L'Isola di Avalon http://www.isoladiavalon.eu La Verità è un'esplosione! La Verità ti renderà libero. Mon, 14 Oct 2019 10:49:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.12 Isteria e Potere http://www.isoladiavalon.eu/isteria-e-potere-2/ http://www.isoladiavalon.eu/isteria-e-potere-2/#respond Mon, 14 Oct 2019 10:49:18 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=12716 ISTERIA E POTERE: DA HITLER A GRETA THUNBERG. Isteria. Il filosofo Han parla della depressione come connotazione della società attuale. Noi pensiamo che invece la caratteristica precipua sia l’isteria e Greta Thunberg ne è l’attuale epitome. ISTERIA, PSICOPATIA E POTERE VIAGGIANO INSIEME Un autoreferenziale esperto in leadership, John Antonakis, sulla Thunberg afferma: Il carisma è facile

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Zuckerberg il Ducetto del Web e i “BellaCiaoisti” http://www.isoladiavalon.eu/zuckerberg-il-ducetto-del-web-e-bellaciaoisti/ http://www.isoladiavalon.eu/zuckerberg-il-ducetto-del-web-e-bellaciaoisti/#respond Sat, 14 Sep 2019 16:04:13 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=12503 ZUCKERBERG IL DUCETTO DEL WEB E I “BELLACIAOISTI”. Zuckerberg. Le sue ultime azioni censorie riecheggiano le cupe direttive del Ministero della Propaganda nazista, il Reichsministerium für Volksaufklärung und Propaganda di Joseph Goebbels. Il Conte de La Pochette, nel discorso d’insediamento alla Camera aveva affermato che, tra le misure che il governo giallorosso avrebbe messo in campo,

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ZUCKERBERG IL DUCETTO DEL WEB E I “BELLACIAOISTI”.

Zuckerberg. Le sue ultime azioni censorie riecheggiano le cupe direttive del Ministero della Propaganda nazista, il Reichsministerium für Volksaufklärung und Propaganda di Joseph Goebbels.


Il Conte de La Pochette, nel discorso d’insediamento alla Camera aveva affermato che, tra le misure che il governo giallorosso avrebbe messo in campo, ci sarebbe stata la lotta all’istigazione all’odio sui social networks. Detto, fatto.

Neanche il tempo di dirlo che Mark Zuckerberg, motu proprio, ha fatto censurare tutti gli account Facebook di Casa Pound e Forza Nuova e quelli dei rispettivi dei rispettivi responsabili nazionali e provinciali, comprese le pagine di semplici attivisti, con il pretesto di “incitamento all’odio”.

Il Minculpop facebookiano ha provveduto alla censura di massa, senza nemmeno porsi il problema di segnalare quali fossero realmente le violazioni alla policy commesse dalle migliaia di account cassati con il piglio e l’imprimatur delle Leggi Fascistissime di Mussoliniana memoria.


MARCELLO VENEZIANI CONTRO IL GRANDE FRATELLO ZUCKERBERG

Innumerevoli le levate di scudi contro una decisione che ha il sapore acido del Miniver, l’orwelliano “Ministero della Verità” di 1984.


La censura ideologica ha fatto un altro passo avanti verso l’abisso. Non bastavano la manipolazione e la falsificazione mediatica in grande stile di tg e giornali, l’omertà e il silenzio su fatti del passato e del presente, le leggi liberticide approvate o in via d’approvazione nel parlamento, l’identificazione tra opinioni e reati, la via giudiziaria al conformismo. Ora, ci si mette anche Facebook e il meraviglioso mondo dei social. Lo chef Rubio, l’ex terrorista Etro, il giornalista Rai Sanfilippo fomentano l’odio contro Salvini e Meloni ma Facebook e Istagram fanno una retata e chiudono solo le pagine d’estrema destra ritenendo solo quelle e in generale fomentatrici d’odio.


La censura si nasconde dietro l’impermeabile degli algoritmi, ma colpisce opinioni, idee, dissenso. È una piega bruttissima, potremmo chiamarla la boldrinizzazione dell’informazione, la confusione di social con soviet, la dittatura del politically correct. È davvero pericoloso che la censura si accanisca indistintamente su chi offende, insulta, falsifica la realtà e chi esprime idee e opinioni difformi dal conformismo imperante. È un precedente pericoloso, anzi un ennesimo segnale di quella riduzione di libertà che prende spunto dalle fake news e da piccoli gruppi radicali o nostalgici per fare carne da porco di tutto ciò che risulta sgradito e difforme al Potere. Non abituiamoci, e tantomeno rassegniamoci, a questo andazzo, alzando le spalle e dicendo: fatti tuoi. A uno a uno, come sempre succede nei sistemi di Polizia Culturale (vera traduzione del politically correct), si procederà per mutilazioni, intimidazioni, eliminazioni successive. Fino a che si proverà, orwellianamente, a espiantare ogni seme di dissenso e di pensiero critico. Sui social sta cominciando il trattamento Orwell, magari ottenuto dal potere anche tramite minacce fiscali: attenti, cari social, allineatevi al catechismo dell’establishment, altrimenti poi veniamo a vedere se pagate le tasse o variamo leggi restrittive della vostra sfera. […] (Marcello Veneziani, “Se Facebook censura le opinioni”)


Ineffabile e assolutamente condivisibile la chiusa di Veneziani,


Vietato pensare; chi pensa avvelena anche te, digli di smettere.



ALTRE DICHIARAZIONI CONTRO LA BRUTALE CENSURA ALLA LIBERTÀ DI PAROLA EFFETTUATA DA ZUCKERBERG


Dalle colonne deIl Giornale Francesco Maria Del Vigo, vicedirettore del quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, sulla censura social a CasaPound non esita a parlare di bavaglio nei confronti di chi non è allineato al pensiero dominante: «È molto preoccupante che vengano silenziate le voci che non piacciono a sua maestà Mark Zuckerberg e alle vestali del politicamente corretto. Un sovrano che, se indossassimo gli occhiali dell’antifascismo militante e ossessivo, non esiteremmo a definire fascista».


Così, invece, l’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini su Twitter: “Leggo che Facebook ha bloccato tutti gli indirizzi riferibili a Casa Pound. Io condivido poco e niente di Casa Pound ma le censure e le pulizie etniche non mi piacciono. Si possono censurare ingiurie, insulti, la violenza verbale, ma le idee, se espresse nel rispetto degli altri, no“.


Solidarietà a CasaPound arriva a anche da Mario Adinolfi, un “nemico”: “Non ho alcuna simpatia per Forza Nuova e CasaPound: ero dispiaciuto quando prendemmo meno voti di loro alle politiche e molto lieti di averli battuti invece nel maggio scorso alle europee. Ma non si chiudono i profili di chi si presenta alle elezioni.” E non contento di ciò, Adinolfi risponde per le rime ad un articolo di Giornalettismo che lo criticava per la posizione espressa nei confronti della libertà di pensiero: “In molti come questi di Giornalettismo han criticato la mia difesa di CasaPound citando a caso la Costituzione. Ma se Cpi si può presentare alle elezioni non integra il reato di ricostituzione del partito fascista. Non decide Zuckerberg“.


Sull’argomento si è espresso il giornalista e scrittore Marcello Veneziani, che reagisce con lucido sdegno alla cancellazione dai social di CasaPound: “Considero molto preoccupante quello che è avvenuto anche perché non si è trattato di un singolo caso, di una pagina per cui magari ci potevano essere degli estremi. Quando l’intervento riguarda più pagine è una vera e propria scelta politica, una censura politica, di movimenti che tra l’altro hanno anche una loro rappresentanza nei consigli comunali e che quindi hanno una loro presenza nel nostro Paese”. Conclude Veneziani: “Non capisco perché si debbano adottare questi provvedimenti, che poi sono ulteriormente aggravati se si pensa che esistono siti anarco-insurrezionalisti e movimenti antagonisti che invece non mi pare abbiano gli stessi problemi“.


Zuckerberg

Mark Zuckerberg, il Grande Fratello Orwelliano del Terzo Millennio. Immagine satirica.



I TOTALITARISTI DI SINISTRA CHE APPLAUDONO IL DUCETTO DEL WEB

Alcuni, pochi, veri giornalisti dei Mainstream Media hanno stgmatizzato il Vyshinsky di Menlo Park. Come Mattia Feltri su La Stampa.


I Feltri, dopo la giornata campale di ieri con accuse e contraccuse tra chi attacca i due movimenti definendoli “fascisti” e chi invece la libertà di pensiero – senza sfociare nel reato di apologia del fascismo – scendono in campo papà e figlio in momenti, modi e tempi diversi. Ma con il medesimo risultato: su Twitter Vittorio Feltri scrive candidamente «Casa Pound e Forza Nuova espulsi da Facebook e da Instagram. Finalmente un provvedimento fascista». Stamattina invece nel suo Buongiorno sulla Stampa, Mattia Feltri si dedica ad una riflessione tutt’altro che banale nonostante in più occasioni si sia schierato apertamente contro gli influssi neofascisti presenti nella società e nella politica italiana: «dopo anni durante i quali da quelle pagine sono state diffuse idee piuttosto repellenti e al limite della legalità, almeno secondo i canoni di una stagione tremula e liberticida (la libertà d’ opinione serve a tutelare specialmente le idee cattive ché a tutelare quelle buone sono capaci tutti)». Feltri jr si chiede giustamente quale sia la colpa addossata a CasaPound e Forza Nuova, se non quella generica di «diffusori d’odio» ma va ben oltre nel ragionamento «capo d’ imputazione accettabile forse nei tribunali di Stalin e applicabile, ben oltre l’ estrema destra, a metà della popolazione attiva online. Niente, la condanna è pronunciata e inappellabile per editto del Re Sole, ossia Mark Zuckerberg, padrone dei social» (Niccolò Magnani, “CasaPound – ForzaNuova bannate da Facebook. Mattia e Vittorio Feltri ‘mossa fascista’”)


Zuckerberg

Facebook, il Potere Censorio del Terzo Millennio. Immagine satirica.


La chiusa di VIttorio Feltri è icastica:


«Sulla legge dello Stato troneggia una legge privata, opaca e sovranazionale con cui si separano i giusti dagli ingiusti: se ne sono viste poche di robe più fasciste».


Ovviamente, si tratta di un caso isolato, poiché i pennivendoli di regime, i Totalitaristi di partito, gli intellettualoidi francofoni dalla erre blesa, i radical chic, mononeuronici bellaciaoisti, hanno esultato e giubilato come se l’Italia avesse vinto la Finale di Coppa del Mondo con un autogol degli avversari all’ultimo secondo.

Facebook è l’ultima deriva censoria del Pensiero Unicodel Capitalismo Totalitario sorosista e dei Goebbels radical chic. Il Regime Fascista del XXI secolo, quello che segue è una plastica rappresentazione della realtà orwelliana in cui la Ur-Sinistra ci sta precipitando:



Quest’altro è, invece, un iconico esempio di tweet del tipico bellaciaoista che, in stile rozzo e “sgarrupato”, ha l’ardire di difendere certo Fabio Sanfilippo, il quale ha profuso odio su Facebook nei confronti di Matteo Salvini, coinvolgendone, vergognosamente, la figlia di sei anni.
Ovviamente il Sanfilippo, essendo della Ur-Sinistra, non è stato bannato dal Ducetto Zuckerberg.
Ha, infatti, affermato che lui, «su Facebook scrive quello che vuole». 
Miniver.



Ancora più gongolanti, dopo il ribaltone antipopolare del BisConte de La Pochette, fingendo di non rendersi conto che è assolutamente antidemocratico che un Partito, il PD, votato da poco più di un elettore su dieci, si ritrovi sempre al governo pur perdendo sempre  le elezioni. Formalmente corretto dal punto di vista Costituzionale, ma sostanzialmente uno schiaffo alla Democrazia Rappresentativa, considerando, ad esempio, che quasi 7 Italiani su 10 vogliono il blocco dell’Arma Ibrida adoperata da Soros contro lo Stato Nazionale Italiano: l’Arma di Migrazione di Massa.

Infatti esultano quelli del Partito che più di ogni altro ha aumentato l’indice di Gini in Italia, il Pd di Zingaretti, «motivazione esemplare, a sostegno di una scelta giusta e coraggiosa. Dobbiamo condividere e diffondere queste parole importanti per mettere fine alla stagione dell’odio. Ci sono persone che se se vincessero, negherebbero ad altre persone il diritto di esistere. Non bisogna mai dimenticarlo».



LA CENSURA DI ZUCKERBERG

La censura di Facebook. Se ne sono viste poche di cose più fasciste. O potremmo anche dire Staliniste.


Si potrebbe scrivere benissimo “comuniste”, considerato quanta attività di questo tipo è ascrivibile al mondo delle “Vite degli altri”.


Perciò il discorso si potrebbe chiudere qui, se non fosse che ad illuminare compiutamente la sgradevolezza dell’episodio ci è venuta in soccorso su Twitter (che è un po’ i Parioli dei social) la senatrice Monica Cirinnà, al solito combattiva, entusiasta e definitiva: “Oscuramento profilo social di Casapound è atto dovuto. Chi predica odio e intolleranza violenta deve essere punito e non può continuare ad infestare i social e il dibattito pubblico. Finalmente! E’ necessario bonificare i social da chi odia e discrimina”.  (Notoriamente lo fa solo Casapound, quelli che augurano la morte e distribuiscono insolenze e insulti a Meloni e Salvini e ai loro seguaci fanno sane operazioni di propaganda benefica, alias “bonifica”, letteralmente da bonum facere). […]


il nucleo censorio è che sei contrario al senso della storia, a quell’orizzonte bellissimo e pacificato dell’umanità nuova che da humus ideale del vecchio sogno gnostico si è via via trasfuso nei messianismi rivoluzionari (Voegelin docet) e oggi è di fatto inglobato anche nella visione delle grandi piattaforme digitali, se ne hanno una ulteriore il profitto. E quindi, niente diritto di parola agli sfigati del “Dio Patria e Famiglia”, a suo tempo così amorevolmente trattati sui social, e via via –estensivamente- a tutti quelli che si oppongono alla costruzione del mondo postumano dell’ultima rivoluzione, quella che ha al centro la corporeità della persona e la sussistenza dei residui corpi sociali. Basta cominciare a porre il principio generico: il resto seguirà. E vabbè, non pretendiamo troppo: bisogna accontentarsi dello pseudo-liberalismo che passa il convento: revisioni e refresh, giammai riesame dei principi.


E dunque grazie, senatrice, uno per la chiarezza degli obiettivi, esplicitati senza ipocrisia; e due per la generosa disponibilità a limitare la sanzione al “solo” diritto di parola. (Renato Tamburrini, “Così si toglie la parola a chi difende ‘Dio Patria e Famiglia’”)



LA UR-SINISTRA GLOBALISTA NEOLIBERISTA CAPITAL-TOTALITARIA E’ IL FASCISMO DEL TERZO MILLENNIO

Tutta la Sinistra Mondialista che si è prostituita totalmente alla fede demoniaca del Capitalismo Totalitario è il Fascismo del Terzo Millennio.

Per dimostrarlo, useremo gli strumenti ermeneutici di un derridiano, Umberto Eco, contro Eco stesso e la deriva della “Cultura” (rectius, coltura, trattandosi di un virus teratogeno, il virus Derrida)

Useremo l’epistemologia di Derrida, cioè, per evidenziare la vacuità ontologica della Ur-Sinistra, useremo le armi del Sofismo contro i Sofisti à la Eco.

Il filosofo Zygmunt Bauman aveva scritto, proprio riferendosi a siffatte genìe, il saggio “La decadenza degli intellettuali. Da legislatori a interpreti”, mentre il compianto Costanzo Preve, l’ultimo vero filosofo continentale, aveva parlato, con piena ragione, di “marcescenza del ceto intellettuale di oggi”.



Useremo la decostruzione del Derrida per porre orecchio e segnalare le dissonanze, le crepe, il marciume avanzante del sogno cacotopico totalizzante del Capitalismo Totalitario e dei suoi turiferari della Ur-Sinistra neoliberista, massonica contro-iniziatica, tanatocapitalista, immigrazionista – in nuce, sorosista –, provando così il mercimonio dei radical chic e dei partiti socialisti e socialdemocratici turbomondialisti ai Soròi (cfr. P. Krugman).

A dare ascolto al deleuziano Eco, il Fascismo non sarebbe morto nel 1945, ma sarebbe ancora vivo sotto altre forme, perchè il Fascismo sarebbe perenne.

La distopica tesi del foucaultiano Eco, in 14 punti, venne pubblicata sul “New York Review of Books”,  il 22 giugno 1995.

La nostra teoria, fondata sugli avvenimenti successivi alla caduta del Katéchon sovietico, è che il Fascismo, demoniaco Mostro Mutaforme, ha indossato oggi i panni da banchiere del Capitalismo Totalitario e quelli arcobaleno della sinistra “Antifascista” mondiale e mondialista.

1. La prima caratteristica di un Ur-Fascismo è il culto della tradizione.

Cosa c’è di più tradizionalista della sinistra Antifascista, che canta tutt’oggi la cultuale “Bella Ciao” – magari remixata –, a 70 anni dalla caduta del Fascismo, e propone tuttora, pur in totale assenza di fascismo, i polverosi e stantii valori della tradizione partigiana? Culto della tradizione.



L’antifascismo militante in completa assenza di fascismo (espressione coniata da C. Preve) è tanto anacronistico quanto sarebbe oggi festeggiare la vittoria di Scipione l’Africano contro i Cartaginesi.

L’antifascismo partigiano è solo un arcaico strumento ermeneutico, del tutto inadeguato ad interpretare la realtà di oggi.

Definire partigiani tremebondi scribacchini che neanche respirano se non vengono circondati da una dozzina di uomini di scorta pagati dal contribuenti, scribacchini che diventano leoni da tastiera quando concionano di Ministri della MalaVita, o impopolari politici che descrivono gli immigrati clandestini come “risorse”, tutto ciò dà contezza della decostruzione ormai compiuta, della putrescenza ormai avvenuta, della monade assolutista conosciuta come “Antifascismo.

Se può essere consolatorio e appagante per i Flores d’Arcais definire prefescista un Salvini, e definire fascisti coloro che lo votano, siffatta esegesi demenziale non spiega il motivo per cui milioni di elettori di sinistra non votano più il PD, il Partito Antisociale dei Soròi, ma votano piuttosto la Lega.

D’altro canto, solo un idiota può ritenere il PD, il partito del Capitalismo e della Dittatura dei Mercati, un Partito Sociale.
Esattamente come solo un idiota può davvero credere che una Asperger sedicenne incolta come Greta Thunberg, foraggiata da Al Gore, George Soros e Jennifer Morgan, sia il più importante Esperto mondiale del Clima.
Come solo un idiota può credere alle postverità propalate dall’IPCC, un’emanazione della organizzazione intergovernativa globalista ONU

Idiocracy.

L’Antifasdcismo ha in realtà un’altra funzione: quella di occultare il Vero Fascismo del Terzo Millennio, il Vero Satana: Il Capitalismo Totalitario e il Mercato globalizzante.

La sinistra oicofobica che va a champagne e Mercedes ibrida, succhiando risorse e denari al Ceto Medio Occidentale, è solo il Vidkun Quisling del Terzo Millennio. Per costoro è importante mangiare a crepapanza nell’immondo e marcescente truogolo dei Soròi, a cui si attovaglia con piacere anche il contro-iniziato gesuita Bergoglio.
Franza o Spagna, basta che se magna.

I bellaciaoisti si presentano anche all’arrivo dei taxi del mare di Soros, volendo mettere il cappello sopra all’Immigrazionismo, al fine di renderlo valore dell’immutabile tradizione Antifascista (Ur-Antifascismo) e cooptare nelle coorti antifasciste anche i Profughi, come il Fascismo cooptava nelle proprie gli ascari etiopi.

Per non parlare degli squadristi degli Antifa e dei black bloc USA finanziati da George Soros e delle squadracce dei soi-disant Antagonisti, sempre pronti a cantare “Bella Ciao” prima di slanciarsi contro le Forze dell’Ordine, come le Sturmabteilungen hitleriane che andavano alla carica dei poliziotti della Repubblica di Weimar intonando l’Horst Wessel lied.

5. Il disaccordo è inoltre un segno di diversità.

L’Antifascismo militante ciaoista  ritiene che chiunque non sia antifascista convinto è un fascista, nella migliore delle ipotesi un rossobrunista.

Chi non è un antifascista (ontologicamente per siffatti dementi esegeti l’antifascista è l’essere) è un non-essere, un untermensch come lo era l’Ebreo nel Totalitarismo nazista.

E’ proprio così che nasce “la costruzione del nemico”. Dietro l’antifascismo del Terzo Millennio si nasconde il nihil, l’assoluta vacuità concettuale, il vuoto metafisico, che viene occultato puntando il dito contro il “nemico”, e cioè contro il “fascista”, o il “rossobrunista”.

10. L’elitismo è un aspetto tipico di ogni ideologia reazionaria, in quanto fondamentalmente aristocratico.
Nel corso della storia, tutti gli elitismi aristocratici e militaristici hanno implicato il disprezzo per i deboli.

La religione neognostica del Capitalismo Totalitario dei Soròi (cfr. “Capitalismo come Religione” di Walter Benjamin) ha come dogma di fede che la santità si acquisisce con la ricchezza.

Il Capitalismo è, in re  ipsa, la religione della sarx marcescente, la religione di Satana, Lucifero, Baphomet.


Qualsiasi religione comporta un margine di dubbio al suo interno: anche la fede più spinta si nutrirà sempre di una forma di critica e autocoscienza. Non così il capitalismo: il problema della sua coerenza, della sua giustificazione e della sua teodicea è del tutto assente: si opera secondo rito – accumulo del denaro, speculazione, sfruttamento – senza che questo rito comunichi o simboleggi altro. Il capitalismo rimanda solo a sé stesso, e il “dispiegamento di tutta la pompa sacrale” e “l’estrema tensione che abita l’adoratore” sono permanenti e non necessitano di alcun sant’Agostino o di alcun Pascal: si impongono brutalmente a chiunque. Con una torsione logica davvero senza precedenti, riesce a essere una religione del tutto immanente – fondata com’è sulla materialità – e al contempo inabissata in una trascendenza assoluta – quel Dio mai raggiungibile, che non redime nulla, che non salva nessuno. Conclusione: “la religione non è più riforma dell’essere, ma la sua rovina”. (Giorgio Fontana commenta Walter Benjamin)


Il ceto medio impoverito, a cagione della fede immonda del Capitalismo e dei suoi turpi ierofanti, è in schuld (in tedesco indica colpa o debito). Essendo il povero un peccatore, esso va punito. Anzi, egli è iperbolicamente il nuovo untermensch, da condannare a morte con le riforme strutturali e con la liquidazione degli Stati Nazionali.

Proprio in quest’ottica vanno visti il disprezzo elitista della sinistra al caviale verso il “Populismo, deficit d’istruzione” o il libello Against Democracy dell’epistocrate Jason Brennan.

La religione neoaristocratica dell’Anómos George Soros, coadiuvato dall’anticattolico nichilista J. M. Bergoglio, sta conquistando, come un cancro in metastasi, tutto il Mondo. Con la collaborazione dei più feroci nemici della democrazia e della libertà del XXI secolo: AppleGoogle, Jeff Bezos di Amazon, e l’autoreferenziale Censore del Web, Mark Zuckerberg.


Zuckerberg

I Nemici dell’Umanità del Terzo Millennio.


Ma essi non preverranno.

Il Sorosismo antisemita, il Capitalismo Totalitario, la Ur-Sinistra Mondialista, i radical chic, la sinistra al caviale, i partiti della maggioranza dell’Europarlamento, i nuovi Quisling Grillisti, l’Antipapa Bergoglio, la decostruzione della Famiglia sana operata dall’alienante propaganda LGBTQ (Bibbiano system docet), le Armate del Male del Mercato, tutte, tutte queste anomiche, imprigionanti, claustrofiliache, ideologie antiumane e anticristiane, non prevarranno.

Il Male non prevarrà.


Tu es Petrus et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam,
Portae inferi non praevalebunt adversus eam.
(Gesù Cristo)




 

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Grillo, l’Arruffapopoli ovverosia il Manovratore Manovrato http://www.isoladiavalon.eu/grillo-arruffapopoli-manovrato/ http://www.isoladiavalon.eu/grillo-arruffapopoli-manovrato/#respond Mon, 09 Sep 2019 19:53:25 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=12492 GRILLO, L’ARRUFFAPOPOLI. OVVEROSIA IL MANOVRATORE MANOVRATO I Bufalai e i pennivendoli dei Mainstream Media Mondiali hanno sempre attaccato il tandem giallo-verde, definendolo lebbra sovranista. Ma da quando Giuseppi Conte… chiese consigli alla triumvira UE Angela Merkel per arginare Matteo Salvini, il tutto a casa di Soros, al World Economic Forum di Davos, le cose sono

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GRILLO, L’ARRUFFAPOPOLI.
OVVEROSIA IL MANOVRATORE MANOVRATO

I Bufalai e i pennivendoli dei Mainstream Media Mondiali hanno sempre attaccato il tandem giallo-verde, definendolo lebbra sovranista. Ma da quando Giuseppi Conte…


chiese consigli alla triumvira UE Angela Merkel per arginare Matteo Salvini, il tutto a casa di Soros, al World Economic Forum di Davos, le cose sono cambiate.

Da allora sono cominciate le trattative sotto traccia al fine di arrivare all’esecutivo giallo-rosso, confermate da un neo ministro piddino al Corriere della Sera, per scalzare la Lega, con il placet dei tre triumviri dell’Impero Carolingio – UE, Soros-Macron-Merkel.


https://twitter.com/miia_2018/status/1171144968741838850


A metà luglio 2019, BuzzFeed News, media finanziato da Soros e noto per la propalazione di Bufale per screditare i nemici del Sorosismo (ex plurimis, il Russiagate Trump-Putin) ha diffuso quella che ha il tanfo – anch’essa – di bufala, quella dei presunti finanziamenti alla Lega da parte di Putin (il Cattivone Globale secondo il Totalitarismo Sorosista).


«L’attacco mondialista a Salvini dimostra proprio questo intento, riprendere il flusso dell’immigrazione fuori controllo e continuare a produrre dumping salariale». Tanto, «il presunto argine ‘antisistema’ rappresentato dai 5 Stelle appare sempre più inadeguato, incoerente e ambiguo», visto che lo stesso Di Maio – nel tentativo disperato di tamponare l’emorragia di voti verso la Lega – partecipa volentieri all’ultimo gioco al massacro contro Salvini, invitandolo a rispondere dei presunti finanziamenti russi davanti al Parlamento: «Quando il Parlamento chiama, il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione». Sovranità limitata, in realtà: è Bruxelles, non Roma, a stabilire cosa può fare l’Italia, la cui Costituzione è stata deturpata dall’inserimento suicida del pareggio di bilancio. Se n’è dimenticato, Di Maio? È evidente, scrive Rosanna Spadini su “Come Don Chisciotte”, che il capo politico del Movimento 5 Stelle cita “BuzzFeed” come fonte d’informazione altamente attendibile, «celando di proposito le rivelazioni pregresse sulla macchina di propaganda web del MoV, e sul fatto che Alberto Nardelli interpreterebbe un trend politico decisamente di sinistra, avverso al governo gialloverde». 


Chi è Nardelli, l’autore del presunto scoop (o possibile bufala) sull’ipotetico finanziamento-fantasma, dal Cremlino alla Lega, costretta a pagare circa 50 milioni di euro (quindi in teoria a suicidarsi, cessando di far politica) per presunte irregolarità risalenti alla gestione Bossi? Nardelli, riassume la Spadini, è un giornalista di “BuzzFeed News” piuttosto ossessionato da Matteo Salvini, visti i numerosi articoli scritti quotidianamente su di lui. Già in forza al “Guardian”, voce della sinistra britannica (che però ha abbandonato Julian Assange al suo destino), oggi è a capo di “BuzzFeed”, newsmagazine web multinazionale statunitense. Soprattutto, Nardelli (che opera da Londra) «è l’autore del rumoroso scoop sui presunti finanziamenti di 65 milioni alla Lega, camuffati da traffico di petrolio tra Mosca e Roma, grazie al ‘faccendiere’ Gianluca Savoini». Dal suo profilo Twitter, il giornalista ha rivolto alcune domande a Salvini, «farcite di tali tossine di odio che avrebbero fatto impallidire anche quelle di Roberto Saviano, di Ezio Mauro o di Marco Travaglio». Nardelli incalza Salvini: «Qual è la sua relazione con Savoini? Per quale motivo un uomo che non ricopre alcun ruolo ufficiale nel governo partecipa a viaggi ufficiali a Mosca con il ministro, sedendo nelle riunioni con ministri russi e partecipando a cene con il presidente Putin? In che ruolo fa tutto questo?». (“Italian Russiagate: le Bufale di BuzzFeed, che odia Salvini”, libreidee.org)


Che si tratti probabilmente dell’ennesima bufala spacciata dagli agenti del Sorosismo, lo riprova questo pezzo di un Mainstream Media, Rainews.


Dall’analisi dei due telefoni sequestrati a Gianluca Savoini (uno dei quali acquistato di recente) e dall’esame dei tabulati telefonici non risulterebbero contatti, né via chat né via mail o telefonici, fra il presidente dell’associazione LombardiaRussia e il segretario della Lega Matteo Salvini. È quanto si apprende in ambienti giudiziari. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Savoini-fondi-russi-da-telefoni-no-contatti-salvini-cb58300c-e437-40d3-8aef-6a4dc60370ac.html


Guarda caso, nello stesso periodo si verificava un evento particolare.
Il 16 luglio 2019, il figlio di Grillo, assieme ad altri tre amici della Genova-bene, avrebbe esercitato violenza di gruppo contro una diciannovenne nella villa in Costa Smeralda del comico genovese. Quasi dieci giorni dopo, il 25 luglio, la denuncia della presunta violenza di gruppo della ragazza. Malgrado ciò nulla si è saputo della vicenda fino al giuramento del Bisconte-Contebis.



Effetto della sordina imposta ai nostri Media dall’Impero Carolingio – UE per non bloccare la trattativa M5S-PD ormai in dirittura d’arrivo?

Al riguardo due tweet:



https://twitter.com/cris_cersei/status/1169883910546657281


Le date risultano però significative. Perché il 31 agosto 2019, Beppe Grillo, che non faceva più sentire la sua voce da mesi, entra a gamba tesa su Di Maio e si riappropria del MoVimento. Ce lo spiega Franco Bechis.


Quando è iniziata la trattativa con Nicola Zingaretti per la formazione del nuovo governo il capo politico del M5s Luigi Di Maio aveva una certezza tutt’altro che infondata: vuoi per le pressioni esterne, vuoi per le lacerazioni interne il partito democratico avrebbe consentito la nascita del nuovo governo a qualsiasi condizione. Bastava vederli in giro: abituati ad avere le leve del comando nelle loro mani da lunghi anni senza che ciò fosse mai derivato dal consenso popolare, erano da 14 mesi in vera crisi di astinenza, con volti emaciati e sguardi disperati. Solo fare intravedere una poltroncina ministeriale a un Dario Franceschini avrebbe provocato quel che il miraggio di una borraccia d’acqua fa a chi si è sperduto da giorni nel deserto del Sahara. Insomma, per Di Maio avrebbe potuto essere una trattativa molto in discesa. E la realtà lo ha subito confermato, vista la resistenza opposta dallo stesso Zingaretti all’ipotesi di Giuseppe Conte presidente del Consiglio. E’ durata lo spazio di una nottata, e il mattino dopo il Pd disperato per la sola idea di non potere riconquistare quelle poltroncine che col voto popolare non avrebbe rivisto per chissà quanti anni, si digeriva Conte premier come fosse il bocconcino più prelibato a cui aspirare. (Franco Bechis, “Chi ha sparato su Di Maio quando aveva in pugno il Pd”)


E qui, inopinatamente inizia il “fuoco amico” contro Di Maio.


E’ a questo punto però che in maniera inattesa si alza il fuoco amico. Mitragliate dall’esterno, da Marco Travaglio e dal suo Fatto quotidiano. E va beh, ci sta: sono opinioni non mascherate espresse pubblicamente dal 4 marzo 2018 in poi: per loro l’unione con il Pd è sempre stata quella più naturale e fin necessaria. Questa tesi si è ancora di più rafforzata quando il giornalista ha avuto una sorta di folgorazione per Conte, che stima ben al di sopra delle sue reali capacità (in gran parte ancora tutte da dimostrare). Stesso fuoco amico su di Maio da parte dei fedelissimi di Roberto Fico, e anche in questo caso l’opinione non era sorprendente: il gruppo non ha mai accettato l’alleanza con la Lega. […]


Al generale che comanda le truppe e che sta sul fronte (Di Maio, capo politico per due volte scelto dai militanti su Rousseau) si spara dunque alla schiena indebolendolo nel momento più delicato della trattativa. Una follia. Che culmina in un vero e proprio colpo di cannone. Sicuramente Travaglio, ma anche qualcuno di quei fronti interni sopra citati chiama Beppe Grillo e fa pressing perché intervenga a fermare il gioco al rialzo di Di Maio e consegni le redini della trattativa al premier Conte. Cosa che Grillo farà, prima in maniera un po’ confusa con un video e poi in modo più diretto con un intervento pubblicato non a caso sul Fatto quotidiano, dove prende in giro i 20 punti ribattezzandoli “della Standa” e dice stop a qualsiasi trattativa grillina sulle poltrone.


Il colpo di cannone colpisce alla schiena il capo politico del M5s che fin lì aveva lavorato per tenere insieme con difficoltà lo stato maggiore del movimento. Perfino Alessandro Di Battista, il più scettico verso il varo di un governo rossogiallo. […]


Con la cannonata di Grillo il capo politico M5s avrebbe potuto proseguire per la propria strada, evidenziando però la spaccatura interna al movimento. Di Maio ha scelto invece il passo di lato, lasciando come volevano Travaglio e Grillo (e forse anche Fico) le trattative nelle mani esclusive di Conte. Da lì in poi Di Maio non ha più trattato. E Conte lo ha fatto in condizioni di evidente debolezza.


Un flop sicuro, una discreta calata di braghe del M5s di fronte a un Pd che era facilissimo mettere nel sacco. Questo è certo, e se ne sono accorti perfino quelli che hanno provocato nei fatti questa Caporetto. Sembra che ce l’abbiano tutti con Di Maio, che a chi glielo fa presente oggi risponde: “Mi avete attaccato e sabotato mentre stavo conducendo la trattativa, e ora vi lamentate pure?”. […] Oggettivamente però di questa mini disfatta non è responsabile. Nessun generale potrebbe vincere una battaglia se le sue truppe invece di avere fucili spianati verso il nemico, seminano trappole dove fare cadere chi le guida. Cari parlamentari e (in parte) militanti grillini, la prossima volta se come capo politico volete scegliervi Travaglio, fatelo su Rousseau senza barare, no? (Franco Bechis, cit.)


E’ lapalissiano, comunque, che Grillo e il suo MoVimento hanno svolto e continuano a svolgere la funzione di gatekeeping per i cosiddetti Poteri Forti.

Il Movimento 5 Stelle non è antisistema, ma è, al pari del PD – de facto il Partito delle Diseguaglianze e della Finanza Speculativa globale – un Movimento per la tenuta del sistema tanatocapitalista e per il controllo globale dei Popoli.

E’ l’attuazione del distopico Grande Fratello Globale, che si riempie la bocca di lemmi come “democrazia”, “diritti” e “libertà”, sopprimendo proprio democrazia, diritti sociali e libertà.


grillo

Beppe Brillo. Immagine Satirica.


Articolo principale: Contrordine compagni! Siamo tutti Pidioti!



 

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CONTRORDINE, COMPAGNI!
SIAMO TUTTI PIDIOTI!

Contrordine, Compagni! Siamo tutti Pidioti! Così satiricamente avrebbe commentato il Guareschi l’ultima giravolta dello Ierofante Beppe Grillo, detto anche l’Elevato.


I GRILLINI TRINARICIUTI

Giovannino Guareschi definitiva trinariciuti i Comunisti Italiani (spesso voltagabbana ex fascisti).

«Perché nel mio concetto base, la terza narice ha una sua funzione completamente indipendente dalle altre due: serve di scarico in modo da tener sgombro il cervello dalla materia grigia e permette nello stesso tempo l’accesso al cervello delle direttive di partito che, appunto, debbono sostituire il cervello. Il quale cervello, lo si vede, appartiene oramai ad un altro secolo». (Giovannino Guareschi)

Famosissime le sue vignette intitolate “Obbedienza cieca, pronta, assoluta”, ove sbeffeggiava e irrideva i militanti comunisti che lui definiva trinariciuti (ut supra), i quali prendevano alla lettera le direttive che arrivavano dal Partito, nonostante gli evidenti errori di stampa, poi corretti con la frase “Contrordine compagni!”.

Guareschi avrebbe tratto una quantità enorme di materiale satirico su quella particolare specie di zoon politikon qual è il grillino, in particolare su Grillo l’Elevato.


contrordine

Beppe Grillo. Immagine satirica.



CONTRORDINE COMPAGNI! NON MI PRESENTO ALLA SEGRETERIA DEL PD!

In questo caso a emanare il contrordine non fu il comico genovese, ma Piero Fassino.

Grillo nel 2009 dichiarò che avrebbe corso per le Primarie del Pd. «Offro un’alternativa al nulla», disse.

Fassino gli rispose a muso duro, «si faccia il suo partito, vediamo quanti voti prende…»

Fassino è un anti-aruspice, tali e tante sono le previsioni da lui sballate. Una delle tante, quella sfida rivolta all’attuale sindaco di Torino, «vedremo chi vincerà tra noi due in Comune…» detto fatto.

Si è proposto come madrina del Bisconte, affermando, «ce la faremo e andremo avanti fino alla fine della legislatura».

Ottima aruspicina, auspichiamo al Bisconte o Contebis la stessa prematura fine del Titanic.


contrordine

La fine che auspichiamo presto faccia il Bisconte o Contebis.



CONTRORDINE COMPAGNI! NON SIAMO UNA FORZA ANTISISTEMA!

In un’intervista del marzo 2013, poco dopo le elezioni generali, il genovese chiosava al Time che, «se non scoppia la violenza è perché c’è il MoVimento. Se noi falliamo andiamo verso la violenza nelle strade perché metà della popolazione non ce la fa più». Con tutta una compagna elettorale forgiata, invece sulla fiammeggiante rivoluzionarietà dei Grillini.

A questo punto il Grillo Incoerente si presentava come forza di sistema in grado di incanalare “democraticamente” la rabbia degli Italiani.


Una delle accuse che sono mosse al Movimento Cinque Stelle è di essere il “Portiere”.” Gatekeeper”, che ha guidato una legittima, enorme, protesta, legata al precipitare del reddito pro capite, in modo controllabile dai poteri forti. I maligni affermano che tutto sia iniziato con il famoso incontro sul Britannia del 1992, oppure può essere iniziato, più probabilmente, nei primi anni 2000, quando i temi e gli spettacoli di Grillo muovevano torme di scontenti e qualcuno ne ha colto l’occasione. Con questo Qualcuno non intendo solo Gianroberto Casaleggio, ma qualcun altro. Grillo ha goduto della tolleranza del potere, quello vero, quello europeo antidemocratico, perchè alla fine il Vaffa era un momento catartico, ma completamente innocuo.


Con la votazione di domani [l’approvazione sulla piattaforma Rousseau del Bisconte, Nota di Seyan] cessa il percorso, logico, del Movimento Cinque Stelle e Grillo consegna definitivamente alla succursale italia dei poteri forti il suo elettorato. Da domani il Movimento Cinque Stelle, quello movimentista, muore. A pronunciare le esequie il Guiseppi Conte, colui che fu nominato da Renzi al vertice della giustizia amministrativa. I Cinque Stelle sono già praticamente esclusi dal governo, dopo che è saltato il posto di Di Maio come Vicepremier,e che si accontenteranno di posti minori. Il PD comanderà e basta vedere i nomi per comprenderne la qualità (nomi da AGI) :


  • al MISE la De Micheli, colei che disse che “Se si svaluta la moneta del 30% il PIL cala del 30%”. Evidentemente il PD vuol far fare bella figura al predecessore Di Maio;
  • agli interni il prefetto Morcone, uno che vuole abolire il Decreto Sicurezza ed aprire i porti;
  • all’economia, direttamente dall’Europa, Roberto Gualtieri, il peggio dell’ordoliberismo, colui che voleva cedere i debiti dei poveri italiani alle multinazionali, oppure la Reichlin, una superliberista;
  • ci saranno Delrio e la Ascani, due renziani DOC. […]

Domani, con l’ultimo voto, si potrà dismettere il Movimento, che avrà condotto la protesta nella casa dei poteri forti. Un risultato incredibile, per il quale Grillosi è impegnato direttamente, spendendo la sua poca, residua credibilità, ma di breve durata. Si può prendere in giro la gente, ma non per sempre. (“Domani finisce anche l’utilità del M5S come ‘Portiere’ dei Poteri Forti”, scenarieconomici.it)




CONTRORDINE COMPAGNI, NOI SIAMO ULTRAEUROPEISTI!

Un altro ballon d’essai fatto scoppiare velocemente dall’arruffapopoli Grillo era “Noi siamo contro la UE delle Banche e delle Locuste Finanziarie, vogliamo un referendum popolare in cui gli Italiani possano esprimersi se rimanere o meno”, tanto da entrare nel gruppo Antieuropeista EFDD guidato da Nigel Farage, una scelta consona al mantra grillino della “Democrazia Diretta”.

Uno dei bersagli preferito dei Vaffa di Grillo era Guy Verhofstadt, facente parte degli “impresentabili” della perfida Bruxelles, «il politico che più dentro al Parlamento europeo incarna l’euroStatocentrismo», così il M5S nel 2015.

La linea è stata mantenuta con coerenza, in questo caso? Manco a parlarne.

Con l’inverecondia che lo contraddistingue, Grillo provò a siglare l’accordo proprio con l’Alde di Guy Verhofstadt, cercando di tradire Farage, nel gennaio 2107. L’accordo saltò.


La figura peggiore alla fine non l’ha fatta Grillo (ormai lo conosciamo bene: è il troll della politica italiana) ma Verhofstadt. Per tutta la giornata i vertici dell’Alde hanno sparato a stelle incatenate (quelle dell’Ue) contro lo “scellerato” accordo, poi saltato per mancanza di “garanzie per proseguire un percorso comune per riformare l’Europa”, ha detto a fine serata lo stesso Verhofstadt. (“La farsa della democrazia diretta alla prova dei fatti: salta l’accordo tra Grillo e Verhofstadt”, ilfoglio.it)


Il ribaltone è oggi completo: i pentastellati implorano in ginocchio Renew Europe, il gruppo del triumviro dell’Impero Carolingio – UE, Emmanuel Macron, l’uomo che, assieme all’altro triumviro George Soros, maggiormente odia Italia e Italiani e vorrebbe imporci le sturmtruppen della Troika.



