L'Isola di Avalon http://www.isoladiavalon.eu La Verità è un'esplosione! La Verità ti renderà libero. Tue, 11 Dec 2018 17:51:50 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.9 PARANOICI versus PSICOPATICI http://www.isoladiavalon.eu/paranoici-versus-psicopatici/ http://www.isoladiavalon.eu/paranoici-versus-psicopatici/#respond Sun, 09 Dec 2018 17:30:36 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=10477 Paranoici versus Psicopatici. Paranoici contro psicopatici. Il celebrato think tank radical chic Censis ha sfornato l’ennesima analisi psicopolitica che tenta di rovesciare – come un calzino – la realtà dei fatti. GLI ITALIANI SONO «CATTIVI E PARANOICI», SECONDO LA PSICOPOLITICA DEL CENSIS Il Censis, non sapendo come giustificare l’aumento dell’indice di Gini in Italia e

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Paranoici versus Psicopatici.

Paranoici contro psicopatici. Il celebrato think tank radical chic Censis ha sfornato l’ennesima analisi psicopolitica che tenta di rovesciare – come un calzino – la realtà dei fatti.


GLI ITALIANI SONO «CATTIVI E PARANOICI», SECONDO LA PSICOPOLITICA DEL CENSIS

Il Censis, non sapendo come giustificare l’aumento dell’indice di Gini in Italia e il grafico dell’elefante di Milanovic che dimostrano come tutta la ricchezza finisca nelle mani dell’1% di parassiti psicopatici globali, tira fuori la bufala sesquipedale del «Sovranismo Psichico».

Un’esegesi prægnans, quella di Scenari economici.it in “Censis e Servilismo Psichico”,


Ogni paese che si rispetti ha la sua congrega di dotti, questo è noto. Per dire, l’antica Grecia aveva il Liceo dei peripatetici, la Firenze del Cinquecento l’Accademia Neoplatonica, in Inghilterra c’è la Royal Society, in Francia l’Académie française. E in Italia? In Italia, signori miei, abbiamo il Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali, che ha appena sfornato, fra un tripudio di trombe e di tromboni, il suo ultimo rapporto. Dal quale emerge uno scenario inquietante. Pare che gli italiani si sentano insicuri, non vedano di buon occhio l’immigrazione, e – udite udite! – siano in larga maggioranza stanchi dell’euro e dell’Unione Europea. Incredibile, ma che dico, inconcepibile. Il Censis, di fronte a un tale scenario, ha sguinzagliato le sue menti più acute le quali, in esito a sessioni interminabili di brainstorming sfrigolanti di scintille di genio, in una tempesta perfetta di eccellenze cerebrali, sono giunte a delle conclusioni sconvolgenti.

In via preventiva, è stato fucilato sul posto chi azzardava spiegazioni sordidamente populiste; tipo che in Italia c’è stato un esodo biblico di sfruttati provenienti dai paesi africani a loro svolta sfruttati dalla Francia di Macron; oppure che tale invasione ha innalzato, più che i contributi alle casse dell’Inps, il contributo alla manovalanza criminale urbana; oppure che esso è funzionale alle esigenze predatorie, a danno delle nuove classi subproletarie, in una logica tipicamente neoliberista; oppure che, su tale esodo, ha prosperato il business dell’accoglienza, a spese dello Stato, propiziato dagli stessi untuosi, ipocriti piazzisti del multiculturalismo coatto e della società senza frontiere; oppure che siamo oramai, e di fatto, una nazione colonia di un regime oligarchico e a-democratico rispondente al nome di UE. (Francesco Carraro, “Il Censis e il Servilismo Psichico”)


PROSEGUE SAGACEMENTE CARRARO,


Gli italiani sarebbero preda di “una reazione pre-politica con profonde radici sociali, che alimentano una sorta di sovranismo psichico, prima ancora che politico che talvolta assume i profili paranoici della caccia al capro espiatorio”.

Insomma, in primis non siamo più in grado di fare scelte politiche sensate, solo pre-politiche.

Icastica la conclusione:

Nel rapporto Censis c’è più crassa ignoranza o più cattiva coscienza? Forse, né l’una né l’altra. È solo servilismo psichico. (Francesco Carraro, “Il Censis e il Servilismo Psichico”)



I CATTIVI “PARANOICI” ITALIANI AFFERMANO CHE TERMINATOR MONTI HA DISTRUTTO LA DOMANDA INTERNA

Tutto vero quello che dice il Censis, nevvero?

Infatti i cattivi paranoici Italiani affermano che Mario Monti – nominato Presidente del Consiglio dopo il Golpe dello Spread, fatto partire dallo shorting selvaggio dei BTP delle famigerate Deutsche Bank, indagata, e Goldman Sachs – ha distrutto la domanda interna italiana.

Ah, no: è stato lo stesso Monti che in un’intervista alla CNN ha menato vanto, con il pretesto del consolidamento fiscale, dall’aver distrutto la domanda interna italiana, causando perdite di centinaia di miliardi di PIL, un milioni e mezzo di disoccupati in più, decine di migliaia di fallimenti e migliaia di suicidi.




I CATTIVI “PARANOICI” ITALIANI AFFERMANO CHE MONTI HA CAUSATO, CON IL “SALVA-ITALIA”, LA PERDITA DI 300 MILIARDI DI PIL?

Tutto Vero?
Ah, no: sono stati i tecnici del pidino neoliberista Padoan a svelare nel Piano Nazionale di Riforma contenuto nel DEF 2017 che il “Salva-Italia” ci è costato 300 miliardi di euro.

Carlo Di Foggia e Marco Palombi sul Fatto di oggi ci raccontano cosa c’è scritto in un box a pagina 17 del Piano nazionale di riforma (Pnr), uno dei tre pezzi di cui si compone il Documento di economia e finanza (Def) approvato dal governo il 12 aprile.


Il titolo è anodino: “Una valutazione del ‘Salva Italia ’con la nuova variante del modello Igem con frizioni finanziarie ”. E che dice? Tradotto, questo: la manovra di Mario Monti, quella che secondo la vulgata di questi anni ci ha salvato dalla bancarotta nel dicembre 2011, in realtà ha distrutto l’economia italiana infliggendole minor crescita per 300 miliardi totali dal 2012 al 2015. Questa, a livello scientifico, non è una notizia per nessuno: una manovra di tagli e tasse, specie durante una crisi, distrugge Pil. La notizia vera è che sia il governo a scriverlo con questa nettezza nel suo più importante documento di finanza pubblica. (nextquotidiano.it)

salva italia monti
Il salva-Italia di Monti e le stime del MEF



I “PARANOICI” AFFERMANO CHE IL PD HA DISTRUTTO LA SANITÀ PUBBLICA

Paranoia quella che afferma che la Ur-Sinistra pidina, agli ordini del Capitalismo Totalitario, ha distrutto la Sanità Pubblica per i tagli alla spesa imposti dall’Europa e (Soprattutto) per favorire gli interessi economici di Assicurazioni Private e Sanità Privata?

Ah no. Anche in questo caso.

I Catafratti neoliberisti del PD hanno fatto chiudere 175 ospedali e cassato 70.000 posti letto.


Settantamila posti letto in meno in dieci anni. Centosettantacinque gli ospedali chiusi. Liste d’attesa sempre più lunghe che fanno aumentare la spesa privata. E per curarsi gli italiani fanno sempre più debiti nel silenzio di una politica che è al riparo da ogni rischio con superpolizze pagate con denaro pubblico. È lo scenario della sanità italiana in cui fa capolino il terzo incomodo: le assicurazioni che intravedono un grande mercato da conquistare. Il cambiamento in atto è epocale e sta progressivamente smantellando il Servizio sanitario nazionale creato nel 1978 per offrire assistenza a tutti i citttadini, come raccontano Massimo Quezel e Francesco Carraro nel libro Salute spa, in uscita in queste ore con Chiarelettere. (“ilfattoquotidiano.it”)



I CATTIVI “PARANOICI” ITALIANI TEMONO DI FARE LA FINE DELLA GRECIA, TRADITA DA TSIPRAS, L’EFIALTE GRECO

Pierre Moscovici, uno dei palafrenieri Ue di Richelieu Soros, ha affermato che la Grecia «si era salvata» grazie alle Sturmtruppen Cammellate dell’infame Troika UE-BCE-FMI.

I “Paranoici” affermano che gli psicopatici e i sottopanza del Neo Impero Carolongio UE sparano, come sempre, balle sesquipedali.

Falso? Ah no: tutto vero. I lacchè commissari UE di Imperator Soros mentono e a disvelarlo è Dunja Mijatović, Commissario per i Diritti Umani al Consiglio d’Europa.


Il 4 luglio scorso il Commissario Ue Pierre Moscovici annunciava senza nascondere un leggero autocompiacimento: “Alla fine dei tre programmi di salvataggio la Grecia è di nuovo un Paese normale dell’Eurozona”. Solo pochi giorni prima, il 29 giugno, la Commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa Dunja Mijatović aveva concluso la sua missione in Grecia. Tre giorni fa è stato diffuso il report del suo viaggio e il responso è spietato: le misure di austerità attuate da Atene su ”richiesta” della Troika hanno integrato una violazione dei diritti umani. Dal 2010 al 2018 lo Stato ellenico ha beneficiato (si fa per dire) di 288,7 miliardi di aiuti da parte di Commissione Ue, Fmi e Bce, vincolati all’approvazione di quindici pacchetti di austerità da parte del Governo greco. […]


in sei anni il numero dei senzatetto è quadruplicato, passando da 11mila a 40mila; i furti di elettricità da parte di cittadini impossibilitati a pagare le bollette sono aumentati di quasi il 1000% dal 2008 al 2016; il sistema sanitario greco è gravemente sottofinanziato, con una spesa sanitaria pubblica di circa il 5,2% del PIL, molto inferiore alla media UE del 7,5%; più della metà dei greci nel 2017 soffriva di problemi di salute mentale, con stress, insicurezza e delusione tra le cause più citate; i suicidi sono aumentati del 40% tra il 2010 e il 2015, con la mortalità per suicidio arrivata al tasso medio annuo del 7,8%, rispetto all’1,6% prima della crisi; il finanziamento degli ospedali pubblici è diminuito più della metà dal 2009 al 2015.


In pratica, uno scenario apocalittico. Secondo Mijatović, in Grecia l’austerità ha messo a rischio in particolare il diritto alla salute e il diritto all’istruzione. Quanto al primo, è stata paralizzata “la capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni della popolazione, aumentando allo stesso tempo le necessità di cure”. E aggiunge: “Come ha rilevato la Panhellenic Medical Association, il sistema sanitario è sull’orlo del collasso”.


L’impatto delle misure economiche restrittive ha avuto effetti devastanti anche sulla salute mentale dei cittadini greci, “notevolmente deteriorata, con la depressione particolarmente diffusa a causa della crisi economica”. Non solo: “Di conseguenza, la maggior parte degli ospedali psichiatrici è sovraffollata, il che contribuisce al deterioramento delle condizioni all’interno di queste strutture”. I rapporti studiati dalla commissaria per i diritti umani indicano anche che dal 2010, anno dell’inizio del periodo di austerity, il numero di ricoveri forzati è “aumentato drammaticamente”: la maggior parte di questi pazienti è fatta da persone disoccupate, ex uomini d’affari poi finiti in bancarotta o genitori che non sanno più come sfamare i propri figli, scrive Mijatović. Pazienti che, beninteso, in precedenza non hanno mai mostrato segni di insanità mentale.


Il Commissario ha poi rilevato come nel corso degli anni più difficili siano stati segnalati “picchi nei tassi di HIV e di tubercolosi tra i consumatori di droghe” dopo il taglio di un terzo dei finanziamenti ai programmi di assistenza per i giovani a rischio. In sintesi, conclude Mijatović, le misure d’austerità e le loro conseguenze concrete sulla popolazione “minano il diritto alla salute sancito dall’articolo 11 della Carta sociale europea, di cui la Grecia è parte”. (“huffingtonpost.it”)



MA I “PARANOICI” STANNO MINANDO LE SICUREZZA DEGLI PSICOPATICI E DEI LORO SOTTOPANZA

Posso continuare all’infinito, ma l’ipostasi della mia analisi è la seguente: i locupletati pasicopatici, coloro che definiamo breviter i Soroi, e i loro propagandisti Catafratti neoliberisti, iniziano a tremare.

I “Paranoici” Gilet gialli stanno mettendo in ginocchio il gay psicopatico Emmanuel Macron, imposto come Presidente della Repubblica dai massoni contro-iniziatici Jacques Attali e George Soros.

Forse i sottopanza e i propagandisti del Capitalismo Totalitario dovrebbero ricordare che nel 1793 il “popolo paranoico” decollò gli psicopatici Luigi XVI e Maria Antonieta d’Asburgo, e presto, ad essere decollato metaforicamente dai Gilet Gialli potrebbe essere proprio il banchiere psicopatico Macron e sua nonna Brigitte.



Dopo, potrebbe finalmente giungere il turno dell’Italia. Non c’è molto da sperare nel pavido ed ectoplasmatico governo gialloverde.

Solo una democratica rivolta di popolo contro i criminali e psicopatici dittatori del Capitalismo Totalitario e del Mercatismo Globale può cambiare lo status quo.

Voi da che parte state, da quella dei “paranoici” dal presente incerto ma dal futuro tutto da scrivere, oppure dalla parte dei parassiti-psicopatici-Aristoi che hanno il culo poggiato su montagne di denaro ma che presto finiranno all’Inferno? (e non parlo di un Inferno metafisico, parlo di quanto verrà loro inflitto sulla Terra materiale)


paranoici

E voi, da che parte state?



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Richelieu Soros http://www.isoladiavalon.eu/richelieu-soros/ http://www.isoladiavalon.eu/richelieu-soros/#respond Tue, 04 Dec 2018 17:44:08 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=10431 Richelieu Soros. Richelieu Soros. Taluni ci hanno dileggiato per aver definito George Soros Imperator o Reichsmarschall della UE. Ma un importante endorsement arriva direttamente … dal principale Mainstream Media Globalista italiano, il Corriere della Sera. La settimana scorsa è spuntata una ennesima sorpresa a margine del negoziato in corso tra Bruxelles e Roma sulla manovra

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Richelieu Soros.

Richelieu Soros. Taluni ci hanno dileggiato per aver definito George Soros Imperator o Reichsmarschall della UE. Ma un importante endorsement arriva direttamente …


dal principale Mainstream Media Globalista italiano, il Corriere della Sera.


La settimana scorsa è spuntata una ennesima sorpresa a margine del negoziato in corso tra Bruxelles e Roma sulla manovra di bilancio per il 2019, che sta cercando di comporre lo scontro provocato dalla bocciatura della Commissione europea con minaccia di procedura d’infrazioe per il deficit al 2,4% e il debito stimato al 131% del Pil. (Ivo Caizzi, “Imbarazzo a Bruxelles per la visita di Soros”, Corriere della Sera del 03/12/2018)


ÇA VA SANS DIRE, IRROMPE IN CAMPO L’ANOMOS GLOBALE, RICHELIEU SOROS

Prosegue Caizzi (che precisiamo, è, a nostro avviso, uno dei pochi, veri, giornalisti ormai rimasti in Italia)…


Il superspeculatore ungherese-americano George Soros, che nel 1992 incassò miliardi dell’Italia attaccando la lira sui mercati valutari, è stato ricevuto dal primo vecepresidente della Commissione Ue, l’olandese Frans Timmermans.


E questo quando un avvicinamento – al livello dei capi di governo con il premier Giuseppe Conte – iniziava a raffreddare i toni del confronto […]


Dopo la visita di Soros, […] il vicepresidente lettone della Commissione europea Valdis Dombrovskis […] ha giudicato insufficienti le aperture di Conte a ridurre il deficit, pur apprezzate da leader come la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron.


Naturalmente è difficile poter dimostrare un eventuale rapporto di causa-effetto tra la visita di Soros a Timmermans e l’andamento del negoziato sulla manovra. (Ivo Caizzi, “Imbarazzo a Bruxelles per la visita di Soros”, Corriere della Sera del 03/12/2018)


Giusto per capire che in Europa, se non è Imperator Soros ad avere l’Orifiamma, a dettare l’immonda agenda politica economica-sociale  del Nuovo ‘Impero Carolingio – UE è, comunque, Richelieu Soros.

Natasha Bertand, portavoce della Commissione Europea ha dovuto ammettere che ci sono:


«incontri regolari» di Timmermans con Soros.


e, soprattutto, alla domanda diretta se il  Timmermans (candidato come leader del Centrosinistra Ue alle elezioni europee 2019) avesse ricevuto finanziamenti diretti o indiretti da Soros, la Bertand si è arrampicata sugli specchi pur di non rispondere.

Ricapitolando: il Soros può contare sull’«affidabile alleanza» della gran parte del Parlamento EUropeo, tutti i membri della Commissione Europea sono suoi turiferari, e condiziona pesantemente, a suo favore, sia la Ur-Sinistra che la Ur-Destra UE.

Breviter, l’Europa è ai piedi di Richelieu Soros.


Richelieu Soros

L’Europa ai piedi di Richelieu Soros. Immagine satirica



RICHELIEU SOROS E UR-DESTRA UE


Alla cena di mercoledì [7 novembre u.s.] al centro congressi Helsinki si è parlato ufficialmente della Brexit. Ma nelle chiacchierate a margine e durante il congresso del Ppe il caso Italia è quello più gettonato. La bocciatura della manovra economica da parte di Bruxelles [o di George Soros? Nota di Seyan] è condivisa da tutti. […]


Il primo ministro austriaco Sebastian Kurz è tra i più duri nel bocciare le previsioni di crescita e di deficit fatte da Roma. Arriva ad evocare la Trojka come in Grecia. […]


Kristalina Georgieva, ex commissaria Ue ora alla Banca mondiale, incrocia nella sala del contro congressi Ppe Antonio Tajani e gl stringe la mano:«Mi raccomando; resistiamo in Italia». (Amedeo La Mattina, “Il fantasma Italexit alla cena Ppe”, La Stampa del 09/11/2018)


Di chi sia vessellifero il Kurz, ce lo mostra il seguente tweet:



La Georgieva fu la candidata di George Soros alla poltrona di Segretario Generale dell’ONU.




RICHELIEU SOROS ODIA ITALIA E ITALIANI SOPRATTUTTO DA QUANDO…

…È nato il Governo pentastellato.

In realtà, Richelieu Soros non fa altro che portare avanti l’agenda del confratello contro-iniziatico Henry Kissinger.

Coma ha rivelato John Coleman nel suo “Consipirators’ Hierarchy: The Committee of 300”, Il plot di Kissinger era quello di spopolare e de-industrializzare l’Italia.

Il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, infiltrate da CIA e MOSSAD, rientrava in quella occulta e infame trama.

Ciò che scrive il Dr. John Coleman è agghiacciante:

Gli Olimpici [come si designano tra di loro i membri del Comitato dei 300, facendo riferimento al fatto che essi si ritengono gli Dei dell’Olimpo rispetto a noi Umani inferiori, Nota di Seyan] hanno pianificato da decenni la de-industrializzazione e lo spopolamento dell’Italia, nel quadro di un genocidio planetario per liberarsi di quelli che definiscono “inutili mangiatori” (useless eaters), che consumano “risorse essenziali”.

In questo ambito, Aldo Moro, con la volontà di attuare pienamente la democrazia in Italia e di arrivare alla “piena occupazione”, attirò su di sé le ire del “Club di Roma”, l’organizzazione elitista che chiede l’applicazione draconiana di misure neoMalthusiane per ridurre drasticamente la popolazione mondiale.


In un’aula del tribunale di Roma, un amico intimo di Aldo Moro, il 10 Novembre del 1982, testimoniò che l’ex Presidente del Consiglio fu minacciato da un agente della RIIA (Istituto Reale per gli Affari Internazionali) – che era anche membro della Commisione dei 300 – mentre era il Segretario di Stato USA in carica. Quest’uomo era Henry Kissinger. […]
Nella mia esposizione del 1982 di questo atroce crimine, dimostrai come Aldo Moro, un leale membro del partito della Democrazia Cristiana, fu ucciso da assassini controllati dalla loggia Massonica P2 con l’obiettivo di riportare l’Italia in linea con i piani del Club di Roma per deindustrializzare il paese e ridurre in modo considerevole la sua popolazione. Il piano di Moro di stabilizzare l’Italia attraverso la piena occupazione e la pace industriale e politica avrebbe da una parte rafforzato l’opposizione cattolica al comunismo e dall’altra reso la destabilizzazione del Medio Oriente molto più difficile. (John Coleman, op. cit.)


La Cabala Mondiale

La Cabala Mondiale

La Cabala Mondiale. I Padroni del Mondo.

Source: www.isoladiavalon.eu/cabala-mondiale/



RICHELIEU SOROS ODIA LA CULTURA MILLENARIA MEDITERRANEA

Dove ha fallito Kissinger, è riuscito Reichsmarschall Soros, grazie al Neo Impero Carolingio – UE e grazie alla Engineered Coercive Migration, la Migrazione di Massa Progettata di Afroislamici a’ danni dell’Italia.

Nella sua rozza furia sincretica globalista, il Soros non trova altro mezzo, per imporre la sua immonda Open Society Globale, che svellere l’Italia e la sua millenaria Cultura, mediante la sostituzione di milioni di Italiani con milioni di  Africani.

Africani, magari, di turpe e criminale livello. Come quelli di questo articolo di Affaritaliani

Altro che «pagarci le pensioni», i Nigeriani stanno costituendo, tra Black Axe ed Eiye, la Mafia Globale, sostituendo le vecchie Mafie come camorra, ‘ndrangheta e mafia siciliana. Scaraventando in strada le loro stesse donne, vittime globali dei riti yuyu.



Le Forze Luciferine e Ferali contro cui combatte Gesù Cristo sono quelle che agitano e danno forza all’Antikeimenos e all’Anomico Capitalismo Totalitario.



IL SOGNO DI RICHELIEU SOROS SI STA AVVERANDO

Il sogno dell’Antikeimenos Soros si sta avverando:

Un Mondo senza confini (Open Society), la Mente Demoniaco del Mercato Globale che tutto controlla (i vaniloqui catallatici di Hayek), la totale liberalizzazione di ogni tipo di droga, come vagheggiato sia da Soros che Attali, una Mafia Globale che già adesso controlla il Mercato Mondiale della droga, la Mafia Nigeriana, e l’uomo unico del futuro, tratteggiato dal massone contro-iniziato Coudenhove-Kalergi.


«L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza del futuro sarà eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani e sostituirà la molteplicità dei popoli con una molteplicità di personalità.»


L’Invasione di Massa degli Afroislamici è l’arma asimmetrica che ONU, Jorge Bergoglio e l’Antikeimenos Globale George Soros stanno utilizzando per distruggere l’Europa e l’Occidente, esattamente come i Barbari Germanici distrussero l’Impero Romano d’Occidente. Questo servizio lo prova:




IL TURPE RICHELIEU SOROS VOLEVA “PIALLARE” GLI ITALIANI FIN DAL 2011

Richelieu Soros

Mario Monti. Immagine satirica

Terminator Monti, colui che, secondo l’analisi rigorosa dei tecnici del MEF nel Piano Nazionale di Riforme del DEF 2017 ha provocato, tramite il “salva-Italia”, la perdita di 300 miliardi di euro di PIL, conferma di aver ricevuto le direttive di Richelieu Soros per annichilire l’Italia:


Il più fiero seguace di Karl Popper si serve della speculazione finanziaria per destabilizzare i governi ed incravattare le loro sovranità, al fine di costringerli a seguire i dettami della cosiddetta “Open Society”. Non lo si sa di certo da Euromaidan in Ucraina, questo, bensì dal 16 settembre 1992. In quell’occasione vendette sterline allo scoperto per un valore di 10 miliardi di $ guadagnandone attorno agli 1,1 miliardi.


Poiché ciò causò una perdita della nostra lira sul dollaro del 30%, costrinse Carlo Azeglio Ciampi al prelievo forzoso sui conti correnti italiani, facendo perdere dalle casse della Banca d’Italia oltre 24 miliardi di dollari. La sua corrispondenza telefonica con Palazzo Chigi sette anni fa, quindi, altro non fu se non una mossa per spingere l’Italia affinché accettasse le dure riforme strutturali e di austerità imposte dall’UE. Attraverso i tagli alla spesa pubblica e la macelleria sociale, avrebbe avuto la ferrea garanzia che i rendimenti sui nostri BTP gli venissero pagati. Un’assicurazione, in poche parole, sulla nostra sovranità nazionale.


Il più illustre dei famosi “tecnici competenti della Bocconi” altro non è stato che un silente complice di questo immondo crimine. Nemico acerrimo dei popoli. (Davide Pellegrino, “Mario Monti ammette: «Austerity in Italia fu voluta da George Soros», oltrelalinea.news)


L’Anomos Globale Soros può contare sulla fattiva collaborazione di migliaia di Catafratti neoliberisti, che si sono incistati nei gangli intermedi e superiori della Società Italiana.

Uno di costoro è il neoliberista e bocconiano Tito Boeri, nominato presidente INPS dalla Ur-Sinistra Mercatista del PD.



SBUGIARDATO IL MANTRA DI BOERI: «I MIGRANTI CI PAGHERANNO LE PENSIONI DEL FUTURO»

Come scrive Voxnews,


Nell’ultimo approfondimento a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, che Vox ha pubblicato giorni fa, si smonta tutta la vulgata dell’immigrato risorsa: è stato giusto bloccare dal 2011 le nuove quote d’ingresso per motivi di lavoro?

Secondo dati Istat sull’immigrazione elaborati da Itinerari Previdenziali con l’ausilio delle rilevazioni del Ministero dell’Interno sull’andamento dei permessi di soggiorno regolari, la popolazione di origine straniera residente in Italia nel periodo corrispondente al blocco delle quote per motivi di lavoro (2011-2016) è aumentata di circa 1,4 milioni di unità. […]


Itinerari Previdenziali spiega che gli immigrati hanno mostrato maggiore ‘elasticità’ agli effetti della crisi adattandosi a salari lordi che risultano più bassi anche del 40% rispetto a quelli percepiti dagli italiani col risultato che gli italiani sono stati espulsi da interi settori economici: non possono vivere con gli stipendi degli immigrati, pronti a sopravvivere in 25 in una stanza. Infatti gli immigrati poveri sono 8 volte superiori rispetto alle famiglie italiane della stessa zona: ma un giorno vorranno pensioni che non si sono pagati.


Come ha più volte spiegato l’Inps i contributi previdenziali versati dagli immigrati sovrastano di 36,5 miliardi le prestazioni pensionistiche potenzialmente maturate. Se questo dato fa dire a Tito Boeri che “i migranti stiano pagando le pensioni agli italiani”, Itinerari Previdenziali obietta come vadano calcolate le future prestazioni. Perché un giorno i migranti andranno in pensione, e visti i bassi stipendi attuali, non se le saranno pagate.


I contributi previdenziali che, esattamente come nel caso dei lavoratori italiani, andrebbero considerati un debito pensionistico dello Stato nei confronti di chi ha versato, e quindi non ascrivibili a entrate, rendendo quindi di fatto negativo il bilancio tra benefici e costi prodotti dai flussi migratori. Capito?


Secondo l’approfondimento di Itinerari Previdenziali, poi, la sola spesa sanitaria (1.870 euro pro capite nel 2016) per i circa 6 milioni di immigrati presenti in Italia sarebbe pari a 11 miliardi, quella scolastica – riferita a oltre 1,1 milioni di stranieri (circa 7.400 euro l’anno pro capite) – aggiungerebbe al totale altri 8 miliardi. Tenendo conto anche dei costi dell’accoglienza, si arriverebbe ad almeno 23 miliardi, cifre drammatiche. Che escludono, tra l’altro, altri oneri a carico dello Stato (assistenza sociale, trasporti, etc.). 


Secondo la pubblicazione del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali l’immigrazione è, quindi, un investimento insostenibile.


“In Italia si sta al momento manifestando un problema serio di sostenibilità e il rischio concreto è quello di doverlo fronteggiare con un supplemento di interventi assistenziali”.


