13:07:17 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=15234 Covidocrazia 2 Il sonno degli antifascisti   COVIDOCRAZIA: il Modus operandi per instaurare un Regime Totalitario in Italia e nell’Occidente. Senza necessità di un golpe militare. E gli “Antifascisti” dormono! DUE MINUTI ALLA MEZZANOTTE Non molti ricorderanno l’Orologio dell’Apocalisse che indicava i minuti che mancavano all’Olocausto Nucleare, la Mezzanotte, appunto. Oggi siamo a due minuti […]

L'articolo Covidocrazia 2 – Il sonno degli antifascisti sembra essere il primo su L'Isola di Avalon.

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Covidocrazia 2

Il sonno degli antifascisti

 

COVIDOCRAZIA: il Modus operandi per instaurare un Regime Totalitario in Italia e nell’Occidente. Senza necessità di un golpe militare. E gli “Antifascisti” dormono!

DUE MINUTI ALLA MEZZANOTTE

Non molti ricorderanno l’Orologio dell’Apocalisse che indicava i minuti che mancavano all’Olocausto Nucleare, la Mezzanotte, appunto.

Oggi siamo a due minuti dalla Mezzanotte della Democrazia e i cosiddetti Antifascisti, sempre pronti a fregiarsi del fazzoletto da Partigiano, urlando sguaiatamente Bella Ciao, dormono della quarta.

“Il sonno della ragione genera mostri” (Goya). Qui il Mostro sta risorgendo dalla sue ceneri, come la Fenice, ma tutte le “sentinelle”, che dormono saporitamente, non se ne avvedono.

Non così il filosofo Giorgio Agamben che, nella sua audizione al Senato del 7 ottobre 2021 per la votazione dell’incostituzionale DL 127/2021, genialmente rovescia i termini che la Dis-Informazione di Regime ha brutalmente offuscato – avendo la disinformazione occultato completamente la verità mediante l’eliminazione della dissonanza cognitiva (Festinger) come tipicamente avviene nei regimi fascistici totalitari – tramite la mediazione dell’infinita pletora di sedicenti giornalisti appecoronati al Ministeriumpropaganda pro tempore.

Rivediamo i punti  essenziali portati alla luce dalla prolusione dell’epistemologo romano.

Mi soffermerò solo su due punti che vorrei portare alla attenzione dei parlamentari che dovranno votare sulla conversione in legge del Decreto. Il primo è l’evidente, sottolineo la parola evidente, contraddittorietà del Decreto in questione. Voi sapete che il Governo con un apposito Decreto legge, il numero 44 del 2021, detto scudo penale ora convertito in legge, si è esentato da ogni responsabilità per i danni prodotti dal vaccino. E quanto gravi possono essere questi danni risulta dal fatto che l’articolo 3 del Decreto in questione, menziona esplicitamente gli articoli 589 e 590 del Codice penale che si riferiscono all’omicidio colposo e alle lesioni colpose. […]

E’ possibile chiedo immaginare una situazione giuridicamente e moralmente più abnorme? Come può lo Stato accusare di irresponsabilità chi sceglie di non vaccinarsi, quando è lo stesso Stato che per primo declina formalmente ogni responsabilità in merito alle possibili gravi conseguenze? […]

E’ stato detto da scienziati e da medici che il green pass non ha in sé alcun significato medico ma serve a obbligare la gente a vaccinarsi. Io credo invece che si possa e si debba dire il contrario, e cioè che il vaccino sia un mezzo per costringere la gente ad avere un green pass, cioè un dispositivo che permette di controllare e tracciare, misura che non ha precedente, i loro movimenti. I politologi sanno da tempo che le nostre società sono passate da tempo dal modello che un tempo si chiamava società di disciplina al modello delle società di controllo. (Giorgio Agamben)

Questo punto è davvero essenziale: siamo passati dalla Biopolitica, la Società della Disciplina tratteggiata da Deleuze, alla Psicopolitica – la Società del Controllo, mediante il Panottico Digitale, descritta da B.C. Han – di cui il fascistico Green Pass Obbligatorio, imposto dal Cancellier Draghitler, è mattone fondamentale.

«Il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. […] Il fine del potere è il potere.» (G. Orwell)

Ergo, il fine del fascistico Green Pass Draghiano non è l’immunizzazione di massa, L’attuale regime in Italia se ne frega della Salute degli Italiani!

Al Draghi interessa esclusivamente che il neoschiavo italiano sia produttivo e consumi, non certo che sia tutelato costituzionalmente.

Tanta repressione e brutalità contro i Non Vaccinati da parte delle Forze di Polizia si è riscontrata solo in due casi nell’Italia Repubblicana: nella repressione feroce del Movimento No-Global (la Macelleria Messicana) al G8 2001 di Genova e i fatti di Genova del 30 giugno 1960.

La ferrea retorica dell’attuale regime è analoga all’Hitlerismo: Hitler e Goebbels affermavano che «gli Ebrei, come ratti, diffondono malattie infettive«, Draghi, specularmente, afferma che «non ti Vaccini? Fai morire!»; Hitler ululava che «i parassiti Ebrei bloccano l’Economia Tedesca», Draghi dichiara che «siamo in fase di crescita, ma i No Vax impediscono il boom».

Sappiamo com’è finita per la Germania: agli Ebrei sono stati requisiti tutti i beni, sono stati concentrati nei Konzentrationslager e, alla fine, dopo la Conferenza Intergovernativa di Wannsee del 20 gennaio 1942, venne decisa l’endlosung, l’eliminazione fisica di tutti gli Ebrei d’Europa.

Cosa dobbiamo aspettarci ora? Che i beni dei Non Vaccinati vengano requisiti e che i No Vax vengano contenuti nei Vernichtungslager del XXI secolo, da cui magicamente spariranno, per la gioia dei Pro Vax?

Stupide pecore panglossiane italiche, sappiate che il primo prezzo l’hanno pagato i “Non Ariani” a partire dagli Ebrei, ma il prezzo finale l’ha pagato tutta la Germania. E voi, probabilmente, pagherete il prezzo finale del Draghismo.

Prima toccherà ai Pro Vax con la macchina diesel o la caldaia a gas. Come ordina l’invasata Profetessa della Religione del Clima, Greta Thunberg, questi andranno smaltiti a spese del costruttore. A tutto vantaggio della Mafia Green di Al “Capone” Gore di cui fa parte il superlatitante Matteo Messina Denaro (e prossimamente spiegheremo il motivo).

Poi toccherà ai Proprietari di Casa. Draghi ha sparato la supercazzola che la «Revisione degli Estimi Catastali servirà solo a fini informativo-statistici»: una delle più grandi Balle della Storia. Ai fini statistici opera, da più di 15 anni, prima sotto l’egida dell’Agenzia del Territorio ora con l’Agenzia delle Entrate, l’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI).

Il Quarto Reich UE ha disposto che vengano raddoppiate se non triplicate le rendite catastali, per spossessare gli Italiani di milioni di immobili e favorire gli Squali dei Fondi Immobiliari, tra cui svetta il Gran Maestro della Cabala, George Soros.

Care Pecore Panglossiane italiche Pro Vax, dovete solo sperare che Mario Draghi sparisca dalla scena politica il più presto possibile, altrimenti non vi rimarranno gli occhi per piangere!

Mario Draghi è solo un individuo spietato e senza parte animica.

Quando è scoppiata la crisi dei titoli sovrani greci, Draghi, come Presidente BCE, ha impedito per giorni e giorni che arrivasse denaro fresco alle banche elleniche che furono costrette ad impedire l’erogazione dei prelievi al bancomat.
Nei giorni successivi era impossibile reperire nei supermercati tutti beni di prima necessità.

Furono riaperti i cordoni solo quando furono accettate tutte le condizionalità (rectius, ricatti) imposte dalla Trojka.

Uno dei ricatti per cui il Draghi si è battuto maggiormente anche in tempi successivi è stata l’abrogazione delle  leggi Chatzidakis e Katseli che impedivano di pignorare la prima casa ai Greci:
Circa 25.000 abitazioni della zona di Atene sono finite così, per un tozzo di pane, nelle mani din un Fondo Immobiliare controllato dal Cabalista George Soros.

Non è bastata la vendita e privatizzazione di porti, aeroporti e isole. Non sono bastati neanche i tagli alle pensioni e agli stipendi (per un approfondimento clicca su questo link).

La nuova tegola per i greci, un altro pezzo dello schema di austerity, è il pignoramento della prima casa. L’approccio predatorio della Troika è infatti riuscito a far breccia su ciò che non era riuscito ad ottenere nel 2015, quando aveva provato per la prima volta a mettere a segno il colpo della privazione dell’ultimo baluardo greco, ovvero appunto la proprietà della prima casa.

Pochi giorni fa, infatti, il governo Tsipras ha approvato, in un insieme di riforme, anche la modifica delle leggi Chatzidakis e Katseli. Le medesime erano state varate all’apice della crisi del debito ed impedivano la messa all’asta della prima casa di un residente qualora si trovasse in difficoltà nel rimborsare i prestiti bancari.

Il potere contrattuale di Bruxelles è legato ai 4,8 miliardi di euro che derivanti dai rendimenti dei titoli di Stato greci, detenuti dalla BCE e dalle altre banche centrali, che dovrebbero tornare nelle casse greche entro il 2022. […]

Il piano di aiuto si è concluso ad agosto del 2018 ma la prima tranche da 970 milioni di euro è stata sottoposta addirittura a 16 riforme richieste da parte dell’Eurogruppo, ovvero dai ministri delle finanze dei Paesi che adottano l’euro.

Tsipras aveva immediatamente attuato 13 di queste 16 riforme, tra le quali tuttavia non figurava quella inerente al pignoramento della prima casa.

Tra il piano salva Grecia (che tra le altre cose ha portato al salvataggio delle banche tedesche e francesi) e le recenti riforme, la troika ha evitato il default del paese ma ha anche tolto ai greci anche le lacrime per piangere. (Francesco Puppato, wallstreetitalia.com)

Davvero credete che siffatto individuo il quale, tramite la BCE da lui governata, il Quarto Reich UE e il FMI gestito da una burattina di Soros, ha trasferito di peso la Grecia nel Terzo Mondo, possa davvero voler aiutare Italia e Italiani? Allora siete più stupidi delle pecore di Animal Farm che belavano festanti quando il maiale Napoleone aveva imposto la sua Dittatura, prima di capire che sarebbero state tosate molto più di quando c’era il Fattore…

Il Fine del Green Pass Obbligatorio è il Green Pass stesso: aver fatto accettare alle Pecore Panglossiane italiche che il Regime può e deve controllarle per il loro bene, per assicurare la Biosicurezza. D’ora in poi, sarà necessario un lasciapassare per muoversi – e vivere – all’interno dell’Italia.
La Costituzione è stata svuotata dall’interno, come un cancro che svuota il corpo di cui è ospite sgradito e inatteso. È inaudito che chi ha il Dovere Costituzionale di controllare il Potere Esecutivo non lo faccia.

La Costituzione Italiana stabilisce che tutti i Diritti Fondamentali non possono essere soggetti a condizionalità. Imporre il Green Pass a chi ha necessità di lavorare per sopravvivere è tornare indietro a 99 anni fa. Al Fascismo.

Nel famigerato Ventennio, per lavorare, era necessaria la Tessera del Partito Nazionale Fascista che, guarda caso, era verde!

Chi non sciopera, ma sceglie la piazza, è però un “fascista”. C’erano, nelle manifestazioni No Green Pass, le componenti fasciste, c’era Forza Nuova, così come c’erano gli anarchici e probabilmente anche altri movimenti anti-sistema di cui non viene riportata neppure l’esistenza. Ma una piazza piena di lavoratori che protestano contro un obbligo imposto dallo Stato, non è una “piazza fascista”. Il Partito Nazionale Fascista, quando era al potere, non ammetteva piazze piene di lavoratori, contro i suoi ordini: tutto nello Stato, tutto per lo Stato, niente contro lo Stato. Al massimo costringeva i datori di lavoro a portare i loro dipendenti in piazza, quando lo ordinava. Il Partito Nazionale Fascista, in compenso, non permetteva ai dipendenti (per lo meno ai dipendenti pubblici) di continuare a lavorare se non avevano la tessera del Partito. Che per ironia della sorte era di colore verde. (Stefano Magni, atlanticoquotidiano.it)

Torniamo all’audizione del filosofo Giorgio Agamben.

Voi sapete forse che i cittadini sovietici erano obbligati a esibire un lasciapassare per ogni spostamento da un paese all’altro, ma noi siamo obbligati a esibire un green pass anche per andare al ristorante anche per andare in un museo anche per andare al cinema, e ora cosa ancora più grave col Decreto che si tratta di convertire in legge, anche ogni volta che si va a lavorare. Inoltre come è possibile accettare che per la prima volta nella storia d’Italia dopo le leggi fasciste del 1938 sui non ariani, si creino dei cittadini di seconda classe che subiscono restrizioni che dal punto di vista strettamente giuridico, ovviamente i due fenomeni non hanno nulla e parlo solo di analogia giuridica, subiscano restrizioni che sono identiche a quelle che subivano i non ariani. Tutto fa pensare cioè che i Decreti leggi vadano inquadrati in un processo di trasformazione delle istituzioni e dei paradigmi di governo della società in cui ci troviamo. Trasformazione che tanto più insidiosa perché, come era venuto per il Fascismo, avvengono senza che ci sia un cambiamento del testo della Costituzione, ma avvengono surrettiziamente. Il modello che viene così eroso e cancellato è quello delle democrazie parlamentari con i loro diritti, le loro garanzie costituzionali, e al loro posto subentra un paradigma di governo in cui in nome della biosicurezza e del controllo le libertà individuali sono destinate a subire limitazioni crescenti. (Giorgio Agamben)

Agamben, lucidamente, afferma che il Parlamento è stato svuotato completamente della sua funzione primaria: legiferare.
Ormai – esattamente come avvenuto per il Reichstag Hitleriano e il Parlamento in epoca fascista – è stato retrocesso a cassa di risonanza del Potere Esecutivo, un potere esercitato senza alcun controllo, come invece prevede la Separazione dei Poteri di Montesquieu

L’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non certo un San Giorgio della Costituzione, dovette intervenire più volte – anche con messaggi alle Camere – per limitare l’eccesso (rectius, abuso) della Decretazione d’urgenza. Oggi, che vengono emanati solo Decreti Legge e D.P.C.M., giunge solo un silenzio assordante.

Al riguardo il Prof. Ugo Mattei dell’Università di Torino, sempre all’audizione al Senato del 7 ottobre 2021:

Ricordo che siamo l’unico Paese d’Europa a oggi ad aver protratto lo stato di «emergenza» per altri mesi. […] 

A me sembra che siamo in una situazione piuttosto problematica e che il contrasto tra questo nostro D.L. e l’Ordinamento Giuridico italiano interno nonché l’Ordinamento Giuridico europeo sia abbastanza palese. […]

Lo stato di emergenza protratto artificialmente ci sta portando alla targatura delle persone attraverso il Green Pass, con un grave impatto su quello che è il Principio di Uguaglianza Sostanziale. […]

Il dispositivo che rende i Non-Vaccinati delle persone “pericolose” per gli altri è un dispositivo ASSOLUTAMENTE incompatibile con la Struttura profonda della nostra Civiltà Giuridica. […] Noi ci troviamo di fronte adesso alla discussione di un D.L. di questo tipo che non avrebbe dovuto essere approvato dall’Istituzione di Garanzia ad esso preposta all’inizio, perché sulla necessità e urgenza voi sapete bene che il primo a dover intervenire è il presidente della Repubblica. […]

Quello che c’entra in questo momento sono i principi fondativi del nostro Ordine Costituzionale: il principio lavoristico che porta a considerare una bestemmia costituzionale l’utilizzo del Diritto del Lavoro come arma sanzionatoria. […]

Un’emergenza che dura da due anni non è più un’emergenza.

I sedicenti “Antifascisti” che dormono della quarta, neanche si sono accorti che  il regime Draghista sapeva da giorni dell’attacco alla CGIL, sperando, probabilmente, in un esito analogo quello dell’Incendio al Reichstag del febbraio 1933 in Germania e che l’attuale Cancellier Draghi potesse avocare a sé i Pieni Poteri, come a suo tempo, appunto, fece Hitler.

Citiamo un Mainstream Media, Open, del radical chic Enrico Mentana, a scanso di mistificazioni.

La manifestazione contro il Green pass a piazza del Popolo non era un raduno di estrema destra. È l’estrema destra che si è appropriata della piazza. […]

Il Ministero dell’Interno, titolato a mantenere sicure le città durante le manifestazioni dei No Green Pass, conosceva molto bene il problema legato alle destre estreme durante la pandemia Covid-19. Nella relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza del 2020 c’è un intero capitolo dedicato al fenomeno, anche nella sua «dimensione virtuale». Un fenomeno ben poco segreto, in chiaro nelle varie chat Telegram che Open aveva riportato in diverse occasioni raccontando come certi gruppi negazionisti e polarizzanti avrebbero portato a uno scontro sociale e violento, non solo a parole. […]

L’assalto alla sede della CGIL non è un caso, lo stesso Castellino dal palco mobile di piazza del Popolo aveva animato anche i manifestanti non appartenenti a Forza Nuova contro i sindacati: «Sapete, chi ha permesso che oggi il Green pass diventi legge hanno dei nomi precisi: CGIL, CISL e UIL! Sapete cosa fanno i cittadini liberi? Vanno ad assediare la Cgil». (Open.online)

I neofascisti di Forza Nuova avevano appena preannunciato urbi et orbi che, di lì a poco, avrebbero marciato sulla CGIL e le Forze dell’Ordine gliel’hanno lasciato fare? Si cercava il casus belli come avvenne – appunto – nell’Incendio del Reichstag. orchestrato da SS e Sicherheitdienst di R. Heydrich?

E non dimentichiamo che svariati filmati hanno evidenziato la presenza, alla manifestazione del 9 ottobre, di un numero non precisato di infiltrati delle Forze dell’Ordine, veri e propri Agents Provocateurs. Ma su questo torneremo in un prossimo post.

Gli storici generalmente concordano che Van der Lubbe, talvolta descritto come un mezzo matto o un provocatore, fu in qualche modo coinvolto nell’incendio del Reichstag. Tuttavia, l’estensione del danno rende molto improbabile che costui avesse agito da solo (qualora fosse stato coinvolto). Considerando la velocità con cui il fuoco invase l’edificio, è quasi certo che una sola persona non avrebbe potuto appiccare un incendio di così vaste proporzioni, e così repentinamente letale; la reputazione di Van der Lubbe di essere uno sciocco assetato di fama e i commenti oscuri di alcuni ufficiali nazisti, oltre a numerosi altri fatti, fanno dunque ritenere alla grande maggioranza degli studiosi che la gerarchia nazista fosse coinvolta nella vicenda, al fine di ottenerne quel guadagno politico che avrebbe cambiato il destino dell’Europa, e che in effetti ottennero.

Con i propri capi in prigione e senza accesso alla stampa, i comunisti vennero pesantemente sconfitti alle successive elezioni, e a quei deputati comunisti (e anche ad alcuni socialdemocratici) che furono eletti al Reichstag non fu permesso, dalle SA, di prendere il loro posto in parlamento. Hitler fu sospinto al potere con il 44% dei voti e costrinse i partiti minori a dargli la maggioranza dei due terzi per il suo Decreto dei pieni poteri, che gli diede il diritto di governare per decreto e sospendere molte libertà civili. […]

In vari paesi inchieste indipendenti dimostravano che tutta la vicenda costituiva una montatura dei nazisti finalizzata a mettere fuori legge il Partito Comunista e perseguitarne i militanti. In effetti, nelle settimane successive, furono oltre quattromila i quadri del partito ad essere arrestati. (wikipedia)

Ridicole le dichiarazioni del Ministro Lamorgese sull’operato di uno dei tanti infiltrati della Polizia alla manifestazione del 9 ottobre.
Affermazioni che l’aggendo (accento) del Ministro rende ancor più surreali.

È davvero pura distopia che un Ministro della Repubblica affermi che uno dei tanti «aggenti» infltrati fosse lì per «gondrollare la forza onduladoria del furgone della Polizzia».
Dallo studio del Moto delle Stelle e della Forza di Gravità siamo passati allo studio della “Forza Ondulatoria dei Furgoni della Polizia Italiana” da cui abbiamo finalmente appurato che, come le particelle quantistiche, i furgoni della Polizia esistono sia in forma ondulatoria, sia in forma reale.

Roba da premio Nobel!

Ennesima prova provata che abbiamo a che fare con il Peggior Governo dall’Unità d’Italia ad oggi.

Ormai in Italia si governa solo per decreto, come ha lucidamente esplicitato Agamben, e il Parlamento Italiano, come avvenne già in Italia nel Ventennio fascista similarmente alla Germania hitleriana, viene convocato solo per approvare i Decreti Legge emanati da Draghi, che le Presstitutes di Regime definiscono i “Decreti di Draghi”!

Perché il vicesegretario del PD, certo Provenzano, ha chiesto lo scioglimento per “ricostituzione del Partito Fascista” non solo di Forza Nuova e Casa Pound, ma anche di Fratelli d’Italia che non ha avuto alcuna responsabilità o ruoli specifici nell’attacco – peraltro plateale e nulla più – alla sede della CIGL del 9 ottobre 2021? Si voleva mettere fuori legge l’unico partito di Destra rimasto all’opposizione?

Gli Antifascisti  «sempre vigili» e con la Tachipirina in tasca (come impone Roberto Speranza) che, invece, russano come ghiri, non si sono accorti che siamo a due minuti, due passi, dalla ricostituzione di un Regime Dittatoriale in Italia?

Forse perché i fascisti di allora vestivano di orbace, mentre quelli di oggi vestono a Savile Row?

Solo il Governo Tambroni aggrediva così vilmente e fascisticamente i manifestanti.

Quello di Draghi è ormai, tecnicamente, uno Stato di Polizia.

Come dimostra la repressione contro i manifestanti di Trieste:

E’ stata una mattinata di tensione. I poliziotti arrivati all’alba dall’interno del porto sono scesi dai mezzi in tenuta antisommossa, un funzionario ha più volte invitato i lavoratori a disperdersi “in nome della legge”. (Repubblica)

Siamo passati dai “Decreti di Draghi” alla “Legge in nome di Draghi”?

“Dobbiamo rendere fluida l’attività del porto”. Così ha spiegato un dirigente della polizia ad alcuni occupanti del porto di Trieste mentre continuava l’avanzata degli agenti per sgomberare il presidio ‘No green pass’. Alcuni portuali si sono inginocchiati. Alcuni rappresentanti della protesta hanno parlato con le forze dell’ordine probabilmente per trovare una transizione pacifica.

Stefano Puzzer in lacrime si è seduto a terra con gli altri occupanti del porto di Trieste. “Sono triste”, ha detto il leader del coordinamento dei portuali, tenendo la mano di un manifestante che stringe un rosario. Un portuale che era caduto a terra dopo aver avuto un malore è stato trasferito in ospedale. All’arrivo dell’ambulanza l’uomo era cosciente, ma al momento non si conoscono le sue condizioni. I portuali di Trieste hanno annunciato che prolungheranno lo sciopero fino al 21 ottobre.

Non tardano ad arrivare le reazioni politiche. “Settimana scorsa si permette a un manipolo di neofascisti di mettere a soqquadro Roma, oggi si usano gli idranti contro i pacifici lavoratori e cittadini a Trieste. Ma al Viminale come ragionano?”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini. E rincara Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia: “Idranti contro i lavoratori che scioperano al porto di Trieste. Lo stesso Governo che nulla ha fatto per fermare un rave illegale di migliaia di sbandati, nulla ha fatto per impedire l’assalto alla sede della Cgil, nulla fa per fermare l’immigrazione illegale e combattere le zone franche dello spaccio e della criminalità, che nulla fa contro le occupazioni abusive di case e palazzi privati, tira fuori dai depositi gli idranti per usarli contro dei lavoratori che scioperano pacificamente per non essere discriminati sul posto di lavoro. Così come vuole la Costituzione, così come richiesto pure dalla UE. Sindacati muti, media accondiscendenti, forze politiche di maggioranza plaudenti. Ecco in cosa stanno trasformando l’Italia”. (Repubblica).

I Tromboni di Regime dispiegano a sirene spiegate le “Verità” orwelliane del Ministero della Verità del Grande Fratello Draghi. «Draghi ce lo invidiano tutti all’estero».

Non è così: Draghi è solo Membro Eminente della Cabala Mondiale dei Soroi.

Tutti coloro che lo conoscono bene – sia in Italia che nel resto del Mondo – non lo amano affatto  e, se possono, lo evitano (sembra che parecchi dipendenti della BCE abbiano organizzato sfrenate feste a base alcolica e trenini conga alla Fantozzi non appena è divenuto ufficiale l’abbandono della BCE da parte del banchiere italiano).

Persino Mario Monti ha rivolto un pesante J’accuse a Draghi, affermando di «aver obbedito quando era Premier a ordini rigorosi ricevuti da Mario Draghi».

Ma per l’infinita pletora di Pennivendoli, Leccons e LeccaDraghi di Regime, che intingono la penna (e la lingua) nella saliva per lustrare, Egli (il Gesù nato ai Parioli) è “Il Migliore”. Sic et simpliciter.

Tra i LeccaDraghi, oltre quelli riportati nel precedente articolo, citiamo Stefano Feltri che vagheggia la “morte civile” dei Non Vaccinati.

Ora, il paragone tra evasori fiscali e non vaccinati non è nuovo. Il 20 luglio si era già lanciato in tale dotta analisi Sergio Abrignani del Cts. Adesso però la tesi viene elevata a editoriale su un noto quotidiano nazionale di centrosinistra. Democratico. Escludere gli evasori vaccinali dalla vita civile attraverso una semplice app. ‘Facciamolo’, ‘possiamo obbligarvi e lo faremo’, ‘siamo schiacciante maggioranza’ – dice Feltri.