CONTRORDINE COMPAGNI! GLI ACCORDI CON GLI ALTRI PARTITI LI FACCIAMO, ECCOME!

Sempre nella citata intervista a Time, del 2013, Grill trollava così gli Italiani: «Noi non facciamo accordi con i Partiti. I Partiti sono finiti!».


Grillo dice di volere sostituire i partiti con “cittadini, informati, onesti, cittadini trasparenti, che fanno il loro lavoro con passione”. E che vanno a casa dopo due mandati. “Non ci sono soldi né carriere in questo movimento”. Il Movimento Cinque Stelle ha avuto più voti di ogni altro partito, 8,7 milioni. Ma Grillo ripete di non volere cooperare con i partiti politici: “Fanno mostra di essere l’uno contro l’altro, ma sotto sotto, sono la stessa cosa. Destra e sinistra in Italia hanno sempre fatto finta di combattersi. Ora gli accordi che hanno fatto nell’ombra per 20 anni devono farli alla luce del sole. E se lo fanno sono morti. Politicamente morti. E così scaricano su di me la loro infelicità politica, la loro disintegrazione, dicendo che sono io che non formo il governo, che creo instabilità. Ma io non posso discutere con loro”. Time chiede a Grillo perché non accetta l’offerta del Pd di lavorare a misure contro la corruzione e i costi della politica. “Loro parlano di trasparenza dei partiti. Noi parliamo di dissoluzione dei partiti. E’ differente. Wellington e Napoleone non possono trovare modo di cooperare. Noi siamo qualcosa di diverso”. (Intervista al Time riportata da IlSole24Ore, op. cit.)


Tanto vero che nel 2018 il MoVimento cercò l’accordo prima col PD (non raggiunto) e poi con la Lega, tanto da far partire il rivoluzionario governo giallo-verde. «Salvini è una persona onesta, con lui gli accordi si possono fare», ebbe a dire, ai tempi, il comico genovese.

Ora l’accordo viene fatto con il PD, su impulso renzista e dietro gli ordini ricevuti dai triumviri della UE, Soros, Macron e Merkel.




Renzombie

Matteo Renzi. Immagine satirica.


CONTRORDINE COMPAGNI! SIAMO STATI NEL BRITANNIA!


La Lega, […] perso Savona, sperava comunque di introdurre elementi progressisti nell’economia nostrana, grazie anche agli economisti keynesiani (Bagnai, Rinaldi) ingaggiati da Salvini: i soli a introdurre una narrazione “di sinistra” nel cimitero politico italiano. Solo in casa leghista, infatti, è risuonato un paradigma alternativo al rigore mortale del “ce lo chiede l’Europa”, santificato da Monti e Letta, Renzi e Gentiloni, fino all’ultima comparsa del teatrino italico, il professor-avvocato Giuseppe Conte. Nei momenti decisivi, il finto amico del popolo Beppe Grillo non ha mai mancato di far sapere da che parte stesse: nel 2016 tentò di traghettare il gruppo europarlamentare del Movimento 5 Stelle tra gli ultras dell’Eurozona, nell’Alde. Ma Grillo un tempo non agitava lo spettro del referendum sull’euro? Appunto: è la sua tecnica. Dietro al Vaffa, il piano nascosto: il vero obiettivo. L’orrendo Salvini? E’ stato cucinato a fuoco lento: assediato dalle inchieste sullo stop ai migranti, minacciato dai gossip sulla Russia, boicottato sulla riforma strategica della de-tassazione. Colpo di grazia: il voto dei grillini per Ursula von der Leyen. Ha staccato la spina, quando ha capito che non sarebbe arrivato vivo a fine anno: era questo, il progetto messo a punto dai vari Grillo e Macron, Attali e Renzi.


Il loro ometto del momento? Conte, fattosi improvvisamente imperioso, nei toni. Mancava solo il Pd, ma a reclutarlo è bastato poco. E ancor meno fatica è costato il tradimento suicida dei 5 Stelle, con l’inevitabile esilio del peso-piuma Di Maio. Se il peggior potere europeo deve ringraziare qualcuno, per il favoloso Conte-bis, può certo applaudire le anime morte del Pd e il loro condottiero Matteo Renzi, che ora potrà sperare di essere finalmente accolto a bordo, al pari di personaggi come Massimo D’Alema e Giorgio Napolitano, fino a Pier Carlo Padoan. Ma senza il vero protagonista dell’inciucio – il Mago di Genova, l’uomo del Vaffa e del Britannia – i vari Macron, Merkel, Attali e Oettinger non avrebbero avuto di che brindare. (libreidee.org)


contrordine

Angela Merkel. Immagine satirica.



CONTRORDINE COMPAGNI! SIAMO TUTTI TECNOCRATI!

Il MoVimento di Beppe Grillo, in re ipsa, rappresenta a tutt’oggi una sorta di gatekeeping dell’establishment cabalistico mondiale messo in piedi al solo fine di evitare proteste di piazza e, soprattutto, una rivoluzione antisistema in Italia.

Fratello Grillo è stato – ed è tuttora – uno dei principali elementi di stabilizzazione in senso epistocratico ed oligarchico calati dalla Cabala Massonica Mondiale Contro-iniziatica all’interno di una Nazione fondamentale dal punto di vista geopolitico qual è l’Italia. D’altro canto, secondo Gioele Magaldi, autore di “Massoni”, Gianroberto Casaleggio era un eminente confratello Massone.


Cari amici 5 Stelle, prendete nota: il vostro amato fondatore e ideologo, Gianroberto Casaleggio, era massone. Chi lo afferma? Gioele Magaldi, naturalmente, cioè il “grembiulino” che più di ogni altro, in Italia, ha svelato l’identità liberomuratoria di moltissimi potenti, da Ciampi a Napolitano, da D’Alema a Draghi. Proprio sicuro, Magaldi, che Casaleggio senior avesse frequentato qualche loggia? «Lo immaginavo, ma non ne ero certo. Ora invece ho acquisito la documentazione che lo comprova», afferma l’autore del saggio “Massoni”, in diretta web-streaming su YouTube con Fabio Frabetti di “Border Nights”. Beninteso: per Magaldi, severo giudice dei “cattivi massoni” al comando dell’Ue, stare in massoneria può essere un titolo di merito. L’importante è non essere ipocriti: e invece il governo gialloverde ha addirittura messo al bando – a parole – la presenza dei massoni nell’esecutivo, pur sapendo che il club pullula di grembiulini (da Tria a Moavero, solo per citare alcuni ministri). Che faccia faranno, Di Maio e Di Battista, nello “scoprire” che anche il compianto Casaleggio era massone? Chi può dirlo: oggi staranno a leccarsi le ferite per la batosta alle regionali in Sardegna, che segue a ruota quella appena rimediata in Abruzzo. Inutile lamentarsi, dice Magaldi, è il minimo che gli potesse capitare: avevano promesso di tutto e non hanno mantenuto niente. Ma sono in buona compagnia: con loro c’è Renzi, altro fanfarone, e presto anche Salvini vedrà sgonfiarsi la bolla che finora l’ha fatto volare. (libreidee.org)


La Democrazia Diretta concionata da Grillo è solo un’operazione politico-sociale tesa a destabilizzare l’Italia e a corrodere, in modo definitivo, la vera Democrazia, analogamente a quanto sta avvenendo in tutta la Civiltà Occidentale.

La piattaforma Rousseu è l’icona del Panottico di Bentham 2.0 e l’ipostatizzazione dell’attuale Religione del Capitalismo Totalitario che punta oggi verso l’Intelligenza Artificiale al fine di massimizzare i profitti e la capacità di controllo sui consumatori-schiavi (Cfr. Walter Benjamin, “Capitalismo come religione”) in un ambito economico-politico dominato dall’ «elemento demoniaco della tecnica, la sua non neutralità rispetto ai rapporti di forza tra le classi» (Carlo Formenti).


«Il soggetto che sfrutta se stesso porta un campo di lavoro con sé nel quale egli è vittima e carnefice. Come soggetto che si autoespone e che si autosorveglia, egli porta con sé un panottico nel quale è detenuto e guardiano». In questo concetto sta la base sulla quale si regge il ragionamento di Han, che, nel volgere delle pagine, indaga i funzionamenti, i motivi e le conseguenze di un tale dispositivo di potere. Il risultato teorico è molto chiaro, perfettamente accessibile nella scrittura di Han (e nella sua traduzione), sempre piana e concreta: si tratta di una deriva sterile dell’io che a causa del suo essere frenetico, credendosi liberato da una società normativa, in realtà non fa altro che realizzare i bisogni del sistema, con la differenza però che li percepisce come propri desideri, schiavizzando se stesso: «L’io come progetto che crede di essersi liberato da obblighi esterni e costrizioni imposte da altri, si sottomette ora a obblighi interiori e a costrizioni autoimposte, forzandosi all’ottimizzazione». […]


In definitiva quindi, Han indaga uno dei cambiamenti più prorompenti della nostra contemporaneità, la fine del corpo come strumento di produzione e, soprattutto, di sorveglianza e la fine dei luoghi di controllo per come siamo abituati ad immaginarli, cioè gli spazi chiusi come la scuola e l’ufficio. Questa nuova oppressione è derivata da noi stessi e si incarna nei tempi del capitalismo, avverando la visionaria profezia di Walter Benjamin secondo cui «il capitalismo è presumibilmente il primo caso di un culto che non consente espiazione, bensì produce colpa e debito. Ed è qui che questo sistema religioso precipita in un movimento immane». (Matteo Moca, “Psicopolitica e Potere secondo Byung-Chul Han”)


È il Panopticon digitale, ove l’individuo si auto-controlla, convinto di esercitare la propria libertà e la propria volontà decisionale, e si spinge lui stesso – convinto che ciò sia frutto della sua autodeterminazione e del suo libero arbitrio – verso la direzione imposta all’Umanità dall’Élite Globale, in misura ben più eclatante che non attraverso il voto popolare e la relativa democrazia rappresentativa, molto meno manipolabili.

Gli Stati-Nazioni e le loro Costituzioni sociali sono un vulnus per la Religione Globale del Capitalismo Totalitario, pertanto vanno liquidate, anche mediante i sedicenti strumenti di “Democrazia Diretta”.

Soprattutto, all’interno una piattaforma digitale, il Dominus della stessa sa chi ha votato cosa, a differenza di quanto avviene con il voto espresso in un’urna. La segretezza  e la privacy sono balle sesquipedale in ambito informatico. Lo scandalo Facebook – Cambridge Analytica ne è la riprova

Rousseau, soprattutto Facebook con i suoi likes, o Instagram, sono i mezzi per la finale liquidazione delle libertà e della democrazia in una società cacatopica, dominata dalla religione 2.0 del Capitalesimo.

In nuce, tutto ciò è l’esito finale a cui conduce il metodo della decostruzione derridiana applicato alla democrazia, che poi fu il vero motivo per cui il virus Derrida venne scatenato nel mondo dell’Epistemologia.

Non perdere tempo a combattere o a scendere in piazza per i tuoi interessi sociali e le tue opinioni politiche, vota per il governo giallo-rosso o metti un like. È immediato, rilassante ed appagante. E ti rende il perfetto schiavo digitale, dipendente da voti, likes e feedback telematici.

Per il Biscotto Bisconte o Contebis, i pennivendoli ciarlano di Nuovo Umanesimo. Ma quale Umanesimo? Quello di siffatto governo Quisling – investito dei Pieni Poteri solo grazie alle direttive promanate dall’Impero UE –, è solo l’Umanesimo dell’Illuminismo Totalitario.

È il transumanesimo della marcescente Cabala Massonica Contro-iniziatica dei Soroi, e presto verrà approvata una legge italiana ancor più aggravata di quella contro la cosiddetta transomofobia, che la Regione Emilia Romagna ha approvato a luglio 2019.

Una legge studiata appositamente per combattere la libertà di idee ed opinioni.

E, chiosa rettamente la Onlus cattolica ProVita, «dopo lo scandalo sugli affidi di minori di Bibbiano chi proverà a denunciare anomalie o illeciti compiuti da una coppia omosessuale sarà accusato di omofobia».

Presto, semplicemente affermare che la famiglia naturale per la crescita serena ed equilibrata di un figlio è costituita da un padre e da una madre, diverrà psicoreato.

Il Grande Fratello piddo-grillista presto, molto presto, attiverà la psicopolizia. E «la libertà diverrà solo un ricordo». (cit. da “Psicopolitica” di Byung-Chul Han)


Grande Fratello Soros

Nella Matrix italiana del Grande Fratello Soros, PD e M5S sono i membri del Partito Interno (gli “O’Brien”). Immagine Satirica.


Infine, vogliamo ricordare ancora quando il Grillo sparlante definiva le misure politiche del Tecnocrate Mario Monti (altro Venerabile Maestro legato alle Ur-Lodges planetarie) il Rigor Montis.

Per il Governo del Ribaltone Giallo-Rosso, il comico genovese ha preteso la maggior presenza possibile di tecnici!



CONTRORDINE COMPAGNI! NON DISTURBATE I MANOVRATORI!

I Bufalai e i pennivendoli dei Mainstream Media Mondiali hanno sempre attaccato il tandem giallo-verde, definendolo lebbra sovranista. Ma da quando Giuseppi Conte chiese consigli alla triumvira UE Angela Merkel per arginare Matteo Salvini, il tutto a casa di Soros, al World Economic Forum di Davos, le cose sono cambiate.

Da allora sono cominciate le trattative sotto traccia al fine di arrivare all’esecutivo giallo-rosso, confermate da un neo ministro piddino al Corriere della Sera, per scalzare la Lega, con il placet dei tre triumviri dell’Impero Carolingio – UE, Soros-Macron-Merkel.

A metà luglio 2019, BuzzFeed News, media finanziato da Soros e noto per la propalazione di Bufale per screditare i nemici del Sorosismo (ex plurimis, il Russiagate Trump-Putin) ha diffuso quella che ha il tanfo – anch’essa – di bufala, quella dei presunti finanziamenti alla Lega da parte di Putin (il Cattivone Globale secondo il Totalitarismo Sorosista).


«L’attacco mondialista a Salvini dimostra proprio questo intento, riprendere il flusso dell’immigrazione fuori controllo e continuare a produrre dumping salariale». Tanto, «il presunto argine ‘antisistema’ rappresentato dai 5 Stelle appare sempre più inadeguato, incoerente e ambiguo», visto che lo stesso Di Maio – nel tentativo disperato di tamponare l’emorragia di voti verso la Lega – partecipa volentieri all’ultimo gioco al massacro contro Salvini, invitandolo a rispondere dei presunti finanziamenti russi davanti al Parlamento: «Quando il Parlamento chiama, il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione». Sovranità limitata, in realtà: è Bruxelles, non Roma, a stabilire cosa può fare l’Italia, la cui Costituzione è stata deturpata dall’inserimento suicida del pareggio di bilancio. Se n’è dimenticato, Di Maio? È evidente, scrive Rosanna Spadini su “Come Don Chisciotte”, che il capo politico del Movimento 5 Stelle cita “BuzzFeed” come fonte d’informazione altamente attendibile, «celando di proposito le rivelazioni pregresse sulla macchina di propaganda web del MoV, e sul fatto che Alberto Nardelli interpreterebbe un trend politico decisamente di sinistra, avverso al governo gialloverde». 


Chi è Nardelli, l’autore del presunto scoop (o possibile bufala) sull’ipotetico finanziamento-fantasma, dal Cremlino alla Lega, costretta a pagare circa 50 milioni di euro (quindi in teoria a suicidarsi, cessando di far politica) per presunte irregolarità risalenti alla gestione Bossi? Nardelli, riassume la Spadini, è un giornalista di “BuzzFeed News” piuttosto ossessionato da Matteo Salvini, visti i numerosi articoli scritti quotidianamente su di lui. Già in forza al “Guardian”, voce della sinistra britannica (che però ha abbandonato Julian Assange al suo destino), oggi è a capo di “BuzzFeed”, newsmagazine web multinazionale statunitense. Soprattutto, Nardelli (che opera da Londra) «è l’autore del rumoroso scoop sui presunti finanziamenti di 65 milioni alla Lega, camuffati da traffico di petrolio tra Mosca e Roma, grazie al ‘faccendiere’ Gianluca Savoini». Dal suo profilo Twitter, il giornalista ha rivolto alcune domande a Salvini, «farcite di tali tossine di odio che avrebbero fatto impallidire anche quelle di Roberto Saviano, di Ezio Mauro o di Marco Travaglio». Nardelli incalza Salvini: «Qual è la sua relazione con Savoini? Per quale motivo un uomo che non ricopre alcun ruolo ufficiale nel governo partecipa a viaggi ufficiali a Mosca con il ministro, sedendo nelle riunioni con ministri russi e partecipando a cene con il presidente Putin? In che ruolo fa tutto questo?». (“Italian Russiagate: le Bufale di BuzzFeed, che odia Salvini”, libreidee.org)


Che si tratti probabilmente dell’ennesima bufala spacciata dagli agenti del Sorosismo, lo riprova questo pezzo di un Mainstream Media, Rainews.


Dall’analisi dei due telefoni sequestrati a Gianluca Savoini (uno dei quali acquistato di recente) e dall’esame dei tabulati telefonici non risulterebbero contatti, né via chat né via mail o telefonici, fra il presidente dell’associazione LombardiaRussia e il segretario della Lega Matteo Salvini. È quanto si apprende in ambienti giudiziari. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Savoini-fondi-russi-da-telefoni-no-contatti-salvini-cb58300c-e437-40d3-8aef-6a4dc60370ac.html


Guarda caso, nello stesso periodo si verificava un evento particolare.
Il 16 luglio 2019, il figlio di Grillo, assieme ad altri tre amici della Genova-bene, avrebbe esercitato violenza di gruppo contro una diciannovenne nella villa in Costa Smeralda del comico genovese. Dieci giorni dopo. la denuncia della ragazza. Malgrado ciò nulla si è saputo della vicenda fino al giuramento del Bisconte-Contebis.



Effetto della sordina imposta ai nostri Media dall’Impero Carolingio – UE per non bloccare la trattativa M5S-PD ormai in dirittura d’arrivo?

Al riguardo due tweet:



https://twitter.com/cris_cersei/status/1169883910546657281


CONTRORDINE COMPAGNI, ABBIAMO IL NOSTRO PATTO RIBBENTROP-MOLOTOV!


La crisi di governo e il farsi dell’alleanza giallorossa, santificata ieri con il voto sulla piattaforma Rousseau, si sono svolte negli stessi giorni in cui, ottant’anni fa, Stalin e Hitler siglarono la loro, di alleanza, il cosiddetto Patto Ribbentrop-Molotov. Per fortuna i due casi di alleanza in apparenza innaturale sono molto diversi ma un paio di analogie saltano agli occhi: la facilità con cui i, teoricamente, nemici assoluti sono riusciti ad incontrarsi e la rapidità nel dietro front da parte di militanti e ideologi di riferimento.


L'[…] analogia con il Patto nazi-sovietico è la repentinità con cui militanti e ideologi di riferimento dei due campi hanno ingoiato il “contrordine compagni”. Qui non stiamo parlando però solo degli scrivani organici, molti dei quali peraltro già da tempo sostenitori dell’alleanza (del resto nel maggio 2018 a un passo da compiersi). No, stiamo parlando del partito dei media e degli intellettuali soi disant liberali, di certo competenti. Passando, nel giro di pochi giorni, dalla demonizzazione dei 5Stelle all’esaltazione del Conte diventato da nero, rosso, essi hanno perso quel poco di credibilità residua rimasta loro. (Matteo Gervasoni, “L’alleanza PD-5Stelle? Simile a quella tra Hitler e Stalin”)


contrordine

Alleanza PD-5Stelle. Immagine satirica e rielaborata.



CONTRORDINE COMPAGNI! SIAMO TUTTI CIALTRONI!

Dal Cazzaro di Firenze al Cazzaro Verde, come icasticamente li definiva Marco Travaglio, al Cazzaro Giallo, il passo è davvero breve.

Qui tutte le cialtroniadi di Matteo Renzi nei confronti dei pentastellati.


Renzi su Giuseppe Conte e M5S

Seguici su Parlamentono (y)Video integrale di Republica: https://www.youtube.com/watch?v=24o_86N-i5k

Pubblicato da Parlamentono su Sabato 31 agosto 2019

Proprio su impulso di Beppe Renzi è nato il deforme Bisconte.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Se vai con colui che hai definito cialtrone per anni, sei tu stesso un cialtrone.

La Batracomiomachia tra Grillo e Renzi si è risolta, al fine, in un abbraccio tra simili.

Ergo, il Contebis è afflitto da Cialtronismo.



CONTRORDINE COMPAGNI! SIAMO TUTTI PIDIOTI!

Il termine PiDioti venne coniato proprio da Beppe Grillo.

Gianroberto Casaleggio si rivolterà nella tomba per il blitz del Grillo, che ha esautorato Luigi Di Maio al fine di imporre il ribaltone e il varo del “Giuseppi Bisconte”.

«Era un momento differente»…



Pidioti e Grillioti in un abbraccio che risulterà esiziale per Italia e Italiani.

È emblematico che il PD, il Partito che perde sempre le elezioni, si ritrova sempre al governo dal 2011, a parte l’interludio del governo giallo-verde.

I risultati sono sotto gli occhi tutti, esso è ormai il Partito delle Diseguaglianze (l’indice di Gini è schizzato verso l’alto in questi anni), il Partito del Disagio sociale (70.000 posti letto e 175 ospedali chiusi, soprattutto nel regioni “rosse”, quasi 650.000 morti in Italia nel 2015 e 2017, il dato più alto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale), il Partito della moneta come Debito.

E ora i “puri”, i soi-disant “onesti” che fingevano di stigmatizzare quello che definivano il “Partito di Bibbiano”, ci vanno a nozze insieme?

Il nuovo motto qual è, cari Di Maio e Grillo, «Siamo tutti il Partito di Bibbiano?»




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Diavolo Soros. Conte, l’Avvocato di Soros. Quarta Parte. http://www.isoladiavalon.eu/diavolo-soros-conte-avvocato-di-soros/ http://www.isoladiavalon.eu/diavolo-soros-conte-avvocato-di-soros/#comments Sun, 01 Sep 2019 15:36:22 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=12367 IL DIAVOLO SOROS. CONTE, L’AVVOCATO DI SOROS. QUARTA PARTE. Il Diavolo Soros.  Useremo questa locuzione per riecheggiare satiricamente Gad Lerner, “Se Soros diventa il diavolo”. Giuseppe Conte, l’Avvocato di Soros. La crisi del governo gialloverde, innescata dalla decisione “sciagurata” di Matteo Salvini di sfiduciare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si è indirizzata verso una soluzione

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IL DIAVOLO SOROS.
CONTE, L’AVVOCATO DI SOROS.

QUARTA PARTE.


Il Diavolo Soros.  Useremo questa locuzione per riecheggiare satiricamente Gad Lerner, “Se Soros diventa il diavolo”. Giuseppe Conte, l’Avvocato di Soros.


La crisi del governo gialloverde, innescata dalla decisione “sciagurata” di Matteo Salvini di sfiduciare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si è indirizzata verso una soluzione (apparentemente) inaspettata: un accordo M5S e PD con Premier (ancora) Conte.

Il Conte-bis. o, come impongono i piddisti, il Conte 2.0.



IL CONTE 2.0

E’ ovvio che un governo che nascerebbe solo per salvare le cadreghe (Conte, Di Maio & Co.), evitare le elezioni (Renzi & Co.), ed impedire a Salvini di andare al voto anticipato per lucrare la tumultuosa crescita elettorale (Soros, Macron, Merkel, UE, FMI, BCE, CGIL, Travaglio & Co.), risulti maieuticamente più un feto deforme tenuto in vita artificialmente, che un progetto sano e valido.

Tanto che la dizione più diffusa, più che governo giallo-rosso, è quella di governo giallo-rissa.

In prima battuta, nel segno della discontinuità, Zingaretti avrebbe preteso un nuovo Presidente del Consiglio, ma i Grillini, su pressione di Beppe Grillo – che afferma di interloquire direttamente con Dio e Bergoglioapprova – e dietro esplicita richiesta di Conte, hanno puntato i piedi. Poi è cominciata la vera discussione, non sui programmi – che sembrano essere ininfluenti per coloro i quali dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno (facendosi aprire a loro volta e convertire al cadreghismo) – ma sulle poltrone, appunto.



Di Maio cerca di portarsi a casa la conferma a vice-premier e la poltrona da Ministro degli Interni ma, soprattutto per la seconda, è difficile che possa spuntarla. E’ probabile che tutti gli “uomini del Presidente” (quelli voluti da Mattarella) Tria, Moavero, Trenta, verranno confermati.

Sembra che il presidente della Repubblica Mattarella abbia ricordato allo scalpitatante Conte che, ai sensi della Carta Costituzionale, il presidente del Consiglio “dirige la politica generale e ne è il responsabile, mantiene l’unità di indirizzo politico e amministrativo, promuove e coordina l’attività dei Ministri”.

In brevis, la responsabilità delle decisioni prese collegialmente dal Consiglio dei Ministri sarà soltanto sua, in caso che la “Salsa Aurora giallo-rosa” approdi in porto e sempreché non inacidisca in fretta, essendo posta sopra tranci di tonno marcescenti.

Conte non potrà più glissare addossando la responsabilità delle decisioni prese alla gestione politica dei due ex Dioscuri, Salvini e Di Maio.



IL TRASTORMISMO DEI GRILLINI E DEL “BISCONTE DIMEZZATO”

Ne abbiamo già parlato in “Grillini voltagabbana e il Capitano Autoaffondato”, ma è utile spendere qualche parola sul Trasformismo.

«Se qualcheduno vuole entrare nelle nostre file, se vuole accettare il mio modesto programma, se vuole trasformarsi e diventare progressista, come posso io respingerlo?» (Agostino Depretis, discorso tenuto a Stradella, 8 ottobre 1882).


Nella storia della politica italiana il trasformismo emerse dopo il 1880 nel Regno d’Italia, come prassi comune ai gruppi parlamentari, di Destra e Sinistra, di variare le maggioranze in base a convergenze d’intenti su problemi circoscritti anziché su programmi politici a lungo termine. […]


Nella politica moderna, il termine trasformismo ha acquistato una connotazione prettamente negativa. Viene infatti attribuito: a) ad azioni chiaramente dettate dallo scopo di mantenere il potere o di rafforzare il proprio schieramento politico; b) alla consuetudine di evitare il confronto parlamentare e ricorrere a compromessi, clientelismi e sotterfugi politici, senza tenere conto dell’apparente incoerenza ideologica di certi connubi o consociazioni. Conseguenze negative in tal senso sono: lo scadimento del dibattito politico (viene a mancare una vera alternanza al potere), l’allontanamento del sistema politico dall’interesse collettivo verso il sistema paese (poiché il sistema politico obbedisce a logiche interne di proprio interesse, con spregio della responsabilità verso gli elettori) e, in ultimo ma non per ultimo, la dimostrazione di scarsa moralità da parte dei parlamentari agli occhi dei cittadini elettori. (Wikipedia, voce Trasformismo)


Il movimento 5 Stelle, nato per opporsi allo scadimento morale dei partiti della Seconda Repubblica, con la continua presenza di decine se non centinaia di Parlamentari pronti a cambiare schieramento, invece di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, è divenuto esso stesso il tonno pescato dal PD, il Partito delle Diseguaglianze  e dell’Immigrazionismo che perde sempre le elezioni ma finisce sempre al Governo.

Un partito che rovesciasse completamente non solo le alleanze, ma addirittura l’intero programma sociale e politico, non si è mai visto neanche in Italia. Anzi, i programmi sembrano non contare assolutamente niente al di là di qualche feticcio come i 10 punti di Di Maio (poi divenuti 20) e i 5 di Zingaretti, giusto per salvare la faccia.

Ciò che sembra contare per i Grillini è solo il mantenimento del potere.

“Il Potere non è un mezzo, è un fine. […] Il fine del potere è il Potere” (O’Brien a Winston Smith in 1984)



E SUL BISCONTE…

Riportiamo le parole di Giorgio Cremaschi ex presidente della FIOM, molto più lucido del suo ex collega Landini sul biscontismo trasformista:


Siamo di fronte a piccoli personaggi frutto della selezione a rovescio della classe politica, prodotta dalla caduta delle alternative vere, non ci sono più destra e sinistra. […] Il risultato sono leader che si gonfiano e si sgonfiano velocemente ed il cui principio guida è quello sarcasticamente sintetizzato da una battuta di Groucho Marx: questi sono i miei principi, non vanno bene? Ne ho degli altri.

Il governo Bisconte nasce con un presidente del consiglio che aveva definito il governo gialloverde la rappresentanza politica della voglia di cambiamento degli italiani e che ora guida una maggioranza politica opposta. […] Delle giravolte di Di Maio per ragioni di spazio ricordiamo solo l’ultima: mai col partito di Bibbiano. Zingaretti a sua volta ha dovuto rovesciare la posizione che aveva concordato con Salvini: elezioni subito. Non solo ha dovuto smentire questa sua irrinunciabile scelta, ma anche quella successiva: no al Conte bis. E lo ha dovuto fare perché Renzi, che nel passato aveva minacciato la scissione se Il PD si fosse alleato con il M5S, ora la minacciava se non avessero governato assieme. […]


E i programmi? La sola cosa chiara è che i Cinquestelle hanno votato il Decreto Sicurezza bis con la Lega, che a sua volta con il PD ha votato il TAV e condivide l’autonomia differenziata. Alla fine i tre partiti che litigano sul governo hanno il 99% dei programmi in comune.


Questo governo nasce con la benedizione di Trump e Ursula von der Leyen, della Confindustria che vuole soldi, di Grillo che vuole i tecnici e di Landini che chiede il ritorno al consociativismo sindacale. E i mercati festeggiano e comandano. Tutto ciò garantisce un governo di pura continuità con tutti i governi passati, compreso l’ultimo. E la soddisfazione, che in molti abbiamo provato, per la pessima figura di Salvini politicamente non vuol dire nulla. Anzi va tenuta nello stesso conto di quella di un tifoso che gioisca per la sconfitta di una squadra antipatica, mentre la propria va in serie B.

Non c’è nulla di consolatorio nel governo BisConte, che anzi annuncia un nuovo degrado della politica italiana: il biscontismo ultima versione del trasformismo. Di un trasformismo che annuncia la fine del conflitto tra destra e sinistra, perché in realtà tutto il confronto politico ufficiale avviene tra diverse versioni della destra. [Il grassetto è nestro, nota di Seyan]


Ciò che è difficile ma indispensabile oggi, è costruire una alternativa e una rottura con tutto questo, sul piano sociale, economico, politico e anche culturale. Questo il compito di chi non si rassegna che, agli anni della disastrosa alternanza tra Prodi e Berlusconi, seguano quelli in peggio tra Conte e Salvini. Dobbiamo fermare il degrado risalendo alle, e affrontando le, sue cause. (Giorgio Cremaschi, “No al biscontismo ultima variante del trasformismo”)

Conte ha affermato che il suo sarà il Governo della ripresa del dialogo con la UE, provocando l’esultanza dell’intera UE e in particolare del suo Richelieu, George Soros. Da Avvocato del Popolo Italiano ad Avvocato della UE di Soros, il cambio di casacca è stato davvero breve e repentino.



LA FIGURA DI CONTE

Non possiamo non rimarcare che Giuseppe Conte, fino all’inconsula crisi del Ferragosto 2019, ha gestito come meglio non sarebbe stato possibile la figura istituzionale del Presidente del Consiglio, tenuta a mente la sua condizione di Vis-Conte dimezzato, con i pieni poteri attribuiti ai due Dioscuri Salvini e Di Maio.

Elegante, pochettato, sobrio, Conte ha mostrato uno stile diplomaticamente garbato che ha sempre provveduto al meglio ad arrotondare le asperità prodotte dei due ruvidissimi e non incliti vicepremier.

Risulta, però, del tutto inopinato che egli abbia fatto di tutto per rimanere in carica pur sapendo che ora dovrà assumersi la responsabilità di indirizzo politico di un esecutivo il cui programma è esattamente all’opposto rispetto al Contratto di Governo M5S-Lega stipulato nel 2018.

In nuce, i suoi intenti sono i medesimi della Penelope di Ulisse: disfare la trama di quanto tessuto negli ultimi 14 mesi.

Gli stessi leccons che prima lo criticavano aspramente nei media, oggi intingono la penna nella bava per illustrarne alti meriti e capacità. Uno dei pochi a sottrarsi all’elogio del biscontismo è il ricco radical chic Roberto Saviano.




CONTE 2.0. QUANTA CREDIBILITÀ?

Citiamo un articolo pregnante di Marco Gervasoni”, “Conte-bis sarebbe una barzelletta”:


Provate a immaginare se nel 1990 Meggie Thatcher, messa in minoranza dal suo partito, i Conservatori, invece di dimettersi, avesse cercato di varare un Thatcher bis con l’appoggio dei Liberali o dei Laburisti. O, per stare all’attualità, se Merkel, di fronte alle bizze dei socialdemocratici, decidesse di sostituirli con i Verdi, senza passare dal voto. Nel primo caso gli inglesi avrebbero circondato Westminster con forconi e torce, nel secondo i tedeschi protesterebbero duramente, anche se alla loro maniera. Nelle vere democrazie sono casi da barzelletta o da romanzo distopico. Nelle democrazie incompiute, come la nostra, invece sta accadendo. Lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha presieduto una maggioranza ora frantumata, si appresta a esercitare il medesimo ruolo, solo sostituendo un pezzo di quella con l’opposizione. Ribaltone o operazione da palazzo sono solo gentili eufemismi. Si tratta, per utilizzare un termine politologico, di una gigantesca porcata. Non a caso negli annali del parlamentarismo italiano, che pure in fatto di intrugli possiede una lunga e ricca storia, mai a questo livello si era giunti.


Alcuni laudatores del costituendo governo stanno cercando precedenti nella storia. Ma, non essendocene, sono costretti a falsificarla.


E’ vero. Non è mai successo che il partito di maggioranza cambiasse del tutto colore politico alla sua azione di governo, pur di rimanere attaccato alla poltrona. Ripetiamo, in passato tanti parlamentari hanno fatto il salto della quaglia da un gruppo parlamentare all’altro che era al governo, ma che un partito tradisse completamente il mandato ricevuto dai suoi elettori non è mai avvenuto.

Alcuni palafrenieri del governo giallo-rissa o giallo-fucsia cercano di spacciare come precedente il Governo Andreotti III, ma, conclude Gervasoni,


[esso] fu rafforzato dal voto favorevole di tutti i partiti (tranne Msi, liberali e radicali), in particolare di quello del Pci di Berlinguer. Quindi non vi fu sostituzione della maggioranza con l’opposizione, ma un suo allargamento: in ogni caso il Pci non entrò al governo e  l’Andreotti III rimase un monocolore Dc.


Per quanto Andreotti fosse uno spregiudicato tessitore di trame di palazzo, questa pensata di Conte e dei 5 Stelle (ma solo loro?) richiede un pelo sullo stomaco di cui persino Belzebù era privo. Pelo che invece possiede Giuseppe Conte. Il quale, se l’operazione andrà in porto, passerà alla storia come il primo presidente del Consiglio ad aver guidato, senza passare dal voto e senza soluzione di continuità, anzi in poco più di quindici giorni, due governi composti da maggioranze non solo diverse, ma opposte tra loro.


Un guinness dei primati non solo italiano; un caso del genere non si è mai avuto in nessuna democrazia europea […], Sì perché, la porcata in corso (su cui il presidente della Repubblica dovrebbe avere qualcosa da ridire) è resa possibile da mille fattori; ma soprattutto dalla decomposizione, ormai giunta allo stato di necrosi, del sistema parlamentare italiano. Come successo altre volte nella storia, anche nazionale, l’apoteosi del parlamentarismo rischia di portare non solo alla sua fine: ma anche a quella del parlamento tout court.


Inaccettabile l’ennesimo governo che ha a bordo gli «spocchiosi Piddini», che perdono sempre le elezioni ma riescono sempre riacciuffare le poltrone governative. Turiferari e corifei del Capitalismo Totalitario di George Soros.


 



DIETRO LA CADUTA DEL “CAPITANO” IL NUOVO ORDINE MONDIALE DI GEORGE SOROS

Immagino che ora presunti debunkeristi si alzeranno dalle loro puteolenti latrine agitando un sozzo rotolo di carta igienica e ululando, GOMBLODDO, GOMBLODDOOOHHH!

Invece essi vengono smentiti da uno dei giornalisti di punta di Repubblica, Massimo Giannini, che parla espressamente di “Nuovo Ordine Mondiale”, subito fulminato dalle occhiatacce di Telese e Parenzo che hanno l’espressione di “Min…, queste cose vanno tenute nascoste alle plebi!“.



Giannini, pentitosi, cerca di ridimensionare l’enorme impatto concettuale del termine, ma ormai “Nuovo Ordine Mondiale” è stato sdoganato proprio dai Mainstream Media.

Partiamo con ordine.

Abbiamo ampiamente dimostrato che il Capitalismo Totalitario ha sconfitto e sostituito del tutto le altre fedi neognostiche, il Nazifascismo e il Comunismo.

Abbiamo ampiamente dimostrato che il Gran Maestro della Cabala Massonica Mondiale Contro-iniziatica, George Soros, è il Conducator del Capitalismo Totalitario.

Nei suoi studi il filosofo neocomunitarista Costanzo Preve ha sviluppato, arricchendola di prove, la teoria che l’attuale Capitalismo in fase terminale lavori per la distruzione-liquidazione degli Stati Nazionali, poiché essi rappresentano l’unico baluardo per la tutela dei diritti sociali dell’individuo: lavoro, salute, tutela, sicurezza.

La globalizzazione, quel cancro internazionalista tanto apprezzato dai deleuziani come Toni Negri e dai derridiani nichilisti radical chic à la Eco ha un unico fine: permettere ai cabalisti, che già posseggono la gran parte ricchezze mondiali, di impossessarsi della residua parte e ciò può essere ottenuto solo liquidando definitivamente gli Stati-Nazione e i confini nazionali.

George Soros è lo psicopatico degli psicopatici che, per imporre la Società Aperta mondiale dominata solo dalle demoniache leggi del Mercato, non ha esitato ad organizzare, grazie a sinergie con CIA, NSA, NATO, Dipartimento di Stato USA, sanguinosi golpe, rivoluzioni colorate, primavere arabe, primavera vaticana, Rivolta di Piazza Tienanmen, rivolta degli Ombrelli di Honk Kong, Euromaidan, speculazioni colossali ai danni delle monete nazionali, tentativo di liquidazione dello Stato Siriano mediante l’Isis – una creatura del Deep State USA -, Armi di Migrazione di Massa per destabilizzare gli Stati Occidentali, dagli USA alla UE.

Posso continuare all’infinito, ma un dato è assodato: George Soros non si comporta come un ricco “filantropo” ma agisce come il Presidente Ombra dell’Ordine Mondiale Globalista e come Führer del neo Impero Carolingio conosciuto come UE.


Conte

Il neo Impero Carolingio – UE, dominato dal Führer George Soros. Immagine satirica.


Soros può contare sulla collaborazione del Deep State USA, di tutti i politici della Ur-Sinistra Globalista come Blair, Clinton, Hollande, et similia, dell’ONU, FMI, Banca Mondiale, BCE, NATO, e di tutti i mainstream media mondiali con il relativo codazzo di pennivendoli.

Senza contare l’appoggio di un’enorme massa monetaria. Tutti i Satrapi globali sono con lui, i Rothschild, i Rockefeller, i Koch, Bezos, Gates, Buffett, Gore, per non parlare delle Corporazioni globali come Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Black Rock, Apple, Microsoft, Google, Facebook, etc. etc.

Parliamo di una massa monetaria di decine e decine di migliaia di miliardi di dollari, tra capitalizzazioni di borsa, attività finanziarie, titoli di debito pubblico, fondi di investimento, liquidità, obbligazioni, fondi neri, oro…

Quando si parla dei Mercati che decidono della vita delle Nazioni, si parla di George Soros.

Parafrasando George Orwell, il denaro non è un mezzo, è un fine, e il fine del denaro è produrre altro denaro. Ma il denaro, il Liberalismo e il Capitalismo Totalitario porteranno presto l’attuale civiltà umana all’estinzione.

Nessuno che abbia letto una rivista d’affari negli ultimi anni può ignorare che in questi giorni ci sono davvero investitori che non solo spostano denaro in previsione di una crisi monetaria, ma effettivamente fanno del loro meglio per innescare tale crisi per divertimento e profitto. Questi nuovi attori sulla scena non hanno ancora un nome standard; il termine che propongo è ‘Soroi‘. (Paul Krugman, Premio Nobel per l’Economia 2008)

Il fine dell’accumulazione capitalistica è l’accumulazione di altro denaro. Gli antinomici Soroi sanno perfettamente che le loro speculazioni portano e porteranno a morte miliardi di donne e bambini. Ma questo fatto li eccita ancor di più.



NON E’ UN GOLPE, MA…

poco di manca.

Come chiosa rettamente Nicola Porro citando uno dei Padri Nobili della Costituzione Italiana, Costantino Mortati:


Sembra più consono all’indole di governo parlamentare considerare la presunzione di concordanza fra corpo elettorale e parlamentare (presunzione che sta alla base della podestà di quest’ultimo di determinare l’indirizzo politico generale dello stato, vincolante gli altri organi) non assoluta, ma relativa, subordinata cioè alla possibilità di un accertamento in ogni momento della sua reale fondatezza. E poiché ciò è ottenibile attraverso la consultazione del corpo elettorale, da effettuare con lo scioglimento anticipato delle camere o con il referendum, occorre affidare ad un organo indipendente dal parlamento un compito siffatto, diretto alla constatazione di eventuali disarmonie fra corpo elettorale e parlamento. Tale organo dovrebbe essere appunto il Capo dello Stato, ed a lui pertanto rimane affidata quella parte della funzione del governo consistente in una suprema sopraintendenza dell’attività degli altri organi costituzionali, non allo scopo di indirizzarla in un senso o nell’altro intervenendovi attivamente, bensì solo per compiere presso gli organi stessi un’opera di segnalazione delle eventuali gravi disarmonie che potessero rilevarsi rispetto al sentimento o alle esigenze espresse dal popolo, o per effettuare un appello al popolo stesso, attraverso l’impiego dell’istituto dello scioglimento anticipato, quando vi siano elementi tali da renderlo necessario o anche solo opportuno”. Costantino Mortati (Istituzioni di Diritto Pubblico, Cedam 1958, Pagg. 369+370)


Invece, nel caso de quo, il presidente della repubblica ha accettato una soluzione del tutto assemblearista, che rappresenta, de facto, una vera e propria decostruzione della democrazia rappresentativa, che ha come sbocco finale la postdemocrazia postulata da Colin Crouch.