Il presidente del centro studi Itinerari Previdenziali è Alberto Brambilla, già sottosegretario al Lavoro, e probabile erede di Tito Boeri che a febbraio 2019 dovrà lasciare la presidenza dell’Inps. Per andare via prima vorrebbe la buonuscita. (“Studio pensioni smentisce Boeri: Migranti inutili”, voxnews.info)


Richelieu Soros

La Verità



ADESSO IL BOERI ABBRACCIA TOTALMENTE LA FOLLIA NICHILISTA SOROSIANA: BISOGNA IMPORTARE IN FRETTA 10 MILIONI DI AFRICANI.


La tragedia dei liberisti è che non hanno mai dovuto davvero pensare, mai dovuto confrontarsi con la realtà: l’hanno sempre modellata come piaceva loro, come se fossero Dio: ma non sono Dio, sono degli illusionisti, dei venditori di fumo, il cui enorme potere deriva da media servili e di una pervasività senza precedenti; e da risorse economiche immense, ottenute dissipando in pochi anni un patrimonio che la natura aveva accumulato in milioni di anni e le civiltà umane in millenni. E neanche per creare una società emancipata ed evoluta; macché, la deriva ambientale, morale e culturale l’hanno alimentata solo per arricchire oscenamente sé stessi. Lasceranno macerie.



Sto pensando a un personaggio come Tito Boeri, nominato presidente dell’INPS da Renzi pochi mesi dopo il colpo di mano che lo aveva portato a Palazzo Chigi. Cosa ci fa ancora in quella posizione? Perché gli è consentito di andare in tv a dire che avremmo bisogno di 10 milioni di migranti per pagare le pensioni che l’ente da lui diretto dovrebbe erogare? Facile far soldi con uno schema alla Ponzi: ossia chiedendo ai nuovi arrivati di mantenere chi è già dentro. Fino a quando? 10 milioni di disperati per coprire le pensioni degli italiani: ma poi chi pagherà le loro pensioni e degli altri 60 milioni che già vivono in un paese sovrappopolato e senza risorse? Immagino che bisognerà importare un’altra ventina di milioni di immigrati. E poi, quando anche loro invecchiassero, chi verserà i contributi per sostenere una popolazione a quel punto prossima ai 100 milioni?



Crescita, crescita, crescita: il neocapitalismo conosce solo questa parola, perché solo con la crescita si fanno fortune immense senza lavorare e senza avere capacità. Peccato che viviamo su un pianeta limitato e che già ora non può mantenerci tutti, figuriamoci quando saremo 10 o 15 miliardi (e in Italia quanti? 200, 500 milioni?). La soluzione è un’altra: fermare la crescita e il consumismo irresponsabile e distribuire meglio la ricchezza. Togliendo a chi ha troppo, come appunto Boeri. (Francesco Erspamer, “Tito Boeri:10 milioni di immigrati per pagare pensioni: Ma che ci fa ancora su quella poltrona?”, themisemetis.com)


Insomma, Tito Boeri…


Insomma TITO BOERI lavora a braccetto con chi sostiene la “Open Society”, cioè una società “Aperta” si, allo sfruttamento economico ed alla distruzione culturale. Perchè se una nazione vuole svilupparsi in modo autonomo, usando le proprie risorse, allora è “CLOSED”… (Fabio Lugano, “I legami fra Boeri, De Benedetti e Soros… Eccoveli qui”)




IL SOROSIANO DIMITRIS AVRAMOPOULOS DIMOSTRA CHE…

Ritorniamo all’apodittica affermazione che i Commissari europei sono tutti corifei di Richelieu Soros.

Ecco i vaniloqui del Commissario Ue alle Migrazioni, Avramopoulos:


Esorto tutti gli Stati Ue interessati a riconsiderare il loro rifiuto del patto delle Nazioni Unite sui migranti. Chi rifiuta il patto di migrazione non l’ha studiato a sufficienza. Si tratta di una nuova piattaforma per la cooperazione multilaterale sulla migrazione. Nessun Paese e nessun continente può farcela da solo.


Come se non sapessimo che l’abominevole Global Compact for Migration è stato scritto a sei mani da Soros, Bergoglio e il burattino sorosita Obama.

La UE ci vuole totalmente appecoronati e fronte a terra, ai piedi dell’Anómos Globale George Soros.




 

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Sorosismo e Antisemitismo http://www.isoladiavalon.eu/sorosismo-e-antisemitismo/ http://www.isoladiavalon.eu/sorosismo-e-antisemitismo/#respond Fri, 23 Nov 2018 17:16:43 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=10323 Sorosismo e Antisemitismo. Sorosismo è il Logos anomico anetico ed ecumenico del Capitalismo Totalitario, il cui unico scopo è liquidare progressivamente la Civiltà Umana. Ma l’Antisemitismo come direbbe qualcuno, con Soros, «che c’azzecca?» I PENNIVENDOLI E I LECCONS DEI «GIORNALONI» MONDIALISTI E GLOBALISTI Le presstitutes e i pennivendoli dei Mainstream Media Mondialisti, lacché della Dittatura del Mercato

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Sorosismo e Antisemitismo.

Sorosismo è il Logos anomico anetico ed ecumenico del Capitalismo Totalitario, il cui unico scopo è liquidare progressivamente la Civiltà Umana.

Ma l’Antisemitismo come direbbe qualcuno, con Soros, «che c’azzecca?»



I PENNIVENDOLI E I LECCONS DEI «GIORNALONI» MONDIALISTI E GLOBALISTI

Le presstitutes e i pennivendoli dei Mainstream Media Mondialisti, lacché della Dittatura del Mercato – che talora Marco Travaglio definisce con rara efficacia, Fake Journalists – fanno a gara per tacciare di Antisemitismo chiunque osi contrastare l’Anomos Globale George Soros e la Ierocrazia di Open Society, il cui unico scopo è creare un’immensa società aperta, senza confini, de-costruita e de-regolata, in cui la turpe teocrazia del Capitalismo Totalitario possa finalmente liquidare millenni di Storia e l’Umanesimo.

La società Liquido-Moderna preconizzata da Bauman.

Ricordiamo alle nequizie neoliberiste cos’è il vero Umanesimo:


Periodo storico le cui origini sono rintracciate dopo la metà del 14° sec., e culminato nel 15°: tale periodo si caratterizza per un più ricco e più consapevole fiorire degli studi sulle lingue e letterature classiche, considerate come strumento di elevazione spirituale per l’uomo, e perciò chiamati, secondo un’espressione ciceroniana, studia humanitatis. Si parla di umanesimo filologico per distinguere, nel 14° e 15° sec., l’attività degli umanisti intesa al recupero, allo studio, alla pubblicazione dei testi classici. (Treccani, voce Umanesimo)


L’Anomos Globale Soros e i Catafratti neoliberisti odiano la Storia, dispregiano  al massimo livello le culture classiche, perché esse consentono l’elevazione spirituale dell’Uomo, mentre all’Ipercapitalismo post-borghese servono solo servi stupidi. incolti, possibilmente meticci (l’ultima bufala di Eugenio Scalfari: C’è l’Africa nel Nostro futuro), il tutto a bassissimo costo.

Altro che Zoon Politikon…

Noi sappiamo che tutti i Totalitarismi, in particolare il più ferale di tutti, il Capitalismo Totalitario, vuole abolire ogni forma di pensiero critico, esattamente come il Grande Fratello Orwelliano. Quale miglior modo, per distruggere la cultura di un Paese, che liquidare l’etnia a cui tale cultura fa riferimento?




MA IL SOROSISMO ODIA ISRAELE ED È ANTISIONISTA

La più grande Bufala della Storia del XX secolo è sicuramente il falso dei Protocolli dei Savi di Sion.

Un’altra bufala colossale è quella di una cospirazione globale giudaico-massonica.

Gioele Magaldi, con il suo Massoni ha portato alla luce gli elenchi delle principali Ur-Lodges Neoaristocratiche. I fratelli di siffatte logge sono di qualsiasi religione: cattolici, protestanti, cristiano-maroniti, ebrei, islamici, scintoisti, etc. etc.

L’unico collante che unisce tali oscure associazioni è la brama di potere economico-materiale e il desiderio di diffondere globalmente il Capitalismo Totalitario, altro che il “giudaismo”…

Ma il bello è che l’Anomos Globale stesso, Soros, conferma di essere un ateo materialista. Anzi, New Materialist.

La cupa teurgia del Sorosismo è il Capitalismo Totalitario e i suoi comandamenti sono due:

  1. Non avrai altri Déi all’infuori del Denaro e del Libero Mercato Globalizzato.
  2. Non ci sono altri Comandamenti. Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge, come disponeva Aleister Crowley.


I TRASCORSI DI GEORGE SOROS

Soros ha ammesso che la sua famiglia aveva addirittura passato le vacanze nella Germania hitleriana (George Soros, “Soros on Soros, Staying Ahead of the Curve”, New York, John Wiley, 1995, p.26).

Soros collaborò con le SS nella requisizione dei beni degli ebrei magiari nel 1944. Lo ammette lui stesso, nel programma “60 minutes” del 1998.

Kroft: Queste sono immagini del 1944 di quello che è successo agli amici e vicini di George Soros.
Lei è un Ebreo ungherese scampato all’Olocausto fingendosi cristiano e ha visto un sacco di persone mentre venivano deportate nei campi di sterminio.

Soros: Proprio così. Avevo 14 anni. E direi che è proprio in quei momenti che si è formato il mio carattere.
Kroft: Come?
Soros: Capisco che dobbiamo sempre riflettere, comprendere e anticipare gli eventi, soprattutto quando si è minacciati, all’epoca era in atto una minaccia enorme… voglio dire, è stata un’esperienza molto personale del male.
Kroft: Capisco che sia riuscito a salvarsi grazie a certe protezioni.
Soros: Sì. Sì.
Kroft: Cioè, ha evitato la loro stessa sorte e ha contribuito a confiscare i beni degli ebrei.
Soros: Sì. E’ vero. Sì.
Kroft: Voglio dire, è… suona come un’esperienza che sarebbe potuta finire in un ospedale psichiatrico per la maggior parte delle persone. E ‘difficile?
Soros: Niente affatto, niente affatto, forse perché quando sei un ragazzo, non vedi il quadro completo, ma per me non è stato un problema.
Kroft: Nessun senso di colpa?
Soros: NO.
Kroft: Per esempio: “Sono ebreo e sto lì a guardare queste persone? Potrei anche essere finito come loro? Dovevo essere lì. Niente di tutto questo?”
Soros: Beh, naturalmente avrei potuto essere dall’altra parte o avrei potuto essere uno di coloro i cui beni furono confiscati. Ma non c’è alcun senso a teorizzare su questo ora, perché è come il mercato, se non l’avessi fatto io, qualcun altro l’avrebbe fatto comunque. Io ero solo uno spettatore in quella situazione, quando la proprietà veniva confiscata: Siccome non ero responsabile non avevo alcun senso di colpa.




I DEBUNKERISTI DI SOROS

C’è una genia di individui che, da un giorno all’altro, si autoproclamano debunkeristi o sbufalai. Ovviamente non c’è alcun albo professionale dei debunkeristi, ma molti hanno arguito quanto sia profittevole nell’affermarsi sbufalai , visti i lauti finanziamenti che la gran parte di loro riceve dalla Cabala Globale di George Soros.

Individui che magari, poc’anzi, facevano le pulizie da McDonald’s si sono rapidamente reinventati sbufalai o sbufalatori.

Uno dei più noti siti globalisti di sbufalatori è “snopes” che secondo taluni commentatori sarebbe finanziato dall’Anomos Globale Soros. Loro, ovviamente, smentiscono. Come hanno smentito quelli di “Freedom from Facebook”.

Per chi ci crede…

In una delle loro articolesse cercano di smentire che il Soros sia stato uno di coloro i quali hanno collaborato, pur indirettamente, con i Nazisti per sottrarre beni agli Ebrei Magiari. Ma intanto, ut supra, lui stesso ha affermato di averlo fatto.


And although Soros did attest during the infamous [sic!] 60 Minutes interview that he regrets nothing about the time of German occupation, he also said it is precisely because he didn’t do any of the things attributed to him that his conscience is clear.


Insomma, siffatto Snopes si arrampica sugli specchi pur di angelicare il “filantropo” Soros. Peccato che quest’ultimo, pressato dalle domande di Kroft, dichiari ripetutamente di non provare assolutamente alcun senso di colpa per aver collaborato con i Nazisti. Direttamente o indirettamente, lo ha fatto. PUNTO.

Come possa, un individuo che ha commesso qualsiasi brutale speculazione economica, affermare di aver la coscienza pulita (come quando ha travolto la Banca d’Italia e Bank of England, a spese dei contribuenti italiani e inglesi) perché tanto «qualcuno altro lo avrebbe fatto al suo posto» non lo so, ma rende manifesto de visu ed auditu ex propriis sensibus che siffatti individui non hanno una coscienza e dà, se necessario, prova empirica a quanto da noi disvelato e cioè che i Satrapi Globali non solo sono carenti di empatia ma sono tutti afflitti da una grave forma di psicopatia.

Ennesima dimostrazione che tanti siti di autorefernziali sbufalai svolgono la stessa funzione del Völkischer Beoabachter hitleriano: mera propaganda a favore del Capitalismo Totalitario e dei Catafratti neoliberisti del Sorosismo.



IL SOROSISMO È ANTISIONISMO: NON LO AFFERMIAMO NOI, MA IL PREMIER ISRAELIANO NETHANYAHU

È da diverso tempo che il governo di Benjamin Netanyahu accusa fondatamente  l’Anomos Globale Soros di attività sovversive contro la democrazia e la Sovranità Nazionale di Israele.


In una riunione riservata con i Ministri del Likud, Netanyahu ha accusato direttamente George Soros e la sua Open Society di alimentare le proteste.


In effetti, New Israel Fund, l’organizzazione che funge da centro organizzativo delle iniziative di questi giorni è finanziata con centinaia di migliaia di dollari proprio dall’Open Society.


Da tempo il governo di Tel Aviv denuncia le azioni di destabilizzazione di Soros, le sue attività di finanziamento a gruppi filo palestinesi e organizzazioni israeliane anti-sioniste che nell’ultimo decennio hanno ricevuto quasi 10 milioni di dollari con l’obiettivo esplicito (come si legge nei documenti dell’Open Society) di “combattere l’occupazione israeliana e promuovere politiche anti-discriminatorie a favore dei palestinesi”.  Non solo ma in Israele in molti ritengono che il fenomeno immigratorio che sta sconvolgendo l’Occidente sia alimentato proprio dai disegni di disarticolazione degli Stati nazionali operati dall’élite globalista di cui Soros è il braccio armato.


Insomma, per Israele, Soros è una minaccia alla sovranità nazionale, esattamente come lo è per la Russia di Putin e per l’Ungheria di Orbàn. (Giampaolo Rossi, Bibi “caccia” Soros da Israele)


Il Premier e Ministro degli Esteri ad interim Israeliano è nettissimo, al riguardo: Soros è un gravissimo pericolo per l’esistenza di Israele, poiché «continua a minare i governi israeliani eletti democraticamente, finanziando organizzazioni che diffamano lo Stato ebraico e cercano di negare il suo diritto di difendersi».

Chiosa Deborah Fait in “Soros contro Israele e il mondo democratico”, enumerando tutti i movimenti antisionisti/antisemiti finanziati da George Soros:


Partiamo dall’idea di una società globale, un sogno fantascientifico in cui non esistono nazioni o popoli ma un unico mondo senza confini, senza radici, senza tradizioni, senza identità. A pensarci sarebbe la più triste delle realtà, non esisterebbero culture nazionali, nessun colore se quello grigio dei senza patria in una società aperta e senza regole, priva di desideri e di valori.


Un incubo senza fine.


Caroline Glick che nomino spesso perchè la considero una delle maggiori intellettuali sioniste e una grande giornalista, ha scritto che Soros, con le ong che finanzia, alimenta l’emigrazione clandestina in Europa per minare l’identità nazionale e la democrazia allo scopo di “indurre il caos”. (Deborah Fait, “Soros contro Israele e il mondo democratico”, informazionecorretta.com)



COS’È IL SOROSISMO E CHI È SOROS?


Ma chi è Soros, l’artefice di tutto questo, il padre del caos, questo moderno Torquemada? Molto semplice, è un ebreo ungherese rinnegato, diventato miliardario. E con questo avrei detto quasi tutto ma c’è molto di più. George Soros, alias Gyorgy Schwartz, nasce a Budapest nel 1930, il padre è un avvocato che cambierà il suo cognome in Soros in seguito all’occupazione tedesca dell’Ungheria. La storia dice che all’età di 14 anni George fu costretto da un collaborazionista ungherese ad accompagnarlo a sequestrare i beni degli ebrei. Evidentemente la cosa gli deve essere piaciuta perchè in seguito, ridendo, commenterà “se non lo avessi fatto io lo avrebbe fatto qualcun altro!”


Che ci volete fare, le mele marce e fetide nascono all’ombra di ogni popolo. Le malelingue dicono che da quei sequestri sia iniziata la fortuna miliardaria del personaggio. […]


Il magnate ungherese ha versato 32 miliardi di dollari alla Open Society, da lui creata e presente in 37 paesi dove dovrebbe promuovere giustizia e democrazia. Purtroppo, considerate le idee del boss, pare accada l’esatto contrario dal momento che da questa super-ong sono poi nate decine, forse centinaia di altre organizzazioni antidemocratiche, antisemite, antisioniste.


George Soros è uno dei maggiori nemici di Israele, paese che odia profondamente, che vorrebbe vedere annientato dall’islam del quale condivide l’ideologia di potere e distruzione di qualsiasi cosa assomigli a una nazione. L’islam vuole un unico califfato mondiale di musulmani e dhimmi sottomessi, Soros vuole un’unica società mondiale organizzata con un sistema di assoluto potere mediatico, praticamente un Beppe Grillo alla milionesima potenza. La differenza è che uno dei due non è un pagliaccio ma un pericolo mondiale, un pericolo che incombe sulle nostre teste e che l’Europa accetta bovinamente.


Vediamo adesso quali sono le associazioni, i movimenti palestinesi, filopalestinesi, antisionisti/antisemiti che Soros finanzia da anni, attraverso la sua Open Society Foundations:


Adalah, […]


Breaking the Silence, […]


Ilam, […]


Wattan, una rete tv araba che parla apertamente di odio contro gli ebrei e contro Israele. Ma soprattutto la OSF manda milioni di dollari al BDS (Boycott, Divestement and Sanctions), organizzazione neonazista dedita al boicottaggio commerciale e culturale contro Israele.


Amnesty International, che tutti noi conosciamo bene, purtroppo.


Human Rights Watch.


New Israel Fund, ong americana contro Israele e il suo governo… che opera in Israele. […]


La speranza è che Netanyahu e Trump abbiano la forza di ostacolare la politica distruttiva di questo malefico personaggio e di salvarci dall’andare tutti in marcia come tanti robot, vittime di un totalitarismo…totale di un governo globale che ci sorveglierà attraverso l’occhio di un computer. Orwell lo aveva immaginato, Soros vuole realizzarlo. Quello che ho scritto è ciò che si sa ma quello che non si sa fa ancora più paura. Si salvi chi può. (Deborah Fait, “Soros contro Israele e il mondo democratico”, informazionecorretta.com)



COME ABBIAMO VISTO, IL SOROSISMO È PURO CAOS

L’articolo di cui sopra spiega esaurientemente il trait d’union tra Massoneria contro-iniziatica Mondialista e Islamismo radicale; spiega anche perché, nel 2004, sia stato liberato da Camp Bacca Abu Bakr al-Baghdadi, che, secondo “Massoni” di Gioele Magaldi sarebbe stato affiliato, “a fil di spada”, all’eversiva Ur-Lodge massonica “Hathor Pentalpha”.

Ciò spiega anche perché, come hanno disvelato numerosi analisti ed esegeti, Isis fosse stato finanziato e rifornito di armi da Dipartimento di Stato USA, Arabia Saudita e CIA.


sorosismo

George Soros come Hellraiser. Immagine satirica.



SIC ET SIMPLICITER, IL SOROSISMO È ANTISEMITISMO

Michael Laitman cerca di spiegare (e di spiegarsi): “Per quale motivo esistono Ebrei Antisemiti” come George Soros?


Sidney e Max Blumenthal, Noam Chomsky ed anche Bernie Sanders, sul quale ho scritto in un articolo precedente, sono esempi lampanti di ebrei impegnati in attività anti Israele. Forse l’archetipo dell’odio verso Israele è il miliardario George Soros. Il Signor Soros spende milioni dei suoi soldi ogni anno per sostenere organizzazioni anti Israele e fa pressione sul governo americano affinché supporti le ipotetiche “vittime” di Israele.


Natan Sharansky, ex presidente della Jewish Agency (n.d.t. Agenzia Ebraica), ha creato quello che è conosciuto con il nome di Triplo “D Test” per distinguere il semplice criticismo nei confronti d’Israele dall’antisemitismo. Le tre “D” sono: Delegittimazione di Israele, Demonizzazione di Israele e il Doppio Criterio, l’applicazione di due pesi e due misure nei confronti di Israele. Quando le azioni dei prominenti ebrei di cui ho accennato sopra sono state sottoposte al “D Test”, essi sono passati “a pieni voti” e sono stati etichettati come accaniti antisemiti. 



IL SOROSISMO È L’AGENDA MONDIALISTA IN PROGRESS

Lo Stato d’Israele è pragmatico. Non considera da anni Soros un suo figlio, ma lo considera per quello che esso realmente è:
il più grande pericolo per la sua esistenza.


Soros, ebreo nato in Ungheria, che ha speso gran parte della sua fortuna a finanziare la destrutturazione etnica dell’Europa e degli Stati Uniti, in una perversa vendetta contro la civiltà europea, è stato ripetutamente attaccato dai governi meno compromessi con la finanza globale, come quello russo e ungherese. Un paio di anni fa, alcune sue Ong vennero messe fuorilegge a Mosca.


Nell’ultimo caso, il primo ministro Viktor Orban ha accusato Soros definendolo un nemico dello Stato. “Non permettiamo a Soros di avere l’ultima risata” dicono cartelloni accanto a una foto dello speculatore di 86 anni. Una campagna che secondo alcuni fomenterebbe l’antisemitismo.


Human Rights Watch, un’organizzazione finanziata da Soros, ha condannato la campagna dicendo che “evoca i ricordi dei manifesti nazisti durante la seconda guerra mondiale”.


Ma lo Stato ebraico non concorda. E dopo che l’ambasciatore d’Israele in Ungheria ha rilasciato una dichiarazione che denuncia la campagna dicendo che “evoca memorie tristi ed emana odio e paura”, il ministero degli Esteri di Israele ha diffuso un “chiarimento” dicendo che Soros è un obiettivo legittimo della critica. Di fatto scaricandolo e, finalmente, separando lo speculatore ebreo dagli ebrei in generale dietro la cui tragedia si è sempre fatto scudo.


“In nessun modo l’affermazione (da parte dell’ambasciatore) ha il significato di delegitimizzare le critiche a George Soros, che continua ad attaccare i governi democraticamente eletti di Israele”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Emmanuel Nahshon, aggiungendo che le organizzazioni di Soros hanno finanziato le organizzazioni “che fanno campagna perché allo Stato ebraico sia negato il diritto di difendersi”.


Perché Soros non ‘ebreo’, è un globalista. Odia le nazioni. Tutte. Non vuole che gli Ebrei abbiano uno Stato, vuole un mondo senza frontiere dove una minoranza di ‘eletti’ domini su una massa di mulatti: sudditi ideali. (“Anche Israele attacca Soros: «È un nemico delle Democrazie»”)


ANCHE SE ACEFALI ANTISEMITI USANO IL SOROSISMO NEI LORO VANILOQUI, I FATTI NON CAMBIANO

Come scrive giustamente Niram Ferretti,


Ora, l’idiozia e la malafede regnano sovrane e siccome Donald Trump ha recentemente detto che il finanziere ebreo è dietro le vaiasse che si sono recate al Senato per protestare contro Kavanaugh, i liberals sono insorti accusandolo di usare stereotipi antisemiti.


Secondo questa linea di pensiero sarebbe antisemita anche Benjamin Netanyahu, che in più di una occasione ha accusato Soros di operare ai danni di Israele. Ma ogni occasione è buona per attaccare Trump.


Non possiamo farci nulla se George Soros sembra uscito dalle pagine allucinate dei “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, anche se c’è una differenza fondamentale che va sottolineata.


Nel feuilleton confezionato dall’Ocrana (la polizia segreta zarista) alla fine del diciannovesimo secolo, gli ebrei, presentati come una potenza occulta e nefasta, tramanano nell’ombra, le “trame” di Soros invece sono alla luce del sole. Per lui Trump è un bersaglio da colpire, un uomo da abbattere e dunque è del tutto normale che usi i suoi numerosi burattini per assolvere la bisogna.


Che poi Soros serva anche agli antisemiti come cartina da tornasole per confermarli nei loro deliri patologici, pazienza. Così come un “non vedente” non smette di essere cieco malgrado la perifrasi, Soros non smette di essere un multimiliardario ebreo che usa la sua ricchezza […] per precisi scopi politici.


E dunque ha fatto benissimo Donald Trump a citarlo e a dire che le proteste anti Kavanaugh sono state prezzolate da lui. Nove su dieci ci ha beccato. (Niram Ferretti, “Soros, ebreo per caso”, italiaisraeletoday.it)



TORNIAMO INDIETRO: AL DAVOS ECONOMIC FORUM 2018 QUANDO IL SOROSISMO ATTACCA FACEBOOK E GOOGLE

L’Anomos Globale al suo Davos Economic Forum affermava che,


le dimensioni raggiunte dei big della tecnologia e il loro comportamento “monopolistico” li hanno resi una concreta “minaccia” per la società, danneggiando la democrazia e schiavizzando la mente delle persone, in quanto sarebbero in grado di minacciare alla loro “libertà di pensiero”. Fino a spingersi ad una previsione: i loro giorni sono contati.


Che ipocrita globale, il “mecenate” Soros. Da perfetto demofobo e manipolatore delle coscienze, per il tramite di migliaia di mainstream media mondiali da lui direttamente e indirettamente controllati, accusa gli altri di «schiavizzare la mente delle persone», proprio lui che è uno dei massimi esperti mondiali di manipolazione, di creazione delle “aspettative dei mercati” e di psicopolitica.

Il Soros dovrebbe spiegare perché non abbia coinvolto nell’attacco alle Internet Companies  anche Amazon di Jeff Bezos, che pure paga meno tasse di Google e Facebook.

In realtà si trattava un’operazione multimediatica perfettamente studiata a tavolino. Assieme ai suoi compagni di merende, lo squalo finanziario Soros aveva già iniziato un pesantissimo  shorting sui titoli Facebook.

Tutti i giornaloni mondiali, che vengono finanziati dal Sorosismo anche grazie all’Investigative Consortium of Investigative Journalists e ONG analoghe, hanno continuato a martellare per mesi Google e, soprattutto, Facebook

La CIA (di cui il Soros sarebbe agente doppio) ha successivamente iniziato a distribuire ai media appecoronati al Sorosismo notizie riservate riguardanti lo scandalo Cambridge Analytica. Nel giro di pochi giorni, Facebook ha bruciato 36 miliardi di capitalizzazione.

Siamo curiosi di sapere quanti di questi sono finiti in tasca al “filantropo” ungherese…

Una semplice constatazione dovrebbe aprirci le menti. Perché il Capitalismo Totalitario o Neocapitalismo scoraggia i giovani dall’acquisire conoscenze umanistiche, in particolar modo, Filosofia e Storia? I giornalai continuamente propalano la bufala che solo le facoltà scientifiche possono dare un futuro lavorativo.

Eppure tutti i supermassoni contro-iniziatici hanno rigorosi studi filosofici alle spalle, Kissinger, Attali, Soros… perfino uno giovane come Macron. Forse, se Zuckerberg, anziché limitarsi all’IT, avesse approfondito la Filosofia, ora riuscirebbe a rintuzzare gli attacchi di Soros e Open Society Foundations con maggiare efficacia.




IL SOROSISMO È PSICOPOLITICA PER MANIPOLARE LE COSCIENZE

Sappiamo tutti che da diverso tempo l’Anomos Globale conduce una battaglia contro i social media.