Ecco queste parole fanno rabbrividire. Gelano il sangue. E fanno paura. Da giornalisti, da modenesi, da cittadini responsabili prendiamo nettamente le distanze da queste frasi. Prendiamo le distanze con la serenità e la fermezza di chi ha piena responsabilità del momento storico che stiamo vivendo, senza minimamente entrare sugli effetti positivi in termini di riduzione dei contagi della vaccinazione, senza toccare alcun tasto sanitario, senza citare le scelte di ciascuno e nella rinnovata condanna rispetto a ogni offesa ai giornalisti (indipendentemente dalle loro idee) che non troverà mai alcuna giustificazione e che va sempre censurata a prescindere. Qui il campo è un altro. Qui la partita è un’altra. Non esiste un ‘noi’ e un ‘loro’. Non esiste, accidenti. Lo ribadiamo. Lo dice la Costituzione, lo dice l’Europa, lo dice il buon senso e lo dice il condividere un minimo senso di umanità. Smettiamola di spalancare le porte dell’inferno, indipendentemente dall’essere o meno vaccinati, smettiamola di dividere il mondo in due. Fermiamoci. (Giuseppe Leonelli, ‘Escludiamo gli evasori vaccinali da vita civile’. L’editoriale che fa gelare il sangue, lapressa.it)

Ricordiamo al Feltri che i Fascisti e i Nazisti erano schiacciante maggioranza in Italia e in Germania, un secolo fa. E sappiamo com’è finita.

 

“CATTIVI MAESTRI” CHI?

Fatta eccezione per il giornale che tenete tra le mani e, negli ultimi giorni, per un paio di altre testate, la maggioranza della stampa italiana si è schierata come un sol uomo a difesa del certificato verde obbligatorio per l’accesso ai luoghi di lavoro e ai locali pubblici. Tuttavia, che ancora ci sia qualcuno che canta fuori dal coro è ritenuto insopportabile da taluni, i quali non esitano a insistere, accusando chiunque si permetta di criticare il governo e di eccepire qualche obiezione davanti ai provvedimenti di Palazzo Chigi, di essere un cattivo maestro, cioè fomentatore dei peggiori istinti violenti.

L’utilizzo della definizione di «cattivi maestri» risale agli anni del terrorismo, quando Toni Negri scriveva libri e teneva lezioni all’università di Padova esaltando la lotta armata e la violenza di classe. E Umberto Eco, insieme a centinaia di giornalisti e scrittori, quasi tutti poi arruolati da Repubblica, firmava appelli contro il commissario Calabresi e a sostegno degli studenti arrestati a Torino, condividendone i reati. A noi non pare di aver istigato qualcuno a commettere reati, né ci pare di aver sollecitato un’insurrezione armata contro lo Stato, perché di questo si parla quando – a sproposito e, probabilmente, senza valutare né le parole né le conseguenze – si citano i «cattivi maestri». Sulla Verità ci siamo semplicemente occupati di segnalare le molte contraddizioni del lasciapassare verde, uno strumento che secondo la definizione dello stesso governo doveva essere un modo gentile per accompagnare gli italiani verso i centri vaccinali. Che il passaporto per godere dei diritti civili non fosse e non sia perfetto ne abbiamo prova quotidianamente, visto che dopo le nostre critiche l’esecutivo ha via via provveduto a modificarlo nel tentativo di renderlo accettabile dall’opinione pubblica. Che poi non si trattasse di un modo gentile per spingere le persone a vaccinarsi, lo dimostra il fatto che ogni giorno un giro di vite rende la misura sempre più stringente, al punto da somigliare a un cappio attorno al collo di chi ancora non si è convinto a offrire il braccio alla patria. Per questo, per il modo subdolo con cui è stato introdotto, per i molti errori che sono stati commessi, e per il fatto che nessun Paese democratico ha adottato misure simili alle nostre, ci siamo permessi di dire che si tratta di una decisione che non ha rispetto dei diritti delle persone, né di quelli riguardanti il lavoro sanciti dalla Costituzione, né di ciò che attiene alla libertà di cura.

Osservare, come per altro hanno fatto giornali internazionali del calibro del New York Times, non il Quotidiano del Popolo, organo del regime cinese, significa istigare alla violenza oppure spingere persone a «mettere in pratica idee con conseguenze criminali», come dice il leader di Forza Italia? Vuol forse dire che spingiamo le persone ad assaltare sedi sindacali o bloccare porti? Non ci sembra. A noi pare solo di esercitare il diritto-dovere di critica sancito dalla Costituzione, […]

Caro Cavaliere, mi spiace contraddirla, ma chi manifesta dubbi non è un «cattivo maestro» e chi non si vaccina (tranne i pochi esagitati che comunque si trovano in ogni gruppo, anche in quello apparentemente più innocuo) non è un criminale, come sembra pensare e scrivere chi le porge il megafono: è solo una persona che ha paura o non è convinta e in uno Stato libero che non sia la Cina ha tutto il diritto di averla senza essere per questo discriminato o punito. (Maurizio Belpietro, laverita.info)

Chi esercita il diritto-dovere di putare il dito contro la deriva autoritaria e dittatoriale – a differenza degli Antifascisti in coma etilico – è “Cattivo”, “Cattivo maestro”, come Se fosse uno dei “Maestri” (cfr. Toni Negri) di Autonomia Operaia, P.A.C. e Brigate Rosse che crivellavano di proiettili cittadini, poliziotti, magistrati, politici, «con la compagna P38″.

Facciamo seguire un sapido intervento di Maurizio Crozza sui “Cattivi Maestri”. Tra cui i Fascisti del XXI secolo fanno rientrare i tre più grandi filosofi viventi Italiani e Continentali: Agamben, Cacciari, Vattimo.

Anche Marco Travaglio non si allinea ai LeccaDraghi di Regime.

Nasce un governo presieduto da un ex banchiere mai votato né indicato da nessuno. E vabbè, sarà un caso. Tutti i partiti, sotto il ricatto quirinalesco “o appoggiate questo governo o vi sciolgo e andiamo a votare”, gli votano la fiducia, tranne uno. E vabbè sarà un caso. Il governo ha pure tutti i media dalla sua parte, come nessun altro dopo il Duce. E vabbè, sarà un caso. […]

I Consigli dei ministri sono pure formalità: i ministri timbrano norme scritte altrove e presentate mezz’ora prima, illeggibili per chiunque non abbia frequentato corsi di lettura veloce. E vabbè, sarà un caso. Malgrado la maggioranza bulgara, il governo passa da un decreto all’altro e il Parlamento s’inchina, anche perché chi osa presentare emendamenti se li vede mozzare dalla fiducia. E vabbè, sarà un caso. Ogni desiderio di Confindustria è legge: Pnrr più gradito ai padroni, sblocco dei licenziamenti, via il salario minimo e il cashback, controriforma della giustizia con improcedibilità per chi se la può permettere, via le sanzioni alle aziende che delocalizzano, transizione anti-ecologica, Ponte sullo Stretto: l’unico Green consentito è il Pass (unico al mondo) per lavorare. E vabbè, sarà un caso.

La stampa confindustriale (praticamente tutta) ripete che Egli “deve restare fino al 2023 e anche dopo”, a prescindere da chi vincerà le elezioni. E vabbè, sarà un caso. Siccome scade il capo dello Stato, il mantra è che Lui è l’unico candidato possibile; ma non esistendo altro premier all’infuori di Lui e non essendo (ancora) le due cariche cumulabili, Mattarella deve tenergli in caldo la poltrona per un paio d’anni. E vabbè, sarà un caso. Il presidente dei vescovi, cardinal Bassetti, come già Pio XI con Mussolini, sostiene che “la Provvidenza lo ha collocato nel posto in cui si trova”. E vabbè, sarà un caso. Appena un leader osa fargli ombra, come Conte, Salvini o Meloni, viene subito massaggiato da giornali&tv. E vabbè, sarà un caso. Quando Lui attacca i diritti al lavoro e allo sciopero col Green pass, la polizia scorta amorevolmente una banda di fascisti ansiosi di assaltare la Cgil, così è più facile dare del fascio a chiunque contesti il governo ed erigere monumenti equestri al Premier Partigiano. E vabbè, sarà un caso. Ma, tra un caso e l’altro, siamo proprio sicuri che i fascisti siano solo quelli di Forza Nuova? (Marco Travaglio, Editoriale sul Fatto del 16 ottobre 2021)

Se Mario Draghi fosse il “Salvator Draghi” avrebbe approvato l’Obbligo Vaccinale, facendo assumere allo Stato Italiano la relativa responsabilità.

Ma se sei il Cancellier Draghitler, hai bisogno di creare uno Stato di Apartheid, per scaricare su una minoranza (i No Vax) la responsabilità delle tue scellerate politiche economiche-sociali, dettate dai Fascio-Filantrocapitalisti Soroi.
Come fece il Cancellier Hitler che accusava dei suoi fallimenti prima i Comunisti poi gli Ebrei…

Infatti, le cosiddette Istituzioni accusano, FIN DA OGGI,  i No Vax della futura “mancata ripresa italiana”!
Hanno, evidentemente, la sfera di cristallo.

Sentiamo al riguardo il politico Romano Prodi, che forse dovrebbe essere apostrofato allo stesso modo in cui quel misconosciuto medico ha definito il geniale Nobel Luc Montagnier, «rincoglionito».

Snoccioli, il Prodi, le vere ragioni per cui «non si può imporre l’Obbligo Vaccinale».

Forse perché i vaccini sono inefficaci, a parte i gravissimi effetti avversi, e dovranno essere ripetuti – ogni 6 mesi – per il resto della nostra Vita, esponendoci esponenzialmente a pesanti gravami (e morti) di natura cardiovascolare?

Evitando, con il ricatto del Green Pass Obbligatorio, che lo Stato Italiano sia obbligato a risarcire agli Italiani, nel medio-lungo periodo, per centinaia di miliardi di euro a causa dei danni provocati dal vaccino?

Se così non è, perché il Prodi sibila chiedendo «Green Pass per sempre»?

Gli Antifascisti che sono corsi – come Pecore Panglossiane, marciando col passo dell’oca con tanto di fazzoletto da Partigiano e cantando a squarciagola “Bella Ciao” – a farsi vaccinare, sono sicuri che i veri Fascisti siano solo quelli di Forza Nuova e non chi, da quasi due anni ha imposto uno Stato di Eccezione, uno Stato di “Democrazia Sospesa” in Italia?

Quindi, primo punto: il ritorno al fascismo non è una eventualità “possibile” e “temuta”, ma un dato di fatto “certo” e “accettato” a livello popolare. Solo la creatività italica poteva brevettare la prima dittatura “consenziente” e “fai da te”, per così dire, della storia umana. Però, per fortuna ci sono le eccezioni; eccome: milioni di cittadini ancora renitenti alla leva vaccinale, migliaia di persone nelle piazze.

Qui, però, va registrato il secondo dato stupefacente che riguarda la stampa nazionale. In un paese normale, essa darebbe ampio spazio alle proteste, griderebbe al pericolo alle porte, soprattutto con una classe intellettuale fascisto-fobica come la nostra. E invece no. Quasi tutti i quotidiani (con un paio di isolate eccezioni) son contenti e i loro direttori lustrano le penne soddisfatti come tacchini in attesa del forno. Titoli sparsi del 16 ottobre 2021: “Green pass, l’Italia non si ferma” (Corriere della Sera), “Il G-day passa il primo test” (Repubblica), “Vince l’Italia che lavora” (Libero), “Riparte l’Italia del green pass” (Il Messaggero), “Pochi disagi, L’Italia non si è fermata” (Il Resto de Carlino), “Sì pass, la vera Italia” (Il Mattino), “L’Italia è sì pass” (Avvenire).
(Francesco Carraro, “Famola strana: la dittatura all’Italia”, scenarieconomici.it)

In Gran Bretagna, il Paese più Antifascista della Storia (non certo come i sedicenti “Antifascisti” italiani in coma etilico), tutti i Media Liberi sono preoccupati per l’attuale deriva autoritaria e antidemocratica dell’Italia. Come icasticamente rileva Loredana Biffo di caratteriliberi.eu,

Ai politici che dopo la manifestazione di sabato a Roma si sono indignati e hanno ululato al “pericolo fascismo”a reti unificate dalla solita informazione schierata, bisognerebbe far notare che secondo (https://www.telegraph.co.uk/…/britain-may-not-saintly…/), una delle più autorevoli testate inglesi, il titolo di un articolo che evidenzia la preoccupazione per la deriva autoritaria che il nostro paese sta prendendo è: “Può darsi che la Gran Bretagna non sia una nazione di santi, ma di sicuro non è mai stata un paese fascista”; sottotitolo: “Noi non ci siamo mai incamminati lungo il sentiero oscuro preso da alcune controparti europee”. Naturalmente i giornali del main stream si guardano bene dal riportare quello che la stampa estera scrive sulla china scivolosa imboccata della politica italiana che manda la polizia a manganellare cittadini disperati per i danni da essa causati, questo ci dovrebbe indurre a porci una sola domanda: a che gioco stiamo giocando?

George Orwell disse che “se il fascismo fosse tornato, non avrebbe indossato la camicia nera, ma la giacca di tweed”.

Appunto.

covidocrazia

Il Cancellier Draghitler. Immagine satirica.

(Fine Seconda Parte)

(segue)

L'articolo Covidocrazia 2 – Il sonno degli antifascisti sembra essere il primo su L'Isola di Avalon.

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http://www.isoladiavalon.eu/covidocrazia-2-il-sonno-degli-antifascisti/feed/ 0
Covidocrazia e Leccadraghi 1 http://www.isoladiavalon.eu/covidocrazia-e-leccadraghi-1/ http://www.isoladiavalon.eu/covidocrazia-e-leccadraghi-1/#respond Sat, 21 Aug 2021 16:56:48 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=15139 Covidocrazia e Leccadraghi – Prima Parte COVIDOCRAZIA: il Modus operandi per instaurare una Dittatura Nazista in Italia e nell’Occidente. Senza necessità di un golpe militare. DAL “DEINE PAPIERE JUDE” AL NAZISTICO “GREEN PASS” Innumerevoli manifestazioni contro la Politica di Apartheid, rivolta nei confronti di chi rifiuta l’inoculazione dei vaccini sperimentali di Big Pharma nella forma del […]

L'articolo Covidocrazia e Leccadraghi 1 sembra essere il primo su L'Isola di Avalon.

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Covidocrazia e Leccadraghi – Prima Parte

COVIDOCRAZIA: il Modus operandi per instaurare una Dittatura Nazista in Italia e nell’Occidente. Senza necessità di un golpe militare.

DAL “DEINE PAPIERE JUDE” AL NAZISTICO “GREEN PASS”

Innumerevoli manifestazioni contro la Politica di Apartheid, rivolta nei confronti di chi rifiuta l’inoculazione dei vaccini sperimentali di Big Pharma nella forma del Green Pass Obbligatorio, hanno esibito il simbolo della Svastica come simbolo del Nazismo Sanitario vigente.

Le reazioni violente e gli alti lai di protesta di Organizzazioni Ebraiche – e di personaggi posti su un alto piedistallo istituzionale per il solo e unico motivo di essere finiti in un Konzentrationslagercontro il paragone tra apartheid Ebraico e apartheid Sanitario potrebbe stupire, ma solo per chi non conosce la Storia.

George Santayana affermava che coloro i quali dimenticano la propria Storia sono condannati a viverla di nuovo, ergo ci si sarebbe aspettata ben diversa comprensione da parte delle Comunità Ebraiche in un caso del genere.

Chi ha subito sulla propria pelle – letteralmente – l’effetto dell’Apartheid nazista avrebbe saputo (e soprattutto dovuto) riconoscere la nascita di un altro Apartheid, anche se in un altro secolo.

Invece niente: «Condannare chi rifiuta il vaccino, chi straparla di dittatura sanitaria e fa insensati richiami alle leggi razziste è un atto dovuto», affermano ineffabilmente costoro.
Chapeau.

Siffatti, prima di sfornare paternali del tutto fuori luogo e fuori tempo, leggano la Costituzione (Art. 32), la Risoluzione 2361/2021 del Consiglio d’Europa che invita gli Stati a una corretta campagna di informazione, soprattutto relativa alla non obbligatorietà del vaccino, e ai possibili effetti indesiderati, senza alcuna forma di discriminazione o svantaggio per coloro che decideranno di non sottoporsi al vaccino.

Citiamo infine, per i dimentichi, anche il considerato 36 del Regolamento UE 953/2021 che, ai sensi della Costituzione Italiana, deve essere obbligatoriamente recepito e applicato:

È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate.
Pertanto il possesso di un certificato di vaccinazione, o di un certificato di vaccinazione che attesti l’uso di uno specifico vaccino anti COVID-19, non dovrebbe costituire una condizione preliminare per l’esercizio del diritto di libera circolazione o per l’utilizzo di servizi di trasporto passeggeri transfrontalieri quali linee aeree, treni, pullman, traghetti o qualsiasi altro mezzo di trasporto.
Inoltre, il presente regolamento non può essere interpretato nel senso
che istituisce un diritto o un obbligo a essere vaccinati.

Soprattutto, riaccendano, i finti immemori, il lume della ragione, poiché siamo tornati al «Dàgli all’untore! Dàgli!» di manzoniana memoria.

Di fronte all’avanzare di una tecnocrazia scientista, imprudente, incapace di definire l’essere umano se non in termini di carica virale e numero di vaccinazioni, è più che mai indispensabile opporre una razionalità prudente e attenta a tutte le dimensioni della persona umana. (Davide Cavalieri, ut infra)

Guarda caso, anche la Corrente maggioritaria al CSM, Magistratura Democratica, afferma che il #GreenPassObbligatorio è incostituzionale – e aggiungiamo noi, fascistico:

Anche Magistratura Democratica, una delle correnti più importanti della magistratura italiana, scende in campo contro il Green Pass istituito dal governo Draghi denunciandone la natura incostituzionale.

Sulla sua rivista giuridica Questione Giustizia ieri è stato pubblicato un documento intitolato: Sul dovere costituzionale e comunitario di disapplicazione del cd. decreto green pass” che denuncia l’incostituzionalità del decreto governativo sia rispetto alla Carta italiana sia rispetto alla normativa europea. 

Il Direttore del centro studi è il Prof. Alberto Lucarelli, e gli altri giuristi sono Fiammetta Salmoni, Marina Calamo Specchia, e Michele della Morte, Ugo Mattei, Luca Nivarra e Piergiuseppe Monateri, l’internazionalista Pasquale de Sena e l’amministrativista Sergio Foa.

I giuristi scrivono in proposito: “l’impressione è che con l’ultimo suddetto Decreto-legge, l’ordinamento giuridico italiano non recepirebbe le scelte del diritto europeo in materia di Green pass, ovvero la facilitazione della libertà di circolazione in sicurezza tesa a sopprimere la quarantena obbligatoria. Al contrario il d.l. n. 105/2021 sembrerebbe conferire al Green pass natura di norma cogente ad effetti plurimi di discriminazione e trattamento differenziato”.

Da domani attraverso il decreto green pass saranno imposte limitazioni ai diritti fondamentali dei cittadini, a tal proposito i redattori del rapporto affermano: “saremo in presenza di trattamenti differenziati per andare al ristorante, al teatro, ai centri culturali, e già si parla di introdurli progressivamente anche per l’esercizio di dirittidoveri fondamentali, come andare a scuola o al lavoro”.

Inoltre si fa presente quanto sia delicata la questione dei controlli da parte degli esercenti, altro nodo che riguarda anche la normativa sulla privacy: “appare di debole sostenibilità giuridica l’art. 3 comma 3 del decreto legge de quo che attribuisce ai titolari o gestori di servizi il potere di verificare l’accesso ai predetti servizi e attività e che ciò avvenga nel rispetto delle prescrizioni adottate”

La rivista di Magistratura Democratica quindi prospetta che si stia realizzando un potere di polizia diffuso esercitato da persone che non hanno i titoli per farlo ed “esercitabile su libertà fondamentali”. (Mag24.es)

Secondo il filosofo tedesco-coreano Byung-Chul Han, il momentum attuale è solo «isteria della sopravvivenza»:

Dinanzi alla pandemia, anche la radicale limitazione dei diritti fondamentali viene accettata senza discussioni. Senza opporre resistenza ci adeguiamo allo stato di eccezione che riduce la vita a nuda vita. Sottoposti allo stato di eccezione virale, ci rinchiudiamo volontariamente in quarantena. La quarantena è una variante virale del campo in cui imperversa la nuda vita. Il campo di lavoro neoliberista ai tempi della pandemia si chiama home office. Solo l’ideologia della salute e la libertà paradossale dell’autosfruttamento lo distinguono dai campi di lavoro dei regimi dispotici. Dinanzi alla pandemia, la società della sopravvivenza vieta persino la messa di Pasqua. Anche i sacerdoti si esercitano nel «distanziamento sociale» e indossano la mascherina. Sacrificano del tutto la fede sull’altare della sopravvivenza. In chiave paradossale, l’amore per il prossimo si manifesta come una presa di distanza. Il prossimo è un potenziale infetto. La virologia esautora la teologia. Tutti prestano ascolto ai virologi, che acquistano un’autorità interpretativa assoluta. Il racconto della resurrezione cede il passo in tutto e per tutto all’ideologia della salute e della sopravvivenza. (Byung-Chul Han. “La società senza dolore: Perché abbiamo bandito la sofferenza dalle nostre vite”, Einaudi, pp.16-17)

La strategia della psicosi pandemica – artatamente gonfiata a dismisura dal Minculpop del Regime Sanitario – viene usata come pretesto per la sospensione sine die dello Stato di Diritto, una sospensione del Diritto che però viene resa legale da chi avrebbe il diritto-dovere di negare la controfirma per patenti difetti di Costituzionalità (cfr. al riguardo la decretazione d’urgenza ex art. 48 Cost. di Weimar, Hitler, von Hindenburg).
Siffatto è lo Stato di eccezione, che, come affermano correttamente  Agamben e Han, riduce la vita a nuda vita.
Ma in Italia siamo andati addirittura oltre. È il potere esecutivo stesso che rende valida e legale la sospensione dello Stato di Diritto e della Costituzione ad libitum, con Provvedimenti di natura amministrativa (i DPCM) che, in quanto tali, non vengono controfirmati dal Capo dello Stato!

Il tutto germinato dalla coltivazione ingegnerizzata della psicosi dei virus, delle epidemie infettive, e propagandata dai Mainstream Media, una psicosi utilissima per gonfiare come un dirigibile i profitti dei Vaccinaioli di Big Pahrma e quelli della Bill & Melinda Gates Foundation.

Esattamente come nel Terzo Reich hitleriano.

Una delle vittime della Shoah, che però ha il difetto di pensare liberamente e. pertanto, non è circondata dai manichini istituzionali o dai manici di scopa del politically correct italico afferma lucidamente e razionalmente:

“Il sistema nazista ha distrutto la coscienza sociale in nome della salute pubblica. Le politiche sanitarie coercitive hanno violato i diritti civili e umani individuali. La propaganda nazista usava la paura delle epidemie infettive per demonizzare gli ebrei come portatori di malattie che rappresentavano una minaccia alla salute pubblica. Sono la paura e la propaganda le armi psicologiche che i nazisti hanno usato per imporre un regime genocida. E oggi alcuni cominciano a capire perché il popolo tedesco non si è ribellato. La paura ha impedito loro di fare la cosa giusta”. […]

“Ciò che distingue l’Olocausto da tutti gli altri genocidi di massa è il ruolo centrale che ha avuto l’establishment medico. Ogni passo del processo genocida è stato approvato dall’establishment medico accademico e professionale”. (Vera Sharav citata da Davide Cavalieri, caratteriliberi.eu)

Gli stessi deliri propalati e propagandati oggi dai troll DEMoniaci di tutto il mondo su Twitter e Facebook – controllati dal Fascismo Sanitario dei Dorsey e Zuckerberg –, dai parassitari Radical Chic col Rolex al polso, dai cerusici “Zeru Tituli”, e dai Cazzari della Siringa Unica:

“Cosa? Non ti vaccini? Sei novax? Ti odio, che tu possa morire, ti voglio vedere intubato, non meriti di essere curato, siate maledetti per tutte le generazioni a venire, stammi lontano, meriti la peggiore agonia”, eventualmente amplificata, tipo le due infermierine piddine che, in chat, si confidavano: appena me ne capita sotto uno, gli sbaglio la vena dieci volte per vederlo soffrire.

Gente stupenda, che resta umana, che odiare le costa, inclusiva, includente, inoculante e rispettosa: pensala come vuoi ma se non la pensi come me son pronto a farti la pelle. Intendiamoci, non che dall’altra parte vada meglio, il dramma nel dramma di questa emergenza infinita, che c’è anche quando non serve, che si alimenta con trovate liberticide quali il green pass, è che la società si è frantumata in curve ultrà e questo non è tanto colpa del “Potere”, maiuscolo, alla Pasolini, ma in primis dei cittadini, che più invocano tolleranza e rispetto e più vanno dietro alle rispettive manie, pretesti, convenienze e son pronti a toglierti l’amicizia, reale, non sui social, perché “hai tradito” (in un senso o nell’altro, e chi scrive ne sa qualcosa). Per cui la quale, siamo tutti novax: a meno di non essere durissimi, purissimi, piddissimi.

Senonché dei novax scatenati si sa tutto, comprese alcune invenzioni giornalistiche; gli altri, invece, i provax, sembrano tutti angeli feriti e invece la loro volgarità, la loro arroganza è miserabile, in puro ztl style. Ecco, dunque, un greatest hits degli insulti più triviali da parte dei buoni.