D’altro canto Mattarella non è costituzionalmente tenuto a rispettare il sentiment del Popolo italiano che è contrario, in maggioranza, al papocchio giallorosso, neanche è tenuto formalmente ad interessarsi del fatto che verrà introdotta presto una patrimoniale che colpirà ulteriormente il già impoverito ceto medio italiano, per la gioia del Capitalismo Totalitario dei Soroi e soprattutto del FMI, che reclama una feroce tassazione della prima casa degli Italiani, se non addirittura quella che rappresenterebbe una vera e propria requisizione di massa: l’ipoteca forzosa su tutti gli immobili degli Italiani (a parte, ovviamente, quelli di Bergoglio l’Antipapa).

Ovviamente, Mattarella sa perfettamente che se si votasse oggi, la Destra avrebbe la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Ma i Mercati hanno posto il veto ad ogni possibilità di nuove elezioni generali se queste possono dare i “pieni poteri” richiesti da Matteo Salvini e bloccare per sempre l’Armata della Migrazione di Massa di George Soros.



D’oggi in poi, dalla Patrimoniale ai danni del ceto medio fino alla riproposizione dell’Italia come Campo Profughi UE, la responsabilità politica non può che ricadere sul presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte. Correttamente. il Capo dello Stato lo ha rimarcato, prima del conferimento dell’incarico.

Lo ripetiamo, l’esultanza di Soros, Macron, Merkel, von der Leyen, Bergoglio, Mercati, banksters, pennivendoli di regime, riecheggia cupamente l’esultanza per la nomina di Mario Monti, il primo Terminator d’Italia, che l’unico Ministro Italiano dell’Economia non nominato dalle organizzazioni internazionali antistatuali negli ultimi vent’anni, Giulio Tremonti accusava pubblicamente di tradimento:


«Più che scandaloso, il paragone tra Mario Monti e Alcide De Gasperi è penoso. Monti è solo il temporaneo Gauleiter (dell’Italia. Come un podestà straniero». Giulio Tremonti non riesce a metabolizzare la sorpresa per il Professore che nella conferenza stampa di fine anno si è paragonato al grande statista. «Nelle mie prime uscite da presidente del Consiglio» ha azzardato Monti «mi sono trovato in una situazione che mi ha fatto venire in mente le prime parole di De Gasperi alla conferenza di pace di Parigi il 10 agosto 1946: “Prendendo la parola in questo consesso mondiale, sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me”». In realtà, per l’ex ministro dell’Economia leader del movimento 3L (Lista lavoro e libertà) alleato della Lega, Monti ha fatto gli interessi di Berlino più che di Roma, e scherzosamente gli ricorda il protagonista di Cognome e nome: Lacombe Lucien, film di Louis Malle del 1974 in cui «il contadino collaborazionista Lucien Lacombe va in giro.


Da Conte 2.0 a Terminator 2.0 il passo è breve.


Conte 2.0

Conte 2.0. Immagine satirica.



LA PATRIMONIALE, TOMBA DEL CETO MEDIO

IL FMI, così come la UE e la CGIL, chiedono a gran voce al Bisconte di introdurre una dura patrimoniale che colpisca soprattutto le prime case degli Italiani, come se la casa fosse un patrimonio e non un diritto sociale sancito dalla Costituzione.

Lo ripetiamo: George Soros odia la Costituzione Nazionali impostate sui Diritti  Sociali e sull’Antifascismo come la nostra; egli cercò di cassarla con la “schiforma” Costituzionale del 2016 senza però riuscirci. Già nel 2013 JPMorgan Chase, appartenente all’oggi defunto Gran Maestro della Cabala Mondiale, David Rockefeller, chiedeva il superamento della Costituzioni Antifasciste.

Come chiosa rettamente Aldo Cazzullo, siffatta Patrimoniale la pagherebbe solo il ceto medio:

La patrimoniale sarebbe oggi un’ingiustizia, perché graverebbe tutta sul ceto medio, già impoverito e demoralizzato dalla crisi. I grandi patrimoni già ora non pagano le tasse in Italia, ma – quando va bene – in Paesi dove il fisco è meno esoso oppure proprio non esiste: se persino un tennista di belle speranze ha già la residenza a Montecarlo, si figuri i veri ricchi. Questa è infatti la grande assurdità del nostro tempo: i veri ricchi pagano molto meno tasse dei salariati. Lo denunciava persino Warren Buffett, uno degli uomini più facoltosi del mondo, quando disse che in proporzione contribuiva di più al bilancio dello Stato la sua segretaria. In Italia lavoratori dipendenti e pensionati pagano l’80% dell’Irpef. Mentre artigiani, commercianti, piccoli imprenditori si trascinano dietro la zavorra di una burocrazia che alimenta se stessa e dissemina la strada di ostacoli.
Per intraprendere in Italia oggi occorre essere eroi. Anche perché – altra assurdità – più lavoro crei, più tasse paghi; meno lavoro crei, più soldi incassi, e meno contribuisci al bene comune. Non sono storture che un governo nazionale possa raddrizzare, se non in parte. Ma già a livello europeo si può fare molto: ad esempio evitare che nascano paradisi fiscali a un’ora di aereo. Altro che patrimoniale. Il nuovo governo, se davvero nascerà, farebbe bene a escluderla subito; se non vuole dare nuove armi all’opposizione, già fortissima in particolare al Nord. (corriere.it)

Questo del 2019 non è – formalmente – un golpe, come non lo furono l’investimento semi-imperiale del Gauleiter Monti nel 2011 e Mani Pulite del 1991-1993. Non lo furono formalmente, ma sostanzialmente sono GOLPE.

Edward Luttwak definisce il Bisconte il Governo di Mattarella, facendo riferimento all’endersement del sempre erratico Trump nei confronti di Giuseppi.

L’endorsement di Trump a Conte non è stato casuale. E’ il frutto di uno scambio diplomatico fra Trump e il presidente francese Emmanuel Macron.

Tale esternazione ha favorito la formazione di quello che il noto politilogo Edward Luttwak, in una intervista resa al “Quotidiano Nazionale” definisce il Governo di Mattarella. «Al vertice G7 di Biarritz, la settimana scorsa, Macron si è comportato come un alleato a dispetto dei critici di Trump».

Pertanto la presenza del Ministro degli Esteri Iraniano Zarif era stata concordata. Aggiunge Luttwak, «Macron aveva anche un altro obiettivo: fare un favore ai tedeschi, da sempre contrari alle sanzioni all’Iran per motivi commerciali”. E perché questo aiuto ai tedeschi? «Per il semplice motivo che i tedeschi sono quelli che hanno i soldi e non vogliono spenderli, creando un vuoto economico che rallenta l’intera Europa».

Il vertice a due tra Macron e Trump ha prodotto, quindi, l’appoggio USA al Bisconti di Giuseppi.



Ora, se tutti i servi, maggiordomi, palafrenieri, sottopancia, del Capitalismo Totalitario (da FMI a UE) esultano per l’incarico conferito ad “Alexis” Conte (chiaro riferimento all’Efialte greco, Tsipras, che ha svenduto il popolo greco alla Trojka), gli Italiani del ceto medio devono temere una endlosung, una liquidazione di massa ancora più feroce di quella imposta al Popolo Greco.

Ecco quanto afferma il Presidente uscente della Commissione Europea, il burattino sorosista Juncker, alla stampa.




L’ASSE RENZI-GRILLO

Noi non abbiamo nutrito alcuna fiducia nel voltagabbana Grillo – capace di tradire anche se stesso – che nel 2009 si candidò alla segreteria del PD. Piero Fassino gli disse a brutto muso, si faccia il suo partito. Se l’è fatto, una copia ingiallita del PD.

Grillo affermò al Time nel 2013, Se noi falliamo andiamo verso la violenza nelle strade perché metà della popolazione non ce la fa più”. Quindi solo un mezzo della Cabala Mondiale dei Soroi per incanalare la rabbia del popolo verso soluzioni gradite all’estblishment economico-finanziario.

Questo articolo di libreidee svela come Gianroberto Casaleggio fosse un fratello massone di alto grado:

Cari amici 5 Stelle, prendete nota: il vostro amato fondatore e ideologo, Gianroberto Casaleggio, era massone. Chi lo afferma? Gioele Magaldi, naturalmente, cioè il “grembiulino” che più di ogni altro, in Italia, ha svelato l’identità liberomuratoria di moltissimi potenti, da Ciampi a Napolitano, da D’Alema a Draghi. Proprio sicuro, Magaldi, che Casaleggio senior avesse frequentato qualche loggia? «Lo immaginavo, ma non ne ero certo. Ora invece ho acquisito la documentazione che lo comprova», afferma l’autore del saggio “Massoni”, in diretta web-streaming su YouTube con Fabio Frabetti di “Border Nights”. […]

Matteo Salvini non è di sicuro uno statista. Però quando ha iniziato la crisi aveva la certezza che né Di Maio, né Zingaretti avrebbero cercato motu proprio un accordo, ora concretizzatosi, obtorto collo, nel biscotto del Bisconte grillisto-renzista.

Ad essere stati cotti come biscotti sono stati sia Di Maio che Zingaretti.

Di Maio viene accusato dal “comico” genovese, che pure l’ha imposto alla guida dei pentastellati, di essere afflitto da cadreghite. Dopo Salvini è lui la prossima vittima sacrificale del Bisconte.



Il trappolone è stato ordito e confezionato da quello che Massimo Giannini definisce il Nuovo Ordine Mondiale (rectius, la Cabala Mondiale dei Soroi e dei Koch) nei confronti del pericoloso sovranista Matteo Salvini.


Il capo leghista non è certo uno sprovveduto: aveva fatto le sue verifiche, sia tra i M5S di cui si fidava, sia con i vertici del Pd.


Un fatto è ormai noto. Sia lui che l’interlocutore hanno raccontato ai rispettivi collaboratori della telefonata di intesa con Zingaretti, mai smentita. Ma la rivisitazione documentale dei giorni della crisi conferma che anche Di Maio e i suoi avevano deciso di raccogliere la sfida del voto. Alla fine di quella lunga e drammatica giornata dell’8 agosto si riuniscono i vertici governativi del Movimento.


Alla fine, è notte fonda, uno di loro invia un messaggio a altri esponenti del M5S che aspettavano di conoscere l’esito della riunione. Ecco il testo: «Si va al voto. Conte magari avrà un ruolo importante nella campagna elettorale e vediamo tra Conte e Salvini cosa si sceglie». (Open)


Il 10 agosto, Beppe Grillo, smentendo base pentastellata, Di Maio e Casaleggio – poiché lui è l’illuminato – prepara il ribaltone:


COL CAVOLO CHE GLI DIAMO LE ELEZIONI SUBITO: «Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni, salviamo il paese dal restyling in grigioverde dell’establishment, che lo sta avvolgendo! Come un serpente che cambia la pelle». […]


Tutti in un minuto, leggendo il blog, capiscono che Grillo indica il trapezio del salto mortale, l’alleanza sempre rifiutata con quello che solo 23 giorni prima Luigi Di Maio ha chiamato “il partito di Bibbiano“. (Open)


Guarda caso, dopo pochissimo tempo, Matteo Renzi, l’arcinemico di Grillo, sposa la linea politica del messia genovese in contatto con la divinità (probabilmente la stessa di Soros) e ribalta Zingaretti.


Renzi comincia a rispondere alle domande di Maria Teresa Meli nell’intervista che la mattina dopo uscirà sul Corriere della sera provocando la reazione a catena che capovolgerà la posizione del Pd. Per Renzi teorizzare il governo col M5s è come per un vegetariano aprire un McDonald, commenteranno in molti.


Eppure un’altra spregiudicata uscita di Renzi andrà in parallelo con un’altra decisiva svolta di Grillo. Il 22 agosto un giornale pubblica un articolo esclusivo con questo titolo: RENZI DICE SÌ A CONTE: «IO FARÒ LO SMINATORE». Qui il salto mortale è doppio, perché il giornale è il Fatto Quotidiano e l’articolo è Marco Lillo, autore dell’inchiesta su Consip e Renzi padre. Eppure il “senatore di Firenze” certo non smentisce. E 24 ore dopo è Grillo a utilizzare ancora il blog per innalzare Conte tra gli “elevati” e imporlo di fatto come candidato unico del Movimento…


Adesso Grillo, rivelando quali forze lo agitino, chiede addirittura un governo di tecnici, quando per anni ha tuonato contro quello che definiva il Rigor Montis.

Dobbiamo – ahinoi – condividere totalmente il pensiero di Mario Monti in tempi non sospetti, il 2017.


Renzi? Penso che lui si offenderebbe a essere ritenuto di sinistra. Siamo noi che, parlando ogni giorno di lui, gli conferiamo una importanza che oggi non ha più. Perché invece non parliamo dell’attuale presidente del Consiglio?”. Sono le parole del senatore Mario Monti, ospite di Otto e Mezzo (La7). L’ex presidente del Consiglio si esprime su diversi temi, come le elezioni anticipate: “Non vedo una sola ragione valida e pubblicamente dichiarabile per andare prima alle urne. Il mancato accordo sulla legge elettorale? Credo che ognuno sia bravo a presentarsi come parte lesa, ma abbia l’intima soddisfazione di aver fregato gli altri. Personalmente ho sempre ritenuto Beppe Grillo poco affidabile. Ma voi credete che a uno solo di questi partiti (Pd, M5s, Lega, Forza Italia, ndr) interessi davvero la governabilità del Paese?”. (ilfattoquotidiano.it)


Probabilmente Monti non ha torto sulla totale inaffidabilità di un individuo, Beppe Grillo, che cambia opinioni come un altro uomo cambierebbe i calzini e che sembra addirittura accreditare e avvalorare la folle teoria della Terra Piatta.



GIUSEPPE CONTE IN QUOTA RENZI?

Giuseppe Conte viene assegnato in quota M5S. Ma secondo noi andrebbe assegnato in quota Renzi.

Lo stesso Conte afferma che definirlo grillino è «formula assolutamente inadeguata».

Colui che 14 mesi fa concionava che quella da Premier gialloverde sarebbe stata la sua unica esperienza di Governo, «poiché non sono uomo da tutte le stagioni», ha orbitato a lungo attorno al Sole renzista, allora splendente, e al Giglio Magico fiorentino.


Tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 Guido Alpa, avvocato e prestigioso giurista genovese, presidente per tanti anni del Consiglio nazionale forense, un elenco infinito di incarichi nel board di importanti società, è assai incuriosito dall’ascesa di un giovane politico fiorentino che ha appena vinto le primarie del Partito democratico, diventandone segretario, e che ormai punta chiaramente a Palazzo Chigi, imbracciando la narrativa della «rottamazione» spesso anche nei confronti del governo in carica presieduto da un altro democratico, Enrico Letta.


In quel periodo, e già da alcuni anni, Alpa è il dominus di un avvocato di cinquant’anni di origini pugliesi, Giuseppe Conte, […]


Conte in quegli anni si è trovato in un contatto diretto, assiduo, col mondo renziano. E la via maestra è rappresentata da una delle figure chiave nel renzismo, Maria Elena Boschi, anche lei avvocato, di una generazione più giovane di Conte, la stessa di Alfonso Bonafede (che sarà ministro della Giustizia del governo M5S-Lega), pure lui avvocato a Firenze.


La futura ministra delle Riforme, che sarà uno dei bersagli preferiti di una campagna d’odio violentissima della propaganda pro-M5S, è stata assieme a Conte e al futuro vicecapo di gabinetto del ministro Bonafede, Leonardo Pucci, in una commissione d’esame nella scuola delle professioni legali a Firenze. […]


Alpa si presenta dinanzi al neosegretario del Pd accompagnato proprio da Conte, che nessuno onestamente immaginerebbe futuro premier. È un dialogo di conoscenza che fila via senza che lì per lì nessuno nei media se ne interessi particolarmente. I due, Alpa e Conte, appaiono assai ben disposti verso Renzi in quella stagione, in fondo non così lontana. In quell’occasione Conte resta rispettosamente taciturno. […]

Renzi racconterà a Gian Antonio Stella: «Ci ricordiamo i grandi complimenti che [Conte] ci faceva quando eravamo al governo noi». «Vuol dire che conoscevate già lo sconosciuto?», chiede Stella. «Sconosciuto? Conserviamo ancora i messaggini di lode per il nostro governo».


L’Italia è un paese in cui reti di relazioni e incroci professionali possono risultare così sorprendenti che alla fine tutti se ne dimenticano e nessuno se ne sorprende. Il quotidiano «la Repubblica», nell’ottobre del 2018, ha sollevato la questione del potenziale conflitto d’interesse esistente tra Conte e Alpa: i due avevano da poco svolto un incarico professionale assieme nel 2002, quando Alpa fu il professore ordinario che giudicò Conte nel concorso universitario vinto dal premier all’Università Vanvitelli di Caserta. (“Da Dagospia: i rapporti fra Conte, Renzi e Boschi, così come narrati nel libro di Jacoponi. Conte infiltrato renziano”), scenarieconomici.it)



IL LECCON TRAVAGLIO

Travaglio, icasticamente, ha sempre definito Leccons i pennivendoli mainstream quando adulano in modo eccessivo i leaderini imposti dalla Cabala Mondiale.

Stavolta è lui a intingere la penna nella bava nei confronti del Conte-bis o Bisconte.

Il varo del Bisconte viene battezzato da Travaglio e Fatto Quotidiano con fiumi di bava. Questo è il link.

Marco Travaglio, pur di contrastare il  “Cazzaro Verde”, non esita ad appoggiare con tutte le sue forze il Bisconte o Conte-bis. Non si rende conto che il Conte 1.0 è fallito non solo per le brame elettoralistiche di Salvini, ma soprattutto per la pochezza della squadra governativa pentastellata, mai in grado di contrastare le iniziative leghiste.

Quando Conte si presentava come l’Avvocato del popolo, Travaglio intingeva la penna dell’acido. Ora che lo stesso Conte è divenuto, de facto, l’Avvocato di Soros, Travaglio intinge, encomiasticamente, la penna nella saliva.

Chapeau.

Noi auguriamo al Bisconte, dopo lo champagne travagliano, di fare la fine del Vasa.

Guarda caso il Vasa affondò il 10 agosto 1628; il 10 agosto 2019 l’epistocratico Grillo ha imposto la nascita del ridondante, pesante e disequilibrato Bisconte.
La sorte del Bisconte è segnata: sarà la stessa del Vasa.


Conte

La fine del Vasa: medesima sarà la sorte del Bisconte.

 



L'articolo Diavolo Soros. Conte, l’Avvocato di Soros. Quarta Parte. sembra essere il primo su L'Isola di Avalon.

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I Grillini Voltagabbana e il Capitano Autoaffondato http://www.isoladiavalon.eu/grillini-voltagabbana-e-il-capitano-autoaffondato/ http://www.isoladiavalon.eu/grillini-voltagabbana-e-il-capitano-autoaffondato/#comments Fri, 23 Aug 2019 16:57:54 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=12318 I GRILLINI VOLTAGABBANA E IL “CAPITANO” AUTOAFFONDATO. Ricordate quando Beppe Grillo richiedeva a gran voce un referendum per uscire dall’Euro? Mai fatto. Ora il grillismo è il corifeo dell’Europeismo più integralista e liberista. "abbiamo grandi vantaggi dallo stare in UE quindi non vogliamo uscire da Euro e da UE perché vuol dire perdere soldi in

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I GRILLINI VOLTAGABBANA E IL “CAPITANO” AUTOAFFONDATO.

Ricordate quando Beppe Grillo richiedeva a gran voce un referendum per uscire dall’Euro? Mai fatto. Ora il grillismo è il corifeo dell’Europeismo più integralista e liberista.



Non ci alleeremo mai con il PD. Il presidente della Camera Roberto Fico non c’è riuscito lo scorso anno, ma potrebbe riuscirci adesso.

Non è ultroneo ricordare che fine al mese scorso Luigi Di Maio affermava che lui neanche parlava con il PD, “il partito di Bibbiano” che “toglie i bambini alle famiglie con l’elettroshock” allo scopo di “venderli”. Oggi tratta con il PD per il nuovo governo.

Ancora Luigi Di Maio: Noi siamo contro il Neoliberismo. Una volta al governo, i grillini sono diventati ultraliberalisti e turbomondialisti. Oggi Di Maio & Co. sono funzionali agli anomici interessi del Capitalismo Totalitario dei Soroi.

A stigmatizzare l’ennesima giravolta dei grillini è il filosofo Carlo Formenti, un pensatore della vera Sinistra che si contrappone alla Ur-Sinistra collaborazionista dei Radical Chic.


Sulle pagine di Economia del Corriere dell’8 Giugno, leggo la seguente dichiarazione di Luigi Di Maio in merito al fallimento della trattativa fra Fca e Renault, a seguito dell’intervento dello Stato francese che detiene il 15% del pacchetto azionario di Renault: “è l’interventismo di Stato che ha provocato il fallimento dell’operazione. La Francia non ha fatto bella figura, noi anche se in contatto con Fca, abbiamo rispettato un’operazione di mercato. Se si fa mercato non è che interferiscono ministri e presidenti della Repubblica”.


Caro Di Maio qui, a fare brutta figura (per non dire di peggio), non è lo Stato francese, siete tu e lo Stato italiano che tu dovresti rappresentare (che a sua volta dovrebbe rappresentare gli interessi del Paese). Da quando ti hanno consegnato le chiavi dell’M5S, questo movimento, che inizialmente aveva assunto – almeno a parole – posizioni antiliberiste ed antieuropeiste, e aveva manifestato l’intenzione di tutelare gli interessi delle classi subalterne, ha compiuto una svolta di centottanta gradi, cercando di ottenere il consenso di Confindustria e delle grandi imprese, adottando senza riserve il punto di vista liberista in economia e mostrandosi sempre più acquiescente ai diktat della Ue.


Così la Francia – che assieme alla Germania può permettersi sia di dettare le regole agli altri Paesi dell’Unione, sia di prevedere per sé le opportune eccezioni alle stesse regole – fa pesare i propri rapporti di forza per tutelare i livelli di occupazione dei lavoratori francesi. Viceversa l’Italia, per bocca di Luigi Di Maio – che si inscrive nel lungo elenco di politici nostrani che hanno svenduto il nostro sistema industriale alle imprese multinazionali spalleggiate dai rispettivi Stati di origine – si scaglia contro il peccato di “leso mercato” e resta con il cerino in mano. […]


Questo è il senso di eventi come il recente trattato fra Francia e Germania, l’intervento a gamba tesa degli Stati Uniti nel processo della Brexit, l’alleanza fra Russia e Cina in funzione anti americana. Mentre si torna a livelli di competizione interimperialistica che ricordano il primo Novecento (sia pure in forme e in un contesto geopolitico profondamente diversi), le mezze tacche che si contendono il governo dell’Italia, siano essi membri dei vecchi partiti socialdemocratici e liberali, siano essi i nuovi rampolli del populismo di destra (Salvini) o di centro (l’M5S) non sembrano concepire alternative fra la più abietta resa alle direttive della Ue (cioè all’alleanza franco-tedesca) e le velleitarie dichiarazioni di guerra a un avversario superiore in forza e intelligenza strategica.


Un avversario che potrebbe essere sfidato esclusivamente rivoluzionando profondamente il nostro modello produttivo con robuste iniezioni di politica industriale ed economia mista, recuperando la nostra sovranità monetaria e chiamando le classi subalterne alla lotta per democratizzare le nostre istituzioni. Ma questo non è quanto possiamo aspettarci da nani politici come i vari Di Maio, Salvini, Zingaretti, Berlusconi (per tacere di una agonizzante sinistra radicale). (Carlo Formenti, “Di Maio e la giravolta liberista del M5s”)


Come si evince, sempre coerenti i Grillini, a partire, appunto, da Di Maio



Da Mai il TAV, al TAV va completato di Giuseppe Conte; Da Mai Liberisti a Sempre Neoliberisti; Da Mai con il PD, il Partito di Bibbiano a CONTRORDINE, COMPAGNI! Facciamo il Governo col PD!
Non è più il Partito di Bibbiano, per Di Maio, a quanto pare, poiché l‘immondo inciucio M5S-PD sembra assai vicino alla realizzazione.




LA “BIANCANEVE” DEL GOVERNO

Nel discorso al Senato del 20 agosto 2019 il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rivolge qualsiasi tipo di recriminazione nei confronti di Salvini.

Far votare i cittadini è l’essenza della democrazia, sollecitare i cittadini a votare ogni anno è irresponsabile…

All’indomani del successo elettorale conseguito, il Ministro dell’Interno ha posto in essere un’operazione di progressivo distacco dall’azione di Governo, un’operazione che ha finito per distrarlo dai suoi stessi compiti istituzionali e lo ha indotto alla costante ricerca di un pretesto che potesse giustificare la crisi di governo e il ritorno alle urne…

Hai annunciato questa crisi chiedendo pieni poteri per governare il Paese e ancora di recente ti ho sentito invocare le piazze a tuo sostegno. Questa tua concezione mi preoccupa…

Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare durante i comizi di accostare agli slogan politici i simboli religiosi…



Il Presidente Conte ha, infine, accusato Salvini di scarsa sensibilità Istituzionale. grave carenza di cultura Costituzionale, opportunismo politico e slealtà.

Tutto vero, tutto adamantino, dalla prima all’ultima parola. Ma in questi 15 mesi dov’è stato il Presidente, in uno stato di torpore provocato dalla mela governativa della cattiva strega Salvini, da cui solo oggi, novella “Biancaneve”, si è bruscamente risvegliato?

Solo nel momento in cui il sedicente “Capitano” si è autoaffondato – sbagliando tempi e modi della crisi, sfiduciando il Premier senza neanche dimettersi –, Conte ha capito con chi aveva a che fare?

Una resipiscenza quantomeno tardiva e opportunistica esattamente quanto l’operato di Salvini.

Per quanto riguarda l’accusa di slealtà, del tutto fondata e pregnante, è però utile riportare queste dichiarazioni di Giuseppe Conte alla triumvira UE Angela Merkel nel gennaio 2019, a casa di George Soros, il World Economic Forum di Davos, ove Conte chiedeva consigli alla Kanzelrin su come arginare Salvini in campagna elettorale.



Non dimentichiamo, infine, il voto dei pentastellati che ha salvato la nomina alla Presidenza della Commissione Europea della von Der Leyen, imposta, oltreché dalla Merkel, anche dagli altri due triumviri UE, Macron e Soros.

I pentastellati hanno quindi permesso di creare un cordone sanitario, una conventio ad excludendum, per limitare il virus “sovranista”, dimostrandosi stolidi quisling del Triumvirato Soros-Macron-Merkel.


grillini

Il Triumvirato Soros-Macron-Merkel. Per ragioni estetiche abbiamo sostituito la “culona inchiavabile” Merkel (cfr. S. Berlusconi) con la Verde Margaretha Schulze


Siffatta è la coerenza dei grillini.

Sempre per ipostatizzare il senso di lealtà e coerenza dei grillini, ricordiamo questo episodio:


Il MoVimento 5 Stelle, in cinque anni di Parlamento europeo, ha sempre guardato alle proposte e non a chi le avanzasse“, hanno spiegato i pentastellati. I quali hanno un bel coraggio a parlare di coerenza, visto che dal 2014 – anno del loro primo sbarco a Bruxelles – sono saltati di palo in frasca. Prima il tentativo di alleanza con i Verdi, abortito a favore di un accordo con l’Ukip dell’euroscettico per antonomasia Nigel Farage. Poi, nel 2017, il dialogo – fallito – per entrare nell’Alde di Guy Verhofstadt, da cui la necessità di tornare con Farage. Quest’anno è andata ancora peggio, visto che nessuno dei partiti con cui si erano alleati ha conquistato seggi all’Europarlamento. Inevitabile l’inizio di una serie di trattative per trovare un gruppo disposto ad accoglierli: i 5 Stelle ci hanno provato con tutti, persino con la sinistra radicale del Gue. Il risultato? L’ennesima porta sbattuta in faccia a Di Maio.


Ora, forse, l’alleanza con l’europeista di ferro Macron. Niente male per un partito che, nel 2017, chiedeva a più riprese un referendum per l’uscita dell’Italia dall’euro. (Gianni Carotenuto, “Da Farage a Macron: la volta europeista dei 5 Stelle”)




IL GOVERNO GIALLO-ROSSO

Il Governo giallo-rosso sarebbe un’autentica iattura anche per gli sterili e mediocri scritturali radical chic come Saviano, Lerner, Murgia, et similia.

Dove troverebbero, loro così stereotipati e senza creatività, materiale per proclami antitalianisti e antisovranisti, una volta sparito dai radar il loro più feroce nemico in senso schmittiano?


Sono disperati. Si augurano che il governo giallo-rosso, il Cagoia come l’abbiamo soprannominato in onore del centenario della Fiume dannunziana, non nasca e che si vada al voto presto. O che, almeno, Lega e grillini ritrovino un accordo, che non lasci Salvini all’opposizione. No, non stiamo parlando dei leghisti ma degli intellettuali “antifascisti”, dei Saviano, dei Veronesi, dei Carofiglio, delle Murgia. E di tutto quel mondo che per lunghi quattordici mesi ha vissuto in simbiosi con il Male, con il Dittatore assoluto, con il nuovo Mussolini, anzi ancor più, il nuovo Hitler, Salvini. Per combatterlo certo: ma secoli di filosofia e di letteratura, e più di recente decenni di psicologia, ci insegnano che, ossessionato dal nemico, tendi ad entrare in relazione con lui. Il nemico costruisce la tua identità. E quando non c’è più, precipiti in un vuoto esistenziale. […]


Il loro è un vero dramma umano. Ma anche un dramma nel conto in banca. Non v’è dubbio che l’anti salvinismo sia (stato?) anche un fenomeno di marketing, che ha concesso molta visibilità mediatica ai martiri dell’ “antifascismo”, fatto crescere gli inviti ai festival culturali (con aumento del cachet), consentito la vittoria di premi letterari, incrementando forse le vendite dei loro giornali. Oddio, a leggere i dati di vendita dell’ultimo anno de La Repubblica e del suo inserto del fine settimana L’Espresso, i due principali organi della lotta contro il tiranno, non si direbbe: ma forse senza Salvini avrebbero perso ancora più copie. (Marco Gervasoni, “Senza Salvini, come faranno Saviano e la Murgia?”, nicolaporro.it)


grillini

Roberto Saviano, amante degli Anelli, nel Signore degli Anelli potrebbe interpretare la parte del Gollum. Immagine Satirica.


IL “CAPITANO” AUTOAFFONDATO ED AUTOAFFOSSATO

Come scrive Marco Travaglio,


L’occasione d’oro di sfidare un Salvini in stato così comatoso e confusionale (ora vuole un governo uguale a quello che ha appena affossato), magari con Conte candidato premier, non durerà in eterno. (Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano del 23 agosto 2019)


Ma non dimentichiamo che abbiamo a che fare con il PD, il Partito che segue fedelmente la fisica quantistica.

L’anno scorso Renzi declamava. Mai col M5S, mentre Zingaretti chiedeva esattamente il contrario. Oggi Renzi richiede a gran voce l’alleanza coi Grillini, mentre Zingaretti si attacca a ogni cavillo pur di evitare ogni alleanza coi Grillini.

Quando due particelle, di segno diametralmente opposto, si incontrano (materia-antimateria), avviene l’annichilazione. È per questo che Renzi e Zingaretti si allontanano sempre a 180 gradi l’uno dall’altro.

Se uno dice una cosa, l’altro affermerà sempre il contrario.


https://twitter.com/NicolaPorro/status/1164876375012122626


Chiosa il direttore del Fatto Quotidiano,


Che il Pd non fosse un partito, ma un manicomio, era noto, anche se dopo un anno passato a parlare di Salvini molti l’avevano dimenticato. Ora però è bastato che i riflettori tornassero a illuminarlo per rammentarlo anche ai più distratti. Basti pensare che per due anni nessuno in quel partito osava aprire il benché minimo spiraglio ai 5Stelle, per paura di essere fucilato sui social da Renzi&renzini: gli stessi che adesso fulminano chiunque rifiuti di spalancare le porte ai 5Stelle. Perciò non vorremmo essere nei panni di Di Maio che, dopo mesi di sevizie salviniane, ora rischia la labirintite all’inseguimento delle varie correnti pidine. Né in quelli di Mattarella, al cui cospetto ieri Zingaretti e Delrio sono riusciti a dire l’uno il contrario dell’altro. Trattare col Pd è come trattare con la Libia: fai l’accordo con Al Sarraj, poi scopri che non controlla neppure la scala del palazzo presidenziale perché quella è presidiata da Haftar, però il tetto è occupato dalla milizia di Misurata, peraltro assediata dal capotribù dei Warfalla, diversamente dalle cantine contese dai clan Gadadfa e Magharba. Così uno o se li compra tutti, o si spara. (Marco Travaglio, il Fatto Quotidiano del 23 agosto 2019)


È di palmare evidenza che Zingaretti è un alleato occulto di Salvini per andare alle elezioni. Certo, Salvini diverrà Presidente del Consiglio – e, visti i prodromi, probabilmente uno dei peggiori della Storia d’italia – ma Zingaretti riuscirebbe finalmente a disinfestare il Partito dai renzisti. Al contempo acquisterebbe molti voti dagli elettori grillini di “sinistra” del tutto insoddisfatti da Di Maio & Co.

Due piccioni con una fava.

Ovvio che per il positrone Renzi, che è l’antielettrone di Zingaretti, le elezioni anticipate sarebbero un’immensa iattura. Anzi un’immensa annichilazione.



Zingaretti ha declinato i suoi 5 punti di “accordo” (e nessuno si azzardi a chiamarlo contratto). “Irrinunciabili” a detta sua: lealtà all’Unione Europea, riconoscimento della democrazia rappresentativa e centralità del Parlamento, sostenibilità ambientale, gestione flussi migratori all’insegna di solidarietà, legalità e sicurezza e cambio delle ricette economiche e sociali in una chiave ridistributiva, attenzione al lavoro e all’equità sociale”. Vista la vacuità del dettato disposto, non faceva prima, il fratello brutto di Montalbano, a chiedere: grillini volete bene alla mamma? Se si facciamo un Governo insieme, conte bis e taglio parlamentari incluso, tanto lo vuole il mio puparo Renzi. (Roberta Labonia)


Se la maieutica pidino-grillista dovesse portare alla nascita di un aborto di governoquale sarebbe il Governo Pentasinistro, la cui ridotta vita risulterebbe comunque essenziale per i fini dei Poteri Marci Internazionali, dirigerlo sarebbero Roberto Fico o Raffaele Cantone, dimessosi serendipicamente un mese fa, e vista la necessità dell’appoggio di LeU per ottenere la maggioranza in Parlamento a dirigere il Viminale al posto di Salvini potrebbe essere chiamata – udite, udite – Laura Boldrini!

Passiamo questo tweet satirico, sugli aborti politici e non,



L’incarico affidato al bergogliano-sorosista Fico e la presenza nella compagine governativa di Laura Boldrini (che satiricamente potremmo definire l’antiCuccarini, se quest’ultima era ai tempi la più amata dagli Italiani, la Boldrini è probabilmente oggi la più invisa) farebbero risorgere l’autoaffondato Capitano Salvini più velocemente dell’Araba Fenice, ed egli vincerebbe le prossime elezioni con maggioranza bulgara, evitando persino di portarsi appresso l’ingombrante Silvio Berlusconi.

Ovviamente se a trattare oggi con Di Maio fosse Matteo Renzi, la trattativa avrebbe un esito scontato.

Qui un’ipotetica foto del contratto di governo tra Renzi (a destra) e l’autorevole e credibile Di Maio, il pupazzo (a sinistra):


grillini

Trattativa Renzi-DiMaio per il nuovo governo. Immagine satirica


Tutta benzina per la ripartenza a razzo della macchina Leghista.

Per non parlare poi se il governo giallorosso avesse al suo interno anche “Lady Etruria” Boschi. Salvini arriverebbe facilmente alla maggioranza dei due terzi e potrebbe far riforme costituzionali senza neanche il referendum popolare di approvazione.

A Palazzo Chigi, Salvini si porterebbe appresso il suo amato Rosario, per la rabbia di Bergoglio l’Eretico, che sprezza il Rosario, schifa inginocchiarsi davanti a Gesù Cristo con il pretesto della sciatica (ma in altri contesti riesce senza problemi ad inginocchiarsi ai piedi di falsi Déi, cani e porci) e conclama ad Eugenio Scalfari che il Dio dei Cattolici non è mai esistito.

Sempreché venga permesso agli Italiani di votare prima del 2023: gli Epistocrati fascio-radical-chic, quando vincono i loro declamano: è una grande vittoria della democrazia, ma quando vincono gli altri concionano che la causa è il deficit d’istruzione degli elettori e che il voto è stato modificato dagli onnipotenti e semi-divini hacker russi, come nelle bufale sesquipedali dei due russiagate, sia quella – ormai acclarata – che riguarda Trump, sia quella contro Salvini, una probabile bufalazzapropalata tra l’altro da Buzzfeed, sito che sembra essere noto più per le Fake News che non per gli scoop reali.

Riproduciamo integralmente il nostro articolo “Il Grillismo Voltagabbana“, steso nell’Aprile 2018, e che ora, grazie alla distopica e inconsueta Crisi di Ferragosto innescata stolidamente dal “Capitano” Leghista, ritorna di stretta attualità:


CONTRORDINE, COMPAGNI!

Giusto per chi lo avesse già dimenticato, così duramente il Grillismo si esprimeva nei confronti del PiDismo.

Il grillino Di Maio prima del Voto: «PD impresentabile», «Partito assassino», «Qualsiasi alleanza con il PD è esclusa».

Paola Taverna definiva i Pidisti «Mafiosi e Schifosi».

Ci andava ancor più pesante Di Battista:


“Il Pd è un punto di riferimento del crimine” (5 febbraio 2018); “Il Pd è una banca, e come alcune banche gestisce in modo torbido i nostri soldi e piazza prodotti tossici come il Jobs Act e queste riforme costituzionali” (28 ottobre 2016); “Il Pd ha massacrato i lavoratori forse peggio di come lo abbia fatto la destra” (20 febbraio 2018); […] “Il Pd? Lo detestano tutti” (24 febbraio 2018); “Renzi è credibile come un mafioso” (10 maggio 2016); “Il bugiardello toscano ormai è politicamente morto, ucciso dalle sue stesse menzogne” (28 febbraio 2018);


Giudizi forse condivisibili, ma ora, grazie al Presidente Mattarella e al grillino sinistroide Roberto Fico, «Contrordine, compagni!»



IL GRILLISMO TUTELA L’ÉLITE GLOBALE

Beppe Grillo lo aveva già declamato a gran voce su “Time Magazine” nel 2013: «Senza di noi, sarebbe già scoppiata in Italia la violenza nelle strade».

D’altro canto, il Grillo nel 2009 agognava diventare il Segretario del PD; Skeletron Fassino gli rispose, «si faccia un suo Partito».

E se l’è fatto. Ovviamente un surrogato del PD, fintamente anti-sistema, in realtà pro-elitario e neo-oligarchico.

Libreidee cita Paolo Barnard:


La triste realtà, premette Barnard, è che il 4 marzo «non siamo chiamati a poter decidere un’accidenti di democrazia o economia». La novità? Sarebbe la possibilità di «sbarazzarci una volta per tutte dal più micidiale partito politico dal 1948, e sono i 5 Stelle». Sbarazzarcene come? Votandoli, è la ricetta di Barnard: prima andranno al potere, e prima gli italiani capiranno, “immunizzandosi”. Secondo il giornalista, «il M5S è ormai un’epidemia di psicosi nazionale, ha la forza di penetrazione infermabile della peste in Europa del 1346. Sfonda ovunque col fideismo impazzito di milioni di farneticanti febbricitanti pazzi chiamati grillini, cioè il brand che ha stracciato in allucinata irrazionalità Scientology e il culto di Kim Jong-un in Nord Korea».


Le piattaforme politico-elettorali del Grillismo vengono cambiate come calzini bucati. Fino a ieri ferocemente anti-immigrazionista, ora il Grillismo si è convertito al Migrazionesimo Sorosita.

Infatti sono stati gli uomini del Cabalista Globale George Soros ad aver scritto il programma del Migrazionesimo cinque stelle.
Qui l’articolo di Francesca Totolo, “Così gli uomini di Soros hanno scritto il programma immigrazione del M5S”.



IL TRADIMENTO DEL GRILLISMO

La maggioranza degli elettori pentastellati vorrebbe l’accordo con la Lega, sicuramente non con il PD, partito totalmente prono ai desiderata  dell’Ultracapitalismo Globale.


Tra i pentastellati l’alleanza preferita è quella con la Lega (59%) che precede di gran lunga quella con il Pd (16%) e con il centrodestra (all’8% nonostante il veto di Di Maio su Berlusconi). I leghisti appaiono divisi: il 41% auspica un accordo con M5S, mentre il 34% privilegia un’alleanza della coalizione di centrodestra con i pentastellati, ipotesi largamente preferita (65%) dagli elettori di Forza Italia tra i quali solo il 10% gradirebbe un governo con il Pd. (sondaggio di Nando Pagnoncelli)



IL GRILLISMO SOSTITUISCE IL PD COME MAGGIORDOMO DELLA DEMONIACA TROJKA (FMI-UE-BCE)


Il Fondo Monetario Internazionale di Washington [guidato dalla massona Lagarde e affiliata alla contro-iniziatica e anomica Three Eyes Lodge, nota di Seyan], con la sua nota storia di sabotaggi e saccheggi delle economie dei paesi sottomessi attraverso le sue ricette economiche deliberatamente errate, torna ad occuparsi dell’Italia raccomandando di aumentare le tasse sul risparmio, sulla casa, sui consumi per alleggerire quelle sul lavoro. E’ la medesima ricetta che il Fmi attraverso il governo Monti impose nel 2011, producendo il crollo del Pil, del mercato immobiliare e dei consumi, in particolare svalutando il patrimonio immobiliare italiano di circa il 30%, ossia di oltre 2000 miliardi di euro. Più tasse su risparmio, immobili e consumi comportano riduzione della domanda interna e fuga dei risparmi e degli investimenti verso l’estero. Ecco l’obiettivo del Fondo Monetario Internazionale. (Marco Della Luna citato da libreidee).



L’ESULTANTE FICO

Fico esultava il 26 aprile [2018], affermando, “mandato concluso in modo positivo, dialogo M5S-Pd avviato“.

Il Movimento 5 stelle ha – evidentemente – due grossi problemi: programmi ondivaghi e politici ipovedenti per non dire incompenti,

Il Grillismo DIMAIOISTA si rende conto che il PD è in mano al cerchio magico renzista? Si rende conto che Renzi non voterebbe mai un esecutivo guidato da Di Maio?

Evidentemente, no.

Ciò che i voltagabbana del Grillismo dimenticano è che gli elettori del MoVimento odiano la Ur-Sinistra Ultracapitalista di Soros e Saviano. La maggioranza dei suoi elettori ha votato per i pentastellati convinti di avere una forza sovranista, anti-euroinomane, anti-migrazionista, anti-sorosiana, anti-massonica.

In poche parole, una forza che combattesse, fino all’ultima fibra, il PD, corifeo della Cabala Mondiale Massonico-Finanziaria di George Soros.