Soros e i Sorositi odiano l’Umanesimo, odiano la democrazia, odiano la libertà, in particolare la libertà di esprimere le proprie opinioni.

Joseph Goebbels insegnava che «è necessario ribadire continuamente una menzogna. La gente finirà col crederci».

Lo stesso modus operandi utilizza lo speculatore Soros, il quale si difende accusando i suoi avversari di antisemitismo, accusa che egli diffonde e veicola tramite le migliaia di mainstream media mondiali a lui asserviti.

Chiunque osi denunciare le attività eversive e sovversive del “filantropo” Soros viene subito tacciato di complottismo e antisemitismo dalla immensa filiera di Fake Journalists a libro paga.



Due dei principali media appecoronati al Sorosismo, alla Cabala Mondialista e al Capitalismo Totalitario, The New York Times e CNN hanno recentemente propalato le seguenti “informazioni politicamente corrette” per continuare a tenere sotto scacco Mark Zuckerbergm come ordinato al Davos Economic Forum 2018.

Il New York Times si infila come un verme dentro la mela del presunto scandalo di  Definers Public Affairs e Freedom from Facebook ed ecco cosa “disvela”:


Facebook ha anche usato Definers per sfidare avversari più grandi, come il signor Soros, l’uomo nero di vecchia data per i conservatori tradizionali e il bersaglio di intense campagne antisemite (sic!) dell’estrema destra. Un documento di ricerca distribuito da Definers ai giornalisti quest’estate, appena un mese dopo l’udienza della Camera, ha additato il signor Soros come la forza non riconosciuta dietro quello che sembrava essere un ampio movimento anti-Facebook. […]


In un discorso al World Economic Forum di gennaio, Soros ha attaccato Facebook e Google, descrivendoli come una “minaccia” monopolistica che non ha “né la volontà né l’inclinazione a proteggere la società dalle conseguenze delle loro azioni”.


I Definers hanno spinto i giornalisti a esplorare i legami finanziari tra la famiglia Soros e il finanziamento a gruppi che erano membri di Freedom from Facebook, come Color of Change, un’organizzazione on-line di giustizia razziale, nonché un gruppo progressista fondato dal figlio di Soros. (Un dirigente della Open Society Foundations del signor Soros ha detto che il “filantropo” avrebbe sostenuto entrambi i gruppi, ma non Freedom from Facebook, e che OSF non aveva concesso sovvenzioni per sostenere campagne contro Facebook).


Perché OSF afferma di non finanziare “Freedom from Facebook”? Probabilmente perché si entra nel rischio concreto di essere indagati di manipolazione dei mercati borsistici. E negli USA è un reato grave.

Ma il tipico modus operandi del Sorosismo è proprio siffatto, scagliare la pietra e nascondere la mano. La colpa è sempre degli altri: di Trump, di Putin, di Zuckerberg, dei Sovranisti, mai di Soros.

Freedom from Facebook è sostenuta in maniera massiccia da gruppi a loro volta finanziati o fondati da Open Society Foundations.

Come conferma PJMedia,


“Freedom from Facebook” [è] una nuova coalizione di gruppi progressisti [?] che ha come nemico il gigante dei social media [Facebook]. La coalizione comprende MoveOn.Org, Open Markets Institute, Citizens Against Monopoly, SumOfUs e Public Citizen – tutti finanziati del tutto o almeno in parte da Open Society Foundations di Soros.


Ciò che i propagandisti sorositi del New York Times omettono di dire è che Freedom from Facebook ha utilizzato attacchi di natura antisemita contro Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg, che sono entrambi ebrei, a differenza di Soros, che ha pubblicamente affermato di non credere in Dio. 
Siffatta affermazione è, probabilmente, una delle poche veramente sincere del Soros.

Altro che Freedom from Facebook. Il vero pericolo planetario per la Democrazia, per la Libertà, per l’Umanesimo e per l’Umanità tutta, è costituito dall’Anomos Globale e Mondialista, George Soros.



PROSEGUE UN ALTRO PALAFRENIERE DEL SOROSISMO, LA CNN

La CNN non tenta neanche di riprodurre presunte “inchieste giornalistiche” sullo stile di NYT, dà semplicemente la parola ad un turiferario del Sorosismo, Rashad Robinson, un propagandista retribuito profumatamente per diffondere le “verità” di Soros e della Società Aperta.

Il Rashad afferma:


Secondo il rapporto del Times, Facebook aveva cercato di convincere i giornalisti che la nostra campagna per spingere il gigante dei social media a un comportamento migliore era segretamente parte di uno sforzo coordinato intrapreso dalle organizzazioni finanziate da Soros. Questa è una versione sottilmente velata di una teoria più sinistra e sempre più pervasiva: le organizzazioni che combattono per il cambiamento sociale sono segretamente controllate da Soros e da qualche padrone della trama ebraica per conquistare l’America.


Ecco la manipolazione del Capitalismo Totalitario denunciata da Han in «Psicopolitica». Abbiamo un carnefice – colpevole di innumerevoli colpi di Stato e rivoluzioni colorate, come il golpe neonazista in Ucraina che odia a morte Israele e lavora per l’estinzione dello Stato d’Israele e di tutti gli Stati Nazionali nel Mondo, ma si atteggia, con la complicità dei suoi sottopanza e delle corrotte presstitutes del Capitalismo Totalitario, a vittima.

Quella della manipolazione dell’informazione e della comunicazione, per atteggiarsi a vittima, era una tecnica di cui i Nazisti erano maestri. L’esempio più eclatante, “L’incidente di Gleiwitz”:


L’incidente di Gleiwitz fu il finto attacco, inscenato contro la stazione radio tedesca di Gleiwitz (l’attuale Gliwice) il 31 agosto 1939, che costituì il casus belli del quale Adolf Hitler si servì per giustificare agli occhi dell’opinione pubblica tedesca l’invasione della Polonia da parte della Wehrmacht, dando inizio alla seconda guerra mondiale. […]


Alle ore 20:00 del 31 agosto, quando già da molte ore Hitler aveva ordinato l’attacco contro la Polonia che avrebbe avuto inizio alle ore 04.45 del giorno successivo, Naujocks ed i suoi 12 insorti simularono l’assalto alla stazionee, dopo avere interrotto il programma in quel momento in onda, misero in atto il piano: dal microfono furono udite grida, spari e messaggi sediziosi rivolti alle minoranze polacche nella Germania orientale affinché prendessero le armi contro i tedeschi. Prima che la squadra dell’SD si allontanasse, vennero lasciati sul posto alcuni cadaveri come prova dell’avvenuto incidente.


Immediatamente la macchina della propaganda si mise in moto e le fonti tedesche comunicarono che:

«La stazione radio di Gleiwitz è stata presa d’assalto da un gruppo di insorti polacchi e momentaneamente occupata»

e che questi erano stati

«ricacciati oltre confine dagli agenti del posto di polizia di frontiera; nello scontro a fuoco uno degli insorti è stato ferito mortalmente». (wikipedia)


Psicopolitica, Biopolitica e i Soroi – L’Isola di Avalon

Psicopolitica, Biopolitica e i Soroi – L’Isola di Avalon

Psicopolitica è un termine coniato dal filosofo Byung-Chul Han. La psicopolitica neoliberale è un Totalitarismo dai cui artigli sembra impossibile sfuggire.

Source: www.isoladiavalon.eu/psicopolitica-biopolitica-e-soroi/



IL SOROSISMO ODIA ISRAELE QUANTO HAMAS E IRAN

Come scrive giustamente Giampaolo Rossi in “Soros; l’ebreo che odia Israele”,


Per la pubblicistica complottista George Soros è l’espressione di una sovrastruttura mistica identificata con un presunto progetto di conquista del mondo; la versione moderna del famoso complotto “pluto-giudaico” con cui il ‘900 giustificò l’antisemitismo.


Lui, ebreo ungherese fuggito alla persecuzione nazista e uomo della grande finanza, rappresenta l’archetipo perfetto del cospiratore al soldo di Sion.


Di questa pubblicistica caricaturale si serve il sistema di potere mediatico, che Soros finanzia abbondantemente, per delegittimare chiunque provi a dimostrare la reale pericolosità del personaggio e di quella finanza apolide a cui lui appartiene e che non ha scrupoli a realizzare rivoluzioni colorate, colpi di Stato democratici, a devastare nazioni e governi legittimi.


Peccato che lui di sionista non abbia nulla, anzi: George Soros è uno dei principali nemici dello Stato di Israele.
E proprio la sua ostilità verso Israele conferma quanto Soros sia pericoloso per chiunque creda in un ordine internazionale basato sulle sovranità dei popoli e non sul potere mondialista. (Giampaolo Rossi, “Soros: l’ebreo che odia Israele”)



PERCHÉ IL SOROSISMO USA L’ARMA ASIMMETRICA DI MIGRAZIONE DI MASSA PER DESTABILIZZARE E DECOSTRUIRE STATI NAZIONALI COME ITALIA E ISRAELE?

Abbiamo già letto il rapporto in cui Wayne Madsen svelava le occulte mene di Soros e della sua CIA per destabilizzare gli Stati Europei.

Ma ora arriviamo al vero motivo per cui lo fa.

George Soros se ne frega dell’etica, della morale. Esso è un Megalodonte Globale. Non si muove se nelle sue immense fauci non rimangono incastrati miliardi e miliardi di dollari.

Ecco il vero motivo per cui ha generato la Coercive Engineered Migration, la Migrazione Progettata Coercitiva:


Perché George Soros, uno dei più grandi speculatori [della Storia Umana], finanzia l’arrivo degli immigrati in Italia, contribuendo alla creazione della crisi dei migranti in Europa?


Perché Soros vuole inondare l’Italia e l’Europa con orde di immigrati musulmani?



Non possiamo esserne sicuri, ma recentemente è venuto alla luce che Soros si è esposto fortemente a favore del ribasso dell’azionario statunitense.



A quanto pare, pensa che causare il caos in Europa diffonderà il contagio verso gli Stati Uniti, mandando così i mercati statunitensi all’interno di una spirale ribassista.



La distruzione dell’Europa attraverso l’inondazione di milioni di musulmani è un piano diretto per causare il caos economico e sociale nel continente.


Una situazione di turbolenza equivale ad un profitto per George Soros, che sembra avere i suoi tentacoli nella maggior parte degli eventi geopolitici mondiali negli ultimi decenni. […]


Fondamentalmente, l’obiettivo di Soros è la distruzione dei confini nazionali, come dimostrato in modo molto chiaro con il suo finanziamento alla crisi dei rifugiati in Europa.


La crisi degli immigrati è stata alimentata dalla guerra civile attualmente in atto in Siria. Ma ti sei mai chiesto come tutte queste persone abbiano improvvisamente saputo che l’Europa avrebbe aperto le sue porte e li avrebbe lasciati entrare?



La crisi degli immigrati non è un fenomeno naturale. Ha coinciso con la donazione di denaro da parte della fondazione di Soros all’Istituto di politica migratoria degli Stati Uniti e alla piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti privi di documenti, organizzazioni sponsorizzate da Soros. Entrambi i gruppi sostengono il reinsediamento dei musulmani del terzo mondo in Europa.


Nel 2015, un giornalista di Sky News ha trovato un «Manuale dei migranti» sull’isola greca di Lesbo. È stato poi rivelato che i manuali, scritti in arabo, erano stati dati ai rifugiati prima di attraversare il Mediterraneo da un gruppo chiamato «Benvenuti nell’UE». Benvenuti nell’UE è finanziata dall’Open Society di George Soros. (“Perché George Soros finanzia l’arriva degli immigrati in Italia”, money.it)



IL SOROSISMO È UN CANCRO PLANETARIO, MA…

Tom Luongo scrive.


Il Cavaliere Oscuro


George Soros ha effettuato questa trasformazione. Non che sia mai stato un eroe, sebbene pensi di esserlo.


È l’incarnazione dell’idea portata da John Barth, che “l’uomo non può sbagliare”.


Questa è una cosa che i bravi scrittori sanno bene: i cattivi non si considerano mai come tali. Nella propria mente, non possono sbagliare, quel che fanno è per il bene comune ed un mondo migliore. […]


A tutt’oggi, Soros non si considera ancora il cattivo. Ma lo è. Lo è sempre stato. Non per la sua insana devozione all’idea di una società aperta, ma per ciò che ha fatto in nome di questa ideologia.


Ha mandato in bancarotta diversi paesi, ha tratto profitto dalla loro scomparsa, messa peraltro in moto da lui stesso attraverso l’indebolimento delle istituzioni culturali del posto. Lo ha fatto con calcolata precisione e fredda determinazione.


Nel processo, ha distrutto decine, se non centinaia, di milioni di vite, tutto per asservire le masse e tenersi un potere illimitato per sé. […]


La Russia è stata la prima a stancarsi delle operazioni di regime change di Soros, cacciando la sua Open Society Foundation rea di essere un’operazione di quinta colonna. Più recentemente, il presidente ungherese Viktor Orban si è unito a Putin nella sua crociata, approvando una simile legge anti-ONG.


Orban ha fatto di Soros il fulcro della propria strategia di rielezione, cosa che ha funzionato a meraviglia.


E con la super maggioranza guadagnata dalla sua coalizione di Fidesz, ha approvato il disegno di legge “anti-Soros”, limitando severamente le attività delle ONG straniere e portando alla luce le fonti dei loro finanziamenti.


Ora la Polonia è l’ultimo paese a muoversi contro di lui. Ha infatti deportato in Ucraina Lyudmyla Kozlovska, uno dei principali organizzatori politici di Soros, senza nemmeno un “congedo”.


Kozlovska e la Open Dialogue Foundation stavano, come al solito, organizzando delle proteste contro il governo polacco. […]


Mi piace pensare dell’umanità quel che Churchill pensava degli americani. “Si può sempre contare che gli americani facciano la cosa giusta – dopo che hanno provato tutto il resto”.


Penso che l’umanità ne abbia avuto abbastanza di George Soros.


Il Sorosismo è Matrix, però quanti hanno il coraggio di prendere la pillola rossa per uscirne?



…MA IL VERO CANCRO PLANETARIO È IL CAPITALISMO TOTALITARIO, EVOLUTOSI DOPO IL 1989

George Soros è come un iceberg. Egli è – attualmente – il truce frontman della religione maligna e antidemocratica del Capitalismo Postmoderno e Mondialista.

Vediamo la sua faccia, ma ciò che emerge è solo un minima frazione del mostro occulto.

Non appena Dio si porterà via il Soros, stante la sua vetustà, ci saranno altri che prenderanno il suo posto, magari uno dei suoi figli, magari altri psicopatici locupletati.

Sicuramente non Mark Zuckerberg, ormai finito nel mirino del Sorosismo.

Ciò che dobbiamo combattere è la satanica teurgia del Capitalismo Totalitario, che si avvale della psicopolitica per convincere i servi di essere imprenditori di se stessi. 




CUI PRODEST?

A chi giova un mondo senza Cultura, senza Storia, senza Confini, senza Stati?

Perché pensatori post-borghesi come Toni Negri affermano che gli «Stati Nazionali sono cose tribali, cose barbariche», perché antropologi come Benedict Anderson dichiarano che le «Nazioni sono comunità immaginate»?

Raccontiamo quella che sembra una turpe favoletta:


Il mondo del futuro sarà fatto di Ipernomadi,  Infranomadi e Nomadi Virtuali (l’attuale ceto medio in decomposizione). Ovviamente, i Nomadi Virtuali diverranno presto Migranti (Infranomadi).

L’autosorveglianza diverrà la forma estrema della libertà e la paura di non essere conforme alle norme ne sarà il limite. La trasparenza diverrà un obbligo: chiunque non vorrà rendere noti le sue appartenenze, i suoi costumi, il suo stato di salute e il suo livello di formazione sarà sospettato a priori.


Non abbiamo generato noi questa cacotopica visione, ma il supermassone Jacques Attali, il Pigmalione di Bonaparte Macron, sempre incensato e osannato da L’Espresso e la Repubblica

Psicopolitica allo stato dell’arte.

Guarda caso, espressioni analoghe aveva utilizzato la ex presidenta della Camera Boldrini: «lo stile di vita dei migranti sarà uno stile di vita comune a molti di NOI» (intendendo VOI, poiché ella è membro – o membra – dell’autoreferenziale élite Globalista).

Dopo il crollo del Katéchon Sovietico, a partire dall’abbattimento del Muro di Berlino, il Capitalismo ha mostrato la sua vera, turpe e satanica faccia, diventando Capitalismo Totalitario o Neocapitalismo.

Il Neo capitalismo vuole abolire Costituzioni Antifasciste, Stati Nazionali, legislazioni sociali, per un semplice motivo.
I locupletati sono stanchi di spostare produzioni all’Estero.

Prendiamo un esempio: Pernigotti.

I proprietari del marchio hanno spostato tutta la produzione in Turchia.

Ma i parassiti locupletati vogliono un distopico Stato Unico Globale, ove, semplicemente mediante abolizione di confini, Stati Nazionali, Costituzioni e sindacati, si possano spostare e allocare enormi masse di schiavi da una parte all’altra del Pianeta, con un semplice schiocco di dita.

Ergo, i neocapitalisti bramano poter licenziare in massa gli operai in un luogo e caricare in qualche mercantile un pari numero di neoschiavi, magari Afroislamici o Sudamericani, a un terzo del salario precedente, per spostarli nelle fabbriche, senza spostare la fabbriche stesse. Che risparmio, che colpo di genio.

Se non combatteremo, fino alla loro distruzione, le Armate Maligne del Mercato, del Capitalismo Totalitario e i loro Catafratti Neoliberisti, per Noi e l’intiera Umanità non ci sarà futuro.

Siamo imprigionati nella distopica e satanica Weltanschauug del Capitalismo Totalitario di cui Hellraiser è la vera e sincretica allegoresi.

Ricordiamocelo.




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Sole Nero – Schwarze Sonne http://www.isoladiavalon.eu/sole-nero-schwarze-sonne/ http://www.isoladiavalon.eu/sole-nero-schwarze-sonne/#comments Sun, 18 Nov 2018 17:18:40 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=538 SOLE NERO – SCHWARZE SONNE. UPDATE 2018. Sole Nero: le tradizioni ermetiche ed alchemiche parlano dell’esistenza di due soli: uno nascosto, formato da oro alchemico e l’altro, quello materiale, di oro normale. Secondo il “Libro della Santa Trinità”, l’uomo sarebbe stato formato tramite il fuoco del Sole Nero. Le teorie di Eraclito al riguardo furono

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SOLE NERO – SCHWARZE SONNE.

UPDATE 2018.

Sole Nero: le tradizioni ermetiche ed alchemiche parlano dell’esistenza di due soli: uno nascosto, formato da oro alchemico e l’altro, quello materiale, di oro normale. Secondo il “Libro della Santa Trinità”, l’uomo sarebbe stato formato tramite il fuoco del Sole Nero.


Le teorie di Eraclito al riguardo furono essenziali per lo sviluppo della teoria di Filolao sul Sole o Fuoco Centrale.

È incredibile come già nel V secolo a.C. Filolao fosse arrivato ad una elaborazione non geocentrica dell’Universo, avendo intuito l’importanza marginale della Terra e del Sistema Solare che, secondo la sua ispirata visione, ruotavano attorno all’Hestia, il Sole Centrale Universale.

C’è un altro spunto astronomico interessante, il collegamento tra Sole Nero e la compagna oscura di Sirio (Sirio A è la stella più luminosa del firmamento ed uno degli astri più vicini al sistema solare, alla distanza di 8,6 anni luce). Sirio B, la compagna oscura, venne scoperta solo nel 1862, ma i Dogon, una popolazione africana del Mali, ne conoscevano l’esistenza da secoli addietro, forse perché erano entrati in contatto con gli extraterrestri provenienti dalla compagna oscura di Sirio A.


Secondo gli studi dei due antropologi Marcel Griaule e Germaine Dieterlen svolti nel 1931, poi rielaborati ed in parte manipolati dal libro “The Sirius Mystery” di Robert Temple, la stella Sirio, secondo la tradizione Dogon, ha una compagna chiamata Po-tolo (che significa qualcosa come granellino) identificabile con Sirio B, che è effettivamente una piccola stella (una nana bianca) compagna di Sirio, orbitante attorno alla primaria con un periodo di circa 60 anni.
Il mistero legato a Sirio B è dovuto al fatto che essa risulta invisibile ad occhio nudo, e appare strano pensare che essa fosse già conosciuta ai Dogon, non avendo essi alcun mezzo per poterla osservare. Così Temple risolve la contraddizione sostenendo che i
Dogon in passato siano entrati in contatto con una civiltà extraterrestre che avrebbe dato loro queste informazioni. A rafforzare questa tesi contribuisce la tradizione Dogon ove si parla della venuta di dèi anfibi sulle loro arche. (Wikipedia, voce Dogon)


simbolo_soleneroSOLE NERO E MISTICISMO NAZISTA

Il Sole Nero (Schwarze Sonne) esoterico ha notevole importanza nel Misticismo Nazista. Parrebbe che questo simbolo fosse già conosciuto nell’era delle Grandi Migrazioni, essendo stati rinvenuti alcuni fermagli femminili con tali caratteristiche. Goodrick-Clarke afferma, invece, che esso avrebbe origine medioevale e sarebbe la rappresentazione del movimento solare, con la ruota solare a dodici raggi che, a sua volta. deriverebbe dai dischi dei Merovingi, visualizzazione simbolica delle dodici stagioni e dei dodici segni zodiacali.

schwarze_sonneQuesto simbolo è presente nel mosaico posto al pianterreno della Torre Nord del Castello di Wewelsburg, la cui costruzione fu niziata nel 1603 in Nord Reno-Westfalia dal vescovo-principe di Paderborn Dietrich von Fürstenberg ed il cui nome deriva dal Cavaliere brigante Wewel von Büren.

Nel 1934, sotto la spinta dell’SS-Brigadeführer Karl Maria Wiligut, il Rasputin di Himmler, che sentiva presente in qual luogo un’enorme forza spirituale, Heinrich Himmler firmò un contratto di affitto del castello per 100 anni per la cifra simbolica di 100 marchi con il distretto di Paderborn.

Entrambi erano convinti che si trattasse del mitico castello della Westfalia che, secondo una leggenda, sarebbe stato l’unico a resistere all’assalto degli Slavi dell’Est e che da lì i Tedeschi sarebbero partiti per la vittoriosa riscossa finale.


WEWELSBURG

Wewelsburg è un nodo energetico particolarmente potente anche a causa della vicinanza al complesso megalitico di Externsteine nella Foresta di Teutoburgo. Ad Externsteine sorgeva l’Irminsul, il pilastro sacro che regge l’Universo e che collega il Cielo con la Terra, un simbolo pagano identico all’albero cosmico della mitologia norrena, l’Yggdrasil, poiché entrambi sono la raffigurazione della realtà che sta dietro l’apparente ed effimero mondo materiale.

Externsteine venne profanata con la distruzione dell’Irminsul da Carlo Magno, quando, nel 772 sconfisse i Sassoni e li costrinse a convertirsi al Cristianesimo.


Non bisognerà mai dimenticare ciò che successe a Verden nell’anno 782. (…) Là si era svolto il massacro. Quattromilacinquecento prigionieri sassoni  furono passati a fil di spada dai soldatacci cristiani di Carlo Magno.” (Jean Mabire, “Thule – Il Sole ritrovato degli Iperborei, Edizioni L’Età dell’Acquario).


Negli anni venti del secolo scorso lo storico tedesco Wilhelm Teudt ipotizzò credibilmente che l’Irminsul sorgesse proprio ad Externsteine. Aderendo al Partito Nazista nel 1933 propose di rendere sacro il luogo per la commemorazione degli antenati.


externsteine


Wiligut affermava, senza alcun fondamento storico, che l’Irminismo era la vera religione rivelata da Cristo, addirittura nel 12.500 A.C. e che la Bibbia sarebbe stata scritta in lingua germanica.


 VARO E ARMINIO

(“Varo rendimi le mie legioni!”, Augusto)

Il termine Irmin, in Alto Germanico Antico, indica Forza e Grandezza, elementi connaturati nel Pilastro Cosmico. Sempre nella Foresta di Teutoburgo si svolse la battaglia omonima tra i Romani condotti da Publio Quintilio Varo e un gruppo di tribù germaniche guidate da Arminius il capo dei Cherusci, il cui nome era la romanizzazione di Irmin.

Varo condusse tre intere legioni romane alla distruzione, essendosi fidato ciecamente dei consigli di Arminius o Arminio, che egli considerava un fido alleato. Addentratosi nel fitto della Foresta di Teutoburgo, che i Romani non conoscevano affatto, si cacciò nella trappola ordita dai germanici, portando i suoi ventimila legionari all’annientamento al termine di tre giorni di accaniti combattimenti, resi vulnerabili da un campo di battaglia, tra fitta foresta e paludi, del tutto inadatto alle tattiche di guerra che avevano reso i Romani invincibili. Varo, l’ultimo giorno, si suicidò pur di non cadere vivo nelle mani dei barbari.

La crisi aperta dalla disfatta obbligò Augusto a mandare tutte le truppe disponibili al comando di Tiberio Cesare per tamponare la falla apertasi ai confini settentrionali dell’Impero. Solo sei anni dopo Gaio Giulio Cesare Claudiano, detto Germanico, il figlio adottivo di Tiberio, riuscì a recuperare due dei tre labari della legioni massacrate e a raggiungere il campo di battaglia. Lì vide che, “nel mezzo del campo biancheggiavano le ossa ammucchiate e disperse… sparsi intorno… sui tronchi degli alberi erano conficcati teschi umani. Nei vicini boschi sacri si vedevano altari su cui i Germani avevano sacrificato i tribuni ed i principali centurioni…” (Cornelio Tacito, Annales).

scudo_teutonicoIn ogni caso la vittoria di Arminio aveva dato i suoi frutti: l’esercito romano non varcò più il Reno, nel timore di una nuova disfatta ed anche questa vittoria germanica era ben presente nella mente di Himmler e Wiligut quando scelsero Wewelsburg come il luogo adatto per “… innalzare il livello spirituale dell’elite del Reich, i futuri arconti che dal castello di Wewelsburg avrebbero dispensato la saggezza germanica risvegliata.” (Miguel Serrano, cfr. articolo Vitriolum).


L’ORDINE DEI CAVALIERI TEUTONICI

Il luogo era simbolico per un altro motivo storico. L’Ordine dei Cavalieri Teutonici, all’inizio del XIII secolo, aveva iniziato una lenta ma costante espansione verso i territori “pagani” ed i Cristiani ortodossi dell’Est.

Fino al 1242, quando lo Stato Monastico dei Cavalieri Teutonici subì una paurosa disfatta ad opera di Aleksandr Nevskij. Gli invincibili cavalieri corazzati germanici vennero battuti da una compagine di pescatori e contadini comandati dal Principe Nevskij, e costretti alla ritirata sul lago dei Ciudi. La superficie sottile di ghiaccio cedette sotto il peso della cavalleria pesantemente corazzata, trascinando nei suoi freddi gorghi i sogni dell’espansione germanica verso Est, il Lebensraum, concetto che sarebbe stato ripreso nel “Mein Kampf” di Hitler e che avrebbe portato all’Operazione Barbarossa, l’attacco all’Unione Sovietica destinato a vendicare, nelle intenzioni del Führer, l’umiliante sconfitta patita dai Cavalieri Teutonici.


 IL CASTELLO DI WEWELSBURG

E’ ignoto se il famoso mosaico dello Schwarze Sonne, situato nella sala a pianterreno della Torre Nord che venne denominata la “Sala degli Obergruppenführer” (Obergruppenführersaal), fosse già presente quando Himmler acquisì il Castello o se sia stato semplicemente restaurato.


wewelsburg_pianta


La Torre Nord era posta al centro della “freccia” o “lancia”, forma in cui è costruito il corpo principale del castello, ed è espressione simbolica della Lancia di Longino, uno dei tanti reperti mistico-esoterici su cui mise le mani Himmler.

La freccia punta verso Est, il “Lebensraum” fin dai tempi dei Cavalieri Teutonici.

Rappresentava, in ultima istanza, l’onphalos, l’ombelico del Nuovo Mondo e della Weltanschauung propugnati da Adolf Hitler.