Apriamo con un clamoroso Roberto Burioni, quello che definiva il golden boy novax Gianni Rivera “un babbeo” (“Burioni? Non lo conosco, io ricordo Buriani che giocava con me nel Milan”): “[I novax] devono restare agli arresti domiciliari e fare una vita da sorci, fate una colletta per pagargli Netflix”. Cioè sono poveri, sfigati, galeotti e ratti.

Ecco s’avanza Selvaggia Lucarelli, intellettuale ricordata per il reality “La fattoria”, l’opera d’esordio “Mantienimi: aiutami a preservare la mia moralità” e le palettine alzate a un varietà del sabato sera: “Devono ridursi a poltiglia verde”.

Andrea Scanzi, il famigerato cazzaro vax (o cazzaro caregiver, è uguale): “Mi divertirei a vederli morire come mosche mentre mangio pop corn”.

David Parenzo, un ometto chiamato zanzara: “Rider, sputate nel cibo che consegnate ai novax” (rider, se vi capita di consegnare a casa Parenzo, sapete cosa fare, in tutte le variazioni possibili).

Alessandro Gassman, figlio di un cognome, la spia che vien da Capalbio, uno che, apprendiamo, vive male, sconvolto, comprensibilmente, da continue crisi d’ansia e: “Niente vaccino? Allora non entrino nei negozi e nei ristoranti”.

Gli fa eco Claudio Bisio, detto “il compagno Mediaset” perché fu il “dittatore fascista” Berlusconi a farlo miliardario, in lire, con le sue televisioni: Chi non vuole il green pass (e dunque rifiuta di vaccinarsi) stia a casa sua, non c’è Salvini che tenga”. Salvini è un po’ come la Nutella per Salvini stesso, va bene su qualsiasi cosa.

Sebastiano Messina, firma di Repubblica a un passo dalla grande notorietà: Mario Giordano, Nicola Porro e, per estensione, chi scrive sul disgraziato sito di quest’ultimo, disgraziato perché difendere un’idea di libertà in Italia è una disgrazia incomparabile: ti sputacchiano da ogni parte, sono tutti dei “populisti da marciapiede”. Quale firma del disgraziato sito in questione, accetto la definizione e spero solo di incontrare Messina per dimostrargli quanto ha ragione. (Max Del Papa, nicolaporro.it)

Nell’ambito dello stesso alveo isterico e da Stato di Polizia post-nazista si presenta ex cathedra a concionare incostituzionalmente (rectius: delirare), in un distopico pigiama fosforescente, certo Telese:

Sempre nel solco del Cazzarismo Militar-Vaccinale confluiscono le affermazioni dell’ex politico ed ex sindacalista CGIL Cazzola (Nomen Omen):

«Uno che ha paura di farsi un vaccino perché deve bloccare le stazioni? Se lo faccia e stia buono».

Poi si è rivolto al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: «Richiami in servizio Bava Beccaris che sa come trattare questa gente. Questi terroristi. Richiamiamo il feroce monarchico Bava che con il piombo gli affamati sfamò». Il riferimento è a Fiorenzo Bava Beccaris, generale italiano noto per aver represso nel sangue i Moti di Milano del 1898: fece sparare sulla folla causando la morte di 83 persone e molti feriti. […]

Le parole di Cazzola hanno, quindi, lasciato comprensibilmente senza parole tutti gli ospiti di “Stasera Italia”. Non la conduttrice Veronica Gentili che ha subito replicato: «Addirittura così… Cazzola purtroppo su queste cose… Ma se le cerca! Perché dice queste cose e poi si lamenta che l’attaccano?». Quindi, ha ripreso la parola l’ex sindacalista, che non ha assolutamente aggiustato il tiro, anzi ha rilanciato il concetto: «Perché questi sono dei terroristi, non hanno nessuna scusa questi, non meritano nulla. Meritano la celere che li bastoni». (Silvana Palazzo, ilsussidiario.net)

Insomma, per siffatte genìe, l’esercito dovrebbe battere palmo a palmo il territorio italiano e inoculare coattivamente nei renitenti i vaccini sperimentali, a fil di baionetta!

Se poi qualcuno credeva che Maria Antonietta Draghi (come lo definisce sagacemente Marco Travaglio) potesse, con il lezioso e quasi femmineo sussiego da Prima Donna o da Divina che sempre lo contraddistingue, stigmatizzare il clima maccartista, da caccia alle streghe, che politicantucoli, schiccheracarte, cerusici di regime, stanno creando ad arte in tutto il Paese, si sbagliava di grosso.

Maria Antonietta Draghitler ha condannato l’«odiosa violenza dei no vax», mentre chi crea un clima di odio nel Paese, vagheggiando plotoni di esecuzione per i Non-Vaccinati, è bello, bravo, riformista e buono.

Ovviamente, i Megafoni di Regime de laRepubblica hanno applaudito fino a spellarsi le mani TUTTE le improvvide uscite di Cancellier Draghitler.

Hanno ragione gli ex colleghi di Micromega a definire Repubblica un quotidiano di Destra, sempre più collaterale ai Fascio-Filantrocapitalisti Soroi  e sempre genuflesso verso il Potente italico di turno, fosse Monti, fosse Renzi, fosse Draghi.
«Da anni il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari appoggia il peggio della politica nazionale».

Per non parlare, poi, degli altri pennivendoli Völkischerer Beobachter del Mainstream Media Italiota.

Pochi si oppongono alla deriva fascista che utilizza il Pretesto Pandemia per imporre in Italia un Nuovo Stato di Eccezione Nazista.
Come invece fa il giurista, epistemologo e filosofo Giorgio Agamben:

Ci è stato senza alcun motivo rimproverato di istituire un paragone fra la discriminazione risultante dal green pass e la persecuzione degli ebrei. È bene precisare una volta per tutte che solo uno stolto potrebbe equiparare i due fenomeni, che sono ovviamente diversissimi.Non meno stolto sarebbe però chi rifiutasse di esaminare l’analogia puramente giuridica – io sono giurista di formazione – fra due normative, quali sono quella fascista sugli ebrei e quella sull’istituzione del green pass. Forse non è inutile rilevare che entrambe le disposizioni sono state prese per decreto legge e che entrambe, per chi non abbia una concezione meramente positivistica del diritto, risultano inaccettabili, perché – indipendentemente dalle ragioni addotte – producono necessariamente quella discriminazione di una categoria di esseri umani, a cui proprio un ebreo dovrebbe essere particolarmente sensibile.

Lo stupore appalesato dal grande filosofo Agamben (giova ricordare ai quaquaraqua dei TGPandemia e della carta igienica stampata che lui e Cacciari sono i filosofi più tradotti all’estero) è il nostro stesso stupore: le Organizzazioni Ebraiche avrebbero dovuto puntare il dito contro l’istituzione in Italia di uno Stato di apartheid, di un nuovo Fascismo, invece si voltano dall’altra parte, come fecero i Tedeschi della Germania hitleriana nei confronti degli Ebrei.

Come Agamben lucidamente porta alla luce, i pennivendoli di Regime italici definiscono i Decreti attuali i “Decreti di Draghi”, esattamente come i pennivendoli nazisti definivano i Decreti emanati in Germania dopo il 30 gennaio 1933 i “Decreti del Führer”.

Non è ultroneo ricordare agli schiccheracarte italioti che Maria Antonietta Draghi è sempre stato una quinta colonna della Cabala Mondiale dei Soroi e ha sempre lottato per liquidare democrazia, libertà e ricchezza del ceto medio in Italia, in favore dei marci Epistocrati.

E non è affatto nato  in una mangiatoia a Betlemme.

Da quarant’anni, Draghitler è sempre stato e sempre sarà uomo della Cabala.

La lingua italiana, ma direi la lingua umana, nella sua complessità, si trova in difficoltà ad esprimere il disgusto che può provocare Mario Draghi. Un ”vile affarista” lo definì Cossiga, ma il personaggio è molto di più repellente e ogni volta si scopre una dimensione aggiuntiva. Ormai per nominare Draghi bisogna mettersi il viks vaporub sotto il naso per resistere all’odore di marcio che emana e che canalizza quello di un mondo politico, economico intellettuale italiano ormai in pieno stato di decomposizione

Che sia un servo messo sulla massima poltrona di governo per mandare a buon fine la distruzione del Paese tramite MES e pandemia, non c’è dubbio. Ma anche un servo non si piegherebbe a tanto: lui l’uomo del Britannia si comporta più con l’attitudine di uno sguattero che non osa proferire parola sugli ordini del padrone che da quaranta anni gli dice cosa fare anzi per riprendere un’espressione marinara che così bene si attaglia alle prime imprese di questo sordido figuro, un fantolin da cu ( sebbene col cu degli altri, cioè il nostro) a cui nemmeno le cariche prestigiose che ha rivestito e che riveste riescono a conferire un minimo di dignità. Forse perché a quelle cariche è giunto non per altro merito se non quello di una totale disponibilità ad ogni svendita. Ora i suoi accenni all’obbligatorietà eventuale della vaccinazione anti covid proprio quando sta crollando miserevolmente tutto l’impianto dei vaccini salvifici, non soltanto urtano contro ogni idea di libertà personale e contro l’intero senso della Costituzione, ma cozzano contro i fatti: egli non potrebbe dimostrare nessuna delle tesi su cui sarebbe fondato un obbligo vaccinale, né lui, né la coorte di prezzolati e corrotti che fa opinione in Italia, anzi no, fa da tappo alla verità e alla dignità. (“Il dragicomico”)

GLI UNTERMENSCHEN DEL XXI SECOLO

Viene usata per i No-Vaxxers la stessa metafora, la stessa orrenda e inumana similitudine che il Propagandaministerium di Goebbels usava nei confronti degli “Untermenschen”: le “Bestie”.
Ebrei, Russi, Polacchi, Slavi, Rom, Gay, Socialisti, Comunisti, erano solo RATTI CHE DIFFONDONO MALATTIE!

SORCI che andavano isolati o, ancor meglio, terminati grazie all’Endlosung, per impedire loro di propagare malattie, di essere gli Untori del XX secolo.

La stessa folle esegesi di oggi!

 

Aberranti le dichiarazioni del Cancellier Draghisatiricamente, Draghitler – di qualche tempo fa: «CHI NON SI VACCINA È UN ASSASSINO!»

Vorrei sapere in base a quale moto filosofico-metafisico si possa dare veridicità a tale ossimoro anti-epistemologico: i Non-Vaccinati ucciderebbero i Vaccinati!

  • I vaccini funzionano perfettamente e quindi i vaccinati non possono essere infettati di Covid-19 dai non-vaccinati;
  • I vaccini non servono a un cazzo (a parte le montagne di dollari che entrano nelle tasche dei Vaccinaioli di Big Pharma) e quindi anche con tre (o quattro o cinque o venti dosi) un vaccinato rischia sempre di essere infettato e di morire. Quindi va trovata una vera cura, stante l’inutilità dei vaccini.
    Tertium non datur!

È emblematico che il rifiuto più netto nei confronti dei vaccini sperimentali sia venuto proprio dal personale sanitario maggiormente formato, che sta esperendo tutti i ricorsi legittimi per sottrarsi all’obbligo vaccinale sancito dal DL 44/2021, che appare, prima facie, del tutto incostituzionale.

 

Non posso non condividere le affermazioni di Marco Travaglio che «Draghi è un figlio di papà che non capisce un cazzo!»

Gesù Draghi sembra non capire alcunché di Virologia, di Giustizia (magari è un effetto secondario del “vaccino”), ma – a quanto pare – neanche di Macroeconomia, poiché è grazie a lui, a Prodi, Ciampi, Andreatta, Amato, et al., se siamo finiti nell’Eurolager, il vicolo cieco che è costato agli Italiani quasi 4.500 miliardi di euro (fonte: think tank tedesco CEP).

Altrettanto condivisibile mi sembra la chiosa di Travaglio sul Draghi nell’editoriale del Fatto del 27 luglio:

Uno che pensa di convincere i No Vax a vaccinarsi dando loro degli assassini; ecco, uno così non mi pareva un grande esperto di vaccini. Ma l’unanime sdegno per la duplice lesa maestà, manco avessi detto “figlio di Tiziano”, mi ha fatto ricredere: Egli è onnisciente e, a dispetto delle biografie, non è nato ai Parioli, ma a Betlemme, in una mangiatoia.

covidocrazia

Draghi e Leccadraghi. Immagine satirica.

 

Torniamo alla Storia – passando oltre il Leccaculismo di Regime – torniamo alle similitudini tra Apartheid Nazista e attuale Apartheid Sanitario; le ONG internazionali dell’Ebraismo Mondialista rivendicano la primogenitura e la grandezza dei numeri della Shoah nei confronti di altri genocidi e stermini nella Storia.

Chi negasse i 6 milioni di Ebrei morti nell’Olocausto sarebbe folle o criminale. Ma la vulgata della Globalizzazione dimentica – o finge di dimenticare – che i morti dell’Olocausto nazista furono 17 milioni, di tutte le Etnie!

E, molto prima dell’Olocausto, ci fu un altro Genocidio…

HOLODOMOR

In Ucraina, tra il 1932-1933 venne organizzato il primo grande eccidio di massa di un intero popolo. Quindi prima della Shoah e con più vittime rispetto a quest’ultima: 7 milioni di individui.

Holodomor è stato riconosciuto dal Parlamento Europeo come Crimine contro l’Umanità al pari dell’Olocausto – che, repetita juvant, avvenne a carico di innumerevoli Etnie, non solo di quella Ebraica.

Guarda caso tutto ciò avvenne mediante feroci lockdown e discriminazioni del tutto analoghe a quelle imposte agli Ebrei e che ora sono imposte a chi rifiuta di farsi contaminare dalla broda negromantica conosciuta come “vaccino”.

Del genocidio ucraino dobbiamo ringraziare Stalin che, esecrato dall’intelligencija fascista divenne eroico quando tutti i fascisti trasmutarono in antifascisti. Ex plurimis: Napolitano, Scalfari, Bobbio, Cammilleri…

Iconico Giorgio Napolitano: quando era nei GUF (Gruppi Universitari Fascisti) affermò che l’aggressione Hitleriana alla Russia era «Apportatrice di Civiltà», dopo il primo cambio di casacca affermò che l’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956 era «Apportatrice di Pace». Nel 1989, a seguito della Caduta del Muro di Berlino e dell’accartocciamento del Sovietismo, diventa Ultraliberista ed entusiasta Europeista, affermando che la UE – malgrado l’avesse per anni ferocemente osteggiata – è «Apportatrice di Benessere», pur sapendo che la verità era ben diversa.
Infatti, l’adesione al Quarto Reich – UE è costata agli Italiani quasi quattromilacinquecento miliardi di euro!

Holodomor è il nome con il quale si designa il genocidio per fame di oltre 6 milioni di persone, perpetrato dal regime sovietico, a danno della popolazione ucraina negli anni 1932 – 1933. Gli ucraini subirono una terribile punizione, perché accusati di contestare il sistema della proprietà collettiva. Tutte le risorse agricole furono requisite e la popolazione affamata. Un quarto della popolazione rurale, uomini, donne e bambini, fu così sterminata per fame. I cadaveri giacevano per strada senza che i parenti, anch’essi ormai in fin di vita, avessero la forza di seppellirli. La carestia determinò, insieme all’annientamento dei contadini, lo sterminio delle élites culturali, religiose e intellettuali ucraine, tutte categorie considerate “nemiche del socialismo”. […]

Secondo gli storici è indubbio che l’Holodomor sia stato un atto di genocidio, risultato delle decisioni politiche del regime totalitario di Stalin per schiacciare il popolo ucraino. Ultimamente l’Ucraina ha reso noti numerosi documenti tratti dagli archivi dell’ex KGB, i quali hanno rivelato gli obiettivi e i meccanismi operativi della politica che ha portato alla morte di milioni di ucraini. In diversi Paesi del mondo sono state svolte ricerche e sono stati pubblicati materiali di archivio in Gran Bretagna, Italia, Francia etc. Essi testimoniano che, nel caso dell’Ucraina e delle regioni limitrofe, la fame è stata provocata premeditatamente. […]

A causa della realizzazione di queste e altre misure repressive la popolazione ucraina si ritrovò prigioniera in un enorme ghetto, nel quale era impossibile sopravvivere. Già il 7 agosto 1932 nell’URSS la proprietà collettiva fu dichiarata “sacra e inviolabile” in modo che chiunque – bambini compresi – avesse commesso un furto ai danni della “proprietà socialista” (fosse anche raccogliere di nascosto qualche spiga di grano per il proprio figlio che moriva di fame), o l’avesse “sperperata”, sarebbe incorso in una condanna compresa tra i dieci anni di lavori forzati nei lager e la pena di morte. […]

Il 27 dicembre 1932 venne imposto l’obbligo del “passport”, il passaporto destinato agli spostamenti interni, per bloccare le disperate fughe dalle zone colpite dalla carestia e il 22 gennaio 1933 un’altra circolare, firmata da Stalin e Molotov, impedì con ogni mezzo (dalla sospensione della vendita dei biglietti ferroviari a veri e propri blocchi stradali) ai contadini ucraini e del Caucaso settentrionale di uscire dai distretti in cui non c’era più nulla da mangiare. La circolare del Politburo del 27 dicembre 1932 motivava l’obbligo del passaporto interno come mezzo per “liquidare il parassitismo sociale e combattere l’infiltrazione dei kulak nelle città”, mentre la circolare del 22 gennaio 1933, firmata da Stalin e Molotov, faceva riferimento “all’arresto degli elementi controrivoluzionari” e spiegava che “il Comitato Centrale e il governo hanno la prova che tale esodo in massa dei contadini [verso la città per sfuggire alla carestia] è organizzato dai nemici del potere sovietico, dai controrivoluzionari e dagli agenti polacchi, a scopo di propaganda contro il sistema kolkhosiano in particolare e il potere sovietico in generale” (Libro nero del comunismo). (it.gariwo.net)

Passport, Deine Papiere, Green Pass Obbligatorio, sempre lì siamo…

Grazie al DEMoniaco Stalin e ai suoi accoliti, circa 7 milioni di Ucraini perirono come mosche in un solo anno. I pochi sopravvissuti narravano che i bambini più piccoli dovevano essere attentamente nascosti, altrimenti venivano rapiti dai vicini e messi in forno per essere mangiati!

Tale genocidio può essere direttamente comparato alla Shoah, stante lo stesso numero di vittime, ma diversi Stati, tra cui quello Italiano, non lo riconoscono come tale.
Perché?

È semplice: I Fascisti di ieri, dopo la caduta del Fascismo, hanno rapidamente cambiato casacca, diventando Antifascisti e Comunisti Staliniani.

Stalin ha causato molte più morti di Hitler, ma per lui e i suoi satanici lacchè non c’è mai stato e non ci sarà mai – neanche postumo – alcun Processo in stile Norimberga di condanna ed esecrazione, tanto che, ancor oggi, in molti lo rimpiangono ancora in Russia. E anche in Italia!

VERA STORIOGRAFIA CONTRO LA VULGATA STORICA

Uno dei luoghi comuni più diffusi in ambito storico è che lo psicopatico Adolf Hitler avesse cominciato a costruire Campi di Sterminio per sterminare gli Ebrei fin dal giorno successivo al 30 gennaio 1933.

Così non è.

Per quanto incredibile possa apparire, nei primi campi di concentramento nazisti furono confinati i nemici politici della NSDAP, non gli Ebrei.

Poco dopo la presa di potere da parte di Hitler del 1933 vennero istituiti in maniera non sistematica e spesso in luoghi provvisori i primi campi di prigionia chiamati dagli storici wilde (selvaggi) o frühe (primi o precoci) Konzentrationslager. Venivano utilizzati principalmente per gli avversari politici del partito nazionalsocialista. Questi campi rimasero in funzione al massimo sino al 1936, sotto il controllo delle SA, delle SS, della Gestapo o del Ministero dell’Interno del Reich (RMI) (Wikipedia).

Nella prossima puntata vedremo quali e quanti siano le simmetrie “sanitarie” tra il Nazismo di ieri e la Dittatura Sanitaria di oggi.

In particolar modo analizzeremo il fatto che i Vaccinati sembrano essere andati ben oltre l’Isteria della Sopravvivenza. Sembra quasi che l’inoculazione dei vaccini stia erodendo le capacità cognitive e razionali dei Vaccinati, forse a causa di una lenta ma progressiva riduzione del flusso sanguigno al cervello, trasformandoli in una sorta di Zombie ululanti e rabbiosi: «Troppo vivi per morire e troppo morti per vivere». (B.C. Han, cit.)

Gli anticorpi potrebbero aiutare il virus a entrare nelle cellule

Uno dei principali meccanismi di eliminazione dei corpi estranei attuato dal sistema immunitario si avvale di particolari cellule immunitarie dette fagociti. Queste accorrono numerose nei siti di infezione e quando incontrano un virus segnalato dagli anticorpi come un pericolo, lo internalizzano per digerirlo. La distruzione del virus avviene all’interno di una sorta di “stomaco” cellulare, ma alcuni virus hanno sviluppato dei meccanismi per evitare di essere eliminati, e quindi una volta all’interno dei fagociti li invadono.

Abbiamo spiegato prima come l’obiettivo primario del vaccino sia quello di prevenire l’entrata del virus nelle cellule, specialmente quelle delle vie respiratorie. Tuttavia gli anticorpi in questo caso determinano l’effetto opposto. Quindi un virus decorato con degli anticorpi potrebbe essere paragonato ad un cavallo di troia per fagociti.Gli anticorpi che lo hanno riconosciuto perché venga eliminato dalle cellule in realtà lo aiutano ad entrare nelle cellule fagocitiche e invaderle. Il risultato è che il virus si replica nei fagociti e poi esce diffondendo l’infezione nelle cellule vicine.

L’ADE nei Coronavirus

Per quanto riguarda la famiglia dei Coronavirus, ovvero i “cugini” del SARS-CoV-2, esperimenti su gatti vaccinati con la proteina spike del virus della prima SARS hanno dimostrato che questi peggioravano, ma il risultato non si conferma nei macachi. […]

L’ADE come elemento nella produzione di vaccini

Ricordiamo che generalmente occorrono 15-20 anni per produrre un vaccino sicuro ed efficace, proprio perché bisogna tenere in considerazione elementi come l’ADE. Essi si evidenziano solo sul campo. Per questo ed altri motivi dei vaccini che all’inizio sembrano promettenti poi non superano i controlli nel tempo. È ben vero che i tempi si stanno gradualmente riducendo grazie allo sviluppo della tecnologia, tuttavia la biologia ha tempi prestabiliti che spesso non è possibile accorciare. (med4.care)

Le ululanti e isteriche presstitutes urlano che sono Iperboli! Esagerazioni! Non esiste nessun Nazismo Sanitario, Nessun Fascismo Sanitario, nessuna Dittatura Sanitaria!, eppure sono state proprio loro a gonfiare artatamente, a dismisura, un’emergenza che tale non era.

Esiste un dato di fatto incontrovertibile. In Italia si è creato uno Stato di Eccezione che dura da oltre un anno e mezzo. L’unico precedente storico di lunga durata fu la Repubblica di Weimar, ove la nomina di Hitler a Cancelliere portò ad uno Stato di Eccezione durato dodici anni (1933-1945).

Il secondo dato di fatto incontrovertibile è che in Italia, da diversi mesi, esiste un fascistico Stato di Apartheid.

“Che cosa diventa un paese al cui interno viene creata una classe discriminata? Come si può accettare di convivere con dei cittadini di seconda classe? Il bisogno di discriminare è antico quanto la società e certamente forme di discriminazione erano presenti anche nelle nostre società cosiddette democratiche; ma che queste discriminazione fattuali siano sanzionate dalla legge è una barbarie che non possiamo accettare”. (Giorgio Agamben)

Massimo Cacciari e Giorgio Agamben scrivono per l’Istituto Italiano degli Studi Filosofici:

Ogni regime dispotico ha sempre operato attraverso pratiche di discriminazione, all’inizio magari contenute e poi dilaganti. Non a caso in Cina dichiarano di voler continuare con tracciamenti e controlli anche al termine della pandemia. E varrà la pena ricordare il “passaporto interno” [cfr. la nostra sezione Holodomor, nota di Seyan] che per ogni spostamento dovevano esibire alle autorità i cittadini dell’Unione Sovietica. Quando poi un esponente politico giunge a rivolgersi a chi non si vaccina usando un gergo fascista come “li purgheremo con il green pass” c’è davvero da temere di essere già oltre ogni garanzia costituzionale. 

Guai se il vaccino si trasforma in una sorta di simbolo politico-religioso. Ciò non solo rappresenterebbe una deriva anti-democratica intollerabile, ma contrasterebbe con la stessa evidenza scientifica. Nessuno invita a non vaccinarsi! Una cosa è sostenere l’utilità, comunque, del vaccino, altra, completamente diversa, tacere del fatto che ci troviamo tuttora in una fase di “sperimentazione di massa” e che su molti, fondamentali aspetti del problema il dibattito scientifico è del tutto aperto. La Gazzetta Ufficiale del Parlamento europeo del 15 giugno u.s. lo afferma con chiarezza: «È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, anche di quelle che hanno scelto di non essere vaccinate». E come potrebbe essere altrimenti? Il vaccinato non solo può contagiare, ma può ancora ammalarsi: in Inghilterra su 117 nuovi decessi 50 avevano ricevuto la doppia dose. In Israele si calcola che il vaccino copra il 64% di chi l’ha ricevuto. Le stesse case farmaceutiche hanno ufficialmente dichiarato che non è possibile prevedere i danni a lungo periodo del vaccino, non avendo avuto il tempo di effettuare tutti i test di genotossicità  e di cancerogenicità. “Nature” ha calcolato che sarà comunque fisiologico che un 15% della popolazione non assuma il vaccino. Dovremo dunque stare col pass fino a quando? 