Così non è. E la base si incazza:


“Tu voti il #M5S per avere #menoEuropa e ti ritrovi al governo il #Pd che mette ai #5Stelle le condizioni della ‘lotta al sovranismo e una decisa spinta europeista’. A cosa è servito andare a votare?”, attacca un utente, sottolineando una delle profonde differenze tra i due partiti e evidentemente parteggiando per un’intesa con la Lega. […]



[E c’è] chi rivendica il suo netto no all’accordo del Pd perché “non possiamo essere ricattati da chi ha perso referendum ed elezioni”, aggiungendo un #megliosenzadite alla nutrita schiera di fantasiosi hashtag.



PROSPETTIVE FUTURE

Anche i più webeti e utonti che hanno votato per il Grillismo stanno cominciando a capire che possono dimenticarsi reddito di cittadinanza (o ottenerlo in versione molto annacquata), abrogazione dell’immonda riforma Fornero, abrogazione del turpe Jobs Act. Qui il report de “ilSole24ore“.

Ciò che molti non comprendono è che, se venisse accettato un accordo M5S-PD, tanti eletti uscirebbero dal Grillismo.

Io non credo che un giornalista duro e puro come Gianluigi Paragone rimarrebbe nel MoVimento 5 Stelle in caso di accordo con il PD, turiferario del Sistema Globale e dell’Ultracapitalismo neoliberista: «Sono entrato nelle istituzioni con un’idea di cambiamento e se qualcuno pensa di allearsi col M5S deve partire da ciò che ho detto in campagna elettorale».



MA ANCHE LA LEGA DEI SALVINI, SIRI, BORGHI E BAGNAI È COESA ALL’ULTRACAPITALISMO NEOLIBERISTA GLOBALE

La Flat Tax Salvinista verrà pagata dalle tasse imposte al ceto medio.

Salvini, a parole, afferma di difendere il ceto medio, in realtà propone una soluzione fiscale che favorisce l’élite della Cabala Finanzaria Globale, a’ danni del ceto medio.

E il suo guru della flat tax, il senatore Siri, ha patteggiato per bancarotta fraudolenta:


Prima della campagna elettorale Matteo Salvini, segretario della Lega, pensava per lui a un ruolo di governo, magari un ministero economico. Eppure, stando a quanto riporta L’Espresso, Armando Siri, 46 anni, eletto al Senato, ideologo della flat tax, ha patteggiato una pena per bancarotta fraudolenta. Tre anni e mezzo fa un giudice ha accolto l’accordo tra accusa e difesa per il fallimento della MediaItalia, società che avrebbe lasciato debiti per oltre 1 milione di euro. Nelle motivazioni, riporta il settimanale, i magistrati che hanno firmato la sentenza scrivono che, prima del crack, Siri e soci hanno svuotato l’azienda trasferendo il patrimonio a un’altra impresa la cui sede legale è stata poco dopo spostata nel Delaware, paradiso fiscale Usa. (ilfattoquotidiano.it)


Si veda, a tal riguardo, questo sunto della puntata di Report del 23 aprile 2018 sulla Flat Tax:



Ergo, anche il Salvinismo dimostra di essere tutt’altro che indifferente alle sirene dell’Ultracapitalismo neoliberista.

Ovvio che il Salvini tenti una sorta di captatio benevolentiæ dagli elettori ricchi ex berlusconisti. Però, eviti di presentarsi come il defensor fidei del ceto medio «spina dorsale della Nazione Italiana», che si troverebbe non solo a pagar più tasse, ma soprattutto a non poter più fruire  – tra l’altro – della sanità pubblica che, grazie a siffatta flat tax, diverrebbe totalmente a pagamento…

Qui l’icastica chiosa di Maurizio Crozza sulla Flat Tax: «hanno provato a farla nell’Illinois che è per terra, è un’ecatombe», e del suo ideologo, il senatore leghista Armando Siri, «come la voce automatica dell’Iphone».




PREVISIONI SUL GRILLISMO

Vedo, Prevedo e Stravedo…

Il Grillismo è votato all’annichilimento esattamente come gli attuali palafrenieri del Capitalesimo, i PiDisti.

Alle prossime elezioni della Regione Friuli Venezia Giulia, prevedo una grande vittoria elettorale della Lega Salvinista che potrebbe arrivare vicina al 40%, la liquidazione dei Berluscones e un ulteriore mazzata per il PD.

Ma anche i Cinque Stelle pagheranno, giustamente e pesantemente, a causa del loro ennesimo salto della quaglia.

Lasciando – ahinoi – come unico esponente della Democrazia Sociale e del Sovranismo Nazionale, anti-sistema, anti-sorosiano, anti-ultracapitalista, anti-euroinomane, e anti-massonico [ma come, abbiamo visto a parole difensore del ceto medio, nei fatti – proponendo una Flat Tax totalmente pro élite], un personaggio politico quale Matteo Salvini.

Beh, se i consulenti economici e fiscali del Salvinismo sono Siri, Borghi e Bagnai, dubito che l’uscita dall’euro, tanto sbandierata, verrà mai attuata. Stesso dicasi per gli utopici minibot.

Grillini ingenui e, spesso, incompetenti. Salvinisti in perenne campagna elettorale, protesi solo a lucrare la continua crescita di consensi, senza produrre nulla di concreto, a parte il doveroso blocco totale dell’immigrazione irregolare.

Mala tempora currunt.


grillismo

Grillismo. Immagine satirica.


(Articolo principale: Diavolo Soros. Il G8 di Genova)



 

L'articolo I Grillini Voltagabbana e il Capitano Autoaffondato sembra essere il primo su L'Isola di Avalon.

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Diavolo Soros. Il G8 di Genova. Terza Parte. http://www.isoladiavalon.eu/diavolo-soros-il-g8-di-genova-terza-parte/ http://www.isoladiavalon.eu/diavolo-soros-il-g8-di-genova-terza-parte/#respond Sat, 17 Aug 2019 16:28:15 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=12234 IL DIAVOLO SOROS. IL G8 DI GENOVA. TERZA PARTE. Il Diavolo Soros.  Useremo questa locuzione per riecheggiare satiricamente Gad Lerner, “Se Soros diventa il diavolo”. Terza parte: Il G8 di Genova. IL G8 DI GENOVA Forse non tutti ricordano la dinamica dei Fatti del G8 di Genova 2001. A scegliere Genova, che presentava una topografia del

L'articolo Diavolo Soros. Il G8 di Genova. Terza Parte. sembra essere il primo su L'Isola di Avalon.

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IL DIAVOLO SOROS. IL G8 DI GENOVA.

TERZA PARTE.

Il Diavolo Soros.  Useremo questa locuzione per riecheggiare satiricamente Gad Lerner, “Se Soros diventa il diavolo”. Terza parte: Il G8 di Genova.


IL G8 DI GENOVA

Forse non tutti ricordano la dinamica dei Fatti del G8 di Genova 2001.

A scegliere Genova, che presentava una topografia del tutto inadeguata per l’evento, fu il Centro-Sinistra  con il Governo Amato, che lasciò il campo a Berlusconi a seguito della sconfitta elettorale del 2001.

Tutti i funzionari preposti al G8, a partire dal Capo della Polizia, Gianni De Gennario, furono nominati dal Centro-Sinistra.

Il Movimento 5 Stelle aveva richiesto, in passato, le dimissioni di De Gennaro,  ai vertici di Finmeccanica. oggi Leonardo.


In queste ore in cui si celebrano i 18 anni dalle violenze e dagli abusi polizieschi del G8 genovese del luglio 2001, molti dei reduci e degli appartenenti a Comitati come quello di Verità e giustizia per Genova chiedono conto al M5s delle loro passate dichiarazioni. In particolare il M5s nel 2015 in occasione dell’ennesima sentenza della Corte europea dei Diritti dell’uomo sula macelleria messicana della scuola Diaz, alcuni esponenti politici si espresso duramente nei confronti di Gianni De Gennaro che nel 2001 era il capo della polizia e che dal 2013, nominato e riconfermato da vari governi che si sono succeduti è il presidente di Finmeccanica.


Ma oggi che il M5S è al Governo (non si sa ancora per quanto….) le cose sono radicalmente cambiate.


“Ma da quando è al governo ed ha quindi nelle mani il destino di De Gennaro il M5s sembra essersi dimenticato del G8” dicono gli attivisti del Comitato, è stata messa nel cassetto quella che Amnesty definì “una violazione dei diritti umani di dimensioni mai viste nella recente storia europea”.  Il M5s non sembra più sensibile alla Diaz e al destino del capo di quei poliziotti che, come scrissero i giudici della Cassazione “hanno gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero”. (repubblica.it)


Anche Vittorio Agnoletto, che fu portavoce del “Genoa Social Forum” attacca il Movimento 5 Stelle, “complice” una volta al Governo. […]


Purtroppo si è avverato quello che avevamo detto 18 anni fa – conclude l’ex parlamentare europeo [Agnoletto] – Di fronte al neo liberismo, al dominio della finanza, l’unica possibilità era rappresentata dal nostro movimento, la cui sconfitta ha aperto la strada alla situazione nella quale ci troviamo oggi”.


Apriamo un’altra pagina.

Fu il governo tanatocapitalista di “centro-sinistra” Amato a nominare Gianni De Gennaro Capo della Polizia, il 26 maggio del 2000 (sic).



IL G8 DI GENOVA FU USATO PER SCONFIGGERE IL MOVIMENTO NO-GLOBAL

Ha ragione Agnoletto quando afferma che l’attuale Mondo Distopico, dominato dalla Brutale e Feroce Religione Neognostica del Capitalismo Totalitario è frutto della sconfitta del Movimento No-Global e (aggiungiamo noi) dei fatti successivi all’auto-attentato delle Torri Gemelle.

Riportiamo alcuni degli avvenimenti principali verificatisi in quell’esiziale G8.


I fatti del G8 di Genova sono una serie di eventi avvenuti nella città a partire da giovedì 19 luglio sino a domenica 22 luglio 2001, contestualmente allo svolgimento della riunione del G8.

Durante la riunione dei capi di governo dei maggiori paesi industrializzati svoltasi nel capoluogo ligure da venerdì 20 luglio a domenica 22 luglio e nei giorni precedenti, i movimenti no-global e le associazioni pacifiste diedero vita a manifestazioni di dissenso, […] (Wikipedia)



G8 di Genova. Venerdì 20 luglio 2001.


L’allora presidente della Provincia di Genova, Marta Vincenzi, segnalò, sia tramite i canali ufficiali sia nelle interviste delle dirette televisive, la presenza di uno dei gruppi, stimato in circa 300 persone, sospettati di provocare incidenti, in un edificio scolastico di proprietà della provincia nella zona di Quarto dei Mille; inizialmente l’edificio era stato assegnato al Genoa Social Forum ed ai Cobas per ospitare i manifestanti venuti da fuori città, ma i pochi che erano già entrati ne furono scacciati dall’arrivo dei primi “Black Bloc”. Le stesse segnalazioni provennero, come emerse durante i processi, anche da molti dei cittadini residenti in zona e da diversi manifestanti, ma queste non portarono a nulla in quanto, dopo un primo controllo da parte della polizia tra giovedì e venerdì, che aveva semplicemente appurato la presenza di un numeroso gruppo di persone all’interno dell’edificio, non seguì nessuna azione, e i successivi controlli, avvenuti a G8 concluso, constatarono solo i danni, stimati dalla provincia in ottocento milioni di lire. […]


In piazza Giusti un altro gruppo di manifestanti violenti era impegnato da alcune ore a compiere vandalismi contro un distributore di benzina posto tra corso Sardegna e via Archimede, un supermercato e una banca, ma la polizia, benché sollecitata, non intervenne, poiché l’ordine era di limitarsi a passare le segnalazioni alla centrale; il supermercato venne saccheggiato.


Le forze dell’ordine che non reagirono mai agli episodi di distruzione e violenza messi in atto dai black bloc, ebbero un ben diverso atteggiamento verso i cortei organizzati.


Di fronte al sottopasso ferroviario che divide corso Torino da corso Sardegna, dopo alcuni attimi di sosta, i carabinieri caricarono per alcune centinaia di metri (fino all’incrocio con via Caffa) la testa del corteo autorizzato (tra i primi il gruppo delle “Tute Bianche”) che stava sopraggiungendo, ufficialmente per liberare la strada e per contrastare il fitto lancio di oggetti di cui erano bersaglio.


Le versioni che vennero fornite sull’accaduto furono di segno decisamente opposto: diversi giornalisti presenti riferirono durante il processo di “un lancio simbolico con non più di due o tre sassi” da parte di alcuni manifestanti violenti, esterni al corteo, aggiungendo le loro perplessità rispetto alla tolleranza da parte delle forze dell’ordine per alcune ore nei confronti degli atti vandalici dei manifestanti violenti, mentre il corteo autorizzato veniva fatto bersaglio di lanci di lacrimogeni e caricato dopo solo poche decine di secondi di contatto visivo. […]


La stranezza del comportamento delle forze dell’ordine emerse anche durante il processo, in cui furono ascoltate registrazioni provenienti dalla questura: in una di queste registrazioni si sentono sia un operatore urlare: “Nooo!… Hanno caricato le tute bianche, porco giuda! Loro dovevano andare in piazza Giusti, non verso Tolemaide… Hanno caricato le tute bianche che dovevano arrivare a piazza Verdi”. (Wikipedia)


La Socialdemocrazia è il Sistema – L’Isola di Avalon

La Socialdemocrazia è il Sistema – L’Isola di Avalon

La Socialdemocrazia non è anti-sistema. Essa è il SISTEMA La Socialdemocrazia non è una forza anti-sistema. Al contrario, essa tutela ricchi e privilegiati.

Source: www.isoladiavalon.eu/socialdemocrazia-il-sistema/



G8 di Genova. Venerdì 20 luglio 2001, ore 17,00.


Poco dopo le 17.00, una delle Compagnie di contenimento e intervento risolutivo (CCIR), la Echo dei Carabinieri, sotto il comando del capitano Claudio Cappello[47] e con la direzione del vicequestore aggiunto Adriano Lauro, seguita da due Land Rover Defender, ferma insieme ad altre forze di polizia tra via Caffa e Piazza Tommaseo, attraversò i 200 metri di via Caffa e caricò parte dei manifestanti che erano nell’incrocio con via Tolemaide, dove stavano avvenendo gli scontri, protetti da barricate improvvisate.[…]


Iniziato lo scontro, i carabinieri (dalle foto e dalle testimonianze, circa settanta) non furono però in grado di disperdere i manifestanti e, davanti alla loro reazione, indietreggiarono precipitosamente, inseguiti da questi, verso l’inizio di via Caffa. […]


Durante la ritirata una Land Rover Defender dei carabinieri, con tre giovani militari a bordo, l’autista Filippo Cavataio di 23 anni, Mario Placanica, carabiniere di leva di 20 anni, e il coetaneo Dario Raffone, restò temporaneamente bloccata di fronte a un cassonetto dei rifiuti mentre stava manovrando in Piazza Alimonda, secondo la testimonianza dell’autista, a causa di una manovra errata dell’altro mezzo e per l’asserito spegnimento del motore. Una quindicina di persone, appartenenti al gruppo che dopo la carica fallita stava inseguendo i carabinieri in ritirata, attaccò il mezzo. […]


Un manifestante con il volto coperto da un passamontagna, più tardi identificato nella persona di Carlo Giuliani, che in quel momento si trovava a diversi metri dal Defender, in direzione di via Tolemaide, sollevò da terra l’estintore e si avvicinò, tenendo l’estintore sopra la testa con le mani protese, verso la parte posteriore del Defender, ma venne colpito alla testa da un colpo d’arma da fuoco. Il carabiniere Mario Placanica si dichiarò in seguito autore dello sparo, […]


Immediatamente dopo l’evento, il fotoreporter Eligio Paoni, arrivato sul posto subito dopo gli episodi, fotografò il corpo di Giuliani prima che venisse coperto all’arrivo delle forze dell’ordine, fu malmenato dalle forze dell’ordine, venendo ferito alla testa, gli fu fratturata una mano, gli fu distrutta una macchina fotografica e fu costretto a consegnare un rullino che aveva cercato di nascondere. […]


La giornalista de Il Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini, presente in piazza, riportò nella sua cronaca degli avvenimenti che nei momenti successivi agli spari vennero lanciati anche dei lacrimogeni e vi fu una carica dei carabinieri. Sarzanini, aiutata ad allontanarsi da un manifestante, finì a terra con questi e fu ripetutamente colpita dalle forze dell’ordine con calci, nonostante il tentativo di identificarsi come giornalista. (Wikipedia)



G8 di Genova. Sabato 20 luglio 2001. Ore 24, «la Macelleria Messicana».


Il corteo [pacifico, in vista della sua conclusione al Quartiere Marassi] deviò il proprio percorso verso via Casaregis, al fine di rimanere a distanza dalle azioni dei violenti e dal fumo dei lacrimogeni. Dopo alcune decine di minuti iniziarono le cariche della polizia con fitto lancio di lacrimogeni, sia verso corso Italia, da cui stava ancora arrivando la coda del corteo, in un punto in cui c’erano poche vie di fuga, sia verso via Casaregis, ma i gruppi di violenti sfruttando il caos generale si allontanarono velocemente e le cariche finirono per colpire, come già accaduto il giorno prima, i partecipanti al corteo pacifico, spezzandolo in due. Il secondo spezzone del corteo pacifico fu costretto di fatto a sciogliersi, mentre le persone che si trovavano nella parte finale del primo spezzone si dispersero, venendo inseguite dalle forze dell’ordine nelle vie del quartiere; molti manifestanti riportarono ferite da trauma e disturbi dovuti all’inalazione dei gas lacrimogeni e diversi abitanti della zona offrirono riparo ai manifestanti negli androni del palazzi, fornendogli dell’acqua con cui cercare di placare l’effetto del gas lacrimogeno. […]


Immagini e filmati che mostravano l’aggressione da parte delle forze dell’ordine ad appartenenti al corteo pacifico, tra i quali anziani e feriti intenti a scappare, si riferivano alle cariche effettuate in quest’ultima ora di scontri. Gli scontri durarono alcune ore e provocarono centinaia di feriti tra i manifestanti e alcune decine di arresti. Intorno alle 16:00, al termine di una carica in corso Italia, vennero ritrovate dal vicequestore aggiunto Pasquale Guaglione in una siepe di una strada laterale due Molotov, che consegnò al generale Valerio Donnini, il quale non essendo un ufficiale di polizia giudiziaria non era tenuto a verbalizzare il ritrovamento. […]


Queste molotov vennero poi portate alla sera dalle forze dell’ordine nella scuola Diaz ed esibite successivamente come prova della presenza di violenti all’interno dell’edificio. Anche durante questi scontri, come nel giorno precedente, Indymedia e altri gruppi raccolsero filmati e foto amatoriali raffiguranti persone in borghese o con abiti scuri parlare con esponenti delle forze dell’ordine e poi ritornare nell’area dei facinorosi.


Venne quindi decisa una spedizione in tenuta antisommossa, col pretesto di una perquisizione, alla scuola Diaz e alla vicina scuola Pascoli.


Tutti gli occupanti furono arrestati e la maggior parte picchiata, sebbene non avessero opposto alcuna resistenza; i giornalisti accorsi alla scuola Diaz videro decine di persone portate fuori in barella, uno dei quali rimase in coma per due giorni e subì danni permanenti, ma la portavoce della questura dichiarò in conferenza stampa che 63 di essi avevano pregresse ferite e contusioni e mostrò del materiale indicato come sequestrato all’interno degli edifici, senza dare risposte agli interrogativi posti dai giornalisti. Il primo giornalista ad entrare nella scuola Diaz fu Gianfranco Botta e le sue immagini fecero il giro del mondo. Le riprese mostrarono muri, pavimenti e termosifoni macchiati di sangue, a nessuno degli arrestati venne comunicato di essere in arresto e dell’eventuale reato contestato, tanto che molti di loro scoprirono solo in ospedale, a volte attraverso i giornali, di essere stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, resistenza aggravata e porto d’armi.


Dei 63 feriti tre ebbero la prognosi riservata: la ventottenne studentessa tedesca di archeologia Melanie Jonasch, vittima di un trauma cranico cerebrale con frattura della rocca petrosa sinistra, ematomi cranici vari, contusioni multiple al dorso, spalla ed arto superiore destro, frattura della mastoide sinistra, ematomi alla schiena e alle natiche; il tedesco Karl Wolfgang Baro, trauma cranico con emorragia venosa; e il giornalista inglese Mark Covell, mano sinistra e 8 costole fratturate, perforazione del polmone, trauma emitorace, spalla e omero, oltre alla perdita di 16 denti, il cui pestaggio, avvenuto a metà strada tra le due scuole, venne ripreso in un video. (Wikipedia)



I RESPONSABILI DELLE VIOLENZE LE DEFINISCONO ESSI STESSI «MACELLERIA MESSICANA».


All’operazione di polizia [presero] parte un numero rimasto imprecisato di agenti: la Corte di Appello di Genova, pur richiamando questo fatto nelle motivazioni della sentenza di secondo grado, basandosi sulle informazioni fornite durante il processo da Vincenzo Canterini, li stima in circa “346 Poliziotti, oltre a 149 Carabinieri incaricati della cinturazione degli edifici“.


“Sembrava una macelleria messicana”: è con queste parole che Michelangelo Fournier, all’epoca del G8 del 2001 a Genova vicequestore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma, descrive quello che vide al momento dell’irruzione nella scuola Diaz. Una descrizione ben diversa da quella che Fournier, uno dei 28 poliziotti imputati per la vicenda, fornì inizialmente. “Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza”, ha confessato oggi in aula a Genova, rispondendo alle domande del pm Francesco Cardona Albini. […]


“Sono rimasto terrorizzato e basito – ha spiegato – quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: ‘basta basta’ e cacciai via i poliziotti che picchiavano”, ha raccontato ancora Fournier.


Sollecitato dalle domande del Pm Cardona Albini, ha aggiunto: “Intorno alla ragazza per terra c’erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze”. (repubblica.it)



CHI HA PAGATO PER I FATTI DEL G8 DI GENOVA 2001?

Innanzitutto la giustizia; emblematico il caso riferito dal Fatto Quotidiano:


L’ultima manganellata in faccia che lo Stato infligge alle vittime del G8 di Genova: Gilberto Caldarozzi è stato nominato numero due della Direzione Investigativa Antimafia. Non si tratta di un’omonimia: è proprio quel Caldarozzi condannato in via definitiva a tre anni e otto mesi per falso. Avrebbe partecipato alla creazione di false prove dopo le violenze del G8 del 2001. […]


La nomina sarebbe stata decisa, riferiscono le cronache, da Marco Minniti. Che con questo gesto rivela i limiti di chi vorrebbe accreditarsi come leader e uomo delle istituzioni. Così come suscita dolore in chi ha assistito alle violenze del G8 – sangue, legamenti strappati, ossa frantumate, minacce sessuali, cori nazisti – il modo quasi furtivo con cui è stata presa la decisione […]


Una ferita inferta alle vittime, a Genova, ai poliziotti con la fedina pulita. E a tutti gli italiani. Non è una questione personale, ma la vicenda di Caldarozzi è esemplare, a prescindere dalle sue doti di “cacciatore di mafiosi”. Lo stesso Caldarozzi che, sospeso dopo la condanna, trovò posto come consulente nella società pubblica Finmeccanica di cui era presidente proprio Gianni De Gennaro. Suo amico e capo della polizia ai tempi del G8.


Sberle su sberle in faccia alle vittime. […]


In Italia chi viene condannato – e ha amici che contano – non viene solo reintegrato. Ma anche premiato.


Alle vittime resta la beffa della legge anti-tortura che prevede la prescrizione, richiede violenze reiterate e non punisce la tortura morale. Dice il magistrato Roberto Settembre: “Con questa legge la Diaz e Bolzaneto non sarebbero punite”. Potrebbe succedere di nuovo a tutti noi. (Ferruccio Sansa, “Gilberto Caldarozzi, dalla Diaz alla Dia vince il manganello”, ilfattoquotidiano.it)


GLI ALTRI SCONFITTI PER I FATTI DEL G8 2001

innanzitutto i manifestanti condannati ex art. 419 C.P., “reato di devastazione e saccheggio”, istituito nel periodo fascista, a pene detentive enormemente più lunghe di chi ha commesso violenti reati contro la persona.

La Corte [di Cassazione] ha riconosciuto tutti i manifestanti come colpevoli del reato di devastazione e saccheggio. In particolare ha confermato in toto due condanne, Ines Morasca (6 anni e 6 mesi) e Alberto Funaro (10 anni). […]

È stata annullata senza rinvio la condanna per il reato inerente alla detenzione di molotov a Francesco Puglisi (che ha visto diminuire quindi la condanna da 15 a 14 anni), Marina Cugnaschi (da 13 anni a 12 anni e tre mesi), Vincenzo Vecchi (da 14 anni a 13 anni e tre mesi) e Luca Finotti (che, come scritto precedentemente, dovrà comunque essere nuovamente giudicato dalla corte d’appello).

Ad essere sconfitti anche suore, ragazzine, anziani, financo parlamentari, massacrati e intossicati dai lacrimogeni delle forze dell’ordine che arrivavano sempre pochi minuti (a volte secondi) dopo la scomparsa dei black bloc, avendo così il pretesto per caricare violentemente i manifestanti pacifici, che spesso, a causa delle vie anguste del capoluogo ligure, non potevano neanche fuggire.

Ma il vero grande sconfitto nel G8 di Genova è il movimento no-global, unico vero movimento di protesta trasversale che faceva paura al Capitalismo Totalitario, a differenza dei movimento glamour radical chic come “Black Lives Matter”,  Antifa, “Occupy Wall Street” e “Friday For Future”, tutti movimenti non-spontanei finanziati e sostenuti da George Soros e dalla sua Cabala Mondiale.

Qui gli squadristi degli “Antifa” USA protestano perché George Soros non li ha ancora pagati per le loro manifestazioni “democratiche”:



Nel video che segue, gli squadristi di Antifa, finanziati da Soros tramite AfGJ, aggrediscono veterani di guerra disabili.


https://twitter.com/IsraelUSAforevr/status/1162898283695677440



CHI C’ERA DIETRO I FATTI DEL G8 DI GENOVA?

Chi ha deciso di trasformare Genova in un’autentica mattanza al fine di disarticolare defintivamente il Movimento no-global?


Perché trasformare Genova nel teatro di una carneficina? Lo spiega un ex dirigente della Nsa, Wayne Madsen. L’intelligence Usa, rivela, ha piegato le forze dell’ordine italiane a un disegno oscuro: quel sangue doveva servire a seppellire per sempre il movimento NoGlobal, di cui le multinazionali avevano il terrore, all’alba del nuovo millennio.


Missione compiuta, si direbbe: dopo Seattle, Praga e altre fiammate, a Genova nel luglio del 2001 è stato letteralmente soppresso «il primo movimento di protesta, nella storia dell’Occidente, capace di mobilitarsi in modo disinteressato, cioè senza più difendere singole cause territoriali, nazionali o di categoria, ma schierandosi in modo permanente a tutela dei diritti dell’umanità, in ogni continente». Lasciata l’intelligence Usa (l’agenzia resa tristemente celebre dallo scandaloso “datagate” spionistico del governo Obama), Madsen è divenuto un fiero accusatore di un sistema manipolatorio che a Genova, dice, richiedeva un preciso tributo di sangue: la morte di Carlo Giuliani, la “macelleria messicana” dei ragazzi inermi nella scuola Diaz (col pretesto di bombe molotov introdotte dagli stessi agenti) e poi l’incubo delle torture inflitte ai “prigionieri” nella caserma di Bolzaneto. Tutta quella violenza barbarica sembra portare la stessa “firma” della mano segreta che, di lì a un paio di mesi, avrebbe pilotato l’immane attentato delle Torri Gemelle a New York, dando inizio alla “guerra infinita” contro il “terrorismo”.


Genova? Una pietra miliare: il Rubicone varcato da un potere globalista “medievale”, neo-feudale, smisuratamente avido e bugiardo, estremamente feroce. Lo sostiene Madsen, intervistato da Franco Fracassi nel saggio “G8 Gate”. Una vera e propria confessione: «Mesi prima, per la tragica “riuscita” di quel G8 – dice – la Nsa mise a disposizione 1.500 funzionari, e a Genova (oltre alla polizia italiana) c’erano 700 agenti dell’Fbi».


Nessuno lo sapeva, all’epoca, ma tutti videro lo stesso spettacolo: i reparti antisommossa si accanivano contro manifestanti inermi, ignorando deliberatamente i famosi “black bloc” spuntati dal nulla, liberi di devastare impunemente la città. I “neri” colpivano i loro obiettivi e poi si disperdevano rapidamente tra i vicoli. «E’ una tattica di guerriglia insegnata nelle scuole Nato: si chiama “swarming”», afferma – sempre nel libro di Fracassi – il generale dei paracadutisti Fabio Mini, già comandante della missione atlantica Kfor in Kosovo. «Esistono precise strutture – rivela Mini – in grado di far affluire in piena sicurezza centinaia di persone, da tutta Europa, senza il rischio di subire controlli alle frontiere, neppure dopo l’evento». […]


Per questo è importante la voce di un uomo come Madsen. «I mandanti sono le multinazionali – dice – che erano letteralmente terrorizzate dal crescente consenso di quei ragazzi: il movimento NoGlobal andava stroncato. […]


Un film dell’orrore, sostiene Madsen, grazie al quale nessuno si è più sognato di contestare frontalmente lo strapotere delle Corporations e dell’oligarchia finanziaria, che in Europa è riuscita a ridurre alla fame un paese come la Grecia, senza più medicinali per i bambini, e di destituire con un golpe bianco il governo italiano democraticamente eletto. Si arrivò a insediare a Palazzo Chigi uno spettro come Mario Monti. (Giorgio Cattaneo, petalidiloto.com)


G8 GATE, IL LIBRO DI FRANCO FRACASSI


Manovre lacrime e sangue per tutti tranne che per la “casta” mondiale, sovranità limitata o revocata, bavaglio universale all’informazione. Sindacati neutralizzati, banchieri al governo e partiti-fantasma ormai agli ordini dei signori dell’economia. Quello che oggi chiamiamo crisi era stato largamente previsto, dagli stessi super-poteri che, già nel 2001, prima ancora dell’11 Settembre, si preoccuparono di disinnescare sul nascere una potenziale bomba democratica planetaria, quella del movimento no-global. Diritti contro soprusi, cittadinanza contro privatizzazione. In altre parole: anticorpi civili per difendersi dalla globalizzazione selvaggia. Profeticamente, li pretendeva il “popolo di Seattle”. Fu fermato appena in tempo e nel modo più brutale, con il bagno di sangue noto come G8 di Genova.


E’ la tesi che fa da sfondo al drammatico libro-inchiesta “G8 Gate” firmato da Franco Fracassi per la giovane casa editrice Alpine Studio, […]


I black bloc  «hanno un nome, ma non un volto». Sono note le loro azioni, ma non il perché le compiono: «I black bloc sono temuti, odiati, talvolta idolatrati, ma nessuno li conosce veramente», dice Fracassi, presentando il suo ultimo lavoro sui neri guastatori senza volto, sempre così puntuali quando si tratta di rovinare cortei importanti, molto temuti alla vigilia proprio perché pacifici. […] «La polizia ha letteralmente massacrato dimostranti inermi, senza procedere all’arresto di un solo black bloc: ai “neri” è stato anzi permesso di devastare impunemente l’intera città».


Allora reporter d’assalto per l’agenzia ApBiscom, Fracassi si calò fino al collo nella strana guerra civile che devastò le strade del capoluogo ligure, vivendo da vicino l’intero campionario dell’aberrazione andata in scena in quei giorni: la polizia che osserva le devastazioni dei black senza muovere un dito e poi, appena i “neri” si allontanano, carica senza misericordia i dimostranti inermi. […]


Fracassi ha seguito da vicino [i black bloc], per ore: piccoli gruppi ben addestrati, pronti a devastare negozi, automobili e bancomat per poi sganciarsi rapidamente, sempre condotti al sicuro, nel dedalo dei vicoli, da misteriose “guide” perennemente al telefono: con chi? Con “qualcuno” che era perfettamente al corrente, in tempo reale, dei movimenti dei reparti antisommossa. […]


Proprio grazie alla sua tenacia, alla vigilia della mattanza riuscì a conquistare la fiducia di alcuni uomini della polizia: «Se vuoi vedere il macello, fatti trovare a mezzogiorno all’angolo tra corso Buenos Aires e piazza Paolo da Novi», gli anticipa un funzionario di polizia alla vigilia del fatale venerdì 20 luglio: «Arriveranno dei black bloc e distruggeranno la banca. Due-tre minuti al massimo. E’ quello il segnale dell’inizio». Fracassi si presenta nel luogo indicato, e i black bloc arrivano con puntualità cronometrica. Prima di intervenire, proprio come previsto, gli agenti attenderanno che si siano allontanati. Poi caricheranno, travolgendo soltanto innocenti. […]


Wayne Madsen, reduce dagli scontri al Wto di Washington l’anno prevedente, rivela: «Ho raccolto documenti e testimonianze dall’interno del movimento anarchico Usa e dell’intelligence». Cia, Fbi e Dia organizzavano e guidavano gruppi di devastatori anche nelle manifestazioni no-global nel resto del mondo? «E’ il loro modo di agire, ovunque ci siano interessi americani da difendere». […]


Per “G8 Gate”, Fracassi ha sondato centinaia di fonti. Tutte convergono drammaticamente verso un’unica ipotesi: a Genova si “doveva” spezzare le gambe, a tutti i costi, al nuovo movimento democratico mondiale. Obiettivo, veicolare il messaggio più esplicito: “Restate a casa, rinunciate a scendere in piazza perché può essere pericoloso”. Mandanti: le grandi multinazionali e persino le loro fondazioni, all’apparenza innocue e filantropiche, in realtà strettamente collegate con settori dell’intelligence. Disponibilità economica: illimitata. E poi la manovalanza principale della missione: i mercenari chiamati black bloc, ben addestrati in gran segreto e specializzati nelle tattiche della guerriglia urbana. «Le forze dell’ordine presenti a Genova – riassume Fracassi – sarebbero state in parte complici e in parte impotenti di fronte ai devastatori» (“Dovevamo arrenderci: lo decise la Cia già al G8 di Genova”, libreidee.org)


G8 e Diavolo Soros.

Il Diavolo Soros. Immagine satirica


GEORGE SOROS DIETRO AI BLACK BLOC?

Non è ultroneo ricordare che la prima massiccia manifestazione no-global avvenne a Seattle, sede della Microsoft, il cui azionista di maggioranza, Bill Gates è un contubernale del Capitalismo Totalitario di Soros & Co.

Gates rimase assolutamente terrorizzato dalla rivolta del Popolo di Seattle.


L’81esima Brigata della Washington State Patrol batte in ritirata. Si dimette il capo della polizia di Seattle. Bill Clinton deve chiamare la Guardia Nazionale. Il vertice-simbolo della globalizzazione nasce e muore nel caos.

30 novembre 1999: Seattle è sotto assedio. Un summit tra capi di Stato deve varare i nuovi negoziati mondiali sulla liberalizzazione degli scambi. Protagonista è la World Trade Organization (Wto), Organizzazione del commercio mondiale, arbitro e cabina di regìa della globalizzazione. Ma a Seattle converge la “madre di tutte le proteste”: 40.000 manifestanti, in una serie di cortei dove si fondono i sindacati operai, le ong ambientaliste, i primi black-bloc. Irrompe sulla scena il movimento no-global. Il vertice finisce nel caos: molti leader dei governi assediati negli alberghi non riescono neppure a raggiungere il centro congressi, avvolto in nuvole di lacrimogeni, le forze dell’ordine sono sopraffatte. (Federico Rampini, repubblica.it)


In un summit occulto a cui parteciparono i vertici di tutte le Ur-Lodges massoniche mondiali, da Three Eyes a White Eagle fino alla nascente Hathor-Pentalpha, al fine di far decollare definitivamente la globalizzazione, venne deciso da un lato di ammettere nel WTO la Cina e dall’altro di affogare nel sangue il movimento no-global alla prima edizione del G8 in Europa. E ciò avvenne in Italia, appunto.


E’ nel 2001, con l’ingresso della Cina nel Wto, che la storia imbocca una svolta improvvisa e dalle conseguenze inattese. La “cooptazione” della Repubblica Popolare, la più grande nazione del pianeta e una superpotenza comunista, è un progetto made in Usa. Il capitalismo americano ha già articolato la sua strategia delle delocalizzazioni: spostare il manifatturiero dove i costi del lavoro sono più bassi, delegare alla periferia dell’impero le produzioni più inquinanti, concentrarsi sulle attività ad alto valore aggiunto. La Silicon Valley californiana ha capito per prima i vantaggi di una simbiosi con la Cina, la catena produttiva di Apple voluta da Steve Jobs è esemplare: gli ingegneri del software stanno a Cupertino, gli operai a Shenzhen. […]

L’economista Branko Milanovic nel suo studio “Global Inequality” oggi ci apre gli occhi davanti a questa contraddizione: la globalizzazione ha reso il mondo meno ineguale nel senso che ha accorciato le distanze Nord-Sud; ma all’interno di ogni nazione ha divaricato la sorte dei ricchi da quella di tanti altri. “All’interno dei nostri paesi – dice Milanovic – a coloro che sono stati impoveriti non possiamo rispondere che i cinesi stanno meglio: non è una consolazione”. (Federico Rampini, repubblica.it)


Il Gran Maestro della Cabala Mondiale, “Diavolo Soros” è il Richelieu, l’eminenza grigia  dietro ai black bloc?


Che sia il G8, il G20, l’Expo o altri eventi internazionali con grande copertura mediatica, appaiono sempre i cosiddetti “black bloc”, e ogni volta è la stessa storia:automobili bruciate, città messe a ferro e fuoco, scontri con la polizia e così via. […]


Molti di questi eventi sembra che abbiano qualcosa in comune, visto che sia primavere arabe, sia le proteste di Ferguson che di Baltimora e molti altri “riots” in giro per il mondo sono stati finanziati da George Soros, che è anche tra gli ideatori di Otpor! e delle cosiddette “rivoluzioni colorate”, tramite “Open Society Foundations” che presiede.


C’è da dire che il principale sito internet della galassia “antagonista” e “no global”  ( da una cui frazione derivano i black bloc) mondiale è il portale “Indymedia”, che per la sua creazione è stato in parte finanziato dalla Open Society di Soros con ben 70mila dollari. […]

Interessante risulta il fatto che Soros stesso è critico, come molti black bloc e tutti i movimenti altermondialisti verso l’economia di libero mercato e il sistema capitalista basato sulla classe media e la proprietà privata, e sostiene la creazione di un nuovo ordine mondiale basato sulla fine delle sovranità nazionali e la concessione di maggiori poteri per l’ONU, ente in cui ha diversi  agganci, tra cui quello dell’economista “progressista” e “socialista” Jeffrey Sachs, che sostiene da anni obiettivi nobili come la redistribuzione della ricchezza tra tutte le nazioni del mondo, per mettere  “fine della povertà” entro il 2015, […]

I black bloc e gli “antagonisti” più vicini ad essi giustificano l’azione di distruggere le automobili e le vetrine dei negozi, quasi sempre di piccoli commercianti, in quanto proprietà privata e quindi espressione del “capitalismo” da essi combattuto, e per il resto la distruzione della città viene considerata di primaria importanza in quanto l’ordine essi lo associano al “fascismo” o comunque alla “civiltà borghese” odiata, mentre il caos al nichilismo “rivoluzionario” necessario per la creazione di un nuovo ordine mondiale fondato sull’assenza della proprietà privata e delle sovranità nazionali, che descrivono come migliore ma risulta che anche Soros nonché i principali esponenti dell’alta finanza e dei cosiddetti “poteri forti” internazionali la pensino in modo sostanzialmente simile, visto che per entrambi il problema è l’esistenza della classe media e del sistema di libero mercato, e in questo modo l’utopico e speranzoso “no nation, no border” degli antagonisti viene a realizzarsi in una costruzione di un mondo post-capitalista, senza nazioni e senza frontiere sotto guida dell’ONU e di altre organizzazioni internazionali, egualitario e collettivista  per la massa ma guidato dall’avanguardia “rivoluzionaria” rappresentata dalle più influenti e ricche personalità “progressiste” (Soros, Buffet e compagnia), insomma una sorta di “neofeudalesimo” spacciato come la realizzazione dell’utopia socialista, una versione “liberal” dell’URSS. (Salvatore Santoru, informazioneconsapevole.com)

I Black Bloc, a libro paga del Capitalismo Totalitario e dei Soròi, come gli Antifa, interrompono con la consueta violenza, i comizi degli avversari politici del Soros: Milo Yiannopoulos, Steve Bannon, Ann Coulter, Pamela Geller, David Horowitz, ed Erik Prince, a Berkeley 2017.




ANTIFASCISMO E “DIAVOLO SOROS”

È innegabile l’abbraccio contro natura tra il Capitalismo Totalitario dei Soròi e le Sinistre Radicali e Antagoniste. Per entrambi, il fine comune è la liquidazione degli Stati-Nazioni per giungere ad un Ordine Mondiale in cui il Capitale finanziario dominerà tutte le strutture legislative umane, senza alcun intralcio da parte delle Costituzioni antifasciste e democratiche occidentali.

Ormai non v’è alcun punto di contatto tra il vecchio Antifascismo e l’attuale, che è invece servo del Capitale finanziario.


Per esempio, la Tides Foundation, che è attiva negli Stati Uniti e riceve donazioni finanziarie da George Soros, finanzia regolarmente gruppi antifascisti, compresi quelli che organizzano disordini di massa come gli scontri a Berkeley in febbraio di quest’anno [2017], quando gli antifascisti hanno picchiato persone, bruciato macchine e rotto vetrine.
Il movimento “antirazzista” Black Lives Matter, che si occupa principalmente dell’organizzazione di disordini di massa, ha ricevuto nel 2016 da George Soros, attraverso la Open Society Foundation e il Center for American Progress, guidato da John Podesta, 33 milioni di dollari. Altri 100 milioni di dollari sono stati assegnati dalla Ford Foundation e dall’organizzazione Borealis Philanthropy, che ha creato a questo scopo il Black-led Movement Fund.
Finanziare iniziative antifasciste e antirazziste in Europa è anche una delle priorità della Open Society Foundation, così come di altre strutture d’influenza americane. Per esempio lo stesso fondo Ford contribuisce attivamente a molte iniziative anti-razziste in tutta Europa.