Taluno attribuisce la creazione del simbolo ad Himmler stesso, che sarebbe partito da un vecchio simbolo ariano. Due sarebbero stati i sieg.jpgriferimenti che avrebbe avuto in mente: la Tavola Rotonda, simbolo anch’esso di natura esoterica e la Svastica, i cui bracci (che rappresentano la runa Sieg -Vittoria- mentre la doppia Sieg è l’emblema delle SS le SchutzStaffel, i Corpi di Protezione) vengono moltiplicati per 3, numero magico ed esoterico par excellence, dando luogo al 12, il numero della Rinascita Iniziatica.

Comunque, noi dubitiamo fortemente e fondatamente che Himmler, con la sue ridotte conoscenze storiche ed esoteriche, abbia generato il disegno dello Schwarze Sonne a Wewelsburg (che sarebbe, se così fosse, attribuibile sicuramente a Wiligut).

ruote_solari.

Il mosaico era quasi sicuramente preesistente. Tante sono le fibule di fattura alemanna o franca, dal III al VII secolo d.C. raffiguranti ruote solari. D’altro canto la cosa non riveste grande importanza, in considerazione dell’identico significato mistico ed esoterico rivestito dal simbolo del Sole Nero.

Circa 13.000 anni fa, epoca in cui furono costruite le Piramidi di Giza secondo la datazione reale di Bauval ed Hancock, terminò l’Età dell’Oro, quando la Luce Vera del Sole Nero, lo Schwarze Sonne , il Sole Centrale, il Sole Galattico, cessò di illuminare le coscienze superiori.

schwarze_sonne.jpg


LA SOCIETÀ DEL SOLE NERO

La nostalgia per l’Epoca dell’Oro è sopravvissuta per migliaia di anni.

I nazisti ne rimasero conquistati. Tanto che Himmler fondò la segretissima Società del Sole Nero (Schwarze Sonne), una setta esoterica con credenze mistico-alchemiche facenti riferimento, appunto al Sole Nero.

Ma la società fondata da Himmler utilizzò tecniche sapienziali massonico contro-iniziatiche poiché cercava di recuperare il potere occulto dei rituali runici, cioè la possibilità di trasmutare la bruta materia in una forza occulta superiore, ma inerente il quarto livello dimensionale, il più infimo.

Peter Moon, nel suo libro “Schwarze Sonne” afferma l’unicità tra il simbolo della svastica ed il simbolo del sole Nero, espressioni della mitica Thule e di un’arcaica conoscenza.

Ovviamente,Himmler non poteva desiderare l’elevazione spirituale dei suoi adepti, Ciò che voleva era solo un potere conoscitivo che desse la Supremazia Mondiale al Terzo Reich.

Pertanto indirizzò le sue pulsioni esoteriche verso le Forze di Puro Male.


LA SALA DEGLI OBERGRUPPENFUHRER

Nel castello di Wewelsburg acquistato da Himmler per forgiare gli arconti del Terzo Reich, nella sala degli Obergruppenführer è raffigurato, come abbiamo visto, il sole centrale galattico, lo Schwarze Sonne.

Le pratiche iniziatiche erano, ovviamente, maligne. Dall’uso di acqua distillata, opprtunamente “potentizzata” da gocce di sangue di Adolf Hitler (secondo una tecnica di Rudolf Steiner), al fine di raggiungere una “mistica unione con la natura”, alla “cerimonia dell’aria soffocante”, dove gli iniziati venivano avvolti dalle spire del fumo provocato dal fuoco di una bandiera di quelle battezzate da Hitler stesso (cioè toccate dalla bandiera intrisa di sangue dei martiri del fallito putsch di Monaco del 1923).


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E’ ovvio che tali tecniche erano utili a schiavizzare ed obnubilare la coscienza degli iniziati (cfr. su tali cerimonie, Marco Dolcetta, “Nazionalsocialismo Esoterico”, Castelvecchi Ed.).


LA SIMBOLOGIA LEGATA AL NUMERO 12

L’Appeso, la lama XII dei Tarocchi, raffigura l’iniziazione attraverso il12-Pendu.jpg sacrificio e simboleggia chi, con il sacrificio ha redento sè e gli altri, come Cristo, Odino, Attys, Mitra. E questo ulteriore significato non poteva sfuggire ad Himmler che aveva nel suo entourage anche Oswald Wirth, noto esoterista e cartomante, che nel 1927 scrisse un manuale ove riassumeva la chiave interpretativa assegnata a ciascuna lama dai membri dell’ordine occulto a cui egli apparteneva: i Rosa+Croce.

Il riferimento all’Odinismo, una branca dell’Etenismo ed insieme al Wotanismo e all’Irminismo di cui abbiamo accenntato brevemente supra è ancora più chiaro considerando che il Paganesimo Germanico era tornato a nuova vita grazie al movimento romantico Sturm und Drang. Tutto questo fermento mistico-religioso non poteva non attirare l’animo di Himmler, galvanizzato dal Misticismo Neo Pagano, dal revival dei Cavalieri Teutonici e dalla forti personalità Sassoni del Medio Evo tedesco, tanto da credersi la reincarnazione di Enrico I l’Uccellatore, di cui riempì il castello di statue e raffigurazioni.

E’ da notare l’immagine della Crocifissione di Odino, identica alla lama dell’Appeso dei Taracchi, ennesima dimostrazione della potente simbologia legata, nel mondo esoterico, al numero 12.


la_crocifissione_di_odino.jpg


HIMMLER E IL NUMERO 12

Himmler era letteralmente ossessionato dal numero 12, dalla sua importanza esoterica, mistica e numerologica, come è dimostrato dal fatto che impose la formazione di 12 divisioni Waffen SS, le SS combattenti, e che 12 fossero gli Obergruppenführer, gli Apostoli neri di un Profeta nero, lui stesso, ai diretti ordini del Messia del Male: Adolf Hitler. 12 sono le costellazioni, 12 i segni zodiacali, 12 i capitoli dell’epopea di Gilgamesh, 12 i mesi dell’anno, 12 gli Dei dell’Olimpo, 12 i Cavalieri della Tavola Rotonda… è infinita la simbologia legata al numero 12.

In un libro di Walther Blachetta, “Das Buch der deutschen Sinnzeichen”, ripubblicato nel 1941, si evidenziava come il numero 12 rappresentasse il raggiungimento della perfezione, la completezza.

Come la Terra ruota attorno al sole, così il Sole ruota attorno al Centro della Galassia ove risiede il Sole Nero. L’anno cosmico, il periodo di tempo per una completa rotazione del Sole attorno al Sole Nero, si compie in 25.860 anni, il mese cosmico dura 2.155 anni (un dodicesimo dell’anno cosmico) e, per la precessione degli equinozi, varia la costellazione in cui sorge il Sole nell’equinozio di primavera. Attualmente sorge in corrispondenza dell’Acquario (Era dell’Acquario).

Germanico (cfr. supra) identifica la costellazione dell’Acquario con Deucalione, uno dei pochi uomini salvatisi dal Diluvio Universale e figlio di Prometeo, il Titano che rubò il fuoco a Zeus e che, per il furto, venne incatenato da Zeus sulla cime del massiccio dell’Elbrus (cfr. infra) e condannato a vedersi divorato ogni giorno il proprio fegato dall’aquila di Zeus, fegato che ricresceva di notte.

E’ da considerare il legame tra il pianeta Mallona o Marduk, Prometeo per i Romani, il pianeta da cui proverrebbero gli Ariani (cfr., al riguardo, l’articolo Vril) ed il Caucaso, ove è posto l’Elbrus e sito ove si sarebbe arenata l’Arca di Noè (Monte Ararat).

Tra le tante ossessioni mistiche del Reichsführer va ricordato, altresì, il mito arturiano, al punto che fece porre, proprio nella famosa Sala degli Oberguppenführer, un’enorme Tavola Rotonda con 12 sedie ove riuniva i suoi Nuovi Cavalieri Teutonici.

All’interno del complesso di Wewelsburg erano state allestite 12 stanze sempre a disposizione per i dodici cavalieri di Himmler.


VON LIEBENFELS

L’idea della nuova ricerca del Sacro Graal venne ripresa in questi luoghi, facendo però riferimento alle ricerche di Jörg Lanz von Liebenfels che, sulla rivista Ostara, tanto amata dal Führer, riavvicinò il significato del Sacro Calice a quello di sang real, il sangue reale che scorrerebbe solo nella pura razza ariana, la cui purezza sarebbe stata ritrovata eliminando le contaminazioni e la commistione con razza inferiori, ridonando agli adepti l’energia del Vril. Ovviamente la razza ariana, per Von Liebenfels, era il popolo germanico.

E’ da notare che il simbolo dell’Ordo Novi Templi, fondato da Von Liebenfels nel 1907, fosse il Sole Nero.

La dottrina del Sole Nero proviene dall’Impero Accadico di Sargon il Grande, lo stesso Sargon che sarebbe divenuto poi il Re Scorpione egiziano, l’apportatore della scrittura e della civiltà, associato alla divinità Thot. Questa dottrina crede nei due soli, quello bianco, al centro del sistema solare, e quello mistico, dell’illuminazione spirituale, il Sole Nero posto al centro della Galassia. In una visione successiva, il Sole Nero viene accomunato a Thule, l’origine celeste della Razza Ariana, la vera, che non coincide con quella germanica e che non è ovviamente  una diversa stirpe o razza perché esiste solo nel cuore dei puri.

Ad Himmler e alla sua cerchia premeva, invece, di provare inequivocabilmente, l’equivalenza tra Razza Ariana e razza germanica che loro consideravano la vera razza eletta.


L’ AHNENERBE E LE ALTRE OSSESSIONI MISTICHE DI HIMMLER

Come conseguenza di ciò, Himmler costituì, insieme a Wirth e Walter Darrè, l’Ahnenerbe, “Società ahnenerbe.jpgdi ricerca ed insegnamento dell’eredità ancestrale”, la cui missione principale era la ricerca riguardante la storia antropologica della razza germanica.

“L’incarico di coordinare le ricerche alla fondazione delle Ahnenerbe venne conferito da Himmler direttamente a Herman Wirth (1885-1981), poeta e letterato amburghese che, appassionato della cultura nordica riprese la tradizione dell’Edda, reinterpretandola in chiave nazionalsocialista, e si interessò allo studio e all’interpretazione delle rune. Wirth, sotto indicazione di Himmler, che voleva aprire le Ahnenerbe alla magia operativa accentuandone il carattere di vera e propria setta iniziatica, fu affiancato dall’austriaco mago e astrologo Karl Maria Wiligut, in arte Weisthor, che si dedicava principalmente alla pura divinazione e alla magia nera. Egli era in contatto con la Loggia del Vril a Berlino e con Aleister Crowley a Londra” (Marco Dolcetta, “Nazionalsocialismo Esoterico”, Castelvecchi Editore).

Il castello di Wewelsburg divenne, pertanto, centro esoterico e di iniziazione, oltreché il più importante SS-Ordensburg, per l’ addestramento della futura elìte hitleriana, le SS.

I componenti ufficiali della “Tavola Rotonda di Wewelsburg” erano i seguenti:

  • Heinrich Himmler – Reichsfürer

  • Manfred von Knobelsdorff – Comandante

  • Siegfried Taubert – Comandante

  • Karl Elstermann von Elster Stabsführer – sostituito da Paul Hübner

  • Walter Muller – Hauptsturmführer

  • Josef Schneid – Hauptsturmführer

  • Walter Franzius – Architetto

  • Karl Lasch

  • Dr. Hans Peter de Courdes

  • Dr. Bernhard Frank – Commandante SS del complesso dell’Obersalzberg

  • Dr. Heinrich Hagel (Fisico) – Obersturmbannführer

  • Wilhelm Jordan

  • Elfriede Wippermann.

Uno dei membri eminenti del Gruppo che (solo) apparentemente non partecipò mai ufficialmente alle riunioni a Wewelsburg fu l’Obergruppenfürer Hans Friedrich Karl Franz Kammler, il vero responsabile dello sviluppo delle armi segrete hitleriane dalle conosciute V-2 alle Vril ed alle Haunebu, gli UFO di Hitler.


SCHWARZE SONNE

Elemento centrale nell’opera di iniziazione degli arcontiSS era la consapevolezza che il vero significato del simbolo delle SS non fosse SchutzStaffel ma Schwarze Sonne.

Fin dall’inizio,


Himmler fu incaricato delle organizzazione delle S.S. non come corpo di polizia, ma come un vero ordine religioso, gerarchicamente organizzato, di frati laici sotttoposti ai superiori. Nella alte sfere si trovano i responsabili consapevoli di un Ordine Nero, la cui esistenza del resto non fu mai riconosciuta dal governo nazionalsoscialista. Anche in seno al partito si parlava di quelli che erano ‘nel gruppo del cerchio interno, ma non fu mai data una designazione legale. Sembra certo chela dottrina, mai pienamente enunciata, avesse come base la credenza assoluta in poteriche oltrepassano i poteri umani comuni. Nelle religioni di distingue la teologia, considerata come una scienza della mistica, intuitiva e incomunicabile. (…) L’Ordine Nero è l’aspetto mistico della religione dei Signori di Thule.(Louis Pawels e Jacques Bergier, “Il Mattino dei Maghi”, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1963)


SONNENMENSCH

Ad Externsteine c’è una tomba scavata nella roccia che veniva utilizzata dagli iniziati SS di Wewelsburg nel tentativo di trasmutarsi nell’ Uomo Millenario, attraverso la morte mistica.

Si rimaneva per una una notte intera dentro la tomba, come morti, recitando un mantra e visualizzando nella mente la runa Sieg, fino ad arrivare ad uno stato di estasi trascendentale.


externsteine


Secondo Miguel Serrano si trattava di “un procedimento magico-alchemico che avrebbe dovuto innalzare il livello spirituale dell’elite del Reich, i futuri arconti che dal castello di Wewelsburg avrebbero dispensato la saggezza germanica risvegliata.”

Afferma ancora, “L’obiettivo era di creare il Sonnenmensch, tramutare l’uomo in Superuomo, l’Uomo Eterno, e ci riuscirono, eccome. Questa è gente immortale, sono i Morti viventi, sono passati attraverso la morte mistica.”

Il propugnatore dell’Hitler-Avatar, dell’Hitler-Messia, sostiene inoltre che, “il suo dramma centrale (della Nuova Religione) è l’ apparizione su questa terra della Persona di Adolf Hitler, l’ ultimo Avatar che giunse per produrre questa enorme tempesta o catastrofe con l’ obiettivo di risvegliare tutti coloro che ancora dormono e annunziare la Nuova Era che verrà dopo il Diluvio. Ecco la ragione per la quale abbiamo iniziato a contare l’ inizio della Nuova Era dopo la nascita di Hitler. Ora siamo nell’ anno 105.” (intervista a Marco Dolcetta, 1994)


La vera S.S. di formazione ‘iniziatica’ si pone (…) al di là del bene e del male. ‘L’organizzazione di Himmler non conta sull’aiuto fanatico si sadici che cerano la voluttà dell’assassinio: essa conta su uomini nuovi’. (…) Il mondo è una materiada trasformare perché se ne sprigioni un’energia concentrata da maghi, un’energia psichica capace di attirare le Potenze del Difuori, i SUperiori Sconosciuti, i Signori del Cosmo. L’attività dell’Ordine Nero non risponde ad una necessità politica o militare: essa risponde ad una necessità magica. I campi di concentramento procedono dalla magia imitativa: sono un atto simbolico, un modello. Tutti i popoli saranno sradicati, cambiati in un’immensa popolazione nomade, in materia bruta su cui sarà lecito agire, e da cui spunterà il fiore: l’uomo a contatto con gli dei. E’ il modello vuoto del pianeta divenuto campo dei lavori magici dell’Ordine Nero. (Louis Pawels e Jacques Bergier, op. cit.)


HIMMLER E LA STREGONERIA

All’interno del Castello  di Wewelsburg erano stati raccolti qualcosa come dodicimila testi di streghe al rogovarie tematiche.

Inoltre, Himmler fece raccogliere in giro per l’Europa occupata, dalle SS un numero incredibile di testi sulla stregoneria, circa 140.000.

Era rimasto suggestionato dalle storie che giravano attorno al Castello, secondo le quali, nel XVII secolo migliaia di presunte streghe erano state ivi torturate e bruciate vive per ordine della Santa Inquisizione.

Affermò che “la caccia alle streghe era costata ai Tedeschi centinaia di migliaia di madri e donne crudelmente torturate e condannate a morte”.

Per lui quella della caccia alle streghe condotta dall’Inquisizione della Chiesa di Roma fu un vero e proprio olocausto, infatti alcuni autorevoli autori parlano di un totale di circa 12 milioni di processi per stregoneria con 9 milioni di condanne a morte. Di queste, l’80% riguardò donne.

Rafforzò, al fine di riabilitare la figura e la memoria delle streghe, il SS Amt VII, la sezione che si occupava di Chiese e massoneria. Reinhard Heydrich, il capo dell’RHSA, riferì ad Himmler di aver scoperto il caso di una donna tedesca, tale Margareth Himbler, bruciata per stregoneria. Himmler rimase letteralmente sconvolto dalla somiglianza dei cognomi, tanto da spingerlo sempre più avanti nel recupero della verità storica sulle streghe.


L’AFFAIRE BLOMBERG-FRITSCH

Walter Schellenberg, uno dei capi del Reichssicherheitshauptamt (RSHA) ne “Le momorie di Schellenberg” (Longanesi Editore) afferma che,

in occasione del caso von Fritsch ebbi modo di assistere a una delle tante strane pratiche mistiche di Himmler. Egli radunò nella sala accanto a quella in cui si svolgeva l’interrogatorio del generale (von Fritsch) dodici fedeli ufficiali delle SS, ordinò loro di concentrare la propria mente su von Fritsch per condizionarlo e spingerlo a dire la verità. Rimasi inpietrito quando, entrato casualmente, mi trovai davanti ai dodici ufficiali seduti in circolo e profondamente immersi in profonda meditazione.

Risulta indispensabile precisare brevemente i contorni dell’affaire Blomberg-Fritsch. All’inizio del 1938 Ministro della Guerra era Werner von Blomberg, mentre Comandante in Capo della Wermacht era il gentiluomoVon_Fritsch.jpg Werner von Fritsch. Entrambi appartenevano all’aristocrazia guerriera degli Junker prussiani, incorruttibili e dal profondo senso dello Stato ereditato dalla Germania guglielmina.

Perciò, erano invisi ad Himmler e Göring. Il generale Von Blomberg, proprio all’inizio del 1938, aveva lasciato la moglie per sposare una giovane attivista SS, con un testimone delle nozze d’eccellenza: Adolf Hitler. Appena pochi giorni dopo si diffuse la notizia che la donna era una ex prostituta.

Hitler mise il vecchio generale di fronte ad un aut aut: ripudiare la novella sposa o dimettersi. L’anziano ministro preferì dimettersi. Sembra che la trappola amorosa fosse stata ordita fin dall’inizio dalle SS, ma non vi è alcuna prova certa. E’ certo, comunque, che l’occasione venne subito sfruttata per arrivare alle dimissioni di von Blomberg.

Nel caso di Von Fritsch la trappola, invece, era stata accuratamente preparata. Venne fatto in modo che un informatore della polizia propalasse la notizia che il Generale Von Fritsch era omosessuale, al fine di montare un nuovo scandalo. Von Fritsch, per non macchiare l’istituzione militare di cotale onta, pur essendo innocente, si dimise. Si scoprì successivamente che il Von Fritsch omosessuale era un capitano omonimo dell’ex Capo della Wehrmacht, fatto di cui Himmler era perfettamente a conoscenza.

Agli occhi degli spregiudicati gerarchi nazisti la verità non contò mai alcunché. Si volevano le dimissioni di Von Fritsch e ciò era stato ottenuto. Ogni altra considerazione etica era risibile nell’entourage hitleriano.

Hitler aveva assommato a sè anche la carica di Ministro della Guerra, mentre al comando delle Forze Armate era stato nominato il ben più docile Walther von Brauchitsch.

Tale era il rispetto che Hitler ed i suoi accoliti nutrivano per i gloriosi Generali Tedeschi!


ADOLF HITLER

Una certa storiografia, di matrice stalinista, prendendo come spunto tali comportamenti spregiudicati, afferma che Hitler fosse un paranoico incolto e pazzo.

Niente di più falso. Hitler aveva letto Nietzsche e Schopenauer. Egli primeggia nel gruppo di Rosenberg, Hess, Himmler, Frank perché possiede due caratteristiche che possono anche prescindere dalla cultura esoterica. È un oratore efficacissimo e un abile organizzatore” (Giorgio Galli).

Agitato da forze oscure e tenebrose, demoniache, sicuramente, ma non stupido ed incolto, come si converrebbe, da molte parti, far credere.

Sottovalutare o misconoscere questo elemento significa sovvertire la verità storica, rendendo incomprensibile come Hitler sia riuscito a  sedurre il popolo tedesco e milioni di persone in altri Paesi. E’, peraltro, un modus operandi tipico di una cultura che ha giustificato a suo tempo (salvo rinnegare e smentire il tutto a posteriori) un regime, quello bolscevico-stalinista, che direttamente ha provocato in tutto il mondo almeno cento milioni di morti ed indirettamente fino a cinque volte tanto, generando infine la reazione di massa che ha determinato la sua scomparsa dalla realpolitik mondiale.

E’, d’altro canto, la stessa cultura politica che si referenzia di estrazione “progressista” e che adesso sproloquia vantando i pregi della “democrazia  decisionista”, come se questo concetto non fosse quello che è in realtà, un ossimoro.

Dimenticano, o fingono di dimenticare, codesti sicofanti di regime e giornalisti prezzolati che in tante Nazioni chiosano di “democrazia” e tanto si esaltano per i loro rispettivi capi quando quest’ultimi proclamano che “la gente è con noi”, il fatto che Adolf Hitler avesse utilizzato proprio la democrazia parlamentare ed il consenso popolare per conquistare, il 30 gennaio 1933, la carica di Cancelliere del Reich.


 L’ANELLO DELL’ONORE

anello totenkopfChe Himmler vedesse l’arruolamento nelle SS come un’affiliazione ed una via iniziatica è dimostrato, ancora, da una sua decisione.

Nel 1934 decise di istituire il SS-Ehrenring, l’Anello dell’Onore delle SS, chiamato comunemente Totenkopfring der SS, un anello da assegnare agli ufficiali più fedeli della Vieille Garde, ma negli ultimi anni della Guerra lo possedevano tutti gli Ufficiali dello Stato Maggiore delle SS-Allgemeine e gli uomini delle Waffen-SS e della Gestapo, purché avessero uno stato matricolare eccellente.

Un anello unico per un corpo unico, quello delle SS, che aveva ranghi ed insegne diverse da quelli della Wehrmacht e che aveva come motto “Meine Ehre heißt Treue (Il mio Onore è la mia Lealtà)”.

Ecco ciò che Himmler stesso scrisse al riguardo: “Vi assegno l’anello delle SS. L’anello simbolizza la nostra lealtà al Führer, la nostra illimitata obbedienza e la nostra fratellanza ai camerati. La testa di morto ci ricorda che potremmo essere chiamti in qualsiasi momento a dare le nostre vite persvastica.gif il popolo germanico. Le rune diametralmente opposte al simbolo della morte sono i simboli dal nostro passato e della prosperità che ristabiliremo con il nazionalsocialismo. Le due rune sieg corrispondono al nome delle ss. La svastica e la runa Hagall rappresentano la nostra fede incrollabile nella vittoria finale. (…) Portate l’anello con onore! 

Gli anelli erano forgiati in argento e lavorati totalmente a mano dalla Otto Gahr di Monaco. Al loro interno veniva inciso il nome dell’Ufficiale meritevole dell’assegnazione, la data e l’abbreviazione Slb.Seinem Lieben” (“Il Nostro Caro”). La consegna avveniva in una cerimonia presenziata quasi sempre da Himmler.

Il disegno originale era del solito Karl Maria Wiligut (che aveva, tra l’altro, svariati pseudonimi, Weisthor, Jarl Widar, Lobesam e Karl Maria Weisthor).

Il Reichsfürer Himmler pretendeva la restituzione di tutti gli anelli appartenenti ai caduti in battaglia, anelli che dovevano essere restituiti all’SS-Personalhauptmat per essere posti in un Reliquiario a Wewelsburg, a perenne memoria.

Verso la fine della Guerra, nel reliquiario erano presenti circa 11.000 anelli dei caduti delle SS sui circa 14.500 assegnati. Per non farli finire nelle mani del nemico avanzante, Himmler ordinò che venissero posti in una caverna all’interno di una montagna nei dintorni di Paderborn il cui ingresso venne sigillato con cariche di dinamite.

Non sembra che, a tutt’oggi siano mai stati ritrovati, mentre i pochi ancora in circolazione, trattandosi di pezzi unici, hanno un valore che, per alcuni degli ufficiali più conosciuti (o famigerati), possono raggiungere i 50.000 euro.


I RITI INIZIATICI

I desiderata di una crescita iniziatica degli accoliti SS vennero presto disattesi dallo scoppio della II Guerra Mondiale.

Da allora in poi, l’impegno di Reichsheini (come era soprannominato), si concentrò sull’Endlõsung der Judenfrage, la Soluzione Finale del problema ebraico. In altre parole il folle genocidio di milioni di Ebrei e di appartenenti ad altre etnie. Altro compito era quello di organizzare la massa-lavoro (gli schiavi) formata dagli Ebrei atti al lavoro, i prigionieri di guerra Russi, gli uomini rastrellati nei Paesi occupati, per la produzione bellica nazista.

Vi era poi la necessità di impegnare gli uomini e i mezzi migliori contro i Russi nell’infausto attacco del 22 giugno 1941, verso quel Fronte, il Fronte Orientale, che si sarebbe presto trasformato nel peggiore incubo dei soldati della Wermacht.

Ma le azioni di guerra non impedirono ad Himmler di progettare strane missioni.


[Nell’autunno del 1942] tre alpinisti SS si arrampicarono sulla cima dell’Elbrus, montagna sacra degli Ariani, cima magica della  setta degli “Amici di Lucifero”. Essi piantarono la bandiera con la svastica, benedetta secondo il rito dell’Ordine Nero. La benedizione della bandiera sulla cima dell’Elbrus doveva segnare l’inizio della nuova era. (Louis Pauwels e Jacques Bergier, “Il mattino dei maghi”).


ALBERT SPEER

Speer ricorda sulla faccenda che,


Giunse la notizia che un reparto di truppe alpine tedesche aveva conquistato, piantandovi la bandiera di guerra germanica, la vetta dell’Elbrus. Impresa inutile e certo di scarso rilevo, da giudicarsi soltanto come frutto dell’entusiasmo di un manipolo di scalatori. Ma mi è accaduto spesso di vedere Hitler furibondo; mai, però, come in quell’occasione. Strepitò per ore, come se tutti i suoi piani di battaglia fossero stati rovinati da quell’impresa. Ancora molti giorni dopo lo si sentiva lanciare maledizioni contro quegli “alpinisti pazzi” che “meritavano la corte marziale”. Quegli sciagurati, diceva, si lasciano trascinare dalle loro sciocche vanità e vanno alla conquista di una stupida montagna, nonostante che egli avesse ordinato che tutti gli sforzi fossero concentrati su Sukumi. Ecco una prova lampante di come si eseguivano i suoi ordini. (Giorgio Galli, “Hitler e il Nazismo Magico”).


elbrus


Il tutto appare un rito magico-esoterico, ma la reazione isterica del Führer fa pensare che o i tempi o le modalità fossero sbagliate e che egli temesse un esito nefasto da quel rito malfatto. Quel che è certo è che quella dell’Elbrus rappresentò la punta più avanzata dell’avanzata nazista. Da quel momento in poi sarebbe iniziata una lenta ma costante ritirata che avrebbe portato l’Armata Rossa alla conquista di Berlino.