Tutti sono minacciati da pratiche discriminatorie. Paradossalmente, quelli “abilitati” dal green pass più ancora dei non vaccinati (che una propaganda di regime vorrebbe far passare per “nemici della scienza” e magari fautori di pratiche magiche), dal momento che tutti i loro movimenti verrebbero controllati e mai si potrebbe venire a sapere come e da chi. Il bisogno di discriminare è antico come la società, e certamente era già presente anche nella nostra, ma il renderlo oggi legge è qualcosa che la coscienza  democratica non può accettare e contro cui deve subito reagire. (il grassetto è nostro)

Un’altra verità va detta alle Pecore Panglossiane che si recano nei Centri Vaccinali con fazzoletto da partigiano e cantando a squarciagola “Bella Ciao”.

Per massimizzare i profitti dei Vaccinaioli (Big Pharma), la doppia vaccinazione andrà ripetuta ogni anno per il resto della propria vita.

Ogni qual volta viene ripetuta l’inoculazione del “vaccino” sperimentale, aumenta esponenzialmente la probabilità di morte per gravi patologie cardiovascolari: Miocardite, Pericardite, Trombosi, Trombocitopenia, Ictus, Ischemia, Fibrillazione atriale, Collasso, Demenza vascolare…
Già, dimenticavo che gli Zeru Tituli da TGPandemia hanno omesso di dirvi che Covid-19 è soprattutto una malattia cardiovascolare.

 

DOVEROSA PRECISAZIONE:

Volete vaccinarvi, FATELO!

È vostro pieno diritto farlo. Anzi, a sentire alcuni autoreferenziali costituzionalisti, la vaccinazione sarebbe addirittura un “ONERE”, malgrado che nessun articolo della Costituzione Italiana imponga “ONERI” di qualsivoglia genere.

Secondo l’Antikeimenos Bergoglio, la vaccinazione sarebbe anche un “obbligo religioso e morale”.

Ritenete opportuna la terza dose (e magari, nel futuro, un numero di inoculazioni pari ad an con n che tende a )? Io vi esorto a fare tutte le inoculazioni che ritenete opportune per la vostra salute e il vostro futuro.

È legislativamente e costituzionalmente garantito il diritto alla vaccinazione. Ci mancherebbe che non fosse così.

Io non vi dissuaderò mai a non vaccinarvi. Non mi interessa affatto dissuadervi. Seguite il vostro bias di conferma.

Ma è incostituzionale la fascistica coazione, come invece sta accadendo con quello che definiamo satiricamente il governo dei Peggiori, poiché le scimmie ammaestrate del mainstream lo definiscono il “governo dei Migliori”: il governo di Maria Antonietta Draghitler, appunto.

 

covidocrazia

Draghitler e Covidocrazia. Immagine satirica.

 

(segue)

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Il Fascistico Grande Reset http://www.isoladiavalon.eu/il-fascistico-grande-reset/ http://www.isoladiavalon.eu/il-fascistico-grande-reset/#respond Sun, 11 Jul 2021 19:51:25 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=15102 Il Fascistico Grande Reset Il Fascistico Grande Reset. Il Nuovo Ordine Mondiale dei Soroi profitta della Pseudo-Pandemia Globale di Coronavirus per sferrare il più micidiale attacco all’esistenza dell’Umanità: il Grande Reset. Una premessa è doverosa. L’Estrema Destra, il Capitalismo Neoliberista, aveva bisogno dell’estrema più radicale – il Fascismo – come braccio armato per aggredire e […]

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Il Fascistico Grande Reset

Il Fascistico Grande Reset. Il Nuovo Ordine Mondiale dei Soroi profitta della Pseudo-Pandemia Globale di Coronavirus per sferrare il più micidiale attacco all’esistenza dell’Umanità: il Grande Reset.

Una premessa è doverosa.
L’Estrema Destra, il Capitalismo Neoliberista, aveva bisogno dell’estrema più radicale – il Fascismo – come braccio armato per aggredire e seppellire Libertà, Democrazia e Diritti dei lavoratori.
Oggi i Fascio-Filantrocapitalisti hanno inglobato il Fascismo al loro interno, pervenendo alla metastasi terminale del Capitalismo: il Capitalismo Totalitario dei Soroi.

Soros, Fenomenologia del Dittatore Globale nell’Era del Coronavirus – L’Isola di Avalon

Soros, Fenomenologia del Dittatore Globale nell’Era del Coronavirus – L’Isola di Avalon

Soros il Dittatore della Finanza Globale e Führer del Capitalismo Totalitario. Una volta, i Dittatori vestivano in camicia nera e divisa militare…
Source: www.isoladiavalon.eu/soros-fenomenologia-del-dittatore-globale/

 

IL FASCISTICO GRANDE RESET E LO STATO DI ECCEZIONE

Il filosofo che rese lo “Stato di Eccezione” uno dei capisaldi della sua espressione storica e filosofica fu certamente Carl Schmitt.

Stato di Eccezione come manifestazione della Dittatura e relativa Sospensione del Diritto.

Giorgio Agamben ne rintraccia l’archetipo in un provvedimento previsto dal diritto romano, denominato iustitium. In caso di concreto pericolo per la Repubblica, il Senato poteva emettere un senatus consultum ultimum, una misura eccezionale che consegnava ai magistrati un potere illimitato, ossia non regolato da norme, grazie alla proclamazione (immediatamente conseguente) dello iustitium con cui le leggi venivano momentaneamente sospese. Letteralmente, nota infatti Agamben, iustitium significa «arresto del diritto». Perciò esso può essere descritto come un «paradossale istituto giuridico che consiste unicamente nella produzione di un vuoto giuridico». (Enrico Redaelli, Legge ed eccezione, Noema, 7-2/2016, noema.filosofia.unimi.it)

La teoria dello stato di eccezione prende forma teorica e ipostasi materiale nella Germania Weimeriana, con l’avvento alla cancelleria tedesca di Adolf Hitler.

Il 28 febbraio 1933, poche settimane dopo esser divenuto cancelliere, Hitler proclama il Decreto per la protezione del popolo e dello stato (noto anche come “Decreto dell’incendio del Reichstag”). Tale decreto sospende alcuni diritti costituzionali, in particolare i sette articoli della Costituzione della Repubblica di Weimar che riguardano le libertà personali, di espressione, di associazione, di stampa e la privacy dei cittadini. Hitler può far ciò perché è previsto dalla stessa Costituzione: nel celebre art. 48, che regola lo stato di eccezione, si dice che in caso di necessità, per garantire la sicurezza pubblica, alcuni articoli della Costituzione possono essere sospesi. […] Il Terzo Reich può considerarsi un lungo stato di eccezione durato 12 anni. […]

Nell’ottica [di Carl Schmitt], siccome il regime instaurato da Hitler nel 1933 è uno stato di eccezione, questa sospensione del diritto deve condurre o al ripristino della costituzione vigente nella sua piena operatività o alla creazione di una nuova costituzione3. Tertium non datur, vale a dire: questa condizione di eccezione non può, secondo il giurista, durare ad libitum, motivo per cui egli stesso elabora in quegli anni i lineamenti di una nuova costituzione, che di fatto, però, non vedrà mai la luce. Il regime nazista opterà infatti proprio per il tertium: non abolirà mai la Costituzione della Repubblica di Weimar, che resterà quindi in vigore ma in forma sospesa (come previsto dall’art. 48). (Enrico Redaelli, cit.)

Nel Mondo Occidentale la Pandemia provocata dal Sars-CoV-2 è stata presa a pretesto – come avvenne per l’incendio del Reichstag, innescato in realtà da SS e Sicherheitsdienst – per sospendere sine die le Libertà Costituzionali, Civili e Sociali, addirittura in Italia ciò è avvenuto mediante meri atti amministrativi, i DPCM (Decreti della presidenza del Consiglio dei Ministri).

D’altro canto, anche le dimissioni di Giuseppe Conte sono state conseguenti ad una crisi extraparlamentare. Ma il suo successore, Mario Draghi, ha mantenuto lo Stato di Eccezione in Italia, innestato sul tronco del Pretesto Pandemia Globale da Coronavirus.

Non è questo il primo caso in Italia di Stato di Eccezione: il primo è legato ai Fatti del G8 di Genova 2001, in cui vennero sospesi i diritti costituzionali e civili di centinaia di attivisti no-Global del Genoa Social Forum, che vennero addirittura massacrati e torturati in quella che gli stessi responsabili delle gesta definirono «Macelleria Messicana».
Il tutto profittando dei pretestuosi disordini creati ad arte dai black bloc, mercenari prezzolati e organizzati militarmente dalla CIA e dal Deep State USA.

 

LO STATO DI ECCEZIONE IN CUI VIVIAMO È MERO ARBITRIO

Come abbiamo visto, la nomina del “Migliore” Mario Draghi non ha mutato lo status quo ante, peggiorandolo addirittura, stanti le tendenze autocratiche e cesariste dell’uomo, che mal sopporta critiche e dibattito democratico.

Agli Italiani viene “concessa” la libertà di muoversi solo a condizione di sottostare alla inoculazione di medicinali sperimentali. Addirittura Commissario all’Emergenza viene nominato un generale dell’Esercito.

L’epoca che stiamo vivendo è, cioè, quella in cui l’illegittimità dei poteri che governano la terra appare in piena luce: poiché essi hanno perso ogni possibilità di configurarsi in un ordine simbolico riconoscibile, essi sono obbligati a sospendere la legge e i principi costituzionali che potrebbero definirlo. Lo stato di eccezione diventa in questo senso lo stato normale e chi governa non può in nessun caso governare altrimenti. È forse possibile che lo stato di eccezione sia formalmente revocato: ma un governo di salvezza nazionale come quello che si sta configurando, in cui ogni opposizione cessa, è la continuazione perfetta dello stato di eccezione. (Giorgio Agamben, “L’arbitrio e la necessità”, quodlibet.it)

Dall’Illuminismo Totalitario di Adorno-Horkheimer («ma la Terra totalmente illuminata splende all’insegna della più trionfale sventura») siamo giunti, alla Fine dei Tempi, al Capitalismo Totalitario dei Soroi. Anzi, al Tanatocapitalismo, il Capitalismo-Morte.

Il capitalismo che si sta consolidando su scala planetaria non è il capitalismo nella forma che aveva assunto in occidente: è, piuttosto, il capitalismo nella sua variante comunista, che univa uno sviluppo estremamente rapido della produzione con un regime politico totalitario. (…) Quel che è certo, tuttavia, è che il nuovo regime unirà in sé l’aspetto più disumano del capitalismo con quello più atroce del comunismo statalista, coniugando l’estrema alienazione dei rapporti fra gli uomini con un controllo sociale senza precedenti. (G. Agamben)

 

IL FASCISTICO GRANDE RESET, FUSIONE TRA IL TANATOCAPITALISMO DEI SOROI E IL COLLETTIVISMO CINESE ALLA “GRANDE FRATELLO”

La Cabala Mondiale degli Antikeimenoi Soroi vuole abusare dell’Esperimento di Ingegneria Sociale legato alla Psicosi Progettata da Virus Corona.

Klaus Schwab, presidente esecutivo del World Economic Forum (la kermesse di Soros e dei Rothschilds), ha concionato che il Covid «è un’opportunità eccezionale da sfruttare per resettare l’economia mondiale e il capitalismo in modo inclusivo».

Si potrebbe pensare ad una visione folle visto che la crisi pandemica ha provocato milioni di morti e decine di milioni di disoccupati. Invece queste affermazioni vanno soppesate e attentamente analizzate, soprattutto perché promanano da un rappresentante dei Soroi. Quegli stessi Soroi che Paul Krugman afferma che creano le crisi planetarie per profitto o divertimento.

Creano le crisi, per creare nuove opportunità di guadagno, non le aspettano certo supinamente. Questa sarebbe davvero la prima volta.

Giungiamo, pertanto, al concetto di pandemia programmata.

È da un decennio almeno che il “filantropo” Bill Gates vaniloquia di pandemie sempre più certe e di vaccini. Ha organizzato l’Evento 201 (assieme a WEF e Johns Hopkins University) nell’ottobre 2019, in cui veniva simulato come avrebbero dovuto agire i governi mondiali in caso di diffusione globale di un’epidemia da coronavirus.
Che strano caso: proprio pochi giorni dopo che si diffondesse davvero!

In quella conferenza venne spiegato come utilizzare lockdown, distanziamento sociale, repressione fascista operata dalle Forze di Polizia nei confronti dei cittadini renitenti, Stato di Eccezione permanente.

Veniva prescritta l’assoluta necessità di una “governance globale” contro una minaccia planetaria quale una pandemia e come, comunque, gli interessi economici degli stakeholder e delle Multinazionali (in brevis, i Soroi) dovessero avere l’assoluta preminenza nei confronti dei diritti dei cittadini e delle Costituzioni dei semplici Stati Nazionali, tutti tenuti ad appecoronarsi alle statuizione di ONG sovranazionali e antidemocratiche quali ONU e OMS.

Il “grande” virologo Anthony Fauci è stato smascherato, ultimamente. Sapeva dell’origine non naturale del Sars-CoV-2 e l’ha tenuto celato finché ha potuto.

Nuovo colpo di scena nel giallo sulle origini del coronavirus. Era il 31 gennaio del 2020 e un importante esperto di malattie infettive, Kristian Andersen (professore allo Scripps Research Institute), stava analizzando le caratteristiche genetiche del virus Sars-CoV appena emerso. “Alcune caratteristiche sembrano (potenzialmente) costruite”, scrive Andersen in una email a Anthony Fauci, segnalando di aver rilevato, insieme a altri scienziati “inconsistenze nel genoma rispetto a quelle previste in linea con la teoria evoluzionistica”. E aggiunge: “Dobbiamo analizzarlo più attentamente, ci sono ulteriori indagini che devono essere fatte, perché queste opzioni possono sempre cambiare”. Infatti cambiarono.

Ma andiamo con ordine. L’email del 31 gennaio di Andersen è una delle oltre 3.200 pubblicate dal Washington Post e da BuzzFeed. […]

Fauci ha sempre sostenuto (fino a poche settimane fa quando non ha escluso che il virus possa essere sfuggito da un laboratorio) l’origine naturale del Covid-19. L’email di Andersen dimostra come Fauci, direttore dell’Istituto nazionale di malattie allergiche e infettive (Niaid), sapesse fin dall’inizio dei seri sospetti degli esperti sulla possibilità di un virus manipolato e sfuggito ai ricercatori del laboratorio di Wuhan dove tutto è cominciato. (agi.it)

Il senatore repubblicano Rand Paul e Fauci si sono scontrati, due mesi fa, sul ruolo del laboratorio di Wuhan nelle origini del Covid-19, laboratorio che, secondo Paul, stava testando un virus mortale finanziato dal governo Usa che avrebbe poi rilasciato nel mercato cittadino.

Governo Usa o, non piuttosto, il Deep State Globale di Soros, Kissinger, Gates, Rockefeller, (et al.)?

Cui prodest il virus corona?

Ha giovato sicuramente al Governo Cinese e ai Democrats USA poiché, grazie alla crisi pandemica, si sono liberati di Donald Trump, altrimenti imbattibile nei sondaggi elettorali pre-Covid.

Ma sono proprio i Soroi ad aver guadagnato più di tutti: i fascistici GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) da soli hanno attualmente una capitalizzazione in Borsa prossima al PIL totale della UE.

Jeff Bezos, con le vendite online, e Bill Gates, con i vaccini, hanno raddoppiato in pochi mesi la propria ricchezza personale.

Last but not least, mediante la psicosi Covid – artatamente gonfiata dai Mainstrem Media – i Soroi hanno manipolato brutalmente il cervello degli Umani di tutta la Terra, mediante la strategia della paura.

Miliardi di Umani hanno manifestato stolidamente e chiaramente la propria acquiescenza a barattare centinaia di anni di lotte per Libertà, Democrazia, Costituzioni, Diritti Sociali, in cambio di quella che Agamben definisce crudamente «la nuda vita».

Anzi, neanche quella, visti gli innumerevoli effetti collaterali mortali nell’immediato dei vaccini sperimentali inoculati e i probabili effetti che si verificheranno nel medio e lungo periodo; effetti mai testati e del tutto imprevedibili.

Il Tanacapitalismo. Il Capitalismo-Morte, appunto:

Come dimostra la pandemia attuale di Covid-19: un nuovo modello si affaccia, quello del darwinismo sociale, nel quale la sopravvivenza dei più adattati diviene la preoccupazione fondamentale. Come corollario di questa posizione, i più deboli devono lasciare il posto; sia nel quadro dell’“immunità di gregge” che scarta un cospicuo numero di contaminati e di vittime, sia nel quadro di una selezione effettiva in cui si decide di intubare e di rianimare solo i malati più giovani – o i meno anziani – per via della mancanza di respiratori e di posti di rianimazione. […]

Contrariamente a quel che succedeva nel XIX secolo, non si tratta più ormai di “far vivere e lasciar morire” i cittadini ma di “far vivere il capitale” e di “far morire” i vecchi e gli improduttivi. […]

La selezione ha dunque come effetto quello di distinguere coloro che sono destinati a sopravvivere da coloro la cui vita non ha importanza, che si possono sacrificare sull’altare degli azionisti. (Jean-Loup Amselle, mimesis-scenari.it)

Altro caso “stranissimo”: il Sars-Cov-2 ha decimato soprattutto anziani pensionati, poveri senza tetto e malati cronici. Proprio i ceti sociali parassitari e improduttivi secondo il Capitalismo Totalitario. Che fortuna sfacciata hanno ‘sti Soroi…

«Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». (Agata Christie)

In brevis, i Megalomani e Psicopatici Satrapi Globali del Nuovo Ordine Mondiale si apprestano a riportarci a piè pari nel Medioevo Prossimo Venturo. Solo gli schiavi utili, però, poiché gli improduttivi saranno progressivamente liquidati con pandemie create ad hoc e con i relativi vaccini.

Un Medioevo in cui loro saranno i Signori, gli Olimpici, gli Dèi di Asgard, mentre noi torneremo al livello dei servi della gleba, controllati però da sofisticatissimi e diffusissimi sistemi di sorveglianza, il panottico digitale, a causa dei quali un’orwelliana, cacotopica visionaria, Ida Auken, ex ministro dell’ambiente in Danimarca, afferma, «non ho intimità reale. Non posso andare da nessuna parte senza essere registrato. Tutto ciò che faccio, penso e sogno resta registrato. Alla fine, è una buona vita.»
Buona vita
una vita identica a quella del protagonista del romanzo distopico “1984”, Winston Smith, oppresso dalle catene pervasive e invasive di un controllo globale?
Winston odiava la sua metaforica catena al collo da schiavo. Questi idioti che hanno spento il cervello e se lo sono fatto resettare dai Soroi, baciano e amano la catena da servi che li soffoca.

Era proprio grazie a idioti come questi che Benito Mussolini poteva affermare, da gradasso: «Come si fa a non diventare padroni in un mondo di servitori?»

Uno dei video diffusi a margine del recentissimo Forum Economico Mondiale (WEF) mostra l’immagine di un giovane dal sorriso raggiante ed ha un titolo emblematico: “nel 2030 non avrai nulla e sarai felice “. […]

Comunismo spietato in basso, capitalismo altrettanto schiacciante in alto, per lorsignori: la variante neo feudale è che non possiederà nulla la stragrande maggioranza dell’umanità, ma la proprietà privata – non più dei “mezzi di produzione” ma di tutto, proprio tutto quello che esiste al mondo – beni, servizi, tecnologie, denaro- resterà in capo a una minoranza dal potere ferreo. Un medioevo postmoderno privo della spiritualità e dell’altezza morale dell’era di mezzo. In alto, un pugno di imperatori – i padroni universali – coadiuvati da varie caste di feudatari, vassalli, valvassori e valvassini, in basso tutti noi, i servi della gleba a cui somministrare un’esistenza animale.

In questa riflessione ci limiteremo ad analizzare questo aspetto del Reset – che, lo ripetiamo – significa cancellazione. I padroni del mondo predicono un futuro prossimo in cui la proprietà privata diffusa sarà irrilevante e potrà essere eliminata. (Roberto Pecchioli, “Agenda 2030: non avrai nulla e sarai felice”, maurizioblondet.it)

Ad essere eliminata sarà la nostra proprietà privata, non certo quella dei Soroi.

 

LA FINE DEI TEMPI

L’intento dei Soroi è di arrivare ad un decimo della popolazione attuale, grazie a “controllo delle nascite, vaccini…”, come vagheggiava Bill Gates in una conferenza TED del febbraio 2010.

Ma l’attuale livello di civiltà non può reggere ad una popolazione mondiale di poco più di 500 milioni di abitanti.

I Padroni dell’Universo sono megalomani psicopatici, le cui caratteristiche comportamentali sono del tutto analoghe a criminali sociopatici come Jack The Ripper, Zodiac, il Cannibale di Milwaukee, etc., ma con possibilità enormemente superiori.

Una volta che avranno mangiato metaforicamente i 9/10 della popolazione mondiale (con continue pandemie programmate, disoccupazione di massa, carestie ingegnerizzate, vaccinazioni incontrollate, migrazioni coatte…) i Soroi si mangeranno tra di loro.

La profezia che alla fine dell’attuale secolo non ci sarà più CO2 di origine umana si avvererà: semplicemente perché la Specie Umana verrà estinta dalle Guerre Signorili che i Soroi, dopo aver provocato il più grande genocidio di massa della Storia, condurranno l’uno contro l’altro.

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The Undertaker Draghi – 2. Italia in agonia http://www.isoladiavalon.eu/the-undertaker-draghi-2-italia-in-agonia/ http://www.isoladiavalon.eu/the-undertaker-draghi-2-italia-in-agonia/#respond Wed, 30 Jun 2021 22:14:41 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=14973 The Undertaker Draghi – 2 Italia in agonia.   The Undertaker Draghi parte 2 – Ad appena 75 anni dalla Fondazione della Repubblica Italiana, sembra purtroppo che siamo prossimi alla sua agonia, con il destino italiano innestato nell’immondo Grande Reset dei Soroi. PARTIAMO DALLA FINE, OGGI A.D. 2021: ABBIAMO IL PEGGIOR GOVERNO DELLA STORIA DELLA […]

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The Undertaker Draghi – 2

Italia in agonia.

 

The Undertaker Draghi parte 2 – Ad appena 75 anni dalla Fondazione della Repubblica Italiana, sembra purtroppo che siamo prossimi alla sua agonia, con il destino italiano innestato nell’immondo Grande Reset dei Soroi.

PARTIAMO DALLA FINE, OGGI A.D. 2021: ABBIAMO IL PEGGIOR GOVERNO DELLA STORIA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.

Malgrado quello che scrivono i Giornalini di Regime, dai “Repubblichini” ai Gazzettieri, quello che stiamo vivendo sulla nostra pelle è apoditticamente, ontologicamente, definitivamente, il Peggior Governo della Storia della Repubblica Italiana.

Epistemologi, sociologi, politologi e veri giornalisti lo definiscono rettamente:
«Kakistocrazia» (Marco Revelli), «Governo dei Migliori? Sembra il bar di Guerre Stellari» (Marco Travaglio), «Governo vomitevole» (Giancarlo Marcotti). «Accrocchio parlamentare» (Francesco Cancellato) «Pericoloso Ircocervo» (Andrea Malaguti), la Bufala del presidente del Consiglio a Costo Zero (Gianluigi Paragone).

Qui mi ricollego allo stipendio di Draghi. Perché non dovrei pagare un presidente del Consiglio nelle sue funzioni quando quel presidente del Consiglio ha il potere di intervenire su questioni delicate e aperte aggravatesi quando egli stesso ricopriva altri incarichi? Faccio un esempio: Montepaschi Siena è al centro di partite ingarbugliate dove il governo e il premier devono prendere delle scelte importanti. Allora domando: Draghi gioca la carta propagandistica “zero stipendio” così da cancellare certe scelte come il vantaggio fiscale per l’acquirente di Mps (magari quella Unicredit presieduta dall’ex ministro Padoan) o come la protezione del ceo di Leonardo Alessandro Profumo, condannato per gravi reati finanziari proprio quando presiedeva Mps? In altre parole: se Draghi rinuncia allo stipendio da premier è perché è sazio di quanto ha avuto precedentemente, quando lavorava nella finanza e per la finanza? Oppure cerca una specie di operazione simpatia per non far conoscere tutta la verità di quando veniva pagato – all’estero, se non ricordo male… – in Goldman Sachs?

Allora voglio essere ancora più cattivo: in Goldman, in Bankitalia, in Bce, Draghi avrebbe mai lavorato gratis? No (infatti è stato ben retribuito). Perché allora adesso che governa l’Italia in una fase così drammatica lo sta facendo? Forse perché considera il governo non degno della sua prestazione, o comunque non così degno da riceverne in cambio una controprestazione? La retorica barbona della politica a prezzi di saldo o addirittura gratis è il miglior asso nella manica dell’establishment e delle élite. Cioè di quei mondi (dai quali proviene SuperMario) che in questi anni hanno comandato la distruzione progressiva dei diritti del lavoro e della piccolissima e piccola impresa. La mossa populista può diventare un boomerang perché Mario Draghi ha confermato non solo di governare senza il mandato del popolo sovrano ma addirittura respingendone la valutazione economica. Così facendo la domanda subdola e velenosa rimbalza e rimbalzerà: per chi sta governando il Governatore? Gli italiani non valgono nulla? (Gianluigi Paragone).

Apodittica dimostrazione che il Draghi Primo è il Peggior Governo della Storia della Repubblica Italiana.
Peraltro infarcito di bolliti e riciclati.