La risposta è ovvia: la gestione degli afflussi di capitali è necessaria a riorientare i radicali lontano dalla critica e dalla lotta al sistema borghese verso l’azione contro un mitico “fascismo”. Il capitalismo offre, invece di combatterlo, di condurre la lotta ai fantasmi ideologici, così come agli oppositori dello stesso capitalismo provenienti dal campo della destra. È molto conveniente, sicuro e redditizio in termini di denaro.
Gli ideologi che si sono espressi recentemente, dicono ai nuovi arrivati che “fascisti” sono tutti quelli per cui lo spirito di emancipazione dell’illuminismo non è in alcun modo accettabile, che non vogliono rinunciare ad alcuna identità collettiva, dalle radici nella tradizione, etnica, nazionale, religiosa, che credono che l’uomo è un uomo e una donna una donna e che il matrimonio è una unione di un uomo e una donna, che amano il loro popolo e la loro storia, che vedono nella cultura non solo nichilismo, ma anche i valori della continuità e il Logos.
In breve, i “fascisti” sono tutti quelli che non sono d’accordo con l’assegnazione, a tutte le possibili perversioni, dello status di norma sociale e di legge. Per un antifascista di professione, ogni persona sana, equilibrata e normale è un “fascista”. E con un fascista, come dicono gli antifascisti, niente complimenti. L’unico fascista buono è il fascista morto. Questo ci ricorda qualcosa.


Gli antifascisti stessi vivono con un principio completamente fascista. “Lascia questa chimera della coscienza, il Fuhrer pensa per noi”. Per gli antifascisti, come regola, a pensare sono i filosofi ultra-liberal tra gli ex esponenti della sinistra. Come il defunto Andre Glucksmann o i viventi Daniel Cohn-Bendit e Bernard Henri Levy. Quest’ultimo letteralmente non sfugge a ogni sorta di Maidan, dichiara regolarmente quanto odia Putin (il “fascista”), e gira documentari quando è necessario giustificare l’invasione americana di un particolare paese. Saddam Hussen, Gheddafi, Assad — siete “fascisti!” — quindi stiamo venendo da voi.


Non sorprende che gli antifascisti mostrino un comportamento praticamente fascista. Se i loro oppositori di destra cercano di organizzare un dibattito o di fare un discorso, gli antifascisti preferiscono interrompere l’evento ma non intervenire nel dialogo o giustificare la loro posizione. Un’altro tratto comune è l’intolleranza verso chi ha un altro punto di vista. Un’altro ancora  è  il tasso di violenza fisica e intimidazioni contro gli avversari. Infine, la mancanza di pensiero critico, che non permette di vedere nelle azioni di chi li dirige, una palese manipolazione. Gli antifascisti sono ciechi da un occhio: vedono solo lo pseudo-fascismo e non vedono quello reale, che servono con devozione.
Ad alcuni può sembrare sorprendente, ma l’antifascismo oggi è un fenomeno reazionario che protegge l’egemonia liberale, lo status quo liberale e i politici liberali. Coloro che non vogliono cambiar nulla, che sostengono la necessità di attrarre milioni di migranti e di ridurre la responsabilità sociale dello Stato e delle imprese, che minano la sovranità nazionale dei propri paesi in favore delle imprese transnazionali e sono strettamente collegati in reti di governance mondiali. (“anti(FASCISTI): l’esercito del Terrore Globalista”, geopolitica.ru)


Segue un video sulle rivelazioni di Wikileaks riguardo il finanziamento e l’organizzazione di proteste anti-Trump da parte di George Soros. Diventa chiaro perché il Deep State di Soros abbia fatto incarcerare Julian Assange.

Il Giudice Federale di New York John G. Koeltl, però, in punta di diritto, non ha potuto far altro che assolvere Wikileaks, Julian Assange e Donald Trump dall’accusa di cospirazione attribuita loro dai Democrats USA, un Partito composto sempre più da Demofobi, Totalitaristi Sorosiani e Odiatori della Libertà di Pensiero, alla stessa stregua dei loro omologhi Europei.


QUELLI CHE AL G8 ERANO NO-GLOBAL ORA SONO GLOBALISTI

Vediamo cosa scrive oggi Toni Negri, il leader di Potere Operaio che, al tempo, aveva come slogan la democrazia è il fucile in spalla agli operai.

Oggi scrive frasi che sembrano uscite dalla penna del globalista Soros:


La globalizzazione nasce, quindi, come un elemento maledettamente positivo, è un segno di libertà, è un segno della forza dei processi storici che fanno saltare quella gabbia d’inferno che è lo Stato-nazione. Lo Stato-nazione, che ha fatto morire per secoli la gente nelle guerre più stupide, nelle trincee più assurde. Lo Stato-nazione, la cui ideologia non poteva che arrivare necessariamente ai forni di Auschwitz. Noi di fronte alla sua fine e di fronte alla liberazione delle forze proletarie del Terzo mondo abbiamo trovato questo formidabile passaggio: la globalizzazione. Finalmente! (Toni Negri, Impero Moltitudini Esodo)


Ormai il Negri ha sostituito integralmente la “classe operaia” per un’indifferenziata, sradicata e acefala massa di neoplebi inebetite e desideranti che lui definisce “Moltitudine”, una Moltitudine che è perfettamente funzionale agli  scopi della Cabala Mondiale di Soros e delle Corporazioni Globali.

Credere che le Moltitudini negriane, i “Molti”, Hoi polloi, rappresentino una strato prerivoluzionario altermondialista è pura illusione.
Siffatti Molti, siffatti polloi, sembrano più che altro polli.

D’altro canto, uno schiavo che non ha più l’immaginazione di sentirsi libero non spezzerà più le sue catene.


Il concetto di moltitudine: dal punto di vista scientifico è un concetto certamente ancora primario, che si lancia per vedere se funziona. Ma quando per qualificare il nuovo proletariato si parla di moltitudine si parla di una pluralità di soggetti, di un movimento nel quale operano singolarità cooperanti. C’è una differenza abissale dal concetto di classe. La moltitudine lavora, è completamente sfruttata, ma si mette assieme attraverso la rete, i collegamenti, la cooperazione, il linguaggio. La moltitudine ha una molteplicità produttiva, costituente, tutti elementi che possono anche essere riferite a categorie marxiane classiche: alla modificazione della forza-lavoro nella sussunzione reale, nel passaggio alla produzione del general intellect. Il concetto di moltitudine viene quindi usato come uno strumento, ma quale può essere la sua rilevanza politica? Su questo terreno credo che stiamo vivendo una enorme accumulazione primitiva a livello mondiale. Per dare un immagine diquello che sta succedendo dal punto di vista della soggettività, non abbiamo che le immagini del materialismo primitivo lucreziano: c’è un grandemovimento di particelle, atomi, singolarità che si mettono assieme e costruiscono qua e là. E’ chiaro che questa nuova carne del proletariato deve diventare corpo, e può diventare corpo solo sulla base di un theos sulla base di un’autorganizzazione che la fa finita con la democrazia ma anche col socialismo, con le forme di gestione democratica o socialista del capitale. (Toni Negri, Impero Moltitudini Esodo)


Ha ragione il filosofo Costanzo Preve quando afferma che «l’opposizione al Capitalismo trova oggi la sua radice fondamentalmente [rectius, esclusivamente] negli Stati, nelle Nazioni, nella Geopolitica. La Globalizzazione negriana è soltanto la Globalizzazione capitalistica rovesciata, che rimane però la stessa. Se io prendo un cubo e lo rovescio, rimane sempre un cubo. Il vero problema è passare da un cubo ad un altro solido. E di questo Negri è del tutto incapace».



Hardt e Negri dovrebbero spiegare come siffatte Moltitudini – inebetite da Consumismo, social, sesso, cibo undustriale, e droghe – sarebbero in grado di realizzare la “Rivoluzione Mondiale” quando non v’è riuscito il Movimento Operaio, pur avendo avuto quest’ultimo un forte senso di appartenenza sociale e coesione internazionale di classe, senso che le “Moltitudini” – sorta di Post-Umanesimo di Migranti che vengono allocati ovunque serva al Capitalismo Totalitario, in un Mondo senza Frontiere e senza Leggi se non quella del Mercato – non avranno mai.



IL VERO NEMICO DEL LIBERALESIMO POST-BORGHESE È LO STATO-NAZIONE, NON LA SINISTRA ARCOBALERNO

Nei suoi lunghi dialoghi socratici con Diego Fusaro, Preve affermava che

“il marxismo di Deleuze e Negri non ha nessun rapporto con Marx.”

Aggiungeva:

“Deleuze fa una fuga in avanti, ridefinisce il Comunismo come Potenza del Desiderio incontrollato, cioè esattamente il suo contrario… Deleuze deve essere letto come un critico della borghesia e, dunque, come un preparatore dell’odierno ultracapitalismo post-borghese.”

Icastico il commento su Toni Negri,

“Negri è in realtà un liberale che si traveste da comunista estremista… la sua Antropologia è quella di Deleuze, Foucault, Guattari.
Costoro tratteggiano il soggetto come faceva Hume, Per siffatta antropologia, il soggetto è Flusso di desideri, sensazioni, abitudini.
Cioè, il Paradigma del Liberalismo.”



Illuminata è la chiosa finale di Costanzo Preve:
I nemici dell’attuale Liberalismo non sono certi siffatti comunisti. ma gli Stati-Nazione, con Costituzioni che tutelano i diritti sociali come lavoro, welfare e salute.

Diretti avversari del Capitalismo Totalitario.

Il Caos planetario imposto dalla Finanza Globalizzata, guidata da George Soros, supporta, con enorme generosità economica, l’epistemologia dei decostruzionisti antistatualisti.


Drogato da filosofia postmoderna, individualismo liberale e materialismo marxsta, il dibattito decostruzionista sulle nazioni ha visto i suoi natali negli anni Ottanta: i nomi di Ernest Gellner, Benedict Anderson ed Eric Hobsbawm sono senso i più autorevoli. […]


Gellner è un liberale di stampo illuminista, avido lettore di Karl Popper. […]


Anderson e Hobsbawm sono invece due marxisti in piena regola. Insomma abbiamo a che fare con internazionalisti di razza… nel loro odio viscerale per i popoli e le nazioni, d’altronde, liberali e e comunisti si sono sempre trovati in sospetta sintonia. […]


Anderson è diventato famoso per aver coniato il concetto di «comunità immaginate»: le nazioni si configurerebbero come «immaginate» nel senso che i loro membri non conosceranno mai i loro connazionali. […]


Quello che non non è chiaro tuttavia, è perché la Nazione, concepita in questi termini dovrebbe essere «immaginata», laddove l’«umanità» – ossia l’unica comunità possibile per i globalisti – sarebbe al contrario qualcosa di «reale». […]


Quando dici Italia, dici il nome mio. Chi «parla di umanità» invece – come scrisse anche il socialista Pierre Joseph Proudhon – realtà «vuole solo trarvi inganno».  (Valerio Benedetti, Quando dici Italia, dici il nome mio”, Il Primato Nazionale, periodico mensile, numero 6 del 2018)



IL G8 DI GENOVA FU LA BISETTRICE…

Dopo il G8 di Genova, la Sinistra Materialista e Nichilista si trovò di fronte un baratro.

O perdere tutte le rendite di posizione accumulate dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in poi (l’occupazione “militare” di quasi tutti i mezzi d’informazione mondiali, delle cattedre universitarie e dell’editoria) o collaborare con la Dittatura vigente, come aveva già fatto tante altre volte in passato.

Quelli che Giovannino Guareschi definiva, a ragione, i Trinariciuti, collaborarono. E non fu neanche difficile far digerire l’ennesimo tradimento, visto che quasi tutta la Sinistra governativa (Clinton, Blair, PDS-DS-PD, Sinistra europea) s’era già appecoronata ai dogmi del Capitalismo Totalitario e alle autoreferenziali élite.


Com’è possibile che la sinistra abbia completamente abbandonato le fabbriche e le periferie e, in generale, sia finita per rappresentare l’establishment politico e quello che il “popolo” percepisce come l’élite?


L’ultimo a fornire una spiegazione interessante è stato il filosofo Massimo Cacciari, che in una recente intervista rilasciata alla Verità ha osservato, parlando del Pd: “A furia di spostarsi verso il centro, sono rimasti prigionieri del centro storico. Si sono rintanati nel rifugio dei benestanti. E di conseguenza hanno dimenticato le periferie, hanno abbandonato gli italiani in difficoltà, una larga parte di elettorato che è stata consegnata ai partiti populisti e alla destra sociale“, l’analisi del filoso sulla compagine dem.


Sulle colonne del Manifesto, Carlo Freccero, direttore di Rai2, è stato ancora più incisivo, facendo letteralmente a pezzi la retorica della sinistra radical chic. “Cos’è oggi essere di sinistra?” si chiede Freccero. “Essere politicamente corretti. Accettare il pensiero unico in maniera acritica e credere, presuntuosamente che, in quanto detentrici del pensiero unico, le élite devono guidare un popolo ignorante e rozzo, irritante per la sua mancanza di educazione“.


Il celebre politologo statunitense Francis Fukuyama, autore del celebre La fine della storia, ha invece spiegato nel suo ultimo saggio Identità. La ricerca della dignità e i nuovi populismi (Utet), che “il problema con la sinistra odierna sta nelle particolari forme di identità che questa ha deciso sempre di più di esaltare. Anziché costruire solidarietà attorno a vaste collettività come la classe operaia o gli economicamente sfruttati, si è concentrata su gruppi sempre più ristretti che si trovano emarginati secondo specifiche modalità“.


Nel suo ultimo saggio La notte della sinistra. Da dove ripartire (Mondadori), il corrispondente di Repubblica Federico Rampini, oltre ad affrontare il tema dell’immigrazione mettendo in discussione molti dei totem ideologici dei progressisti chic, soprattutto italiani, si chiede per esempio “com’è accaduto che lo spread tra Btp e Bund sia diventato una Linea Maginot dietro la quale la sinistra italiana è asserragliata, un baluardo a cui si aggrappa pur di fare opposizione ai populisti-sovranisti?“.


Una sinistra, insomma, che ha tradito completamente il suo popolo, schiava della propria bolla ideologica, incapace di leggere la realtà, arroccata nei propri preconcetti e superstizioni. (Roberto Vivaldelli, “Quel tradimento della sinistra che preferisce le élite al popolo“, ilgiornale.it)


Una sinistra che a suo tempo non ha svenduto, ma letteralmente regalato alle Corporazioni autentiche miniere d’oro  pubbliche come Autostrade, una sinistra ben contenta di accogliere oggi tra le sue braccia gli ultimi Quisling della Globalizzazione. I Grillini.




I GRILLINI VOLTAGABBANA

Ricordate quando Beppe Grillo richiedeva a gran voce un referendum per uscire dall’Euro? Mai fatto. Ora i grillisti sono i corifei dell’Europeismo più integralista e assolutista.



Non ci alleeremo mai con il PD. Il bergogliano-sorosista Roberto Fico non c’è riuscito lo scorso anno e potrebbe riuscirci adesso.

Non è ultroneo ricordare che fine al mese scorso Luigi Di Maio affermava che lui neanche parlava con il PD, “il partito di Bibbiano” che “toglie i bambini alle famiglie con l’elettroshock” allo scopo di “venderli”. Oggi tratta con il PD per il nuovo governo.

Ancora Luigi Di Maio: Noi siamo contro il Neoliberismo. Una volta al governo, i grillini sono diventati ultraliberalisti e turbomondialisti. Oggi Di Maio & Co. sono totalmente asserviti agli anomici interessi del Capitalismo Totalitario dei Soroi.

A stigmatizzare l’ennesima giravolta dei grillini voltagabanna è il filosofo Carlo Formenti, un pensatore della vera Sinistra che si contrappone al Fascismo dei Radical Chic.


Sulle pagine di Economia del Corriere dell’8 Giugno, leggo la seguente dichiarazione di Luigi Di Maio in merito al fallimento della trattativa fra Fca e Renault, a seguito dell’intervento dello Stato francese che detiene il 15% del pacchetto azionario di Renault: “è l’interventismo di Stato che ha provocato il fallimento dell’operazione. La Francia non ha fatto bella figura, noi anche se in contatto con Fca, abbiamo rispettato un’operazione di mercato. Se si fa mercato non è che interferiscono ministri e presidenti della Repubblica”.


Caro Di Maio qui, a fare brutta figura (per non dire di peggio), non è lo Stato francese, siete tu e lo Stato italiano che tu dovresti rappresentare (che a sua volta dovrebbe rappresentare gli interessi del Paese). Da quando ti hanno consegnato le chiavi dell’M5S, questo movimento, che inizialmente aveva assunto – almeno a parole – posizioni antiliberiste ed antieuropeiste, e aveva manifestato l’intenzione di tutelare gli interessi delle classi subalterne, ha compiuto una svolta di centottanta gradi, cercando di ottenere il consenso di Confindustria e delle grandi imprese, adottando senza riserve il punto di vista liberista in economia e mostrandosi sempre più acquiescente ai diktat della Ue.


Così la Francia – che assieme alla Germania può permettersi sia di dettare le regole agli altri Paesi dell’Unione, sia di prevedere per sé le opportune eccezioni alle stesse regole – fa pesare i propri rapporti di forza per tutelare i livelli di occupazione dei lavoratori francesi. Viceversa l’Italia, per bocca di Luigi Di Maio – che si inscrive nel lungo elenco di politici nostrani che hanno svenduto il nostro sistema industriale alle imprese multinazionali spalleggiate dai rispettivi Stati di origine – si scaglia contro il peccato di “leso mercato” e resta con il cerino in mano. […]


Questo è il senso di eventi come il recente trattato fra Francia e Germania, l’intervento a gamba tesa degli Stati Uniti nel processo della Brexit, l’alleanza fra Russia e Cina in funzione anti americana. Mentre si torna a livelli di competizione interimperialistica che ricordano il primo Novecento (sia pure in forme e in un contesto geopolitico profondamente diversi), le mezze tacche che si contendono il governo dell’Italia, siano essi membri dei vecchi partiti socialdemocratici e liberali, siano essi i nuovi rampolli del populismo di destra (Salvini) o di centro (l’M5S) non sembrano concepire alternative fra la più abietta resa alle direttive della Ue (cioè all’alleanza franco-tedesca) e le velleitarie dichiarazioni di guerra a un avversario superiore in forza e intelligenza strategica.


Un avversario che potrebbe essere sfidato esclusivamente rivoluzionando profondamente il nostro modello produttivo con robuste iniezioni di politica industriale ed economia mista, recuperando la nostra sovranità monetaria e chiamando le classi subalterne alla lotta per democratizzare le nostre istituzioni. Ma questo non è quanto possiamo aspettarci da nani politici come i vari Di Maio, Salvini, Zingaretti, Berlusconi (per tacere di una agonizzante sinistra radicale). (Carlo Formenti, “Di Maio e la giravolta liberista del M5s”)


Come si evince, sempre coerenti i Grillini.

Da Mai il TAV, al TAV va completato di Giuseppe Conte; Da Mai Liberisti a Sempre Neoliberisti; Da Mai con il PD, il Partito di Bibbiano a CONTRORDINE, COMPAGNI! Facciamo il Governo col PD!
Non è più il Partito di Bibbiano, egregio Di Maio?




CONTRORDINE, COMPAGNI!

– Contrordine compagni! I Capitalisti sono Comunisti come noi!
– Eh?
– Sì.
– Ma che m..chia dici?
– Sono Internazionalisti come noi. Noi avevamo l’Internazionale Socialista, loro hanno la Globalizzazione. I Capitalisti sono Totalitaristi come noi. E Materialisti come noi. Ormai la filosofia continentale pullula di filosofi New Materialist. Dulcis in fundo, sono Atei come noi.
– Ma come si fa a collaborare con loro?
– Vi siete già dimenticati di quando, dopo il Patto Molotov-Ribbentrop, collaboravamo con i camerati Nazisti?
– Come facciamo con i Compagni Giornalisti?
– D’ora in poi devono smettere di intingere la penna nella bava ogni qual volta guardano la foto di Stalin. La bava se la produrranno guardando la foto del Grande Fratello Soros!
– Per quanto riguardo la nostra lotta contro gli Stati Nazionali?
– Come dice Toni Negri, essi sono cose barbariche e tribali. Compagno Soros è in prima fila nel liquidare gli Stati-Nazione.
– E il ceto medio, la Sovranità Nazionale, la Patria, la Famiglia?
– Tutto vecchio ciarpame Fascista, da liquidare!
– I criminali genocidi della NATO che hanno ucciso migliaia di donne e bambini in Serbia nel 1999 con la nostra vergognosa Collaborazione?
– Sono l’Esercito della Pace, oggi.
– Cosa facciamo con i Compagni come Fusaro, Fassina, Formenti, Ricolfi, Rampini, che dicono che abbiamo tradito i veri Valori della Sinistra?
– Li tacciamo di essere Rossobrunisti.
– Che significa?
– Il Compagno Capitalista Soros mi ha detto che significa qualcosa tipo comunisti e nazisti insieme.
– Con la Chiesa di Ratzinger come la mettiamo?
– I Compagni Capitalisti hanno detto che rappresenta i valori della Tradizione e quindi va combattuta. Ricordiamo che Umberto Eco ha affermato che Ratzinger ha la preparazione teologica di una seminarista.
– Va bene, capo. Obbedisco!
– Cosa fai, idiota? Ancora il saluto romano? Devi alzare il pugno!
– Scusa, compagno: è la forza dell’abitudine!




IL CAPITALISMO TOTALITARIO DELLE CORPORAZIONI E DEI SOROI STA PROVOCANDO LA FINE DELLA CIVILTÀ

Precisiamo che il termine Soròi è stato coniato dal progressista Pul Krugman.

«Inviso a tanti critici di sinistra per il suo ruolo di grande burattinaio della speculazione, […] Soros è riuscito ad attirarsi contemporaneamente gli strali del premio Nobel Paul Krugman, maitre-à-penser dei progressisti americani; e quelli di George Bush. Il primo ha coniato addirittura un neologismo, “Soroi” (plurale), per condannare “quegli investitori che non solo muovono capitali per anticipare una crisi valutaria, ma di fatto operano attivamente per scatenare quella crisi, per profitto e per divertimento“.» (Federico Rampini)

L’immonda religione neognostica del Capitalismo Totalitario dei Soroi e delle Corporazioni ci porterà all’Estinzione.
Sentiamo, al riguardo, l’illuminato filosofo Carlo Formenti, in questo dialogo maieutico tra lui ed Enea Boria:


Enea Boria: Altre parti del testo [Il socialismo è morto, viva il socialismo“, edito da Meltemi] riguardano la critica alla globalizzazione, la rivendicazione della sovranità nazionale, tutti temi che a sinistra continuano a suscitare reazioni isteriche e spesso ridicole. Tu assumi un punto di vista esplicitamente sovranista ed antieuropeista e in questo mi associo. Appartengo a una generazione che ha provato solo una volta ad alzare la testa, ma ci hanno annegati in una pozzanghera di sangue a Genova e non ci siamo più rialzati.


Ho trascorso i miei vent’anni con addosso una maglietta nera con lo stellone rosso dell’EZLN e leggevo Marcos. Cito da “La quarta guerra mondiale è cominciata”: «L’Unione europea, una delle megalopoli prodotte dal neoliberismo, è un risultato della IV Guerra Mondiale in corso. Qui, la globalizzazione ha ottenuto di cancellare le frontiere tra Stati rivali, nemici tra loro da molto tempo, e li ha obbligati a convergere e a progettare l’unione politica. Dagli Stati Nazionali alla federazione europea, il cammino economicista della guerra neoliberista nel cosiddetto Vecchio Continente sarà disseminato di distruzione e di rovine, e una di esse sarà la civilizzazione europea».


Ancora: «Distrutta la loro base materiale, annullate le loro possibilità di sovranità e indipendenza, svanite le loro classi politiche, gli Stati Nazionali si convertono, in modo più o meno rapido, in un mero apparato di “sicurezza” delle mega imprese che il neoliberismo va erigendo con lo svilupparsi della IV Guerra Mondiale».


Ho sempre creduto che gli stati smettono di essere democratici e si trasformano in strumenti di oppressione al servizio delle mega imprese, [le abominevoli, marcescenti e demoniache  Corporazioni dei Soròi, nota di Seyan] quando perdono la propria sovranità nazionale. Ci credevo e non ho smesso di crederci.


Come è possibile che ora ci dipingano come dei rinnegati “rossobrunisti”, quando è evidente che non abbiamo fatto altro che evolverci, rimanendo però coerenti con noi stessi? E’ un mero fatto numerico? Si diventa rinnegati e si viene ostracizzati solo perché si è minoritari in mezzo a una maggioranza di veri traditori? Ammesso e non concesso che il tradimento possa essere considerato una categoria della politica e non soltanto una categoria moralistica.


Carlo Formenti: La seconda che hai detto: il tradimento è una categoria moralistica e non politica. La sinistra non ha “tradito” le classi subalterne, semplicemente ha ceduto alla poderosa pressione ambientale delle mutazioni sociali, politiche e culturali indotte dalla crisi e dalla ristrutturazione capitalistica, e quindi si è adattata alla nuova realtà, cambiando il proprio referente sociale. Per legittimare la propria esistenza è dunque costretta rimuovere le proprie radici culturali, a dimenticare quel patriottismo rivoluzionario che fino agli anni Settanta del Novecento era patrimonio comune di tutti i partiti e movimenti comunisti, non meno di quanto lo sia ancora oggi dei movimenti e degli autori che hai appena citato. Per mantenere l’egemonia non le basta tuttavia essere maggioranza, deve ostracizzare le minoranze che evocano lo spettro del suo rimosso. Il meccanismo è quello descritto da una sociologa tedesca che lo ha chiamato “la spirale del silenzio”: chi esprime opinioni eretiche deve essere tacitato dalla paura di subire sanzioni da parte delle maggioranze che condividono l’opinione prevalente. Questo è il compito del linguaggio politicamente corretto: è una vera e propria polizia linguistica che reprime i devianti. Come se ne esce? Continuando a professare le verità vietate e cercando di far crescere il numero di chi le condivide fino a legittimarne il diritto di parola. Sulla questione del necessario rapporto fra sovranità popolare e sovranità nazionale rinvio a quanto scritto nel libro perché il tema è troppo complesso per esaurirlo in poche battute. (sinistrainrete.info)


E, ancora,


La crisi del capitalismo globalizzato e finanziarizzato ha provocato un drastico peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita di ampi strati intermedi, mentre ha disarticolato il corpo della classe operaia riducendolo a sommatoria di atomi individuali. Per inciso: è qui che ci viene in soccorso l’analisi di un Harvey (ma anche di Nancy Fraser delle cui tesi discuto ampiamente nel libro) e la sua categoria di accumulazione per espropriazione: oggi il capitalismo genera profitti non solo attraverso lo sfruttamento della forza lavoro industriale ma “succhiando” risorse, energie vitali, conoscenze dai territori e dalla grande maggioranza degli esseri viventi che vi abitano.


In questo dialogo socratico, la chiusa di Formenti è assolutamente apodittica ed icastica:


Per anni, di fronte alla crisi e allo smarrimento che essa suscitava nelle coscienze più consapevoli del disastro e al tempo stesso meno disposte ad adagiarsi sull’esistente, abbiamo recitato come un mantra il detto di Gramsci “il vecchio muore ma il nuovo non può (ancora) nascere”, con una sorta di passiva rassegnazione alla Eduardo De Filippo (a da passà a nuttata). Già nella parte conclusiva de “La variante populista” accennavo alla necessità di cambiare registro, prendendo atto che il nuovo non nasce da solo, che se l’ostetrica non interviene ad agevolare un parto difficile rischiano di morire sia il bambino che la madre.


Fuor di metafora, ciò vuol dire che il capitalismo non muore da solo, che le sue crisi sempre più acute e ravvicinate rischiano piuttosto di far morire la civiltà umana e addirittura di cancellare la vita stessa da questo pianeta. Ecco perché il socialismo, estinto nelle sue forme storiche, si riaffaccia come unica, ineludibile alternativa al caos e alla barbarie. Quindi come lascia intendere il titolo di questo nuovo libro, bisogna cominciare a raccogliere le energie e le forze sociali, culturali e politiche per riprendere una lotta contro il capitalismo che assume oggi la natura di vera e propria lotta per la sopravvivenza della civiltà e del genere umano. (sinistrainrete.info)


Lottare contro “Diavolo Soros” e contro la Cabala Mondiale delle Corporazioni è imprescindibile, se vogliamo sopravvivere, come Esseri Umani e come Civiltà.


G8

bufalai sedicenti “debunkers” e i pennivendoli prezzolati da Soros intingono la penna nella bava ogni qual volta vedono siffatta immagine: GRANDE FRATELLO SOROS! (Immagine satirica)



Nelle prossime parti parleremo dell’Ibrida Arma Sorosista delle Migrazioni di Massa e dell’Ultimo Katéchon contro le Forze del Male di Antipapa Bergoglio e Anòmos Soros: la Russia di Vladimir Putin.

(CONTINUA)



 

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IL RE E’ MORTO, LUNGA VITA AL RE http://www.isoladiavalon.eu/12243-2/ http://www.isoladiavalon.eu/12243-2/#respond Mon, 12 Aug 2019 14:29:37 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=12243 IL RE E’ MORTO, LUNGA VITA AL RE. Finita l’intesa Lega-M5S. Bene, auspichiamo inizio alleanza Lega-M5S-FdI. (Articolo del Gruppo di Lavoro Offrire Sostegno Spirituale alla Buona Politica)  «Come punto di partenza si può assumere l’idea generale che esistono forze, la quali tendono ad inserirsi in quelle umane, individuali e collettive, non solo per deviare ogni aspirazione

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IL RE E’ MORTO, LUNGA VITA AL RE.

Finita l’intesa Lega-M5S. Bene, auspichiamo inizio alleanza Lega-M5S-FdI. (Articolo del Gruppo di Lavoro Offrire Sostegno Spirituale alla Buona Politica) 


«Come punto di partenza si può assumere l’idea generale che esistono forze, la quali tendono ad inserirsi in quelle umane, individuali e collettive, non solo per deviare ogni aspirazione alla spiritualità vera ma anche per creare correnti, suggestioni e sistemi ideologici tali da confondere la visione della verità, da falsificare i valori, da fomentare il predominio di influenze inferiori e ogni forma di materialismo, di disordine, di sovversione nelle civiltà». (Arvo, Sulla “contro-iniziazione”, ora in Introduzione alla magia, Edizioni Mediterranee, Roma 1991, vol. I, pagina 257).


A ricordo imperituro dell’Azione sempiterna di Roggero Musmeci Ferrari Bravo e Giacomo Boni


Quale Gruppo di Lavoro Offrire Sostegno Spirituale alla Buona Politica, il 30.09.2015, in un articolo ospitato da Il talebano.com https://iltalebano.com/2015/09/30/destino-del-movimento-cinque-stelle/ preconizzavamo il verificarsi di un’intesa fra Verdi e Grillini. Ipotesi giudicata – allora – dai più, quale autentico delirio fantapolitico. Per amor di verità bisogna aggiungere che era stata ereticamente.net ad avere offerto spazio, per prima, ad Evoliani a 5 Stelle https://www.ereticamente.net/2014/12/evoliani-a-5-stelle.html intervento “propedeutico” la possibilità di realizzazione dell’accordo Giallo-Verde da noi caldeggiato, oltre che previsto. A distanza di qualche anno, quel nostro vaneggiamento ebbe a realizzarsi con le esatte modalità da noi presagite, come, in seguito, riconosciutoci da tanti, primo fra tutti Marcello Veneziani http://www.marcelloveneziani.com/articoli/le-basi-segrete-dellintesa-gialloverde/ e consentendo la stipula di un’intesa/contratto che ha, comunque: fermato gli sbarchi, ridato lavoro, mostrato solidarietà sociale, votato la legge anticorruzione, fatto quota 100 e stava per tagliare 345 parlamentari della Repubblica.

            Ora quell’intesa è venuta meno, com’era da aspettarsi, causa, anche: l’inadeguatezza politica delle 2 sigle firmatarie il contratto di governo; la precipua caratura interiore del materiale umano componente le rispettive basi; la qualificazione caratteriale dei due leader e, soprattutto, l’incapacità ad adeguatamente gestire l’attuale situazione geopolitica (in primis i problematici rapporti con USA, Cina, Russia) e conseguenti dinamiche politico-economiche, sia nazionali che internazionali, sulle quali ci soffermeremo, seppur in modo alquanto schematico.

  1. Pur senza averla dichiarata, la Francia ci ha mosso guerra. Si badi, guerra non solo economica: vedasi la tentata predazione di territorio ed acque territoriali italiane; gli sconfinamenti dei gendarmi francesi in territorio italiano, come avvenuto a Bardonecchia e Claviere; il caso di Sandro Gozi (peraltro già insignito, al pari di molti altri politici italiani: da Dalema a Letta, con la Legion d’Onore «per servizi resi al Paese») fino a ieri l’altro, membro del Governo italiano ed oggi consulente di quello francese, con l’incarico di responsabile per gli affari europei, nel gabinetto ministeriale di Matrignon;  il caso dei missili forniti al generale libico Haftar e dallo stesso già utilizzati in azione di pre-testing degli effetti derivanti da un intervento bellico, mirato, sui lager libici ove è stoccata la “vera arma letale” a noi destinata.
  2. Anche le nuove “alte sfere” UE, al pari dell’ONU, hanno confermato l’intendimento di non considerare l’Italia una nazione sovrana (ammesso che mai lo sia, del tutto, stata) con propri confini, inviolabili, da poter attivamente precludere ai migranti economici provenienti dai quattro continenti.
  3. Delle nostre prerogative di stato sovrano e connessi interessi nazionali – peraltro da sempre subalterni a quelli di altre nazioni – stanno facendo strame, in modo coordinato, sia altre entità nazionali (vedasi attacco congiunto Anglo-Francese e conseguente caduta di Gheddafi) che un blocco coeso, seppur variamente motivato, includente personaggi del calibro di G. Soros e J. M. Bergoglio. Attori, lo notiamo per inciso, operanti nella totale quiescenza delle forze nazionali (partiti, forze armate, magistratura, sindacati) che a questa capitolazione generale dovrebbero, almeno, cercare d’ opporsi.

A questo punto non possiamo esimerci dall’evidenziare il motivo per cui – a nostro parere – ciò accade all’Italia, accade in… Italia, ove: “il fuoco di Vesta non si è mai spento, altrimenti l’Occidente intero sarebbe perito perché nulla può salvare un’umanità svincolatasi da ogni rapporto reale ed effettivo col Divino: esso arde inaccessibilmente nel Tempio nascosto ove nessuno sguardo profano saprebbe penetrare ed a lui deve l’Europa intera la sua vita e il prolungamento della sua agonia. Da questo fuoco occulto partono scintille che alimentano le crisi e risollevano periodicamente l’esigenza del ritorno alla Romanità attraverso le varie vicende di cui s’intesse la storia delle nazioni europee considerata geneticamente, internamente e non sul piano limitatissimo della contingenza dei fatti e degli uomini.” (Guido De Giorgio, La Tradizione Romana, Mediterranee, 1989, pagg. 245-246.) Compreso ciò, si avrà parimenti chiaro che i veri nemici: di noi Italiani, ma anche di ogni donna e uomo liberi interiormente e degni d’esser considerati tali, non sono i Tedeschi, gli speculatori apolidi, i mondialisti, i buonisti e compagnia cantante, ma, dicendolo con le parole di Paolo di Tarso: “…La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (lettera agli Efesini 6:12).

            Qui giunti, qualcuno fra quanti hanno avuto la pazienza di leggerci, potrebbe credere essere nostro convincimento quello di ritenerci costretti in una condizione di, irreversibile, rovina; anche in conseguenza del fatto, è facile rilevarlo, di trovarci in pieno Kali-Yuga. Non è esattamente così, essendo noi assolutamente certi dell’esistenza dell’Azione, provvidenzialmente raffrenante e, quindi, salvifica del Katechon e su Lui, essere parimenti certi di poter fare sicuro affidamento. In una mail (26 Settembre 2018.17:59, adattata per la presente circostanza, n.d.e.) indirizzata a Marcello Veneziani, con riferimento al Suo articolo Poi la Sinistra, cioè il potere, stritolerà Salvini (e gli Italiani), scrivevamo:«Ma che sorta di malefico incantamento è questo? Com’è possibile un tal portento allucinatorio, che impedisce di vedere – pure a menti lucidissime; sensibilità avvertite e corroborate da profonda cultura storica; sostenute da Conoscenza – la realtà per come è in effetti? Si resta attoniti nel constatare la vigente, universale, rassegnazione: “poi la sinistra, cioè il potere, stritolerà Salvini (e gli Italiani)”. Ed ancora: “… eppure sappiamo che stanno liquidando la nostra civiltà, il nostro Paese, la nostra vita, in questo delirio di autodistruzione travestito da pulsione umanitaria, aspirare ad una mediazione fra le parti è impossibile” ed ancor peggio: “si va verso abissi di guerra civile, scontri immani e la frattura tra potentati e popoli diventerà un baratro”.  Per noi, viceversa, altri scenari sono possibili! può esserci un futuro diverso da quello prospettato dal mainstream imperante, espressione dei poteri, certo, forti, fortissimi, che comunque mostrano segni evidenti di autentico terrore. Ne sono prova le invereconde esternazioni di Draghi; le minacce dei vari esponenti dell’UE; la sterile coazione a ripetere che affligge i velinari di regime, incapaci di efficacemente contrastare il disgusto e la rabbia montante dai ceti popolari, ma anche dalla media borghesia; che inizia anch’essa a preoccuparsi per il destino dei propri figli e nipoti, in questa disastrata nazione da terzo mondo. Ne è prova, malgré tout, il gradimento, superiore al 60%, di cui gode l’attuale governo, benché diuturnamente contrastato da tutti i centri di potere nazionali ed internazionali; a cominciare da quello ecclesiastico ed ambiti connessi: Caritas, pseudo volontariato, associazionismo simil-cattolico, finanza e sindacalismo bianchi. In realtà, un positivo e radicale cambiamento è fattibile; tranne che, ancora una volta, non s’intenda avvalorare, con meditate scelte di campo, la veridicità della sconsolante tesi Scaligeriana riportata a pagina 189 del nostro Offrire Sostegno Spirituale alla Buona Politica-M5S e Spiritualità. Lo ripetiamo, un’epocale inversione di rotta è possibile. Certo, teniamo a mente che anche nel passato, ci sono state splendide opportunità non proficuamente utilizzate. Sappiamo bene, per fare un solo esempio, riguardante la Rai, esserci già stati tempi nei quali sono venuti a trovarsi in posizioni chiave, elementi (vedasi Franco Cardini) di levatura non inferiore a quella degli attuali Rossi e Foa, ma a differenza di quei tempi – dei Suoi tempi – il berlusconismo non impera più; si è eclissato l’insulso eppur deleterio protettorato finiano; il PD è in stato di marcescenza; il potere dei sindacati è residuale; risibile quello intimidatorio della sinistra antagonista, i media tradizionali collassano. Insomma, a vacillare è tutto il sistema, ma non ci si può attendere in automatico, la sua dissoluzione; nessuna esplosione può avvenire in assenza di una pur minima azione d’innesco. Egregio Dottore, Lei non si è astenuto dal mostrare una, per altro comprensibilissima, incredulità «… sgomenta la ragione di questa intesa: è “un compito riconducibile a Superiori Ragioni di Ordine Universale”, …. “Addirittura”». La comprendiamo e non per nostre, particolari, doti d’intuizione, ma per sconfortante esperienza personale, avendo verificato, infinite volte, che è oggettivamente difficile esser considerati credibili, se si ha capacità d’interpretare gli esistenti dati dì realtà in modo assolutamente originale, seppur veritiero, ma eccessivamente anzitempo il verificarsi degli eventi. Lo stesso è successo, per fare un esempio, quando abbiamo pubblicamente indicato S. Bannon (in un’epoca nella quale, in Italia, il personaggio era pressoché sconosciuto pure agli stessi analisti politici) quale artefice di una futura, straordinaria, azione di promozione -non entrando nel merito delle motivazioni che la sottendono- delle attività sovraniste in Europa. Affermiamo ciò senza alcun orgoglio, semmai, lo ammettiamo, patendone demerito, per l’incapacità a saper trarre, da questa nostra particolare “sensibilità”, alcun risultato concreto. Recentemente, per restare in argomento, ci è capitato di dire al Dottor P. Buttafuoco – nel corso di un’infruttuosa conversazione telefonica – essere pur rimasta senza uno straccio di risposta (come per altro era da attendersi, considerata l’insignificanza della nostra realtà associativa) anche una mail inviata a Thomas Williams. Ma le nostre inadeguatezze, delle quali siamo ben consapevoli, non possono esonerarci dall’obbligo della testimonianza attiva. Quella  dell’azione propositiva è per noi un Dharma al quale non possiamo sottrarci ed’ è anche un Seva, lo diciamo sommessamente, che non possiamo astenerci dal mettere, pure, al servizio di quanti, purtroppo, si adattano a far da comparse (nei tanti salotti televisivi, ospiti dei vari: Enrico, Bruno, Nicola, Myrta, Lilly e via, amichevolmente, dicendo), quasi ignari dall’aver così straordinaria caratura intellettuale e tanta qualificazione interiore, da poter immediatamente rifondare il mondo della cultura e precisiamo di  non  riferirci esclusivamente all’ambito nazionale! Lo ripetiamo, siamo consapevoli della nostra irrilevanza e pur nonostante, ardiamo invitarLa a riflettere sull’iniziativa segnalataLe al Link di cui sotto ed anzi La esortiamo ad aderire, con il Suo Blog, all’appello; la Sua firma, in calce ad un libero post, avrebbe straordinario valore catalizzatore. Ci rendiamo conto di quanto possa risultare difficile partecipare a iniziative che possono compromettere la propria immagine pubblica e ci perdoni se osiamo concludere la presente, riportando un verso di Battiato, frutto di buone letture d’ispirazione Guenoniana: “… e il giorno della fine non ti servirà l’inglese”.   Aggiungiamo, quale monito per noi stessi, che anche di altro è possibile tener conto non eccessivo, ritenendosi spesso rilevantissimo, quanto, infine, si appaleserà non essere altro che gravame Karmico; questo c’insegna Colui che, da Lei definito “un enigmatico guru”, ha nome Raphael.  La ringraziamo in ogni caso per l’attenzione prestata. (Gruppo di Lavoro Offrire Sostegno Spirituale alla Buona Politica)».