L’importanza nell’ambito del Nazismo esoterico del Caucaso è rafforzata dal seguente passo, sempre  tratto da “Hitler e il Nazismo Magico” di Giorgio Galli:


Secondo una leggenda tibetana, trenta o quaranta secoli fa esisteva nel Gobi un’altra civiltà. In seguito a una catastrofe, forse atomica, il Gobi fu trasformato in un deserto e gli scampati emigrarono, alcuni verso la punta Nord dell’Europa, altri verso il Caucaso. Il dio Thor delle leggende nordiche sarebbe stato uno degli eroi di questa migrazione [che] componevano la razza fondamentale dell’umanità, il ceppo ariano. Dopo il cataclisma, i maestri dell’alta civiltà, i detentori della conoscenza, si installarono in un immenso sistema di caverne sotto la catena dell’Himalaya. Nel cuore di queste caverne si scissero in due gruppi, seguendo l’uno “la via della mano destra”, l’altro “la via della mano sinistra”. La prima via avrebbe avuto il suo centro ad Agharti, città nascosta del bene, tempio della non partecipazione al mondo. La seconda sarebbe passata per Shambahlah, città della violenza e della potenza, le cui forze comandano agli elementi, alle masse umane e affrettano l’arrivo dell’umanità alla cerniera dei tempi. Ai maghi condottieri di popoli sarebbe stato possibile fare un patto con Shambahlah.


Sul finire della guerra, Himmler ordinò la distruzione del suo castello allo stesso ufficiale delle SS, l’SS-Sturmbannführer Heinz Macher, a cui era stata ordinato l’occultamento degli anelli, distruzione che avvenne il 31 marzo 1945. Le SS avevano ormai solo mine anticarro e perciò poche parti del Castello vennero distrutte, anche se l’incendio successivo provocò più vasti danni. “Ma in questo particola­re castello-museo, qualcosa di più inquietante è rimasto: il Valhalla, il sotterraneo voluto dallo stesso Himmler. Dodi­ci piedistalli su cui stavano ritte dodici SS. Lo stesso numero, magico, è quello dei dodici iniziati seduti al piano di sopra. Dodici mesi, dodici discepoli, dodici ufficiali ­comandanti a Wewelsburg. E uno, l’unico non in divisa militare: Hielscher(Marco Dolcetta, op. cit.).

sotterraneo Wewelsburg


VALHALLA

Nella Torre Nord, sotto la Obergruppenführersaal, c’è una sala chiamata Valhalla, ove venivano compiute le tecniche di meditazione studiate da Wiligut per realizzare la comunione e la commistione con la natura e con la vis germanica.

Ivi, i Cavalieri sedevano sui sedili e iniziavano a concentrarsi, come narra Schellenberg (cfr. supra), visualizzando e pronunciando all’infinito i nomi di alcune rune, in particolare la Sieg.

Questa giaculatoria, a causa del particolare effetto eco provocato dalla struttura della sala, con le quattro cavità della svastica posta sul soffitto del Valhalla che amplificano e ripetono ossessivamente i suoni, generava una risonanza quasi praeternaturale. Un effetto che si ripeteva all’infinito, trascinando gli uomini all’interno della sala in uno stato di trance profonda.

La meccanica è identica nella ritualità religiosa. Preghiere ripetute all’infinito per abbassare le difese della coscienza e penetrare nell’anima degli individui per poterli controllare.

Nel regime nazista la tecnica propagandistica della ossessiva ripetizione era massicciamente utilizzata per controllare la mente degli individui e bloccare totalmente la razionalità ed il giudizio, un sistema usato ancora più prepotentemente dagli attuali mass media, per azzerare la capacità critica dei fruitori di contenuti.


adunata


Sempre Marco Dolcetta (op. cit.), afferma che, “dai documenti segreti di cui si è in possesso si attesta che nel Valhalla, in questa stanza sotterranea nella biblioteca del museo, avveniva una cerimonia, in particolare «La Prima Cerimonia dell’aria soffocante». Qui dodici militari sull’attenti davano fuoco, a ogni cambio di stagione, a una bandiera (molto probabilmente una delle bandiere che Hitler battezzava simbolicamente con il sangue), unita a quella dei primi morti del Nazionalsocialismo. Il battesimo delle bandiere era un rito di unione con il sangue collettivo: tutti partecipavano. Qui, secondo un vecchio rito taoista, i dodici militari e i dodici segreti che stavano al piano di sopra, leggevano, vaticinando il futuro, le volute di fumo che passava attraverso la grata forma di svastica del soffitto del sotterraneo. Qui si sedevano i dodici iniziati: Himmler, Hieschler, Taubert, Weisthor, Wirth, e altri”.

ss.jpg


LA FINE

L’ultima notazione: “der treue Heinrich”, il fedele Heinrich, come Hitler chiamava il Capo delle SS, tradì, negli ultimi giorni di guerra, il suo padrone, tentando, inutilmente, una pace separata con gli Alleati.

E’ ironico che proprio l’ultimo atto del capo della polizia hitleriana sia stato il venir meno al giuramento di lealtà al suo capo, proprio colui che, in nome di Hitler, milioni di persone aveva fatto arrestare e trucidare, con le accuse più folli, dall’appartenenza a razze inferiori alla contaminazione della purezza della razza, dalla diserzione al tradimento.

“(Alla notizia del tradimento di Himmler) Hitler gridava come un matto” ricorda Hanna Reitsch, “Il suo viso, paonazzo per la collera, era divenuto quasi irriconoscibile.” Era l’ultimo, il più tremendo dei colpi: der treue Heinrich, il fedele Enrico, l’aveva tradito; il solo capo nazista al disopra di ogni sospetto, l’aveva ora colpito alla schiena. (Hugh Trevor-Roper, “Gli ultimi giorni di Hitler”, Rizzoli Editore).

Così Hitler bollò Himmler e l’altro traditore, Göring, nel testamento che redasse poco prima di suicidarsi: “Anche a prescindere del tutto dalla loro infedeltà nei miei riguardi, Göring e Himmler hanno coperto di un’onta irrimediabile l’intera nazione …”

Il 30 Aprile 1945, due giorni dopo la fucilazione dell’alleato Benito Mussolini, Adolf Hitler si suicidava. In tal modo, con l’Europa ridotta in mecerie, dopo appena 12 anni, terminava l’epopea del sedicente Reich Millenario.

Heinrich Himmler avrebbe condiviso, di lì a breve, la sorte del suo Führer, ma non la spettacolarità del funerale nibelungico che avvolse e distrusse i corpi di Hitler ed Eva Braun. Il 23 maggio 1945, prigioniero della II Armata Britannica, spezzò la capsula di cianuro che nascondeva tra i denti e dopo 10 minuti di agonia, morì. Alcuni giorni dopo, il cadavere fu sepolto da soldati inglesi in qualche luogo ignoto del bosco di Lüneburg.


hitler morto

Riedizione del nostro Sole Nero – Schwarze Sonne pubblicato per la prima volta il 16 novembre 2007.



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Bonaparte Macron e Imperator Soros http://www.isoladiavalon.eu/bonaparte-macron-imperator-soros/ http://www.isoladiavalon.eu/bonaparte-macron-imperator-soros/#respond Sat, 17 Nov 2018 15:04:13 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=10238 Bonaparte Macron e Imperator Soros. Bonaparte Macron, appena eletto, già si autoproclamava Essere Divino. «Jupiter», Giove, si definiva; il ministro dell’Economia e delle Finanze francese Bruno Le Maire lo confermò: «Macron è Giove e io sono Hermes, il messaggero». Ma il gay psicopatico Macron, come viene definito da diversa stampa, dopo l’affaire Benalla, pur essendo

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Bonaparte Macron e Imperator Soros.

Bonaparte Macron, appena eletto, già si autoproclamava Essere Divino. «Jupiter», Giove, si definiva;


il ministro dell’Economia e delle Finanze francese Bruno Le Maire lo confermò: «Macron è Giove e io sono Hermes, il messaggero».

Ma il gay psicopatico Macron, come viene definito da diversa stampa, dopo l’affaire Benalla, pur essendo laudato dai parassiti Signori della Finanza Mondialista dell’Anomos Globale Soros. è sempre più inviso agli occhi dei ceti operai e post-borghesi francesi. Il suo indice di popolarità in Francia è addirittura più basso di quello di Matteo Renzi in Italia.




BONAPARTE MACRON ODIA I FRANCESI QUANTO ODIA GLI ITALIANI

Bonaparte Macron odia i Francesi: per siffatto cabalista – la Dorotea del Massone contro-iniziatico Jacques Attali – i Francesi sono «avvinazzati», «stupidi», «mafiosi», mentre i vicini (Noi) sono «razzisti e beceri fascisti», poiché hanno votato per il sovranista Salvini.

SAviano

Roberto Saviano

Macron, per distogliere l’attenzione dal crescente disgusto che egli genera nei Francesi, attacca continuamente Matteo Salvini.

Recentemente il nano politico dell’Eliseo ha accolto Roberto Saviano, il Cavallo di Troia sorosiano in funzione antisalvinista, sovente utilizzato (con il pretesto che gli Italiani sarebbero tutti razzisti) contro l’etnia autoctona italiana (la stessa dal neolitico), contro la cultura italiana di derivazione greco-romana, e a favore del Migrazionesimo Bergoglian-Sorosita.


«Spero solo che non si siano fatti un selfie svestiti, come usa fare Macron di recente…». È un attacco diretto e non certo sottile quello di Matteo Salvini galvanizzato dalla presenza dell’alleata Marine Le Pen. L’obiettivo? Il «nemico giurato» Roberto Saviano e il presidente francese Emmanuel Macron.


La frase è arrivata in risposta a chi gli chiedeva un commento sull’incontro tra il presidente francese e lo scrittore. Salvini si riferisce alla foto scattata a Saint Martin, nelle Antille francesi, in cui si vede il presidente francese con un giovane a torso nudo che fa un gestaccio. (vanityfair.it)




BONAPARTE MACRON ODIA I MIGRANTI PIU’ DI SALVINI

L’ex ministro Benoit Hamon ha sbugiardato pubblicamente il nano Macron:


Benoit Hamon, il fondatore del movimento francese Générations, ha denunciato oggi la politica di accoglienza del presidente Emmanuel Macron, definendola “la stessa del ministro dell’Interno fascista italiano”, Matteo Salvini. “Per una Ong o una persona iin pericolo nel Mediterraneo, che cosa cambia? Ditemelo. Un porto francese chiuso e un porto italiano chiuso, sono entrambi chiusi”. (askanews.it)


La Gendarmerie Nationale maltratta continuamente donne immigrate e i loro bambini, scaricandoci decine di migliaia di immigrati irregolari alla frontiera di Bardonecchia, ma il Macron è tanto sfacciato e spudorato da accusare gli Italiani e il Governo gialloverde di razzismo e xenofobia, appoggiato dalla cricca di Imperator Soros, da Juncker in giù. 



SE C’È QUALCOSA DI «VOMITEVOLE» È PROPRIO L’IPOCRISIA DI BONAPARTE MACRON

Sulla “vomitevole” ipocrisia dell’elitista massonico-finanziario contro-iniziatico Emmanuel Macron, scrive occhidellaguerra.it:


Emmanuel Macron ha tenuto banco nelle ultime settimane rendendosi protagonista di una polemica a distanza con il Ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini e rilasciando numerose dichiarazioni che, se da un lato dimostravano l’insoddisfazione per lo scarsamente remissivo atteggiamento italiano, dall’altro hanno una volta di più segnalato la costante ipocrisia del Presidente francese nei confronti del nostro Paese, per cui rappresenta il pericolo numero uno.


Dalle dichiarazioni del portavoce de La République En Marche! che definivano “vomitevoli” le politiche di ostacolo del governo italiano alle Ong alla costante negazione da parte di Macron dell’esistenza di un problema migratorio in Italia, i toni si sono fatti sempre più accesi. Eppure, come ha scritto Marcello Foa, l’ultima a indignarsi dovrebbe essere proprio la Francia, “quella Francia che i porti li ha chiusi addirittura un anno fa;  che respinge brutalmente gli immigrati al confine di Ventimiglia, senza compassione nemmeno per bambini e donne incinte, e  si permette persino di sconfinare con i suoi gendarmi in territorio italiano”.

 



BONAPARTE MACRON VUOL DIVENTARE IMPERATORE EUROPEO

Tanti ci dileggiano perché abbiamo più volte affermato che la sovrastruttura UE non è altro che la riedizione, ancor più corrotta ed elistista, dell’Impero Carolingio evolutosi nel Sacro Romano Impero Germanico.

Uno dei principali pafafrenieri del “Giovista” Macron, colui che si autoproclama il suo Hermes, il già citato Le Maire, così vaniloquia:


l’Unione europea dovrebbe diventare “un pacifico impero”. E nonostante a causa della loro storia bellica alcuni tedeschi possano trovare poco allettante il suo discorso sull’impero, Le Maire spiega che “utilizzo questa espressione perché, nel mondo di domani, tutto dipenderà dal potere … il potere tecnologico, economico, finanziario, monetario, culturale – che sarà decisivo. L’Europa non può più mostrarsi timida nell’utilizzo del proprio potere”. (vocidallestero.it)


Ovviamente il nuovo Impero Carolingio-UE, secondo il sottopanza macronista Le Maire dovrebbe essere guidato da Imperator Macron…


Bonaparte Macron

Bonaparte Macron. Immagine satirica.



BONAPARTE MACRON COME TUTTI GLI PSICOPATICI NEUTRALIZZA LA DISSONANZA COGNITIVA.

Macron, come tutti gli psicopatici – a partire dallo Psicopatico degli Psicopatici Soros – neutralizza la dissonanza cognitiva (Cfr. Festinger). Se la realtà è nemica dei propri “desiderata”, si modifica la lettura della realtà, vengono implementati nuovi schemi mentali, introducendo termini (le Fake News) e abolendone altri (le Verità).

Sarebbe come dire che, se viene abrogata nella Neolingua liberal-capitalista la parola “Gravità”, tutti cominciano a svolazzare senza peso. Pura Paranoia.

Ormai sappiamo tutti che l’arma asimmetrica delle Migrazioni di Massa Progettate di Africani e Islamici servono esclusivamente a destabilizzare, destrutturare, decostruire gli Stati Nazionali Europei, per imporre un nuovo Impero, sovranazionale, fondato sulla demoniaca Teurgia del Capitalismo Totalitario.


La decostruzione Derridiana – L’Isola di Avalon

La decostruzione Derridiana – L’Isola di Avalon

La decostruzione derridiana non è un apporto esclusivo di Derrida. Molti sono suoi seguaci, allontandosi e allontanandoci dalla Verità e dall’Uno Assoluto.

Source: www.isoladiavalon.eu/la-decostruzione-derridiana/



LA BUFALA DI BONAPARTE MACRON PER DIVENTARE IMPERATORE: I MIGRANTI VANNO AIUTATI A CASA NOSTRA.

La follia che l’Antinomica e Anomica Agenda Globalista e Mondialista (ONU, UE, ONG Sorosite, Chiesa bergogliana, et al.) vorrebbero imporci come “seduzione” del pensiero e costrizione della psiche (psicopolitica) è la seguente:

Poiché l’Africa triplicherà i suoi abitanti entro il 2060, solo in Europa dovrebbero essere introdotti non meno di 400-500 milioni di Africani nello stesso periodo.

Il che equivarrebbe alla seguente parabola:

Ci sono due comunità agli antipodi culturali tra loro, una evoluta ed un’altra arretrata e densamente abitata; in quest’ultima si diffonde la peste.

Invece di prestare le cure in situ, come sarebbe logico e razionale, gli Aristoi-Soroi impongono ai propri cittadini di accoglierli nelle proprie case, al fine di curarli. Ovviamente, gli elitisti se ne guardano bene di accoglierne anche soltanto uno, di siffatti appestati.

Il risultato finale è che la peste si diffonde in entrambe le comunità. Ad esserne esclusi rimangono solo gli Aristoi-Soroi della comunità evoluta.

Solo dei Non-Esseri anomici e mondialisti possono spacciare la bufala elefantiaca che si possa risolvere il problema della sovrappopolazione semplicemente spostando umani da una parte all’altra del pianeta, come fossero merci di scarso valore da allocare dove la teurgia demoniaca del Capitalismo Totalitario desidera.



GLI ULTIMI CENTO GIORNI DI BONAPARTE MACRON

I ministri più avveduti fuggono dall’Eliseo. Sono infatti già tre i ministri che lo hanno mollato: il Ministro per l’Ecologia, Nicolas Hulot, il ministro dello sport, Laura Flessel e Gerard Collomb, ministro dell’interno, nonché Il capo di Stato maggiore francese, il generale Pierre de Villers

Quello di Collomb è il caso più eclatante; egli ha più volta messo in risalto che, senza appropriate misure, innumerevoli comunità islamiche in Francia potrebbero arrivare alla Separazione e all’Indipendenza dallo Stato Francese.


Quando gli si chiede se la Francia rischia un conflitto razziale e civile tra nativi ed immigrati, Collomb risponde affermativamente senza tentennamenti.


“Sono davvero preoccupato. Quello che leggevo ogni mattina nei rapporti di polizia riflette una situazione piuttosto pessimistica. Le relazioni tra le persone sono molto difficili, le persone non vogliono vivere insieme”, così si esprime l’ex ministro sullo stato attuale della sicurezza del Paese. […]


Non è un caso che il paese transalpino sia quello in Europa che ospita il maggior numero di persone praticanti della religione islamica.


Collomb, non di certo un politico noto per la sua attitudine populista, in quanto già storico membro del partito socialista, imputa all’immigrazione la responsabilità di questo rischio senza precedenti per la sicurezza dello Stato in Francia. […]


Lo stesso Collomb ammette che non si tratta più solamente di arrestare l’immigrazione illegale, ma anche quella consentita dalla legge, se non si vuole aumentare il rischio di uno scontro tra immigrati e francesi nativi. […]


Le comunità islamiche potrebbero separarsi dalla Francia. […]


E’ quanto si sta già verificando a Trappes, una cittadina a 30 km da Parigi, dove il 70% della popolazione residente è di origini islamiche, e vige la stretta osservanza della sharia, la legge coranica, per regolare la vita sociale del posto.


Uno Stato dentro lo Stato. Il “modello” Trappes non rischia di essere solo un isolato caso di acculturazione sul territorio francese, ma una sorta di riferimento per l’intera comunità islamica presente in Francia.


Se si espande la presenza degli islamici nel Paese, un conflitto sarà inevitabile. («L’ex ministro Collomb:”la Francia rischia la guerra civile entro 5 anni», lacrunadellago.net)



LA BISETTRICE DEL XXI SECOLO PER BONAPARTE MACRON: LE ELEZIONI EUROPEE DEL 2019

È lapalissiano che Salvini o Le Pen non sono dei novelli Churchill o Roosevelt. Tutt’altro.

Ma non c’è scelta alcuna. Da un lato abbiamo le Armate del Caos Sorosite (Macronisti, Ur-Sinistri, Merkeliani, Catafratti Neoliberisti, Verdisti, Migrazionisti Sorosiani e Bergogliani), dall’altro i Sovranisti.

Non si può certo votare per le Armate del Male dell’Impero Maligno UE dei Soroi e del Capitalismo Totalitario.

I due nanerottoli politici Macron-Merkel provano a emettere un ruggito come se fossero leoni, ma trattasi solo delle rancide flatulenze di due minuscoli topi.


L’idea, in un continente storicamente dilaniato da conflitti interni [è] che il nemico sia fuori. Che come ha detto, sempre la scorsa settimana, il ministro dell’economia francese Bruno La Maire, l’Europa deve percepirsi e deve diventare impero tra gli imperi.


Dopo la carota, è arrivato il bastone. Il piano franco-tedesco sul budget europeo per gli investimenti, precluso a chi non rispetta le regole, è uno schiaffo violento al terzo grande fondatore dell’Unione, l’Italia. E suona come un messaggio in codice: Roma, scegli da che parte stare. O stai con Parigi e Berlino, e costruisci la nuova Europa insieme a noi, o stai con Mosca e Washington e giochi a distruggerla. (Il ruggito di Merkel e Macron: ora la guerra ai populisti è iniziata davvero”, linkiesta.it)



ITALIA HEARTLAND

Abbiamo più volte citato l’opera fondamentale del geopolitico e storico di Three Eyes e Trilateral Commission, Samuel P. Huntington, “Lo Scontro delle Civiltà e il Nuovo Ordine Mondiale”.

Ivi si afferma che le linee di confine tra le civiltà sono linee di faglia, linee di frattura. L’Italia è l’unico Paese al mondo posto all’incrocio di tutte le linee di faglia.

Perché rimanere nell’Eurolager, perché rimanere schiavi del Migrazionesimo, quando uscendone, potremmo contrattare potenti e vantaggiose alleanze con gli USA di Trump, la Russia di Putin e la Cina di Xi Jinping?

Geopoliticamente, l’Italia sta diventando il Nuovo Heartland, l’Ombelico del Mondo, il locus essenziale del Mondo Postmoderno. Ovviamente, ciò avverrà solo se riusciremo ad allontanare, en masse, la Ur-Sinistra, i Soroi e gli Euroinomani dal controllo politico e sociale dell’Italia e dell’economia Italiana.


Chiamalo, se vuoi, il Mercato – ovverosia l’Armata del Male – L’Isola di Avalon

Chiamalo, se vuoi, il Mercato – ovverosia l’Armata del Male – L’Isola di Avalon

La tramvata elettorale del SPD e la crescita tumultuosa di AfD in Germania rendono obsoleto il motto “Ce lo chiede l’Europa”, sostituito da “Lo impone il Mercato”. I turiferari della timocrazia neoliberista e dell’Ordoliberalismus hanno perso uno dei pilastri della Mitopoiesi del Tanatocapitalismo Globale. 

Source: www.isoladiavalon.eu/chiamalo-mercato/

 



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Psicopolitica, Biopolitica e i Soroi http://www.isoladiavalon.eu/psicopolitica-biopolitica-e-soroi/ http://www.isoladiavalon.eu/psicopolitica-biopolitica-e-soroi/#respond Sat, 10 Nov 2018 20:31:38 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=10204 Psicopolitica, Biopolitica e i Soroi. Psicopolitica è un termine coniato dal filosofo Byung-Chul Han. La psicopolitica neoliberale è un Totalitarismo pienamente realizzato, dai cui artigli sembra impossibile sfuggire. Secondo la weltanschauung di Han, esposta all’interno del libro “Psicopolitica”, nel neoliberismo «ciascuno è un lavoratore che sfrutta se stesso per la propria impresa» e, prosegue, «le attuali

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Psicopolitica, Biopolitica e i Soroi.

Psicopolitica è un termine coniato dal filosofo Byung-Chul Han. La psicopolitica neoliberale è un Totalitarismo pienamente realizzato, dai cui artigli sembra impossibile sfuggire.


Secondo la weltanschauung di Han, esposta all’interno del libro “Psicopolitica”, nel neoliberismo «ciascuno è un lavoratore che sfrutta se stesso per la propria impresa» e, prosegue, «le attuali forme di produzione non sono determinate dalla “Moltitudine” cooperante, che Antonio Negri innalza successore del “proletariato”, ma dalla solitudine dell’imprenditore isolato in sé, che lotta con se stesso e si sfrutta volontariamente».

«La libertà sarà stata un episodio», conclude Han.



LA PSICOPOLITICA DI HAN VA OLTRE LA BIOPOLITICA DI FOUCAULT

Citiamo ancora Han: «Foucault parla espressamente di “biopolitica della popolazione”. La biopolitica è la tecnica di governo della società disciplinare. Essa, però, non è affatto adeguata al regime neoliberale, che sfrutta soprattutto la psiche».

Invece,


per Foucault la biopolitica è il terreno in cui agiscono le pratiche con le quali la rete di poteri gestisce le discipline del corpo e le regolazioni delle popolazioni. È un’area d’incontro tra potere e sfera della vita. Un incontro che si realizza pienamente in un’epoca precisa: quella dell’esplosione del capitalismo[2].

Il biopotere, potere sulla vita, si è sviluppato nei secoli XVII e XVIII in due direzioni principali e complementari:

  • la gestione del corpo umano nella società dell’economia e finanza capitalista, la sua utilitizzazione e il suo controllo
  • la gestione del corpo umano come specie, base dei processi biologici da controllare per una biopolitica delle popolazioni

(Wikipedia, voce Biopolitica)



PER HAN LA BIOPOLITICA DI FOUCAULT È SUPERATA

Han sostiene infatti che nella società liquido-moderna attuale (copyright Z. Bauman) il paradigma della biopolitica è completamente superato.

Il potere del Capitalismo Totalitario non ha più necessità di disciplinare i corpi, ma manipola e seduce la psiche, così facendo ogni individuo trasforma e sussume come propri i bisogni del sistema.


Il totalitarismo digitale sfrutta la libertà di ognuno: non la costringe, non la controlla troppo, anzi la suscita continuamente, la rende più produttiva e compiaciuta. Oggi il soggetto è un servo assoluto, perché non ha più nemmeno un padrone contro cui ribellarsi. […]

La libertà si è svuotata; il potere produttivo del singolo è espropriato. L’illusione di essere comunque liberi, soggetti capaci di negare e creare, va di pari passo con l’illusione della privacy e del possesso – nonostante tutto – della propria immagine. […]

Il soggetto è chiamato a farsi imprenditore di se stesso, investendo tutto su di sé, sul proprio potenziale e intanto lavorando gratis. (Francesco Paolella, vita.it)



SIAMO ZOMBIE CHE NON DORMONO MAI

Il Totalitarismo Digitale e il Capitalismo Totalitario rubano sempre più il nostro tempo e noi riduciamo le nostre ore di sonno per essere maggiormente produttivi e, quindi, siamo eternamente dormienti, incoscienti, decostruiti socialmente e mentalmente.

Agli antipodi dei “Risvegliati”, come Buddha e Cristo.


Per questo ci fanno dormire sempre di meno. Perché, citando ancora Crary in 24/7: “il sonno interrompe risolutamente il furto di tempo che il sistema capitalistico compie ai nostri danni. La maggior parte delle necessità apparentemente fondamentali della vita umana – dalla fame alla sete all’impulso sessuale, al bisogno, più recente, di amicizia – sono state riproposte in versioni mercificate o finanziarizzate”. […]


Loro – gli alieni, i capitalisti, le Big Tech che raggiungono capitalizzazioni di mille miliardi alla borsa di New York e che da sole valgono quanto il Pil della Francia o della Gran Bretagna – vivono e prosperano mantenendoci nel sonno. (“Metti un like, lavora sempre, non dormi mai”, idiavoli.com)



IN RIFERIMENTO A “THEY LIVE” DI JOHN CARPENTER…


Essi vivono. Noi dormiamo, per produrre valore. […]


Carpenter ci racconta come lo stato etico (l’ideologia, per il filosofo tedesco Karl Marx) s’impone sul sonnambulismo della collettività non attraverso un atto di consapevolezza, la scelta degli occhiali da indossare per vedere il mondo, ma si manifesta proprio in quella che ci è data di considerare la realtà data, visibile senza occhiali.

Le società del tardo capitalismo sono composte da sonnambuli. Morti viventi che dormono sempre meno, perché dormono sempre. (idiavoli.com).


A seguire riprendiamo alcuni brani del nostro post “They Live di John Carpenter”:


GLI ALIENI DI “THEY LIVE” NON SONO ALTRO CHE L’ALLEGORESI DEGLI PSICOPATICI CHE CONTROLLANO TUTTA LA RICCHEZZA MONDIALE

Lo stesso regista lo conferma in questo tweet del 2017. Il bersaglio che intendeva colpire è proprio l’attuale incontrollato, marcio e corrotto Capitalismo ultramondialista.




DA CARPENTER AD HARE

L’esegesi del regista americano è semplice quanto efficace: la Timocrazia Globale è formata da non Umani, da Alieni.

Ovviamente, in They Live gli Alieni sono granguignoleschi esseri provenienti da Andromeda, ma l’allegoria è limpida come acqua di fonte. Gli Oligarchi Globali, che controllano le marionette politiche come Barack Obama e i Mainstream Media Mondiali, sono “alieni”, cioè altro rispetto agli Esseri Umani.

Rectius, i plutocrati, i Soroi (termine coniato dal Nobel P. Krugman in riferimento agli squali globali), sono minus habentes.

Hanno, pur detenendo ricchezze da far invidia a Marco Licinio Crasso, un elemento che li rende oggettivamente carenti,  inferiori rispetto all’Essere Umano metafisicamente completo. Ad essi manca il pnèuma, non riescono ad entrare nel respiro cosmico universale.

Alla morte, essi semplicemente svaniscono, come la cupa nebbia all’elevarsi del Sole.