Quello Draghi è il governo peggiore di sempre innanzitutto per come è composto. Il governo di “alto profilo” e “dei migliori” erano delle bufale. Sono entrati i soliti noti. Riciclati politici e pure tecnici. Un governo nordista, con poche donne, vecchio. Anche quella della competenza era una gran bufala. In Italia funziona così. Se fai comodo e sei dalla loro parte allora sei competente, altrimenti no. Il governo Draghi è il peggiore di sempre anche perché nasce a seguito di un’operazione di palazzo tra le più opache e ciniche degli ultimi anni. Col tradimento di un premier apprezzato dai cittadini e il suo frettoloso accantonamento. Se il governo Conte era quel disastro che dicevano, allora non si capisce il perché molti dei suoi ministri sono stati riconfermati. Il governo Draghi è poi il peggiore di sempre perché fin dagli albori ha fatto emergere i più nefasti vizi che intossicano il nostro paese. L’ipocrisia viscerale, il voltagabbanismo senza pudore, la piaggeria verso i potenti di turno, l’egocentrismo sfacciato. Davvero tutto il repertorio. Ma il governo Draghi è il peggiore di sempre anche perché non ha né una identità né una visione essendo sostenuto da una accozzaglia di partiti che la pensano in maniera opposta, e non ha nemmeno un programma. Draghi non ha spiccicato ancora una parola su cosa vuol fare eppure tutta la vecchia politica stracciona si è già inchinata ai suoi piedi. Vecchia politica che fino a ieri litigava su tutto e da quando è spuntato Draghi finge di andare d’amore e d’accordo. […]

Senza dubbio il peggiore governo di sempre che ha l’aggravante di nascere senza opposizione se non per i sovranisti della Meloni e con tutta la stampa delle lobby schierata a favore. Altro che fronteggiare l’emergenza, è questo governo la vera emergenza. Un governo emblema del ritorno della vecchia politica e della vecchia Italia dopo che gli italiani avevano disperatamente chiesto un cambiamento radicale il 4 marzo. Una pagina davvero triste della nostra democrazia ma piangersi addosso non serve a nulla. I cittadini che credono ancora nel cambiamento devono piuttosto rimboccarsi le maniche in modo da tornare al voto e cestinare al più presto il peggiore governo di sempre. (Tommaso Merlo)

Senza ombra di dubbio, quindi, quello di Draghi è il peggior governo dell’Italia Repubblicana.

Probabilmente, a parte gli esecutivi di Benito Mussolini e Antonio Starabba di Ridini, quello di Mario Draghi potrebbe essere anche il peggiore Esecutivo dall’Unità d’Italia ad oggi.

È oltremodo stucchevole vedere anche la cosiddetta Destra appecoronata a Draghi e al Draghismo, malgrado il fatto che “Il Migliore” non rappresenti affatto quel Totem Iconico e Salvifico propagandato dai “giornaloni” dei Mainstream Media Mondialisti.

Per non parlare poi delle riconferme, poiché deludenti (e usiamo solo un eufemismo) appaiono le ri-nomine di Speranza, Di Maio, o Lamorgese. In brevis: è un governo messianico, quello di Draghi, o solo destinato a seppellire le nostre Libertà Costituzionali e le Piccole e Medie Imprese?

Inaudita la scelta di Roberto Cingolani alla Transizione Ecologica voluta da Beppe Grillo, che ha ormai fatto più salti della quaglia di una quaglia che si alleni per le Olimpiadi del Salto delle Quaglie. Icastico, in merito, Travaglio:

Chi di voi non ha mai sognato un mini-reattore nucleare nel suo giardino, balcone, terrazzo o tetto accanto all’antenna della tv e all’aggeggio dello split? Ora quel sogno sta per diventare realtà grazie al Superministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, quello che Grillo ha scambiato per grillino. Per lanciare la sua ideona senza farsene accorgere, il Superministro ha scelto il rag. Cerasa del Foglio (che è sempre un’ottima garanzia di clandestinità): “Tra le opzioni per produrre energia col nucleare, la più concreta è l’utilizzo di mini-reattori nucleari a fissione, quelli generalmente usati sulle grandi navi, che con poche scorie arrivano a produrre qualcosa come 300 MW”. E ora, pensate, “possono essere riconosciuti dall’Ue come sorgenti di energia verde, rinnovabile e pulita anche fuori dal perimetro di una nave”. A questo pensavamo un anno fa, quando si iniziò a parlare di un Recovery fund di ripresa e resilienza post-pandemia: a una ridente fungaia di mini-centrali atomiche verdi, pulite e profumate. È vero, il nucleare a fissione l’avevamo bocciato in 2 referendum, ma cos’è mai la sovranità popolare dinanzi a un Superministro, per giunta dei Migliori? (Marco Travaglio, “Transizione enologica”).

Il Cingolani ha fatto affermazioni che avrebbero fatto schiattare di invidia Jacques de La Palice:

“È un problema di geopolitica e di accordi internazionali. Il problema non è solo se noi raggiungiamo l’obiettivo della transizione energetica e ambientale. Il problema è se ci riusciamo tutti insieme. Noi siamo solo una parte dell’Europa e l’intera Europa emette solo il 9 per cento della CO2 del mondo. Il resto dell’inquinamento viene da altri paesi e altri continenti. Se non riusciremo a convincerli, a impegnarsi anche loro, anche i nostri obiettivi saranno a rischio. Noi comunque dobbiamo impegnarci a fare fino in fondo la nostra parte”.

Incredibile, se n’è accorto anche lui! Se i Paesi della UE sono gli unici beoti che si fanno affossare dalle Mafie Finanziarie della Green Economy capitanate dal Al Gore “Capone”, mentre Russia e Cina continuano a produrre mezzi a combustione interna infinitamente più efficienti dei cessi elettrici a quattro ruote che vogliono obbligarci ad utilizzare, non solo la CO2 non diminuirà, ma nel 2050 l’Europa sarà diventata il Quarto Mondo. Nel frattempo, a causa della transizione ecologica (rectius, come dice sagacemente Travaglio, la transizione enologica) già da luglio 2021 pagheremo il gas il 15% in più e la corrente elettrica il 10% in più, con il prezzo della CO2 che per il mese in corso si è attestato oltre i 50 euro per tonnellata di CO2.

Se non usciamo dalle logiche deviate degli Accordi sul Clima di Parigi, che, peraltro, Cina e Russia si guardano bene dal rispettare, per una famiglia comune diventerà difficile non solo mangiare, ma anche accendere la luce alla sera.

Choccante o geniale, non sappiamo come definirla, la scelta di un generale come “Commissario straordinario per l’Emergenza Covid-19”.

D’altro canto, i Pennivendoli del Virus Unico e i TGPandemia veicolano l’affermazione antiscientifica che «questa è una Guerra globale contro un nemico invisibile», neanche avessimo a che fare con la Peste Nera.

Draghi e i giornalisti minions

Draghi durante una conferenza stampa, circondato da giornalisti-minions. Immagine satirica.

Il virus come instrumentum regni per riprodurre anche in Occidente una condizione di assoggettamento parafascista dell’individuo come in Cina, ove il cittadino non è più soggetto di diritti civili, costituzionali, sociali, ma solo il destinatario di obblighi collettivistici e doveri, tra cui il dovere alla salute, alla “biosicurezza”.

Apertis verbis, un ritorno alla servitù della gleba, favorito dalla psicosi del virus, artatamente veicolato dai Media Mondialisti dei Soroi.

E se poi milioni di esseri umani dovessero morire a causa di effetti avversi dei “taumaturgici” vaccini nel lungo periodo, sarebbe comunque utile per ridurre l’eccessiva popolazione mondiale. Meno persone respirano, meno CO2 viene prodotta (Gates dixit)!

Ovviamente il Figliuolo mal tollera che si disturbi il manovratore e conciona: «Basta Polemiche. È il momento di stringersi a coorte», con toni reboanti e tonitruanti. 

Si fatica ancora a capire perché mai a un certo punto al Governo dei Migliori è venuto in mente di affidare la delicatissima macchina dell’immunizzazione di massa a un generale dell’Esercito. Cioè a uno che di medicina e sanità pubblica ne sa quanto un geometra, un sarto o noi giornalisti…

È che bisognava segnare “un cambio di passo”, dare “fuoco alle polveri”, “fiato alle trombe” e la famosa “spallata”, e l’immagine dell’alpino in mimetica e anfibi, sempre in movimento come una palla matta da un lato all’altro d’Italia a dare ordini alle truppe vaccinali, era funzionale alla retorica dei Salvatori della Patria che sostiene, e in definitiva giustifica, l’avvento di Draghi. Una cosa è certa: a noi non sarebbe mai venuto in mente di dire, davanti alla catastrofica gestione delle vaccinazioni e alle (pur timide) rimostranze di qualcuno, una cosa come: “Non è il momento delle polemiche, è il momento di stringersi a coorte”, come ha detto Figliuolo martedì, una frase composta da due proposizioni entrambe sbagliate.

“Basta polemiche”: davvero credeva, il Generale, che non avremmo fatto polemiche? Pensa di godere di qualche guarentigia? Vige forse il dogma dell’infallibilità commissariale? Che crede, che siamo in caserma, dove comandano i nonni e le reclute subiscono in silenzio? Come se il problema, poi, fossero le polemiche e non le morti per trombosi cerebrali. “Stringersi a coorte”: che c’entra l’amor di Patria dei singoli con la sicurezza sanitaria di una popolazione in una pandemia? Ciò che deve animare la volontà di vaccinarsi è la fiducia nella scienza e nei decisori politici motivata da evidenze razionali, non l’afflato patriottardo di stampo rinascimentale. Non siamo affatto pronti alla morte, per fargli raggiungere i suoi (disattesi) record vaccinali. A proposito: sempre martedì Figliuolo si vantava di aver superato le 500mila vaccinazioni al giorno, che però erano state promesse per metà aprile, dimenticando che ai primi di maggio, promettendone presso medici di base e farmacie, si impegnava per 1 milione di dosi al dì entro giugno. A ciò servivano gli Open Day: chiami in massa giovani, minorenni, maturandi a vaccinarsi per andare in vacanza, al grido di “i vaccini vanno impiegati tutti”, seguito da Curcio, capo della Protezione civile: “Tutto quello che abbiamo lo dobbiamo somministrare. A noi interessano le percentuali”; poi, se va male, com’era prevedibile visti gli accertati effetti avversi di AZ, redarguisci il popolo che non ama abbastanza la Patria. Ogni volta che Figliuolo apre bocca fa danni. “Chiunque passa va vaccinato”. […]

“L’imperativo categorico è accelerare. Dobbiamo allungare il passo”. […] Si sapeva dall’inizio che la tenuta bellica, l’eloquio marziale e i tonitruanti propositi, in caso di fallimento, si sarebbero rovesciati nel macchiettismo. […]

Ma questo è il Governo dei Migliori voluto da Renzi e Mattarella, non può sbagliare per definizione. Infatti Draghi tace, forse spera che nessuno si accorga che il capo è lui. È il Governo di Tutti, quindi non è colpa di nessuno (poi si lamentano se la Meloni cresce). Se va bene, il merito è di Figliuolo, se va male è colpa di Speranza. (Daniela Ranieri, “Gen. Figliuolo, no: non siam pronti alla morte”, ilfattoquotidiano.it)

Il problema, però, non è il Gen. nominato da Draghi. Il problema vero sono i Gazzettieri del Virus Unico, i quali veicolano tutte le affermazioni più deliranti possibili, da «ignoranti» per coloro che non si vaccinano, all’«imboscati» rivolto ai medici che evitano — conoscendone e temendone gli effetti — di farsi inoculare pozioni negromantiche sperimentali, fino all’epiteto di disertori indirizzato agli over-60 che, saggiamente, cercano di evitare la vaccinazione, e per combatterli siffatti disertori, si invita il Gen. a battere palmo a palmo il territorio italiano per stanarli, codesti ribelli dai loro covi e dalle loro tane, al fine di indurli all’accettazione palingenetica all’interno dei loro corpi del Salvifico Vaccino e rendere vicina la Marcia della Patriottarda Vittoria sul Plutocratico Virus!
E lotta lotta lotta sia contro i Panciafichisti che non si vaccinano!

Perché l’ obiettivo è «cercare tutti coloro che non si sono ancora vaccinati» (M. Veneziani, La Verità)

Cercare o Ricercare? Pur avendo la comune radice, questi lemmi sono, epistemologicamente, quasi agli antipodi. Un ricercato è un bandito, un criminale.

Inquietanti le dichiarazioni del Gen. Alpino ad AdnKronos. «Come prime dosi siamo al 91% di vaccinati over 80, all’83 % di over 70 e al 71% di over 60. Basta? No, dobbiamo continuare e non mollare la guardia, adesso anche con procedure proattive andando a cercare le persone da vaccinare».

Il Gen. e Speranza stanno ragionando seriamente sull’utilizzo massiccio di un nuovo algoritmo “Prisma”, che sembra violare patentemente e massicciamente normative e direttive Ue sulla privacy. Il progetto è stato presentato sia al Figliuolo che al ministro della Salute, subito entusiasti alla possibilità di individuare facilmente i “disertori della vaccinazione” e potersi presentare con camionette militari, magari imbracciando armi a bella vista e siringhe giganti per intimidire i recalcitranti, direttamente al domicilio del malcapitato.

I medici di famiglia verrebbero convinti a collaborare al progetto (in pratica, fornendo i nominativi dei “non immunizzati”) grazie a lauti incentivi economici. I vecchi 30 denari vanno ancora di moda; fortunatamente non funzionano con chiunque.

Non essendo bastanti militari, medici, infermieri e farmacisti, il Gen. chiama a stringersi a coorte anche i Santi e precetta Santa Rita da Cascia!

“Ho chiesto a Santa Rita di aiutare l’Italia ad uscire da questa pandemia, far sì che la campagna vaccinale proceda e che tutti gli italiani ne capiscano l’importanza. Confidenti nella scienza ma anche nella spiritualità, auspico che Santa Rita posi la sua santa mano sopra di noi per far in modo che ne usciamo”. È quanto ha detto, davanti all’urna che custodisce il corpo di Santa Rita a Cascia, il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid.  (avvenire.it)

Chi si oppone a far da cavia a vaccini sperimentali non è un ribelle, ma un Resistente. Alla Dittatura Sanitaria vigente, creata dallo “Stato di eccezione” permanente, va opposta la Resistenza, come nel 1943-45.

Ciò anche ai sensi dell’art. 32 Cost. e della Risoluzione 2361/2021 del Consiglio d’Europa (“7.3.1 garantire che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per vaccinarsi, se non desidera farlo da solo”).

Eppure leggiamo spesso ineffabili dichiarazioni come siffatta:
«Vaccinarsi è un obbligo!
Vaccinarsi è un obbligo non solo sanitario, ma soprattutto è un dovere morale e sociale!
Vaccinare chi non è già immunizzato è un imperativo categorico!
Ben vengano le sanzioni per chi vi si sottrae!»
E della Costituzione Italiana, quella che fino ad oggi era la più bella del mondo, anche a detta del radical chic Benigni, che ne facciamo? La buttiamo in discarica?

Draghi annuncia che farà l’eterologa. Normale: è notorio che i Draghi hanno la pelle molto più dura e coriacea di noi Umani e vivono molto più a lungo. (un po’ di Sana Satira non guasta mai…)

Tornando seri, dobbiamo assistere oggigiorno ad esternazioni come quelle di Giovanni Floris: «Abbiamo accettato di fare sperimentazioni sul campo», cioè che sette miliardi di esseri umani facciano da cavie a vaccini sperimentali e che presto si arriverà all’obbligo vaccinale contro chi Resiste.

Il Floris, da perfetto influencer della Ur-Sinistra con la memoria corta, ha già dimenticato le devastanti sperimentazioni sui bambini africani effettuate da Pfizer, una delle quali venne denunciata da Stefano Liberti di Rai3, “Cavie Umane”:

“L’alpino”, com’è soprannominato satiricamente il Gen., vanta il successo della “sua” campagna vaccinale, poiché si sono ridotti i posti in terapia intensiva – dimenticando che, pur dichiarato pandemia, il Covid-19 resta pur sempre un’influenza, la cui diffusione con il caldo tende a ridursi drasticamente – e manda “cartoline precetto” mediatiche a farmacisti e medici di famiglia affinché si stringano anche loro a coorte e si mettano anch’essi a inoculare vaccini.

Il cosiddetto untore della nuova “variante indiana”, o “Delta”, è un vaccinato con doppia dose? Non importa: verrà detto che il “vaccinato buono” si è preso la “variante Delta” da un non vaccinato, che l’ha portata da chissà dove. Quindi: i buoni vaccinati si ammalano, per colpa dei non vaccinati che importano le varianti. Ovviamente è una farsa incredibile, ma sarà così: vi giuro che questa sarà la spiegazione, sono pronto a mettervelo per iscritto. Comparirà un Burioni, o un Rezza, che dirà: sono i non vaccinati, che importano le varianti e fanno ammalare quelli che, generosamente, si sono vaccinati. E quindi bisogna andarli a stanare e portarli nei campi di concentramento, nei container. Questo ci dirà, Figliuolo, tra poco: che i non vaccinati devono andare nei container per non far ammalare i vaccinati. La cosa si interromperà soltanto qualora la catastrofe diventasse totale. Però bisogna prepararsi, a questo.

Da vecchio medico, voglio aggiungere una cosa: dissi dall’inizio che non si è mai riusciti, a fare un vaccino a Rna, perché i virus Rna mutano continuamente. Nella loro mutazione, però, tendono a perdere potenza. Così è finita la Spagnola, insieme a tante influenze virali. E invece cosa succede, in questo caso? Succede che, anziché trasformarsi in una tranquilla, quieta endemia stagionale, questo virus viene continuamente ri-alimentato: l’hanno detto il professor Tarro, il professor Montagnier, il professor Raoult. Hanno spiegato: se continuiamo a cimentarlo, questo virus, attraverso nuove iniezioni anticorpali con tecniche diverse, questa cosa è fatta per non finire mai (che è quello che qualcuno vuole, evidentemente). Quindi: una vaccinazione di massa di ogni sei mesi, poi ogni tre: che è quello che accadrà. E noi non riusciremo a fermare tutto questo, perché il potere che lo sostiene è talmente forte, e la gente ormai talmente convinta, che i non vaccinati dovranno essere convinti per forza: dovranno essere terrorizzati. (Alessandro Meluzzi)

Le pecore che marciano compatte a vaccinarsi, magari cantando Bella Ciao (che da canto degli Oppressi è diventato canto degli Oppressori), definiscono «ignorantoni» coloro che nutrono fondate riserve.

Leggano, le pecore, questo stralcio tratto da un articolo della Società Italiana di Farmacologia:

Che cosa non sappiamo ancora di questi vaccini?

Essendo in condizioni di emergenza le sperimentazioni di fase 3 sono durate meno del solito, hanno valutato solo i parametri più importanti (funziona e, se si, su che percentuale dei vaccinati) e sono state fatte essenzialmente sui giovani e sugli adulti, perché si sa che, di solito, i vaccini funzionano meglio su queste popolazioni.

Quindi noi abbiamo pochissimi dati su 4 questioni che credo fondamentali: 1) durata della protezione, 2) efficacia del vaccino nella popolazione anziana, 3) efficacia del vaccino nell’impedire che il soggetto diventi portatore sano, 4) percentuale di soggetti che vanno incontro ad effetti avversi che possono insorgere dopo mesi dall’inoculo del vaccino. […]

Per chiarire questi 4 punti dovremo aspettare ancora parecchi mesi e parecchi studi.

Fantastico, davvero fantastico. Per chiarire i 4 punti ut supra (a cui aggiungerei gli effetti avversi da inoculi effettuati su soggetti afflitti da patologie croniche) dovremo aspettare parecchi mesi e parecchi studi. Quindi, vengono inoculati – adesso – farmaci sperimentali di cui non si conoscono affatto gli effetti avversi che si produrranno dopo mesi (o anni) dall’inoculo. Si conosceranno, tali effetti, quando le cavie (cioè tutti noi) cominceranno a produrrli siffatti effetti avversi.

Ah, ma nella Neoligua della Dittatura Sanitaria i vaccini inoculati attualmente non possono essere definiti per quello che essi realmente sono, cioè vaccini sperimentali, poiché sono stati approvati dall’EMA, la cui attuale direttrice esecutiva, Emer Cook, ha lavorato per otto anni in attività di lobbying a favore della “Big 30” – le maggiori aziende farmaceutiche europee – in particolare per Pfizer, AstraZeneca, Novartis, e Johnson & Johnson, dopo ha lavorato per l’OMS, un’altra garanzia aggiuntiva. Avete capito come, nel giro di pochissimo tempo, vaccini sperimentali sono diventati «testati e sicuri»?

Ovviamente, le pecore diventano lupi digrignanti nei confronti di chi respinge una vaccinazione condotta con farmaci sperimentali non sufficientemente testati. Se l’ho fatto io, devi farlo anche tu, affermano. Cara Pecora, è stata una tua scelta, anzi una tua scommessa.
Potresti aver vinto ma potresti anche perdere tutto nel giro di poco tempo.

Ma quanto tempo passerà affinché le pecore della Ur-Sinistra e i radical chic passeranno da «ignorante chi non si vaccina» a «fascista chi non si vaccina»?

Nel video che segue il filosofo Massimo Cacciari rifiuta recisamente – com’è suo diritto – di rispondere alla tendenziosa domanda della bilderberger Gruber «Lei è vaccinato, professore? È chiaro che dobbiamo essere tutti vaccinati…»
Piccata la risposta: «sono fatti miei!»

Ovviamente, i debunkers bufalai tacceranno come bufala l’ipotesi di Meluzzi secondo la quale chi non si farà propinare uno dei vaccini sperimentali verrà posto in segregazione.

Invece è tutto vero. Ecco le agghiaccianti dichiarazioni dell’infettivologo Matteo Bassetti:

Quindi come faremo? “Io credo che non ci possiamo permettere delle chiusure, sarebbe troppo grave – afferma Bassetti – Vuol dire che non abbiamo fatto capire agli italiani quanto è importante la vaccinazione. A quel punto – ipotizza – bisognerà inasprire ulteriormente le misure nei confronti di chi non si vaccina: sei non vaccinato? Non esci. Hai deciso di non vaccinarti, di mettere a rischio la tua salute, ma anche quella degli altri? Bene, i vaccinati faranno una vita normale, i non vaccinati si chiuderanno in casa“.

Immagino che la Dittatura Sanitaria Globale imporrà un bracciale di stoffa per tutti i non-Ariani, ops, volevo dire per tutti i non-Vaccinati con il simbolo di una siringa barrata e chi verrà scoperto ad andare fuori, pure senza indossarlo, verrà condannato all’impiccagione su un palo a forma di siringa e lasciato esposto per qualche giorno a mo’ di monito…

Anche il fantoccio di Soros e Gates, “Alzheimer” Biden, parla di inviare l’esercito armato di siringhe casa per casa per stanare i disertori del vaccino.

Ma è doveroso riportare che “Il Migliore” lascia il Libero Arbitrio agli Italiani e, come le Divinità dell’Olimpo, lascia decidere noi miseri mortali. Ma, attenzione: non nel vaccinarsi o meno, ma se optare tra vaccinazione Eterologa e Omologa.

A proposito della vaccinazione eterologa, Mario Draghi ha espresso in maniera netta la sua posizione circa la necessità di lasciare il libero arbitrio a ogni soggetto: “Se una persona che ha meno di 60 anni e ha fatto la prima dose AstraZeneca e gli viene proposto di fare l’eterologa ma non vuole farsi quel vaccino, questa persona è libera di fare la seconda dose di AstraZneneca purché abbia il parere del medico e il consenso informato“. (ilgiornale.it)

Per il Megafono di Regime “LaSantaInquisizione-LaRepubblica”, il Messianico e Totemico Draghi «offre il suo corpo».
Insomma una vera e proprio transustanziazione all’interno della Religione del Liberalesimo dei Soroi che, grazie all’Antikeimenos Bergoglios, ha sostituito il Cristianesimo.
L’Eucaristia ai tempi del Neoliberismo Totalitario, ove psicopatici megalomani e visionari folli come Soros, Gates, Bezos, Zuckerberg, Musk, Gore, Fink, Thunberg, et similia, assurgono al rango di Divinità e Profeti.

Mi sembra che ormai siamo ben oltre il dramma: la Kakistocrazia del “Migliore” Draghi sta giungendo alfine alla distopia orwelliana, tanto da far rimpiangere persino un Giuseppe Conte che, almeno, aveva bloccato licenziamenti, pignoramenti e cartelle esattoriale, mentre “Il Migliore” sta sbloccando tutto il peggio, trascinandoci verso un disastro di dimensioni Hooveriane.

Il MIGLIORE, dall’alto della sua onniscienza, appena insediato, ha smammato in un batter d occhio le mezze seghe del Cts e il commissario all’emergenza, tipi mediocri piazzati dal suo mediocre predecessore. Al loro posto ci ha piazzato super super esperti ed un super super commissario. Ma che dico un super commissario, un generalissimo! Tanto generalissimo inside da esserlo anche fuori: tratto militare, perennemente vestito da alpino e con penna incorporata.

Gestita da uno con tutte quelle medaglie appuntate sul petto, la campagna vaccinale ci è subito suonata come un successo annunciato. Ma che avete capito! È stata una campagna vaccinale annunciata (e senza primule), quella del generalissimo, ovvero fatta di annunci, promesse tradite e dietrofront, tanto per restare nell’ambito del gergo militare.