Precisiamo di non avere l’intenzione d’omettere di riportare la risposta dataci dal Veneziani, sulla quale ritorneremo più avanti, ma prima ci preme far rilevare che:

  • Malgrado la titanica azione di disinformazione condotta, in modo scientifico, dall’apparato mediatico, cinghia di trasmissione del pensiero unico globalista, è di tutta evidenza lo stato di totale discredito in cui versa l’imperante classe dirigente nazionale (a prevalente connotazione ideologica catto-comunista) generatasi nel dopo guerra e rimasta egemone fino ad oggi, vedasi quale esempio, la crisi che investe la Magistratura (ultimo caso lo scandalo del C.S.M.), ma ugualmente potrebbe dirsi, per fare un secondo esempio, del sistema bancario nazionale, del suo apparato di controllo, della stessa Banca d’Italia;
  • Malgrado la titanica azione di disinformazione condotta, in modo scientifico, dall’apparato mediatico, cinghia di trasmissione del pensiero unico globalista, è di tutta evidenza che l’UE stia implodendo; è questione di qualche anno e l’Europa muterà radicalmente la propria fisionomia;
  • Malgrado la titanica azione di disinformazione condotta, in modo scientifico, dall’apparato mediatico, cinghia di trasmissione del pensiero unico globalista, è di tutta evidenza lo stato di profonda crisi nella quale versano le democrazie pseudo liberali, che patiscono la crescente affermazione delle “democrazie illiberali.” A riguardo, gli evidenti successi e conseguenti dichiarazioni di: V. Putin, V. Orban, lo stesso D. Trump, B. Johnson, inutile precisare che questa constatazione prescinde dalla nostra personale considerazione, positiva sol per quel che riguarda V. Putin, dei leader sopra menzionati;
  • Malgrado la titanica azione di disinformazione condotta, in modo scientifico, dall’apparato mediatico, cinghia di trasmissione del pensiero unico globalista, è di tutta evidenza che dello schermo Hollywoodiano, sul quale si proietta da quasi settanta anni, il film della Storia, la star è chi, pur ancora presentato al pubblico, quale semplice componente il cast, ne è, in realtà, l’interprete principale e, prestissimo, diventerà anche regista, sceneggiatore, nonché autore di un copione, titolato Celeste Impero, avente quale soggetto il futuro destino dell’umanità e per trama la contrapposizione di: Europa (con l’esclusione del Regno Unito, ma non della Scozia e dell’Irlanda), Russia, Asia, America Centro-Meridionale, Africa versus USA, Gran Bretagna (con la precisazione di cui sopra) Australia, Nuova Zelanda, Canada, Israele, Emirati del Golfo; quasi una riattuazione della storica contesa fra Roma e Cartagine. Ciò è stato apertamente riconosciuto, anche, dalla nostra, eterna, parte avversa. In merito, una preziosa conferma risulta essere quella offertaci da Claudio Mauri, scrittore e ricercatore storico, aduso alla decifrazione di complesse questioni di “sottilissima natura”: «Secondo la Besant, “La realizzazione di una civiltà socialistica non era un momento della storia liberamente voluto dagli uomini, ma invece la realizzazione nello spazio e nel tempo di una legge cosmica, la volontà degli dei, alla quale le altre civiltà, la latina soprattutto, si sottraevano per malvolere dei governi pagani […] era l’Inghilterra la terra privilegiata da Dio, il nuovo sacro romano impero, nel cui ambito avrebbe trovato attuazione la nuova razza di domani” […] Dunque anche la Besant parla di forze invisibili che agivano nella storia, di contrasto fra diverse civiltà e concezioni del mondo che avevano radici occulte». (Informativa del MIN. INTERNO riassunta nel libro: R. Canosa, I servizi segreti del Duce, Mondadori, Milano, 2000 e riportata a pagina 254 di Esoterismo e Fascismo, Gianfranco de Turris, Ed. Mediterranee, Roma, 2006.

Veniamo alla risposta (mail del 26 Settembre 2018 -18:42) dataci dal Veneziani: Beato il vostro ottimismo, ma non lo condivido, mi dispiace, e non posso perciò forzarmi a firmare alcunché. Preferisco ancora questa sgangherata maggioranza ai suoi avversari, ma non chiedetemi di ravvisare segni spirituali di rinascita in un governo così, con gente così. Sarà l’età, sarà l’esperienza molteplice che ho alle spalle ma non nutro fiducia, anche se mi auguro con tutto il cuore di sbagliarmi. Ma con la mente no, non ci riesco. Cordialmente Mv”. Ecco, a nostro parere, è proprio questo l’esatto fulcro della questione, il vero problema (rapportato ad un contesto generale più ampio) ovvero: la convinzione, generalizzata fra gli intellettuali di area, di non più considerare attuabile alcuna inversione di rotta, di esser certi di non disporre di alcun mezzo valido ed efficace a contrastare il malefico pensiero unico ora dominante, di sentirsi disarmati di fronte ad un nemico che appare invincibile. Senza comprendere che anche tutto questo è causato, nell’attuale ciclo meta-storico “discendente”, dalla disconnessione dalla dimensione eterna ed a-temporale del Centro.  Di contro, abbiamo constatato un interesse, seppur modesto, per le nostre posizioni e tesi (alcune delle quali riportate in Offrire Sostegno Spirituale alla Buona Politica-M5S e Spiritualità) in ambienti non riconducibili al MTR o al Tradizionalismo Spirituale, vedasi fra altri:

https://buddhismoitalia.forumcommunity.net/?t=60768928

https://www.ellemmeromagrigento.com/copia-di-2-rassegna-stampa

Anche a motivo di ciò, riterremmo interessante conoscere l’opinione di personalità, differenti fra loro, per formazione dottrinale ed orientamento ideologico, ma tutte parimenti significative per l’ipotetico avvio di un ipotizzabile (?) dibattito, per esempio: quella di Seyan, F. Calabrese, M. De Feudis, F. Fratus, M. Blondet, R. Sestito.

            Avviandoci alla conclusione, sentiamo di dover dar conto del perché della scelta della immagine, del titolo, del catenaccio, utilizzati nella grafica del presente contributo. A tal riguardo riteniamo sufficienti poche righe; utili, però, a quanti hanno voluto leggerci senz’alcun pregiudizio. Può piacere o meno, ma – pur comprendendo essere difficile, al momento, concepirlo come un progetto realizzabile ed, al contrario, facile da considerare “contro natura” – reputiamo l’organica alleanza Lega-M5S-FdI l’unica atta a scongiurare la sciagura di un  nuovo ”Quasi-Governo del Presidente”, con Mario Draghi (per inciso, altrimenti, nostro prossimo capo di stato) premier di una nefasta compagine governativa, composta: dai nascenti partiti di U. Cairo e M. Renzi, da S. Berlusconi, dalle, residuali, “colorate frattaglie ”che restano della, ormai s\finita, sinistra; così ben descritta nelle impietose analisi critiche di L. Ricolfi. Insomma, quell’abominevole schieramento (liberal progressista) che verrà sostenuto, fino alla morte, da tutti i poteri forti dell’intero pianeta; con la conseguente possibilità di vederne perdurare l’egemonia per altri settant’anni.

            Ritornando alla preconizzazione della coalizzazione da noi auspicata, ci sentiamo di poter esternare il convincimento che in essa avrà responsabilità e prerogative particolari- per la riuscita di un disegno che è un autentico atto salvifico universale- il partito di G. Meloni. Partito dove, differentemente che negli altri due, c’è, lo sappiamo per certo, un nucleo, seppur sparuto, di intelligenze e sensibilità capaci di comprendere esser giunta l’ora di far ricorso all’ausilio del Palladio di Roma. È da vedere nei Fatali Pignora Imperii, infatti, l’unica, reale, possibilità di risorgiva del Sovrano Spirito Guida dell’Eurasia nostra.  Il solo a poter far da magnete e catalizzatore delle energie di quanti vorranno lottare per liberarsi dal giogo del turbo capitalismo; onde poter vivere da Donne e Uomini autenticamente liberi. 

(Gruppo di Lavoro Offrire Sostegno Spirituale alla Buona Politica)

 A ricordo imperituro dell’Azione sempiterna di Roggero Musmeci Ferrari Bravo e Giacomo Boni


PRECISAZIONE: Questo articolo non è riconducibile a Seyan, ma appartiene al Gruppo di Lavoro Offrire Sostegno Spirituale alla Buona Politica, esattamente come l’immagine pubblicata.
Questo articolo non necessariamente rispecchia l’opinione di isoladiavalon.eu, la cui linea narrativa, filosofica e geopolitica è autonoma e indipendente.
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Il Diavolo Soros.  Useremo questa locuzione per riecheggiare satiricamente Gad Lerner, “Se Soros diventa il diavolo”. Seconda parte: Le Eroine dei Radical Chic.


VERDE, INTERNAZIONALE, DONNA E GIOVANE: ECCO LA NUOVA SINISTRA CHE I TRINARICIUTI RADICAL CHIC STAVANO ASPETTANDO

Alexandria Ocasio-Cortez, la deputata che arriva farneticamente a chiamare «razzista» la Portavoce Dem Nancy Pelosi e che definisce gli USA «spazzatura», non è, per sfortuna degli Americani, un caso isolato. C’è un intero gruppo di Erinni del Democratic Party USA che non solo è afflitto da oicofobia, ma è razzista e ferocemente antisemita.

I leccons al soldo dei Soroi si appecoronano ai piedi di The Squad, come la Stampa indipendente ironicamente definisce le Erinni Democrats; i loro nomi sono Alexandria Ocasio-Cortez (AOC), Ilhan Omar, Rashida Tlaib, Arianna Pressley.

The Squad è una squadra di hater politiche, il cui obiettivo primario è Donald Trump, ma non lesina odio nei confronti degli altri Democratici che si macchiano del reato di essere bianchi e moderati. E di non odiare gli Stati Uniti d’America e l’Occidente tutto.

La “Banda delle Quattro” ha formato un gruppo autodefinitosi “Justice Democrats”, il cui scopo è  quello di imporre candidati fanaticamente filo-islamici da contrapporre a Dem autorevoli ma non afflitti dalla loro stessa oicofobia, dal loro stesso odio di sè e della Patria dove vivono.

Di Ocasio-Cortez abbiamo già brevemente discusso, passiamo alla altre. Ilhan Omar nel 2012 cinguettò, «Israele ha ipnotizzato il mondo, possa Allah risvegliare le genti e aiutarle a vedere le maligne azioni di Israele».

La Omar è tanto fanaticamente antisemita da paragonare Israele alla Germania Nazista,


La risoluzione presentata da Omar, H. Res. 496, è co-sponsorizzato dal rappresentante Rashida Tlaib (D-MI), che vuole che Israele venga smantellato e sostituito da uno stato palestinese. Anche il veterano dei diritti civili, John Lewis (D-GA), è un co-sponsor.Il testo dichiara che gli americani hanno il diritto di impegnarsi in boicottaggi contro Israele, e cita alcuni esempi di boicottaggi, tra cui il Boston Tea Party, il movimento anti-apartheid e il boicottaggio della Germania nazista, tra gli altri. (Joel B. Pollack)


Rashida Tlaib crede fermamente che lo Stato d’Israele non abbia assolutamente diritto all’esistenza e dovrebbe essere smantellato. A maggio ha fatto un’affermazione choccante: ella prova «una sensazione di calma ogni qual volta penso all’Olocausto» (sic).



Ayanna Pressley ha dichiarato recentemente che «Non abbiamo bisogno di altri finti neri che non vogliano far parte della vera Voce dei Neri». Per siffatta deputata, gli Americani di colore che votano per i moderati meriterebbero di essere obiettivo di attacchi razziali.

Donald Trump, che ha risposto per le rime alle quattro Erinni, è stato immediatamente attaccato da Amnesty International, una  ONG appartenente all’infinita galassia finanziata da Soros, una galassia utilizzata dal Re degli Psicopatici George Soros non solo come arma ibrida, ma come vera e propria arma geopolitica asimmetrica per imporre al Mondo la sua maligna Weltanschauung Imperialista globale.

«Gli orrendi tweet contro le quattro deputate [di Donald Trump, nota di Seyan] sono l’esempio del razzismo e della xenofobia che dominano le sue deplorevoli politiche: dal divieto d’ingresso a persone provenienti da stati a maggioranza musulmana alla separazione dei figli dei loro genitori al confine messicano fino alla negazione dei diritti delle persone che cercano asilo. Le sue parole spiegano che è la xenofobia, piuttosto che la sicurezza delle persone negli Usa, a motivare queste politiche». (Kumi Naidoo, segretario Generale di Amnesty International)

Come se i tweet delle quattro di The Squad non fossero razzisti, xenofobi e antisemiti.

Mi sembra incontestabile che dietro l’ombra della Banda delle Quattro trama e flette i muscoli il più feroce hater dello Stato d’Israele, il Venerabile Gran Maestro Mondiale George Soros.



PERCHÉ LE EROINE DEI MINIONS NON TORNANO A CASA LORO SE SCHIFANO TANTO L’OCCIDENTE?

Citiamo un articolo di Marco Gervasoni.


Immaginate se in casa vostra – ereditata dai vostri padri – a un certo punto decideste di ospitare qualcuno che, invece di rispettarla, la denigra e la insulta ogni giorno, nostalgico dei tuguri da dove lo avete strappato. Che cosa gli direste di fare? Come minimo, lo invitereste a lasciare la vostra dimora, se ingenera tanto ribrezzo. […]


Andiamo a vedere cosa dicono quotidianamente Alexandria Ocasio-Cortez, Ayanna Pressley, Ilhan Omar e Rashida Tlaib le quattro deputate oggetto, sia pur senza nominarle, del tweet in cui Trump le invitava a tornare nei loro paesi di origine: «L’America ospita campi di sterminio (al confine con il Messico)». « La politica americana è in mano agli ebrei». «Trump persegue i neri e usa Black faces, finti neri, per manipolare gli elettori di colore ». Fino all’intervento più clamoroso, quello della sudanese Omar: «possa Allah aprirci gli occhi e farci capire il male che rappresenta Israele ».


L’America dipinta dalle squad, come sono chiamate le quattro, è insomma il regno dell’orrore e della nequizia, retta da un governo de facto fascista – senza che le signore sappiano cosa voglia dire questa parola. […]


Valori che le squad, e una parte consistente del partito democratico, non sembrano invece più condividere. Per loro l’America deve essere solo un assemblaggio di identità particolari, uniche e incomunicabili, in cui l’islamico siede accanto al latino, il bianco accanto all’asiatico, accomunati da nulla, se non dal fatto di vivere sullo stesso territorio – termine che non a caso prende sempre più il posto di quello di nazione. E siccome queste identità particolari non possiedono più nulla in comune che le leghi, finiscono necessariamente per scontrarsi tra loro. E non è un caso che tutte e quattro le deputate attacchino quotidianamente gli ebrei e siano nemiche giurate di Israele. […]


Cara Alexandria, Ayanna, Ilhan Omar e Rashida, buon viaggio di ritorno, allora. (Marco Gervasoni, nicolaporro.it)


Siffatte sono le eroine della Ur-Sinistra Globalista e Neoliberista.



LE EROINE DEI TRINARICIUTI

Eroine. Tutt’altro che Eroine, le nuove “icone” della Ur-Sinistra Globale Trinariciuta e Immigrazionista.

Quando un regime arriva a fine crisi, si lascia andare alla follia e alla demenza più totali.

È quello che sta avvenendo in questi anni agli “intellettuali” radical chic che, nella marea montante antiglobalista e antiepistocratica di interi Popoli che iniziano a svegliarsi, si rintanano nelle ridotte come fece la Repubblica di Salò nel 1943, abbandonandosi a follie analitiche e alla riduzione della dissonanza cognitiva, esattamente come Hitler che, dentro al fatiscente bunker di Berlino intriso del lezzo di gasolio, attendeva fiducioso la Vittoria per mezzo delle Wunderwaffen, le superarmi che mai arrivarono.

Il grande filosofo valenzano Costanzo Preve parlava avvedutamente quando dichiarava che siamo di fronte a un vero e proprio processo di marcescenza dell’intelligencija di sinistra.



Un processo di marcescenza che diventa palese quando autoreferenziali “intellettuali” diffondono la stupidaggine sesquipedale che metà Italiani sono oggi Antifascisti e l’altra metà è formata solo da Fascisti.

Siffatti ineffabili esegeti fingono di dimenticare che la stragrande maggioranza degli “intellettuali” fascisti ha traslocato, armi e bagagli, verso l’Antifascismo non appena il fascismo è morto, a similitudine di quanto accadeva per i soldati tedeschi feriti verso la fine della battaglia di Stalingrado. Non appena uno di essi moriva, un fiume di pulci, zecche e pidocchi abbandonava il corpo morto per trasferirsi nel ferito affianco ancora vivo, per suggerne il sangue.

Un corpo morto come il fascismo, dopo il 1945, non era più in grado di conferire incarichi ben retribuiti, contributi statali, emolumenti, prebende, candidature, rendite e cattedre universitarie.

Ergo, è l’antifascismo che si è nutrito fino ad oggi del fantasma del fascismo, come i ghostbusters che strillano a gran voce che i fantasmi esistono, così da poter essere assoldati per disinfestare le inesistenti case maledette.

E, infine, che rozzezza epistemologica dualistica, che integralismo manicheico, che regressione mentale, quella di chi afferma che se non sei antifascista, allora sei fascista! Come i bambini stupidi che si prendono a pugni e calci al grido «sei non sei con me, sei contro di me!».

Una psicopatia narcisistica che è tipica delle eroine dei radical chic, esempio ne è il più feroce nemico d’Italia, Emmanuel Macron, un’eroina che odia anche i Francesi assieme agli Italiani e a cui Fabio Fazio ha espresso mille cenni di assenso e consenso!


Una frase dell’ analisi del professor Segatori torna puntualmente quando l’ inquilino dell’ Eliseo si rende protagonista di scatti nervosi assai poco istituzionali: «Vediamo le crisi isteriche di Macron nei momenti in cui l’ ammirazione che ha di fronte viene meno, e quindi mette in difficoltà il suo falso sé, la sua scadente identità».


Si pensi a quando il capo di Stato maggiore generale Philippe de Villiers manifestò il suo dissenso verso i tagli alla spesa militare da lui decisi, e Macron lo cacciò brutalmente urlando «c’ est moi le chef!», sono io il capo. Ma anche alle accuse scomposte al governo italiano e ai suoi alleati europei perché non condividono le sue idee, «la lebbra populista che cresce un po’ ovunque in Europa», o alla reprimenda esageratamente aggressiva a uno studente che gli aveva lanciato un disinvolto «come stai Manu?». Per lo psichiatra italiano, è il profilo tipico di «un narcisista psicopatico», o con me o contro di me, di un bambino che non vuole sentirsi dire no e non tollera che il suo giocattolo venga sfiorato. […]


Il problema è che non è più soltanto ai vertici di una banca d’ affari o di un’ impresa privata, ma di una nazione che è la seconda economia europea e che deve esistere e dialogare in un mondo multipolare dove non tutti pensano che il liberalismo e il multiculturalismo siano una “chance”, una fortuna, un’ opportunità. Il settimanale Obs, qualche settimana fa, ha dato la parola a sei psicanalisti che hanno analizzato la figura di Macron, uno che «ha sposato la sua professoressa e ucciso François Hollande», il suo padre politico: un bel groviglio edipico da sciogliere. (liberoquotidiano.it)



Quella della Ur-sinistra trinariciuta è – in re ipsa – mera idiocrazia. Solo gli stupidi vengono cooptati nella loro Setta. Siffatti Azathothiani affermano che esistono solo due categorie politiche in Italia: antifascisti e fascisti, ma in campo sessuale predicano la molteplicità dell’identità sessuale, l’abominevole decostruzione derridiana dei sessi. Tanto confusi mentalmente da confondere l’identità sessuale (si nasce maschi o femmine, tertium non datur) con le preferenze sessuali.


La teoria gender secondo il mondo lgbt (comunità lesbiche,gay, bisessuali e tansgender)

Il mondo lgbt parla di decostruzione del genere partendo dalla costatazione che, di fatto, non ci sono solo due sessi ma più generi e non c’è un unico orientamento sessuale. Educare al genere per sostenere la crescita psicologica, fisica, sessuale e relazionale, affinché i bambini e le bambine di oggi possano progettare il proprio futuro al di là delle aspettative el modello binario di mascolinità e femminilità. 


La comunità lgbt propone un abbattimento della categoria di genere così come imposta oggi, ossia basata sull’anatomia sessuale dei soli due generi possibili (maschio/femmina) e punta all’eliminazione delle regole che ne sono derivate: atteggiamenti, comportamenti, ruoli sociali appropriati all’uno o all’altro sesso. (tpi.it)


La marcescenza dell’Occidente. È per questo che la Ummah Islamica prevarrà – inevitabilmente – sull’Occidente, se esso non si riapproprierà di Identità, Comunità e Tradizioni etnosimboliche.



LE EROINE DEI GIORNALONI

I Völkischer Beobachter del Mainstream Media Mondialista non trovano di meglio che strillare, in ogni angolo del Pianeta, e in prima pagina: «LIBERATE L’EROINA RACKETE!», «NESSUN PROCEDIMENTO PER L’EROICA CAPITANA!».

Non solo loro. Tutta la sinistra mondialista, a gran voce, pretende la liberazione di Carola.

Anche il neoeletto Presidente del Parlamento Europeo, il pidino David Sassoli  difende la Kapitana coi capelli di Telespalla Bob: «Non deve essere perseguito chi salva vite in mare».

Bella squadra davvero quella della UE 2019-2024, con Sassoli c’è Charles Michel, l’uomo più odiato in Belgio per la sua feroce politica di austerity e per aver firmato l’immondo patto di Marrakesh, Christine Lagarde, affiliata all’eversiva Ur-Lodge Three Eyes il cui Gran Maestro è oggi il golpista Henry Bloody Kissinger, Ursula von der Meyen (Bilderberg Group) che ha immediatamente ricevuto e recepito le direttive di Imperator Soros. Al primo posto della sua Agenda Politica c’è il Monitoraggio dei conti pubblici italiani, Porti Aperti per favorire i taxi del mare di Soros, Immigrazionismo al fine di trasformare l’Italia nel Campo Profughi d’Europa.

All’intervista resa a uno dei fogli sottopancia della Globalizzazione ipercapitalista, la  nuova Reichsmarschall della UE, la reincarnazione del Reich Hitleriano paludata con abiti da banchiere, affronta


in un lungo colloquio tutte le tematiche più brucianti del presente, dalla Russia che sta allargando la sua influenza in Europa – come dimostra lo scandalo che sta travolgendo la Lega – agli errori sulle politiche migratorie come l’accordo di Dublino – “mi meraviglio come un accordo così sbagliato sia [rectius, abbia, Nota di Seyan: la grammatica quelli di Repubblica la conoscono?] potuto essere firmato” – ai conti pubblici, su cui la neo presidente della Commissione europea promette uno “stretto monitoraggio” dell’Italia.


Ovviamente, la von der Leyen, come tutti i turiferari  del pifferaio Richelieu Soros, è gretinista,


“Onestamente c’è un punto dove credo che l’Europa abbia capito il messaggio. Il tempo stringe, stiamo raggiungendo il punto di non ritorno. Dobbiamo sforzarci a cambiare atteggiamento, a far pagare un prezzo maggiore per le emissioni di Co2, dobbiamo investire in ricerca e sviluppo ed energie verdi. Altrettanto importante è che garantiamo un’equa transizione, non tutte le aree hanno le stesse condizioni di partenza. Ciò che fa bene al nostro pianeta deve fare bene anche ai cittadini e all’economia”.


I cittadini europei trarrebbero esssenziali benefici e tornerebbero in Democrazia solo se il processo di marcescenza della UE accelerasse. Inoltre, qualcuno dovrebbe dire ai radical chic che la Co2 non esiste, la molecola biatomica del Cobalto non esiste. Ma tanto, quando si tratta di vendere la supercazzola della Crisi Climatica Antropica, tutto fa brodo, anzi tutto fa diossido di carbonio, anche le flatulenze delle bufale….


Sì, ma insistiamo: da dove prenderà i soldi per tutto ciò?
“La questione è porre le giuste priorità nel bilancio pluriennale. Se non investiamo di più in questo campo, pagheremo un prezzo molto più alto in futuro. (repubblica.it)


Traduciamo dalla ineffabile neolingua sorosiana in italiano comprensibile: per la grana, per gli sghèi, la UE metterà le mani nelle tasche del ceto medio, inasprendo l’austerità e, quindi accrescendo esponenzialmente la mortalità, che in Italia ha raggiunto i suoi picchi dal dopoguerra in poi nel 2015 e nel 2017, sotto governi ultra-europeisti a guida PD.

D’altro canto, la massona Lagarde, prossima presidente BCE, in un suo report, prescriveva all’Italia di far morire prima i propri cittadini, al fine di ridurre la spesa pubblico. Davvero un buon viatico.

Se il Terzo Reich Nazista praticava il genocidio di massa tramite i Campi di Sterminio (Vernichtungslager), il Quarto Reich Nazista – UE lo pratica uccidendo per fame, tasse, distruzione della Sanità Pubblica, disoccupazione.



TORNIAMO ALLE EROINE RADICAL CHIC. CAROLA RACKETE

Da questo momento in poi, per comodità espositiva, il Rappattumamento Radical Chic (o se preferite, il Raggruppamento Radical Chic), verrà definito RA.RA.CH., il che riecheggia satiricamente, simbolicamente e semioticamente anche i nomi degli abominevoli e informi Dèi di J.P. Lovecraft.

Torniamo a Rackete. Al distopico e cacofonico coro pro-Carola ovviamente si sono unite le ONG finanziate da “Diavolo Soros”, come Amnesty International:



Ecco cosa scrive il champagne socialist Saviano su Repubblica, il foglio preferito dal RARACH, che deve essere una razza in via di estinzione, vista la continua erosione carsica di lettori e contrazione di abbonamenti di Repubblica dal 2010 ad oggi.


Per quanto possa sbalordire, uno dei motivi principali del razzismo verso gli immigrati africani è proprio la minaccia sessuale: è stato così negli Stati Uniti ed è così in Europa. Tutta la retorica razzista di Salvini sugli immigrati furbi invasori perché arrivano con corpi atletici e non sono scheletri affamati, nasconde un evidente complesso di inferiorità. (Roberto Saviano)



A beneficio del Sorosista Roberto Saviano, che conciona dall’alto del suo superattico milionario a Manhattan o circondato dall’esercito di poliziotti pagato dal contribuente italiano quando mette piede in Italia, cito una parte di uno studio del think tank  di sinistra Fondazione Hume sui reati sessuali commessi dagli immigrati:


Figura 3.  Evoluzione dei casi di violenza sessuale in Italia; percentuale di immigrati dall’estero sul totale degli imputati per questo reato e sul totale della popolazione residente in Italia (anni 1988-2015)

Esaminando il grafico dell’evoluzione dei casi di violenza sessuale in Italia (Figura 3), si ha l’impressione che il forte aumento dei casi di questo reato – che, nel periodo considerato, sono passati da poco più di 2 a quasi 10 per 100.000 abitanti – sia strettamente associato alla parallela evoluzione della percentuale di immigrati imputati per questo reato. In effetti, le due curve – quella dei casi di violenza sessuale e quella della incidenza degli immigrati sul totale imputati di violenza sessuale – sembrano procedere pari passu. Riteniamo peraltro che sia bene approfondire la materia. Nel triennio 1995-97, all’inizio del periodo di forte crescita delle violenze sessuali, gli imputati nativi sono 1713 e nel triennio 2013-15 sono 1949, mentre gli imputati immigrati aumentano da 317 a 1050. Basandosi sulle cifre riguardanti gli imputati, e tenendo conto del fatto che i casi di violenza sessuale attribuiti a soggetti noti sono oltre la metà del totale dei casi di questo reato conosciuti alla giustizia, si può pertanto ritenere che il vasto aumento delle violenze sessuali registrate in Italia sia associato sia ad un crescente contributo a questo reato da parte dei nativi, sia, ma in maggior misura, alla crescita del contributo degli immigrati. (Luigi M. Solivetti, “Crimine e Immigrazione in Italia”, fondazionehume.it)


Il sociologo Luca Ricolfi, pensatore della Vera Sinistra, lo ha ribadito più e più volte: «Gli Immigrati delinquono da 3 a 30 volte di più di un Italiano autoctono».

La chiusa del mondialista Saviano evidenzia i gravi problemi di dissonanza cognitiva da cui è afflitto il  Brave New World, il distopico e brutto mondo dei radical chic:


Ascoltate quegli insulti perché lì c’è tutto il cuore marcio del nostro Paese. Bisogna capire da che parte stare. Con chi volete stare?


Noi non staremo, né oggi né mai, dalla parte dell’Anómos Globale Soros e dei suoi Minions. E nemmeno staremo mai con le loro presunte “eroine”.

Soloneggiate, Voi Antitaliani, Voi che esultate quando Bruxelles minaccia la procedura di infrazione contro l’Italia, Voi che collaborate con “Diavolo Soros” per liquidare welfare, democrazia e diritti sociali in tutta Europa, Italia in primis.

Perché non esiste democrazia al di fuori degli Stati Nazionale. Quella che lo storico Cristopher Story rivelò essere la Nazi-UE, prima di essere ucciso, è l’icastica rappresentazione di questa Verità.

Ha ragione da vendere Federico Rampini il quale, ne “La notte della Sinistra”, produce il possente J’accuse di essere Voi, con il vostro essere ferocemente contro i poveri, contro i ceti medio-bassi italiani, ad aver provocato la crescita esponenziale di un politico grigio e monocorde come Matteo Salvini. Agli antipodi rispetto ad un vero Sovranista come Boris Johnson.

Ma voi radical chic, che vi rappattumate in una tribù sociale sempre più ristretta, protetta dai fallendi giornaloni, dal decadente neo Impero Carolingio – UE e dalle Sturmabteilungen degli squadristi Antifa e Antagonisti, siete destinati all’estinzione. Siete come i dinosauri pochi istanti prima che arrivasse l’asteroide che li avrebbe spazzati via.

Vi siete rintanati dentro un bunker, lontani dalla realtà e vi ammantate della neutralizzazione della dissonanza cognitiva, come Hitler che, negli ultimi giorni, vagheggiava la controffensiva decisiva dell’inconsistente Armata Steiner per liberare Berlino dall’accerchiamento dell’Armata Rossa.

Io non sto dalla parte di una “capitana” che ha spinto a tutta forza verso l’Italia una nave piena di sedicenti profughi pur di creare un caso politico, accompagnata – guarda caso da cinque politici del PD – per calamitare, raggrumare e agglutinare la totalitaria Europäische Wirtschaftsgemeinschaft – UE, i Sorosisti di ONU e UNHCR, le  Open Society Foundations, e i pennivendoli dei Mainstream Media Mondiali, dietro di sé e contro  l’Italia, e, in subordine, contro Matteo Salvini e il suo decreto sicurezza bis.



ALTRO CHE RAZZISMO, QUESTA È ANALISI COSTI/BENEFICI!

Precisiamo un fatto: gli “intellettuali”, da sempre, cercano una Personalità Politica da servire, in cambio di prebende e rendite di posizioni. Tutti (o quasi) Fascisti sotto il Regime Fascista, tutti (o quasi) Antifascisti Comunisti o Azionisti dopo la caduta del Fascismo, tutti (o quasi) Antifascisti Neoliberisti dopo la caduta del Comunismo Sovietico.

Senza dilungarci troppo, citiamo casi esemplari di grandi pensatori e politici passati dal Fascismo all’Antifascismo, come Bobbio, Camilleri, Scalfari, Napolitano, ma potremmo continuare all’infinito e produrre centinaia, se non migliaia, di nomi.

Ancor più imbarazzante il comportamento della Magistratura che aderì compattamente ed entusiasticamente al Fascismo, tanto da collaborare attivamente alla deportazione di migliaia di Ebrei Italiani o scrivendo sull’immondo periodico “Difesa della Razza”, per poi passare all’Antifascismo militante non appena cadde il regime fascista.

Il caso più eclatante fu quello di Gaetano Azzariti.


Nel 1938 [Azzariti] aderì al “Manifesto della Razza”, documento fondamentale, che ebbe un ruolo non indifferente nella promulgazione delle cosiddette leggi razziali (redatto da dieci scienziati italiani per conto del Ministero della Cultura Popolare) e divenne presidente di una Commissione, cosiddetto “tribunale della razza”, istituita presso il dipartimento di Demografia e razza del ministero dell’Interno. La commissione poteva dichiarare la “non appartenenza alla razza ebraica anche in difformità delle risultanze degli atti dello stato civile” e accolse 104 delle 143 domande sottoposte al riguardo. (Wikipedia)


Paradossalmente, l’Azzariti divenne presidente della Corte Costituzionale, il 6 aprile 1957, rimanendo in carica sino al 5 gennaio 1961

Attualmente la Ur-Sinistra neoliberista mondiale serve l’Internazionale Capitalista dei Soroi.

Ai massoni contro-iniziatici Soroi è assolutamente necessario, al fine di deflazionare il costo del lavoro nelle nazioni aggredite dall’Arma Ibrida della Migrazione, l’Esercito industriale di riserva, cioè i migranti disposti a fare gli stessi lavori degli Autoctoni con salario dimezzato. Persino il massone Karl Marx tuonava contro l’Immigrazione coercitiva di Irlandesi affamati come arma ibrida contro i salari degli operai Inglesi.

Esattamente quello che sta facendo oggi “Diavolo Soros” con l’Arma di Migrazione di Massa.

Ovviamente la grancassa dei pennivendoli finanziati da Soros e dalla sua Cabala, ogni qualvolta si mostrano razionalmente le innumerevoli criticità connesse all’Immigrazionismo, conciona ululando: questo è xenofobia, razzismo, fascismo, nazismo!

I lacchè che intingono la penna nella bava hanno la hybris di definire gli altri nazisti!

Omettono artatamente di dire che l’accoglienza costa ad ogni Stato membro della UE  miliardi di euro, rastrellati in gran parte dalle ONG laiche, controllate direttamente o indirettamente proprio da Soros. e dalle ONG cattoliche, controllate direttamente o indirettamente del Vaticano bergogliano.

Ma a trarre ancor più grave motivo di doglianza è la Corte dei Conti UE nella relazione sui fondi che la Commissione Europea ha erogato alle stesse ONG in assoluta opacità.


A dirlo è la Corte dei Conti europea, che lo scorso 18 dicembre ha redatto una relazione speciale dal titolo “La trasparenza dei finanziamenti Ue la cui esecuzione è demandata alle Ong”.


I magistrati contabili europei chiedono “maggiori sforzi” per migliorare informazioni su come vengono utilizzati i soldi dei contribuenti da parte delle organizzazioni non governative. ” La Corte – si legge nella sintesi del rapporto – avverte che il sistema attualmente utilizzato per classificare le organizzazioni come Ong non è affidabile e che la Commissione europea non dispone di informazioni sufficientemente dettagliate su come viene speso il denaro. Una simile mancanza di chiarezza si riscontra anche nei casi in cui i fondi dell’UE sono erogati ad ONG indirettamente, tramite organismi delle Nazioni Unite“.  (ilGiornale)


Quindi, come si evince, anche l’ONU è solo una delle quinte colonne del Sorosismo Globalista.

Ma arriviamo al nucleo del discorso. I Migranti sono davvero una risorsa di cui soloneggiano Boldrini, Boeri, et al. o sono, invece, un’arma ibrida per far esplodere definitivamente il deficit e il debito pubblico italiano e poter commissariare l’Italia con la Troika come sempre vagheggiato da “Diavolo Soros”?


diavolo Soros

Il Grande Fratello Sorosista. Immagine satirica.



MIGRANTE, MA QUANTO MI COSTI?

Uno studioso colto come Alberto Brambilla, presidente di “Itinerari Previdenziali”, smentisce seccamente, dati alla mano,  tutti i teoremi infondati della Ur-Sinistra Immigrazionista e di Tito Boeri.

Intervista resa a Stefano Filippi de “ilGiornale”, “Gli Stranieri? Un peso per l’economia”:

«Il 90 per cento del sistema previdenziale è sostenuto dagli italiani».

Ma il contributo degli extracomunitari è decisivo, o no?

«Il sistema previdenziale è in sostanziale equilibrio, quello che non regge è il sistema assistenziale che in gran parte è a carico della fiscalità generale. E gli extracomunitari pesano su questi conti. I regolari sono cinque milioni, gli irregolari un milione e mezzo. Noi stimiamo che il costo sanitario pro capite sia di 1.830 euro, perciò soltanto per la sanità gli stranieri costano tra i 9 e i 12 miliardi di euro. In Kenya e Tanzania se uno straniero va in ospedale con il visto scaduto chiamano la polizia; da noi un clandestino al pronto soccorso viene curato e non parte alcuna segnalazione».

La sanità non è a carico dell’Inps.

«Ma non si può far credere che vada tutto bene perché gli stranieri versano 5 miliardi di contributi previdenziali netti, senza conteggiare le altre spese. Noi valutiamo che il contributo degli stranieri al sistema Paese, sotto forma di tasse e contributi Inps, sia di 15 miliardi mentre la spesa sanitaria, assistenziale, previdenziale, scolastica cui si aggiungono i sovraccosti per i salvataggi in mare sia di 25 miliardi».

Significa che l’Italia investe ogni anno 10 miliardi di euro a favore degli extracomunitari.

«E con un debito pubblico crescente. Sono soldi che potrebbero essere investiti, che so, per rifare gli acquedotti o per un credito d’imposta a favore dell’occupazione giovanile. Boeri non può cavarsela dicendo che molti se ne vanno senza riscuotere i contributi parziali: si calcola che siano cinque milioni i silenti italiani che senza 20 anni di contributi perdono tutto. Ma esiste anche un altro problema».

«Oltre due terzi di questi extracomunitari che piacciono tanto a Boeri sono manodopera a bassissima professionalità. Perché tanta foga nel farli arrivare e trattenerli? La gran parte di questi lavori è destinata a essere sostituita da macchine o robot nei prossimi anni. La manodopera straniera dovrà essere riconvertita, ma è già difficile riqualificare i disoccupati italiani. Se teniamo conto di tutto, gli stranieri sono un peso per la nostra economia, non una risorsa. Non producono valore aggiunto, presto sarà gente da assistere o rimpatriare».

Lei si domanda il perché di tanto impegno nel trattenere i lavoratori extracomunitari. Che risposta si è dato?

«C’è gente in buona fede, che ci crede. Poi ci sono la sinistra e i sindacati che vedono un bacino potenziale di voti e di tessere. E infine, purtroppo, c’è la voglia di approfittarne degli italiani che pensano solo alla convenienza di prendere un bracciante o un badante in nero, magari clandestino, che riduce moltissimo la capacità espansiva dei nostri salari. Così il Paese muore. Se non lo capisce un piccolo imprenditore, è inaccettabile che non lo capisca lo Stato».



LE EROINE-FAKE


“Io non sto con Carola”, la capitana trasformata in eroina per avere violato la legge. E bisognerebbe dirlo forte e chiaro per rompere questa illusione di solidarietà maggioritaria pompata ad arte dalla sinistra, da Ong talebane dell’accoglienza, da una bella fetta della Chiesa e dai pezzi da novanta del facile buonismo radical chic come Saviano, Fazio, Lerner e Murgia. […]


Carola Rackete ha sfondato il blocco ordinato dal Viminale, violato la legge, speronato una motovedetta mettendo in pericolo la vita dei finanzieri a bordo (guarda il video) e la stanno trasformando in un’eroina dei due mondi. Lo ha fatto per “salvare vite umane” sostengono i fan della talebana dell’accoglienza. Se vogliamo salvare veramente i migranti in Libia, a cominciare da quelli rinchiusi nei centri di detenzione, dobbiamo continuare a riportarli a casa loro come sta facendo a rilento e fra mille difficoltà l’Iom, una costola dell’Onu, difficile da paragonare a SS moderne.


E non andarli a prendere al largo della Libia come ha fatto la capitana, che è indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per bruciare sul tempo la motovedetta libica che stava arrivando ha lanciato i suoi gommoni veloci imbarcando i migranti per prima. Carola si è giustificata sostenendo che i migranti stavano affondando, ma le foto che la stessa Ong ha scattato dimostrano che non era vero. Il gommone galleggiava tranquillamente. Poi, pur richiedendo un porto di sbarco pure ai libici convinta che come sempre non avrebbero risposto, si è rifiutata di riportare i migranti a Tripoli, dopo avere ottenuto l’ok, sostenendo che c’è la guerra. Giusto, ma allora perché non dirigersi verso la Tunisia, il porto più vicino e tranquillo? Se 5 milioni di turisti continuano ad andarci in vacanza si spera che possa essere sicuro per una cinquantina di migranti, che sarebbero stati sbarcati dopo un po’ di giorni di attesa e rimpatriati come fa l’Onu in Libia.


Carola ha puntato dritta sull’Italia perché le Ong estremiste come Sea watch vogliono provocare un caso politico utilizzando come paravento “le vite umane salvate in mare”. I parlamentari della sinistra saliti a bordo della nave in favore di telecamere sono la dimostrazione. L’obiettivo finale dei talebani dell’accoglienza è tornare a spalancare le porte dell’Europa agli sbarchi di massa del passato con 170mila arrivi all’anno in Italia.


La provocazione era evidente quando la capitana, dopo giorni di attesa di fronte a Lampedusa, non si è mai sognata di dirigersi verso la Francia, che ora la difende senza paura del ridicolo, la Spagna oppure fare il giro attraverso Gibilterra e arrivare in poco più di una settimana di navigazione in Olanda, stato di bandiera della nave. O ancora meglio in Germania dove una cinquantina di sindaci erano pronti ad accogliere i migranti. […]


Non si tratta di parteggiare per Salvini o il governo, ma di smetterla di farci prendere in giro trasformando la capitana che ha violato scientemente la legge in un’eroina. Per questo gli italiani, primi fra tutti i moderati dotati di buon senso, dovrebbero dire forte e chiaro “io non sto con Carola”. (faustobiloslavo.eu)



ANCHE MARCO TRAVAGLIO CONTRO LE SEDICENTI EROINE DELLA UR-SINISTRA

Anche Marco Travaglio si scaglia contro la nuova icona della Ur-Sinistra neoliberalista e Tanatocapitalista.


Chi volesse ragionare saprebbe distinguere tra ciò che ha fatto di buono la Sea Watch-3, cioè caricare da un gommone pericolante in acque libiche 53 migranti (un giorno magari le Ong ci sveleranno quale divina ispirazione le fa trovare sempre nel posto giusto al momento giusto nello sterminato Mediterraneo); e ciò che han fatto di inaccettabile, cioè infischiarsene della legge del porto sicuro più vicino (in Tunisia o a Malta) per creare l’ennesimo incidente politico col governo italiano, ricorrere al Tar contro il no di Roma e poi fregarsene della sentenza negativa, appellarsi alla Corte di Strasburgo e poi ignorare il verdetto contrario, violare i divieti di ingresso in acque italiane e di sbarco a Lampedusa, fino alla manovra spericolata e criminale di ieri, quando per poco non c’è scappato il morto tra i finanzieri della motovedetta schiacciata sulla banchina. Non lo diciamo noi fottuti giustizialisti. Lo dice il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, non certo sospettabile di filo-leghismo visto che aveva chiesto di processare Salvini per sequestro di persona e abuso d’ufficio per il caso Diciotti e ora ha disposto l’arresto in flagranza della Rackete: “Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi, in divisa, lavora in mare per la sicurezza di tutti”. Lo ribadiscono gli uomini della Guardia di Finanza sulla motovedetta: “La Sea Watch non ha fatto nulla per evitarci, siamo stati fortunati: poteva schiacciarci”. E il Reparto Operativo Aeronavale delle Fiamme Gialle di Palermo parla di “un atto di forza inaspettato, un gesto irresponsabile che ti puoi aspettare da un narcotrafficante o un contrabbandiere su un motoscafo”. Cos’hanno fatto e cos’hanno da dire ora i parlamentari-crocieristi de sinistra saliti a bordo della Sea Watch per garantirvi la loro personalissima “legalità”? E i fan dell’eroina non potrebbero almeno smetterla di chiedere la liberazione di un’indagata che, magari animata dalle migliori intenzioni, commette illegalità che non verrebbero tollerate in nessuna democrazia del mondo? […]


I reati contestati alla capitana (resistenza a nave da guerra, tentato naufragio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina) non li ha inventati questo governo, ma esistono nei codici dell’Italia e di tutti gli Stati degni di questo nome da tempo immemorabile. (Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 30 Giugno 2019) 



LA MARCESCENZA INTELLETTUALE DEL RARACH

Il RARACH è in piena dissoluzione mentale e intellettuale; l’ennesima riprova è il ridicolo Capezzolo Day organizzato dai radical chic per solidarietà nei confronti deall’eroina Rackete, poichè la teutonica si è presentata in Tribunale ad Agrigento senza reggiseno.