Siffatta differenza la esterna deduttivamente uno dei massimi esperti mondiali di psicopatia, il prof. Robert Hare, il quale afferma:


«Mancando la coscienza e l’empatia, fanno ciò che vogliono e a proprio piacere, violando le norme sociali e le aspettative sociali senza alcuna colpa o rimorso; ciò che manca, in altre parole, è la reale qualità che permette ad un essere umano di distinguersi dall’animale»


L’eco amplificata del più turpe degli Psicopatici, il satanico e satanista Aleister Crowley che declinava il suo unico e amorale dogma: «Fai ciò che vuoi». […]

È semplicemente folle il fatto che noi lasciamo ai Soroi, ai Megalodonti Globali, la gestione delle nostre vite e il futuro dell’intiera Umanità.


they live

George Soros in “They Live”. Immagine satirica.



IL NEOLIBERISMO TOTALITARIO È NICHILISMO.

La modernità è in crisi,


Ciò che accomuna i pensatori più diversi fra loro, da Nietzsche a Freud, da Heidegger alla Scuola di Francoforte, è l’aver individuato nella scomparsa del fondamento e del senso del mondo la causa di quello che genialmente Freud definì il “disagio della civiltà”, il che avrebbe comportato il crollo dei valori, lo scetticismo nei confronti di dio e delle grandi narrazioni, la crisi della sovranità legittima degli Stati, e nella vita intrapsichica il «non essere più padroni a casa propria». (“Tramonto del Neoliberismo”, idiavoli.com)


Grazie al Capitalismo Totalitario, non solo la libertà sara presto un episodio del Passato, ma lo sarà anche la Civiltà Umana, spinta verso l’estinzione e il Nulla,


la società fin dagli albori della modernità è stata contrassegnata da una crescente individuazione e differenziazione. [Cfr. Deleuze e Derrida, Nota di Seyan]


Il tramonto del neoliberalismo non ha alleviato il disagio dovuto alla rinuncia pulsionale e la nostra civiltà sembra sempre più dominata dalla pulsione di morte. (idiavoli.com)



LA TURPE RELIGIONE DEL CAPITALISMO NON PRODUCE MAI ESPIAZIONE, MA SOLO COLPA E DEBITO

Tornando al libro di Han, “Psicopolitica” (Nottetempo Editore),


Han indaga uno dei cambiamenti più prorompenti della nostra contemporaneità, la fine del corpo come strumento di produzione e, soprattutto, di sorveglianza e la fine dei luoghi di controllo per come siamo abituati ad immaginarli, cioè gli spazi chiusi come la scuola e l’ufficio. Questa nuova oppressione è derivata da noi stessi e si incarna nei tempi del capitalismo, avverando la visionaria profezia di Walter Benjamin secondo cui «il capitalismo è presumibilmente il primo caso di un culto che non consente espiazione, bensì produce colpa e debito [colpa e debito in Tedesco si esprimono mediante lo stesso termine, Schuld, nota di Seyan]. Ed è qui che questo sistema religioso precipita in un movimento immane. […]


Questo potere tecnocratico, che si sottrae dalla visibilità e si nasconde nella libertà, che preferisce offrire piuttosto che vietare, che riesce a mimetizzare lo sfruttamento di ogni individuo di se stesso, in ultima analisi, e nella peggiore delle ipotesi di questo libro, spezza i seppur deboli anelli che legano gli individui in relazioni (usando Hegel, studiato e ripresentato da Han, si può parlare di un rischio estinzione della coppia servo-padrone, emblema delle relazioni e della lotta all’interno di esse), rendendo impossibile la creazione di una comunità che possa dire “noi”, una comunità che possa opporre resistenza e non sia solo passiva spettatrice della battaglia dei diritti, non sia solo un numero ma anche un attore. (Matteo Moca, “Psicopolitica e Potere secondo Byung-Chul Han”)



CONTRO IL VIRUS DERRIDA


Nikos Salingaros critica aspramente il decostruttivismo in architettura e della sua applicazione a-critica della filosofia del post-strutturalismo. Nel suo saggio The Derrida Virus egli sostiene che le idee di Jaques Derrida, applicate in modo poco critico, costituiscono un “virus” di informazione che distrugge il pensiero logico e la conoscenza.


I maggiori esponenti della filosofia continentale (J. Habermas e K.O. Apel) si sono sempre schierati contro i principi della decostruzione e del decostruzionismo e hanno proposto, al contrario, l’idea di una dialettica progressiva tra la comunità storica e ideale degli interpreti che miri alla progressiva risoluzione dei conflitti economico e sociali attraverso i principi di un’etica della comunicazione, ovvero di una strategia discorsiva pienamente democratica. (Wikipedia, voce Derrida)


Breviter, quella del Derrida è l’esatto opposto della reductio ad unum. Per il virus Derrida non esiste un Logos universale, non esiste l’Uno plotiniano, esistono solo miliardi di individui de-strutturati in perenne competizione tra loro, all’infinita, quanto inana, ricerca di profitto personale e piaceri; il punto di arrivo è l’uomo deleuziano, ridotto a mero Flusso di desideri, sensazioni, abitudini. Cioè il paradigma del Liberalismo. […]


Tratto da:

Etica, virus Derrida, Reichsmarschall Soros – L’Isola di Avalon

Etica, virus Derrida, Reichsmarschall Soros – L’Isola di Avalon

Etica deriva da Ethos, che in origine significava “il posto da vivere”. L’etica non può prescindere dalla Comunità e dal senso di appartenenza alla stessa.

Source: www.isoladiavalon.eu/etica-virus-derrida-reichsmarschall-soros/



SIAMO SOLI E DORMIENTI IN MEZZO AL NULLA DEL FRASTUONO DIGITALE

L’uomo è diventato «il robot di se stesso», secondo il massone contro-iniziatico Jacques Attali; il Global Compact on Migration dell’ONU porterà all’estinzione le etnie nazionali autoctone dell’Europa, prima, e degli USA, dopo.

Ma nessuno eleverà un solo gemito, un solo laio, atomizzato nella società digitale e in concorrenza e in competizione gli uni con gli altri anche solo per i like di Facebook.

Soli e dormienti.


il frastuono della comunicazione non ci rende comunque meno soli. Anzi ci rende forse ancora più soli che in “Grata di linguaggio” [una poesia di Celan]. Dall’altra parte della grata c’è comunque sempre un tu, che custodisce ancora la vicinanza della lontananza. L’ipercomunicazione distrugge invece sia il tu sia la vicinanza, le relazioni sono sostituite dalle connessioni. [Byung.Chul Han)

psicopolitica

Byung-Chul Han


 

 

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La decostruzione Derridiana http://www.isoladiavalon.eu/la-decostruzione-derridiana/ http://www.isoladiavalon.eu/la-decostruzione-derridiana/#respond Mon, 05 Nov 2018 19:52:29 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=10184 La decostruzione Derridiana. La decostruzione derridiana non è un apporto esclusivo di Jacques Derrida. Molti sono suoi seguaci, additandolo come vate, allontandosi e allontanandoci dalla Verità e dall’Uno Assoluto. L’UNO PLOTINIANO L’Uno è la prima, totalmente trascendente ipostasi, cioè la prima realtà sussistente. Esso non può contenere alcuna divisione, molteplicità o distinzione; per questo è

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La decostruzione Derridiana.

La decostruzione derridiana non è un apporto esclusivo di Jacques Derrida. Molti sono suoi seguaci, additandolo come vate, allontandosi e allontanandoci dalla Verità e dall’Uno Assoluto.


L’UNO PLOTINIANO


L’Uno è la prima, totalmente trascendente ipostasi, cioè la prima realtà sussistente. Esso non può contenere alcuna divisione, molteplicità o distinzione; per questo è al di sopra persino di qualsiasi categoria di essere. Il concetto di “essere” deriva infatti dagli oggetti dell’esperienza umana, ed è un attributo di questi, ma l’infinito trascendente Uno è al di là di tali oggetti, quindi al di là dei concetti che ne deriviamo. (wilipedia, voce Plotino)


L’Uno é antitetico alla “filosofia” della decostruzione derridiana, basata sulla differenza.


Seguono alcuni spunti tratti da un’intervista alla derridiana e new realist Catherine Malabou:

CM. La nozione di plasticità può apparire di primo acchito un termine marginale nella filosofia hegeliana, compare poche volte nell’intero sistema e non ha la centralità di altri termini quali sistema, sostanza, soggetto, o concetto. Allo stesso tempo, ciò che Hegel chiama attualità, (Wirklichkeit), ovvero la totalità del reale, è interamente plastica. […]

E’ stato per me molto importante insistere sul ruolo giocato dalla plasticità in Hegel per contraddire quella visione diffusa della sua filosofia come una grande macchina assimilatrice, una macchina omicida del tempo, che conduce a uno stato di completa immobilità e staticità. Una macchina omicida anche della differenza, perché apparentemente pronta a divorare tutte le individualità e singolarità. […]. Intendevo anche mettere in discussione la visione di Hegel proposta da Derrida in Glas, per cui l’Assoluto è messo in questione da ciò che non può contenere, qualcosa che Derrida qualifica come il resto, ciò che resta, e che non può essere dialettizzato: il singolare, o il frammento, o la traccia.

La categoria di differenza rappresenta il fulcro di alcuni tra i più importanti approcci teoretici che oggi caratterizzano l’ampio spettro delle scienze umane e sociali. In un suo articolo molto conosciuto, “History against Historicism”, Žižek ha sostenuto che la nozione di differenza ha finito con l’equiparare autori che non condividono lo stesso terreno epistemologico. Derrida, o quanto meno una sua certa interpretazione, ha fatto da polo catalizzatore per quest’opera di assimilazione. […]

CM. Esistono al momento diversi tentativi di ripensare il materialismo. Il realismo speculativo è uno di questi. La filosofia orientata-agli-oggetti ne è un altro. Direi che il nuovo materialismo è qualcosa che si respira nell’aria. Per quanto riguarda il mio approccio al materialismo, questo si collega all’interesse per le neuroscienze e al tentativo di stabilire una connessione forte tra neuroscienze e filosofia continentale. La base di questa connessione è materialista nella misura in cui affermo che tra mente e cervello non esiste differenza, e di conseguenza ogni operazione mentale o noetica può essere descritta in termini di disposizioni cerebrali. (il grassetto è nostro, nota di Seyan)




LA DECOSTRUZIONE DERRIDIANA

In realtà Derrida, come i suoi discepoli, si allontana volutamente dalla realtà trascendente delle cose per offrire e supportare la stessa visione anomica  dell’Illuminismo Totalitario e del Capitalismo Totalitario.

Era nel giusto Martin Heidegger quando affermava «la Scienza non pensa».



IL TEMPO NON ESISTE


“Quando venne quantizzata per la prima volta la Relatività Generale (diventando una teoria della gravità quantica) negli anni ’60 ad opera di John Wheeler, il risultato prediceva uno stato statico dell’universo, ovvero – non c’è alternativa – l’assenza del tempo. Questa particolare soluzione alla quantizzazione della Relatività Generale è nota come l’equazione di Wheeler-DeWitt. Il risultato sembrò essere paradossale: come puòl’universo essere statico ed immutabile, quando tutta la nostra esperienza è di cambiamento?” – William Brown da The Resonance Project Foundation (Traduzione s sintesi di Cristina Bassi dell’articolo: www.wakingtimes.com/2014/04/21/unified-field-illusion-time-understanding-source-creation/)


Infatti,


Come è emerso nella trattazione del vincolo superhamiltoniano, l’equazione di Wheeler-DeWitt non contiene in modo esplicito una dipendenza temporale. […]


Alternativamente si può utilizzare, una volta quantizzata la teoria, la costruzione di stati semiclassici, secondo i quali il tempo (e più in generale lo spaziotempo stesso) risulterebbe essere una proprietà emergente. Tale approssimazione diviene però necessariamente inconsistente una volta raggiunto il regime planckiano, dove gli effetti quantistici diventano dominanti. (Wikiepdia, equazione di Wheeler-DeWitt)



IL MOTO NON ESISTE


Nassim Haramein ha detto che ciò che percepiamo come moto è in realtà dovuto al fatto che la realtà a livello quantico lampeggia ad alta frequenza dentro e fuori l’esistenza e che la creazione, in effetti, appare e scompare oscillando tra la forma e la sua assenza, e questo innumerevoli volte ogni secondo, dando cosi la sembianza del moto. (Cristina Bassi, cit.)



LA MATERIA NON ESISTE


Quel che abbiamo chiamato materia è energia, la cui vibrazione è stata così abbassata da essere percepibile ai sensi. Non c’è materia.


Tutto è energia, che è tutto quel che c’è. Accordati alla frequenza della realtà che vuoi e non potrai che ottenere quella realtà. Non c’è un altro modo che questo. Questa non è filosofia, ma fisica. (Albert Einstein)



IL NOSTRO È UN UNIVERSO OLOGRAFICO

Citiamo quanto avevamo scritto nell’articolo “Olomovimento”:

Le conferme alla teoria di David Bohm sull’Olomovimento o Universo Olografico si susseguono senza sosta.

In un recente articolo, l’autorevole rivista scientifica “Nature” afferma che un team di fisici ha fornito altre prove che il nostro universo potrebbe essere una mera proiezione olografica.

Nel 1997, il fisico teorico Juan Maldacena propose, sulla scorta degli studi di David Bohm, un nuovo modello dell’Universo, in cui la gravità generata dalla vibrazione delle Superstringhe potrebbe essere reinterpretata in termini di fisica relativistica. Il mondo matematicamente complesso delle stringhe, che esistono in nove dimensioni dello spazio più una di tempo, sarebbe semplicemente un ologramma.
«L’idea è simile a quella degli ologrammi ordinari, dove l’immagine a tre dimensioni è codificata su una superficie bidimensionale, come l’ologramma impresso sulle carte di credito. L’intero Universo è codificato allo stesso modo», scrive il professore di fisica matematica Kostas Skenderis


L’UNIVERSO DI MALDACENA

L’idea di Maldacena entusiasmò fin da subito i fisici perché era un modo “elegante” per dimostrare la popolare, ma ancora non dimostrata, teoria delle stringhe su basi solide – e perché risolveva apparenti incongruenze tra la fisica quantistica e la teoria della gravità di Einstein. Ha fornito ai fisici una sorta di pietra di Rosetta matematica, un “dualismo”, che ha permesso di collegare tra loro le due lingue, e risolvere gli apparenti contrasti tra un modello e l’altro. Ma anche se la validità delle idee di Maldacena è stata data per scontata da allora, mancavano dimostrazioni scientifiche; dimostrazioni che iniziano a giungere.


L’universo potrebbe essere davvero un gigantesco ologramma 3D, emanazione di un campo piatto bidimensionale: questa teoria cosmologica ‘alternativa’, elaborata negli anni ’90, sembrerebbe infatti compatibile con i dati sperimentali raccolti sull’eco del Big Bang dal satellite Planck dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista Physical Review Letters da un gruppo internazionale di fisici e astrofisici teorici a cui ha preso parte anche l’Italia con l’Università del Salento e la sezione di Lecce dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).


L’ipotesi che l’universo funzioni come un enorme e complesso ologramma ha raccolto negli anni ”evidenze teoriche in vari settori della fisica delle interazioni fondamentali”, spiega Claudio Corianò, ricercatore dell’Infn e docente di fisica teorica nell’Università del Salento. ”L’idea alla base della teoria olografica dell’Universo – precisa l’esperto – è che tutte le informazioni che costituiscono la ‘realtà’ a tre dimensioni (più il tempo) siano contenute entro i confini di una realtà con una dimensione in meno”. (“L’universo come un ologramma“, ansa.it)


Olomovimento – L’Isola di Avalon

Olomovimento – L’Isola di Avalon

OLOMOVIMENTO Le conferme alla teoria di David Bohm sull’Olomovimento o Universo Olografico si susseguono senza sosta. In un recente articolo, l’autorevole rivista scientifica “Nature” afferma che un team di fisici ha fornito altre prove che il nostro universo potrebbe essere una mera proiezione olografica. Nel 1997, il fisico teorico Juan Maldacena propose, sulla scorta degli studi

Source: www.isoladiavalon.eu/olomovimento/



ESISTE IL MULTIVERSO

Dal nostro articolo Universo-Multiverso

Esiste una spiegazione che riguarda gli universi multipli molto più complessa.


Essa stabilisce che ogni volta che qualcosa è incerto, l’“Albero dell’Universo” (come talvolta è chiamato il fenomeno di tutte le ramificazioni possibili di eventi) produce un altro ramo, cioè si ramifica. Ciascuna ramificazione, appena prodotta, è un diverso universo simile al precedente, perché l’incertezza generalmente è piccola, all’inizio. Ogni possibilità è un accadimento che capita da qualche parte. Si tratta di una visualizzazione intuitiva. (Wikipedia, voce “Paradosso di Einstein, Podolsky, Rosen”)


Il paradosso del gatto di Schrödinger chiarisce questo concetto: abbiamo due alternative atomo decaduto (gatto morto) e atomo non-decaduto (gatto vivo) ed entrambe reali. Un osservatore vedrebbe realizzarsi solo una delle due possibilità (“stati”), ma è qui che si crea un punto di diramazione dell’intero Universo. Uno con l’osservatore che vede il gatto morto e l’altro con l’osservatore che vede il gatto vivo.


Il noto fisico David Deutsch, uno dei più noti promotori attuali della teoria dei molti mondi/universi/realtà ne ripropone la versione di base ma assumendo che tali universi paralleli (o realtà parallele), il cui insieme è chiamato da Deutsch multiverso, dopo le varie ramificazioni o differenziazioni che li generano essi non restino reciprocamente separati del tutto, ma mantengano qualche connessione, al livello fisico degli oggetti quantistici. (Wikipedia, voce “Interpretazione a molti mondi”)


Universo-Multiverso – L’Isola di Avalon

Universo-Multiverso – L’Isola di Avalon

Universo-Multiverso. Quando, in passato, taluno parlava di universo parallelo veniva deriso. Al massimo, il proclama veniva considerato Fantascienza. Ricordo, al riguardo, un meraviglioso libro di Clifford D. Simak pubblicato sulla collana di “Urania” con il titolo di “Mondi senza fine”. UNIVERSO-MULTIVERSO Prima di morire, Stephen Hawking ha “sdoganato” il concetto di Multiverso. Da tempi immemorabili

Source: www.isoladiavalon.eu/universo-multiverso/



LA MATERIA NON ESISTE, ESISTE SOLO L’ENERGIA ORGANIZZATA IN DIVERSI STATI VIBRAZIONALI

Il Materialismo è solo una religione scientista, a-filosofica, e manipolatrice delle coscienze.

Anche la decostruzione derridiana non ha validità né metafisica, né filosofica, né ontologica, né teleologica. È cupio dissolvi. Mero nichilismo.

È come l’Open Society di Popper o la Catallassi di von Hayek, un supporto a-scientifico costruito su misura per avallare le menzogne teologiche del Logos antinomico e amorale del Capitalismo Totalitario.


decostruzione derridiana

Jacques Derrida



 

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Clandestini e no http://www.isoladiavalon.eu/clandestini-e-no/ http://www.isoladiavalon.eu/clandestini-e-no/#respond Thu, 01 Nov 2018 18:08:07 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=10114 Clandestini e no. Clandestini e no. Parafrasiamo il titolo del libro di Elio Vittorini “Uomini e no” per parlare dell’ennesima de-strutturazione derridiana (rectius, Sorosiana) compiuta dalla Sinistra italiana. LO PSICOREATO In 1984 di George Orwell, il totalitarismo distopico di Big Brother espunge continuamente termini dal vocabolario della Neolingua per diminuire le capacità cognitive e, soprattutte,

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Clandestini e no.

Clandestini e no. Parafrasiamo il titolo del libro di Elio Vittorini “Uomini e no” per parlare dell’ennesima de-strutturazione derridiana (rectius, Sorosiana) compiuta dalla Sinistra italiana.


LO PSICOREATO

In 1984 di George Orwell, il totalitarismo distopico di Big Brother espunge continuamente termini dal vocabolario della Neolingua per diminuire le capacità cognitive e, soprattutte, le capacità di critica al regime dei suoi neoservi.

L’uso dei lemmi aboliti viene considerato “psicoreato”.


«Lo psicoreato non comporta la morte, esso è la morte».


Ergo,


quando la Neolingua sarà definitivamente adottata, e l’Archelingua, per contro, dimenticata, un pensiero eretico sarà letteralmente impensabile. Il suo lessico è costituito in modo tale da fornire espressione esatta a ogni significato che un membro del Partito può desiderare d’intendere. Ma esclude, nel contempo, tutti gli altri possibili significati. Ciò è stato ottenuto, in parte, mediante l’invenzione di nuove parole, ma soprattutto mediante la soppressione delle parole indesiderabili. (Italiaoggi.it)


Analogamente la sinistra italiana cerca di espungere dal vocabolario  il termine clandestino / clandestini.



PERCHÉ SECONDO LA SINISTRA ANDREBBE ABOLITO IL TERMINE “CLANDESTINI”

Treccani nel suo sito pubblica una sorta di manifesto di Grazia Naletto.


Clandestino è un marchio, un logo, uno stigma, una parola chiave utilizzata in modo sempre più estensivo dalla retorica xenofoba e razzista per costruire muri e frontiere simbolici tra “noi” e “loro” là dove il “noi” identifica i cittadini autoctoni e il “loro” chiunque provenga da un paese terzo – Stati Uniti, Svizzera, Giappone e Australia naturalmente esclusi.


L’uso della parola non è però unica prerogativa delle destre e della Lega Nord. «Berlusconi ancora una volta ha ingannato gli italiani. Raddoppiati gli sbarchi degli immigrati clandestini»: è il testo di un manifesto affisso in molte città italiane dal principale partito della sinistra italiana nel 2009. L’egemonia culturale esercitata dalla retorica del rifiuto nell’ultimo ventennio, a partire dalla crescita del movimento leghista, ha per così dire contaminato non poco anche le forze politiche democratiche e di sinistra. […]


Le parole non sono neutre, al contrario hanno una valenza performativa. L’utilizzo della parola clandestino con riferimento ai migranti andrebbe eliminato dal nostro dibattito pubblico perché se associata al fenomeno delle migrazioni assume un significato discriminatorio, stigmatizzante e fortemente criminalizzante.
L’equazione immigrati/clandestini/criminali è uno dei messaggi che hanno maggiormente contribuito a orientare il dibattito pubblico e la pubblica opinione nella direzione di un approccio distorto e prevalentemente sicuritario al fenomeno delle migrazioni.
La rinuncia all’utilizzo di questa parola è stata suggerita per la prima volta alcuni anni fa da una campagna promossa dai Giornalisti contro il razzismo (www.giornalismi.info/mediarom/) e continua ad essere sostenuta dall’associazione Carta di Roma (www.cartadiroma.org), fondata nel 2011 da FNSI, Ordine Nazionale dei Giornalisti e alcune organizzazioni della società civile proprio per promuovere una informazione corretta su richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti.

Non è ultroneo ricordare che Naletto è ex presidente di Lunaria, ONG finanziata – ça va sans dire – dal “filantropo” George Soros.


Attualmente, il dizionario Treccani continua a riportare, tra gli altri, alla voce “clandestino”, il seguente significato: «immigrato clandestino, che entra in un paese illegalmente (anche sostantivato: le stime dei clandestini in Italia)».


DEFINIRE CLANDESTINI GLI IMMIGRATI IRREGOLARI STA DIVENTANDO «PSICOREATO»

Immaginiamo che Soros e i suoi seguaci muterebbero il lemma immigrati “clandestini” con un’intera locuzione «immigrati non regolari a cui inopinatamente l’Italia non permette di entrare nei suoi confini come essi desiderano, anche se non sono Profughi, e anche se in un solo anno dovessero arrivarne 50 milioni, e per siffatte inumane restrizioni, sono costretti a ‘perdere’ i documenti».

Ovviamente se un Italiano entra in Francia senza documenti, rimane clandestino

Tali iniziative non sono certo «singoli casi isolati». Chiosa Luigi Mascheroni in “Se il problema dei migranti è non chiamarli «clandestini»” del 2017,


L’anti-dizionario del politicamente corretto da oggi contempla una nuova parola. La grammatica della neolingua evolve in maniera inflessibile e inesorabile. […]


Da questa mattina è vietato usare il termine «clandestino». Lo richiede, anzi lo impone, una lettera aperta pubblicata ieri su Repubblica – organo ufficiale del pensiero unico egualitario – da un gruppo di vigilantes della psicopolizia linguistica, un Politburo interdisciplinare composto da politici, intellettuali, uomini di spettacolo (tra cui Luigi Manconi, Nicola Lagioia, Alessandro Bergonzoni), che denuncia come nel «Memorandum d’intesa sulla cooperazione nel campo del contrasto all’immigrazione illegale» sottoscritto dall’Italia e dal governo di riconciliazione libico compaia più volte «come sinonimo di migrante non regolare», il termine «clandestino». La parola – come strilla il titolo della lettera aperta – va cancellata. […]


Ci risiamo. Il Grande Fratello che vuole normalizzare l’uso del linguaggio nel nome del totalitarismo ideologico non dorme mai. Ora è nel mirino la parola «clandestino». Eliminiamola, ci dicono i fanatici del grammaticalmente corretto, e il problema si risolverà più facilmente.


Eh sì, Big Brother non dorme mai, nel campo sgarrupato della Ur-Sinistra.



FORTUNATAMENTE, PER LA CASSAZIONE LA CLANDESTINITÀ RIMANE REATO. GRAVE


Il reato di clandestinità esiste e, almeno secondo la Cassazione, non conosce attenuanti che valgano l’assoluzione. Regge al vaglio del Palazzaccio il reato di “ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”: non si tratta di una «condotta occasionale», per cui non è possibile invocare la tenuità del fatto per evitare la condanna. Il dibattuto reato di “immigrazione clandestina”, introdotto dal governo Berlusconi nel 2009, scampato alla depenalizzazione due anni fa, non può essere aggirato – dice ora la Corte – attraverso un proscioglimento per «particolare tenuità del fatto». (ilmessaggero.it)



MA PRESTO POTREBBE DIVENTARE REATO AFFERMARE CHE…

Diventerà reato anche affermare che, in proporzione, gli immigrati clandest… ops gli «immigrati non regolari non per colpa loro, ma a causa del nostro egoismo, poiché non li accogliamo in massa (copyright Bergoglio)»  commettono più reati di noi?

Non si tratta di erronea percezione, ma si espone la cruda realtà dei fatti.

Luca Ricolfi, che non può certo essere sospettato di filo-leghismo, intervistato da il Foglio afferma:


Dalle statistiche del Viminale emerge che gli immigrati primeggiano nei reati contro il patrimonio. Ammetterlo è indice di razzismo? “Il tasso di criminalità relativo dei migranti è pari a quattro in Europa e a oltre sei in Italia, ma supera la soglia di 20, e addirittura di 30 secondo talune stime, nel caso di migranti irregolari presenti nel nostro paese. In concreto, ciò vuol dire che ci vogliono 20 o 30 italiani per eguagliare il danno che provoca un solo migrante irregolare”. Lei verrà accusato di essere razzista, o xenofobo. “Non le nascondo il mio imbarazzo nel sentire numerosi colleghi che danno credito alla tesi dell’italiano razzista, indubbiamente dotata di un’utilità politica ma priva di sostegno empirico, anzi fondata su un errore logico. […]


Gli studi più approfonditi sul maggior tasso di criminalità tra gli immigrati, soprattutto se irregolari, sono ascrivibili a Marzio Barbagli, un passato nel Pci e un presente da elettore Pd. “Barbagli è uno dei pochissimi sociologi di sinistra in cui la curiosità scientifica prevale sulla volontà di dimostrare una tesi aprioristica. E’ lui che ha scritto ‘Immigrazione e criminalità in Italia’, un libro che squarciava il velo già vent’anni fa. Ma quasi nessuno, a sinistra, volle accettare quei dati: riconoscerli avrebbe fatto crollare il mito dell’intrinseca bontà del fenomeno migratorio”. A sinistra l’ideologia continua a prevalere sul senso comune. “La cultura di sinistra fornisce la più impressionate conferma empirica della teoria della riduzione della dissonanza cognitiva, formulata dal grande psicologo sociale Leon Festinger nel 1957: quando la realtà smentisce le nostre credenze, anziché cambiarle, cerchiamo di reinterpretare la realtà per rimetterla d’accordo con le false idee che ci fanno stare bene. Negando i dati, o ignorandoli”.