Il generalissimo affetto da annuncite ci ha illuso prima sui 500 mila vaccini al giorno quando a malapena ne sfioravamo centomila, poi quando, diverse settimane dopo, li ha faticosamente traguardati, ce ne ha annunciati un milione, di vaccini al giorno, e ha giurato, a buon peso, sulla chiusura della campagna vaccinale entro settembre. Il risultato è che oggi il milione di vaccini ancora li stiamo aspettando e che la fine della campagna vaccinale è ancora lontana. Ma nel frattempo il generalissimo non è stato con le mani in mano, ci ha distratti come farebbe un giocoliere: AZ lo iniettiamo solo ai giovani, ha detto l’uomo col pennacchio salvo, subito dopo, cambiare idea: AZ lo faremo solo ai vecchi, l’hanno detto Ema e Aifa, ha sentenziato l’issimo. […]

E il culo chi ce lo mette? Gli abbiamo chiesto spiazzati: loro, ci ha risposto.

Aridatece le mezze seghe. (Roberta Labonia)

Tornando alle altre presenze eccellenti del “Governo del Migliore e dei Migliori”, registriamo, dulcis in fundo, il ritorno come ministro di Renato Brunetta. Perché, satiricamente parlando, “A volte ritornano”.

Dieci anni dopo, riecco Renato Brunetta. A gestire lo stesso ministero che guidò con molti proclami e pochi risultati ai tempi del governo Berlusconi. L’economista di Forza Italia sarà di nuovo il ministro della Pubblica amministrazione del governo Draghi, lo stesso dicastero che guidò dal 2008 al 2011 nell’ultimo esecutivo Berlusconi – quello di cui facevano parte anche le ri-ministre Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna – attirandosi numerose critiche per la riforma che mirava a “premiare i lavoratori meritevoli e punire i fannulloni”, anche con il licenziamento. Non andò bene e la Pubblica amministrazione non è migliorata, basti pensare che neanche quattro anni dopo la sua riforma, un altro governo – quello di Renzi – rimise mano al comparto con la riforma Madia. […]

A tal proposito, nel 2008 fece scalpore un’espressione utilizzata proprio dal ministro che aveva definito “fannulloni” alcuni dipendenti della Pa, minacciando di licenziarli. E disciplinò le assenze dei con decurtazioni dello stipendi e visite fiscali anche per un solo giorno di assenza.

Quella contro i fannulloni non fu l’unica invettiva. Una volta attirò le ire dei sindacati di polizia, parlando di agenti “panzoni” mandati in strada a 50 anni e in un’altra occasione entrò in polemica con la collega Mara Carfagna, anche lei tornata ora in Consiglio dei ministri, perché sostenne che il lavoro pubblico era stato lungamente considerato “un ammortizzatore sociale, soprattutto da parte delle donne” che utilizzavano parte del tempo per fare la spesa. […]

Come è un’era geologica fa quella in cui, tra i suoi sogni, disse lui stesso scatenando molte ironie, c’era quello di vincere il Premio Nobel. (“Renato Brunetta, il ritorno: la riforma della Pubblica Amministrazione affidata all’uomo che fallì la stessa missione nel 2008”, il fattoquotidiano.it)

MODOK-Brunetta

Renato Brunetta come il personaggio della Marvel M.O.D.O.K. Immagine satirica

In passate riflessioni abbiamo parlato di Pecore e Pecorismo. Anche nel Nuovo saluto pandemico, ritorniamo al Pecorismo Staracista degli Anni Venti di un altro secolo. Il Famigerato Ventennio.

Achille Starace impose il saluto romano del Nuovo Ordine Fascista per “motivi igienici” e favorire il “distanziamento sociale”. Ecco come si salutano i leader occidentali del Nuovo Ordine Mondiale alla distanza di un secolo, sempre per “motivi igienici” e favorire il “distanziamento sociale”:

V FOR VICTORY, V FOR VENDETTA, V FOR VACCINES

Che i leccons di Regime usino la crisi pandemica come pretesto per prolungare lo Stato di Eccezione permanente (postulato negli anni ’30 da Carl Schmitt e rielaborato da Giorgio Agamben adattandolo genialmente all’attuale Pretesto Pandemia Globale), non v’è dubbio alcuno. Ancor più scontata la manipolazione comunicativa per rendere analoghe tra loro la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra contro il Nazifascistico Virus.

V for Victory: le immagini di Churchill che alza le dita disegnando la “V” sono state un mezzo propagandistica efficace per rialzare il morale della popolazione britannica durante la Battaglia d’Inghilterra e per tutto il resto della Guerra condotta alfine vittoriosamente.

Ora viene sdoganata la V for Vaccines. L’unica strada, secondo gli ierofanti del Regime Religioso Scientistico, per vincere la guerra contro il Virus e tornare alla Normalità. Tutte Bufale.

Gli scientisti della Ierofania del Vaccinismo che hanno sostituito – grazie anche all’opera indefessa di Antikeimenos Bergoglios – il Cristianesimo, impongono il dogma antiscientifico che se tutto il mondo si vaccinasse, il Covid-19 sparirebbe come neve sciolta dal sole.

Allora spieghino, gli scientisti, perché dopo 20 anni, non esiste un vaccino per il Sars-CoV-1, malgrado abbia un’eziologia identica e tante similitudini con il Sars-CoV-2.

Attualmente non è disponibile un vaccino per la SARS. L’insorgenza e l’identificazione di diversi coronavirus umani comuni e rari che possono causare serie infezioni delle vie aeree inferiori implicano una spinta per lo sviluppo di robusti vaccini per i coronavirus. Attualmente sono disponibili informazioni limitate nella correlazione tra la protezione contro la SARS e altre infezioni da coronavirus del tratto respiratorio. L’immunizzazione passiva si è dimostrata efficace nella protezione dal coronavirus SARS, suggerendo un ruolo importante nella neutralizzazione degli anticorpi. (wikipedia)

Dobbiamo pensare rettamente che le Pozioni Taumaturgiche Sperimentali attualmente propagandate come vaccini non siano altro che palliativi, nella migliore delle ipotesi, oppure veicoli per l’esplosione di innumerevoli malattie autoimmuni tra poco tempo?

Qual è l’effettivo vantaggio tra il vaccinarsi e l’evitare di farlo?

Nessuno, anzi, potrebbe essere vero l’esatto contrario. Sembra che i rischi possano essere nettamente superiori ai benefici e ciò senza considerare la crescita esponenziale che potremmo avere di sterilità, neoplasie, cancri, sarcomi, sindromi autoimmuni, malattie cardiovascolari, ischemie, ictus, fibrillazioni atriali, miocarditi, etc., da qui a qualche anno. Proprio a causa dei vaccini genici sperimentali.

Da sei mesi a questa parte si discute se i benefici della vaccinazione superino i danni che provoca. I produttori di vaccini, l’Oms, l’Ema e molte autorità sanitarie nazionali sostengono, sulla base degli studi di approvazione fatti dalle stesse case produttrici, che la presunta protezione relativa dei preparati vaccinali è molto elevata e va dal 60 al 90 per cento il che naturalmente rappresenterebbe un grande beneficio in relazione a rischi che pure si sono rivelati tutt’altro che piccoli vista l’enormità di decessi e di reazioni avverse che vengono segnalate. In  realtà siamo di fronte a una sorta di miraggio statistico che non prende in considerazione il rischio assoluto per il quale i vaccini rappresentano un vantaggio che va dall’ 1 al 2 per cento, ma in ogni caso la deformazione dei fattori di rischio ha ricevuto  due giorni fa  uno colpo formidabile da uno studio di  Harald Walach, Rainer Klement e dell’analista di dati olandese Wouter Aukema:  basandosi sui dati dell’Ema, sull’analogo database olandese e su un’ ampia ricerca israeliana su quante vaccinazioni sono necessarie per prevenire un morto di Covid ( o presunto tale, bisognerebbe aggiungere) si giunge a una conclusione sorprendente e inquietante:  ci sono 2 morti da vaccino per prevenirne 3 da covid. Il discorso è semplice, mediamente ( a seconda delle aree) occorrono 16. 000 mila vaccinazioni per evitare un decesso da covid, mentre le morti post vaccino sono mediamente di 4,11 ogni 100.000 vaccinati. Il tutto è focalizzato sul preparato della Pfizer e con qualche piccolo calcolo si vede che la vaccinazione potrebbe statisticamente evitare 6,2 morti ogni centomila “punture”, ma ne provoca 4,11. (Il Simplicissimus, “Follia senza più limiti: 2 morti da vaccino per prevenirne (forse) 3 da Covid”)

Gli Ierofanti e i Biblisti del Vaccinismo sono passati da

E posso andare avanti all’infinito.

Presto le presstitutes del Virus Unico propaleranno la bufala che la futura Variante Omega del Coronavirus si diffonderà al solo dialogare al telefono con una persona malata, pur distante 1000 chilometri!

Insomma, tutto e il contrario di tutto. Questa non è scienza, questa è negromanzia, è terrapiattismo!

Perché un vero scienziato, come il Nobel Luc Montagnier, afferma che è proprio l’indiscriminata vaccinazione di massa a moltiplicare le varianti, mentre gli scientisti starlette dei talk show televisivi affermano il contrario?

Pensateci anche voi, pur essendo magari delle  Pecore

 

THE UNDERTAKER DRAGHI SAREBBE IL NUOVO MESSIA DEL KEYNESISMO?

L’affabulazione distopica dei minions di regime, accoppiata anche ad una parte dell’informazione alternativa ha cercato di spacciarci la bufala di un Draghi riconvertito al Keynesismo.

Niente di più falso. Il Recovery Plan non è anticiclico, ma ciclico, quindi peggiorerà ulteriormente gli effetti prodotti dal Progetto Pandemia Globale.

Il tutto ricorda le misure prese da Herbert Hoover dopo il crollo della Borsa di New York nel 1929.

In piena recessione economica, nell’ottobre del 1931 la Federal Reserve aveva portato il tasso di sconto dall’1,5% al 3,5% (cosa che, secondo alcuni osservatori, segnò di fatto il passaggio alla Grande Depressione). Roosevelt entrò in carica all’inizio del 1933, e fu accolto da una situazione in cui la crisi valutaria aveva dato avvio a una crisi delle banche, che fallivano una dopo l’altra sotto il peso di un’insostenibile corsa agli sportelli. E tuttavia l’amministrazione Hoover si dibatteva nelle secche di un’immotivata quanto virulenta ‘paura dell’inflazione’: ancora nel gennaio del 1933, ci racconta Rauchway, il segretario del Tesoro Ogden Mills in un discorso alla Columbia sosteneva che la nazione doveva mantenere il pareggio del bilancio e una moneta stabile. (eticaeconomia.it)

Per chi non lo ricordasse, il pareggio di bilancio è sempre stato il mantra della UE, di Ciampi e dei due Supermario, Monti e Draghi. Mario Monti, profittando dei “pieni poteri” ricevuti nel 2011 dopo il Golpe dello Spread, fece inserire in Costituzione l’obbligo del “pareggio di bilancio”.

Seguendo i consigli dell’ultraliberista Andrew Mellon, Hoover non bloccò, ma anzi incentivò pignoramenti e licenziamenti (esattamente come sta facendo oggi Draghi): milioni di americani si trovarono senza casa e senza lavoro, diventando quelli che ai tempi venivano definiti “rolling stones”pietre rotolanti, che si spostavano con l’intera famiglia grazie all’unico bene rimasto loro, l’automobile, alla disperata ricerca di un lavoro anche saltuario e occasionale, pur di far mangiare la propria famiglia.

Ovviamente, per chi l’auto l’aveva ancora…

Purtroppo in Italia non abbiamo un novello Franklin Delano Roosevelt. Draghi è solo un neo Hoover, il primo dei “Ciampi boys”.

Roosevelt diventa presidente in condizioni catastrofiche: «se c’ è qualcosa da temere è la paura stessa», dice subito al Paese. E dà il segnale di una drastica inversione di tendenza con i primi “cento giorni”: così densi di provvedimenti, scrisse André Maurois, da «richiamare la narrazione biblica della creazione». Vi erano sullo sfondo le teorie economiche di John Maynard Keynes: «se Lei fallisse – scriveva a Roosevelt l’ economista inglese – la scelta ragionevole risulterà gravemente pregiudicata in tutto il mondo». La “scelta ragionevole” aveva al centro una qualità nuova dell’ intervento dello stato in economia e l’ uso della spesa pubblica in funzione “anticiclica”: volto cioè a superare il ciclo economico sfavorevole rilanciando la domanda interna e il reciproco sostenersi di salari, consumi e profitti. Aveva al centro al tempo stesso l’ avvio del welfare state, con l’ introduzione della previdenza sociale. E con l’ idea-forza che lo Stato non debba lasciare solo nessuno di fronte ai drammi del vivere. Di qui alcuni momenti centrali del New Deal rooseveltiano: l’ assunzione nei corpi forestali di mezzo milione di giovani poveri; un intervento straordinario nella Valle del Tennessee che univa sistemazione idraulica dei terreni, sfruttamento delle risorse idroelettriche e sostegno agli agricoltori; il National Industry Recovery Act, che difendeva salari e libertà sindacali, e così via. Assieme a interventi sulle banche e sulla Borsa, misure fiscali progressive, garanzie ai piccoli risparmiatori e ai proprietari di casa minacciati dal pignoramento. (repubblica.it)

Non dimentichiamo che la Trojka, imponendo alla Grecia un’economia da Paese occupato, ha preteso la cancellazione delle leggi che rendevano impossibili i pignoramenti sulla prima casa. Tra i più inflessibili a chiedere la cancellazione di tali norme fu proprio Mario Draghi e alla fine Tsipras fu costretto a cedere ai diktat UE-BCE.

“L’Eurogruppo accoglie con soddisfazione la valutazione delle istituzioni europee che la Grecia ha preso le azioni necessarie per realizzare tutti gli impegni di riforma e che ci sono le condizioni per la materializzazione della prima ‘tranche’ di misure per alleviare il debito”. […]

Il via libera alla prima tranche dei 4,8 miliardi di euro che devono rientrare nelle casse greche entro il giugno del 2022 in ripartizioni semestrali, era vincolato all’approvazione delle misure che rendono più semplici i pignoramenti delle prime case dei cittadini greci insolventi. Si tratta dei profitti della Bce e di altre banche centrali sulle obbligazioni greche che i creditori della Grecia hanno vincolato al completamento di un piano di riforme. Del via libera alla prima tranche se ne era discusso già all’Eurogruppo di marzo, ma era stato rimandato perché tra le tredici riforme approvate sulle sedici concordate tra Ue e Atene non c’era quella che superava la legge Katseli. (huffingtonpost.it)

Una premessa doverosa: quando è stata diffusa questa notizia, il Draghi era ancora nel pieno delle funzioni in BCE. Chiunque si affanni a definirlo cavallo di ritorno del Keynesismo, dovrebbe rapidamente provvedere a resettarsi.

Proprio grazie all’aiuto di Draghi & Co., lo psicopatico squalo globale George Soros acquistò 25.000 alloggi ad Atene per un tozzo di pane.

“La Germania ha perso le due guerre mondiali, ma sta vincendo questa guerra che io chiamo una “guerra silenziosa”. Ed è molto più subdola perché non si vede il nemico, è difficile vedere chi c’è dall’altra parte, però è una guerra a tutti gli effetti dove i vincitori – in qualche modo – colonizzano il Paese. Voi state assistendo a una colonizzazione, ma tu mi parli di una vera e propria conquista. Non esiste più libertà nel vostro Paese?” -ha dichiarato la giornalista greca Giorgia Bitakou. E alla richiesta di conferma della presunta notizia riguardante l’acquisto di circa 25 mila case ad Atene da parte del noto speculatore finanziario Soros, la donna ha risposto affermativamente:

“Sì, è vero, ha comprato queste case. Molte ONG hanno costituito un’mpresa immensa per l’accoglienza dei migranti che, però, una volta arrivati, non sanno dove andare, perché non ci sono spazi e strutture sufficienti per ospitarli. Esiste poi il problema dei trafficanti di esseri umani e degli sciacalli che sfruttano, attraverso lo scambio di denaro e i massicci investimenti nel mercato immobiliare, la condizione dei migranti. Comprano case per questa gente, per poi lasciarle vuote, senza dargliele. Questo giro di soldi immenso entra nelle tasche dei collaboratori di Soros e della sua istituzione. Soros stesso, spesse volte, scrive articoli sui giornali greci per cercare di persuadere i greci che “l’unica soluzione è lasciare spazio a questo nuovo mondo, dove non ci sono differenze di nazionalità, di fede, dove siamo tutti uguali, ecc. E che dobbiamo capire che, se vogliamo sopravvivere, dobbiamo lasciare la sovranità”. Ha scritto esattamente così! È proprio questa la politica del nuovo ordine della globalizzazione, del mondo che rappresenta lui e i suoi dipendenti. E Tsipras e anche Mītsotakīs, naturalmente, lavorano per lui.”  (cronaca.news)

Ecco le norme sui pignoramenti programmate dal PNRR scritto a quattro mani da Draghi e dai cabalisti di McKinsey:

Un Pnrr, acronimo non troppo piacevole da pronunciare che sta per Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, perfettamente in linea con la storia di Mario Draghi e con il tipo di cultura che incarna. L’ennesimo tradimento a danno degli italiani, che vedranno sacrificati i propri risparmi in cambio dei prestiti avvelenati dell’Ue. E che mostra tutta la decisione del governo su un punto: l’accelerazione delle esecuzioni immobiliari, nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti che ha già messo in ginocchio migliaia di famiglie, alle quali lo Stato ha fin qui negato aiuti e assistenza. (ilparagone.it)

Insomma abbiamo a che fare con un novello Edgar Hoover, a cui il banchiere A.W. Mellon consigliava sempre: «Non pensate agli Americani. Si arrangino! Laissez Faire!»

Anche Mario Draghi la pensa ugualmente sugli Italiani, che al Parlamento, nel suo discorso di insediamento ha apostrofato, “Voi Italiani!”

Spulciando il piano [Pnrr] del dettaglio, ecco così saltar fuori l’intervento sul processo esecutivo, che si cercherà di rendere più spedito semplificando l’avvio della procedura, riducendo i termini processuali, anticipando la custodia e rendendo obbligatoria la liberazione. Sarà più facile, quindi, vedersi pignorata e poi destinata all’asta la propria abitazione in caso di difficoltà economiche, un passaggio che sembra decisamente fuori luogo in un momento così complicato e che invece al governo Draghi sta evidentemente a cuore, e parecchio.

Non bastasse, c’è poi il nodo delle esecuzioni immobiliari al momento congelate, e che saranno eseguite a partire dal prossimo 30 giugno. Sono circa 120 mila, come riportato dal Sole 24 Ore, le pratiche in attesa di poter riprtendere il proprio percorso, per un valore complessivo intorno ai 6-8 miliardi di euro. Uno scenario drammatico sul quale il governo, al momento, ha fatto calare un intollerabile silenzio, in un momento in cui sarebbe invece quanto mai opportuno rassicurare i cittadini sulla volontà di aiutarli a uscire dalle difficoltà. Volontà che, evidentemente, non c’è. (ilparagone.it)

Un altro nodo importante, che farà da moltiplicatore all’attuale crisi è quello del blocco dei licenziamenti che il Draghi, fusione nel XXI secolo di Hoover e Mellon, vuol sbloccare, come nei desiderata di Confindustria.

La pandemia ha colpito duramente il sistema economico italiano. E il mondo del lavoro. A marzo, secondo le elaborazioni fornite dall’Istat, circa 945mila occupati in meno rispetto al mese di febbraio dello scorso anno, quando il Covid-19 era una semplice notizia di cronaca. Con 650mila inattiviin più e il tasso della disoccupazione giovanile al 33 per cento.

Nel 2020, i licenziamenti comunque ci sono stati. L’economista Emiliano Brancaccio, ai microfoni di Radio 1, li elenca. Circa 150mila esuberi economici “e a questi bisogna poi aggiungere i licenziamenti disciplinari, che sono sempre stati possibili, e anche, ovviamente i contratti temporanei che, tranquillamente, le aziende hanno potuto non rinnovare”. Proroga o non proroga, la questione centrale, individuata dall’economista, sono le politiche di precarizzazione dei contratti che, nel corso degli ultimi trent’anni, hanno sfarinato le tutele e i diritti del macrocosmo del lavoro. Flessibilità e deregolamentazione.

Oggi, secondo i dati del Centro studi Unimpresa, con lo sblocco dei licenziamenti e “senza le adeguate misure a supporto delle aziende”, “si potrebbe creare una drammatica emorragia che potrebbe far saltare tra i 300mila e i 600mila posti di lavoro”. Il conto finale è abbastanza salato: circa 1 milione e 500 mila lavoratori rischiano di essere spazzati via dal Covid-19. (Maurizio Franco, “Così la politica si è inchinata (ancora) a Confindustria”, micromega.net)

Chiosa giustamente Marco Travaglio,

Un classico dei B-movie scollacciati anni 80 è la scena del marito ipnotizzato dalla partita di calcio in tv mentre la moglie nell’altra stanza se la spassa con l’idraulico. Mutatis mutandis, è il caso di dirlo, la stessa scena si ripete nella politica reale da quando Grillo ebbe la visione di trasformare il M5S (partito di maggioranza relativa) nella ruota di scorta del caterpillar di Draghi, poi di consegnarlo a Conte per tamponare l’emorragia di consensi, infine di sfanculare Conte dopo quattro mesi di lavoro volontario, lasciando i 5Stelle senza testa (cioè con la sua e quella di Casaleggio). E mentre il M5S si rimira l’ombelico e discute di temi appassionanti come lo statuto, il garante, il direttorio, i dati degli iscritti e la piattaforma, nell’altra stanza Draghi se la spassa con Confindustria & centrodestra alle loro (e nostre) spalle […] E il tempo pare scaduto: basta dare una sbirciatina nell’altra stanza. (Editoriale  di Marco Travaglio sul Fatto del 2 giugno 2021)

Lo shock pandemico è stato esacerbato da sindacalisti deboli e inadatti ad arrivare allo scontro sociale contro un esecutivo cosiddetto tecnico che difende solo Grande Reset, Classi Padronali, Big Tech e Big Fin.

Ricordiamoci i nomi di questi tre: Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri che rivendicano di “essere arrivati ad un avviso comune per utilizzare gli ammortizzatori sociali disponibili (cig, contratti solidarietà ecc.) prima di arrivare a qualsiasi licenziamento”, auspicando  che , sulla base di principi condivisi, si giunga “a una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all’avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua”. […]

Ricordiamoci che non giunge inaspettato il loro tradimento e non è sorprendente l’infedeltà al mandato di difendere gli sfruttati diventati da tempo un bacino fertile per il Welfare aziendale con l’offerta di fondi, assicurazioni, consulenze, e un target propizio per convertirsi da soggetti di rappresentanza, tutela e salvaguardia in patronati avidi pronti a negoziare in regime di trattativa privata. E non si tratta soltanto della scandalosa comparsata della triplice il Primo Maggio in piazza insieme a Confindustria, della cambiale in bianco data a Draghi, delle acrobazie per non passare dalle parole ai fatti in merito al ripristino dell’articolo 18, ormai incompatibile con modello di sviluppo italiano, o della cancellazione della Legge Fornero, largamente superata nella graduatoria delle infamie dalle recenti misure. […]

E ricordiamoci che quei tre appartengono a una nomenclatura che non ha indetto una giornata di sciopero nemmeno quando si è verificato un episodio di squadrismo nel quale ha perso la vita un sindacalista, impegnato in un presidio di lavoratori della logistica, un fronte nuovo e esposto agli attacchi padronali, un settore cruciale cui è permesso evadere e sfruttare allo spasimo, ricattare e intimorire protetto com’è da istituzioni e governi che danno un po’ di guazza al popolino bue fingendo di perseguirne gli illeciti fiscali, con l’ipotetica tassa sui profitti minimi, che abbona proprio quelli dell’impresa criminale di Bezos che negli Usa proibisce già l’ingresso delle rappresentanze nei suoi stabilimenti. Ma ricordiamo loro, a quei tre, che a Piacenza, a Melfi, nei porti dove i lavoratori si rifiutano di caricare di armi i container qualcuno che si ricorda che ci sono le classi, c’è la loro lotta, c’è la memoria di diritti cui non dobbiamo rinunciare. (Anna Lombroso, “La Trilaterale dei sindacati”)

I licenziatori e i loro complici

Dulcis in fundo, arriva anche anche lo sblocco delle cartelle esattoriali.

Ora che con l’arrivo dell’estate l’Italia sta cercando faticosamente di ripartire. E allora sarà bene tenere d’occhio case e conti correnti, perché sui cittadini del Bel Paese sta per abbattersi l’incubo dei pignoramenti. La data da segnare in rosso sul calendario è quella del 1 luglio, ormai piuttosto vicina, quando termineranno gli effetti sospensivi dell’attività di riscossione dell’Agenzia delle Entrate. Uno stop che era stato deciso un anno fa, quando il governo Conte bis non trovava altra risposta all’emergenza Covid se non la chiusura in casa degli italiani. E che a breve sarà definitivamente revocato. […]

Non bastasse, dal Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti emerge come potrebbero essere riviste le modalità di riscossione coattiva dei crediti. Una modifica che potrebbe portare l’Agenzia delle Entrate a un nuovo utilizzo dei dati contenuti nell’anagrafe dei rapporti finanziari, con la privacy dei conti correnti che a quel punto verrebbe meno. E con il rischio, evidenziato già da alcuni media, che si arrivi al via libera del pignoramento immobiliare anche sull’abitazione principale, finora al riparo dagli attacchi di eventuali creditori. (ilparagone.it)

Qualcuno nel corso degli ultimi decenni, ha ristretto in un certo numero di principi fondativi la teoria del neo-dispotismo, consegnata nelle mani di grigi quanto feroci esecutori, che aspirano alla costruzione definitiva e incontrastata di un  Impero nel quale si accontentano di ricoprire cariche intermedie e operative, comprensive delle funzioni di boia, killer, kapò in grande stile dei grandi lager virtuali e non: primo tra tutti, la cancellazione della libertà, assicurando una sorveglianza continua, limitando la vita personale e favorendo l’isolamento, ma impedendo spazi reali di solitudine e silenzio ostacolati dal chiacchiericcio globale e dalle ingerenze nella sfera privata.