Se l’effetto estetico prodotto dalla Rackete sarà il medesimo per le Minions RARACH che la imiteranno, sarà necessario imbottirsi di antiemetici.


A lezione, a far la spesa, in città e, perché no, anche in ufficio purché senza reggiseno. Sabato 27 luglio è stato indetto il #freenipplesday, la giornata che, anche in supporto a Carola Rackete. […]


“La protesta nasce con l’intento ironico e provocatorio ma con un obiettivo non così leggero: viviamo un momento in cui, gridando allo scandalo, il dibattito politico viene oscurato da dettagli che puntano a distrarre dai veri contenuti.” (repubblica.it)


In verità, la strategia di spostare il discorso dall’effettività geopolitica e dai problemi socio-economici mondiali alle sciocchezze propagandistiche, dal reale al virtuale, è tipica del RARACH, come avvenne con magliette rosse o con la vergognosa sceneggiata allestita dopo la Bufala dei bombardamenti chimici di Bashar al-Assad contro il suo stesso Popolo!



Olive Group, una compagnia britannica di sicurezza dedita al reclutamento di mercenari, dopo essersi fusa con una sua analoga USA, ha preso in appalto “lavori” anche in Siria, proprio nella zona wahhabita di Idlib.

Per aprire le danze, si è presa la briga di addestrare i White Helmets – l’apparato propagandistico-“umanitario” di al-Qaeda – nella manipolazione di materiale chimico dannoso. […]

Dopo un accurato lavoro di trucco e parrucco, come accaduto a Khan Sheikhoun e Douma, faranno far loro la parte delle vittime da cloro nell’ennesimo film di propaganda contro Bashar al-Assad. In questo avranno l’appoggio mediatico di al-Jazeera, che ha recentemente rilanciato la notizia di presunte bombe al fosforo in possesso dell’esercito siriano, e dei nostri nemici interni.

Roberto Saviano, Gad Lerner, Gianni Riotta, Luciana Littizzetto, Laura Boldrini, Maurizio Martina, Roberto Fico, Paolo Gentiloni, Graziano Delrio e Lia Quartapelle, infatti, non esiteranno a veicolarne sui social il set cinematografico per convincere l’opinione pubblica che l’intervento imperialista contro Damasco abbia caratteri umanitari e necessari.

Ad aprile, la buffonata delle mani su naso e bocca è stata partorita dalle loro menti, ricordiamocelo. Spulciando il loro account ufficiale su Twitter (Syrian Civil Defence) possiamo addirittura assisterne al “making of” con tanto di contenuti extra. (Davide Pellegrino, Oltrelalineanews)


I White Elmets sono solo mediocri attori di uno squallido film pagato dall’immondo Deep State USA, capitanato da George Soros:


In una relazione diffusa il 13 aprile 2017 il professore Theodore Postol, esperto del Massachusetts Institute of Technology (MIT), osserva che il rapporto delle agenzie dell’Intelligence diffuso dalla Casa Bianca contiene errori grossolani.

Per esempio:

Secondo la CIA, l’incidente chimico di Khan Shaykhun consisterebbe in una dispersione di gas Sarin. Ebbene, le fotografie diffuse dall’unica fonte CIA, i Caschi Bianchi, mostrano persone che stanno facendo rilevamenti in un cratere prodotto da una bomba siriana. Ma la contaminazione del gas Sarin non avviene per via respiratoria. Questo gas penetra attraverso la pelle e impiega diverse settimane a degradarsi a contatto con aria e luce. Se la fotografica fosse autentica, come pretende la CIA, non potrebbe trattarsi di gas Sarin perché le persone che stanno prelevando campioni di terreno e i curiosi che li stanno guardando ne sarebbero immediatamente e gravemente contaminati. (voltairenet.org)


Segue un video che dimostra – de visu et auditu ex propriis sensibus – che l’attacco chimico a Douma è solo una sesquipedale bufala spacciata dai pennivendoli e debunkeristi RARACH:


The Douma Chemical Attack – Fake News about Fake News on Russia’s Fake News



LE EROINE CRIMINALI.

Qual è il reato più pesante e grave di cui si è macchiata La Rackete? “Resistenza, violenza e tentato affondamento di nave da guerra”.


Le manovre compiute dall’imbarcazione che cerca di opporsi all’inseguimento ed all’abbordaggio da parte di una motovedetta della Guardia di Finanza integrano il reato di resistenza o violenza contro nave da guerra cui all’art. 1100 del Codice della Navigazione.
È infatti indubbia la qualifica di nave da guerra attribuita alla motovedetta della Guardia di Finanza e ciò anche a prescindere dall’esercizio al momento del fatto di funzioni di polizia marittima, comandata ed equipaggiata da personale militare.
Il naviglio della Guardia di Finanza è per legge classificato come nave da guerra atteso che l’art. 6 della L. 13 dicembre 1956, n. 1409 (norme per la vigilanza marittima ai fini della repressione del contrabbando dei tabacchi) punisce gli atti di resistenza o di violenza contro tale naviglio con le stesse pene stabilite dall’art. 1100 c.n., per la resistenza e violenza contro una nave da guerra.
Inoltre, anche ai fini dell’applicazione dell’art. 1099 del Codice della Navigazione (rifiuto di obbedienza a nave da guerra), è pacifica la giurisprudenza della Suprema Corte nel ritenere che “una motovedetta armata della Guardia di Finanza, in servizio di polizia marittima, deve essere considerata nave da guerra” (Cass. Sez. 3, n. 9978 del 30.6.1987). (miolegale.it)


Non è assolutamente condivisibile l’istanza di scarcerazione della Rackete emessa del GIP Vella, in ragione anche della Sentenza della Cassazione n° 31403 del 2006.


Come è possibile, allora, che la Vella sia arrivata alla conclusione che la motovedetta speronata dalla Rackete non è nave militare? Lo scontro giuridico si gioca su questo punto: nella sentenza citata dal Gip la Consulta, come detto, scrive che le motovedette sono “navi da guerra” quando “operano fuori dalle acque territoriali ovvero in porti esteri ove non vi sia un’autorità consolare”. Nella sua ordinanza, Alessandra Vella riporta questa frase pari pari. Ma vi antepone la parola “solo”, ipotizzando quindi che se si trovano in acque territoriali non sono da assimiliare a navi da guerra.


Si tratta di una interpretazione criticata da molti, in particolare dall’avvocato Stefano Manfreda del foro di Reggio Emilia. Il legale fa notare come in quella stessa sentenza ricordata dalla Vella, la Corte abbia anche citato l’art. 200 del codice della navigazione. Articolo in cui è specificato chiaramente che le navi militari (come la GdF) esercitano funzioni di polizia non solo “in alto mare” o “nei porti esteri dove non sia un’autorità consolare”, ma anche “nel mare territoriale“. Quindi la motovedetta delle Fiamme Gialle sarebbe nave militare anche all’interno del porto di Lampedusa.


Viene da chiedersi: perché la precisazione “nel mare territoriale” non appare nella sentenza della Consulta citata dalla Vella? Mistero. Per Manfreda si potrebbe trattare di un “copia e incolla venuto male” oppure di un “errore materiale”.


Tuttavia appare innegabile che in giurisprudenza molti “sono concordi nel ritenere che le navi della GdF e altri corpi di polizia sono sempre navi da guerra”. Per esempio, la Cassazione, con la sentenza 31403 del 14 giugno 2006, ha sostenuto la natura di “navi militari” per le motovedette della Finanza. La Suprema corte, riporta l’Adnkronos, in quel caso si pronunciò sullo speronamento di un’imbarcazione della GdF da parte di una barca privata: nel corso di un’operazione di controllo sulla pesca abusiva di molluschi, il natante non si era fermato all’alt e, per evitare l’abbordaggio, aveva speronato la motovedetta, provocandone la rottura dell’elica. (Giuseppe De Lorenzo, ilgiornale.it)


In virtù della funzione nomofilattica esercitata in via esclusiva dalla Corte di Cassazione, quasi sicuramente l’ordinanza del GIP di Agrigento verrà cassata, a seguito del ricorso della stessa Procura di Agrigento.



PERSINO LA PROCURA DI AGRIGENTO SMENTISCE…

Persino la Procura di Agrigento smentisce il GIP Vella, statuendo che «Carola Rackete andava arrestata», altro che una delle “eroine” del RARACH:


Carola Rackete, la comandante della nave Sea watch, andava arrestata perché “i titoli di reato consentivano l’arresto, esisteva lo stato di flagranza e venivano rispettati i termini di legge”. Non solo. Nel provvedimento del gip che ha scarcerato la giovane capitana, riferisce AdnKronos, “si rileva il vizio di violazione di legge e la mancanza di motivazione, in quanto l’ordinanza impugnata non ha valutato correttamente i presupposti della misura pre-cautelare adottata nelle forme con le quali è chiamata a farlo, procedendo all’erronea non convalida dell’arresto in questione”. Parole dure, quelle usate dai magistrati della Procura di Agrigento nel ricorso per Cassazione alla scarcerazione della capitana tedesca, che di recente ha lasciato l’Italia per tornate in Germania. […]


Il Procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio nel ricorso per Cassazione non risparmia le critiche sul provvedimento del gip. I pm parlano di una “conclusione contraddittoria, errata e non adeguatamente motivata”. Secondo i pm, il gip nella sua ordinanza del 2 luglio “avrebbe dovuto verificare se rispetto alla condotta contestata” alla comandante “il dovere di soccorso invocato potesse avere efficacia scriminante”. Il gip, per la Procura, “si è limitato ad affermare tout court che legittimamente Carola Rackete avesse agito poiché spinta dal dovere di soccorrere i migranti. L’impostazione offerta dl gip – scrivono i pm – sembra banalizzare gli interessi giuridici coinvolti nella vicenda e non appare condivisibile la valutazione semplicistica offerta dal giudicante”. […]


La Procura torna anche sul punto della motovedetta della Guardia di Finanza con cui c’è stato un contatto sulla banchina. La questione è se l’imbarcazione si possa considerare ‘nave da guerra’ o no. Secondo il gip Vella non è una nave da guerra. Diversa l’interpretazione della procura di Agrigento. “Nel caso di specie – scrive il procuratore di Agrigento – la motovedetta V808 della Gdf è iscritta nel naviglio militare dello Stato, reca le insegne militari e del Corpo di appartenenza, il comandante è un maresciallo ordinario della Gdf e riveste lo status militare al pari di tutti gli appartenenti al corpo, è armata con dispositivi di armamenti individuali e di reparto di tipo militare”. Ecco perché “si ritiene, contrariamente a quanto affermato dal gip, che la motovedetta si da qualificare come nave da guerra”. (oltrelalinea.news)


In realtà, come scrive il Giornale a firma di Fausto Biloslavo, il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio e il sostituto Gloria Andreoli sono stati molto più duri: a pagina 3 del ricorso,


partono all’attacco: «Si ritiene che (…) il Gip nel pronunciarsi sulla legittimità dell’arresto di Carola abbia travalicato i limiti di approfondimento attenenti a tale fase procedendo a un’autonoma valutazione dei dati in suo possesso e pervenendo a un giudizio sostanziale della gravità indiziaria». Un giudizio che travalica le competenze del giudice ed è comunque sballato. A cominciare dal non avere considerato «nave da guerra», la motovedetta della Guardia di finanza schiacciata dalla capitana contro la banchina per sbarcare i migranti. «È di tutta evidenza – scrive la procura di Agrigento – che l’affermazione del Gip sia stato frutto di autonoma interpretazione che non trova alcun appiglio nella sentenza della Corte costituzionale» citata da Vella. «Al contrario si precisa che la giurisprudenza in più casi ha qualificato le motovedette della Guardia di finanza come navi da guerra» si legge nel ricorso.


Dalla pagina 8 in poi viene smontata, pezzo per pezzo, la tesi del Gip sul «dovere di soccorso e assistenza ai naufraghi», che permetteva a Carola di fare quello che voleva forzando il blocco del Viminale. Innanzitutto «il Gip ha affrontato tutta una serie di valutazioni in ordine alla condotta di Rackete fondando per buona parte le proprie argomentazioni sulle dichiarazioni dell’indagata». Il ricorso sottolinea che il governo stava per risolvere il caso a livello europeo, ma la capitana ha compiuto l’atto di forza senza tenerne conto. I procuratori si chiedono, inoltre, come sia possibile che la Gip si aggrappi alla giustificazione di un «soccorso in mare avvenuto 15 giorni prima dell’arresto». E ribadiscono che davanti a Lampedusa «i migranti non erano più esposti a un pericolo imminente per la loro vita e incolumità». Una serie di «mazzate», che spiegano come «non poteva ragionevolmente ritenersi giustificata l’azione di forza della Rackete, che per attuare nella maniera ottimale un dovere, esponeva con la propria manovra di schiacciamento della motovedetta V.808 verso la banchina, a concreto pericolo sia i migranti, che l’equipaggio della motovedetta».


In definitiva «la conclusione a cui è pervenuto il Gip si ritiene contraddittoria, errata e non adeguatamente motivata», ma ha comunque trasformato Carola in eroina con un’aureola innocentista in nome di un superiore diritto umanitario deciso dai talebani dell’accoglienza. «Diritto» sancito di fatto dall’ordinanza, che ha avuto un enorme clamore mediatico. A differenza dal ricorso che la fa a pezzi passato sotto silenzio. (ilgiornale.it)



L’IMBARBARIMENTO DELLA SINISTRA IMMIGRAZIONISTA E GLOBALISTA

Riportiamo alcune parti di un post pubblicato sul media turbomondialista linkiesta.

Già l’incipit è stupefacente: «Ricca, “studiata”, tedesca, libera, idealista e per di più donna, Carola Rackete, al timone di una nave diretta a Lampedusa dopo due settimane in mare aperto, è la nemesi dell’italiano imbruttito».

“Studiata”? Ma che lingua è?

Fortuna che in Italia abbiamo tal Xhaka, l’estensora dell’articolo, la quale può soloneggiare in libertà a favore della “superiore razza tedesca” contro gli imbruttiti italici. Essa prosegue:


Sembrava impossibile, ma alla capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete è riuscita l’impresa di unire la rabbia antica, sorda e rancorosa, che ogni italiano medio riversa distintamente contro due tipi umani ben precisi: il ricco e l’intellettuale. […]


Chapeau.


Ricca, “studiata”, tedesca, libera, idealista e per di più donna. […]


La sua biografia è ormai nota: 31 anni, poliglotta, plurilaureata, ha guidato navi rompighiacchio e partecipato a escursioni artiche senza mai rinunciare a tenere lezioni sui cambiamenti climatici ed ecologici. In lei ogni cosa sembra schiaffeggiare in pieno viso il poveraccismo italico. […]


In barba al poveraccismo italico che vieta a chiunque sia anche solo sospettato di essere benestante ogni vicinanza con il popolo. […]


A tanti Carola Rackete non piace perché somiglia a qualcosa in cui vale la pena di sperare, e che non somiglia a nessuna delle ideologie novecentesche, a nessuna delle tradizioni alle quali i cortigiani, gli intellettuali e il popolino di regime ci hanno abituati. Somiglia a un essere umano.


Siamo in piena deriva derridiana. Una decostruzione sofista per cui la verità viene rivoltata come un calzino.

Quali navi ha mai capitanato la Rackete prima della Sea Watch-3? Nessuna, anche a dar credito ai mondialisti di Wikipedia. Eppoi…

La “Capitana”, che ha commesso quasi tutti i reati possibili in mare (favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, resistenza e violenza a nave da guerra, tentato naufragio – ma tanto i cinque finanzieri sarebbero solo “Italiani”, pure “poveraccisti”, magari), viene deificata, novella Epifania del Migrazionesimo, mentre gli Italiani vengono dileggiati, quegli stessi Italiani a cui il PD ha macellato la Sanità Pubblica pur di praticare la politica sorosista dei Porti Aperti e dell’Accoglienza, trovandosi, gli Italiani, imprigionati con più tasse, meno servizi e una pletora di clandestini difficili da rimpatriare (già, perché oltre il 95% degli immigrati non ha diritto d’asilo, trattandosi di migranti economici).

Come valutare l’infinita teoria di improperi rivolti agli Italiani (“Italiani medi imbruttiti”, “Italiani poveraccisti”, “Poveraccismo italico” “Italiani poveri e invidiosi”, “Italiani rabbiosi”, “Rackete nemesi dell’Italiano medio”, et similia), come giudicare il linguaggio peggiorativo che la Xhaka utilizza nei confronti di un gruppo etnico composto da milioni e milioni di individui, gli Italiani, appunto?

Per farlo utilizzeremo la lente dell’orwelliano “Piano globale d’azione contro i discorsi di incitamento all’odio e i crimini d’odio su base rapida” sviluppato dalla più funzionale delle Quinte Colonne del Capitalismo Totalitario e del Sorosismo Mondialista, l’ONU, in base al quale è incitamento all’odio «qualsiasi forma di comunicazione verbale, scritta o comportamentale, che attacca o utilizza un linguaggio peggiorativo o discriminatorio nei confronti […] di un gruppo in base a chi è, in altre parole, a causa della sua religione, etnia, nazionalità, razza, colore, origine, genere o di un altro fattore di identità».

Agghiacciante, infine, la chiusa della Xhaka: a differenza degli Italiani, “popolino di regime”, la Rackete sembra «un essere umano». Ergo, cosa sarebbero per siffatta autrice gli Italiani, Non Umani, Subumani? Come gli Ebrei, i Rom, gli Omosessuali, i Comunisti, i Russi, i Neri, che l’abominevole Reichsministerium für Volksaufklärung und Propaganda di Joseph Goebbels definiva Untermenschen?

A questo farebbe pensare lo stesso titolo dell’articolessa, “Ricca, intelligente e più umana di tutti voi: ecco perché detestate Carola Rackete”…

Magari per i radical chic e per i Quisling neoliberisti dell’ONU incitamento all’odio è da considerarsi tale solo quando rivolto contro i Migranti Africani immancabilmente senza documenti (ergo, ipso facto, clandestini: se un europeo entra negli USA senza documenti commette reato di clandestinità e rispedito a casa), mentre xenofilia e un linguaggio peggiorativo contro gli Italiani “poveraccisti sono bollinati e approvati come cosa santa e buona, forse, tra i tanti, anche dai Bergogliani migrazionisti.


https://twitter.com/GiorgiaMeloni/status/1157349568964648961


Ma la citata Xhaka non è nuova ad intemerate, sempre sul media linkiesta; asserzioni che Francesco Maria Toscano definisce “lunari”


Al netto del rossobrunismo [sic!] delle idee che esprime, l’antilingua di Fusaro si ammanta della tipica spocchia da intellettuale di sinistra, insopportabile.

Fusaro invece mette tristezza, o al più stimola domande del tipo «chi è il tuo pusher?». Il linguaggio del giovane torinese è la cosa più vicina al millenarismo religioso che sposta in avanti la data ogni volta che l’apocalisse manca all’appuntamento.


Icastica la chiosa di Toscano,


Aldo Grasso ha scritto qualche idiozia sul Corriere della Sera (clicca per leggere), seguito a ruota da una certa Stela Xhunga che ha vergato su “Linkiesta” (clicca per leggere) un pezzo […] chiaramente lunare, tipico di chi scrive perlopiù “ad minchiam”, senza avere cioè prima approfondito nulla dell’argomento da trattare. (ilmoralista.it)


Un’ultima notazione, mi chiedo cosa sappia davvero la Xhaka del rossobrunismo o se conosca, ad esempio, Niekisch, prima di definire il filosofo Fusaro un rossobrunista.

Studiare è sempre buona cosa prima di parlare.

Noi studiamo, ci informiamo, è un nostro principio basilare. Non vediamo un uguale desiderio di apprendimento negli altri, soprattutto da parte dei burbanzosi immigrazionisti della Ur-Sinistra neoliberista.



PERCHÉ AFFERMIAMO CHE L’ATTUALE SINISTRA SI È IMBARBARITA?

La vera Sinistra italiana – e l’ultimo riferimento storico che richiamiamo è il PCI di Enrico Berlinguer – non avrebbe criminalizzato i poveri, non li avrebbe irrisi, non li avrebbe dileggiati,

Li avrebbe difesi.

Toni Negri che, ai tempi di Potere Operaio propagandava lo slogan la Democrazia è il fucile in spalla all’Operaio. oggi dichiara che «la classe operaia è ormai solo uno strato limitato e corporativo». Corporativo…

Lo stesso sprezzo post-borghese, sarcasmo ultramondialista e antitalianismo viene appalesato dall’ex Lotta Continua Gad Lerner, dopo la solita, trita, stolida, enfiatica, propaganda – sempre con la “erre” blesa – a favore del “filantropo” pro domo sua, lo squalo globale Soros (“Viva Soros!”):
«Soros ha fatto a pezzi l’Italia? Magari… Poverina. quest’Italia, la grande proletaria a cui tutti quanti dovremmo essere leali…».



Non ci siamo mai aspettati alcuna lealtà dal Lerner verso una Nazione, l’Italia, che lo ha reso agiato – con grande cascinale a Casale Monferrato e villa a Portofino, solo considerando quanto riporta la stampa – facendo giaculatorie pro-Soros («Io sto con Soros!», «Viva Soros!»).

L’attuale sinistra neoliberalista, totalmente prona ai desiderata del Capitalismo Totalitario, si genuflette davanti alla Ierofania Mercantilistica dei Soroi e della Globalizzazione.


Pierre Bourdieu, facendo riferimento allo studio del sociologo francese Loic Wacquant, sostiene che negli Stati Uniti lo «Stato caritatevole», che si fonda su una visione moralizzante della povertà, tende a biforcarsi in uno stato sociale che assicura garanzie di sicurezza minime per le classi medie, e in uno stato sempre più repressivo che cerca di contrastare la violenza generata dalle condizioni sempre più precarie di larga parte della popolazione, in particolare dei neri1.
Si tratta solo di un esempio – anche se, di certo, particolarmente vistoso e spettacolare, come lo diventano sulla scena americana gran parte dei fenomeni di vasta portata, anche globali – di una tendenza più generale. Essa consiste nel ridurre quel che ancora lo stato-nazione, sempre più debolmente, conserva dell’iniziativa politica di un tempo, alle questioni della legge e dell’ordine; fenomeno che in pratica si traduce inevitabilmente nel garantire un’esistenza ordinata – sicura – ad alcuni, e nel minacciare e terrorizzare gli altri con la forza della legge.


Nato da una conferenza a Friburgo dell’ottobre 1996, l’articolo di Bourdieu fu scritto sull’onda di una dichiarazione di Hans Tietmeyer. Il sociologo l’aveva letta in aereo e la sua reazione era stata viscerale perché il presidente della Bundesbank esprimeva giudizi con il tono con cui di regola si parla, quasi meccanicamente, di verità ovvie e banali che non provocano nessuna meraviglia tra gli ascoltatori o i lettori. «Il compito che ci attende oggi», aveva dichiarato Tietmeyer, «è di creare le condizioni favorevoli per la fiducia degli investitori». Aveva poi continuato elencando le
condizioni, anche in questo caso brevemente e senza particolari argomentazioni, come si parla di cose che, al solo dirle, appaiono di per sé evidenti a chiunque. Perché gli investitori abbiano fiducia, per incoraggiarli a investire, aveva detto, sarà necessario controllare in maniera più rigida la spesa pubblica, diminuire la pressione fiscale, riformare il sistema della sicurezza sociale e «smantellare le rigidità del mercato del lavoro». (Zygmunt Bauman, “Dentro la Globalizzazione”, Edizioni Laterza, cfr. il nostro Eurolager)


LE EROINE DELLA UR-SINISTRA SONO AFFLITTE DA OICOFOBIA

Le “eroine” della Coalizione rappattumata di radical chic e Sinistra genderista, immigrazionista, tanatocapitalista, sono tutte afflitte da oicofobia.



Perché c’è un unico modo, per quest’ intossicati dalla vergogna di sé, di riscattare i torti dell’ Occidente verso tutti i dannati della terra. Portarceli in massa. Fino a dissolverlo, ovviamente. […]

Solo quest’eccezione [le Democrazie Occidentali] su cui Carola e i suoi fratelli sputano ogni giorno, e che vorrebbero edulcorare in un’appendice dell’Africa, ha generato qualcosa che si chiama «società aperta», dove coesistono libertà economica, pluralismo religioso, pari dignità tra uomo e donna. Ebbene, io che non solo non mi vergogno di appartenere a quest’avventura, ma lo rivendico, so bene che la sua splendida anomalia rischierebbe di essere spazzata via, se passasse il modello che la Capitana e certi analoghi figli privilegiati d’Occidente in fregola parricida propugnano. Esodo incontrollato di popolazioni, che è cosa ben diversa dal fisiologico fenomeno dell’immigrazione, frullato impazzito di visioni del mondo spesso tra loro incompatibili, sostituzione culturale prima ancora che etnica.


Fino alla sparizione dell'(auto)odiato uomo bianco e dello stesso Occidente. L’espiazione finale, il suicidio di una civiltà raggiunto nemmeno con un atto grandioso, ma per agonia ideologica, per triste e sfibrante autoconsunzione, la rinuncia definitiva. Il sogno di tutte le Carola Rackete. L’incubo di chiunque ami la libertà. [Il grassetto è nostro, Nota di Seyan] (Giovanni Sallusti, liberoquotidiano.it)



I MINIONS

Servo è chi il servo fa, direbbe tautologicamente Forrest Gump. E servo è chi è sempre prono al Regime Totalitario vigente.

Oggi, dietro alla bandiera arcobaleno dell’Internazionale Capitalista, genderista e immigrazionista; Ieri, appecoronati alla “potenza” della bandiera rossa dell’Internazionale Comunista, operaista e materialista; Avantieri, genuflessi ai piedi della bandiera nera dell’Internazionale Nazifascista, razzista e aggressiva.
Tutti Imperialismi Totalitari che combattevano (e combattono) le Nazioni, la Libertà e la Democrazia, perché solo nell’alveo degli Stati-Nazione può aver rigoglio la democrazia, che viene soffocata dagli Imperi Autoritari sovranazionali qual è, de facto, l’attuale UE.

Aveva ragione Costanzo Preve quando affermava che gli intellettuali della “Sinistra” relativista e nichilista che «utilizzano la loro rendita di posizione e la loro occupazione quasi militare dei principali mass media, dell’editoria e delle Università, sono osceni».
Riferendosi proprio a siffatti “intellettuali”, il grande filosofo valenzano concludeva icasticamente che, «mentre ai tempi di Hegel gli intellettuali erano più intelligenti delle persone comuni, oggi sono più stupidi della gente comune». Minions, appunto.

E come i Minions cinematografici, hanno il bisogno di servire il Cattivo di turno, con la differenza che i veri Minions servono Gru, un “cattivo” dal cuore d’oro, mentre quest’altri hanno scelto di servire un vero cattivo planetario: George Soros.

«Con chi state voi?» Ci sono solo due differenze tra chi sta con Soros e chi sta con Salvini, entrambe a “vantaggio ” dei Minions radical chic: una patina (sottile) di cultura e una sesquipedale hybris.

Noi non abbiamo assolutamente simpatia per Salvini o Di Maio, che hanno tradito qualsiasi promessa, dall’Italexit ai Minibot, fino alla giravolta neoliberista del Movimento 5 Stelle, rettamente criticata dal filosofo Carlo Formenti.

Ma noi – soprattutto – non stiamo né mai staremo con “Diavolo Soros” e i suoi Minions, né tantomeno con le loro sedicenti eroine.


Soros and his Minions

Soros and his Minions. Immagine satirica.


Nelle Prossime Parti spiegheremo il coinvolgimento di Soros nell’azione dei black bloc, che determinarono i fatti del G8 di Genova, e i veri motivi per cui “Diavolo Soros” e la sua Cabala vogliono “riallocare 500 milioni di Africani di fede islamica in Europa. E spiegheremo chi sono i veri Quisling, i veri traditori della Sinistra, tra i radical chic sorosisti e neoliberisti o quelli che costoro definiscono rossobrunisti.

Fine Seconda Parte



 

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Diavolo Soros. Quelli che stanno con Soros. Prima Parte http://www.isoladiavalon.eu/diavolo-soros-quelli-che-stanno-con-soros-1/ http://www.isoladiavalon.eu/diavolo-soros-quelli-che-stanno-con-soros-1/#comments Sat, 13 Jul 2019 13:30:09 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=12042 IL DIAVOLO SOROS E QUELLI CHE STANNO CON SOROS. PRIMA PARTE. Il Diavolo Soros.  Useremo questa locuzione per riecheggiare satiricamente Gad Lerner il quale, per difendere l’Anómos Globale, ha scritto su Repubblica “Se Soros diventa il diavolo”. A GAD LERNER NON… A Gad Lerner non sono bastate le infelici boutade e le dichiarazioni inopportune degli

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IL DIAVOLO SOROS E QUELLI CHE STANNO CON SOROS.

PRIMA PARTE.

Il Diavolo Soros.  Useremo questa locuzione per riecheggiare satiricamente Gad Lerner il quale, per difendere l’Anómos Globale, ha scritto su Repubblica “Se Soros diventa il diavolo”.


A GAD LERNER NON…

A Gad Lerner non sono bastate le infelici boutade e le dichiarazioni inopportune degli ultimi mesi.

Lo ricordiamo in maglietta rossa assieme ad altri radical chic per l’“accoglienza ai Migranti”. Salvo poi defilarsi bruscamente assieme ad altri epistocrati della Ur-Sinistra quando gli venne proposto di accogliere – per breve tempo – un migrante in casa propria. Ipocrisia disvelata da un articolo del Tempo: “Un profugo in casa mia? Mai. Abbiamo stanato i radical chic”

La stessa coerenza dimostrata da Gino e Cecilia Strada di Emergency che nel 2018 affermavano, «Siamo governati da persone che non hanno nessuna considerazione per la vita umana, quella altrui, ovviamente. Persone che dovrebbero essere portate davanti alla corte internazionale dell’Aia per crimini contro l’umanità» (Gino Strada). Ribadiva la figlia:  «la non accoglienza può essere considerata a tutti gli effetti un reato».

Però quando si tratta di mostrare concretamente siffatta solidarietà con un atto di enorme impatto quale sarebbe accogliere personalmente anche un solo migrante, ci troviamo sempre di fronte a un netto distinguo. Recentemente la figlia di Gino Strada ha affermato, «Profughi in casa mia? Non ci penso neppure».

Come dimenticare Gad Lerner quando affermò, «Rom e immigrati? No ai Parioli». E neanche a Portofiono, immaginiamo…




I RADICAL CHIC LITIGANO PER QUALSIASI MOTIVO, MA SI RAPPATTUMANO SEMPRE A FAVORE DELLO STRANIERO E CONTRO GLI ITALIANI

Gli elitisti della Ur-Sinistra italiana hanno eletto all’unanimità come loro presidente uno sciovinista antidemocratico ed anti-immigrazionista come Emmanuel Macron, colui che fa accecare e smembrare i gilets jaunes dai suoi pretoriani, che brutalizzare decine di migliaia di immigrati ricacciandoli a Ventimiglia e che ha fatto condannare a cinque anni di carcere la guida alpina Benoit Duclois solo per aver salvato una migrante nigeriana all’ottavo mese facendola passare dall’Italia alla Francia, mica ciò che ha fatto la “semisperonatrice di Preetz”, premiata di converso con la cittadinanza onoraria dal Comune di Parigi.

I radical chic italiani farebbero bene a documentarsi meglio prima di fare la ola per il colonialista Macron, visto che il loro idolo ha rifiutato personalmente l’approdo della Sea Watch 3 a Marsiglia.
Lo denuncia la stessa Rackete, «Avevamo contattato il porto di Marsiglia per sapere se potevamo attraccare. La richiesta è stata inoltrata al prefetto, fino al Presidente della Repubblica. Ma nessuno ci ha risposto».

Il narcisista e psicopatico Macron sarebbe, per siffatti ineffabili apologeti, il Presidente degli Italiani, intingendo la penna nella saliva mentre lo scrivono, come direbbe icasticamente Marco Travaglio.

Federico Rampini, vero uomo di SInistra, agli antipodi rispetto al rappattumamento radical chic che fa l’apolegetica del Capitalismo Totalitario, stigmatizza l’asservimento della sedicente intelligencija di sinistra verso lo straniero qualunque esso sia, compreso “il diavolo Soros”.

Federico Rampini ha cannoneggiato, con i pezzi da 460 mm. la Ur-Sinistra italiana radical chic,


che “ha smesso da tempo di occuparsi dei penultimi, gli italiani poveri” e “pur di fare opposizione al governo incaricato, è diventato un po’ il partito dello straniero”. Dimostrazione, secondo Rampini, sarebbe il fatto che i rappresentanti della sinistra italiana negli ultimi tempi hanno applaudito tutto quello che fa o dice il presidente francese Emmanuel Macron, “prendendo per buona la favola del presidente europeista” che invece, su temi come l’immigrazione, si comporta da “sovranista puro” e “sta facendo delle porcherie” in Libia.


Sinistra che “applaude anche tutte le bacchettate che arrivano” dal presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker. Insomma, secondo Rampini ormai la sinistra è vista come “il partito che sta sempre per gli stranieri contro chi governa l’Italia” ed è “inaccettabile” che difenda le politiche di austerity, il Fondo Monetario Internazionale e le agenzie di rating. […]


Ma il colpo di scena arriva poco dopo, quando si torna a parlare di accoglienza. “Forse non mi sono spiegato – prosegue nella sua analisi Federico Rampini – non stavo difendendo la cacciata dei rom (il caso di Casal Bruciato a Roma ndr) che avevano un diritto in quel caso. Sto dicendo che guarda caso queste storie terribili accadono soltanto nei quartieri popolari, non ai Parioli dove ormai il Pd prende voti, non è ai Parioli che ci sono questi problemi di convivenza tra poveri, se la sinistra prende voti ai Parioli ci sarà una ragione”. (it.blastingnews.com)


E al corifeo della sinistra globalista, Gad Lerner, non è rimasto altro che balbettare che «ai Parioli e nei quartieri ricchi non si può fare accoglienza a Rom e Immigrati». Ma nei quartieri abitati dagli Italiani poveri, questa si può fare, a quanto pare.

Siamo al fin giunti agli intellettuali delle ZTL



DA «NIENTE MIGRANTI A CASA MIA» AL DIAVOLO SOROS

Non pago di siffatte intemerate, il radical chic Lerner si è affidato al peana pro-Soros per risollevare il vascello affondante, e mal gliene incolse.

“Se Soros diventa il diavolo” diventa la nuova crociata dell’epistocrate Lerner a favore del suo Pontifex Maximus e nume tutelare George Soros.

Dopo un’infinita pletora di sonetti, panegirici ed elegie composti per inneggiare sommamente lo Ierofante Soros, il Lerner si scaglia contro


chi lo accusa di orchestrare l’invasione degli immigrati dal Nord Europa, finanziando quelle ong che fanno da staffetta dalle coste libiche ai porti italiani, e di versare soldi nelle casse dei partiti filo europeisti [forse Lerner dimentica i finanziamenti a Più Europa, nota di Seyan].


Le definisce delle “mascalzonate” e si scaglia contro la Lega, che in Italia si è schierata più volte contro il magnate ungherese, e contro leader internazionali come Donald Trump, Vladimir Putin e Viktor Orban che ne hanno smascherato pubblicamente le mire. Nel farlo arriva addirittura a scusargli la speculazione contro il sistema Italia che nel 1992 lo portò ad attaccare pesantemente la lira.


“Siccome è molto ricco, siccome fu tra gli speculatori che nel 1992 scommisero vittoriosamente sulla svalutazione della sterlina e della lira, siccome devolve in opere di filantropia quasi la metà del suo patrimonio da 32 miliardi di dollari, siccome lo detestano all’unisono Trump, Putin e Netanyahu, è stato elevato a malvagio burattinaio della Grande Sostituzione etnica, cioè l’immigrazione pianificata attraverso cui, per saziare la propria avidità, la finanza mondialista starebbe abbattendo il costo della manodopera europea”. L’assoluzione di Lerner per George Soros è completa. Non importa se le ingerenze del magnate ungherese nelle scelte politiche di molti Paesi (occidentali e non) siano ormai alla luce del sole. (Matteo Carnieletto Andrea, “Lerner fa il megafono di Soros e difende le sue «mascalzonate»“, ilgiornale.it)



NON SODDISFATTO DELLA DIFESA D’UFFICIO DEL DIAVOLO SOROS, L’EPISTOCRATE LERNER…

usa la RAI, cioè i soldi del canone versati – coattivamente sulla bolletta elettrica – dai contribuenti, per continuare la propaganda e il turiferismo a favore dell’amato Soros.


Gad Lerner corre in soccorso del finanziere George Soros. Quest’ultimo non ne avrebbe nemmeno bisogno, dato che è presidente e fondatore di una potentissima e ricchissima rete filantropica – la Open Society Foundations – osannata da tutta la stampa progressista mondiale.


Il miliardario e donatore “liberal”, promotore della diffusione della “democrazia” e dei “diritti umani” prima nei Paesi ex sovietici e poi in tutto il mondo, è stato mitizzato nella puntata del nuovo programma di Gad Lerner, L’approdo su Rai3, dal titolo Dagli al buonista!. […]


Dopo l’elogio pubblicato su La Repubblica, Lerner torna a prendere le difese del finanziere liberal sul servizio pubblico in una trasmissione che trasuda dell’ego smisurato del conduttore. Gad Lerner fa apparire i critici dello speculatore come degli “antisemiti”, che criticano il suo operato soltanto perché è ebreo, o perché sono dei “complottisti” che credono alla bufala dei Protocolli dei Savi di Sion. “Soros rappresenta lo stereotipo perfetto di questo tipo di narrazione – spiega Sofia Ventura in studio, stuzzicata da Lerner – il complottismo si presenta sotto forma di un racconto, di una trama”. Lerner ricorda poi che “Soros viene definito uno schiavista” soltanto perché ha il buon cuore di finanziere le ong che operano nel Mediterraneo (ma non era una bufala?).


Il tentativo – maldestro – del conduttore è chiaro: prendere come esempio i critici del finanziere più ridicoli e deprecabili al fine di far passare il messaggio che tutti quelli che mettono in discussione le numerose iniziative del milionario di origine ungherese non hanno argomentazioni ma pregiudizi e sono, nel migliore dei casi, poco preparati e plagiati dalla “narrazione” sovranista. Nell’articolo pubblicato su Repubblica, il giornalista ha affermato che il fondatore dell’Open Society è stato demonizzato e spesso viene considerato, specialmente dalla destra populista come una sorta di ‘burattinaio’ degli attuali flussi migratori di massa e della ‘grande sostituzione’ che interesserebbe l’Europa. (Roberto Vivaldelli, “Difesa a senso unico di Soros: la crociata di Gad Lerner su Rai3”, ilgiornale.it)



«IL DIAVOLO SOROS», ODIATORE DI ISRAELE E DEGLI EBREI ISRAELIANI

Il sorosista Lerner finge di dimenticare che «lo Psicopatico degli Psicopatici» Soros ha un profondo odio della Cultura Ebraica ed è uno dei più grande hater di Israele.

Il padre, Tivadar, negò l’uso dello yiddish in famiglia e impose l’uso dell’esperanto. Tivadar era, infatti, un fanatico internazionalista e conosciuto esperantista. Mentre gli ebrei agivano per dare una dimensione nazionale alla propria identità (il “focolare nazionale per il popolo ebraico” della Dichiarazione Balfour), l’esperantista Tivadar e il figlio George proseguivano il loro cammino verso un mondo senza barriere culturali e sociali, impostato sulle ideologie totalizzanti prodromiche al Capitalismo Globalista: quella che è oggi l’attuale Internazionale Capitalista.

Il padre di Soros costruì delle false identità cristiane per tutta la famiglia e, proprio mediante queste, Soros collaborò con i Nazisti – assieme al padrino – per requisire i beni degli Ebrei Magiari.

Fatto confermato dallo stesso Soros in un’intervista dal 1998 a Steve Kroft nel programma 60 Minutes della CBS,

«Forse un ragazzo dell’età che avevo io non è in grado di fare gli esatti collegamenti, ma quella realtà da me vissuta non mi ha mai creato alcun problema, alcun senso di colpa».

Questo è il link del video.

Nessun senso di colpa neanche quando – da adulto e senza neanche più l’esimente dell’essere un ragazzo – “Diavolo Soros” ha speculato, guadagnando miliardi di dollari e impoverendo milioni di individui, contro Inghilterra, Italia, Thailandia, Indonesia, Russia, etc., approfittando di informazioni riservate e da vulnus normativi che si rivelarono esiziali per gli Stati-Nazione coinvolti e per la democrazia mondiale.

Specificamente per l’Italia,


vediamo di capire, in che modo il potere legislativo permise tutto ciò, difatti se è vero il fatto che Soros si accorse che la Lira entrata nel Sistema di cambi fissi ( SME), non era coperta dalla banca di riferimento ( Bundesbank), è altrettanto vero che l’accettazione del tasso fisso e la difesa di quest’ultimo da parte dei nostri governanti, fu – come sostenne a posteriori Cirino Pomicino – il tradimento della Repubblica.


Per comprendere le parole di Cirino Pomicino, bisogna andare al 1990 quando l’Italia aderì alla così detta : “banda larga” dello SME, nel Gennaio del 1990 l’allora governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi decise di portare la Lira alla ”Banda Stretta”, il che significava che la Lira doveva avere una forza significativa a livello valutario, che obiettivamente non possedeva. Passando sul piano politico, non ci fu alcuna ragione politica né economica a supporto di questa azione; ricordiamo che l’Italia, in quel periodo conosceva uno dei tassi di disoccupazione più bassi dal Dopoguerra, e il tasso di crescita dal 1987 al 1991 era al 15,76% , nella classifica dei top del G6 eravamo sesti davanti alla Gran Bretagna, ed al 31/12/1991 eravamo al quinto posto molto vicini alla Francia.