PERCHÉ LA SINISTRA ITALIANA E QUELLA MONDIALE SI STANNO DISSOLVENDO

La Sinistra Globale e Globalista non riesce a darsi risposte sul perché stia diventando ectoplasmatica.

Poiché la Ur-Sinistra italica è razzista e verso Italia e Italiani. Per i radical chic, gli Italiani sono tutti xenofobi e per emendarsi devono trasformare la patria in una matria accogliente che faccia dell’Hospitalitas fino al salganum il suo unico scopo,



Sul “Politically Correct” dei Centri Sociali e dei Sinistri Intellettuali, il lucido filosofo Costanzo Preve scrisse:


Per i centri sociali, il sogno dello scontro fisico con Casa Pound rappresenta la ragion d’essere della loro stessa esistenza, perché essi non dispongono né di cultura né di ragion d’essere storica, ma solo di spinellamento di gruppo e di musica ad altissimo volume. Lo stesso interesse per i migranti è un pretesto, perché essi vivono i migranti come un raddoppiamento mimetico della loro marginalità, con la differenza, in favore dei migranti, che i migranti vorrebbero volentieri integrarsi, se potessero. […]


In quanto agli intellettuali antifascisti del moralismo azionista accademico, si tratta di un gruppo sociale parassitario, privo di proposte e di profili culturali reali. E’ allora del tutto normale che essi difendano rendite di posizione parassitarie, e facciano del continuo agitare di un antifascismo in assenza completa di fascismo la loro ragion d’essere storica. (Costanzo Preve, Sul comunismo e sul comunitarismo)


Per i Sovranisti vige il Motto «Prima gli Italiani», per la Ur-Sinistra capitalista, globalista, mondialista, sorosiana, vige ben altro motto: «Prima i Migranti e i Centri Sociali; degli Italiani che si ammantano dei Valori Tradizionali e della loro Cultura non sappiamo che farcene».

I radical chic negano che la Sinistra è ormai latrice delle stesse istanze della Destra tradizionale. Il PCI era un partito sociale che lottava per lo Statuto dei Lavoratori e per il diritto alla pensione in età accettabile, le socialdemocrazie globaliste li hanno abrogati;

Giorgio Napolitano, ai tempi del PCI era fermamente no-euro, ora ne è strenuo difensore;

La sinistra europea era anticapitalista ed anti-atlantista, ora, con la sedicente “Terza Via” fa solo da palafreniere al Capitalismo Totalitario e ai Catafratti Neoliberisti;

Nel 1997 la sinistra chiudeva i porti all’immigrazione, ora li vuole totalmente aperti:


Oggi Veltroni, Pd, Repubblica e compagnia bella criticano aspramente la chiusura dei porti italiani attuata da Salvini (e Toninelli). […]


In quell’anno di crisi degli anni Novanta, la squadra di governo poteva schierare ministri di prim’ordine. Agli Esteri comandava Lamberto Dini, alla Difesa Beniamino Andreatta e all’Interno Giorgio Napolitano. Con loro pure il ministro dei Trasporti e della Navigazione (responsabile sui porti), Claudio Burlando. Ebbene. Cosa fece il governo della sinistra quando migliaia di immigrati albanesi tentarono di lasciare i Balcani via mare e approdare sulle coste della Puglia? Aprirono i porti? Misero in mare imbarcazioni umanitarie? Macché. Se da una parte offrirono “protezione temporanea” (temporanea!) ai profughi e sostennero economicamente l’Albania, dall’altra attuarono un vero e proprio blocco navale (ben più duro di quanto non abbia fatto oggi Salvini). (ilgiornale.it)


La sinistra era no-global (qualcuno dei radical chic ricorda ancora il G8 di Genova 2001 e il Genoa Social Forum?), ora è entusiasta degli effetti della globalizzazione.


Eppure, malgrado tutto, oggi è difficile negare che quel giorno — che oggi ricordiamo più per il terrificante assalto alla scuola Diaz, per gli arresti e per le cariche della polizia, piuttosto che per i motivi dei manifestanti — ad essere seduti dalla parte della ragione erano proprio loro, i manifestanti. E che abbiamo lasciato che gli sparassero addosso. (Andrea Coccia)


In questa intervista a Gianluigi Paragone, Toni Negri tesse le lodi della Globalizzazione.




GLI IMMIGRATI PREMONO ALLE NOSTRE PORTE MA…

I nostri deschi sono poveri e scarni, non come quelli – ricolmi d’oro – dei Rothschild, dei Rockefeller, dei Bezos, dei Gates, dei Soros, dei Buffett… o dei Saviano, dei Lerner, dei Fazio.

I nostri deschi sono poveri a causa dell’anomica rapacità dei Catafratti Neoliberisti, a causa dell’attuale stagnazione secolare della crescita, e a causa dell’euro e del neo Sacro Romano Impero Germanico – UE.

Ma il Capitalismo Totalitario spinge i disperati dell’Africa verso le mense povere degli Italiani, disintegrati economicamente dalla crisi economica e da un’infinita sequela di politici Quisling e Gauleiter.

Qualcuno lo dica a Jorge Bergoglio e Mons. Ravasi.




NEL VUOTO METAFISICO DI IDEE…

Nel vuoto metafisico di idee che alligna nel campo della Ur-Sinistra capitalista e globalista, si ritiene che la censura del Dizionario della Lingua Italiana, il Migrazionesimo Bergoglian-Sorosita, e le marce antifasciste possano bloccare l’avanzata dei turpi cattivoni Sovranisti.


Essere antifascisti in assenza completa del fascismo […] costituisce un alibi per non essere anticapitalisti, facendo slittare la passione della critica dalla contraddizione reale a quella irreale perché non più sussistente. L’antifascismo svolge oggi il ruolo di fondazione e di mantenimento dell’identità di una sinistra ormai conciliata con l’ordine neoliberale, che deve dirsi antifascista per non essere anticapitalista, che deve combattere il manganello passato e non più esistente per accettare in silenzio quello invisibile se non nei suoi effetti (ingiustizia, miseria e storture d’ogni sorta hanno, privatizzazioni e precarizzazione, ecc.). […]


È in questa luce, peraltro, che si comprende per quale ragione la sinistra, specialmente quella italiana, da almeno vent’anni, abbia smesso di proporre il comunismo, l’anticapitalismo e i diritti sociali come orientamenti ideali di riferimento, per assumere come parole d’ordine esclusive l’antifascismo, l’onestà, i diritti civili, la questione morale, ecc. In Italia, questa involuzione indecente trova la sua espressione più emblematica nella tragicomica vicenda del “serpentone metamorfico PCI-PDS-DS-PD” (Costanzo Preve): vicenda nella quale è possibile leggere, in filigrana, una dialettica di progressivo abbandono dell’anticapitalismo e di graduale integrazione, oggi divenuta totale, alle logiche illogiche del mercato divinizzato. (Diego Fusaro, “l’assurdità dell’Antifascismo in assenza di fascismo”)


Le Marcette “Antifasciste” della Ur-Sinistra neoliberista, globalista e radical-chic dimostrano l’apoditticità dell’aforisma attribuito a Ennio Flaiano:


I fascisti in Italia si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti.


Non è certo utilizzando i metodi del Grande Fratello Orwelliano che la Ur-Sinistra recupererà i voti e l’autorevolezza politica ormai bruciati per sempre.


Big Borther Soros

Il Big Brother Planetario George Soros. Immagine satirica.



CONCLUSIONI

Una precisazione si rende doverosa. Non facciamoci irretire dalla convinzione che, espellendo materialmente tutti gli immigrati irregolari, nel nostro Paese scorrerebbero latte e miele.

Si ridurrebbe certo una parte della criminalità diffusa, ma non tutta. Peraltro, il costo sarebbe quasi proibitivo. Espellere i 500-600.000 clandestini in Italia ci costerebbe fino a 4 miliardi di euro.

Una grossa fetta della propaganda sovranista è netta al riguardo. Ma è del tutto fuorviante. Tutte le etnie commettono reati e gli Italiani, spesso, sono ai primi posti per alcune fattispecie criminose.

C’è una disamina interessante del già citato Luca Ricolfi sul sito di Fondazione Hume, il quale afferma,


le ragioni del mio pessimismo sono molte. Penso per esempio che, poiché sono decenni che chiudiamo un occhio su ogni genere di trasgressione – in famiglia, a scuola, all’università, sugli autobus, per strada, sui treni, nei rapporti con il fisco – la violazione delle norme è entrata nel nostro DNA culturale. Per alcuni, succede addirittura che la violazione delle regole diventi un fattore identitario, se non di orgoglio personale: poiché ritengo che una data regola sia ingiusta, mi sento in diritto di violarla.


Non c’è solo la hybris, lo smisurato orgoglio del singolo: c’è anche l’opportunismo e la codardia dello Stato. Non è da oggi, e non è certo solo a Roma o nelle grandi città, che le forze dell’ordine hanno deliberatamente scelto di considerare extraterritoriali, o zone franche, intere porzioni del territorio nazionale, o interi quartieri di una città. Vale per le volanti che si guardano bene dall’entrare in certi territori, per i vigili che non osano entrare in certi edifici, ma anche per i magistrati, per i quali, a dispetto dell’obbligatorietà dell’azione penale, ci sono notizie di reato che non meritano indagini e approfondimenti.


Poi c’è la cultura finto-progressista, per cui la delinquenza comune, dal furto allo spaccio, è una conseguenza della povertà e della diseguaglianza, e dunque va trattata con riguardo. Come con riguardo vanno trattate le occupazioni di case, le occupazioni di scuole, le invasioni dei cantieri, tutte azioni illegali ma di cui si suppone che siano compiute per una giusta causa, o con sufficienti attenuanti per essere tollerate. Una visione del mondo per cui, da almeno vent’anni ci viene spiegato: “La politica, una buona politica, dovrebbe prendere in carico le paure degli italiani e dimostrarne l’infondatezza” (copyright Livia Turco, firmataria della legge Turco-Napolitano sull’immigrazione).


La chiusa di Ricolfi è icastica. Lo Stato può realmente contrastare il crimine solo mediante l’incapacitazione, cioè a chi ha commesso un delitto deve essere materialmente impedito di ripeterlo o di perpetrarne altri e ciò è possibile solo mediante la detenzione.

Ergo, il Parlamento deve cessare di depenalizzare gravi reati – compresi evasione e frode fiscale –, con la scusante dell’eccessivo affollamento delle carceri e destinare risorse sufficienti all’edilizia carceraria e forse,


i cittadini ricomincerebbero ad avere fiducia nello Stato, a non sentirsi stupidi se rispettano le leggi. Perché, checché continuino a pensarne certi politici, non è vero che “le paure dei cittadini sono infondate”: le paure dei cittadini sono fondatissime, verso la criminalità degli immigrati come verso quella degli italiani. E quelle paure, solo uno Stato che torni a fare lo Stato ha qualche possibilità di spegnerle. (Luca Ricolfi, cit.)


Ma qui solleviamo un’obiezione. Le strettoie UE ci permetterebbero a deficit un’aumento della spesa per nuove carceri? Sicuramente no.

Ai tecnocrati UE non interessa affatto la crescita economica dell’Italia: con il pretesto del risanamento dei conti pubblici essi puntano alla destabilizzazione e alla de-costruzione sociale e materiale d’Italia. Non vogliono la ricostruzione di ponti, la riparazione delle scuole pubbliche e vedono, pertanto, come fumo negli occhi, l’aumento delle carceri. Più delinquenti in giro ci sono, maggiore destabilizzazione viene prodotta.

I Quisling UE dei catafratti Neoliberisti stanno applicando in Grecia e in Italia il piano di spopolamento e deindustrializzazione che Morgenthau voleva applicare alla Germania sconfitta.

Purtroppo la precoce morte di FD Roosevelt impedì l’implementazione di tale piano. Diversamente, la Germania non sarebbe più una potenza industriale e la distopica attuale UE, riedizione dell’asociale Sacro Romano Impero Germanico, sarebbe solo un incubo notturno e non l’esiziale realtà.

Il 9 novembre 1989 (esattamente 66 anni dopo il fallito putsch hitleriano a Monaco) è la data più ferale nell’era postmoderna. Il crollo del Muro di Berlino. La bisettrice della Storia del Mondo postmoderno.

Migliaia di occidentali hanno partecipato alla de-costruzione del Muro, senza rendersi conto che il Muro, più che limite posto agli Europei dell’Est, era uno scudo per il Proletariato e la piccola e media Borghesia occidentali.

Crollato il Katéchon (copyright Diego Fusaro) il Capitalismo neoliberista ha finalmente potuto esternare il suo aspetto demoniaco, gettando la maschera di finta benevolenza, per mostrare il suo vero volto, mostruoso, intollerante, fondamentalista e totalitarista.

Last but not least, il crollo del Muro portò alla ferale riunificazione delle due Germanie.

Da quel momento la costruzione de-strutturante della Nomenklatura UE ha subito un’accelerazione bruciante ed è nata l’Europa dei Banksters e degli Squali finanziari come Soros, a scapito dei diritti sociali dei cittadini e a scapito della Sovranità degli Stati Nazionali Europei.



Agli apparatčiki UE che, come visto, sono controllati – o quantomeno condizionati – da colui che abbiamo definito satiricamente il Reichsmarschall-Ue George Soros, non interessa l’evoluzione etico-filosofica delle etnie nazionali. Anzi, siffatte etnie vanno de-costruite e infine diluite nel mare magnum di un meticciato confuso e deregolato.

Con il pretesto della Difesa dei Diritti Umani, la Globalizzazione del Capitalismo Totalitario sta creando una nuova Antropologia di individui barbari, brutali, materialisti, oggettivisti randiani, egoisti, de-acculturati e sradicati dal loro Ethos. In competizione feroce gli uni contro gli altri per qualsiasi merce-feticcio, dagli iPhone all’acqua e al corpo umano.

Gli schiavi perfetti. Perché c’è solo una discriminazione che le globaliste ONU, UE, et similia, non combattono. Quella vera. Quella basata sul censo.

Per cui i tanatocapitalisti sono i Neopadroni, i pauperizzati sono i Neoservi. Sic et simpliciter.


Etica, virus Derrida, Reichsmarschall Soros – L’Isola di Avalon

Etica, virus Derrida, Reichsmarschall Soros – L’Isola di Avalon

Etica deriva da Ethos, che in origine significava “il posto da vivere”. L’etica non può prescindere dalla Comunità e dal senso di appartenenza alla stessa.

Source: www.isoladiavalon.eu/etica-virus-derrida-reichsmarschall-soros/



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Etica, virus Derrida e il Reichsmarschall Soros.

Etica deriva da Ethos, che in origine significava “il posto da vivere“. L’etica, pertanto, non può prescindere dalla Comunità e dal senso di appartenenza alla stessa. Ma…


il Reichsmarschall-EU George Soros odia le Comunità e le destruttura da almeno trent’anni a questa parte.



L’ETICA ROVESCIATA DEL REICHSMARSCHALL SOROS

Usiamo il termine Reichsmarschall o Mariscalco poiché nel Sacro Impero Romano Germanico siffatta era la più alta carica militare.

La UE è, de facto, la palingenesi nefasta di tale immonda struttura, antisociale, antidemocratica, utile solo agli interessi dei Germanici. Esattamente come oggi.

Il Rerichsmarschall-EU Soros controlla tutta la Commissione Europea. L’adoratore di vini e distillati, Jean Claude-Juncker (il facilitatore delle immense evasioni fiscali delle grandi Transnational Corporations quali Amazon, Google ed Apple) lo incontra spessissimo, come ha confermato il suo portavoce, e tutti gli altri commissari sono fedeli vessilliferi dell’ideologia sorosita di totale liquidazione degli Stati-Nazione e di annacquamento delle etnie autoctone mediante la coercive engineered migration, l’arma di migrazione di massa.

Come il Commissario UE alla Giustizia, Vera Jourova.


La commissaria assicura che l’Ue sta “monitorando” la situazione dell'”hate speech” in tutti i Paesi membri. Ma è chiaro dalle sua parole che sia proprio l’Italia l’attenzionata numero uno. Il leader della Lega, ora al Viminale, ha più volte detto di voler “usare la ruspa” contro i campi rom illegali. E a inizio mandato aveva proposto anche un censimento delle popolazioni nomadi che vivono nelle baracche. Allora la Commissione arrivò ad evocare addirittura la conferenza di Wannsee, quella in cui nel 1942 i nazisti pianificarono la Shoah. Mentre Moscovici parlò di “frasi raggelanti”. Non solo. Perché a marzo scorso la stessa Jourova aveva tuonato contro Salvini intimandogli di “cancellare “nel giro di 24 ore” un post su alcuni migranti che avevano molestato una bimba a Venezia. Il motivo? “Può incitare alla violenza”.


E così, dopo la bocciatura della manovra, si apre un nuovo fronte di scontro tra il Belpaese e l’Europa. In fondo è stato il commissario Moscovici, quello che in queste ore sta valutando la legge di bilancio del governo gialloverde, a evocare i fantasmi di “piccoli Mussolini” che si aggirano per l’Europa. E tra loro c’erano i vari Orban e, ovviamente, Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno ha subito reagito alle accuse della commissaria Ue alla Giustiazia. “Ancora sciocchezze da Bruxelles – dice – Perché la signora commissaria non viene a visitare un Campo Rom a Roma o Milano, fra armi, illegalità, bambini sfruttati e oggetti rubati? Così magari si sveglia e cambia idea. Io voglio ordine e regole. Punto”. (ilgiornale.it)



Non dimentichiamo, inoltre, che quasi la metà degli eurodeputati viene considerata “alleata affidabile” da George Soros.



L’ETICA DELLA GLOBALISTA ONU

Al riguardo andrebbero valutate le conclusioni di un emblematico documento, del 2001 – ma perfettamente aderente all’attualità – intitolato “NEW ISSUES IN REFUGEE RESEARCH” (Working Paper No. 39).

L’ONU statuisce che,

L'Europa è diventata un continente di immigrazione. Questo è il risultato inevitabile della
globalizzazione e della necessità di soddisfare la propria caduta demografica. C'è una 
immediata necessità di sviluppare una politica di immigrazione che rifletta 
entrambe le esigenze del Mercato del lavoro europeo e bisogni sociali ed economici 
dei migranti. 

Chissenefrega, da parte dell’ONU, dei bisogni sociali ed economici dei Popoli Europei Autoctoni, e continua,

L'assorbimento sociale ed economico di quote di immigrazione è una parte essenziale di 
qualsiasi approccio globale alla migrazione, e la sua quasi totale assenza ha 
indubbiamente appesantito i sistemi di asilo con affermazioni infondate, 
nonché contribuito alle attività di contrabbandieri e trafficanti.

Ineffabile il seguito:

L'Europa richiede una visione di se stessa tra 50 o 100 anni che è multi-culturale, 
diversificata e basata su un comune insieme di valori e non particolari raggruppamenti 
storici, etnici o sociali. 
La migrazione  farà inevitabilmente cambiare la composizione di ogni città in Europa 
e questo fatto deve essere spiegato e dibattuto chiaramente in tutte le parti del continente. 
La politica in materia di asilo e rifugiati è solo una parte di questo processo. 
Tuttavia, ci sono molti funzionari eletti in ogni Paese europeo che continuano a 
utilizzare in modo stereotipato i richiedenti asilo a fini politici, frustrando 
qualsiasi dialogo aperto basato su fatti e ricerche e quindi mantenendo una 
significativa nicchia di mercato per i trafficanti e i contrabbandieri.

L’esegesi di siffatte direttive è raggelante: il muovo Impero Carolingio – EU ( alias Quarto Reich tedesco) deve basarsi su un comune insieme di valori (gli immondi valori del Capitalismo Totalitario e dei catafratti neoliberisti) e deve cassare le etnie nazionali.

D’altro canto, un antropologo della stessa Ur-Sinistra Globalista dell’ONU, Benedikt Anderson, aveva definito le Nazioni «comunità immaginate»

Chiunque osi opporsi all’arma asimmetrica delle Migrazioni Sorosite di Africani e Musulmani è un becero populista fascista o un collaborazionista dei trafficanti di umani.

È inevitabile che, alla fine del XXI secolo, tutte le grandi città europee diventeranno copie marcescenti del Cairo o di Lagos. Esse saranno enormi maleodoranti sūq a cielo aperto, con i monumenti romani e le cattedrali gotiche fatti saltare per aria, e con tutti i Musei bruciati dall’Integralismo islamico.



SARANNO GLI ISLAMICI AD ASSIMILARCI. IL TUTTO A CASA NOSTRA

Citiamo alcune parti del nostro “Le ONG di Soros”.

Quello che segue è un video propagandistico dell’accoglienza ai migranti finanziato da George Soros e dalla Commissione Europea, da sempre in prima linea nella liquidazione delle identità culturali e nazionali, in favore della sovrastruttura globalista e reazionario-latomistica conosciuta come UE.



Perfino lo storico e geopolitico di Council on Foreign Affairs, Trilateral Commission e – soprattutto – di Three Eyes Lodge e poi di Hathor Pentalpha, Samuel P. Huntington, riconosceva che l’identità culturale e la religione sono la spina dorsale, l’ipostasi, di ogni popolo e di ogni civiltà; liquidare l’identità culturale di un popolo significare liquidare quello stesso popolo se non, addirittura, un’intiera civiltà, come avvenne all’Impero Romano d’Occidente, sommerso e cassato dalla Storia mediante un’altra invasione, quella dei barbari germanici.


Un’Europa occidentale raffigurata come una buona e benevola fata che accoglie i migranti in fuga dalle guerre a dispetto degli stati dell’est europeo – come l’Ungheria – dipinti, al contrario, come dei disumani razzisti e xenofobi. È la visione manichea espressa nel cartone animato di un mezzo e mezzo dal titolo «Eurodame, Help!», cortometraggio che lancia la campagna immigrazionista promossa dall’associazione francese «Européens Sans Frontières (ESF)» (Europei senza frontiere) e finanziata dalla Commissione europea, dal governo francese e dalla Fondation Hippocrène. (occhidellaguerra.it)


Il citato Samuel Huntington parlava di guerre di faglia e linee di faglia. A similitudine della tettonica, le linee di faglia rappresentano le linee di frattura, di scontro, tra una civiltà e l’altra.

L’Italia è l’unico Paese al mondo posto ai confini di quattro linee di faglia, quattro Civiltà.

Fa parte della Civiltà Occidentale e confina con la Civiltà Africana, con l’Islam e con la Civiltà Russa Ortodossa (Serbia).

La prima guerra del Golfo può essere considerata la prima vera guerra di faglia,


Come i protagonisti di altre guerre di faglia, Saddam Hussein identificò il proprio regime con la causa capace di guadagnarsi il più ampio sostegno: l’Islam. […]


L’identificazione della guerra [contro l’Iraq] come di un conflitto tra Islam e Occidente facilitò la riduzione o l’accantonamento degli antagonismi esistenti nel mondo musulmano. Le vecchi defferenze tra i musulmani persero di rilievo rispetto alla grande differenza tra l’Occidente e l’Islam. Nel corso del conflitto, governi e gruppi musulmani presero sempre più le distanze dall’Occidente. […]


«Quei ba’athisti dell’Iraq», ha detto Safar Al-Hawali [ex rettore dell’Università islamica a La Mecca], «potranno essere i nostri nemici di un’ora, ma Roma sarà la nostra nemica fino al giorno del giudizio universale». […]
Il numero di conflitti tra civiltà che ha coinvolto i musulmani è tre volte superiore a quello dei conflitti tra civiltà non musulmane. Anche il numero di conflitti scoppiati all’interno del mondo islamico è maggiore di quelli verificatisi nell’ambito di qualsiasi altra civiltà, compresi i conflitti tribali in Africa. […]


Neo primi anni Novanta i misulmani erano coinvolti più di qualsiasi altra comunità in conflitti con gruppi diversi, e dai due terzi ai tre quarti di tutte le guerre tra civiltà in corsonel mondo vedevano contrapposti musulmani e non musulmani. I confini dell’Islam grondano sangue, perché sanguinario è chi vive al loro interno. […]


[Un’ultima] possibile fonte di conflittualità tra musulmani e non musulmani chiama in causa quella che uno statista ha definito l’«indigeribilità» dei musulmani. (Samuel P. Huntington, Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale)


Se persino un esperto geopolitico della Massoneria ultrareazionaria, quale appunto è l’Huntington, definisce «indigeribili» gli islamici, perché dovremmo credere alla bufale propalate da Merkel, Soros e dalle ballerinette della sinistra radical chic europea quando parlano di «assimilazione culturale» dei migranti (in stragrande maggioranza di stretta osservanza coranica)?

Il vero problema per l’Occidente, conclude Huntington,


non è il fondamentalismo islamico, ma l’Islam in quanto tale, una civiltà diversa le cui popolazioni sono convinte della superiorità della propria cultura e ossessionate dallo scarso potere di cui dispongono. Il problema dell’Islam non è la CIA o il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ma l’Occidente, una civiltà diversa, le cui popolazioni sono convinte del carattere universale della propria cultura e credono che il maggiore – seppur decrescente potere – detenuto imponga loro l’obbligo di diffondere quella cultura in tutto il mondo. Sono questi gli ingredienti di base che alimentano la conflittualità tra Islam e Occidente. (Samuel P. Huntington, Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale)


Le ONG di Soros – L’Isola di Avalon

Le ONG di Soros – L’Isola di Avalon

Le ONG di Soros. Una delle ONG di Soros, uno dei “taxi del mare” a cui dobbiamo l’invasione dei migranti, sarebbe ufficialmente indagata dalla Procura di Trapani per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nell’occhio del ciclone investigativo ci sarebbe…. Medici Senza Frontiere, l’organizzazione non governativa più grande e più importante al mondo.

Source: www.isoladiavalon.eu/le-ong-di-soros/



L’ETICA DEL DECOSTRUZIONISTA SOROS

DCLeaks aveva aperto un portale interamente dedicato alle mail riservate e segrete del cabalista Soros e in prima pagina campeggiava questo caustico giudizio:


George Soros […] guida più di 50 fondazioni sia globali che regionali. È considerato l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di Stato di tutto il mondo negli ultimi 25 anni. A causa sua e dei suoi burattini gli Stati Uniti sono considerati come una sanguisuga e non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi hanno succhiato sangue a milioni e milioni di persone solo per farlo arricchire sempre di più. Soros è un oligarca che sponsorizza il partito Democratico, Hillary Clinton, centinaia di uomini politici di tutto il mondo. Questo sito è stato progettato per permettere a chiunque di visionare dall’interno l’Open Society Foundations di George Soros e le organizzazioni correlate. Vi presentiamo i piani di lavoro, le strategie, le priorità e le altre attività di Soros. Questi documenti fanno luce su uno dei network più influenti che opera in tutto il mondo.


Attualmente, il sito DCLeaks è offline, ed è consultabile solo la versione archiviata in WebArchive.



Non abbiamo usato a caso il termine “Decostruzione”, infatti arriviamo al fenomenologo Jacques Derrida.



IL VIRUS DERRIDA

Derrida contesta la


logica ”logocentrica” della filosofia occidentale. Tale logica privilegia un termine assoluto − Dio, Natura, Ragione − per elevarlo al rango di ”significante trascendentale” e farne una pietra di paragone cui ricondurre tutti i segni. Derrida propone invece che s’insista sul carattere ”indecidibile” di qualunque segno per far emergere nel testo − sia esso filosofico, letterario o di altra natura − ciò che non è possibile comprendere dal punto di vista delle opposizioni binarie della filosofia classica: ciò che non è né bene né male, né vero né falso, né puro né impuro. È questa disarticolazione del testo, questa ”apertura” delle sue incoerenze che si definisce ”decostruzione”. (Treccani, voce decostruzionismo)


Quella del Derrida è l’ipostasi del Nichilismo che dà energia al Nulla che sta liquidando-dissolvendo la Società attuale brutalizzata dal Capitalismo Totalitario e dai Catafratti Neoloberisti.