E poi bisogna avvilire la lingua, costringendola in una specie di gergo globale con stilemi intesi a favorire il regresso culturale dentro a schemi primitivi che aiutino l’infantilizzazione dei cittadini, promuovendo l’oralità  e il contingentamento di ogni pensiero in poche battute, meglio ancora in uno slogan, come nel caso della distruzione creativa cara al nostro presidente o del suo capitale umano, più corti di un tweet e più  lunghi di un cappio al collo.

È anche indispensabile sopprimere la “natura”, un procedimento che di questi tempi è stato messo in atto con successo, frustrando la pulsione di vita e perfino gli stimoli sessuali incompatibili con i principi di precauzione e che potrebbero esporre a incauti contagi, tanto da raccomandare una procreazione per via medica, tra l’altro più coerente con i tempi della produttività, imponendo regole ferree di profilassi per  tutelare quell’igiene del fisico indispensabile a stare nel mercato. […]

Infine, ma il tema è suscettibile di svariati appendici e corollari, il primo comandamento è nutrire e propagandare l’odio, creando un nemico- va bene, abbiamo visto, anche uno immateriale, meglio ancora se invisibile – fomentando il conflitto anche tra uguali anche spezzando antichi vincoli, riducendo il pensiero critico a fenomeno psichiatrico, tacitando l’opposizione con la denigrazione, la derisione e l’anatema, imponendo che la censura diventi una virtù civica che alimenta la conflittualità, la competizione sleale e la sopraffazione anche tra simili e similmente vittime.

E così succede che, anche senza muovere le truppe, senza scomodare generali impegnati a fare i Bava Beccaris con le siringhe, un sindacalista che protesta venga travolto dal camion di un crumiro che vuole forzare il blocco, nel corso della rappresentazione allegorica della vittoria incontrastata dei padroni che non hanno bisogno di indirizzare i loro cannoni made in Usa, basta che riducano alla fame i poveracci in modo che si ammazzino tra loro. (Anna Lombroso per il Simplicissimus)

Ci sono differenze tra il “dinamico duo” statunitense Hoover-Mellon e colui che chiamiamo satiricamente “The Undertaker Draghi”?

Sì, una c’è ed è fondamentale: i due Americani non sapevano che le loro infauste misure avrebbero precipitato il Paese nella Grande Depressione. Mario Draghi, invece, conosce a menadito quali sono state le cause della Grande Depressione.

Quanto ci costerà quello che possiamo definire satiricamente il “Liquida-Italia” Draghiano, se il “Salva-Italia” di Monti ci è costato 300 miliardi di mancata crescita di PIL?

Dopo il seppellimento delle nostre principali guarentigie costituzionali dovremo assistere al seppellimento del nostro Status di Cittadini Liberi, tramutati in neoschiavi all’interno di una Società Alveare paracinese in cui «non avrai nulla, ma sarai felice»?

Dovremo, inoltre, assistere al seppellimento delle Piccole e Medie Imprese, ossatura della manifattura italiana, solo perché Confindustria conciona che «Gigante e Globale è bello. Piccola Impresa è brutto»?

Al riguardo un paper di Confindustria che sembra una mera scopiazzatura di Agenda 2030 e del Grande Reset, vagheggiati, agognati, sbavati, dal W.E.F. di K. Schwab e dal Nuovo Ordine Mondiale dei Sociopatici Soroi. Presto in arrivo, grazie al Pretesto Pandemie Globali.

Siamo all’Agonia Finale dell’Italia come Stato Nazionale fondato sulla Democrazia e sul Lavoro?

Siamo alla Fine dei Tempi?

Ci risponde Monsignor Viganò.

Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli. In alcune nazioni questo progetto è già stato approvato e finanziato; in altre è ancora in uno stadio iniziale. Dietro i leader mondiali, complici ed esecutori di questo progetto infernale, si celano personaggi senza scrupoli che finanziano il World Economic Forum e l’Event 201, promuovendone l’agenda.

Scopo del Great Reset è l’imposizione di una dittatura sanitaria finalizzata all’imposizione di misure liberticide, nascoste dietro allettanti promesse di assicurare un reddito universale e di cancellare il debito dei singoli. Prezzo di queste concessioni del Fondo Monetario Internazionale dovrebbe essere la rinuncia alla proprietà privata e l’adesione ad un programma di vaccinazione Covid-19 e Covid-21 promosso da Bill Gates con la collaborazione dei principali gruppi farmaceutici. Aldilà degli enormi interessi economici che muovono i promotori del Great Reset, l’imposizione della vaccinazione si accompagnerà all’obbligo di un passaporto sanitario e di un ID digitale, con il conseguente tracciamento dei contatti di tutta la popolazione mondiale. Chi non accetterà di sottoporsi a queste misure verrà confinato in campi di detenzione o agli arresti domiciliari, e gli verranno confiscati tutti i beni. (Tratto dalla Lettera del Cardinale Carlo Maria Viganò al Presidente Donald J. Trump, ottobre 2020)

Le Forze del Male, grazie al Pretesto Pandemia, occupano nuovamente gli USA grazie ad “Alzheimer” Biden e alla minion dei Fascistici GAFAM Kamala Harris, occupano la UE da decenni, occupano il Vaticano grazie all’Antipapa Antikeimenos Bergoglios.

Massimo Cacciari in “Il potere che frena”, il suo saggio di teologia politica sulla figura del katechon, parla dell’avversario (l’Antikeimenos): «Il momento dell’Antikeimenos non è (…) quello della Tirannia più o meno feroce, bensì quello dell’autonomizzarsi delle sfere di potenza e del confliggere tra di loro alla ‘luce’ dell’apostasia. I diversi domini – economico, finanziario, politico, giuridico, tecnico-scientifico – competeranno tanto più duramente, quanto più comune si farà la loro Weltanschauung (che è quella del sistema mondo, in tutta la sua strutturale aporeticità)». Ciò porterà a nuove «trasformazioni» di cui ancora non è dato di sapere. Conclude Cacciari: «Ciò che la crisi permanente permette oggi ragionevolmente di affermare è che da esse non emergeranno nuove potenze catecontiche. Emergeranno forse ‘grandi spazi’ in competizione, ‘guidati’ da élites che, pur in conflitto tra le loro diverse potenze, sono caratterizzate tutte dalla insofferenza assoluta verso qualsiasi potenza che trascenda il loro stesso movimento. Unite soltanto dalla comune apostasia rispetto all’Evo cristiano». Se il potere che frena è tolto, secondo gli scritti paolini, la fine è imminente. È un saggio a modo suo profetico, quello di Cacciari. Fu pubblicato nel gennaio del 2013. Il mese successivo Benedetto XVI avrebbe annunciato la sua rinuncia al ministero petrino. (mimesis-scenari.it)

Guarda caso, a seguito delle dimissioni dell’ultimo Vero Papa Benedetto XVI, venne insediato sul Soglio Petrino, con il viatico di George Soros Barack Obama e Hillary Clinton, l’Antipapa delle Antiche Profezie: Jorge Mario Bergoglio.

The Undertaker Draghi. Immagine satirica.

(segue)

Nelle prossime riflessioni parleremo dello Stato di Eccezione permanente vigente in Italia a seguito della Crisi Pandemica Globale.

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The Undertaker Draghi – 1

The Undertaker Draghi. I due “allegri becchini” Draghi e Speranza dimostrano quale sia il loro reale compito: seppellire Italia, Italiani, e Piccole Imprese, impoveriti dalla Crisi pandemica ingegnerizzata di Covid-19.

LA STRAGE DI STATO

Se in Italia abbiamo una delle più alte (se non la più alta) percentuale di morti per Covid in rapporto alla popolazione, lo dobbiamo a tre motivi:

  1. Piano pandemico non aggiornato in 14 anni dal 2006, con il personale sanitario costretto a lavorare agli inizi della SuperPandemia dei Sino-Soroi senza sufficienti DPI e con duecento ospedali e settantamila posti letti (di cui innumerevoli di terapia intensiva) tagliati fin dal 2011 su impulso del PD, il partito dei ricchi rentiers e dei Bankster$;
  2. Inaccettabile inerzia nella reazione al focolaio di Codogno;
  3. Totale assenza di cure domiciliari. Il “paracetamolo e la vigile attesa” propugnati dal “Ministero dello Speranza” e dall’AIFA sono stati utili solo a moltiplicare i morti e a puntare tutto sui “vaccini”. Guarda caso proprio quello che ha sempre vagheggiato il cabalista Bill Gates, filantropo solo con Big Pharma e con il suo portafogli, considerate le sue enormi cointeressenze con l’industria dei vaccini, tanto da essere in competizione  – a suon di centinaia di miliardi di dollari – con Jeff Bezos, l’altro cabalista arricchitosi spropositatamente grazie al Fascismo Sanitario Globale.

Assolutamente pregnante e condivisibile il termine di “VACCINAZISMO” coniato da Massimo Mazzucco.

Utilizzando il principio di falsificabilità enunciato da Karl Popper, la teoria scientifica secondo cui l’unico modo per bloccare il Covid-19 sarebbe la vaccinazione di massa per raggiungere l’immunità di gregge (sempre di pecore parliamo) è stata resa falsa – confutata – dagli ultimi eventi.

Non tanto per tristi episodi come quello di Camilla Canepa, quanto per la recrudescenza di casi in Gran Bretagna, che si trova oggi in una situazione pesante come a marzo 2021, malgrado l’altissimo numero di vaccinati, il più elevato dell’Europa occidentale.

Stando i dati di Public Health England (Phe) 42 persone sono morte in Inghilterra con la variante Delta del Covid prima del 7 giugno: 23 non erano vaccinate, 7 avevano ricevuto la prima dose almeno 21 giorni prima, 12 la seconda da oltre due settimane. «Anche se la vaccinazione riduce il rischio di malattie gravi non la elimina del tutto», ha affermato Jenny Harries, capo dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (ilsole24ore.com)

Utilità dei vaccini? Poca o nulla, se già si parla di terzo o quarto richiamo, se non di vaccinarsi almeno una volta o due l’anno – neanche avessimo a che fare con la Peste Antonina, la Peste Nera o l’Influenza Spagnola – per il resto della nostra vita.
A festeggiare è solo Big Pharma che fa anche lievitare i prezzi. Pfizer ha già aumentato i prezzi del 50%.

Distopici, Orwelliani, i tempi in cui viviamo: paghiamo – come contribuenti – montagne di denaro per farci inoculare farmaci sperimentali di dubbia utilità, non testati nel medio-lungo periodo, con effetti avversi del tutto spaventosi, come con la povera Camilla.

Gianluigi Zona, il neurochirurgo che l’ha operata prima della sua morte si è trovato a dover fronteggiare una situazione agghiacciante. «Abbiamo optato per una craniotomia decompressiva. Si è aperto il cranio per allentare la pressione interna. Un’operazione complicata perché tutti i seni venosi erano ostruiti da trombi, uno scenario che non avevo mai visto in tanti anni di questa professione. Ci siamo trovati di fronte a qualcosa di non normale».

Persino il virologo Andrea Crisanti si scaglia contro i “superesperti” del C.T.S. e il caos della “campagna vaccinale” condotta malamente dagli Speranza & Co.

Professor Crisanti, come giudica la situazione che si è determinata nella campagna vaccinale?
(Sorriso amaro). Siamo al caos più completo. Servirebbero provvedimenti drastici.

Cosa intende?
Tutto il Comitato tecnico scientifico oggi si dovrebbe dimettere. E forse, dopo di loro, anche qualcun altro.

Non va per il sottile.
Ma avete visto cosa sta accadendo? Vi rendete conto che conseguenze ci saranno per queste scelte?

Si riferisce al mix di vaccini?
A quello, ma non solo. E ad un cambio di paradigma mai verificatosi prima.

Quale?
La fonte della decisione e della legittimità scientifica viene per la prima volta cambiata. Per di più in corso d’opera.

A cosa si riferisce?
Al “trial”. Ovvero alla sperimentazione controllata, e condotta secondo rigidi parametri statistico-scientifici.

E ora?
Adesso la sperimentazione si sta facendo in presa diretta. Senza precedenti e senza rete. […]

Cosa mi sta dicendo, professor Crisanti?
(Sbotta). Qualcuno si dovrà prendere la responsabilità di questo casino apocalittico! (Luca Telese intervista Andrea Crisanti)

Torniamo al dossier Tedros-Guerra-Brusaferro-Speranza.

Report di Sigfrido Ranucci ha disvelato l’affaire Ranieri Guerra – Brusaferro – Speranza che hanno fatto di tutto per occultare il rapporto dell’ex ricercatore OMS Francesco Zambon e dei suoi collaboratori (che spregiativamente il Guerra definisce i “somarelli di Venezia”)  puntando il dito proprio sull’assenza di un piano sanitario aggiornato come causa primaria mostrata dall’Italia nella lotta alla diffusione del Sars-Cov-2.

Addirittura l’OMS avrebbe cercato di fare pressioni affinché si interferisse politicamente sull’operato della Procura della Repubblica di Bergamo che sta, appunto, indagando a tutto campo.

Ecco cosa richiedeva l’OMS di Tedros, l’organizzazione globalista burattinata da Bill Gates e dal parafascista Partito Comunista Cinese:
«L’Organizzazione richiede cortesemente che il Ministero faccia tutti i passi necessari per assicurare che la summenzionata immunità dell’Organizzazione e dei suoi funzionari sia pienamente rispettata nel contesto del suddetto procedimento giudiziario»

È di questi giorni la vicenda dell’ordinanza del TAR che aveva posto la sospensiva sulle fallimentari linee guida per le cure domiciliari, sospensiva che è stata bocciata dal Consiglio di Stato su ricorso dello Speranza e di AIFA.

Le indicazioni Aifa che piacciono a Speranza (”vigile attesa”, con solo l’inutile Tachipirina) sono finora servite a contribuire a quella che Pasquale Bacco e Angelo Giorgianni chiamano “strage di Stato”: abbandonato a casa senza terapie domiciliari efficaci, il paziente – se la malattia si aggrava – finisce all’ospedale quando ormai è tardi, e spesso neppure la terapia intensiva può più bastare. «Non va dimenticato, inoltre – riconosce “L’Indipendente Online” – che la validità dei trattamenti domiciliari è ormai ampiamente dimostrata, non solo da diverse ricerche scientifiche, ma anche dall’esperienza di molti paesi esteri, che proprio attraverso migliori protocolli di cure domiciliari hanno ottenuto livelli di contagio e tassi di mortalità ben al di sotto di quelli italiani». Nel nostro paese, peraltro, sono ormai centinaia i medici che hanno curato il Covid a casa: lo confermano i medici volontari dell’associazione “Ippocrate”. A Roma, il dottor Mariano Amici certifica di aver guarito il 100% dei suoi pazienti (non meno di 2.000) senza ricoverarne neppure uno. In attesa che in sede politica si contesti definitivamente il ministro Speranza, c’è chi ormai pensa alla possibilità di valutare anche gli eventuali profili penali della sua ultima, sciagurata iniziativa. (“Cure negate: Speranza dichiara guerra agli Italiani”)

the undertaker

The Undertaker Roberto Speranza. Immagine satirica.

THE UNDERTAKER DRAGHI

Chi sperava in un “Supermario Salvifico” per un cambio di passo si è dovuto rapidamente disilludere. La conferma dello Speranza alla Salute, e la nomina di alcuni personaggi negli stessi Ministeri di cui avevano in passato platealmente fallito la riforma, è emblematica.

Il tutto profittando della Strategia del Panico, panico come diretta e inevitabile conseguenza del Progetto Politico “Pandemia Globale”, programmato in sinergia dai Fascistici Sino-Soroi.

Il tutto per giungere, alfine, ad un Nuovo Ordine Mondiale in cui la Democrazia, le Libertà Sociali e Costituzionali, l’Evoluzione Umana, saranno solo un lontano ricordo, mentre le crude e abissali diseguaglianze sociali diventeranno un tratto inestinguibile per decenni, se non per secoli.

Ergo, quello di Draghi si sta dimostrando, de facto, il governo peggiore della Storia dell’Italia Repubblicana, persino deteriore rispetto al famigerato  Esecutivo Tambroni.
Una vera e propria Kakistocrazia in Azione.

E’ il potere neoliberista, quello che ha fatto della Cina globalizzata la testa d’ariete per colpire il lavoro in Occidente, terremotando la classe media. Ed è sempre quel potere ad aver architettato i peggiori attentati contro la sicurezza sociale nei paesi democratici, fino all’estremo azzardo della catastrofe finale, la “dittatura sanitaria” messa in piedi con l’alibi della presunta pandemia. (Giorgio Cattaneo)

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza scritto da Undertaker Draghi con la collaborazione di McKinsey mostra chiaramente l’intento della Cabala Mondiale di dare il colpo di grazia alla residua ricchezza del ceto medio (non solo Italiano, ma di tutto il Mondo Occidentale) e dare il via al Grande Reset, la “Quarta Rivoluzione Industriale”, che vieterà la proprietà privata per miliardi di persone, trasferendo ogni ricchezza della Terra nelle rapaci mani degli “Olimpici” Soroi (Soros, Gates, Bezos, Zuckerberg, Cook, Page&Brin, Fink, Blood&Gore, The Rockefellers, The Rothschilds, et similia).

Già nell’indicare con spregio e dileggio come “Imprese Zombie” tutte quelle piccole e medie imprese messe in ginocchio dai lockdown irrazionali (ed inutili, considerati i risultati fallimentari finora ottenuti), si evince la volontà di The Undertaker Draghi di seppellire tali attività.

 

IL PNRR DI THE UNDERTAKER DRAGHI È SOLO L’ENNESIMO REGALO A BANKSTER$ E CREDITORI PARASSITI

Ricordiamo i regali dei Governi a guida PD (il partito dei ceti ricchi e parassitari) a Bankster$ e Creditori avvoltoi.

I 16 provvedimenti a favore delle banche, i primi 4 di Letta; ben 9 del Governo Renzi, gli ultimi 3 di Gentiloni, gravano sulle spalle dei cittadini, famiglie, PMI e della fiscalità, generale, anche con l’aumento del debito pubblico, arrivato a 2.240,1 mld di euro, sono stimati da Adusbef in 56,88 mld di euro, con un costo di 2.370 euro per ogni famiglia (24 milioni). Dalla fiscalità di vantaggio sulle perdite, 23,5 mld di euro (19,8 + 3,7); alla rivalutazione delle quote di Bankitalia (7,5 mld + 1,060 mld di cedole pagate alle banche socie); all’anatocismo resuscitato (3,4 mld); al salvataggio delle banche (20 mld di aumento del debito pubblico); agli ulteriori sconti fiscali per le banche decotte, camuffati nei parametri di Aiuto alla crescita economica Ace, (1,3 mld di euro), alla Gacs (120 milioni). Poi ci sono quelli difficilmente quantificabili, come l’Ape, che costringe chi vuole anticipare la pensione a contrarre un oneroso mutuo ventennale con annessa polizza assicurativa; il mercato dei lavori appaltati alla banche, con la possibilità di aprirsi le loro società di ingegneria e monopolizzare l’intero mercato delle abitazioni private in unico pacchetto, mutuo, assicurazione, agenzia immobiliare e ristrutturazione della casa. (Elio Lannutti)

Non dimentichiamo che negli ultimi 10 anni quasi tutto il personale vincitore di concorsi nella Giustizia (magistrati e cancellieri) è stato dirottato dal PD alle sezioni civili e fallimentari, anche se è il settore penale quello che presenta le maggiori carenze e i più inaccettabili ritardi.

Non ci ha stupiti affatto quando The Undertaker Draghi ha affermato, nel suo discorso al Parlamento che, a seguito delle “riforme” imposte dalla UE, la riduzione dei tempi del Processo Civile debba avere la preminenza rispetto a quello Penale, concentrando proprio lì le maggiori risorse disponibili.

Con buona pace dei parenti delle vittime, con decine e decine di migliaia di delinquenti colpevoli di delitti efferati che rimangono liberi e ilari per intervenuta prescrizione.

Essenziale è adesso, come ordinato dal Quarto Reich tedesco – UE, cupa riedizione dell’Europäische Wirtschaftsgesellschaft di Funk e Speer, sbloccare i pignoramenti e accelerare le procedure esecutive ritornando addirittura a strappare nell’immediato la prima casa al debitore, pur di permettere ai bankster$ e creditori parassiti una più rapida (s)vendita dei beni staggiti. Magari a favore di comparuzzi degli stessi delegati alla vendita…
Dulcis in fundo, lo sblocco dei licenziamenti.

Supercazzola con Scappellamento a Sinistra (la Ur-Sinistra radical chic e politically correct dove si è sublimato il Fascismo nel XXI secolo) quella di chi afferma che il Draghi sarebbe stato nuovamente fulminato sulla via di Damasco dal Dio di J.M. Keynes. No, Draghi, a parer nostro, è stato sempre un fervente seguace della Scuola Austriaca di von Hayek ed è stato allievo del Nobel Federico Caffè solo per il prestigio che ne derivava.

Il Liberalesimo, la Teologia del Male

THE UNDERTAKER DRAGHI E IL NAZISTICO PROGETTO UE

In Gran Bretagna […] è stato ripubblicato The Tainted Source di John Laughland (solo ebook, Sphere, pagg. 416, euro 7,49). Il titolo significa: La sorgente infetta. Il sottotitolo è questo: Le origini antidemocratiche dell’idea europea. Il libro, edito per la prima volta nel 1997, ebbe un discreto successo e suscitò reazioni contrastanti. In Italia non è mai uscito, ma Riccardo Chiaberge fece comunque un’interessante recensione sul Corriere della Sera. Scriveva Chiaberge: «Capovolgendo uno dei luoghi comuni più tenaci della vulgata federalista, Laughland [dimostra] che il progetto di un’Europa unificata non è figlio del pensiero liberale, ma delle ideologie totalitarie, naziste e fasciste, nelle loro molteplici varianti. E che lungi dal rappresentare una conquista di libertà, il superamento della sovranità nazionale mina alla base lo Stato di diritto e le garanzie fondamentali del cittadino». Insomma, secondo lo storico inglese, i «padri» dell’Europa unita sono Hitler e Mussolini. […]. Lo storico, a suffragio delle proprie tesi, porta un’ampia documentazione. Ecco qualche esempio. Joseph Goebbels, ministro della Propaganda del Terzo Reich: «La tecnologia dei trasporti e delle telecomunicazioni sta accorciando le distanze tra i popoli e questo condurrà inevitabilmente all’integrazione europea». Goebbels bis: «Tempo cinquant’anni e la gente non penserà più in termini di nazione». Adolf Hitler: «Noi siamo più interessati all’Europa di qualsiasi altro Paese. La nostra nazione, la nostra cultura, la nostra economia, sono cresciute entro un più ampio contesto europeo. Pertanto dobbiamo essere i nemici di ogni tentativo di introdurre elementi di discordia e distruzione in questa famiglia di popoli». Si potrebbe proseguire, aggiungendo discorsi e dichiarazioni dei ministri del Duce, di Quisling, dei collaborazionisti francesi.

Secondo Laughland, i progetti per la creazione di una moneta unica all’interno di una «Comunità europea» senza frontiere ma a trazione tedesca non erano estemporanei. Questa dunque sarebbe la sorgente infetta dell’europeismo democratico del dopoguerra. Lo storico prosegue nell’analisi. L’ideologia europea prescrive l’abolizione dello Stato nazionale al fine di creare un mercato unico (che non significa libero) affidato alle cure di una élite tecnocratico-finanziaria. Il nuovo ordine implica uniformità, cioè omologazione, come scriveva proprio nel 1997 Ida Magli in Contro l’Europa (Bompiani). In nome di questa uguaglianza senza libertà si saldano gli interessi di tecnocrati e socialisti. Dobbiamo dunque abbattere le frontiere? Risposta a questo punto scontata di Laughland: «Senza sovranità territoriale non può esistere lo Stato liberale. La storia dello Stato di diritto e quella dell’idea nazionale sono inseparabili. Lungi dall’essere una minaccia per l’ordine liberale, la nazione ne costituisce il fondamentale presupposto». (Alessandro Gnocchi, “Hitler e il nazismo padri della UE? Lo dicono gli storici, non solo Johnson”)

the undertaker draghi

La fascistica Nazi-UE del Reichsführer Globale George Soros e dei suoi fascistici Obergruppenführer. Immagine satirica.

La voce di Laughland non è isolata: c’è tutto un filone della Storiografia Britannica che indica come “Padri Fondatori” dell’attuale UE Hitler e Mussolini, a partire dal grande Statista Winston Churchill, che nutriva grandi sospetti verso le nascenti Comunità Europee sul Carbone e Acciaio, in cui intravvedeva l’ombra del perenne Espansionismo Imperialista Autoritario e Mercantilista della Germania.

Le stesse preoccupazioni vennero espresse alla Camera, il 13 dicembre 1978, da Giorgio Napolitano, che si opponeva allo SME e all’egemonia tedesca in Europa: «dinanzi alla proposta di una politica di deflazione e di rigore a senso unico, diciamo subito che si tratta di un calcolo irresponsabile e velleitario».

Con l’ennesimo cambio di casacca, il Napolitano si è convertito al più fervente e cieco europeismo. D’altro canto, ai tempi dei GUF chiosava l’aggressione nazista alla Russia del 1941 come «apportatrice di Civiltà», nel 1956 applaudiva all’aggressione sovietica all’Ungheria in quanto «apportatrice di Pace». Oggi – dopo averla apertamente osteggiata – applaude freneticamente a quella che la Storiografia Britannica indica come il Quarto Reich: la UE.