Tutto ciò si concretizzò grazie allo smantellamento della classe politica del Trentennio precedente, puntando il dito sull’assenza di etica politica, e alla mancanza di onestà della classe dirigente di quel tempo. Ricordiamo che dal 1993 iniziarono le privatizzazioni ed iniziò il danneggiamento del nostro comparto industriale strategico. Cosa dite? Sembra di rivivere i giorni d’oggi? Certo una volta la cancellazione dell’espressione democratica avveniva con la magistratura politicizzata, oggi attraverso movimenti gatekeepers, che sostengono la depoliticizzazione e l’annientamento delle ideologie politiche, favorendo lo strapotere della finanza e le sue regole liberticide. Corsi e ricorsi della storia, direbbe Vico. (Cosimo Micali, Linkiesta.it)


L’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi ricordò esattamente i giorni antecedenti e successivi al 16 settembre 1992 quando, malgrado le disposizioni imposte a Carlo Azeglio Ciampi, questi bruciò 48 miliardi di dollari in valuta pregiata, consentendo al Soros un arricchimento sproposito.

Non è ultroneo ricordare che malgrado «l’insipienza» (cfr. P. Cirino Pomicino) di Carlo Azeglio Ciampi, questi venne premiato e divenne Presidente della Repubblica.


«Se non l’avessi fatto io, l’avrebbe fatto qualcun altro», ghigna soddisfatto “Diavolo Soros” quando parla delle sue speculazioni globali, dimostrando la nostra tesi: siffatti esseri sono minus habentes, psicopatici avidi di ricchezze, senza empatia e senza coscienza. Corrado Malanga è forse ancor più acuto affermando che siffatte entità sono senza parte animica.


I cosiddetti poteri forti, cioè coloro che comandano e hanno comandato questo pianeta, quindi le grandi famiglie e non solo i grandi banchieri, ovvero le grandi famiglie monarchiche di tutto il pianeta, non hanno la parte animica. […]


L’universo fisico non è locale, secondo la fisica di Bohm. Quindi, non esiste né lo spazio, né il tempo, né l’energia ma siamo tutti la stessa cosa. (Corrado Malanga, Ricercatore Universitario Presso Dipartimento di Chimica dell’università di Pisa)


diavolo



L’ODIO DEL “DIAVOLO SOROS” PER ISRAELE

L’apologetica della Ur-Sinistra Globalista è ormai asservita ai dogmi dell’immonda religione neognostica del Capitalismo Totalitario.

La sinistra mondiale ha svenduto i propri fondanti valori sociali e popolari in cambio di comode posizioni di rendita, anche se in realtà i “progressisti” si sono semplicemente accoccolati sotto il tavolo del loro padrone, la Cabala Massonica Mondiale  e, come cani scodinzolanti, non aspettano altro che il Soros di turno getti loro qualche avanzo.

Chi critica Soros non lo fa perché antisemita. Al contrario, Soros è filo-islamico, odia Israele e tramite le sue ONG fomenta l’odio contro lo Stato Israeliano.


Un grave caso di autodissoluzione ebraica è quello rappresentato da George Soros, il più facoltoso e persistente oppositore di Israele.


Per Soros, “discepolo” di Popper, Israele dovrebbe essere spazzato via e rimpiazzato con una società più giusta ed equa. Non si sa esattamente cosa abbia in mente il finanziere, ma sicuramente, finanziando gruppi filopalestinesi, la sua idea di una società migliore e “aperta” deve trarre ispirazione dai fiorenti modelli arabi e islamici che circondando Israele.


Ieri il sito DCLeakes in una operazione di hackeraggio è riuscito a trafugare migliaia di documenti dal database della Open Society Foundation che fa capo a Soros.
Dalle mail trafugate sono di particolare interesse quelle legate a organizzazioni non governative virulentamente anti-israeliane a cui Soros ha fatto pervenire copiosi fondi.


Le mail in oggetto rappresentano qualche problema per la setta dei complottisti i quali hanno nella figura dell’ebreo orditore di trame oscure uno dei loro paradigmi preferiti. In effetti Soros sembra in parte confermare questa immagine solo che il suo accanimento contro Israele smonta uno degli assunti principe del complottismo (che non ha mai riunciato allUrtext di tutti i complotti, “I Protocolli dei Savi di Sion”), quello della finanza ebraica che lavora a tutto spiano per lo stato ebraico.


In una intervista data nel 1998 il magnate ungherese così rispondeva alle domande del suo intervistatore riguardo a un episodio emblematico accaduto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Kroft: “Mi sembra di capire che lei accompagnava questo suo protettore il quale sosteneva che lei fosse il suo figlioccio”.
Soros: “Sì, sì”
Kroft: “Lo accompagnava e lo aiutava nella confisca di proprietà ebraiche”.
Soros: “Sì è corretto. Sì”.
Kroft: “Mi sembra una esperienza che avrebbe potuto spedire parecchia gente sul lettino dello psichiatra per molto tempo. Fu difficile?”.
Soros: “No, affatto. Assolutamente. Magari quando sei un ragazzino non vedi il rapporto. Ma non mi creò alcun problema”.
Kroft. “Nessun senso di colpa?”.
Soros: “No”.
Kroft: ” Per esempio, ‘Sono ebreo ed eccomi qui che guardo queste persone che se ne vanno. Potrei facilmente essere con loro. Dovrei essere con loro’ Niente del genere?”.
Soros: “Certo, avrei potuto trovarmi dall’altra parte, o avrei potuto essere colui che veniva espropriato dei suoi averi. Ma non c’era alcun motivo perché non fossi lì. In un senso ironico è come con i mercati finanziari, se non fossi lì non opererei, ma qualcun’altro lo farebbe al posto mio”.


Ecco, sì. Se non mettesse a disposizione la sua esorbitante disponibilità economica anche per demonizzare Israele, “qualcun’altro” lo farebbe al posto suo.
Meglio che lo faccia lui che oltretutto ha il vantaggio di essere anche ebreo. (Niram Ferretti, “George Soros. Il sabotatore di Israele”, linformale.eu)


Soros si è sempre professato ateo, globalista, internazionalista.

Ma tutto la Cabala Mondiale Contro-iniziatica è Internazionalista. Non dimentichiamo che il defunto Gran Maestro David Rockefeller a pagina 406 della sua autobriografia “Memoirs” affermava che, «Mi accusano di essere internazionalista e di complottare contro la mia Nazione. Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole».

In nuce, George Soros, ben lungi dall’essere il cane da guardia della democrazia, è il Pontifex Maximus pro tempore della Dittatura globale dei Mercati e della demoniaca religione neognostica del Capitalismo Totalitario, la Oscura e Occulta Ierocrazia della Cabala Massonica Mondiale contro-iniziatica.


La Cabala Mondiale

La Cabala Mondiale

La Cabala Mondiale, i Padroni del Mondo

Source: www.isoladiavalon.eu/cabala-mondiale/



IL SOROSISMO È IN RE IPSA ANTISEMITISMO


Ma chi è Soros, l’artefice di tutto questo, il padre del caos, questo moderno Torquemada? Molto semplice, è un ebreo ungherese rinnegato, diventato miliardario. E con questo avrei detto quasi tutto ma c’è molto di più. George Soros, alias Gyorgy Schwartz, nasce a Budapest nel 1930, il padre è un avvocato che cambierà il suo cognome in Soros in seguito all’occupazione tedesca dell’Ungheria. La storia dice che all’età di 14 anni George fu costretto da un collaborazionista ungherese ad accompagnarlo a sequestrare i beni degli ebrei. Evidentemente la cosa gli deve essere piaciuta perchè in seguito, ridendo, commenterà “se non lo avessi fatto io lo avrebbe fatto qualcun altro!”


Che ci volete fare, le mele marce e fetide nascono all’ombra di ogni popolo. Le malelingue dicono che da quei sequestri sia iniziata la fortuna miliardaria del personaggio. […]


Il magnate ungherese ha versato 32 miliardi di dollari alla Open Society, da lui creata e presente in 37 paesi dove dovrebbe promuovere giustizia e democrazia. Purtroppo, considerate le idee del boss, pare accada l’esatto contrario dal momento che da questa super-ong sono poi nate decine, forse centinaia di altre organizzazioni antidemocratiche, antisemite, antisioniste.


George Soros è uno dei maggiori nemici di Israele, paese che odia profondamente, che vorrebbe vedere annientato dall’islam del quale condivide l’ideologia di potere e distruzione di qualsiasi cosa assomigli a una nazione. L’islam vuole un unico califfato mondiale di musulmani e dhimmi sottomessi, Soros vuole un’unica società mondiale organizzata con un sistema di assoluto potere mediatico, praticamente un Beppe Grillo alla milionesima potenza. La differenza è che uno dei due non è un pagliaccio ma un pericolo mondiale, un pericolo che incombe sulle nostre teste e che l’Europa accetta bovinamente.


Vediamo adesso quali sono le associazioni, i movimenti palestinesi, filopalestinesi, antisionisti/antisemiti che Soros finanzia da anni, attraverso la sua Open Society Foundations:


Adalah, […]


Breaking the Silence, […]


Ilam, […]


Wattan, una rete tv araba che parla apertamente di odio contro gli ebrei e contro Israele. Ma soprattutto la OSF manda milioni di dollari al BDS (Boycott, Divestement and Sanctions), organizzazione neonazista dedita al boicottaggio commerciale e culturale contro Israele.


Amnesty International, che tutti noi conosciamo bene, purtroppo.


Human Rights Watch.


New Israel Fund, ong americana contro Israele e il suo governo… che opera in Israele. […]


La speranza è che Netanyahu e Trump abbiano la forza di ostacolare la politica distruttiva di questo malefico personaggio e di salvarci dall’andare tutti in marcia come tanti robot, vittime di un totalitarismo…totale di un governo globale che ci sorveglierà attraverso l’occhio di un computer. Orwell lo aveva immaginato, Soros vuole realizzarlo. Quello che ho scritto è ciò che si sa ma quello che non si sa fa ancora più paura. Si salvi chi può. (Deborah Fait, “Soros contro Israele e il mondo democratico”, informazionecorretta.com)



Michael Laitman cerca di spiegare (e di spiegarsi): “Per quale motivo esistono Ebrei Antisemiti” come George Soros?


Sidney e Max Blumenthal, Noam Chomsky ed anche Bernie Sanders, sul quale ho scritto in un articolo precedente, sono esempi lampanti di ebrei impegnati in attività anti Israele. Forse l’archetipo dell’odio verso Israele è il miliardario George Soros. Il Signor Soros spende milioni dei suoi soldi ogni anno per sostenere organizzazioni anti Israele e fa pressione sul governo americano affinché supporti le ipotetiche “vittime” di Israele.


Natan Sharansky, ex presidente della Jewish Agency (n.d.t. Agenzia Ebraica), ha creato quello che è conosciuto con il nome di Triplo “D Test” per distinguere il semplice criticismo nei confronti d’Israele dall’antisemitismo. Le tre “D” sono: Delegittimazione di Israele, Demonizzazione di Israele e il Doppio Criterio, l’applicazione di due pesi e due misure nei confronti di Israele. Quando le azioni dei prominenti ebrei di cui ho accennato sopra sono state sottoposte al “D Test”, essi sono passati “a pieni voti” e sono stati etichettati come accaniti antisemiti.



IL FENOTIPO SOROSIANO, GAD LERNER


Riprendiamo dal GIORNALE di oggi, 28/06/2019, a pag,1/2 con il titolo “Lerner si occupa di mamma Salvini ma non di suo papa che lo querelò” il commento di Paolo Bracalini.


Un ritratto di Gad Lerner, opportunamente ripreso da Paolo Bracalini, che ci permettiamo di completare, con un episodio avvenuto quanto Gad era fanatico militante di Lotta Continua. Sua madre era la segretaria del Console generale di Israele a Milano. In una delle tante manifestazioni davanti al palazzo che ospitava il consolato, il nostro urlava scalmanato “Israele, Israele, sarai distrutto!” ripetendolo senza sosta. Dalle finestre ai piani alti assistevano allo spettacolo in strada il console, Daniel Gal, con accanto la segretaria del consolato, madre di Gad. “Lo so è mio figlio, ma non posso farci niente” disse al console, che la rassicurò, cercando di consolarla.
Daniel Gal, diventato poi ambasciatore in altri paesi, vive a Gerusalemme, ha una ottima memoria, ed è pronto a raccontare l’impresa giovanile del nostro a chi lo desiderasse. (“Padre, madre e figlio: ritratto semi inedito di Gad Lerner”, informazionecorretta.com)



L’OIKOFOBIA ACCOMUNA TUTTA LA UR-SINISTRA NEOLIBERISTA E TURBOMONDIALISTA

Il trait d’union che rappattuma tutta la Sinistra radical chic e internazionalista è proprio l’odio verso se stessi e verso la propria cultura dall’antropologia di Deluze e Foucault fino alla decostruzione derridiana, passando dalla marcescenza di un’intera generazione di intellettuali italiani.

Qui non siamo solo di fronte alla decadenza degli intellettuali di cui scrive Zygmunt Bauman; c’è qualcosa di peggio:


qui siamo di fronte ad un vero e proprio processo di marcescenza di un’intera generazione intellettuale. La generazione di Eco ha prima chiarito negli anni 50 e 60 la modernizzazione del costume, interpretando questa emancipazione del costume come progresso, dopo ha osteggiato con delle forme di marxismo occidentale francofortese, poi è passata al post moderno inteso come delusione di fronte alle grandi narrazioni e adesso è arrivato semplicemente alla dissoluzione. Ora vorrebbero trasmettere ai giovani, che si trovano di fronte il mondo che la generazione di Eco ha fatto, cioè il capitalismo incontrollato, bancario, totale e globalizzato, ora che sono arrivati all’età di 60, 70 anni devono consegnare alla gioventù un mondo insensato, un mondo che per loro è stato privo di senso e devono dire alla gioventù che il mondo è senza senso. So che non se ne andranno finché non avranno inquinato i pozzi. […] (Costanzo Preve)



Inquinare i propri pozzi per inquinare la propria gioventù e oicofobia sono le due facce della stessa medaglia.


Nel suo libro del 2004 L’ Inghilterra e il bisogno delle nazioni, il filosofo conservatore britannico Roger Scruton ha adattato il termine “il ripudio dell’eredità e della casa”. Ha sostenuto che è “uno stadio attraverso il quale la mente dell’adolescente normalmente ci passa“, ma che è anche una caratteristica di solo alcuni e tipicamente di sinistra. E sono impulsi politici e ideologici che si sposano con la xenofilia, cioè la preferenza per le altre culture aliene alla loro.  Da cio’ Scruton usa il termine [oikofobia] come antitesi della xenofobia.


Nel suo libro, Roger Scruton: Philosopher su Dover Beach, Mark Dooley descrive l’oikofobia come centrata all’interno dell’establishment accademico occidentale su “sia la cultura comune dell’Occidente, sia nel vecchio curriculum educativo che cercava di trasmettere i suoi valori umani“. Questa disposizione è cresciuta, ad esempio, dagli scritti di Jacques Derrida e dall’assalto di Michel Foucault alla società borghese risultante in una ” anti-cultura che ha preso di mira il sacro, condannandole e ripudiandole ritenendole oppressive e piene di potere.


Derrida è un oikofobo classico nella misura in cui ripudia la brama di casa che le tradizioni teologiche, legali e letterarie occidentali soddisfano. La decostruzione di Derrida cerca di bloccare il percorso verso questa “esperienza fondamentale” di appartenenza, preferendo invece un’esistenza senza radici fondata “sul nulla”.


Un’estrema avversione per il sacro e il contrastare la connessione del sacro con la cultura dell’Occidente che è descritto come il motivo di fondo dell’oikofobia; e non la sostituzione del giudeo-cristianesimo con un altro coerente sistema di credenze. Il paradosso dell’oikofobia sembra essere che qualsiasi opposizione diretta alla tradizione teologica e culturale dell’Occidente deve essere incoraggiata.[…] Scruton ha descritto “una forma cronica di oikofobia [che] si è diffusa attraverso le università americana, nelle vesti della politically correct”.


L’uso di Scruton è stato ripreso da alcuni commentatori politici americani per riferirsi a ciò che vedono come un rifiuto della tradizionale cultura americana da parte dell’élite liberale. Nell’agosto del 2010, James Taranto ha scritto una rubrica nel Wall Street Journal intitolata “Oikofobia: perché l’élite liberale trova rivoltanti gli americani”, in cui criticava i sostenitori del proposto centro islamico a New York come oikofobes che difendevano i musulmani che miravano, nella sua parole, per “sfruttare l’ atrocità dell’11 settembre “. Nei Paesi Bassi, il termine oikofobia è stato adottato dal politico e scrittore Thierry Baudet, che descrive nel suo libro, Oikofobia: La paura della casa.


Il virus Derrida, la decostruzione derridiana, con la sua spinta verso il Nulla, verso il Nichilismo e il Relativismo, è stata essenziale per la realizzazione degli opachi fini del Capitalismo Totalitario e dei suoi Cratofanti.

Un individuo “atomizzato”, sradicato da etnia e tradizioni, dimentico della propria Storia (Chiunque dimentichi la propria Storia sarà condannato a viverla di Nuovo”, G. Saantayana), senza alcuna appartenenza, lobotomizzato dal Nichilismo derridiano e deleuziano, è il perfetto schiavo del Grande Fratello del Capitale e dei Mercati.


Big Brother Soros

Il Grande Fratello del Capitalismo Totalitario e dei Mercati. Immagine satirica.


I radical chic odiano la Cultura Occidentale. Lavorano indefessamente per liquidarla, distruggono senza nulla voler costruire, a parte un mondo analogo al distopico Nuovo Mondo di Aldous Huxley.

In particolare i politically correct nostrani odiano Italia e Italiani, come, ad esempio, Saviano che pubblica sul settimanale turbomondialista l’Espresso la rubrica «L’Antitaliano». Nomen Omen.

Io non odio siffatta genìa. La spregio soltanto. L’odio vale solo per chi è al tuo stesso livello, non può essere certo rivolto a meri propagandisti e propalatori del cupio dissolvi.


La decostruzione Derridiana – L’Isola di Avalon

La decostruzione Derridiana – L’Isola di Avalon

La decostruzione derridiana non è un apporto esclusivo di Derrida. Molti sono suoi seguaci, allontandosi e allontanandoci dalla Verità e dall’Uno Assoluto.

Source: www.isoladiavalon.eu/la-decostruzione-derridiana/



TUTTE LE FAKE NEWS DEI RADICAL CHIC

Iniziamo a rintuzzare l’ermeneutica della Ur-Sinistra, il rappattume degli Apologeti del Tanatocapitalismo devoti al culto del Consumismo e alla dottrina della neognostica chiesa demoniaca del Capitalismo Totalitario.

Non è ultroneo partire dal fatto che che la Ur-Sinistra italiana è afflitta da neutralizzazione della dissonanza cognitiva. Se il PD ha perso le elezioni, ciò è dovuto all’ignoranza di chi ha votato il governo giallverde, secondo l’esegesi dei radical chic italiani. Siffatti apparatciki hanno elevato a proprio manifesto il saggetto di Jason Brennan, “Against Democracy”: il voto popolare va abolito, solo ai radical chic e ai loro sottopanza deve essere garantito il diritto di voto

Nell’agglutinato del #facciamorete è comune la hybris, la burbanza, nei confronti dei “penultimi”, “i perdenti della Globalizzazione”, che vengono dileggiati e definiti rozzi e incolti da quegli stessi ipocriti che hanno preso la laurea con gli esami collettivi e il 18 politico e che adesso pretendono (solo per gli altri) la competitività capitalistica e la meritocrazia e la dogmatica venerazione delle disuguaglianze di matrice thatcheriana.


Le generalizzazioni sono tipicamente imprecise ma talora aiutano a individuare tendenze importanti: la generazione che occupava le università (e le scuole) per ottenere il “18 politico” (e il “6 politico”) sembra cavarsela piuttosto bene ai giorni nostri dal punto di vista del reddito, anzi sempre meglio.. […]


Sono partito dai dati sul reddito, ma voglio per l’appunto andare a monte della questione, cioè soffermarmi sulla straordinaria capacità delle élite del movimento sessantottino di raggiungere velocemente posizioni di potere in ambienti che spaziano da quello accademico a quello giornalistico e quello politico. Chiaramente questa scalata delle gerarchie è avvenuta con metodi sostanzialmente diversi dalla cooptazione e/o dalla selezione intelligente: l’idea era esattamente quella di prendersi il potere per creare un “mondo migliore”. E non credo di essere molto lontano dal vero nell’affermare che il meccanismo di selezione di questa nuova élite era dato dal fatto stesso di trovarsi all’avanguardia di movimenti extraparlamentari nati a ridosso del 1968 (e fioriti negli anni ’70) come i marxisti-leninisti di Servire il Popolo, Lotta Continua e Potere Operaio.


E chi militava o guidava questi movimenti che non disprezzavano l’idea di una rivoluzione comunista in Italia? Nomi non ignoti. Tra i marxisti-leninisti militavano Aldo Brandirali, Renato Mannheimer, Antonio Pennacchi, Antonio Polito, Barbara Pollastrini, Linda Lanzillotta e Michele Santoro. Dentro Lotta Continua potevi trovare Adriano Sofri, Marco Boato, Enrico Deaglio, Paolo Liguori, Luigi Manconi, Gad Lerner, Toni Capuozzo e Giampiero Mughini. Infine, Potere Operaio annoverava tra le sue file Toni Negri, Massimo Cacciari, Francesco “Pancho” Pardi, Gaetano Pecorella, Paolo Mieli e Ritanna Armeni.


Una domanda sorge spontanea, e spero che sia lo stesso per chi appartiene alle generazioni successive, cioè è nato/a negli anni ’60, ’70, ’80 e ’90: come si può chiedere di implementare la meritocrazia a chi era più o meno a favore degli esami collettivi e a favore dell’uguaglianza dei punti di arrivo? Esiste un metodo intelligente per rimpiazzare – qualcuno direbbe: per rottamare – questa generazione? (“Ê arrivato il momento di rottamare i sessantottini”)


Quindi è stato facile, per i privilegiati come Lerner, arrivare a soloneggiare ex cathedra, una cathedra negata, o resa ostica a tutti gli altri.



LA BATRACOMIOMACHIA DELLA GUERRA TRA FASCISTI E ANTIFASCISTI

Riferendosi a Leon Festinger, il sociologo Luca Ricolfi ha più volte affermato che la Ur-Sinistra radical chic è afflitta da neutralizzazione della dissonanza cognitiva.

Un tipico esempio è il continuo tentativo dei radical chic di ridare vita a corpi totalmente putrefatti quali il Fascismo e la sua antitesi, l’Antifascismo.

Citiamo, al riguardo, l’ultimo grande filosofo marxista italiano, il valenzano Costanzo Preve:


Non si tratta certamente di diventare politicamente corretti, e quindi accettabili “moralmente” al mondo dei centri sociali ed al mondo degli intellettuali universitari di tipo azionista-antifascista (peraltro, da decenni in assenza completa di fascismo). Non è questo il problema, per una buona ragione.
Ed infatti, sarebbe comunque impossibile, perché queste due forze, che sono in realtà una sola (i centri sociali sono la guardia plebea gratuita del ceto intellettuale universitario di sinistra), vivono di una rendita di posizione, e nessuno abbandona gratuitamente una rendita di posizione comoda. Per i centri sociali, il sogno dello scontro fisico con Casa Pound rappresenta la ragion d’essere della loro stessa esistenza, perché essi non dispongono né di cultura né di ragion d’essere storica, ma solo di spinellamento di gruppo e di musica ad altissimo volume. Lo stesso interesse per i migranti è un pretesto, perché essi vivono i migranti come un raddoppiamento mimetico della loro marginalità, con la differenza, in favore dei migranti, che i migranti vorrebbero volentieri integrarsi, se potessero (ed io appoggio interamente la loro giustificatissima intenzione di integrarsi, e non di vivere come auto emarginati pigri e parassitari).


In quanto agli intellettuali antifascisti del moralismo azionista accademico, si tratta di un gruppo sociale parassitario, privo di proposte e di profili culturali reali. E’ allora del tutto normale che essi difendano rendite di posizione parassitarie, e facciano del continuo agitare di un antifascismo in assenza completa di fascismo la loro ragion d’essere storica. La maggior parte di questi miserabili sostiene il sionismo, la teologia interventista dei diritti umani, i tribunali internazionali per i nemici degli USA, la religione olocaustica, eccetera, ma si sentono superiori al “fascista” Berlusconi, alle sue veline, ed al cavaliere imbottito di Viagra. Costoro, deve essere chiaro, non sono un interlocutore, non sono titolari di un possibile convincimento razionale alla Habermas, eccetera. Costoro sono pappagalli del sistema, che difendono una rendita di posizione, e chi vive di rendita non è accessibile a ragionamenti di tipo socratico. (Costanzo Preve, Sul comunismo e sul comunitarismo, 2009)


Cala un ulteriore carico da novanta il filosofo Diego fusaro, allievo di Costanzo Preve.


È inutile negarlo. L’antifascismo odierno è una caricatura. Una volgare pratica di adattamento ai reali rapporti di forza capitalistici. Da seria pratica politica e culturale di opposizione al colonialismo e di affermazione della sovranità patriottica dello Stato italiano, l’antifascismo diventa, nel secondo Novecento, una caricatura fumettistica di legittimazione delmarket system mediante il dirottamento delle armi della critica verso il perenne nemico fascista in realtà inesistente (oggi mero ens imaginationis) e, di più, falsamente identificato con ogni progetto di resistenza al mondialismo capitalistico mediante proposte di risovranizzazione e di ripoliticizzazione dell’economia. (“La fiction dell’Antifascismo in assenza di Fascismo”)


MENTRE I RADICAL CHIC SONO COME LE TRE SCIMMIE E…

hanno perso,  con la neutralizzazione della dissonanza cognitiva, qualsiasi contatto con la realtà.

Il fascismo si riaffaccia con l’uso disinvolto della violenza, variamente erogata, e distribuita tra agenti istituzionali (polizia e carabinieri) e squadre esterne (Casa Pound, Forza Nuova…; i “fascisti del terzo millennio”, come li presenta in un bel libro Elia Rosati) verso avversari o mancati sostenitori, secondo la esiziale logica binaria dell’amico/nemico (o sei al mio fianco e mi sostieni o sei sul fronte opposto e cerco di distruggerti) ma anche con l’impiego di un lessico eversivo (minacce, volgarità, ingiurie) che è già violenza. Un lessico che fa breccia e si diffonde a macchia d’olio. L’idea di concedere a quel popolo di cui ci si proclama interpreti autentici di accedere alle armi da fuoco e dare ad esso la facoltà di servirsene, con una ampiezza giuridica senza l’eguale nella nostra storia, estranea ai regimi politici fondati sul diritto moderno, è certamente una idea vincente, fino a quando non si scoprirà che i suoi risultati saranno devastanti. (Micromega)

Non si avvede, siffatta sinistra, che è essa la prima ad utilizzare la logica binaria antinomica amico/nemico:
hai votato per il governo gialloverde, ergo sei fascista;
sei contro l’arma asimmetrica delle migrazioni di massa, ergo, sei fascista;
sei ostile alla globalizzazione, ergo sei fascista;
appartieni al ceto medio-basso massacrato dalla crisi economica innescata dei tecnocrati, non ti fidi più dei sedicenti epistocrati, ergo sei fascista;
ritieni la NaziUE tua nemica, ergo sei fascista;
hai ripulsa per l’austerità imposta dai catafratti neoliberisti, ergo sei fascista;
provi rabbia per le occupazioni degli spinellati dei Centri Sociali, ergo sei fascista;
esprimi il tuo dissenso nei confronti del PD, il Partito delle Diseguaglianze, ergo sei fascista,
declini un dato incontrovertibile quale “gli immigrati irregolari delinquono trenta volte di più dei nativi Italiani”, ergo sei fascista
Si riempiono talmente il loro cervello idiocratico dell’epifora fascista, i radical chic, da non rendersi conto di essere entrati in un loop iterativo senza fine. Le loro capacità cognitive sono tanto assorbite dall’accusare chiunque di essere fascisti – esattamente come la Santa inquisizione accusava chiunque di essere indemoniato – da essere andati totalmente in crash, perdendo completamente il contatto con la realtà.

La cultura progressista ha un rapporto disturbato con la realtà sociale: non è curiosa di sapere come stanno davvero le cose. […]


I politici di sinistra hanno un disperato bisogno di trovare altre ragioni per fare credere ai loro elettori di essere ancora dalla parte giusta. Di qui una mutazione storica, forse irreversibile: la sinistra odierna di tutto si occupa, dalle coppie di fatto allo ius soli, dal testamento biologico alla propaganda fascista, dai diritti dei gay al reato di tortura, tranne che di ciò che starebbe più a cuore ai ceti popolari: più sicurezza e più posti di lavoro.


Gli apparatciki della Ur-Sinistra Trinariciuta Globalista e Immigrazionista – non avendo più nient’altro in cui credere e agire, a parte l’odio per sè stessi, l’oicofobia – nichilisti e semi-dissolti eticamente, si aggrappano al guscio vuoto dell’Antifascismo e usano tragicomiche tecniche di riduzione della dissonanza cognitiva pur di vedere una grigia conchiglia vuota, crepata e sballottata dalla risacca come se fosse viva e colorata. Se così non fosse, sarebbero costretti a buttarsi dalle scogliere come tanti lemmings impazziti.


L’Antisociale Ur-Sinistra – L’Isola di Avalon

L’Antisociale Ur-Sinistra – L’Isola di Avalon

L’Antisociale Ur-Sinistra. È assolutamente inutile che i Saviano e i Lerner si straccino le vesti per la vittoria di M5S e Lega. È il loro partito, il PD, ad essere diventato antisociale, stampella dell’ultracapitalismo globale post-borghese e in piena deriva deleuziana. Il tracollo del PD è evidente. Ha perso…

Source: www.isoladiavalon.eu/antisociale-ur-sinistra/



GLI EROI DEI RADICAL CHIC E DI DIAVOLO SOROS

I radical chic turbocapitalisti, esattamente come “diavolo Soros”, odiano gli Stati-Nazione. l’ultima Muro dei Diritti Sociali, e si professano internazionalisti. Chi non ricorda le frasi dell’ex Potop Toni Negri che affermava, «io sono internazionalista perché comunista», «Le Nazioni sono cose barbariche, sono cose tribali».

Ovviamente, per il rappattume della Ur-Sinistra radical chic, i Nazionalisti e i Sovranisti sono sempre Fascisti e Nazisti.

Fingendo di dimenticare che i Totalitarismi sono sempre Internazionalisti e Imperialisti.

Lo fu la chiesa Cattolica con il suo “Ecumenismo”, lo fu il Sovietismo con le sue “Internazionali Socialiste”, lo fu Adolf Hitler che odiava i Nazionalisti puri poiché il suo intento era creare una Großdeutschland, un Impero germanico esteso da Lisbona agli Urali, un mercato unico con un’unica moneta e a guida egemonica tedesca. La Comunità Economica Europea, l’attuale UE, fu ideata nel 1942 dai Nazisti Funk e Reithinger (The Europäische Wirtschaftsgemeinschaft).

Anche Mussolini fu un Internazionalista Imperialista: il suo fine era di ricreare nel Mediterraneo un clone moderno dell’Impero romano.

Il vero Fascismo Funzionale del XXI secolo è quello dei sicofanti asserviti al Capitalismo Totalitario e alla Globalizzazione, che andrebbe correttamente definita come “Internazionale Capitalista”.

George Soros e gli altri catafratti neoliberisti lavorano alacremente per liquidare gli Stati-Nazione e i confini Nazionali, l’ultima ridotta della Democrazia e della Libertà.

Uno dei media IT maggiormente funzionali al Pensiero Unico Internazionalista dei Soroi è, forse, linkiesta.


La vera divisione, nei prossimi mesi, sta tutta qui, tra quelli con Greta e quelli con i gilet gialli e il loro modo di intendere il futuro, il pianeta, i bisogni, il mondo. Altro che popolo ed élite. Ci sarà da decidere se si vuole stare tra l’internazionalismo ambientalista di chi vede la questione climatica come prima passo verso un’etica e una responsabilità di comando completamente diversa rispetto a quello che abbiamo subito fin d’ora, o con chi invece punta a rovesciare il potere consolidato per difendere le proprie piccole rendite di posizione. Eccoli, i due modi. Eccoli qui. Tu da che parte stai? (linkiesta.it)



L’INTERNAZIONALISMO SOROSISTA E LE SUE EROINE


Il nuovo ambientalismo di Thunberg, di Ocasio Cortez e dei verdi tedeschi prescinde dagli stati-nazione, ma assume la dimensione globale come raggio d’azione, e quella locale per generare un impatto concreto. Friday for future nasce come movimento internazionale, e i verdi tedeschi, così come quelli europei, sono tra i movimenti più sinceramente europeisti che esistano. In ognuna di queste esperienze, più in generale, c’è la consapevolezza che nessuna nazione può risolvere i problemi ambientali da sola. Che la risposta deve prescindere dagli egoismi nazionali, che non esiste patria che non sia il mondo, o perlomeno l’Europa, per questo tipo di istanze. È a questo, oggi, che i nazi-pop dovranno rispondere, nei prossimi anni. Non sarà semplice, per loro. (“Verde, Internazionalista, donna e giovane: ecco la nuova sinistra che stavamo aspettando”, linkiesta,it)


Aspettando Godot…

Il radical chic Gad Lerner, colui che faceva propaganda pro-immigrazione dalla sua villa di Portofino con Rolex Daytona Rainbow d’oro irridendo i “proletari”, che, dopo aver urlato a squarciagola che «lui sta con Soros», ora declina il panegirico di un’altra internazionalista, la “Kapitana” di Sea Watch 3, sempre sul giornalone turbocapitalista Repubblica (che, dati gli attuali volumi di vendita, più che giornalone andrebbe definito giornalino);


«Vien da chiedersi: ma cosa penserà di Salvini la madre di Salvini? Quando, di fronte a quello che, comunque la si pensi, rimane un dramma umano, il suo Matteo scrive: “Non sbarca nessuno, mi sono rotto le palle. Lo sappia quella sbruffoncella”». Questo l’incipit dell’intervento di Gad Lerner sul quotidiano La Repubblica dal titolo “L’onore del disubbidire” e riferito alla Sea Watch 3 e alla sua “capitana” Carola Rackete che ha forzato il blocco e staziona davanti all’isola Lampedusa. «Una giovane donna che lo ridimensiona a Capitano piccolo piccolo. Sbruffoncella? Non abbiamo piuttosto a che fare con un ministro sbruffone da osteria?» […]


l passaggio più patetico è quello sulla mamma di Salvini: «Senza volerle mancare di rispetto, viene da chiedersi cosa pensi in cuor suo la madre di Salvini di questo figlio che si compiace nell’esibizione pubblica dello scherno e della cattiveria addosso a persone che soffrono – ribadisce Lerner – Convinto, il ministro della propaganda, sbagliando, che chi plaude sghignazzando alle sue bravate sui social, rappresenti il comune sentire della nazione. Fa male i suoi conti». (“Patetico Gad Lerner, esalta la capitana e ‘chiama’ la mamma di Salvini”)



LA SINISTRA GLOBALISTA E SOROSISTA DAVVERO STA IMPLODENDO SE SCEGLIE COME PROPRIA EROINA UNA CAROLA RACKETE


*Caso Sea Watch: arrestare la Comandante e convocare gli ambasciatori di Paesi Bassi e Germania”. Le convenzioni internazionali sul diritto del Mare delle Nazioni Unite, Il Codice Italiano della Navigazione e le direttive nazionali sulla Sicurezza richiedono delle azioni politiche e giuridiche inoppugnabili: le infrazioni commesse dal Comandante della nave Sea Watch sono tali da richiederne l’immediato arresto se non addirittura l’estradizione in Libia qualora richiesto visto che le prime infrazioni sono state commesse in acque di competenza libica.


Inoltre, il passaggio illegale dei migranti è stato commesso in territorio olandese e – in ottemperanza all’articolo 13 del Trattato di Dublino dell’UE – l’Olanda deve farsi carico dei migranti saliti a bordo sulla Nave battente bandiera olandese. La Germania è la nazione della ONG responsabile del misfatto. Ai sensi delle più elementari regole diplomatiche internazionali, gli ambasciatori di tali Stati devono essere immediatamente convocati per giustificare l’inerzia dei rispettivi Governi in tali misfatti.


La nave va sequestrata, vanno applicate le sanzioni amministrative previste ivi comprese le spese sostenute dallo Stato per la gestione del caso, come previsto dall’art 84 del codice di navigazione. Tutto ciò va fatto in tempo reale onde evitare che il misfatto sua emulato da altri incoscienti. Ne va della dignità di uno Stato sovrano come il nostro. (Ammiraglio Nicola De Felice)



LO RIBADIAMO: IL VERO FINE DELLE NAVI DELLE ONG SOROSISTE, IN COALIZIONE CON LA SINISTRA IMMIGRAZIONISTA, È QUELLO DI LIQUEFARE GLI STATI-NAZIONI

Illustrazione di Dees parzialmente rielaborata.

La Sinistra Immigrazionista radical chic e Internazionalista è totalmente funzionale alla Cabala Mondiale dei Soroi e dei Koch.


Una pirateria che, al pari delle navi corsare al servizio degli stati nazionali del XVII secolo non agisce per fini propri, ma per soddisfare gli interessi di nuove entità sovranazionali poco disposte a metterci la faccia. A garantire la «lettera di corsa» alle navi con teschio e tibie e il soldo ai loro capitani di ventura pensavano, un tempo, Paesi come Inghilterra, Francia e Spagna interessati a bloccare i commerci del nemico senza esibire e le proprie cannoniere. Oggi la pirateria umanitaria interpretata con un tocco di romantico femminismo dalla 31enne Carola Rackete, capitana di Sea Watch, svolge esattamente la stessa funzione. La capitana Rackete che si dice in dovere di forzare il blocco «per salvare 42 naufraghi allo stremo» sa bene di mentire. E sa altrettanto bene che il suo aiuto ai quei 42 «naufraghi» sarebbe stato molto più sollecito se li avesse sbarcati in Tunisia o in qualsiasi altro porto del Mediterraneo raggiungibile durante i 15 giorni trascorsi a comiziare e far politica davanti a Lampedusa. Ma la «lettera di corsa» garantitale formalmente dall’opaca organizzazione umanitaria di cui è al soldo le richiede altro. Le richiede di approdare solo ed esclusivamente in Italia perché solo da quel ventre molle, dove l’anomalia di un esecutivo giallo-verde ostacola la compattezza dell’Unione, può iniziare lo sfondamento dei cancelli della «fortezza Europa». […]


Oggi i «pirati umanitari» servono a fare carne di porco delle frontiere e delle ingombranti legislazioni nazionali per far spazio ad entità multi o sovra-nazionali. Entità come i giganti del web o le grandi aziende globalizzate che considerano gli stati, i loro confini, i loro sistema fiscali e le loro leggi sul lavoro alla stregua di limitazioni obsolete da abbattere quanto prima. Spazzare via il concetto d’inviolabilità delle frontiere legittimando l’arrivo di manodopera a basso costo da trasformare in futuri consumatori dei servizi delle aziende globali è la via più breve per accelerare la fine dei vecchi stati nazionali. […]


La vera missione di questa capitana di sfondamento è riversare quel carico umano nella breccia del vallo italiano per dividere il nostro Paese e spaccare l’Europa. Dribblando i divieti di Salvini e scaricando sulle coste italiane quei 42 migranti utilizzati alla stregua di ostaggi la Capitana avrà esaurito il suo compito. Potrà dimostrare a chi la paga di aver contribuito a inasprire i rapporti tra l’Italia e un’Olanda che offre ai pirati di Sea Watch la sua copertura di bandiera. Potrà consolare le anime belle di una Germania che mentre lascia agire impunemente la concittadina Carola Rackete scarica in Italia migranti narcotizzati e si vanta di aver deportato in un Paese in guerra come l’Afghanistan più di 530 migranti irregolari. (Gian Micalessin, “Il fine dei pirati è demolire gli Stati”, ilgiornale.it)



LA UR-SINISTRA GLOBALE SE LI SCEGLIE COL LANTERNINO I SUOI EROI E LE SUE EROINE

L’eroina dei radical chic americani, Alexandria Ocasio-Cortez dileggia l’Olocausto.


Durante una diretta su Instagram, la giovane deputata di New York ha svilito l’Olocausto paragonando l’annientamento di sei milioni di ebrei nei campi di concentramento di Hitler in Europa con i centri di detenzione per migranti sul confine Usa-Messico. “Gli Stati Uniti stanno gestendo i campi di concentramento sul nostro confine meridionale, ed è esattamente quello che sono”, ha detto, sottolineando che quella di Trump è “un’amministrazione fascista” e facendo un paragone assurdo e improprio con l’Olocausto. (“Ocasio-Cortez litiga con un superstite dell’Olocausto”)


Ovviamente la Ocasio Cortez è una fervente gretinista ed è afflitta dalla sindrome del cupio dissolvi dei radical chic:


«È necessario che tutti percepiscano l’urgenza del problema climatico,i politici che propongono di promulgare leggi annacquate, ci stanno uccidendo […] oggi la domanda non è più se le persone riconoscono il disastro dei cambiamenti climatici, la questione è quanto urgentemente vogliamo agire per trovare delle reali soluzioni». I detrattori di Ocasio-Cortez hanno riportato la notizia con titoli semplicistici come “La deputata democratica afferma che le persone dovrebbero smetterla di procreare”.


Dall’opposizione americana è arrivata una risoluzione congressuale denominata Green new deal, che ha tra i più accaniti sostenitori proprio Alexandria Ocasio-Cortez: un programma socioeconomico ambizioso che si prefissa di interrompere l’uso dei combustibili fossili per poi traghettare il sistema produttivo statunitense verso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili al 100%, creando contemporaneamente posti di lavoro e stimolando l’economia. Pochi giorni fa la deputata democratica ha dichiarato che il progetto costerebbe agli Stati Uniti 10mila miliardi di dollari, (Thevision.com)


Ovviamente quell’enorme cifra sarebbe interamente a carico del ceto medio, mentre i proventi andrebbero nelle tasche dei megalodonti come Soros, Gore, Gates, Koch, i Satrapi del Web, e i loro palafrenieri.

Come spesso accade, dietro ai falsi progressisti dem USA, si nasconde la Finanza Globalizzata e Ultrareazionaria del Capitalismo Totalitario.

Nella prossima parte cercheremo di dissimulare i veri motivi per cui Soros finanzia l’Immigrazionismo, poiché tutto si può affermare eccetto che lo speculatore ungherese sia un filantropo, e saremo aruspici definitivi: evisceremo se Soros è il Diavolo o no.

Noi non staremo mai con “Diavolo Soros” e i suoi Minions radical chic.

Nella prossima parte le “Eroine” dei radical chic.

(Fine Prima Parte)


Il diavolo Soros

Il diavolo Soros. Immagine satirica.



L'articolo Diavolo Soros. Quelli che stanno con Soros. Prima Parte sembra essere il primo su L'Isola di Avalon.

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