In un’intervista Derrida dichiarò che «‘la Decostruzione è la denaturalizzazione del naturale’. La portata filosoficamente rivoluzionaria del pensiero derridiano è una delle forme più autentiche di radicalità filosofica: in esso nulla è accolto secondo un criterio d’evidenza, ma viene sottoposto all’impietosa dissoluzione della decostruzione».

Il pensiero di Derrida è un


pensiero nichilista, che esita nello scetticismo e nel solipsismo più assoluti, giacché la decostruzione mostrerebbe l’infondatezza e la precarietà di tutta la tradizione del pensiero occidentale. (Wikipedia, voce Derrida)


L’ETICA AL CONTRARIO DELLA DECOSTRUZIONE DEL CAPITALISMO TOTALITARIO

La lettura decostruzionista di Derrida è l’emblema dell’antimetafisica, la weltanschauung della Dittatura del Capitale e dei Mercati


La scrittura è, per Derrida, “differente”, nella duplice valenza etimologica del verbo greco “diaphèrein”” (διαφέρειν) e del verbo latino “differre”. Nel primo caso, il verbo significa soltanto “essere differente, essere diverso”, nel secondo caso, invece “differre” vuol dire sia “essere differente” che “differire, rimandare”. Per questo Derrida parla di una “differenza temporale”, propria della scrittura. La scrittura, durando nel tempo assai più della parola pronunciata, toglie al suo messaggio la sua collocazione spazio-temporale. (Wikipedia, voce Derrida)


Usando la reductio ad absurdum, se non ci fosse stata la scrittura, nulla sapremmo di Platone, Aristotele, Kant, Hegel…

Il Non-Essere di Derrida è in realtà l’humus in cui cresce il turpe Capitalismo Totalitario, nella sua furia iconoclasta delle strutture sociali esistenti (l’Essere).

L’odio rivolto verso la scrittura (ergo della Cultura, in primis di quella occidentale) nel Derrida è più che patente:


La scrittura [per Derrida] è innanzitutto rottura , e questa rottura “marca l’impossibilità per un segno, per l’unità tra significante e significato, di prodursi nella pienezza di un presente e di una presenza assoluta (De la Grammatologie). La scrittura è, infine, orfana dalla sua nascita, poiché essa è “abbandonata” dal suo autore. Essa è sempre alla deriva, errante […] : la scrittura è scandalosa, innaturale, perversa. (Artin Bassiri)


IL VIRUS DERRIDA HA CONTAMINATO TUTTA LA CULTURA OCCIDENTALE

Il Non-Essere Nichilista di Derrida è del tutto analogo al Nulla di Fantàsia,


Atreyu: Perché Fantasia muore?
Gmork: Perché la gente ha rinunciato a sperare. E dimentica i propri sogni. Così il Nulla dilaga.
Atreyu: Che cos’è questo NULLA?
Gmork: È il vuoto che ci circonda. È la disperazione che distrugge il mondo, e io ho fatto in modo di aiutarlo.
Atreyu: Ma perché!?
Gmork: Perché è più facile dominare chi non crede in niente ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere.
Atreyu: Chi sei veramente?
Gmork: Io sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. (Dialogo italiano del film “La Storia Infinita”, 1984)

il Nulla

Un “capolavoro” di Frank Gehry


Piene Concordanze con l’Anomos Globale del Capitalismo Totalitario, George Soros…

Purtroppo il virus Derrida ha contaminato tutta la cultura occidentale, financo l’Architettura.

Anche se la celebratissima archistar Frank Gehry afferma che il suo è Decostruttivismo contrapposto alla Decostruzione derridiana, la liquefazione, la dissoluzione, la decostruzione, la destrutturazione, che promana dalle sue opere parla al contrario.


etica

Il Beekman Palace a New York del decostruttivista David Gehry


CONTRO IL VIRUS DERRIDA


Nikos Salingaros critica aspramente il decostruttivismo in architettura e della sua applicazione a-critica della filosofia del post-strutturalismo. Nel suo saggio The Derrida Virus egli sostiene che le idee di Jaques Derrida, applicate in modo poco critico, costituiscono un “virus” di informazione che distrugge il pensiero logico e la conoscenza.


I maggiori esponenti della filosofia continentale (J. Habermas e K.O. Apel) si sono sempre schierati contro i principi della decostruzione e del decostruzionismo e hanno proposto, al contrario, l’idea di una dialettica progressiva tra la comunità storica e ideale degli interpreti che miri alla progressiva risoluzione dei conflitti economico e sociali attraverso i principi di un’etica della comunicazione, ovvero di una strategia discorsiva pienamente democratica. (Wikipedia, voce Derrida)


Breviter, quella del Derrida è l’esatto opposto della reductio ad unum. Per il virus Derrida non esiste un Logos universale, non esiste l’Uno plotiniano, esistono solo miliardi di individui de-strutturati in perenne competizione tra loro, all’infinita quanto inana ricerca di profitto personale e piaceri; il punto di arrivo è l’uomo deleuziano, ridotto a mero Flusso di desideri, sensazioni, abitudini. Cioè il paradigma del Liberalismo.

Il geniale filosofo neocomunitarista Costanzo Preve lo affermava chiaramente, «Deleuze deve essere letto come un critico della Borghesia e, dunque, come un preparatore dell’odierno ultracapitalismo post-borghese».

Tranchant il giudizio del filosofo piemontese nei confronti di Toni Negri: «il marxismo di Deleuze e Negri non ha nessun rapporto con Marx».



L’ETICA DELL’ANOMOS GEORGE SOROS

Come afferma correttamente il discepolo di Preve, Diego Fusaro, il Capitalismo Totalitario «deve distruggere i fondamenti della vita etica borghesi: famiglia, società civile, enti pubblici, radici etiche e Stato Sovrano Nazionale, essendo questi elementi tutti ineludibilmente incompatibili con il capitalismo post-borghese e post-proletario, che è quello della mercificazione integrale del mondo della Vita».

Il Gran Maestro della Cabala Globale, George Soros, quindi, da oltre trent’anni non fa che de-strutturare, de-costruire tutte le strutture sociale esistenti, con il pretesto di tutelare i Diritti Umani.

I nemici del Reichsmarschall-EU sono le comunità, le associazioni, i sindacati, i beni pubblici, i diritti sociali, le Costituzioni antifasciste, gli Stati Nazionali, e li sta liquefacendo con gli essudati della “Società Aperta”, del Capitalismo Totalitario e dei catafratti neoliberisti.

Ma la vera nemica del Soros è la Cultura.

Per la teologia del Capitalesimo dell’Anomos Globale Soros, la cultura e le tradizioni vanno liquidate, poiché un uomo che ha gli strumenti per comprendere il Mondo che lo circonda non sarà mai uno schiavo, mentre il Liberal-Capitalismo postmoderno vuole solo schiavi ottusi da trattare come merce di infimo livello.

In “1984” di George Orwell, il vocabolario della Neolingua viene progressivamente ridotto, con l’intento di portare al minimo essenziale ed esistenziale il linguaggio (quindi le capacità cognitive) dei neoservi.

È per siffatto motivo che la UE e il suo Reichsmarschall vogliono sostituire gli Europei con Africani sradicati e de-acculturati. Gli schiavi perfetti. Il perfetto esercito industriale di riserva.


IL VIRUS SOROS, IL NON-ESSERE DEL SOROSISMO CONTRAPPOSTO AL COMUNITARISMO.

Il virus Derrida, anzi il virus Soros, è il Non-Essere. Tratto da geopolitica.ru:


Al Preve filosofo sta […] a cuore inquadrare la propria teoria politica all’interno di una tradizione filosofica ben precisa. A questo fine, egli ricostruisce la storia della filosofia, incentrandola sul concetto di comunità. I momenti fondamentali sono l’antichità greca, in particolare Aristotele, e poi l’idealismo tedesco, in particolare Hegel e Marx. Per motivi di spazio, rispetto all’ampia ricostruzione operata da Preve, ci concentreremo su questi tre autori, premettendo un breve excursus sull’origine comunitaria del concetto stesso di filosofia, così sintetizzata:

«L’intera storia della tradizione filosofica occidentale può essere ricostruita senza alcuno sforzo o deformazione unilaterale sulla base della categoria di comunità. Ed anzi, se facciamo un rapido esame comparativo tra la nascita della filosofia nell’antica Grecia (Parmenide) e nell’antica Cina (Confucio), in cui è dimostrata la totale assenza di rapporti reciproci diretti o indiretti, vediamo che in tutti e due i casi al centro dell’attenzione dei filosofi sta la “ricomposizione ideale” di un intero comunitario nel frattempo corrotto e dissolto, in vista di una nuova armonia comunitaria da ricostruire razionalmente e senza più ricorrere all’autorità dei miti cosmogonici precedenti». (Costanzo Preve)

L’origine stessa della filosofia starebbe quindi, secondo la ricostruzione di Preve, nell’idealizzazione della comunità come modello sociale di comportamento. Questo sarebbe il vero significato della questione presocratica circa l’arché della physis, e inoltre questo problema, come mostrerebbe il parallelo tra i Presocratici greci e le Cento Scuole cinesi, sarebbe universale. Perciò, l’Essere (to on) corrisponderebbe alla comunità originaria «spezzata e indebolita dal nuovo potere dissolutore del denaro». Viceversa  il Non Essere:

«è sempre un Nulla di Comunità, un’assenza di significati sociali e umani relazionali, un pericoloso e doloroso sprofondamento nell’insensatezza». (Costanzo Preve)


L’insensatezza che il Rechsmarschall-EU vorrebbe imporre a noi cittadini europei, retrocessi al rango di neoservi, Iloti. Merce scadente.

È la fine che faremo se non ci opporremo alla teologia demoniaca del Capitalismo Totalitario e se non sbaraglieremo il campo dei catafratti neoliberisti.


etica

Il Reichsmarschall-EU George Soros assieme a due dei suoi più fedeli vassalli: Emmanuel Macron e Margaretha Schulze. Immagine satirica.



 

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Imperator Soros e Armata Brancaleone http://www.isoladiavalon.eu/imperator-soros-e-armata-brancaleone/ http://www.isoladiavalon.eu/imperator-soros-e-armata-brancaleone/#comments Fri, 12 Oct 2018 16:17:48 +0000 http://www.isoladiavalon.eu/?p=9883 IMPERATOR SOROS E L’ARMATA BRANCALEONE. Imperator Soros sta appalesando qual è il suo effettivo ruolo all’interno della UE. Un ruolo da assoluto Dictator. Una prova ce la fornisce Mario Monti, nominato (ahinoi) Presidente del Consiglio, Anno Domini 2011. Il sussiegoso prof. Monti rivela: «Soros mi chiamò suggerendomi di chiedere aiuto all’Europa, ma noi volevamo evitare di

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IMPERATOR SOROS E L’ARMATA BRANCALEONE.

Imperator Soros sta appalesando qual è il suo effettivo ruolo all’interno della UE. Un ruolo da assoluto Dictator.


Una prova ce la fornisce Mario Monti, nominato (ahinoi) Presidente del Consiglio, Anno Domini 2011.

Il sussiegoso prof. Monti rivela: «Soros mi chiamò suggerendomi di chiedere aiuto all’Europa, ma noi volevamo evitare di far entrare la troika e non seguimmo quel consiglio. Ma Soros era molto preoccupato per la situazione italiana».

Tutto normale? No. Nient’affatto.

E’ tutto estremamente surreale. Un notissimo speculatore finanziario globale che telefona al premier appena incaricato, suggerendogli di attivare il MES per “salvare l’Italia” e che “lui  [Soros] è molto preoccupato per l’Italia (sic)”.



A che titolo parlava? Perché Monti gli ha fornito esaurienti spiegazioni al riguardo, invece di tagliar corto, essendo una siffatta telefonata del tutto irrituale?

Ancora pochi mesi fa, Imperator Soros, al Davos Forum,


ha aggiunto che […] i social media “ingannano i loro utenti manipolando la loro attenzione e dirigendola verso i propri obiettivi commerciali, provocando deliberatamente la dipendenza ai servizi che forniscono, il che è molto pericoloso soprattutto per gli adolescenti”. Ma non è solo questo: “Nella nostra era digitale le social media company stanno inducendo le persone ad abbandonare la loro autonomia. E le persone senza libertà di pensiono possono essere manipolate con facilità. È un pericolo attuale e ha già svolto un ruolo importante nelle elezioni presidenziali americane”.


Un altro pericolo è che la saldatura fra queste piattaforme e i regimi scarsamente democratici possa farsi più forte: “I Paesi dove questi matrimoni per nulla sacri potrebbero verificarsi sono la Russia e la Cina, perché le società tecnologiche stanno assumendo rilevanza come negli Stati Uniti” ha detto. Per concludere che “Davos è un buon posto per annunciare che i loro giorni sono contati: sono in arrivo tasse e regole e la commissaria Ue alla Concorrenza Vestager sarà la loro nemesi”. (repubblica.it)


Soros parla come se fosse lui il Presidente della Commissione Ue e non il bevitore di sciatiche Jean-Claude Juncker…

Ancor più emblematico che la Vestager abbia detto le stesse cose al Web Summit del 2017. «Sono preoccupata da cosa succede alla nostra democrazia, al nostro essere sociali. Talvolta le piattaforme digitali sottovalutano il potere che hanno».

Ci troviamo nel pieno di una farsa fliacica: un demofobo come Imperator Soros che fa il moralizzatore sul vulnus democratico dei social media.

YourNewsWire.com riporta un lungo elenco di ONG (187) che «stanno distruggendo l’America»fondate dal Soros.

Quello stesso individuo che, come evidenziava il sito DCLeaks,


guida più di 50 fondazioni sia globali che regionali. È considerato l’architetto di ogni rivoluzione e colpo di Stato di tutto il mondo negli ultimi 25 anni. A causa sua e dei suoi burattini gli Stati Uniti sono considerati come una sanguisuga e non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi hanno succhiato sangue a milioni e milioni di persone solo per farlo arricchire sempre di più. Soros è un oligarca che sponsorizza il partito Democratico, Hillary Clinton, centinaia di uomini politici di tutto il mondo. Questo sito è stato progettato per permettere a chiunque di visionare dall’interno l’Open Society Foundations di George Soros e le organizzazioni correlate. Vi presentiamo i piani di lavoro, le strategie, le priorità e le altre attività di Soros. Questi documenti fanno luce su uno dei network più influenti che opera in tutto il mondo.


A siffatto individuo si attaglia perfettamente un noto aforisma di Indro Montanelli:


Conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un furfante.



IMPERATOR SOROS E UE

«Juncker e Soros si conoscono da anni. Si son incontrati per la prima volta nel 1995 e molte altre volte», con tal disinvoltura il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas descriveva l’amicizia tra i due.

Questo incontro avvenne il 27 aprile 2017, a seguito di iniziative legislative ungheresi che avrebbero potuto determinare la chiusura della Central European University di Budapest, altra creatura di Soros.

Soros, nell’occasione, aveva preteso immediate rappresaglie contro Viktor Orbàn.

Questo è stato solo il prodromo della campagna che Imperator Soros sta tuttora conducendo contro il Popolo Ungherese e contro il loro Premier Orbàn.

L’Europarlamento a settembre ha approvato la mozione di Judith Sargentini affinché vengano irrogate pesanti sanzioni all’Ungheria anche a causa del rifiuto ungherese di “accogliere” i migranti di Soros, le Armi di Migrazione di Massa che l’Imperator utilizza – assieme al soffocante, antidemocratico e repressivo apparato burocratico UE-BCE – per liquefare gli Stati Nazionali, le Costituzioni e i diritti sociali dei Liberi Popoli Europei.



Le cessioni di sovranità nazionali a favore della sovrastruttura UE (sorta di riedizione dell’antidemocratico e germanico Sacro Romano Impero) e la coercive engineered migration (utilizzata al fine di diluire sempre più le etnie autoctone e deflazionare il costo del lavoro locale) sono le due facce della stessa medaglia. L’Impero del Capitalismo Totalitario.

Non è ultroneo ricordare che la Sargentini appartiene ai Reliable allies in the European Parliament (2014 – 2019), i quasi 300 europarlamentari su cui Imperator Soros può contare ciecamente in tutte le sue azioni e iniziative politiche in Europa.



GLI EDITTI DI IMPERATOR SOROS

I toni che usa Imperator Soros non sono quelli di chi dispensa consigli, ma dimostrano che il Soros è dotato dell’imperium. I suoi sono veri e propri editti imperiali:

Ecco cosa impone:


«Sono necessarie almeno quattro decisioni. Primo, va fatta una chiara differenza fra la partecipazione all’Unione europea e quella all’area euro.


Coloro che non sono nella zona monetaria andrebbero trattati come membri di seconda categoria dell’Unione. Quindi, la Ue dovrebbe mettere a frutto il suo merito di credito – la sua solidità come emittente di titoli debito per finanziarsi – che resta pochissimo sfruttata ed è eccellente.


Terzo, la Ue si deve proteggere dai nemici esterni [Imperator Soros intende la Russia, ndr] e deve riconoscere che l’Ucraina è la più grande risorsa che abbia per la propria sicurezza. Difendendosi, l’Ucraina difende anche l’Europa.


Quarto, la Ue deve rivedere completamente i suoi piani per gestire la crisi dei rifugiati».


Segue un video del Ministro Paolo Savona, una ventata di sana Economia dopo la Crematistica di Imperator Soros e dei suoi lacchè catafratti neoliberisti.




L’IMPERIUM DI SOROS

Imperator Soros è sempre rimasto fedele agli insegnamenti del suo Magister Karl Popper.


È sviante la domanda: “chi deve comandare?”, mentre razionale, ha sostenuto Popper per quasi sessanta anni, è la domanda: «Come possiamo organizzare le istituzioni politiche in modo da impedire che i governanti cattivi o incompetenti facciano troppo danno?». È questa la domanda sottesa alla società aperta. Non chi deve comandare, ma come controllare chi comanda: questo è quanto vogliono sapere uomini fallibili che costruiscono, proteggono e perfezionano le istituzioni democratiche. (Karl Popper, “La Società Aperta e i suoi nemici – Platone Totalitario”)


George Soros non riveste alcuna carica politica. Ma, da Imperator e Pontifex Maximus della Teocrazia del Capitalismo Totalitario, controlla tutte le organizzazioni e istituzioni globaliste (FMI, UE, BCE, ONU, World Bank, WTO, NATO, Deep State USA….), controlla centinaia di politici in tutto il mondo e gode del supporto dello strapotere economico di famiglie come Rotschild-Rockefeller e di satrapi globali come Bezos, Gates, Buffett…


Imperator Soros

George Soros assieme a Charlie Chaplin ne “Il Grande Dittatore”. Immagine satirica.



LE FAKE NEWS DAL VANGELO SECONDO SOROS

Imperator Soros conduce una strenua lotta contro le “Fake News”. Dal suo personale punto di vista sono da considerare incondizionatamente “Fake News” tutte le notizie che non promanano dal circuito ufficiale dei Mainstream Media della Cabala Globale.

Soros vuole imporre liste di proscrizione di tutti coloro che non si sottomettono ai dogmi globalisti del teocratico e tecnocratico Capitalismo Totalitario.

Abbiamo già parlato di “The Trust Project”. Ora riportiamo alcuni stralci di un esaustivo articolo di Francesca Totolo:


Di seguito saranno elencate e analizzate le agenzie e le istituzioni, governative e non, sostenute dalla Open Society Foundation di Soros, che hanno implementato una vera strategia di controllo delle notizie.


Poynter Institute è una società americana “leader nel settore del giornalismo” che ha sviluppato un’unità chiamata “International Fact-Checking Network” per promuovere migliori pratiche riguardo all’informazione attraverso un codice di principi utile per scovare le notizie false. Poynter è stato scelto da Facebook. [..] Sembrerebbe un’ottima iniziativa del più famoso social network: peccato che tra i maggiori sostenitori finanziari figuri proprio l’Open Society Foundations di Soros a cui si aggiungono, per non far mancare altro mondialismo, l’Omidyar Network del fondatore di Ebay Pierre Omidyar, la filantropica Fondazione di Bill e Melinda Gates, la National Endowment for Democracy (organizzazione finanziata dal governo americano con la missione “di esportare la democrazia all’estero”) e Google. […]


Media Matters for America è un centro di ricerca di taglio progressista nato con l’obiettivo di monitorare, analizzare e correggere la presunta “disinformazione dei conservatori” negli Stati Uniti, con una sezione intera dedicata al Presidente Trump. Il centro di ricerca “democratico” ha ricevuto ingenti finanziamenti dalla Open Society Foundations di Soros.


Il Centre for Public Integrity è un’organizzazione con sede a Washington che gestisce il Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi, un network di giornalisti appartenenti alle maggiori testate media mainstream internazionali (New York Times, Guardian, Le Figaro, El Pais, Washington Post, La Repubblica); lo scopo dell’organizzazione è “servire la democrazia rivelando gli abusi di potere, la corruzione e il tradimento della fiducia pubblica fatti da potenti istituzioni pubbliche e private, usando come strumento il giornalismo investigativo”. Sembra quindi paradossale che uno dei principali donatori sia proprio una “potente istituzione privata” che cerca di influenzare con la propria attività il normale svolgimento democratico di diversi Paesi, ovvero la Open Society Foundations. […]


Giampaolo Rossi de Il Giornale afferma che “fu proprio il Centre for Public Integrity checostruì a tavolino lo scandalo dei Panama Papers, una delle più fasulle inchieste giornalistiche degli ultimi anni, finalizzata a colpire i nemici politici dell’Amministrazione Obama (Putin in testa). In altre parole, coloro che finanziano manipolazioni giornalistiche nel mondo, finanziano lo strumento per sancire quali notizie sulla rete devono essere ritenute vere e quali false”. Anche la Gran Bretagna ha la sua organizzazione che si occupa di fact checking, la Full Fact, e viene utilizzata dal browser Mozilla Firefox per eliminare le fake news dai risultati delle sue ricerche. Come le colleghe statunitensi, anche Full Fact è finanziata dalla Open Society Foundations di Soros. (Francesca Totolo, ilprimatonazionale.it)



POTEVA MANCARE LA UE?


Chiudiamo l’elenco con il capolavoro dell’Unione Europea e della sua “European External Action Service East StratCom Task Force”: EU vs Disinformation Campaign, redattrice di una vera lista di proscrizione chiamata Disinformation Review, allo scopo di elencare “le notizie, presenti nell’universo dell’informazione internazionale, evidenziate per avere una visione parziale, distorta o falsa, e/o create per diffondere messaggi pro-Cremlino”. […]


EU vs Disinformation Campaign si avvale della collaborazione di segnalatori come StopFake e Kremlin Watch; quest’ultimo fa parte del think tank ceco European Values, e “mira a identificare le influenze e la disinformazione attuate dalla Russia contro le democrazie occidentali”.. Tra i principali sostenitori economici non potevano mancare la Open Society Foundations di Soros, la Commissione Europea e il Parlamento Europeo. (Francesca Totolo, ilprimatonazionale.it)




DIETRO I ‘CAMPIONI DEI DIRITTI UMANI’ C’È SEMPRE IMPERATOR SOROS

sturmtruppen

Le Sturmtruppen ONU

Poco tempo fa, l’ex Presidenta del Cile Michelle Bachelet, nell’ambito della sua nuova carica di Alto Commissario dei Diritti Umani, ha sferratto un attacco roboante e tonitruante contro il governo gialloverde e contro gli Italiani, accusati en masse di razzismo e xenofobia.

«Abbiamo intenzione di inviare personale in Italia per valutare il riferito forte incremento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e rom». Ovviamente i pennivendoli dei giornaloni e dei Mass Merda italioti si sono buttati a pesce in tal sozzo putridume, come maiali nel brago.

Ergo, presto arriveranno in Italia le Sturmtruppen cammellate ONU della presidenta Bachelet.

Chi c’è dietro siffatte dichiarazioni? Chi c’è dietro l’ondata di hate speech di ONU, e paramassoniche emanazioni varie, contro Italia e Italiani? Ça va sans dire, George Soros.

Ecco la Bachelet a braccetto con Imperator Soros e Princeps Soros.



Fingono di frignare per i diritti umani che sarebbero “sotto attacco”, ma chissenefrega se i diritti sociali come tutela del lavoro, tutela della salute, accesso ai beni primari, stanno scomparendo nel Mondo Occidentale, a causa degli Attacchi del Capitalismo Totalitario e dei catafratti neoliberisti.



CONTRO IMPERATOR SOROS IN  ITALIA C’E’ SOLO… L’ARMATA BRANCALEONE

In conclusione, Soros controlla tutta l’informazione Mainstream, quasi tutta la politica del Mondo Occidentale Globalizzato e ha una potenza finanziaria quasi illimitata. Può permettersi il lusso di dare scacco matto alle regine di Borsa quali Apple e Google; i tecnocrati UE sono de facto suoi vassalli.

Raramente nella Storia un singolo individuo ha riassunto in sè tanti poteri, forse Marco Licinio Crasso, triumviro con Cesare e l’uomo più ricco della Roma Antica. Vincitore di Spartacus, venne umiliato dai Parti a Carre. Su ordine di Orode gli venne versato in bocca dell’oro fuso, dopo essere stato decollato.

Tornando a Imperator Soros, citiamo Marco Travaglio.


Quando vai alla guerra, prima studi il nemico, poi ti guardi intorno in cerca di alleati, infine prepari le armi più efficaci per vincere. Oppure ti vedi L’Armata Brancaleone e poi fai il contrario. Ora, non c’è dubbio che il governo giallo-verde abbia deciso di andare alla guerra contro tutti i poteri, nazionali e internazionali, palesi e occulti, che governano per davvero l’Italia e l’Europa: Commissione Ue, Bce, Fmi e i famosi “mercati”, cioè la grande finanza e i grandi speculatori che scommettono immense fortune su o contro questo o quel Paese. E giù giù a cascata fino ai nostri poterucoli da riporto: Quirinale, Bankitalia, ragionerie e burocrazie ministeriali, Confindustria, lobby varie, partiti sconfitti nelle urne e vincenti nei media. […]


Quando, in quattro mesi, si lanciano tutte queste bombe contro chi ha sempre comandato sarebbe folle non prevedere una reazione uguale e contraria. E non comportarsi di conseguenza. La reazione è sotto gli occhi di tutti: scomuniche europee, moniti quirinaleschi, toni apocalittici su tutti i media che gridano pure alla censura di regime (domenica, in prima serata, Rai1 mandava in onda gli anatemi di Cottarelli e Burioni, noti portabandiera della tirannide giallo-verde), spread a 300 e Borsa in crollo. Non c’è nessun complotto: c’è, semplicemente, il rabbioso sgomento di un intero sistema che non si dà pace di non comandare più. […] (Marco Travaglio, “L’Armata Brancaleone”,  il Fatto Quotidiano del 10 ottobre 2018)




CONCLUDE TRAVAGLIO.


Intanto il Fmi e i suoi valletti di Bankitalia avvertono il governo di non toccare la Fornero e il Jobs Act. Dal che si deduce che l’Europa, come la intendono i suoi tenutari, è incompatibile con la nostra Costituzione: la sovranità non appartiene più al popolo, che vota chi gli pare (nel nostro caso, due partiti che vogliono cambiare l’Europa, il Jobs Act e la Fornero); bensì a pochi tecnocrati che non rappresentano nessuno (a parte i soliti “giri”), ma contano più di milioni di elettori. Nemici come questi si combattono senza cedere di un millimetro, ma con la massima serietà: non una parola di troppo; solo atti formali inattaccabili; e tanta mediazione e persuasione. Finora i giallo-verdi han fatto l’opposto: hanno visto L’Armata Brancaleone e, anziché evitarla, l’hanno imitata. (Marco Travaglio, “L’Armata Brancaleone”,  il Fatto Quotidiano del 10 ottobre 2018)


Volenti o nolenti, però, dobbiamo riconoscere che quest’Armata Brancaleone è l’ultimo mezzo che abbiamo per sopravvivere dagli assalti del sulfureo Capitalismo Totalitario Globale e dal suo Imperator, George Soros.

Una volta si diceva “speriamo di non morire democristiani“, oggi speriamo di non morire neoservi nella Dittatura del Capitale e del Mercato Globale.


imperator Soros

Imperator et Dictator George Soros. Immagine satirica.



 

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