Le radici dell’Unione Europea risalgono agli anni ’20. Tuttavia i principali nazisti pianificarono anche la creazione di un’Unione europea durante il periodo della seconda guerra mondiale. […]

Nel loro libro The Great Deception: Can the European Union survive, Booker e North presentano il punto di vista più popolare sulle origini dell’UE, con l’architetto principale dell’UE Jean Monnet, che divenne il vice segretario generale della Società delle Nazioni nel 1919 e ha continuato a lavorare dietro le quinte come motore principale nella creazione dell’UE. […]

Sebbene i movimenti che spingono per l’unità europea risalgano agli anni ’20, molti nel movimento anti-UE credono che l’Unione europea di oggi sia una creazione nazista. David Noakes, un ex candidato alla guida del Partito per l’indipendenza del Regno Unito, in un’intervista a Edge Media Television, ha persino affermato che l’idea che le radici dell’UE affondassero in Jean Monnet era una disinformazione diffusa per nascondere le vere e più sinistre origini dell’UE nel Nazisti.

Altri che promuovono le origini naziste dell’UE includono Rodney Atkinson e Norris McWhirter nel loro libro Treason at Maastricht, e lo scrittore di intelligence Christopher Story nel suo libro The European Union Collective (Edward Harle Limited, 1997).

Tali autori affermano che i nazisti stavano lavorando per formare la comunità europea dall’inizio degli anni ’40, quando si resero conto che probabilmente avrebbero perso la guerra. Secondo Christopher Story, i nazisti istituirono il Centro geopolitico tedesco nel 1942 come think tank per produrre una strategia a lungo raggio per conquistare l’Europa nel caso in cui avessero perso la guerra, e le loro idee furono esposte nell’Europaische Wirtschaftsgemeinschaft, o Comunità economica europea (CEE), pubblicata nel 1942, durante una conferenza all’Università di Berlino.

Tuttavia, indipendentemente dal fatto che l’UE sia una creazione diretta dei nazisti, ci sono sicuramente alcuni collegamenti nazisti con l’UE. Walter Hallstein, il primo presidente della Commissione europea, era stato membro sia del Bund Nationalsozialistischer Deutscher Juristen (Associazione degli avvocati nazionalsocialisti tedeschi) sia dell’organizzazione nazista Rechtswahrer.

Paul Henri-Spaak, uno dei fondatori della CEE, si descriveva apertamente come un nazionalsocialista e considerava i risultati di Hitler “magnifici”.

I documenti trapelati dalla conferenza del Bilderberg del 1955 in Germania rivelano che i delegati qui stavano progettando di creare un’Unione europea con una moneta unica. Uno dei fondatori del gruppo Bilderberg era il principe Bernhard dei Paesi Bassi, un ex ufficiale delle SS naziste. (worldhistory.us)

EUROLAGER [guida definitiva su euro ed eurozona]

Ecco la rumenta marcia che il Quarto Reich UE vorrebbe imporre come cibo agli Italiani dopo avere imposto all’Italia il loro Gauleiter, The Undertaker Draghi”:

ANNI VENTI.
CORSI E RICORSI STORICI: DAL FASCISMO DEL XX SECOLO DI HITLER E MUSSOLINI AL FASCISMO DEL XXI SECOLO DI RADICAL CHIC, POLITICALLY CORRECT, E “DEM” MONDIALI

L’imposizione di Mario Draghi al Premierato italiano implica la logica continuazione di una linea geopolitica tracciata fin dagli anni ’70 dall’immondo Cabalista Henry Kissinger – attuale Gran Maestro della Ur-Lodge Three Eyes a cui, come disvelato da G. Magaldi in “Massoni”, il Draghi sarebbe affiliato – che vorrebbe l’Italia deindustrializzata, in ginocchio economicamente e depopolata (cfr. “Conspirators Hierarchy: The Story of the Committe of 300” di J. Coleman).

Se nel 2011 abbiamo avuto Mario Monti, satiricamente definito il Primo Terminator d’Italia e che Tremonti definì traditore e Gauleiter della Germania, abbiamo oggi Mario Draghi che sembra essere – satiricamente – una sorta di Alter Kämpfer e che sembra destinato a dare il colpo di grazia e seppellirla, quell’Italia e quei tanti Italiani a cui, con fascistici coprifuoco e lockdown, viene tolto di che vivere e sopravvivere.

Tanto c’è l’Esercito Industriale di Riserva, quell’Armata di Migrazione di Massa di Soros, pronta a sostituire milioni di Italiani, come vagheggia, conciona e sragiona uno dei deteriori araldi del Soros, R. Saviano, dal suo stratosferico ed Olimpico attico newyorkese.

E raddoppia Marco Rizzo:

I FASCISTICI COPRIFUOCO E I LOCKDOWN RIECHEGGIANO REPUBBLICA DI SALO’ E OCCUPAZIONE DELLA WEHRMACHT DI KESSELRING

Se il Golpe Giudiziario conosciuto come Mani Pulite è servito a liquidare il Pentapartito, se il Golpe Finanziario-Istituzionale del 2011 è servito per imporre il Gauleiter merkeliano Monti, il Golpe Pandemico attuale serve per seppellire quanto rimasto delle Libertà Civili, Sociali e Costituzionali del Mondo Occidentale. E imporre il Great Reset dei Fascio-Filantrocapitalisti Soroi.

Cosa nasconde, in realtà, l’ossessione nazistoide per il distanziamento interpersonale, imposto per alimentare la diffidenza reciproca e spezzare ogni forma di solidarietà, isolando l’individuo e lasciandolo in compagnia delle sue paure? L’apocalisse in corso (il famoso bicchiere mezzo pieno) porta in regalo la rivelazione di un’enormità patente, indigeribile, e fino a ieri impensabile. A meno che non si fosse letto Paolo Barnard, ovvero la descrizione minuziosa del sadismo di cui è capace, all’occorrenza, l’Antico Ordine Mondiale. (G. Cattaneo).

Quello che è attualmente il Nuovo Ordine Mondiale dei Soroi. totalmente speculare al Nuovo Ordine Nero Europeo di Hitler e Mussolini.

Nella prossima puntata parleremo approfonditamente dei regali che colui che definiamo satiricamente The Undertaker Draghi vuol profondere a piene mani ai Bankster$ e ai turpi, immondi, Megalodonti Soroi.

A spese – ça va sans dire – degli Italiani poveri e di quelli del ceto medio-basso. Quelli che lavorano davvero.

L’ultima chiosa la lasciamo, ovviamente, a Marco Rizzo, uomo della Vera Sinistra, la Nostra Sinistra, fiero avversario di quella turpe corrotta e immonda Ur-Sinistra Globale di radical chic e “politically correct”, una Ur-Sinistra di Quisling di tutto il pianeta, una Fascistica Ur-Sinistra che ha svenduto e sta svendendo il benessere economico, la libertà, la salute e la vita di centinaia e centinaia di milioni di Esseri Umani, anche quella dei propri connazionali, in cambio di pantagruelici conti in banca.
Obbligando le proprie vittime (“altrimenti non ti diamo il Green Pass“) a utilizzare vaccini genici ancor oggi sperimentali. Obbligandole ad accettare, in cambio della “nuda vita”, inaccettabili cessioni di Libertà e Democrazia.

The Undertaker Draghi

Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2021

(segue)

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Draghi non è sicuramente il Salvatore, è probabilmente solo uno degli allegri becchini d’Italia.
Esattamente come avevamo vaticinato in tempi non sospetti, Mario Draghi è stato nominato su direttive della UE e della Cabala Mondiale solo per far estinguere – per disoccupazione e pignoramento della prima casa, ergo fame malattia e stenti – il maggior numero possibile di Italiani poveri e del ceto medio-basso, aggrediti dalla crisi artatamente amplificata del Coronavirus.
Come in Grecia, profittando della crisi, artatamente amplificata, dei debiti sovrani.
Tutti lavoratori, quelli Greci come gli Italiani, sostituibili con “maggiore efficacia lavorativa” dall’Esercito Industriale di Riserva: i Migranti di Soros.

Adesso partiamo della «necessità» di arrivare a 500.000 vaccinazioni giornaliere per far ripartire l’economia, secondo i cheirocrati governativi. Al di sotto di questo numero, il PIL non rimbalzerà, a sentir loro. Ma è solo aria fritta. evidentemente.

L’IMMUNITÀ DI GREGGE È IRREALIZZABILE

Iniziamo dalle pozioni negromantiche che dovranno interessare il maggior numero di esseri umani per indurre l’immunità di gregge. Ma la tanto agognata immunità di gregge sarebbe irrealizzabile.

L’immunità di gregge potrebbe non essere realizzabile contro il coronavirus SARS-CoV-2, poiché parte della popolazione contagiata perde gli anticorpi neutralizzanti nel giro di poche settimane, divenendo nuovamente suscettibile all’infezione. L’immunità di gregge è un meccanismo di difesa “indiretto” che permette di spezzare la catena dei contagi, dato che pone innanzi alla circolazione del patogeno un muro di persone con difese immunitarie efficaci (per vaccinazione o precedente contagio). […]

A dimostrarlo un nuovo studio condotto in Spagna, uno dei Paesi più duramente colpiti dal SARS-CoV-2,  Gli scienziati, guidati da ricercatori dell’Istituto di Sanità Carlos III di Madrid che fa capo al Centro Nazionale dell’Epidemiologia, hanno condotto test sierologici a tappeto a partire dal 27 aprile di quest’anno [2020].

A preoccupare gli scienziati il fatto che il 14 percento delle persone risultate positive agli anticorpi nel primo test, nel giro di poche settimane ha perso le immunoglobuline neutralizzanti, essendo risultate negative ai controlli successivi. (fanpage)

Nel frattempo, è caduta la foglia di fico, la reciproca protezione tra OMS e governo Italiano, grazie a Report.

I DUE “ALLEGRI BECCHINI” D’ITALIA

Com’è possibile che i “Governi” di tutto il Mondo – in particolare quelli controllati dalla Cabala Mondiale – spingano i cittadini a “vaccinarsi” con medicine sperimentali?

Anzi a propagandare, come l’Antipapa Bergoglio, il vaccinarsi come «dovere morale».

C’è una spinta incessante da parte dei paesi occidentali, in primis Europa e Stati Uniti, a vaccinare-vaccinare-vaccinare – e questo con una sostanza che non si qualifica nemmeno come vaccino, vale a dire un nuovo tipo di quello che viene chiamato anche “gene-terapia ”, un’iniezione di tipo mRNA che influenzerà il genoma umano e molto probabilmente l’ADN umano. mRNA sta per acido ribonucleico messaggero. (Peter Koenig, globalresearch.ca)

Koenig cita un’intervista di Michael Yeadon, ex vicepresidente della Pfizer: «Il vostro governo vi sta mentendo in un modo che potrebbe portare alla vostra morte».

‘Guarda fuori dalla finestra e pensa: “perché il mio governo mi sta mentendo su qualcosa di così fondamentale?” Perché, penso che la risposta sia, ti uccideranno usando questo metodo. Uccideranno te e la tua famiglia. […]

Perché lo fanno? Dal momento che non è evidente alcuna ragione benigna, l’uso di passaporti vaccinali insieme a un “reset bancario” potrebbe trascinarci in un totalitarismo diverso da quelli che il mondo ha finora visto. Ricordando il male di Stalin, Mao e Hitler, lo “spopolamento di massa” rimane un risultato logico. (Michael Yeaden).

Avete presente Holodomor, il genocidio ingegnerizzato da Stalin che portò alla morte di 7.000.000 di Ucraini? Beh, moltiplicate per mille e avrete la concretezza di quanto i Fascio-Filantrocapitalisti Globali stiano preparando per tutti noi.

L’allegro becchino. Il ministro della Salute ha annunciato, felice come una Pasqua, che non sa quando l’Italia potrà riaprire. […]

Ecco così che, da buon comunista, mister chiusure risulta perfetto nella parte dell’utile idiota del grande banchiere. Se c’è da comunicare qualche rogna o mettere la faccia su una disgrazia, il ministro è l’unica speranza per il presidente del consiglio di sfangarla e continuare a passare per fenomeno agli occhi degli italiani. […]

Nello sfortunato libro dal titolo “Così guariremo”, che il kamikaze rosso voleva pubblicare a ottobre e ha ritirato dalle librerie in un estremo sussulto di decenza e realismo, il ministro teorizzava che il Covid sarebbe stata un’occasione unica per la sinistra per rimodellare la società secondo la propria ideologia. […]. L’epidemia come una panacea, uno strumento di appiattimento sociale e culturale. (Pietro Senaldi contro Roberto Speranza; “Allegro Becchino, per conto di chi fa il lavoro sporco”)

Le surreali dichiarazioni del compagnuccio Vyshinsky Speranza riecheggiano cupamente le statuizioni del “Great Reset” di Klaus Schaub, marionetta di Soros e della famiglia Rothschild.

La pandemia programmata di Covid-19 e la relativa strategia del panico globale è un’occasione troppo ghiotta per essere casuale. Per il fascistico “Nuovo Ordine” dei Soroi è l’occasione giusta per imporre la più DEMoniaca delle Dittature Globali e la più cacotopica Weltanschauung di ogni tempo, con un immane genocidio di massa.

QUAL È L’EFFICACIA REALE DELLE POZIONI NEGROMANTICHE CHE I GAZZETTIERI SPACCIANO COME  “VACCINI SICURI”?

Ricordate quando la grancassa propagandistica di Pfizer (l’azienda posseduta quasi interamente di Gates) e Moderna assicuravano un’efficacia del 92%?

Beh, adesso è scesa di un bel po’, sempre a sentire gli (ancora) entusiastici dati ufficiali.

Una dose di vaccino AstraZeneca o Pfizer riduce il rischio di contagio da coronavirus di quasi due terzi. Lo ha rilevato uno studio dell’Università di Oxford, in collaborazione con l’Office for National Statistics, che ha analizzato i risultati dei test del Covid di oltre 350.000 persone nel Regno Unito tra dicembre e aprile. I ricercatori hanno scoperto che 21 giorni dopo la somministrazione della prima dose, il tempo necessario al sistema immunitario per reagire, le infezioni da coronavirus sono diminuite del 65%.

Nei più giovani, hanno rilevato i ricercatori, una sola dose di vaccino ha portato gli anticorpi ai livelli registrati in chi ha avuto il Covid. Per raggiungere lo stesso livello nelle persone più anziane, invece, sono servite due dosi. I vaccini sono risultati più efficaci contro i casi sintomatici che quelli asintomatici, riducendo i tassi rispettivamente del 72% e del 57%, riporta ancora lo studio. Dopo la seconda dose di Pfizer le possibilità di ammalarsi sono diminuite del 90%. Tuttavia resta la possibilità che le persone vaccinate contraggano il Covid e lo trasmettano. (ilgiorno.it)

Facciamo attenzione alla terminologia utilizzata: si parla di riduzione di rischio. E come si vede l’efficacia sarebbe molto minore rispetto a quella propalata.

Viene, quindi, smentita una delle maggiori bufale degli schiccheracarte del Virus Unico e cioè che chi si vaccina non si ammala più e non può più trasmettere il virus.

Rendendo, de facto, il “pass vaccinale” una mera insulsaggine.

MA DAVVERO CREDIAMO ALLA PROPAGANDA DELLA PFIZER O A QUELLA DI MODERNA O AD ASTROZENECA?

Secondo Peter Doshi, editore dell’autorevole British Medical Journal, la reale efficacia dei vaccini mRNA sarebbe solo del 19-29%.

Il che non giustifica che centinaia di milioni di esseri umani stiano facendo da cavie umane a vaccini sperimentali che nel medio-lungo periodo potrebbero provocare più morti dell’attuale Covid-19. Non dimentichiamo che BioNTech (produttrice del vaccino Comirnaty di Pfizer) lavora, con risultati deludenti se non fallimentari, fin dal 2008 su vaccini mRNA contro il cancro e l’AIDS.

Che i CEO della case farmaceutiche produttrici dei vaccini siano i primi a non credere alla loro reale efficacia, lo dimostra il fatto che non appena verificatisi gli inevitabili boom di borsa, si sono affrettati a vendere tutte (o quasi tutte) le azioni in loro possesso. Ci sono state, infatti

Grandi vendite di azioni di alcuni dei più importanti scienziati e imprenditori le cui società di biotecnologia hanno sviluppato vaccini contro il virus, come Moderna, Pfizer e Novavax. Il ceo di Moderna, Stephane Bancel, ha venduto oltre 150 milioni di dollari di azioni Moderna dall’inizio della pandemia e al momento possiede poco meno dell′8% della società. A novembre, il ceo di Pfizer, Albert Bourla, ha venduto circa il 60% delle azioni della società per circa 5,6 milioni di dollari. (huffingtonpost.it)

Ritorniamo a Doshi del Britisch Medical Journal.

Egli lamenta il fatto che sia Pfzer che Moderna si sono rifiutati di fornire i dati grezzi

Abbiamo bisogno dei dati grezzi

Affrontare le molte domande aperte su questi studi richiede l’accesso ai dati grezzi dello studio . Ma nessuna azienda sembra aver condiviso i dati con terze parti a questo punto.

Pfizer afferma che sta rendendo i dati disponibili “su richiesta e soggetti a revisione”. Ciò impedisce di rendere i dati pubblicamente disponibili, ma almeno lascia la porta aperta. Non è chiaro quanto sia aperto, poiché il protocollo dello studio dice che Pfizer inizierà a rendere disponibili i dati solo 24 mesi dopo il completamento dello studio.

La dichiarazione sulla condivisione dei dati di Moderna afferma che i dati “potrebbero essere disponibili su richiesta una volta completato lo studio”. Ciò si traduce in un periodo compreso tra la metà e la fine del 2022, poiché il follow-up è previsto per 2 anni.

Le cose potrebbero non essere diverse per il vaccino Oxford / AstraZeneca che ha promesso dati a livello di paziente “quando lo studio è completo”. E la voce ClinicalTrials.gov per il vaccino russo Sputnik V dice che non ci sono piani per condividere i dati dei singoli partecipanti. (Peter Doshi, British Medical Journal, cit.)

UN’ALTRA BALLA: ASTRAZENECA SAREBBE PIU’ PERICOLOSO DI PFIZER E MODERNA

I pennivendoli del Virus Unico hanno subito puntato il dito contro Astrazeneca (ora Vaxzevria) e contro gli altri vaccini a vettore virale (come Johnson & Johnson o Sputnik) a causa dell’alto rischio di trombosi e trombocitopenia a carico delle donne più giovani.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha pubblicato il terzo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini COVID-19. I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 marzo 2021 per i tre vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso. […]

Ma il dato più significativo e interessante è quello relativo ai morti. I deceduti in Italia dopo aver fatto il vaccino sono stati 100. E la grande sorpresa è che questi avevano fatto il vaccino della Pfizer, il Comirnaty. Dodici sono deceduti dopo avere ricevuto Moderna e altri 12 dopo avere ricevuto AstraZeneca. Il tasso di segnalazione di letalità è stato quindi 1,1 ogni 100 mila dosi inoculate per Pfizer, di 2,8 ogni 100 mila dosi per Moderna (che è stato usato assai meno) e di 0,7 ogni 100 mila dosi per AstraZeneca.

Quindi, proprio il vaccino più nel mirino dei media, dopo peraltro una prima fase in cui si cercava di negare ogni correlazione, ha la minore letalità fra tutti quelli usati, secondo i dati Aifa. Un dato decisamente sorprendente rispetto alla narrazione corrente. (Paolo Giulisano, “Nella guerra tra vaccini, vince il più pericoloso“)

Lo storytelling dei TGPandemia è che i vaccini Pfizer-Moderna siano assolutamente innocui e senza reazioni avverse. Falso. Ma si tratta di mero appecoronamento nei confronti del folle vaccinista ed eugenetista Bill Gates, sponsor di tutti i vaccini in particolare a mRNA (la Bill & Melinda Gates Foundation ha in pancia montagne di azioni di Pfizer e GlaxoSmithKline), nella sua qualità di Azionista di Maggioranza dell’OMS.

ALTRA SUPERCAZZOLA SESQUIPEDALE: I VACCINI ANTI  COVID-19 SONO ETERNI (O QUASI)

Mentre i vaccini contro la poliomielite o il morbillo rimangono efficaci anche a distanza di decenni, i vaccini anti-Covid durano al massimo 9-12 mesi, dopo di che spariscono tutti gli anticorpi prodotti. Con una differenza sostanziale: che i vaccini a vettore virale ben difficilmente produrranno effetti devastanti dopo più di due anni, mentre nulla sappiamo degli effetti nel medio-lungo periodo dei vaccini genici nanoparticellari a mRNA. Vaccini che rimangono sperimentali e che potrebbero provocare anche milioni di morti, come già nel 2010 vagheggiava Bill Gates.

Resta il fatto che dopo meno di un anno, tutte le pecore che si sono assoggettate alle due dosi delle pozioni negromantiche, andranno ri-vaccinate.

Sentiamo cosa afferma una delle palafreniere del fascistico Nuovo Ordine Mondiale dei Soroi, Ursula von der Leyen:

“L’Europa deve prepararsi ad affrontare un’era delle pandemie”. Udite, udite. A dirlo, in un’intervista al Financial Times, è la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, quella che non è stata in grado di affrontare già questa emergenza e che ha combinato più danni di Arcuri. La von der Leyen sottolinea anche che la fine della pandemia di Covid-19 non basterà a considerare superato ogni rischio. (Gianluigi Paragone).

Draghi becchino

Draghi becchino. Immagine satirica.

MARIO DRAGHI SI APPRESTA A SEPPELLIRE L’ITALIA

Ricordate quando i Leccons dei “giornaloni” esultavano con parossismo e frenetici battimano per la nomina dell’Unto del Signore e Deus ex Machina, Mario Draghi?

Beh, il kakistocrate preferito da George Soros, invece, si appresta a somministrare l’estrema unzione all’Italia, a darle il colpo di grazia e a seppellirla.

Ristori? Non se ne parla.

Addirittura il Draghi si appresta a seppellire gli Italiani con quasi 50 milioni di cartelle esattoriali.

Dal prossimo 1 maggio ripartiranno notifiche, pagamenti e pignoramenti per chi ha delle cartelle in ballo. Il 30 aprile infatti terminerà il periodo di sospensione deciso per il covid e che copriva sia la riscossione sia la notifica degli atti esecutivi.

Non sono numeri piccoli, dato ch si parla di 35 milioni di cartelle bloccate tra il 2020 e l’inizio del 2021, comprendendo anche gli avvisi di accertamento fermi dal marzo 2020. I contribuenti avranno fino al prossimo 31 maggio 2021 per effettuare i versamenti oggetto di sospensione.

Il 30 aprile si ripartiranno gli accantonamenti per pignoramenti presso terzi, cioè per i sequestri dei conti correnti bancari, che quindi torneranno ad essere chiusi per dl fisco.

Questo consegue dall’ultimo Decreto Sostegni, articolo 4, che ha posto fine al blocco iniziato a marzo. (Leoniero Dertona, scenarieconomici.it).

Se il “becchino” Mario Draghi non volesse seppellire tutto il ceto medio-basso, non solo avrebbe prorogato il blocco delle cartelle esattoriali, che già adesso stanno arrivando a caterve nelle case degli Italiani, ma avrebbe sospeso l’emissione di tutti i decreti ingiuntivi e di tutte le procedure esecutive fino alla fine della “Pandemia”.

Invece egli conciona di non voler dare contributi alle “Imprese Zombie“, che vanno anch’esse seppellite
Echissenefrega se milioni di lavoratori morranno anzitempo per questo: resi disoccupati, spossessati da banksters-creditori-fisco dell’unico loro bene immobiliare – la casa di abitazione – e costretti a fare file chilometriche per un pasto caldo.

I nuovi poveri, che non sono assolutamente presenti nell’Agenda di Mario Draghi e nel suo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Non pago il Draghi, pretenderebbe, in sinergia con lo Speranza, la continuazione del coprifuoco alle 22,00 anche nel periodo estivo, sembra su input del Quirinale.

Nel frattempo Klaus Schwab del WEF, filoguidato dai Cabalisti Soros e The Rothschilds, afferma che bisogna approfittare della Pandemia Programmata Covi-19 per ottenere il Grande Reset mondiale.

Il principale mantra del WEF è «Non avrai più nulla e sarai felice», dogma che non si applica per i Fascio-Filantrocapitalisti Soroi che saranno sempre più ricchi a nostro spese, mentre «lo stile di vita del futuro di tutti noi sarà quello dei Migranti». Parole e musica di Laura Boldrini.

Il Capitalismo Totalitario dei Soroi vuol depredarci anche dei nostri sempre più miseri averi, trasformandoci tutti in Migranti poveri e pezzenti, costretti a vagolare da un continente all’altro, alla ricerca di un lavoro che la Finanziarizzazione Globale sposterà dove troverà maggiore remunerazione per il profitto e minori salari.

Se non verrà abbattuto il Capitalismo Totalitario dei Soroi e se i Soroi e tutti i loro Quisling non verranno assoggetti ad un nuovo Processo di Norimberga per crimini contro l’Umanità, la specie Umana nel 2100 avrà cessato di esistere.

Paragonare il Nuovo Ordine degli Hitleriani al Nuovo Ordine dei Soroi può apparire un’iperbole. Invece, come la NSDAP e Hitler, la Cabala Mondiale serve lo stesso dio del Caos, della Follia, della Morte, del Male, l’Anticristo.

Ecco l’immondo e folle Decalogo, la turpe e blasfema Tavola della Legge del WEF. Ecco il distopico futuro che i Soroi ci stanno ammannendo grazie al Pretesto Coronavirus:

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